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Appunti dell’Avv.

Antonino Marino

AGENTI e RAPPRESENTANTI di COMMERCIO


LEGISLAZIONE CONTRATTUALE
TUTELA PREVIDENZIALE
DIRITTO COMMERCIALE
PROCEDURE CONCORSUALI
LEGISLAZIONE TRIBUTARIA

2014

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Appunti dell’Avv. Antonino Marino

AGENTE E RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO

DISCIPLINA LEGISLATIVA CONTRATTUALE


REQUISITI dell’Agente di Commercio

I requisiti dell’Agente di commercio possono essere suddivisi in fisici, morali e quelli professionali
(previsti dalla Legge 204/1985):

Requisiti Fisici:

- Aver compiuto i 18 anni;


- Aver assolto ai doveri derivanti dalla scuola dell’obbligo;
- Non essere psicolabili.

Requisiti morali:

- Godere dei diritti civili;


- Non aver subito condanne = contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della
giustizia, la fede pubblica, la pubblica economia, l’industria ed il commercio ed inoltre per
omicidio volontario, rapina , truffa, appropriazione indebita, ricettazione - ed infine per ogni
altro delitto non colposo che comportano una pena da due a cinque anni, salvo che non sia
intervenuta la riabilitazione (artt. 178- 181 C.p.);
- Non essere fallito;
- Interdetto Art. 414 c.c. : (abituale infermità di mente che rende il soggetto incapace di
provvedere ai propri interessi);
- Inabilitato Art. 415 c.c. : (infermo di mente non così grave da richiedere l’interdizione ed
inoltre chi abusa di alcol e di stupefacenti, nonché i sordomuti o i ciechi dalla nascita.)

Requisiti professionali (previsti dalla Legge):

L’Articolo 5 della legge 204/85 stabilisce i seguenti requisiti:


- Cittadinanza italiana o degli Stati della Comunità Europea nonché Extracomunitari
qualora tra gli Stati esista un interscambio;
- Laurea in Giurisprudenza o in Economia e Commercio;
- Diploma di Ragioneria (Istituto Tecnico-Commerciale);
- Frequenza di un corso regionale con esito positivo;
- Non essere lavoratori dipendenti , (ma oggi la legge ammette il part-time);
- Si diventa agenti solo al momento della Segnalazione Certificata di Inizio Attività’
(S.C.I.A) presso la Camera di Commercio;

Inoltre può presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività chi ha prestato la propria
opera con la qualifica di “ Viaggiatore Piazzista” per almeno 2 anni o nel Settore Vendite come
Capoarea entro 5 anni dalla presentazione della domanda.

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N.B.: E’ incompatibile l’attività di Agente di Commercio con l’Iscrizione agli Agenti Mediatori
(Immobiliari).

ADEMPIMENTI dell’Agente di Commercio

L’Articolo 9 della legge 204/85 stabilisce che:

“è fatto divieto per chi non è iscritto al Ruolo di svolgere ed esercitare l’attività di
Agente o Rappresentante”.

In possesso dei requisiti fisici , morali e di quelli previsti dall’Articolo 5 della stessa legge, bisogna
espletare i seguenti adempimenti:

- L’ Iscrizione al Ruolo è stata sostituita dalla “ Segnalazione Certificata di Inizio attività


“ ( S. C. I. A) – che deve essere effettuata in occasione dell’ iscrizione al “ Registro delle
Imprese “
Istituito presso le Camere di Commercio che, entro 60 giorni dalla presentazione della
domanda delibera l’accoglimento o il diniego dell’ iscrizione.
In caso di diniego (che entro 15 giorni deve essere motivato) l’interessato può, entro 60
giorni dalla notifica, ricorrere presso il Ministero dello Sviluppo Economico, trascorso
inutilmente tale termine, il provvedimento di diniego o di iscrizione diventa definitivo.
La Commissione Provinciale controlla ed è tenuta a denunciare alle autorità competenti chi
esercita la professione di Agente senza la prescritta Iscrizione al Ruolo.
La mancata iscrizione comporta la nullità di un eventuale contratto; la sanzione anche per
la Casa Preponente varia da € 516,00 ad € 2.000,00.

- Iscrizione al Registro delle Imprese


Istituito presso ogni Camera di Commercio. Tale iscrizione deve essere effettuata entro 30
giorni dalla sottoscrizione del contratto.

- Iscrizione all’INPS
Non è più compito dell’Agente perché ciò oggi avviene d’ufficio al momento dell’Iscrizione
al Registro delle Imprese.

- Iscrizione all’Ufficio IVA


Deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio attività ( altrettanto deve avvenire per le
comunicazioni di variazioni o di cessazione ).

- Iscrizione all’ENASARCO
E’ compito della Casa Preponente iscrivere l’Agente entro 30 giorni dall’inizio attività.

NB. La presentazione della SCIA fa sì che d’ufficio si ottenga, oltre l’iscrizione all’INPS,
anche l’assegnazione della Partita IVA.

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ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO DI AGENZIA (Articolo 1742 c.c.)

Il “CONTRATTO” è alla base del rapporto tra Agente e la Casa preponente. Questo deve essere
stipulato avendo presenti le norme del Codice Civile, delle Leggi e degli Accordi Economici
Collettivi.

Il Codice Civile si riferisce in particolare all’Agente di Commercio (e al Rappresentante)


attraverso gli Articoli che vanno dal n°1742 al n°1753.
L’Articolo più importante è il 1742 perché detta gli elementi essenziali che, se non dovessero
essere inseriti, il contratto è nullo ( cioè inesistente).
L’Articolo 1742 recita :
“con il contratto di agenzia una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere per conto
dell’altra, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una determinata zona”.

Alla luce di quanto sopra, i quattro elementi essenziali sono quindi:


stabilità, promozione, onerosità e zona.

1) - Per STABILITA’ si intende che il contratto deve essere continuativo e non occasionale;
2) - Per PROMOZIONE = l’Agente deve poter dimostrare le qualità del prodotto essendo
assistente e consulente sia per la Casa Preponente che per il Cliente;
3) - Per ONEROSITA’ si intende che l’Agente ha diritto alle provvigioni per gli affari andati a
buon fine. Il contratto di Agenzia è essenzialmente a titolo oneroso: “ l’Agente ha diritto alle
provvigioni per gli affari andati buon fine “… (Articolo 1748 c.c.).
NUOVA NORMATIVA
In base alla legge 65 del 1999 il diritto alla provvigione sorge (salvo diversa pattuizione) quando
l’operazione è conclusa per effetto dell’intervento promozionale dell’Agente, indipendentemente
dall’avvenuto pagamento del corrispettivo da parte del Cliente. Il 4° Comma dell’Articolo 1748
prevede che, al più tardi, la provvigione deve essere riconosciuta quando il Cliente ha eseguito la
sua prestazione. In altre parole la “Nuova normativa” … ha soltanto anticipato il momento
della provvigione (salvo patto contrario) all’atto della conclusione del contratto, ma la
restituzione della provvigione è dovuta quando il contratto concluso non ha esecuzione per cause
non imputabili alla Casa Preponente;
N.B.) Il diritto alle provvigioni si prescrive entro 5 anni .
4) - per ZONA si intende quel settore non solo territoriale ma che può essere un portafoglio
clienti o anche un settore merceologico in cui l’Agente ha il diritto/dovere di esclusività.

Per ESCLUSIVITA’ si intende, come ben precisa l’art. 1743 c.c.: “così come la Casa Preponente
non può nella stessa zona assumere un altro Agente, così l’Agente non può, nella stessa zona,
promuovere prodotti in concorrenza con la Casa Preponente”

Se sul contratto manca la zona il contratto non è nullo , ma la zona si intende estesa in tutta l’area
dove opera la Casa Preponente.

Gli affari diretti sono solo quelli che promuove l’Agente nella sua Zona, tutti gli altri sono indiretti

La zona una volta stabilita sul contratto non dovrebbe essere mutata: ciò può avvenire soltanto se si
tratta di casi di lieve entità ed, in ogni caso, se è consenziente l’Agente.

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- La materia è ben regolata dall’ Accordo Economico Collettivo del 16. 2. 2009 che, tra l’altro
all’art. 2, stabilisce che ogni variazione deve essere comunicata con un periodo di preavviso
ben preciso.

OBBLIGHI DELL’AGENTE (art. 1746 c.c. e legge 65/1999)

La nuova normativa (decreto legislativo 65/1999) ha integrato quanto previsto nell’art. 1746 C.C.
ribadendo specificamente :

- l’obbligo dell’agente di tutelare gli interessi della Casa Preponente e di agire con lealtà e
buona fede;
- l’obbligo di adempiere l’incarico affidatogli in armonia con l’esigenze della Casa
Proponente stessa (è nullo ogni patto contrario).

Trattasi di obblighi che potevano essere già desunti nei principi generali dell’ordinamento: pur
tuttavia il legislatore nella nuova normativa ha preferito sottolineare e specificare (riaffermando
il carattere di inderogabilità) quest’obbligo per l’Agente di essere professionalmente leale e di
operare sempre in buona fede nei confronti della casa Preponente.

Sinteticamente, i più importanti obblighi dell’Agente possono essere individuati come segue:
- Procedere alla “promozione” degli affari ;
- Agire nei confronti della Preponente con “lealtà e buona fede”;
- Essere “professionali” nei confronti dei clienti e della Preponente;
- Rispettare i limiti della “ zona” assegnata, cercando di conseguire (nell’interesse delle
parti) l’ incremento del fatturato ;
- Attenersi scrupolosamente alle istruzioni ricevute ;
- Informare la Casa circa l’andamento del mercato e su ogni circostanza che potrebbe risultare
utile ;
- Essere aggiornati sulle variazioni fiscali, previdenziali e su ogni normativa riguardante
l’incarico:
- Attenersi con scrupolo al vincolo di “esclusiva” ed ad ogni clausola contrattuale ;
- Avvisare immediatamente la Casa se l’Agente non è in grado di eseguire l ‘incarico …

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ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTO DI AGENZIA

Oltre ai quattro elementi essenziali previsti dall’art. 1742 c.c., nel contratto di Agenzia possono
essere inserite moltissime altre clausole aggiuntive che di per se stesso non avrebbero alcun valore,
ma che assumono la stessa efficacia degli elementi essenziali una volta controfirmate dalle parti.
(N.B.: è giusto ricordare che le clausole vessatorie - troppo onerose per la parte più debole - devono
essere controfirmate due volte, altrimenti sono nulle).
Tra queste clausole, quelle che più frequentemente possono essere inserite nel contratto sono:
- Divieto o obbligo di essere “pluri” o “mono” mandatari;
- Divieto di sub-agenzia;
- Riscossione presso il Cliente di importi dovuti alla Preponente (è necessario che la clausola
sia scritta e che abbia una controprestazione in denaro);
- Obbligo dell’autovettura;
- Spartizione delle provvigioni in caso di affari indiretti;
- Obbligo o divieto di porre una sostituzione in caso di malattia;
- L’oggi abolito Star del Credere;
- Patto di non concorrenza.

LO STAR DEL CREDERE (oggi abolito)


Era stato introdotto dall’art. 1736 c.c., il quale stabiliva che se nel contratto di agenzia fosse stata
inserita questa clausola, l’Agente avrebbe dovuto “rispondere con il proprio patrimonio per gli
affari non andati a buon fine”…
Grazie ad un Accordo Economico Collettivo (A.E.C.) del 1956 e un altro ancora più favorevole del
1958, l’Agente rispondeva con tre volte la propria provvigione e comunque non più del 15%.
Poi se la casa Preponente riusciva ad incassare tutto o in parte lo scoperto, l’Agente doveva essere
rimborsato dello Star del Credere, e doveva man mano ricevere le dovute provvigioni.
Nel caso in cui il 50% degli affari non fosse andato a buon fine, la Casa Preponente aveva il diritto
di rescindere il contratto per colpa dell’Agente.
Secondo la normativa, lo Star del Credere poteva essere tolto dalle provvigioni soltanto dopo che la
Casa Preponente aveva effettuato tutti i tentativi, compresi quelli legali.

Lo Star del Credere è stato abolito (in data 2 Febbraio 2000) dalla normativa C.E.: comunque,
può essere prevista (a tutela della preponente) una “Clausola di Garanzia” in qualche singolo
caso. Eccezionalmente, infatti, è consentito di concordare questo tipo di garanzia. Per questo
rischio, che non deve mai superare la penalità dell’ importo di una provvigione, secondo gli A.E.C.,
all’Agente deve essere riconosciuto un compenso se invece poi l’affare va a buon fine. ( N.B.
Questa clausola non puo’ essere mai inserita nel contratto.)

IL PATTO DI NON CONCORRENZA (Art. 2596 c.c.)

E’ un'altra clausola accidentale di grande importanza: consiste nell’obbligo ( cessato il rapporto di


lavoro) di non promuovere lo stesso tipo di prodotto per altre Case Preponenti nella stessa zona
(oggi) per un massimo due anni.
La legge comunitaria n° 422 del 2000, all’Articolo 23 ha sancito che, nel caso in cui il patto di non
concorrenza venga inserito nel contratto, la Casa Preponente deve corrispondere una “indennità di
natura non provvigionale”

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Gli A.E.C. hanno stabilito che tale indennità deve progressivamente ammontare fino a due
anni di provvigione .

DIFFERENZE TRA AGENTE, RAPPRESENTANTE e SUB-AGENTE

Agente e Rappresentante

L’agente promuove e il rappresentante conclude, grazie ad una speciale procura con la quale la
Casa Preponente si obbliga (e di ciò ne avverte i Clienti) ad eseguire qualsiasi ordine le verrà
impartito dall’ Agente che essa ha promosso a Rappresentante.
In altre parole il “Rappresentante” è un agente al quale la preponente ha conferito la rappresentanza,
cioè il potere di concludere in sua vece l’affare.
Di conseguenza l’Agente ha la “COPIA COMMISSIONE SALVO APPROVAZIONE DELLA
CASA”, mentre, per quanto riguarda il Rappresentante, nel suo stampato c’è scritto “ORDINE”.

Agente e Sub-Agente

Anche il Sub-Agente altro non è che un Agente (con gli stessi requisiti, adempimenti, elementi
essenziali del contratto – con gli stessi diritti ed obblighi dell’Agente).
La differenza sta nel fatto che mentre l’Agente ha contatti con la Casa Preponente, il Sub-
Agente ha rapporti solo con l’Agente: in altre parole, l’Agente è la Casa Preponente del Sub-
Agente.
Salvo patto contrario, l’Agente non è obbligato a comunicare alla Casa Preponente di utilizzare
Sub-Agenti, ciò diventa però obbligatorio qualora l’Agente è con “Deposito”.

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FIGURE SIMILARI

Molte sono le forme di intermediazione che in qualche modo assomigliano alla figura dell’Agente
di Commercio. Se poi queste figure vengono analizzate è facile intravedere una serie di differenze.

Il Procacciatore d’affari

La Suprema Corte si è più volte pronunciata assumendo che:…” E’ colui che promuove l’affare per
conto della Casa senza vincolo di stabilità…ed in via del tutto occasionale”…
Avrebbe diritto alle provvigioni per il solo fatto di aver procurato l’affare ( a prescindere se
questo è andato a buon fine)…, ma, trattandosi di una figura atipica (non prevista cioè dal
Codice Civile), il contratto potrebbe contenere molte clausole anche vessatorie e comunque non
gode di quei diritti e di quelle protezioni giuridiche che sono tipiche dell’Agente di Commercio.

Il Mandato

Si tratta di una figura tipica. Il Codice recita: “una parte si impegna a compiere l’atto giuridico per
conto dell’altra parte”. In questo caso non si può parlare né di stabilità, né di promozione, né di
zona e, a volte, neppure di onerosità.
Occorre naturalmente una procura notarile.

Il Mediatore

Figura tipica perché prevista dall’art. 1754 c.c.: “ è colui che mette in contatto le due parti per la
conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporto di collaborazione, di
rappresentanza, o di dipendenza” (agente immobiliare).
A differenza dell’Agente di Commercio che prende provvigioni da una sola parte, il Mediatore
prende le provvigioni da entrambe le parti.
Infine il Mediatore, a differenza dell’Agente che opera nella Zona, opera nella Provincia.

Il Commissionario (o Concessionario)

Secondo il Codice Civile “è colui che agisce in nome proprio e per conto della Casa Preponente e
ciò a differenza dell’agente che agisce in nome e per conto della Casa Preponente.
Il Commissionario, a differenza dell’Agente, non è soggetto ad obblighi previdenziali.
Può essere sottoposto a Star del Credere fino al 100%.
A differenza dell’Agente, ha la possibilità di trattenere parte degli incassi a copertura delle sue
provvigioni o per rifondere eventuali risarcimenti o danni.

Il Commesso Viaggiatore e il Piazzista

si tratta di figure atipiche: Il Commesso Viaggiatore altro non è che una sorta di Agente di
Commercio che è un lavoratore dipendente (quindi non autonomo come l’Agente) e come tale ha
diritto alla Zona e alla Stabilità e alla Promozione, ma per quanto riguarda la sua Retribuzione, egli

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percepisce uno stipendio fisso, eventualmente può essere maggiormente stimolato alle vendite
tramite incentivazioni. Il Piazzista invece è un venditore incaricato di raccogliere ordini in una
zona nelle immediate vicinanze.

ACCORDI ECONOMICI COLLETTIVI (A.E.C.)

Da un punto di vista giuridico l’Agente di Commercio presenta una grande tutela.


Infatti il Codice Civile gli dedica gli articoli che vanno dal n°1742 al n°1753.
Dell’Agente di Commercio si interessa anche il Codice di Procedura Civile (Articoli 409 e 410 =
riguardanti la Conciliazione Sindacale).
Sempre a tutela dell’Agente esistono moltissime leggi tra le quali la più importante è la 204/85.

A completamento, bisogna far riferimento infine agli Accordi Economici Collettivi (A.E.C.).
Si tratta di accordi intersindacali: stipulati, cioè, tra sindacalisti degli Agenti e sindacalisti delle
Case Preponenti. Hanno lo scopo di migliorare ed integrare il dettato delle leggi e del Codice.
- Si dividono in:

A.E.C. “erga omnes”: cioè diretti a tutti. Tutti vi devono sottostare. Assumono efficacia di legge.
- Non possono più essere stipulati in quanto i sindacati italiani non
hanno aderito al dettato dell’art. 39 della Costituzione che al 1°comma
prevede l’obbligo della loro “registrazione”la quale avrebbe conferito
loro la personalità giuridica necessaria per stipulare questo tipo di
accordi.
- Esempio tipico furono gli A.E.C. ( recepiti erroneamente come Erga
Omnes ) che facevano riferimento allo“Star del Credere”oggi abolito:
- L’Articolo 1736 c.c. era stato integrato con un A.E.C. erga omnes
del 20/ 6/ 1956 ed un altro del 17/ 7/ 1957, migliorando la posizione
dell’Agente, portando il rischio a non più di tre volte la provvigione e
comunque a non più del 15%.
- Si è trattato appunto degli ultimi A.E.C. erga omnes, erroneamente
recepiti e, per continuare a dar loro l’efficacia di legge, furono sanati
nel 1961 attraverso un decreto legislativo.

A.E.C. di categoria: (o di settore) diretti, cioè solo ad alcune categorie di Agenti


Che sono:
per gli Agenti: INDUSTRIA
COMMERCIO
ARTIGIANATO ecc…

Per le Case Preponenti: CONFINDUSTRIA


CONFCOMMERCIO
CONFARTIGIANATO ecc….

Questi accordi sono addirittura migliorativi rispetto agli “erga omnes”


- Ad esempio: mentre tutti gli agenti con contratto a tempo
determinato, al momento dello scioglimento perdono ogni diritto,
Industria e Confindustria si sono accordati sul far percepire
immediatamente l’indennità di scioglimento ai loro Agenti.

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I primi A.E.C. erga omnes risalgono al 1933, facevano riferimento al pagamento delle
provvigioni. Moltissimi comunque rimangono ancora in vigore in forza dell’ art. 43 del decreto
luogotenenziale 23/ 11/ 1944 n° 369.

Tra i più recenti interventi intersindacali è bene ricordare quelli che si riferiscono alla
possibilità di conciliare le vertenze attraverso una procedura arbitrale… ecc….
A.E.C. del Settore COMMERCIO integrato con quello del 16.2.2009

……………..
Art. 2) Le variazioni della Zona, delle Provvigioni (nonché dei prodotti e dei clienti)
- Le variazioni, se di modesta entità ( tra 0 e 5% ), possono essere realizzate senza preavviso e
saranno efficaci dal momento della ricezione della comunicazione ;
- Se di media entità ( tra 5 e 20% delle provvigioni), possono avvenire previa comunicazione
scritta quattro mesi prima se l’Agente è monomandatario e due se plurimandatario ;
- Se le variazioni modificano sensibilmente il contenuto del rapporto, i termini di
comunicazione sono uguali a quelli del “Preavviso di fine rapporto”.
(…) Se entro 30 giorni l’Agente comunica di non aver intenzione di accettare tali variazioni,
la comunicazione della Preponente costituisce presupposto di vero e proprio “ Preavviso di
cessazione” ad iniziativa della Casa.
Art. 4) Le Provvigioni
L’ agente ne ha diritto….(Art. 1748 c.c. 4° comma), quando l’ operazione è stata conclusa per
effetto del suo intervento.
- (….) Ne avrà diritto anche se la proposta è pervenuta antecedentemente alla cessazione del
rapporto per gli affari conclusi entro un “termine ragionevole”, salvo che, da “specifiche
circostanze “, risulti equo ripartire le provvigioni con altri agenti subentrati;
- (….) L’Agente non ha diritto al rimborso spese di agenzia se espresse in forma
percentuale;
- (….) Se l’ Agente ha l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa, gli deve
essere riconosciuto uno specifico compenso aggiuntivo di natura non provvigionale ;
- (….) Altrettanto deve essere riconosciuto al c.d. coordinatore degli Agenti ;
- (….) Se il cliente è parzialmente insolvente, e la perdita subita dalla Preponente è inferiore
alla provvigione sulla quota soluta, la casa deve versare all’ Agente la differenza, mentre
se la differenza dell’ insoluto è inferiore al 15 %, l Agente ha diritto alla provvigione
sulla parte regolarmente pagata;
- Salvo diverso accordo, la Casa deve comunicare per iscritto il rigetto totale o parziale
dell’ordinazione o l’eventuale proroga del termine: in ogni caso, trascorsi 60 giorni, ogni
proposta, anche se non confermata per iscritto, si intende accettata per intero .
Art. 6) Liquidazione delle Provvigioni
(….) Se entro 30 giorni l’ Agente non contesta il resoconto trimestrale delle provvigioni,
questo si intende approvato. In caso di contestazione invece, la Preponente dovrà
corrispondergli (entro 30 giorni dalla definizione della controversia) gli importi dovuti e
(….) se la Casa dovesse ritardare oltre i 15 giorni i pagamenti, dovrà essere corrisposto anche
un interesse pari al tasso ufficiale.

Art. 7) Il Patto di non concorrenza (non potrà superare il periodo di due anni)
Se inserito nel contratto deve essere riconosciuto all’ Agente una indennità pari alle
provvigioni per un massimo di due anni (di natura non provvigionale) in un’unica
soluzione, calcolata in base alla media degli ultimi 5 anni:
- Se l’Agente è Monomandatario, l’importo verrà corrisposto per intero se la durata del
rapporto supera 5 anni , se invece il rapporto è inferiore, l’ 85%;

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- Se l’Agente è Plurimandatario , il calcolo della media degli ultimi 5 anni viene ridotto del
20 % e verrà corrisposto come segue:
- 50 % se il rapporto è inferiore ai 5 anni
- 75 % se il rapporto dura tra 5 e 10 anni
- 100% se la durata è superiore ai 10 anni.
N.B, Vengono considerati come i Monomandatari anche gli Agenti Plurimandatari
(operanti sotto forma individuale o societaria), quando il “mandato cessante” vale almeno
l’ 80 % del monte provvigionale di tutte le altre Case.

Art. 8) Malattia e Infortunio ( che si collega all’art. 1751 bis Cod. Civile)
La sospensione permane per un massimo di 6 mesi (senza risoluzione del rapporto).
In questo periodo non verrà riconosciuto alcun compenso. La Preponente avrà comunque la
possibilità di assicurare la prosecuzione del mandato nella zona (che l’ Agente non deve
ostacolare). In favore dell’Agente (se non opera sotto forma di Società di Capitali), verrà
stipulata una polizza assicurativa a cura dell’ ENASARCO per coprire i rischi derivanti da
infortunio o ricovero ospedaliero.(Gli oneri di questa polizza restano comunque a carico della
Casa) .

Art. 9) Gravidanza e Puerperio


Su richiesta dell’ Agente, il rapporto resta sospeso per un massimo di 12 mesi.
Anche in questo Casa ha la facoltà di provvedere alla prosecuzione del mandato
L’ Agente in gravidanza comunque, ha diritto alla polizza assicurativa ENASARCO.

Art. 10) Il Periodo di Preavviso


Secondo la normativa Comunitaria è di un mese l’anno fino ad un massimo di 6 mesi.
Gli A.E.C. hanno stabilito che se l’ Agente è monomandatario ed ha superato il periodo di
8 anni di rapporto, il preavviso sarà di 8 mesi ( se invece è l’Agente a voler sciogliere il
contratto, egli deve dare 5 mesi se monomandatario e 3 mesi se plurimandatario ) .

Art. 12) Le varie indennità a fine rapporto (il FIRR. Indennità di Clientela e indennità di
Meritocrazia)
a) Indennità di Fine Rapporto : all’ Agente deve essere riconosciuta in ogni caso ;
b) Indennità di Clientela : viene riconosciuta all’ Agente se lo scioglimento non avviene per
sua causa ( trascorso almeno un anno ) (…..) Se il contratto è a tempo determinato, in
caso di rinnovo o proroga si considera trasformato a tempo indeterminato.
c) Indennità Meritocratica: viene riconosciuta all’ Agente se ha procurato nuovi clienti ,
o ha contribuito a sviluppare gli affari esistenti.
Questa Indennità spetta in misura non superiore alla differenza della somma delle
precedenti due indennità e l’indennità annua calcolata sulla media delle
provvigioni degli ultimi 5 anni.

Art. 23) Assistenza sanitaria integrativa


Deve essere aziendalmente garantito all’Agente in caso di inabilità documentata per
malattia o infortunio (fino ad un massimo di 60 giorni l’anno) una diaria di € 20,66 al
giorno, nonché di € 25,00 in caso di rapporto continuativo da almeno10 anni. Tali importi
possono continuamente essere variati.
Inoltre (in forza di una polizza assistenziale integrativa) € 200,00 se l’Agente dovesse avere
necessità di prestazioni di alta specializzazioni, visite specialistiche, nonché accertamenti
diagnostici, diagnosi comparative, trattamenti fisioterapici riabilitativi, lenti per occhiali ,
ecc…. Infine vengono garantite somme consistenti (in caso di invalidità permanente totale:
€ 51.645,00 - ed in caso di morte per infortunio : € 41.316,00) ed ancora una indennità

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parto di € 300,00.
- Vedi ENASARCO Assistenza Sociale (FAS)

A.E.C. Settore INDUSTRIA del 30 Luglio 2014

Art. 1) DEFINIZIONE…… l’ Agente di commercio svolge la sua attività in forma autonoma ed


indipendente.….. E tenuto ad informare costantemente la Casa sulla situazione del mercato in
cui opera, non è tenuto per altro a produrre relazioni scritte con periodicità prefissata circa la
sua attività.

Art. 2) VARIAZIONI ZONA ecc….. Le variazioni di zona, clientela, prodotti e sulla misura
delle provvigioni possono essere:
- Di lieve entità: fino ad un massimo del 5% (dell’anno precedente la variazione). In tal
caso possono essere realizzate previa comunicazione scritta.
- Di media entità: fino al 15% . In tal caso occorre una comunicazione scritta 4 mesi
prima se l’ Agente è monomandatario e 2 mesi se plurimandatario.
- Di rilevante entità: superiori al 15%. In tal caso il “preavviso” non può essere inferiore
a quello di “fine rapporto” ( solvo differenti accordi ).
NB) Se l’Agente comunica entro il termine perentorio di 30 giorni di non volere accettare le
variazioni di media o rilevante entità, la comunicazione della Casa costituisce termine di
“preavviso” su “iniziativa” della Preponente stessa.

Art. 3) IL CAMPIONARIO…In caso di mancata o parziale restituzione del campionario (o


danneggiamento se non per normale usura), il valore potrà essere addebitato all’Agente.

Art. 4) CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO….se superiore a 6 mesi la Mandante deve


comunicare (almeno 60 giorni prima della scadenza) la disponibilità al rinnovo durante il quale
potrà essere stabilito un periodo di prova

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Art. 6) PRVVIGIONI … “Devono essere determinate in misura percentuale su tutti gli affari
conclusi per effetto del suo intervento” (1748 c.c.). Se poi all’Agente viene affidato l’incarico
continuativo di effettuare riscossioni per conto della Preponente (o la responsabilità per errori
contabili), dovrà essere stabilita una provvigione separata (o un compenso aggiuntivo) in forma
non provvigionale, in relazione agli affari per i quali sussista tale obbligo .
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Qualora l’esecuzione dell’affare si riferisca a zone affidate in esclusiva ad Agenti diversi, la
provvigione verrà riconosciuta all’Agente che abbia effettivamente promosso l’affare (salvo
diversi accordi per un’equa ripartizione).
L’Agente ha diritto alle provvigioni anche sugli affari proposti ed accettati prima della
cessazione del rapporto, ma la Casa ha la possibilità di chiedere all’Agente di continuare a
prestare la sua opera per la regolare definizione dell’affare.
In definitiva, tale diritto alle provvigioni permane ancora per un termine ragionevole dopo
la cessazione del rapporto. Se nell’arco di 6 mesi la trattativa va a buon fine, l’Agente avrà
diritto alle relative provvigioni. Decorso tale termine, la conclusione dell’affare non potrà più
essere considerata conseguenza della sua attività svolta (salvo diversi accordi di ripartire le
provvigioni con gli Agenti che lo hanno sostituito) .

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Art. 7) LIQUIDAZIONE DELLE PROVVIGIONI Ogni trimestre le Case devono provvedere
alla liquidazione delle provvigioni ed entro 30 giorni devono inviare all’Agente il relativo
estratto conto. In caso di contestazione, entro 30 giorni dalla definizione della controversia, la
Casa deve versare quanto dovuto. Se dovesse ritardare oltre 15 giorni, all’Agente saranno
riconosciuti gli interessi di legge.
Sulle provvigioni maturate l’Agente ha diritto ad anticipi nel corso del trimestre (fino al
70%). Se però il diritto alle provvigioni sorge al momento del “buon fine degli affari”, egli può
anche stabilire, al momento del contratto, di ottenere anticipi del 50% sui sugli affari con
pagamenti non oltre i 90 giorni e del 35% su quelli con pagamenti non oltre 120 giorni.

Art. 8) RIMBORSO SPESE: Tutte le somme corrisposte all’Agente (compreso l’ eventuale


rimborso spese) sono soggette a contribuzione ENASARCO.

Art. 9) TERMINI DI PREAVISO: Se il rapporto è a tempo indeterminato, la parte che


intende recedere deve dare preavviso come segue:

- Se PLURIMANDATARIO: 3 mesi nei primi 3 anni


4 mesi nel 4° anno
5 mesi nel 5° anno
6 mesi dal 6° anno in poi
(Ma, se è l’Agente a voler recedere, sarà di 3 mesi)
- Se MONOMANDATARIO: 5 mesi nei primi 5 anni
6 mesi dal 6° all’ 8° anno
8 mesi dal 9° anno in poi
(Ma, se è l’Agente a voler recedere, sarà di 5 mesi).
La parte che riceve la comunicazione di recesso, può, entro 30 giorni, rinunciare in tutto o
in parte al preavviso, senza l’obbligo della corresponsione della relativa indennità di mancato
preavviso.
Durante l’esercizio di preavviso, il rapporto prosegue con tutti i diritti e gli obblighi connessi.

Art. 10) INDENNITA’ DI FINE RAPPORTO: Deve essere sempre riconosciuta all’Agente
anche in assenza di incremento di clientela o del giro di affari.
Le aliquote vengono confermate così come specificato nel “FIRR ENASARCO”.
Se ne perde il diritto solo nei seguenti casi:
- Ritenzione indebita di somme spettanti alla Preponente;
- Concorrenza sleale, o violazione del vincolo di esclusiva.
In tal caso le somme già accantonate presso l’ENASARCO, verranno restituite alla Preponente.
Verrà comunque costituita una commissione paritetica per lo studio di un’eventuale
trasformazione in senso previdenziale. di tale indennità

INDENNITA’ DI CLIENTELA: In aggiunta al c.d. FIRR, ( alla cessazione del rapporto)


deve essere corrisposta direttamente dalla Casa, l’Indennità Suppletiva di Clientela che deve
essere calcolata sulle provvigioni maturate e su tutte le somme. Le aliquote sono:
- 3% su quanto percepito nei primi 3 anni;
- 3,50% dal 4° al 5° anno (fino ad un massimo di € 45.000,00);
- 4% dal 6° anno in poi (fino ad un massimo di € 45.000,00).
Questa indennità è dovuta, trascorso almeno un anno e se il contratto si scioglie per un fatto
non imputabile all’Agente.
Viene inoltre riconosciuta anche in caso di contratto a tempo determinato.
Per gli Agenti incaricati da Case Editrici di promuovere esclusivamente a privati consumatori,
l’ammontare annuo delle provvigioni eccedenti il 12%, verrà calcolato nel limite del 65%.

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INDENNITA’ MERITOCRATICA: In aggiunta a quanto sopra, tale indennità sarà
corrisposta direttamente dalla Casa (anche in caso di contratti a termine) al momento della
cessazione del rapporto se il contratto si scioglie per un fatto non imputabile all’Agente e se
questi abbia apportato alla Preponente sostanziali vantaggi, nonché un sensibile incremento
della clientela e del giro di affari.
- Se l’Indennità Meritocratica dovesse risultare pari o inferiore alla somma delle
suddette due indennità (Clientela e FIRR), l’Indennità di “Scioglimento” sarà
costituita unicamente dalla loro somma.
- Avrà invece diritto anche all’ indennità Meritocratica se la somma delle due indennità
dovesse risultare superiore .

Art. 11) CALCOLO DELL’ INDENNITA’ MERITOCRATICA: Si ottiene tenendo conto:


Il valore dell’ incremento si determina in base alla differenza dei guadagni risultanti dalle
ultime quattro liquidazioni trimestrali e quelli delle prime quattro.
Se il rapporto di lavoro dura da più di 5 anni, l’incremento si determina in base alla differenza
tra la media annua della provvigioni degli ultimi 2 anni e la media dei primi due.
Infine se il rapporto supera i 10 anni, si prende in considerazione la differenza della media
annua degli ultimi 3 anni e la media degli primi tre (sempre rivalutati secondo l’indice ISTAT).
I calcoli inoltre terranno conto del c.d. “periodo di prognosi”, del c.d. “tasso di migrazione”
della clientela e di un “ tetto massimo” che sarà determinato in base all’ art. 1751 c.c.

Art. 12) MALATTIA ED INFORTUNIO : Il rapporto dell’Agente resterà sospeso per un


massimo di 6 mesi. Nel frattempo la Casa potrà dare ad altri l’incarico di sostituzione
provvisoria .
A favore di Agenti che non operano sotto forma di Società di Capitali, tramite
ENASARCO viene garantita una polizza che prevede:
- € 40.000,00 in caso di morte per infortunio;
- € 50.000,00 in caso di invalidità permanente totale .
- In caso di ricovero ospedaliero (o degenza domiciliare post ospedaliero, o post
infortunistico), si applicherà quanto previsto nella suddetta polizza

Art. 13) GRAVIDANZA E PUERPERIO : Su richiesta dell’Agente il rapporto resterà


sospeso per 12 mesi. (anche in caso di adozione o affidamento)
In caso di interruzione di gravidanza il periodo non può superare 5 mesi
Nel frattempo la Casa avrà la facoltà di effettuare sostituzioni

Art. 14) PATTO DI NON CONCORRENZA : Post- Contrattuale


Con riferimento all’Art. 1751 bis, qualora il contratto dovesse contenere questa clausola ( che
non potrà prevedere un periodo superiore ai 2 anni), all’Agente deve essere riconosciuta una
indennità di natura non provvigionale , così calcolata sulla media annua degli ultimi 5 anni:
Se la durata supera 10 anni …….12 mesi se monomandatario e 10 mesi se plurimandatario
Da 5 a 10 anni …………………10 mesi “ e 8 mesi “
Fino a 5 anni …………………. 8 mesi “ e 6 mesi “
- Se il rapporto non supera la durata di 2 anni avrà diritto al 40% per il primo anno ed al
60% per il secondo;
- In caso di dimissioni , l’indennità viene ridotta al 70% se l’Agente è monomandatario
ed al 25% se plurimandatario;
- In caso di violazione del Patto di non concorrenza, l’Agente dovrà restituire quanto
già percepito e pagare una penale del 50 % dell’indennità;

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- Vengono considerati come i Monomandatari anche gli Agenti Plurimandatari quando il
“mandato cessante” vale almeno l’ 80 % del monte provvigionale di tutte le altre Case.

Art. 17) ISCRIZIONE ENASARCO : La casa deve iscrivere l’Agente all’ENASRCO entro
30 giorni e dovrà accantonare ogni trimestre il FIRR presso la Fondazione .( N.B. anche gli
importi annualmente maturati ). Questa però dovrà corrisponderle un interesse annuo su
tutto il patrimonio investito.

Artt. 18 e 19) CONTROVERSIE e PROCEDURE DI CONCILIAZIONE : Le parti si


impegnano a istituire una commissione paritetica per la definizione di eventuali controversie.
Visti gli artt. 409 e 410 del Codice di procedura civile che attraverso la “Procedura
stragiudiziale di Conciliazione” prevedono la possibilità di contenere l’area delle conflittualità
in giudizio, le parti convengono di costituire, entro 6 mesi dalla firma del presente “A.E.C.,
una Commissione per determinarne le competenze.

Fino ad oggi (al fine di evitare lungaggini burocratiche e dialettiche, e per contenere al massimo le
spese dell’Agente), la Conciliazione Sindacale di cui agli Articoli 409 e 410 C.p.c. veniva
attuata secondo il dettato della Legge 533/75 che prevedeva quanto segue:
Se la Casa Preponente e l’Agente erano d’accordo,…. “entro trenta giorni si riunivano due
sindacalisti per l’Agente e due sindacalisti per la Casa Preponente….Se l’accordo veniva accettato
e sottoscritto dalle parti questo diventava definitivo e inappellabile, altrimenti veniva interpellato il
Giudice il quale nella causa di lavoro, avrebbe tenuto conto del fallito tentativo.
Le spese per i sindacalisti venivano sostenute da ciascuna parte.

Al fine comunque di limitare le spese per l’Agente, l’ A.E.C. ha stabilito che la Conciliazione
Sindacale deve essere effettuata nell’area ove opera l’Agente.

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SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO DI AGENZIA

Il Contratto è un incontro di due volontà. Se una delle due volontà viene a mancare il
contratto si scioglie. Le conseguenze dello scioglimento del contratto di agenzia variano a seconda
se il contratto è a tempo indeterminato o se è a tempo determinato.

A) Contratto a tempo indeterminato

1– Indennità di scioglimento (o di fine rapporto F.I.R.R.)

- L’Articolo 1751 c.c. stabilisce che l’Agente ne perde il diritto se lo scioglimento avviene
per sua colpa (laddove si intende anche che l’Agente ha voluto sciogliere il contratto);
- La L. 911 del 1971 ha invece stabilito che l’Agente non ne perde mai il diritto, anche se lo
scioglimento avviene per sua colpa grave;
- La direttiva C.E. (1986) riformava quanto sopra ritornando a quanto sancito dal 1751 c.c.;
- In seguito gli A.E.C. che si sono interessati a tale indennità, sono stati “altalenanti”,
adeguandosi ora al Codice Civile, ora alla L.911/ 71, ma la Suprema Corte ed infine la
Corte di Giustizia Europea (con sentenza n° 458/04 del 23.Marzo.2006) non potendo
sottovalutare i numerosi contrasti giurisprudenziali a seguito delle discordanti pronunce, vi
ha posto fine sancendo che debba essere applicata la soluzione più favorevole per
l’Agente : in altre parole questa indennità deve sempre essere riconosciuta all’Agente;

2- Il preavviso (o indennità sostitutiva)

deve essere dato dalla parte che intende sciogliere il contratto.


- la normativa C.E. 1993 ha stabilito che il periodo è di 1 mese l’anno, fino ad un massimo di
6 mesi (salvo patto contrario). L’indennità sostitutiva deve essere data qualora non fosse
possibile completare il periodo di preavviso. Si calcola prendendo le provvigioni dell’anno
precedente diviso 12, moltiplicato il numero dei mesi di preavviso.
- Gli A.E.C. hanno stabilito che se l’Agente è monomandatario, il preavviso è di 8 mesi se il
contratto è di durata superiore ad anni 8 - ma, se è l’agente che lo rescinde, non può essere
superiore ai 5 mesi ( mentre se l’Agente è plurimandatario il preavviso è di 3 mesi ).

3- Indennità di clientela

L’Agente ne ha diritto se il recesso non avviene per sua colpa, e trascorso almeno un anno.
Le aliquote sono le seguenti:
3% sulle provvigioni del 1°, 2°e 3° anno
3e½% sulle provvigioni del 4°, 5° e 6° anno
4% sulle provvigioni dal 7° anno in poi
- la normativa C.E. ha confermato quanto sopra, ma solo per i clienti regolarmente
procacciati dall’Agente. - Con l’occasione la normativa C.E. ha portato il patto di non
concorrenza (da un massimo di 5 anni che erano previsti dal Codice Civile) a non più di
due anni. Per il patto di non concorrenza consultare quanto stabilito nell’argomento A.E.C.

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4- Indennità Meritocratica: all’Agente deve essere riconosciuta la meritocrazia ,se risulta
che al momento della cessazione del rapporto, abbia procurato nuovi clienti, abbia
sviluppato gli affari con quelli esistenti e da questi la casa ne riceva ancora sostanziali
vantaggi - L’indennità viene calcolata su aliquote rapportate all’incremento annuo e
tenendo conto della durata del contratto. …e secondo gli ultimi A.E.C ( anche questa
indennità spetta agli eredi ).
.

B) Contratto a tempo determinato

Per gli Agenti del settore “Commercio” = Si perde tutto , ma al fine di evitare che la Casa
Preponente continui a rinnovare contratti a tempo determinato, con il solo scopo di far perdere
tutti i diritti all’Agente, gli A.E.C. hanno stabilito che dopo il primo rinnovo il contratto si
intende rinnovato a tempo indeterminato con effetto retroattivo.

Per gli Agenti del settore “ Industria” = L’ A.E.C. del 30 Luglio 2014 riconosce anche sia
l’Indennità di Clientela che quella meritocratica

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Appunti dell’Avv. Antonino Marino

TUTELA PREVIDENZIALE ED ASSISTENZIALE


DELL’AGENTE DI COMMERCIO
ASSISTENZA E PREVIDENZA

Assistenza Sociale = consiste nell’intervento dello Stato moderno per la tutela nei confronti di
persone bisognose a causa delle loro condizioni economiche, sociali, di salute ecc..

Previdenza Sociale = consiste anch’essa nell’intervento dello Stato moderno, diretto però a
dare protezione sociale non a tutti i cittadini indistintamente, ma è riferita ai
contributi previdenziali versati durante l’ arco lavorativo.

L’art. 38 della Costituzione a riguardo precisa:


- Ogni cittadino inabile al lavoro, sprovvisto di mezzi necessari, …ha diritto all’ “Assistenza
Sociale”….;
- I Lavoratori hanno diritto alla PREVIDENZA…in caso di infortunio, malattia, vecchiaia,
disoccupazione involontaria…( “Previdenza Sociale” )….

L’ASSISTENZA SOCIALE (brevi cenni storici)

In epoca anteriore al sorgere dello Stato moderno, l’assistenza alle persone bisognose (poveri,
malati…) era affidata al soccorso dei privati e trovava fondamento su motivazioni politiche e
religiose.
- Con l’avvento del Cristianesimo l’Assistenza raggiunse forme più concrete attraverso le
organizzazioni degli Ordini religiosi, delle Congregazioni, Compagnie ecc…( liberazione
degli schiavi, bambini abbandonati, asilo ai perseguitati ecc…) ;
- Con la Riforma Protestante iniziarono le prime normative al fine di razionalizzare le
esigenze assistenziali;
- Nel 1601 in Inghilterra, il primo atto legislativo legò l’attività assistenziale al concetto di
lavoro ed invalidità ;
- In Italia, però, rimase per molto tempo ancora a carattere privato e religioso. Solo ai primi
del 1900 vengono regolamentati alcuni diritti all’Assistenza ed è soltanto negli “ anni
TRENTA ” che vengono istituite e razionalizzate molte assicurazioni obbligatorie
previdenziali e che vengono istituzionalizzate attraverso precise normative alcune
forme assistenziali come la lotta alla tubercolosi, l’istruzione scolastica obbligatoria,
l’opera maternità e infanzia, le colonie per i bambini ecc…;
- Attualmente bisogna far riferimento soprattutto alla Costituzione (1948) che sancisce
principi generali e si realizza poi, attraverso una serie di normative tra le quali le più

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recenti riguardano il gratuito patrocinio, la tutela delle lavoratrici madri, la sicurezza sul
lavoro, l’aumento dell’età per l’istruzione obbligatoria ecc…..

NB. E’ importante ricordare infine che per l’Agente di Commercio esiste un particolare
“Fondo Assistenza Sociale “ istituito presso l’ ENASARCO.
LA PREVIDENZA SOCIALE

Ha la specifica funzione di tutelare i lavoratori contro determinati eventi che riducono la loro
capacità lavorativa e di guadagno.
Attraverso l’imposizione obbligatoria della contribuzione, si concretizza nell’erogazione delle
varie forme pensionistiche.

GLI ISTITUTI ASSICURATIVI

Nel nostro ordinamento giuridico il Sistema Previdenziale è articolato su alcuni Enti di Diritto
Pubblico: si tratta di enti che hanno una propria personalità giuridica autonoma e senza scopo di
lucro.
- Essi perseguono fini di interesse generale, per questo lo Stato interviene sia sotto l’aspetto
finanziario, sia sotto l’aspetto di controllo (circa l’osservanza delle disposizioni di legge): tale
controllo è affidato al Ministero del Lavoro attraverso i suoi ispettori.
- Lo Stato garantisce a questi Enti la libertà di svolgere autonomamente la propria attività, di
avere un proprio ordinamento, nonché di amministrare il proprio patrimonio.

Alla luce di quanto sopra gli Istituti Assicurativi hanno due compiti ben precisi:
- fornire prestazioni agli assicurati;
- riscuotere i relativi contributi.

I primi Istituti risalgono al 1800: l’INAIL, ad esempio risale al 1883 (si chiamava Cassa Nazionale
Infortuni). Altro istituto importante è l’INPS, risale al 1898 e si chiamava Cassa Nazionale di
Previdenza per Invalidità e Vecchiaia degli Operai.

Attualmente esistono molti Istituti Assicurativi:


INPDAI (dirigenti d’azienda,) INPDAP (lavoratori del pubblico impiego), ENPALS (lavoratori
dello spettacolo), ENPALC (consulenti del lavoro), ed ancora la Cassa Previdenza degli avvocati,
degli ingegneri, dei commercialisti, dei parlamentari, dei dipendenti degli enti locali, nonché le
varie casse marittime, ecc.

Per l’Agente di Commercio, una particolare importanza assume l’ ENASARCO che, in modo
integrativo all’INPS, eroga una serie di prestazioni.

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ENASARCO Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio

L’Agente (e il Rappresentante) di Commercio deve fare riferimento, oltre all’INPS, anche ad un


altro Istituto Assicurativo (oggi Fondazione): l’ ENASARCO:
- Si tratta di un Istituto sottoposto a vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza
Sociale: i suoi compiti sono quelli di:
a) erogare agli Agenti di Commercio un trattamento pensionistico integrativo;
b) perseguire il fine di assistenza sociale;
c) gestire l’indennità di scioglimento del contratto di Agenzia.
- L’ istituzione originaria si effettuò per autonoma determinazione con A.E.C. del
30/6/1938 e , con Regio Decreto 1305 del 1939, venne costituito Ente di Diritto Pubblico;

- La trasformazione in “FONDAZIONE” avvenne nel 1994 con Delibera del Consiglio di


Amministrazione per effetto del D. Lgs. 509/94;
- Si tratta ora di un soggetto di diritto privato con personalità giuridica che persegue
finalità di interesse pubblico e che comunque ha conservato tutte le competenze, i diritti ed
i compiti precedenti…circa l’obbligatorietà dei versamenti delle prestazioni…ecc…

- Differenza tra ASSOCIAZIONI e FONDAZIONI = Secondo la dottrina, la legge


conferisce la personalità giuridica (ad Enti che non hanno per scopo lo svolgimento di
attività economiche), come segue :
a) Nel caso delle Associazioni = ad un complesso di “persone”
b) Nel caso delle Fondazioni = ad un complesso “di beni”. Manca quindi l’elemento
personale (non quello dell’opera dell’ uomo), ed assume una posizione preminente
l’elemento “patrimoniale”da destinare ad uno scopo stabilito dal “fondatore”.

La Casa Preponente, entro 30 giorni dalla data dell’inizio del rapporto ha il dovere di iscrivere
l’Agente all’ENASARCO: trattasi di iscrizione obbligatoria.
In caso di cessazione del rapporto, la Preponente deve darne comunicazione, precisando la data.
N.B.) Se l’Agente è già stato iscritto all’ENASARCO da una precedente Casa Preponente è
opportuno che comunichi il suo numero di posizione, e ciò al fine di evitare dispersione di
contributi, difficoltà nella loro congiunzione al momento di ottenere le prestazioni previdenziali.

Secondo l’articolo 3 della Legge 12/73, l’ENASARCO realizza i propri compiti mediante le
seguenti entrate:
- contributi dovuti dagli Agenti e dalle Case Preponenti;
- interessi attivi e altri redditi patrimoniali;
- cespiti, donazioni ed altre liberalità;
- somme dovute all’Ente a qualsiasi titolo.
Tutto ciò viene investito in Titoli di Stato, beni immobili ed altre forme autorizzate dalla legge
(Articolo 4.).

L’ENASARCO apre una posizione contributiva e ne comunica il numero all’Agente. A fronte di


questa posizione vengono accesi i seguenti Fondi:

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- fondo integrativo previdenziale (F.I.P.);
- fondo indennità risoluzione rapporto (F.I.R.R.);
- fondo assistenza sociale (F.A.S.).

Ed ogni anno provvede ad inviare all’Agente un Estratto Conto dei vari contributi versati fino al
31 dicembre dell’anno precedente.

1) F.I.P. : Iscrizione al Fondo Previdenziale Integrativo

L’iscrizione è obbligatoria entro 30 gg dall’inizio del rapporto, La casa deve iscrivere l’Agente.
L’ENASARCO allora accende un conto personale contraddistinto da un numero di Matricola.

MISURA CONTRIBUTIVA
I contributi si calcolano su tutte le somme, a qualsiasi titolo dovute all’Agente durante il rapporto
di Agenzia (anche su rimborso spese, premi di produzione, indennità di mancato preavviso ecc…).

Le attuali aliquote (dal 2014) sono:


Il 14,20 % sulle provvigioni (7,10 % a carico dell’Agente e 7,10 % a carico della Preponente):
tali aliquote comprendono anche un 1% a titolo di solidarietà.
Il contributo è calcolato sui primi:
€ 23.000,00 se l’Agente è plurimandatario (nei prossimi anni si dovrebbe arrivare a € 25.000,00) ;
€ 35.000,00 se l’Agente è monomandatario. ( si dovrebbe arrivare a € 37.500,00 )
I minimali sono:
€ 412,00 se l’Agente è plurimandatario (la metà a carico dell’agente e la metà a carico della Casa
Preponente);
€ 824,00 se l’Agente è monomandatario (sempre la metà a carico dell’Agente e la metà a carico
della Casa Preponente).
- se il minimo non viene raggiunto la differenza è a carico della Casa Preponente che è anche
obbligata al versamento dei contributi;
- Il contributo minimo viene rivalutato periodicamente tenendo conto dell’ indice ISTAT.
L’estratto conto dei contributi versati viene ogni anno inviato dall’ENASARCO all’Agente: questi
ha un anno di tempo dalla comunicazione per contestare eventuali inesattezze.

TRATTAMENTO PREVIDENZIALE
A fronte del versamento effettuato dalla Casa Preponente, l’ENASARCO eroga le seguenti
prestazioni “Integrative “

A) Pensione di Vecchiaia
L’Agente ne acquisisce il diritto in base a 2 requisiti ( che la nuova normativa potrebbe variare):
- 65 anni di età (e 61 per le donne)
- 20 anni di anzianità contributiva
Secondo la legge 12/73, la pensione integrativa si calcola assumendo la media provvigionale più
alta di uno dei migliori trienni consecutivi, rilevabili negli ultimi 10 anni.
La massima anzianità contributiva non può superare i 40 anni;

B) Pensione di Invalidità Permanente TOTALE


Che comporta per l’Agente lo scioglimento del contratto: oltre l’invalidità del 100% occorrono
almeno 5 anni di contribuzione di cui 1 negli ultimi 5 anni;

C) Pensione di Invalidità Permanente PARZIALE

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Per quegli Agenti con una invalidità che riduce la capacità di guadagno del 67% .Altro requisito
occorrono almeno 5 anni di contribuzione di cui 3 (dodici trimestri) negli ultimi 5 anni;

NB) l’accertamento dell’invalidità è effettuato direttamente dalla Fondazione, in caso di


contestazione decide un collegio di tre medici.

D) Pensione ai superstiti
Può essere di due tipi:
- di reversibilità : se l’assistito ENASARCO era già pensionato
- indiretta : se richiesta direttamente dagli eredi
( Occorrono 5 anni di contribuzione)
- Viene comunque garantito un minimo di pensione integrativa.

2) F.I.R.R (Iscrizione al Fondo Indennità Risoluzione Rapporto)

L’ENASARCO ha la possibilità di gestire l’indennità di scioglimento (prevista dall’Art. 1751 c.c.)


del contratto di agenzia.
L’accantonamento è a totale carico della Casa Preponente calcolando gli importi nella misura
stabilita dagli A.E.C. ed in base alle provvigioni liquidate nel corso dell’anno solare.
Il versamento alla Fondazione deve essere effettuato entro il 31 marzo dell’anno seguente con
relativa distinta di ripartizione utilizzando esclusivamente il sistema on-line.
La misura dell’indennità si calcola come segue:
- se l’Agente è monomandatario:
4% fino a € 12.400,00
2% da € 12.401,00 a € 18.600,00
1% oltre € 18.601,00;
- se l’Agente è plurimandatario:
4% fino a € 6.200,00
2% da € 6.201,00 a € 9.300,00
1% oltre € 9.301,00 (per ogni Casa Preponente).

Se la Casa Preponente non aderisce ad associazioni firmatarie degli A.E.C. non sempre è obbligata
a versare tale quota all’ENASARCO, ma ha altre 2 possibilità.
- effettuare il versamento direttamente all’Agente alla cessazione del rapporto;
- accantonare (se l’agente lo consente)gli importi in un fondo assicurativo acceso a nome
dell’Agente.

La Fondazione ENASARCO trasmette all’Agente ogni anno il riepilogo dei contributi e del conto
FIRR. Se entro tre mesi non pervengono contestazioni il riepilogo si intende approvato.

A differenza di quanto avviene per le altre indennità, il FIRR spetta sempre all’Agente a
prescindere da chi chiede la risoluzione del contratto, mentre non gli è dovuta nei seguenti casi:
- Ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente;
- Concorrenza sleale, o violazione del vincolo di esclusività.
L’ indennità di fine rapporto deve essere assolutamente richiesta entro un anno dalla cessazione
dell’attività, altrimenti se ne perde il diritto… per questo motivo, se la preponente non comunica
entro 30 giorni la cessazione del rapporto, può provvedervi direttamente l’Agente stesso.

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La Fondazione in sede di liquidazione opera una ritenuta d’acconto del 20%.
- in caso di decesso il F.I.R.R. spetta agli eredi.

3) F.A.S. (Iscrizione al Fondo Assistenza sociale)

La casa Preponente che si avvale di Agenti che svolgono la loro attività sotto forma di Società di
capitali (S.p.A., S.r.l.) è tenuta al pagamento di un contributo su tutte le somme dovute nel 2014
del 3,20% - fino ad un massimo di € 13.000.000,00 annui: 2,60% la Casa e 0,60% la Società
del 1,60% - da € 13.000.001,00 a € 20.000.000,00 annui: 1,30% “ 0,30% “
dello 0,80% da € 20.000.001,00 a € 26.000.000,00 annui 0,60% “ 0,15% “
oltre quest’ultimo importo lo 0,30% 0,20% “ 0,10% “
Queste aliquote per la Casa sostituiscono il contributo al Fondo Previdenziale Integrativo.

- Il fondo però è destinato a tutti gli Agenti regolarmente iscritti al F.I.P.(iscrizione obbligatoria).
Con tale Fondo vengono ad essere coperte le spese di assistenza sociale e per corsi professionali.
La Casa Preponente deve pagare il contributo ogni tre mesi e senz’altro è tenuta al pagamento dei
minimali. (Attualmente) le prestazioni assistenziali più importanti sono le seguenti:
- un’assicurazione per tutti gli Agenti dal primo giorno di iscrizione all’ENASARCO (vedi
inoltre l’art. 23 dell’ A.E.C. del 16.2. 2009 Assistenza sanitaria integrativa);
- borse di studio a favore degli Agenti, degli orfani e dei figli dei pensionati;
- premi studio;
- premi per tesi di laurea;
- possibilità di cessione di un quinto;
- mutui ipotecari;
- soggiorni nelle località termali in alberghi convenzionati ;
- soggiorni nelle località climatiche sempre in alberghi convenzionati:
- soggiorni estivi per bambini (tra i 6 e i 12 anni);
- indennizzi in caso di infortuni;
- contributi per asili nido;
- assegno parto per le Agenti (€ 1.000,00 – € 1.250,00 per il secondo figlio - € 1.500 per il
terzo) ed inoltre per le mogli degli Agenti € 420,00;
- assegno funerario (€ 1.200.00 al coniuge o agli eredi);
- assegni per figli con handicap;
- erogazioni straordinarie per malattie ed eventi che comportano notevoli spese documentate;
- dopo i 65 anni, assegno a titolo di rimborso spese per i pensionati in Case di Riposo.

Il Consiglio di Amministrazione dell’ENASARCO, ogni anno, in base alle risultanze degli


introiti, stabilisce un piano di erogazione delle prestazioni, in base al quale, verranno poi
attribuite agli Agenti secondo criteri relativi all’anzianità contributiva, al reddito, all’età
dell’Agente e ad un conto previdenziale attivo con un salo (all’anno precedente) non inferiore
ad € 2.880,00 .

PROSECUZIONE VOLONTARIA DELLA CONTRIBUZIONE


L’Agente può proseguire nel versamento, logicamente tutto a suo carico, dei contributi in caso di
cessazione o sospensione dell’attività.
E’ necessario che siano stati effettuati almeno 5 anni di contribuzione di cui almeno tre nell’ultimo
quinquennio ed è sempre necessario che non abbiano ancora compiuto i 65 anni di età gli uomini e
60 le donne.

23
Se in qualche modo viene ripresa l’attività, la prosecuzione volontaria della contribuzione deve
cessare.
L’ammontare della contribuzione volontaria viene calcolata in base alla media complessiva degli
ultimi tre anni comprendente anche la quota a carico della Preponente. Attualmente il minimo è
fissato in € 480,00 .

I.N.P.S. ISTITUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE

L’Agente (ed il Rappresentante) di Commercio è “abilitato” ad esercitare la sua attività.


Al momento dell’inizio attività egli deve farne oggetto di DICHIARAZIONE tramite richiesta di
iscrizione al Registro delle Imprese che d’ufficio provvede a comunicare i dati all’INPS.
Dal 1995 infatti, l’iscrizione a tale Registro riveste piena validità anche ai fini della denuncia INPS
e viene così ad essere aperta una Posizione Assicurativa.

La normativa del 1992) aveva introdotto per tutti i lavoratori di NUOVA Iscrizione, il nuovo
metodo per determinare il trattamento annuo di pensione, basato sul sistema CONTRIBUTIVO
(non più retributivo come avveniva prima)
Alla luce di quanto sopra NON si farà più riferimento al reddito pensionabile degli ultimi 10 anni,
per calcolarlo fino ad un massimo dell’ 80%.
Oggi il calcolo deve essere effettuato sull’intero ammontare dei contributi versati nell’intero
ARCO LAVORATIVO.
Viene così ad essere abolito il principio che, se l’Agente era iscritto da più di 18 anni, l’anzianità
contributiva veniva ancora determinata sulla base interamente RETRIBUTIVA, mentre se lo era da
meno tempo, il conteggio sarebbe avvenuto sulla base retributiva per gli anni precedenti e sulla base
contributiva per le annualità successive.

PRESTAZIONE PENSIONISTICA

L’INPS attraverso la gestione Commercianti eroga la prestazione pensionistica a favore della quale
l’ Agente di Commercio, per il pagamento dei Contributi, non utilizza più gli appositi bollettini
(sette di cui quattro prestampati che erano forniti direttamente dall’INPS).
Tutto ciò attualmente avviene attraverso i modelli F.24, anche questi prestampati e direttamente
forniti dall’INPS.

24
VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI

Dal 1995 il sistema di versamento dei contributi assicurativi all’INPS prevede il calcolo a
percentuale del Reddito di Impresa IMPONIBILE dichiarato ai fini “IRPEF” nell’anno
precedente..
- E’ stabilito un limite minimo annuo che (attualmente) ammonta a € 3.361,41 pari al 21,84 % di
€ 15.357,00 - ( Attualmente € 840,35 a trimestre *).
- Oltre i minimali esiste anche un limite massimo di Reddito, anche questo variabile di anno in
anno oltre il quale non è dovuto alcun contributo.
- Ogni anno vengono resi noti i coefficienti. Gli attuali sono:
21,84% sui primi €. 45.530,00
22,84% dal suddetto importo a €. 75.883,00 (per gli iscritti dal 1996 il massimale è € 99.034,00)
Si tratta di valori riportati in termini annui, pertanto in caso di inattività, essi vengono ragguagliati
in termini mensili.

(*) Il contributo fisso minimo deve essere versato in 4 rate trimestrali alle seguenti scadenze:
16 maggio - 16 agosto - 16 novembre – 16 Febbraio dell’anno successivo
(ciò oggi coincide con i versamenti trimestrali dell’IVA)
I contributi dovuti per redditi superiori al limite minimo annuo, devono essere versati entro il
20 giugno ed entro il 30 Novembre. (E’ bene conservare le ricevute dei versamenti e tutta la
documentazione).

LE SANZIONI

L’omesso, l’insufficiente o il tardivo pagamento delle contribuzioni comporta le relative sanzioni.


Le penalità si concretizzano nell’interesse annuo aumentato di 3 punti (comunque non deve
superare il 100% dei contributi non corrisposti).
Omessa denuncia
Oltre a quanto sopra, deve essere comminata una ulteriore sanzione che varia dal 50 al 100%
dell’intera somma dovuta (ed evasa).
Tale sanzione viene ridotta se il contribuente, prima di eventuali verifiche da parte dell’Ufficio,
provvede spontaneamente entro 180 giorni a mettersi in regola.
Gli interessi comunque devono essere pagati (oggi il 6% annuo)

TOTALIZZAZIONE dei Contributi ( D.L. 42/2006)

Su richiesta dei prestatori d’opera (sia Autonomi che Dipendenti), è consentito riunire le
contribuzioni effettuate da coloro che sono iscritti a più gestioni pensionistiche, sommando i
diversi periodi contributivi ( occorrono comunque 6 anni di contributi per ogni gestione)

Requisiti
Il lavoratore (che non deve essere già titolare di pensione in alcuna delle gestioni alle quali era stato
iscritto) può richiedere la “totalizzazione” in presenza in presenza dei seguenti requisiti.

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- Almeno 3 anni di contributi versati in ciascuna gestione assicurativa;
- Almeno 20 anni di contribuzione complessiva - All’età di 65 anni
- 40 anni di contribuzione complessiva ( a prescindere dall’età)-

L’INPS LIQUIDA LE SEGUENTI PENSIONI:

1 - Pensione di vecchiaia (con calcolo contributivo: legge 335/95) per gli iscritti dopo il 1995
- 65 anni per l’uomo e 61 anni per la donna (dal 2018 tutti a 66 anni) con almeno 20 anni di
effettiva attività lavorativa…( la normativa è sempre in continua evoluzione );
oppure :
- prima del 65° anno di età, ma il calcolo della pensione deve essere di almeno 1,2 volte quello
dell’ assegno sociale;
- raggiungimento di 41 anni ed un mese per le donne di contribuzioni e 42 e un mese per gli
uomini.

2 – Assegno di invalidità
In questo caso occorrono i seguenti requisiti:
- l’assicurato deve avere una riduzione della sua capacità lavorativa di almeno 2/3. Si tratta di
una prestazione cosiddetta parziale, in quanto può accadere che l’invalidità possa essere
sanata.
- occorrono 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 nel quinquennio precedente alla domanda
di pensione;
- L’erogazione rimane per un triennio e può anche essere rinnovata per altre 2 volte (per un
massimo, quindi, di 9 anni). In caso di permanenza dell’invalidità, dopo tali rinnovi
l’assegno diventa definitivo;
- L’INPS ha comunque la facoltà di sottoporre il titolare dell’assegno a visita di controllo e di
revisione in qualsiasi momento. Al raggiungimento dell’ età pensionabile si trasforma in
pensione di vecchiaia;

3 – Pensione di inabilità
Anche in questo caso occorrono requisiti medico-legali:
- assoluta e permanente incapacità di svolgere qualsiasi attività lavorativa (infermità, difetto
fisico o mentale). In altre parole, il 100% di invalidità, e ciò comporta che questa pensione
sia incompatibile con qualsiasi rapporto di lavoro;
- la pensione di inabilità è reversibile ai superstiti;
- per questo tipo di pensione occorrono 5 anni di versamento, di cui 3 nell’ultimo
quinquennio, e l’INPS ha la facoltà, in qualsiasi momento, di sottoporre il titolare a visita di
revisione.

4 – Pensione ai superstiti (familiari)


Come per l’ENASARCO, tale pensione può essere:
- di reversibilità se il defunto era già titolare di pensione;
- o indiretta quella che viene erogata ai familiari di un lavoratore non ancora titolare di
pensione. L’assicurato deve aver versato almeno 15 anni di contributi, di cui almeno 3
nell’ultimo quinquennio.
Entrambe le pensioni possono essere erogate nel seguente ordine:
- al coniuge,
- ai figli sotto i 18 anni;
- ai figli di età maggiore, se studenti;

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- ai figli, fino a 26 anni, se universitari;
- ai figli di qualunque età, se inabili al lavoro;
- ai genitori (solo in assenza dei punti precedenti) se a carico, ultrasessantenni e non titolari di
pensione;
- ai fratelli e sorelle,se a carico, non coniugati, inabili al lavoro e non titolari di altra pensione;
- … a nipoti minori se a carico del parente defunto (nonni).

LA FATTURA PROVVIGIONI

E’ l’atto formale nonché l’obbligo fiscale dell’Agente che deve essere effettuato nel rispetto di
precise norme: … “Deve essere emessa al momento dell’incasso effettivo…. Nulla vieta comunque
l’eventuale emissione in anticipo a tale incasso”….. ( ed è quanto avviene normalmente ).
La compilazione della fattura deve rispettare alcune regole fondamentali ( stabilite dall’art. 21 del
DPR 633/72).

1. Deve essere in duplice copia


2. Deve essere numerata progressivamente in base all’anno di riferimento
3. Deve essere datata nel giorno di emissione
4. Deve esprimere i dati identificativi dell’emittente e del destinatario
5. Deve esprimere la partita IVA ed il Cod. Fiscale dell’Emittente
(non è tassativo indicare se non si conosce quella del destinatario)
6. Deve indicare il periodo di riferimento (nella descrizione)
7. Deve esprimere IVA di competenza, le ritenute d’acconto ed ogni altra ritenuta

ESEMPIO

Luogo e Data……………..
Nome e Cognome dell’ Emittente
Indirizzo…
Cod. Fiscale e P. IVA

Ragione Sociale della Casa Preponente


Indirizzo
Cod. fiscale e P. IVA (se conosciuta)

Fattura N° 09/anno di riferimento

Descrizione: Provvigioni maturate nel mese di… € 10.000,00


IVA 22% € 2.200,00
-----------------
€ 12,200,00
Ritenuta d’Acconto ( 23% del 50% delle provvigioni) € 1.150,00
------------------
€ 11.050,00
ENASARCO ( 7,10 %) € 710,00
___________
Totale € 10.340,00

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Nota Bene: per l’ ENASARCO (7,10 % a carico dell’Agente e 7,10 % a carico della Casa
Preponente). Il pagamento deve essere effettuato solo se non stati superati i massimali.
Entro 15 giorni deve essere registrata sul Registro delle fatture emesse ( mentre le fatture relative
ad acquisti, entro il mese successivo a quello in cui l’ Agente ne è venuto in possesso ) .

DIFFERENZE TRA FATTO, ATTO E NEGOZIO GIRIDICO

- il fatto naturale;
- il fatto giuridico;
- l’atto giuridico ;
- il negozio giuridico.

Fatto naturale: Qualunque evento naturale (pioggia, vento, neve, ecc.);


Fatto giuridico: Fatti che avvengono nel mondo naturale e nel sociale i quali
producono conseguenze rilevanti per il diritto;
Atto giuridico: Conseguente all’ azione dell’ uomo (assume importanza la volontà
della persona). Azione che comporta una conseguenza giuridica .
Si divide in: Atti leciti ed Atti illeciti ;
Negozio giuridico: ( più volontà unite che concorrono in azioni che comportano
conseguenze rilevanti per il diritto) .
Viene definito: Atto giuridico lecito ( consistente in una
dichiarazione di volontà) i cui effetti sono liberamente
determinati dalle parti.
Questo può essere:
o unilaterale: es. accettazione del testamento;
o bilaterale: es. contratto di compravendita ecc… ;
o plurilaterale: es. contratto di società.

IL CONTRATTO : E’ un negozio giuridico col quale due o più parti raggiungono la


composizione di interessi contrapposti.
L’ articolo 1321 del Codice Civile lo definisce : “… l’ accordo di due o più parti per costituire,
regolare, estinguere un negozio giuridico patrimoniale…”

Elementi essenziali del contratto (in genere):


- volontà: è l’accordo o consenso delle parti stipulanti;
- oggetto: è la prestazione che deve essere possibile, lecita, determinata;
- causa: è la funzione economico sociale da raggiungere (es. scambio tra bene e prezzo)
- forma (se richiesta ad substantiam)
Differenze tra contratto nullo e annullabile:
- E’ nullo quando manca uno degli elementi essenziali: volontà, oggetto, causa e forma se ad
substantiam (cioè se obbligatoria) o se contiene una condizione illecita.
In questo caso è inesistente ed insanabile (art. 1422 cc.).
- E’ annullabile se il contratto presenta dei vizi :
a) rispetto ai soggetti = per incapacità di agire (art. 428 cc. Capacità di intendere o di
volere )
b) Rispetto alla volontà = spesso la volontà non sempre risulta quella che si intendeva al
momento del perfezionamento dell’atto. Per esempio se viene estorta con la violenza
morale, o per errore o per dolo.

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Se il contratto viene estorto con violenza morale,errore o con dolo è annullabile.
Se invece il contratto viene estorto con violenza fisica è nullo.
Quando è nullo il contatto è inesistente, chiunque e in qualsiasi momento può impugnarlo e tutti gli
effetti che ha prodotto non hanno alcun valore (art. 1424 cc.)
Quando è annullabile, invece, il contratto esiste, soltanto le due parti (nonchè gli eredi e gli aventi
causa) possono impugnarlo. Ciò può .avvenire entro 5 anni e tutti gli effetti che ha prodotto hanno
valore.

DIRITTO COMMERCIALE
Prima del 1942 esistevano due corpi normativi separati ed autonomi: il Codice Civile ed il Codice
del Commercio. Oggi invece il “Diritto Commerciale” viene considerato a pieno titolo una
branca particolare del Codice Civile.

L’IMPRENDITORE
Secondo il Codice Civile, articolo 2082, l’imprenditore è colui che esercita professionalmente
un’attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni e servizi.
Dalla definizione del Codice si possono ricavare le seguenti caratteristiche:

1- professionalità: Le operazioni economiche devono essere sistematiche, stabili e costanti


nell’ esercizio continuativo, non occasionale di un’attività produttiva;
2- attività economica: trattasi di una delle caratteristiche più importanti in quanto sancisce lo
scopo di lucro cioè la creazione di nuova ricchezza.
3- organizzazione: Mentre il lavoratore dipendente non ha una propria organizzazione ma si
serve di quella del datore di lavoro, l’imprenditore deve avere una certa organizzazione,
(anche se minima). Essa riguarda i fattori di produzione dell’impresa: beni, capitale, lavoro;
4- produzione, scambio, beni e servizi: Con queste 3 ultime caratteristiche il Codice ha
inteso includere ogni tipo di impresa laddove per produzione si intende l’industria, per
scambio si intende il commercio e per beni e servizi si intende ogni altro tipo di impresa.

Oltre le caratteristiche comprese nel Codice Civile, l’imprenditore ne presenta delle altre che
sono importanti nello stesso modo: il rischio,e la spendita del nome:

- Il rischio: è quello che distingue il lavoratore autonomo dal lavoratore dipendente (che non
ha alcun rischio). Per l’imprenditore commerciale il rischio è di rispondere con il proprio
patrimonio e può arrivare fino al fallimento.
- La spendita del nome: è proibito l’imprenditore occulto, per cui attraverso il Registro delle
Imprese bisogna sempre poter risalire al nome dell’ imprenditore.

Mentre è molto chiaro il concetto d’Imprenditore, il Codice Civile non dà una definizione precisa
dell’impresa. Questa può risultare in modo implicito da quanto recita il suddetto articolo 2082 c.c.
in relazione alla figura dell’Imprenditore.

Differenza tra impresa e azienda ed i tre segni distintivi dell’ impresa :

- IMPRESA: complesso di beni e persone, organizzati dall’ imprenditore (funzione


dinamica);

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- AZIENDA: complesso dei soli beni, (art. 2555 c.c.) capannoni, macchinari, uffici, mezzi di
trasporto, ecc… (funzione statica);
- DITTA: è il nome sotto cui opera l’imprenditore (ragione o denominazione sociale);
- INSEGNA: è il distintivo (o logo) che viene esposto per indicare l’ubicazione dell’Impresa;
- MARCHIO: è quel simbolo o logo che viene stampigliato sul prodotto

Si diventa imprenditori per il solo fatto di agire secondo il dettato dell’articolo 2082 del Codice
Civile. L’eventuale non iscrizione al Registro delle Imprese comporta una sanzione. Si tratta
di un Registro che può essere consultato da chiunque e quanto in esso è riportato si presume
conosciuto dai terzi. ( L. 580/ 1993 ).

N.B-- I beni ed i servizi devono essere comunque destinati alla vendita e non al solo al
consumo dell’Imprenditore stesso.

Il rischio dell’Imprenditore Commerciale è altissimo, egli infatti risponde completamente con


il proprio patrimonio e può arrivare al fallimento. Tale rischio permane ancora un anno
dopo che l’imprenditore ha cessato la sua attività.

- L’impresa può essere Grande, Media e Piccola: mentre la Grande e la Media sono di facile
individuazione, nel concetto di Piccola Impresa la dottrina è controversa. Meglio allora attenersi a
quanto precisa il Codice Civile, articolo 2083, che definisce il piccolo imprenditore come colui
che esercita il proprio lavoro da solo, tutto al più coadiuvato dai propri familiari.

- L’impresa può ancora essere agricola o commerciale. Il Codice Civile precisa esattamente il
concetto di agricola
- la coltivazione del fondo;
- la silvicoltura;
- l’allevamento di animali.

Mentre non precisa il concetto di impresa commerciale, allora, per esclusione, tutto ciò che non è
agricolo è commerciale ( si può comunque fare riferimento a chi esercita una o più delle seguenti
categorie di cui all’ art. 2195 c.c.: attività industriali, di circolazione di beni, di trasporto, bancaria
assicurativa ed ausiliaria…). Devono essere iscritte al Registro Imprese ed hanno l’obbligo
della tenuta dei libri contabili (ai fini civilistici).
L’imprenditore agricolo e l’artigiano non possono fallire.

- L’Impresa Familiare: ( Istituita in occasione della Riforma del Diritto di Famiglia, è


disciplinata dal Codice Civile all’art. 230 bis) –
Vi collabora il coniuge ed i parenti fino al 3° grado e gli affini fino al 2° grado.
Non si tratta di un nuovo tipo di Società,né di una forma associativa di esercizio imprenditoriale, ma
di una vera e propria Impresa Individuale caratterizzata dal rapporto di lavoro dei familiari che,
con una quota massima del 49%, hanno diritto (secondo la qualità e la quantità del loro lavoro) alla
partecipazione agli utili ed agli incrementi di impresa, anche in ordine all’Avviamento
Commerciale. (NB. Ogni collaboratore dovrà riportare la sua quota nella propria dichiarazione dei
redditi)
Le decisioni sulla gestione possono essere prese:
- dal Titolare = per l’ordinaria amministrazione;
- dalla Maggioranza = per quella straordinaria;
- all’ Unanimità = in caso di trasferimento dell’ impresa ad altro parente esterno ad essa.

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L’avviamento commerciale è la potenzialità dell’azienda di produrre reddito. è un valore
economico

- L’impresa, infine, può essere individuale o collettiva:


- individuale: l’Imprenditore;
- collettiva: le Società.

I COLLABORATORI dell’ IMPRENDITORE

Gli Imprenditori possono avvalersi di collaboratori che prestano la loro opera legati da rapporto
di lavoro autonomo (come trasportatori, Agenti di commercio ecc…), o da rapporto di lavoro
subordinato (come impiegati, operai, commessi, nonché altre figure ausiliarie interne ).

Tra le (c.d.) Categorie Ausiliarie Interne che sono dotate di “particolari poteri di
rappresentanza”, il Codice Civile annovera tra l’altro l’ Institore ed il Procuratore

A) L’ INSTITORE (o PREPOSTO)

E’ colui che … “è preposto dal titolare all’ esercizio di un’impresa commerciale, o di una
secondaria, o di un ramo particolare di impresa” …. (art. 2203 c.c.)
Si tratta di un prestatore di lavoro con funzioni direttive, al quale spetta un rilevante potere
gestionale e di rappresentanza (con autonomia di iniziativa e con mansioni di particolare
importanza, essendo egli….” l’alter ego “ dell’Imprenditore ).

E’ ovviamente sottoposto alle direttive dell’ Imprenditore ed al vincolo di subordinazione che ne


deriva.
Non occorre particolare procura per acquisire, attraverso l’ atto di “Preposizione”, le funzioni ed
i poteri che possono essere così sintetizzati :
- Potere di gestione generale per le attività rientranti nel normale esercizio d’impresa;
- Rappresentanza “Sostanziale” dell’Imprenditore compiendo atti di gestione in nome
dell’Imprenditore;
- Rappresentanza “Processuale” dell’ Imprenditore: può stare cioè in giudizio (come
attore o convenuto) in nome dell’Imprenditore, per atti compiuti nell’esercizio d’ impresa ai
quali è preposto ;
- Risponde degli obblighi di osservanza delle disposizioni in materia di iscrizione nel
Registro delle Imprese e di tenuta dei libri contabili.

Al contrario l’Institore non può:


- Alienare o ipotecare gli immobili del Preponente;
- Nominare altri Institori;
- Essere Preposto alla piccola impresa.

I suoi poteri possono essere ampliati ( o ristretti ) fino alla possibilità di ipotecare o alienare gli
immobili, in tal caso occorre una procura con firma autenticata dell’Imprenditore che deve
essere iscritta nel Registro delle Imprese e deve contenere tutte le modifiche estensive o restrittive.

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B) IL PROCURATORE

…”E’ colui che in base ad un rapporto continuativo può compiere per conto dell’Imprenditore
atti pertinenti all’esercizio d’impresa pur non essendovi preposto”…(art. 2209 c.c.).

A differenza dell’ Institore, il quale è titolare di un’attività generale di gestione che riguarda
tutta l’ impresa e si concretizza in una multiformità di atti, il Procuratore viene incaricato di
specifiche mansioni che riguardano atti particolari relativi all’esercizio d’impresa, ma che
mancano dell’ atto di “Preposizione”
LE SOCIETA’
Secondo il Codice Civile (art. 2247), le Società si formano attraverso un contratto con cui due
persone conferiscono beni e servizi per un’ attività economica in comune, allo scopo di
dividere gli utili e le spese.

CARATTERISTICHE

- Il contratto: incontro di più volontà;

- Due o più persone: per fare una Società occorrono due o più persone anche se recentemente
è stata istituita la S.r.l. e la S.p.A. con una sola persona ( Unipersonale );

- Conferimento: sottoscrizione, impegnarsi con la propria firma al pagamento del capitale


sociale;

- Attività economica: scopo di lucro.

Altra caratteristica importante anche se non prevista dall’art. 2247 c.c., è l’ Autonomia
Patrimoniale: cioè quanto è stato conferito (il capitale sociale stabilito).

L’Autonomia Patrimoniale non è bastante nelle Società di Persone, ma lo è nelle Società di


Capitali. In altre parole nelle Società di Capitali l’autonomia patrimoniale è “perfetta” nel senso
che il patrimonio sociale è nettamente separato da quello dei singoli soci: ciò significa che questi
rispondono delle obbligazioni sociali soltanto nel limite del loro conferimento.
- Nelle Società di Persone invece l’autonomia patrimoniale è “imperfetta” nel senso che la
separazione tra patrimonio sociale e quello dei singoli soci non è così netta (anzi, nella S.n.c. e per
i soci Accomandatari nella S.a.s, la responsabilità dei soci è solidale ed illimitata fino al fallimento).

SOCIETA’ DI PERSONE

S.S. (Società semplice): Artt. 2251 e seguenti C.c.


- basata su una duplice semplicità, formale (l’atto costitutivo non richiede forme particolari
salvo in occasione di alcuni beni conferiti, es: in caso di immobili) e sostanziale (di
capitale);
- può essere fatta solo con scopo lucrativo non commerciale (solo dagli agricoltori);
- essendo così semplice, in essa hanno trovato il modo di inserirsi anche i professionisti
(commercialisti, medici, notai, avvocati, ecc.);

S.n.c. (Società in nome collettivo): Art. 2291 C.c.


32
- società ad altissimo rischio, la costituzione avviene per Atto Pubblico o per Scrittura
privata autenticata ed iscrizione al Registro delle Imprese;
- viene solo istituita per dare la massima garanzia;
- spesso, a causa del rischio, è formata da persone della stessa famiglia;
- tutti possono amministrare (la qualità di socio conferisce il potere di amministrazione);
- ogni socio risponde solidalmente, illimitatamente ed in via sussidiaria, fino al fallimento
ed è vietata l’esclusione di un socio dagli utili o dalle perdite;
- il socio che subentra risponde di tutto l’iter societario;
- la denominazione sociale deve comunque contenere il nome di almeno uno dei soci.
S.a.s. (Società in accomandita semplice): Art. 2313 C.c.
basata su due tipi di soci:
- Accomandanti: versano la loro quota, non amministrano, a fine esercizio (ogni anno)
partecipano ad eventuali utili, e rispondono solo della quota conferita;
- Accomandatari: versano la loro quota, amministrano, rispondono anche con il loro
patrimonio fino al fallimento e per questo hanno diritto a maggiori utili. –

SOCIETA’ DI CAPITALI ( i soci rispondono delle obbligazioni sociali soltanto nei limiti del
loro conferimento )

S.p.A. (Società per Azioni): Art. 2325 C.c.


- società basata su Azioni, cioè su porzioni di capitale tutte uguali;
- minimo capitale sociale € 50.000,00 (D. legge 437 del 13.6.2014) di cui il 25% versato
presso un Istituto di Credito;
- le Azioni possono avere valore “Reale o Nominale”
- occorre uno Statuto (non più omologato dal Tribunale): il notaio entro 20 giorni deve
provvedere alla trascrizione nel Registro delle Imprese (Legge 240 del 2000) ;
- amministra chi ha il 50% delle azioni più una azione;
- Il vincolo tra i soci e la Società è impersonale;
- a fine esercizio deve essere redatto il bilancio.
- Obbligo della Riserva Legale ( ogni anno deve essere accantonata una parte degli utili ):
- Gli Organi sono: l’Assemblea dei Soci(che delibera), gli Amministratori (che
amministrano), ed il Collegio dei Sindaci (che controlla);
- le S.p.A. possono emettere Obbligazioni. La differenza tra azioni e obbligazioni è che
comprando azioni si diventa soci, comprando obbligazioni si diventa creditori.

S.A.P.A. (Società in accomandita per Azioni): Art. 2452 C.c.


- da un punto di vista giuridico è costituita come una S.p.A., mentre da un punto di vista
strutturale è costituita come una S.a.s (cioè con soci accomandanti e soci accomandatari).

S.r.l. (Società a responsabilità limitata): Art. 2462 C.c.


- società basata su Quote, cioè percentuali di capitale;
- minimo capitale sociale € 10.000,00 di cui il 25% versato presso un Istituto di Credito.
(Esistono anche Srl con capitale sociale € 1,00);
- occorre uno Statuto non più omologato dal Tribunale) : il notaio entro 20 giorni deve
provvedere alla trascrizione nel Registro delle Imprese;
- Gli organi sono: l’Assemblea dei Soci, gli Amministratori (ed il Collegio dei Sindaci se il
capitale sociale supera € 50.000,00).

SOCIETA’ di CAPITALI “ UNIPERSONALI” ( S.r.l. e S.p.A.)

33
In adempimento della normativa europea possono essere costituite queste Società non per contratto,
ma per atto unipersonale che deve essere trascritto nel registro delle imprese.
Si tratta di una Società con un solo socio che ha lo scopo di consentire ad un Imprenditore Unico
una limitazione di responsabilità ad una parte del proprio patrimonio
Due sono gli adempimenti principali:
- Il Socio Unico deve versare subito e per intero il capitale sociale conferito;
- In tutti gli atti, nella corrispondenza ecc…deve essere evidenziata l’ Unicità del Socio.

DIFFERENZA TRA SOCIETA’ E COOPERATIVE

Mentre le Società hanno scopo di lucro, le Cooperative hanno scopo mutualistico:


Le Società Cooperative infatti, fanno parte di una più ampia categoria denominata Società
Mutualistiche il cui scopo principale è appunto quello mutualistico. In altre parole, ciò implica
che la loro attività non deve tendere alla ripartizione degli utili, ma a far conseguire ai soci un
certo numero di altri benefici a condizioni più vantaggiose di quelle offerte sul mercato.
Le Cooperative quindi, si propongono di soddisfare l bisogni dei soci, ciò a differenza delle
Società che mirano al conseguimento e al riparto degli utili.
In definitiva le cooperative sostituendosi alle imprese, eliminano il profitto a vantaggio dei soci,
quindi non si cerca un guadagno da dividere, ma si offre ai soci beni e servizi ed occasioni di
lavoro a condizioni più vantaggiose.

Le Cooperative possono essere:


- a) di produzione (la Cooperativa raccoglie i prodotti direttamente dai soci produttori e li pone
sul mercato eliminando il costo dell’ intermediazione);
- b) di credito (le bancarie);
- c) edilizie (per costruzione di edifici da assegnare ai soci, i quali hanno il divieto per cinque
anni di alienare gli edifici ai non soci);
- d) di lavoro (che impiegano il lavoro dei soci);
- e) di consumo (che procurano ai soci consumatori generi alimentari a prezzi più vantaggiosi).

La Società Cooperative sono regolate sulla fattispecie delle Società di Capitali (S.p.A. ed S.r.l.).
A tale disciplina fa riferimento infatti il Codice civile il quale, però, apporta alcune varianti in
considerazione appunto dello “ scopo mutualistico “, le principali sono:

Per quanto riguarda la loro costituzione


- Si costituiscono per atto pubblico con trascrizione al registro delle imprese:
- Non è necessario il versamento del 25% del conferimento;
- Nella denominazione sociale deve sempre comparire l’indicazione di Società Cooperativa
ed il tipo di responsabilità (limita, o illimitata);
- L’ atto costitutivo non deve indicare il Capitale sociale.
Per quanto riguarda la partecipazione dei soci
- Possono essere rappresentate da Azioni o da Quote ;
- Il loro valore non può essere inferiore ad € 25, né superiore ad € 500;
- Per la loro cessione occorre il consenso degli amministratori;
- In caso di responsabilità “Limitata” rispondono nei limiti del conferimento;
- In caso di responsabilità “ Illimitata” rispondono anche con il loro patrimonio;
- Se la responsabilità è “Sussidiaria Limitata” rispondono, oltre che con il loro
conferimento, anche con una somma multipla relativa alle proprie Quote o Azioni.
Per quanto attiene al Capitale sociale

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- Il loro Capitale può aumentare o diminuire in quanto non è stabilito un ammontare;
- Alla riserva legale ogni anno deve essere destinato un quinto degli utili netti ed eventuale
ulteriore utile deve essere destinato al perseguimento dello scopo mutualistico.
Per quanto infine riguarda l’ Assemblea dei Soci
- Ogni socio ha diritto ad un voto a prescindere del valore del conferimento;
- Il voto può anche essere effettuato per corrispondenza;
- Possono anche essere tenute Assemblee separate se i soci sono più di 500 e se l’attività
sociale in più Comuni (con più di 50 soci) nelle Assemblee parziali verranno nominati dei
delegati che saranno autorizzati a partecipare all’Assemblea generale.
DALLA COSTITUZIONE ALLO SCIOGLIMENTO DELLE SOCIETA’ ( Elementi generali )

SOCIETA’ di PERSONE

COSTITUZIONE
Le Società di Persone si costituiscono per CONTRATTO (art. 2247 c.c.), la cui forma è
disciplinata secondo la tipologia di ciascuna di esse.
N.B. mentre, ad esempio, per la Snc occorre l’atto notarile o la scrittura privata autenticata dal
notaio, per la Società Semplice non sempre è necessaria la forma scritta (può essere anche
verbale) comunque la forma scritta è obbligatoria, a pena di nullità, in caso dei seguenti
conferimenti:
- Beni immobili:
- Diritti reali immobiliari
- Anche se tali beni e diritti sono conferiti a titolo di godimento, a tempo indeterminato,
o per un periodo superiore ai nove anni.

CONFERIMENTI
I soci sono obbligati ad eseguire i conferimenti così come stabilito nell’ Atto Costitutivo: se in
esso non sono stati determinati, si presume che i conferimenti devono avvenire in parti uguali (e
solo in denaro)
Se un socio ha conferito un credito risponde della eventuale insolvenza del debitore.

AMMINISTRAZIONE
In genere nelle Società di persone, l’amministrazione spetta disgiuntamente a ciascun socio con
responsabilità illimitata. Tale principio però, può essere derogato.
L’amministrazione può essere :
Disgiunta = quando appunto spetta a ciascun socio disgiuntamente dagli altri e ciascun
socio amministratore ha diritto ad opporsi circa operazioni che non condivide (prima che
siano compiute). La maggioranza dei soci decide in materia :
- Congiunta = se l’amministrazione spetta congiuntamente a più soci. Per le operazioni
sociali occorre il consenso di tutti gli amministratori .

L’Amministrazione delle S.a.s. può essere assegnata solo ai soci accomandatari e, per atto
costitutivo, può anche essere conferita solo ad alcuni di essi.

CONTROLLO
I soci hanno diritto ad avere (dagli amministratori) notizie circa lo svolgimento degli affari
sociali e possono consultare i documenti, controllare i rendiconti ecc…

ESCUSSIONE PREVENTIVA DEL PATRIMONIO SOCIALE


Il socio al quale è stato richiesto il pagamento dei debiti sociali, può chiedere (anche se la società è
in liquidazione) la preventiva escussione del patrimonio sociale, indicando i beni sui quali il

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creditore possa rifarsi. (c.d. Beneficio di Escussione concesso per attenuare la responsabilità
illimitata del socio).

N.B. Non è ammessa la compensazione tra un debito che un terzo ha verso la società ed un
credito che questi potrebbe avere nei confronti di un socio.

ESTINTI I DEBITI sociali,l’eventuale attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti,


mentre l’eccedenza viene ripartita secondo quanto previsto nell’atto costitutivo.

SOCIETA’ di CAPITALI

COSTITUZIONE
Si attua mediante la stipulazione del CONTRATTO, l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’intera
sottoscrizione del Capitale Sociale, il versamento di una parte del Capitale e l’esistenza di eventuali
autorizzazioni .
Il Contratto si compone di due elementi fondamentali:
- l’ Atto Costitutivo = dove si manifesta la volontà di dar vita alla Società
- lo Statuto = nel quale sono contenute le norme per il funzionamento della Società
Se non avviene per Atto Pubblico è nullo.
Deve contenere
- Tutti i dati della Società ;
- La Denominazione , la sede, e l’oggetto sociale ;
- L‘ammontare del capitale ;
- In caso di Azioni, il loro numero, il valore nominale ;
- I criteri della ripartizione degli utili ;
- Numero e poteri degli amministratori ;
- Il numero dei sindaci ;
- La durata della Società ( se manca si presume a tempo indeterminato ) ;
- Dopo la Riforma deve anche essere indicato il sistema di amministrazione ( tradizionale,
monista o dualistico ).
Si diventa soci mediante l’acquisto dei titoli della Società (Azioni o Quote)

DIRITTI dei SOCI


Intervenire nelle assemblee, il voto, impugnare le decisioni assembleari, visionare il progetto di
bilancio, ripartizione degli utili e del residuo attivo, diritto al recesso ecc…
OBBLIGHI dei SOCI
Eseguire i conferimenti al momento stabilito.

AMMINISTRAZIONE
L’ Assemblea designa gli Amministratori che, secondo il Sistema TRADIZIONALE, svolgono
compiti esecutivi : curano l’iscrizione al Registro delle Imprese (con il Notaio Rogante), convocano
l’assemblea, eseguono le delibere assembleari , aggiornano i libri contabili, redigono il Bilancio,
rappresentano la Società ….
Gli altri due sistemi sono:
- Sistema DUALISTICO = dove le più importanti funzioni dell’assemblea ordinaria non
spettano ai soci ma ad un organo societario detto Consiglio di Sorveglianza ;
N.B. in questo caso i soci non nominano gli amministratori e non approvano il bilancio. E’
previsto un Cdg (Consiglio di gestione di Amministrazione) ed un Cds (Consiglio di
Sorveglianza e di Controllo formato da componenti che tra l’altro devono essere iscritti nel
registro dei Revisori Contabili)

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Le Società che adottano questa sistema restano sotto il controllo contabile di una Società di
Revisione;
- Sistema MONISTA = che attua un modello di governo semplificato e più flessibile,
. sostanzialmente analogo a quello Tradizionale. Differisce nel divieto di avere una forma di
Amministratore Unico, nell’ eliminazione del Collegio dei Sindaci, sostituito dal C.d.s..

LE SOCIETA’ SI SCIOLGONO
(in generale) decorso del termine stabilito, per il conseguimento dell’oggetto sociale, per la
volontà di tutti i soci , per altre cause previste nello Statuto.

LA COMPRAVENDITA
Secondo l’art. 1470 c.c. la Compravendita ….” è il contratto che ha per oggetto il trasferimento
della proprietà di una cosa (o di un altro diritto), verso un corrispettivo”…..

Con riferimento alla sua natura giuridica, trattasi di un contratto :


- Consensuale = in quanto per il trasferimento del bene è sufficiente il semplice
“consenso” delle parti, (mentre la effettiva consegna della cosa, costituisce uno degli
obblighi del venditore);
- Traslativo = in quanto realizza il passaggio di proprietà ( o di un altro diritto ) da un
soggetto ad un altro;
- A titolo oneroso = consistente nel vantaggio economico che si ottiene in cambio di una
controprestazione ( il c.d. sinallagma cioè contratto a “prestazioni corrispettive” ).
Requisiti del contratto:
Il contratto di Compravendita presenta le seguenti caratteristiche :
a) Accordo tra le parti = ( in quanto trattasi di contratto basato sul consenso ) che si
raggiunge attraverso la proposta e l’accettazione e si perfeziona quando l’accettazione è portata a
conoscenza del proponente ( art. 1326 c.c. );
b) La Causa = ( cioè la funzione socio economica ) che consiste nello scambio del bene
verso un corrispettivo pecuniario ;
c) La Forma = il consenso delle parti può essere manifestato in qualsiasi modo, ma esistono
dei casi in cui la legge, per determinate fattispecie, sancisce l’obbligo di una particolare forma ad
substantiam: come (art. 1350 c.c.) in occasione della vendita di beni immobili …ecc….

Obblighi del VENDITORE

Le principali obbligazioni che gravano sul venditore sono (art. 1475 e 1476 c. c.):
- Consegnare la cosa = assicurare cioè la disponibilità fisica della cosa venduta al
compratore, al momento stabilito;
- Garantire la vendita = che consiste nel garantire al compratore la vendita di una cosa
libera da eventuali “vizi” ed “evizioni”.

- A) Garanzie per eventuali “vizi occulti” della cosa (cioè ignoti al compratore) =
Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da difetti che la rendono non
idonea all’uso o ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.
Tale garanzia può essere fatta valere in giudizio attraverso le seguenti due azioni :
- Actio redibitoria = (art. 1492 e 1493) volta ad ottenere la risoluzione del contratto ed il
rimborso del prezzo ;
- Actio aestimatoria = al fine di ottenere la riduzione del prezzo .

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- B) Garanzia per “evizione ” = Consiste nel fatto che il compratore possa essere privato
del bene acquistato. Ciò può accadere perchè il bene non faceva più parte della proprietà
(completa o parziale) del venditore: per pronunzia giudiziaria, per un pignoramento, per
esproprio, per ordinata demolizione, o perché la cosa era stata già venduta (con trascrizione) ad
altro compratore, ecc…

Obblighi del COMPRATORE :

L’ obbligo principale del compratore consiste nel pagamento del prezzo convenuto nei termini
ed al momento stabilito
I TITOLI DI CREDITO
Secondo il Codice Civile, il titolo di credito è un documento contenente una promessa ( o un
ordine) di effettuare una prestazione a chi lo presenta.
Possono essere trasferiti in modo semplice e costituiscono mezzi di pagamento

Caratteristiche:
- nel documento il diritto è incorporato: il diritto alla riscossione è insito nel documento
stesso (per trasferire il credito è sufficiente trasferire il documento che lo incorpora);
- nel documento il diritto è letterale: il diritto alla riscossione è quanto letteralmente risulta
scritto sul documento;
- nel documento il diritto è autonomo: il diritto alla riscossione prescinde dalle girate cioè la
posizione di ciascun possessore del titolo è indipendente dal possessore precedente;
- nel documento il diritto è cartolare: il diritto alla riscossione necessita della prova cartacea
Le fasi del titolo di credito:
- Creazione: completarlo in tutte le sue parti che vanno dall’intestazione, alla data, alla firma;
- Emissione: consegna del documento (la data deve essere quella di emissione):
Le classificazioni.
Il titolo può essere:
- Causale: quando sul documento è scritta la causa;
- Astratto: quando sul documento non è scritta la causa.
E, inoltre, può essere:
- Nominativo: se il documento è intestato ad una persona (es : libretto di risparmio
nominativo, le azioni ecc…);
- All’ordine: se oltre ad essere intestato può anche essere girato attraverso una firma apposta
dietro il titolo (es.: assegno, cambiale, ecc.);
- Al portatore: non è intestato, pagabile a vista: il trasferimento si attua attraverso la semplice
consegna (es. libretto di risparmio al portatore, banconota).

La girata: è un trasferimento del credito ed è anche una forma di garanzia spontanea che, se non
viene onorata, non comporta gli atti esecutivi per coloro che lo hanno girato;
- La Girata può essere:
A) in Bianco: se contiene solo la sottoscrizione del Girante ;
B) Piena: se oltre alla sottoscrizione del Girante, c’è anche il nome del Beneficiario.

L’avallo: è una forma di garanzia pretesa per un’obbligazione cambiaria che, se non viene
onorata, comporta gli atti esecutivi anche per l’avallante;

L’ammortamento del titolo di credito: è il tentativo rivolto ad eliminare l’ efficacia del titolo
rubato o smarrito che, malgrado la denuncia di smarrimento ecc…, può continuare a circolare.

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Deve essere richiesto presso il Tribunale dove è domiciliato il ricorrente.
La procedura si articola in due fasi :
- Prima fase = il Presidente del Tribunale, emana un Decreto di Ammortamento che toglie
valore al titolo in circolazione ed autorizza il pagamento del debitore al ricorrente;
- Seconda fase = (eventuale) in caso di opposizione e di contraddittorio tra ricorrente e
debitore, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

Azione di regresso: in caso di titolo non onorato, tentati invano gli atti esecutivi per chi lo ha
emesso, la legge consente al possessore del titolo di rivolgersi ad uno qualsiasi di coloro che lo
hanno girato (il possessore, se non conosce gli altri, perlomeno conosce chi glielo ha girato).

DIFFERENZA TRA CAMBIALE E TRATTA

Cambiale ( o vaglia cambiario ) Tratta ( o cambiale in senso stretto )

1) pagherò (promessa) 1) pagherete (ordine)

2) esistono 2 persone: 2) esistono 3 persone


- emittente; - traente
- beneficiario - trattario
- beneficiario

3) la cambiale è sempre esecutiva 3) la tratta non è esecutiva, ma lo diventa se


- N.B.: la cambiale sconta una firmata per accettazione
imposta di bollo del 12x1000

Nella tratta il traente ( per esempio il fornitore) ordina al trattario ( per esempio l’acquirente) di
pagare una certa somma al beneficiario (cioè a se stesso o ad una terza persona) .
La tratta, quando viene firmata per accettazione, diventa una cambiale vera e propria e quindi
comporta il pagamento dell’imposta di bollo del 12x1000.

I Requisiti formali delle Cambiali sono :


Denominazione, promessa o ordine di pagamento, luogo e data di emissione e di scadenza, importo
in cifre ed in lettere, nome dell’ emittente, del traente, del beneficiario ecc., firma dell’emittente.

ASSEGNO CIRCOLARE E ASSEGNO BANCARIO

Assegno bancario Assegno circolare


(emesso dal Correntista) (emesso dalla Banca)
1) è un ordine dato alla Banca 1) è un ordine dato dalla Banca
(fino al 2000, se a vuoto, si commetteva (emesso dalla Banca)
reato di truffa, oggi è un illecito amm.ivo); 2) si tratta di uno strumento di pagamento
2) è sempre a vista; più sicuro e autonomo, pagabile presso
3) dopo 8 giorni (lavorativi) non è più tutte le filiali dell’ Istituto di Credito
protestabile. La rivalsa può avvenire solo nei 3) ovviamente non può essere a vuoto
confronti dell’emittente e non sui giranti.

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Gli assegni possono essere :
- Non trasferibili = non possono essere girati se non alla banca (sono obbligatori se
l’importo supera € 1.000,00);
- Sbarrati = possono essere pagati solo nella banca che li hanno emessi (o versati nella
propria Banca).

Il PROTESTO

E’ un atto pubblico redatto dal notaio o da un ufficiale giudiziario, nel quale si attesta in forma
solenne il rifiuto da parte del debitore di onorare il titolo .
Il soggetto che subisce il protesto viene iscritto in un apposito “Elenco Ufficiale” presso la Camera
di Commercio. Tale elenco può essere consultato su scala nazionale anche presso i terminali delle
Camere di Commercio.
Qualora il debitore provveda (entro dodici mesi dal protesto) a pagare gli importi dovuti ed i
relativi oneri, avrà il diritto di ottenere la cancellazione del suo nominativo dall’elenco stesso
(Legge 235 del 2000)

Il PAGAMENTO degli Assegni e la “NUOVA DISCIPLINA SANZIONATORIA”

L’ Assegno Bancario deve essere pagato alla scadenza espressamente prevista sul titolo.
Se l’ assegno bancario viene presentato all’incasso oltre i limiti, non può essere protestato e, la
possibilità di azione ( da parte di chi lo detiene ), rimane solo nei confronti di chi lo ha emesso.
Se poi l’assegno risulta “ a vuoto “, cioè privo del relativo importo, dall’ anno 2000 non è più
considerato un reato, ma all’ emittente verranno applicate sanzioni amministrative ( pecuniarie ed
accessorie).

La normativa nasce con il R.D. 1736 del 1933. Dopo varie modifiche apportate negli anni, la
materia è stata regolamentata dalla L. 205 del 1999 la quale ha definito la “ Nuova disciplina
sanzionatoria “ che , all’art. 8, depenalizza i reati commessi in materia di assegni bancari e
postali.

- Per le Sanzioni Amministrative Pecuniarie, è competente il Prefetto del luogo dove l’assegno
deve essere pagato e consistono:
a) Per emissione di assegni “ senza autorizzazione “ = da € 1.032,00 a € 6.197,00 ;
b) Per emissione di assegni “ senza provvista “ = da € 516,00 a € 3.098,00 .
Queste sanzioni raddoppiano se gli importi superano € 10.329,14 , o in caso di reiterazione delle
violazioni.
- La Sanzione Accessoria più lieve consiste nel divieto di emettere assegni per un certo periodo
se però l’importo ( di un solo assegno, o di più assegni emessi in tempi ravvicinati ) è superiore ad
€ 51.645,69 le sanzioni sono più gravi :
a) Interdizione dall’esercizio di attività professionale o imprenditoriale;
b) Interdizione dall’esercizio di uffici direttivi nelle imprese;
c) Incapacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione.
( L’inosservanza di queste pene Accessorie comporta un reato punibile con la reclusione da sei
mesi ad un anno)-

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Se il traente paga entro 60 giorni dalla scadenza sia l’importo dovuto, che l’ uno % di interessi, la
penale del 10% e le relative spese del protesto, non sarà assoggettato a sanzioni Amministrative.

Nel caso invece, del mancato pagamento , il nominativo di colui che ha emesso l’ assegno, verrà
iscritto (in genere dalla Banca) nell’ archivio informatizzato degli Assegni irregolari istituito
presso la Banca d’ Italia, denominato “ C.A.I. (Centrale Allarme Interbancaria).
Ciò comporta tra l’altro , la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni ( per non meno di sei
mesi )

IL FALLIMENTO E LE PROCEDURE CONCORSUALI


Può fallire solo l’imprenditore commerciale in stato di insolvenza. Questi sono i presupposti
( Soggettivo ed Oggettivo).
In tal caso lo Stato non consente azioni esecutive individuali, ma interviene d’autorità mediante una
procedura detta concorsuale che sottopone ad esecuzione l’intero patrimonio dell’impresa in
considerazione del fatto che viene ad essere coinvolta una vasta categoria di creditori e lo stato di
insolvenza dell’ Imprenditore commerciale si ripercuote sull’ economia generale.

Le PROCEDURE CONCORSUALI sono:


- Fallimento
- Amministrazione controllata
- Concordato preventivo e Concordato fallimentare
- Liquidazione coatta amministrativa
- Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

IL FALLIMENTO

Il fallimento è uno speciale tipo di esecuzione forzata che può essere promossa sul singolo
imprenditore Commerciale e sulle Società (nel caso di società di persone (S.n:C.) anche tutti i
soci falliscono).
Il Fallimento è disciplinato dal Codice Civile (artt. 2119, 2288, 2308) e dalla Legge Fallimentare
(R.D. 267 del 16 Marzo 1942).

Queste le fasi:
-Accertamento dei presupposti
-Identificazione, acquisizione, conservazione dei beni
-Accertamento di tutti i creditori
-Liquidazioni dei beni
-Ripartizione del ricavato tra i creditori
Nota Bene. Può fallire anche l’imprenditore defunto.
Non può invece fallire l’Imprenditore Agricolo, l’Artigiano ed il Piccolo Imprenditore il cui
attivo patrimoniale non supera € 300.000, i ricavi lordi € 200.000 ed i debiti € 500.000.

Da quanto sopra si evince l’universalità della procedura (ovvero essa colpisce tutti i beni) - e
la concorsualità (ciò deve avvenire nell’interesse di tutti i creditori). In altre parole si intende
garantire la par condicio creditorum.
La dichiarazione di fallimento può avvenire:

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1. Su ricorso dei creditori (il Comitato dei creditori è composto da tre o da cinque di essi)
2. Su richiesta del debitore stesso,
3. Su istanza del giudice ( d’ufficio in un processo civile) e del pubblico ministero ( nel
corso di un processo penale) se si avvede dello stato di insolvenza dell’ imprenditore.

L’Istanza di Fallimento deve essere presentata al Tribunale competente cioè quello ove è la
sede principale dell’Imprenditore
Il Tribunale nomina un curatore. Ordina la deposizione entro 24 ore del bilancio e dei libri contabili.
Fissa il termine di 30 giorni per ammettere i creditori al passivo.
Coloro che si presentano entro i 30 giorni si chiamano creditori privilegiati, insieme ai dipendenti
e allo Stato (anche gli Agenti di commercio sono equiparati ai dipendenti, perciò privilegiati.).
Coloro che non si presentano entro i 30 giorni si chiamano creditori chirografari..

Gli Organi del Fallimento sono:

- Il Tribunale fallimentare = Che istaura la procedura e risolve tutte le controversie:


- Il Giudice delegato = Al quale spetta la direzione di tutte le operazioni:
- Il Curatore fallimentare = Custode responsabile che deve amministrare i beni;
- Il Comitato dei creditori = Composto di 3 o 5 creditori (nominato dal Giudice delegato).

La REVOCATORIA Fallimentare = (intende recuperare i beni per ricostruire il patrimonio)


Il giudice controlla tra i beni del fallito quelli che hanno cessato di appartenergli (non più negli
ultimi due anni, ma ora solo nell’anno precedente) distinguendo tra ciò che è stato ceduto a
titolo gratuito (donazioni, intestazioni, lasciti ecc…) e quanto è stato ceduto a titolo oneroso
(vendite).
- Nel primo caso, cioè i beni ceduti a titolo gratuito, o vengono regolarmente acquistati,
da cloro che li detengono, o vengono sequestrati,
- Nel secondo caso, cioè per i beni ceduti a titolo oneroso, è compito del Giudice
dimostrare che la vendita è stata fatta sotto costo, in tal caso il giudice ne chiederà
all’acquirente la differenza, altrimenti sequestrerà il bene e l’acquirente farà parte dei
creditori.

Effetti della sentenza di Fallimento :


- Iscrizione nel registro dei falliti (affisso nei tribunali e in tutte le camere di commercio);
- Non può essere nominato tutore, curatore e amministratore, sindaco, giudice popolare ecc…;
- Viene privato dell’elettorato attivo e passivo ( ed inoltre viene privato dei diritti civili circa la
possibilità di allontanarsi dalla sua residenza ed il sequestro della corrispondenza che viene
consegnata al Curatore);
- Gli viene tolta la “disponibilità” di tutti i beni;
- I suoi contratti si sciolgono se comportano spese, mentre continuano ad esistere se comportano
entrate.

Reati connessi con la Procedura FALLIMENTARE


Si tratta di reati compiuti dall’ Imprenditore per falso in bilancio:
- Bancarotta semplice = ( reato disciplinato dall’ Art. 217 L.F.) per operazioni
aleatorie o imprudenti, o per aver tenuto negli ultimi tre anni le scritture contabili in
modo irregolare o incompleto ( la pena = reclusione da sei mesi a due anni ).
- Bancarotta fraudolenta = ( Art. 216 L.F. ) che può essere patrimoniale,
documentale o preferenziale circa l’occultamento di beni, o la distruzione, o ancora la
falsificazione di libri contabili ( la pena = da tre a dieci anni )

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Anche gli Amministratori ed i Sindaci (in caso di Società) rispondono di falso in bilancio se
si trovano nelle suddette fattispecie di Bancarotta semplice ( Art. 224 L.F. ) e di
Bancarotta fraudolenta ( Art. 225 L.F. ).

Dopo cinque anni dalla chiusura del fallimento, se il fallito ha dato prova di buona condotta, può
essere Riabilitato.

IL CONCORDATO PREVENTIVO E IL CONCORDATO FALLIMENTARE

Il Concordato consiste in un accordo tra debitori e creditori al fine di estinguere le


Obbligazioni.

- Il Concordato Preventivo: il debitore evita la procedura fallimentare prima della sentenza di


fallimento, egli si deve però impegnare a pagare il 100% ai privilegiati e il 40% ai chirografari.

- Il Concordato Fallimentare: avviene dopo la dichiarazione di fallimento, ma il debitore


propone il completo pagamento, il 100% ai privilegiati e quanto e se rimane ai chirografari.

Se il Concordato viene accettato ed omologato, diventa esecutivo.

AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA

Garantisce il completo pagamento di tutti i debiti, logicamente dilazionandolo nel tempo.


Il presupposto non è lo stato di insolvenza, ma una temporanea difficoltà. Le condizioni sono le
stesse del Concordato Preventivo, ma il pagamento deve avvenire entro due anni.
Se il Giudice riconosce l’esistenza di comprovate possibilità di risanare l’impresa, affida la
gestione ad un Commissario.
Se il pagamento completo non si verifica, il Giudice passa o al concordato preventivo, o al
concordato fallimentare, o ancora al fallimento stesso.

LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

La legge prevede questa particolare procedura (analoga al fallimento che normalmente è di


competenza delle autorità amministrative) per dissesti che comportano ripercussioni di portata
generale .
Si applica soltanto a particolari tipologie di imprese: di assicurazione, di intermediazione mobiliare
di credito, cooperative, banche, istituti case popolari ecc.
Ciò può avvenire per stato di insolvenza, violazione di norme amministrative ecc..
Tale procedura ha il solo scopo di tentare di evitare il fallimento.

AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI

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La legge ha introdotto questa procedura per le grandi Imprese che si trovano in difficoltà e ciò
al fine di difendere quei valori tecnici commerciali, produttivi ed occupazionali delle Imprese di
notevoli dimensioni.
Presupposti per l’applicazione di questa procedura sono:
- L’impresa deve avere più di 200 dipendenti ;
- I debiti devono essere superiori ai 2/3 del totale dell’attivo dello stato patrimoniale ;
- Che possa presentare prospettive di recupero dell’equilibrio economico;
In altre parole si tratta di una speciale procedura consensuale introdotta dalla legge Prodi 95/ 79
nell’intento di sottrarle al fallimento ( cassa integrazione ).
Se il tentativo di risanamento sarà infruttuoso si potrebbe passare al fallimento.

DIFFERENZE TRA FATTO, ATTO E NEGOZIO GIRIDICO

- il fatto naturale;
- il fatto giuridico;
- l’atto giuridico ;
- il negozio giuridico.

Fatto naturale: Qualunque evento naturale (pioggia, vento, neve, ecc.);


Fatto giuridico: Fatti che avvengono nel mondo naturale e nel sociale i quali
producono conseguenze rilevanti per il diritto;
Atto giuridico: Conseguente all’ azione dell’ uomo (assume importanza la volontà
della persona). Azione che comporta una conseguenza giuridica .
Si divide in: Atti leciti ed Atti illeciti ;
Negozio giuridico: ( Dichiarazione di più volontà unite ) che concorrono in azioni che
comportano conseguenze giuridiche i cui effetti sono liberamente
determinati dalle parti.
Questo può essere:
o bilaterale: es. contratto di compravendita ecc… ;
o plurilaterale: es. contratto di società.
o unilaterale: es. accettazione del testamento;

IL CONTRATTO : E’ un negozio giuridico col quale due o più parti raggiungono la


composizione di interessi contrapposti.
L’ articolo 1321 del Codice Civile lo definisce : “… l’ accordo di due o più parti per costituire,
regolare, estinguere un negozio giuridico patrimoniale…”

Elementi essenziali del contratto (in genere):


- volontà: è l’accordo o consenso delle parti stipulanti;
- oggetto: è la prestazione che deve essere possibile, lecita, determinata;
- causa: è la funzione economico sociale da raggiungere (es. scambio tra bene e prezzo)
- forma (se richiesta ad substantiam)
Differenze tra contratto nullo e annullabile:
- E’ nullo quando manca uno degli elementi essenziali: volontà, oggetto, causa e forma se
ad substantiam (cioè se obbligatoria) o se contiene una condizione illecita.
In questo caso è inesistente ed insanabile (art. 1422 cc.).
- E’ annullabile se il contratto presenta dei vizi :
c) rispetto ai soggetti = per incapacità di agire (art. 428 cc. Capacità di intendere o di
volere )

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d) Rispetto alla volontà = spesso la volontà non sempre risulta quella che si intendeva al
momento del perfezionamento dell’atto. Per esempio se viene estorta con la violenza
morale, o per errore o per dolo.
Se il contratto viene estorto con violenza morale,errore o con dolo è annullabile.
Se invece il contratto viene estorto con violenza fisica è nullo.
Quando è nullo il contatto è inesistente, chiunque e in qualsiasi momento può impugnarlo e tutti gli
effetti che ha prodotto non hanno alcun valore (art. 1424 cc.)

Appunti dell’Avv. Antonino Marino

LEGISLAZIONE TRIBUTARIA
Le FONTI
Il sistema fiscale Italiano basa le sue radici nella Costituzione: infatti l’art.23 della
Costituzione precisa: “nessuna imposizione tributaria può essere imposta se non ha base di
legge”. Si tratta di una vera e propria Riserva di legge che intende assolvere le seguenti funzioni
- garantire la libertà del cittadino demandando al solo organo che ne rappresenta la totalità
(il Parlamento)
- limitare i poteri imponibili degli organi non legislativi.
Logicamente l’art.23 fa riferimento oltre alle LEGGI anche a qualsiasi altro Atto avente forza di
legge. Per la “separazione del poteri” è compito del Parlamento di legiferare (il Governo ha
invece il potere Esecutivo) ma, in caso di URGENZA anche il Governo può emettere atti aventi
“forza di legge”. I Decreti legge e i Decreti legislativi.
1. Decreti Legge: il Governo di propria iniziativa per motivi di necessità emette tale atto, che
decade se entro 60 giorni non viene approvato dal parlamento.
2. Decreti legislativi: Traggono origine da una Delega del Parlamento al Governo con
preventiva determinazione dei principi e criteri direttivi che l’esecutivo è tenuto a seguire.
Oggi è molto più frequente il ricorso a questo secondo atto perché viene demandato all’Esecutivo
(Ministero delle Finanze) la determinazione di elementi principali del tributo ossia: i soggetti
passivi, il presupposto d’imposta, la determinazione delle aliquote, le eventuali Sanzioni, ecc.

Oltre le LEGGI ed i DECRETI previsti dalla Costituzione, altre fonti del Diritto tributario sono:
A. Le Leggi Regionali: le Regioni hanno competenza normativa limitata a tributi cosiddetti
propri e determinano aliquote e modalità applicative (vedi IRAP) avendo così
un’autonomia Regionale (mentre per le Regioni a Statuto Speciale tale autonomia è
temperata)
B. Nel Diritto tributario NON è ammessa la Prassi Amministrativa: cioè quel susseguirsi di
azioni nel convincimento di agire secondo la legge,

ANAGRAFE TRIBUTARIA

Il FISCO allo scopo di accertare i tributi, raccoglie tutti i dati e tutte le informazioni utili
attraverso il Ministero dell’ Economia e delle Finanze.

45
Il Codice Fiscale è composto:
- per le persone fisiche, da 16 caratteri ( alfanumerici ) e deve essere richiesto all’Ufficio
Distrettuale delle Imposte Dirette
- per le società, cooperative ecc…, da 11 caratteri ( solo numeri ) ed in questo caso viene
richiesto al competente Ufficio IVA,

Deve essere indicato sulla dichiarazione dei Redditi, dell’IVA, selle fatture emesse, su atti da
registrare, sulle licenze ecc…, infatti è previsto su quasi tutti i modelli predisposti dal Ministero
ove il suo utilizzo è obbligatorio.

Eventuali errori ed omissioni comportano delle sanzioni .


N. B. = Dal 2007 tutti coloro che hanno la Partita Iva devono assolutamente evidenziare sulla
fattura sia la Partita Iva che il Codice Fiscale ( anche se dovesse essere uguale )

NOZIONI DI IMPOSTE, TASSE E CONTRIBUTI

L’art. 53 della Costituzione sancisce il principio della Capacità Contributiva: “Tutti sono
tenuti a concorrere alle spese pubbliche in base alla propria capacità contributiva”:
Tale capacità contributiva assicura la maggior parte delle entrate per il Bilancio dello Stato.
Il Bilancio dello Stato è basato su Uscite e Entrate:
Le USCITE sono quelle spese che lo Stato affronta nella sua complessità: spese per la Difesa,
l’Ordine Pubblico, la Pubblica Istruzione, la Sanità, i Trasporti, Strade… ecc.
Le ENTRATE dello Stato possono essere di Diritto Privato e di Diritto Pubblico:

1. Le entrate di Diritto Privato sono quelle dettate da norme privatistiche. Per il loro
conseguimento lo Stato si pone su un piano di parità con il cittadino agendo egli stesso
come un soggetto privato (es. canoni di locazione su immobili di proprietà dello Stato,
concessioni di immobili del demanio a privati, ecc…ma soprattutto con il gratta e vinci,
lotto e lotterie, il bingo, ecc…)

2. Le entrate di Diritto Pubblico dove lo Stato esercita la sua potestà di Imperio: queste
entrate possono essere Extratributarie e Tributarie vere e proprie:
a) Le entrate Extratributarie sono le sanzioni, le multe, le ammende,
contravvenzioni.
b) Le entrate Tributarie sono le Imposte, le Tasse, i Contributi. (cioè i Tributi)

I TRIBUTI possono essere definiti: “Un trasferimento coattivo di ricchezza


dall’economia privata a quella pubblica”

1) L’ imposta: al suo pagamento non corrisponde una correlazione con un’attività dell’Ente
Pubblico che però a sua volta assicura servizi generali che in quanto tali non sono né divisibili, né
individuabili. (Sanità, Ordine Pubblico, Difesa , Pubblica Istruzione, Trasporti, Strade ecc…)
Le imposte si dividono in:
a) Imposte Dirette: che colpiscono Direttamente il reddito del contribuente proprio nella sua
capacità contributiva ( es. IRPEF, IRES, IRAP, IMU, ecc…)
b) Imposte Indirette: che colpiscono la produzione ed il trasferimento di ricchezza (es. IVA ,
Bollo, Registro –,Imposte Ipotecarie e Catastali ecc…)

2) La tassa: al suo pagamento corrisponde un’immediata controprestazione da parte dello Stato,


in altre parole è un pagamento del contribuente in cambio di un servizio che egli ha richiesto (es.
Tosap – R.S.U. – Tasse Scolastiche – Tasse Universitarie ecc…)
46
Le tasse si dividono in:
a) Tasse amministrative: per ottenere autorizzazioni, certificazioni, ecc…
b) Tasse Industriali: per l’esercizio di attività di Impresa ( ma vi rientra anche quella per
servizi portali e telefonici)
c) Tasse giudiziarie: per attività giudiziarie (es. Giudizi Civili)

3) Il contributo: è un prelievo coattivo a carico di alcuni soggetti per il fatto che questi traggono
vantaggi da determinate situazioni (per opere di urbanizzazione L.10/1977 “ Bucalossi “, o per una
maggiore spesa dell’ente = Eurotassa ecc…)
- Il canone : corrispettivo per l’uso di beni appartenenti ad enti pubblici.

Le IMPOSTE (oltre ad essere Dirette o Indirette) possono anche essere così classificate:
Le Imposte secondo le modalità di calcolo si dividono in:
- Imp. sul Valore: (es: sul reddito, sul patrimonio, sul valore aggiunto) l’imponibile è costituito
dal valore monetario;
- Imp. sulla Quantità: (es: Kg. ettolitri, Kwt ecc…) l’imponibile è costituito da una quantità
fisica….(imposta di consumo);
Le imposte secondo i criteri di calcolo possono essere:
- Fisse: l’ammontare è stabilito in una somma fissa…(imposta di consumo);
- Proporzionali: (IVA, IRAP, ecc…) l’ammontare è determinato applicando all’imponibile
un’aliquota ( percentuale ) prestabilita che rimane fissa all’aumentare della base imponibile ;
- Progressive : (es: l’IRPEF) l’ammontare è determinato applicando all’imponibile percentuali
che crescono insieme allo stesso imponibile, per cui l’imposta aumenta in modo più che
proporzionale.
Le Imposte Dirette infine si dividono in:
- Imp. Reali : che tengono conto solo dell’evento. Le imposte si applicano sul valore del
bene o del reddito senza alcun riferimento al soggetto che le paga. (es: l’ IVA),
- Imp. Personali : che prendono in esame il soggetto e la sua effettiva capacità contributiva,
tenendo conto non solo del reddito, ma anche delle sue condizioni personali e familiari (IRPEF).

LE RITENUTE ED I SOSTITUTI
Il contribuente è il soggetto passivo, ma il Fisco non si accontenta di individuare il
soggetto dell’Imposizione, anzi, per facilitare le riscossioni, individua spesso dei Garanti (cioè i
SOSTITUTI D’IMPOSTA).
In tal caso il Fisco designa un soggetto al quale il contribuente deve permettere di pagare una
somma per suo conto allo Stato.
Il sostituto è colui che per legge è tenuto a versare all’ ERARIO (le casse dello Stato) i tributi
dovuti dal soggetto sostituito.
Ritenuta d’Acconto : si tratta di un vero e proprio Acconto stabilito dalla legge che
viene trattenuta dal Garante ( Sostituto= spesso datore di lavoro) che mensilmente provvede al
Versamento all’erario.
Tale ritenuta verrà riportata in detrazione nella Denuncia dei redditi.
Ritenuta d’ Imposta: è una ritenuta pari all’intera imposta effettivamente dovuta.
Effettuato tale pagamento (per quella precisa operazione) cessano tutti gli obblighi del contribuente.
Es: imposte su interessi bancari, sui Bot ecc…

47
IMPOSTE DIRETTE

IRPEF ( Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)

Istituita con DpR 597/73, è regolamentata dal successivo T.U. 917/86 ed integrata nel 1989. E’
l’imposta principale del sistema impositivo diretto, proprio in attuazione dei principi
costituzionali di eguaglianza e progressività del carico tributario.
Essa infatti è un’imposta:
a) Personale: perché si applica ad ogni persona fisica
b) Globale: perché colpisce tutti i suoi redditi
c) Progressiva: perché ad aliquote a scaglioni

I redditi possono essere:


a) Fondiari ( di terreni o di fabbricati)
b) di Capitale ( partecipazione in società di Capitali, Dividendi, Interessi su prestiti)
c) di lavoro Dipendente e Autonomo (compreso Occasionale)
d) d’impresa ( individuale o in forma associativa nell’esercizio di attività commerciali)
e) altri redditi ( di attività occasionali, speculative, diritti d’autore, ecc..) –

Le aliquote attuali relative ai redditi, sono:


Fino ad € 15.000,00 23,0% = 3.450,00 = 3.450.00
Oltre € 15.000,00 a € 28.000,00 27,0% = + 3.500.00 = 6.950,00
Oltre € 28.000’00 a € 55.000,00 38,0% = + 10.260.00 = 17.210,00
Oltre € 55.000,00 a € 75.000,00 41,0% = + 8.200,00 = 25.410,00
Oltre…. 75.000,00 43,0%

Calcolo d’imposta: fatta la somma di tutti i redditi posseduti dalla persona fisica si ottiene il
Reddito Complessivo LORDO. Da questo il fisco consente al contribuente di effettuare alcune
detrazioni che si dividono in:
a) Oneri Deducibili: esempio: i contributi previdenziali ed assistenziali se obbligatori che
vengono presi in considerazione per l’intero ammontare, assegno al coniuge separato (ma
non quello per il mantenimento dei figli) erogazione ad istituti religiosi ecc…
( * ) Per cui Reddito Complessivo Lordo – Oneri Deducibili = Reddito IMPONIBILE, sul
quale (attraverso le aliquote a scaglioni), si calcola l’ Imposta LORDA,… (meno)…..
b) Altre Detrazioni = sono previste per redditi di lavoro autonomo e dipendente…
ed inoltre per i c.d. Carichi di famiglia: € 900 per i figli inferiori ai 3 anni, € 800 per quelli di età
superiore (se a carico) e, per altri familiari € 750 (coniuge …) (meno)……

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c) Oneri Detraibili: pari al 19% su spese sanitarie (meno franchigia), interessi passivi su
mutui, assicurazioni non obbligatorie, spese funebri, ecc….. (uguale Imposta Netta) :
( * ) Per cui Imposta Lorda – Altre detrazioni – Oneri Detraibili, uguale: Imposta NETTA.
Dall’imposta Netta devono poi essere detratte le varie Ritenute subite durante il rapporto di
lavoro, i crediti d’imposta e gli acconti versati, uguale: imposta DOVUTA (a saldo o a credit
La Dichiarazione deve essere presentata nei mesi di Maggio e
Giugno. I pagamenti d’imposta devono essere effettuati entro il 31 maggio .
Il fisco inoltre prevede che venga pagato un acconto pari (oggi) al 78% dell’imposta dovuta. Tale
acconto può essere pagato:
1. Tutto al mese di Maggio
2. Un primo acconto a Maggio (insieme al versamento dell’anno precedente)
Un secondo acconto a Novembre.
Tali acconti verranno poi detratti nella successiva dichiarazione dei redditi

Esempio CALCOLO I. R. P. E. F.

Somma di tutti i REDDITI €


30.000,00 1° Lavoro
900,00 Reddito prima casa
5.000,00 2° Lavoro
-------------------
€ 35.900,00
- 900,00 meno prima casa
-------------------
REDDITO COMPLESSIVO LORDO € 35.000,00
============================================ meno A) Oneri Deducibili
Contributi Previdenziali Obbligatori
Assegno coniuge separato….ecc….
- 60,00 Contributo Sanitario (assicurazione)
-------------------
REDDITO IMPONIBILE (Tassabile) € 34.940,00 sul quale si calcola l’ IMPOSTA
============================================ ( a scaglioni )
Fino a 15.000 23%= 3.450
Da 15.000 a 28.000 27%= 3.500
Da 28.000 a 34.940 38%= 2.637
=======
IMPOSTA LORDA € 9.587,00 9.587
meno B) Altre Detrazioni
- 750,00 Coniuge a carico
- 700,00 per reddito di lavoro
---------------------
€ 8.137,00
Meno C) Oneri Detraibili
- 200,00 19% Interessi su mutuo
- 203,00 19% Spese mediche
------------------- (1.200-130 = 1.070 X 19%= 203)
IMPOSTA NETTA € 7.734,00
Meno RITENUTE D’ACCONTO

- 6.250,00 su 1° Lavoro

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- 1.000,00 su 2° Lavoro
--------------------

€ 484,00 ( A SALDO)

N.B. E poi dovuto un ANTICIPO (attualmente il 99 % dell’ importo a saldo) che verrà portato
in detrazione nella prossima Dichiarazione dei Redditi.

REDDITO D’IMPRESA

Per determinare il Reddito d’ Impresa sono previsti tre Regimi Contabili:

1) Regime “Ordinario” = per coloro che hanno un volume d’affari superiore ad €


400.000,00 se operano nell’ambito dei Servizi e superiore ad € 700.000,00 se operano nel
Commercio ( l’ IVA deve essere liquidata mensilmente) ;
Sono previsti i seguenti Libri Contabili: Libro Giornale, Libro Inventari, Registri IVA, Registro
Beni ammortizzabili, Registro di Carico documenti, Scritture ausiliarie ( conti di mastro e di
magazzino)…e se ci sono dipendenti i Libri Paga e Matricola;

2) Regime “Semplificato” = per un volume d’affari inferiore ad € 400.000,00 se operano


nell’ambito dei Servizi ed inferiore ad € 700.000,00 se operano nel Commercio;
( L’ IVA viene liquidata con l’aggiunta dell’1 % ogni trimestre ).

3) “Nuovo Regime dei Super Minimi” (D.L. 98/ 2011, convertito in Legge 111/ 2011)
Dal 1° Gennaio 2012: Si tratta di un particolare Regime Contabile per le persone fisiche che:
- intraprendono una nuova attività di impresa, arti e professione;
- (o hanno intrapreso le suddette attività in data successiva al 31/12/ 2007);
Ferme restando le condizioni di cui al comma 96 della Finanziaria 2008:
- conseguono un Volume d’Affari annuo inferiore ad € 30.000,00 (cioè Ricavi);
- Limite di € 15.000,00 del valore dei beni strumentali (vedi sentenza Cassazione 24114/2011)
- non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o per collaboratori;
Il Regime è
- Applicabile a tutti per un periodo massimo di 5 anni
- E fino al 35° anno di età nel caso di giovani contribuenti)
- Ed anche a coloro che hanno superato i 35 anni purchè il periodo no superi i 5 anni.

AGEVOLAZIONI:
- NO addebito dell’ IVA su fatture attive;
- NO diritto alla detrazione IVA su operazioni passive;
- Esonero dell’obbligo di registrazione, tenuta di scritture contabili e dichiarazioni;
- Obbligo di numerazione e conservazione dei documenti e delle fatture acquisto;
- Certificazione dei corrispettivi ed obbligo intrastat;
- Determinazione del reddito con applicazione del criterio di cassa;
- Esclusione degli “Studi di Settore e Parametri”;
- Esclusione dall’ IRAP;

50
- Esonero comunicazione delle “Operazioni Black-list (cioè dalla segnalazione alla Banca
d’Italia) ;
- I Sostituti d’Imposta non hanno l’obbligo di effettuare la Ritenuta IRPEF;
- Imposta sostitutiva dell’ IRPEF e delle addizionali Regionali e Comunali pari al 5%
del reddito.
Chi entra in questo speciale regime può, negli anni successivi, decidere di fuoriuscirne mediante
“opzione”. (Ciò comunque può anche essere determinato per effetto di accertamento da parte
degli appositi Uffici : in tal caso si decade dal regime, con l’obbligo immediato di ripristino degli
adempimenti sospesi , del pagamento dell’ IVA sulle operazioni pregresse e delle ulteriori
relative conseguenze ).

REDDITO d’ impresa (per l’Agente di Commercio in Regime Semplificato)

Secondo l’art. 1742 c.c., dal punto di vista dell’attività, l’Agente di Commercio è colui che viene
incaricato da una o più case preponenti di promuovere stabilmente la conclusione dei contratti in
una determinata zona.
Sotto il profilo fiscale egli è un Prestatore di servizi ( nell’esercizio d’impresa), per cui il suo
reddito è classificato tra quelli d’impresa.

* Per DETERMINARE tale reddito di Impresa è possibile ora ricapitolare quanto detto:

RICAVI -(cioè provvigioni ed ogni altro reddito dell’Agente)


Meno
COSTI - (per beni impiegati nel processo di produzione di servizi),
- eventuali retribuzioni ai dipendenti, compensi ai terzi,
- canoni leasing,
canoni di locazione,
- interessi passivi e premi assicurativi,
- costi carburanti e lubrificanti,
- costi beni ammorzabili (non oltre € 516,46),
- quote ammortamento beni (per importi superiori ad € 516,46),
- spese di illuminazione, energia, telefono,
- spese di rappresentanza (una cifra forfetaria per spese non documentate: 3% su ricavi
fino ad € 6.200,00 - 1% da questo ad € 77.450,00 – e 0,50% oltre, fino ad € 93.000,00),
- Oneri Fiscali e Contributivi.

Uguale

REDDITO DI IMPRESA (cioè il Reddito Complessivo LORDO)

Nota Bene. Le quote di ammortamento, i canoni di leasing e di noleggio, le spese di impiego e


manutenzione dei telefonini sono deducibili all’ 80%.

All’Agente viene effettuata una ritenuta d’Acconto nella misura del 23% sul 50% delle
provvigioni: tale ritenuta verrà portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Il periodo d’imposta è l’anno solare

51
ALTRE IMPOSTE DIRETTE

L’ I.R.E.S: D.Lgs 344/ 2003 - ex IRPEG Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche)
Si tratta di un imposta dovuta dalle Persone Giuridiche, cioè quel complesso organizzato al quale
la legge riconosce la qualifica di soggetto di Diritto.
Si riferisce ad Enti Pubblici e Privati che compiono attività commerciali; Società di Capitali
(Spa, Srl, SAPA, Soc. Cooperative e di Mutua Assicurazione) residenti nel territorio dello Stato.
Si tratta di un’imposta ( Erariale ) Diretta = colpisce i redditi delle persone (Giuridiche);
- Proporzionale = Un’aliquota Fissa il cui ammontare è sempre lo stesso qualunque sia la
base imponibile;
- Personale = che colpisce la totalità dei redditi delle persone tenendo conto tra l’altro, anche
delle plus o minus valenze che devono essere sommate all’utile netto del bilancio della
società-
L’imposta viene applicata sul Reddito Complessivo Netto: l’aliquota fissa (attuale) è del 27,5 %
Soggetti Passivi :
- Società di Capitali, Enti Pubblici e Privati….ecc…Residenti (con sede legale);
- Associaz. tra professionisti (in questo caso si pagherà l’ IRES se il conteggio viene fatto
sull’insieme dei soci, oppure L’ IRPEF se ciascun socio paga la sua imposta);
- Società di ogni tipo (con o senza personalità giuridica) NON Residenti nel territorio dello
Stato (ovviamente considerando soltanto i Redditi prodotti in Italia).
La “Base Imponibile” è il Reddito d’impresa ( cioè qualunque reddito della Società da
qualunque fonte provenga) determinato apportando all’utile o alla perdita di esercizio le
variazioni risultanti dopo l’applicazione delle norme fiscali
- La dichiarazione viene redatta sul modello 760. L’Acconto è del 100% (40% entro il 16 Luglio,
ed il 60% entro il 30 Novembre) .
Il Periodo d’Imposta non è l’anno solare, bensì l’esercizio sociale che è determinato nell’Atto
Costitutivo o dalla Legge – Se non è determinato allora dovrà corrispondere all’anno solare.

IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)


Si applica dal 1998 (non è deducibile dall’Imposta sui Redditi). Essa sostituisce l’ILOR, l’imposta
sul patrimonio netto, l’ICIAP, la tassa sulla salute, la tassa sulla partita IVA.
Si tratta di un’ imposta Reale, Regionale, Proporzionale.
Sono soggetti a tale imposta ogni forma d’Impresa, gli Artisti e Professionisti, gli Enti non
commerciali (Pubblici e Privati), lo Stato e la Pubblica Amministrazione, i Produttori Agricoli.
La base imponibile è data dal valore della Produzione netta derivata dall’attività esercitata
nel territorio della Regione (il costo del personale dipendente non è deducibile).
L’aliquota (attuale) è il 3,90% (ma ogni Regione può deliberare un’ imposta diversa): comunque
esistono aliquote differenziate per Agricoltori, Banche, Assicurazioni.
52
Il periodo d’imposta è l’anno solare ed i termini di pagamento sono gli stessi dell’IRPEF.

SENTENZA collegio Sez. Tributaria N° 22861 /2008: il contribuente deve esercitare l’attività
di lavoro autonomo attraverso l’impiego di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile
per il proprio lavoro.

SENTENZA N° 12108 / 2009 (e ordinanza 10559): L’ IRAP non è dovuta da chi non è
dotato di “Autonoma Organizzazione”.

SENTENZA Cassazione N° 24114 de 26. 11. 2010 : l’ auto ed il computer non costituiscono
esercizio abituale di un’ Attività Autonomamente Organizzata, necessaria per l’ applicazione
dell’ IRAP. (Si tratta di beni strumentali destinati alla sola “Attività Professionale” ) .
Requisito essenziale ed imprescindibile è la presenza di un’ “Attività Economica
Organizzata” con dipendenti e collaboratori . Se l’Agente è semplicemente una persona fisica,
tale Attività Organizzata non sussiste in quanto si tratta di una mera organizzazione
personale. In tal caso l’ IRAP non è dovuta.

IMU ( ex ICI Imposta Comunale sugli Immobili )


Entrata in vigore nel 1993, ha come presupposti: fabbricati, aree fabbricabili, terreni agricoli, ecc...
I soggetti passivi dell’imposta sono i titolari di diritti reali di proprietà sugli immobili (cioè i
proprietari di case, negozi, capannoni industriali, terreni fabbricabili o agricoli) o di godimento
(uso, usufrutto. abitazione), anche se non residenti.
I possessori di immobili devono versare l’imposta ai Comuni dove questi sono ubicati.
Il D.L. 201/ 2011 (conosciuto come decreto Monti) che tra l’altro ha introdotto nuovamente
l’imposta sulla prima casa, ha anche determinato un nuovo metodo di calcolo.
L’imposta si determina applicando al valore degli immobili (cioè la rendita catastale rivalutata
oltre che del 5% , anche di un’altra percentuale che arriva al 160% per i fabbricati di gruppo
A – escluso A 10 - ) un’aliquota stabilita dal Comune (normalmente dal 4 al 7,6 %).
Le tipologie dei Fabbricati sono:
- Di gruppo A = di civile abitazione 160% ;
- Di gruppo A/10 = uffici, studi privati 80% ;
- Di gruppo B, C/3, C/4, C/5 = laboratori, circoli sportivi, stabilimenti balneari: 140% ;
- Di gruppo D = immobili a destinazione speciale 60% ( nel 2013 elevato al 65% ) ;
- Di gruppo D/5 = Istituti di credito, assicurazioni ecc…80% ;
- Di gruppo C/1 = negozi e botteghe varie 55% ;
- I terreni Agricoli (devono essere rivalutati del 25%) = 130% ;
- I coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli (iscritti alla previdenza agricola) = 110 % .

Effettuato il calcolo, l’abitazione principale usufruice di una detrazione di € 200 ed il


pagamento avviene in due rate: il primo acconto del 50% entro il 30 giugno – il saldo entro il 20
Dicembre.
La dichiarazione IMU (ed ogni variazione in materia di acquisto, o di vendita dell’immobile,
variazione del suo valore, decesso del proprietario, acquisto per successione ecc…) deve essere
presentata al Comune dove è ubicato l’immobile entro il mese di Giugno dell’anno successivo.
L’IMU è dovuta per ciascun anno solare (proporzionalmente ai mesi di possesso).

Addizionale Regionale IRPEF = E’ un’aliquota di prelievo IRPEF che viene destinata


direttamente alla Regione dove il contribuente ha il domicilio fiscale.
Addizionale Comunale IRPEF = E’ un’ aliquota IRPEF da destinare ai singoli Comuni

53
Lo “Scontrino fiscale” e la “Ricevuta fiscale”

Oltre la “Fattura”, che è il documento più completo nella compravendita ( in quanto in essa è
evidenziato in maniera specifica e separata il nome dell’acquirente, l’IVA, le eventuali altre
imposte, le ritenute, ecc…), nella somministrazione e nel commercio al dettaglio si può adottare a
scelta sia la “Ricevuta” che lo “Scontrino fiscale”. L’obbligo dello scontrino però, permane in
caso di BAR, fast-food e nei locali in cui vi è un consumo veloce e rapido.

Lo Scontrino è rilasciato dal registratore di cassa. (occorre tenere il registro della


manutenzione, ed un altro registro dove annotare i corrispettivi in caso di mancato
funzionamento del registratore). Deve contenere:
- Il luogo e la data di emissione, il numero progressivo, la ragione sociale del venditore;
- Il prezzo è compressivo dell’ IVA ;
- In esso è contenuto anche il numero di matricola del “registratore di cassa”;
- NB) Nell’attività di commercio si può evitare di emettere fattura rilasciando il c.d.
“Scontrino parlante” (nel quale viene annotato il codice fiscale dell’acquirente) .

La Ricevuta Fiscale viene compilata manualmente dall’esercente il quale deve tenere anche il
“registro di carico e scarico”.

Sia lo “Scontrino” che la “Ricevuta fiscale” devono essere annotati nel “Registro dei
Corrispettivi”.

54
IMPOSTE INDIRETTE

L’ IVA (Imposta sul Valore Aggiunto)

Si tratta dell’Imposta Indiretta più importante del nostro sistema Tributario. Entrata in
vigore con il DPR 633/72.

Imposta sui consumi che grava appunto sul consumatore finale, infatti colpisce il maggior valore
che i beni acquistano nei singoli passaggi e, sulla differenza tra valore di entrata e valore d’uscita.
. Il consumatore finale (il privato) non può recuperare l’imposta che paga al venditore insieme al
prezzo del bene, per cui resta definitivamente gravato dall’intero prelievo.

Si tratta di un’ imposta:


A. Indiretta: si applica su ogni trasferimento di ricchezza
B. Proporzionale: si applica un’aliquota prestabilita che grava proporzionalmente sul
consumo dei beni
C. Ad aliquote differenziate: che variano secondo l’importanza e la necessità dei beni.

Le attuali aliquote sono:


22 % aliquota ordinaria
10 % su alberghi, ristorazione, BAR, recupero edilizio, determinati immobili ecc….
4 % sui beni di prima necessità (generi alimentari, stampa, acquisto prima casa ecc…)

Presupposti. Secondo l’art.1 della legge sull’IVA l’applicazione dell’IVA richiede la coesistenza
dei seguenti presupposti (oggettivi, soggettivi e territoriali):
1. Cessione di beni e prestazioni di servizi (Presupposto oggettivo)
2. Nell’esercizio d’Impresa, Arti e Professioni (Presupposto soggettivo)
3. Effettuate nel territorio dello Stato (Presupposto territoriale)

Le quattro operazioni IVA sono: Imponibili, Non Imponibili, Esenti, Escluse.


1) Operazioni Imponibili (art.1). Cessione di Beni e Prestazioni di Servizi, effettuati
nel territorio dello Stato, nell’esercizio di Arti e Professioni (cioè le operazioni
soggette ad IVA in quanto coesistono i tre presupposti).

55
.
- N.B. Anche le Importazioni sono soggette ad IVA.

2) Operazioni non Imponibili (art.8, 8bis e 9). Riguardano le Esportazioni.


- art. 8 = Esportazioni effettuate da cedente non residente;
- art. 8 bis = per dotazioni di bordo;
- art. 9 = per Servizi Internazionali;
3) Operazioni Esenti (art. 10). Non danno luogo ad applicazione del Tributo:
a) Per ragioni sociali ( ospedali, prestazioni sanitarie, case di cura, etc….. ed
inoltre… scuole, asili, orfanotrofi, ricoveri ecc…);
b) Operazioni di credito, affitti, sconto cambiali, assicurazioni, trasporti
pubblici, prestazioni educative.

4) Operazioni Escluse (art. vari). Cioè al di fuori del campo di applicazione. Es:
cessione di crediti in denaro, pagamenti di stipendi, cessione di terreni (non
edificabili), o di campioni gratuiti e di natura non onerosa, ma soprattutto in caso di
mancanza di uno dei Presupposti Soggettivi.

La BASE Imponibile è l’AMMONTARE sul quale si applica l’Imposta.


Il Volume d’Affari è l’ammontare delle “cessioni e delle prestazioni”(in regime d’IVA) effettuate
nell’anno solare.

Liquidazione dell’Imposta. Per la liquidazione ed il pagamento, bisogna distinguere due Regimi


fiscali:

- Contabilità ORDINARIA: per coloro che hanno un volume d’affari oltre € 400.000,00 (se
operano nell’ambito dei servizi) o oltre € 700.000,00 (se operano in un’attività
commerciale). Il versamento dell’imposta deve essere effettuato mensilmente.

- Contabilità SEMPLIFICATA : per coloro che hanno un volume d’affari al di sotto di €


400.000,00 (se nell’ambito dei servizi), o fino ad € 700.000,00 (se nell’attività
commerciale). In questo caso i versamenti possono essere trimestrali con un interesse
dell’1%.
- I trimestri corrispondono al 16.5 (1° Trim.: Gen. Feb. Mar.);
16.8 (2°
Trim.: Apr. Mag. Giu.);
16.11 (3° Trim.: Lug. Ago. Sett.);
16.3 dell’anno successivo (4° Trim.: Ott. Nov. Dic.).

LIBRI e REGISTRI CONTABILI

La contabilità comporta la tenuta dei seguenti Registri:


- Libro degli inventari;
- Registro fatture attive e registro fatture passive;
- Registro dei beni ammortizzabili;
- Scritture ausiliarie
- Altri eventuali (secondo il tipo di impresa).

L’Acconto IVA

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Ulteriore obbligo: entro il 27 Dicembre di ogni anno, deve essere versato un acconto che viene
commisurato ( se i versamenti sono mensili ) al versamento del mese di Dicembre , oppure, (se i
versamenti sono trimestrali) al versamento del 4° trimestre
Tale Acconto può essere così calcolato:
1) Metodo Storico = 88% dell’IVA relativa a Dicembre,o al 4° trimestre dell’anno precedente;
2) Metodo Previsionale = 88% dell’IVA presumibilmente dovuta per Dicembre, o per il 4°
trimestre dell’anno in corso
3) Metodo Liquidazionale = 100% dell’IVA relativa alle operazioni annotate fino al 20
Dicembre.

L’Acconto non è dovuto se inferiore ad € 103,29.

Le persone fisiche titolari di partita IVA devono presentare il Modello Unico comprendente
anche la Dichiarazione Annuale IVA, anche se non vi sono state Operazioni imponibili ;
- Oltre la Dichiarazione Annuale, entro il 28 Febbraio di ciascun anno, per coloro che hanno
un volume d’affari superiore ad € 25.822,84, deve essere presentata anche la Comunicazione
Annuale dei Dati IVA;

Il D.L. 223/2006 ha disposto che dal 01, Gennaio 2007, i titolari di partita IVA devono
effettuare il versamento delle imposte e dei contributi tramite modello F24 telematico utilizzando
le seguenti modalità:
- Mod. F24 on line: il contribuente munito di “pin” e di “password”, paga direttamente
tramite sito internet all’ Ag. Delle Entrate “fisco on line”;
- Mod. F24 cumulativo : il pagamento avviene tramite intermediari abilitati ed entratel;
- Mod. F24 mediante “home banking”

NB. Le fatture che non espongono l’ IVA, sono soggette ad imposta di BOLLO ( € 2.00 ).

La Partita IVA

Tra i primi adempimenti c’è quello di ottenere ( entro 30 giorni dall’inizio attività ) il Numero di
Partita IVA presentando all’ufficio competente (in base al suo Domicilio Fiscale) una
DICHIARAZIONE contenente, tra l’altro:
a) le Generalità, data d’inizio attività, codice di Attività, presunto volume d’affari (nell’anno di
inizio) al netto di IVA, la sede, il luogo dove vengono depositati i libri contabili, opzione per
il tipo di Regime Fiscale (Mensile o Trimestrale);
b) Il luogo dove sono depositati i libri contabili ( o presso la sede dell’impresa, o presso il
commercialista );
c) In caso di VARIAZIONI, bisogna entro 30 gg, presentare dichiarazione di ciò che è variato.
Dopo l’operazione: IVA incassata meno IVA pagata si ottiene IVA da versare (o a credito).
Gli Agenti di Commercio possono detrarre anche l’IVA pagata sull’acquisto (noleggio o leasing) di
automezzi, le relative spese (carburanti, lubrificanti, autostrade), nonché quelle di manutenzione e
riparazioni.
L’IVA relativa alle spese di albergo è indetraibile.)

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ALTRE IMPOSTE INDIRETTE

Imposta di REGISTRO Imposta erariale indiretta che colpisce gli atti di qualsiasi
natura (negoziale amministrativa, negoziale) che vengono sottoposti a registrazione.

La REGISTRAZIONE attesta l’esistenza degli atti ed attribuisce loro data certa


- Soggetti obbligati a richiedere la registrazione = le parti in contratto, gli ufficiali giudiziari
ecc….
- Soggetti solidalmente obbligati al pagamento = le parti del contratto, coloro che hanno
redatto l’atto o lo hanno autenticato….
Oggetto = tutti gli Atti previsti dalla legge.
L’Imposta può essere:
- Principale = Applicata all’atto della registrazione;
- Suppletiva = Richiesta a seguito errori di liquidazione;
- Complementare = Richiesta per rettifica dei valori dichiarati ( l’ Accertamento è soggetto
a prescrizione di due anni dal pagamento dell’imposta Principale ).

Essa può essere effettuata:


- in termine fisso = per alcuni atti la registrazione deve avvenire nei termini stabiliti dalla
legge: 20 giorni dalla data dell’atto (60 giorni se redatto all’estero);
- in caso d’uso = per altri atti la registrazione è prevista solo in caso di deposito dell’atto
presso le Cancellerie ecc…
L’aliquota può essere fissa (€ 67,00 o € 200,00) o proporzionale ( in percentuale con riferimento
alla natura dell’atto ) o predeterminata (in base alle caratteristiche del bene) solo per autoveicoli,.
motoveicoli, imbarcazioni ecc…

Per quanto riguarda le abitazioni le attuali aliquote (dovute da chi acquista) sono:

Per acquisto Catastali Proporz. Ipotecarie


1a casa (da privati) 2% (non 3%) € 50,00 (non 168) € 50,00 (non 168)
2a casa 9% (non 7%) 2% 1%

1a casa (da Impresa) IVA 4% € 50,00 € 50,00 € 50,00 (non 168)


2a casa IVA 10% € 200,00 € 200,00 € 200,00 (non 168)

Se di lusso IVA 22% € 200,00 € 200,00 € 200,00 (non 168)

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Imposta di BOLLO
Si applica su atti, documenti, registri, fatture ecc… , il presupposto è la formazione per iscritto di
atti previsti dalla legge.
Il pagamento può avvenire:
- in modo ordinario = attraverso l’applicazione di marche da bollo
- in modo virtuale = (detto anche straordinario) solo dopo apposita autorizzazione, chiesta
direttamente all’Ufficio del Registro
Il Bollo in misura fissa è € 16,00 (per 4 pag. protocollo) , o proporzionale il 12°/oo (es.
Cambiali).
NB. Le fatture che non espongono l’IVA sono soggette ad imposta di bollo ( € 2,00 )
Le Cambiali e le Tratte accettate perdono la qualità di titolo esecutivo se non in regola con
l’imposta di bollo
.
Il CONTENZIOSO TRIBUTARIO

Le “Dichiarazioni “ ed i “Pagamenti “ dei Contribuenti possono essere soggette a controlli


e ad accertamenti da parte degli Uffici Finanziari.

Il Fisco potrebbe non condividere l’operato del contribuente, in questo caso gli uffici periferici
dell’ Amministrazione Finanziaria effettuano controlli formali
.
Gli Accertamenti possono essere:

a) Analitici = in caso di discordanza tra quanto dichiarato ed i risultati di verifiche, ispezioni,


ecc…( il Fisco deve provare le rettifiche apportate);
b) Induttivi = in caso di omessa dichiarazione, o inattendibilità di scritture contabili ( il Fisco
deve determinare in via preventiva quanto dovuto)
c) Sintetici = in caso di sostanziale differenza tra quanto dichiarato e quanto previsto dagli Studi
di settore.

Gli Uffici periferici notificano al contribuente un Avviso di Accertamento,


Questo deve essere notificato, pena la decadenza, entro il 31 Dicembre del 4° anno successivo a
quello in cui è stata presentate la Dichiarazione, o del 5° anno nel caso in cui la Dichiarazione sia
stata omessa.

Secondo quanto previsto dall’ art. 12 della Legge finanziaria per l’ anno 2002, contro le
contestazioni del Fisco, il contribuente può, entro 60 giorni dalla notifica, proporre Ricorso
innanzi alla Commissione tributaria provinciale (in 1° grado). I termini vengono sospesi dal
primo Agosto al 15 Settembre.
Qualora non fosse d’accordo con la decisione, può rivolgersi entro lo stesso termine alla
Commissione tributaria regionale ed in fine alla Corte di Cassazione ( solo per vizi di
legittimità ).

Deve comunque essere difeso da un Avvocato o da un Commercialista se la controversia è per un


valore superiore a € 2.582,28 ed il Ricorso può essere presentato contro :
- L’Avviso di accertamento e di liquidazione del tributo
- Il Provvedimento che irroga le sanzioni
- Il Ruolo e la cartella di pagamento

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In alternativa al Ricorso (sempre entro 30 giorni dall’Accertamento) si può presentare istanza di
accertamento con adesione al fine dell’ accettazione parziale degli importi accertati.
Si ottiene così la definizione immediata della controversia .

N B ) Fino a € 20.000,00 è possibile rivolgersi all’ “Istituto del Reclamo” per trovare un accordo
preventivo al fine di escludere il Ricorso . Comunque, la mancata presentazione del “Reclamo”
determina l’inammissibilità del Ricorso rilevabile anche d’ufficio in ogni grado di giudizio.

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IL FALLIMENTO E LE PROCEDURE CONCORSUALI
Può fallire solo l’imprenditore commerciale in stato di insolvenza. Questi sono i presupposti
( Soggettivo ed Oggettivo).
In tal caso lo Stato non consente azioni esecutive individuali, ma interviene d’autorità mediante una
procedura detta concorsuale che sottopone ad esecuzione l’intero patrimonio dell’impresa in
considerazione del fatto che viene ad essere coinvolta una vasta categoria di creditori e lo stato di
insolvenza dell’ Imprenditore commerciale si ripercuote sull’ economia generale.

Le PROCEDURE CONCORSUALI sono:


- Fallimento
- Amministrazione controllata
- Concordato preventivo e Concordato fallimentare
- Liquidazione coatta amministrativa
- Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

IL FALLIMENTO

Il fallimento è uno speciale tipo di esecuzione forzata che può essere promossa sul singolo
imprenditore Commerciale e sulle Società (nel caso di società di persone (S.n:C.) anche tutti i
soci falliscono).
Il Fallimento è disciplinato dal Codice Civile (artt. 2119, 2288, 2308) e dalla Legge Fallimentare
(R.D. 267 del 16 Marzo 1942).

Queste le fasi:
-Accertamento dei presupposti
-Identificazione, acquisizione, conservazione dei beni
-Accertamento di tutti i creditori
-Liquidazioni dei beni
-Ripartizione del ricavato tra i creditori

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Nota Bene. Può fallire anche l’imprenditore defunto.
Non può invece fallire l’Imprenditore Agricolo, l’Artigiano ed il Piccolo Imprenditore il cui
attivo patrimoniale non supera € 300.000, i ricavi lordi € 200.000 ed i debiti € 500.000.

Da quanto sopra si evince l’universalità della procedura (ovvero essa colpisce tutti i beni) - e
la concorsualità (ciò deve avvenire nell’interesse di tutti i creditori). In altre parole si intende
garantire la par condicio creditorum.
La dichiarazione di fallimento può avvenire:
1. Su ricorso dei creditori (il Comitato dei creditori è composto da tre o da cinque di essi)
2. Su richiesta del debitore stesso,
3. Su istanza del giudice ( d’ufficio in un processo civile) e del pubblico ministero ( nel
corso di un processo penale) se si avvede dello stato di insolvenza dell’ imprenditore.

L’Istanza di Fallimento deve essere presentata al Tribunale competente cioè quello ove è la
sede principale dell’Imprenditore
Il Tribunale nomina un curatore. Ordina la deposizione entro 24 ore del bilancio e dei libri contabili.
Fissa il termine di 30 giorni per ammettere i creditori al passivo.
Coloro che si presentano entro i 30 giorni si chiamano creditori privilegiati, insieme ai dipendenti
e allo Stato (anche gli Agenti di commercio sono equiparati ai dipendenti, perciò privilegiati.).
Coloro che non si presentano entro i 30 giorni si chiamano creditori chirografari..

Gli Organi del Fallimento sono:

- Il Tribunale fallimentare = Che istaura la procedura e risolve tutte le controversie:


- Il Giudice delegato = Al quale spetta la direzione di tutte le operazioni:
- Il Curatore fallimentare = Custode responsabile che deve amministrare i beni;
- Il Comitato dei creditori = Composto di 3 o 5 creditori (nominato dal Giudice delegato).

La REVOCATORIA Fallimentare = (intende recuperare i beni per ricostruire il patrimonio)


Il giudice controlla tra i beni del fallito quelli che hanno cessato di appartenergli (non più negli
ultimi due anni, ma ora solo nell’anno precedente) distinguendo tra ciò che è stato ceduto a
titolo gratuito (donazioni, intestazioni, lasciti ecc…) e quanto è stato ceduto a titolo oneroso
(vendite).
- Nel primo caso, cioè i beni ceduti a titolo gratuito, o vengono regolarmente acquistati,
da cloro che li detengono, o vengono sequestrati,
- Nel secondo caso, cioè per i beni ceduti a titolo oneroso, è compito del Giudice
dimostrare che la vendita è stata fatta sotto costo, in tal caso il giudice ne chiederà
all’acquirente la differenza, altrimenti sequestrerà il bene e l’acquirente farà parte dei
creditori.

Effetti della sentenza di Fallimento :


- Iscrizione nel registro dei falliti (affisso nei tribunali e in tutte le camere di commercio);
- Non può essere nominato tutore, curatore e amministratore, sindaco, giudice popolare ecc…;
- Viene privato dell’elettorato attivo e passivo ( ed inoltre viene privato dei diritti civili circa la
possibilità di allontanarsi dalla sua residenza ed il sequestro della corrispondenza che viene
consegnata al Curatore);
- Gli viene tolta la “disponibilità” di tutti i beni;
- I suoi contratti si sciolgono se comportano spese, mentre continuano ad esistere se comportano
entrate.

Reati connessi con la Procedura FALLIMENTARE

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Si tratta di reati compiuti dall’ Imprenditore per falso in bilancio:
- Bancarotta semplice = ( reato disciplinato dall’ Art. 217 L.F.) per operazioni
aleatorie o imprudenti, o per aver tenuto negli ultimi tre anni le scritture contabili in
modo irregolare o incompleto ( la pena = reclusione da sei mesi a due anni ).
- Bancarotta fraudolenta = ( Art. 216 L.F. ) che può essere patrimoniale,
documentale o preferenziale circa l’occultamento di beni, o la distruzione, o ancora la
falsificazione di libri contabili ( la pena = da tre a dieci anni )

Anche gli Amministratori ed i Sindaci (in caso di Società) rispondono di falso in bilancio se
si trovano nelle suddette fattispecie di Bancarotta semplice ( Art. 224 L.F. ) e di
Bancarotta fraudolenta ( Art. 225 L.F. ).

Dopo cinque anni dalla chiusura del fallimento, se il fallito ha dato prova di buona condotta, può
essere Riabilitato.

IL CONCORDATO PREVENTIVO E IL CONCORDATO FALLIMENTARE

Il Concordato consiste in un accordo tra debitori e creditori al fine di estinguere le


Obbligazioni.

- Il Concordato Preventivo: il debitore evita la procedura fallimentare prima della sentenza di


fallimento, egli si deve però impegnare a pagare il 100% ai privilegiati e il 40% ai chirografari.

- Il Concordato Fallimentare: avviene dopo la dichiarazione di fallimento, ma il debitore


propone il completo pagamento, il 100% ai privilegiati e quanto e se rimane ai chirografari.

Se il Concordato viene accettato ed omologato, diventa esecutivo.

AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA

Garantisce il completo pagamento di tutti i debiti, logicamente dilazionandolo nel tempo.


Il presupposto non è lo stato di insolvenza, ma una temporanea difficoltà. Le condizioni sono le
stesse del Concordato Preventivo, ma il pagamento deve avvenire entro due anni.
Se il Giudice riconosce l’esistenza di comprovate possibilità di risanare l’impresa, affida la
gestione ad un Commissario.
Se il pagamento completo non si verifica, il Giudice passa o al concordato preventivo, o al
concordato fallimentare, o ancora al fallimento stesso.

LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

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La legge prevede questa particolare procedura (analoga al fallimento che normalmente è di
competenza delle autorità amministrative) per dissesti che comportano ripercussioni di portata
generale .
Si applica soltanto a particolari tipologie di imprese: di assicurazione, di intermediazione mobiliare
di credito, cooperative, banche, istituti case popolari ecc.
Ciò può avvenire per stato di insolvenza, violazione di norme amministrative ecc..
Tale procedura ha il solo scopo di tentare di evitare il fallimento.

AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI

La legge ha introdotto questa procedura per le grandi Imprese che si trovano in difficoltà e ciò
al fine di difendere quei valori tecnici commerciali, produttivi ed occupazionali delle Imprese di
notevoli dimensioni.
Presupposti per l’applicazione di questa procedura sono:
- L’impresa deve avere più di 200 dipendenti ;
- I debiti devono essere superiori ai 2/3 del totale dell’attivo dello stato patrimoniale ;
- Che possa presentare prospettive di recupero dell’equilibrio economico;
In altre parole si tratta di una speciale procedura consensuale introdotta dalla legge Prodi 95/ 79
nell’intento di sottrarle al fallimento ( cassa integrazione ).
Se il tentativo di risanamento sarà infruttuoso si potrebbe passare al fallimento.
DIFFERENZE TRA FATTO, ATTO E NEGOZIO GIRIDICO

- il fatto naturale;
- il fatto giuridico;
- l’atto giuridico ;
- il negozio giuridico.

Fatto naturale: Qualunque evento naturale (pioggia, vento, neve, ecc.);


Fatto giuridico: Fatti che avvengono nel mondo naturale e nel sociale i quali
producono conseguenze rilevanti per il diritto;
Atto giuridico: Conseguente all’ azione dell’ uomo (assume importanza la volontà
della persona). Azione che comporta una conseguenza giuridica .
Si divide in: Atti leciti ed Atti illeciti ;
Negozio giuridico: ( Dichiarazione di più volontà unite ) che concorrono in azioni che
comportano conseguenze giuridiche i cui effetti sono liberamente
determinati dalle parti.
Questo può essere:
o bilaterale: es. contratto di compravendita ecc… ;
o plurilaterale: es. contratto di società.
o unilaterale: es. accettazione del testamento;

IL CONTRATTO : E’ un negozio giuridico col quale due o più parti raggiungono la


composizione di interessi contrapposti.
L’ articolo 1321 del Codice Civile lo definisce : “… l’ accordo di due o più parti per costituire,
regolare, estinguere un negozio giuridico patrimoniale…”

Elementi essenziali del contratto (in genere):


- volontà: è l’accordo o consenso delle parti stipulanti;
- oggetto: è la prestazione che deve essere possibile, lecita, determinata;
- causa: è la funzione economico sociale da raggiungere (es. scambio tra bene e prezzo)

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- forma (se richiesta ad substantiam)
Differenze tra contratto nullo e annullabile:
- E’ nullo quando manca uno degli elementi essenziali: volontà, oggetto, causa e forma se
ad substantiam (cioè se obbligatoria) o se contiene una condizione illecita.
In questo caso è inesistente ed insanabile (art. 1422 cc.).
- E’ annullabile se il contratto presenta dei vizi :
e) rispetto ai soggetti = per incapacità di agire (art. 428 cc. Capacità di intendere o di
volere )
f) Rispetto alla volontà = spesso la volontà non sempre risulta quella che si intendeva al
momento del perfezionamento dell’atto. Per esempio se viene estorta con la violenza
morale, o per errore o per dolo.
Se il contratto viene estorto con violenza morale,errore o con dolo è annullabile.
Se invece il contratto viene estorto con violenza fisica è nullo.
Quando è nullo il contatto è inesistente, chiunque e in qualsiasi momento può impugnarlo e tutti gli
effetti che ha prodotto non hanno alcun valore (art. 1424 cc.)
Quando è annullabile, invece, il contratto esiste, soltanto le due parti (nonchè gli eredi e gli aventi
causa) possono impugnarlo. Ciò può .avvenire entro 5 anni e tutti gli effetti che ha prodotto hanno
valore.

Appunti dell’Avv. Antonino Marino

LEGISLAZIONE TRIBUTARIA
Le FONTI
Il sistema fiscale Italiano basa le sue radici nella Costituzione: infatti l’art.23 della
Costituzione precisa: “nessuna imposizione tributaria può essere imposta se non ha base di
legge”. Si tratta di una vera e propria Riserva di legge che intende assolvere le seguenti funzioni
- garantire la libertà del cittadino demandando al solo organo che ne rappresenta la totalità
(il Parlamento)
- limitare i poteri imponibili degli organi non legislativi.
Logicamente l’art.23 fa riferimento oltre alle LEGGI anche a qualsiasi altro Atto avente forza di
legge. Per la “separazione del poteri” è compito del Parlamento di legiferare (il Governo ha
invece il potere Esecutivo) ma, in caso di URGENZA anche il Governo può emettere atti aventi
“forza di legge”. I Decreti legge e i Decreti legislativi.
3. Decreti Legge: il Governo di propria iniziativa per motivi di necessità emette tale atto, che
decade se entro 60 giorni non viene approvato dal parlamento.
4. Decreti legislativi: Traggono origine da una Delega del Parlamento al Governo con
preventiva determinazione dei principi e criteri direttivi che l’esecutivo è tenuto a seguire.
Oggi è molto più frequente il ricorso a questo secondo atto perché viene demandato all’Esecutivo
(Ministero delle Finanze) la determinazione di elementi principali del tributo ossia: i soggetti
passivi, il presupposto d’imposta, la determinazione delle aliquote, le eventuali Sanzioni, ecc.

Oltre le LEGGI ed i DECRETI previsti dalla Costituzione, altre fonti del Diritto tributario sono:
C. Le Leggi Regionali: le Regioni hanno competenza normativa limitata a tributi cosiddetti
propri e determinano aliquote e modalità applicative (vedi IRAP) avendo così

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un’autonomia Regionale (mentre per le Regioni a Statuto Speciale tale autonomia è
temperata)
D. Nel Diritto tributario NON è ammessa la Prassi Amministrativa: cioè quel susseguirsi di
azioni nel convincimento di agire secondo la legge,

ANAGRAFE TRIBUTARIA

Il FISCO allo scopo di accertare i tributi, raccoglie tutti i dati e tutte le informazioni utili
attraverso il Ministero dell’ Economia e delle Finanze.
Il Codice Fiscale è composto:
- per le persone fisiche, da 16 caratteri ( alfanumerici ) e deve essere richiesto all’Ufficio
Distrettuale delle Imposte Dirette
- per le società, cooperative ecc…, da 11 caratteri ( solo numeri ) ed in questo caso viene
richiesto al competente Ufficio IVA,

Deve essere indicato sulla dichiarazione dei Redditi, dell’IVA, selle fatture emesse, su atti da
registrare, sulle licenze ecc…, infatti è previsto su quasi tutti i modelli predisposti dal Ministero
ove il suo utilizzo è obbligatorio.

Eventuali errori ed omissioni comportano delle sanzioni .


N. B. = Dal 2007 tutti coloro che hanno la Partita Iva devono assolutamente evidenziare sulla
fattura sia la Partita Iva che il Codice Fiscale ( anche se dovesse essere uguale ).

NOZIONI DI IMPOSTE, TASSE E CONTRIBUTI

L’art. 53 della Costituzione sancisce il principio della Capacità Contributiva: “Tutti sono
tenuti a concorrere alle spese pubbliche in base alla propria capacità contributiva”:
Tale capacità contributiva assicura la maggior parte delle entrate per il Bilancio dello Stato.

Il Bilancio dello Stato è basato su Uscite e Entrate:


Le USCITE sono quelle spese che lo Stato affronta nella sua complessità: spese per la Difesa,
l’Ordine Pubblico, la Pubblica Istruzione, la Sanità, i Trasporti, Strade… ecc.
Le ENTRATE dello Stato possono essere di Diritto Privato e di Diritto Pubblico:

2. Le entrate di Diritto Privato sono quelle dettate da norme privatistiche. Per il loro
conseguimento lo Stato si pone su un piano di parità con il cittadino agendo egli stesso
come un soggetto privato (es. canoni di locazione su immobili di proprietà dello Stato,
concessioni di immobili del demanio a privati, ecc…ma soprattutto con il gratta e vinci,
lotto e lotterie, il bingo, ecc…)

3. Le entrate di Diritto Pubblico dove lo Stato esercita la sua potestà di Imperio: queste
entrate possono essere Extratributarie e Tributarie vere e proprie:
a) Le entrate Extratributarie sono le sanzioni, le multe, le ammende,
contravvenzioni.
b) Le entrate Tributarie sono le Imposte, le Tasse, i Contributi. (cioè i Tributi)
I TRIBUTI possono essere definiti: “Un trasferimento coattivo di ricchezza
dall’economia privata a quella pubblica”

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1) L’ imposta: al suo pagamento non corrisponde una correlazione con un’attività dell’Ente
Pubblico che però a sua volta assicura servizi generali che in quanto tali non sono né divisibili, né
individuabili. (Sanità, Ordine Pubblico, Difesa , Pubblica Istruzione, Trasporti, Strade ecc…)
Le imposte si dividono in:
c) Imposte Dirette: che colpiscono Direttamente il reddito del contribuente proprio nella sua
capacità contributiva ( es. IRPEF, IRES, IRAP, IMU, ecc…)
d) Imposte Indirette: che colpiscono la produzione ed il trasferimento di ricchezza (es. IVA ,
Bollo, Registro –,Imposte Ipotecarie e Catastali ecc…)

2) La tassa: al suo pagamento corrisponde un’immediata controprestazione da parte dello Stato,


in altre parole è un pagamento del contribuente in cambio di un servizio che egli ha richiesto (es.
Tosap – R.S.U. – Tasse Scolastiche – Tasse Universitarie ecc…)

Le tasse si dividono in:


d) Tasse amministrative: per ottenere autorizzazioni, certificazioni, ecc…
e) Tasse Industriali: per l’esercizio di attività di Impresa ( ma vi rientra anche quella per
servizi portali e telefonici)
f) Tasse giudiziarie: per attività giudiziarie (es. Giudizi Civili)

3) Il contributo: è un prelievo coattivo a carico di alcuni soggetti per il fatto che questi traggono
vantaggi da determinate situazioni (per opere di urbanizzazione L.10/1977 “ Bucalossi “, o per una
maggiore spesa dell’ente = Eurotassa ecc…)
- Il canone : corrispettivo per l’uso di beni appartenenti ad enti pubblici.

Le IMPOSTE (oltre ad essere Dirette o Indirette) possono anche essere così classificate:

Le Imposte secondo le modalità di calcolo si dividono in:


- Imp. sul Valore: (es: sul reddito, sul patrimonio, sul valore aggiunto) l’imponibile è costituito
dal valore monetario;
- Imp. sulla Quantità: (es: Kg. ettolitri, Kwt ecc…) l’imponibile è costituito da una quantità
fisica….(imposta di consumo);

Le imposte secondo i criteri di calcolo possono essere:


- Fisse: l’ammontare è stabilito in una somma fissa…(imposta di consumo);
- Proporzionali: (IVA, IRAP, ecc…) l’ammontare è determinato applicando all’imponibile
un’aliquota ( percentuale ) prestabilita che rimane fissa all’aumentare della base imponibile ;
- Progressive : (es: l’IRPEF) l’ammontare è determinato applicando all’imponibile percentuali
che crescono insieme allo stesso imponibile, per cui l’imposta aumenta in modo più che
proporzionale.

Le Imposte Dirette infine si dividono in:


- Imp. Reali : che tengono conto solo dell’evento. Le imposte si applicano sul valore del
bene o del reddito senza alcun riferimento al soggetto che le paga. (es: l’ IVA),
- Imp. Personali : che prendono in esame il soggetto e la sua effettiva capacità contributiva,
tenendo conto non solo del reddito, ma anche delle sue condizioni personali e familiari (IRPEF).

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LE RITENUTE ED I SOSTITUTI

Il contribuente è il soggetto passivo, ma il Fisco non si accontenta di individuare il soggetto


dell’Imposizione, anzi, per facilitare le riscossioni, individua spesso dei Garanti (cioè i
SOSTITUTI D’IMPOSTA).
In tal caso il Fisco designa un soggetto al quale il contribuente deve permettere di pagare una
somma per suo conto allo Stato.
Il sostituto è colui che per legge è tenuto a versare all’ ERARIO (le casse dello Stato) i tributi
dovuti dal soggetto sostituito.

Ritenuta d’Acconto: si tratta di un vero e proprio Acconto stabilito dalla legge che viene trattenuta
dal Garante ( Sostituto= spesso datore di lavoro) che mensilmente provvede al Versamento
all’erario.
Tale ritenuta verrà riportata in detrazione nella Denuncia dei redditi.

Ritenuta d’ Imposta: è una ritenuta pari all’intera imposta effettivamente dovuta. Effettuato tale
pagamento (per quella precisa operazione) cessano tutti gli obblighi del contribuente. Es: imposte
su interessi bancari, sui Bot ecc…

IMPOSTE DIRETTE

IRPEF ( Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)

Istituita con DpR 597/73, è regolamentata dal successivo T.U. 917/86 ed integrata nel 1989. E’
l’imposta principale del sistema impositivo diretto, proprio in attuazione dei principi co

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