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FARGO 3

Fargo 3 è una serie statunitense in dieci episodi creata da Noah Hawley per il canale TV via
cavo FX e in uscita il 19 Aprile 2017.

CAST

• Ewan McGregor (Emmit e Ray Stussy)


• Carrie Coon (Gloria Burgle)
• Mary Elizabeth Winstead (Nikki Swango)
• David Thewlis (V. M. Vargas)
• Michael Stuhlbarg ( Sy Feltz)

La visione del primo episodio di Fargo 3, terza stagione della serie ispirata
all’omonimo capolavoro cinematografico diretto dai fratelli Cohen, si
presenta inizialmente come una sorta di brainstorming in cui lo
spettatore viene sottoposto a tante scene belle, ironiche, sempre girate
con tecniche alternative (anche videocamera capovolta), ma che
inizialmente appaiono un tantino slegate e non da subito danno l’idea di
dove si voglia andare a parare.Ma la fiducia nella suspense e il
desiderio di venire a capo della vicenda da parte del pubblico di Cohen,
Hawley & co. restano intatti, anzi crescono.E nonostante la prova dura
a cui questa volta la produzione sottopone l’audience, quasi a sfidarla
con un puzzle tanto pittoresco quanto complesso da ricomporre, alla
fine i conti tornano.E torna l’amore per questo show che ancora una
volta non delude e che riesce a gettare nel pilot i semi di un albero che
siamo abbastanza certi di veder crescere e svilupparsi in maniera tanto
intricata quanto avvincente.
Forse la scena iniziale ambientata nella Berlino Est del 1988, in cui sulle
note di Kukushka eseguita dal Coro dei Cosacchi Urali ( le scelte
musicali sono sempre ricercate ed accuratissime) un prigioniero viene
interrogato sulla morte misteriosa di una donna, non sembra avere
ancora una sua collocazione, un po’ come era accaduto con la scena
del Massacro di Sioux Falls nella seconda stagione; ma tutto quello
che segue, ambientato nel Minnesota nell’anno 2010, sono eventi che
si intrecciano pian piano con il ritmo sofferto e delicato simile a quello
della realizzazione di un gioiello prezioso.
Ed ecco apparire i fratelli Stussy, Emmit e Ray ( lode al magnifico Ewan
McGregor in questo doppio ruolo, un tantino più a suo agio nelle vesti
del minore e meno fortunato Ray) alla festa per la celebrazione dei 25
anni di matrimonio del maggiore e belloccio Emmit, un realizzato
magnate immobiliare, uomo affascinante e sicuro di sè, sempre
affiancato dal suo aiutante a braccio destro Sy (Michael Stuhlbarg ); è
presto chiaro che il povero Ray è solito rivolgersi al maggiore Emmit
per risolvere grane di ordine economico, e lo fa con rabbia, in nome di
un mal interpretato testamento di famiglia che all’epoca ha fatto si che
Emmit ricevesse una collezione di preziosi francobolli e Ray una
Corvette rossa con la quale va ancora in giro.Ma adesso Ray è davvero
incazzato nero, accecato dall’amore per la bella e sexy fidanzata Nikki
(Mary Elizabeth Winstead), donna seducente e furba nota alle autorità
ad al momento in libertà vigilata, alla quale vuole assolutamente
regalare, un prezioso anello di fidanzamento per il cui acquisto ha
bisogno di soldi.Ma Emmit risponde picche riferendo che per la sua
azienda il momento è delicato ( presto lo scopriremo anche in balia di
una banda di strozzini).
Così i due innamorati, un po’ bella e bestia nelle apparenze date le
sembianze del calvo e panciuto Ray, decidono di darsi al gioco
d’azzardo partecipando ad un torneo regionale di bridge in cui si
classificano terzi( la scena del casinò ha il commento musicale di
Priseincolinensinainciusol di Celentano, che ci sta da dio ) ricevendo
un bel premio in denaro;sembra fatta,hanno finalmente soldi per
regalarsi anello e forse anche altro.Ma Ray, senza dirlo alla sua amata,
ha ingaggiato una sua vecchia conoscenza criminale per intentare il
furto del francobollo più prezioso a casa del fratello Emmit ; il non
proprio sveglio malvivente, durante il viaggio in auto per raggiungere la
destinazione, a causa delle sue distrazioni radiofoniche (esilaranti
programmi serali nazional-esistenziali ) smarrisce l’indirizzo e
nonostante gli sforzi giunge alla casa sbagliata, quella del capo della
polizia Carrie Coon (ancora una cazzuta poliziotta,un marchio di
fabbrica, questa volta interpretata dalla brava Gloria Burgle); ci
scappa il morto , il malcapitato subirà per questo suo errore una sorte
tanto macabra quanto umoristica (nera) e qui il cerchio si chiude, nel
senso che finalmente la vicenda acquista una sua unitarietà e tutte le
tessere del mosaico cominciano a trovare la loro collocazione.
Anche questa, come accadeva nelle stagioni precedenti, viene annunciata
nei titoli come una “true story”.Vera? Certamente no, ma di sicuro la
dichiarazione è un modo per gli autori di comunicarci quanto queste
vicende si colleghino alla realtà dell’umanità contemporanea, tutta
incentrata sui propri casi, sulle proprie piccole storie, e con poco spazio
per il prossimo, con il quale si trova però, volente o nolente, ad
incontrarsi o meglio, a scontrarsi, in nome di quella legge così cara al
gioco del Bridge, la legge dei posti vacanti (che dà titolo all’episodio)
che determina il calcolo delle probabilità della presenza di una carta in
una determinata posizione e che, riportata alla vita di tutti i giorni, fa sì
che spesso le persona sbagliate nel posto sbagliato diventino i motori
dei più complessi intrecci che si possano mai immaginare.