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Lettera aperta

Oggetto:cooperativa il Belvedere
Lo scrivente Ing. Naso Aurelio da 27 anni liquidatore della Cooperativa Agricola
Edilizia “ il Belvedere” di Santa Marinella vuol richiamare l’attenzione degli
amministratori perché dopo settant’ani dalla sospensione del rilascio delle licenze
urbanistiche e 25 dalla donazione delle strade al Comune siamo ancora al “ caro
amico”. Lo stallo, oltre favorire l’abusivismo rovinando uno dei luoghi più stupendi
d’Europa, se supera l’esistenza in vita dei liquidatori sarà necessario nominare un
commissario con conseguenti oneri economici impropri per i soci della cooperativa.
La Cooperativa – come noto - fu costituita nel 1948 quando il territorio faceva
parte del Comune di Civitavecchia. E’ costituita da 215 soci, ciascuno diretto
proprietario di lotti di circa 1500 m2, mentre la cooperativa possiede solamente i
sette chilometri di strade donate a codesto Comune unitamente alla rete elettrica
ed idrica dopo la messa in liquidazione nel 1990.
La cooperativa avviò l’urbanizzazione con il Comune di S. Marinella che fino alla
fine degli anni sessanta rilasciò 75 licenze di costruzione ai soci che ne fecero
richiesta. Dopo tale data sospese ogni concessione invitando la cooperativa ad
adeguare l’ urbanizzazione alle nuove norme compresi i successivi vincoli
idrogeologici emanate dalla Regione.
Sono trascorsi quasi sessant’anni e, nonostante vari tentativi, siamo ancora al punto
iniziale. La cooperativa,come già detto, è proprietaria solo delle strade per cui ogni
variante urbanistica coinvolge il dritto di proprietà di ognuno. Nonostante la
complessità del problema, la cooperativa adeguò i cinque chilometri delle strade
dorsali alle nuove norme facendo lasciare a ciascun socio con atto notarile una dist
anza di tolleranza dalla strada. Il Comune, però, dichiarò insufficiente tale
soluzione come pure fu scartata la trasformazione della cooperativa in consorzio.
Nel 1990 la cooperativa è stata posta in liquidazione, ma essendo proprietaria delle
strade è stato necessario nominare dei liquidatori affinché provvedessero in merito,
Dopo vari infruttuosi tentativi fra cui la cessione delle strade ai proprietari
confinanti, i liquidatori decisero di donarli al Comune che di fatto li aveva inseriti
nello elenco stradale e da sempre li utilizzati anche per il transito dei mezzi del
servizio pubblico. Il Comune però, definendole proprietà privata ad uso pubblico
non ritiene necessario l’atto di proprietà lasciando la cooperativa in mezzo al guado.
Dulcis in fundo; siamo ancora costretti all’utilizzo di fogne a dispersione in attesa
che sia adeguata la condotta esterna verso i depuratori comunali pur avendo a suo
tempo la Regione stanziate gli importi relativi.
Certamente lo stallo non è da attribuire a carenze professionali avendo in organico
18 dirigenti o facenti funzioni fra cui diversi Architetti.
In attesa di gradito riscontro bacio le mani ing. Aurelio Naso