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14 September 2010

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Ict in Sanità: un 'sistema' per l’innovazione
APPROFONDIMENTI
Informazioni e conoscenza
Tecnologie di Negli ultimi anni, il mondo della Sanità è stato caratterizzato
comunicazione da un trend che ha visto un costante aumento della pervasività
dell’Ict in tutti i processi chiave: dalle pratiche cliniche,
Ict e competizione
all’assistenza ai cittadini-utenti, fino all’amministrazione e
Ricerca e innovazione controllo. Oggi l’Ict rappresenta una delle poche risposte
possibili per superare il potenziale contrasto tra le esigenze di
Universo Pmi contenimento di costi e la crescente richiesta di servizi sanitari
Risorse umane universalmente accessibili e di qualità. I risultati dell'Osservatorio Ict in Sanità
del Politecnico di Milano.
Strategie fornitori
Leggi anche i casi utente:
- San Raffaele di Milano
- San Gerardo di Monza
- ASL Reggio Emilia

Nicoletta Boldrini - 07/09/2010

L’Ict si è ormai affermata come risorsa vitale per fare innovazione in Sanità,
diventando sempre più strategica e pervasiva nel supportare i processi di
governo e di cambiamento delle strutture sanitarie italiane. L’esperienza di tante
realtà di eccellenza del nostro Paese mostra come un elevato livello di
informatizzazione possa portare contemporaneamente a migliori performance
economiche e a servizi qualitativamente più elevati. È quanto emerge dai risultati
della terza edizione dell’Osservatorio Ict in Sanità della School of Management
del Politecnico di Milano, nato per analizzare e promuovere il ruolo dell’Ict a
supporto di qualità, efficienza e innovazione dei processi nel mondo della Sanità.
La ricerca, che si è basata su un’analisi empirica attraverso survey e studi di
casi, ha coinvolto oltre 300 tra Cio, direttori generali e amministrativi, direttori
sanitari e referenti regionali, e ha rilevato come, in generale, l’Ict sembri essere
oggi una delle poche leve in grado di portare a un Sistema Sanitario
qualitativamente migliore ed economicamente sostenibile per la collettività.
Mentre negli scorsi anni, infatti, l’Osservatorio metteva in luce come molte
opportunità di innovazione venissero perse a causa della limitatezza di risorse e
competenze a disposizione dei Cio, l’ultima edizione rileva come, a fronte di
segnali incoraggianti di crescita di attenzione e investimenti da parte delle
aziende sanitarie, la vera sfida di oggi sia portare l’innovazione Ict a livello di
“sistema”, sia all’interno delle strutture (tra i diversi reparti e dipartimenti) sia a
livello regionale e nazionale.

La spesa Ict in crescita e di qualità


Confrontando i budget Ict tra 2009 e 2010 e distinguendo tra spese correnti
(manutenzioni e assistenze hardware/software, noleggi e leasing, canoni, costi
del personale, ecc), e investimenti in nuovi progetti, l’Osservatorio rileva che, in
media, le spese Ict correnti passano da 1,9 a 2 Milioni di euro, registrando un
incremento annuale di circa il 6%, mentre gli investimenti medi per l’avvio di
nuovi progetti passano da 1 a 1,2 milioni, con un incremento del 17%.

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Figura 1 - I budget Ict nel 2009 e nel 2010


(cliccare sull'immagine per visualizzarla correttamente)

Da notare, la situazione legata alle spese correnti: nonostante la crisi economica


abbia portato sensibili riduzioni nelle tariffe professionali e nei costi delle
infrastrutture, le strutture sanitarie continuano a destinare gran parte dei budget
disponibili (più del 60%), non riuscendo a “fare efficienza” e a liberare risorse
per lo sviluppo e l’innovazione.
Una delle ragioni alla base di questa rigidità sembra essere la difficoltà a
consolidare e razionalizzare, in un’ottica di sistema, le infrastrutture e le
applicazioni Ict a livello aziendale. Significativo, da questo punto di vista, è
analizzare quali siano gli ambiti che rientrano nel budget di spesa controllato
centralmente dalla direzione Ict. Dalla figura 2 si può notare come il presidio del
Cio sia forte (oltre il 90% dei casi) sulle infrastrutture (soprattutto hardware e
reti trasmissioni dati) e sulle applicazioni amministrativo–sanitarie e gestionali.

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Figura 2 - Gli ambiti tecnologici nel budget di spesa gestito dalla
La redazione
direzione Ict
(cliccare sull'immagine per visualizzarla correttamente) Contattaci

Man mano che si va verso le applicazioni clinico–sanitarie a supporto dei Pubblicità


processi primari (applicazioni cliniche, diagnostiche, territoriali), viceversa, Credits
aumentano notevolmente i casi in cui la direzione Ict non gestisce il budget di
spesa. Questa frammentazione di responsabilità, proprio su quelli che sono gli
aspetti più direttamente legati ai processi core delle strutture sanitarie, è
certamente alla base delle difficoltà a sfruttare appieno i vantaggi sulla spesa
corrente che possono derivare da una razionalizzazione delle applicazioni e delle
infrastrutture Ict.
Fortunatamente, però, la ricerca mette in luce anche trend di crescita:
esaminando la differenza tra i budget Ict negli ultimi tre anni e quelli previsti per
i prossimi tre, la fascia di strutture sanitarie che prevedono un aumento
apprezzabile (superiore al 20%) degli investimenti Ict passa dal 26% al 32%.

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Figura 3 - L'evoluzione degli investimenti Ict negli ultimi e nei prossimi


tre anni
(cliccare sull'immagine per visualizzarla correttamente)

Parallelamente si registra una riduzione della fascia in cui si prevede una


contrazione rilevante del budget, che passa dal 17% al 12%.
Quanto alle esigenze che trainano gli investimenti, una larga maggioranza dei
Cio del campione ritiene che il miglioramento della qualità dei processi clinico–
sanitari (diagnosi, cura, prevenzione, ecc.) abbia giocato in passato, e giocherà
nei prossimi anni, un ruolo prioritario (79% dei casi) nello stimolare gli
investimenti.
Tra le altre esigenze ritenute prioritarie spiccano la sicurezza e la capacità di
gestione del rischio clinico, che crescerà del 43% nei prossimi tre anni, fino a
raggiungere il 74%.

Gli ambiti applicativi chiave


La ricerca conferma come in ambito sanitario l’Ict sia ormai considerato uno
strumento necessario per rispondere agli obiettivi primari delle diverse strutture:
la qualità dei processi primari e di supporto, la sicurezza e la gestione del rischio
e il controllo dell’equilibrio economico/finanziario. A fronte di una crescita dei
budget Ict vi sono, però, fattori come la difficoltà del cambiamento organizzativo
che limitano l’efficacia degli investimenti e fanno sì che gran parte delle strutture
sanitarie sia ancora in ritardo nello sfruttare le potenzialità delle tecnologie.
L’analisi della diffusione e delle prospettive delle applicazioni Ict nel settore
sanitario viste dai Cio, porta a identificare quattro tipi di ambiti:
- 1) in accelerazione: ambiti, come la Cartella Clinica Elettronica (Cce), il
Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) e la firma elettronica, sui quali i Cio puntano
per ottenere benefici significativi nei processi e fare innovazione nelle strutture
sanitarie;
- 2) affermati: ambiti, come la sicurezza e l’interoperabilità dei sistemi
informativi, che vengono considerati abbastanza consolidati e non si prevede
attiveranno in futuro grandi investimenti nelle strutture sanitarie;
- 3) emergenti: ambiti, come la gestione informatizzata dei farmaci, i sistemi di
conservazione sostitutiva, la clinical governance e i sistemi Ict a supporto del
processo di erogazione del servizio, con livelli di diffusione e maturità ancora
medio–bassi, ma elevati tassi di crescita attesi;
- 4) marginali: come business intelligence, continuità assistenziale e servizi
digitali al cittadino, che i Cio giudicano a oggi meno strategici e su cui non si
riscontrano particolari evoluzioni per il prossimo futuro.

Figura 4 - La maturità delle applicazioni Ict


(cliccare sull'immagine per visualizzarla correttamente)

Approfondendo l’analisi, cinque sono gli ambiti applicativi chiave sui quali sono
emersi risultati significativi:
- 1. La Cartella Clinica Elettronica (Cce) e il Fascicolo Sanitario
Elettronico (Fse)
La Cce si è rapidamente diffusa ed è oggi vista come lo strumento fondamentale
per integrare le informazioni cliniche relative al percorso di cura del paziente.
Ancora relativamente poco matura, anche se oggetto di crescente attenzione da
parte delle Regioni, risulta invece la condivisione a livello sovra-aziendale,
mediante il Fse.
- 2. La dematerializzazione dei documenti

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In termini di dematerializzazione, le strutture sanitarie stanno da un lato


consolidando i sistemi di base per la conservazione sostitutiva e la firma digitale,
e dall’altro iniziando percorsi di digitalizzazione di processi core come la gestione
informatizzata del farmaco.
- 3. L’interoperabilità dei Sistemi Informativi
L’investimento in soluzioni di interoperabilità sta consentendo di colmare i gap di
integrazione dovuti allo sviluppo per isole applicative che ha storicamente
caratterizzato i sistemi informativi delle strutture sanitarie, creando le premesse
per una più ampia accessibilità alle informazioni.
- 4. I sistemi Ict a supporto della continuità assistenziale
Le iniziative per la continuità assistenziale, pur avendo grandi prospettive come
strumento di integrazione tra ospedale e territorio, richiamano a oggi
investimenti ancora marginali, limitandosi, nella maggior parte dei casi, al
semplice supporto al telemonitoraggio di parametri vitali a distanza.
- 5. Le soluzioni a supporto del processo di erogazione del servizio
Le fasi del processo di erogazione del servizio sulle quali gli strumenti Ict hanno
un maggiore impatto sono la prenotazione e il pagamento. Meno prioritarie
appaiono, al momento, le fasi di erogazione del servizio, accoglienza,
orientamento dei pazienti e gestione del post servizio.
Estendendo l’analisi a livello territoriale, l’innovazione Ict in Sanità è
estremamente disomogenea nel nostro Paese. Il processo di regionalizzazione e
il modello federato della Sanità italiana hanno prodotto sistemi regionali
estremamente autonomi e molto diversi tra di loro anche nei confronti dei temi
relativi all’Ict.
Le regioni del Nord hanno investito e tendono a investire in Ict mediamente
molto di più di quelle di Centro, Sud e Isole.
Analizzando gli ambiti in cui si concentreranno gli investimenti, emerge ancora
una volta un quadro abbastanza variegato dove l’unica tematica verso cui si sta
convergendo risulta la costruzione di un Fascicolo Sanitario Elettronico a partire
dalle informazioni raccolte dalle Cartelle Cliniche Elettroniche delle varie aziende
ospedaliere. Per questo e per tutti gli altri ambiti, le direzioni strategiche delle
strutture sanitarie vedono nelle Regioni un attore chiave per l’innovazione Ict. Il
ruolo più forte viene, ancora una volta, esercitato al Nord, con una spinta
particolare verso una maggiore integrazione fra le strutture sanitarie, un
maggiore controllo economico finanziario e un incremento della qualità dei
processi di supporto, tutti fattori che evidenziano una superiore propensione a
fare innovazione Ict a livello di sistema.

Fare sistema: la vera sfida


Riassumendo, il quadro che emerge dalla ricerca del Politecnico è il fedele
specchio di un sistema sanitario eterogeneo, in cui a eccellenze di livello anche
internazionale – in termini di qualità ed efficienza – fanno da contrappeso
situazioni di forte degrado del servizio e sprechi evidenti nell’impiego di risorse.
Le forti eterogeneità del sistema e l’autonomia decisionale che le accompagna, si
legge tra le pagine del Rapporto dell’Osservatorio Ict in Sanità, potrebbero
essere un valore se consentissero di utilizzare al meglio le diverse vocazioni e
permettessero – attraverso il confronto e la diffusione di esperienze di successo
– di stimolare l’innovazione e l’adozione delle migliori pratiche. Troppo
frequentemente, viceversa, l’eterogeneità si traduce in un’incapacità di “fare
sistema”, con scelte locali che finiscono con il risultare incoerenti e avulse da
qualsiasi ottica di più ampio respiro.
La sfida per rendere il sistema sanitario efficace e sostenibile nel lungo periodo
deve partire dal supportare attraverso l’Ict un progressivo spostamento dei
servizi dall’ospedale al territorio. E proprio in questo cambio di prospettiva è
possibile prevedere i fattori critici di successo per lo sviluppo di alcune delle
esperienze studiate nella ricerca:
- 1. le applicazioni come la Cartella Clinica Elettronica (Cce) dovranno diffondersi
non solo nei vari reparti a livello aziendale, ma estendersi a livello extra
aziendale per integrarsi nel Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse);
- 2. la dematerializzazione dei documenti dovrà trascendere le mura aziendali
per digitalizzare e reingegnerizzare processi di intere filiere;
- 3. i sistemi informativi a livello ospedaliero dovranno garantire
l’interoperabilità allargata e la possibilità di integrazione tra diversi attori;
- 4. i progetti di continuità assistenziale dovranno rispondere alla necessità di
integrazione tra ospedali, servizi distrettuali e medici di famiglia;
- 5. i sistemi a supporto del processo di erogazione del servizio da livello
aziendale dovranno estendersi fino a integrare informazioni a livello
metropolitano o provinciale.
Per realizzare tutto ciò serve, però, una nuova Governance dell’innovazione
basata su una complessa dialettica, a più livelli, tra i vari attori. La Sanità deve
prendere atto di essere sì una rete di attori autonomi, ma con comportamenti
che si influenzano reciprocamente e determinano l’efficacia e la sostenibilità
complessiva del sistema.

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