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Diario rilegato in pelle verde (18 x 13 cm)

Trascrizione fedele del contenuto

Valeria Sertorio1 , Cuneo marzo 1963

Ho ormai 50 anni ed è bene pensare all'ultimo viaggio. "Estote parati". Condenso qui il
contenuto di molti quaderni. Forse fra qualche anno, se ci sarò ancora, distruggerò anche
questo...

Un ritaglio di giornale

Nell'Associazione Mutilati
Domenica con una cerimonia intima la Sezione di Ventimiglia della Associazione Mutilati ha offerto
le insegne di Cavaliere Ufficiale della Corona d'Italia al Colonnello Giovanni Sertorio. La nuova
onorificenza che si aggiunge alle molte decorazioni avute dallo stesso nelle ultime tre guerre e nella
lunga vita di soldato, gli è stata conferita da S. M. il Re su proposta di S. E. il Capo del Governo per
benemerenze.
Nel consegnare le insegne il presidente dei Mutilati cav. Giuseppe Lorenzi, ed il magg. cav. Allavena
per la Federazione Combattenti, rivolsero al festeggiato parole di gratitudine per l'opera assidua e
disinteressata che egli giornalmente presta ai reduci della guerra ed alle loro famiglie; rispose
commosso il neo decorato ringraziando i camerati presenti ed assenti. Erano intervenuti alla simpatica
riunione i sigg. Buonsignore e Bono per le famiglie dei caduti, Sismondini per i Combattenti, magg.
cav. Molinari, Coppo, Testa, Rag. Rostan, Lucarno, Melissa, Ferrarini, Piacentini, Ughes, Brizzi e
Balestra per i Mutilati.

"Sotto quest'erba che pare più scapigliata, ferrigna e forte giace un che dei Sertori, fu Gian
Luca per la seconda volta. Amò i pampini e più della vigna il sugo; adorò la natura. Visse
attivo, ma non si curò di Dio, né della vita futura.
Di professione soldato, d'inclinazione avvocato, per combinazione coniugato, sempre arguto,
sempre folle.
Fu anche padre, talvolta duro, tal'altra molle.
A me vedova consolata quella pace che lui ha già, perché finalmente giace."

1
Matrimonio con Francesco Bertetto contratto il 21 giugno 1941.

1
Tre ritagli di giornale

DA VENTIMIGLIA
Ventimiglia 2. (Alfio) — Alta onorificenza
— Il nostro concittadino Giovanni Sertorio, già distinto e valoroso ufficiale superiore del R. Esercito è
stato insignito della Commenda dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Il conferimento di tale ambito cospicuo titolo prova che la simpatia e la stima in cui il Magg. Sertorio
è tenuto, dalla cittadinanza è veramente riposta in persona degnissima.
Siano ben accette al neo decorato le nostre più vive sentite congratulazioni.

Le onoranze funebri al colonnello Sertorio


Si sono svolte le solenni onoranze alla salma del tenente colonnello cav. Giovanni Sertorio, presidente
della locale Sezione combattenti, presidente dell'U.N.P.A. e segretario della Sezione ventimigliese
delle madri e famiglie Caduti, che ha ceduto al male da cui era travagliato da tempo e da lui sopportato
con quella energia e virilità che lo caratterizzavano.
Al rito presenziavano rappresentanze di fascisti con gagliardetto, delle diverse associazioni
combattentistiche e d'arma e una compagnia di fanti con musica.
Mentre le truppe rendevano l'onore delle armi, il camerata Palmero presidente di questa Sezione
famiglie Caduti ha effettuato l'appello dello scomparso la cui salma, deposta su di un furgone, è partita
alla volta di Pieve di Teco, paese nativo dell'estinto per essere tumulata in quel civico cimitero.
Ai famigliari, le nostre vive condoglianze.

Ventimiglia — I solenni funerali del ten. Col. Sertorio


Martedì mattina, alle ore 8.30, si sono svolte in forma semplice e austera le estreme onoranze alla
salma del ten. col. Sertorio, presidente della locale sezione Combattenti, presidente dell'Unpa e che fu
anche delegato podestarile.
Quando la salma, recata da quattro fanti, uscì dal portone di casa per essere posta sull'autofurgone che
l'avrebbe trasportata a Pieve di Teco, la compagnia d'onore inviata dal comando del Presidio
presentava le armi e la fanfara reggimentale accennava alle prime note del «Piave». Il camerata
Palmero, in rappresentanza del Segretario del Fascio, ha effettuato l'appello fascista dello scomparso.

1-3-1942
Addio papà mio, io non ti vedrò mai più, mai più i miei occhi leggeranno le tue lettere, mai
più le mie orecchie ascolteranno le tue parole, mai più la mia bocca bacerà il tuo viso...
Addio!

Testamento olografo di Giovanni Sertorio


Dichiaro di nulla possedere, i pochi risparmi in cartella, contanti, gioie, mobili, masserizie...
appartengono tutti a mia moglie che è oggi più povera di quando l'ho sposata, che ha lavorato sempre,
tutta la vita, facendo più la serva che la padrona, che ha fatto sempre ogni sacrifício per il bene che ha
voluto a me e ai suoi figli. Nell'eventualità che a me competano beni immobili dell'eredità di mia
madre defunta il 1930 -eredità tutt'ora in contestazione, s'intende che questi andranno alle mie due
figlie, come prescrive la legge. Raccomando alle mie due figlie di rispettare, anzi venerare sempre la
mamma che fu sposa fedele e madre perfetta. A mia figlia Valeria raccomando sua sorella Marcella, di
aiutarla se un giorno avrà bisogno di lei, perché è stato errore mio di non averle dato una professione,
la garanzia del pane. Non voglio né prima di morire, né dopo preti, non funerali, non trasporti, né a
Pieve, né altrove, un carro e gli uomini necessari a portare via una cassa. Desidero che queste mie
volontà siano rispettate, le ultime comprese, la mia libertà di pensiero, di parola e di azione, che tanto
mi è costata nella vita, a me e alla mia famiglia, non voglio rinnegarla e non voglio che altri la
rinneghino per me.

2
Due ritagli di giornale

ESTREMO SALUTO
Ultimo saluto permeato di riconoscenza e di sentito cordoglio alla salma del cav. Giovanni Sertorio,
tenente colonnello della riserva, è avvenuto ieri mattina alle ore 8.30 in via Chiappori dinanzi
all'abitazione dell'estinto dove si erano radunate rappresentanze con bandiere dell'Associazione Caduti
in guerra, dei Combattenti e dei Mutilati. È pure intervenuta una rappresentanza del fascio locale col
gagliardetto. Il Comando di Presidio ha inviato sul luogo una compagnia di fanti e la fanfara
reggimentale. Tra le personalità presenti erano il podestà Barone Galleani, il magg. Vanni in
rappresentanza del Presidio, il camerata Palmero Natale per il Segretario del fascio, e nella sua qualità
di presidente la locale Sez. Fam. Caduti, il cap. Balocco cav. Giuseppe aiutante maggiore in 1.a del
Comandante il Reggimento qui di stanza, il camerata cav. Mario Gibelli presidente della locale
sezione dei Mutilati e Invalidi di Guerra, il camerata Angelo Casagrande per il direttorio Assoc.
Combattenti e numerose persone. Il colonnello cav. uff. Allavena presenziava alla mesta cerimonia in
rappresentanza della Federazione dei Combattenti di Imperia. Allorché il feretro trasportato a spalla da
quattro soldati è uscito dall'abitazione dell'estinto, la truppa ha reso gli onori delle armi mentre la
fanfara ha accennato alle prime note della «Leggenda del Piave». Il rito dell'appello fascista dello
scomparso è stato effettuato dal camerata Palmero dopo di che la salma, deposta su di un furgone, è
partita alla volta di Pieve di Teco per essere tumulata nella tomba di famiglia.
La breve manifestazione di sentito cordoglio improntata a commovente ed austera semplicità ha
costituito l'addolorato saluto di Ventimiglia al Tenente Colonnello Sertorio così simpaticamente
conosciuto nella nostra città di cui fu delegato podestarile. Presidente della locale sezione combattenti,
già segretario dell'Associazione Famiglie Caduti di cui era attualmente componente del consiglio di
amministrazione, presidente dell'U.N.P.A., l'estinto lascia fra noi un sincero rimpianto e ammirazione
per la bontà e la generosità del suo carattere.
Alla famiglia la viva espressione della nostra sincera solidarietà nel dolore.

Note tristi
Il 1. corr. Mese è deceduto in Ventimiglia il ten. Colonnello di Fanteria della riserva Sertorio cav. uff.
Giovanni Presidente della Sezione dei Combattenti e Presidente dell'U.N.P.A. di Ventimiglia.
Il ten. Colonnello Sertorio proveniva dagli ufficiali di carriera ed è stato combattente delle guerre
dell'Eritrea, della Libia e della guerra 1915-18. Era decorato della medaglia di bronzo al valor militare.
La morte del buon Sertorio ha costernato i combattenti di Ventimiglia i quali hanno sempre trovato in
lui un valido aiuto in ogni loro giusta aspirazione.
A Ventimiglia il 2 corr. si sono svolti solenni funerali in forma semplice ed austera come egli volle e
quando la salma, recata da quattro fanti uscì dal portone per essere posta sull'autofurgone che l'avrebbe
trasportata nella natia Pieve di Teco, una Compagnia inviata dal Comando del Presidio presentava le
armi e la fanfara reggimentale accennava alle prime note del «Piave».
A Pieve di Teco, nello stesso giorno, ebbero luogo solenni funerali ai quali prese parte la Sezione
Combattenti di Pieve e concorse largamente la popolazione che amava il valoroso concittadino.
Porgiamo deferenti e commossi le più vive condoglianze alla famiglia dell'estinto Camerata.

3
Tre ritagli di giornale
relativi alla morte di Amilcare Paventa2, risalenti a più di 20 anni prima.

La famiglia PAVENTA, addoloratissima, annuncia la repentina perdita del Tenente Colonnello


PAVENTA Cav. AMILCARE
Deceduto, dopo brevissima malattia, nell'Ospedale Militare di Riserva il 23 corrente.
I funerali avranno luogo oggi alle ore 16, partendo dall'Ospedale di Riserva Via XX Settembre.
Per espressa volontà del Defunto si prega di non inviare fiori.
Non si mandano partecipazioni speciali.
Cuneo, 25 novembre 1918

Funebri
Ieri alle ore 16 ha avuto luogo l'accompagnamento funebre del compianto tenente colonnello cav.
Amilcare Paventa. Precedeva il corteo la banda del 33 con un battaglione dello stesso reggimento al
comando del ten. Colonnello Castelli. Il feretro era seguito da numerose rappresentanze militari fra cui
il comandante della Divisione generale Scrivante, autorità civili e studenti e studentesse.
Davanti alla Prefettura il capitano Roggeri dell'Ufficio Informazioni diè un accorato addio all'estinto,
ricordandone in brevi tratti la vita esemplare tutta spesa in servizio della Patria.

Il tenente colonn. Paventa


Il tenente colonnello Amilcare Paventa spentosi sabato nel nostro ospedale militare apparteneva a
stimatissima famiglia cuneese. Il padre di lui fu qui apprezzato medico chirurgo e concorse
validamente alla fondazione degli ospizi Marini per il Piemonte che di tanta utilità si sono poi nella
pratica dimostrati. Il povero Amilcare abbracciò con entusiasmo la carriera militare e vi si distinse.
Ufficiale colto, simpatico, attivissimo in Rodi ove fu per parecchi anni di stanza diè opera
preziosissima per far ivi apprezzare il nome d'Italia. Si dedicò particolarmente a diffondere principi
sani di agricoltura e a lui si deve essenzialmente il vasto campo sperimentale ivi sorto.
Poiché le armi non gli avevano nell'animo e nella mente offuscato il principio che l'Italia dev'essere
grande in guerra per riconquistare tutte le sue genti, deve essere al mondo eziandio maestra delle arti
di pace. Or non è molto tornò da Rodi in Italia e gli fu dato il comando di un reggimento di marcia. E
fu durante le esercitazioni con le bombe di questo reggimento che rimase ferito.
Le cure avute parvero guarirlo, ma la sua salute già minata ne fu scossa e così l'ultimo morbo potè aver
facilmente ragione della sua fibra.
La fine immatura di questo bravo, distinto ufficiale ci riempie di cordoglio ed esprimiamo alla vedova,
alle figlie, ai congiunti tutti dell'estinto le più sincere condoglianze.

2
Fratello di Adelia Paventa e zio di Valeria Sertorio.

4
Venerdì 12 ottobre 1945
È arrivato Franco3 con la corriera delle 16. Non potevo credere ai miei occhi. Mi pareva
impossibile di ritrovarlo. Purtroppo l'ho ritrovato con i suoi modi alquanto grossolani, la
soddisfazione dei sensi è l'unica cosa che conti per lui!...
Venerdì 28 dicembre 45
Dal 25 aspetto ansiosamente le mie cose ma a tutt'oggi niente ancora, come vorrei sapere se
ciò dipende dalla fabbricazione del pupo, sogni e progetti ma forse poi tutto svanirà nel nulla
lasciandomi più che triste che mai...
Mercoledì 2 gennaio 46
A tutt'oggi niente ancora, ho una grande malinconia, piangerei sempre...
Domenica 20 gennaio 46
Sempre in ansia per il pupo, o pupetta che sia. Ci sarà veramente? Spero tanto di sì, vorrei
cominciare a lavorare per lui o lei, ma ho il terrore che tutti i sogni e le speranze vadano in
fumo e ci rimarrei così male.
Martedì 22 gennaio
Sempre in attesa; intanto ho fatto un paio di scarpettini di lana, mamma sorride.
Lunedì 4 febbraio
Pare che tutto proceda bene, mi sono messa al lavoro perché con la scuola non c'è tempo da
perdere.
Sabato 2 marzo 46
Sarei ormai nel 4° mese, non mi pare ancora possibile per quanto continui a lavorare al
corredino. A parte il male ai denti, tutto procede benissimo.
Martedì 9 aprile 46
Mi sembra di sentire dei lievi movimenti e mi sento commuovere fino alle lacrime a pensare
che una nuova vita possa formarsi in me.
Lunedì 27 maggio
Ieri mattina, stando a letto, ascoltavo la creaturina mia fare i suoi esercizi di agilità, ad un
tratto ho avuto la prima sensazione dei piedini e mi pareva quasi di vederli… Tesoro mio!
Venerdì 28 giugno
Ieri sono andata dalla levatrice, pare che tutto sia in ordine.
Giovedì 4 luglio
Oggi sono andata a Cuneo per comprare il bagnetto e la cunetta di vimini. Moltissimo caldo e
il pupo o pupa che sia fa un chiasso indiavolato. Stanotte ho proprio sentito i tacchettini, che
emozione!...
Giovedì 5 settembre 46
Tutto è andato bene, il 25 agosto è nata la mia piccola Adelia, tanto, tanto piccina ma pare
sana e ben formata e vispa. Appena nata (ore 21.15) pareva molto bruttina, adesso mi sembra
proprio carina, un vero bocciolino di rosa. Angioletto mio bello, mamma era raggiante quando
ha visto che era una bimba e che tutto era andato bene per me e la piccola. Adely virgoletta -
come l'ho subito chiamata.
Giovedì 26 settembre
Ieri la piccola ha compiuto un mese, l'ho pesata, è ora kg 3,260.
Giovedì 21 novembre 46
Ieri ho portato Adely a fare una passeggiata, prima di addormentarsi s'è guardata un po' in
giro con la testolina ben diritta. I sorrisetti si fanno più frequenti, per adesso cresce bene e
speriamo vada avanti così.
Lunedì 25 novembre
La mia bimbetta ha 3 mesi, altri suoni si sono aggiunti al ghek...
3
Suo marito, di ritorno dalla prigionia (1943-1945) negli USA (P.O.W. Camp Weingarten – Missouri e,
successivamente, stato dello Utah).

5
Venerdì 29 novembre
Adely pesa kg 5,20; i progressi continuano, oltre al ghek, sentiamo eia, ei, aa, au. La manina
afferra già la campanella rosa o si afferra ai cerchi della cestina.
Sabato 28 dicembre
La virgoletta pesa kg 5,625. Oggi ha mangiato la sua prima pappa di farina lattea Nestlé, mi
sentivo tutta emozionata a sentirla piangere e cercare il suo ciuccetto.
Venerdì 3 gennaio 47
Adely, la mia vispa Adely compie oggi sei mesi.
Venerdì 11 aprile 47
Per la 1a volta da quando è nata, ieri sera Adely si è sentita male. Che spavento e che pena. A
buttato tutto il latte subito dopo averlo preso, aveva i sudori freddi e gemeva con gli occhietti
chiusi. Eravamo tutti e tre intorno a lei e ciò che mi ha più commosso è stato il suo caro
sorriso, appena è stata meglio. Non ho potuto trattenere le lacrime, tesoro mio caro.
Lunedì 19 maggio 47
Ieri sera Adely se n'è andata a dormire senza il mio latte, si emancipa da donnina.
Mercoledì 18 giugno
Lunedì sera non abbiamo più fasciato Adely e l'abbiamo messa a dormire nel lettino tutto
fresco e nuovo; si rotolava come un gattino e non si decideva ad addormentarsi. 9 mesi e 22
giorni.
Sabato 21 giugno 47
6 anni di matrimonio... la solitudine spirituale a 35 anni è un po' pesante da sopportare.
Giovedì 26 giugno
Ieri è spuntato il 1° dentino.
Domenica 13 luglio
Ieri è arrivata da Napoli una collanina di corallo con braccialetto, regalo della nonna per il
primo compleanno della nipotina. Intanto la birichina va in estasi per i miei squarci "poetici".
La nonna ha detto: faccio tatò sul culetto di quella bimba che non vuol dormire, non vuole
fare la nanna nella cunetta, Trillalalò... e la mamma subito ha detto - bimba mia fai la nanna
subito, subito nella cunetta trillalalà... Ma la bimba impertinente subito ha detto -io la nanna
nella cunetta non voglio farla, trillalalà.
Martedì 2 settembre 47
Domenica 24 agosto Maria e Mimmo sono venuti da Cuneo per festeggiare il 1° compleanno
di Adely e portarle il regalino di Romana, sua madrina. A tavola ha bevuto due cucchiai di
moscato, come piaceva alla birichina!
Domenica 14 settembre
Sabato 6 c.m. abbiamo portato Adely a Cuneo per farle fare la fotografia e poi in campagna da
zia Antonietta.
Venerdì 10 ottobre 47
Ieri Adely ha incominciato a fare i primi passettini da sola per andare da me alla nonna e
viceversa.
Domenica 12 ottobre 47
Due anni oggi che Franco è tornato dalľAmerica, quante illusioni portate via dal vento della
vita!!...
Lunedì 27 ottobre
Sabato Adely ha compiuto 14 mesi e ci ha fatto la sorpresa di andarsene da sola; quanto è
carina, fa il girotondo intorno alla tavola, dura, dura con la testina diritta e ogni tanto ride da
sola della sua bravura.
Mercoledì 5 novembre
È spuntato un nuovo dentino, ora ne ha sette; pesa ora kg 9,66.

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Martedì 27 gennaio 48
Ieri mattina tornando a casa ho trovato Adely con un taglio nella parte destra del nasetto,
aveva urtato nello spigolo del tavolinetto. La povera nonna era così agitata e spaventata che
ho dovuto nascondere la mia impressione. Le resterà il segno?
Giovedì 20.10.49
La prima avventura di Adely, ieri mentre ero fuori per comprare una medicina per mamma
che è a letto, ha aperto la porta e se n'è uscita. Tornare a casa e non trovarla fu uno spavento
terribile, il padre continua a leggere sdraiato sul letto ed io corsi qui e là con l'affanno. Per
fortuna era solo nel cortile sotto...
Sabato 5.11.49
Giornata d'inferno ieri, il mio tesoretto è ammalato, ha l'enterocolite, speriamo guarisca
presto, se no mi ammalo io di pena.
Venerdì 24 marzo 1950
Molto tempo è passato da quando ho scritto su questi fogli ma.. .quando si vive e si soffre
tanto intensamente la penna è di piombo. Sono stanca, stanca e d'umore proprio abbattuto. La
giustizia è lenta a muoversi, ma il processo dell'uomo ci sarà e se tutto andrà bene balleranno
centinaia di migliaia di lire! Un vero delitto se si pensa che c'è una figlia e c'è una moglie che
lavora per contribuire al benessere familiare.
Sabato 5 agosto 50
Il viaggio in Valle d'Aosta è terminato; sono triste per l'accoglienza di mia figlia -è proprio
vero che tutti siamo utili e nessuno è necessario. Potrei scomparire domani, essa non ne
sentirebbe nessun danno o dispiacere -forse è meglio così... almeno per lei, tanti dispiaceri di
meno nella vita!
Lunedì 9 ottobre
Ho portato Adely all'asilo, la commozione mi stringeva la gola e avevo le lacrime agli occhi.
Inizia una nuova fase della sua esistenza, non è più la piccola attaccata alle gonne materne o
della nonna, ma incomincia una sua piccola esistenza indipendente.
Natale 1957
La mamma sempre in clinica (ve la portai il 4 dicembre), ho l'impressione che declini.
Marcella piange ed io mi sento male da morire. Non posso immaginarmi senza la mia mamma
vicina...
Lunedì 20 gennaio
Il carcinoma avanza, parlano di due o tre giorni di vita e poi.. .il nulla.
Giovedì 23 gennaio
La suora mi ha raccomandato di non lasciarla sola, passerò la notte.. .forse l'ultima.
Venerdì 30 gennaio
Ieri, dopo la decima trasfusione, sembrava rifiorita, il mio cuore ha gioito per un attimo.
Come sarà oggi?
Venerdì 14 febbraio
Ieri alle 12,40 la mamma è spirata.. .da mercoledì alle 14,30 non l'ho più lasciata un minuto
ma a che vale l'affetto umano di fronte al destino? Ha sofferto tutto il soffribile, non c'era più
altro che la morte ed essa è venuta ed io rimango sola con la piccola senza più quella viva
fonte di energia che mi sosteneva e m'aiutava a sopportare la mia croce!

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Quattro ritagli di giornale 4

Il giorno 13 febbraio, decedeva in Cuneo, la Signora Adelia Paventa


A funerali avvenuti, come da espressa volontà dell'Estinta, le figlie:
MARCELLA;
VALERIA con il marito FRANCESCO BERTETTO e figlia ADELIA
I carissimi nipoti LEONE e MACAGNO
Ne danno il doloroso annuncio a parenti e amici.
La S. Messa di Trigesima sarà celebrata in Cattedrale giovedì, 13 marzo, alle ore 8.
Cuneo, li 21 febbraio 1958
Pompe Funebri MILANO - Tel. 20.80 Cuneo

Grave lutto della maestra Bertetto


La nostra egregia insegnante Valeria Bertetto è stata colpita dalla sventura con la morte della vecchia e
diletta mamma, sig.ra Paventa Adelia vedova Sertorio, spentasi cristianamente al Policlinico di Cuneo
il 13 corrente, in età di anni 75.
Ai funerali, svoltisi nel pomeriggio del 14, intervennero il Direttore Didattico prof. Vertamy, il Corpo
insegnante di Vernante al completo, il Rev. Pievano con la sorella e varie altre persone del paese.
Condoglianze vivissime alla famiglia e particolarmente alla figlia.

In memoriam
Nel pomeriggio del 13 febbraio scorso decedeva cristianamente come sempre era vissuta, al
Policlinico di Cuneo la signora Adelia Paventa ved. Sertorio, d'anni 75, madre della nostra egregia
insegnante Bertetto Valeria. Al trasporto funebre, che ebbe luogo nel pomeriggio tutti gli insegnanti
delle scuole di Vernante, il nostro Pievano con la sorella, e numerose altre persone, che vollero
dimostrare la loro solidarietà alla maestra Bertetto nella sventura che la colpiva. Rinnoviamo alla
famiglia e specialmente alla maestra Bertetto le più sincere condoglianze.
In memoria della mamma Sig.ra Adelia le figlie offrono L. 6000 disponendo per celebrazione di Sante
Messe ed offerta ai poveri. In suffragio della Signora Adelia Paventa i vicini di casa offrono L. 1000.

Martedì 4 marzo 58
Sono andata in Municipio a consegnare i libretti di pensione, mi sono rimaste le fotografie!
Giovedì 13 marzo 58
Un mese è trascorso dalla morte della mia mamma e mi sento più sola e disperata che mai.
O mamma, mamma mia, perché te ne sei andata così presto e m'hai lasciata così smarrita? Lo
sapevi vero, quale sarebbe stata la mia disperazione e piangevi su me nell'impossibilità di
cambiare il corso del destino! Mamma, mamma mia, mammetta cara, mai più sentirò la tua
voce, mai più vedrò il tuo viso, i tuoi occhi amorosi, il tuo sorriso dolce e amoroso. Perché
non sono stata più paziente, più dolce, più affettuosa con te che dovevi lasciarmi tanto presto?
Ora è troppo tardi, inutili i rimpianti, le lacrime, il dolore senza conforto. Tutto è vano, vuoto,
freddo...
Mercoledì 19 marzo 58
Anniversario della morte della nonna Annetta, anche sua figlia non c'è più... "Il passato è la
terra delle persone perdute" Il forte e la foresta di H. Allen 5.
Giovedì 11 settembre 58
Trasferimento al nuovo appartamento di via Coppino. Che caos!!

4
Ritagliati con tutta probabilità dal Settimanale cattolico cuneese - La Guida: settimanale di informazione della
città di Cuneo. - Via S. Toselli 8 -12100 Cuneo - Tel. 0171/447111 - info@]aguida.it
5
Harry Allen Smith (1907 - 1976).

8
Un ritaglio di giornale

(novembre 1958) Gentile pensiero della maestra Bertetto


Come già vi è noto, la nostra egregia insegnante sig.ra Valeria Bertetto Sertorio si è trasferita a Cuneo.
In tale occasione ha inviato al Rev. Pievano il seguente gentile saluto: « Nel lasciare il paese, che mi
ha cordialmente ospitata per vent'anni, mi faccio un dovere di porgere il mio saluto alle Autorità ed
alla popolazione e nel contempo offro la piccola somma di lire 5.000 per i poveri » Ringraziando la
maestra Bertetto del suo gentile pensiero, la assicuriamo che sarà sempre ricordata in mezzo a noi con
grande simpatia e benevolenza.

Giovedì 2 luglio 59
Adely è stata licenziata dalla scuola media, una piccola gioia nel grigiore dell'esistenza!
Venerdì 6 novembre
Sertorio Lorenzo - sacerdote (1852-1919). Nato da antica famiglia di Pieve di Teco, in Liguria
il S. si fece prete e resse per qualche tempo una parrocchia a Genova. Ma poi si stufò e andò a
rinchiudersi tra i certosini di Grenoble. L'aria della Certosa però non gli si confece neppure ed
egli andò a stabilirsi nel luogo originario di sua famiglia, dedicandosi a ricerche araldiche e
genealogiche minuziosissime, sovvenuto molto saltuariamente da nobili e da borghesi
desiderosi di notizie precise sugli antenati loro. Per talune di queste ricerche, come per quelle
concernenti la famiglia Borelli, intraprese anche lunghi viaggi all'estero, ch'egli trovò modo di
fare pur nell'indigenza, come un pellegrino della scienza genealogica. In vecchiaia, visse
poveramente e felicemente annidato, uti nocticorax in domicilio, in poche stanzette nelle
canoniche del Carmine e di S. Luca. Mori all'ospedale legando alla Società Ligure di Storia
Patria una ingente quantità di opere manoscritte e di sillogi documentarie: la poesia della sua
vita. Dal Borghese 6 del 5-11-59. Il dizionario degli italiani illustri e oscuri.
Lunedì 7 dicembre 59
"È triste, infinitamente triste dover invecchiare col marito senza potersi appoggiare l'uno
all'altro." Da Inquietudine di M. Földi 7.
Venerdì 1-1-60
Gabriele è stato contento d'aver letto il Borghese che gli ho mandato e m'ha scritto che Don
Lorenzo Sertorio era fratello di Don ? professore di matematica al Seminario di Monza,
fratello dell'ing. Domenico di Genova e delľavv. Giovanni di Torino.
Sabato 16-1-1960
Ieri sera alle 10 circa di sera, è morta Rina Bertolotti. M'hanno chiamato per telefono, sono
corsa subito ma era ormai troppo tardi, non l'ho più rivista viva. Che giornate e che notti!...
Venerdì 22 gennaio
Ieri sera verso le 10 Adely ha avuto le sue prime mestruazioni. Sembra che non sia
eccessivamente disturbata e sono contenta.
Sabato 11 giugno 60
Marcella ha finalmente ricevuto la pensione, Dio sia lodato!
lì 23/11 58 morì la zia Maginetta e ora, alla metà di maggio, zio Gildo. A poco a poco i
vecchi ci lasciano e noi prendiamo il loro posto, ahimè!
Adely è stata rimandata di matematica!

6
II Borghese, periodico politico e culturale, fondato dallo scrittore Leo Longanesi. Il primo numero uscì a
Milano il 15 marzo 1950. La pubblicazione cessò nel 1993.
7
Mihály Földi (1894 - 1943) Ovék az élet (Inquietudine: romanzo – traduzione dall'ungherese di Filippo Faber.
Baldini & Castoldi, 1941).

9
1 agosto 60
Domani trasloco in corso Dante per avere una camera in più per Annetta B.8 . Dio me la
mandi buona. Dov'è mai la quiete che tanto desidero?
29 agosto 60
Adely ha superato l'esame di matematica.
Lunedì 8 settembre
Olga De Maria ci ha regalato un pechinese. Un altro guaio...
Mercoledì 21 settembre
Stamattina alle cinque Adely è partita per Roma con le suore Giuseppine e Marvi 9. È la prima
volta che si allontana tanto da me, ho passato la notte a piangere e a fantasticare! Non ho che
lei al mondo, anche se mi dà tante preoccupazioni e pene.
Sabato 11 febbraio 61
Abbiamo passato la giornata ad Asti da Suor Emilia. Lunedì farà dire la Messa nella loro
Cappella e così ricorderanno il 3° anniversario della morte di mamma mia. Quanta nostalgia
sento di lei, la sogno spesso ma c'è il risveglio!...
Mercoledì 15-2-1961
Ore 8,30 circa, eclissi di sole. Interessante il percorso di corso Dante col sole nero di fronte.

Sabato 1 luglio 1961 - Ritaglio di giornale

Ammissione al Liceo
Primi esiti degli esami
5.a A: Bagnis Maria; Bertetto Adelia; Cavallo Maria; Delle Fave Tirrenio; Eula Paolo; Revelli Franco;
Sardo Giovanni Battista; Spinardi Rosella; Villa Maurizio.

Domenica 9 luglio 61
Dopo il completo fallimento coniugale al quale sono ormai da tempo rassegnata, incomincia
quello materno, ed è assai più duro a sopportare e a trovare la forza della rassegnazione. Ho
sacrificato tutta la mia vita di donna per mia figlia ed ora? Ora ha 15 anni, si atteggia col
prossimo a vittima dei litigi dei genitori, ma intimamente cerca di sfruttare allegramente la
situazione per i suoi fini egoistici. Forse il fatto è dovuto alla sua giovane età ma.. .ho paura di
no. Visto che non le parlavo di mare e di vacanze, se l'è intesa col padre dietro le mie spalle e
se n'è andata con lui come niente fosse. Io non avrei mai agito così con mia madre. Altri
tempi, altro carattere, altra sensibilità. È duro, è duro, le lacrime mi soffocano il cuore, pure la
realtà non si può cancellare, bisogna farsene una ragione e sopportare questo come tutto il
resto. Verrà il giorno, se non morirò prima che potrò essere libera da ogni dovere e ritirarmi
sola nel silenzio e nell'ombra, è il sogno che mi sostiene e mi dà forza per sopportare. Povera
mamma cara, avevi ben ragione di soffrire per la mia infelicità e la mia solitudine, e quanto
mi amavi, troppo presto ti ho perduta, troppo presto mi hai lasciata. Ora non ho nessuno, più
nessuno accanto a me, con animo puro, con affetto sincero da ogni interesse, neanche mia
figlia, la figlia tanto desiderata, sognata, amata!

Un ritaglio di giornale, incollato e successivamente strappato - illeggibile

8
Annetta Bertolotti, sorella di Rina Bertolotti.
9
Maria Vittoria Serale, figlia di Adele Serale, un'amica di Valeria.

10
Due ritagli di giornale

1961 – Religione - LICEO CLASSICO « S. PELLICO »


Ginnasio: Brunetto Bruna, Giraudo Rita, Macagno Gemma, Guerzoni Elvira, Guerzoni Achille,
Trucchi Eugenio, Paracone Corrado, Bertetto Adelia, Bodino Lucia, Cavallo Maria, Spinardi
Rosella, Morini Marinella.
Liceo: Bosi Alberto, Chicca Daniela.
LICEO SCIENTIFICO « G. PEANO »
Tortone Roberto, Lusso Michelangelo, Tirozzi Enzo, Di Taranto Giuseppe, Culasso Gianfranco,
Laschi Walter, Giordano Carla, Brignone Sergio.

Cristianamente com'è vissuta, madre esemplare, confortata dalla benedizione papale è mancata
all'affetto delle adorate figlie la
N.D.
Ezilda Paventa ved. De Maria
Ne danno il triste annuncio le angosciate figlie Cesarina De Maria ved. Casella, Elena con il marito
cav. Magg. Romolo Maggio e Olga.
I funerali avranno luogo giovedì alle ore 10 partendo da viale Angeli 86. Cuneo, 9 gennaio 1963

Giovedì 8 febbraio 62
A Castelletto per la messa di trigesima con Elena e Olga. Martedì saranno quattro anni dalla
morte di mamma! Scorre il tempo, come mi sento vecchia!
Domenica 10 marzo 62
Anche il 20° anniversario della morte di papà se n'è andato nel tempo che fu. A me ha preso la
mania dell'ordine e della distruzione, quasi dovessi andarmene presto. Ho dato via la
collezione di francobolli che avevo iniziato giovinetta, Adely non sapeva che farsene ed io
non ho tempo a disposizione. Ora sto eliminando le raccolte di giornali, giornali illustrati, di
ricamo ecc. Sono prossima ai 50 anni non so quanti anni potrà ancora durare la mia attività e i
miei gusti sono ben diversi da quelli di mia figlia; quindi inutile lasciare a lei la noia e il peso
di sbarazzarsi di cose che a lei non dicono niente. La vita si fa sempre più dinamica, muoiono
ogni giorno di più, tradizioni e costumi...

11
Tre ritagli di giornale

Sabato 7 aprile
11° Recital sul Teatro Europeo contemporaneo
F. Dürrenmatt - « Il matrimonio del signor Missisippi »; B. Brendam - « Lo ostaggio »; A. Arbuzov
«Accadde ad Irkutsk »; P. Hachs - « Il mugnaio di Sans-Souci».
A. Adamov - « Paolo Poli »; S. Beckett - « Tutti quelli che cadono »; J. Anouilh - « La foire
d'empoigne »; S. Giovaninetti - « Il sangue verde ».
ALLIEVI: Ettore Bandiera - Teresella Basso - Adelia Bertetto - Renato Cattaneo - Maria Cavallo -
Umberto Fino - Giovanni Follis - Chiara Giordanengo - Gian Paolo Toselli - Rosanna Toselli con
Marco Ferraro.

10a manifestazione dell'anno 1961-62 dell'Istituto Musicale "A. B. Bruni"


Serata di Recitazione - Al Civico Teatro Toselli giovedì 14 giugno 1962 ore 21,15 si svolgerà una
serata di recitazione ad ingresso libero.
Ecco il programma: « Luna Crescente », liriche cinesi - Dizione di poesie (Allievi: Bandiera Ettore,
Basso Teresella, Bertetto Adelia, Cattaneo Renato, Cavallo Maria, Fino Umberto, Follis Giovanni,
Giordanengo Chiara, Toselli Rosanna, Toselli Gian Paolo). « L'Angelo delle scarpe strette », Fantasia
in un tempo di Dizione: Mario Corsi, Cinella Lamberti, Carlo Perlo, Evel Uderzo con la
collaborazione degli allievi del corso di Recitazione). Regia di Eva Franchi 10

GINNASIO - LICEO CLASSICO « S. PELLICO »


Arsenio Elide - Guerzoni Elvira - Cadomeca Silvia - Cavallo Maria - Silvestro Luisa - Spinardi
Rosella - Bertetto Adelia - Guerzoni Achille - Giaccaria Angelo - Paracene Corrado - Villani
Giovanni - Giraudo Rita - Macagno Gemma - Lodini Paolo - Benigni Carlo
La Liceo Classico sez. A (12 su 16)
Bagnis Maria, Bertetto Adelia, Bodino Lucia, Boella Maria Teresa, Borio-Benedicti Lucia, Cavallo
Maria, Delle Fave ... (pezzo mancante).
Due foto della scuola di recitazione

10
SCHEDA D’AUTORE
EVA FRANCHI è nata a Torino ed è scomparsa a Roma a fine 2001. Eclettica, artisticamente molto dotata,
docente di discipline teatrali, pubblicista, attrice, regista, pittrice, autrice di opere teatrali e radiofoniche,
traduttrice di opere di teatro.
Insegnante al PICCOLO TEATRO, allo STUDIO ARIADNE e al C.U.T. (Centro Universitario Teatrale) di
Torino, al Conservatorio Musicale “B. BRUNI” di Cuneo, negli ultimi anni ’90 all’Istituto Nazionale “F.
CICOGNINI” di Prato. Fin dagli anni ’60 ha promosso e tenuto corsi di drammatizzazione per insegnanti.
Dal 1985 membro della Commissione Giudicatrice del Premio “F. VALLECORSI” di Pistoia per opere teatrali.
Dal 1991 Direttore Artistico del “FESTIVAL NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA” di Pesaro.
Ha difeso con ogni mezzo il TEATRO AMATORIALE ITALIANO ed il TEATRO DI PROSA in generale, i
nostri autori contemporanei fin dagli anni ‘50 quando mise in scena, come regista, fra molti altri testi “Una
Strana Quiete” di Renato Mainardi, “I cadaveri si spediscono e le donne si spogliano” di un quasi sconosciuto
Dario Fo e, prima in Italia, “La Cantatrice Calva” di Ionesco.
Membro del Direttivo S.N.A.D. (Sindacato Nazionale Autori Drammatici) e in precedenza della S.I.A.D.
(Società Italiana Autori Drammatici).
Parte della sua produzione teatrale rappresentata da Compagnie Professionistiche ed Amatoriali in Italia, Stati
Uniti, Turchia, Corea del Sud.
Tutta la sua produzione radiofonica è stata messa in onda dalla R.A.I. e in parte da altre emittenti straniere:
Svizzera, Belgio, Sud Africa. http://www.evafranchi.com/
[Quando controllato il 28 ottobre.2010, compariva sullo schermo il messaggio: Virus Scan Alert!!!]

12
Poesie d'altri tempi, quando ancora credevo che i sogni potessero divenire realtà... 19.10.32

E risonavan Gesù le tue parole


Da la montagna de le beatitudini:
"Non giudichi e condanni chi non vuole
Conversi in sé il giudizio e la condanna"
E dichiaravi per similitudini
Come altrui dispregiando ci s'inganna.
Al tuo dire suadente mi confaccio
Pur se nel cor d'alcun mal fama tengo.
Il bruscolo ne l'occhio altrui rinvengo.
Gesù, ma enorme è la mia trave, e taccio. N.P.

T. A.V. C.- 5-4-1929


Valeria, Valeria, ancora
Soffre, il mio amor, rassegnato,
soffre attendendo dal fato
almeno un cenno d'aurora.
Almeno un cenno, un sorriso,
una soave parola
di cui tu, forse, e tu sola
porti un vapore nel viso.
Un niveo lieve vapore
Che a te Valeria mi spinge
Che a supplicar mi costringe
Il terribile: Amore.
E piango, Valeria, solo
Nella mia casa deserta
Seguendo con l'anima incerta
Il mio più incerto volo.
Piango, Valeria cara,
Valeria del mio pensiero,
piango lontano dal vero,
solo, ne la vita amara.
Ma quando l'avversa sorte
Paga sarà del mio male,
l'anima stanca e frale sorriderà nella morte
(Ti amo cara) N. P.

13
6.4.1929 T.A.V.C. Airole

Cessato è il vento? ...È cessato


Forse...no. Senti? Ritorna.
Senti? Nel cuore ritorna
Un lugubre cupo passato
Mi guardi Valeria, mi guardi?
Guardami sempre, cara,
sento una gioia amara
sotto i tuoi limpidi sguardi.
Guardami a lungo, silente,
penetra il mio dolore,
guardami, io amo il tuo cuore,
io l'amerò eternamente.
Eternamente forte
Sarà l'amor che m'incita,
ti amo, o gentil, nella vita
e ti amerò nella morte.11

11
N.P. fu il primo e grande amore, romantico, di Valeria Sertorio.

14
25 settembre 62
Eccomi ai cinquanťanni. Ormai la mia vita volge verso la discesa lunga o breve non so.
Comunque desidero essere sempre pronta con il bagaglio al piede come un soldato. Continuo
a distruggere, a eliminare il superfluo a che pro lasciare tale lavoro a mia figlia, tanto diversa
da me? Le voglio bene, darei la mia vita per lei in ogni ora del giorno, ha tante belle qualità
che forse la faranno più felice di quanto non sia mai stata sua madre ma è una Bertetto,
spiritualmente mi è completamente estranea.. .la mia solitudine, dopo la morte della mamma,
è assoluta... Ognuno ha il suo destino e veramente il mio non è stato certo fra i più belli. Per
fortuna il senso d'indulgenza verso il prossimo che mi ha sempre animato è ancora forte in me
e mi è di grande aiuto per continuare questa esistenza che non è più alimentata da alcuna
speranza!...
Venerdì 15 marzo 63
Ieri Adely è stata operata di appendicite, che ore angosciose ho passato.. .a che pro scriverle?
Lunedì 1o aprile
Adely è andata a scuola ed è ritornata indisposta, altra pena...
Mercoledì 3 aprile
Zia Antonietta è mancata e Adely è stata male, febbre oltre i 40. Non so dove ho trovato
l'energia per superare queste avversità!

Un trafiletto di giornale

Lutto
Alla veneranda età di 89 anni è mancata mercoledì 3 aprile a Tetto Pepino la signora Maria Antonia
Forte ved. del Col. Amilcare Paventa.
È scomparsa così una singolare figura di donna che alla nobiltà e alla distinzione del tratto univa una
eccezionale fede cristiana temprata da tanti dolori e avversità.
Con lucida mente reggeva ancora la casa che i nipoti ultimamente avevano rinnovata quasi per
renderle felici gli ultimi giorni della sua lunga ed operosa vita.
Quando il giardino stava per dare i primi fiori, nonna Antonietta presagì la fine. Con calma, serenità, e
saggezza affrontò l'ultimo passo pregando come sempre aveva fatto nella sua vita: con la
rassegnazione e la grande speranza dei giusti.
E i primi fiori del suo giardino giunsero al suo letto nelle innocenti mani dei suoi piccoli e tanto amati
pronipoti.
Alle famiglie del maggiore Gaetano Leone, del cap. Elio, e frat. Leone e del dottor Macagno le
condoglianze de « La Guida »

Domenica 21 aprile 1963


Ho ripreso a leggere, per la terza volta, Sinuhe l'egiziano di M. Waltari. 12
"Volgetevi, o anni...rifluite di nuovo o anni svaniti...veleggia Ammon, da oriente a levante
attraverso i cieli e riconducimi la mia giovinezza!"
"La solitudine è il destino di molti; - il destino degli anni maturi - ma io ero sempre stato solo
sin dalla fanciullezza, ero uno straniero nel mondo da quando la navicella di giunchi mi aveva
trasportato alla sponda tebana. Non sentivo il bisogno di adattarmi alla solitudine come la
maggior parte degli uomini, poiché sin dai primordi della mia esistenza essa mi era stata
patria e rifugio nelle tenebre dell'universo."

12
Mika Waltari (1908-1979) - Sinuhe egyptiläinen, 1945. Trad. it. Editore: Rizzoli, 1956.

15
Lunedì 29 aprile 1963
"Dall'ammissione che c'è un inconoscibile fatta dall'uomo nella paura e nel riconoscimento della
propria inferiorità deriva la parte migliore delle sue indagini mentali: anche se quell'ammissione lo fa
spesso deviare nella superstizione, nella schiavitù e in una fede esagerata."
".. .L'uomo che cosa è? Che cosa ne sappiamo? I suoi Dei, la libertà, la mente, l'amore, il destino, la
morte: che cosa significano?"
"L'universo ignora la vita degli uomini."
"Ma chi può spiegare i simboli, le influenze e le espressioni di quell'universale miscuglio di gioia e di
terrore che è la religione?"
"La vita, la vita ha questo mistero, che non possiamo dire l'ultima parola su di essa, se è buona o
cattiva, se è priva di senso o se è determinata." - Idi di Marzo di T. Wilder 13.
Domenica 5-5-1963
"O pellegrino, chiunque tu sia,
Come tu sei, un tempo io fui.
Come io sono, un giorno tu sarai:
Preparati a seguir mia via" - Pearl S. Buck - Le mie patrie 14.
Martedì 7-5-63
"L'amore e la pazienza, pensava, e la mano che dà da bere a un assetato vale di più della parola che
risuona in migliaia di chiese. S'eran spese molte parole in tutti i secoli, e molte a maledire più che a
benedire. I medici non guariscono con le parole, il contadino ara la terra in silenzio, e Cristo era muto
quando portava la croce." - I figli Jeromini di E. Wiechert 15.

13
Thornton Wilder (1897-1975) Ides of March, 1948.
14
Pearl S. Buck (1892-1973) My Several Worlds, 1954.
15
Ernst Wiechert (1887-1950) Die Jeromin-Kinder, 1945-1947.

16
Ritagli di giornale

Domenica al Teatro Toselli "Carissima Ruth" di Norman Krasna 16


Il G.A.D. « I Cantastorie » e gli allievi della scuola di recitazione « B. Bruni » rappresenteranno
domenica 19 maggio alle ore 21 al Teatro Toselli la commedia in tre atti « Carissima Ruth » di
Norman Krasna, ne sono promotori il Comitato Manifestazioni « Città di Cuneo » e l'ENAL
Provinciale.
Personaggi ed Interpreti
Dora: Silvana Rossi; La Signora Edith Wilkins: Eva Franchi; Myriam Wilkins: Chiara Giordanengo;
Ruth Wilkins: Rosanna Toselli; Il Sottotenente Bill Searight: Umberto Fino; Alberto Kummer: Renato
Cattaneo; Marta Searight: Adelia Bertetto; Il Sergente Chuck Vincent: Giovanni Follis; Araldo
Simmons: Alberto Ceraso.

Il G.A.D. "I Cantastorie" dell'E.N.A.L. ha debuttato al Teatro C. Toselli


Domenica scorsa al Teatro Civico « Toselli » un folto pubblico ha potuto assistere alla Commedia
teatrale « Carissima Ruth » di Norman Krasna, portata in scena dal G.A.D. «I Cantastorie»
dell'E.N.A.L.
Gli allievi, tutti dell'Istituto « Bartolomeo Bruni », ben diretti dalla regista Eva Franchi, hanno
dimostrato di avere oltremodo assimilato gli insegnamenti impartiti recitando con grande disinvoltura
e sicurezza.
Plaudiamo alla bella iniziativa intrapresa dall'ENAL che, con la collaborazione del Comitato
Manifestazioni di Cuneo, ha voluto riportare sulle scene del nostro vecchio ma sempre caro teatro una
moderna commedia ispirata al nuovo gusto del pubblico che, nel faceto e nell'allegro, vuole trascorrere
le sue ore di riposo.
Unico e lieve incidente, da annotare per doveri di cronaca, l'improvvisa mancanza, per pochi minuti
dell'energia elettrica mentre si stava svolgendo il terzo atto. Il fatto, dovuto non per imperizia da parte
dell'espertissimo elettricista ma unicamente per lo improvviso temporale scatenatosi su Cuneo non ha
causato il solito panico ma il pubblico, tranquillamente seduto, ha atteso fiducioso il riprendersi
dell'azione.
Auguriamo agli Enti Organizzatori di continuare sulla strada ormai aperta e di ritornare presto alla
ribalta con una nuova e deliziosa commedia, g.m.

Lunedì 3 giugno 1963


Alle 19,49 è morto il papa Giovanni XXIII. La sua agonia lunga e dolorosa mi ha fatto
pensare all'agonia della mia mamma e ho rivissuto quelle tristi ore lontane come fossero
soltanto di ieri. Divento vecchia e medito spesso al giorno e all'ora che saranno per me
l'ultimo giorno, l'ultima ora!...

16
Norman Krasna (1909-1984) Dear Ruth, 1947.

17
Ritaglio di giornale

2°. Liceo A (14 su 17): Bagnis Maria, Bertetto Adelia, Bodino Lucia, Boella Maria Teresa, Borio-
Benedicti Lucia, Calenda Giovanni, Cavallo Maria, Dutto Simonetta, Eula Paolo, Ghisolfi Ezio,
Revelli Franco, Romano Fulvio, Sardo Giovanni, Spinardi Rosella.
Concorso Veritas (Religione) GINNASIO-LICEO CLASSICO
« Silvio Pellico »
Bertetto Adelia, Cavallo Maria, Spinardi Rosella, Giaccaria Angelo, Villani Giovanni, Camodeca
Silvia, Guerzoni Elvira, Arsenio Elide, Camodeca Carmela, Burelli Laura, De Benedetti Luciana.

Sabato 30 giugno 1963


"La gran massa degli uomini conduce una vita di tranquilla disperazione." Thoreau 17
Giovedì 1° agosto
Da una settimana la famiglia è a Savona nella casa della ferrovia! Quali sacrifici si compiono
per i figli!
Giovedì 15 agosto 63
"Solo quando non si hanno più i genitori si è veramente adulti. Così tristemente soli e adulti."
- da Desirée di A. Selinko 18.
Martedì 22 ottobre 63
Alcuni giorni fa, nel corso della conversazione, Adely mi ha detto: "Capirai, non sono più una
bambina, un altro anno ne avrò 18!" È vero, un altro anno ne avrà 18, pensare che per me è
sempre la bimbetta che portavo a dormire nel bosco, tenendomela stretta fra le braccia!
Bisogna che ci mediti su e me ne faccia una ragione, ogni giorno che passa si differenzia
sempre più da me, da tutto ciò che speravo e sognavo di vedere in lei. Appena le circostanze
lo permetteranno, se ne andrà per i fatti suoi e io aggiungerò alla mia solitudine morale, quella
materiale... Così tristemente soli e adulti....
Giovedì 14 novembre 63
"Non conosciamo neppure noi stessi; perché dunque dovremmo giudicare il prossimo?
Nessuno sa di che cosa è composto l'uomo, e solo Iddio ne conosce i pensieri, le gioie, le
amarezze, le angosce, conosce le ingiustizie commesse contro di lui e quelle che lui stesso
commette. Ogni vita, giusta o errata, dolorosa o felice che sia, è unicamente un prologo
all'amore oltre tomba, dove tutto è compreso e quasi tutto perdonato." Seneca 19
Domani saranno 44 anni che è morto Mario20; in certi momenti rivivo il passato così
intensamente che il tempo sembra annullato!... Fossi morta io, invece di lui, chissà…
Venerdì 10 gennaio 1964
"Qual è la lingua migliore? Il francese è il più bello, l'italiano il più poetico, il russo il più
poderoso, il tedesco il più solido. Ma in inglese si fanno più affari che in qualunque altra
lingua." Pearl S. Buck La saggezza di Madama Wu 21.
Giovedì 30 aprile 1964
Inguaribile ottimista come mio padre, ho ricevuto in questi giorni un colpo veramente rude.
Avevo sempre pensato che mia figlia, a differenza del padre, fosse sempre sincera e senza
compromessi ipocriti. Purtroppo mi ero sbagliata in pieno. Tutto il raggiro stupido, se si
vuole, con la sartina, è venuto a galla, ho scoperto tanti sotterfugi e tante bugie che mai più
crederò ciecamente a mia figlia come avevo fatto fin'ora. Sono rimasta veramente scossa fino
nell'intimo...È proprio un destino amaro il mio, che niente mi debba essere risparmiato. Il

17
Henry David Thoreau (1817-1862).
18
Anne Marie Selinko (1914-1986) Desirée, 1951.
19
Lucius Annaeus Seneca (ca 3 a.C. – 65 d.C.)
20
Mario Sertorio, suo fratello, morto a 15 anni di meningite.
21
Pearl S. Buck (1892-1973) Pavilion of women, 1946.

18
desiderio della solitudine, si fa sempre più imperioso!...

Due ritagli di giornale

Nel trigesimo della scomparsa di Gian Luca Sertorio saranno celebrate Sante Messe in suffragio nella
Chiesa Parrocchiale della Crocetta alle ore 10 del 26 giugno.
La famiglia ringrazia quanti vorranno unirsi nella preghiera e nel ricordo. Torino, 24 giugno 1964.

25 luglio 64
LICEO CLASSICO
Interni: 22 su 36
Basso Mario, Brena Marisa, Conterno Elena, Gasco Laura, Giaccaria Angelo, Guerzoni Achille,
Paraccone Corrado, Petti Cristinziano, Tassone Pietro, Bagnis Maria, Bertetto Adelia, Bodino Lucia,
Boella Maria Teresa, Borio Benedetti Lucia, Calenda Giovanni, Cavallo Maria, Dutto Simonetta, Eula
Paolo, Fulcheri Luigi, Revelli Franco, Sardo Giovanni Battista, Spinardi Rosella.
Privatisti: 3 su 5
Giraudo Giovanni, Sina Mario, Varengo Franco.

Cuneo 29 luglio 64
"È male amare troppo un essere umano o fondare troppo saldamente le proprie speranze su di
un'altra persona." (Lascia che amor sorrida di Ţ. Caldwell) 22
Cuneo 11 settembre 64
Ritornata dal viaggio con l'AIMC 23. È stato veramente bello e ne ho goduto! Tappe principali:
Traforo del Gran S. Bernardo, Ginevra, Chamonix (meraviglioso il ghiacciaio del Bianco),
Annecy, Hautecombe, Chambéry, Grenoble, Briançon, Sestrières, Cuneo.
Cuneo 9 novembre 64
Mia figlia è partita per Pisa...alle 5 del mattino, ormai è perduta per me!...Era sorridente e
felice di andare verso una creduta libera indipendenza e il mio cuore materno era dolorante, a
che tante pene, tanti dolori nel breve spazio di una vita? Addio, mia figlioletta tanto desiderata
e tanto amata; per confortarmi non mi rimane che il ricordo della gioia ineffabile del giorno
della tua nascita!...

" Sotto la pioggia, tra la caligine


torno ora, e ad esse vorrei confondermi;
barcollo com'ebro, e mi tocco,
non anch'io fossi dunque un fantasma.
Oh qual caduta di foglie, gelida,
continua, muta, greve, su l'anima!
Io credo che solo, che eterno,
che per tutto nel mondo è novembre.
Meglio a chi '1 senso smarrì de l'essere,
meglio quest'ombra, questa caligine:
io voglio io voglio adagiarmi
in un tedio che duri infinito." Carducci 24.

22
Janet Taylor Caldwell (1900-1985) Let Love Come Last, 1949.
23
Associazione Italiana Maestri Cattolici.
24
Giosuè Carducci (1835 -1907). - Brano tratto dalla poesia Alla stazione in una mattina ďautunno - Odi
Barbare.

19
Domenica 4 luglio 1965
Arrivata giovedì sera all'improvviso se n'è ripartita domenica, cioè oggi per ritornarsene a Pisa
a divertirsi in compagnia delle amiche e ...dello sciancarello. Povere mamme!
Mercoledì 7 luglio 1965
Oggi sarebbe stato il compleanno della mamma e invece... da quanti anni ormai l'ho perduta.
Cara mamma, si apprezzano sempre più le cose perdute senza rimedio! ...e tu lo sapevi fin
troppo bene.
Mercoledì 25 agosto 1965
Mia figlia ha 19 anni - ma è a Rimini con amiche e amici!!! Si sa, la casa della mamma è
noiosa, monotona...
Lunedì 6-9-65
Partenza per la Sicilia con l'AIMC - faccio gruppo con Carmen e Clem Giraudo, Anita
Giraudo sorella di Sara. Le cuccette sono orribili, pare di soffocare - ma dato che siamo in
viaggio di piacere, si ride e si tira avanti.
Martedì 7 settembre
Arrivo a Messina, albergo di lusso, temporale in vista. La facciata del duomo mi è piaciuta.
Abbiamo cenato a lume di candela e a lume di candela siamo andate a dormire.
Mercoledì 8 settembre
Taormina! che bellezza per chi ha soldi. Salita all'Etna, spettacolare il mare di lava. Discesa a
Catania e pernottamento. Acitrezza dei Malavoglia 25.
Giovedì 9 settembre
Partenza per Siracusa, continuano i malumori fra i dirigenti e le mangiate, sembra un pullman
di struzzi-
Venerdì 10 settembre
Partenza da Siracusa, Piazza Armerina visita della villa Casale, magnifici mosaici. Visita a
Enna, panorami caratteristici, pernottamento a Caltanissetta.
Sabato 11 settembre
Ad Agrigento i templi non mi hanno commosso, mi pareva d'averli già visti un'infinità di
volte. Sempre panorami bellissimi in tutti i toni del giallo. Fichi d'India ed oleandri a non
finire. In pullman sono stata male da morire.
Domenica 11 settembre
A Palermo sotto la pioggia, troppo breve la sosta.
Lunedì 13 settembre
Sosta a Cefalù per vedere il Duomo, arrivo a Milazzo e partenza per Lipari.
Martedì 14 settembre
Mattinata bellissima a Lipari, peccato che le compagne di viaggio erano troppo pigre per
muoversi. Nel pomeriggio partenza per Milazzo e Messina.
Mercoledì 8 settembre
Eccoci di nuovo a casa, ahimè, a riprendere la monotonia grigia di ogni giorno!!!

25
Romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga (1840-1922), 1881.

20
Viaggio in Sicilia - settembre 1965

1) Sull'aria di Signorinella 26
La nostra segretaria,
che non abbandonava la latrina
e noi attendevamo in fondo al treno
perché s'aprisse quella porticina.
Con lei Maria Vittoria
si prodigava nell'alternamento,
aveva stretto in mano un fazzoletto
tenendo in ansia lo scompartimento.
In quella notte
per poco non ci furon delle botte
per una birra presa alla stazione
ma quando una ha la testa dura
non fate discussion.

2) Sull'aria di Aveva gli occhi neri, neri 27


Aveva gli occhiali sopra il naso
il nostro capogita Provvidenza
Sovente lui perdeva la pazienza
ma dopo la burrasca spuntò il sole, la pace ritornò nel nostro cuore,
di Agrigento sotto il gran calore.
Sergio, caro Sergio
ricorda gli allegri aimicin? 28

3) Sull'aria di Ogni volta 29


Ogni volta che il pullman partiva
bisognava rifare l'appel,
sempre infatti qualcuno spariva o arrivava tranquillo bel bel.
Noi ad Enna vedemmo don Lerda
esplorare l'intera città
per trovare le bianche donzelle
con le magne rimaste appiedà.
Il buon Sergio lassù,
con un taxi partì
e nel duomo le trovò.
Perché, perché, perché,
perché restavan lì?

4) Sull'aria di Se il mare fosse di tocio 30


Se il mondo fosse gelato
non ne saria più niente
il Provveditorato.
Se il mondo fosse gelato...
l'avrebbero già lecca ...to tutto.
Quando la sera sortivam
le cinque non tornavan
Se pria non mangiavan

26
Canzone Signorinella. Musica di Nicola Valente, Testo di Libero Bovio, 1931.
27
Canzone popolare. Vedi: www.istrianet.org/istria/.../lyrics-latl.htm
28
Probabile riferimento ai membri dell’AIMC.
29
Canzone Ogni volta, cantata da Paul Anka al Festival di Sanremo del 1964.
30
Dalla canzone friulana Polenta e baccalà. http://www.sonosolocanzonette.com/it/repertoire/cdl/cdl-3.php

21
Quando la sera sortivam...
...le etnee specialità
Galuppe!!!

5) Sull'aria di C'eravamo tanto amati 31


Per la strada ci fermammo
per un grande bisognin
mentre Sergio ripeteva
alle tre di far prestino
Le vedemmo poi venire
con una gran soddisfazione
e di corsa risalire
sopra il lungo torpedon.
C'era sul viso un sorriso beato
per quel desio che venne appagato.
Un grazie intanto s'udì piano piano
ma piano piano

6) Sull'aria di Trе son le cose al mondo 32


Tre son le cose che noi non scorderemo,
l'arrosto, le patate e il pesce spada
il pesce spada.
Quando saremo a casa ricorderemo
le gran bevute fatte anche sul treno.
O siciliana terra che ci ospitasti
giammai ci scorderemo degli antipasti, degli antipasti.
Sicilia, mia Sicilia, Sicilia bella
sei cara anche sotto la pioggerella

7) Sull'aria di I bersaglieri passano 33


No, non mancano le gite
le arzille pensionate
son fra tutte le più ardite
nelle lunghe passeggiate.
S'alzan presto la mattina
per seguir don Federico
e pregar la Madonnina
perché il viaggio vada ben.
Ed intanto a mezzogiorno
loro mangian fritti misti
e pagare supplementi
dapprima non previsti.
Ma giunti a mezzanotte
c'è qualcuno che sta mal
e le frattaglie rotte
non le lasciano dormire.
Noi vogliamo tanto bene

31
Canzone Come pioveva - Autori: A. Gill - Testa, 1918.
http://italiasempre.corn/verita/comepioveval.htm. Vedi anche www.italiamusicale.com
32
Vedi: VIPERE BALOCCHI E FIOR CARNOSI le perversioni dell'immaginario maschile nelle canzoni degli
anni Venti e Trenta. Stasera pensiamo di offrirvi uno spaccato,...
www. autistici. org/artforweb .it/Pardo/.. ./02_fiorcamosi.pdf
33
Conosciuta anche con il titolo: Passano i Bersaglieri - Parole di: Nino Cozzi - Musica di: Cataldo Cfr.
www.dada.it/.,./passano-i-bersaglieri_1196001a.html

22
alle care pensionate.
Noi vogliamo a lor più bene
se ci offron bicchierate.
E con questo concludiamo
l'ormai lungo carosello
ed a tutti auguriamo
di venire l'an che vien
Stornello
Un grazie vada pure
al nostro bravo autista
che non perse di vista
le strade e i parachar.
Zumpa....

Annuncio mortuario
Si è spento serenamente all'età di 76 anni
l'Avv. Gabriele Sertorio
I familiari ne danno il doloroso annuncio
Pieve di Teco, 19 settembre 1965.

Domenica 13 marzo 66
"Non è il fatto di invecchiare, di diventare deboli e morire che è terribile, ma il fatto che dietro di noi
vengono e quasi ci spingono degli uomini nuovi, più giovani e molto diversi. In questo consiste
davvero la morte. Non c'è nulla che ci tiri verso la tomba, ma vi siamo spinti piuttosto da dietro le
spalle." La cronaca di Travnik di I. Andric 34.
Pasqua 1966
Sola con i miei pensieri nella casa deserta!...
Un mazzolino di fiori, è bello sì ma troppo poco per le mie esigenze spirituali. Sola, questo
non è che il principio, ma già lo intuivo alla morte della mia mamma. Ora sono ancora forte e
le mie risorse spirituali sono molte. Almeno morire prima dell'affievolimento di ogni energia!
Venerdì 20 maggio 1966
Stamattina alle 5 è morta Cesarina Casella, una cugina De Maria. Ho avuto un mese difficile,
tutte le sere al Policlinico dalle 6 alle 9, per alleviare un po' di fatica alle sorelle. Mi sembrava
di essere tornata alla Via Crucis del tempo di mamma.

Pezzo di ritaglio di giornale


...da Cuneo; De Maria Cesarina ved. Casella cl. 1893 casalinga da Cuneo
Partecipazione
Non piangete la mia assenza, sono beata in Dio e prego per voi
il 20 maggio è mancata ai suoi cari
CESARINA DE MARIA ved. CASELLA
Ne danno l'annuncio a funerali avvenuti la figlia Elena con il marito dott. ing. Michelangelo Matteoda
e figli Gabriella e Sergio, le sorelle Olga, Elena con il marito cap. Romolo Maggio, e parenti tutti.
Cuneo 22-5 1966
La messa in suffragio sarà celebrata nella Cappella del Collegio S. Tommaso Giovedì alle ore 9.

34
Ivo Andric (1892-1975) Trávnička hronika, 1945.

23
Mercoledì 30 agosto 1966
Ieri abbiamo lasciato la casa di Corso Dante 10 per venire qui in via Schiaparelli
nell'appartamento che sarà un giorno di Adely. Caos e fatica a non finire. Sarà l'ultimo
trasloco prima di quello finale nell'aldilà?

Ritaglio di giornale
3-12-1965
Ucciso da un'auto alla vigilia di essere congedato
VERNANTE - Ieri mattina si sono svolti i funerali di Luciano Torri, di 23 anni, residente a
Vernante, ed ultimamente in servizio militare a Taranto. Il Torri, che prestava servizio, col
grado di sergente di marina, sul cacciatorpediniere « Indomito », ha perso la vita a pochi
giorni dal congedo.
Lunedì scorso, accompagnato da un collega, aveva lasciato la base di Taranto per raggiungere
a Lecce, gli zii. Sulla strada del ritorno, l'auto su cui viaggiavano i due sottoufficiali rimaneva
senza benzina.
Il Torri lasciava quindi l'amico sulla macchina e, a piedi, raggiungeva un distributore. Durante
il tragitto un'automobile lo investiva alle spalle uccidendolo sul colpo. Luciano Torri, figlio
unico di un impiegato delle Vetrerie di Vernante, fra pochi mesi avrebbe dovuto sposarsi. Il
feretro era giunto a Vernante accompagnato da un gruppo di marinai.

Martedì 27 dicembre
È morto il marito di Elena, Renato Maggio.

Pezzo di ritaglio di giornale


Maggio Romolo cl. 1889 pensionato da Cuneo.

Domenica 1 gennaio 1967


Sola, soletta a fare il guardiano della casa con ...Gimmy [il cane pechinese]. Mio marito a
Savona, la figlia ad Antibes!!
Mercoledì 18 gennaio 67
Enrico Ardel: Bisogna dar moglie a Giovanni 35
Non esiste che nei romanzi il grande amore! Nella vita, lo si spera, lo s'intravede talvolta un instante
…e si crede di scorgerlo: presto, ci avviciniamo, e allora si verifica che siamo corsi dietro a una bolla
di sapone, la quale non lascia che un po’ di schiuma sulle dita quando vogliamo afferrarla, cioè ...
niente, proprio niente.
Sogna, senza tristezza, senza rimpianto, senza desiderio, perché sa che questi sentimenti sono vani. La
vita le ha dato una filosofia rassegnata e altera, il segreto di crearsi delle gioie dai piccoli favori che la
sorte si degna di offrirle, il modesto coraggio di guardare sempre in faccia quella sorte per plasmarla,
se è necessario, quanto sia in suo potere.
La solitudine è l'indipendenza, il diritto di pensare, di agire, di vivere secondo il proprio piacere: e
questo è tal dono che fa perdonare molto ad essa che ce l'offre.
L'alba 36
In questo momento i felici mi appaiono soltanto quelli che posseggono una certezza sia religiosa o
filosofica...anzi gl'indifferenti, che non si curano di tali terribili enigmi, gl'increduli placidi nella loro
negazione. Dio mio! Che cos'è dunque la fede? Così facile per gli uni, così difficile, anzi impossibile
per gli altri?...

35
Henri Ardel - pseudonimo di Berthe Palmyre Victorine Marie Abraham (1863-1938) Il faut marier Jean,
1932. − www.letteraturadimenticata.it/biblsign%20AC.htm
36
Henri Ardel L'aube, 1918?

24
Ebbene, per me ...è una questione di mentalità. Certe menti sono organizzate per credere
invincibilmente nonostante le obiezioni, i dubbi, le proteste della ragione; altre, checché facciano, ne
restano sempre incapaci...
È così raro che gli esseri ci diano quello che speriamo da loro. E probabilmente essi pensano
altrettanto sul conto nostro! La saviezza sarebbe di rassegnarsi al fatto che gli altri sono differenti da
noi, e di lasciar che pensassero e amassero secondo la loro natura, non secondo i nostri desideri.
La colpa degli altri 37
Ho una grande pietà di tutte le povere creature che si dibattono nella vita senza essere sorrette dalla
speranza di un paradiso in cui dimenticheranno tutte le loro miserie e saranno compensate di aver
lottato con coraggio, senza mai disperare.
L'appello sovrano 38
Com'è lontano il tempo in cui credevo che invecchiare non avrebbe nulla di triste!... E che allora io
guardavo l'avvenire nella sfolgorante luce della mia giovinezza.
Perché questa specie di strazio a riflettere che il mio destino di donna è ormai chiuso, senza che mi
abbia recato tutto quanto io mi attendevo all'alba radiosa dei miei primi anni di matrimonio?
Senza dubbio, perché noi speriamo troppo, e siamo poi così crudelmente delusi, che mai arriviamo a
consolarci della nostra delusione. Come mi riesce penoso, oggi, il pensiero che la mia vita non può più
essere che una grigia e lunga giornata di cui già intravedo il crepuscolo, questo crepuscolo in cui
m'inoltrerò sola, camminando verso la notte.
Martedì 15 agosto 67
"O ricordi che siete mai? La morte di tutte le speranze! ...La vita in fondo è finita quando la
folla dei ricordi ci assale." John Knittel Roderick dei Tropici 39
Sabato 16 settembre 67
Si è sposato Dario, figlio di mia cugina Maria Paventa Leone.
Giovedì 12 ottobre 67
"Non si deve aver paura della morte. Quando arriva senza farci soffrire, non è cosa spiacevole. Tra
pochi istanti il mio corpo cesserà di vivere e la morte oscurerà ogni cosa. Sì, io desidero morire, e
trovo che è piacevole. Ho vissuto la mia vita. Come matematico ho raggiunto una certa fama. Non ho
mai odiato nessuno. Non ho mai fatto del male e non mi dispiace di morire." Lagrange 40

37
Henri Ardel La faute d'autrui, 1901? - www.letteraturadimenticata.it/biblsign%20AC.htm
38
Henri Ardel L'appel Souverain, 1923 ?
39
John Knittel (1891-1970) Terra magna, 1948. Traduzione italiana Roderick dei Tropici l954.
40
Joseph Louis, comte de Lagrange/Giuseppe Lodovico Lagrangia (1736-1813).

25
Domenica 19 novembre 1967
Lontano nel mondo
Va una strada lontana nel mondo
attraverso un brumale deserto.
Tra fumanti fornaci conduce, fra le piante prostrate dal vento,
fra tronchi possenti dalla scorza vestita di gelo.
Dei chiari galli cedroni sordo vi frulla il migrare,
frulla dei grevi rami dal folto.
Torno torno ai nodosi ginepri ne la fulgida cresta di neve
han stampato le orme le fiere.
E là corre il mio cuore nel chiaro lunar della notte
dov'io vago graffiato dal vento;
all'udir lo scrosciare del fiume,
al cancello del podere solingo mi fermo.
Mi avvicino a finestra che luce:
presso il fuoco è seduta una vecchia,
occhi fermi su braci brucianti.
Madre mia, come morde il rimpianto, il rimpianto
improvviso di te.
Erik Axel Karlfeldt - Premio Nobel 1931 41
Mia figlia, credo, non sarà mai morsa da tali rimpianti!

Lunedì 29 gennaio 1968


Dieci giorni senza notizie dirette di mia figlia! ! Il padre mi ha portato, mercoledì scorso, la
lieta notizia che la figlia è andata in Sicilia a fare la diva del buon soccorso presso i
terremotati!...42
O figlia, che triste delusione sei mai per il mio cuore ormai vecchio e stanco, stanco,
stanco
Sabato 3 febbraio 68
Da "Lasciateci sognare" di Arthemise Goertz 43
"Massima quotidiana: Io penso di passare in questo mondo solo una volta. Quindi, ogni buona azione
che posso compiere, ogni gentilezza che posso prodigare al mio prossimo fate che io la compia adesso.
Fate che io non ritardi e non dimentichi di compierla, poiché non percorrerò questa strada mai più."
Sabato 16 novembre 68
Hanno telefonato un momento fa - la figlia Domenica Bertetto si è laureata con 110. Padre e
figlia sono lieti e si preparano ad andare alla cena festiva. Poi uno a Biella, l'altra in
Germania!!

Due ritagli di giornale


Laurea
La Sig.na Adelia Bertetto, allieva della Scuola Normale Superiore di Pisa si è laureata in
lettere moderne con 110. Congratulazioni e auguri. (La Guida)

Felicitazioni
La signorina Adelia Bertetto di Cuneo, allieva della Scuola Normale Superiore, ha conseguito a pieni
voti la laurea in lettere moderne presso la Università di Pisa. Felicitazioni vivissime da parte de «Il
Subalpino ».

41
Erik Axel Karlfeldt (1864-1931).
42
Terremoto nella valle del Belice, Sicilia (14 - 15 gennaio 1968). Gruppo di studenti dell’Università di Pisa
recatisi come volontari nelle zone terremotate.
43
Arthemise Goertz Give Us Our Dream 1948 – Vedi www.newcomb.tulane.edu/NAfmdingaids/Goertz.html

26
Marzo 1969
Gentmo Signor Haupt,
in assenza di mio marito rispondo io alla sua lettera del 23 febbraio. Ho ammirato la forza
d'animo dei suoi genitori, purtroppo non mi è assolutamente possibile imitarli, per svariate
ragioni. Le assicuro comunque che ho apprezzato la sua buona volontà e la sua cortesia nei
nostri riguardi.
Le auguro ogni bene 44

44
Risposta all’annuncio di fidanzamento della figlia.

27
12 giugno 1969 - Tre ritagli di giornale

QUARANT’ANNI TRA GLI ALUNNI


VERNANTE - Oggi, alle 16, nei locali delle scuole, avranno luogo la cerimonia ad onore
dell'insegnante Florida Croce che per 40 anni ha prestato la sua opera a favore degli alunni delle
elementari. La maestra Croce verrà insignita per l'occasione di una medaglia d'oro, presenti
l'amministrazione comunale, la direttrice didattica, il corpo insegnante di Vernante e le scolaresche.
Le sue alunne (nella foto con l'insegnante) hanno voluto, in questo giorno tutto particolare, ricordare
le benemerenze didattiche e pedagogiche della loro insegnante facendoci pervenire la seguente lettera
aperta che volentieri pubblichiamo.
Gentilissima sig. ra Maestra,
oggi, con una bellissima cerimonia le consegneranno la medaglia d'oro. Un piccolo riconoscimento
per tutti gli anni, tanti, oltre quaranta, che lei con amore e spirito di sacrificio ha dedicato alla
scuola. Vi saranno tutte le Autorità, papà e mamme che furono suoi alunni, tante altre persone e tutti
le diranno molte belle parole. Ma noi vogliamo esprimerle, tramite la «Gazzetta», tutto il nostro
affetto, la nostra ammirazione e dirle semplicemente: «Grazie».
Le sue alunne: Antonella, Celestina, Daniela, Elena, Mariangela, Ornella, Rosanna, Silvana B. e
Silvana C.

Lettere al giornale
Una foto a Vernante fa felici le scolare
Cara Gazzetta,
non immagini la nostra gioia nel vedere pubblicata (e senza economia di spazio) la fotografia della
nostra cara maestra tra le sue alunne. Il tuo gesto gentile, rimarrà tra i ricordi più belli della nostra
giovinezza, perché per un giorno ci siamo sentite importantissime. Ti auguriamo, cara Gazzetta, che
per noi sarai sempre il giornale più simpatico del mondo, tanta fortuna ti diciamo a nome di tutti:
Grazie, grazie, grazie!
Antonella T., Celestina D., Daniela G., Elena D., Mariangela M., Rosanna B., Silvana B. e Silvana C.,
Ornella G.
VERNANTE

Medaglia d'oro ad insegnante benemerita


Nell'ampio atrio delle Scuole Elementari di Vernante, addobbato come un salone, si è svolta
mercoledì 11 giugno u. s. una piccola e vivace accademia per festeggiare la maestra Florida Croce,
insignita del Diploma di Benemerenza dal Presidente della Repubblica e della Medaglia d'oro dal
Comune di Vernante per oltre 40 anni di lodevole servizio.
La cerimonia acquistava particolare valore in quanto la Maestra Croce ha svolto per ben 34 anni la sua
missione di educatrice nelle scuole di Vernante - Capoluogo, dove ebbe anche l'incarico di Fiduciaria.
Erano presenti, oltre alle Autorità locali, l'Ispettore Scolastico Prof. G. Basso; la Direttrice Didattica
Prof. Teresa Picco; un gruppo di maestre insignite di medaglia d'oro, con il labaro della
«Associazione Italiana Educatori Benemeriti»; colleghi, ex-alunni e molti genitori riconoscenti per
l'opera svolta dalla Maestra Croce. L'accademia aveva inizio con il pensiero introduttivo da parte della
Direttrice Didattica, che ricordava i meriti della maestra Croce e le tappe della sua missione: La
Morra, Realdo di Briga, Vievola, Vernante. Interessante ricordare che a Realdo la giovane maestrina
giungeva a dorso di mulo all'inizio dell'anno scolastico e lassù rimaneva per nove mesi, fatta eccezione
per le feste di Natale e Pasqua!
Seguivano gustosi bozzetti e canti intonati alla missione dell'insegnante, da parte degli scolari di
Vernante. Il Prof. Basso dava poi lettura del Decreto Presidenziale di conferimento dell'onorificenza e
il sindaco Dott. Faccenda appuntava la medaglia.
Anche le primissime scolare della M. Croce a Vernante, ormai quarantenni e le ultimissime, a nome di
tutti gli ex-allievi esprimevano le loro felicitazioni e il loro augurio, cui si univa il Rev.do Don Chiari,
per tanti anni parroco di Vernante.
Al termine della cerimonia il Comune offriva ai presenti un rinfresco.

28
25 agosto 1969
23mo compleanno di Adelia. Morte di Gimmi [il cane]. Ora veramente nessuno ha più bisogno
di me e la solitudine è assoluta!...
Mercoledì 31 dicembre 1969
Giovedì 1° gennaio 1970
Sola!
Sabato 1° agosto 1970
"Nessun amore, nessuna amicizia potranno mai valere la sincerità dolce e confortante di un cuore
materno che trema e nello stesso tempo gioisce, per noi."
Da Un marito di prima scelta di M. Du Veuzit 45

Ieri ho letto sulla Guida la pubblicazione di matrimonio di Marino Marini con Zani Arietta
studentessa di Pisa...
Domenica 20 giugno 1971
"Toute ma vie n'est qu'une chaîne de regrets pour un temps qui fut et qui ne sera plus jamais,
jamais." Maupassant 46
Mercoledì 13 ottobre 1971
Mercoledì 22 settembre Clara Littardi è entrata in ospedale per farsi operare allo stomaco. Il
mercoledì seguente operazione sofferenze atroci. Stamattina è morta - Che tristezza!

Ritaglio di giornale (La Guida) Novembre 1971 - N. 10

La Signorina Clara
All'età di 70 anni è mancata nella sua abitazione di Via Umberto I la signorina Littardi Clara. Ha
lavorato per tanti anni disinteressatamente per la nostra Parrocchia, come direttrice della cantoria, sia
femminile che maschile. Pensiamo che ogni esecuzione richiedeva ore e ore di preparazione e la
Sig.na Clara vi si dedicava con vera passione fino a soffrirne quando non riusciva ad ottenere i risultati
sperati o quando trovava svogliatezza o incomprensione.
Amava tanto il nostro paese, da chiedere espressamente di venire a morire nella sua casa fra le sue
montagne, rinunciando a tutte le cure dello ospedale.
L'ha amato pensando nell'ultimo mese di sua vita a lasciare i suoi beni per l'erigenda casa di riposo per
anziani. Ecco le parole del suo testamento:
"Non avendo parenti prossimi bisognosi cui lasciare il mio patrimonio istituisco erede universale la
Parrocchia di Vernante perché il parroco possa nel più breve tempo possibile istituire una casa di
riposo per persone anziane, specialmente se sole...(segue un elenco di persone da lei ricordate o con
denaro o con mobilio o con oggetti)... Tutto il resto di mobili, ninnoli, quadri, oggetti vari potrà essere
venduto per aumentare il capitale che io lascio alla canonica per la casa di riposo."
La generosità della Signorina Clara non basta a risolvere tutti i problemi; sarà però un buon
contributo. Un comitato ristretto è già all'opera per approfondire tutti i dati dell'opera. Sono intanto
anche incominciate le lunghe pratiche burocratiche relative alla successione. Il Signore e la Madonna
facciano sì che il sogno della Signorina Clara possa essere abbastanza celermente realizzato.

Lunedì 20 novembre
Sto leggendo "Hawai", un libro che mi piace moltissimo.47
"Et bientôt est tout fini, et nous ne jouons plus."

45
Max du Veuzit (1886-1952) - pseudonimo di Alphonsine Vavasseur-Acher Simonet. Un Mari De Premier
Choix, 1953 ?
46
Guy de Maupassant, (1850-1893).
47
James Albert Michener (1907-1997) Hawaii, 1959.

29
Martedì 12 dicembre 72
"Che cos'è la vita? E che importa come moriamo, quando moriamo? Morire non è forse il destino
dell'uomo? Ascolta quello che ti dico, Saulo [?] Hillel: quei giovani ferventi che non conosceranno
mai la tristezza, l'abbandono, la solitudine della vecchiaia, il melanconico rimpianto di volti
scomparsi, il perduto amore, il silenzio, il vuoto, le stanze deserte, le case mute, gli specchi che non
più riflettono il sorriso di persone amate, i corridoi che non più echeggiano dei passi di persone amate.
Non conosceranno l'inganno, il tradimento, la disperazione, la disillusione, la vanità di ogni cosa, la
frustrazione, il dolore. Tutti prima di morire soffriamo e alcuni più degli altri, ma la sofferenza di
vivere è molto più penosa della sofferenza di morire e ogni sofferenza è inevitabile". Da Il leone di
Dio di T. Caldwell 48
Lunedì 5 marzo 1973
Ha scritto Marcella in data 4 marzo che è morto lo zio Pippo ~ Cleo l'ha annunciato al cugino
Pippo a funerali avvenuti. Non si sa quindi nulla di preciso, papà è morto il 1° marzo 1942 a
67 anni; lo zio ne aveva circa 90. Rimangono ora Carlino, Vittorino, Eva e Giuseppina!
Domenica 12-8-1973
Stamattina alle 11,30 circa è morta Maria, l'ultima Paventa. Aveva 73 anni, e nessuno pensava
a una fine così rapida, nemmeno i suoi figli. Il funerale si farà domani alle 17 - Che cosa triste
la vita, per fortuna ha avuto i suoi figli, i suoi nipoti, suo marito accanto a sé fino all'ultimo.
Non ha mai conosciuto la mia solitudine dopo che ho perso la mamma!...
Sabato 6-10-73
Venerdì 7 settembre di sera Maria Baudino è stata ricoverata nuovamente all'ospedale -
venerdì sera 28/9 alle 19,05 è spirata. I funerali si sono fatti lunedì 1° ottobre.

Ritaglio di giornale

RINGRAZIAMENTO
Il fratello, la cognata, la collega e amica Croce Florida, non potendo giungere a tutti personalmente,
commossi ringraziano di cuore quanti, con la presenza, scritti, fiori, opere di bene, hanno preso parte
al loro grande dolore per la scomparsa della Compianta
MARIA BAUDINO
Insegnante a riposo
Medaglia d'Oro P.I.
Un particolare vivissimo grazie a tutte le care Colleghe, ai Superiori scolastici, alla popolazione tutta
di Vernante, all'Associazione Nazionale Educatori Benemeriti — Sezione di Cuneo —,
all'Associazione Maestri Cattolici, al Cav. Giacomo Secchi e Signora che tanto si prestarono nella
luttuosa circostanza e ai vicini di casa, proprietari ed inquilini del Condominio «Margherita».
La S. Messa di trigesima verrà celebrata nella Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore, sabato 27 ottobre
alle ore 10.
Cuneo, 5 ottobre 1973.
On. Fun. MILANO SAS Cuneo - Tel. 20.80.

48
Janet Taylor Caldwell (1911-1995) Great Lion of God, 1970.

30
Ritaglio di giornale (1973)

È morto a 85 anni l'ex-parroco di Vernante


Don Chiari, amico de La Guida

Nella mattinata di S. Stefano si è spento serenamente a Caraglio Don Stefano Chiari alla bella
età di 85 anni.
Nato a Caraglio nel luglio del 1887 e compiuti gli studi nel Seminario Diocesano fu ordinato
sacerdote nel 1914. Iniziò il suo ministero come Vicecurato a Limone Piemonte, donde nel
1921 passò a Vernante come collaboratore di Don Cavallo, a cui successe nel 1936 per
reggere la Parrocchia di S. Nicolao.
Il lavoro di questo semplice ed umile sacerdote fu profondo e intenso; silenzioso egli era
continuamente in movimento per recare il suo conforto ai vecchi e ai malati, per portare il
Vangelo nelle frazioni più lontane e disagiate quando la neve e il maltempo non permettevano
ai suoi fedeli di scendere al paese.
Lavorando in profondità egli seppe scovare e coltivare un nutrito numero di vocazioni
sacerdotali e religiose e dopo averle portate alla meta seguiva i suoi prediletti nel loro campo
di lavoro.
Conscio dell'importanza della stampa cattolica fu un fervente apostolo della diffusione del
settimanale diocesano del «Dovere» - prima e poi de «La Guida». Propagandista instancabile
entrava in tutte le case per portarlo e per raccogliere gli abbonamenti; sapendo che il giornale
interessa se riporta notizie locali egli settimanalmente scendeva in città con la sua
caratteristica valigetta per portare in redazione il notiziario di Vernante servendosi dell'opera
dello antico direttore del «Dovere» sig. Giraudo. Qualcuno forse poteva sorridere delle
piccole e talora ingenue notiziole, ma intanto Don Chiari introdusse in quasi tutte le famiglie
il settimanale. Per questo egli deve essere considerato fra i maggiori benefattori de «La
Guida».
Quando nel 1967 fu pressato di lasciare la Parrocchia pur soffrendo molto, obbedì e si ritirò
nel suo paese nativo, Caraglio e continuò la sua opera silenziosa e instancabile per la buona
stampa e il prezioso ministero verso i vecchi e i malati.
Munito della canna e della borsa, con qualunque tempo egli continuò a portare la sua parola
di conforto a chi soffriva la solitudine o era malato, a distribuire giornali e riviste buone nelle
case, a far opera di persuasione per gli abbonamenti alla «Guida».
I caragliesi lo ricordano così, come lo ricordano quelli di Vernante e a piangere la sua
scomparsa sono soprattutto i poveri e i malati.
Da un anno celebrava la Messa in casa pur continuando la sua missione di bene, e da un mese
non lo si vedeva più uscire per l'aggravarsi delle condizioni di salute e il giorno del suo
onomastico si è spento serenamente come abbiamo detto.
È un dovere per «La Guida» di unirsi ai lettori per ricordarlo e ringraziarlo ancora porgendo
le condoglianze ai familiari. D. K.

31
Le scritte della tomba di famiglia prima dei restauri 49
A Giovanni Paventa in questa tomba disceso in età di anni 72 il 28.9.1870 i nipoti
riconoscenti.
Alla venerata memoria di Paventa Cav. Dott. Francesco fondatore del Comitato cuneese per
gli ospizi marini.
All'intenso ineffabile amore della sposa adorata, dei figli dilettissimi troppo immaturamente
rapito il 6.2.1888. Sposa e figli inconsolabili con calde amarissime lacrime questo tributo
d'affetto imperituro consacrano.
I fiori appassiscono, le lacrime inaridiscono ma la memoria d'una santa madre dura eterna
nell'anima dei figli.
Anna Quaranta Paventa 19.3.1898.
Mario Sertorio rapito il 15.11.1919 a soli 15 anni al padre Giovanni e alla madre Adelia
Paventa.

Qui termina il diario.


In una busta indirizzata a Adelia e Francesco Berretto c’era il testamento olografo trascritto
qui di seguito.

Cuneo, 1-1-1975
Miei cari,
eccovi per l’ultima volta le mie zampe di gallina – i matusa sono ostinati e rimangono
attaccati alle loro idee, perciò scrivo anch’io i miei ultimi desideri. Sapete com’è, si è sempre
usato così. Naturalmente tutto ciò che mi appartiene, come da elenco dell’agenda va alla figlia
diletta e verrà usato dal padre nell’appartamento di sua proprietà.
Prego la figlia di eliminare tutte le cose personali (vestiario, gioielli ecc.) con le sue mani.
Alla signora Adele Serale tutto ciò che può esserle gradito e che a voi non piace o non serve.
Un ricordo personale a Flora.
Se non fosse possibile spedire i miei resti a Torino, [per la cremazione] come da mia
dichiarazione scritta e mio grande desiderio, seppellitemi in terra nel campo comune senza
nessun segno o ammennicoli vari. Se necessario una piccola croce con le mie iniziali e la data.
Niente dichiarazioni o manifesti sui muri. Il seguente biglietto per amici e parenti. Il poco
denaro rimasto indenne dal mio allegro desiderio di spendere i miei guadagni si trova nel
vecchio secretaire.
Addio, miei cari, è giunta la sera di una giornata triste e faticosa e sono contenta.

Annuncio
Il... è deceduta Valeria Sertorio in Bertetto.
A funerali avvenuti, Francesco Berretto e figlia Adelia ne danno l’annuncio a parenti e amici.

Valeria Sertorio fu ricoverata all'Ospedale Civile “Santa Croce” di Cuneo il 3 gennaio


1975 per "Insufficienza renale in nefroangiosclerotica. Ipertensione arteriosa sistemica.
Melena".
Morì all'alba del 21 gennaio 1975. Era presente il marito, Francesco Bertetto.
Francesco Bertetto morì nello stesso ospedale due anni dopo, il 27 settembre 1977 a
seguito di infarto.

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Tomba della famiglia Paventa a Cuneo.

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