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unità 15.

Le popolazioni e le comunità

Le popolazioni

sono caratterizzate da sono modellate da

densità modelli di fattori limitanti interazioni


dispersione tra individui

densità-dipendenti
o densità-indipendenti
aggregato regolare casuale della stessa di specie
specie diverse

competizione
intraspecifica

competizione predazione simbiosi


interspecifica

parassitismo
mutualismo
commensalismo

Le successioni
ecologiche

includono

successioni primarie successioni secondarie


comportano

formazione del suolo sulla roccia nuda avvengono in aree dove il suolo
tramite è rimasto intatto

specie pioniere (muschi, licheni)


in seguito ad esempio a

sostituite nel tempo da nuove specie

incendi forestali disboscamento,


formazione di una comunità stabile (climax) conversione a terreni
agricoli e
successivo abbandono
portano alla formazione di una nuova comunità
(ricostituzione della foresta)

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unità 15. Le popolazioni e le comunità
Le popolazioni e le loro dimensioni
Le comunità biologiche sono formate da gruppi di individui appartenenti a specie di-
verse che vivono insieme in una determinata area. Ciascun gruppo della stessa spe-
cie è detto popolazione. Alcune popolazioni sono formate da individui concentrati in
un’area ristretta (come gli anenomi di mare in una pozza d’acqua marina). Altre, invece,
comprendono individui distribuiti su aree vaste, come la popolazione di orsi bruni pre-
sente sulle Alpi.
Indipendentemente dall’area considerata, tutte le popolazioni hanno due caratteristi-
che importanti:
– la densità degli individui che la compongono;
– la modalità della loro distribuzione nello spazio.
Entrambe queste caratteristiche sono tipiche di ciascuna specie (dipendono da caratteri
fisici e comportamentali degli individui).
Per calcolare la densità di una popolazione
in alcuni casi è possibile contare effettivamen-
te tutti gli individui presenti nell’area scelta e
per calcolare la densità è sufficiente dividere
il loro numero per la superficie.
In genere, però, contare tutti gli individui
di una popolazione non è facile, soprattutto se
si tratta di animali, che durante i conteggi si
spostano o si nascondono, oppure di organismi Ila modello aggregato, in cui gli individui sono distribuiti
gruppi, è il più comune in natura ed è causato da
molto numerosi e di piccole dimensioni. In tali una distribuzione non omogenea delle risorse ambientali.
È il caso di questi pioppi, distribuiti lungo un corso
casi si ricorre al campionamento, cioè si contano d’acqua, nelle zone con terreno umido e sabbioso.
gli individui presenti su aree campione: picco-
le superfici scelte all’interno dell’area occupata
dalla popolazione. Maggiori sono il numero e le
dimensioni delle aree campione, più preciso è il
calcolo della densità, che viene ottenuta facen-
do la media delle diverse aree campione.
Talvolta, anziché contare gli organismi, la
densità è ricavata a partire da indicatori indi-
retti, come le tracce (impronte, escrementi) o Il modello regolare, comune nelle piante è il risultato
della competizione per la luce, l’acqua e per le sostanze
il numero di nidi o tane. nutritive. È il caso di questi arbusti in una zona desertica,
Il modo in cui i membri di una popolazio- che hanno bisogno di una porzione di suolo ampia
a sufficienza per lo sviluppo delle proprie radici.
ne sono disposti in una certa area definisce il
modello di dispersione di quella popolazione.
I modelli di dispersione sono tre: gli indi-
vidui possono mostrare una distribuzione ag-
gregata, essere distribuiti in maniera uniforme
oppure occupare lo spazio in modo casuale.
Diversi fattori, biotici e abiotici, influiscono
sulla distribuzione spaziale di una popolazione;
per esempio la presenza di acqua è fondamenta-
Il modello casuale di dispersione si verifica quando
le per determinare la dispersione delle piante. gli individui di una popolazione sono distribuiti in modo
Nei vertebrati i modelli di dispersione ri- non uniforme nello spazio. È un modello poco comune
in natura, che caratterizza per esempio le vongole
flettono spesso i comportamenti sociali. durante la stagione riproduttiva.

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La dinamica delle popolazioni
La densità di una popolazione può subire delle fluttuazioni nel corso del tempo. Il cam-
biamento delle dimensioni delle popolazioni e i fattori che le regolano rappresentano
ciò che gli ecologi indicano con il termine di dinamica delle popolazioni.
La variazione della densità di una popolazione è influenzata da quattro fattori princi-
pali: la natalità, l’immigrazione, la mortalità e l’emigrazione.
La natalità e l’immigrazione, tendono ad aumentare il valore della densità, gli altri
due, la mortalità e l’emigrazione, tendono a diminuirlo.
A loro volta, questi fattori dipendono da fenomeni detti fattori limitanti. I fattori
limitanti sono di due tipi: fattori densità-dipendenti e fattori densità-indipendenti.
I fattori densità-dipendenti influiscono su una percentuale maggiore di individui a
mano a mano che il numero degli individui di una popolazione cresce. Per esempio,
quando una popolazione aumenta di dimensioni può arrivare a esaurire le riserve di
cibo; questo produce un aumento della competizione tra gli individui che porterà a una
minore natalità o a una maggiore mortalità, con l’effetto finale di una riduzione della
densità.
I fattori densità-indipendenti sono quelli che determinano variazioni della natalità o
della mortalità in una popolazione indipendentemente dalle sue dimensioni o dalla sua
densità; tra questi vi sono fattori abiotici come il clima, le condizioni meteorologiche,
gli incendi, la distruzione degli habitat.
A lungo termine le popolazioni vengono regolate da entrambi i tipi di fattori.
La densità di due popolazioni di lepri e linci in
Nord America hanno sempre subito oscilla-
zioni cicliche. Ogni dieci anni le popolazioni
lepri linci aumentano rapidamente e poi si riducono
numero di lepri (migliaia)

numero di linci (migliaia)

drasticamente. Gli «alti» e i «bassi» delle due


popolazioni non coincidono: hanno un piccolo
sfasamento.
160

120 L’aumento della popolazione


9 di lepri porta a un aumento
della popolazione di linci.
80 6
40 3

0 0
1850 1900
anni

Quando il numero di prede diminui-


sce, cala anche quello dei predatori. crescita calo
esponenziale improvviso

C2_P.31_doc.02.b
In primavera le popolazioni di
numero di afidi

afidi crescono con rapidità.

In estate, quando il clima diventa caldo e


asciutto, la popolazione declina rapidamente.
I pochi individui che sopravvivono possono
consentire alla popolazione di crescere di nuovo
se le condizioni ambientali tornano favorevoli.
Le condizioni climatiche sono fattori densità- A M G L A S O N D
indipendenti. mesi
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Le interazioni tra gli organismi di una comunità
Una comunità biologica è l’insieme di tutti gli organismi che vivono in un determinato
territorio. La varietà di organismi di una comunità è detta biodiversità o diversità biolo-
gica. La biodiversità dipende sia dal numero totale di specie presenti sia dal numero di
individui di ciascuna specie. Gli organismi di una comunità sono legati tra loro da tre
tipi principali di interazioni:
– la competizione;
– la predazione;
– la simbiosi.
L’interazione che si stabilisce tra gli individui di due specie diverse che sfruttano le
stesse risorse – che siano disponibili in quantità limitata – è chiamata competizione
interspecifica. A seconda della specie considerata, possono considerarsi risorse limitate
il cibo, l’acqua, lo spazio, la luce solare.
La competizione contribuisce a modellare la struttura delle comunità; in alcuni casi
può addirittura determinare la scomparsa di una specie, in altri può limitarsi a ridurre
il numero di individui presenti.
A volte la competizione coinvolge i membri di una stessa popolazione; in questo caso
si parla di competizione intraspecifica. I casi di competizione tra membri di una stessa
specie sono molto comuni tra i vertebrati. Ne sono un esempio le lotte tra i maschi di
alcune specie di mammiferi per assicurarsi l’accoppiamento con le femmine.
L’interazione tra organismi in cui una specie si nutre di un’altra è detta predazione.
La predazione non riguarda solo gli animali; lo stesso termine viene utilizzato in biolo-
gia anche per descrivere il rapporto tra un erbivoro (che in questo caso è il predatore)
e la pianta di cui si nutre (la preda).
L’interazione stretta e permanente che si stabilisce tra organismi di specie differenti
nell’ambito di una comunità, quando una specie vive all’interno o sul corpo di un’altra,
è detta simbiosi.
Esistono tre tipi principali di simbiosi.
1. Il parassitismo è una relazione preda-predatore nella quale un organismo si nutre a
spese dell’ospite. I parassiti, in genere, sono più piccoli dei loro ospiti.
2. Nel mutualismo due popolazioni di organismi traggono reciproco beneficio dalla
convivenza.
3. Nel commensalismo un organismo trae vantaggio da un altro senza danneggiarlo.
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[MG photo studio / Alamy]

Degli afidi si nutrono a spese di una Un esempio di mutualismo è fornito Molte specie di orchidee per potersi
pianta, succhiandone la linfa dagli steli dai mammiferi della savana, come le sviluppare si appoggiano al tronco di altre
lungo i quali essa scorre: è un caso di gazzelle, e dalle bufaghe. Questi uccelli piante. Queste ultime non traggono alcun
parassitismo. si nutrono degli insetti parassiti presenti beneficio dalla relazione con l’orchidea,
sulla pelle dei mammiferi, mentre questi ma nemmeno ne vengono danneggiate: è
ultimi ne vengono ripuliti. un caso di commensalismo.
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I cambiamenti nel tempo delle comunità
Molte comunità sono stabili, cioè possiedono una grande capacità di resistere ai cam-
biamenti e di ritornare alla loro originaria composizione di specie quando vengono
perturbate.
Tuttavia alcuni eventi perturbativi, naturali o legati all’attività umana, possono deter-
minare la scomparsa di specie vegetali e animali o la loro introduzione in luoghi diversi
da quelli di origine: gli incendi, le inondazioni, le eruzioni vulcaniche intervengono
sulle comunità alterandone l’equilibrio.
Talvolta questi eventi agiscono in modo così radicale da provocare un completo
cambiamento della comunità biologica che vive in un determinato ambiente. In queste
condizioni, l’area perturbata può essere colonizzata da nuove specie, che in seguito
potranno essere a loro volta rimpiazzate da altre specie.
I cambiamenti che si verificano nella composizione in specie di una comunità biolo-
gica sono chiamati successione ecologica.
A seconda delle condizioni del territorio di partenza le successioni ecologiche sono
dette primarie o secondarie.
Una successione ecologica che interessa una comunità il cui sviluppo inizia in un’area
praticamente priva di forme di vita – e anche di suolo – è chiamata successione primaria.

Dopo la formazione
del suolo, altre specie
vegetali (come questo
larice) riescono a
insediarsi tra le rocce.
La comunità biologica
dell’area comincia a
subire forti modifica-
I muschi e i licheni
zioni.
sono detti
specie pioniere. Sono
organismi in grado di
resistere a condizioni
ambientali estreme (la
mancanza di suolo, il
forte vento, la scarsità
d’acqua ecc.) e per
questo sono i primi a
colonizzare la roccia
nuda.

Se un evento perturbativo distrugge una comunità presente in una certa area – ma lascia
intatto il suolo – il processo attraverso cui si riforma una nuova comunità è chiamato
successione secondaria.
Oggi, i fattori che hanno il maggiore impatto sulle comunità e sulle successioni eco-
logiche sono le perturbazioni provocate dagli esseri umani.
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1 Abbina i disegni raffiguranti i diversi modelli di distribuzione di una popolazione alle foto corrette.
Indica anche il nome di ciascun modello.

1
A ........................................................................................................................

B ........................................................................................................................ 2

C ........................................................................................................................ 3

2 Traccia in ognuno dei due riquadri la curva di crescita corretta, basandoti sui testi presenti. Quale delle
due rappresenta il modello esponenziale e quale quello logistico?

MODELLO MODELLO
dimensione della popolazione

dimensione della popolazione

3. La crescita
Teoricamente, una
rallenta
popolazione in un ambiente
con risorse illimitate potrebbe
crescere indefinitamente
1. All’inizio 2. Si raggiunge
il tasso il tasso di crescita
di crescita massimo
accelera

tempo tempo

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3 Completa le seguenti frasi scegliendo i termini corretti tra quelli indicati nei corrispondenti riquadri.

A. La varietà di organismi di una comunità è detta . Essa dipende sia dal nume-
ro totale di presenti sia dal numero di di ogni spe-
cie.

Biodiversità, competizione, specie, individui, comunità, ecosistemi


B. La competizione è un’interazione che si stabilisce tra gli individui di due


specie diverse che sfruttano entrambe le stesse disponibili in quantità limita-
ta.

Intraspecifica, interspecifica, biodiversità, risorse, specie


C. I cambiamenti della composizione in specie di una biologica rappresentano


una .

Simbiosi, comunità, successione ecologica, biodiversità

D. Ogni popolazione è caratterizzata da una , cioè da un certo numero di indivi-


dui per unità di .

Distribuzione, densità, composizione, superficie, habitat, dispersione

E. Il delle dimensioni delle popolazioni e i fattori che le regolano rappresenta-


no ciò che gli ecologi indicano con il termine di delle popolazioni.

Ciclo, cambiamento, dinamica, genetica, densità

F. La di una popolazione è limitata da una serie di fenomeni che vengono chia-
mati dagli ecologi .

Crescita, composizione, densità, fattori limitanti, dinamica delle popolazioni

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