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Trovare la Serenità

di dr. Fabrizio Mardegan – Psicologo


Scrive per il più importante sito italiano per professionisti
medici, psicologi e dentisti: Medicitalia.it
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“Trovare la Serenità”
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INDICE

1 Fatti e riflessioni sulla serenità

2 Cause della mancanza di serenità

3 Cosa puoi fare?

4 Su di me
1 Fatti e riflessioni sulla serenità

Tutti aspiriamo ad avere la serenità, a sentirci sicuri, a sentirci bene


con noi stessi. Aspiriamo ad avere emozioni positive, a realizzare
noi stessi nel lavoro e nelle relazioni, prima di tutto nella vita di
coppia. Vogliamo avere entusiasmo e uno slancio positivo verso la
vita, divertirci e goderci la vita stessa.

Tuttavia l'infelicità e la mancanza di serenità nella società moderna


sono più o meno sottilmente presenti in tutti o quasi.

A questo proposito, una statistica dice che la maggior parte delle


persone lotta con sintomi quali bassa energia, mal di testa,
dipendenze, rabbia incontrollata, problemi di sonno, problemi in
amore, relazioni insoddisfacenti, gelosia ossessiva, tradimento,
insoddisfazione economica e lavorativa, problemi sessuali e altri
sintomi psicologici che includono dipendenze varie (da sostanze,
gioco di azzardo, da lavoro) problemi alimentari (sovrappeso,
anoressia, bulimia) ansia, panico e depressione.

Anche se cerchiamo di convincerci che va tutto bene, la realtà ci


dice che c'è quel sottile o profondo senso di sofferenza e dolore
esistenziale che ci accompagna sempre e che non ci permette di
essere realmente sereni e felici. Anche se siamo circondati da
abbondanza di cibo, oggetti, vestiti, case, amori, figli ecc.

Questo nei momenti migliori. In quelli peggiori questo si manifesta


in scontri drammatici e dolorosi con genitori, partner, datori di
lavoro, amici, estranei, enti ecc. e attraverso stati di
insoddisfazione, rabbia, stress, ansia, nervosismo, dolore, crisi
esistenziali, depressione.

Oppure con un senso di insoddisfazione generalizzato quotidiano e


costante a cui non si riesce a dare un nome, se non quello generico
di "noia" (ma in realtà è molto di più che semplice noia).

Nel migliore dei casi si vive in modo insoddisfacente con se stessi e


si vivono relazioni infelici perché basate su presupposti sbagliati.
Non primariamente per colpa propria ma perché questo non ci è
stato insegnato, soprattutto dalla scuola dell'obbligo.

Si arriva così ad un punto della propria vita nel quale si sente in


maniera ancora più forte di avere fallito. Che tutti i propri sogni,
progetti e quello che si pensava di poter fare non è avvenuto.

La delusione e disillusione in questi punti della propria vita è


terribile. Questo significato viene rappresentato in modo molto
efficace e commovente nel film “A proposito di Schmidt” con Jack
Nicholson.
2 Cause della mancanza di serenità

Le cause delle mancanza di serenità, come dice Arthur Janov, padre


della terapia primaria, sono principalmente il dolore emotivo
trasmesso di generazione in generazione da genitori a figli. E non
per mala fede, ma perché quel dolore è presente e si tramanda
nelle generazioni.

Che poi ci sia chi si comporta male, chi dovrebbe fare qualcosa e
quanto per questo dolore e chi non ci riesce veramente, questa è
una variabile molto complessa da definire.

Certamente una parte di responsabilità c'è non solo in chi si


comporta male anche in chi non fa abbastanza per cambiare o
migliorare una situazione di dolore.

In ogni caso, anche se non ci hai mai pensato, devi sapere che il
periodo dalla nascita, infanzia e adolescenza sono determinanti per
definire il proprio carattere e stato emotivo per tutto il resto della
vita. Sono dei periodi di straordinaria importanza in quanto in essi
avviene e si definisce lo sviluppo emotivo e fisico.

Addirittura si assorbono le emozioni materne ed esterne già da


quando si è nel ventre materno. I primi periodi di vita, minuti, ore,
giorni e settimane, costituiscono poi un forte imprinting a quella
che sarà la vita emotiva futura.

Il tipo di educazione, atmosfera famigliare e attaccamento emotivo


con in genitori (la qualità di un amore più o meno sano o malato)
nella fanciullezza e adolescenza, periodi critici e fondamentali,
fanno poi il resto.

A questo proposito allego sotto come esempio generale tra i tanti


un passo illuminante di Freud per rendere l'idea (tratto da "La
morale sessuale civile e il nervosismo moderno"):

"Una moglie nevrotica insoddisfatta del marito, è, come madre,


tenerissima e preoccupatissima verso il suo bambino sul quale
trasferisce il suo bisogno d'amore; e sveglia in lui la precocità
sessuale.

I cattivi rapporti tra i genitori, inoltre, eccitano la vita emotiva del


bambino e gli fanno sentire amore e odio in misura intensa, pur
essendo egli ancora in tenerissima età. ... questo conflitto a una
tale età contiene tutto quanto è necessario per determinare una
malattia nervosa che durerà per tutta la vita." (per i tempi moderni
sostituirei “malattia nervosa” con "stato nevrotico" che è quello poi
che riguarda a diversi livelli la maggior parte delle persone)

Un genitore, partner, insegnante, datore di lavoro, bullo, persona


che abusa del suo potere nei confronti di qualcuno in posizione di
minor potere (un figlio, un dipendente, un alunno, un pari età più
timido) si trova in questo "stato nevrotico".
Così come si troverà poi in modo diverso (soprattutto
interiorizzando il dolore e la rabbia degli altri) la vittima di tali
abusi.
3 Cosa si può fare?

Anche se molti dicono il contrario, cambiare e migliorare si può.

Ma come si fa?

Per fare un'analogia che renda l'idea: immagina un corpo debole e


ferito. Cosa è necessario fare intuitivamente per stare bene in
questo caso? Curare la ferita prima di tutto. E rinforzare il corpo
debole attraverso esercizio fisico, potenziamento muscolare ecc.

In psicologia funziona allo stesso modo solo che una ferita fisica e
un corpo debole si vedono subito. E si possono facilmente
prevedere le conseguenze se non si fa qualcosa per migliorare la
situazione. Le ferite e la fragilità emotiva sono invece più difficili da
vedere. Ed è più difficile prevedere le conseguenze che ci saranno
se non si agisce in merito.

Ma la cura è la stessa: curare le ferite emotive. E rinforzare. In


questo caso il carattere (con il rinforzo dell'autostima,
dell'assertività, della fiducia in se stessi ecc.). Questo non avviene a
livello razionale principalmente ma soprattutto a livello emotivo
profondo. E' necessaria una potente forza emotiva che sblocchi e
che rinforzi.

Un lavoro emotivo su se stessi è qualcosa che tutti dovrebbero fare.

Ne sono sicuro io e me lo ribadiscono sempre di più con il tempo le


persone che seguo nella mia professione. Lavoro emotivo non vuole
per forza dire il contatto con un professionista, tuttavia dalla mia
esperienza e conoscenza questo è solitamente imprescindibile. Fare
da soli senza essere uno psicologo è impossibile, questa è la mia
convinzione.

La società, soprattutto nei piccoli centri, bolla spesso come debole


chi si rivolge ad un professionista. Molti sono invischiati nella
convinzione che rivolgersi ad uno psicologo sia in qualche modo una
sconfitta. Sentono dentro che “devono farcela da soli”. Come da
bambini sentivano che “dovevano farcela da soli” a fare qualcosa
che è impossibile per un bambino: risolvere i problemi e il dolore
dei grandi.

Tuttavia prova a rispondere a questa domanda: se tu avessi


bisogno di un progetto per una casa faresti da solo o ti rivolgeresti
ad un architetto? Generalmente riconosceresti di non avere le
competenze in merito e che sarebbe impossibile “fare da solo”.
Anzi, sarebbe considerato "pazzo" chi volesse fare da solo nel
progettare la propria casa quando non ha le competenze per farlo.

Molte volte poi non si riconosce il disagio e si pensa erroneamente


che il problema sia il – la partner o i genitori che non ci capiscono, il
figlio che non va bene a scuola, il datore di lavoro che è un tiranno,
l'amico/a che li ha traditi ecc.

Certamente il comportamento scorretto, o troppo duro, o troppo


accondiscendente di un partner (o genitore o datore di lavoro)
contribuisce al malessere ma è la propria difficoltà emotiva ad
ottenere rispetto nella relazione o a lasciarne una di “malata” che fa
stare una persona rispettosa ed educata sotto le “grinfie” di un
carnefice narcisista (sia che esso sia partner, amico, datore di
lavoro).

O in una relazione che è insoddisfacente per l'eccessiva passività


del partner. Essere in una relazione con un una partner passivo – a
nasconde spesso la paura di essere abbandonati; si sta quindi con il
la partner passivo – a principalmente perché si sa che lui/lei non ci
abbandonerà o tradirà. Questo tipo di relazione sarà però
insoddisfacente e finirà lo stesso, se non fisicamente sicuramente
emotivamente.

Una relazione, amorosa e di altro tipo, non si forma mai per pura
casualità. Ci sono sempre dei motivi inconsci, delle vibrazioni
emotive e chimiche che spingono verso un determinato tipo di
persone.

E, più precisamente, verso persone che ci facciano rivivere stati


emotivi che, anche se negativi e di insicurezza, sono simili a quelli
che abbiamo vissuto in famiglia. O che permettano di evitare
completamente questi stati emotivi (come una persona che ha
vissuto con un genitore violento e che cerca l'esatto opposto nel-la
partner).

Spesso la mente mancando di consapevolezza cerca all'esterno e


nel presente le cause del malessere che provengono da dentro e
che hanno la loro origine nel passato.

Quindi l'errore veniale di un figlio o partner o dipendente fa


scaricare su di esso il peso di tanti errori e sofferenze per cui essi
non sono minimamente responsabili. Ad esempio un genitore che
punisce con una rabbia sproporzionata il figlio che ha fatto un
errore veniale come far cadere un bicchiere. Un partner che incolpa
l'altro partner e sfoga su di lui-lei la rabbia repressa che ha tenuto
dentro verso suo padre o sua madre. O un datore di lavoro che fa lo
stesso con un dipendente.

Il genitore o partner o datore di lavoro in quel momento si sente


legittimato dalla logica a prendersela con il figlio o partner o
dipendente per l'errore, solo che non si rende conto che sta
scaricando 80 su qualcosa che ha un peso 20. Quel 60 in eccesso fa
diventare il malcapitato di turno un vero e proprio capro espiatorio.

In famiglie disfunzionali il figlio diventa a tutti gli effetti un capro


espiatorio, o “paziente designato” proprio attraverso questo
meccanismo disfunzionale. A qualche livello nella tua vita ti è
sicuramente capitato di essere sia vittima che carnefice in questo
meccanismo. Quello che poi determina una sofferenza elevata è
l'intensità e la frequenza nella quale si è subito o messo in atto il
meccanismo stesso.

Quando si è convinti che la colpa del proprio disagio sia


esclusivamente di qualcuno del nostro presente si sentirà che
rivolgersi ad un professionista significherebbe ammettere di essere
“il problema”. Questa è una concezione molto limitata del tutto o
nulla quando c'è in atto in una relazione famigliare o sociale
un'aspra guerra per dimostrare che l'altro sia “il colpevole” o per
trovare il capro espiatorio quando questi non esiste (perché il
dolore deriva dal passato).

In psicologia la distinzione tra il benessere e il disagio è quindi più


sottile e difficile da cogliere. E spesso il senso di fallimento e/o di
colpa che ci si porta dietro da bambini per non essere “riusciti a
guarire la mamma o il papà”, porta a continuare inutilmente a
cercare di fare da soli o a cercare un capro espiatorio di una colpa
che non si sopporta.

Ritengo intelligenti, coraggiosi e portatori di un mondo migliore chi


fa un lavoro emotivo profondo su se stesso-a. Chi lo fa migliora se
stesso-a, la qualità della vita dei propri cari e dei figli in primis, la
società e il mondo nel quale vive. Questo non significa che lo debba
per forza fare con me o con un altro professionista.

Ci sono libri, corsi, consultori gratuiti. Chi è veramente motivato e si


impegna alla fine trova. Tuttavia la mia convinzione è che un lavoro
pieno ed efficace possa essere fatto solo con uno psicologo. Se
qualcuno mi smentisse con i fatti sono assolutamente pronto ed
entusiasta di conoscere queste storie.

Chi segue il percorso che propongo via skype (o telefono) quando


inizia a migliorare comincia a vedere più chiaramente quanto
stanno male e quanto soffrono le persone senza esserne
consapevoli. E mi dicono come tutti avrebbero bisogno di fare un
lavoro di quel tipo. Infatti crescere emotivamente porta anche a
cercare e ad avere bisogno di persone con emozioni altrettanto
sane nella società. Cosa che purtroppo è carente.

Grazie di aver letto questo breve scritto. Mi auguro che ti abbia


trasmesso della consapevolezza e della motivazione a migliorare te
stesso-a e il mondo nel quale viviamo. Se hai trovato interessanti
questi spunti e desideri approfondire fammi la tua domanda o
descrivi la tua situazione, clicca qui e ti risponderò solitamente in
un giorno lavorativo o prima (il contenuto rimane riservato).
4 Su di me:

Sono il Dott. Fabrizio Mardegan, psicologo, svolgo sessioni


psicologiche a distanza (online via skype-whatsapp o telefoniche)
con adulti in difficoltà nelle aree del vissuto personale, delle
relazioni e del lavoro.

Sono consapevole che ogni situazione ha una causa ed un effetto e


che tutti hanno nel profondo una parte buona e forte che può
essere stata inasprita ed indebolita dalla propria storia personale.

Offro a tutti la possibilità di usufruire di una sessione conoscitiva


gratuita. In essa ti sentirai subito a tuo agio a parlare di qualsiasi
cosa, anche di argomenti delicati solitamente considerati tabù. Ho
un’esperienza di più anni di percorsi psicologici a distanza.

Diverse ricerche hanno concluso che la consulenza online ha


un’efficacia pari se non superiore al colloquio nello studio del
professionista.

Svolgo singole consulenze e anche un percorso di crescita personale


di più sessioni per sciogliere i nodi che impediscono di stare bene
con se stessi, con gli altri e di raggiungere i propri obiettivi in
ambito lavorativo e relazionale.

Questo avviene con l’acquisizione di una nuova consapevolezza e


con l’espressione delle emozioni represse che causano il dolore, la
sofferenza e i vissuti di malessere personali e nell’attaccamento con
le altre persone.
Utilizzo inoltre metodologie di benessere che permettono di
rilassare rapidamente le tensioni e lo stress della vita quotidiana.
Potrai sperimentare nuove sensazioni di benessere già dalla prima
sessione che è conoscitiva e gratuita.

Baso il mio lavoro sulla comprensione psicologica profonda,


sull’intuizione e sull’utilizzo di tecniche emotive di auto aiuto
semplici ed efficaci che danno un ottimo impulso positivo alla vita
delle persone. Quando avrai imparato queste tecniche le potrai poi
utilizzare nella tua vita in qualsiasi situazione nella quale ne sentirai
il bisogno.

Ho scritto molti articoli per siti importanti come Medicitalia.it, il più


importante sito italiano per professionisti medici, dentisti e
psicologi. Diversi miei articoli sono stati selezionati per essere
inclusi nel sito del quotidiano La Stampa. Alcuni di essi sono stati
letti da 50000 a 100000 utenti. Sono stato anche incluso nelle
nominations per il premio “Specialista dell’Anno” di Medicitalia.it

Le sessioni psicologiche online sono svolte con la massima


professionalità, discrezione e umanità secondo le linee guida sulle
prestazioni psicologiche via internet dell’ordine degli psicologi
italiani delle consulenze online e telefoniche.

Sono consapevole che un percorso psicologico non sia sempre


affrontabile da tutti. Per questo, a fronte di un servizio di grande
qualità e professionalità, le tariffe sono contenute ed in linea con i
minimi tariffari suggeriti per la categoria.
Se mi contatterai stabiliremo assieme degli obiettivi di benessere
personale (autostima, credere in te stesso-a, capacità di affermare
te stesso-a, amore di se, accettazione, superamento di paure,
rinforzo della personalità, successo nel lavoro, successo in amore,
superare la fine della relazione, migliorare il rapporto con una
persona ecc.) e una scadenza. Il tutto sarà misurabile attraverso
una semplice classificazione numerica del punto di partenza e del
punto di arrivo desiderato.

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