Sei sulla pagina 1di 4

2.

1 Donna e Criminalità

La criminalità femminile è uno degli importanti fenomeni trasmessi dai

media e trattati nella ricerca accademica in ambiti importanti come la sociologia,

la criminologia, la psicologia e l’ antropologia.

La mutevole natura dei ruoli femminili nel sistema capitalistico istiga

sempre di più la donna ad immischiarsi in crimini violenti e vandalismo.

Storicamente, i criminologi hanno a lungo ignorato la criminalità femminile

ma attualmente la questione di Gender è diventata un tema centrale nella

criminologia e nella giustizia criminale.

Si crede che fino a qualche decade fa il crimine fosse prevalentemente un

fenomeno maschile così come l’intero mondo del crimine.

La questione della criminalità femminile era un fenomeno totalmente

trascurato. Nessuna attenzione veniva posta alla ricerca sul crimine femminile e

ciò ha portato ad avere scarsa quantità di materiale teorico che trattasse di tale

fenomeno.

“La criminalità femminile non è mai stata argomento di interesse, per la

difficoltà nel riconoscere nella figura della donna, femmina e madre,

l’aggressività e la violenza come caratteristiche non necessariamente

appartengono al sesso maschile, tanto è vero che nel passato le indagini di polizia

quasi escludevano a priori la mano di una donna o comunque, per mentalità ed

etica, venivano non considerate tra le prime ipotesi possibili di sospetto.”1

1
http://www.marilenacremaschini.it/la-criminalita-femminile/
Nell’era contemporanea tuttavia, l’attenzione alla criminalità femminile è

andata crescendo tra i lettori grazie alla natura di materiale pubblicato dai media.

Il numero di crimini commessi da donne è incrementato negli anni recenti a

causa delle discriminazione nella vita familiare e nell’ambiente lavorativo, dei

complessi stili di vita e dell’impatto dei media.

In generale, le teorie del comportamento criminale femminile sono state

sessualizzate, psicologizzate e sillogizzate. A partire dalla teoria biologica di

Lombroso (1898), elaborata nella teoria psicologica di Freud (1905, 1931, 1933) e

modernizzata nella teoria contemporanea che afferma che la libertà femminile ne

causi la criminalità, si è sviluppata una prospettiva teorica che afferma che la

criminalità femminile sia il prodotto della mascolinizzazione del comportamento

femminile.

Verso la fine del diciannovesimo secolo ( 1985) , Lombroso e

Ferrero2scrissero un libro chiamato The Female Offender.

Secondo Lombroso la “donna criminale” presenta le caratteristiche peggiori

della donna, quali l’inclinazione alla vendetta, la crudeltà, l’astuzia, e tratti tipici

maschili quali l’audacia, la propensione ai vizi, la forza fisica, seppur in misura

minore.”3

Le loro teorie erano basate sull’ “atavismo”. Il crimine nei maschi era una

caratteristica naturale mentre per le donne ciò è antietico per natura. Le donne che

non agivano seguendo questi standard predefiniti venivano dichiarate malate

patologiche che necessitavano trattamenti correttivi o addirittura dovevano essere

“eliminate”.

2
C. Lombroso, G. Ferrero, La donna delinquente, la prostituta e la donna normale, Torino,
Fratelli Bocca Editori, 1908.
3
http://www.marilenacremaschini.it/la-criminalita-femminile/
La tradizione intellettuale da cui la criminologia deriva dalla sua concezione

di questi sessi mantiene la stima o l'autonomia, l'intelligenza e la forza del

carattere maschile mentre disprezzano le donne per le loro debolezze di

conformità e passività. Le donne si conformano come figlie pure, obbedienti,

mogli e madri degli uomini e della società. Quelle donne che non lo sono, che

sono non conformi, possono essere semplicemente coloro che si impegna in

attività legate agli uomini.

I criminali femminili sono più "maschili" delle donne non criminali,

biologicamente, psicologicamente e socialmente. In termini psicologici sociali, il

comportamento criminale femminile è un concomitante inversione di ruolo (Weis,

1976).

Anche se, l’ eminente criminologo Otto Pollack ha indicato che la

criminalità femminile è un "crimine nascosto" (Chelik: 2008).

Le donne sono state da sempre percepite principalmente come oggetti

sessuali e dovrebbero rimanere nelle ideologie maschili dominate, come le

casalingo e le nutrici, che sono al secondo posto dopo gli uomini. Le donne che si

allontanavano dalla norma venivano severamente punite e private di qualsiasi

opportunità per spiegare le loro azioni.

Varie sono le teorie sul tema che sono state pubblicate nel corso degli anni.

Freda Adler in Sister in Crime: The Rise of the New Female Criminals ,

tratta la cosiddetta “Teoria della mascolinizzazione” secondo la quale lo sviluppo

della criminalità femminile dipenda esclusivamente dal comportamento maschile

che le donne assumono. Secondo la studiosa inoltre queste donne più forti sono

maggiormente coinvolte i crimini rispetto alle altre.


Rita J Simon in Women and Society (1976)4 ha invece trattato un'altra

teoria: la “Teoria dell’opportunità”. Il coinvolgimento delle donne in attività

criminali, secondo tale teoria, è aumentato quando maggiori e differenti

opportunità hanno cominciato ad esistere.

Altra importante teoria è quella avanzata da Meda-Chesney Lind nel 1986 in

Women and Crime: The Female Offender. Tale teoria, detta “Teoria della

Marginalizzazione” afferma che la marginalizzazione ( lavoro inadeguato,

stipendio inferiore, bassa posizione sociale ecc) di una donna influisca sull’

aumento di criminalità nella società contemporanea.

Infine la “Teoria della Cavalleria o Paternalismo”. Sostenuta da Thomas in

Sex and Societiy nel 1907 e successivamente riproposta da Otto Pollack nel 1950

in The Criminality of Women. “La “chivalry”nei confronti della donna, termine

che indica quell’atteggiamento che vuole giustificare sempre ed in un qualche

modo comunque rilevante, i comportamenti femminili soprattutto di stampo

criminoso.”5

A giorno d’oggi la criminalità femminile è un fenomeno sempre più presente e del

quale si sente parlare sempre più spesso, importante è però soffermarsi su uno dei risvolti

più forti che ha dalla fine del ventunesimo secolo:

4
Francis T. Cullen, Pamela Wilcox Encyclopedia of Criminological Theory, Volume 1
A SAGE reference publication
Encyclopedia of Criminological Theory p849.
5
http://www.marilenacremaschini.it/la-criminalita-femminile/