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Ognuno di noi ha le sue paure, le sue insicurezze e i suoi limiti oltre i quali si hanno diverse difficoltà ad andare, nella

vita come nel trading. Il mio più grande limite, ad esempio, è rappresentato dalle scale; da piccolo a seguito di uno
scivolone sulle scale di casa, ho sviluppato il vero e proprio terrore nel salire e, soprattutto, nel scendere le scale.
Addirittura per qualche giorno non volevo muovermi da camera mia per andare in cucina. Tuttavia questo brutto
episodio non mi ha impedito di diventare una persona funzionale e normale, addirittura ora riesco a salire su scale
traballanti per cambiare le lampadine di casa.

Il motivo per cui ho superato questa paura è che sono uscito dalla mia zona di comfort; questa non è altro, come dice
il nome stesso, l’insieme di norme, abitudini e comportamenti che ci fanno sentire a nostro agio nel compierli, e al di
fuori c’è tutto quello che ci mette paura e ansia. Questa zona di comfort può essere più o meno vasta e nel trading si
manifesta nel momento in cui si rinuncia ad un’operazione a causa della propria insicurezza, dovuta a diversi fattori,
ad esempio, per un trader il limite può essere rappresentato dalla rinuncia ad operare all’uscita di dati importanti
perché non si sente in grado di analizzare correttamente i movimenti che ne conseguono, o a seguito di una grossa
perdita può esserci un momento di totale paralisi nell’operatività, magari protratta nel tempo, perché il trauma
causato dalla perdita rende lo stesso trading al di fuori della zona di comfort della persona.

Come ogni meccanismo di difesa della propria autostima, la zona di comfort è influenzata da altri meccanismi che
fanno parte del nostro ragionamento e atteggiamento. In particolare la zona di comfort è influenzata dal locus of
control individuale e cioè come percepiamo e attribuiamo le cause degli eventi che ci accadono, siano essi positivi o
negativi. Vi sono due stili di locus of control, interno od esterno, e, immaginando questi due stili come i punti estremi
di un segmento, in mezzo vi sono le varie scale di grigio che caratterizzano ogni individuo. Ai due estremi, un locus of
control interno attribuisce tutti gli eventi positivi che ci accadono alla nostra competenza e tutti quelli negativi a
fattori esterni, proteggendo in maniera eccessiva e de contestualizzata la nostra autostima, ma portando ad esplorare
sempre nuovi confini perché niente è al di fuori della propria portata e tutto è percepito sotto il nostro controllo. Al
contrario un locus of control esterno attribuisce gli eventi positivi della nostra vita a fattori esterni e quelli negativi a
proprie colpe, portando a chiudersi in una zona di comfort che si fa man mano sempre più minuta poiché non si
percepisce controllo sulla propria vita. Entrambi gli estremi portano a gravi errori, ad esempio un individuo con locus
of control particolarmente interno può spingersi a fare trade fin troppo azzardati e andare nella più classica delle
overconfidence, mentre un trader con eccessiva stima dei fattori esterni nella propria vita, oltre a non sentirla come
propria, sarà spinto ad evitare operazioni magari ben studiate ma in cui la “fortuna” sembra giocare un ruolo troppo
importante (ad esempio all’uscita di dati importanti).

Identificarsi a spanne in uno di questi due stili di attribuzione non è complesso, basta pensare a sé stessi e a come si
attribuiscono le proprie perdite nel trading nella maggioranza dei casi (è cambiato il mercato all’improvviso? Locus
interno. Non ho visto che dodici anni fa nello stesso giorno era andata uguale? Locus esterno). Tuttavia modificarli è
molto più complesso perché è necessario modificare il nostro stile attributivo, cercando di renderlo il più obbiettivo e
sereno possibile, superando tutti i nostri bias (errori di attribuzione) che ovviamente non ci sono evidenti. Per fare ciò
è necessario operare sul proprio modo di agire superando la dissonanza cognitiva e cioè quella sensazione di tensione
percepita nel momento in cui le nostre credenze vengono messe in crisi da dei concetti che cozzano contro quello in
cui crediamo. Per superare la dissonanza è necessario molto impegno, ed è proprio lo sforzo unito alla motivazione
che permettono di raggiungere nuovi obbiettivi e uscire dalla zona di comfort.

Uscendo da questo lungo sviluppo teorico, l’importanza pratica di sviluppare un locus neutro nel trader sta nel creare
una gestione ottimale del proprio capitale psicologico durante l’operatività, riuscire a crescere e a fare uno scalino alla
volta per raggiungere un’operatività il più possibile obbiettiva e con meno stress possibile è la base per un trading di
successo, senza la quale anche la migliore analisi tecnica si scioglie nelle insicurezze (o eccessive sicurezze) della
propria psiche. Lavorando su se stessi e spingendosi a piccoli passi fuori dalla propria zona di comfort, sia nel trading
che nella vita di tutti i giorni è il modo migliore per avere una psiche forte e serena.