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pace solidarietà ambiente convivenza

pollicino
Poste Italiane spa - Sped. in A.P. - D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004) art. 1, comma 1, DCB - Reggio E. - Aut. N° 946 Tribunale di RE 17/03/1997 Reggio Emilia, n° 205

Canzoni per ragazzi


Canzoniere vol.4
Maggio 2012

per cantare
Parole
Oltre le tagliatelle di nonna Pina 1
Ninne nanne e canzoni d’autore per bambini 2
Dalla canzone d’autore italiana 6
Dal canzoniere internazionale 24
Canti sociali e canzoni popolari 42
Indice alfabetico 52
pollicino
pace solidarietà ambiente convivenza OLTRE LE TAGLIATELLE DI NONNA PINA
è una rivista associata all’Uspi

Quello che vi trovate in mano è il quarto volume dei Canzonieri di Pollicino. Sono passati ben cinque anni dal
precedente. Le idee erano tante ma non riuscivamo a concretizzarle fino a quando Emanuele della “Banda di
Direttore responsabile: Quartiere” non ci ha proposto di pensare ad una raccolta di canzoni, italiane e straniere, che fossero adatte
Daniele Barbieri anche per bambini e ragazzi.
Non una versione “alla Pollicino” dello Zecchino d’oro, quanto piuttosto una serie di canzoni non necessariamente
nate e pensate per i ragazzi, ma che fossero comunque cantabili e suonabili con loro, a scuola, a casa e in
In Redazione: qualunque altra situazione... Quantomeno per andare oltre alle “tagliatelle di nonna Pina”.
Annalisa Govi, Leonardo Zen,
Lollo Beltrami, Lorenzo Bassi,
Marco Iori, Maria Monteleone, La proposta ci è sembrata molto interessante ed eccovi qua questo nuovo canzoniere per la realizzazione
Mariangela Belloni, Matthias Durchfeld, del quale dobbiamo ringraziare per il loro prezioso contributo, oltre ad Emanuele Reverberi che ha steso la
Nicola Bertani, Renato Moschetti, maggior parte delle musiche che trovate in queste pagine, cercando il più possibile anche di adattarle al canto
Roberta Tondelli, Roberto Galantini, e all’accompagnamento musicale per i ragazzi (ad esempio con il flauto dolce, largamente usato nelle scuole
Silvia Iori, Tarsicio Matheus Rocha italiane), Cecilia Casarini, Andrea Bonacini e Maria Stella Vannini che hanno coadiuvato, sempre nella parte
musicale, Emanuele affinché questo Canzoniere assumesse la forma che ha.
I testi sono stati raccolti quasi tutti sul web ma anche qui dobbiamo ringraziare alcuni amici e amiche che hanno
Proprietario:
permesso di armonizzare il tutto aiutandoci nelle traduzioni, ognuno con le sue specifiche competenze: Anna
Associazione Mag 6
Durchfeld, Mariachiara Moschetti, Simon Armini, Elisa Lindner e Tarsicio Matheus Rocha.

Abbonamento annuale 25 € Abbiamo scelto canzoni non solo italiane perché vorremmo cantare un mondo internazionale.
da versare sul ccp 14207294 intestato a: Abbiamo cercato di inserire anche testi con contenuti sociali che riprendano le idee fondanti di Pollicino Gnus.
Associazione Mag 6 - Pollicino Gnus, Negli stessi testi e nelle melodie selezionati abbiamo cercato piacere e spensieratezza, tentando di non cadere
via Vittorangeli 7/d, 42122 Reggio Emilia nella semplificazione eccessiva o nella banalizzazione della realtà che talvolta si propongono ai molto giovani.
Speriamo che questa collezione sia gradita anche a voi.
Redazione:
via Vittorangeli 7/d Renato Moschetti e Annalisa Govi (Redazione Pollicino Gnus)
42122 Reggio Emilia
tel./fax: 0522 454832 Naturalmente se vi mancassero o se voleste regalare ad amici gli altri tre canzonieri potete richiederli alla redazione:
pollicino@livecom.it • Volume 1 - “E un pensiero ribelle in cor ci sta”, dai canti sociali di fine ‘800 alla nuova canzone di protesta degli anni
‘70 (in collaborazione con l’Istituto Ernesto De Martino).
• Volume 2 - “Le canzoni del maggio”, la canzone d’autore e di protesta nell’Italia degli anni ‘60 e ‘70.
www.pollicinognus.it • Volume 3 - “Hasta Sempre!”, un canzoniere internazionale.
Musica di Sergio Endrigo e Luis Bacalov.
Dall’album “Ci vuole un Fiore” (1974).
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Testo di Gianni Rodari.

||
[Parlato] Compito: per domani scriverete ||
Abbiamo parole per vendere,
||
dieci nomi comuni, dieci nomi propri, ||
parole per comprare, parole per fare parole.
||
dieci nomi collettivi, dieci nomi astratti, ||
Andiamo a cercare insieme, le parole per pensare.
||
dieci nomi concreti, dieci nomi primitivi, ||
Andiamo a cercare insieme, le parole per pensare.
||
dieci nomi derivati, dieci diminutivi, ||
LE PAROLE

||
dieci accrescitivi, dieci dispregiativi, ||
Abbiamo parole per fingere,
||
dieci nomi composti, dieci nomi maschili, ||
parole per ferire, parole per fare il solletico.
||
dieci nomi femminili, dieci dipendenti, ||
Andiamo a cercare insieme, le parole per amare.
||
dieci promiscui, dieci nomi difettivi, ||
Andiamo a cercare insieme, le parole per amare.
||
dieci nomi indeclinabili, dieci sovrabbondanti, ||
||
dieci arcaismi, dieci neologismi, ||
Abbiamo parole per piangere,
||
dieci barbarismi, dieci... ||
parole per tacere, parole per fare rumore.
||
Andiamo a cercare insieme, le parole per parlare.
||
Andiamo a cercare insieme, le parole per parlare.
Dall’Album “Rudji” (1995).
Testo e musica di Grazia Di Michele.
||
Tutte le stelle si sono spente, l’amore mio non vede ||
tutte le rondini fanno il nido, dove lui si addormenta

PANE E CILIEGIE
||
tutte le acque si son seccate, l’amore mio ha sete ||
||
tutte le terre si son bruciate, l’amore mio ha fame ||
Dormi, dormi, la notte volerà
||
tutte le favole le ho scordate, l’amore mio non dorme ||
dormi, dormi, la la la la la la…
|| ||
dormi, dormi, la la la la la la…
||
Dormi, dormi, la notte passerà ||
dormi, dormi, l’amore mio già dorme
||
dormi, dormi, la guerra finirà ||
|| ||
Tutte le terre di spighe d’oro, domani avranno pane
||
dormi, dormi, la la la la la la… ||
dormi, dormi
||
dormi, dormi, la la la la la la… ||
||
dormi, dormi, la la la la la la… ||
Tutte le guerre si sono fermate, l’amore mio ha pace
||
dormi, dormi, l’amore mio non dorme ||
tutte le vele strappate dai venti, l’amore mio le cuce
|| ||
tutte le greggi che sono tornate, l’amore mio le conta
||
Tutte le guerre si sono fermate, l’amore mio ha pace ||
tutte le favole le ho ricordate, l’amore mio le ascolta
||
tutte le vele strappate dai venti, l’amore mio le cuce ||
tutte le terre dorate di spighe, domani avranno pane
||
tutte le greggi sono tornate, l’amore mio le conta ||
Pane e ciliegie per il mio amore, l’amore mio che dorme

3
Testo e musica del brasiliano Vinicius de Moraes.

“La vita, amico, è l’arte dell’incontro” (1969).


La melodia può essere eseguita con il flauto.
È cantata da Sergio Endrigo nell’album

Riportiamo la versione in Era uma casa muito engraçada || Era una casa molto carina
italiano di Sergio Bardotti Não tinha teto, não tinha nada ||
senza soffitto senza cucina
cantata da Sergio Endrigo Ninguém podia entrar nela, não ||non si poteva entrarci dentro
Porque na casa não tinha chão ||
LA CASA

perché non c’era il pavimento


che si discosta un po’ dalla Ninguém podia dormir na rede || non si poteva andare a letto
traduzione letterale. Porque na casa não tinha parede ||in quella casa non c’era il tetto
Ninguém podia fazer pipi ||non si poteva fare la pipì
Porque penico não tinha ali ||
perché non c’era vasino lì
||
Mas era feita com muito esmero ||
Ma era bella, bella davvero
na rua dos bobos numero zero ||in via dei matti numero zero
Mas era feita com muito esmero ||
Ma era bella, bella davvero
na rua dos bobos numero zero ||in via dei matti numero zero
Dall’album “Per forza e per amore” (1993).
Di Gianna Nannini.
NINNA NANNA
||
Tu sei bianco, tu sei nero, tu sei quasi jugoslavo ||
Dormi dormi vola via da te
||
tu sei turco, tu sei ucraino, tu sei universale ||
dormi dormi vola via da qui
||
e mi piaci sembri azzurro, come il fiume Giordano ||
finché sarà domani
||
la tua faccia di uccellino ha un cuore catalano. ||
|| ||
Ninna nanna, ninna’o, questo bimbo a chi lo do
||
Dormi dormi vola via da te ||
ninna nanna ninna’o
||
dormi dormi vola via da qui ||
tu sei ninna sei la nanna, sulla carta velina
||
finché sarà domani. ||
fai la ninna fai la nanna, che hai già l’anima in vetrina
|| ||
ninna nanna ninna’o, questo figlio…
||
Tu sei bimbo, tu sei fungo, tu sei un viaggio all’inferno
||
tu sei vivo tu sei amore, sei un cucciolo e dintorni

5
Massimo Bubola. Dall’Album “Rimini”, 1978.
È una canzone contro la guerra sullo sfondo
Testo e musica di Fabrizio De André e

di una storia d’amore omosessuale.

||
Andrea s’è perso, s’è perso e non sa tornare ||
E Andrea l’ha perso, ha perso l’amore, la perla più rara
||
Andrea s’è perso, s’è perso e non sa tornare ||
e Andrea ha in bocca, ha in bocca un dolore,
||
Andrea aveva un amore, riccioli neri ||
la perla più scura.
||
Andrea aveva un dolore, riccioli neri. ||
ANDREA

|| ||
Andrea coglieva, raccoglieva violette, ai bordi del pozzo
||
C’era scritto sul foglio, ch’era morto sulla bandiera ||
Andrea gettava riccioli neri, nel cerchio del pozzo
||
c’era scritto e la firma era d’oro, era firma di re. ||
Il secchio gli disse, gli disse “Signore, il pozzo è profondo
||
Ucciso sui monti di Trento, dalla mitraglia. ||
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto”.
||
ucciso sui monti di Trento, dalla mitraglia. ||
|| ||
Lui disse “mi basta, mi basta che sia, più profondo di me”.
||
Occhi di bosco, contadino del regno, profilo francese ||
Lui disse “mi basta, mi basta che sia, più profondo di me”.
||
occhi di bosco, soldato del regno, profilo francese.
Testo e musica di Marino e Sandro Severini.
Dall’album “Una volta per sempre” (1995).
È una canzone dei Gang.
LA PIANURA DEI
SETTE FRATELLI
La canzone è dedicata ||
E terra e acqua e vento, non c’era tempo per la paura, ||
Nuvola, lampo e tuono, non c’e perdono per quella notte
ai sette fratelli Cervi: ||
nati sotto la stella, quella più bella della pianura. ||
che gli squadristi vennero e via li portarono
Gelindo (1901), Antenore ||
Avevano una falce e mani grandi da contadini, ||
coi calci e le botte.
(1906), Aldo (1909), ||
e prima di dormire, un padrenostro come da bambini. ||
Avevano un saluto e, degli abbracci, quello più forte,
|| ||
avevano lo sguardo, quello di chi va incontro alla sorte.
Ferdinando (1911), ||
Sette figlioli sette, di pane e miele, a chi li do? ||
Agostino (1916), Ovidio ||
Sette come le note, una canzone gli canterò. ||
Sette figlioli, sette, sette fratelli, a chi li do?
(1918), Ettore (1921). || ||
Ci disse la pianura: “questi miei figli mai li scorderò”.
Tutti nati a Campegine ||
E pioggia e neve e gelo e vola il fuoco insieme al vino, ||
(Reggio Emilia), tutti ||
e vanno via i pensieri insieme al fumo su per il camino. ||
Sette uomini, sette, sette ferite e sette solchi.
fucilati dai fascisti il ||
Avevano un granaio e il passo a tempo di chi sa ballare, ||
Ci disse la pianura: “i figli di Alcide non sono mai morti”.
||
di chi per la vita prende il suo amore e lo sa portare. ||
28 dicembre 1943 || ||
E in quella pianura, da Valle Re ai Campi Rossi
nel poligono di tiro ||
Sette fratelli, sette, di pane e miele, a chi li do? ||
noi ci passammo un giorno e in mezzo alla nebbia,
di Reggio Emilia. ||
Non li darò alla guerra, all’uomo nero non li darò. ||
ci scoprimmo commossi.

7
La melodia può essere eseguita con il flauto; in
tal caso sostituire la nota di Sib basso con un Fa.
Testo e musica di Francesco Guccini.
Dall’album “Radici” (1972).
IL VECCHIO E IL BAMBINO

||
Un vecchio e un bambino ||
I due camminavano, il giorno cadeva, ||
e pensa alle voci e pensa ai colori.
||
si preser per mano ||
il vecchio parlava e piano piangeva. ||
E in questa pianura fin dove si perde
||
e andarono insieme incontro alla sera. ||
Con l’anima assente, con gli occhi bagnati ||
crescevano gli alberi e tutto era verde
||
La polvere rossa si alzava lontano ||
seguiva il ricordo di miti passati. ||
cadeva la pioggia, segnavano i soli
||
e il sole brillava di luce non vera. ||
I vecchi subiscono le ingiurie degli anni ||
il ritmo dell’uomo e delle stagioni”.
||
L’immensa pianura sembrava arrivare ||
non sanno distinguere il vero dai sogni ||
||
fin dove l’occhio di un uomo ||
i vecchi non sanno, nel loro pensiero, ||
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste
||
poteva guardare ||
distinguer nei sogni il falso dal vero. ||
e gli occhi guardavano cose mai viste.
||
e tutto d’intorno non c’era nessuno ||
E il vecchio diceva, guardando lontano: ||
E poi disse al vecchio con voce sognante
||
solo il tetro contorno di torri di fumo. ||
“immagina questo, coperto di grano, ||
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre”.
||
immagina i frutti e immagina i fiori
Dall’album “Sono solo canzonette” (1980).
Testo e musica di Edoardo Bennato.
L’ISOLA CHE NON C’È
||
Seconda stella a destra, ||
E a pensarci, che pazzia, ||
E non è un’invenzione, ||
Seconda stella a destra,
||
questo è il cammino, ||
è una favola, è solo fantasia ||
e neanche un gioco di parole ||
questo è il cammino,
||
e poi dritto fino al mattino ||
e chi è saggio, chi è maturo lo sa: ||
se ci credi ti basta perché, ||
e poi dritto fino al mattino
||
poi la strada la trovi da te, ||non può esistere nella realtà! ||
poi la strada la trovi da te. ||
non ti puoi sbagliare perché,
||
porta all’isola che non c’è. || || ||
quella è l’isola che non c’è!
|| ||
Son d’accordo con voi, ||
Son d’accordo con voi, ||
||
Forse questo ti sembrerà strano, ||
non esiste una terra ||
niente ladri e gendarmi, ||
E ti prendono in giro,
||
ma la ragione ||
dove non ci son santi né eroi ||
ma che razza di isola è? ||
se continui a cercarla,
||
ti ha un po’ preso la mano. ||
e se non ci son ladri, ||
Niente odio e violenza, ||
ma non darti per vinto perché
||
Ed ora sei quasi convinto ||
e se non c’è mai la guerra, ||
né soldati, né armi, ||
chi ci ha già rinunciato
||
che non può esistere ||
forse è proprio l’isola che non c’è... ||
forse è proprio l’isola che non c’è... ||
e ti ride alle spalle
||
un’isola che non c’è. ||
che non c’è. ||
che non c’è. ||
forse è ancora più pazzo di te!

9
Dall’album “Una volta per sempre” (1995).
Testo e musica di Marino e Sandro Severini.
La melodia può essere eseguita con il flauto.
È una canzone dei Gang.

IL PALAZZO DI BABELE

||
[Parlato] Nel paese degli uomini piccoli ||
Cinque rasta di Treviso, fanno insieme un‘orchestra
||
c’è un palazzo di nome Babele ||
sei vatussi di Ragusa, lanciano fiori dalla finestra
||
per un giorno o due ci abitammo ||
Sette bonzi portoghesi, han bevuto l’acquaragia
||
e dall’uno su su fino al dieci ||
otto indù giapponesi, cantano forte la cucaracha
||
imparammo a contare cantando: ||
|| ||
Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa
||
Unnze dunze trenze quara quarenze mera merenze risse rasse dieci… ||
che a forza di ruotare, ti girerà un po’ la testa.
|| ||
||
Uno zingaro esquimese, nel cassetto aveva un prato ||
Nove piani e ancora uno, di canzoni balli e vino
||
due toreri magrebini, un po’ d’erba gli hanno fumato ||
dieci piani sotto il cielo, che grande festa che bel casino.
||
Tre fachiri campesini, saltano sul pavimento ||
||
con quattro frati indiani, son tutti fuori da far spavento. ||
Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa
|| ||
che a forza di ruotare, ti girerà un po’ la testa.
||
Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa ||
||
che a forza di ruotare ti girerà un po’ la testa. ||
Gira gira e fai la ruota, gira gira girotondo
||
che a forza di girare, faremo insieme un altro mondo.
sostituire la nota di Sol basso con un Do.
La melodia può essere eseguita con il flauto dolce; in tal caso
Dall’Album “Tutti morimmo a stento” (1968).
Testo e musica di Fabrizio De André.
||
Se verrà la guerra, Marcondiro’ndero ||
Se getterà la bomba, Marcondiro’ndero ||
E voi a divertirvi andate un po’ più in là
||
se verrà la guerra, Marcondiro’ndà ||
se getterà la bomba chi ci salverà? ||
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.
||
sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera ||
Ci salva l’aviatore che non lo farà ||

GIROTONDO
||
sul mare e sulla terra chi ci salverà? ||
ci salva l’aviatore che la bomba non getterà. ||
La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera
||
Ci salverà il soldato che non la vorrà || ||
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?
||
ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà. ||
La bomba è già caduta, Marcondiro’ndero ||
Ci penseran gli uomini, le bestie i fiori
|| ||
la bomba è già caduta, chi la prenderà? ||
i boschi e le stagioni con i mille colori.
||
La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndero ||
La prenderanno tutti, Marcondiro’ndera ||
Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più
||
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà? ||
sian belli o siano brutti, Marcondiro’ndà ||
viventi siam rimasti noi e nulla più.
||
Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera ||
Sian grandi o sian piccini li distruggerà ||
||
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà. ||
sian furbi o sian cretini li fulminerà. ||
La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera
||
Buon Dio è già scappato, dove non si sa || ||
ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.
||
buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà. ||
Ci sono troppe buche, Marcondiro’ndera ||
Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera
|| ||
ci sono troppe buche, chi le riempirà? ||
giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà...
||
L’aeroplano vola, Marcondiro’ndero ||
Non potremo più giocare al Marcondiro’ndera
||
l’aeroplano vola, Marcondiro’ndà. ||
non potremo più giocare al Marcondiro’ndà.

11
Dallo spettacolo “Comica finale” (1958),
a cura del Teatro Stabile di Torino.
Musica di Fiorenzo Carpi.
Testo di Dario Fo.

A BATTERCI LE MANI
MA CHE ASPETTATE

||
Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone? ||
Napoleon francese per vederci da vicino venne apposta sul Ticino
||
Sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra il carrozzone. ||
contro i crucchi a guerreggiar.
||
Venite tutti in piazza fra due ore, vi riempirete gli occhi di parole ||
Napoleone primo che in prigione stava all’Elba
||
la gola di sospiri per amore, e il cuor farà tremila capriole. ||
vi scappò un mattino all’alba, per venire a batterci le mani.
|| ||
||
Napoleone primo andava matto per ‘sto dramma ||
Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone
||
ed ogni sera con la sua mamma, ci veniva ad ascoltar. ||
sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra il carrozzone.
||
Napoleon di Francia piange ancora e si dispera ||
Vedrete una regina scellerata, innamorata cotta del figlioccio
||
da quel dì che verso sera ce ne andammo senza recitar. ||
far fuori tre mariti e una cognata, e dar la colpa al fato del fattaccio.
|| ||
||
E pure voi ragazze piangerete, se il dramma non vedrete fino in fine ||
Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone?
||
dove se state attente imparerete, a far l’amore come le regine ||
Sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra il carrozzone.
||
e non temete se la notte è scura, abbiamo trenta lune di cartone ||
Venite tutti in piazza fra due ore, vi riempirete gli occhi di parole
||
con dentro le lanterne col carburo, da far sembrare la luna un solleone. ||
la gola di sospiri per amore, e il cuor farà tremila capriole.
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Dall’album “Viva l’Italia” (1979).
Testo e musica di Francesco De Gregori.
TERRA E ACQUA
||
Terra e acqua, acqua e terra, ecco quello che visto io ||
Terra e acqua a chi la vuole, terra e acqua e niente sole,
||
aiutami Signore mio, a dire acqua e terra. ||
terra e acqua e sputi in faccia, e nessuno che mi abbraccia.
||
Terra e acqua con lo sconto, e non sono ancora pronto ||
Terra e acqua a chi la vuole, terra e acqua e niente sole,
||
per partire da casa mia, terra e acqua e così sia. ||
terra e acqua e via col vento, e la vita mi passa accanto.
|| ||
||
Terra e acqua a mezzanotte, ed c’ho tutte le mani rotte. ||
Passa accanto e non m’aspetta, terra e acqua benedetta,
||
tra quattr’ore starò meglio, tra quattr’ore sarò già sveglio. ||
terra e acqua di tutti santi, e la vita mi passa avanti.
||
Terra e acqua e pane e niente, per confondermi con la gente, ||
||
e per non averci fame, terra e acqua e un po’ di pane. ||
Passa avanti e mette in croce, terra e acqua che va veloce,
||
torni sempre da dove vai, terra e acqua non cambi mai.

13
dall’interpretazione di Adriano Celentano.
musica di Paolo Conte (1968).
La canzone è stata resa famosa
Testo di Vito Pallavicini,

||
Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua. ||
Sembra quand’ero all’oratorio, con tanto sole, tanti anni fa.
AZZURRO

||
Lei è partita per le spiagge e sono solo quassù in città, ||
Quelle domeniche da solo in un cortile, a passeggiar...
||
sento fischiare sopra i tetti un aeroplano che se ne va. ||
ora mi annoio più di allora, neanche un prete per chiacchierar...
|| ||
||
Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me. ||
Azzurro…
||
Mi accorgo di non avere più risorse, senza di te, ||
||
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ||
Cerco un po’ d’Africa in giardino, tra l’oleandro e il baobab,
||
ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va. ||
come facevo da bambino, ma qui c’è gente, non si può più,
||
stanno innaffiando le tue rose, non c’è il leone, chissà dov’è...
||
||
Azzurro…
al Festival di Sanremo del 1971.
Carlo Pes ed interpretata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri
È una canzone scritta da Jimmy Fontana, Franco Migliacci e
||
Paese mio che stai sulla collina, ||
Amore mio ti bacio sulla bocca ||
Gli amici miei son quasi tutti via

CHE SARÀ
||
disteso come un vecchio addormentato ||
che fu la fonte del mio primo amore, ||
e gli altri partiranno dopo me.
||
la noia, l’abbandono, ||
ti do l’appuntamento dove e quando non lo so, ||
Peccato perché stavo bene in loro compagnia,
||
il niente son la tua malattia, ||
ma so soltanto che ritornerò. ||
ma tutto passa, tutto se ne va.
||
paese mio ti lascio, io vado via. || ||
|| ||
Che sarà, che sarà, che sarà. ||
Che sarà, che sarà, che sarà.
||
Che sarà, che sarà, che sarà. ||
Che sarà della mia vita chi lo sa. ||
Che sarà della mia vita chi lo sa.
||
Che sarà della mia vita chi lo sa. ||
Con me porto la chitarra e se la notte piangerò, ||
So far tutto o forse niente, da domani si vedrà,
||
So far tutto o forse niente, da domani si vedrà, ||
una nenia di paese suonerò. ||
e sarà, sarà quel che sarà.
||
e sarà, sarà quel che sarà.

15
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Testo e musica di Francesco Guccini.
Dall’album “Stagioni” (2000). Ernesto Guevara è stato un guerrigliero, scrittore e L’8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un Il suo cadavere – dopo essere stato esposto al
medico argentino. Fu determinante per il successo reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano – pubblico a Vallegrande – fu sepolto in un luogo
della rivoluzione cubana del 1959. assistito da forze speciali statunitensi costituite segreto e ritrovato da una missione di antropologi
Dopo il 1965, lasciò Cuba per attuare la Rivoluzione da agenti speciali della CIA – a La Higuera, nella forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo
popolare in altri Paesi, prima nell’ex Congo Belga provincia di Vallegrande. boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997.
(ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Il giorno successivo venne ucciso e mutilato ai Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di
Bolivia. polsi nella scuola del villaggio. Santa Clara di Cuba.

||
Quanto tempo è passato ||
erano gli anni fatati ||
E avanti andammo sempre
STAGIONI

||
da quel giorno d’autunno ||
di miti cantati e di contestazioni, ||
con le nostre bandiere
||
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno, ||
erano i giorni passati a discutere ||
e intonandole tutte quelle nostre chimere.
||
fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia, ||
e a tessere le belle illusioni. ||
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana,
||
giovanili ciarpami, arrivò la notizia. || ||
con cento colpi è morto
|| ||
“Che” Guevara era morto, ma ognuno ||
Ernesto “Che” Guevara.
||
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, ||
lo credeva che con noi il suo pensiero ||
||
sapere a brutto grugno ||
nel mondo rimaneva. [x2] ||
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
||
che Guevara era morto: || ||
che “Che” Guevara è morto,
||
in quel giorno d’ottobre, in terra boliviana ||
Passarono stagioni, ma continuammo ancora ||
mai più ritornerà,
||
era tradito e perso Ernesto “Che” Guevara. ||
a mangiare illusioni e verità a ogni ora, ||
ma qualcosa cambiava,
|| ||
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti: ||
finirono i giorni di quelle emozioni
||
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza, ||
“Forza compagni, all’erta, ||
e rialzaron la testa i nemici di sempre
||
perché con lui era morta una nostra speranza: ||
si deve andare avanti!” ||
contro le ribellioni.
STAGIONI
||
“Che” Guevara era morto e ognuno lo capiva || Proprio per questo ora io vorrei ascoltare ||
forse non tornerà,
||
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva. [x2] ||
una voce che ancora incominci a cantare: ||
ma voi reazionari tremate,
|| ||
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana, ||
non sono finite le rivoluzioni
||
E qualcosa negli anni terminò per davvero ||
con cento colpi è morto ||
e voi, a decine, che usate parole diverse,
||
cozzando contro gli inganni ||
Ernesto “Che” Guevara. ||
le stesse prigioni,
||
del vivere giornaliero: || ||
||
i Compagni di un giorno o partiti o venduti, ||
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa ||
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
||
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti. ||
che “Che” Guevara è morto, ||
dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà! [x2]

17
Testo e musica di Fabrizio De André e Massimo
VOLTA LA CARTABubola. Dall’Album “Rimini”, 1978.

||
C’è una donna che semina il grano, ||
C’è un bambino che sale un cancello,
||
volta la carta si vede il villano ||
ruba ciliegie e piume d’uccello
||
il villano che zappa la terra, ||
tirate sassate non ha dolori,
||
volta la carta viene la guerra ||
volta la carta c’è il fante di cuori.
||
per la guerra non c’è più soldati, ||
Il fante di cuori che è un fuoco di paglia,
||
a piedi scalzi son tutti scappati. ||
volta la carta il gallo si sveglia.
|| ||
||
Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu ||
Angiolina alle sei di mattina
||
carabiniere l’ha innamorata, volta la carta e lui non c’è più ||
s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
||
carabiniere l’ha innamorata, volta la carta e lui non c’è più. ||
ha una collana di ossi di pesca,
||
la gira tre volte intorno alle dita
||
ha una collana di ossi di pesca,
||
la conta tre volte in mezzo alle dita.
VOLTA LA CARTA
||
Mia madre ha un mulino e un figlio infedele, ||
Madamadorè ha perso sei figlie,
||
gli inzucchera il naso di torta di mele ||
tra i bar del porto e le sue meraviglie
||
mia madre e il mulino son nati ridendo, ||
Madamadorè sa puzza di gatto,
||
volta la carta c’è un pilota biondo ||
volta la carta e paga il riscatto
||
pilota biondo camicie di seta, ||
paga il riscatto con le borse degli occhi,
||
cappello di volpe sorriso da atleta. ||
piene di foto di sogni interrotti.
|| ||
||
Angiolina seduta in cucina che piange, ||
Angiolina ritaglia giornali
||
che mangia insalata di more. ||
si veste da sposa canta vittoria
||
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra, ||
chiama i ricordi col loro nome,
||
che gira veloce che parla d’amore ||
volta la carta e finisce in gloria
||
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra, ||
chiama i ricordi col loro nome,
||
che gira che gira che parla d’amore. ||
volta la carta e finisce in gloria.

19
Testo e musica di Roberto Vecchioni.
Dall’album “Samarcanda” (1977).

La canzone narra di un soldato che,


sopravvissuto alla guerra appena
finita, sta festeggiando lo scampato
pericolo quando all’improvviso tra la || ||
SAMARCANDA

[Parlato] “There was a big celebration in the Ridere, ridere, ridere ancora,
folla vede una donna vestita di nero, ||
capital ‘cause the war is finally over. The ||
ora la guerra paura non fa
personificazione della morte. Credendo ||
soldiers had come home and they’d taken off ||
brucian le divise dentro il fuoco la sera
che sia lì per lui, scappa in un paese ||
their uniforms. In the street they were dancing ||
brucia nella gola vino a sazietà.
lontano (Samarcanda) ma, proprio in ||
and wining The musicians played on and on. ||
Musica di tamburelli fino all’aurora
quel luogo, trova la morte ad attenderlo. ||
It was spring, and women could finally hug ||
il soldato che tutta la notte ballò
Il destino ha voluto che il soldato, per ||
their men”. ||
vide fra la folla quella nera signora
|| ||
vide che cercava lui e si spaventò:
paura della morte, sia scappato proprio ||
“C’era una grande festa nella capitale perché ||
dove la morte lo aspettava. ||
la guerra era finita. I soldati erano tornati ||
- Salvami, salvami, grande sovrano
La canzone, come riportato nell’interno ||
tutti a casa e avevano gettato le divise. Per la ||
fammi fuggire, fuggire di qua
della copertina e anni dopo in ||
strada si ballava e si beveva o vino; i musicanti ||
alla parata lei mi stava vicino
un’intervista su Parole e Canzoni a cura ||
suonavano senza interruzione. Era primavera ||
e mi guardava con malignità -.
di Vincenzo Mollica, è ispirata ad una ||
e le donne finalmente potevano, dopo tanti ||
“Dategli, dategli un animale
favola orientale presente nell’incipit del ||
anni, riabbracciare i loro uomini. All’alba ||
figlio del lampo, degno di un re.
||
furono spenti i falò e fu proprio allora che tra ||
Presto, più presto perché possa scappare,
romanzo “Appuntamento a Samara” di ||
la folla, per un momento, a un soldato parve ||
dategli la bestia più veloce che c’è”.
John Henry O’Hara (una storia simile è ||
di vedere una donna vestita di nero che lo
narrata nel Talmud). ||
guardava con occhi cattivi”
SAMARCANDA
||
- Corri cavallo, corri ti prego ||
“Sbagli t’inganni ti sbagli soldato
||
fino a Samarcanda io ti guiderò ||
io non ti guardavo con malignità
||
non ti fermare, vola ti prego ||
era solamente uno sguardo stupito,
||
corri come il vento che mi salverò. ||
cosa ci facevi l’altro ieri là?
|| ||
T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda
||
Oh oh cavallo, o-oh cavallo, ||
eri lontanissimo due giorni fa,
||
oh oh cavallo, o-oh cavallo, oh oh. - ||
ho temuto che per ascoltar la banda
|| ||
non facessi in tempo ad arrivare qua”.
||
Fiumi, poi campi, poi l’alba era viola ||
- Non è poi così lontana Samarcanda
||
bianche le torri che infine toccò, ||
corri cavallo, corri di là
||
ma c’era tra la folla quella nera signora ||
ho cantato insieme a te tutta la notte
||
stanco di fuggire la sua testa chinò: ||
corri come il vento che ci arriverà.
||
- Eri tra la gente nella capitale ||
||
so che mi guardavi con malignità ||
Oh oh cavallo, o-oh cavallo,
||
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale, ||
oh oh cavallo, o-oh cavallo, oh oh -.
||
son scappato via ma ti ritrovo qua -

21
Testo e musica di Ivano Fossati.
Dall’album omonimo (1979).

||
La mia banda suona il rock ||
Oh, non svegliatevi
||
e tutto il resto all’occorrenza ||
oh, non ancora
||
sappiamo bene che da noi ||
e non fermateci
SUONA IL ROCK
LA MIA BANDA

||
fare tutto è un’esigenza. ||
no no oh, per favore no.
||
È un rock bambino, ||
||
soltanto un po’ latino ||
La mia banda suona il rock
||
una musica che è speranza, ||
e cambia faccia all’occorrenza
||
una musica che è pazienza. ||
da quando il trasformismo
||
È come un treno che è passato, ||
è diventato un’esigenza.
||
con un carico di frutti ||
Ci vedrete in crinoline
||
eravamo alla stazione, ||
come brutte ballerine
||
sì ma dormivamo tutti. ||
ci vedrete danzare
||
E la mia banda suona il rock ||
ome giovani zanzare.
||
per chi l’ha visto e per chi non c’era ||
Ci vedrete alla frontiera
||
e per chi quel giorno lì ||
con la macchina bloccata
||
inseguiva una sua chimera. ||
ma lui ce l’avrà fatta la musica è passata
||
È un rock bambino, ||
È un rock bambino,
||
soltanto un po’ latino ||
soltanto un po’ latino
||
viaggia senza passaporto ||
una musica che è speranza,
||
e noi dietro col fiato corto. ||
una musica che è pazienza.
||
Lui ti penetra nei muri ||
È come un treno che è passato,

SUONA IL ROCK
LA MIA BANDA
||
ti fa breccia nella porta ||
con un carico di frutti
||
ma in fondo viene a dirti ||
eravamo alla stazione, sì,
||
che la tua anima non è morta. ||
ma dormivamo tutti.
|| ||
E la mia banda suona il rock,
||
E non svegliatevi ||
per chi l’ha visto
||
oh, non ancora ||
e per chi non c’era
||
e non fermateci ||
e per chi quel giorno lì,
||
no no, per favore no. ||
inseguiva una sua chimera.
|| ||
||
La mia banda suona il rock ||
Oh, non svegliatevi
||
ed è un’eterna partenza ||
oh, non ancora
||
viaggia bene ad onde medie ||
e non fermateci
||
e a modulazione di frequenza. ||
no no no ah, per favore no.

23
Dall’album “The Freewheelin’ Bob Dylan” (1963).
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Testo e musica di Bob Dylan.
BLOWIN’ IN THE WIND

Oltre alla traduzione letterale riportiamo la versione


più conosciuta in italiano, cantata da Luigi Tenco con
il titolo “La risposta”.
La traduzione è di Mogol.

How many roads must a man walk down || Quante strade deve percorrere un uomo ||
Quante le strade che un uomo farà
Before you call him a man? || prima che lo si possa chiamare uomo? ||
e quando fermarsi potrà?
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail || Sì, e quanti mari dovrà sorvolare una bianca colomba ||
Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar
Before she sleeps in the sand? ||prima che possa riposare sulla sabbia? ||
per giungere e per riposar?
Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly || Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare ||
Quando tutta la gente del mondo riavrà
Before they’re forever banned? || prima che siano per sempre bandite? ||
per sempre la sua libertà?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind, ||
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento, ||
Risposta non c’è, o forse chi lo sa,
The answer is blowin’ in the wind. ||la risposta sta soffiando nel vento. ||
caduta nel vento sarà.
BLOWIN’ IN THE WIND
How many years can a mountain exist || Quanti anni può esistere una montagna ||
Quando dal mare un’onda verrà
Before it’s washed to the sea? ||prima di essere spazzata fino al mare? ||
che i monti lavare potrà?
Yes, ‘n’ how many years can some people exist || Sì, e quanti anni la gente deve vivere ||
Quante volte un uomo dovrà litigar
Before they’re allowed to be free? ||prima che possa finalmente essere libera? ||
sapendo che è inutile odiar?
Yes, ‘n’ how many times can a man turn his head, || Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa ||
E poi quante persone dovranno morir
Pretending he just doesn’t see? || fingendo di non vedere? ||
perché siano troppe a morir?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind, ||
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento, ||
Risposta non c’è, o forse chi lo sa,
The answer is blowin’ in the wind. || la risposta sta soffiando nel vento ||
caduta nel vento sarà.
|| ||
How many times must a man look up || Quante volte un uomo deve guardare verso l’alto ||
Quanti cannoni dovranno sparar
Before he can see the sky? ||
prima che riesca a vedere il cielo? ||
e quando la pace verrà?
Yes, ‘n’ how many ears must one man have || Si, e quante orecchie deve avere un uomo ||
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
Before he can hear people cry? ||prima che possa sentire la gente piangere? ||
e senza sapere il perché?
Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows ||
Si, e quanti morti ci vorranno prima che egli sappia ||
Quanto giovane sangue versato sarà
That too many people have died? || che troppe persone sono morte? ||
finché un’alba nuova verrà?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind, ||
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento, ||
Risposta non c’è, o forse chi lo sa,
The answer is blowin’ in the wind. ||
la risposta sta soffiando nel vento ||
caduta nel vento sarà.

25
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Musica di Pete Seeger (1949).
Testo di Lewis Hays.

Nasce nel 1949 If I had a hammer|| Se avessi un martello If I had a song ||


Se avessi una canzone
come una canzone I’d hammer in the morning|| martellerei al mattino I’d sing it in the morning || la canterei al mattino
IF I HAD A HAMMER

integrazionista. I’d hammer in the evening...|| martellerei alla sera I’d sing it in the evening... || la canterei alla sera
Il brano predica all over this land,||per tutta questa terra all over this land, ||per tutta questa terra
I’d hammer out danger|| martellerei il pericolo I’d sing out danger || canterei il pericolo
la tranquilla I’d hammer out a warning|| martellerei un allarme I’d sing out a warning || canterei un allarme
convivenza tra I’d hammer out love between|| martellerei l’amore I’d sing out love between || canterei l’amore
bianchi e neri, e all of my brothers|| tra i miei fratelli all of my brothers || tra i miei fratelli
per questo motivo and my sisters||e le mie sorelle and my sisters ||e le mie sorelle
Allllllllll over this land.||
per tutta questa terra Allllllll over this land. ||
per tutta questa terra
parecchie stazioni || ||
nel sud degli USA If I had a bell||
Se avessi una campana If I’ve got a hammer || Se avessi un martello
si rifiutano di I’d ring it in the morning|| la suonerei al mattino And I’ve got a bell || se avessi una campana
trasmetterla. I’d ring it in the evening...|| la suonerei alla sera And I’ve got a song || se avessi una canzone
all over this land,|| per tutta questa terra to sing... ||
da cantare
I’d ring out danger|| suonerei il pericolo all over this land, || per tutta questa terra
I’d ring out a warning|| suonerei un allarme It’s the hammer || sarebbe il martello
I’d ring out love between|| suonerei l’amore of justice ||
della giustizia
all of my brothers|| tra i miei fratelli It’s the bell ||
sarebbe la campana
and my sisters|| e le mie sorelle of freedom || della libertà
Alllllllll over this land.||per tutta questa terra It’s the song about love || sarebbe la canzone d’amore
between all of my brothers || tra i miei fratelli
and my sisters || e le mie sorelle
Allllllllll over this land. ||per tutta questa terra
La musica è di George Riedel.
cantato da Inger Nilsson (1969).
Testo originale in svedese di Astrid Lindgren,
Här kommer Pippi Långstrump, || Ecco Pippi Calzelunghe, Riportiamo qui anche la versione
tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa. || tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa, cantata in italiano:
Här kommer Pippi Långstrump, || Ecco Pippi Calzelunghe,

PIPPI LÅNGSTRUMP
ja här kommer faktiskt jag. || Eccomi qua.
Har du sett min apa, || Hai visto la mia scimmia,
min lilla söta fina apa. || la mia piccola bella scimmia. Ecco sono qui
Har du sett herr Nilsson, || Hai visto signor Nilsson, Pippi Calzelunghe così mi chiamo;
ja han heter faktiskt så. || si è vero si chiama così. credo proprio che
Har du sett min villa, || Hai visto la mia villa, una come me non c’è stata mai!
min Villa Villekulla villa. ||
mia Villa Colle Villa. Ogni volta che
Vill å vill du veta ||
Volete saper, devo far qualcosa combino guai,
varför villan heter så? || perché la villa si chiama così? ma alla fine poi
Jo, för där bor ju Pippi Långstrump, || Perché la abita Pippi Calzelunghe, vedo che son tutti amici miei!
tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa. || tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa,
Där bor ju Pippi Långstrump, || là abita Pippi Calzelunghe, Pippi, Pippi, Pippi
ja där bor faktiskt jag. || si là ci abito proprio io. che nome, fa’ un po’ ridere,
Det är inte illa ||
Non è male, ma voi riderete per quello che farò!
jag har apa, häst och villa. || ho una scimmia, un cavallo e una villa,
En kappsäck full av pengar || un baule pieno di soldi, Tutto il giorno sto
är det också bra att ha. || anche questo è bene avere. con una scimmietta e un cavallo bianco
Kom nu alla vänner, || Venite tutti amici, ed un topo che
varenda kotte som jag känner. || ognuno che conosco, tutto il mio formaggio si vuol mangiar!
Nu ska vi leva loppan, || adesso facciamo festa, Forse non lo sai,
tjolahej tjolahoppsan sa. || tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa. ma io qualche volta divento magica:
Här kommer Pippi Långstrump, || Ecco Pippi Calzelunghe, quello che tu vuoi
tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa. || tjolahopp tjolahej tjolahoppsan sa, dillo a me che, forse, te lo darò!
Här kommer Pippi Långstrump, || Ecco Pippi Calzelunghe,
ja här kommer faktiskt jag. || Eccomi qua. Pippi, Pippi, Pippi …

27
Testo e musica di Manu Chao.
Dall’album omonimo (1998).

Solo voy con mi pena || Vado solo con la mia pena


Sola va mi condena || da sola va la mia condanna
CLANDESTINO

Correr es mi destino || correre è il mio destino


Para burlar la ley ||
per fregare la legge.
Perdido en el corazón || Perso nel cuore
De la grande Babylón || della grande Babilonia
Me dicen el clandestino ||mi chiamano Il Clandestino
Por no llevar papel ||perché non ho documenti.
||
Pa’ una ciudad del norte ||In una città del nord
Yo me fui a trabajar ||
me ne andai a lavorare
Mi vida la dejé ||
la mia vita la lasciai
Entre Ceuta y Gibraltar ||tra Ceuta e Gibilterra.
Soy una raya en el mar || Sono una razza nel mare
Fantasma en la ciudad || un fantasma nella città
Mi vida va prohibida ||la mia vita va proibita
Dice la autoridad ||questo dicono le autorità.
Solo voy con mi pena || Solo vado con la mia pena
Sola va mi condena || sola va la mia condanna
Correr es mi destino ||correre è il mio destino
Por no llevar papel ||
perché non ho documenti
Perdido en el corazón ||perso nel cuore
De la grande Babylón || della grande Babilonia
Me dicen el clandestino ||
mi chiamano Il Clandestino
Yo soy el quiebra ley ||
sono il fuorilegge.
||
Mano Negra clandestina || Mano Negra clandestina
Peruano clandestino || peruviano clandestino

CLANDESTINO
Africano clandestino ||africano clandestino
Marijuana illegal ||
marijuana illegale!
||
Solo voy con mi pena || Vado solo con la mia pena
Sola va mi condena || da sola va la mia condanna
Correr es mi destino || correre è il mio destino
Para burlar la ley ||
per fregare la legge.
Perdido en el corazón || Perso nel cuore
De la grande Babylón || della grande Babilonia
Me dicen el clandestino ||mi chiamano Il Clandestino
Por no llevar papel ||perché non ho documenti.
||
Argelino, Clandestino! ||
Algerino clandestino
Nigeriano, Clandestino! ||
nigeriano clandestino
Boliviano, Clandestino! ||
boliviano clandestino
Mano Negra, Ilegal!” ||Mano Negra illegale!

29
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Canzone tradizionale grecanica.

“Matinata” (o Kali Nifta, Καληνύχτα) Ti en glicea tu si nifta ti en oria ||


Come è dolce questa notte, com’è bella
è una serenata grica il cui testo è c’ evò e plonno penseonta se sena || io non dormo pensando a te
stato composto dal poeta calimerese c’ettu-’mpì ‘s ti fenestra-ssu agapimu || qui sotto la tua finestra, amore mio
Vito Domenico Palumbo (1854-1918). tis kardia-mmu su nifto ti ppena. || del mio cuore ti apro le pene.
Laralalla larallallero laralalla larallallà… ||
Laralalla larallallero laralalla larallallà…
||
KALÌ NIFTA

La canzone è talmente diffusa da Evò panta se sena penseo || Io sempre a te penso,


potersi considerare patrimonio jatì sena fisxi-mmu ‘gapò || perché te, anima mia, amo,
popolare della Grecìa salentina. ce pu pao pu sirno pu steo || dove io vada, o fugga, o stia
‘s ti kardia panta sena vastò. || te sempre porto nel mio cuore.
Laralalla larallallero laralalla larallallà… ||
Laralalla larallallero laralalla larallallà…
||
Kalì nifta se finno ce pao || Buona notte, ti lascio e vado via
plaia ‘su ti ‘vo pirta prikò ||
dormi tu che io sono partito triste
ma pu pao pu sirno pu steo || ma sappi che ovunque io mi trovi
‘s ti kkardìa panta seno vastò. || sempre te io amerò.
Laralalla larallallero laralalla larallallà… ||Laralalla larallallero laralalla larallallà…
La melodia può essere eseguita con il flauto.
“Sacco e Vanzetti” (1972).
Colonna sonora del film di Giuliano Montaldo
Musica di Ennio Morricone. Parole di Joan Baez.
Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Here’s to you Nicola and Bart ||Questo è per voi Nicola e Bart
Vanzetti furono due anarchici italiani. Rest forever here in our hearts ||
Resterete per sempre qui nei nostri cuori

NICOLA AND BART


Vennero arrestati, processati e uccisi The last and final moment is yours ||Il momento ultimo e finale è vostro
That agony is your triumph! ||

HERE’S TO YOU
sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli Quell’agonia è il vostro trionfo!
anni venti, con l’accusa di omicidio di un
contabile e di una guardia del calzaturificio
Slater and Morrill.
Sulla loro colpevolezza vi furono molti
dubbi già all’epoca del loro processo; a
nulla valse la confessione del detenuto
portoricano Celestino Madeiros, che
scagionava i due.

31
Testo e musica di Víctor Jara (1967).

Victor Jara (San Ignacio, 28 Frágil como un volantín, en los techos de Barrancas || Fragile come un aquilone, sui tetti di Barrancas
settembre 1932 – Santiago jugaba el niño Luchín, con sus manitos moradas, || giocava il bimbo Luchín, con le sue manine nere,
del Cile, 16 settembre 1973) con la pelota de trapo, con el gato y con el perro, ||
con la palla di stracci, con il gatto e con il cane,
el caballo lo miraba. ||
il cavallo lo guardava
è stato un cantautore,
||
musicista e regista teatrale En el agua de sus ojos, se bañaba el verde claro, ||Nell’acqua dei suoi occhi, si bagnava il verde chiaro,
cileno. Proveniente da famiglia gateaba a su corta edad, con el potito embarrado, || ruzzava alla sua breve età, con il culetto sporco,
contadina, politicamente con la pelota de trapo, con el gato y con el perro, ||
con la palla di stracci, con il gatto e con il cane,
impegnato, è divenuto negli anni el caballo lo miraba. ||
il cavallo lo guardava
un riferimento internazionale nel ||
mondo della canzone di protesta El caballo era otro juego, en aquel pequeño espacio || Il cavallo era un altro gioco, in quello spazio ridotto
e della canzone d’autore. y al animal parecía, le gustaba ese trabajo, ||
e all’animale sembrava, gli piacesse quel lavoro,
Sostenitore del presidente con la pelota de trapo, con el gato y con el perro ||con la palla di stracci, con il gatto e con il cane
y con Luchito mojado. ||e con Luchito bagnato
LUCHIN

Salvador Allende, Jara fu


||
assassinato cinque giorni dopo Si hay niños como Luchín, ||Se ci sono bambini come Luchín,
il golpe dell’11 settembre 1973, que comen tierra y gusanos || che mangiano terra e vermi
vittima della repressione messa abramos todas las jaulas, ||
apriamo tutte le gabbie,
in atto dal generale fascista pa’ que vuelen como pájaros, || perché volino come uccelli,
Augusto Pinochet. con la pelota de trapo, con el gato y con el perro ||
con la palla di stracci, con il gatto e con il cane
y también con el caballo. ||
e anche con il cavallo.
interpretata da Miriam Makeba.
Canzone tradizionale in lingua bantù,
“Pata pata” è una canzone in xhosa, una ||
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat
lingua bantu... Non ha una traduzione, pata ||
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat
pata è il nome di una danza... ||
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat
||
Sat wuguga sat ju benga sat si pata pat
Miriam Makeba anche nota come Mama ||
||
A-hi-ha mama hi-a-mama sat si pata pat
Afrika (Johannesburg, 4 marzo 1932 - Castel ||
A-hi-ha mama hi-a-mama sat si pata pat
Volturno, 9 novembre 2008) è stata una ||
A-hi-ha mama hi-a-mama sat si pata pat
cantante sudafricana di jazz e world music. ||
A-hi-ha mama hi-a-mama sat si pata pat
È nota anche per il suo impegno politico ||
contro il regime dell’apartheid e per essere ||
Si ripete più volte

PATA PATA
stata delegato alle Nazioni Unite.

33
Musica ripresa dall’inno battista “When the
World’s on Fire” (Oh My Loving Brother).
Parole di Woody Guthrie.

“This Land is your Land” è una celebre canzone “This Land is your Land” è stata scritta in risposta Woodrow Wilson Guthrie nacque a Okemah, nella
tradizionale statunitense scritta da Woody Guthrie alla famosa canzone “God bless America” (Dio Okfuskee County, in Oklahoma il 14 luglio del 1912.
nel 1940. benedica l’America, del 1918) di Irving Berlin, che Morì il 3 ottobre 1967 a New York. Fu il più grande
Fa parte del patrimonio folk USA e, oltre che dal suo Guthrie considerava poco realistica ed anzi piuttosto “cantastorie” e poeta rivoluzionario americano.
compositore, è stata eseguita nel tempo in differenti faziosa. Infatti il titolo originale col quale “This Land
THIS LAND IS YOUR LAND

versioni da molti cantanti tra cui Pete Seeger, Peter is your Land” era stata composta è “God Blessed Riportiamo la traduzione dal libretto del disco
Paul & Mary e Bruce Springsteen. America for me”. dei Gang, “Il seme e la speranza” (2006).

This land is your land, this land is my land ||


Questa terra è la tua terra questa terra è la mia terra
from California, to the New York island; || dalla California all’isola di New York
from the red wood forest, to the Gulf Stream waters || dalle foreste di sequoie alle acque del Golfo del Messico
this land was made for you and me. || questa terra è fatta per te e per me
||
As I was walking, that ribbon of highway, || Mentre camminavo su quel nastro di asfalto
I saw above me, that endless skyway: || vidi sopra di me il cielo infinito
I saw below me, that golden valley: ||
vidi sotto di me la valle dorata
this land was made for you and me. || questa terra è fatta per te e per me
||
This land is your land, this land is my land… ||
Questa terra è la tua terra…
||
I’ve roamed and rambled, and I followed my footsteps || Ho girato e vagato e inseguito i miei passi
to the sparkling sands, of her diamond deserts; ||
attraverso le sabbie scintillanti dei deserti di diamante
and all around me, a voice was sounding: ||
e tutto intorno a me una voce risuonava
this land was made for you and me. ||questa terra è stata creata per te e per me
||
This land is your land, this land is my land… ||
Questa terra è la tua terra…
||

THIS LAND IS YOUR LAND


When the sun came shining, and I was strolling, || Il sole usciva splendente e io camminavo
and the wheat fields waving, and the dust clouds rolling, ||
nei campi di grano che ondeggiavano e la nube di polvere si alzava
as the fog was lifting, a voice was chanting: ||mentre la nebbia saliva una voce cantava
this land was made for you and me. || questa terra è stata fatta per te e per me
||
This land is your land, this land is my land… ||
Questa terra è la tua terra…
||
As I went walking I saw a sign there || Mentre camminavo vidi un cartello
and on the sign it said “No Trespassing.” ||e sul cartello c’era scritto “Non oltrepassare”
but on the other side it didn’t say nothing, ||
ma dall’altra parte non c’era scritto niente
that side was made for you and me. || questa parte è stata fatta per te e per me
||
In the shadow of the steeple I saw my people, || All’ombra del campanile ho visto la mia gente
by the relief office I seen my people; ||
vicino all’Ufficio Assistenza ho visto la mia gente
as they stood there hungry, I stood there asking || loro stavano lì affamati ed io stavo lì a chiedermi
is this land made for you and me? || questa terra è stata fatta per te e per me?
||
Nobody living can ever stop me, ||
Nessuno potrà mai fermarmi
as I go walking that freedom highway; || mentre percorro quella grande strada della libertà
nobody living can ever make me turn back || nessuno potrà mai farmi tornare indietro
this land was made for you and me. || questa terra è stata fatta per te e per me

35
La melodia può essere eseguita con il flauto dolce
sostituendo il Si basso con un Re.
Testo e musica di Charo Cofrè.

Tra i numerosi autori della rigogliosa Sola camino junto a mi rìo ||


Sola cammino vicino al fiume
stagione musicale e culturale del Cile miro sus aguas turbias pasar ||guardo le sue acque torbide
dei primi anni settanta deve essere y triste pienso que como el rìo ||
e triste penso che come il fiume
annoverata Charo Cofré, allieva di las ilusiones también se van. ||
anche le illusioni passano
Violeta Parra. ||
Cuando me alejo triste pensando || Quando mi allontano triste pensando
All’epoca del golpe che rovesciò
Sòlo un murmullo puedo escuchar, || solo un mormorio posso ascoltare
il governo di Salvador Allende, de la montaña baja cantando || che scende dalla montagna cantando
Charo, allora poco più che ventenne, pero muy triste baja hacia el mar. ||
ma molto triste si riversa nel mare
partecipava attivamente alle attività ||
del gruppo folcloristico del Politecnico Debe estar triste por la pobreza ||Deve essere molto triste per la povertà
di Santiago dando spettacoli tra gli que su camino bordando està || che le sue rive circondano
allà en el alto sus aguas claras ||
MI RIO

operai delle “poblaciones”, i quartieri là in alto le sue acque sono chiare


poveri della città. acà en el bajo oscuras van. ||qua in basso sono buie.
||
Preso en su lecho mi rìo pasa || Prigioniero nel suo letto il mio fiume passa
Con questa canzone Charo Cofrè ha
pero se acerca su libertad: ||ma si avvicina alla libertà:
vinto il Festival di Viña del Mar nel sus aguas dulces ya estàn saladas || le sue acque dolci sono ormai salate,
1973 nella Sezione Folk. ya no eres rìo, eres el mar. ||
non è più fiume, ora è mare.
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Canzone popolare brasiliana interpretata da Caetano Veloso.
MARINHEIRO SÓ
Eu não sou daqui, marinheiro só ||Io non sono di qui, Marinaio solitario
Eu não tenho amor, marinheiro só ||Non ho un amore, Marinaio solitario
Eu sou da Bahia, marinheiro só ||
Sono di Bahia, Marinaio solitario
De São Salvador, marinheiro só ||
Di San Salvador, Marinaio solitario
||
O marinheiro, marinheiro, Marinheiro só ||
Oh marinaio, marinaio, Marinaio solitario
Quem te ensinou a navegar, Marinheiro só ||
Chi ti ha insegnato a navigare, Marinaio solitario
Ou foi o tombo do navio, Marinheiro só ||
È stata la nave che si è rovesciata, Marinaio solitario
Ou foi o balanço do mar, Marinheiro só ||
È stato il dondolio del mare, Marinaio solitario
||
Oi lá vem, lá vem, Marinheiro só ||
Eccolo, eccolo che viene, Marinaio solitario
Como ele vem fachiro, Marinheiro só ||
Viene tutto pimpante, Marinaio solitario
Todo de branco, Marinheiro só ||Tutto vestito di bianco. Marinaio solitario
Com seu bonézinho, Marinheiro só || Con il suo berrettino, Marinaio solitario

37
dall’album “Oma Liebt Opapa” (2001).
di diverse canzoni per bambini,
Di Rolf Zuckowski, autore tedesco
ICH SCHAFF DAS SCHON

||
Als Maike knapp ein Jahr alt war, ||
Nur wenn sie im Sport am Barren stand, ||
Die Zeit ging schnell vorüber,
||
da konnte sie längst stehn. ||
verlor sie fast den Mut, ||
Maike hat heut selbst ein Kind.
||
Sie übte unermüdlich ||
besonders, wenn die Klasse sah, ||
Die Wohnung ist nicht groß,
||
An der Wand entlang zu gehen. ||
wie sie sich dabei quält. ||
in der die zwei zu Hause sind;
||
Drei Schritte hat sie leicht geschafft ||
Am liebsten wär sie abgehaun, ||
und doch hat jeder Winkel hier
||
und fast den vierten auch, ||
und viel hat nicht gefehlt. ||
sein eigenes Gesicht.
||
doch sie entschied sich lieber für ’ne ||
Doch sie stand da und hat gedacht: ||
So kuschelig und friedlich
||
Landung auf dem Bauch. ||
“Da muß ich durch das wäre doch gelacht!” ||
Haben’s viele Kinder nicht.
||
Sie sah sich um und hat gelacht || ||
Und Maike denkt in mancher Nacht
||
Und hat vielleicht zum ersten Mal gedacht: ||
Ich schaff das schon, ich schaff das schon, ... ||
An das, was sie als Kind so oft gedacht:
|| || ||
||
“Ich schaff das schon, ich schaff das schon, ||
Als Maike 17 Jahre war, war sie total verliebt. ||
“na, na, na, na...
||
ich schaff das ganz alleine. ||
Sie glaubte, dass es nur noch ||
Ich brauch dazu, ich brauch dazu
||
Ich komm bestimmt, ich komm bestimmt ||
Rosa Wolken für sie gibt. ||
Vielleicht `ne Menge Kraft.
||
Auch wieder auf die Beine. ||
Doch dann, von heut auf morgen, ||
Doch ich hab immerhin
||
Ich brauch dazu, ich brauch dazu ||
stürzte Ihre Traumwelt ein. ||
Schon ganz was anderes geschafft”
||
Vielleicht `ne Menge Kraft. ||
Sie war total am Boden,
||
Doch ich hab immerhin ||
und sie fühlte sich so klein.
||
Schon ganz was anderes geschafft” ||
Doch sie stand auf und hat gedacht:
|| ||
“Ich bin wohl jetzt erst richtig aufgewacht”
||
Als Maike in der Schule war, ||
||
da ging’s ihr ziemlich gut. ||
Ich schaff das schon, ich schaff das schon, ...
ICH SCHAFF DAS SCHON
||
Quando Maike aveva circa un anno, ||
Ma quando durante l’ora di ginnastica ||
Il tempo passò velocemente,
||
sapeva già reggersi in piedi. ||
doveva affrontare l’esercizio più difficile, ||
Maike stessa ora ha un figlio,
||
Si esercitava instancabilmente ||
perdeva quasi il coraggio, soprattutto quando ||
l’appartamento in cui i due
||
a camminare lungo il muro. ||
la classe si accorgeva quanto lei faceva fatica. ||
si sentono a casa, non è grande.
||
Tre passi riusciva a farli facilmente, ||
Avrebbe preferito scappare, ||
Ma ogni angolo ha
||
e quasi anche il quarto, ||
e ci mancò poco, ||
una sua particolarità.
||
ma poi preferì ||
però rimase lì, pensando: ||
Un mondo così coccoloso e pacifico
||
cadere in avanti. ||
“Devo farcela e ce la farò, vedrai.” ||
non ce l’hanno tanti bambini.
||
Alzava la testa e rideva || ||
E Maike, molte notti, pensa
||
e, forse per la prima volta, pensò: ||
Ce la farò, sì, ce la farò … ||
a ciò che spesso pensava già da piccola:
|| || ||
||
“Ce la farò, sì, ce la farò ||
Quando Maike aveva 17 anni ||
“na, na, na, na...
||
ce la farò da sola. ||
era innamoratissima, ||
Mi ci vorrà
||
Mi rialzerò sicuramente ||
credeva che per lei ci fossero solo nuvole rosa. ||
forse molta forza.
||
sulle mie gambe. ||
Poi, però, da un momento all’altro, ||
Ma ci sono già riuscita
||
Mi ci vorrà ||
crollò il suo mondo di sogni. ||
in tanti altri casi.”
||
forse molta forza. ||
Era a terra,
||
Ma ci sono già riuscita ||
distrutta e si sentiva piccola.
||
in tanti altri casi.” ||
Ma poi si rialzò, pensando:
|| ||
“adesso mi sono proprio svegliata.”
||
Quando Maike andava a scuola, ||
||
stava abbastanza bene. ||
Ce la farò, sì, ce la farò …

39
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Parole e musica di Woody Guthrie.

Do you wanta see me grow? Do you wanta see me grow? || Vuoi vedermi crescere? Vuoi vedermi crescere?
Zoop zoop zooppity zoop, That’s the way I grow. ||Zoop zoop zooppity zoop, questo è il modo in cui cresco.
Do you wanta see me eat? Do you wanta see me eat? || Vuoi vedermi mangiare? Vuoi vedermi mangiare?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a piggy eats. ||Zoop zoop zooppity zoop, come mangia un maialino.
WANT TO SEE ME GROW

Do you wanta see me drink? Do you wanta see me drink? || Vuoi vedermi bere? Vuoi vedermi bere?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a horsie drinks. ||
Zoop zoop zooppity zoop, come beve un cavallino.
||
Chorus: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop ||
Coro: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop
||
Do you wanta see me swim? Do you wanta see me swim? || Vuoi vedermi nuotare? Vuoi vedermi nuotare?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a fishie swims. ||
Zoop zoop zooppity zoop, come nuota un pesciolino.
Do you wanta see me run? Do you wanta see me run? || Vuoi vedermi correre? Vuoi vedermi correre?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a doggie runs. ||Zoop zoop zooppity zoop, come corre un cagnolino.
Do you wanta see me grow? Do you wanta see me grow? || Vuoi vedermi crescere? Vuoi vedermi crescere?
Zoop zoop zooppity zoop, That’s the way I grow. ||Zoop zoop zooppity zoop, questo è il modo in cui cresco.
Do you wanta see me hop? Do you wanta see me hop? || Vuoi vedermi saltare? Vuoi vedermi saltare?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a rabbit hops. ||
Zoop zoop zooppity zoop, come salta un coniglietto.
Do you wanta see me climb? Do you wanta see me climb? || Vuoi vedermi arrampicare? Vuoi vedermi arrampicare?
Zoop zoop zooppity zoop, Like a monkey climbs. || Zoop zoop zooppity zoop, come si arrampica una scimmiotta.
||
Chorus: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop ||
Coro: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop
||
Do you wanta see me sleep? Do you wanta see me sleep? || Vuoi vedermi dormire? Vuoi vedermi dormire
Zoop zoop zooppity zoop, Like a baby sleeps. ||
Zoop zoop zooppity zoop, come dorme un bambino.
Do you wanta see me grow? Do you wanta see me grow? || Vuoi vedermi crescere? Vuoi vedermi crescere?
Zoop zoop zooppity zoop, That’s the way I grow. ||
Zoop zoop zooppity zoop, questo è il modo in cui cresco.
||
Chorus: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop ||
Coro: Zoop zoop zoop zooppity zoop, Zoop zoop zoop zooppity zoop
La melodia può essere eseguita con il flauto.
È stata interpretata da Guy Bèart nel 1960.
Canzone tradizionale francese del XVIII secolo.
Mon amant me délaisse, O gai! vive la rose! || L’amore mio mi lascia, viva, viva la rosa
Mon amant me délaisse, O gai! vive la rose! || L’amore mio mi lascia, viva, viva la rosa
Je ne sais pas pourquoi, Vive la rose et le lilas! || non so perché lo fa, viva la rosa ed i lillà
Je ne sais pas pourquoi, Vive la rose et le lilas! || non so perché lo fa, viva la rosa ed i lillà.
Il va-t-en voir une autre, O gai! vive la rose! || Se n’è trovata un’altra, viva, viva la rosa
Il va-t-en voir une autre, O gai! vive la rose! || se n’è trovata un’altra, viva, viva la rosa
Je n’en reviendra, Vive la rose et le lilas! ||
non so se tornerà, viva la rosa ed i lillà
Je n’en reviendra, Vive la rose et le lilas! ||
non so se tornerà, viva la rosa ed i lillà.
||
On dit qu’elle est très belle, O gai vive la rose! ||
M’han detto è tanto bella, viva, viva la rosa

VIVE LA ROSE
On dit qu’elle est très belle, O gai vive la rose! ||
M’han detto è tanto bella, viva, viva la rosa
Qu’est plus riche que moi, Vive la rose et le lilas! ||e se le piacerà, viva la rosa ed i lillà
Qu’est plus riche que moi, Vive la rose et le lilas ||e se le piacerà, viva la rosa ed i lillà.
On dit qu’elle est malade, o gai! vive la rose! || M’han detto che è malata, viva, viva la rosa
On dit qu’elle est malade, o gai! vive la rose! || M’han detto che è malata, viva, viva la rosa
Peut-être elle en mourra, Vive la rose et le lilas! ||e forse morirà, viva la rosa ed i lillà
Peut-être qu’ elle en mourra, Vive la rose et le lilas! ||
e forse morirà, viva la rosa ed i lillà.
||
Si elle meurt dimanche, O gai! vive la rose! || Domenica lei muore, viva, viva la rosa
Si elle meurt dimanche, O gai! vive la rose! || domenica lei muore, viva, viva la rosa
Lundi on l’enterrera, Vive la rose et le lilas! ||
e sottoterra andrà, viva la rosa ed i lillà
Lundi on l’enterrera, Vive la rose et le lilas! ||
e sottoterra andrà, viva la rosa ed i lillà.
Mardi il r’viendra m’voir, O gai! vive la rose! ||Se lui verrà a trovarmi, viva, viva la rosa
Mardi il r’viendra m’voir, O gai! vive la rose! ||Se lui verrà a trovarmi, viva, viva la rosa
Je n’en voudrai pas, Vive la rose et le lilas! ||a me non piacerà, viva la rosa ed i lillà
Je n’en voudrai pas, Vive la rose et le lilas! ||a me non piacerà, viva la rosa ed i lillà.

41
da “Re Niliu” nell’album “Caravi” (1991)
Canzone tradizionale calabrese interpretata

e da “Antiche Ferrovie Calabro-Lucane”


nell’album “Àlaca” (2011).

||
E lu tre e lu tre e lu setti ||
Nun è di petra l’omu ||
‘Un è mustu l’acitu
||
e lu trapanu e la barretta ||
l’amuri miu nun si ‘nci trova ||
ca lu pani nun è vitru
E LU TRE E LU TRE E LU SETTI

||
E lu trapanu e lu trapanu ||
‘Un si ‘nci trova l’amuri miu ||
‘Un è vitru lu pani
||
e lu pizzu di la ciaula ||
ca la notti l’ha fattu Diu ||
a pulici nun è cani
||
E lu pizzu e lu pizzu ||
E l’ha fattu Diu la notti ||
‘Un è cani la pulici
||
e lu cori ca ti ‘mpizza ||
ca li spini nun su botti ||
zappaturi nun è giudici
||
E lu cori e lu cori ||
‘Un su botti li spini ||
‘Un è giudici u zappaturi
||
e nu vrocculu ccu l’ovu ||
i muntagni ‘un su’ marini ||
a cerza ‘un fa lavuri
||
E nu vrocculu e nu vrocculu ||
‘Un su’ marini li muntagni ||
‘Un fa lavuri la cerza
||
e na spina fatta a zoccula ||
i nucilli ‘un su’ castagni ||
i paroli ‘un su’ suverchi
||
E na spina e na spina ||
‘Un su’ castagni li nucilli ||
‘Un su’ suverchi li paroli
||
e na fedda i latticina ||
i casali ‘un su’ centu e milli ||
i lattuchi ‘un su’ scalori
||
E na fedda e na fedda ||
Centu e milli li casali ||
‘Un su’ scalori li lattuchi
||
e na coscia di vitedda ||
i strumenti ‘un su’ di sali ||
quandu manci nun t’affuchi
||
E na coscia e na coscia ||
‘Un su’ di sali li strumenti ||
Nun t’affuchi quandu manci
||
e na vacca prena grossa ||
ca l’alicini nun ho ventu ||
i ranunchi nun su’ granci
||
E na vacca e na vacca ||
Nun ho ventu l’alicini ||
Nun su’ granci li ranunchi
||
e nu monacu cavarca ||
a palumba e ra pernici ||
i postemi ‘un su’ carvunchi
||
E nu monacu e nu monacu ||
‘Un è pernici a palumba ||
‘Un su’ carvunchi li postemi
||
e na scupettata aru stomacu ||
i ciarameddi nun su’ trumbi ||
i panari ‘un su’ pitteri
|| ||
Nun su’ trumbi i ciarameddi ||
‘Un su’ pitteri li panari
||
Chine vo’ sentiri a mia cantari ||
fimmina prena ‘un è zitedda ||
Chiddu cchi fazzu vogghiu fari
||
sapissa metiri e ligari ||
‘Un è zitedda a fimmina prena
|| ||
agustu ‘un è primavera
||
E ligari e metiri ||
‘Un è primavera agustu
||
ca l’omu nun è di petra ||
l’acitu nun è mustu
||
E il tre, il tre, il sette ||
non è di pietra l’uomo ||
Non è mosto l’aceto
||
E il trapano e la berretta, ||
l’amore mio non ci si trova ||
che il pane non è vetro
||
e il trapano, il trapano... ||
non ci si trova l’amore mio ||
Non è vetro il pane
||
e il becco della cornacchia ||
che la notte l’ha fatta Dio ||
la pulce non è cane
||
e il becco e il becco ||
E l’ha fatta Dio la notte ||
Non è cane la pulce

E LU TRE E LU TRE E LU SETTI


||
e il cuore che ti trafigge ||
Che le spine non sono botte ||
zappatore non è giudice
||
e il cuore, il cuore... ||
Non sono botte le spine ||
Non è giudice lo zappatore
||
e il broccolo con l’uovo ||
le montagne non sono marine ||
la quercia non fa lavori
||
e un broccolo, un broccolo... ||
Non sono marine le montagne ||
Non fa lavori la quercia
||
e una spina fatta a zoccolo ||
le nocciole non sono castagne ||
le parole non sono superflue
||
e una spina, e una spina... ||
Non sono castagne le nocciole ||
Non sono superflue le parole
||
e una fetta di latticino, ||
i casali non sono cento e mille ||
le lattughe non sono scarole
||
e una fetta, una fetta... ||
Cento e mille i casali ||
non sono scarole le lattughe
||
e una coscia di vitella ||
gli strumenti non sono di sale ||
quando mangi non t’affoghi
||
e una coscia, e una coscia ||
Non sono di sale gli strumenti ||
Non t’affoghi quando mangi
||
e una grossa vacca incinta ||
Che il glicine non è vento ||
i ranocchi non sono granchi
||
e una vacca, una vacca... ||
Non è vento il glicine ||
Non sono granchi i ranocchi
||
ed un monaco cavalca ||
la colomba e la pernice ||
le pustole non sono carbonchi
||
ed un monaco, ed un monaco ||
Non è pernice la colomba ||
Non sono carbonchi le pustole
||
e una schioppettata allo stomaco ||
le ciaramelle non sono trombe ||
I panieri non sono frittelle
|| ||
Non son trombe le ciaramelle ||
Non sono frittelle i panieri
||
Chi mi vuol sentir cantare ||
Femmina incinta non è bambina ||
Quello che faccio lo voglio fare
||
Deve saper mietere e legare ||
Non è bambina la femmina incinta
|| ||
agosto non è primavera
||
E legare e mietere ||
Non è primavera agosto
||
che l’uomo non è di pietra ||
l’aceto non è il mosto

43
La melodia può essere eseguita con il flauto.
Canto popolare diffuso soprattutto nel centro
e sud d’Italia, ma anche all’estero.

Ha la tipica struttura ||
Alla fiera di mastro Andrè, ||
Alla fiera di mastro Andrè, ||
alla fiera di mastro Andrè
della filastrocca. ||
aggiu cumpratu nu tamburiello ||
aggiu cumpratu lu viulino ||
alla miré, alla miré,
DI MASTRO ANDRÈ

Ne riportiamo qui una ||


turututu lu tamburiello ||
zi zi lu violino ||
alla fiera di mastro Andrè
delle tante varianti. ||
alla miré, alla miré, ||
piripipi lu piffariello ||
||
alla fiera di mastro Andrè ||
turututu lu tamburiello ||
Alla fiera di mastro Andrè,
||
alla miré, alla miré, ||
alla miré, alla miré, ||
aggiu cumpratu ‘na trombetta,
||
alla fiera di mastro Andrè. ||
alla fiera di mastro Andrè ||
pe pe la trombetta;
ALLA FIERA

|| ||
alla miré, alla miré, ||
za za la viola;
||
Alla fiera di mastro Andrè, ||
alla fiera di mastro Andrè ||
zi zi lu violino
||
aggiu cumpratu nu piffariello || ||
piripipi lu piffariello
||
piripipi lu piffariello ||
Alla fiera di mastro Andrè, ||
turututu lu tamburiello
||
turututu lu tamburiello ||
aggiu cumpratu ‘na viola ||
alla miré, alla miré,
||
alla miré, alla miré, ||
za za la viola; ||
alla fiera di mastro Andrè
||
alla fiera di mastro Andrè ||
zi zi lu violino ||
alla miré, alla miré,
||
alla miré, alla miré, ||
piripipi lu piffariello ||
alla fiera di mastro Andrè
||
alla fiera di mastro Andrè ||
turututu lu tamburiello
||
alla miré, alla miré,
È nota anche come “La smortina”.
infine cantante del Nuovo Canzoniere Italiano.
di Gualtieri (RE), mondina in gioventù, poi cantastorie,
Canzone di risaia del repertorio di Giovanna Daffini
||
Ama chi ti ama, ||
se saremo destinati ||
Per venire a lavorare

AMA CHI TI AMA


||
non amare chi ti vuol male, ||
torneremo a incominciar. ||
ho lasciato la mia casa,
||
specialmente il caporale || ||
quaranta giorni dovrò restare
||
e i padroni che sfruttano te. ||
Non badare se io canto, ||
sempre curva sul lavor.
|| ||
la passione l’ho di dentro, ||
||
Non badare se son smortina, ||
il mio cuore non è contento ||
Ama chi ti ama,
||
è la risaia che mi rovina, ||
ma è felice chi lo godrà. ||
non amare chi ti vuol male,
||
quando poi sarò a casa mia || ||
specialmente il caporale
||
i miei colori ritorneran. ||
Io son nata risaiola, ||
e i padroni che sfruttano te.
|| ||
risaiola di Reggio Emilia,
||
I miei colori son ritornati, ||
ho lasciato la mia famiglia
||
il mio amore mi ha abbandonato, ||
per venire a lavorar.

45
Versione interpretata da I Gufi, gruppo musicale dialettale

nel 1969, eccezion fatta per una breve reunion nel 1981.
milanese e cabarettistico, formatosi nel 1964 e scioltosi

La melodia può essere eseguita con il flauto.

||
Buona sera cari amici tutte quante le cristiane ||
Sant’Antonio se ne treghe cun lu spaghe se li lega.
||
questa sera v’aggia a dice della festa de dimane ||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice dellu demonie.
||
che dimane è Sant’Antonio lu nemice de lu dimonio ||
||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice de lu dimonio. ||
Sant’Antonio allu diserte cucinava le spaghette
|| ||
Satanasse stu fetente gli freghette le furchette
||
Li parenti e Sant’Antonio una moglie gli vogliono dare ||
Sant’Antonio nun se lagna cun le mani se le magna
||
ma lui non ne vuol sapere, nel diserte si fa mandare ||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice dellu dimonie.
||
pe n’avè la siccatura de sta a fà na criatura ||
SANT’ANTONIO

||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice de lu dimonie. ||
Sant’Antonio allu diserte si lavava l’insalata
ALLU DISERTE

|| ||
Satanasse pe’ dispiette glie tirette na sassata
||
Sant’Antonio allu diserte s’appicciava ‘na sicarette ||
Sant’Antonio lo prese pel collo e lo mise col culo a mollo
||
Satanasse pe’ dispiette glie freghette l’allumette ||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice dellu dimonie.
||
Sant’Antonio nun se la prende cun lu prospere se l’accende ||
||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice dellu dimonie. ||
Sant’Antonio allu diserte se diceva le oraziune
|| ||
Satanasse pe’ dispiette gli fa u verso dellu trumbune
||
Sant’Antonio allu diserte se faceva la permanente ||
Sant’Antonio col curtellone gli corre appresso e lo fa cappone
||
Satanasse pe’ dispiette glie freghette la corrente ||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice de lu dimonie.
||
Sant’Antonio non s’impiccia, con le dita se l’arriccia ||
||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice de lu dimonie. ||
Vi saluto care amice lu signore ve benedice
|| ||
e fa cresce lu patrimonio cu li grazie e Sant’Antonio
||
Sant’Antonio allu diserte se cuciva li pantalune ||
ca dimane Sant’Antonio lu nemice dellu dimonie
||
Satanasse pe’ dispiette glie freghette li buttune ||
Sant’Antonio Sant’Antonio lu nemice dellu dimonie
Strofette di risaia, entrate a far parte del repertorio
si approssimava il momento di tornare a casa.
di Giovanna Daffini. Venivano cantate quando
SIGNOR PADRONE
SALUTEREMO IL
||
Saluteremo il signor padrone per il male che ci ha fatto, ||
Macchinista, macchinista faccia sporca,
||
che ci ha sempre maltrattato fino all’ultimo momen’. ||
metti l’olio nei stantuffi, di risaia siamo stufi
|| ||
e a casa nostra vogliamo andar.
||
Saluteremo il signor padrone con la so’ risera neta ||
||
pochi soldi in la cassetta e i debit da pagar. ||
Con un piede, con un piede sulla staffa
|| ||
e quell’altro sul vagone,
||
Macchinista, macchinista faccia sporca, ||
ti saluto cappellone, ti saluto cappellone.
||
metti l’olio nei stantuffi, ||
Con un piede, con un piede sulla staffa
||
di risaia siamo stufi, di risaia siamo stufi. ||
e quell’altro sul vagone,
||
ti saluto cappellone, a casa nostra vogliamo andar.

47
Canto partigiano dell’Italia Centrale
(Lazio, Abruzzo, Emilia).

Bella ciao durante la guerra ||


Una mattina mi sono alzato, ||
E seppellire lassù in montagna
partigiana è diffusa poco e ||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, ||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
solo in alcune regioni. ||
una mattina mi sono alzato, ||
e seppellire lassù in montagna
Dagli anni ‘60 è diventato ||
e ho trovato l’invasor. ||
sotto l’ombra di un bel fior.
il canto partigiano italiano || ||
||
O partigiano portami via, ||
E le genti che passeranno
più diffuso nel mondo,
CIAO

||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, ||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
di cui se ne conoscono ||
o partigiano portami via, ||
e le genti che passeranno
traduzioni in diverse lingue. ||
che mi sento di morir. ||
mi diranno “che bel fior”.
(PARTIGIANA)

|| ||
||
E se io muoio da partigiano, ||
E questo è il fiore del partigiano
BELLA

||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, ||
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
||
e se io muoio da partigiano, ||
e questo è il fiore del partigiano
||
tu mi devi seppellir. ||
morto per la libertà.
divenne famosa grazie allo spettacolo “Bella ciao”.
nel 1951 o 1952. Entrata nel repertorio di Giovanna Daffini,
Le parole vennero scritte dal mondino Vasco Scansani
Adattamento al repertorio di risaia del canto partigiano.
||
Alla mattina appena alzata ||
O mamma mia, o che tormento!
||
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao ||
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
||
alla mattina appena alzata ||
o mamma mia o che tormento
||
in risaia mi tocca andar. ||
io t’invoco ogni doman.
|| ||
||
E fra gli insetti e le zanzare ||
Ma verrà un giorno che tutte quante
|| ||

BELLA CIAO
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

(DELLE MONDINE)
||
e fra gli insetti e le zanzare ||
ma verrà un giorno che tutte quante
||
un dur lavor mi tocca far. ||
lavoreremo in libertà.
||
||
Il capo in piedi col suo bastone
||
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
||
il capo in piedi col suo bastone
||
e noi curve a lavorar.

49
del repertorio di Giovanna Daffini che le apprese
Notissime strofette di risaia, entrate a far parte
nelle risaie del Novarese e del Vercellese.
BELI BRAGHI BIANCHI
SCIUR PADRUN DA LI

||
Sciur padrun da li beli braghi bianchi ||
prèma al rancaun e po’ dopu a ‘l sciancàun ||
e non va più a mesi e nemmeno a settimane
||
föra li palanchi, föra li palanchi ||
e adés ca l’èm tot via, al salutém e po’ andém via ||
la va a poche ore, e poi dup andum a ca’.
||
sciur padrun da li beli braghi bianchi || ||
||
föra li palanchi, ch’anduma a ca’. ||
Sciur padrun da li beli braghi bianchi... ||
Sciur padrun da li beli braghi bianchi...
|| || ||
||
A scüsa sciur padrun, sa l’èm fat tribülèr ||
E non va più a mesi e nemmeno a settimane ||
E quando al treno a scëffla i mundèin a la stasion
||
i era li prèmi volti, i era li prèmi volti ||
la va a pochi giorni, la va a pochi giorni ||
con la cassiétta in spala, con la cassiétta in spala
||
a scüsa sciur padrun, sa l’èm fat tribülèr ||
e non va più a mesi e nemmeno a settimane ||
e quando al treno a scëffla i mundèin a la stasion
||
i era li prèmi volti, ca ‘n saiévum cuma fèr. ||
la va a pochi giorni, e poi dup andum a cà. ||
con la cassiétta in spala, su e giù per i vagon.
|| || ||
||
Sciur padrun da li beli braghi bianchi... ||
Sciur padrun da li bèli braghi bianchi... ||
Sciur padrun da li beli braghi bianchi...
|| ||
||
Prèma al rancaun e po’ dopu a ‘l sciancàun ||
E non va più a mesi, e nemmeno a settimane
||
e adés ca l’èm tot via, e adés ca l’èm tot via ||
la va a poche ore, la va a poche ore
Garibaldi del Nord Italia.
1943. Divenne l’inno ufficiale di tutte le Brigate
medico ligure Felice Cascione nel settembre del
Canto della Resistenza partigiana scritto dal giovane
FISCHIA IL VENTO
È il canto che conobbe maggiore diffusione ||
Fischia il vento e infuria la bufera, ||
Se ci coglie la crudele morte,
e popolarità durante la lotta di Liberazione, ||
scarpe rotte eppur bisogna andar ||
dura vendetta verrà dal partigian;
nelle diverse regioni in cui operavano le ||
a conquistare la rossa primavera ||
ormai sicura è già la dura sorte
formazioni partigiane. La musica si richiama ||
dove sorge il sol dell’avvenir. ||
del fascista vile e traditor.
a quella della celebre canzone d’amore ||
A conquistare la rossa primavera ||
Ormai sicura è la dura sorte
||
dove sorge il sol dell’avvenir ||
del fascista vile e traditor
russa “Katjusha” (1938), portata in Italia || ||
dai reduci della tragica Campagna di Russia. ||
Ogni contrada è patria del ribelle, ||
Cessa il vento, calma è la bufera,
L’autore dei versi era un medico dell’ospedale ||
ogni donna a lui dona un sospir, ||
torna a casa il fiero partigian,
di Oneglia, divenuto comandante della 2^ ||
nella notte lo guidano le stelle, ||
sventolando la rossa sua bandiera;
divisione d’assalto Garibaldi, operante nella ||
forte il cuore e il braccio nel colpir. ||
vittoriosi, alfin liberi siam!
zona di Imperia e morto in combattimento. ||
Nella notte lo guidano le stelle ||
Sventolando la rossa sua bandiera
||
forte il cuore e il braccio nel colpir ||
vittoriosi, e alfin liberi siam!

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Alla fiera di mastrandrè (tradizionale) — 44 2 — Le Parole (Sergio Endrigo - Gianni Rodari - Luis Bacalov)
Ama chi ti ama (canto delle mondine) — 45 9 — L’isola che non c’è (Edoardo Bennato)
Andrea (Fabrizio De André) — 6 32 — Luchin (Victor Jara)
Azzurro (Paolo Conte - Adriano Celentano) — 14 12 — Ma che aspettate a batterci le mani (Dario Fo)
Bella ciao (delle mondine) — 49
37 — Marinheiro So (Caetano Veloso)
Bella ciao (versione partigiana) — 48 36 — Mi Rio (Charo Cofrè)
Blowin’ in the wind (Bob Dylan) — 24 5 — Ninna Nanna (Gianna Nannini)
Che sarà (Ricchi e Poveri) — 15 3 — Pane e ciliegie (Grazia Di Michele)
Clandestino (Manu Chao) — 28 33 — Pata pata (Miriam Makeba)
E lu tre, lu tre, lu setti (tradizionale) — 42 27 — Pippi Långstrump (Astrid Lindgren - Inger Nilsson)
Fischia il vento (canto partigiano) — 51 47 — Saluteremo il signor padrone (canto delle mondine)
Girotondo (Fabrizio De André) — 11 20 — Samarcanda (Roberto Vecchioni)
Here’s to you, Nicola and Bart (Joan Baez) — 31
Ich schaff das schon (Rolf Zuckowski) — 38 46 — Sant’antonio allu deserto (Gufi)
If I had a hammer (Pete Seeger) — 26 50 — Sciur padrun da li beli braghi bianchi (canto delle mondine)
Il palazzo di Babele (Gang) — 10 16 — Stagioni (Francesco Guccini)
Il vecchio e il bambino (Francesco Guccini) — 8 13 — Terra e Acqua (Francesco De Gregori)
Kalì Nifta (tradizionale grecanica) — 30 34 — This Land is Your Land (Woody Guthrie)
La casa (Sergio Endrigo - Vinicius De Moraes) — 4 41 — Vive la Rose (Guy Beart)
La mia banda suona il rock (Ivano Fossati) — 22 18 — Volta la Carta (Fabrizio De Andrè)
La pianura dei sette fratelli (Gang) — 7 40 — Want to see me grow (Woody Gutrie)
POLLICINO IN FIERA
DOMENICA 1 MAGGIO
REGGIO EMILIA, p.zza Prampolini, via Broletto e p.zza S. Prospero ore 8.00-20.00
19^ edizione della mostra-mercato della Reggio Alternativa, dove diverse realtà
(gruppi, associazioni, cooperative ecc.) presenteranno le loro attività all’insegna Pollicino Gnus aderisce
della Pace, dell’Ambiente, della Solidarietà e della Convivenza. al progetto Città Comune

Organizzano: Pollicino Gnus e Cooperativa Sociale Sante Vincenzi,


con il Patrocinio del Comune di Reggio Emilia,
Assessorato alla cura della Comunità.

Info: tel/fax 0522.454832


pollicino@livecom.it - www.pollicinognus.it

Questo canzoniere è stato realizzato

CAPPELLETTI ANTIFASCISTI con il prezioso contributo di


Emanuele Reverberi, Cecilia Casarini,
Andrea Bonacini e Maria Stella Vannini.
SABATO 5 MAGGIO
La foto di copertina è tratta da “I figli del sud”,
REGGIO EMILIA, Centro Sociale Buco Magico, via Martiri di Cervarolo 47, ore 20.00 catalogo fotografico di Mohamed Challouf,
Una cena a ricordo di come si festeggiava nelle nostre zone il Primo Maggio. Edizioni Le Ultime Carovane, 1992.
Durante il regime fascista era vietato celebrare questa festa, esistevano vere e
proprie squadre di “stanga-caplètt”, fascisti picchiatori che controllavano le case
per assicurarsi che non si facesse festa. È prevista anche la variante vegetariana.
Stampato su carta riciclata dalla Tipografia San Martino
Organizza: Cooperativa Sociale Sante Vincenzi. con inchiostri vegetali e matrici ecologiche prodotte senza bagni chimici
Info e prenotazioni: tel 0522.430307 - info@infoshopmag6.it San Martino in Rio (RE) - tel. 0522 698968 - www.tipografiasanmartino.it