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LUCIANO FERRARE BRAVO Dal fordisma alle globalizzazione. Cristal di tempo politico ‘Roma, Manifestolibri, 2001, (Ce una pagina della Prefezione di Sergio Bologna a questo libro: Dal fordismo alla slobalizzazione. Cristal di tempo politico, che dice molto, dice quasi tuto, sul suo autore, Luciano Ferrari Bravo. La riporto per intero, “Immagino che un giovane lewore di ‘ogg, diciamo un ragazzo di vent anni tra quelli che hanno ancora interesipoliticie social, diciamo un ragazzo che fa del volontariato, che ha bazzicato qualche centro sociale, qualche assemblea di scuo- Ja, qualche riunione di quartire o addi- rittura qualche sede di partito, avrebbe diffcolta a capice che delle persone non appartenenti al ceo politico, non classif- abil come ‘politi avessero ‘necessit di risolvere certi problem di teora politica “Per che farsene?’, si chiederebbe. ‘Con quale diritto?’, penserebbe. Uno che di mestiere fa, diciamo, l'informatico, che bisogno ba di sapere se il modo migliore di portare un montante alla mascella sia quello di far partite lo sforzo dal tllone ‘oppure dal bacino... Se fa l'informatico che gli frega del pugilato? Se Luciano Ferrari Bravo faceva il professore univer- sitario di Itituzioni Politiche Comparate che diritto aveva di rompers il apo con la Politica. Faceva forse il candidat alle ele- zioni? Cera forse la sua faccia sui muri?™ (ivispp. 15-16). ‘Domande su una generazione, anzi su pid generazion’ 2 coafronto. E sta ancora davanti a noi, come un macigno da saltare 1 da aggirae e comunque da affrontare, quella generazione i, formatasi nei primi anni sessanta venuta a maturazione intl- lecuale alla fine di quel decennio, che si spesa ha speso il sapere accumulato ¢ e- sperienzavissua, negli entusiasmant ter- rib anni serant fino a pagate po, per sé ¢ per gl altri, un conto salatissimo, spro- porzionato rispeto allentita delle sue pur ambigue azioni. Sirilegga quel colloquio lunare~ sem- bea una piece surrealista~crail Presidente ¢ l"Imputato, alle pp. 203-21, Interroga- torio (1983). Ma pit argomentata & la “difesa” di Ferrari Bravo nella memoria del febbraio 1984 indirizeata a Giovanni Palombarai (pp. 185 sgg). Comincia con tun mest: *Le confesso uno stato di gran- de sanchezza. quasidi nausea aprender a enna in mano per replicareal'utima fat- ca del sost. Proc. dott. Calogero”. Era in carcere da pit di quattro anni, senza che si fosseprecsata la natura di una colpaeffer- tivaal dia delle coordinated un teorema. Tame qualche mes pers cha “ giustzia” gli eimproverava: “Mi chie setanta anni dopo Weber, chi poss seria- mente rtenere di tranciare con un sempli- ce fendente il mondo del lavoro intllt- tuale da quello dei valori poitici che lo aucraversano” (p. 186) E nel “Compianco per Guido Bianchini", suo e nostro amico, 388 Rassegna IT che nel 1998 lo preceder’ dolorosamente nella morte, Ferrari Bravo ritorna al catti- +o ricordo degli “anni della repressione ¢ dell’esilio": “Lui, davvero pit innocente degli innocent in quel processo che anco- ‘2 ogg ci si ostina a non volerriconoscere ‘come una brutta pagina nella storia di que- sto pacse. Ma Guido avevs capito benissi- ‘mo la posta in gioco, la terra bruciata che minacciava di seguiene per delle generazio- ni che certo non erano la sua. Qui credo ha trovato alimento Ia grande dignta con cui hha attraversato quella durissima prova” (pp. 325-26). La stesa grande dignita di Luciano Ferrari Bravo: una disposizione naturale fondata ~ come diri pid sotto — su “una curvaruraetca dell'intllgenza” € sul “volatile mosaico” delle mille sfaccet- ature delle diverse esperienze, vissute ‘A sua volta, su questo fondo poggia la ricerca, A parte il lungo saggio sul Mezzogiornoe le voi per il volume Stato © politica dell’Enciclopedia Feltrinelli Fischer questo libro contiene il meglio del- la produzione intellettuale di Ferrari Bravo. Gli anni settanta lo trovano impe- sgnato 2 ragionare sullesperienza capitali- stiea del New Deal di qui sul ruolo dello Szato e delle isttuzioni nei passagg di cri- sima anche nelle fasi di sviluppo. E anco- ra su alcune questioni di teora dellimpe- rialismo, come sulla differenza e sul confronto tra forma di pensiero utopico e pratica di ativtd progertuale. Mentre negli anni novanta - dopo la forzata messa a tacere del suo pensiero rtornano inate, se possibile, pit! maruri uti suoiinteres- si di studio, ravvicinairispeto alla rele italiana in movimento, ma legatinsieme da quel filo mai spezzato, che & dato dal bino- mio Lavoro e Politica. Qui 8 il nado che YYoperaismo italiano, dag ini mitici desk anni sessanta agli est realistic degli anni rnovanta, ha cercato di sciogler, dividen- los al suo interno, riteovandos, prowan- doe riprovando, cercando ancora, tavol- to alla fine dala pieeols storia dal tempo, fatto colpevole in sostanza di aver posto problema, pensandolo¢, eco la colpa pit rave, praticandolo. Ancora Sergio Bologna, dalla Prefa- 2ione: “Mi aecorgo che quando parlo di passione per la ricerca di una nuova teoria politica parlo di un'epoca sepolta, di un'e- poca incu i cttadino comune, fsse semn- plice stadente, operao,fosse una caslin- 2,0 un'infermiera,considerava normale porsi dei problemi lato sensu. Questo & scomparso dal costume della societi.. Altretantosepolta sembra epoca in cui la teoria politica passava al vaglio di ragiona- menti economico-giuridico-sociologici, cioé produceva un dibattito culeurae di alto livllo”. Ciediamociallora cos’ acea- duro, “quale intecco di circostanze ha fat- tosi che alcuni funzionari pubblic ~come sono gli appartenenti al personale univer- sitario ~ stano stati coli da un raps di smisurata ambizionee si siano ficeat in testa che non solo era possibile meutere in soffta il sistema di pensiero che aveva portato ala costituzione delle organizz3- Zion politichee sindacali del movimento ‘operaio ma che valess la pena tentare di costruire un sistema di pensiero novo che avrebbe portato a nuove forme di conilit- to e di espressione del medesimo”. Che «os: la vicenda di una pazzia, llusione di partecipare a un'altra storia, o magari un modo alternativo di produre a stessacul- tura accademica? Condivido la conclusio- ne di Bologna, che riguarda non solo Luciano Ferrari Bravo ma ruts quella enerazione, machiavellianamente dotata ai virta ma senza fortuna di intllertuali militant: “Senza una tensione politica sot- tostante, senza un progetto intellertuale cosi complesso, quest seriti non sarebbe- ro stati né concepiti né elaborate fedat- ti cos (pp. 16-17). E vero, Sarebbero rimasti muti, se aves- sero dovuto parlare per sé. Abbiamo que- sti scrtd perché come diceva Luciano del suo amico Guido ~ si scriveva,e si agiva, dda “un saldo punto di vista”, da cui guar- dare, curios, il mondo e cercare di deci- fraelo edi eambiaelo, Mario Tronti Gaseuttt PoLo-CLAubIo SaBATTIN Restaurazione italiana FIAT, la sconfitta operaia dellautunno 1980: alle origin’ della controrvolzione Uberista Roma, Manifestoibri, 2000 MAURIZIO ZiPPON Cisiamo! Opera, impiegat, preceri nella nuozse economia Milano, Mursia, 2000, “Quella dei perché & una catena, edi grado in grado possibile risalie dal singolo errore politico alla critica dell’ aii sin- daca di quest ltimi annie di qui llim- Postazione della lorta antifascist, su fino 2iprincipi medesimi del socialismo (.] ‘enuto il momento di fare la storia della vita politieae sindacale delimmediao ier Questo, ¢ solo questo, il compit polit co eculturale del presente. Bisogna npren- dere in mano die anni i gioenali di iso- luzioni, di azioni, di bataglie compiute; critical, crticare uomini e metodi trar- re le conseguenze”. Con queste parole Fortin commentava nel 1955 la clamorosa sconfita della Fiom-Cpil all elezion peri rinnovo dlle commission’ interne ala Fiat. Ladistanza, per non dire strane, della classe operai dalla buroceaza del sindaca- to si mostrava, in quella sconfta conse- quenza ed insieme arto d'accusa nei con Rassegna IT 389 fronti di un decennio di scelte, di metodi, di strategie politche imposte ¢ mai verifi= «ate; imponeva dunque una “catena di per- che", la ricostruzione storia e polities del- Viramediato iri per interpretare le ragioni clivuna sconfitea presente. Due libri da poco pubblicati sembrano iabiltare, mezzo secolo dopo, la medesi- sma volont intllertalee politica di reagi- ce alla crisi del sindscato con una verifica delle scelte, dei metodie delle responsabi- lita del suo immediato passat. II primo, scritto da Sabatini-Polo e pubblicato dal- la Manifestolibri, ricostrusce la sconfitta persia alla Fist dell'autuano 1980; il secondo, di Maurizio Zipponi, pubblicato dalla Mursia, analizea la trasformazione delle lotesindacal e dell'economia italia- ‘nan quest ‘ultimo decennio, Sono due libri ‘in qualche modo complementaril testo di Sabattini-Polo interpreta la seonfitta dei 35 iorni come inirio della restaurazionelibe- ‘stain Talia e come fine di un devennio di lout sindacaliepoltiche ad egemonia ope- ‘ail testo di Zipponi oppone alla deriva eoliberista,inaugurata da questa sconfitt, proposte vertenze, lore, come esempi di lana possibile alternaiva polities e sindaca- le allattuale strapotere dellimpresa, non- ché alla congiunta lacitanza del sindacsto. Restaurazione italiana ¢ un libro diviso in we part. Le prime due sono il resocon- to, metistrada fra oral bystoryedilrac~ conto diretto, dei 35 giorni di loa degli opera alla Fiat e del mondo politico contro il quale si scontrarono; 'utima parte, inti- tolata Vent“anni dopo, ®invece un'intervi- sta di Gabriele Polo 3 Claudio Sabattini sullerediie sul signficato politico di quel- la sconfiea Pud essere interessante notare Ia costruzione del libro perché sembra nascondere nella strutura il suo significa- to politico: quello di essere, in qualche modo, un'azione formale contro il con- trollo del blioimposto non solo dalle for- ze della restaurazione liberista, ma sopeat-