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D A L 1 9 7 4 L A R I V I S TA C H E D I F F O N D E L A P S I C O L O G I A I N I TA L I A

MAGGIO-GIUGNO 2017 N. 261

N. 261 - € 5,00
MAGGIO-GIUGNO 2017
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Luca Mazzucchelli

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Cialdini parla
La comunicazione del suo nuovo libro
suggestiva Pre-suasione
di Jeffrey K. Zeig
Scuola: intervista a
Crisi, transizione Giacomo Stella
e trasformazione
I bambini autistici

SUASIONE
di Robert Dilts
ADOLESCENTI
Totò, Cialdini e i
principi di persuasione Nuovi compiti
a cura di educativi per gli adulti
Philip Zimbardo Gravidanze precoci

A trent’anni dalla pubblicazione di Le armi della


persuasione, Cialdini spiega come ottenere il massimo
da quella cruciale finestra di tempo che precede la
comunicazione di un messaggio importante: quel
“momento privilegiato di cambiamento” che prepara le
Come affrontare gli eventia vita
persone a essere ricettive a un messaggio prima ancora
di farne esperienza.
che sconvolgono la nostr

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post-traumatico da stress sviluppata dal National Center for PTSD, dello US Department of
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LUCA MAZZUCCHELLI

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Cesare Cornoldi, Franco Di Maria,
Santo Di Nuovo, Mauro Fornaro, Attribuzioni e diritti. Copertina: Enrico Albisetti, elaborazione grafica dell’Urlo di Edvard Munch; 11:
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2 MAGGIO-GIUGNO 2017
Cari lettori,

quante volte avete fatto i conti con eventi che mai avreste immaginato di dover af-
frontare e che vi hanno fatto provare un paralizzante senso di impotenza?
Una diagnosi inattesa, una sconfitta impensabile, una calamità naturale non pre-
vedibile, la fine di un rapporto lavorativo che pensavamo indiscutibile, la perdita di
qualcuno o di qualcosa che rappresentava per noi un punto di riferimento: quando
la vita mette in discussione la nostra prospettiva futura scivoliamo rapidamente in
“modalità emergenza”.
Davanti a questi eventi cambia il nostro modo di ragionare, di vederci nel vivo della
quotidianità, di pensare a noi e agli altri: le abitudini vengono sovvertite, l’attenzione
è catturata da nuovi bisogni e sentiamo un irrefrenabile bisogno di conferire un senso
a quanto ci sta accadendo.

Uno dei libri che più hanno segnato la mia gratitudine verso la psicologia è stato
Uno psicologo nei lager, dello psichiatra viennese Viktor Frankl, che sopravvisse a
quattro campi di concentramento nazisti, tra i quali Dachau e Auschwitz.
Una volta libero, Frankl condivise in questo testo le riflessioni maturate durante la
prigionia.
Tali riflessioni rappresentano un magistrale esempio di reazione adattiva alle situa-
zioni di emergenza che la vita può riservarci.
Frankl è sopravvissuto all’esperienza nazista non a causa della maggiore prestanza
fisica, ma per come utilizzava la propria mente: il suo umorismo dissacrante, la sua
capacità di produrre fantasie positive sul proprio futuro e soprattutto la sua continua
ricerca di dare un senso a quanto gli stava accadendo e al dolore che lo attanagliava.

Il numero di maggio-giugno di Psicologia contemporanea parla di emergenze e


delle diverse reazioni che quando ci troviamo in una situazione emergenziale pos-
siamo avere: dall’esperienza degli psicologi impegnati a fornire assistenza nei terre-
moti del centro Italia al lavoro degli psico-oncologi nell’assistere individui e famiglie
che affrontano diagnosi molto gravi; dalla gestione delle emozioni legate al ricordo
traumatico a come in queste situazioni limite sia possibile anche crescere e diven-
tare più forti di prima.

Ma Psicologia contemporanea, come di consueto, non vi parlerà solo di emer-


genze, perché non è pensabile impostare la nostra vita sempre e solo sulla gestione
dell’urgenza.
Il grosso del lavoro, infatti, va svolto quando calma e tranquillità ci consentono di
lavorare al meglio sulla nostra crescita. È questa condizione a permetterci di assimi-
lare nuove idee ed esercitarle in situazioni protette.
Questo è il compito più importante e urgente per tutti noi, un compito che purtrop-
po è tanto spesso sottovalutato e relegato in secondo piano.

Anche per lasciarvi adempiere a tale intento, vi invito alla lettura delle prossime
pagine della rivista e a seguirci sulla nostra pagina Facebook, dove troverete articoli
inediti e notizie di attualità commentate in chiave psicologica.

Buona lettura
Luca Mazzucchelli

Facebook “Luca Mazzucchelli”


Youtube “Parliamo di Psicologia”
Instagram luca.mazzucchelli

3
Sommario
6 Giacomo Stella
LUCA MAZZUCCHELLI INTERVISTA...
30 PSICOLOGIA DELLE EMOZIONI
DIEGO INGRASSIA
Gestire le emozioni
10 NOI E I NOSTRI FIGLI nelle emergenze
SILVIA VEGETTI FINZI
L’evento della maternità
12 IL CASO
32 Laumano
resilienza: quando l’essere
trae forza dalle sue sventure
Patrizia Meringolo, Moira Chiodini,
ANNA OLIVERIO FERRARIS
Giorgio Nardone
Madre e figlia rivali
38 PSICOLOGI A CONFRONTO
14 PSICOLOGIA E SOCIETÀ A CURA DI GERRY GRASSI
PHILIP ZIMBARDO Unicità ed eccezionalità
Totò, Cialdini La terapia a seduta singola
e i principi di persuasione Flavio Cannistrà
L’operatore di psicologia dell’emergenza
EMERGENZE Anna Maria Giannini

16 Terremoto e ferite dell’anima:


come affrontare le macerie emotive
Il contributo dell’EMDR quale terapia
44 PSICOSOLUZIONI
GIORGIO NARDONE
Le reazioni psichiche
evidence-based per l’elaborazione del trauma ai cataclismi
Isabel Fernandez

22 A tu per tu con un tumore


L’esperienza di Federico
Primo Gelati
46 Esigenze educative in adolescenza
ADOLESCENZA

Loredana Cirillo

28 IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE


UMBERTO GALIMBERTI
Droga 52 Ledellaadolescenti
maternità
e la sfida
Alessandra Salerno, Monica Tosto

4 MAGGIO-GIUGNO 2017
58 EFFICACIA PERSONALE 78 Dimmi che forma ha il tuo cervello
ANDREA GIULIODORI e ti dirò che personalità hai
Sei vittima di questa autoipnosi? 78 Dormire per dimenticare
79 Problem solving: le mani

60 Pre-suasione
PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE

Robert Cialdini parla del suo nuovo libro 80


aiutano il cervello

I MUSCOLI DELLA MENTE


PIETRO TRABUCCHI

62 FACEBOOK Il nostro destino è diventare


ZAUBEREI sempre più deboli e stupidi?
Derive di navigazione

64 Bambini con diagnosi di autismo:


PSICOLOGIA CLINICA 82 Comunicazione suggestiva
PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE

Jeffrey K. Zeig
fortezze vuote o custodi di una
lingua perduta? 84 SELF-HELP SCIENTIFICO
GENNARO ROMAGNOLI
Miriam Gandolfi
Buone abitudini e qualità della vita
70 CATTIVI PENSIERI
SILVIA BONINO 86 BRANDING E MARKETING
MARCO DE VEGLIA
Lo sguardo sessualizzato
sulle donne Cos’è il marketing?
88 VIVA/MENTE
72 L’IMPATTO DELLE TECNOLOGIE
GIORGIA KAPLAN
GIUSEPPE RIVA
Selfie, dunque sono Udite, udite, il capo è tornato
90 LIBRI E FILM PER LA MENTE

74 Crisi, transizione e trasformazione:


PSICOLOGIA E SOCIETÀ A CURA DI PAOLA A. SACCHETTI

PERSONE E LAVORO
strumenti per gestire il cambiamento 92
GUIDO SARCHIELLI
Robert Dilts
Non è tutto oro quel che luccica
NOTIZIE FLASH Come appariamo nel luogo di lavoro
A CURA DI ELETTRA PEZZICA
E PAOLA A. SACCHETTI 94 CINEMA
77 Mamme ipercoinvolte e ansia ROBERTO ESCOBAR
sociale nei bambini Arrival

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 5
Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
intervista...
Giacomo
Stella
Cari lettori di Psicologia
contemporanea, oggi parliamo
Giacomo, grazie per il tempo che ci dedichi oggi.

Grazie a voi.
di un argomento delicato,
che anima e appassiona molti Senti, la prima domanda è obbligatoria: perché hai
deciso di scrivere un libro sulla scuola?
di noi, spesso al centro di
polemiche, critiche, proposte,
L
a scuola è un posto cruciale per lo sviluppo dei
bambini, dei ragazzi, delle persone. Io mi occupo
riforme: la scuola. da sempre di psicologia dell’infanzia e dell’adole-
scenza, e in particolare di aree specifiche dello svilup-
Lo facciamo con Giacomo po, cioè l’apprendimento, l’intelligenza e il linguaggio:
come potevo non incrociare la scuola, tra i miei studi?
Stella, ordinario di Psicologia La scuola è il posto dove per sedici anni i nostri figli
crescono, questo vuol dire che per sedici anni affidia-
clinica nell’Università di mo a qualcun altro la loro formazione. La famiglia è im-
portante, certo, ma trovarsi male a scuola, venire presi
Modena e Reggio Emilia, in giro, sentire di subire delle ingiustizie da parte dei
docenti, ha delle ricadute sullo sviluppo psicologico.
e autore del libro Tutta Quindi, mi sono occupato di scuola perché, studiando
l’apprendimento, non potevo non imbattermi nel luogo
un’altra scuola! (Quella di oggi in cui questo si sviluppa principalmente: apprendimen-
to e educazione sono inseparabili.
ha i giorni contati), che a me è
piaciuto moltissimo Io nonn ho avuto un grande rapporto con la scuola, al-
meno nella prima parte della mia formazione. Il tuo libro
mi ha stimolato molte riflessioni riguardo a quella che
era la mia relazione con la scuola sia quando
quand ero stu-
stu-
dente, sia oggi che ho dei bambini
i i che vanno a scuola.
Tu, con la
a scuola, che tipo di rapporto hai avuto?
o?

6 MAGGIO-GIUGNO 2017
P
remetto: sono figlio di due insegnanti, una mae-

N
on ho una spiegazione né del perché andassi
stra e un insegnante di pianoforte. Ho avuto un male né del perché, improvvisamente, fossi di-
buon rapporto con la scuola, ma erano altri tem- ventato bravo. Forse l’unica spiegazione possi-
pi. Almeno fino alle medie ero considerato un bambino bile è che quell’anno cambiò l’insegnante e ne venne
distratto: non un bambino svogliato, neppure iperatti- una molto severa ma con la quale andavo d’accordo.
vo. Quindi dico sempre: esistono i distratti! Non so che Non so se questa è una spiegazione corretta, non vor-
cosa volesse dire, so solo che alla fine della settimana rei fare psicologismi, ma il punto è che sappiamo vera-
dovevo andare a casa con una nota del maestro ele- mente poco dei meccanismi dell’apprendimento. An-
mentare che comunicava ai miei genitori se ero stato che guardandoli soggettivamente, ti ripeto, non riesco
attento o meno. Nel primo caso vincevo il premio di a darmi una spiegazione precisa.
andare al cinema la domenica, sennò niente. Poi, alle
superiori, andavo bene e non so perché. Ho fatto ra-
gioneria, contro l’indicazione dei miei insegnanti delle Ricevere una formazione, un’istruzione, oggi è un
medie. Vengo da una famiglia molto numerosa – ero il privilegio. Nonostante questo, l’andare a scuola è
più grande di otto figli – e bisognava prendere solo di- percepito da molti bambini e ragazzi come uno sfor-
plomi. Il primo anno andavo malissimo in matematica, zo, un sacrificio. Perché tanti ragazzi non vanno vo-
per cui i miei genitori erano un po’ preoccupati. Non so lentieri a scuola?
perché andassi malissimo, mi mandarono a ripetizione
per cinque o sei lezioni ma poi l’insegnante disse che
neanche lì stavo attento. Dopodiché, dall’anno dopo,

I
o partirei da un altro punto di vista: oggi andare a
sono diventato il migliore della classe e all’esame di scuola non è più un privilegio. Bisogna andarci ob-
maturità sono stato l’unico a risolvere il compito di ma- bligatoriamente fino a 16 anni come minimo, mentre
tematica in modo corretto. quando andavo a scuola io, dopo la quinta elementa-
re la metà dei miei compagni smetteva. Quindi, a chi
ha nostalgia della scuola di una volta, dico sempre: la
Come ti spieghi il passaggio da migliore a peggiore scuola di una volta era per pochi. E soprattutto, per
della classe? moltissimi era l’“ascensore sociale”. L’ho visto anche
con i miei figli: nelle loro classi chi era che andava molto
bene? Qualche extracomunitario e qualche figlio di per-
sone dell’ex classe operaia, i quali avevano intuito che
la scuola poteva essere appunto un ascensore sociale.
Gli altri… per carità, non che non andassero bene, ma
avevano l’atteggiamento che dici tu: andare a scuola
non mi interessa, non mi piace. Questo è uno dei mo-
tivi che mi hanno spinto a scrivere il libro che hai citato.

❮❮La scuola di una volta era


per pochi, ed era una sorta
di ascensore sociale:
un modo per riscattare
le proprie origini
umili❯❯

GIA CONTEMPORANEA
PSICOLOGIA 7
Com’è possibile che la scuola non capisca che il prin-
cipio dell’apprendimento è la voglia di capire, di impa-
❮❮Oggi più di ieri, scuola
rare, di apprendere, di ragionare, di scoprire? La molla
dell’apprendimento è la curiosità. Senza rendere curiosi
e famiglia dovrebbero allearsi.
gli studenti non si riesce a insegnare, soprattutto al gior- Ma spesso ciò non accade❯❯
no d’oggi, quando le fonti di raccolta delle informazioni
sono a portata di click. Il mio collega Raffaele Simone
chiama questa conoscenza “irrelata”, cioè non correla- valori per paura di entrare in contrasto con le famiglie.
ta e quindi confusa. Vuoi sapere cos’è l’ulcera? Bene, Il valore del rispetto degli altri è fondamentale.
anche se sei un magazziniere accendi il telefono e guar- Oggi, più che in passato, è necessario che scuola e
di che cos’è l’ulcera e dopo pensi di saperti curare. Io, famiglia stipulino un’alleanza esplicita. Invece stiamo
invece, la chiamo proprio “conoscenza ignorante”, cioè andando nel senso opposto. Il fatto che ci siano dei
superficiale. Uno dei problemi della scuola è rifiutare que- genitori che aspettano fuori da scuola gli insegnanti
sto tipo di conoscenza. È qui l’errore: la scuola dovrebbe severi con i loro figli indica che alla scuola non viene
accettarla e trasformarla in conoscenza costruttiva. Se più riconosciuto un compito di educazione, ma solo di
la scuola la rifiuta, cosa succede? Che il ragazzo va a istruzione. Questo è sbagliato, perché non si possono
scuola malvolentieri, a casa non fa niente e poi tira giù da separare le due cose. Cioè, l’insegnante deve stabilire
Google delle cose “ignoranti”, per l’appunto, e resta igno- un contratto educativo in classe che tutti rispettano, e
rante. Quindi, la nuova sfida della scuola è pensarsi non prima di tutto deve rispettarlo lui stesso. Infatti, un do-
come il luogo in cui le informazioni “si passano”, ma co- cente non può offendere uno studente e poi pretende-
me il luogo nel quale le informazioni “si sistematizzano”. re che tutti rispettino gli altri, non può accettare che un
alunno faccia qualcosa che non dovrebbe fare perché
ha paura di lui o delle conseguenze. I docenti hanno il
A proposito del ruolo della scuola, qual è il suo com- compito di gestire il contratto educativo in classe, un
pito per favorire la crescita e lo sviluppo sani di un contratto di rispetto. La famiglia, invece, secondo me
ragazzo e in cosa si differenzia dal compito della fa- dovrebbe rinunciare un po’ all’atteggiamento iperpro-
miglia? tettivo che noi psicologi interpretiamo come un senso
di colpa per tutta una serie di latitanze e assenze.

U
na differenza importante riguarda il fatto che cia-
scuna famiglia ha i suoi valori, invece la scuola Chi troppo protegge, rischia anche un po’ di rende-
è una sede collettiva di comunità, di incrocio di re fragile?
valori. A scuola, quindi, bisogna diffondere un valore
“laico”, nel senso generale del termine, di rispetto dei
valori e delle differenze delle famiglie. Al tempo stesso,

C
erto, assolutamente, e soprattutto, come dire, io
però, la scuola non può rinunciare a trasmettere dei genitore vengo a difenderti davanti all’insegnan-
te, ma da cosa?

Nel tuo libro parli di sette nuove regole per la scuo-


la del futuro. Tra queste, dici, «niente più compiti a
casa». Da Facebook, una volta saputo che ti sta-
vamo intervistando, alcune nostre follower ci hanno
chiesto se questo vale anche per i compiti durante
le vacanze estive. Come mai, secondo te, non bi-
ebbe più dare compiti a casa durante l’an
sognerebbe l’anno
scolastico? E non andrebbero dati nemmeno duran-
te il periodo estivo?

D
ire che non bisogna dare i compiti a casa è in-
completo. Bisogna prima ricordare che io ritengo
comple
che la scuola debba essere a tempo pieno. Fino
a oggi abbiamo sempre avuto una delega alla fami- fami
glia da parte della scuola: a scuola si insegna, a casa
si impara. Non sono contrario ai compiti intesi come
esercizio, anzi, sono indispensabili, perché una rego-
la dell’apprendimento è esercitarsi. Ritengo, però, che Sono molti gli insegnanti che leggono la nostra ri-
vadano fatti a scuola, perché in questo modo l’inse- vista: hai un suggerimento da dar loro per svolgere
gnante può verificare se l’allievo ha capito, qualcun al- meglio il proprio lavoro in un contesto politico e so-
tro può aiutarlo, possono provarci insieme… Quindi, di- ciale che non facilita il cambiamento?
re «niente compiti a casa» è una rivoluzione, e in questa
rivoluzione ci sta anche «niente compiti per le vacan-

D
ze». Non servono: sappiamo benissimo che all’univer- unque, su questo sono d’accordo solo in par-
sità le materie per cui si ha interesse restano in memoria te. Che il contesto non faciliti il cambiamento
anche se non si praticano più, invece quelle studiate ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma la
per passare l’esame non restano. Quindi, il problema è scuola è anche una microcomunità nella quale ancora
complesso, ma lo slogan «niente compiti a casa» è effi- si può fare ciò che si vuole. Nel senso che quando un
cace, perché in genere i compiti a casa, tranne rari casi, insegnante entra in classe ha un’autonomia didattica:
li fanno i genitori – o Google. Tuttavia, «niente più com- può decidere di entusiasmare i propri alunni. Io sono
piti a casa» resta un po’ uno slogan: io piuttosto preve- vent’anni che vado in aula a insegnare le stesse cose,
do una comunità di apprendimento diversa. In questa però è sempre un’esperienza fantastica. Tra due setti-
comunità di apprendimento dev’esserci un “compatta- mane finisco il semestre di lezione e mi dispiace lasciare
mento delle materie”. Tu pensa: nella scuola superiore, i miei studenti perché ho stabilito con loro un’interazio-
ma anche nella secondaria inferiore, i ragazzi hanno un- ne sulla materia che insegno.
dici materie, quindi un docente vede un ragazzo magari Allora, un insegnante che si entusiasma lascia perde-
una o due ore alla settimana. Il compattamento delle re la riforma della scuola. Sarebbe meglio che le con-
materie prevede che, per esempio, una materia venga dizioni fossero diverse, ma alle condizioni attuali vorrei
fatta solo nel primo quadrimestre, raggruppando tutte dare agli insegnanti questo suggerimento: cercate di
le ore. Se per quella materia fossero previste, poniamo, vivere mille vite, ogni anno ricominciate, chiedetevi chi
cento ore, verrebbero fatte in tre mesi. avete davanti quando siete in aula, guardate in faccia
Vuoi la mia idea? Il buco nero della scuola italiana è la gli allievi e ponetevi sempre l’obiettivo di entusiasmarli.
scuola media: il principio di apprendimento non preve-
de che una persona possa stare a scuola sei ore. Uno
studente universitario non lo fa; perché dovrebbe farlo Sì, Platone diceva che l’apprendimento avviene «per
un ragazzino di 12 o 13 anni, tutto nella stessa mattina, via erotica», nel senso che bisogna essere bravi ad
con ore compresse? Eppure, quest’anno abbiamo pro- appassionare e incuriosire. Motivo per cui consiglio
posto a una scuola media di fare il tempo pieno, aveva- vivamente di leggere il tuo libro Tutta un’altra scuola!.
mo già l’accordo delle famiglie. Alla fine, dopo tre mesi Per concludere, ti viene in mente un film da suggerire
di lavoro di tipo organizzativo, educativo, di confronti ai nostri lettori che parli della scuola?
con gli insegnanti per cambiare le cose, la dirigenza
ha detto di no, perché cambiare questi meccanismi è

L
troppo complesso. e Petit Nicolas, di Laurent Tirard. È un film bellissi-
mo, che raccomando perché fa vedere, in modo
anche spiritoso, quali sono le difficoltà dei ragaz-
Volevo farti un’altra domanda che ci è arrivata da zini con la scuola.
Facebook: perché sempre più insegnanti si improv-
visano psicologi e gli psicologi non vengono assunti
o utilizzati nelle scuole?

A
llora, risponderei alla prima parte. Perché molti
insegnanti si improvvisano psicologi? In parte,
perché uno che non sa fare il suo mestiere cer-
Giacomo Stella
ca di fare quello dell’altro, ed è un ottimo modo per è professore ordinario di Psicologia clinica nell’Uni-
mischiare le carte e buttare fumo negli occhi. Sarebbe versità di Modena e Reggio Emilia. Fondatore dell’As-
sociazione Italiana Dislessia, è direttore scientifico
o importante, invece, essere un bravo insegnante
molto della rete di centri clinici SOS Dislessia per Diagnosi
di lettere, di matematica,
m di fisica, di chimica. Un nostro e Rieducazione dei DSA e di IRIDE, Istituto di Ricerca
sulla Dislessia Evolutiva. Per il suo impegno e il suo
collega che ha scritto un libro sull’ora di lezione sostie- contributo scientifico è considerato uno dei massimi
ne che ci sono dei docenti che interpretano il loro ruolo esperti sui temi della dislessia e dei DSA.
in modo tradizionale, altri che vogliono cercare di diven-
Tutta unÕaltra scuola!, Giunti, 128 pp., 10 €
tare amici degli studenti e per questo fanno confusione.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 9
N SOI LI V I AE I
V E G E T T I
N O S T R I
F I N Z I
F I G L I

L’evento
della maternità
Non è necessario diventare madri per
essere madri. Una cosa che le generazioni
più recenti dovrebbero ricordare e vivere
maggiormente dentro di sé, a cominciare
dal periodo della gravidanza

A
melia, mitica professoressa che ha fatto il Ses- e spesso ottenuto, di realizzare tutte le loro potenzialità
santotto, ha quattro deliziose nipoti, di età com-
sulla scena del mondo, non soltanto in casa e in fami-
presa tra i 26 e i 32 anni, ma nessuna di loro glia. In quell’atmosfera di progresso civile abbiamo sol-
contempla, nella propria impegnatissima vita, la pro- lecitato le nostre figlie a rendersi indipendenti, a studia-
spettiva materna. Una è ricercatrice universitaria, l’altra
re, a trovare un impiego soddisfacente e fare carriera.
farmacista, la terza è all’estero per uno stage, mentre La motivazione è stata così convincente da mettere in
la più grande otterrà tra poco un importante incarico ombra l’altra parte della femminilità, quella materna, rin-
manageriale. Solo quest’ultima, forse perché giunta alla viata sempre più in là, sino agli ultimi rintocchi dell’oro-
fine della scalata professionale, si sta interrogando sulla
logio biologico.
parte di sé rimasta in ombra. Secondo molti ginecologi, tra cui Carlo Flamigni, l’in-
Se il nostro Paese è agli ultimi posti nelle statistiche
cremento della sterilità, che comporta spesso il ricorso a
demografiche, non dipende certo da cattiva volontà. interventi di fecondazione medicalmente indotta, è do-
I motivi che disincentivano le nascite sono tanti (crisi vuto proprio a questo rischioso rinvio, in quanto, dai 35
economica, disoccupazione, precarietà, costo degli al- anni in poi, cala rapidamente il tasso di fecondità. Per
loggi, disintegrazione della famiglia), ma non sufficienti.
ovviare a tali inconvenienti si possono fare molte cose,
In fondo, anche in periodi più difficili, come nel primo ma, come psicologi, possiamo innanzitutto aiutare le
dopoguerra, le coppie non hanno rinunciato a mette- donne a recuperare pensieri e sentimenti materni. Peral-
re al mondo bambini. Dobbiamo dunque pensare che tro, è difficile preparare le adolescenti e le giovani donne
esistano anche motivazioni psicologiche, e proprio su a divenire madri in una cultura in cui questa dimensione
queste interrogarci. Benché non siano evidenti e misu- dell’esistenza trova ben poca considerazione.
rabili come quelle sociali, risultano tuttavia altrettanto In particolare la gravidanza è stata affidata alla ge-
determinanti. stione medica, che, con controlli continui,

❮❮ crea non poche ansie nelle pazienti. Do-


vrebbero vivere i nove mesi che le sepa-

D
alla seconda metà degli anni Set-
tanta, a opera del Movimento delle LA GRAVIDANZA rano dal parto con fiducia e speranza, ma
donne, è iniziata una profonda cri- non siamo più capaci di aspettare. Il loro
tica alla subordinazione femminile, attri-
NON VA AFFIDATA tempo è qui e ora, il resto non conta. In
buita soprattutto al maschilismo della fa- ALLA GESTIONE un clima di fretta e di impazienza la gravi-
miglia patriarcale. Per la prima volta nella MEDICA E BASTA danza non viene vissuta come un’espe-
storia dell’umanità tutte le donne, non so-
lo le più forti e privilegiate, hanno preteso,
❯❯ rienza di straordinaria intensità, ma come
un compito da eseguire in sordina, sen-

10 MAGGIO-GIUGNO 2017
za rinunciare nel frattempo ad altre priori-
tà. Un commento abbastanza frequente, ❮❮ blicato da Einaudi), di invitare le donne a
riannodare il dialogo tra loro, a mettere in
apparentemente lieve ma in realtà preoc- PER NOVE MESI, comune vissuti troppo presto affidati al si-
cupante, che capita di ascoltare è: «Ho lenzio e alla dimenticanza.
vissuto questi nove mesi come se niente
MADRE E FIGLIO
fosse». Ove il «niente» riguarda anche la PREPARANO IL
M
a, per non limitarmi alle esortazio-
consapevolezza profonda, la riflessione, LORO INCONTRO ni retoriche, mi sono messa in
l’immaginazione. Molte gestanti conti-
nuano a lavorare, viaggiare, uscire la se-
❯❯ gioco personalmente raccon-
tando, tramite la figura di Lena, la mia
ra, ballare, calzare tacchi a spillo, dimenti- prima gravidanza. La testimonianza è
cando che quanto sta avvenendo dentro di loro è molto quanto di più personale esista, ma al tempo stes-
più importante di quanto accade fuori. Sappiamo che so tocca temi, sentimenti ed emozioni universali
il cordone psichico che collega madre e feto svolge che ci riguardano nella misura in cui tutti nasciamo
una funzione fondamentale nello sviluppo di entrambi. figli. Ascoltando i ricordi di un’altra persona tornano
Nell’ultimo trimestre di gravidanza, il nascituro avverte alla mente i propri, e quella che era una “voce sola”
le tensioni, le emozioni, gli eventuali traumi vissuti dalla si trasforma quasi inavvertitamente in un coro. Non
madre, ma non è in grado, per l’immaturità del proprio importa che il mondo sia cambiato e che la maternità di
apparato psichico, di elaborarli da solo. Spetta allora oggi sia molto diversa da quella di ieri. Anzi, come scri-
alla mente della gestante provvedere, per entrambi, ad ve Winnicott: «Non dobbiamo pensare che la na-
ammortizzarne l’impatto. Sappiamo inoltre che quan- tura umana sia cambiata, ma cercare piuttosto
do l’attesa non rimane un tempo inerte o uno spazio l’eterno nell’effimero». Purché, come suggerisce
vuoto, ma è animata da prefigurazioni, fantasie, sogni e lo scrittore portoghese Josè Saramago nella
progetti, l’incontro madre-figlio, subito dopo la nascita, poesia Donne, le donne non spezzino il fi-
sarà più caldo, intenso e reciproco. lo rosso del dialogo che le unisce: «Se
non ci fossero le donne/ che parlano tra
❮❮È difficile preparare le loro/ gli uomini avrebbero già perso/ il
senso della casa e del pianeta».
giovani donne a diventare
madri, oggi che vi è scarsa
considerazione per questa
dimensione dell’esistenza❯❯

S
i tratta di un incontro determinante perché in quel
momento, prendendo tra le braccia e guardan-
do il suo bambino per la prima volta, la madre lo
riconosce figlio: un soggetto unico, originale, un capo-
lavoro che non avrà mai copie e che lei amerà in mo-
do incondizionato. Quell’attribuzione fonda la nostra
individualità, garantendo l’intima convinzione di essere
eguali solo a noi stessi. Sarebbe importante, fonda-
mentale, se la relazione originaria non fosse una sco-
perta successiva al parto, ma un’esperienza prepara-
ta, come avveniva in passato, attraverso una precoce
condivisione di emozioni, pensieri, parole e affetti tra
madre e figlio.
Ma perché le donne trovino le parole per dire ciò che
la cultura ha messo a tacere, occorre che riflettano in-
sieme, che insieme diano valore al loro potenziale ma-
terno. Non è necessario diventare madri per essere Silvia Vegetti Finzi,
psicologa clinica, psicoterapeuta
madri, è sempre possibile per una donna pensare e e scrittrice, già docente di Psicologia
agire maternamente. Per tutte queste ragioni e passioni dinamica nell’Università di Pavia,
ho cercato, scrivendo il libro L’ospite più atteso. Vive- collabora con il Corriere della Sera
ed è autrice di numerosi volumi.
re e rivivere le emozioni della maternità (appena pub-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 11
I LA N NCA AO LSI V OE R I O F E R R A R I S

rivali
Madre e figlia
rivali
Una figlia antagonista della madre mira
alla propria indipendenza. Una madre
antagonista della figlia invidia la giovinezza
che ha lÕimpressione le venga rubata

F
anny nutriva una sorta di avversione nei confronti infastiditi dalla presenza della figlia, quando la famiglia
di Irène, la figlia che aveva messo al mondo sol- si recava in vacanza al mare, lei e il marito scendeva-
tanto per compiacere il marito e che fin dalla na- no in un albergo di lusso, mentre Irène veniva allog-
scita aveva affidato alle cure della balia, non solo per giata con la governante in una modesta pensioncina.
l’allattamento ma per ogni altro aspetto della quotidia- Il fastidio di Fanny nei confronti della figlia e la lonta-
nità. Assidua frequentatrice di casinò e feste monda- nanza del padre, sempre in viaggio per affari, fecero di
ne che si protraevano fino alle prime ore dell’alba, per Irène una bambina infelice e solitaria. Per sua fortuna,
Fanny la nascita della bambina aveva rappresentato il possedeva un insolito talento per la scrittura che ne fe-
primo pericoloso segno di declino della propria fem- ce una delle romanziere più dotate del suo tempo. La
minilità. L’allattamento avrebbe sciupato il sofferenza causata dall’essere costante-
suo corpo e l’accettazione della maternità
avrebbe segnato il passaggio dalla condi- ❮❮ mente allontanata da una madre egocen-
trica alimentò nel suo cuore un risentimen-
zione di giovane donna ancora aperta alle LA RIVALITÀ TRA to nei confronti di Fanny che traspare in
avventure amorose a quella di madre le- modo evidente in alcuni dei suoi romanzi.
gata alle responsabilità della famiglia. An-
LA SCRITTRICE Come qualcuno avrà intuito, sto parlando
che in seguito, nel corso di tutta la vita, NÉMIROVSKY del rapporto fra Irène Némirovsky – nata a
Fanny cercò di dimenticarsi della figlia e E SUA MADRE Kiev nel 1903 e morta nel campo di stermi-
di farla dimenticare alle persone che fre-
quentava, soprattutto se di sesso ma-
❯❯ nio di Auschwitz nel 1942 – e sua madre,
nata a Odessa nel 1887 e morta nel proprio
schile. Al centro della sua esistenza c’era letto all’età di 102 anni. La figura di Fanny ci
il gioco della seduzione e del corteggiamento. Voleva rimanda alla matrigna di Biancaneve, dimostrando, tra
essere ammirata e desiderata. Trascorreva le giornate l’altro, come le favole antiche si ispirassero alla realtà. In
pensando alle toilette di lusso, ai trucchi, ai massaggi, entrambi i casi c’è una donna che preferisce annullare la
a intessere avventure con giovani aitanti, a spiare con figlia, piuttosto che vederla crescere, perché la crescita
angoscia le prime rughe nello specchio. della figlia va di pari passo con il proprio invecchiamen-
Per dimostrare a se stessa e al mondo di essere an- to. In entrambi i casi la gelosia dell’anziana nei confronti
cora nel fulgore della giovinezza si ostinava a voler ve- della giovane raggiunge punte estreme; tuttavia, con
dere in Irène, divenuta adolescente, un’eterna bambina. sfumature di minore intensità, la gelosia può manife-
La obbligava a vestirsi e a pettinarsi come una scola- starsi nel rapporto madre-figlia in momenti diversi e in
retta e nel dichiarare l’età della figlia ad amici e cono- direzioni opposte: da madre a figlia e da figlia a madre.
scenti le toglieva sempre alcuni anni. Per non essere

12 MAGGIO-GIUGNO 2017
C A S O
❮❮ Senza
elaborazione
del loro passato,
figlie che si sono

I L
sentite svalutate
dalla propria
madre possono
poi svalutare
le proprie
figlie❯❯

ciò che loro, non più giovanissime, stanno perdendo o

L
a bambina, dipendente dai genitori e con un corpo
ancora immaturo, guarda con ammirazione sua sono in procinto di perdere. In rivalità con la figlia, tut-
mamma, che ha tutte le caratteristiche fisiche del- ti i mezzi sono buoni per impedirle di accedere a uno
la femminilità ed è più indipendente di lei. Può provare status simile al loro. La figlia che avverte la rivalità della
della rivalità, ma sa che per il momento non ha le armi madre e si rende conto che, se reagisce, rischia di en-
per imporsi. Dal canto suo, la mamma può avvertire la trarvi in conflitto – o di “togliere” qualcosa alla mamma
rivalità della bambina nel rapporto edipico con il padre, che ama – può accettare lo status quo, sentirsi insicura
ma sa di essere in una posizione di forza. In questa fa- e perdere fiducia nella propria femminilità. Anni dopo, se
se della relazione i vantaggi sono piuttosto dalla parte nel frattempo non avrà preso coscienza delle dinamiche
della madre. psicologiche tra sé e la madre, potrà a sua
Con l’arrivo dell’adolescenza, la figlia
diventa più femminile nell’aspetto e più ❮❮ volta svalorizzare la propria figlia, in una
sorta di trasmissione transgenerazionale.
autonoma nei comportamenti. Ora i van- ALCUNE MADRI
taggi si spostano progressivamente ver-

A
nche una figlia adolescente può
so di lei. Ed è giusto che sia così. C’è un
NON TOLLERANO provare un sentimento di rivalità nei
passaggio di consegne che deve avere il CHE LA FIGLIA confronti di sua madre, però si trat-
suo corso. La madre che perde o perderà DIVENTI DONNA ta di una rivalità più sana di quella dell’an-
negli anni a venire una serie di atout deve
accettare, volente o nolente, il fiorire fisico ❯❯ ziana nei confronti della giovane. In questo
caso si tratta di una rivalità che la spinge
e psicologico di sua figlia. Se accetta che a crescere, a separarsi e a raggiungere la
cambi, che si sviluppi, che diventi anche lei una don- propria indipendenza. Se la figlia si rende conto che di-
na, sarà facile che quel po’ di invidia mista al rimpianto ventando donna e madre non danneggia colei che l’ha
per la propria giovinezza si trasformi in un sentimento messa al mondo e con cui ha un legame affettivo forte
di orgoglio. e profondo, può evolvere senza sensi di colpa, senza
Ci sono però delle madri che mal sopportano che la paura di fare dei torti o di causare sofferenza.
figlia si trasformi in una donna autonoma, con aspira-
zioni personali e una propria vita sentimentale e sessua-
le. Colgono ogni occasione per criticarla, sottolinearne Anna Oliverio Ferraris, blicato Chi manipola la tua mente? (Giunti,
limiti e difetti, notare le sue défaillance. Si comportano già ordinario di Psicologia dello sviluppo 2016, nuova edizione) e Piccoli bulli e
nell’Università di Roma, è scrittrice e cyberbulli crescono (BUR, 2017).
in modi seduttivi con gli spasimanti di lei, oppure li sva-
psicoterapeuta. Tra gli altri volumi, ha pub- www.facebook.com/annaferrarisoliverio
lutano. Non riescono ad accettare che la figlia possieda

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 13
P
P S
SP HII C
C O LL O
O O G G II A
A E E
I L I P Z I M B A R D O
S
S O C II E
O C E T
TÀÀ

TOTÒ, CIALDINI
E II PRINCIPI
E PRINCIPI
DI PERSUASIONE
Il contesto e la dinamica comunicazionale quanto ci influenzano,
inducendoci a fare cose che in un’altra situazione non faremmo?

« Permette? Cavaliere Ufficiale


Antonio Trevi».
Una semplice battuta, due atto-
ri, una situazione e, come spes-
so accade, un sistema che dirige
gli attori implicati nella situazione.
non mi ritroverei con un abbona-
mento da “pochi euro” al mese da
pagare per ventiquattro mesi!».
Due attori: tu e il venditore. Una
situazione: all’interno di una sta-
zione affollata, andando di corsa
Scene come quella della Fonta- per non perdere il treno. Un siste-
na di Trevi si ripetono, cambiano ma: il gestore di telefonia mobile
gli attori, cambiano il contesto e il che ha studiato dettagliatamen-
sistema che ne organizza e strut- te ogni elemento verbale e non
tura le dinamiche, ma l’obiettivo è verbale, la situazione ideale che
sempre lo stesso: dirigere il com- facilita l’attivazione di una risposta
portamento del povero ignaro di automatica, possibilmente con-
turno verso un obiettivo che non dita da un ulteriore elemento di
necessariamente porta vantaggi pressione psicologica: l’offerta in
all’ignaro passante, anzi. Spes- scadenza o per solo pochi utenti,
so gli automatismi si attivano in perché, ci ricorda Robert Cialdini,
particolari situazioni, per esempio quando si percepisce un ogget-
quando non abbiamo il tempo di to come scarsamente reperibile
analizzare i diversi aspetti positivi e aumenta la sua appetibilità, è così
negativi che una firma su un con- che funziona il principio di scarsità.
tratto può comportare. È così che
si attivano le euristiche di pensiero,
come delle scorciatoie che la no-
❮❮ altri, da altre vittime dello stesso
sistema, spinte dalle medesime
stra mente preferisce percorrere, Quando un oggetto motivazioni inconsce.
o è costretta a percorrere, giun- Ma il principio di scarsità è solo
gendo così con pochi passi verso è difficilmente uno dei principi di persuasione che
mete non sempre auspicabili. attiva la nostra risposta di acquie-
reperibile aumenta scenza, non è certo l’unico. Una

S
iamo in stazione, andiamo delle “armi” più potenti, come ha
di fretta, qualcuno ci offre la sua appetibilità dimostrato Stanley Milgram, è il
principio di autorità, che fa riferi-
un’allettante tariffa telefo-
nica, magari con smartphone in ❯❯ mento alla tendenza ad accon-
omaggio, pagando pochi euro discendere di fronte a figure che
ogni mese: una firma e il gioco è Ed eccoci alle tre di notte davanti rappresentano autorità legittime.
fatto. «Ah, se solo avessi letto più a un famoso negozio di tecnolo- Nel noto esperimento del colle-
attentamente, prima di firmare», gia a fare la fila prima che il nostro ga dell’Università di Yale ben due
«Se avessi chiesto qualche infor- adorato nuovo smartphone da persone su tre fornivano scariche
mazione in più, forse a quest’ora soli 899 euro venga comperato da elettriche fino a 450 V a degli sco-

14 MAGGIO-GIUGNO 2017
S O C I E TÀ
nosciuti solo perché una persona subalterni, per cui risulta automati- alle richieste del sistema in modo
– un attore nei panni del professo- co identificare in un personaggio la nefasto, ma anche che alcuni di
re di Yale – diceva a un soggetto di vittima, in quanto tutti siamo stati loro ne sovvertono addirittura gli
andare avanti con le scariche «dato coinvolti in situazioni simili alme- obiettivi, andando controcorrente
che l’esperimento lo prevedeva», no una volta nella vita: nei rapporti e spesso dimostrandosi eroi. Ov-
e il 65% della gente rispondeva al bambino-adulto, adolescente-ge- viamente, anche in questo caso il
precetto che «Befehl ist Befehl», nitore, alunno-insegnante, dipen- sistema può fornire gli strumenti e
cioè «un ordine è un ordine», di- dente-capo. creare la scenografia ideale per at-
sobbedendo al precetto morale tivare sceneggiature positive nella

Q
che avrebbe salvato vite umane. uesto aspetto mi ricorda vita quotidiana, formando soggetti
Nell’esperimento di Yale, l’autori- il rovescio della medaglia pronti ad attivare condotte eroi-

E
tà è comunicata non solo attraver- della banalità del male a che, anziché criminali o riprovevoli.
so la presenza fisica del professore cui io stesso faccio riferimento nel Questo è uno degli obiettivi che mi
(attore) che impartisce gli ordini, mio progetto “Heroic Imagination”, sono prefisso e di cui vi parlerò in

P S I C O L O G I A
ma dallo stesso contesto, cioè di cui vi parlerò in seguito. Se è un prossimo articolo.
all’interno di un’autorevole univer- vero che esistono situazioni e si- Dobbiamo ricordarci che spes-
so, quando valutiamo un compor-
tamento, siamo vittima di quello
che Fritz Heider definisce “errore
fondamentale di attribuzione”, os-
sia quella tendenza a sopravvalu-
tare la responsabilità individuale e
a sottovalutare le cause ambientali
nell’attribuzione causale di un fe-
nomeno. Se è vero che l’individuo
agisce in funzione delle persona-
li ambizioni e motivazioni, spesso
dettate dalla cultura e dalla casua-
lità, è vero anche che, per esem-
pio, quanto più è immorale
la cultura in cui la persona si trovi
ad agire, maggiori sono le possibi-
lità che in presenza di talune circo-
stanze, situazionali e sistemiche,
ella agisca in maniera immorale. È
giunto il momento di invertire que-
sta tendenza e stimolare maggior-
mente le condotte eroiche attra-
verso opportuni percorsi
sità americana. E su questi pre-
supposti si è basato, con grande
❮❮ informativi e formativi.

stile e originalità, il collega Salvato- Totò si è Traduzione dall’inglese


re Cianciabella, non solo citando di salvaTore CianCiabella.
come degli esempi alcuni sketch spesso confrontato
tra i più noti del panorama cinema-
tografico italiano, ma anche stu- con figure che Riferimenti bibliografici
diando la natura del personaggio
di Totò e rintracciando le basi delle incarnavano l’autorità Cialdini R. B. (2005), Le armi della persuasione. Come e
perché si finisce col dire di sì (trad. it.), Giunti, Firenze.
CianCiaBella S. (2014), Siamo uomini e caporali. Psi-
dinamiche presenti nel mondo del-
la clownerie che, ancora una volta, ❯❯ cologia della disobbedienza, Franco Angeli, Milano,
www.siamouominiecaporali.it.
richiamano il rapporto di autorità. ZimBaRdo P. (2008), L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?
(trad. it.), Raffaello Cortina Editore, Milano.
È noto, infatti, che nella tradizio- stemi che inducono e indirizzano
ne circense le coppie di clown, il comportamento verso condot- Philip George Zimbardo,
ma anche di comici che appunto te riprovevoli, è pur vero non solo professore emerito all’Università di Stanford, è uno
psicologo statunitense notissimo. Tra i suoi ultimi libri,
lavorino insieme, rappresentano le che non tutti i soggetti sono egual-
Il bambino timido (con S. L. Radl, trad. it. Erickson, 2008).
classiche dinamiche fra autorità e mente suscettibili a rispondere

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 15
EMERGENZE
Isabel Fernandez

Terremoto e
ferite dell’anima:
come affrontare le
macerie emotive
Il contributo dell’EMDR quale terapia
evidence-based per l’elaborazione del trauma

IL CE
IL CENT
NTRO
RO ITA
ITALIA
LIA HA RIPET
HA RIP ETUT
UTAM
AMEN
ENTE
TE SU
SUBIT
BITO
O
EVENTI SISMICI CHE HANNO MODIF
ICATO SENZA
SOSTA IL GRADO DI VITTIMIZZAZIONE
DELLE
POPOLAZIONI COINVOLTE: LA GENT
E DIVENTAVA
UNA NUOVA VITTIMA, O TORNAVA A
ESSERE
VITTIMA. L’ASSENZA DI UN PERIODO
PROLUNGATO DI SICUREZZA DOPO
IL TRAUMA
IMPEDISCE CHE L’EVENTO CRITICO
ORIGINARIO
SI CONSOLIDI NELLA MEMORIA. UN
PROBLEMA
CHE PUÒ ESSERE AFFRONTATO CO
N LA TECNICA
DELL’EMDR

16 MAGGIO-GIUGNO 2017
I
n questo mondo sicuro, prevedibi- LE REAZIONI
le, controllabile non può accadere
Intrusivitˆ:
Intrus flashback
ività: flash back
nulla di male. Siamo convinti che risen-
non è possibile che accada qual- Per esempio, rivedere i muri della casa crollare davanti agli occhi,
cosa di brutto a una brava perso- tire le urla, il boato ecc.
menti,
na: non se lo meriterebbe. Per non Evitamento: vano tentativo di scansare pensieri, senti
parlare, poi, di una sventura che si percezioni correlati al trauma
crollo, non
abbattesse su un’intera popolazio- Non riuscire a tornare nella zona in cui si è stati vittime del
riuscire a parlare con le persone che erano presen ti.
ne, colpendo anche bambini, an-
nze
ziani, donne e disabili. Certo, talvol- Umore depresso e/o pensieri persistenti e negativi. Crede
ta, purtroppo, accadono disgrazie, e aspettative negative su di sé o sul mond o
«Non vado
ma dall’altra parte del mondo, non Iniziare ad avere pensieri negativi su di sé e/o sul mondo:
a noi. Ahimè, la recente storia del bene», «Il mondo è totalmente pericoloso».
ripor-
Centro Italia dal 24 agosto a oggi Senso di colpa per essere sopravvissuti o per non avere
ci ha dimostrato, ancora una volta, tato danni fisici e/o a proprie cose
lutti in fa-
che non è così. Più di 50000 scos- Sentirsi in colpa nei confronti delle persone che hanno avuto
se dal 24 agosto 2016 al 2 febbraio miglia e non riuscire a capirne il perché.
2017; 298 morti e 17000 sfollati. I Persistenti emozioni negative correlate al trauma
disastri son tali perché spesso non tempo
Provare paura, orrore, rabbia, colpa, vergogna anche per molto
sono prevedibili. Tutti noi ne siamo e quando la situazione sembra migliorare.
potenziali vittime, non siamo noi a ad addor-
Difficoltà nel dormire e/o nell’alimentazione: fatica
scegliere di vivere una tale emer- , cioè
mentarsi, risvegli e incubi frequenti, oppure ipersonnia
genza, è lei che sceglie noi senza
dormire molte più ore
preavviso, negoziazioni e senza pranzare o
Svegliarsi di notte bagnati di sudore freddo, dimenticarsi di
chiederci il permesso di sconvolge-
cenare.
re le nostre esistenze (Fernandez et denza
al., 2011). Interesse marcatamente diminuito per attività in prece
piacevoli
sociazione
Non far più telefonate agli amici, non recarsi alle riunioni dell’as
dei soccorsi, non guardare la televisione ecc.

PSICOLOGIA
DELL’EMERGENZA

A
ttualmente, nelle conside-
razioni sui contesti d’emer-
genza si inserisce in modo
sempre più capillare il contributo
della psicologia, sia come scien-
za che come intervento clinico. La
neonata psicologia dellÕemergenza,
in quanto scienza studia le reazio-
ni emotive, comportamentali e co-
gnitive delle vittime, degli operatori
dell’emergenza e dell’intera comu-
nità colpita da un disastro. In quan-
to intervento clinico nel contesto dei
disastri, si dispiega essenzialmente
in due settori egualmente preziosi:
la prevenzione dello sviluppo di di-
sturbi psicologici a medio e lungo
termine, e la cura e terapia dei sin-
tomi legati allo stress post-trauma-
tico, in fase acuta e cronica.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 17
EMERGENZE
c. Vittime di III tipo: i soccorritori,

S
econdo gli istituti scientifici Gli stessi operatori del soccorso, ol-
internazionali che si occupa- operatori dell’emergenza/urgenza. tre a essere vittime di III tipo, talvol-
no di sanità e di situazioni di d. Vittime di IV tipo: la comunità ta sono anche terremotati, e quin-
emergenza (NIMH, NICE, EFPA), coinvolta nel disastro. di vittime “primarie” e “secondarie”
queste reazioni acute hanno un ef- e. Vittime di V tipo: chi, per carat- del disastro naturale. Ciò comporta
fetto anche a lungo termine nell’am- teristiche pre-critiche, può reagire un senso di profonda allerta e insta-
bito della salute sia fisica che men- sviluppando un disturbo psicolo- bilità. La mancanza di un periodo
tale. Pertanto, l’assenza o il ritardo gico a breve o a lungo termine. di sicurezza post-traumatico, data
nel fornire un’assistenza psicologi- f. Vittime di VI tipo: chi avrebbe po- dalla continuità dei movimenti tel-
ca a tutte le persone esposte a un tuto essere una vittima del I tipo lurici, impedisce il consolidamen-
disastro o a un evento critico non o chi si sente coinvolto per motivi to nella memoria dell’evento critico
sono giustificati ed equivarrebbero indiretti. originario, a causa degli inarrestabili
a ignorarne i bisogni. eventi stressanti con informazioni,
I destinatari di questo intervento La popolazione del Centro Italia sensazioni ed emozioni analoghe a
psicologico sono vittime di diverso ha subito in diversi momenti scosse quelle dell’evento originario, che al-
grado: telluriche tali da modificare di conti- la memoria traumatica stato-dipen-
a. Vittime di I tipo: chi direttamente nuo il grado di vittimizzazione delle dente non permettono di essere in-
subisce l’impatto dell’evento. persone. In molte situazioni, in luo- tegrata e consolidata.
b. Vittime di II tipo: parenti o perso- ghi diversi, la gente diventava una Molti studi legati allo stress post-
ne care dei defunti o dei superstiti. nuova vittima, o ridiventava vittima. traumatico evidenziano anche dal
punto di vista neurobiologico che è
il ricordo dell’evento (in questo ca-
❝Molti studi evidenziano anche sotto so, sismico) a continuare a elicitare,
cioè a tirar fuori, un disagio signifi-
il profilo neurobiologico che è il ricordo cativo. Come affermato da Van der
del terremoto a continuare a far Kolk et al. (1996), «Le esperienze
sono tradotte in ricordi fisici imma-
emergere un disagio significativo❞ gazzinati. Quello che crea disagio

Soccorritori al lavoro tra le macerie del sisma di Amatrice (RI).

18 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
nel PTSD [Disturbo da Stress Post- Questo approccio, diversamen- dogeno o esogeno nella situazione
Traumatico] non è l’esperienza in te da altri orientamenti psicotera- critica riporta e riapre una connes-
sé, ma il suo ricordo […] i ricordi peutici, non richiede che i pazienti sione con quei frammenti sensoria-
evolvono e cambiano, sono sotto- parlino dell’“intollerabile” o spieghi- li ed emotivi assopiti anche venti o
posti, cioè, ad un lungo processo no al terapeuta perché si sentono trent’anni addietro. Il motivo della
di integrazione e reinterpretazione, tanto angosciati. In situazioni emer- connessione risiede nella similari-
che avviene in modo automatico genziali, o eventi critici, i traumi non tà di schema ed emotività, giocata
nel cervello/mente, senza interven- elaborati – o solo parzialmente ela- nella situazione traumatica più re-
to alcuno da parte del Sé Conscio. borati – spesso sono soggetti all’ef- cente. Nelle maxi-emergenze, come
Una volta completata l’elaborazio- fetto elastico: un nuovo stimolo en- il sisma nel Centro Italia del 2016,
ne, l’esperienza si integra con gli al-
tri eventi di vita e smette di avere ❝La tecnica EMDR non chiede
vita propria».
ai pazienti di parlare del senso
di insopportabilità avvertito o del
PSICOEDUCAZIONE
E EMDR perché si sentano così angosciati❞
Cosa si può fare
I
n che modo aiutare le persone in
un contesto così articolato e com-
plesso? Attraverso utili consigli Saper riconoscere le proprie reazioni emotive e le difficoltà che si posso-
psicoeducativi, come, per esem- no avere durante e dopo l’esposizione all’evento traumatico.
pio, quelli riportati nel box qui a
Non negare i propri sentimenti, ma ricordarsi che sono normali: tutti pos-
fianco.
sono avere delle reazioni emotive dopo un terremoto devastante.
Non solo. Per aiutare le persone
a recuperare un nuovo equilibrio bi- Saper monitorare le proprie reazioni fisiche ed emotive, riconoscendo
i
sogna concentrarsi sulla rielabora- propri sistemi di attivazione.
zione dei ricordi traumatici; in tale Ricordarsi che non si è soli, ma inseriti in un sistema e in un’organizza-
direzione, l’EMDR (Eye Movement zione che possono sostenere e aiutare pure emotivamente e psicolo
gi-
Desensitization and Reprocessing) camente.
ha dato una risposta tempestiva, Osservare il proprio stato emozionale senza giudicarsi.
puntuale ed efficace a seguito del Parlare degli eventi critici aiutandosi a scaricare la tensione emotiva.
terremoto nel Centro Italia. Con
Rispettare le reazioni emotive degli altri, anche quando sono comple
l’EMDR si aiuta il cervello ad attu- ta-
mente differenti e poco comprensibili dal proprio punto di vista.
are questo processo naturale di
“rielaborazione adattiva dell’infor- Cercare di ristabilire il prima possibile i contatti con persone, luoghi
e si-
mazione” facendo sì che l’informa- tuazioni della propria vita e ripristinare una routine quotidiana che sia
in
zione disfunzionale immagazzinata qualche modo prevedibile.
in frammenti sensoriali ed emotivi si Chiedere aiuto a persone di fiducia o a chi è coinvolto nei soccorsi,
sce-
colleghi con la rete adattiva dell’in- gliendo possibilmente chi trasmette un maggior senso di familiarità
e di
formazione e permettendo, quindi, sicurezza.
il riconsolidamento dell’informazio- Prendersi dei tempi di recupero, ascoltare i bisogni e prendere le distanz
e
ne, la desensibilizzazione, l’integra- dall’evento o dalle attività a esso correlate (dormire, riposarsi, pensar
e, pian-
zione del ricordo, la riorganizzazio- gere, stare con i propri cari ecc.).
ne del Sé, il ristabilimento del senso Tutelare il proprio equilibrio emotivo accedendo ai sistemi di suppo
di padronanza, arrivando a un sen- rto
offerti. Parlare con un esperto di reazioni post-traumatiche che possie
so di completamento e di controllo. da
informazioni sulle reazioni specifiche può favorire e accelerare il tempo
L’EMDR è un approccio evidence- di
risoluzione delle reazioni stesse.
based per il Disturbo da Stress Po- Accedere, quando e se è possibile, al supporto psicologico orientato
st-Traumatico, che l’Organizzazione alla
rielaborazione delle reazioni traumatiche conseguenti all’evento.
Mondiale della Sanità ha ricono-
Limitare l’utilizzo dei media a pochi momenti della giornata. Le person
sciuto nel 2013 come uno dei trat- e
esposte a un evento critico hanno il naturale bisogno di dare un signifi-
tamenti con comprovata validità
cato all’accaduto e per questo passano molto tempo a ricercare notizie
per la cura del trauma e dei distur- ;
occorre però proteggersi da un’esposizione eccessiva.
bi a esso correlati (Tol et al., 2013).

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 19
EMERGENZE

Pernottamento in una tenda di soccorso dopo il terremoto


a Montereale (AQ) del gennaio 2017.

capita spesso
capita spesso che
che l’evento
l’evento critico
critico
attuale risvegli i frammenti dei “ter-
❝Per
Per le vittime di disastri naturali ci sono
remoti passati”. L’approccio con anche interventi di gruppo preposti
l’EMDR ci offre una possibilità con-
creta di intervenire subito, preven-
a un’autostimolazione collettiva: per
tivamente, per la rielaborazione di esempio, l’“abbraccio della farfalla”
un trauma individuale e collettivo,
rompendo così la catena di ferite
o l’EMDR di Gruppo❞
transgenerazionali, e di liberare l’ani-
ma dalle macerie del presente, lega- psicoeducativi per target focaliz- risorse, avevano sperimentato una
te alla perdita di persone care, della zati (popolazione, genitori e mae- modalità d’intervento gruppale con
quotidianità normale e dei punti di stri o professori), o Critical Incident un’autostimolazione, il cosiddetto
riferimento. Stress Orientation (CISO); nell’out “abbraccio della farfalla”. Nel tem-
reaching (ossia il “raggiungimento”, po si è visto che l’EMDR-IGTP era
grazie al quale gli psicoterapeuti vo- adatto anche con i gruppi di adulti,
IGTP: EMDR DI GRUPPO lontari si recano nel luogo in cui so- sia nella sua forma originaria che in
no presenti le vittime, come le ten- quella di successivi adattamenti in
dopoli o i domicili privati). circostanze specifiche.

L
e tecniche, le metodologie e
gli strumenti utilizzati nella fa- Nelle scuole e per i soccorritori, o Durante i vari interventi è stata
se di peri-emergenza – cioè per gruppi di altri status, l’interven- somministrata una testistica, sia
prossima a quest’ultima, da qual- to psicologico si è strutturato im- prima che dopo il supporto psi-
che giorno a un mese dall’evento – piegando il protocollo dell’EMDR coterapeutico EMDR, per valuta-
sono consistiti nel Triage (smista- di Gruppo, meglio conosciuto co- re una serie di fattori chiave dello
mento) Psicologico, come da De- me “Integrative Group Treatment stress post-traumatico. Fra i vari
creto Ministeriale del 2006 sui criteri Protocol-IGTP” (Artigas et al., test, sono stati utilizzati: IES (ver-
di massima degli interventi di gene- 2009), ideato nel 1997 a seguito di sione adulti e versione bambini),
re psicosociale da attuare in caso di un uragano in Messico. Queste col- Questionario sulle Esperienze Dis-
catastrofi ed emergenze; nei collo- leghe si erano ritrovate ad assiste- sociative Peri-Traumatiche, Termo-
qui individuali rivolti alla popolazio- re psicologicamente, da sole, circa metro delle Emozioni, IPPA, RQ,
ne (da 1 a 6 sedute); negli incontri 100 bambini. Data la mancanza di SDQ5, DSRS, BDI, Security Scale

20 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
ecc. Dalle prime analisi si conferma zie alla disponibilitˆ
disponibilità di 176 psico- stegno alla popolazione. Sempre
quanto osservato alla fine dei collo- terapeuti EMDR, 3 operatori logi- nella formula volontaria e gratuita,
qui individuali o di gruppo: le perso- stici, 1 responsabile dell’intervento e con la richiesta dei Comuni, dei
ne dopo il trattamento EMDR stan- emergenziale. Tutti questi interventi presidi scolastici, della Protezione
no meglio, lo si legge nei loro visi sono stati svolti a livello umanitario Civile dell’Umbria, e di altri enti, di
più distesi, in qualche timido sorriso grazie al tempo, alla professionalità Norcia, Amatrice, Camerino, Tera-
ritrovato, e ce lo conferma la testi- e all’umanità degli psicoterapeuti, mo, Fermo o Amandola.
stica sullo stress post-traumatico, che hanno donato le loro compe-
che evidenzia un calo di sintoma- tenze per aiutare la popolazione a
Riferimenti bibliografici
tologia significativo. uscire dalle macerie emotive.
Complessivamente, nel perio- «Per ogni fine c’è un nuovo inizio» ArtigA
rtigAs L., JArero i., ALcALá N., López t. (2009), «The
EMDR Integrative Group Treatment Protocol (IGTP)». In
do tra il 26 agosto e il 15 dicem- (Il piccolo principe, riecheggiato dal M. Luber (Ed.), EMDR: Basics and special situations,
bre dello scorso anno, nei territori Terzani di La fine • il mio inizio). Do- Springer, New York.
colpiti di Amatrice, Amandola, Nor- po le ulteriori scosse di metà gen- FerNA
erNANNdez i., MAsLov
ovAAric g., gALvAgNi M. v. (2011), Traumi
psicologici, ferite dell’anima. Il contributo della te-
cia, la Val Norcina e il perugino, Fer- naio e l’aggravarsi della situazione rapia con EMDR, Liguori, Napoli.
mo e Teramo, sono stati supportati meteo, sono partite nuove missioni shApiro F., Forrest M. (1997), EMDR: The breakthrough
therapy for overcoming anxiety, stress and trauma,
circa 1165 adulti e 698 studenti di umanitarie nel Centro Italia e altre Basic Books, New York.
tutte le classi ed età. Il tutto gra- hanno ripreso la loro attività di so- toL W. A., BArBui c., vAN oMMere ereNN M. (2013), «Manage-
ment of acute stress, PTSD, and bereavement:
WHO recommendations», Journal of American Me-
dical Association, 310 (5), 477-478.
vAN der KoLK
oLK B. A., McFArLAN
LANee A. c., WeisA
eisAeth L. (a cura di,

❝Dopo il trattamento EMDR, 1996), Stress traumatico. Gli effetti sulla mente, sul
corpo e sulla società delle esperienze intollerabili
in molte persone si rilevano (trad. it.), Magi, Roma.

un recupero di serenità e soprattutto Isabel Fernandez, psicologa clinica, si è formata


nella terapia cognitivo-comportamentale e lavora a
una riduzione di sintomi rispetto Milano. Direttore del Centro di Ricerca di Psicotrauma-
tologia di Milano, ha pubblicato vari saggi sull’EMDR,
allo stress post-traumatico❞ della cui Associazione Italiana è presidente.

La città vecchia di Amatrice completamente distrutta.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 21
EMERGENZE
Primo Gelati

A tu per tu con
un tumore
Ç
LÕesperienza di Federico

Purtroppo, devo darle una


brutta notizia, signor Federi-
co: l’esito della biopsia che
ha fatto durante la gastroscopia è
positivo e conferma i miei sospet-
ti… è un tumore gastrico… Faremo
un intervento chirurgico, che spero
possa essere risolutivo… Parlo io
con il chirurgo per affrettare i tempi».
La prima reazione di Federico è
quella di voltarsi verso la moglie,
come a chiederle cosa mai stia
succedendo, ma il suo sguardo
smarrito incontra gli occhi di Miche-
la già pieni di lacrime. Torna allora
a guardare il dottore, che aspetta
paziente. «Ma, dottore, questo tu-
more è di quelli che guariscono?».
«Federico, faremo di tutto per farla
guarire… In questo momento, pe-
rò, dobbiamo pensare a come pro-
cedere… la cosa più importante è
la tempestività».
Federico tutt’a un tratto ha un gran
freddo, ma subito dopo una vampata
di calore gli fa arrossare il viso. Sente
che Michela e il dottore stanno par-
lando, ma le parole gli arrivano ovat-
tate e non capisce quello che si di-
cono. Poi, all’improvviso, gli viene in
mente che è troppo presto per mo-
rire, con un bambino in arrivo e una
che ha appena iniziato le elementari.
Le parole che il dottore sta dicendo a

22 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
sua moglie gli risuonano improvvisa- emozioni e di proteggere i membri pie. Nell’intraprendere questo acci-
mente chiare: «Non appena si libera più fragili della famiglia, di norma i dentato sentiero il cui sbocco non
un posto, lo ricoveriamo e facciamo bambini e gli adolescenti. Si capi- è dato conoscere, il paziente e la
subito una TAC per vedere bene le sce che sono compiti ardui. sua famiglia attraverseranno spes-
dimensioni del tumore e se ci sono Da questo momento in poi, per so passaggi emotivamente difficilis-
infiltrazioni… Poi decideremo insie- un periodo della durata imprecisa- simi. Se avranno il sostegno di uno
me i dettagli su come è più oppor- ta (potrà essere di pochi mesi, co- psicologo sarà meno complicato
tuno muoverci… Una settimana al me pure di qualche anno), la vita di superarli, anche perché lo psico-
massimo, signora. La situazione rea- Federico ruoterà attorno a terapie, logo saprà incoraggiarli, ma saprà
le si vedrà soltanto durante l’interven- esami, visite di controllo e attenzio- anche rispettare e tollerare gli inevi-
to, e garanzie non ce ne sono, ma le ne a volte esasperata a ogni segna- tabili momenti di demoralizzazione.
prospettive per Federico mi pare che le, anche insignificante, che pro- Sia previsto o no un intervento
siano abbastanza incoraggianti». viene dal suo corpo. A dominare la chirurgico, il percorso terapeutico
scena psico-emotiva del paziente comporta quasi sempre qualche
(e della sua famiglia) per un periodo ciclo di chemioterapia. I pazien-
ALLEATI E AVVERSARI consistente sarà la paura: emozio- ti temono molto gli effetti collatera-
DEL SENSO DI MALATTIA ne pura e quasi incontrollabile, che li della chemioterapia, che in effetti
nel caso della malattia oncologica sono assai spiacevoli: la paura più

I
n quel momento, per Federi- ha una molteplicità di oggetti: paura grande, soprattutto nelle donne, è
co inizia un percorso la cui ci- della morte, della sofferenza, di sba- di perdere i capelli, segno distinti-
fra psicologica prevalente, alme- gliare approccio terapeutico, delle vo di identità personale e sessuale.
no per qualche mese, sarà quella mutilazioni chirurgiche, di non tor- Durante il mio lavoro in ospedale, gli
dell’emergenza. Una diagnosi di nare mai più come prima, paura del oncologi mi inviavano spesso donne
tumore è infatti uno degli eventi più futuro, paura per i propri cari ecc. che avrebbero voluto rifiutarsi di sot-
fortemente stressanti che possano La paura ha molti alleati/istigato- toporsi a chemioterapia proprio per
capitare nella vita di una persona (e ri (il senso di impotenza, la rabbia, evitare la caduta dei capelli (che, è
dei suoi familiari) e sollecita le tipiche la frustrazione, il costante senso bene ricordarlo, non si verifica sem-
reazioni che si hanno nelle emer- di allarme, la voglia di mollare tut- pre e comunque non è definitiva).
genze: emotive, cognitive, fisiche to, la disperazione ecc.) ma anche Molto spesso, qui sono all’opera
e relazionali. L’incertezza sull’evo- qualche potente avversario: la ra- due meccanismi di difesa: la sot-
luzione della malattia e sul grado di zionalità, la speranza, la capacità tovalutazione e lo spostamento; si
efficacia delle terapie, la mancanza progettuale, la positività, l’ironia, concentra, cioè, l’angoscia attorno
di chiarezza su come sarà il futuro la socialità, l’affetto di amici e pa- a un’eventualità, appunto la caduta
pongono il paziente e la sua fami- renti, l’amore del partner, quello dei capelli, che appare più facilmen-
glia in una sorta di sospensione esi- dei figli, un atteggiamento onesto te controllabile tramite la rinuncia
stenziale, in cui è necessario riorga- e positivo dei medici. Tutti elementi alla terapia: non faccio la chemio, i
nizzarsi attorno a quello che ora è che si riveleranno preziosi durante capelli non cadono e tutto è risolto.
diventato il progetto principale della il non facile percorso terapeutico, Numerosi tipi di intervento chirur-
famiglia: la guarigione del paziente, che sarà fatto frequentemente di gico riguardano organi interni, con
facendo i conti con la necessità as- interventi chirurgici, ai quali segui- scarse implicazioni sull’immagine
soluta di non farsi travolgere dalle ranno chemioterapie e/o radiotera- corporea del paziente, ma purtrop-

DI
POCHE COSE SONO IN GRADO DI SCONVOLGERE LA VITA
UNA PERSONA E DELLA SUA FAMIGLIA COME LA DIAGNOSI
DI UN TUMORE. UN SUPPORTO PSICO-ONCOLOGICO PUÒ
AIUTARE AD ACCETTARE LA MALATTIA E SOPRATTUTTO
A REAGIRVI, MANTENENDO UN’ENERGIA PROGETTUALE
A LIVELLO SIA CURATIVO CHE PSICOLOGICO
PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 23
EMERGENZE
❝L’irrompere di un tumore stabilisce, per il la paura di non sapersi trattenere.
Solo quando sono a casa, al sicuro,
paziente e i suoi cari, un netto confine tra Michela tenta un abbraccio, al qua-
le però Federico non sa rispondere.
un prima e un dopo: una «linea d’ombra», Se ne sta lì, senza dire niente, senza
per citare Joseph Conrad❞ sentire niente, senza vedere niente.
«Fede», dice Michela, «vedrai che
andrà tutto bene, il dottore ha det-
po alcune forme di tumore vanno bile a tutti i componenti della fami- to che le prospettive sono incorag-
affrontate con interventi i cui esiti – glia: «E si va avanti, allegri e spen- gianti…». Federico allora si riscuote
permanenti – hanno pesanti riper- sierati, riconoscendo le orme di chi e fa un sorrisino beffardo: «Sì, tut-
cussioni sull’immagine corporea, si ci ha preceduto… e il tempo anche to bene. Come per Mario… che gli
pensi per esempio alla mastecto- lui va avanti, finché non si scorge abbiamo fatto il funerale sei mesi
mia, oppure agli interventi che com- davanti a noi una linea d’ombra». fa... Ma sai che ti dico? Che io non
portano l’approntamento di una Questa bella citazione di Conrad voglio fare proprio niente… Nien-
colostomia. In questi casi l’impatto rende bene l’idea del cambio di te ricovero. Niente operazione… E
sull’immagine corporea e sul senso passo che la sorte impone, ma per poi, chi me lo dice che non si sono
di identità può essere davvero de- fortuna, di norma, la disfunzionalità sbagliati, che non hanno preso un
vastante. È allora importante dare al delle famiglie è contenuta entro un abbaglio?… Al giorno d’oggi sba-
paziente una conferma esteriore che range di tolleranza che non pregiu- gliano tutti… Domani prenotiamo
non si focalizzi sul particolare della dica la resilienza, per cui ci si può un’altra visita, vado da quel pro-
mutilazione, ma comprenda tutta inoltrare al di là della linea d’ombra fessore di Milano che aveva curato
la sua persona. Quando tutti questi rappresentata dalla malattia con un tua mamma… Io non ci credo che
elementi non sono sufficienti, si può adeguato spirito combattivo. Nelle sia così grave, dài, solo perché ho
ricorrere a un sostegno psicologico: famiglie in cui la disfunzionalità è qualche dolore di stomaco… Ma-
ormai in tutti i reparti di oncologia so- francamente patologica, invece, la gari è soltanto stress… sono due
no presenti psicologi appositamen- diagnosi di malattia grave irrigidi- anni che non andiamo in ferie».
te formati, in grado di affrontare in- sce le posizioni disfunzionali, pro- Michela lo guarda: non sa come
sieme al paziente e alla sua famiglia prio perché è questo il modo, pato- comportarsi né cosa dire, Federico
tutti gli ostacoli emotivi presenti lun- logico, che il sistema ha di reagire di è sempre stato un tipo equilibra-
go la strada della terapia, che porti fronte alla percezione di un perico- to. «Fede, vado da mia mamma a
o no alla liberazione dalla malattia. lo. In casi del genere è necessario prendere Margherita. Perché non
Bisogna mettere in conto, infatti, che un percorso di terapia familiare. vai un po’ a letto a riposarti?». «Sì,
ahimè troppo spesso, di cancro, an- a letto come i malati… Del resto, io
cora oggi non si guarisce. In tali casi, Ma torniamo al nostro signor Fede- lo sono, malato… Cosa diciamo a
a poter rendere comunque ricca e rico. Margherita?».
significativa la vita del paziente, sarà Dopo il colloquio così difficile con
il mantenimento della propria capa- il medico, lui e Michela stanno tor- Federico è una persona equilibra-
cità progettuale, con l’autoassegna- nando a casa. Al medico hanno fat- ta, proprio come lo ha conosciuto
zione di obiettivi da raggiungere di to molte domande, soprattutto Mi- Michela, eppure non può sottrarsi
qualunque tipo. chela. È stato gentile e disponibile, a un periodo di choc e confusione:
ma a molte cose non ha saputo ri- non sa bene cosa gli sta capitando,
spondere. In ogni modo, ha fissa- tutto il suo mondo rischia di andare
DAVANTI E DIETRO to un appuntamento per il giorno in frantumi, la sua vita e i suoi af-
LA LINEA D’OMBRA dopo con la psicologa del reparto. fetti sono in pericolo. La tentazio-
Michela ha pensato che, nel caso, ne di non crederci, di negare, è una
avrebbe potuto chiedere consiglio tentazione forte, così come quella

L’
arrivo di una malattia oncolo-
gica segna, nella narrazione su cosa dire a Margherita, la loro di rinviare, magari con consultazio-
intessuta dal paziente e dalla figlia. Federico appare ancora un ni specialistiche successive. E che
sua famiglia, un confine netto tra un po’ assente; al momento di salire dire della tentazione di lasciarsi an-
prima e un dopo, ridefinisce priorità in auto ha chiesto a lei di guidare, dare al fatalismo, alla rinuncia delle
e valori personali e familiari, e impo- «Perché guarda come mi tremano cure, che prima o poi in ogni pa-
ne nuovi compiti e nuovi obiettivi, le mani». Durante il percorso non si ziente oncologico in una fase più
pur nella necessità di garantire uno sono scambiati nemmeno una pa- o meno avanzata della terapia e/o
spazio evolutivo il più sereno possi- rola né si sono guardati, forse per della malattia fa la sua inevitabile

24 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
comparsa (e spesso è un indicato-
re di depressione)? Per fortuna, sua ❝Il cancro mette in crisi
moglie non si lascerà contagiare da non solo l’aspetto emotivo,
questi atteggiamenti e lo aiuterà a
ritrovare la bussola. di una famiglia, ma anche
Il comportamento del medico è
stato encomiabile: onestà e corret-
le sue prospettive materiali❞
tezza nell’informazione, disponibili-
tà ed empatia nella comunicazione. Nel caso del nostro Federico, si tempo, qualche settimana al mas-
Non ha fatto promesse irrealistiche, tratta di un nucleo composto da tre simo. E c’è un mutuo da pagare.
ma ha predisposto tutto nel mo- persone: Federico, 36 anni, Miche- Il cancro mette in discussione
do migliore, proponendo anche la la, 32, e Margherita, 6. Michela è al non solo l’equilibrio emotivo, ma
consulenza di altri professionisti. terzo mese di gravidanza. Si tratta anche le prospettive materiali del-
Federico e Michela si sono sentiti, di una famiglia giovane, che viene la famiglia e pone una seria ipote-
pur nella difficile situazione, accol- colpita dal cancro quando essa è ca sul suo futuro. Fortunatamen-
ti e guidati da mani esperte. Que- nel pieno della sua forza e proietta- te, possono contare sui genitori di
sta è una condizione indispensabi- ta verso il futuro: Federico è un gio- Michela, che non hanno mai fatto
le quando ci si trova in emergenza: vane marito e padre, che di profes- mancare il loro sostegno, e sul fra-
sapere che c’è chi sta affrontando sione fa l’elettricista in proprio: con tello di Federico.
la situazione in modo professionale suo fratello ha una piccola azienda
e umano. Sarebbe auspicabile tro- ben avviata, che lavora parecchio.
vare questo tipo di atteggiamento Michela è invece laureata in lingue
in tutti i reparti e ambulatori onco- e lavora part-time in una piccola
logici! casa editrice. La malattia di Federi-
co lo metterà senz’altro fuori gioco
per qualche tempo. Il fratello sarà
RIFLESSI NELL’AMBITO in grado di occuparsi da solo della
FAMILIARE piccola azienda, ma non per tanto

N
aturalmente, la risposta della
famiglia si modula in base a
colui che è colpito dal can-
cro, a qual è la sua posizione nel
sistema familiare e alla fase del ci-
clo vitale in cui si trova la famiglia:
se, per esempio, a essere colpito
dalla malattia sono un bambino o
un giovane, la situazione richiede-
rà l’impiego di tutte le risorse di cui
la famiglia è capace, la sospensio-
ne esistenziale sarà ancora più ac-
centuata e di conseguenza i rischi
di gravi complicazioni psicologiche
per i soggetti più fragili della famiglia
(sorelline, fratellini) saranno partico-
larmente rilevanti. Indispensabile, in
casi così, l’intervento dello psicolo-
go a sostegno della famiglia, oltre
che del piccolo paziente. Le strate-
gie di adattamento che il paziente
e la sua famiglia adotteranno po-
tranno essere molto diverse, a se-
conda, appunto, della fase del loro
ciclo vitale, personale e familiare,
nella quale il cancro interviene.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 25
EMERGENZE

Michela deve prendere al più pre- Questa decisione apparentemen- l’emergenza delle sue caratteristi-
sto una decisione: continuare la te irrazionale consente alla coppia che di ineluttabilità e restituisce al
gravidanza oppure no? L’oncolo- di non sentirsi “altrove” rispetto alla paziente il timone della propria vita,
go è stato rassicurante, ma anche propria progettualità e alla propria sollevandolo dal penosissimo sen-
chiaro: di certezze, allo stato attua- narrazione, e di affermare con for- so di impotenza.
le, non ce ne sono. Lei sente che è za la volontà di re-impadronirsi del
una decisione che non può prendere proprio destino. I postumi dell’anestesia si fan-
da sola e vuole parlarne a Federico, La capacità di mantenere una no ancora sentire, ma Federico
il quale peraltro ci sta già pensando competenza progettuale è uno de- adesso si sente abbastanza lucido.
per conto suo. Ne parleranno la sera gli elementi chiave per affrontare in Neppure la morfina che gli sommi-
prima del ricovero e decideranno di modo adattivo il percorso a cui il tu- nistrano per il dolore chirurgico gli
tenerlo: «Sarà anche una follia», dice more costringe il paziente e la sua toglie chiarezza. L’oncologo se ne è
Michela, «ma io ci credo e sono si- famiglia: mediante la progettualità appena andato, Michela è in piedi
cura che andrà tutto bene… Vedrai, si rimette un po’ di ordine in una in fondo al letto e lo guarda sorri-
ne sono certa!». Il suo ottimismo, co- narrazione fattasi improvvisamente dendo: «Hai visto?» dice. «Ha det-
sì vitale, è sempre stato in grado di caotica e ingovernabile. Il progetto to che sei a posto, che meglio non
motivare Federico, e anche stavolta – qualunque esso sia, purché per- poteva andare!». «Sì», risponde
lui se ne lascia contagiare. corribile in modo positivo – priva Federico, «ma ha anche detto che

26 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
devo fare la chemio… Non mi sem-
bra che sia andata così bene…». ❝L’intervento psicologico
In fondo, tuttavia, è piuttosto con- deve dimostrare al paziente e alla sua
tento anche lui: l’oncologo ha detto
che la chemioterapia gliela faran- famiglia che la malattia non li ha
no perché lo stabilisce il protocollo
terapeutico, ma secondo lui forse
trasformati in vittime impotenti❞
non ce ne sarebbe bisogno.

re quello di aiutarli a uscire da uno sario dimostrare al paziente e alla


SUPPORTI stato di emergenza carico di emo- sua famiglia che la malattia non li
PSICOLOGICI zioni negative – rabbia, dispera- ha trasformati in vittime impoten-
zione, paura, angoscia, irritabilità, ti e che, una volta passata la fase
senso di impotenza, senso di colpa acuta, sono invece molte le possi-

C
omunque, per qualche an-
no ancora Federico vivrà ecc. – tenendo ben presente che i bilità di ritrovare un equilibrio sod-
spessissimo in uno stato di meccanismi di difesa che vengono disfacente, costruttivo e appunto
allarme e di ansia che si acuirà pri- messi in atto nell’immediatezza del progettuale.
ma dei controlli, per andare via via trauma (in questo caso la diagno-
scemando. Senza mai scomparire si), cioè negazione, spostamento,
del tutto. Quasi tutti coloro che so- sottovalutazione, procrastinazio- Primo Gelati, specializzato in Psico-oncologia e in
no stati colpiti dal tumore, infatti, si ne, sono adattivi soltanto nell’im- Terapia Familiare, è psicoterapeuta e docente all’Eu-
ropean Institute of Systemic-relational Therapies e alla
sentono vulnerabili per tutta la vita. mediato: più oltre, sono disastrosi. Scuola Italiana di Medicina e cure Palliative, presso
La psicologia può aiutare in molti Accanto all’intervento psicologico la quale è anche responsabile del Corso Psicologi. Ha
modi il paziente e la sua famiglia, sulla malattia e sui suoi risvolti con- lavorato per anni in contesto ospedaliero.
È contattabile a: primogel@yahoo.it.
ma l’obiettivo immediato dev’esse- creti, simbolici ed emotivi, è neces-

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PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 27
I L S I G N I F I C A T O D E L L E P A R O L E

Droga
U M B E R T O G A L I M B E R T I

IL PROBLEMA DELLA DROGA PUÒ ESSERE AFFRONTATO


IN BASE ALLÕAPPROCCIO ORGANICISTICO O A QUELLO
BIOGRAFICO-ESISTENZIALE. IN OGNI CASO, VI È L’ESIGENZA
DI INFORMARE SUL TEMA LE PERSONE, E I GIOVANI
IN PARTICOLARE. A COMINCIARE DALLA SCUOLA

L
e strategie oggi in campo per trovare una via di città. Ma poi si riesce a uscire dalla comunità capaci di
uscita dal problema della droga sono l’approccio vivere senza quel tessuto di relazioni comunitarie a cui
organicistico della disintossicazione farmacologi- il bisogno di dipendenza si è ancorato come un tempo
ca e l’approccio biografico-esistenziale della comunità alla droga?
terapeutica, che appare più rispettoso dell’individuo e

I
delle sue scelte. Pur nella loro radicale differenza, en- n realtà le cose non stanno così, perché lo scenario
trambe le strategie restringono il problema della droga della tossicodipendenza non esaurisce il mondo della
al problema della tossicodipendenza, dove la parola più droga, che, oltre a essere ben più vasto e variegato,
importante è “dipendenza”, in cui vengo- è scarsamente leggibile sulla base della
no a trovarsi quei soggetti che affidano distinzione elementare tra “droghe pe-
alle droghe l’incapacità di gestire la pro- ❮❮ santi” e “droghe leggere”, non perché la
pria esistenza. differenza non esista, ma semplicemente
Ma sia l’approccio organicistico sia
IL PROBLEMA perché la cultura giovanile non la rispetta.
quello biografico-esistenziale promettono DROGA NON VA Con ciò non voglio dire che dalle droghe
di più di quanto medici e operatori di co- LIMITATO ALLA leggere si passi necessariamente a quelle
munità, in piena coscienza, possano dav- pesanti, ma che le une e le altre sono di
vero attendersi. Infatti, il metodo farmaco-
DIPENDENZA continuo mescolate nella pratica quotidia-
logico della disintossicazione rapida non ❯❯ na, per cui se quasi tutti fumano gli spinel-
fa che ripulire i recettori senza intaccare la li, molti di loro il sabato sera in discoteca si
biografia del soggetto, che nell’assunzio- fanno di ecstasy, quando capita si calano
ne della droga ha trovato l’unico modo per poter so- un acido e, se non si bucano, difficilmente rifiutano di
pravvivere. Ma se l’incontro con la droga è un incontro sniffare un po’ di cocaina e all’occasione anche un po’
biografico (i recettori vengono dopo), cosa farà quella di eroina, per non dire delle ubriacature dei fumi di ben-
biografia nello stesso contesto di vita con i recettori ri- zina in mancanza d’altro.
puliti? A questo punto, se vogliamo allargare il discorso dal
Ma anche la comunità terapeutica promette di più problema della tossicodipendenza a quello più generale
di quanto mantenga. Qui la scommessa è con l’uo- della droga, vista la diffusione sempre più in espansio-
mo, non con i suoi recettori. In comunità si instaurano ne del fenomeno, con buona pace dei sonni tranquilli
abitudini, relazioni, stili di vita diversi rispetto a quelli dei genitori, degli insegnanti e degli educatori, spingia-
consolidati nelle strade buie e periferiche delle nostre moci un passo più in là, oltre il limite dell’ipocrisia. E

28 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
allora, come abbiamo creato una cultu-
ra dell’alcol per la quale sempre meno ❮❮ mente cede a una tentazione,
tentazione, e dalla visione
scientifica, che lo vede come una vittima in-
incontriamo gente che beve quattro litri UNA CULTURA capace di non soccombere a una forza pul-
di vino al giorno, come abbiamo crea- sionale irresistibile. La visione “mitico-religio-
to una cultura del tabacco per la qua-
DELLA DROGA sa” dell’uomo riconosce al drogato la libertà,
le sempre meno incontriamo gente che DEVE INIZIARE dal cui cattivo uso discende la punizione, an-
fuma ottanta sigarette al giorno, così si NELLE SCUOLE che nelle forme più crudeli che la storia, se
potrebbe creare una cultura della dro-
ga, a partire dalla scuola. ❯❯ la si legge, è sempre disposta a raccontare.
La visione scientifica dell’uomo, invece, è di-
sposta a restituire al drogato l’innocenza (è

L
a scuola, anche nei rari casi in cui riesce a tra- una vittima), solo perché prima non gli ha riconosciuto la
smettere qualche contenuto culturale, quasi mai libertà di autodeterminarsi e di autocontrollarsi, avendo
tiene conto della creatività, delle emozioni, delle visualizzato la droga non come una tentazione, ma come
identificazioni, delle proiezioni, dei desideri, dei piaceri una forza (appunto irresistibile).
e dei dolori che costellano la crescita giovanile, dove L’ignoranza, che si nasconde anche sotto i paluda-
l’emozione vaga senza contenuti a cui applicarsi, cion- menti della religione e della scienza, non ha mai salva-
dolando pericolosamente tra istinti di rivolta, che sem- to nessuno, e l’ignoranza dei giovani a proposito della
pre accompagnano chi non riesce a esprimersi, e ten- droga è pari alla sua diffusione. Una cultura della droga
tazioni di abbandono in quelle derive delle quali i mondi priverebbe la droga del segreto e la sottrarrebbe così a
della discoteca, dell’alcol e della droga sono solo alcuni quel fascino iniziatico che, tra i molti, è forse l’aspetto
esempi, e neppure quelli estremi. più attraente e più invitante. Ma possiamo sperare in
Per questo è necessario che a scuola, e in quel suo una cultura della droga se nelle nostre scuole non è an-
sostituto che è la televisione, si parli di droga in modo cora avviata una cultura del sesso, quando per i nostri
analitico, serio, determinato, in modo che i giovani sap- giovani il sesso non è neppure più un tabù?
piano che cosa assumono, che effetto fa, quali danni
procura, quali piaceri promette e da quale visione del
mondo scaturisce, stando opportunamente alla larga –
❮❮L’ignoranza dei giovani sulla
come ci invita a fare Thomas Szasz ne Il mito della droga droga è pari alla sua diffusione.

P A R O L E
(tradotto in italiano da Feltrinelli) – dalla visione “mitico-re-
ligiosa”, che nel drogato vede una persona che libera- E questo la rende fascinosa❯❯

D E L L E
S I G N I F I C A T O

Umberto Galimberti,
membro dell’International Association
of Analytical Psychology, ha insegnato
Filosofia della storia nell’Università
di Venezia. Autore di molti volumi,
tradotti anche all’estero, collabora
I L

con la Repubblica.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 29
P S I C O L O G I A D E L L E E M O Z I O N I
D I E G O I N G R A S S I A

GESTIRE LE EMOZIONI
NELLE EMERGENZE
Informazioni e dati significativi su persone o eventi per noi
particolarmente interessanti li possiamo desumere attraverso
un’attenta analisi della comunicazione e delle emozioni. Di qui
l’importanza di saperle interpretare in maniera corretta e tempestiva
autonomo simpatico ogni risorsa

T
ardo pomeriggio. Siete al ta- ne facciale di paura, il nostro corpo
volo di un bar, nell’area ester- energetica utile a fronteggiare un può:
na, in compagnia di alcuni eventuale pericolo: il battito cardia- • fuggire rapidamente per evitare
vostri amici. Un aperitivo come un co accelera, la frequenza del respi- l’urto imminente;
altro, sereno, all’insegna della go- ro aumenta per favorire un apporto • paralizzarsi completamente,
liardia e del divertimento. Improv- extra di ossigeno, e di conseguen- in preda al panico;
visamente udite alcune sirene in za i muscoli sono pronti all’azione. • svenire;
lontananza, in rapido avvicinamento Il tutto è rapidissimo, esplosivo, • attaccare, inveendo contro il con-
nella vostra direzione. Il suono ora perfettamente coordinato. Neuro- ducente dell’auto.
si fa assordante. Si sono fermati trasmettitori e ormoni attivano in
vicino a dove vi trovate, ma non ve- simultanea il nostro corpo. Siamo

L
e ragioni per le quali il nostro
dete ancora nulla: non distinguete, pronti a reagire. corpo reagisce automatica-
quindi, se siano giunte autovetture Un osservatore attento coglie- mente in modo così speci-
di Carabinieri o Polizia, se siano i rebbe alterazioni nella nostra voce, fico sono spiegabili con la Teoria
Vigili del Fuoco, oppure un’ambu- tensione muscolare e particolari dell’Evoluzione. Il meccanismo
lanza. espressioni facciali. Segnali evi- “attacco/fuga”, che può provocare
«Ma che succede?» vi chiedete denti, insieme a rapidissimi micro- paralisi o svenimento, fa parte del
perplessi. movimenti che un occhio allenato nostro repertorio comportamentale
La situazione è anomala, e l’inter- e educato attraverso metodologie che ha consentito la sopravvivenza
mittente suono d’allarme che udite scientifiche di analisi può registrare ai nostri antenati ominidi.
vi rende immediatamente vigili, at- in modo preciso. Il mondo moderno, per nostra
tenti, focalizzati. Pensiamo al caso in cui, attraver- fortuna, non ha gli stessi pericoli.
Vi irrigidite sulla sedia, ammuto- sando le strisce pedonali, un pirata Nessun pericoloso predatore car-
lendo per pochi istanti, in un misto della strada guidi all’impazzata nella nivoro ci insegue in pieno centro
tra curiosità e apprensione. nostra direzione e senza frenare. a Milano, ma, rispetto al nostro
L’attenzione viene convogliata Oltre all’inconfondibile espressio- esempio dell’auto pirata, ben tre re-
in maniera esclusiva. Tutto accade azioni comportamentali su quattro,

❮❮
in modo automatico, le emozioni fra quelle descritte, sono inutili sul
prendono il sopravvento. piano della nostra sopravvivenza:
Perché avviene questo? solo fuggire è funzionale a salvarci.
Il corpo umano è una macchi- Il corpo si adatta La guerra, ma anche eventi trau-
na biologica altamente intelligente.
Risponde all’ambiente in maniera
all’ambiente per matici meno lontani dal nostro con-
testo, quali terremoti, valanghe o
adattiva, per proteggersi e quindi
sopravvivere.
proteggersi un attentato terroristico, sono altri
esempi chiari e potenti nella no-
Quando siamo sottoposti a un e sopravvivere stra mente. Le forze dell’ordine, la
forte stress ambientale, troviamo Protezione Civile, medici e psicolo-
nelle risposte del sistema nervoso ❯❯ gi che si occupano di emergenze

30 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
sanno quanto sia importante gestire
le reazioni emotive delle persone ❮❮ Pensiamo per un momento di es-
sere addetti al controllo-dogana di
soccorse ed evitare pericolose con- un importante aeroporto. Il nostro
seguenze comportamentali e psi-
Non sempre chi è giudizio è cruciale per fare imbar-
cologiche. Oltre a buone strategie
comunicative, questi professionisti
emozionato o care o meno i passeggeri. Il nostro
è quindi un ruolo di enorme re-
devono essere in grado di cogliere agitato ci nasconde sponsabilità, dato che dalla nostra
preziosi indicatori dalla comunica- decisione dipendono la sicurezza
zione non verbale dei loro interlo- qualcosa e l’incolumità di un gran numero di
cutori e riconoscere i micro-segnali persone. Un potenziale passegge-
delle emozioni distruttive, per evitare ❯❯ ro ci viene incontro e, prim’ancora
che la situazione degeneri e si per- di parlare con noi, manifesta una
da il controllo. Oltre a raccogliere dati dai propri particolare espressione del viso,
database, le forze dell’ordine hanno che notiamo subito. Ci domandia-

C
ogliere le emozioni e gli indizi la possibilità di implementare le pro- mo mentalmente: «Ha paura per-
rivelatori della comunicazione prie competenze nel reperire infor- ché nasconde qualcosa? Ha paura
è cruciale anche in altri con- mazioni chiave utili alle indagini – da di non essere creduto e di non
testi, dove fare prevenzione consen- testimoni oculari, vittime e potenziali esprimersi correttamente con noi,
te di evitare situazioni di rischio che sospetti – grazie a queste metodo- perché agitato dal nostro controllo
possano mettere a serio repentaglio logie scientifiche. a campione? È arrabbiato con noi
la sicurezza e la vita delle persone. perché lo tratteniamo ed è in ritar-
I recenti fatti di cronaca correlati ad

E
sistono falsi miti legati all’inter- do? È arrabbiato perché abbiamo
attentati terroristici rappresentano pretazione delle emozioni nel sventato un suo piano criminale?».
una concreta e cruda realtà, che contesto della menzogna che L’unico modo per dare risposta
dev’essere arginata con ogni mezzo sono forieri di sistematici errori di alle nostre domande è indagare la
possibile. I servizi di intelligence e le metodo, pericolosi sul piano umano credibilità del nostro interlocuto-
forze dell’ordine, oltre che i servizi di e professionale. Spesso si suol dire re mediante domande mirate e la
vigilanza e controllo delle dogane, che chi è emozionato o agitato ha contemporanea osservazione dei
possono fruire di metodologie che qualcosa da nascondere, per cui è cinque canali della comunicazione
integrino tecniche verbali di intervista sicuramente colpevole. Ma quanto dell’altro: espressioni facciali, lin-
all’analisi emotivo-comportamenta- incidono il contesto in cui intervi- guaggio del corpo, voce, stile ver-
le dell’interlocutore, al fine di valuta- stiamo una persona e la motivazio- bale e contenuto verbale.
re se questi sia credibile o incline a ne dietro le emozioni che notiamo? È dunque impossibile desumere
mentire durante le fasi di controllo. da una semplice espressione del
volto un chiaro segnale di menzo-
gna. Il naso di Pinocchio non esiste
nel mondo reale. Pensarla in manie-

PSICOLOGIA DELLE EMOZIONI


ra diversa è solo speculativo: ci si
affida a osservazioni casuali, a sen-
sazioni “a pelle” o “a intuito” prive di
una metodologia valida e attendi-
bile, tesa a verificare le informazioni
verbali e non verbali raccolte.
Ancora una volta, la comunica-
zione e le emozioni possono essere
rivelatrici di informazioni importanti,
e saperle raccogliere e interpretare
in modo corretto, rapido ed efficace
fa la differenza.

Diego Ingrassia,
CEO di I&G Management, si è specializzato in Execu-
tive Coaching e si occupa di Assessment e Formazio-
ne comportamentale e manageriale presso importanti
al terremoto di Humay, realtà multinazionali.
Una psicologa di Medici Senza Frontiere parla con alcuni bambini sopravvissuti
provincia di Pisco in Perù.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 31
EMERGENZE

Patrizia Meringolo, Moira Chiodini, Giorgio Nardone

La resilienza:
quando
l’essere umano
trae forza
dalle sue sventure
MENTRE LA RESISTENZA È LA FORZA DI SOPPORTARE
UN EVENTO CRITICO, LA RESILIENZA È LA CAPACITÀ DI
TRARRE DALLE AVVERSITÀ INCONTRATE ADDIRITTURA UN
POTENZIAMENTO DELLE RISORSE PERSONALI. ECCO COME

32 MAGGIO-GIUGNO 2017
to in cui permette alla persona non
solo di non cedere sotto i colpi del-
la vita, ma addirittura, se possibile,
di ricostruire un equilibrio maggior-
mente adattivo e funzionale. La ca-
pacità di sopportare un evento cri-
tico contrapponendovi una forza
possibilmente eguale ma contraria
è ciò che ci rende resistenti. La ca-
pacità di utilizzare la forza critica che
ci ha investito per trarne nuova for-
za vitale è ciò che ci rende resilienti.

RIALZARSI PIÙ
FORTI DI PRIMA

N
orris et al. (2009), a seguito
di uno studio condotto su
popolazioni colpite dall’at-
tacco terroristico dell’11 settembre
2001 alle Torri Gemelle e dall’allu-
vione in Messico del 1999, hanno
evidenziato come i sopravvissuti
avessero sviluppato reazioni diver-
se. Alcuni avevano manifestato sin-
tomi iniziali moderati o anche gravi,
seguiti da una netta diminuzione: i

I
l trauma e le ferite, per l’individuo, Kobasa et al. (1982) hanno ipotiz- resilienti; altri avevano presentato
o le catastrofi e i disastri, per le zato che i soggetti che subiscono sintomi moderati stabili: i resisten-
comunità, nonché il modo in cui alti livelli di stress senza ammalarsi ti; altri ancora, infine, avevano ma-
le persone rispondono a tali even- possiedano una struttura di perso- nifestato sintomi iniziali moderati o
ti rappresentano una sorta di sfida nalità la cui caratteristica distintiva severi, seguiti da una diminuzione
conoscitiva e interpretativa. sia la resistenza. Dal nostro punto graduale: condizione di recovery
Gli esiti a tali situazioni possono di vista, tuttavia, la resistenza può (recupero). Con il termine “reco-
infatti andare da disturbi di tipo post- evolvere in resilienza nel momen- very” si fa riferimento alla capacità
traumatico a un ritorno alla “norma- di recuperare, dopo un evento cri-
lità”, o anche a un incremento delle
capacità e delle competenze.

In questa pagina, momenti successivi all’attentato dell’11 settembre 2001 a New York.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 33
EMERGENZE
tico, lo stato di salute e l’equilibrio
preesistenti; anche se, a ben guar-
❝Resilienti non si
Resilienti non si nasce,
nasce, ma
ma lo
lo
dare, un’evenienza del genere non si può diventare, grazie al combinarsi
si può mai realizzare del tutto.
Gestire o superare una difficoltà
dei tratti personali e delle
non sempre si trasforma in un pro- caratteristiche del contesto❞
cesso di crescita e sviluppo: alcune
persone possono rimanere blocca-
te in un senso di impotenza che le co in cui le caratteristiche personali negativo. Questa differenziazione
costringe a essere vittime, oppu- e quelle della situazione si condi- dicotomica, se da una parte aiuta
re incapaci di liberarsi dalla rabbia zionano reciprocamente. Possia- a semplificare e a gestire la com-
e dalla recriminazione per ciò che mo quindi affrontare con successo plessità della realtà, dall’altra ri-
hanno subito. Dal dolore e dalla un evento traumatico anche se in schia di intrappolarci in un riduzio-
sofferenza possono scaturire una passato siamo caduti sotto il peso nismo che non aiuta ma ingabbia
persona che ha perduto ogni voglia della difficoltà. in categorie troppo rigide, le quali
di vivere, che non crede più in un Se vogliamo differenziare la resi- non consentono di addestrare l’ar-
senso delle cose, oppure una per- lienza, quale capacità ricostruttiva te della flessibilità.
sona ancora più forte. La differenza a seguito di un trauma, dalla resi- Il dolore per una grave perdita ci
si chiama resilienza. stenza e dalla capacità di recupe- pone di fronte ai limiti della ragione
Il processo di resilienza rappre- ro, dobbiamo fare riferimento alla e del ragionamento, da sempre o
senta qualcosa in più della mera caratteristica della flessibilità, che quasi ritenuti la strada maestra per
sopravvivenza a un trauma. Ha a permette di realizzare un virtuo- la gestione e la risoluzione dei pro-
che fare con la capacità di esperi- so processo di adattamento con- blemi. Se immaginiamo una perso-
re il dolore e trasformarlo in forza, tinuo. Flessibilità quale capacità na che ha perso un figlio o che ha
di sentire la rabbia e usarla come di creare forza dalla debolezza, di visto la propria casa trasformarsi in
motore per il cambiamento crean- accettare la fragilità, la mancanza, un cumulo di macerie, spazzati via
do un futuro di speranza dalle ce- l’imperfezione. A seguire una logi- ogni ricordo e ogni sicurezza, biso-
neri della disperazione. Resilienti ca tradizionale di tipo lineare, viene gna riconoscere che nessun ragio-
non si nasce, ma lo si può diventa- abbastanza naturale suddividere il namento razionale le permetterà di
re, attraverso un processo dinami- mondo in bene e male, positivo e affrontare e superare il dolore, lo

Parigi, 13 novembre 2015: medici in azione dopo l’attentato nel locale “Bataclan”.

34 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE

Una bambina di 3 mesi estratta dalle macerie e restituita al padre, dopo un attentato ad Aleppo, in Siria.

❝Spesso, quando il dolore • è troppo sentirlo. Tuttavia,


sentirlo. Tuttavia, è
è proprio
proprio lala capa-
capa-
cità di riaffacciarsi ai ricordi e di fare
forte, l’unica via di salvezza è congelarsi spazio al dolore la strada che ren-
per non soffrire. Ma non è questa de possibile il processo di guarigio-
ne. In questi casi il terapeuta deve
la via per la guarigione❞ guidare la persona a non cancella-
re la propria memoria, ma a ricol-
locarla nel passato in maniera che
sconforto, la paura, il terrore. Cer- FLESSIBILITÀ ADATTIVA non dilaghi nel presente. Per tale
care di superare il trauma facendo- ragione il trattamento dei disturbi
sene – come si dice – una ragione, post-traumatici ha reso necessa-

V
eniamo adesso a un altro
tentare di nascondere o attutire aspetto spesso dibattuto: le rio la messa a punto di uno specifi-
il dolore scacciando il ricordo, la- abilità di coping, ovvero la co protocollo d’intervento in grado
scerà la ferita sempre aperta e la capacità di affrontare e gestire gli di aiutare la persona a «rimettere
persona incapace di metabolizzare eventi stressanti o critici. Tali abilità il passato nel passato» (Cagnoni e
l’evento, cristallizzandolo in un eter- di per sé non fanno la differenza. Milanese, 2009). Una delle sue più
no presente. Solo nel momento in Quello che conta è la capacità di importanti tecniche, elaborata nel-
cui riusciremo a “farci morbidi” ac- utilizzare in modo flessibile le stra- la terapia breve strategica, è pro-
cettando il dolore della ferita, po- tegie di coping che si possiedono, prio il romanzo del trauma, cioè la
tremo trasformare la catastrofe in a seconda delle situazioni, perfino richiesta fatta al paziente di narra-
forza e la ferita in speranza. quelle che normalmente potrebbe- re, in modo dettagliato, ogni giorno
La capacità di razionalizzare ri- ro risultare non del tutto salutari, co- l’evento patito.
schia, se diviene troppo rigida, di me attribuire la responsabilità delle I resoconti fatti dai sopravvissu-
sacrificare il potenziale conoscitivo difficoltà ai fattori esterni e i meriti a ti all’Olocausto sia in America che
ed espressivo delle sensazioni, o, se stessi (meccanismo conosciuto in Israele riferiscono la difficoltà
ancora peggio, di soccombere di con il nome di “self-serving bias”). dell’aver dovuto affrontare una so-
fronte alla contraddizione o al pa- Il dolore e la sofferenza per un cietà incredula, nella quale era stato
radosso, elementi così comuni nel- trauma o una perdita sono ferite loro impedito di raccontare e condi-
la nostra esperienza, eppure così aperte nell’anima, e quando il do- videre gli orrori della propria espe-
poco contemplati nel ragionamen- lore è troppo sconvolgente l’unica rienza. Il trauma, il lutto, le catastrofi
to (Nardone, 2013). via di salvezza è congelarsi per non sono eventi oggettivi a cui non ci

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 35
EMERGENZE

18 febbraio 2017: una madre siriana e i suoi due figli, salvati a 30 miglia dalla costa libica.

possiamo sottrarre,
possiamo sottrarre, ma
ma non
non costi-
tuiscono atti di condanna se non
costi-
❝«La
«La vita non è quello che ci accade,
siamo noi stessi a firmarli. Come ma quello che facciamo con ciò che
indica Nardone, ognuno costrui-
sce la realtà che gestisce, oppure, ci accade». È l’esortazione di Huxley a
come direbbe Huxley, «la vita non è reagire anche agli eventi più negativi❞
quello che ci accade, ma quello che
facciamo con ciò che ci accade».
Se non abbiamo potere contro ciò riusciti a sopravvivere a una con- lo per i traumi post-bellici allora
che ci capita, abbiamo però la re- dizione drammatica, arrivando a non sufficientemente approfondi-
sponsabilità di costruire e ricostru- cambiare se stessi, visto che non ti, ma anche per l’atteggiamento
ire mediante quello che la vita ci ha potevano cambiare le circostanze. del contesto, diviso tra esaltazio-
dato in sorte. Gli eventi particolarmente critici ne dell’eroismo e attribuzione di
Viktor Frankl, dopo aver perso la e potenzialmente traumatici met- corresponsabilità individuale a una
famiglia nei campi di sterminio na- tono in risalto la natura relazionale guerra ingiusta, come narrato nel
zisti e aver vissuto l’esperienza del- dell’uomo e come l’interazione con celebre film di Oliver Stone Nato il
la deportazione e della prigionia, gli altri, con il mondo e con la storia quattro luglio.
nel 1946 scrive uno dei suoi testi condizioni il cammino di risoluzione Ma in che modo le nostre relazio-
più importanti, Uno psicologo nei del trauma. Tousignant ed Ehren- ni e i legami di supporto condizio-
lager, a cui, nell’edizione del 1977, saft (2005), per esempio, mettono nano la capacità di essere resilien-
aggiunge un sottotitolo suggesti- in risalto come i bambini israeliani ti? Gli studi longitudinali di Werner
vo: Dire sì alla vita, nonostante tut- si siano potuti salvare psicologica- e Smith (1982) hanno dimostrato
to. Questa frase lapidaria riassume mente grazie al riconoscimento e chiaramente che anche in assen-
in sé tutta la forza della resilienza: alla simpatia ricevuti da tutti i Pa- za di legami significativi con i propri
la scoperta o riscoperta di concre- esi esteri e alla conseguente attri- genitori, i bambini possono svilup-
te possibilità di senso, la fiducia nel buzione dello status di eroi. Così i pare resilienza, qualora altri familia-
significato della propria esistenza bambini palestinesi dell’Intifada. In- ri si rendano disponibili a prender-
e nella dignità della propria perso- vece – fanno notare i due autori – si cura di loro. La presenza di una
na. Frankl ritiene che è stato colle- i reduci statunitensi dalla guerra in solida relazione supportiva e di vi-
gandosi a questo “significato” che Vietnam hanno avuto problemi di cinanza emotiva permette al bam-
i sopravvissuti all’Olocausto sono reinserimento complessi, non so- bino di superare momenti di crisi e

36 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
❝Vincoli
Vincoli di solidarietà, senso di mozione della resilienza di una co-
munità dopo un evento traumatico:
appartenenza e cultura civica 1) l’attivazione di risorse economi-
che; 2) il coinvolgimento della cit-
intervengono sulla capacità tadinanza nel percorso di attenua-
di resilienza di una comunità❞ zione dei danni; 3) le reti relazionali
e organizzative; 4) il sostegno so-
diviene un patrimonio esperienziale includono aspetti chiave quali lo ciale informale e spontaneo; 5) la
su cui poter far affidamento anche sviluppo economico, il capitale so- capacità delle comunità di piani-
per il futuro. Ciò è ancora più sor- ciale, l’informazione, la comunica- ficare, prevedendo però anche di
prendente se consideriamo che i zione e la competenza di comunità. non avere un piano, cioè di dovere
bambini e i ragazzi appartenenti a La presenza di legami di supporto e poter agire anche in situazioni im-
famiglie problematiche si dimostra- sociale, il senso di appartenenza, prevedibili.
no molto capaci nel ricercare e at- le risorse disponibili sono tutti fat- La resilienza non è dunque un pu-
tivare relazioni supportive con altri tori che incidono sul capitale socia- ro fenomeno individuale, ma anche,
adulti significativi nel proprio con- le e sulla capacità di una comunità e inevitabilmente, relazionale e so-
testo di vita. di essere resiliente. Un esempio ci ciale. Il ruolo del contesto sociale,
viene dallo Sri Lanka che, malgra- però, non deve mai essere interpre-
do la scarsità di risorse materiali e tato nel senso di una delega delle
MUTUO SOSTEGNO la mancanza di infrastrutture, riuscì nostre responsabilità alla società o
NELLA COMUNITÀ ad attivare un sistema di soccor- agli altri.
so e di aiuto a distanza di poche
ore dal terribile tsunami del 2004,

P
ure la relazione psicotera-
peutica può rappresentare grazie alla presenza di preesistenti Riferimenti bibliografici
per il paziente la possibilità di reti sociali. Uno strumento centrale Cagnoni F., Milanese R. (2009), Cambiare il passato, Pon-
sperimentare, in alcuni casi per la è rappresentato da ciò che si defi- te alle Grazie, Milano.
CuM
uMMings n. a., saya Ma M. K.
ayaM K. (1995), Focused psy-
prima volta, una relazione partico- nisce “narrativa di comunità”, che chotherapy: A casebook of brief, intermittent
larmente significativa. Tale ruolo è fornisce alle esperienze un signifi- psychotherapy through the life cycle, Brunner/
ben rappresentato nel modello di cato condiviso, relativo alla visione Mazel, New York.
FRan
anKKl V. E. (1946), Uno psicologo nei lager (trad. it.),
terapia breve intermittente messo di se stessi e degli altri. La lettura Ares, Milano, 1967.
a punto da Cummings e Sayama condivisa della realtà e la sua inter- Kobasa s. C., Maddi s. R., Kahn s. (1982), «Hardiness and
health: A prospective study», Journal of Personality
(1995) che focalizza l’attenzione su pretazione collettiva contribuisco- and Social Psychology, 42, 168-177.
come il terapeuta possa, e in alcuni no alla forza dei legami sociali e alla landau J., saul J. (2004), «Facilitating family and com-
munity resilience in response to major disaster». In F.
casi debba, diventare un punto di coesione, che a sua volta aumenta Walsh, M. McGoldrick (Eds.), Living beyond loss: Death
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naRdone G. (2013), Psicotrappole, Ponte alle Grazie,
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me accade nella medicina generale, diato proprio come la narrazione, noRRis F. h., TaR
aRCy M., galea S. (2009), «Looking for re-

essi dicono, i trattamenti medici ter- ovvero il racconto di ciò che è av- silience: Understanding the longitudinal trajectories of
responses to stress», Social Science and Medicine,
minano, ma la relazione terapeuti- venuto e delle proprie risposte, ab- 68, 2190-2198.
ca viene mantenuta nell’aspettativa bia contribuito alla ripresa positiva TousignanT
ousignanT M., ehRensa FT e. (2005), «La resilienza tramite
ensaFT
la ricostruzione del senso: l’esperienza dei traumi in-
che in un momento di particolare dopo l’11 settembre a Manhat- dividuali e collettivi». In B. Cyrulnik, E. Malaguti (a cura
stress o difficoltà il paziente potrà tan. L’11 settembre 2001, lo tsu- di), Costruire la resilienza. La riorganizzazione po-
sitiva della vita e la creazione di legami significativi,
avere di nuovo bisogno di aiuto o nami nel 2004 e il disastro causato Erickson, Trento, pp. 181-193.
di un intervento. La resilienza, quin- dall’uragano Katrina nel 2005, ma WeR neRR e., sMiTh R. (1982), Vulnerable but invincible: A
eRne
longitudinal study of resilient children and youth,
di, non è soltanto una caratteristi- anche – nel nostro Paese – la rico- McGraw-Hill, New York.
ca individuale, ma attiene anche ai struzione a seguito del terremoto
gruppi, alle famiglie e alle comuni- in Friuli del 1976 (nota come “mo- Patrizia Meringolo è professore ordinario di Psi-
cologia sociale presso l’Università di Firenze. Con M.
tà, e viene definita come il processo dello Friuli”) hanno reso evidenti le
Chiodini e G. Nardone ha scritto Che le lacrime di-
attraverso il quale i membri appar- possibili capacità di una comuni- ventino perle (Ponte alle Grazie, 2016).
tenenti a un certo contesto fronteg- tà e di un territorio di organizzar- Moira Chiodini, psicologa, psicoterapeuta e docente
giano e gestiscono le criticità e la si e riorganizzarsi per far fronte alle nel Centro di Terapia Strategica di Arezzo, svolge attivi-
tà di psicoterapia e consulenza a Firenze.
crisi “insieme”. catastrofi. Riprendendo gli studi di Giorgio Nardone ha fondato insieme a Paul
Norris et al. (2009) considerano Norris et al. (2009) si possono rin- Watzlawick il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.
la resilienza come un set di capa- tracciare, in una sorta di roadmap, È internazionalmente riconosciuto sia per la sua creati-
vità che per il suo rigore metodologico.
cità adattive e collegate in rete che alcuni elementi cruciali per la pro-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 37
P S I C O L O G I A C O N F R O N T O
A C U R A D I G E R R Y G R A S S I

Unicità ed
eccezionalità
DAL CONFRONTO TRA FLAVIO CANNISTRÀ
E ANNA MARIA GIANNINI SULLA
PSICOLOGIA DELLE EMERGENZE,
AFFIORA UN’ESIGENZA CONDIVISA:
CHE, DI FRONTE A UN DISASTRO,
SI INTERVENGA SULLA VITTIMA
COGLIENDO LA SUA INDIVIDUALITÀ
E LA TIPOLOGIA DELLE SUE REAZIONI
AL TRAUMA PATITO

L
a parola “emergenza” è una di quelle che sentiamo ormai di continuo, nei co-
municati stampa, nei telegiornali, nei bollettini meteo. Quasi non indicasse più
un’eccezione alla regola, al normale corso degli eventi, ma un appuntamento
fisso. Più o meno consapevolmente, tutti noi siamo disposti ad accettare che una
“situazione di emergenza” potrebbe sbarrarci la strada da un momento all’altro.
Si va da eventi davvero eccezionali, come uno tsunami o un’esplosione, a eventi
più “familiari” come un’inondazione o un incidente stradale. Nel piccolo e nel gran-
de, ci troviamo costretti ad affrontare fatti imprevisti e drammatici che ci pongono
problemi e che ci portano a elaborare soluzioni e strategie di sopravvivenza. Quasi
mai siamo pronti. Quasi mai abbiamo maturato un percorso interiore che sia in grado
di darci dei riferimenti o degli strumenti adeguati. Spesso, così, ci si arrangia, o ci si
abbandona all’istinto. E si rischia di perdere la bussola.
In quanto terapeuti, sempre più spesso siamo chiamati a sostenere coloro i quali si
trovano, o si sono trovati, coinvolti in situazioni traumatiche. È cronaca di questi giorni,
come lo è stata dei mesi e degli anni passati. Così, per questo nuovo appuntamento
della rubrica, abbiamo rivolto alcune questioni relative al problema degli interventi di
emergenza al dottor Flavio Cannistrà, fondatore dell’Italian Center for Single Session
Therapy, e ad Anna Maria Giannini, professoressa a La Sapienza di Roma.
Ciò che emerge in entrambi gli interventi è che l’impiego dei protocolli deve con-
vergere sull’unicità della persona alla quale ci si rivolge. Si tratta quasi sempre di si-
tuazioni estreme, e Cannistrà parla proprio della indispensabilità di «massimizzare

38 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE

❮❮Spesso
nella psicologia
dell’emergenza
si dispone
di una seduta
di un’ora, che va letta
come un’ora intera,
non come un’ora
soltanto❯❯

l’efficacia di ogni singola seduta», in quanto in questi casi «il primo incontro può es-
sere anche l’ultimo».
Come fare? Pensando che il bicchiere sia mezzo pieno, e non mezzo vuoto: pen-
sando di avere a disposizione un’ora intera, e non un’ora soltanto. Tutto ruota intorno
alla preparazione dell’operatore, alla sua capacità di ascolto, al fatto di riuscire a met-
tere al centro la persona e capire da lei quali siano le priorità. Così, la professoressa
Giannini parla di una sincronia tra l’utilizzo del protocollo d’intervento e la centralità
della vittima, sia essa la vittima primaria o quella secondaria (cioè il complesso dei
familiari di chi è stato al centro di un evento violento), senza dimenticare l’insieme
degli operatori coinvolti nei soccorsi.
Quello che sia Cannistrà che Giannini sottolineano è l’importanza della persona di
fronte al disastro. Ed è appunto a questa unicità di reazioni che dobbiamo fare ap-
pello, e che dobbiamo cercare di recuperare e di restaurare.

C O N F R O N T O
Ogni vittima, ogni supersite, è un individuo unico. A seconda di ciò che ha vissuto,
a seconda della sua cultura, delle sue origini, della sua storia personale, ognuno di
noi dimostrerà e svilupperà un tipo di reazione specifica, distinta. È per questo che
eventi traumatici dello stesso tipo (e persino il medesimo evento!) sviluppano reazioni
anche molto diverse in chi li ha vissuti.

A
P S I C O L O G I

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 39
EMERGENZE

LA TERAPIA A
SEDUTA SINGOLA
Flavio Cannistrà

C’
è un fatto curioso che sta interessando l’Italian
Center for Single Session Therapy: mentre noi
abbiamo iniziato a parlare in Italia dei principi
della Terapia a Seduta Singola (TSS), chi si occupa di
psicologia dell’emergenza simili principi li applica da
sempre nella propria pratica. Facciamo chiarezza.
Da almeno trent’anni nel mondo si studia la Terapia
a Seduta Singola. Non si è partiti da una teoria, ma dai
fatti: il drop-out in psicoterapia, cioè l’interruzione arbi-
traria, e spesso non motivata, di un trattamento in corso
da parte del paziente, oscilla tra il 20 e il 50% (Swift e
Greenberg, 2012), e di questi la grandissima maggio-
ranza avviene entro le prime due sedute; noi terapeuti
pensiamo che i drop-out siano dei fallimenti, ma quando
sono intervistate sul «Perché hai abbandonato la tera-
pia?» la maggior parte delle persone risponde: «Perché
sto meglio» (Westmacott e Hunsley, 2010); di queste,
circa il 70-80% mantiene il risultato nei follow-up (con-
trolli dopo la conclusione di un percorso psicoterapeuti-
co) sino a otto anni (Hoyt e Talmon, 2014).
Di fronte a questa realtà, la domanda ovvia è: «Come Una delle prime richieste di collaborazione che abbia-
faccio a massimizzare l’efficacia di ogni singola sedu- mo ricevuto, per esempio, è stata da parte di Simonet-
ta?». Così, sono fioriti studi e ricerche che hanno analiz- ta Bonadies, che in Calabria si occupa dell’emergenza
zato le modalità per trarre il massimo da ogni incontro. immigrati. La cosa interessante è vedere come certi
Dal 2016, dopo essere andati a studiare in California e presupposti che (de)limitano l’intervento in “setting tra-
Australia le pratiche della TSS, abbiamo cominciato a dizionali” siano ignorati in altri. Per esempio, nonostan-
parlarne anche in Italia. te i dati mostrino il contrario, una credenza comune è
Ora, cosa c’entra la TSS con gli interventi nell’emer- che in un solo colloquio non si possa stabilire una “re-
genza? lazione terapeutica” adeguata. E dato che le ricerche
Prima di tutto, la TSS è una metodologia, quindi può sui common factors, ossia sugli elementi principali per
essere utilizzata a prescindere dall’approccio teorico il miglioramento dei pazienti in psicoterapia, evidenzia-
seguito e, soprattutto, in qualunque contesto di inter- no come la relazione terapeutica stessa sia un princi-
vento: lo scopo, come detto, è di massimizzare l’ef- pio chiave per il successo terapeutico (Asay e Lambert,
ficacia di ogni incontro. Non è strano che questo sia 1999), si può pensare che una sola seduta non sarà
stato colto pressoché immediatamente nei contesti di mai terapeutica. Eppure non è così.
emergenza, dove il primo incontro può essere anche Prendiamo l’emergenza migranti. «Porgere una coper-
l’ultimo. ta, dare dei vestiti puliti, offrire una tazza calda è quanto
di più importante ci possa essere ai fini della costruzione
❮❮La Terapia a Seduta Singola di un’alleanza terapeutica» ci ha spiegato Bonadies. E
questo non avviene in due o più incontri: avviene anco-
è una metodologia. Dunque ra prima che il colloquio abbia inizio. Allo stesso modo,
nei setting tradizionali Michael Hoyt (2009) riporta come
è attuabile a prescindere il modo migliore per costruire una relazione terapeutica
sia «fare domande ed essere sinceramente curiosi della
dall’indirizzo teorico seguito❯❯ persona – più che della diagnosi».

40 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
❮❮Per
Per ottenere il massimo da Com’è possibile ottenere il massimo da un singo-
lo colloquio, specie in casi di emergenza? Si dovran-
un singolo colloquio vanno no identificare velocemente i bisogni/obiettivi prioritari.
L’esperienza dell’operatore è fondamentale per com-
subito individuati i bisogni prendere cosa è necessario, ma lo è altrettanto porre
la persona al centro: ciò che è prioritario dev’esserlo
e gli obiettivi prioritari❯❯ per lei. Dare per scontati obiettivi o percorsi da seguire
è un rischio: in psicoterapia c’è l’espressione “curare la
Quando hai a disposizione un’ora intera per creare diagnosi anziché la persona”.
una relazione terapeutica, è più facile di quanto si cre- Come evitarlo? Confrontandosi con le “best practi-
da. Presso l’Eastside Family Center (EFC) di Calgary, in ces” descritte in letteratura e avvalorandole con il con-
Canada, esiste una clinica ad accesso diretto (walk-in fronto diretto con psicologi dell’emergenza, alcune utili
clinic) che riceve individui e famiglie da contesti svan- linee guida sono:
taggiati per un solo colloquio di 30’. Oltre la metà di • Domanda piuttosto che affermare: chiedi per com-
loro ritiene che quell’incontro sia stato sufficiente. E se prendere come stanno le cose e, soprattutto, come
dovesse sorgere un nuovo problema, possono tornare le vive la persona, evitando interpretazioni ed elabora-
e avere a disposizione un nuovo incontro. L’EFC pro- zioni personali. Per capirne la portata, pensa al lavoro
segue ininterrottamente la sua attività da oltre venticin- con persone appartenenti a contesti culturali diversi.
que anni, vedendo circa 3000 persone all’anno (Slive • Riformula costantemente quanto ti viene detto: chie-
e Bobele, 2011). di conferma di quanto espresso da chi hai di fronte
(«Vediamo se ho capito bene: da quello che dici mi
sembra di comprendere che…»). È fondamentale per
sapere se stai procedendo nella stessa direzione e
per ridurre equivoci e incomprensioni.
• Agisci al di fuori dellÕincontro: chi si rivolge a uno psi-
cologo lo vede, mediamente, un’ora alla settimana:
le restanti centosessantasette ore sarà da solo con
il suo problema. Nei contesti di emergenza ciò può
essere altrettanto vero, se non più estremo: si fa un
incontro senza sapere se e quando ci sarà il succes-
sivo. Massimizzare l’efficacia di quell’incontro signifi-
ca anche suggerire comportamenti e indicazioni che

C O N F R O N T O
la persona può mettere in atto dopo.

N
ell’esperienza dell’Italian Center e nella lette-
ratura sulla TSS, in un unico incontro è dav-
vero possibile trarre il massimo: tutto dipende
dall’impostazione assunta. Se pensi che una sola ora
sia insufficiente, sarà difficile che ottenga qualunque
risultato. Ma quando consideri di avere a disposizione
un’intera ora, ecco che i risultati diventano concreti.
A

Riferimenti bibliografici

AsA
sAy T. P, LAmbert M. J. (1999), «The empi- sLive A., bobe
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P S I C O L O G I

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PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 41
EMERGENZE

L’OPERATORE DI PSICOLOGIA
DELL’EMERGENZA
Anna Maria Giannini

di favorire in tempi rapidi il ritorno a una vita normale,

L’
impatto di un evento a potenziale traumatico può
essere molto intenso e provocare diversi tipi di alle proprie abitudini, alla propria quotidianità. Questa
reazione fisica e psicologica. Per comprendere facilitazione delle modalità di adattamento riguarda gli
bene tutto ciò che ruota intorno al tema dell’emergen- adulti e i bambini, che risentono in modo particolare
za occorre tenere in considerazione alcuni fattori di ba- dell’esposizione: per un bambino, la percezione di es-
se: tra i principali, il tipo di evento (macro-emergenze sere a rischio della propria vita genera un senso di in-
e micro-emergenze), le differenze individuali, gli aspetti stabilità, una paura e una preoccupazione molto forti.
culturali. Ogni evento è diverso da un altro, per le sue È dunque importante che, nell’intervento sui minori, si
caratteristiche, così come ogni vittima diretta o indiretta stimolino gli adulti di riferimento a porre in essere con-
(familiari o amici di persone che hanno perso la vita) è dotte di rassicurazione e protezione, nonché di comu-
diversa da un’altra per la sua storia individuale, per le nicazione sul fatto che la situazione sia tornata sotto
capacità e possibilità di reazione, per l’accesso a risor- controllo.
se individuali e collettive, per i modi di affrontare il dolore
in funzione di influenze sociali e culturali.

M
a cosa accade a chi è esposto a episodici critici
La psicologia dell’emergenza studia le condizioni, le di elevato potenziale traumatico? Una condi-
caratteristiche e le conseguenze degli impatti a poten- zione di iper-attivazione fisiologica e di arousal
ziale traumatico, nell’ottica di un inquadramento del (stato momentaneo – in reazione a uno stimolo note-
contesto in cui l’evento critico ha avuto luogo e della vole – del sistema nervoso, contrassegnato da iper-vi-
rete di soccorso che può essere attivata. La rilevanza gilanza e attenzione estrema) è la risposta funzionale
della tempestività degli interventi è riconosciuta dalla tipica immediatamente dopo un evento critico. Si tratta
letteratura scientifica e dall’esperienza degli operatori di una reazione nota in caso di eventi a elevato poten-
del soccorso e ha fra gli obiettivi più importanti quello ziale traumatico. È importante garantire adeguati inter-
di limitare al massimo il protrarsi delle condizioni di sof- venti di sostegno a coloro che manifestano persistenti
ferenza e di esposizione al rischio, nonché la prevenzio- stati di attivazione emotiva o prolungate condizioni che
ne della cosiddetta “vittimizzazione secondaria”, quel evidenzino stati confusionali, disorientamento, incapa-
tipo di vittimizzazione che ha luogo quando alla “vitti- cità di focalizzazione dell’attenzione. Gli effetti trauma-
mizzazione primaria” prodotta dall’impatto con l’even- tici possono assumere le forme di intensa attivazione
to critico, si aggiunge un tipo di vittimizzazione data ed espressione emotiva ed essere veicolati da: dispera-
da soccorsi inadeguati, trattamenti insensibili, assenza zione, terrore, irritabilità o veri e propri scoppi d’ira, ac-
di accoglienza e protezione, mancato riconoscimen- compagnati appunto da iper-attivazione fisica. All’op-
to dei bisogni. Gli interventi hanno un ulteriore obiet- posto, vi possono essere reazioni di ottundimento delle
tivo: prevenire le possibili conseguenze, anche gravi, emozioni (manifestazioni di distacco emotivo o assenza
sul piano della salute psicofisica; Disturbo da Stress di espressione delle emozioni, “congelamento”), con
Post-Traumatico, episodi depressivi, sviluppo di pato- conseguenti riduzioni delle capacità di orientare l’atten-
logie somatiche e altro ancora sono le conseguenze di zione, elaborare gli stimoli. In alcune condizioni di shock
traumi non trattati adeguatamente o di assenza di so-
stegno necessario.
Il soccorso e la tipologia di intervento, nell’immediato,
sono focalizzati su procedure molto codificate e studia-
❮❮Per i bambini in particolare,
te nell’ambito della psicologia dell’emergenza. Le ri-
sposte che lo psicologo deve offrire presentano aspetti
sentire a rischio la propria vita
molto specifici e riguardano i bisogni che si sviluppano provoca un senso
in condizioni limite, la necessità di ricreare le coordina-
te di riferimento a elementi di sicurezza, e la possibilità di instabilità molto forte❯❯
42 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
Spesso chi sopravvive
❮❮Spesso
I
nfine, cosa dev’essere
dev’essere assolutamente
assolutamente evitato quan-
do uno psicologo viene chiamato a intervenire con
a una calamità si sente persone vittime di catastrofi o di eventi particolari? In
prima istanza, egli deve astenersi da interventi improv-
in colpa per non aver visati e non codificati da una procedura collaudata e
validata da prove di efficacia; deve possedere una for-
protetto chi è morto❯❯ mazione specifica e aver strutturato nel tempo un alto
livello di coordinamento con coloro che a vario titolo e
si può arrivare a una vera e propria fuga dissociativa, competenza sono presenti nel contesto dell’intervento.
segnata da confusione riguardo alla propria identità e Non deve trasporre altri modelli di intervento inidonei
da una riduzione del proprio stato di coscienza. al contesto dell’emergenza. Non dev’essere invasivo,
Se dunque, nell’immediato di un impatto traumatico, non deve presentare contenuti banalizzanti; deve co-
i comportamenti descritti possono costituire tipologie di municare in modo chiaro, dev’essere capace di conte-
reazione che si attenuano nel tempo lasciando il posto nere anche con il solo silenzio partecipato, deve saper
a processi elaborativi e di adattamento, la loro persi- ascoltare, saper sostenere il dolore, saper restituire si-
stenza o una loro intensità notevole devono trovare, da gnificato, saper utilizzare sintonia ed empatia svilup-
parte dello psicologo che conduce l’intervento, un’at- pando rapporti e costruendo relazioni in tempi brevi.
tenta valutazione per predisporre le necessarie forme Non dev’essere “presenzialista”, non deve introdurre
di intervento e prevenire l’insorgere di patologie vere e problemi, ma cercare di attenuare le tensioni; deve sa-
proprie. pere sopportare le frustrazioni, i rifiuti, le reazioni di rab-
Un’altra frequente reazione emotiva dopo aver vissu- bia, le svalutazioni.
to un episodio critico può essere quella dell’attivazione Il mondo del dolore, della perdita, della tragedia, dell’ar-
del senso di colpa. In particolare da parte di genitori di restarsi della vita è un mondo in cui entrare in punta di
ragazzi deceduti o gravemente feriti, che benché non piedi, con sensibilità, preparazione e validi strumenti. So-
abbiano magari responsabilità oggettive, si percepisco- prattutto, è importante accostarsi alle vittime con grande
no responsabili per non aver protetto in modo adegua- rispetto e umiltà.
to i figli. Talvolta addirittura per non essere morti al loro
posto, per non averli potuti salvare. Tale vissuto è spes-
so sorretto dai cosiddetti pensieri controfattuali: «Se Gerry Grassi Session Therapy, il primo Centro per for-
avessi fatto questo... Se fossi intervenuto prima…». è psicologo, psicoterapeuta e ipnotera- mare gli psicologi italiani nella Terapia a
peuta. Fondatore e direttore dell’Istituto Seduta Singola.
di Psicoterapia Costruttivista TIB
Anna Maria Giannini

C O N F R O N T O
(Terapie Innovative Brevi), è lo psicologo
del format televisivo Matrimonio a pri- è professore ordinario di Psicologia
ma vista. generale e di Psicologia della legalità e
www.gerrygrassi.com della sicurezza presso l’Università di
www.ipnostrategica.it Roma La Sapienza. Autrice di molti saggi
sulle tematiche esposte, ha pubblicato
Flavio Cannistrà, anche Conversazioni sulla legalità
psicologo e psicoterapeuta, si interes- (con R. Sgalla, Piccin, 2011) e Design
sa di terapie brevi ed è fondatore (con T. Marzi e M. P. Viggiano, Giunti,
dell’Italian Center for Single 2011).

A
P S I C O L O G I

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 43
P S I C O S O L U Z I O N I
G I O R G I O N A R D O N E

Le reazioni
psichiche
ai cataclismi
SIA GLI ATTACCHI DI PANICO CHE IL DISTURBO
POST-TRAUMATICO POSSONO NEUTRALIZZARE IL SENTIMENTO
DI PAURA CHE LI CARATTERIZZA ESPONENDOSI ALLA PAURA
STESSA E PROVANDO A SATURARLA “DAL DI DENTRO”

N I
ei secoli l’uomo è stato capace, tramite la cono- l Disturbo da Attacchi di Panico rappresenta la patologia
scenza acquisita e le tecnologie costruite, di mani- più frequente all’internodella nosografia clinico-psicolo-
polare sempre più l’ambiente a lui circostante, fino, gica, nel senso che, dagli ultimi rapporti del National In-
talvolta, a illudersi di poter controllare ogni cosa. Purtrop- stitute of Health americano, colpisce il 20% delle donne e
po le catastrofi naturali, tutte le volte, ci mettono con le il 30% degli uomini. Questa patologia si distingue per es-
spalle al muro e ci richiamano all’umiltà poiché, per quan- sere connotata da folgoranti attacchi di paura estremizza-
to esseri scientificamente e tecnologicamente avanzati, ta che creano un vero e proprio “tilt” psicofisiologico, con
siamo incapaci di prevederne ed evitarne gli esiti funesti. reazioni esasperate come: tachicardia, respirazione affan-
Da un punto di vista psicologico, le due più importanti re- nosa, vertigini, esagitazione o, al contrario, congelamento
azioni ai cataclismi naturali sono il panico delle reazioni. Ciò può essere provocato da
e il Disturbo Post-Traumatico. Queste due
sintomatiche risposte vengono assai fre-
❮❮ una miriade di forme diverse di stimolo mi-
naccioso il più delle volte irrealistico, oppure
quentemente confuse o sovrapposte, con SPEGNERE dall’esasperazione di una percezione non
il deleterio effetto di trattare l’una come se IL FUOCO minacciosa, ma che diventa tale per l’attri-
fosse l’altra e viceversa. L’esperienza clini- buzione esercitata dal soggetto. Per esem-
ca diretta su queste due forme di patologia AGGIUNGENDO pio, un attacco di panico può scaturire dalla
psichica comportamentale differenti tra loro LEGNA sensazione di essere osservati e giudicati o
ci indica invece la necessità di trattamen-
ti completamente distinti e differenti; così
❯❯ dal fatto di trovarsi soli in mezzo alla gente,
o in spazi molto ampi, o dal fatto di essere in
come, a monte, è importante sviluppare la un luogo alto da cui si vede una profondità,
capacità di discriminare tra i due quadri clinici per poter o ancora dal fatto di trovarsi dentro un aereo o alla presen-
pianificare l’intervento più idoneo. Proprio nell’occasio- za di un animale temuto. La possibilità di stimoli in grado
ne dell’ultima catastrofe ambientale che ha colpito l’Italia, di produrre la reazione di panico è pressoché infinita, dato
troppo spesso si sono sentite voci che non distinguevano che le paure sono tante quante se ne possono inventare.
le due reazioni da parte delle vittime del cataclisma e la Nella mia personale pratica clinica ho visto persone che
conseguente proposta di interventi di aiuto decisamen- avevano la fobia degli angoli, del vento, quella delle ombre
te controproducenti. Pertanto, il primo passo di questa o l’insopportabile paura delle bottiglie stappate o quella
esposizione è offrire al lettore una chiara distinzione tra delle bambole Barbie.
ciò che si osserva in una persona con attacchi di panico Il Disturbo Post-Traumatico, diversamente, è un quadro
e ciò che si osserva in chi manifesta una reazione post- clinico nel quale si può avere con chiarezza l’inquadramen-
traumatica. to diagnostico, poiché il soggetto manifesta una ricorren-

44 MAGGIO-GIUGNO 2017
EMERGENZE
te intrusività di immagini e pensieri relativi
all’esperienza traumatica vissuta. Mentre ❮❮ che più alimento ed esaspero una paura, più la
mia mente si rifiuta di farlo e il mio organismo,
il panico può essere il frutto di realtà to- AIUTA NARRARE anziché eccitarsi fino al tilt, inibisce la reazio-
talmente inventate, il Disturbo Post-Trau- ne e si rilassa. Insomma, “spegnere il fuoco
matico necessita di una reale esperienza
PER ISCRITTO aggiungendo legna”, nell’arte dello stratagem-
vissuta che si riproponga al soggetto in IL TRAUMA ma. Questo può apparire un controsenso al-
modo violento attraverso sensazioni e im- CHE SI é SUBITO la natura delle cose, ma al proposito vi è una
magini mentali che lo travolgano con nu-
merose manifestazioni sintomatiche gravi, ❯❯ spiegazione psicofisiologica chiamata “effetto
transmarginale”, cioè il fatto che il nostro si-
quali allucinazioni, somatizzazioni invali- stema nervoso, se condotto a un’eccitazione
danti, insonnia, esagitazione estrema e anche sensazione sovra-soglia, tende a reagire azzerandola. Ma ciò che fa
di panico. Come si può vedere, le due realtà patologiche la differenza non è questo effetto puramente fisiologico,
hanno caratteristiche ben differenti. In caso di catastrofi quanto piuttosto che, così facendo, il soggetto sperimenti
naturali vissute, si può discriminare piuttosto agevolmente di poter padroneggiare la propria reazione fuori controllo,
un quadro clinico dall’altro poiché nel Disturbo da Panico riportandola sotto controllo. Con un po’ di esercizio guida-
si osservano una continua anticipazione fobica e un’estre- to dall’esperto, l’individuo impara ad aumentare la paura,
mizzata sensibilità all’allarme accompagnata da un intensi- per ridurla fino a padroneggiarla ed evitare quindi che si
ficarsi di ansia per stimoli anche non realmente minacciosi, trasformi in panico.
mentre nel Disturbo Post-Traumatico abbiamo la presenza

P
di immagini intrusive che invadono e pervadono la mente er quanto concerne il Disturbo Post-Traumatico, gli
del soggetto e che si presentano indipendentemente dagli studi comparati sulle tecniche e le strategie più effica-
stimoli esterni, oppure per effetto di situazioni o sensazioni ci mostrano che ciò che funziona utilizza fondamen-
che questi associa all’evento traumatico. talmente gli stessi fattori terapeutici: ossia fare in modo
che la persona riviva ripetutamente, mediante specifiche

L
a cosa davvero importante è che per entrambe le tecniche guidate dallo specialista, l’esperienza traumati-
patologie abbiamo a disposizione tecniche terapeuti- ca per prenderne distanza percettiva ed emotiva. In altri
che davvero efficaci. Nel caso degli attacchi di pani- termini, sia che si utilizzi una desensibilizzazione in vivo
co, la terapia internazionalmente riconosciuta come la più piuttosto violenta, quale spesso viene impiegata in ambito
valida è quella basata sul guidare la persona a condurre militare, sia che si utilizzino pratiche facenti ricorso a indu-
la paura a saturarsi e a rompersi nei suoi stessi eccessi. zioni ipnotiche per riprocessare l’esperienza, sia che si uti-
È nota la tecnica della “peggiore fantasia”, ovvero adde- lizzi il “rivivere” per iscritto più volte l’accaduto e le proprie
strare le persone a infliggersi volontariamente le immagini sensazioni, l’effetto terapeutico avviene per un progressivo
più terrificanti riguardo a ciò che le spaventa, facendo così distanziamento percettivo dall’esperienza, che permette la
in modo di sperimentare l’effetto-paradosso, cioè il fatto modificazione delle reazioni fino all’azzeramento della sin-
tomatologia allucinatoria e delle altre manifestazioni sinto-
matiche conseguenti.
Nella mia esperienza prediligo la terza opzione: il narrare

P S I C O S O L U Z I O N I
per iscritto l’evento traumatico, infatti, attiva meccanismi
mentali che più rapidamente portano ad acquisire il di-
stacco emotivo dall’esperienza vissuta, nella misura in cui
tendono a far diventare, ripetutamente, colui che scrive an-
che colui che osserva dal di fuori ciò che sta narrando e a
permettergli così di riprocessare l’esperienza drammatica
vissuta, a livello non solo cognitivo ma anche percettivo.
Come il lettore può ben intendere, discriminare corret-
tamente il quadro clinico con cui uno psicologo dell’emer-
genza si trova a operare rappresenta una sua prerogativa
fondamentale, che gli consente di operare nella maniera
più adeguata sulla sofferenza delle vittime di catastrofi na-
turali o di incidenti di vario tipo.

Giorgio Nardone
ha fondato insieme a Paul Watzlawick il Centro di Terapia
Strategica di Arezzo. È internazionalmente riconosciuto
sia per la sua creatività che per il suo rigore metodologico.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 45
ADOLESCENZA

Loredana Cirillo

UN LUCIDO QUADRO SUGLI ADOLESCENTI DI OGGI,


IN GRAN PARTE NARCISISTI ASSECONDATI DAI GENITORI,
ALLA RICERCA DI OBIETTIVI VANI E DI CONFERME VIRTUALI.
DI FRONTE A LORO, ADULTI ALLE PRESE CON UNA DIFFICILE
RIDEFINIZIONE DEI PROPRI RUOLI EDUCATIVI

bene l’idea di come molto spesso


adolescenza in sé rappresen- l’urgente bisogno di soggettivarsi,
ta una nuova partita educati- di dar voce alla propria verità di in- l’adolescenza ponga adulti e ra-
va, affettiva e relazionale che dividui unici e diversi dal passato, gazzi schierati gli uni contro gli altri,
genitori, insegnanti e più in generale non più confrontabili con l’immagi- ciascuno armato per combattere la
tutti gli adulti che hanno a che fare ne del bambino fino a quel momen- propria partita. Le novità indotte dai
con i ragazzi devono giocare nello to conosciuto. Si tratta di un nuovo compiti evolutivi specifici di questa
svolgimento del loro difficile compi- soggetto, che fa perdere le tracce fase del ciclo di vita irrompono fisio-
to. Non si tratta di una partita qua- del bambino che fino a poco tem- logicamente nella mente dell’adole-
lunque, ma di un match decisivo po prima rallegrava lo sguardo degli scente, così come nella sua came-
che pone le basi per lo sviluppo del adulti e non poneva questioni edu- ra, nel suo look, nel suo corpo e nel
futuro dei giovani. Il campo non è cative urgenti. La metafora della rapporto che instaura con i genitori,
facile, non si gioca in casa, ma con partita richiama i temi della compe- con la scuola, con gli amici, in tutti
dei nuovi individui, alle prese con la tizione, della tensione, del conflitto, i contesti, le scelte e i personaggi
costruzione dell’autonomia e con del fare a gara a chi vince, e rende che accompagnano la sua crescita.

46 MAGGIO-GIUGNO 2017
L’adolescente incontra per la pri- dovevano essere sovvertite dalle figgere e il “ritiro dalle armi” è ormai

ADOLESCENZA
ma volta la possibilità di prendere nuove generazioni in quanto sim- una conquista consolidata. Il clima
decisioni sul proprio destino e co- boli di repressione e impedimento relazionale all’interno della famiglia
stringe gli adulti a una revisione di nei confronti del nuovo, della libertà è diventato più affettivo, al centro
ciò che nel recente passato scan- e del diritto all’affermazione di nuovi dei valori educativi troviamo il so-
diva le regole educative e il galateo valori e nuova cultura. Il conflitto in stegno all’affermazione individuale,
relazionale fra le generazioni. Nuo- adolescenza, quindi, era espresso all’espressione dei propri talenti – o
ve esigenze educative irrompono principalmente dalla trasgressione supposti tali – praticamente senza
quindi naturalmente sulla scena af- verso i padri e verso tutti i suoi rap- pudori.
fettiva familiare, scolastica e socia- presentanti simbolici, dallo Stato al- Il campo di battaglia della rela-
le, quando arriva l’adolescenza. È la Chiesa. zione con gli adolescenti si è tra-
così dalla notte dei tempi, e il con- I nuovi scenari educativi e socia- sformato in un campo narcisistico,
flitto è stato affrontato in modo più li si svolgono in un contesto in cui in cui il valore supremo per l’indivi-
o meno “armato” a seconda del pe- è stato firmato il “cessate il fuoco”, duo è perseguire il successo per-
riodo storico. non esistono più nemici da scon- sonale. L’affermazione del Sé risul-

UN CAMPO DI NARCISI
❝Per l’adolescente tipico di oggi,
il valore più importante di tutti è
I
n un passato che sembra ormai
lontano, il conflitto familiare che
si esprimeva in adolescenza at- raggiungere il successo personale.
teneva alla necessità di infrangere
norme e regole condivise sul pia-
Talvolta anche in barba al rispetto
no sociale dal mondo adulto, che per l’altro❞

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 47
Tuttavia, le implicazioni inevitabili
di questo modello educativo in ado-
lescenza non sembrano riscuotere
altrettanto successo, né tantomeno
tranquillizzare gli animi dei genitori
riguardo alla propria adeguatezza.
La fragilità narcisistica che attana-
glia la nuova generazione di ado-
lescenti è figlia del campo narcisi-
stico in cui sono nati e cresciuti fin
da bambini, nutriti dalla fantasia di
potere tutto e di dover rinunciare a
poco e niente, men che mai ai pri-
vilegi di cui hanno sempre goduto
fino a quel punto dell’esistenza.

RIPENSAMENTO
DEI RUOLI EDUCATIVI

I
l funzionamento psichico e rela-
zionale dei nuovi adolescenti co-
stringe i ruoli adulti a ripensare la
propria funzione educativa e di so-
stegno alla crescita. La scarsa tol-
leranza alla frustrazione, la ricerca
della visibilità e della popolarità a
ogni costo sono solo alcuni degli
❝Una generazione stretta dall’angoscia aspetti che portano il mondo adul-
to a denunciare la presenza di una
della solitudine e dalla paura conclamata emergenza educativa
di non esistere o di non essere nella nostra società.
Lo sguardo dell’altro costituisce,
mai abbastanza❞ oggi più che mai, la fonte di grati-
ficazione maggiormente ricercata.
ta superiore a qualsiasi altra forma propria dei bambini, oppure da Il placet del mondo esterno, l’in-
di investimento, interesse e rispet- un’offesa subita, che quindi merita terconnessione perpetua con l’al-
to. Le regole del gioco dell’esisten- una risposta chiara e forte per ven- tro e la condivisione di ogni sin-
za sono divenute soggettive e non dicare il preziosissimo Sé. golo istante della propria giornata
più socialmente condivise; ogni nu- A ben pensare, gli unici valori con- attraverso un’immagine che ne ri-
cleo familiare persegue le proprie, divisi riguardano l’importanza del- porti fedelmente testimonianza
talvolta anche a discapito di quelle la raccolta differenziata, l’alta qua- sembrano garantire l’esistenza psi-
degli altri. L’accordo tra gli adulti è lità del cibo biologico, la dannosità chica di un’intera generazione stret-
finito, gli assetti delle alleanze sono dell’olio di palma, i miracoli dell’avo- ta dall’angoscia della solitudine, dal
principalmente intrafamiliari, per cui cado, il sapersi improvvisare chef timore di non esistere o di non es-
vale solamente la salvaguardia del di professione – tutto il resto è a sere mai abbastanza.
benessere personale e dei propri fi- discrezione personale. Nel cor- Le nuove emergenze educative
gli. Insegnare a riconoscere i pro- so dell’infanzia questa rivoluzione sono rappresentate per lo più da
pri errori sembra ormai fuori moda culturale, che dà vita a un numero quattro questioni centrali: l’utiliz-
nell’educazione dei bambini, men- sempre crescente di piccoli tiranni zo sfrenato che i ragazzi fanno dei
tre riscuote parecchio successo a cui tutto spetta di diritto in quan- mezzi di comunicazione tecnologi-
l’addestramento alla legittimazione to bambini, piace a molti, fa sentire ca e di Internet, in barba a ogni re-
di ogni forma di gesto o compor- sicuri che ogni giorno si siano por- gola, oltraggiando la privacy e l’in-
tamento, anche quando aggressi- tati a casa un pezzo di felicità per timità; l’accesso facilitato a ogni
vo, poiché considerato come cer- i propri figli e un punto in più nella bene di consumo e sostanza, legale
tamente innescato dall’innocenza classifica di genitore dell’anno. o illegale che sia; la precocizzazione

48 MAGGIO-GIUGNO 2017
di condotte solo pochi anni fa anco- differenziazione che raggiungono per ventiquattr’ore al giorno, inces-

ADOLESCENZA
ra di pertinenza adulta; la mancanza rispetto agli adolescenti e agli adul- santemente connessi e impegna-
del tradizionale riconoscimento del- ti nel modo di vestire, di parlare, di ti a fotografare ogni istante più o
la scuola, di tutti i dispositivi educa- atteggiarsi, di usufruire di beni di meno intimo e interessante della
tivi predisposti e gestiti dal mondo consumo come i dispositivi elet- propria giornata per renderlo uni-
adulto. Affrontare questi temi da un tronici di ultima generazione. Nel- versalmente visibile agli occhi degli
punto di vista educativo e psicologi- la pratica clinica osserviamo già da altri. «Ogni ricordo è più importan-
co risulta assai complesso perché si molti anni un’anticipazione impres- te condividerlo che viverlo» recita il
tratta di questioni ancorate al con- sionante anche delle condotte più recente brano di un duo di rapper
testo sociale e culturale contempo- nettamente a rischio, quali i disturbi in testa alle classifiche nazionali, ve-
raneo che di fatto le promuove a rit- alimentari, l’uso di sostanze, i gesti ri e propri guru contemporanei per
mo incessante. Il confine tra nuove autolesivi e le sperimentazioni ses- gli adolescenti, insieme ai blogger,
normalità e nuove emergenze edu- suali, che oggi possono fare la loro agli youtuber e a tutti coloro che so-
cative risulta pertanto sempre più comparsa anche in un’età al confi- no riusciti, grazie al riconoscimento
sfumato e difficile da definire. Molte ne con l’infanzia, se non addirittura nel mondo virtuale, a conquistar-
condotte entrate ormai a far parte ancora infantile. Disagio e normali- si un’esistenza reale milionaria. Si
degli usi e consumi contemporanei, tà spesso convivono e molto facil- tratta dei primi opinion leader nel-
da un punto di vista psico-educati- mente sono interconnessi tra loro, la storia dell’uomo che non hanno
vo possono infatti essere giudicate definendo il profilo di una nuova ge- nessuna vera opinione da diffonde-
come minacciose per lo sviluppo e nerazione narcisisticamente fragile, re. Sono questi i nuovi punti di riferi-
la crescita dei giovani. alla costante ricerca dell’approva- mento dei giovani, i nuovi modelli di
Pensiamo, per esempio, alla zione altrui, della popolarità rag- identificazione. Da più parti vengo-
sempre maggiore precocità con giunta grazie al numero di follower no additati come gli idoli più depri-
cui i bambini conquistano autono- e di like ottenuti sui social network. vati di pensiero, di valore e di etica
mie e oggetti, alla sempre minore Questa ricerca sfrenata li impegna che il mondo abbia mai conosciuto.
Almeno così sembra in apparenza,
❝Blogger e youtuber sono i primi perché invece, a ben guardare, un
valore questi personaggi lo pro-
opinion leader nella storia dell’uomo muovono, e si tratta di una risposta
chiara a un profondissimo bisogno
che non hanno nessuna vera dei ragazzi di oggi: annientare la tri-
opinione da diffondere❞ stezza e il pensiero.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 49
UNA GENERAZIONE
LIQUIDA
❝La frenesia sulla virtualità della Rete, per
i nostri ragazzi, può essere letta come

P
assare il tempo a curiosare nel-
la vita degli idoli del web, anzi-
moto di compensazione del vuoto dato
ché chini sui libri o a rimboc- dall’assenza di un futuro possibile❞
carsi le maniche per inseguire più
vigorosamente la propria esistenza,
a molti ragazzi serve per anestetiz- sguardo adulto sugli adolescenti diffi- sima identificazione, la vita degli altri
zare ogni forma di investimento e di cilmente riesce a essere fiducioso sul da sbirciare e condividere è il bene
approfondimento sui fatti e sugli sce- loro valore, in una spirale a circolo vi- più ricercato sul mercato contem-
nari della propria vita reale, oltre che zioso che crea distanza e sospetto poraneo e al contempo il più paga-
della vita politica e sociale in cui sono reciproci. to e remunerativo. Youtuber e blog-
immersi. La realtà sociale contempo- Le ricerche che i ragazzi fanno nel ger sono vicini, raggiungibili, vivono
ranea viene percepita come troppo web possono assumere un caratte- con una foto-videocamera sempre
distante dall’ideale, testimone di un re antidepressivo, scacciapensiero puntata sulla loro vita e hanno avuto
presente e di un futuro dai contorni e scacciadolore, un antidoto con- successo: potrebbe capitare a chi-
incerti, spaventosi e inconsistenti. tro il vuoto che nasce dall’assenza unque, basta crederci, perché non
I modelli e gli scenari contempora- di un futuro possibile. Le star della provarci? Qualche speranza in più è
nei mostrano come la scuola non sia Rete presentano a volte un mondo dal mondo virtuale che forse provie-
più l’unico strumento per realizzare il fatto di bellezza, lusso, divertimento, ne, altro che dalla scuola! Questo è
proprio Sé futuro. Le crisi e il tasso altre volte semplicemente una storia ciò che molti ragazzi pensano, an-
di disoccupazione mostrano come i quotidiana, normale, popolata dal- che quelli che a scuola ci vanno ma
percorsi da seguire nella vita per ot- le amicizie, dall’amore, dalla scuola, che spesso dichiarano di farlo solo
tenere successo e riconoscimento dai conflitti con genitori e insegnanti, perché così incontrano gli amici, col-
viaggino su altri canali. È difficile per questioni di vita che possono riguar- tivano relazioni e non stanno da soli,
un adolescente di oggi guardare a un dare qualunque adolescente, in cui non certo per imparare la storia, la
adulto o a un insegnante come mo- ci si può ritrovare o immedesimare letteratura o le scienze.
delli cui ispirarsi nella vita per costrui- con facilità. Sia che promuova l’ide- «Chi sono i nostri figli? Chi siete?»
re il proprio Sé, e allo stesso tempo lo ale, sia che promuova una potentis- domanda un giornalista sulle prime

50 MAGGIO-GIUGNO 2017
❝La costruzione di una nuova sono solo alcune delle questioni più

ADOLESCENZA
urgenti da affrontare per sostenere la
alleanza tra la scuola e la famiglia crescita e il futuro degli adolescenti.
Tenere conto di questi cambia-
è una delle questioni più urgenti menti senza farsi sopraffare dalla
da affrontare oggi❞ paura, dallo sdegno e dalla propria
visione univoca del mondo è la sola
arma che il mondo adulto può im-
pagine del Corriere della Sera intervi- vo millennio, così come risulta difficile bracciare per sottrarre i ragazzi al-
stando una giovanissima, acclama- distinguere le “nuove normalità” dalle lo strapotere della sottocultura dei
tissima blogger. «Ragazzi che hanno “nuove patologie” e di conseguenza media e del web. Aprire il dialogo e il
bisogno di essere incoraggiati, rin- individuare risposte educative e clini- confronto con la loro nuova realtà fa
cuorati, divertiti» risponde lei. «Come che adeguate. Tutte queste trasfor- degli adulti figure autorevoli a cui ri-
mai tanti suoi coetanei si sono rico- mazioni sociali e culturali hanno pro- volgersi per essere aiutati a orientar-
nosciuti in lei?». Risposta: «Per la mia mosso non solo nuove emergenze si nel mondo, anziché degli ostacoli
semplicità e la mia sincerità. Sono un educative, ma anche nuove modali- da aggirare nel proprio cammino di
po’ matta, ma non mi nascondo, non tà di esprimere il disagio che richie- crescita.
mento; per questo mi trovano empa- dono forme di autorevolezza adulta
tica. La Rete non è il luogo della post- non più ispirate alla propria storia
verità. Nel mondo virtuale a volte sia- passata, ormai obsoleta, ma foca-
mo più sinceri che in quello reale». lizzate sulle esigenze evolutive degli Loredana Cirillo, psicologa e psicoterapeuta, socia
dell’Istituto Minotauro, docente per il master in Psi-
Dirimere la questione su quale ve- adolescenti di oggi. L’insegnamento cologia dei nuovi media del Minotauro, ha scritto, tra
rità, tra quella reale e quella virtuale, a scuola, la costruzione di una nuo- gli altri, Adolescienza. Manuale per genitori e figli
sull’orlo di una crisi di nervi (con G. Pietropolli Char-
sia oggi più vera è un’impresa assai va alleanza fra l’istituzione scolasti- met, San Paolo, 2014) e Gli adolescenti e i disturbi
ardua per chi si confronta quotidia- ca e quella familiare, la gestione della alimentari. Quando il rapporto con il cibo diventa
un problema (con E. Riva, Mondadori, 2015).
namente con gli adolescenti del nuo- quotidianità virtuale di figli e studenti

IL CERVELLO CHE IMPARA


In un mondo dominato dai nuovi
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PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 51
ADOLESCENZA

Alessandra Salerno, Monica Tosto

LA PROCREAZIONE DI UN FIGLIO, PER UN’ADOLESCENTE,


PUÒ RAPPRESENTARE L’ANTICIPAZIONE DI UNA TAPPA
NELLA NORMALE SEQUENZA EVOLUTIVA. MA LE
CONSEGUENZE NON SONO SEMPRE PROBLEMATICHE,
NÉ PER LA MADRE NÉ PER IL BAMBINO

essere l’esito di uno stile di vita ri-

I
l fenomeno delle gravidanze pre- GIÀ MAMME E NON
coci è considerato con grande schioso, nel quale abuso di alcol e ANCORA ADULTE
preoccupazione nelle società mo- di sostanze, abbandono scolastico
derne, a causa delle conseguen- e scarse prospettive occupazionali

L
a nascita del bambino, pur-
ze che comporta per le ragazze e si intrecciano a un comportamento troppo, tende a innescare un
per la società in generale. La gio- sessuale promiscuo, indirizzando circolo vizioso, che consolida
vane che incorre in una gravidan- la crescita dell’adolescente verso le difficoltà evolutive della neomam-
za, infatti, parte spesso da una si- esperienze sempre più complesse ma. La maternità adolescente può
tuazione di rischio psico-sociale, e obbligandola a confrontarsi con infatti essere definita come un’asin-
alla quale si aggiungono difficoltà responsabilità per le quali non è at- cronia evolutiva, attivata dalla coe-
personali e relazionali, come sto- trezzata. In altri casi, invece, è l’esi- sistenza di trasformazioni che do-
rie di conflitti familiari e trascuratez- to di una scelta deliberata, orientata vrebbero essere consequenziali. Si
za affettiva, relazioni instabili con il ad appagare, attraverso la relazio- determina una doppia crisi evolutiva
partner e con gli amici, insuccessi ne con il bambino e la formazione in cui i domini relativi ai cambiamenti
scolastici e problematiche psicolo- di una famiglia propria, i bisogni in- corporei, cognitivi ed emotivi e al-
giche e comportamentali. L’espe- fantili rimasti insoddisfatti e i propri la rielaborazione delle relazioni con i
rienza della gravidanza può, allora, vuoti affettivi (Klein, 2005). pari e la famiglia sono interessati da

52 MAGGIO-GIUGNO 2017
❝Le madri adolescenti allentano

ADOLESCENZA
i legami con i pari e, anche per esigenze
di aiuto, rinsaldano le relazioni
con la loro famiglia di origine❞

una duplice riorganizzazione, una cificamente, mette in luce l’esisten-


riguardante l’adolescenza e l’altra za di tre differenti pattern genitoriali,
propria della maternità. Il dominio non sempre problematici. Il primo,
relazionale, in particolare, rimanda denominato sharing, individua le
a una specificità nello sviluppo delle ragazze che ricevono un adeguato
“madri teen” che ha un andamento sostegno da parte delle loro fami-
contrario a quello normativo. Se le glie di origine e appaiono capaci di
adolescenti tipiche, infatti, utilizzano comprendere i bisogni dei loro figli,
gli amici come sostegno alla propria adattando a loro il proprio compor-
nascita sociale, quelle già mamme, tamento. Costoro li stimolano ap-
in seguito al bisogno di sostegno propriatamente, sono affettuose e
nelle funzioni genitoriali, allentano i mostrano piacere nel trascorrere il
legami con i pari e rinsaldano le re-
lazioni familiari.
Si definisce, quindi, uno scena-
rio in cui la complessità delle sfide
può arrestare la crescita norma-
tiva delle adolescenti e impedire
l’acquisizione dello status adulto,
oltre a comprometterne l’adatta-
mento personale. Dal punto di vi-
sta psicologico è infatti frequente
l’esordio di una depressione po-
st-partum, mentre a lungo termine
si consolidano problematiche psi-
chiatriche e bassa autostima. Dal
punto di vista psicosociale, inve-
ce, è abituale la tendenza a con-
seguire bassi livelli di scolarizzazio-
ne e occupazionali, che si associa
a problematiche economiche e a
dipendenza dal welfare. Inoltre, le
madri teen danno solitamente vita
a nuclei familiari monogenitoriali,
hanno in media più figli e presen-
tano una maggiore instabilità rela-
zionale e abitativa.
Le difficoltà delle madri adole-
scenti, però, chiamano in causa
anche i processi di adattamento al
ruolo genitoriale. Queste madri vi-
vono una condizione di precarietà
sociale e relazionale che, interagen-
do con la loro giovane età, interfe-
risce con la costruzione del Sé ma-
terno ed esita nella definizione di
stili di parenting rigidi e stereotipati.
La letteratura (Epstein, 1980), spe-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 53
❝Spesso è la madre della Ciò coglie la complessità in cui si
delinea lo sviluppo, rilevando il bi-
giovane neomamma ad agevolare sogno di considerare le variabili che
la transizione della figlia verso attivano processi di resilienza. Tra
queste vi sono: il completamen-
la condizione materna❞ to degli studi, il rinvio di altre gra-
vidanze, caratteristiche personali
tempo con loro. Il secondo pattern, dei figli, che incontrano difficoltà in come un “locus of control” interno
detto directing, caratterizza le ra- diverse aree del proprio funziona- e un’adeguata autostima, la parte-
gazze che interpretano la genitoria- mento (Tosto et al., 2015). cipazione a programmi di sostegno
lità come un mezzo per acquisire lo e la possibilità di far affidamento su
status adulto. Esso si caratterizza relazioni positive nel contesto fami-
per l’adozione di un linguaggio di- LA TRANSIZIONE liare ed extrafamiliare. La dimensio-
rettivo e di uno stile intrusivo e con- POSSIBILE ne del supporto sociale, sia pratico
trollante. L’ultimo pattern, chiamato che emotivo, assume un rilievo par-
no talking, è proprio delle madri che ticolare, soprattutto quando è forni-

L
a transizione precoce alla geni-
hanno particolari difficoltà ad adat- torialità, tuttavia, non si tradu- to dalla nonna materna. Costei, in-
tarsi al loro ruolo e si sostanzia in ce sempre in traiettorie evolu- fatti, sostenendo un legame basato
condotte ipostimolanti, durante le tive atipiche. Almeno un terzo delle sull’autonomia, facilita la transizio-
quali esse non parlano al bambino, madri adolescenti, infatti, rientra in ne della figlia verso la condizione di
limitandosi a fornirgli le cure fisiche un pattern di sviluppo normativo che madre, promuovendone le compe-
primarie. riflette l’assenza di disturbi menta- tenze genitoriali, e verso quella di
Molte ragazze, quindi, faticano a li, comportamentali o relazionali di giovane adulta, facilitando l’inve-
far fronte in modo adattivo alle sfi- rilievo. Queste ragazze mostrano stimento formativo e professionale
de della genitorialità, poiché pos- buone abilità di coping, completa- (Klein, 2005).
siedono una scarsa e irrealistica no gli studi, escono dal circuito del La transizione medesima può
conoscenza delle pratiche di accu- welfare, mantengono un legame af- rappresentare di per sé un fatto-
dimento. Ciò impedisce loro di so- fettivo stabile e manifestano un ac- re protettivo per l’adolescente, in
stenere adeguatamente lo sviluppo cudimento funzionale. quanto «fornisce nuovi significati e

54 MAGGIO-GIUGNO 2017
nuovi scopi alla vita dell’adolescen-
❝Da ricerche recenti la madre

ADOLESCENZA
te, attivando un funzionamento re-
siliente che in alcuni casi sarebbe adolescente italiana media risulta
stato difficile ipotizzare» (Salerno
e Tosto, 2012, p. 58). Ciò può tra-
essere single, avere difficoltà
dursi nella voglia di completare gli occupazionali e vivere con i genitori❞
studi, aumentando le possibilità
lavorative e potenziando anche le
capacità di sostegno nella crescita ra dei propri figli, che incidono sullo interessati da un processo di tran-
scolastica del figlio. Diventata ma- sviluppo di una percezione negati- sizione genitoriale che, ancorché
dre, quindi, la giovane riorganizze- va dell’esperienza della maternità. complesso, non può definirsi impre-
rà la sua vita, rafforzando il proprio A questo si aggiunge la scarsa co- visto. È il caso, per esempio, delle
funzionamento personale e paren- stanza con cui frequentano i pro- giovani del territorio palermitano,
tale e creando maggiori opportuni- grammi sanitari a loro destinati, che gran parte delle quali, come emer-
tà per il bambino. comporta una maggiore probabilità ge da un recente studio, diventa
di problematiche mediche perinatali madre nell’ambito di un progetto di
e incrementa la scarsa soddisfazio- vita in cui la scelta del partner e la
E IN ITALIA? ne con cui è rappresentata l’espe- separazione dalle figure genitoriali
rienza genitoriale (Save the Children costituiscono tappe quasi coinci-
Italia Onlus, 2011). denti di un percorso deliberato. In

D
alle ricerche (Save the Chil-
dren Italia Onlus, 2011; Tri- Qualche differenza rilevante ri- un contesto dove non è possibile
vellato, 2002) emerge che guarda anche la popolazione italia- investire sulla propria istruzione e
le madri adolescenti italiane sono na, al cui interno alcuni sottogrup- su un qualsiasi progetto lavorativo,
prevalentemente madri single, che pi di madri adolescenti sembrano la convivenza e la maternità diven-
vivono con la propria famiglia di ori-

motivazioni alla base


gine, hanno abbandonato gli studi
e mostrano difficoltà economiche
e occupazionali. Le loro gravidan-
ze non rientrano all’interno di una
progettualità di coppia, pertanto
di una gravidanza
il padre del bambino diventa ra-
pidamente una figura marginale.
La gravidanza, invece, sconvol-
adolescenziale
ge gli assetti relazionali della fami-
glia di origine della ragazza, che
Rito di iniziazione. La ragazza ottiene la conferma della pro-
si riorganizza su modalità di rap-
pria integrità corporea e della profondità del suo legame senti-
porto prevalentemente conflittua-
mentale. Il bambino, però, non è previsto, e ciò esita nell’interru-
li e invischiate, limitando le spinte
zione volontaria della gravidanza.
di emancipazione e la sperimenta-
Segnale d’allarme. La ragazza non cerca consciamente la
zione extrafamiliare.
gravidanza, che però diventa un mezzo per comunicare il suo
Esiste, comunque, una differen-
malessere a una famiglia trascurante e sollecitarne l’attenzione.
za significativa nell’adattamento
Acquisizione di status. La gravidanza rappresenta una mo-
alla maternità precoce tra ragaz-
dalità di transizione all’età adulta, alternativa all’inserimento lavo-
ze italiane e di origini straniere. Nel
rativo, in contesti che approvano la costituzione precoce di una
caso di madri adolescenti italiane,
famiglia. Essa è quindi programmata insieme al proprio compa-
infatti, la gravidanza si configura
gno e sono presenti buone competenze parentali.
tendenzialmente come un evento
Ricerca identitaria. Orienta il comportamento di ragazze con
critico paranormativo del ciclo vi-
tendenze all’isolamento affettivo, in cui non è presente alcun
tale individuale e familiare. Tutta-
investimento progettuale o relazionale. Solo il futuro bambino
via, dopo una fase di elaborazione
sembra procurare loro un’identità sociale.
dell’evento, le adolescenti posso-
Gravidanza accidentale. La gravidanza è del tutto acciden-
no far affidamento sui loro genito-
tale, poiché le ragazze ritengono di utilizzare metodi contraccet-
ri, che spesso le sostengono nella
tivi efficaci. La scelta di tenere il bambino dipende dalla reazione
cura del bambino. Le straniere, in-
del contesto affettivo e dal grado di investimento sul suo futuro.
vece, riportano bassi livelli di sup-
(Le Van, 1998).
porto emotivo e materiale nella cu-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 55
tano l’unica possibilità per organiz- PRENDERSI CURA due diverse finalità. In primo luo-
ADOLESCENZA
zare il proprio futuro, inscrivendosi DELLE MADRI go, deve puntellare i loro processi
all’interno di una storia familiare in ADOLESCENTI di maturazione, accompagnandole
cui tale modus vivendi viene inco- nel cammino verso l’individuazione
raggiato e trasmesso da una gene-

L
a letteratura mette in luce co- e l’acquisizione di competenze re-
razione alla successiva (Salerno e me, pur con importanti ecce- lazionali adulte. Secondariamente,
Tosto, 2012). zioni, la maternità adolescen- questi obiettivi devono essere per-
Diversamente da altri Paesi, co- ziale sia più frequente tra le ragazze seguiti contestualmente al poten-
munque, in Italia si conosce mol- cresciute in nuclei familiari poveri, ziamento dei comportamenti di pa-
to poco dei diversi aspetti in cui il caratterizzati da pattern di intera- renting e dell’identità genitoriale. In
fenomeno è articolato (benessere zione caotici e inseriti in una rete questo sarà possibile promuovere
materno e infantile, adattamento al di relazioni primarie disgregata e un’azione sociale e sanitaria che,
ruolo genitoriale, qualità del lega- disfunzionale. Perciò, per attraver- se migliora l’adattamento materno,
me madre-bambino ecc.) e non si sare la loro doppia crisi evolutiva, riduce anche la possibilità di una
sono analizzate a sufficienza la va- necessitano di un’azione di soste- trasmissione transgenerazionale
riabilità intragruppale e le eventua- gno formale e strutturata che abbia del disagio psicosociale.
li specificità territoriali. Ciò mette in
evidenza l’urgenza di programmi di
ricerca più numerosi e sistematici,
che, approfondendo la conoscenza
❝In Italia questo fenomeno adolescenziale
del fenomeno, permettano anche la è ancora poco studiato nei suoi temi
progettazione di interventi mirati a
ridurne l’incidenza e la criticità (To-
portanti: benessere del figlio e della
sto et al., 2015). madre, qualità del loro legame❞

Riferimenti bibliografici
EpstE
pstEin A. (1980), Assessing the child development in-
formation needed by adolescent parents with very
young children, High/Scope Educational Research
Foundation, Ypsilanti.
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and issues», Pediatrics, 116, 281-286.
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adattamento al ruolo genitoriale in adolescenza», Rivi-
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Rapporto di Save the Children sulle mamme ado-
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tosto M., sal alEErno a., FiC
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la maternità in adolescenza e le azioni di supporto al
benessere psicologico e sociale», Psicologia Clinica
dello Sviluppo, 19, 219-248.
tririVVEllato P. (a cura di, 2002), Giovani madri sole, Ca-
rocci, Roma.

Alessandra Salerno, psicologa e psicoterapeuta, è


professore associato in Psicologia dinamica nell’Uni-
versità di Palermo. Tra le sue pubblicazioni più recenti:
Vivere insieme. Tendenze e trasformazioni della
coppia moderna (Il Mulino, 2010); La violenza indi-
cibile. L’aggressività femminile nelle relazioni inter-
personali (con S. Giuliano, Franco Angeli, 2012); Oltre
il legame. Genitori e figli nei nuovi scenari familiari
(con M. Garro, Franco Angeli, 2014).
Monica Tosto, psicologa, psicoterapeuta e dottore di
ricerca in psicologia, svolge attività di ricerca in colla-
colla-
borazione con la cattedra di Modelli e interventi clinici
sulla famiglia dell’Università di Palermo, sul tema della
maternità adolescenziale, della depressione perinatale
paterna e della percezione sociale dell’omogenitorialità.

56 MAGGIO-GIUGNO 2017
Attacchi di panico e ansia acuta
Soccorso psicologico di base di Donato Cattani e Paolo Scappellato

PRIMO SOCCORSO PSICOLOGICO


ILLUSTRATO
ACCESSIBILE A TUTTI

Donato Cattani
Psicoterapeuta cognitivo-comportamen-
tale, è ufficiale psicologo del Corpo sani-
tario dell’Esercito Italiano.

Paolo Scapellato
Psicologo e psicoterapeuta, docente di
Psicologia clinica presso l’Università Eu- Prezzo euro 18,00
ropea di Roma e presso la Scuola di Spe- Pagine 112
cializzazione dell’Istituto Skinner di Roma
e Napoli. codice 95054-Z

L’attacco di panico è un fenomeno molto frequente: oltre una persona su quattro potrebbe sperimen-
tarlo nel corso della vita.
La maggior parte di noi, però, non sa assolutamente come gestirlo, con il rischio di provocare effetti
controproducenti.
Questo volume nasce proprio per rispondere a questa esigenza di primo soccorso.
La prima parte offre le conoscenze utili alla comprensione del fenomeno del panico. La seconda
descrive il protocollo d’intervento: istruzioni dettagliate, fase per fase, guidano l’esecuzione delle
manovre, illustrate e accompagnate da strumenti di approfondimento e rapida consultazione.

Basato su Di semplice Una novità Una risposta


evidenze utilizzo nella psicologia a un problema
scientifiche internazionale psicologico sempre
più attuale

IN LIBRERIA A GIUGNO
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E F AF
F IINC
CDA
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CEII A
AA P
PGE
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N A LL E
A
O D O R
E I

SEI VITTIMA DI
QUESTA AUTOIPNOSI?
Ci sono forme “autoipnotiche” che ci boicottano nel superare
alcuni nostri problemi o abitudini negative. Anche se ci fanno
dire che non vogliamo modificarli, quando in realtà ce ne
manca la forza
gia, ospite del rettore. […] Duran- mi senza fare nessun inutile giro”.

C
onosci Richard Feynman?
È stato premio Nobel per la te le fasi iniziali dell’esperimento, L’ipnosi terminò e io mi alzai, de-
fisica nel 1965 per l’elabo- l’ipnotista mi disse: “Ora non sarai ciso ad andare dritto al mio posto,
razione dell’elettrodinamica quan- in grado di aprire i tuoi occhi”, e io ma ad ogni passo che facevo,
tistica. Durante la seconda guerra pensai tra me e me: “Puoi scom- sentivo una fastidiosa sensazione
mondiale partecipò al progetto metterci che posso aprirli! Ma dentro di me. Questa sensazione
Manhattan per la costruzione del- preferisco non rovinarti l’esperi- diventò così forte che finii per fare
la prima bomba atomica. In gene- mento: vediamo dove vuoi arriva- l’intero giro dell’aula per anda-
rale le sue innovazioni fisico-teo- re”. […] Più avanti l’ipnosi divenne re infine a sedermi passando dal
riche e matematiche nell’ambito più profonda e l’ipnotista mi fece retro. […] Devo ammettere che
della meccanica quantistica sono fare tutta una serie di cose che l’ipnosi è stata un’esperienza dav-
state fondamentali per elabora- non avrei normalmente fatto. Al vero interessante. A quanto pare,
re diverse teorie di cosmologia termine dell’esperimento mi dis- tutte le volte che dici a te stesso:
quantistica e per le varie interpre- se inoltre che una volta terminata “Certo che posso farlo! Ma ora
tazioni della fisica delle particelle. l’ipnosi, invece di tornare al mio preferisco di no”, in realtà è solo
Tra gli anni Sessanta e Settanta, posto attraverso il percorso più un altro modo per dire che non ne
inoltre, la sua personalità e la sua breve, avrei fatto il giro dell’aula e sei capace».
fama di divulgatore scientifico lo sarei andato a sedermi passando Per chi non è esperto dell’argo-
resero molto noto anche al gran- dal retro. Nelle precedenti dimo- mento, il termine “ipnosi” potreb-
de pubblico americano e mon- strazioni non ero perfettamen- be richiamare alla mente scene
diale. Insomma, un personaggio te consapevole di quanto stesse cinematografiche o carismatici
estremamente interessante. Moti- accadendo e avevo cooperato ipnotisti che dal palco manipolano
vo per cui di recente ho deciso di con l’ipnotista, ma questa volta mi come marionette spettatori incon-
leggere la sua autobiografia: Sta dissi: “Diamine! Quando è troppo sapevoli. Naturalmente, l’ipnosi
scherzando, Mr. Feynman! (tra- è troppo! Andrò dritto a seder- è molto più di tutto ciò, ma oggi
dotta in italiano da Zanichelli). ho voluto riportare l’episodio del
professor Feynman (e la sua ulti-
❮❮ ma riflessione) per un motivo ben
L’ESPERIENZA preciso.
DI UN GENIO Sbarazzarsi delle Troppo spesso, infatti, siamo
vittime delle nostre stesse autoi-
proprie cattive pnosi. Ci raccontiamo di essere in

U
n passaggio mi ha colpi-
grado di sbarazzarci delle cattive
to più degli altri è quello in
cui Feynman parla della
abitudini è più abitudini quando vogliamo, ma la
sua prima esperienza con l’ipno- difficile di quanto verità è che ogni volta che ci pro-
si: «Quando ero a Princeton ebbi viamo, sentiamo una fastidiosa
l’opportunità di partecipare ad ci raccontiamo sensazione dentro di noi, che ci
un esperimento di ipnosi realiz- riporta inevitabilmente sulla strada
zato da un professore di psicolo- ❯❯ sbagliata.

58 MAGGIO-GIUGNO 2017
❮❮

EFFICACIA PERSONALE
Letto questo
articolo, prova a
rinunciare per un
giorno a un vizio di
cui ti vorresti liberare
❯❯
so garantirti che in questo lasso di
tempo accadranno due cose:
• proverai quella sensazione di
fastidio di cui parla Feynman
mentre cerca di tornare al suo
posto. Questa sarà la prova
maestra che sei effettivamente
vittima di un’autoipnosi che sta
contribuendo a rafforzare le tue
cattive abitudini;
• se riuscirai a superare la sfida
delle ventiquattr’ore, proverai fi-
nalmente sulla tua pelle cosa si-
gnifica vivere un giorno al pieno
delle tue potenzialità. Ovviamen-
te, il processo di cambiamento
non sarà magicamente concluso
in ventiquattr’ore. Ne abbiamo
parlato in un precedente artico-
lo: c’è la “Valle della disperazio-
ne” da superare. Se però por-
terai a termine questa semplice
prova, darai un segnale molto
potente al tuo cervello.

Allora, che ne dici: appena termi-


nato questo articolo, sei pronto ad
Il fisico Richard Feynman.
abbandonare una tua cattiva abi-
tudine per almeno ventiquattr’ore?
UNA SFIDA Inizia, perciò, con lo smettere
CON SE STESSI di mentire a te stesso. Se oggi «Be’, Andrè, certo che posso
sei fuori forma, fumi o usi il tuo farlo! Ma oggi preferirei di no».
smartphone in maniera compul-

I
ntraprendere un percorso di mi- Che è solo un altro modo per
glioramento personale significa siva, molto probabilmente c’è dire che non ne sei capace. O
anzitutto prendere consape- anche qualche autoipnosi che sbaglio?
volezza di queste autoipnosi e ronza fra i tuoi neuroni e che sta
accettare il fatto che i compor- ostacolando il tuo cambiamento.
tamenti errati che si sono radi- Non mi credi? Ti propongo un Andrea Giuliodori
ingegnere, vive e lavora a Londra. Per vari anni ha la-
cati per anni nella nostra mente esperimento. Pensa a un tuo vorato a Milano come manager per una multinazionale
richiedano uno sforzo di volontà comportamento negativo di cui ti della consulenza direzionale. Dal 2015 si dedica
e strategie specifiche per essere vorresti sbarazzare e impegnati a a EfficaceMente, blog italiano di crescita personale
(www.efficacemente.com), e ad altri progetti online.
modificati. evitarlo per ventiquattr’ore. Pos-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 59
PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE

Pre-suasione
Robert Cialdini
parla del suo nuovo libro
è stato ideato per spiegare cosa
A TRENTADUE ANNI DALL’USCITA inserire all’interno dei nostri mes-

DEL BESTSELLER LE ARMI DELLA saggi per attirare le persone nella


nostra direzione, cosa costruire en-
tro i confini del nostro messaggio. Il
PERSUASIONE, ROBERT CIALDINI volume Pre-suasione indaga invece
il tema di cosa costruire nella fase
RISPONDE ALLE DOMANDE DI LUCA anteriore alla trasmissione del no-
stro messaggio, un momento che
MAZZUCCHELLI SUL SUO NUOVO rende le persone aperte e ricettive
a quel messaggio.
E ATTESO LIBRO, PRE-SUASIONE. È vero che recentemente ha propo-
sto il settimo principio della persua-
CHE CI INSEGNA L’IMPORTANZA, sione, riferito al “noi” o all’“unità”?
Può dirci qualcosa di più in merito
PER UN MESSAGGIO, DI PREDISPORRE a questo principio e al suo signifi-
cato?
LE CONDIZIONI GIUSTE AFFINCHÉ

S
ì. L’idea di “unità” e il suo si-
LA SUA TRASMISSIONE SIA gnificato hanno a che fa-
re con il riconoscimento dei
LA PIÙ EFFICACE POSSIBILE confini di organizzazioni o gruppi.
Se un comunicatore si descrive con
la parola “noi”, tutto gli sarà più faci-
le. Un comunicatore che possa es-
sere etichettato con la parola “noi”
Professor Cialdini, perché ha deci- suasion: A revolutionary way to in- dalla mente del ricevente, sarà più
so di scrivere un nuovo libro sulla fluence and persuade (2016; trad. facilmente creduto, gli sarà accor-
persuasione, a trent’anni dal suo li- it. Pre-suasione. Creare le condi-
bro precedente? Cosa ha di diver- zioni per il successo dei persuasori,
so questo volume dal primo? Giunti, 2017). Ho aspettato così a
lungo perché volevo avere un’idea
❝Un comunicatore
che si descriva con
T
rent’anni fa ho scritto il mio che fosse grande abbastanza da
libro Influence: The psycho-
logy of persuasion (1984;
affiancare a quella del primo libro.
Non volevo piantare un cespuglio
la parola “noi”,
trad. it. Le armi della persuasione. attorno all’albero che il primo libro sarà avvantaggiato
Come e perché si finisce col dire era diventato; volevo piantare il se-
di sì, Giunti, ultima edizione 2016) me per un altro albero. Questo li-
nella sua azione
e ora ho scritto il nuovo libro, Pre- bro sarà diverso dal primo: il primo persuasiva❞
60 MAGGIO-GIUGNO 2017
PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE
colo che tra gli acquirenti online re-
© Brandon Sullivan

golari il 98% cerca le opinioni sui


prodotti prima di fare un acquisto. Il
98%! Possiamo ottenere che il 98%
delle persone creda che la terra sia
rotonda, ma il 98% delle persone
ha accesso a questa informazione
perché Internet la rende disponibi-
le. È questo quello che è cambiato.

Qual è il messaggio più importante


che desidera che le persone si por-
tino con sé?

I
l messaggio più importante che
vorrei che le persone si portassero
con sé grazie al libro Pre-suasio-
ne è che oltre a porre l’attenzione al
contenuto di un messaggio, dobbia-
mo concentrarci anche su ciò che
accade immediatamente prima del-
la trasmissione del messaggio, per-
ché quel momento serve da “acce-
leratore” al nostro messaggio. Se
siamo in grado di mettere le persone
in uno stato d’animo coerente con il
❝Dobbiamo porre vora contro i principi della persua-
sione, o crede che questi principi e
nostro messaggio, avremo sfruttato
la potenza di quest’ultimo in misura
attenzione anche concetti funzionino lo stesso anche significativa. Pertanto, non dobbia-
a quanto in un mondo tecnologico? mo stare attenti solo a come struttu-
rare la comunicazione che trasmet-
accade prima tiamo, ma anche a come strutturare

C
redo che i principi persua-
ciò che facciamo e diciamo nel mo-
di emettere sivi dei quali ho parlato du-
rante la mia intera carriera mento immediatamente prima che
un messaggio❞ rimangano gli stessi nonostante la comunicazione sia trasmessa.
la tecnologia sia cambiata. Il com- [Traduzione dall’inglese di C. Casini]
data più fiducia, sarà supportato, portamento degli esseri umani non
otterrà una risposta di assenso co- è cambiato negli ultimi trent’anni,
me risultato. Quindi la domanda è: per esempio dall’avvento di Inter-
come possiamo organizzarci, prima net, anche se è vero che Internet
di trasmettere il messaggio, perché ha cambiato l’estensione di uno di
le persone che lo riceveranno ci ve- tali principi, che oggi viene impie-
dano come uno di loro? Non sol- gato più frequentemente rispetto a
tanto come loro, ma come uno di prima: il principio della riprova so-
loro. Una volta appresane la moda- ciale, l’idea che le persone voglia- Robert Cialdini,
lità, questo renderà il processo per- no seguire ciò che quelli come loro, Pre-suasione,
Giunti, 416 pp., 24 €
suasivo infinitamente più semplice; intorno a loro, stanno facendo. Con
ecco perché, nel nuovo volume, ci Internet abbiamo accesso a tutti i
sono due capitoli dedicati proprio a tipi di analisi dei prodotti, si control- obert B. Cialdini è una delle massime autorità
Robert
capire come fare. lano i siti, molti tipi di utenti in un nel campo della psicologia sociale, e in particolare dei
processi
ocessi di persuasione. Attualmente è docente di Psi-Ps
modo o in un altro ci danno infor- cologia e Marketing nell’Arizona State University e pre-
pr
Il mondo sta diventando sempre mazioni rispetto alla loro esperien- sidente
ente e CEO di INFLUENCE AT WORK, un’organizza-
un’organizza
più digitalizzato. Pensa che le per- za del prodotto e del servizio che zione
ne internazionale che fornisce supporto e formazione
formazio
perr un utilizzo produttivo ed etico delle sue ricerche.
sone che vivono in questa era di potremmo scegliere per noi. Tutte www.influenceatwork.com
costanti contatti e social network queste informazioni sono assai po-
@RobertCialdini
creino un tipo di anticorpo che la- tenti; di recente ho letto in un arti-

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 61
FACEBOOK
Z A U B E R E I

DERIVE
DI NAVIGAZIONE
Anche il linguaggio sul web è cambiato negli anni: da cronache
minimaliste della propria quotidianità si è passati a un gran numero
di proclami pubblici. Talvolta cattivelli, talvolta rampognanti
ritorno narcisistico e di conservar-

L
a persona che frequenta polo identitario – perché negli anni
molto i social si avvale di una le cose sono molto cambiate. ne traccia materiale: i complimenti
sua antropologia di maggio- Quando i social arrivarono, la rimangono, i gradimenti si conteg-
ranza. I social sono cioè reitera- comunicazione era più privata, giano. E allora mettetemi questo
tamente utilizzati da persone che spicciola, magmatica. Fonda- like, aiutatemi a sentirmi davvero
scrivono, e che usano la scrittura mentalmente, ci si mandavano carino!
per assolvere una doppia funzio- “aeroplanini” da un profilo all’altro
ne, identitaria per un verso – Vi con pensierini sulla vita quotidia-

Q
uanti dicono che la Rete e
prego, confermatemi quanto più na. Esistevano ancora molti blog, la sua chiacchiera equival-
è possibile il mio stato di ebur- e i mass media avevano ancora gono alle chiacchiere del
nea fichità – e relazionale per un un’importante diffusione, per cui bar si sbagliano perché al bar non
altro – Vi prego, diventiamo veri l’uso della Rete consisteva in una è che uno, mentre prende il caffè
amichetti, approdiamo a una sor- traduzione più semplice di ciò che e dice Ahó, hai visto le elezioni?
ta di koinè del privato commesti- si faceva tutti i giorni, più gentile e Che roba, eh!, riceve tutta gente
bile. In Rete si celebrano ritorni anche ingenua, meno spiritosa e che lo guarda facendo il pollice,
narcisistici e ritorni relazionali, forse, anzi, un tantinello noiosetta. come a dire Ah, che cosa ga-
conferme di unicità e conferme di Gradualmente, la comunicazione gliarda che hai detto! Anche nel
appartenenza. Sui social si rico- in Rete è cambiata, le persone si numero di 50 o 100 persone, men
struisce un mondo dove almeno sono guardate scrivere, si sono che mai si creano queste cose
certe organizzazioni di personali- accorte di quale tipo di linguaggio per cui un numero imprecisato
tà traggono grande soddisfazio- destava maggior successo, e nel di avventori più o meno noti, si
ne, e sono cose che non vanno frattempo pure le funzioni dei so- spenda in grandi quantità di elogi.
osservate storcendo troppo il cial sono cambiate, per esempio Questo gioco narcisistico, invece,
naso, perché non è la Rete a fa- consentendo di condividere link di è tipico della Rete, e l’unico mo-
re l’umano, ma l’umano a fare la articoli e filmati. Alla comunicazio- do per sopravvivergli è ricordar-
Rete. È dunque interessante con- ne basata sul privato si è aggiun- si che si tratta di un giocare a, di
statare la piega che sta diffusa- ta la comunicazione basata sulle una celebrazione momentanea di
mente prendendo questa comu- questioni condivise, di attualità. Su un’asimmetria provvisoria che sul
nicazione scritta per soddisfare il queste due comunicazioni, poi, piano di realtà potrebbe sfasciar-
si è ulteriormente sviluppata una si pressoché immancabilmente
comunicazione tipicamente social, (io, per dire, ho un largo seguito
❮❮ fondata sull’appartenenza a una e dunque so di cosa parlo. Ma
contemporaneità che riflette su usi mi è capitato di incontrare alcuni
Nel tempo, la gente e costumi e fa una spicciola critica miei contatti nella vita quotidiana,
sociale. Infine la Rete si è espan- davanti alla scuola dei miei figli:
si è accorta di quale sa, gli utenti sono aumentati, ed be’, ero pronta a elargire materni
linguaggio sulla Rete è sembrata somigliare davvero di
più al mondo fuori casa.
e grati sorrisi, per poi dovermi me-
stamente accorgere che, come
riscuoteva successo Il mondo social ha però la carat- si dice a Roma, non mi si filavano
teristica di moltiplicare le occasio- manco lontanamente, sigh). Que-
❯❯ ni percepite come seduttive e di sta consapevolezza è necessaria

62 MAGGIO-GIUGNO 2017
❮❮

FACEBOOK
per mantenere una salubre distan- sociale. La sua difesa narcisisti-
za dal mezzo e dai suoi fraintendi- ca – io non prendo in giro solo te,
menti e per contenere le possibili povero scemo che sei caduto in Online, cresce
derive comunicative che sempre disgrazia, ma in realtà tutta la co-
più di frequente si osservano su munità di persone che in maniera sempre più uno
Facebook a seguito del rinforzo così banale e nazionalpopolare,
della comunicazione online. mon Dieu, s’indugia in così banali stile comunicativo
sentimenti – conferisce in chi l’ap-
sarcastico
O
ra, di queste derive ve ne poggia un barlume di promozione
sono di diverso tipo, ma
intanto ne vorrei indica-
che somiglia quasi all’acquisizione
di uno status, a una riproduzione ❯❯
re almeno un paio. La prima è la psicologica della lotta di classe per
deriva diciamo “cattivellista”. Negli cui fare, e plaudire a, una battuta provvido e acclaratamente superfi-
ultimi anni si è osservato un incre- è la traduzione digitale del farsi un ciale uditorio sul disastro e l’im-
mentare dello stile sarcastico della giro con la macchina fighetta. moralità e insomma la tremendità
comunicazione, che si appunta La seconda è la deriva diciamo dei costumi contemporanei: qui
su fatti di cronaca e su questioni “rampognista”. Anche la deriva il vantaggio sociale e psicologico
ampiamente dibattute. Un umo- rampognista è diventata molto più è sempre la distinzione, ma con il
rismo cattivo con cui vengono frequente, con comunicazioni in riscatto di un elitarismo morale. I
commentate anche vicende gravi cui qualcuno con tono severo e lettori rampognati, lì per lì, saran-
o molto dolorose, e che in qualche triste utilizza temi di attualità per no pronti a un atto di contrizione,
caso permea pure la comunicazio- rampognare un evidentemente im- di colpevole ravvedimento per non
ne duale. La deriva cattivellista ha aver, per esempio, versato l’obolo
un grandissimo charme perché la alle vittime dello tsunami in Papua-
persona che fa una battuta catti- sia di Sotto, ma subito dopo sen-
va, sui terremotati, sulla ragazzina tiranno il vantaggio di assurgere al
abusata o semplicemente su un regno dei Santi e dei Giusti, per il
certo leader politico o anche su un solo fatto di aver messo “mi piace”
lutto culturale ampiamente condi- sotto una rampogna ed esser così
viso su Facebook, suggerisce una passati dal rango di rampognati a
promessa di asimmetria, di distin- quello di rampognisti candidati.
zione e una sorta di promozione È un mondo difficile, bisogna
rendersi conto.

Zauberei,
psicoanalista, tiene
tie da anni il blog “Bei Zauberei”, mol-
to seguito. Ha pubblicato
p Guida portatile alla psicopa-
tologia della vita
vit quotidiana (Minimum Fax, 2015).
www.beizauberei.wordpress.com
www.beizauber

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA
PSI 63
Bambini
PSICOLOGIA CLINICA

Bambini
con diagnosi
Miriam
Gandolfi

difortezze
autismo:
vuote o custodi
di una lingua perduta?
64 MAGGIO-GIUGNO 2017
L’
autismo è sempre esistito

PSICOLOGIA CLINICA
e ha sempre segnato dura-
mente la vita di chi lo presen-
UN’INTERPRETAZIONE ORIGINALE DEL
tava. Se ne trova traccia nei dipinti
medievali in cui un demone sostitui-
COMPORTAMENTO DEL SOGGETTO
sce un neonato con un cucciolo di
diavolo, o in cui si hanno sostituzio- AUTISTICO È QUELLA CHE IN LUI NON
VEDE UNA CARENZA DA RIEMPIRE,
ni analoghe da parte di fate oppure
malefici di streghe.
Il termine “autismo” vien coniato
simultaneamente negli anni Qua- MA UN MODO ALTERNATIVO DI
ranta del secolo scorso da L. Kan-
ner a Baltimora e da H. Asperger INTERAGIRE CON IL CONTESTO
a Vienna. Indipendentemente l’uno
dall’altro, essi osservano lo stesso
quadro comportamentale, carat- guardare gli oggetti a cui i sogget- UNA COMPRENSIONE
terizzato dal tratto della solitudi- ti sono interessati in maniera selet- DEL FENOMENO SOLO
ne mentale: «il bambino trascura, tiva, povertà di espressioni facciali QUANTITATIVA
ignora ed esclude tutto ciò che e gestuali, assenza di linguaggio o

O
arriva dall’esterno» (Kanner). En- uso ecolalico, interessi singolari e ggi come allora l’aspetto
trambi segnalano i comportamen- ristretti che sfociano in stereotipie misterioso del quadro au-
ti patognomonici di questo quadro le quali, interrotte, generano crisi tistico risiede nel fatto che
(tali cioè da garantire una diagnosi etero e autoaggressive, compor- gli specialisti concordano su una
certa), ancor oggi validi per la dia- tamenti impulsivi apparentemente sindrome definibile solo in termini
gnosi: esordio precoce (18-24 mesi scollegati dagli stimoli contestuali, comportamentali. Benché consi-
ed entro il quinto anno), mancanza mancanza di contatto empatico. derata biologicamente determina-
di contatto visivo, modo obliquo di Rimane controversa la presenza o ta, non sono note cause specifi-
meno di ritardo mentale (dal 50 al che. A oggi gli studi epidemiologici
75%), ma anche di Quoziente Intel- nell’ambito delle neuroscienze non
lettivo sopra la media. hanno trovato una spiegazione cer-
ta e univoca dei meccanismi sotto-
stanti. Lo stesso vale per le ipotesi
genetiche: non è stato individuato
un gene dell’autismo. Questa inde-
terminatezza eziologica obbliga a
porre grande attenzione nella for-
mulazione di diagnosi differenziali.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 65
Tuttavia, da vari anni il concen-
trarsi degli studiosi sugli aspetti
puramente comportamentali os-
servabili ha portato a considerare
l’autismo come l’esito finale comu-
ne di situazioni patologiche di varia
natura ed eziologia, introducendo
il concetto di Disturbo dello Spet-
tro Autistico. Ciò implica di passare
dalla comprensione qualitativa del
fenomeno a un’ottica puramente
quantitativa: non sapendo cos’è
l’autismo, si cerca solo di misura-
re se sia più o meno intenso. Ciò
solleva vari quesiti sul piano della
correttezza diagnostica e dei criteri
di rilevazione epidemiologica (vedi
box) nonché su ingenti implicazioni
etiche, dato il recente esoso incre-
mento di tale diagnosi.
Dunque, al momento ci si deve
accontentare di ipotesi cliniche na-
te dall’osservazione del comporta- tarlo. Per ragioni di spazio mi limi- l’effetto di un grave trauma preco-
mento, dalla storia clinica e conte- terò ad alcune di esse, seguendo ce e un indicatore di patologia del
stuale del soggetto e dai tentativi il filo fondamentale che lega teorie rapporto primario madre-bambino.
sul campo di approcciare questo della mente, rapporto mente-corpo Bettelheim fu considerato un pun-
modo di interagire con il mondo. Un ed effetti sul comportamento. to di riferimento nel campo per tutti
approccio scientifico al fenomeno gli anni Ottanta, finché la sua stella
implica la scelta di una teoria della non tramontò.
mente che indirizzi le scelte meto- NESSUNA FORTEZZA Tuttavia, il concetto di “guscio
dologiche e tecniche con cui affron- VUOTA DA ESPUGNARE vuoto”, o mancante di qualcosa,
non ha abbandonato le teorie che

❝Spesso, non
L’
espressione «fortezza vuo- cercano un confine netto (cutt-off)
ta» fu coniata da Bruno Bet- tra normalità e patologia e che cer-
sapendo cos’è telheim nel 1967. I suoi scritti cano di definire l’individuo norma-
accolgono i concetti di “mente” e di le. Fra le ipotesi più gettonate c’è
l’autismo, ci si “psicopatologia”, di moda all’epo- quella di S. Baron-Cohen. Ipotizza
accontenta di ca soprattutto in America, dove la che il bambino autistico sia privo
psicoanalisi aveva trovato un’ac- di un modulo cognitivo, che matu-
misurarne l’intensità coglienza entusiastica. Per que- ra entro i 4 anni e consentirebbe di
❞ sto l’autismo veniva considerato leggere le emozioni, i desideri e le
credenze degli altri. Tale mancan-
za gli impedirebbe di costruire una
Dati epidemiologici secondo la Società Italiana teoria della mente dell’altro, po-
di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza nendolo in una situazione di cecità
(SINPIA) mentale. Da questo approccio co-
gnitivo-comportamentale alla men-
• Prevalenza nei maschi di 4 a 1. te si sono sviluppate le ipotesi che
• Incidenza: pongono al centro la scarsità o l’as-
– primi anni 2000: 0,1%. 30 volte superiore alle rilevazioni senza di qualche funzione cognitiva
dei trent’anni precedenti; legata all’astrazione, come la teo-
– 2015: 1%. ria della coerenza centrale o la teo-
A. Frances (2013), psichiatra ed estensore del DSM-IV, attribuisce ria del deficit delle funzioni esecu-
questo incremento esponenziale all’inflazione diagnostica di cui tive. A questa visione della mente
soffre, negli ultimi quindici anni, l’ambito psichiatrico. si contrappone l’approccio relazio-
nale fondato sul concetto di inter-

66 MAGGIO-GIUGNO 2017
UN ORDINE E

PSICOLOGIA CLINICA
UN’ORGANIZZAZIONE
NUOVI

O
liver Sacks, neurologo di fa-
ma mondiale, è uno degli
esponenti più significativi di
quella neurologia clinica che affon-
da le sue radici in una visione com-
plessa e non deterministica della di-
sciplina, i cui padri furono Vygotskij,
Lurija e Goldstein. Così Sacks (1995;
trad. it., 2008): «Sono spinto a chie-
dermi se non sia necessario ridefinire
i concetti stessi di salute e malattia
per considerarli non più nei termini
di una norma rigidamente definita,
ma in quelli della capacità dimostra-
ta dall’organismo di creare un ordine
e un’organizzazione nuovi, adatti alla
sua disposizione e alle sue esigen-
ze, così particolari e alterate […] Lo
soggettività primaria. Tale approccio rimentali della mancanza di qualche studio della malattia, per il medico,
etologico all’età evolutiva, sviluppa- substrato biologico, i soggetti dia- richiede lo studio dell’identità, di quei
tosi dalla fine degli anni Settanta, ha gnosticati come autistici vengono mondi interiori che i pazienti si crea-
dimostrato sperimentalmente che trattati con metodi che prevedo- no sotto lo stimolo della malattia. Ma
il bambino nasce biologicamente no di immettere, aggiungere, inse- le realtà dei pazienti, il modo in cui
competente a entrare in relazione gnare ciò che loro manca dal pun- essi – i loro cervelli – costruiscono
con l’adulto accuditore. Da questa to di vista di un osservatore. Cioè, i propri mondi, non possono esse-
relazione affettiva primaria si svi- metodi di riduzione e contenimen- re compresi appieno limitandosi alla
luppano le altre funzioni cognitive e to dei comportamenti indesiderati. semplice osservazione del compor-
sociali. Partendo da questi diversi Su questo si fondano, con variazio- tamento dall’esterno. Oltre all’ap-
presupposti, R. P. Hobson ha for- ni più o meno consistenti, i meto- proccio oggettivo dello scienziato,
mulato la teoria socioaffettiva e ipo- di abilitativi più noti, quali l’ABA, il del naturalista, occorre anche un
tizzato che l’autismo sia la conse- DTT e il TEACCH. A questi approcci approccio intersoggettivo […] cer-
guenza della mancanza innata della cognitivo-comportamentali all’ap- cando di vedere il mondo patologi-
capacità di interagire con l’altro. prendimento di abilità carenti viene co con gli stessi occhi del paziente».
L’importante scoperta dei neuroni spesso affiancata la terapia psico- Vedere, sentire, toccare, annusare,
specchio (1992), da parte di Giaco- motoria di scuola francese (TED). La provare emozioni suscitate dalle fi-
mo Rizzolatti, ha mostrato che es- metafora della fortezza vuota, o co- nestre aperte sul mondo da ogni atto
si svolgono un ruolo fondamenta- munque mancante e incompeten- percettivo, e comportarsi di conse-
le nell’interpretare gli stati d’animo te, sembra ancora dispiegare tutto guenza: questo caratterizza tutti gli
altrui e dunque costituirebbero la il suo potere simbolico. esseri viventi. Chi si è avvicinato a un
base biologica dell’empatia. Que- La mia storia con bambini e adulti autistico pur con il timore di essere
sta scoperta ha alimentato la spe- con diagnosi di autismo mi porta, picchiato sa che il sistema sensoriale
ranza di aver trovato il fondamento invece, a cercare altrove. di queste persone è altamente reatti-
biologico della teoria socio-affettiva. vo, in tal senso fuori norma.
Le verifiche ufficiali condotte con la
tecnica Imaging a Risonanza Ma-
❝ Ancora oggi con Ecco allora un’altra via di acces-
so per tentare di comprendere il fe-
gnetica funzionale (fMRI) su soggetti gli autistici si usano nomeno comportamento autistico:
autistici hanno evidenziato che non
solo non ne sono privi, ma che le ri-
metodi rivolti più che la via tracciata dalle scienze della
complessità, che si occupano non
sposte del sistema specchio appa- altro a contenere di individuare singole strutture, sin-
iono sostanzialmente sovrapponibili
a quelle dei soggetti sani. A oggi,
i comportamenti goli moduli, singoli geni, bensì pro-
cessi interattivi simultanei fra tutti gli
anche se non vi sono evidenze spe- indesiderati❞ aspetti che sostengono e generano

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 67
i processi funzionali, spesso impre-
vedibili. Un bambino dallo sviluppo
❝Il comportamento al contrario, si inseriscono in un sol-
co squisitamente darwiniano. Quel-
funzionale statisticamente inatte- è sempre l’esito lo magistralmente espresso da S.
so modificherà anche i processi di J. Gould e R. C. Lewontin in I pen-
scambio, di conversazione fra lui e
di uno scambio nacchi di San Marco e il paradigma
il contesto. Tale approccio ecologi- comunicativo e tutti di Pangloss (1979). La creatività va
co alla mente considera il compor- dunque intesa come competenza
tamento sempre come l’esito di uno gli esseri viventi di tutti gli esseri viventi a sviluppa-
scambio comunicativo e tutti gli es- sono conversatori❞ re processi di connessione alternati-
seri viventi come conversatori (sog- va sia al contesto, sia fra le parti del
getti di scambi di informazioni). Il ful- non fa più scandalo parlare di “in- proprio assetto biologico; processi
cro diventa lo studio dei processi di telligenza dei vegetali”. Applicare frutto di cambiamenti o di percorsi
interconnessione a qualunque livello. i presupposti dei concetti di men- imprevedibili. Il concetto di “adat-
Se la sopravvivenza è il frutto della te ecologica (Bateson) o di mente tamento”, inteso come selezione
capacità di connettersi, per com- conversazionale (Gandolfi) implica dell’organismo più adatto e perciò
prendere un comportamento è ne- di considerare il soggetto autisti- normale, risulta modificato in uno più
cessario lo studio dei processi per- co come comunque competente a complesso di competenza di tutti gli
cettivi in quanto porte di accesso fra connettersi con il mondo esterno in esseri viventi alla plasticità interna e
il dentro e il fuori di un soggetto, e una modalità/linguaggio ormai per- contestuale. Dunque, la patologia vi-
di quelli di costruzione di significati duta, o sottovalutata da un homo sta da un osservatore può guidarlo a
condivisi tra soggetti e soggetti. sapiens che sopravvaluta la sfera comprendere in che modo un sog-
I processi percettivi sono l’unica razionale della cognizione e dimen- getto ha risolto i problemi di connes-
possibilità di inviare e decodifica- tica di discendere dalla scimmia, e sione con il mondo e, tramite essi,
re messaggi tra esseri viventi e di prim’ancora da altri organismi a tor- connettersi a sua volta a lui.
assegnare così un significato com- to considerati “poco evoluti”. «Le piante […] non sono provviste
prensibile a ciò che avviene. È attra- È in questo senso che Sacks par- di orecchie […] abbiamo scoperto
verso questo primordiale linguaggio la di “creatività” della malattia. Io la che esse possono vedere senza oc-
che le api possono condividere in- chiamo “competenza a entrare in chi, gustare senza papille, annusa-
formazioni sulla scelta del luogo in conversazione con il mondo”. Que- re senza naso […] Perché dunque la
cui costruire un alveare, o le formi- sti concetti nulla concedono a scivo- sola assenza di padiglioni auricolari
che reclutare e guidare le compa- lamenti negazionisti verso la pecu- dovrebbe impedir loro di sentire?»
gne a raccogliere cibo o segnala- liarità del danno o della disfunzione; (Mancuso e Viola, 2013).
re un pericolo. Per lo stesso motivo

68 MAGGIO-GIUGNO 2017
Veniamo ai nostri “marziani”. Se- studi sui problemi degli autistici nella tia e cura, ma si inscrive nel cambia-

PSICOLOGIA CLINICA
guendo queste premesse teoriche, a comunicazione sociale e nel ricono- mento di paradigma scientifico che
partire dal 2003 conduco una ricer- scimento dei volti umani, ma han- in medicina ha generato la nuova di-
ca, in collaborazione con strutture no trascurato gli aspetti sensoriali». sciplina della Global Health (“salute
di accoglienza, che ha consentito di Nell’ottica da me scelta, pertanto, il globale”). Metodi e risultati di tale ap-
comprendere la via di accesso a per- bambino che svilupperà un quadro proccio al problema sono stati docu-
sone diagnosticate come autistiche, autistico non è visto come mancan- mentati e pubblicati (Gandolfi, 2016).
costruendo un linguaggio condiviso te di qualcosa: piuttosto, egli viene
e recuperando quello parlato. Que- considerato addestratore anoma-
Riferimenti bibliografici
ste persone si sono rivelate tutt’al- lo dell’adulto che lo accudisce. Ciò
tro che incapaci di comprendere permette anche di comprendere gli Frances a. (2013), Primo, non curare chi è normale. Contro
l’invenzione delle malattie (trad. it.), Bollati Boringhieri,
emozioni, proprie e altrui. Il proble- inconsapevoli errori di comunicazio- Torino.
ma risiede nella premessa secondo ne di genitori e operatori, diventati GandolF
andolFi M. (2016), Autistici. Custodi di una lingua perduta.

la quale non va nemmeno cercata incompetenti negli scambi comuni- In M. GandolF


andolFi, F. Martinelli (a cura di), Global Health e
Connessionismo nel lavoro sociale e sanitario. Esperien-
la via alternativa di accesso, che è cativi non verbali primordiali, quelli ze professionali DI e CON persone diversamente utili, Il
sempre specifica per ogni soggetto. appunto con cui ogni cucciolo d’uo- Mio Libro, s.l., 2016.
Gould s s. J., lewontin R. C. (1979), I pennacchi di San Marco
Questo approccio connessionista mo si affaccia al mondo. Allora i no- e il paradigma di Pangloss. Critica del programma adat-
rende conto anche della estrema va- stri “marziani” non sono deficitari, tazionista (trad. it.), www.einaudi.it, 2001.
Grandin t. (2013), Il cervello autistico (trad. it.), Adelphi, Mi-
riabilità (spettro autistico) segnalata ma più saldamente competenti nei lano, 2014.
da tutti i ricercatori. Infatti, invece di processi comunicativi (decodifica e Mancuso s., Viola a. (2013), Verde brillante. Sensibilità e in-
telligenza del mondo vegetale, Giunti, Firenze.
cercare cosa manca al bambino, va scambio delle informazioni) che qua- Sacks O. (1995), Un antropologo su Marte (trad. it.), Adelphi,
cercato in quale altro modo, specifi- lificano e distinguono tutti gli esseri Milano, 2008.
co per lui, egli cerca una via di con- viventi da quelli inanimati.
Miriam Gandolfi, psicologa e psicoterapeuta, si
nessione al mondo. Come sostiene Questo approccio «da antropo- occupa di autismo dal 1976. È la responsabile
Grandin (2013; trad. it., 2014), «I ri- logo», come dice Sacks, non solo scientifica di Officina del Pensiero, Bolzano-Trento.
www.officinadelpensiero.eu
cercatori hanno prodotto centinaia di modifica i concetti di salute, malat-

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PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 69
C SAI LTV TI A I BV O I N P E N S I E R I
I N O

Lo sguardo
sessualizzato
sessualizzato
sulle donne
LA CRONACA ITALIANA ULTIMAMENTE RACCONTA
DI DIVIETI ALLE MADRI DI ALLATTARE I FIGLI IN LUOGHI
PUBBLICI. UN PROVVEDIMENTO CHE TRADISCE UNA VISIONE
SESSUALE E SEDUTTIVA DEL SENO, ANZICHÉ MATERNA

N
egli ultimi mesi la cronaca si è occupata di nume- spiegare fino in fondo l’avversione per un atto che vie-
rosi casi in cui è stato proibito alle madri di allattare ne ritenuto indecente, quasi osceno, se non compiuto
i propri neonati in locali pubblici, come un ufficio nell’intimità della propria casa. Vanno allora indagati gli
postale o un museo. Per quanto le mamme avessero aspetti più profondi che oggi portano non poche per-
scelto un angolo appartato, la reazione dei responsabili sone a reagire in modo così negativo di fronte a una
è stata decisamente negativa e brusca, come se queste donna che allatta; essi sono riconducibili alla cultura, e
donne stessero compiendo un’azione molto riprovevole. nello specifico al modo in cui quella occidentale guarda
Il caso più eclatante è stato quello della ricercatrice che oggi alla donna e al suo corpo.
stava partecipando a un convegno dedicato, per ironia

G
della sorte, proprio ai soprusi sulle donne. È probabile li studi di etologia hanno mostrato che il seno
che casi simili siano numerosi e che solo di alcuni si ab- femminile è un carattere sessuale secondario
bia notizia, grazie alla determinazione delle donne inte- che svolge negli esseri umani una duplice fun-
ressate e alla velocità di trasmissione delle informazione zione: ha conservato la sua funzione più antica di allat-
con i mezzi informatici. Anche senza arrivare all’allon- tamento, tipica dei mammiferi, ma ne ha anche acquisita
tanamento, come negli episodi citati, molte donne che una nuova, come strumento di attrazione sessuale. In-
allattano sono state testimoni di sguardi di riprovazione fatti l’ingrossamento delle mammelle non è limitato, nella
o di commenti critici, con il risultato che non poche ri- specie umana, al periodo dell’allattamento, ma è perma-
nunciano ad allattare fuori casa. nente, dopo la pubertà. Questa funzione di attrazione
Nel commentare questi episodi si è parlato di scarsa sessuale è legata alla più generale trasformazione della
dimestichezza, in un Paese come l’Italia in cui nascono sessualità umana, il cui esercizio non è limitato a un peri-
pochi bambini, con un gesto di accudimento nei con- odo di estro, con una finalità unicamente riproduttiva, ma
fronti di un neonato, che per molte per- si accompagna a una relazione di legame,
sone è un essere del tutto sconosciuto.
Si è invocata l’incapacità di confrontarsi ❮❮ che contribuisce a mantenere nel tempo.
Le reazioni contrarie alla vista di una
con un gesto naturale, vissuto ormai co- PERCHÉ SI donna che allatta sembrano indicare che
me arcaico e inadeguato ai nostri tempi la nostra cultura attuale non è più in grado
civilizzati e tecnologici, e quindi tollerato
RIFIUTA LA VISTA di distinguere un inequivocabile gesto ma-
solo in donne provenienti da culture repu- DI UNA DONNA terno di accudimento da quello di mostra-
tate più primitive e considerato inadatto CHE ALLATTA? re il seno a fini di seduzione. In altri termini,
a una donna occidentale. Sono tutte ra-
gioni plausibili, che non riescono però a ❯❯ il seno femminile sembra avere perso, agli
occhi di molti osservatori sia maschi che

70 MAGGIO-GIUGNO 2017
❮❮La rappresentazione del

P E N S I E R I
in cui la donna è considerata un oggetto sessuale privo
di autonomia propria. La sessualizzazione nega di fat-
seno veicolata dai media to la globalità e la complessità della persona, che viene
ridotta alla sola dimensione sessuale. Restano così in
e dalla pubblicità favorisce ombra, fino a scomparire, gli altri aspetti che caratteriz-
zano un individuo, uomo o donna che sia: intelligenza,
il suo simbolismo sessuale❯❯ preferenze, emozioni, sentimenti, interessi, talenti, e co-
sì via. Nello specifico, non è presa in considerazione la
funzione materna, annullata da quella sessuale.
femmine, la sua funzione materna, per avere soltanto
quella sessuale. Di conseguenza, la sua esposizione

I
l rifiuto della donna che allatta dovrebbe allora preoc-
pubblica viene censurata come inopportuna, con re- cuparci, perché rimanda a una più generale mortifi-
azioni impulsive di rifiuto automatico e viscerale. È co- cazione della donna, che viene limitata al solo ruolo
me se noi occidentali fossimo ormai talmente abituati sessuale. La cecità nei confronti della funzione materna
a guardare al seno femminile in termini esclusivamente rinvia, in modo più ampio, alla mancata considerazione

C A T T I V I
sessuali da non riuscire più a vederlo in altro modo, nella della donna come persona umana completa, che non
sua ovvia funzione di nutrimento per il neonato. Questa esaurisce la propria identità nella sessualità: una perso-
incapacità è il risultato, a sua volta, di un processo di na umana che, al pari degli uomini, svolge molti ruoli e
sessualizzazione della donna che è assai diffuso nella partecipa alla società in mille modi, secondo i suoi ta-
società occidentale. Esso è veicolato soprattutto dalle lenti e le sue preferenze. Di conseguenza, rivendicare la
immagini che vengono proposte dai mezzi di comuni- possibilità di allattamento non significa soltanto favori-
cazione e dalla pubblicità; com’è stato più volte sottoli- re un atto di accudimento dei neonati, di cui la società
neato dai sociologi, la nostra è la società dell’immagine italiana ha particolarmente bisogno: sarebbe già un bel
per eccellenza e l’ultimo secolo ha visto moltiplicarsi gli passo in avanti, vista la scarsissima attenzione prestata
strumenti tecnici che ne permettono la diffusione. La alle necessità delle mamme e dei bambini piccoli, sia
sessualizzazione comporta la rappresentazione della in casa che fuori casa. Significa anche, più in generale,
donna come un essere in prevalenza ses- ricordare che le donne non sono solo de-
suale, il cui corpo è visto principalmente in
termini di attrattiva sessuale e come og- ❮❮ gli esseri sessuali: possono anche essere
madri, e molto altro ancora.
getto del desiderio maschile. Agli uomini VI È CECITÀ
la sessualizzazione propone un’immagi-
ne femminile eccitante, mentre alle donne
SOCIALE VERSO Silvia Bonino

dà un modello di identificazione limitato, LA DONNA è professore onorario di Psicologia


dello sviluppo nell’Università di Torino.
ritenuto indispensabile per ottenere le at- COME MADRE Tra le sue pubblicazioni ricordiamo

❯❯
tenzioni maschili. Nei casi estremi, la ses- Amori molesti (Laterza, 2015).
www.silviabonino.it
sualizzazione conduce all’oggettivazione,

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 71
L’ II M
L’ M PA
PA TTTTOO D DE
G I U S E P P E
E RLL LLI VE
EA T
TEEC
CNNO
O LL O
OGG II E
E

SELFIE,
DUNQUE SONO
L’enorme diffusione dei selfie, specialmente presso i più giovani,
si spiega con il desiderio di mostrare ciò che si vorrebbe essere
e che non sempre si ha la capacità di diventare

A
ll’inizio del 2017 Google ha la versione moderna del ritratto
rilasciato un dato che mi pittorico. Storicamente, i ritratti
ha fatto riflettere: solo sui celebravano le gesta di regnan-
suoi server, nel 2016 sono stati ti e personaggi famosi generan-
caricati oltre 20 miliardi di selfie. do rispetto ed emulazione in chi li
Se aggiungiamo quelli presenti su guardava. Oggi apparentemente i
Facebook, Instagram e WhatsApp selfie vogliono ottenere lo stes-
possiamo stimare che in un an- so obiettivo: generare rispetto ed
no siano stati realizzati circa 50 emulazione in chi li guarderà. La
miliardi di selfie: più di 7 selfie per principale differenza è nel pubbli-
ogni abitante della terra, neonati co a cui sono rivolti: i ritratti erano
compresi. riservati a pochi eletti, i selfie in-
Da un punto di vista strettamen- vece, attraverso i social network,
te linguistico, il termine inglese sono in grado di raggiungere un
“selfie” può essere tradotto in ita- pubblico molto più ampio.
liano con “autoscatto”. Tuttavia,
come sottolinea l’Oxford Diction-
ary, che nel 2013 ha eletto “selfie”
❮❮
come parola dell’anno, un sel- Da un punto di
fie è «un autoscatto, tipicamente
preso con uno smartphone o una vista psicologico,
webcam, condiviso sui social
media». i selfie sono
la versione moderna
M
a perché ci facciamo co-
sì tanti selfie? Come ho
raccontato nel mio volu- del ritratto pittorico
me sui selfie (Selfie. Narcisismo e
identitˆ, Il Mulino, 2016 – www.
❯❯
psicologiadeiselfie.com), non c’è
una risposta semplice a questa
domanda. Da un punto di vista
psicologico, i selfie pos-
sono essere considerati

72 MAGGIO-GIUGNO 2017
L’ I M PA T T O D E L L E T E C N O L O G I E
Per questo non è un caso,

A
ll’interno di questo pro- sempre rispetto agli uomini, sono
come evidenziato da numerose cesso, i selfie, unendo più attente e sensibili ai feedback
ricerche, che molti soggetti con il potere di “verità” della che ottengono sui social: spera-
tendenze narcisistiche e/o con foto a quello comunicativo dei no di ricevere commenti positivi
problemi di insicurezza utilizzino i social media, sono in grado di dagli amici, ma allo stesso tem-
selfie come strumento per attirare offrire, soprattutto ai più giova- po soffrono maggiormente per i
l’attenzione e l’interesse degli altri. ni, uno strumento molto efficace commenti negativi degli altri. L’al-
È vero, peraltro, che questo non per poter oggettivare e raccon- tro dato interessante è che no-
basta a spiegare lo straordinario tare, parafrasando Lucio Batti- nostante le donne si facciano più
successo dei selfie. Secondo me, sti, «qualcosa che è dentro me selfie, è negli uomini che questo
la causa è un’altra: i selfie sono ma nella mente tua non c’è». In comportamento risulta maggior-
diventati uno degli strumenti più pratica, mediante i selfie posso mente legato a una componente
utilizzati, in particolare dagli adole- rendere visibile anche agli altri narcisistica. Non è un caso che
scenti, per rappresentare e comu- quello che mi sento di essere e molti più uomini che donne usino
nicare se stessi. Infatti, la maggior che non sempre gli altri riescono i selfie per mostrarsi in contesti
parte dei selfie nasce da un biso- o vogliono cogliere. Allo stesso prestigiosi o in compagnia di per-
gno che ha caratterizzato anche tempo, attraverso i selfie degli sonaggi famosi.
tutte le generazioni che ci hanno altri, posso vedere quali sono i Voglio chiudere questo arti-
preceduto: capire chi siamo e riu- mondi possibili e decidere chi colo sottolineando un elemen-
scire a diventarlo. Molto in sintesi, voglio essere e cosa voglio fare. to importante: io sono nel selfie,
il processo di autoconsapevolez- Una ricerca del Laboratorio ma io non sono il selfie. Detto in
za segue queste fasi: ci osservia- di Interazione Comunicativa e altre parole, i nostri selfie, tramite
mo da dentro e da fuori e, tramite Nuove Tecnologie che dirigo la condivisione sui social media,
l’analisi di ciò che vediamo, diven- all’Università Cattolica di Milano assumono una vita propria, indi-
tiamo progressivamente consa- ha evidenziato anche come uo- pendente da ciò che noi siamo e
pevoli delle nostre caratteristiche mini e donne utilizzino i selfie in vogliamo raccontare. E più selfie
individuali e della posizione che modo diverso. Le donne si fan- facciamo, più aumenta il rischio
occupiamo nella società. no molti più selfie degli uomini. che siano adoperati in un modo
Dietro questo comportamento che a noi non piace. Per aiutare
c’è l’obiettivo di mostrare come adolescenti e genitori ad affron-
sono e come si sentono. Inoltre, tare tali rischi, sul sito del mio vo-
lume – www.psicologiadeiselfie.
com – è disponibile una sezione
dedicata, con una serie di manuali
pratici scaricabili gratuitamente.

❮❮
Condivisi sui social
media, i nostri selfie
assumono vita
propria, al di là
di noi stessi
❯❯

Giuseppe Riva
è ordinario di Psicologia della comunicazione
nell’Università Cattolica di Milano. Tra i suoi ultimi
libri, I social network (Il Mulino, 2016).
www.giusepperiva.com

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 73
Crisi,
P S I C O L O G I A E S O C I E TË

transizione
Robert Dilts

e trasformazione:
strumenti per gestire
il cambiamento

74 MAGGIO-GIUGNO 2017
I ❝L’itinerario
l mondo sta raggiungendo una tezza è che si è lasciato il modo in

P S I C O L O G I A E S O C I E TÀ
crisi che non possiamo più sem- cui le cose erano solite andare una
plicemente attribuire a misteriosi attraverso la crisi, volta, ma ancora non c’è un nuovo
terroristi. Problemi come la reces-
sione economica, l’escalation di
la transizione e punto di equilibrio.
La trasformazione, la terza fase,
violenza e l’accelerato deteriora- la trasformazione è la comparsa di una nuova coe-
mento del nostro ambiente mostra-
no che stiamo diventando sempre implica un moto renza. La trasformazione comporta
una rottura della struttura vigente,
più scollegati da noi stessi, dagli che va verso la diventata eccessivamente rigida o
altri e dal mondo che ci circonda.
Lo stato collettivo di distacco a cui riorganizzazione❞ non più percorribile. Questa rottura
provoca una regressione a uno sta-
siamo arrivati è tale da aver causa- to più primitivo e non integrato, che
to una crisi che sta facendo suona- Nell’ambito della medicina, per ci pone in contatto più diretto con le
re il campanello d’allarme di molte esempio, il termine “crisi” è utilizza- nostre ombre e anche con le nostre
persone. Ciascuno a suo modo, e to per descrivere la fase decisiva, in risorse che non sono state prece-
nelle sfide delle proprie circostan- senso favorevole o sfavorevole, di dentemente riconosciute o utilizza-
ze personali, è portato ad affrontare una malattia acuta o febbre: la crisi te. Se siamo in grado di rimanere
questa situazione. è “quel cambiamento, in una ma- centrati in noi stessi e collegati a
lattia, che indica se il risultato sarà un più ampio campo di consape-
la guarigione o la morte”. Ci posso- volezza che contenga tutte queste
TRE DINAMICHE no essere crisi anche nelle organiz- espressioni, possiamo raggiungere
FONDAMENTALI zazioni e nei sistemi sociali, con un un generativo stato di espansione,
conseguente stato di confusione in innovazione e riorganizzazione.

C
risi, transizione e trasforma- un’istituzione o in un’organizzazio- Così, il viaggio attraverso la cri-
zione sono tre dinamiche ne riguardo alla sua natura o dire- si, la transizione e la trasformazio-
fondamentali che dobbia- zione. ne implica un movimento che va
mo imparare a indirizzare in questo Nella seconda fase, la transizio- dalla rigidità e la regressione alla
periodo in cui un profondo sconvol- ne, c’è un movimento. Tuttavia, una riorganizzazione. Se si hanno gli
gimento sta scuotendo le fonda- nuova serie di configurazioni non ha strumenti necessari, le risorse e le
menta di famiglie, imprese, organiz- ancora preso forma. Non si è anco- mappe per questo viaggio, si arri-
zazioni e della società in generale. ra raggiunta la meta, e può non es- va poi a una maggiore completez-
La crisi, la prima delle tre fasi del sere neanche chiaro qual è o dov’è za che include e trascende gli stati
processo di cambiamento trasfor- la meta. In questa fase, l’unica cer- precedenti.
mativo, è caratterizzata da un bru-
sco cambiamento della routine o
delle situazioni di vita. Il termine “cri-
si” deriva dal greco antico “krisis”, IN UN’EPOCA IN CUI LA SOCIETÀ
che letteralmente significa “decisio-
ne” (da “krinein”, “decidere”). Il Di- IN GENERALE È SOGGETTA AI COLPI
zionario Webster definisce una crisi
come «un punto di svolta», «il mo-
mento in cui bisogna decidere se DELLA RECESSIONE ECONOMICA,
qualsiasi evento o corso d’azione
deve andare avanti, o essere modi- DEL DILAGARE DELLA VIOLENZA
ficato o concluso». Secondo Mer-
riam-Webster, una crisi è «un mo-
mento o uno stato di cose instabile
E DELLO SPREGIO DELL’ECOLOGIA
È NECESSARIO SAPER GOVERNARE
o cruciale in cui un cambiamento
decisivo è imminente; in particola-
re un cambiamento con la chiara
possibilità di un esito altamente in- LE TRE FASI FONDAMENTALI
desiderabile». Questa prospettiva si
riflette nell’ideogramma cinese uti-
lizzato per rappresentare il concetto
DELLA CRISI, DELLA TRANSIZIONE
di crisi, che è una sintesi degli ideo-
grammi “pericolo” e “opportunità”. E DELLA TRASFORMAZIONE
PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 75
CAMBIAMENTO ❝Le cose cambiano • Mantenere un senso di calma e
P S I C O L O G I A E S O C I E TÀ

E PROGRESSO di fiducia quando tutto intorno è


sempre, ma non incomprensibile.
• Imparare a lasciare andare quello

S
i dice che le cose cambia-
no sempre, ma non sempre
sempre evolvono. che non c’è più, a lasciare andare
progrediscono. Durante un Come fare per i successi passati, e trovare una
cambiamento drammatico molte nuova coerenza nella trasforma-
sfide si presenteranno, come l’in- progredire tramite il zione che emerge dalla crisi e dal-
contro con la paura dell’ignoto e cambiamento?❞ la transizione.
dell’insolito, il rapporto con la perdi- • Integrare l’intelligenza logica e
ta e un generale senso di vulnerabi- l’intelligenza emotiva.
lità. Ciò può gettarci in inutili strate-
gie di sopravvivenza: attacco, fuga di cambiamento richiede pratiche In Italia, esporrò le strategie di ge-
o rigidità (lotta, fuga, congelamen- durevoli, quali: stione della crisi, della transizione e
to). Questo potrebbe comportare • Accettare e beneficiare di crisi e del cambiamento nell’evento “Il co-
una regressione temporanea, iner- cambiamenti, piuttosto che es- raggio di cambiare”, organizzato da
zia, ambivalenza, difficoltà a lasciar- serne in balia. Life Strategies a Rimini il 2 e 3 giu-
si andare, confusione e conflitto. • Sviluppare la “focalizzazione gno 2017.
Al fine di progredire attraverso il mentale” e una “rilassata pron-
cambiamento, è importante colti- tezza” nel corpo. Traduzione dall’inglese
vare qualità come la flessibilità e la • Adattarsi e agire con buon senso di Claudia Casini.
stabilità, l’equilibrio, la connessione nei momenti di transizione.
e la capacità di lasciarsi andare (va- • Acquisire competenze per ri-
le a dire, essere centrati e coinvolti). spondere in modo diverso a si-
È facile rimanere in equilibrio quan- tuazioni nuove. Robert Dilts è uno dei maggiori esperti mondiali di
do la vita scorre senza problemi, • Scoprire la saggezza per accetta- Programmazione Neurolinguistica, da lui brillante-
ma per mantenere un equilibrio nel- re e lasciare andare ciò che è fuori mente applicata agli ambiti della salute, del lavoro,
dell’apprendimento. Tra le sue principali intuizioni,
le turbolenze bisogna aver svilup- del proprio controllo. l’importanza dei livelli logici quali leve di cambiamento.
pato queste qualità fino a quando • Rimanere collegati alla propria Ha lavorato come consulente per importanti aziende, tra
non sono “nel muscolo”. Prepararsi identità profonda quando il resto cui Hewlett Packard, Apple Computer e, in Italia, Fiat,
Telecom e Trenitalia.
a muoversi con creatività nei tempi del mondo diventa instabile.

76 MAGGIO-GIUGNO 2017
NOTIZIE FLASH
MAMME IPERCOINVOLTE E spesso rispetto alle mamme dei controlli, toc-
ANSIA SOCIALE NEI BAMBINI cando le tessere dei puzzle o prestando sup-
porto senza che i figli avessero chiesto aiuto.

U
na ricerca da poco pubblicata sulla rivista Secondo la dottoressa Asbrand, coautrice del-
Cognitive Therapy and Research confer- lo studio, queste ingerenze eccessive da par-
ma un risultato già noto in letteratura cir- te delle mamme di bambini con ansia sociale si
ca gli effetti svantaggiosi di uno stile materno estenderebbero ad altri contesti, come i compiti
ipercoinvolto. In particolare, quando le mamme a casa, le attività scolastiche e quelle sociali. È
di bambini con Disturbo d’Ansia Sociale cer- come se le mamme, toccando i pezzi dei puzzle,
cano di aiutare i loro figli, finirebbero per au- comunicassero ai figli di non ritenerli in grado di
mentare le loro difficoltà. Questo disturbo è una risolverli da soli, evocando nei bambini un minor
condizione di disagio psicologico che prevede senso di autoefficacia (l’autoefficacia è la fidu-
una paura persistente di trovarsi in imbarazzo cia che ogni persona ha nelle proprie capacità
in contesti di tipo sociale, con risvolti negativi a di ottenere gli effetti voluti con le proprie azioni
livello relazionale, scolastico e di benessere ge- e costituisce un’acquisizione fondamentale per
nerale del bambino. approcciarsi alla realtà in modo funzionale).
I ricercatori hanno coinvolto nell’esperimento Insomma, avere l’abitudine di “sostituirsi” ai
un campione di 55 mamme e i loro bambini dai 9 propri bambini, anche se con buone intenzio-
ai 13 anni, con o senza diagnosi di ansia sociale. ni, rischia di essere un comportamento svan-
Ai bambini veniva chiesto di completare il mag- taggioso in quanto non permetterebbe loro di
gior numero possibile di puzzle in un tempo di 10 cimentarsi nello sviluppo di strategie di coping
minuti. Le mamme assistevano i figli e potevano per affrontare il mondo in autonomia.
intervenire, sebbene non fossero incoraggiate a
farlo. Le interazioni erano videoregistrate, dun- J. AsbrAnd, J. Hudson, J. Schmitz, B. Tuschen-CAffier (2017), «Maternal parenting
que senza la presenza degli sperimentatori. and child behaviour: An observational study of childhood social anxiety disor-
der», Cognitive Therapy and Research, doi: 10.1007/s10608-016-9828-3
I risultati mostrano che le mamme dei bambini
affetti da ansia sociale intervenivano molto più ELETTRA PEZZICA

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 77
la corteccia parietale superiore, e a minori ripiega-
menti nella parte prefrontale e temporale. Al con-
trario, l’apertura mostra uno spessore più ridot-
to nella corteccia parietale inferiore e un aumento
della dimensione dell’area e del numero di ripie-
gamenti nella corteccia prefrontale. Tale aumento,
secondo gli autori, può essere interpretato come
marker di maggiore maturazione corticale in per-
sone considerate altamente ricettive agli stimoli
salienti. Gli autori concludono, quindi, che esisto-
no evidenze di un collegamento fra struttura ce-
rebrale e tratti di personalità: da qui si può partire
per approfondire le ricerche e arrivare a compren-
derne il legame per potere, in seguito, scoprire la
relazione tra morfologia cerebrale e disturbi men-
DIMMI CHE FORMA HA tali. Tuttavia resta da capire quanto la variabilità del
IL TUO CERVELLO E TI DIRÒ substrato neurale sia plasmata dalle esperienze di
CHE PERSONALITÀ HAI vita che uno specifico tipo di personalità determi-
na, oppure se sia quella peculiare struttura corti-

C
ome “nasce” la personalità? Che cosa ci cale a determinare i tratti di personalità. Insomma,
rende introversi o affabili, incostanti o co- l’annoso dibattito tra natura e cultura.
scienziosi? Le neuroscienze hanno svi-
luppato un crescente interesse nell’individuazio- R. Riccelli, N. Toschi, S. Nigro, A. TerrAcciAno, L. PAssAmonti (2017), «Surface-based
ne dei substrati neurali delle diverse espressività morphometry reveals the neuroanatomical basis of the five-factor model», 
Social Cognitive and Affective Neuroscience , 11 (12), 1-14, doi:
del comportamento umano, esplorando come 10.1093/scan/nsw175
tale variabilità possa derivare dalle diverse strut-
PAOLA A. SACCHETTI
ture e funzioni cerebrali. Ma esistono elementi
per collegare specifiche aree cerebrali a deter-
minati aspetti della personalità?
Lo studio dell’équipe internazionale coordinata DORMIRE PER DIMENTICARE
da Riccelli sembra darci una risposta affermati-

D
va. I ricercatori hanno cercato di individuare le ormire è essenziale alla sopravvivenza di
basi anatomiche dei 5 tratti di personalità secon- ogni essere vivente. Il sonno consente di
do il modello dei Big Five. Questi rappresentano riposare il corpo e recuperare energie, di
i macrofattori a cui possono essere ricondotte rafforzare gli apprendimenti, permette di avere il
le varie espressioni della personalità: nevrotici- necessario grado di attenzione e lucidità durante
smo (ossia l’instabilità emotiva di una persona), la giornata, di agire in modo finalizzato, lavorare,
estroversione (la sua propensione alla vita so- studiare, interagire con gli altri. Il recente studio
ciale e alla compagnia di altri), apertura (i suoi del gruppo di ricerca coordinato da de Vivo e
interessi, la creatività, la curiosità intellettuale, Bellesi ha portato nuove evidenze alle numero-
l’originalità), gradevolezza o socievolezza (la fi- se ricerche condotte sul sonno. I ricercatori so-
ducia negli altri, l’empatia, l’altruismo, le capa- stengono che esiste un bilanciamento tra raf-
cità cooperative), coscienziosità (la capacità di forzamento e indebolimento delle connessioni
darsi degli obiettivi e di rispettarli, il senso di re- sinaptiche, una specie di “omeostasi sinaptica”,
sponsabilità). I ricercatori hanno quindi selezio- che avviene durante il sonno. Le sinapsi, cioè i
nato 507 soggetti sani, tra i 22 e i 36 anni, e collegamenti tra neuroni, sono infatti necessarie
li hanno sottoposti a un questionario per indi- per la memorizzazione delle informazioni e quin-
viduarne i tratti di personalità e alla risonanza di sono alla base di ogni apprendimento.
magnetica funzionale per analizzare le differen- Attraverso un microscopio elettronico tridi-
ze anatomiche corticali attraverso tre indicatori: mensionale, i ricercatori hanno misurato la di-
spessore, area, grado di ripiegamento corticale. mensione di quasi 7000 sinapsi nelle cortecce
Dalle analisi è emerso che ogni tratto ha parti- motorie e sensoriali dei topi, durante la veglia e il
colari substrati neurali: per esempio, elevati livel- sonno. Dalle immagini hanno rilevato che, nei to-
li di nevroticismo sono associati a uno spessore pi addormentati, la dimensione delle sinapsi era
maggiore di aree specifiche della corteccia, tra cui del 18% più piccola rispetto a quella durante la
veglia. La riduzione, inoltre, è selettiva e interes-

78 MAGGIO-GIUGNO 2017
sa prevalentemente le sinapsi di medie e picco-
le dimensioni (quindi relative ad apprendimenti stati i seguenti: coloro che avevano realizzato i
non rilevanti): durante il sonno, l’80% di queste modellini fisici della scena erano stati molto più in
connessioni si rimpicciolisce, mentre rimango- grado di trovare la soluzione rispetto a coloro che
no stabili quelle più grandi, che riguardano le avevano utilizzato il tablet. Insomma, la possibilità
informazioni importanti. Questi risultati sosten- di interagire fisicamente con oggetti aumentava
gono che la funzione del sonno sarebbe quella significativamente la chance di risolvere il pro-
di riequilibrare le connessioni sinaptiche, “depo- blema, e questo valeva indipendentemente dalle
tenziando” alcune di quelle che si sono create abilità cognitive personali. Secondo i ricercato-
durante la veglia nell’interazione con l’ambiente: ri, questi risultati metterebbero in discussione la
un bilanciamento indispensabile per non essere concezione classica secondo cui il ragionamen-
sovraccaricati di informazioni inutili e consentire to si svolge esclusivamente nella mente tramite
nuovi apprendimenti il giorno seguente. processi astratti: in realtà, l’interazione fisica con
l’ambiente sarebbe una strategia molto utile per
L. de Vivo, M. Bellesi, W. MArshAll, E. A. Bushong, M. H. EllismAn, G. Tononi, C. Ci- trovare soluzioni nuove ai problemi.
relli (2017), «Ultrastructural evidence for synaptic scaling across the wake/
In uno studio successivo, pubblicato sulla ri-
sleep cycle», Science, 355 (6324), 507-510, doi: 10.1126/science.aah5982
vista Cognitive Research, gli stessi ricercatori
PAOLA A. SACCHETTI
hanno mostrato come tale strategia sia utile an-
che per gestire la cosiddetta “ansia da matema-
tica”. Si tratta di quella sorta di apprensione che
PROBLEM SOLVING: LE MANI prende tante persone quando devono effettuare
AIUTANO IL CERVELLO calcoli, e spesso conduce a evitare anche sem-
plici compiti quotidiani che prevedano l’uso dei

C
ome posizionare 17 animali in 4 recin- numeri, come per esempio dividersi il conto al
ti in modo tale che ogni recinto conten- ristorante. Nello studio, coloro che avevano a
ga un numero dispari di animali? È la do- disposizione dei gettoni per svolgere i conti ave-
manda che un team di ricercatori della Kingston vano molta più probabilità di non farsi prendere
University di Londra ha posto a un campione di dall’ansia e portare a termine il compito corretta-
50 soggetti al fine di analizzarne le abilità di pro- mente, rispetto a coloro che dovevano effettuare
blem solving. Per risolvere il quesito i partecipanti i calcoli a mente.
all’esperimento erano divisi in due gruppi: il pri-
mo gruppo aveva a disposizione un tablet prov-
f. vAllée-tourAngeAu, m. sirotA, g. vAllée-tourAngeAu (2016), «Interactivity miti-
visto di penna, il secondo poteva realizzare dei gates the impact of working memory depletion on mental arithmetic per-
modellini fisici usando le mani. La soluzione del formance», Cognitive Research: Principles and Implications, 1 (1), doi:
10.1186/s41235-016-0027-2
problema non era così difficile, a patto di ricorre- F. VAllée-TourAngeAu, S. V. Steffensen, G. VAllée-TourAngeAu, M. SirotA (2016), «In-
re a una strategia piuttosto ingegnosa: sovrap- sight with hands and things», Acta Psychologica, 170, 195, doi: 10.1016/j.
actpsy.2016.08.006
porre tra loro i recinti. I risultati dell’esperimento,
pubblicati sulla rivista Acta Psychologica, sono ELETTRA PEZZICA

NOTIZIE FLASH

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 79
II M
MP U
UI S
SE C
CT O
O LL II D
R O
DT E
ER LLALLBA
AU M
MC E
EC N
NH T
TI E
E

IL NOSTRO DESTINO
È DIVENTARE
È SEMPRE
DIVENTARE SEMPRE
PIÙ DEBOLI E STUPIDI?
Rispetto ai suoi antenati pure recenti, l’uomo di oggi risulta
molto meno abile a livello motorio, più fiacco sul piano psicologico
e meno intelligente. Anche perché viene tirato su con l’obiettivo
di farne un mansueto consumatore

È
con un certo orgoglio di specie a New York con il tempo del cente- doppiato: 38254. Ma gli atleti che
che contempliamo i progres- simo classificato, oggi si classifiche- hanno fatto registrare tempi sotto
si dei primati sportivi mondia- rebbe trentesimo. E nel frattempo le 2h30 si sono più che dimezza-
li. Una progressione inarrestabile i partecipanti non sono diminuiti, ti: sono stati 41. Se si esaminano i
e vertiginosa che riempie di auto- ma, al contrario, quasi decuplicati. dodici anni compresi tra il 2003 e il
compiacimento ogni Homo Sapiens Questo ci dicono i fatti: anche se il 2014, si nota che mentre il numero
nei paraggi. Se però osservassimo numero dei corridori è aumentato, la di praticanti cresce in maniera netta,
con uno spirito meno compiaciuto, massa è diventata più scadente. il numero di quelli che ottengono
noteremmo che al progresso del Vediamo altri dati. Nel 2003, elevate prestazioni presenta un calo
vertice non corrispondono uguali 21392 italiani hanno corso una costante.

«
miglioramenti nella massa. Eh sì, maratona. Quelli che hanno corso
devo darvi una pessima notizia: sotto le 2h:30 sono stati 100 atleti. Dove sta l’inghippo?», vi sta-
mentre uno sparuto drappello di Nel 2014 i finisher erano quasi rad- rete chiedendo. Credo che
specialisti posizionato all’estremo dobbiamo dirci la verità: con
vertice dell’iceberg spinge sempre ❮❮ l’eccezione di alcuni soggetti stra-
più avanti la bandiera dei limiti uma- ordinari che rappresentano il vertice
ni, l’enorme massa sottostante re- In trent’anni il livello dell’eccellenza atletica, nella società
trocede, perdendo capacità e forze. attuale tendiamo sempre più a per-
«Tradimento!» urlerà più di di alcune prestazioni dere le capacità motorie. Perfino
un lettore. uno dei gesti più naturali e istintivi
Forse vi illudevate che bastas- motorie è diminuito
se identificarsi con il vertice della
specie per brillare di gloria riflessa.
❯❯
Ma non funziona. I progressi della
sommità non si estendono automa-
ticamente anche ai piani inferiori.
Tuttavia, non pretendo che mi cre-
diate sulla parola; quindi andiamo a
cercare i fatti. Prendiamo un evento
sportivo che riunisca nel medesimo
agone vertice supremo e massa dif-
fusa: la maratona. Ed esaminiamo
alcuni dati. Cominciamo con l’os-
servare trent’anni di storia della ma-
ratona più famosa al mondo: chi ne-
gli anni Ottanta tagliava il traguardo

80 MAGGIO-GIUGNO 2017
❮❮

I MUSCOLI DELLA MENTE


della nostra specie – correre – si sta preistorico non fosse riuscito a ri-
atrofizzando. Sono gli effetti genera- solvere problemi legati alla caccia
lizzati di uno stile di vita sbagliato. È Due ore di sport o all’approvvigionamento di cibo,
curioso che tutto questo avvenga in non sarebbe sopravvissuto: oggi il
un momento di entusiasmo di mas- a settimana sono fatto di vivere in un ambiente sociale
sa nei confronti dell’esercizio fisico. allargato e di accedere facilmen-
Ma è una scoperta che avviene in poche per i nostri figli te a tecnologie molto sofisticate ci
età matura. A livello di giovanissimi, permette di sopravvivere con un
le possibilità motorie sono rarefatte ❯❯ coinvolgimento molto parziale delle
e di scarsa qualità. Oggi molti ge- nostre risorse cognitive. La civiltà,
nitori credono che far fare due ore piede come strumento per recepire conclude Crabtree, ha concentrato
di attività sportiva alla settimana ai informazioni e regolare l’azione mo- la pressione selettiva sulla resisten-
propri figli voglia dire mettersi in pari toria deteriora il gesto e consolida za alle malattie, piuttosto che sull’in-
con l’attività motoria che un bimbo engrammi motori meno efficienti. telligenza. È evidente come l’analisi
richiede. Ma è un’illusione. Scoccia di Crabtree consideri l’intero arco di
tirare sempre fuori i soliti tormentoni

Q
uesto processo di progres- tempo della storia umana, tuttavia
triti e ritriti, tuttavia c’è della veri- siva erosione, descritto per trovo che sia una provocazione utile
tà nel dire che le generazioni oggi un’abilità motoria di base, chiedersi se il processo da lui de-
mature, pur magari non praticando in realtà avviene su larga scala. A scritto non abbia registrato un’ac-
sport nel senso stretto, godevano di essere modificate sono anche le ca- celerazione straordinaria negli ultimi
livelli di attività motoria oggi impen- pacità di gestire fenomeni basilari, decenni all’interno delle società
sabili. Perché giocavano all’aperto, come il freddo, la fatica o il dolore. dell’Occidente cosiddetto avanza-
saltavano, si arrampicavano sugli Si pensi semplicemente a come i to. Forse non si è trattato semplice-
alberi, favorendo così lo sviluppo di bisogni indotti dal mercato del far- mente di un’accelerazione: forse ha
un bagaglio motorio molto ampio. maco abbiano modificato il nostro avuto luogo un salto quantico.
L’atrofizzazione delle abilità moto- rapporto con le sensazioni di do- L’uomo di oggi usufruisce in mo-
rie dipende, poi, anche dai bisogni lore, rendendo “emergenza” alcuni do babbeo e fiducioso dei più alti
indotti di cui ci siamo circondati. E semplici eventi quotidiani, come livelli di tecnologia che la storia ab-
faccio solo un esempio per tutti, un occasionale mal di testa. bia prodotto (il termine “fiducioso” fa
tanto circoscritto quanto illuminan- Ma ancora più inquietante è sco- riferimento al fatto che premiamo il
te: quello delle scarpe. Oggi gene- prire che il nostro stile di vita può pulsante dell’ascensore con aspet-
ralmente le calzature running non giungere a erodere capacità psico- tative fiduciose sull’esito finale, pur
sono costruite per rispondere a esi- logiche come l’intelligenza. È quello non avendo alcuna cognizione sui
genze funzionali, bensì alle leggi di che sostiene Gerald Crabtree, di- meccanismi che producono l’esito
mercato. Quello che molte aziende rettore del Laboratorio di Genetica stesso: confondiamo l’accesso al-
perseguono sono la diminuzione del dell’Università di Stanford in Califor- la tecnologia con il possesso delle
volume del piede e l’aumento della nia. La sua tesi è che se l’intelligen- capacità necessarie per crearla). Il
statura dell’acquirente, perché cor- za rappresenta l’abilità a risolvere “progresso”, come lo stile di vita,
rispondono a esigenze estetiche. problemi, è evidente che la pres- allevia il confronto con le difficoltà e
Questo è trendy, ma anche molto sione selettiva su questa capaci- i problemi, rendendo superfluo svi-
innaturale: la progressiva perdita del tà sia progressivamente diminuita luppare e allenare le capacità che
nel corso della storia. Se un uomo da sempre rappresentano il patri-
monio della nostra specie. Non do-
vremmo stupirci che l’uomo odierno
sia molto più goffo e psicologica-
mente debole dei suoi predecesso-
ri. Minato dai bisogni indotti, viene
“allevato” con l’obiettivo prioritario
di farne un docile consumatore. E i
risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Pietro Trabucchi
si occupa di motivazione, gestione dello stress
e resilienza, in particolare applicata alla psicologia
dello sport. Insegna nell’Università di Verona.
www.pietrotrabucchi.it

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 81
Comunicazione
PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE

suggestiva Jeffrey K. Zeig


mento che lei può comodamente
guidare a “volo rovesciato” a 800
km all’ora ed essere abbastanza ri-
lassato, basta che usi quello sta-
to di rilassamento quando parla di
fronte a una platea»; o se dicessi

MOLTI PREGIUDIZI CONTRO L’IPNOSI


all’oratore motivazionale che può
usare la serenità e la facilità che ha
di fronte al pubblico per applicar-
CLINICA POSSONO SPARIRE SE LA le alla fobia del volo. Quello di cui
c’è bisogno, piuttosto, è un’espe-
CONSIDERIAMO UN METODO rienza suggestiva che connetta tali
pazienti a risorse interne preceden-

PREPOSTO NON AD ADDORMENTARE temente non sfruttate: l’ipnosi è un


modo per fare questa esperienza.
Per esempio, potrei usare l’ipnosi
IL PAZIENTE, MA A RISVEGLIARE IN LUI con il pilota collaudatore per propi-
ziare in lui uno stato di rilassamento
RISORSE LATENTI quando parla di fronte al pubblico,
ricorrendo alla ripetizione mentale e
alla proiezione futura del successo.

N
egli ultimi quarantacinque an- L’ORATORE E IL PILOTA
ni ho praticato e insegnato

Q
ipnoterapia in tutto il mondo. Il uello che segue è un ipote- COMUNICAZIONE:
mio viaggio alla scoperta dei benefici tico esempio. Un paziente INFORMATIVA
dell’ipnosi ha avuto inizio nel 1973, viene nel mio ufficio a cau- O SUGGESTIVA
quando ho incontrato per la prima sa di un’ansia paralizzante data dal

L
volta Milton H. Erickson, psichiatra, fatto di non poter prendere un ae- a terapia efficace è un’arte, e
considerato la figura leader nel XX reo senza avere un attacco di pani- un ottimo terapeuta è un arti-
secolo per lo sviluppo dell’ipnosi. co. Gli chiedo quale sia la sua pro- sta. La capacità artistica di un
Erickson era rinomato per i suoi ap- fessione e mi risponde di essere è terapeuta è quella di avvalersi della
procci brevi e strategici alla psicote- un “oratore motivazionale”. Un altro comunicazione per creare un pro-
rapia. Sono diventato suo allievo e paziente si presenta nel mio ufficio cesso di crescita. Ma, per fare que-
mi sono trasferito a Phoenix, in Ari- per un’ansia debilitante dovuta al sto, i terapeuti hanno bisogno di
zona, per stargli più vicino. fatto di non riuscire a parlare tran- comprendere la struttura della co-
Sfortunatamente, l’ipnosi è co- quillamente davanti a un pubblico. municazione. Il mio studio sull’ipno-
munemente ritratta dai media co- Gli chiedo quale sia la sua profes- si mi ha aiutato a comprendere la
me una tecnica di influenzamento sione e mi dice di essere un pilo- comunicazione efficace, e, una vol-
autoritario in cui un operatore ener- ta collaudatore. Sia l’oratore moti- ta compresala, ho potuto usare una
gico e dispotico inculca suggestioni vazionale che il pilota collaudatore “ipnoterapia senza trance”.
in uno sventurato soggetto “addor- hanno notevoli risorse in un conte- La comunicazione ha due funzio-
mentato”. Tuttavia, non è questo il sto, ma si sentono impotenti in un ni: può essere informativa o sugge-
caso della moderna ipnosi clinica. altro. Offrire a questi pazienti infor- stiva. La comunicazione informati-
L’ipnosi clinica è una forma di co- mazioni su come poter attingere va è di competenza della scienza e
municazione suggestiva che viene dalle risorse impiegate in un conte- della matematica: è impiegata per
utilizzata per risvegliare nelle perso- sto, per superare le ansie nell’altro trasmettere fatti. La comunicazione
ne possibilità che non contempla- contesto, non è di aiuto. Per esem- suggestiva, invece, è di competen-
no; non un metodo usato per ad- pio, non funzionerebbe se spiegas- za dell’arte. Tutte le forme d’arte,
dormentarle. si al pilota collaudatore: «Dal mo- tra cui i film, la pittura, la danza, la

82 MAGGIO-GIUGNO 2017
poesia e la musica, sono suggesti-
❝Forme suggestive trebbe essere acquisita anche con

PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE
ve, poiché progettate per suscitare l’ipnosi, attraverso l’utilizzo di meto-
cambiamenti di prospettiva, di umo- di comunicazione si di immaginativi. L’ipnosi è stata pro-
re ed emotivi. A seconda dei risul- gettata per suscitare realizzazioni
tati che si vogliono ottenere, la co-
possono rinvenire concettuali, non è una tecnica per
municazione può essere modellata nella grammatica fornire informazioni.
per essere informativa o suggestiva. Il mio studio sull’ipnosi mi ha por-
Se l’obiettivo è di istruire qualcuno di tutte le arti❞ tato a studiare altre forme sugge-
su come calcolare l’ipotenusa di un stive di comunicazione, ciascuna
triangolo rettangolo basandosi sul- delle quali può essere ritrovata nella
la conoscenza della lunghezza dei mente la realizzazione concettuale grammatica di tutte le arti. Un esem-
due lati, la comunicazione informa- di ciò che significa essere realmente pio è lo sviluppo strategico utilizzato
tiva è la migliore. Mentre, se l’obiet- responsabili. Per acquisire una rea- per far progredire le prime quattro
tivo è quello di suscitare in qualcu- lizzazione concettuale della respon- note della Quinta Sinfonia di Be-
no un senso di responsabilità, allora sabilità, è necessaria un’esperienza ethoven. Dal momento in cui queste
la comunicazione suggestiva è da suggestiva. Un bambino deve fa- note sono presentate, si verifica uno
preferire. re esperienza di che cosa significa sviluppo strategico costituito dal te-
Tutti i genitori vogliono che i loro essere responsabile. Per esempio, ma e dalle variazioni, e dall’impiego
figli siano responsabili, ma spiegare potrebbe prendersi cura di un ani- di ulteriori strumenti per creare più
ai bambini i benefici della respon- male domestico, unirsi a una squa- livelli di stratificazione.
sabilità non è la strada maestra per dra sportiva o a un club della scuo- Una volta capito come Beethoven
ottenere tale risultato. I bambini la, o fare le faccende domestiche ha creato uno sviluppo strategico
hanno già informazioni sulla respon- assegnategli. Ma una realizzazione per evocare alterazioni dell’umo-
sabilità, ma potrebbero non avere in concettuale della responsabilità po- re, di prospettiva ed emozionali, ho
iniziato a utilizzare metodi simili per
aiutare i miei pazienti a sviluppare
stati ipnotici. Da quel momento so-
no anche ricorso a principi simili per
suscitare cambiamenti terapeutici.
Ma ci sono applicazioni più ampie
per tali principi, fruibili anche duran-
te la comunicazione con familiari,
amici, colleghi e collaboratori.
In sintesi, ogni volta che l’obiettivo
è quello di suscitare una realizzazio-
ne concettuale, il terapeuta può uti-
lizzare in modo efficace i metodi che
i grandi artisti hanno usato per seco-
li. Sarò a Rimini i prossimi 2 e 3 giu-
gno nell’ambito dell’evento organiz-
zato da Life Strategies, a insegnare
come impiegare i metodi suggestivi.
Spero che ci sarete anche voi.

Traduzione dall’inglese
di Claudia Casini.

Jeffrey K. Zeig è uno dei principali ipnoterapeuti


e psicoterapeuti a livello internazionale. Ha fondato e
dirige la Fondazione dedicata a Milton H. Erickson, della
cui opera egli è un continuatore. Attualmente si inte-
inte-
ressa all’estrazione di codici di condizionamento relativi
a discipline artistiche come musica, pittura, cinema,
narrativa e poesia. È autore o coautore di oltre 20 libri
tradotti in 12 lingue.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 83
S
SEEGLL F
FE --NH
HNE
EALL P
P
R O
S
SCCR II E
E N
NTT II F
F II C
O M A G N O L
COO I

BUONE ABITUDINI
E QUALITÀ
E DELLA VITA
QUALITÀ DELLA VITA
Se la nostra vita è fatta in gran parte di abitudini, qual è il modo
migliore per consolidarne di nuove e positive? Il traguardo perché
si possa parlare di routine acquisita sono 66 giorni consecutivi

« Tutta la nostra vita, in quan-


to ha una forma definita, è
soltanto una massa di abi-
tudini pratiche». Questa frase del
1892 di William James provoca in
molti un sorrisetto ironico, perché
zioni, bensì dove ci possono por-
tare nel lungo periodo.
La mente è un “sistema” e si
comporta come tutti i sistemi in
natura: a ogni minima variazio-
ne, cambia l’assetto globale, ma
cambiamento può nascere tutta
una serie di benefici! Possiamo let-
teralmente cambiare la qualità del-
la nostra vita cambiando la qualità
delle nostre azioni ripetute nel
tempo; ed “essendo dei sistemi”,
è difficile pensare di ridurre la vita esistono parti di questo “insieme” ciò può portare all’emersione di
a una serie di abitudini. In real- che hanno maggior peso di altre. tutta una serie di vantaggi, anche
tà, alcune ricerche ci dicono che Torna per un istante alle abitudini inaspettati. E sono proprio le “ri-
passiamo oltre il 40% del nostro che hai richiamato poco fa, sele- compense inaspettate” (il rinforzo
tempo a fare gesti abitudinari, a ziona quella che ti sembra prende- intermittente) quelle che tendono
compiere routine più o meno con- re più tempo ed energie e chiediti: a portare avanti più facilmente un
sapevoli. Il tema delle “abitudini” «Come cambierebbe la mia vita se nuovo comportamento.
sta spopolando negli ultimi an- modificassi questa routine?». E ti
ni nel mondo del self-help e della accorgerai facilmente che basta

M
a come si acquisisce
crescita personale, complici ap- anche solo una piccola modifica un’abitudine e qual è il
punto le numerose ricerche svolte per dare tutt’altra direzione alla tua modo migliore per farlo?
in questo campo. giornata. Se, per esempio, inve- Le abitudini si acquisiscono me-
La qualità della tua vita dipende, ce di guardare i social al mattino diante ripetizione, lo sappiamo da
così, dalla qualità delle tue abitu- decidi di fare un po’ di esercizio sempre anche in modo intuitivo.
dini. Pensa per qualche minuto fisico, a lungo andare benedirai Quante ripetizioni? Non si sa con
alle prime cinque routine della tua questo piccolo cambiamento. E, esattezza, di certo non le prover-
quotidianità: se lo farai in modo a cascata, ciò ti porterà a svegliar- biali 21 ripetizioni: una media di 66
onesto e meticoloso, ti renderai ti un po’ prima, ad andare a letto giorni consecutivi sembra essere
conto che esse possono prendere a un orario regolare, a mangiare più realistica. La persistenza è il
molto spazio nella giornata. Guar- meno o in modo più sano la sera fondamento per creare una routi-
dare due ore al giorno la televi- per essere più agile al mattino, e ne, infatti non sempre la “spinta
sione o leggere per due ore sono così via. Insomma, da un semplice motivazionale” è sufficiente, biso-
attività simili: in entrambe stiamo gna continuare fino a quando non
fermi, in entrambe assorbiamo
nuove informazioni ed entrambe ❮❮ si trasforma in un comportamento
automatico.
richiedono un certo sforzo co- Le ricerche sulla “cognizione in-
gnitivo. Eppure sono due attività
Le abitudini carnata” ci hanno dimostrato che
che possono portare in direzioni
completamente opposte. I colleghi
occupano una nel processo di apprendimento
l’ambiente che ci circonda ha un
ovviamente mi perdoneranno per gran parte della peso notevole. Se per andare a
questa semplificazione, dato che correre hai bisogno di preparare
la lettura richiede tutt’altro tipo di nostra giornata l’abbigliamento adatto, prende-
sforzo. Ma il punto non è quale sia re l’auto e fare diversi chilometri,
la più “faticosa” delle due opera- ❯❯ allora è molto difficile trasforma-

84 MAGGIO-GIUGNO 2017
SELF-HELP SCIENTIFICO
re in abitudinaria un’azione come utilizzare queste capacità può au- prio auto-aiuto è appunto quello
questa. Se invece, per il jogging, mentare drasticamente la qualità di iniziare ad acquisire consapevo-
hai già la borsa pronta e puoi cor- della tua vita. lezza su queste nostre routine più
rere nel parco sotto casa, allora la Ogni volta che apprendi qual- o meno strutturate. La semplice
probabilità che si trasformi in una cosa di nuovo modifichi tutto il osservazione, se svolta con one-
routine aumenta. Sulla scia di que- sistema, per questo è necessario stà, può iniziare a darti un quadro
sta semplice idea di “prossimità” uno sguardo consapevole: diven- molto più preciso di come spendi
molti autori consigliano addirittura tare consapevole delle tue abitudi- il tuo tempo e in quali attività.
di andare a dormire già vestiti per ni è un esercizio assai proficuo. Le
la corsa. Ovviamente esagera- abitudini sono pressoché automa-

E
cco un piccolo esercizio
no, ma non troppo! Infatti è stato tiche, un buon modo per diriger- per mettere in pratica quan-
provato che ciò che è vicino a noi le non è solo quello di diventarne to detto finora: seleziona
(spazialmente) diventa più facil- consapevoli (per quanto possibile), un’azione che desideri diventi per
mente parte della nostra quotidia- ma anche di modificare gli stimo- te quotidiana (fa’ in modo che sia
nità. Come sanno tutte le perso- li che abbiamo collegato a esse, rilevante) e cerca di collegarla a
ne a dieta, infatti, la cosa migliore un’abitudine che già possiedi. Se,
è avere una dispensa vuota, non
tentare di resistere alla tentazione.
❮❮ per esempio, desideri andare a
correre e tutte le mattine ti prepari
Dall’incontro di azioni ripetute
e ambiente emergono le migliori
La qualità della il caffè, cerca di lasciare la bor-
sa davanti alla moka già pronta
abitudini? Non proprio, c’è un altro vita di tutti noi o lascia un bigliettino accanto ai
elemento che manca all’appello, fornelli. Fallo per almeno 66 gior-
ed è la consapevolezza, quella ca- dipende dalle ni consecutivi, fino a quando non
pacità di osservare il nostro com- diventerà sempre più spontaneo
portamento, per quanto possibile. nostre routine seguire la routine, predisponi il tuo

❯❯
Poco fa, quando ti ho chiesto di ambiente in maniera da facilita-
pensare alle tue abitudini, hai do- re questi nuovi apprendimenti e
vuto fare un piccola autosserva- tieni traccia dei tuoi progressi. Sii
zione, qualcosa che tutti noi non dunque il nostro ambiente. Sono consapevole durante questi questi
siamo così abituati a fare. Non si sempre più gli studi che dimo- due mesi e poco più, nota dove ti
tratta solo di diventare cosciente strano quanto l’ambiente influenzi sta portando la tua nuova abitudi-
delle tue abitudini, aspetto già es- le nostre azioni. Il fatto di avere a ne, sii gentile con te stesso e tieni
senziale per iniziare a portare più disposizione un oggetto vicino o a mente che il viaggio è sempre
“consapevolezza” nella vita, ma di lontano fa un’enorme differenza più importante della meta.
allenare la capacità di osservarsi nel suo impiego. Se hai la pale-
finché non diventi un’abilità me- stra a 20 km oppure sotto casa, Riferimenti bibliografici
ta-cognitiva. Il famoso divulgatore la tua motivazione a continuare LaLLy P., Van JaarsVeLd C., Potts H., WardLe J. (2010), «How
scientifico Daniel Siegel parla di a frequentarla sarà radicalmente are habits formed: Modelling habit formation in the real
come e quanto l’autoconsapevo- diversa. world», European Journal of Social Psycology, 40
(6), 998-1009.
lezza sia la chiave per aumentare La qualità della nostra vita emer- Wansink B. (2004), «Environmental factors that increase
la plasticità cerebrale e cerca di ge dalle nostre abitudini? Asso- the food intake and consumption volume of unknow-
ing consumers», Annual Review of Nutrition, 24 (1),
dimostrare come, attraverso uno lutamente sì; sono queste, infat- 455-479.
“sguardo consapevole”, la plastici- ti, che lentamente plasmano le
Gennaro Romagnoli,
tà cerebrale aumenti. nostre giornate e scandiscono psicologo e psicoterapeuta, è autore di “Psinel” il pod-
le nostre vite. Il primo passo per cast di psicologia e crescita personale più ascoltato in
Italia. Si occupa di divulgazione online dal 2007.
sfruttare tali osservazioni per il pro-

Q
uindi, le nostre azioni ge-
nerano delle abitudini,
apprendimenti automatici
che tendono via via a consolidar-
si sempre di più, fino a plasmare
la nostra giornata e la nostra vita.
Da queste abitudini emergono
quelle che nella crescita persona-
le chiamiamo “risorse” o “abilità”,
o, come piace dire oggi con slang
anglofono, le “skills”. Accedere e

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 85
B
BRRMA
ANN D
D II N
A R C O
NGG E
E DM
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ARRK
K E
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V E G L I
NGG A

COS’È IL
MARKETING?
Ecco cosa sta dietro il funzionamento del marketing: il fatto
di mimetizzarsi. Per cui se il potenziale cliente non lo vede,
probabilmente è fatto bene, ma c’è

N
ell’articolo che ho scritto Le ricerche e il semplice fatto che dagli investimenti in pubblicità onli-
nel numero precedente di il marketing sia un’attività in conti- ne. E online non è affatto semplice
questa rivista ho parlato di nua crescita che oggi vale circa un capire se ciò che stai guardando
“brand” e di come esso agisca per trilione (mille miliardi) di dollari su è marketing oppure un oggettivo
indirizzare la scelta del potenziale scala mondiale, dicono che non è messaggio di informazione.
cliente verso un determinato pro- così. Il marketing funziona nell’in- Il concetto di native advertising
dotto o servizio. In cambio di que- fluenzare le tue scelte di acquisto. anche se mimetizzato dietro un bel
sta influenza, il potenziale cliente E molto spesso non sei in grado nome e un concetto nobile di fatto
riceve una semplificazione del suo di percepirlo. Peraltro è proprio il significa: ti faccio vedere un mes-
processo di scelta e quindi, in de- marketing che, sempre più spesso, saggio di marketing, ma tu non
finitiva, della sua vita. cerca di “non farsi beccare”, di mi- ti accorgi che è un messaggio di
Oggi voglio parlare di un altro metizzarsi, di influenzarti senza che marketing perché sembra uguale
elemento che è collegato al brand tu te ne accorga. Se sono passati al contenuto della pagina che stai
– in questo articolo, vedremo ap- i tempi delle promesse chiaramen- leggendo.
punto come – e che è quanto mai te fantascientifiche della pubbli- Ma puoi fare un’esperienza per-
presente nella nostre vite, anche cità di cent’anni fa (o anche solo sonale guardando il tuo feed di
se spesso ne siamo inconsapevo- cinquant’anni fa: chi di voi ricorda Facebook, magari sul tuo smar-
li: voglio parlare del marketing. gli annunci per gli “occhiali a raggi tphone. Scorri i post e guarda
X”?), stanno però anche passando quanti sono quelli reali (scritti da
i tempi degli spot televisvi net- tuoi contatti di Facebook) e quanti
UN RAPPORTO tamente riconoscibili come quelli “sponsorizzati”, nel concreto
POCO SINCERO marketing, e ci si sta avviando a forme appunto di native advertising,
un mondo in cui il marketing sarà cioè di marketing mimetizzato. La

S
iamo in grado di capire in sempre più diffuso e sempre meno difficoltà è nel comprendere la dif-
che modo il marketing in- evidente. ferenza, e se non ci poni attenzione
teragisce con noi (o in che La società eMarketer stima che probabilmente non la noti.
modo noi interagiamo con esso)? nel 2017 gli investimenti in pub- Un’altra facile esperienza che
Siamo in grado di individuarlo? blicità televisiva saranno superati puoi fare con il marketing online è
Siamo in grado di capire se e co- con la pratica del retargeting. Un

❮❮
me influenza le nostre vite? La ri- inserzionista pubblicitario può mo-
sposta che probabilmente ti viene strarti annunci relativi al suo prodot-
spontanea è: «Sì, certamente». to utilizzando l’informazione grazie
Pensi di saper riconosce- Nel 2017 ci saranno alla quale ha saputo che ti sei in
re quando vedi un messaggio qualche modo interessato al pro-
di marketing e quando invece
più investimenti dotto stesso. Ti sarà probabilmente
vedi un messaggio “che non è
marketing”. E soprattutto pensi di
in pubblicità online capitato di cliccare su un annuncio
o di visitare un sito e poi di vedere
essere sostanzialmente immune al che televisiva su altri siti o su Facebook annunci
marketing e al suo effetto sulle tue di quello stesso prodotto. Sem-
scelte. ❯❯ brano un po’ magia e un po’ «Ma

86 MAGGIO-GIUGNO 2017
BRANDING E MARKETING
guarda, è proprio quello a cui mi da quasi vent’anni, ho individuato Chiaramente, tutte queste atti-
stavo interessando!». In realtà, non una definizione del marketing che vità possono essere svolte bene o
è così: è la tecnologia del marketing funziona bene proprio per mettere male, e dunque essere efficaci o
che invade sempre più la tua espe- in relazione il marketing con tutte le meno. Meglio sono svolte, mag-
rienza online. altre nozioni che gli orbitano attor- giore “naturalezza” percepiamo nel
Quindi, vediamo cosa c’è die- no: brand, pubblicità, promozione, messaggio di brand. O, detto altri-
tro questo rapporto “poco since- PR, social media ecc. Il marketing è menti, meno percepiamo l’influenza
ro” tra noi (potenziali acquirenti) e il l’insieme delle attività che si com- del marketing.
marketing: piono per far funzionare un brand. Resta famoso l’effetto Reality
• noi pensiamo di saper individuare Nota che questa definizione con- Distortion Field (RDF), cioè campo
il marketing e di essere relativa- sente di collocare tutto nella giusta di distorsione della realtà, messo
mente immuni e obiettivi; prospettiva. Se, quindi, abbiamo in atto da Steve Jobs; dapprima
• il marketing cerca di essere sem- capito cos’è un brand e a cosa ser- internamente con i suoi collabora-
pre più invasivo e sempre meno ve, adesso capiamo anche cos’è il tori, poi dallo stesso brand Apple.
individuabile. marketing e a cosa serve. L’effetto RDF ha prodotto la perce-
zione che i prodotti Apple fosse-

❮❮
Un rapporto poco sincero in cui ro intrinsecamente migliori di quelli
noi come potenziali clienti abbiamo concorrenti (mentre, confrontando
ancora il coltello dalla parte del ma- le prestazioni, non era così) per ca-
nico (possiamo comprare oppure
Il marketing è la ratteristiche sostanzialmente “ma-
no), ma indubbiamente il marketing giche”, ossia con poche possibilità
ha fatto grandi passi avanti per con-
somma delle attività di essere spiegate dal punto di vista
quistare potere su di noi. Ho voluto compiute per far tecnico. Tutte le attività che sono
farti vedere un po’ dietro le quinte state svolte da Apple, impiegando
del marketing moderno (online), per funzionare un brand design, packaging, distribuzione,
sottolineare il fatto che capire cos’è prezzo e pubbliche relazioni, sono
il marketing ci riguarda tutti. Perché ❯❯ attività di marketing che hanno fatto
appunto tutti – e sempre di più – funzionare il brand Apple. Un effet-
siamo da esso influenzati. Come di- Tutte le attività che servono per to che ha continuato a funzionare
cevo all’inizio, c’è un collegamento comunicare un brand, i suoi valori anche quando il suo ingrediente
tra il marketing e il brand. Un colle- e il suo messaggio, sono attività di principale – Steve Jobs! – è venuto
gamento strettissimo. marketing. a mancare. Non è detto che tale ef-
Pertanto, la pubblicità (in tut- fetto si perpetuerà ancora a lungo,
te le sue forme) è certamente ma questo può magari essere ar-
MARKETING: PERCHÉ marketing. Le pubbliche relazioni, gomento di un prossimo articolo.
UN BRAND FUNZIONI ovvero la produzione di notizie che La conclusione del presente con-
parlano di un brand, è marketing. tributo è la seguente: se sei un im-

A
tutt’oggi molti professionisti I canali di vendita, ovvero come e prenditore, devi comprendere che
del marketing e della pub- dove puoi acquistare un brand, è il marketing è la somma di tutte le
blicità usano i due termi- marketing. Il packaging, ovvero il attività che compi per rendere il tuo
ni come sinonimi, o meglio come contenitore in cui un brand vie- brand (definito secondo il metodo
se il marketing fosse una cosa più ne venduto, è marketing. Il nome del brand positioning) vivo, reale,
seria della pubblicità. Effettivamen- di un brand, marketing. Il prezzo, efficace, credibile. Se invece stai
te, il marketing non è la pubblici- marketing. Ogni attività azienda- dall’altra parte della barricata, in-
tà. Ma la pubblicità è marketing. le che costruisce quell’allucina- somma se sei un potenziale cliente,
Così come molte altre attività che zione che chiamiamo “brand” è ricorda: se non vedi il marketing,
le aziende possono svolgere sono marketing. probabilmente è fatto bene. Ma c’è.
marketing. Tuttavia, nel mio studio
sul brand positioning, materia sulla
quale mi sono specializzato ormai
Marco co De Veglia
è riconosciuto
iconosciuto come il massimo esperto italiano di
Brand
rand Positioning. Dal 2009 vive a New York e da oltre
venticinque
enticinque anni aiuta le aziende italiane a ridefinire
le loro attività di marketing.
marco@brandfacile.com
www.brandfacile.com/pc

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 87
V II V
V VGA
AI // OM
MRE
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N IT
T AE
E K A P L A N

UDITE, UDITE,
IL CAPO È TORNATO
❮❮ In
cosa risiede oggi il fascino tempo, i «fratelli» si sarebbero sentiti
in colpa per quell’omicidio avvenuto

dell’autorità, che si rinnova in nella notte dei tempi, se ne sarebbe-


ro pentiti, e avrebbero stretto il patto

vari ambiti malgrado le diffuse fondativo che sanciva le prime leggi:


i divieti di incesto e di omicidio. Nel

idee di egualitarismo? contempo facevano del mitico pa-


dre primordiale una grande divinità,

Non certo nell’ideale normativo come Zeus e altri dèi del mito.
«La società poggia da allora in poi

che essa rappresenta. sulla correità del delitto perpetrato


insieme, la religione sul senso di

Piuttosto, nel fatto che le colpa e sul rimorso che esso gene-
ra, la moralità in parte sulle neces-

masse vi vedono ciò che sità di questa società, in parte sul


bisogno di espiazione imposto dal
senso di colpa» (p. 149).
ognuno vorrebbe essere❯❯
ci: in ammirata adorazione, anche
quelli che predicano l’egualitarismo
rinnovano il culto del capo.
Freud è come sempre illuminante.
In Totem e tabù (1912-14) tratteg-
gia, sulla scorta dei grandi primati
Sigmund Freud, descritti da Darwin, la prima famiglia
Totem e tabù umana (detta orda primitiva, cioè René Kaës,
e altri scritti, Il complesso fraterno,
gruppo originario), dominata da un
Bollati Boringhieri, Borla, 2009
2003 maschio adulto che «può darsi vi-
vesse con più donne per sé solo,

I
nsomma, la civilizzazione o, se
come il gorilla». È il cosiddetto pa-

D
i fronte al ritorno del “fascino vogliamo usare un termine più at-
del capo”, chi non si è chie- dre primitivo, padre di tutta la tribù tuale, la cultura (intesa nel sen-
sto quali siano i meccanismi perché ha il monopolio delle femmi- so ampio di istituzioni e stili di vi-
psicologici dell’adesione fideistica ne e uccide o caccia via i figli ma- ta) nasce come baluardo contro le
(o fanatica) tributata al capo da indi- schi quando raggiungono la pubertà pulsioni aggressive e la predato-
vidui e gruppi, e quale sia la radice e potrebbero diventare i suoi rivali. rietà umana, come segnala René
del consenso? Non parlo di dittatori Nella ricostruzione di Freud, il pro- Kaës, psicoanalista geniale, teori-
o di “cari leader” che, comunque, genitore finisce ripagato della sua co e clinico dei gruppi, nel libro Il
si reggono sul consenso popolare stessa moneta: «Un certo giorno i complesso fraterno (2008). Kaës
e non solo sul terrore. Ma di capi fratelli scacciati si riunirono, abbat- si discosta dal pensiero di Freud,
eletti dal popolo, che conquistano terono il padre e lo divorarono» (p. asserendo che quel violento padre
il consenso con modi rudi e spicci 146). La narrazione di questo “mito originario è il prototipo del tiranno,
contro presunti gruppi di privilegiati scientifico” continua: Freud immagi- immerso in un narcisismo onnipo-
e con modi suadenti si fanno pala- na che ci fosse una forte ambiva- tente, e quindi non è il fondatore del
dini del (loro) “popolo” angariato. Di lenza verso il capo, cioè un impasto principio di autorità, come pareva
questi modi si beano i loro segua- di odio e amore. Con il passare del ritenere Freud. Il quale poi ritornava

88 MAGGIO-GIUGNO 2017
V I VA / M E N T E
sugli stessi temi con L’uomo Mosè facilmente i ben noti movimenti di
e la religione monoteistica (1934- scissione
scissione cheche affliggono
affliggono ii gruppi,
gruppi,
38), scritto quando il nazismo era dalle religioni ai partiti politici, alle
già al potere. Nella visione tragica di società scientifiche.
Freud, l’umanità attacca e distrug- Che cosa può dire, allora, la psi-
ge ciclicamente le figure dei “padri” coanalisi della civilizzazione, tra pa-
fondatori, come Mosè e Gesù Cri- dri violenti e manipolatori, idolatrati
sto, i quali stabiliscono o salvaguar- dalle masse, e gruppi fraterni che
René Kaës,
dano le leggi morali che fondano le Il malessere,
si dilaniano in ostilità reciproche?
regole di una civiltà. Borla, 2014 Può farci capire che le costruzioni
Freud aveva anche indicato il le-
game “positivo” inconscio che col-

K
aës sviluppa il tema appro-
lega i membri di un gruppo stabile fondendo la relazione tra i fra- ❮❮
con il loro capo. In Psicologia delle telli. Miti, leggende, narrazioni
masse (1921) portava l’esempio del mitiche che sono fondamentali nel- A partire da Caino
legame dei soldati con l’imperatore la nostra cultura ci mostrano casi
e dei fedeli cristiani con il loro capo esplosivi di odi fraterni. Da Caino e
e Abele, da dove
spirituale. Cosa collega gli individui
che sono simbolicamente dei fra-
Abele a Giuseppe e i suoi fratelli, da
dove arrivano le pulsioni fratricide?
provengono le
telli, pari tra loro, con la gerarchia Se, seguendo Kaës, il padre primi- pulsioni fratricide?
verticale? Il legame con il capo. I tivo non è il fondatore delle regole e
fratelli si identificano tra loro come dell’autorità legittima, ma un tiran- ❯❯
figli di un unico capo e condividono no che non lascia ai discendenti al-
l’immagine interiorizzata del capo, cuna possibilità di conquistarsi le- culturali, il lavoro della civilizzazio-
che non è solo un modello, ma un gittimamente il loro spazio, è certo ne, sono necessarie ma non per-
ideale incarnato, che diventa addi- che sull’odio per il tiranno nascerà manenti, e che il malessere delle
rittura la loro coscienza. Non è di una comunità dominata dalla rivali- nostre società (Kaës, Il malesse-
certo l’ideale normativo che viene tà fraterna, quindi un conflitto inter- re, 2012) non è lo stesso dei tem-
condiviso, non è il padre normati- generazionale. Da qui si innescano pi di Freud, perché è cambiata la
vo, non è il Super-Io normativo, ma cultura e quindi i sistemi simbolici e
quell’Io ideale che verrà inteso in l’immaginario collettivo. E dov’è fi-
seguito come il portatore del narci- nito il capo, oggi? Più che il tiranno
sismo trionfante. oggetto di ambivalenza, negli ultimi
vent’anni, in quella che Kaës chia-
ma ipermodernità, il capo è carat-
terizzato dall’eccesso, dall’iperbole
e dall’eccitazione: la stessa che la
società globalizzata coltiva in ogni
ambito. Il capo urla e sbraita, in-
vade con la sua presenza, fa di se
stesso uno slogan. Ed ecco che
torniamo ai capi idolatrati dalle fol-
le, esaltate dal fatto che il capo non
incarna di certo l’ideale normativo,
cioè la necessità di regole e rinun-
ce da parte di ogni singolo di volere
tutto. Al contrario, le masse sono
esaltate perché vedono nel capo
l’incarnazione di quel che ognuno
vorrebbe essere. Insomma rimetto-
no sul trono il padre primitivo. Con il
ciuffo, stavolta.

Giorgia Kaplan
è psicoanalista

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 89
LIBRI PER LA MENTE
« Particolare condizione di cose,
momento critico, che richiede
un intervento immediato»: que-
sta è la definizione della parola “emer-
genza”, che si trova sul dizionario. In
psicologia rappresenta una perdi-
avuto su di lui mettono in moto una
catena di eventi che danno forma
a un giallo originale e teso. In cui
un secondo evento critico che può
causarne la morte risveglia Nick da
quella fame compulsiva di fare, co-
ta improvvisa del proprio equilibrio Alessio Romano, noscere e scoprire, e lo ricollega
psicologico ed emotivo in seguito a Solo sigari quando all’esperienza vissuta, permetten-
un evento inatteso, che necessita è festa, Bompiani, dogli di ri-centrarsi di nuovo e di
204 pp., 17 €
dell’attivazione di misure e strate- accettare la paura e la confusione
gie non abituali per fronteggiarlo. E generate dal sisma.
la psicologia dell’emergenza nasce ❮❮Ho rischiato
proprio per sostenere le persone e le
comunità che si trovano ad affrontare la pelle, Anna.
all’improvviso situazioni critiche forte-
mente stressanti, come calamità na-
E per reazione mi
turali, attacchi terroristici, epidemie,
incidenti stradali, suicidi, atti di violen-
è venuta una gran Silvia Ballestra,

voglia di vivere❯❯
Vicini alla terra.
za, aggressioni fisiche. Infatti, l’evento Storie di animali
critico supera le capacità di gestirlo e di uomini che non
da parte degli individui o dei gruppi, li dimenticano quando
tutto trema,
mina i punti di riferimento, getta nello della sua casa nel sisma dell’Aquila Giunti, 144 pp., 12 €
sconforto. L’emergenza, però, non è nel 2009. Tornato a vivere dal pa-
mai circoscritta all’evento in sé. Il per-
corso di ricostruzione, di guarigione,
dre, Nick non possiede più nulla, a
parte quello che indossava durante
❮❮Poter avere
è lento, lungo, doloroso. Le cicatrici
emotive rimangono, gli effetti a lungo
il terremoto e l’auto lasciata intatta
dalle macerie. La prima notte nel-
vicino il proprio
termine modificano in maniera più o la casa paterna, Nick riceve una ri- animale d’affezione
meno significativa la vita. Ma anche chiesta di amicizia su Facebook di
eventi di minore gravità possono de- un tizio che si fa chiamare Il Ragno. è un sostegno,
terminare sentimenti di emergenza. Non sa chi sia, non hanno amici in
Ognuno, almeno una volta, ha avu- comune, ma la mancanza di son- qualcosa che
tranquillizza❯❯
to la sensazione che la propria vita no e la curiosità lo spingono ad ac-
avesse subito un “terremoto”, che cettare l’amicizia. Il giorno seguente
le cose, fino a quel momento stabili, scopre che i pochi amici del Ragno
si stessero sbriciolando come i muri sono morti e che solo lui e una gio-

I
terremoti azzerano in un attimo
sotto le scosse telluriche, sentendosi vane spogliarellista sono ancora vi- quanto si è faticosamente realiz-
“sfollato” nella propria pelle, nella pro- vi. Nick decide allora di scoprire chi zato nel corso di un’intera vita, e
pria esistenza. Questo perché è una è Il Ragno e di conoscere la ragaz- non solo: case e punti di riferimento
sensazione reale, causata da eventi za. Come un sonnambulo inizia a visibili, relazioni, abitudini. La geo-
che assumono rilevanza traumatica indagare, senza grande consape- metria della propria vita cambia
per chi li vive. volezza di ciò che sta facendo, ren- drasticamente, i lutti da affronta-
dendosi presto conto che anche la re, la perdita dell’abitazione o di ciò
sua vita è di nuovo in pericolo, co- che permetteva il sostentamento,
me nella notte del terremoto.

S
i può tentare di rimuove- l’allontanamento da luoghi familia-
re quanto accaduto, evita- Nel bel thriller di Alessio Romano, ri. Per chi sopravvive inizia un lento
re di affrontare gli effetti di la fuga dall’Aquila del protagonista percorso di ricostruzione e di ricon-
quell’evento critico, come fa Nick, e la volontà di ignorare le conse- giungimento con chi è rimasto. An-
sfuggito miracolosamente al crollo guenze emotive che il terremoto ha che con i piccoli animali domestici

90 MAGGIO-GIUGNO 2017
che hanno accompagnato la sua descrive i personaggi che incontra
vita fino a quel momento. nel suo percorso di accettazione di
Silvia Ballestra, nel suo ultimo li- Mr Parky (personificazione del di-
bro, racconta proprio queste storie, sturbo che si è insediato nel suo
raccolte dopo il terremoto di agosto cervello e che pretende di controlla-
in Centro Italia: storie di sfollati pre- re i suoi movimenti), uomini che con
occupati per i propri animali e della dignità e coraggio vivono la propria
gioia di riabbracciarli, del dolore per Francesca Scotti, vita nonostante le malattie che li
la perdita, dei salvataggi dell’Ente Ellissi, Bompiani, bloccano, li limitano, li annientano,
176 pp., 17 €
Nazionale Protezione Animali, della eroi che illustrano un atteggiamento

❮❮Ferita nel punto


dedizione di volontari e personale “dignitoso” nei confronti della soffe-
professionista, di quegli animali a renza. La malattia costringe il pro-
loro volta in emergenza, rimasti pri- fessore che ama la bicicletta a ridi-
vi di punti di riferimento, terrorizzati più molle, dove non segnare la propria vita, a fare i conti
dalla terra che trema, feriti sotto le
macerie, abbandonati a loro stessi.
ha protezione❯❯ con qualcosa che non può esse-
re controllato: la patologia diventa
Piccole storie di vite che si intrec- «un’opportunità per ridisegnare i
ciano sullo sfondo della devastazio- ogni tentativo di cura, decise a non propri rapporti con la vita circostan-
ne, in cui la speranza di rinascere lasciarsi separare, unite dalla con- te e, soprattutto, con gli altri. […]
passa anche dall’aiutare gli anima- vinzione che nessuno possa disto- per appropriarti delle piccole cose
li. Non solo cani e gatti, ma anche glierle dal loro destino di acquisire buone […] che si nascondono nel-
galline, cavalli, mucche, maiali. In ali da libellula. Erica e Vanessa vivo- le pieghe della quotidianità» e che
una terra di allevatori, gli animali rap- no in una continua emergenza fisi- senza l’intervento della malattia sa-
presentano l’unica fonte di sosten- ca, perché l’anoressia porta il corpo rebbero rimaste nell’ombra. Pagine
tamento e sono gli animali stessi a al limite massimo di sopravvivenza, ben scritte, colme di vita, di vite, di
mantenere in vita località che altri- in bilico tra vita e morte, ma anche riferimenti letterari, filosofici, musi-
menti sarebbero abbandonate: «Gli emotiva, psicologica, perché espri- cali, che servono all’autore per rea-
animali sono vicini alla terra, le per- me una sofferenza non manifestata, gire alla sua emergenza, per adat-
sone che si occupano di animali so- mai affrontata. Nel bel romanzo di tarsi a questo evento critico, per
no vicine alla terra. Non abbandona- Francesca Scotti l’amicizia diventa imparare ad accettare una diversa
no, si prendono cura di paesi, borghi al tempo stesso nutrimento del di- identità, quella di malato, e la fra-
e intere montagne». Finché la terra sturbo e motore del cambiamento, gilità del corpo, per convivere con
non trema e non è più sicuro vivere lì. verso una nuova rinascita, proprio un ospite sgradito ma da cui trarre
Leggiamo così di chi rimane, nono- come le libellule, che prima di diven- il massimo insegnamento possibile.
stante tutto, a presidiare quei posti, tare quello che sono si trasformano
di chi fa chilometri da dove è stato quindici volte: «Anche se il corpo ha
sfollato per nutrirli, con la costante un peso, si può volare».
preoccupazione che il freddo li fac-
cia ammalare e che le stalle e i box
lesionati dalle scosse non resistano.

L
a malattia è un evento critico
che crea emergenza soprat-
tutto quando è progressiva, Andrea Bonomi,
LIBRI PER LA MENTE

S
i può vivere in continua emer- inarrestabile, invalidante. Andrea Io e Mr Parky,
genza? Come se non finisse Bonomi, professore di filosofia del Bompiani,
202 pp., 17 €
mai, sottoponendo il corpo, linguaggio in pensione, racconta
le emozioni, i vissuti a ripetuti even-
ti critici? In senso ampio è quello
la propria esperienza con il Parkin-
son, dalla scoperta della malattia ❮❮Avere un
che capita a Erica e Vanessa, ami- alla convivenza forzata con essa.
che del cuore, giovani adolescenti Il Parkinson porta nella sua vita un
atteggiamento
nel fiore della vita che stringono un terremoto emotivo, non solo fisico,
patto di mutua distruzione: diventa- con quelle piccole scosse alle dita
dignitoso nei confronti
re libellule, leggere, invisibili, lasciare delle mani. Un’emergenza di vita da delle emergenze
che il proprio corpo si assottigli, sino affrontare, ogni giorno, nel modo
a farsi etereo. Le ragazze, ricoverate più dignitoso possibile, cercando della vita❯❯
in una clinica specializzata in distur- come «sopravvivere con una men-
bi dell’alimentazione, resistono a te dal cervello dimezzato». Bonomi a cura di Paola A. Sacchetti

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 91
PE
P E GR
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SOO NE
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I D O
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ES ALL RA
AVVC O
O RO
R O
H I E L L I

NON È TUTTO ORO


QUEL CHE LUCCICA
COME APPARIAMO NEL LUOGO DI LAVORO
Spesso, per primeggiare nell’ambiente lavorativo, ci sforziamo
di mostrare i nostri lati migliori. Tutto bene, a patto di non attirarci
l’invidia dei colleghi o di non millantare qualità che non abbiamo

« Loretta non fa altro che sgomitare… è piena di sé e non perde oc-


casione per mostrarlo. Anche ieri con il capufficio sembrava che
ci fosse solo lei e che i meriti del buon lavoro che abbiamo fatto
tutti insieme fossero solo suoi. Con i superiori fa sempre la simpatica, ma
è una furba… si presenta tutta tirata, in perfetto ordine e fa di tutto per
sembrare sempre d’accordo e fare un’ottima impressione. Così fioccano
differenti tattiche, usate dalle per-
sone in modo onesto oppure in-
gannevole, per mostrarsi in pub-
blico nelle situazioni lavorative.
Le due principali tattiche so-
no quelle di valorizzazione di sé
i complimenti e anche le sue valutazioni di fine anno sono sempre più po- (esaltare gli aspetti positivi per
sitive. Questa situazione comincia a darmi fastidio anche perché in prati- autopromuoversi, per dare di
ca Loretta lavora come noi, anzi forse anche un po’ meno, ma non se ne sé un’immagine di superiorità,
accorge nessuno… C’è qualcosa che non torna e questo comportamen- per cercare di ingraziarsi il capo
to un po’ falso mi piace poco». con lodi o conformandosi al suo
punto di vita per compiacerlo) e
quelle difensive (scusarsi, cer-

C
ercare di presentarsi al Il problema nasce quando,
meglio nei contesti lavo- come nell’esempio riportato, la care giustificazioni, dare la colpa
rativi costituisce un modo presentazione di sé rischia di es- a qualcun altro ecc.). Entrambe
comune per impostare e regolare sere esagerata, invadente e viene possono essere giustificate fino a
relazioni significative con colle- percepita come inautentica, fina- quando non diventano distorsioni
ghi, collaboratori e superiori. Non lizzata a ricavare indebiti vantag- intenzionali della propria immagi-
c’è nulla di male a mettere in luce gi reali o percepiti, determinando
aspetti positivi di sé, a cercare di conseguenze spiacevoli nell’am-
mostrare bene ciò che si sa fare, biente di lavoro. Questo tipo di
di trovare un proprio spazio per questioni fa parte di una linea di
mettere a frutto i propri talenti. Del ricerca psicosociale sull’impres-
resto, le spinte organizzative a es- sion management (gestione delle
sere sempre più proattivi, ad assu- impressioni) che ha identificato
mersi delle responsabilità rispet-
to al lavoro, a coinvolgersi anche

❮❮
affettivamente con l’organizzazio-
ne facilitano gli sforzi personali di
costruire un’immagine di sé posi-
tiva. Si è visto che riuscire a farlo Due le tattiche
bene può avere effetti favorevoli al
momento della selezione o quan-
usate: esaltare i
do, dopo essere stati assunti, una
buona reputazione può influenzare
propri pregi e
le valutazioni sul lavoro, le ricom- giustificarsi negli errori
pense, le promozioni e gli sviluppi
professionali. ❯❯
92 MAGGIO-GIUGNO 2017
PERSONE E LAVORO
ne e della propria esperienza lavo- della dedizione o anche della for- mento troppo artefatto (e a rischio
rativa, che con grande probabilità za d’animo può, agli occhi degli di inganno) dell’intervistato potrà
interferiscono sulla qualità delle interlocutori, trasformarsi nel suo spingere a un risultato opposto ri-
relazioni di lavoro in un ufficio o in contrario ed essere accolta come spetto a quello desiderato.
un reparto. quella di un lacchè, sbruffone,
ipocrita o prepotente. È il cosid-

A
l riguardo vi sono ricerche
detto “paradosso del promotore”,

C
osa sta alla base di una psicosociali che sottolinea-
gestione più o meno accu- che si verifica quando una perso- no come una presentazio-
rata dell’immagine e della na, esaltando in eccesso le pro- ne di sé che non voglia correre il
presentazione di sé? Si è visto prie qualità, attiva invece nell’in- rischio di inflazione (e di sospetto
che la tendenza a usare le diverse terlocutore il dubbio di trovarsi di di inganno) dovrebbe essere man-
tattiche di gestione della propria fronte a un venditore di fumo. Non tenuta a un ragionevole livello di
immagine di sé nei contesti di la- solo: soprattutto con il persistere accuratezza e di credibilità del-
voro è più forte quando la persona di queste modalità di interazione le caratteristiche e degli attribu-
sente di dipendere da qualcuno nell’ambiente di lavoro, possono ti autodescritti. Ciò comporta la
(in genere, il capo) per ottenere un innescarsi reazioni di allarme e necessità di essere sempre con-
risultato desiderato; quando tale sospetto che inquinano le relazio- sapevoli degli effetti positivi e di
risultato è molto importante e si fa ni professionali riducendo i livelli quelli controproducenti del proprio
di tutto per ottenerlo; quando ci si di fiducia reciproca. Se si pensa modo di presentarsi. Le perso-
rende conto che, essendo valu- poi a una situazione di selezione, ne che sviluppano tale capacità
tati in modo non positivo, occorre la percezione dell’intervistatore di di automonitoraggio (attenzione
cercare di ingraziarsi qualcuno per trovarsi di fronte a un comporta- a cogliere i segnali della situazio-
avere il suo sostegno o di enfatiz- ne che richiedono aggiustamenti
zare al massimo le competenze nella propria immagine di sé) e che
possedute per sperare di modifi- ❮❮ riconoscono il valore dell’autenti-
care la situazione. Dunque ci sono cità nei rapporti di lavoro possono
dei validi motivi per regolare bene Specie nei colloqui usare in modo appropriato anche
la propria immagine di sé, sapen- le varie strategie di autopresenta-
do però che si possono anche di lavoro è pericoloso zione. Ciò significa in particolare:
correre dei rischi. Per esempio, a. valorizzare le qualità e le com-
un’immagine di sé che intendeva
lasciare il dubbio petenze avute comunicandole
esaltare un po’ troppo gli aspetti agli altri in modo genuino;
della simpatia, della competenza,
della non sincerità b. rendersi conto che in gran par-
❯❯ te delle situazioni di lavoro è im-
portante essere molto sobri nelle
autodescrizioni, appunto per
non suscitare impressioni distor-
te negli altri o addirittura rischi
per il benessere collettivo (per
esempio, quando in un’attività
pericolosa si è fatto credere di
essere più competenti di quello
che si è davvero).

Riferimenti bibliografici
Bolino M., long l., Turnley W. (2016), «Impression ma-
nagement in organizations: Critical questions, answers,
and areas for future research», Annual Review of Or-
ganizational Psychology, 3, 377-406.
laW S. J., Bourdage J., o’neill T. a. (2016), «To fake or
not to fake: Antecedents of interview faking, warning
instructions, and its impact on applicant reactions»,
Frontiers in Psychology, 7, 1-13.

Guido Sarchielli
è professore a contratto di Psicologia del lavoro pres-
so l’Università di Bologna.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 93
C I N E M A

Roberto
Escobar Arrival
❮❮ Gli alieni, qui, non minacciano alcuna invasione
della terra, ma fanno da riflesso alla sofferenza
e al lutto di una madre che ha perso la figlia❯❯

D
i parole è fatto il nostro mondo. Di parole sono fatte le nostre vite, i nostri
pensieri, i nostri sentimenti. Lo sa bene, e lo insegna ai suoi attenti allievi, la
Louise Banks (Amy Adams) di Arrival, di Denis Villeneuve (USA, 2016, 116’).
È questa consapevolezza della giovane linguista di fama internazionale il cuore del
film che il regista canadese Denis Villeneuve ha girato a partire da un racconto di
Ted Chiang (in Italia pubblicato da Frassinelli, in Storie della tua vita).
La sceneggiatura di Eric Heisserer inizia con Louise che parla alla figlia morta,
all’immagine che ne conserva nel proprio lutto. Intanto, però, dal cielo d’America e di
altri undici Paesi scendono enormi monoliti ovoidali, che si fermano silenziosi a pochi
metri dal suolo. Nonostante il timore di un’invasione, il governo americano tenta di
comunicare con i loro equipaggi per scoprirne le intenzioni. Per questo il colonnello
Weber (Forest Whitaker) arruola Louise e il matematico Ian Donnelly (Jeremy Ren-
ner): avranno il compito di decrittare i segnali degli alieni, decifrandone il linguaggio.
C’è tuttavia il pericolo che i monoliti approfittino della tregua per collegarsi fra loro
e impadronirsi del pianeta. Di questo sono convinti gli altri governi, che si prepara-
no ad attaccare e distruggere i presunti aggressori. Il compito di Weber e dei suoi
diventa sempre più difficile e pressante… Ma Villeneuve e Heisserer non raccontano
un’incombente invasione del nostro pianeta; nel loro film gli alieni non minacciano
l’umanità, ma valgono come specchio del dolore e del lutto di Louise.
Quando sei nata, ero convinta che quel momento fosse un inizio, ha sussurrato
Louise alla figlia nella prima sequenza. Ma poi, ha aggiunto, ho scoperto che si trat-
tava di una fine. Intanto, attraverso le immagini che continuano a vivere nella sua
memoria, la regia ci ha mostrato la figlia nei suoi primi mesi e anni, fino all’adole-
scenza interrotta da una malattia mortale.

❮❮
Irreversibile, così Louise chiama quella malattia, senza
UNA MALATTIA precisarne la natura. E nell’aggettivo avvertiamo il peso
IRREVERSIBILE, del suo lutto, come se intendesse rimandare all’imma-
COME IL CORSO gine del procedere di un fiume che non può arrestarsi,
in un verso che non può essere vinto. Al suo nascere,
DI UN FIUME questo fiume scorre subito in avanti, senza possibilità di
IMPETUOSO ❯❯ ritorno. Nel suo inizio c’è già la fine. Come suggerisce il

94 MAGGIO-GIUGNO 2017
A
M
E
N
I
C
titolo del film, nella promessa illusoria dell’inizio è con-
tenuta la realtà tragica dell’arrivo.
❮❮ UNA FIGLIA
Questo è il lutto di Louise, questa la sua sofferenza: CHE GIÀ ALLA
che già alla nascita – all’inizio – la figlia fosse in cammino NASCITA È IN
verso la morte, meta ineludibile per chi abiti il fiume del CAMMINO VERSO
tempo. E ancora, che questo arrivo abbia cancellato e
reso vano quell’inizio e tutto quanto da allora è stato. LA MORTE ❯❯
Non può che essere così, se il tempo è un fiume. Anzi,
poiché tutto l’umano è parola, occorre dirlo che non può
che essere così, se il tempo è pensato – e se è parlato – come un fiume.
A chi glielo domandasse, Louise risponderebbe che non solo il tempo, ma anche
il lutto, è fatto di parole, del nostro infinito intrecciare parole. Ma nel suo dolore di-
mentica quello che la sua ricerca le ha insegnato. Per ricordarglielo, la sceneggiatura
inventa la storia che fa di Arrival un racconto di fantascienza.

C
ome avverrà l’incontro di Louise con quell’assoluto “altro” che sta nei mo-
noliti? Da quale segno prenderà le mosse la traduzione delle parole aliene
nelle nostre, e delle nostre nelle aliene? Louise e Ian devono attraversare
la distanza fra i terrestri e gli alieni, fra Noi che ci misuriamo con le nostre parole e
Loro, estranei e non misurabili. Di questo passaggio dall’ovvio all’inimmaginato la
regia riesce a darci comunque un’immagine, inventando un “corridoio” nel quale la
spazialità si torce su se stessa e si trasfigura. Ma poi, una volta di fronte agli alieni,
rimane il baratro della traduzione, della torsione e della trasfigurazione non più fisi-
che, ma linguistiche. E rimane la necessità che il cinema ne inventi forme, contorni
e colori di per sé espressivi.
Gli alieni scrivono attraverso nuvole d’inchiostro che escono da uno dei loro sette
arti. Le loro parole sono cerchi leggeri, sospesi in un vuoto denso di significato. Ec-
co l’immagine “parlante” del loro linguaggio. Di cerchio in cerchio, Louise si perde e
si ritrova in una dimensione di senso che non ha né inizio né fine. Non c’è un verso
nel discorso degli ectapodi e nella loro costruzione del mondo. Le loro parole che
danzano nel gas che li avvolge (ammesso che si tratti di un gas) non hanno senso Roberto Escobar,
né prima né poi. Il loro tempo, pensato e vissuto con le loro parole, sta tutto in se filosofo politico e critico cinematografi-
stesso, senza alcun verso che lo attiri. Tutto è qui, insieme, sia l’avanti che l’indietro, co, insegna Filosofia politica e
Analisi del linguaggio politico presso
sia il passato che il futuro. l’Università degli Studi di Milano
Anche mia figlia è qui, pensa Louise. Ciò che è accaduto non smette di accadere. e scrive per Il Sole 24 Ore.
Il fiume è un cerchio in cui non c’è un verso, un cerchio che si muove e resta fermo, twitter.com/AlsOb_Originale
www.facebook.com/roberto.
in un ritorno eterno. Questo, il lutto e la sofferenza di Louise ora si attendono dal- escobar.7374
le parole che lei ha scoperto nello specchio degli alieni, e che mai sono state sue.

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA 95
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