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5.

Metodi diretti
Rientrano tra i metodi diretti quelle metodologie valutative che determinano il
valore del capitale economico di una impresa facendo riferimento agli effettivi prezzi
espressi dal mercato per quote di capitale dell'azienda stessa o di aziende simili.

Nell'utilizzare tali metodi possiamo distinguere due diverse ipotesi:

1. l'impresa è quotata su una borsa valori: il prezzo che il mercato disposto a


pagare per delle quote dell'azienda può esser desunto dal prezzo di borsa
della stessa;
2. l'impresa non è quotata su una borsa valori: allora il prezzo che il mercato è
disposto a pagare per delle quote dell'impresa non è noto. In tali casi ci si
rifarà:
o ai prezzi di vendita pagati per aziende similari in tempi recenti (in
termini di settore e di grandezze economiche);
o ai prezzi di vendita pagati per la stessa azienda in tempi precedenti se,
ovviamente, l’impresa è stata oggetto di transazioni.
L'uso della quotazione di borsa dell'impresa è giustificata alla stregua della teoria
dell'efficienza informativa dei mercati, secondo la quale i prezzi di borsa riflettono
completamente ed istantaneamente tutte le informazioni rilevanti disponibili.
Quindi secondo tale approccio:

𝑃=𝑊

Anche se già si è visto che le componenti che determinano le suddette grandezze


sono diverse.

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FAMA: Un rilevante contributo alla teoria dell'efficienza informativa deriva dagli
studi di Fama il quale ammette che condizioni sufficienti, ma non necessarie,
affinché un mercato sia informativamente efficiente sono:

- l'assenza di costi di transazione;


- l'esistenza di completezza e di simmetria informativa;
- la presenza di aspettative omogenee razionali sui rendimenti attesi.
In pratica, l’esistenza di tali condizioni rendono nulle tutte quelle variabili, come
l’asimmetria informativa tra cedente e cessionario e l’abilità contrattuale delle
parti, che normalmente influenzano il processo di negoziazione causando un prezzo
di vendita diverso dal valore del capitale economico dell’impresa.

Sulla base di tali postulati, l'autore ha individuato tre diverse forme di efficienza:

a. efficienza in forma debole: i prezzi di mercato riflettono esclusivamente le


informazioni storiche sull'andamento degli stessi;
b. efficienza in forma semiforte: i prezzi di mercato riflettono, oltre alle
informazioni storiche sull'andamento degli stessi, anche quelle di dominio
pubblico (bilanci di società, servizi di borsa telematici, notizie di stampa ecc.);
c. efficienza in forma forte: i prezzi di mercato riflettono tutti i tipi di
informazioni, pubbliche o private che siano.
Se il mercato è efficiente da un punto di vista informativo allora i rendimenti
conseguiti dagli investitori sono pari a quelli attesi, ossia non si può “battere” il
mercato. In altre parole, il prezzo dell’impresa eguaglia perfettamente il valore
attuale dei flussi di dividendo che la stessa sarà in grado di generare in futuro, ossia,
il prezzo di borsa dell’azienda coincide con il valore del capitale economico della
stessa.
IL MERCATO È EFFICIENTE DA UN PUNTO DI VISTA INFORMATIVO E SE SI DI CHE
TIPO DI EFFICIENZA SI PUÒ PARLARE? Dipende da quali sono le informazioni
“rilevanti” per determinare il prezzo del titolo.
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Empiricamente è possibile dimostrare che se le informazioni rilevanti per la
definizione del prezzo di un titolo sono quelle storiche riguardanti le precedenti
fluttuazioni del titolo considerato e quelle pubbliche (bilanci dell’impresa, notizie di
stampa ecc.) allora mercato è efficiente da un punto di vista informativo. Quindi il
mercato dei capitali, empiricamente, presenta una efficienza semiforte.
MA
Se le informazioni rilevanti per la definizione del prezzo di un titolo sono anche
quelle private, spesso fruibili da pochi che operano all'interno dell'azienda, allora il
mercato non riesce ad essere efficiente da un punto di vista informativo e il prezzo
di borsa dell’impresa non coinciderà più con il valore del capitale economico della
stessa. La riprova di ciò è rappresentata dal fenomeno dell’”insider trading” con il
quale si è dimostrato che l'utilizzo di informazioni riservate permette di “battere” il
mercato e di ottenere rendimenti superiori a quelli attesi. Infatti, chi ha delle
informazioni riservate su una azienda conosce il reale valore del capitale economico
della stessa e, quindi, il suo reale prezzo. Sulla base di tali informazioni può ottenere
dei guadagni superiori a quelli attesi vendendo le quote dell’azienda se questa è
sopravvalutata rispetto al suo reale valore oppure acquistarle se è sottovalutata.
In conclusione, se esistono delle informazioni riservate rilevanti per determinare il
vero valore dell’impresa il mercato probabilmente non sarà capace di coglierle e,
quindi, il prezzo di borsa dell’impresa non esprimerà il reale valore del capitale
economico della stessa.
Presupposto ciò, i metodi valutativi diretti si distinguono in due grandi categorie:

1. i metodi diretti in senso stretto;


2. i metodi diretti basati sui multipli, detti anche “Comparison Approach”.

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5.1 Metodi diretti in senso stretto
I metodi diretti in senso stretto si articolano in due categorie a seconda che l'azienda
da valutare sia o meno quotata presso una borsa valori.

Nel caso in cui si consideri una azienda quotata il capitale economico dell'impresa
oggetto di valutazione sarà:

𝑊 = ∑ 𝑃𝑖 ∙ 𝑚𝑖
𝑖=1

Dove:

W è il valore del capitale economico;

Pi è il prezzo di mercato di una singola azione della tipologia “i” (ordinaria,


privilegiata, di risparmio)

mi è il numero di azioni della tipologia “i”

ESEMPIO ENI: Eni ha un numero massimo di azioni ordinarie pari a 4.005.358.876.

Se avessimo dato l'azienda Eni al 31/12/2007, il prezzo in quel giorno sarebbe stato
pari a € 25,05.

Moltiplicando questo prezzo del numero di azioni si ottiene un valore di circa 100,3
miliardi di euro:

𝑊′𝐸𝑛𝑖 = 25,05 ∙ 4.005.358.876 = 100,3 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜

Qualora si prendesse non il prezzo dell'azienda al 31/12/2007 ma il prezzo medio di


dicembre 2007 si otterrebbe una quotazione di borsa pari a € 24,67 per azione.
Moltiplicando questo prezzo per il numero di azioni c'è che non valore di 98,8
miliardi di euro:

𝑊′′𝐸𝑛𝑖 = 24,67 ∙ 4.005.358.876 = 98,8 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜

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Qualora si prendesse non il prezzo medio di dicembre 2007 ma la media di tutti i
prezzi dell'azione Eni dalla 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007, si otterrebbe una
quotazione di borsa pari a € 25,15 per azione che, moltiplicato per il numero di
azioni, da un valore pari a 100,6 miliardi di euro:

𝑊′′𝐸𝑛𝑖 = 25,15 ∙ 4.005.358.876 = 100,6 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜

L'esempio proposto evidenzia tutti i limiti del metodo diretto in senso stretto. In
particolare:

1. mancanza di stabilità: a seconda del momento in cui viene effettuata la


valutazione si giungerà ad una diversa stima del capitale economico.
2. Mancanza di razionalità: i prezzi del mercato non sempre danno una corretta
valutazione del titolo.
3. mancanza di neutralità: il soggetto che attua la valutazione si troverebbe a
dover scegliere:
o il tipo di prezzo da considerare qualora siano presenti piazze diverse;
o l'arco di tempo al quale le quotazioni debbono riferirsi (giorno,
settimana, mese, anno);

E SE L’AZIENDA CONSIDERATA NON È QUOTATA IN UNA BORSA VALORI?

Nel caso in cui l'azienda non sia quotata in una borsa valori il valore del suo capitale
viene stimato come media aritmetica semplice o ponderata dei valori economici
assunti da una campione di aziende quotate simili, per caratteristiche qualitative e
quantitative, a quella oggetto di valutazione.

Matematicamente, se il campione è costituito da n imprese:

∑𝑛𝑖=1 𝑊𝑖𝑠 ∙ 𝑝𝑖
𝑊=
∑𝑛𝑖=1 𝑝𝑖

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Dove:

W è il valore del capitale economico

Wis il valore del capitale economico dell’azienda campionaria i-esima.

pi sono i "pesi" attribuire a ciascuna azienda campionaria.

ESEMPIO: si consideri un'azienda non quotata (azienda omega) che è simile per
dimensione, risultati economici e struttura finanziaria altre tre aziende che operano
nel suo stesso settore e che chiameremo alfa, beta e gamma. Queste ultime sono
state negli ultimi tre anni vendute tutte per un prezzo pari a 100. Per cui:

𝑊𝑎𝑙𝑓𝑎 = 𝑊𝑏𝑒𝑡𝑎 = 𝑊𝑔𝑎𝑚𝑚𝑎 = 100

l'organo di governo dell'impresa omega desidera stimarne il valore. Non essendo


quest'ultima quotata si rifarà al prezzo di vendita delle aziende alfa, beta e gamma
utilizzando il metodo diretto in senso stretto. Attribuendo lo stesso peso a ognuna
delle suddette aziende, il valore del capitale economico dell’azienda omega sarà:

𝑊𝑎𝑙𝑓𝑎 + 𝑊𝑏𝑒𝑡𝑎 + 𝑊𝑔𝑎𝑚𝑚𝑎 300


= = 100
3 3

Anche in tal caso sono evidenti i limiti del metodo utilizzato, in particolare la
mancanza di neutralità: il soggettò valutatore dovrà scegliere soggettivamente il
tipo di media (aritmetica, ponderata) da utilizzare e quali imprese includere nel
campione.

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5.2 Metodi diretti basati sui multipli
I metodi basati sui multipli si possono distinguere in due tipi:

1. equity side: conducono alla stima del valore della capitale economico in via
diretta e immediata
2. asset (o entity) side: conducono alla stima del valore del capitale economico,
in via indiretta e mediata, per differenza tra il valore economico delle attività
(firm value) ed il valore di mercato dei debiti finanziari.
In quest’ultimo caso si predispone il seguente Stato Patrimoniale AD VALOREM
(ossia dove il totale dell’attivo è pari a quello del passivo):

STATO PATRIMONIALE A VALORI ECONOMICI

ENTERPRISE VALUE D

O valore di mercato del debito

FIRM VALUE W

(valore di mercato degli valore di mercato del capitale


assets) proprio

La stima del valore del capitale economico dell’impresa passa prima per il calcolo
del valore di mercato degli assets a cui successivamente si sottrae il valore di
mercato dei debiti finanziari, ottenendo così W.

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a) I metodi diretti basati sull’approccio equity side
i metodi diretti fondati sull'approccio equity side trovano fondamento nella
seguente uguaglianza:

𝑊 𝑃
( ) =( )
𝑘 𝑇 𝑘 𝑐

Dove:

𝑊
( 𝑘 ) è il moltiplicatore dell'azienda oggetto di stima, determinato rapportando il
𝑇

valore del capitale economico dell’impresa oggetto di valutazione (WT) e una


grandezza della stessa (kT) espressiva del valore dell'azienda ( utile, cash flow,
fatturato, ecc.);

𝑃
(𝑘 ) è il moltiplicatore di un campione di imprese simili, per caratteristiche
𝑐

qualitative e quantitative, a quella oggetto di valutazione, costruito ponendo a


rapporto la media dei prezzi di mercato di tali imprese (Ps) con la media dei valori
assunti in ciascuna delle imprese campionarie dalla medesima grandezza K utilizzata
nel moltiplicatore dell’impresa target, detta per questo (kc).

NOTA BENE: Tale ultima componente evidenzia quanto il processo valutativo anche
nel caso del metodo diretto basato sui multipli si presti a elementi di soggettività: è
il perito che effettua la valutazione che determina quale tipo di media utilizzare (tra
la media aritmetica, la media ponderata e la mediana) per calcolare il moltiplicatore
delle imprese campionarie; è il perito che scegli quante e quali imprese includere nel
campione.

In tal senso, è facile presumere che soggetti diversi risponderanno in maniera


diversa a tali domande giungendo a valutazioni diverse del capitale economico
dell’impresa.

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Da tale formula, mediante successivi passaggi algebrici, si ottiene che:

𝑃
𝑊𝑇 = ( ) ∙ 𝑘 𝑇
𝑘 𝑠

Dove i simboli assumono il significato già noto.

Ecco allora che la stima del valore della capitale economico dell'impresa richiede
innanzitutto di scegliere il tipo di grandezza che andrà posta al denominatore dei
suddetti moltiplicatori. In tal senso si può far ricorso a diversi grandezze: reddito
netto, reddito operativo, flusso di cassa, patrimonio netto, fatturato e così via.

Quindi, si parlerà di:

- Price/earnings (P/E), se la grandezza ks è rappresentata dall'utile netto medio


atteso;
- Price/cash flow (P/CF), se la grandezza ks è rappresentata dal flusso di cassa
levered o unlevered;
- Price/sales (P/S), se la grandezza ks è rappresentata dal fatturato;
- Price /book value (P/BV), se la grandezza ks è rappresentata dal valore inscritto
in bilancio (di libro) del patrimonio netto.

ESEMPIO: si consideri un'azienda che opera nel settore della metallurgia e che
chiameremo azienda omega. Volendo stimare il valore del capitale economico di
tale impresa attraverso il metodo dei multipli secondo l’approccio equity side,
andremo a considerare il moltiplicatore price to earnings di 4 aziende, che
chiameremo A, B, C e D e che operano nel medesimo settore dell’azienda omega:

𝑃𝐴 𝑃𝐵 𝑃𝐶 𝑃𝐷
=2; =8; =4; =6
𝐸𝐴 𝐸𝐵 𝐸𝐶 𝐸𝐷

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Facendo la media dei quattro indicatori si ottiene il moltiplicatore di mercato del
𝑃
campione di imprese considerato, che chiameremo ( ) , per cui:
𝐸 𝑐

𝑃 2+4+6+8
( ) = =5
𝐸 𝑐 4

Supponiamo ora che l’utile dell’impresa target sia pari a 100, si ottiene:

𝑊𝑜𝑚𝑒𝑔𝑎 = 5 ∙ 100 = 500

Ovviamente, se invece dell’utile netto si fosse considerato il fatturato avremmo


dovuto considerare l’ammontare di vendite di omega.

LA DOMANDA CHE CI DOVREMMO PORRE A TAL PUNTO È: ESISTE UN MULTIPLO


MIGLIORE DEGLI ALTRI?

In realtà no. Ogni multiplo presenta pregi e difetti. In linea generale:

MULTIPLO PREGI DIFETTI

l'utile è frutto di politiche di bilancio e


è influenzato dal regime fiscale del
paese nel quale le imprese operano.
è più facile da reperire e Quindi, se si considerano imprese che
PRICE TO EARNING
applicare operano in paesi differenti vi è la
possibilità che presentino un P/E
differente solo perché soggetti a un
diverso sistema tributario.

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presentando una variabilità più
accentuata dei redditi si può
sono meno soggetti a politiche commettere l'errore di scegliere valori
PRICE TO CASH FLOW
di bilancio dei flussi di cassa non rappresentativi
l’andamento medio normale atteso
degli stessi

non rispecchia l'efficienza


non è soggetto politiche di
dell'impresa:
bilancio
PRICE TO SALES potrei avere un fatturato enorme ma
può essere applicato per le
anche dei costi elevati con quindi una
società in perdita
perdita*

può essere applicato alle presenta gli stessi svantaggi del PRICE
PRICE TO BOOK VALUE
aziende in perdita TO EARNING DATO CHE LO CONTIENE

* pertanto due imprese con il medesimo fatturato potrebbe essere lo stesso molto
diverse l’una dall’altra.

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b) I metodi diretti basati sull’approccio asset side
L’approccio asset side determina il valore del capitale economico dell’impresa
passando prima per il calcolo de valore di mercato degli assets (firm value) a cui, poi,
si sottrae il valore di marcato dei debiti ottenendo così W.

Tale metodo trova fondamento nella seguente eguaglianza:

𝑊+𝐷 𝑃+𝐷
( ) =( )
𝑘 𝑇 𝑘 𝑐

Dove ai simboli noti si aggiungono:

DT che rappresenta il valore di mercato dei debiti finanziari dell’azienda target;

Dc che rappresenta la media (aritmetica , ponderata, la mediana ecc.) dei valori di


mercato dei debiti delle imprese campione assunte per la valutazione.

Il valore del capitale economico sarà, in tal caso:

𝑃+𝐷
𝑊𝑇 = [( ) ∙ 𝑘 𝑇 ] − 𝐷𝑇
𝑘 𝑐

Per quel che riguarda la scelta della grandezza ks, è da dire che tra le molteplici
grandezze economico finanziarie utilizzabili, la dottrina predilige:

- MOL (EBITDA)
- Reddito operativo (EBIT)
Ne deriva che i moltiplicatori più impiegati sono:

𝐹𝑉
𝑓𝑖𝑟𝑚 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑒 𝑡𝑜 𝐸𝐵𝐼𝑇 =
𝐸𝐵𝐼𝑇

e:

𝐹𝑉
𝑓𝑟𝑖𝑚 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑒 𝑡𝑜 𝐸𝐵𝐼𝑇𝐷𝐴 =
𝐸𝐵𝐼𝑇𝐷𝐴

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3.3.1 Confronto tra i moltiplicatori
I moltiplicatori asset side sono, rispetto a quelli equity side, meno soggetti a
politiche di bilancio e scontano l’effetto che i diversi regimi fiscali.

3.3.2 Una possibile classificazione dei multipli

Spesso i multipli vengono distinti


in :

TRAILING
LEADING
vengono stimati sulla base sui dati storici.
vengono stimati sulla vase dei valori attesi
ESEMPIO: Nel determinare il multiplo P/E
ESEMPIO: Nel determinare il multiplo P/E
verranno considerati, per il numeratore, le
verranno considerati, per il numeratore, la
quotazioni che le imprese campionarie
quotazione di borsa attesa delle imprese
hanno avuto negli anni precedenti, per il
campionarie, per il denominatore, l'utile
denominatore, l'utile che le stesse hanno
atteso d'esercizio delle stesse.
conseguito negli ultimi esercizi

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3.3.3 Esercizio Petrochina
Petrochina è un'azienda pubblica cinese operante nel settore petrolifero che nel
novembre 2007 ha deciso di quotarsi sulla borsa di Shangai.

Al momento dell'ingresso in borsa era quotata 1000 miliardi di dollari e, grazie


questo valore, è divenuta sin da subito l'azienda con la capitalizzazione di borsa più
elevata al mondo, seguita al secondo posto dal gruppo Exxon Mobil Corp. con 480
miliardi di dollari.

LA DOMANDA CHE SI PONE È SE LA CAPITALIZZAZIONE DI BORSA DEL 2007 DI 1000


MILIARDI DI DOLLARI RISPECCHIAVA IL REALE VALORE DEL CAPITALE ECONOMICO
DELL'IMPRESA.

Adottando il metodo dei multipli secondo l'approccio equity side il valore del
capitale economico di Petrochina può esser stimato come pari a:

𝑃
𝑊 = ( ) ∙ 𝐸𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶.
𝐸 𝑐

Dove:

𝑃
(𝐸 ) rappresenta il price to earnings di un campione di imprese operanti nel settore
𝑐

petrolifero.

EPETROC. rappresenta l'utile netto di Petrochina.

COME STIMARE TALI VALORI?

Volendo rifarci ai dati storici andremo a considerare il price to earnings del 2007 di
ciascuna delle sottoindicate 14 aziende operanti nel settore petrolifero che
andranno a formare il nostro campione di imprese.

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AZIENDA PRICE TO EARNING

ROYAL D. SHELL 7,9

ENI 9,15

TOTAL 9,28

CONOCO 8,29

EXXON 11,98

BRITISH PETROLIUM 11,16

REPSAL 8,87

MARATON 10,92

HESS 17,65

STATOIL 12,21

PTT 10,83

CHEVRON 10,12

IMPERIAL OIL 13,75

BG GROUP 78,81

Quindi, per ognuna delle suddette società petrolifere si dispone del P/E trailing. Il
𝑃
price to earning che andremo a considerare ( ) sarà una media dei precedenti. Ma
𝐸 𝑐

quale media utilizzare? La media aritmetica, la media ponderata o la mediana?

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Analizzando i dati si può vedere che essi sono tutti circoscritti a un certo intervallo,
tranne il valore della BG GROUP che è pari a 78,81. La presenza di tale valore
(outlier) spinge a non calcolare la media matematica o ponderata bensì la mediana
in grado di eliminare l'influenza dei dati estremi e, probabilmente, non veritieri.

quindi avremo:

14 + 1
𝑀= = 7,5
2

ordinando i precedenti dati dal più piccolo al più grande si ottiene che la settima
osservazione è 10,92 mentre l'ottava è 10, 83. si ottiene così:

𝑃 10,92 + 10, 83
( ) = = 10,88
𝐸 𝑐 2

se volessimo considerare, nonostante il valore assunto dalla BG GROUP, la media


aritmetica si otterrebbe:

𝑃 7,9 + 9,15 + ⋯ + 78,8


( ) = = 15,78
𝐸 𝑐 14

Ai fini della stima del capitale economico dell'impresa occorre ancora determinare
l'utile netto di quest'ultima. A tale riguardo è noto che la Petrochina ha registrato
dalla 2007 al 2009 i seguenti utili netti normalizzati (ossia depurati delle politiche di
bilancio e delle componenti straordinarie):

ANNO utile netto normalizzato

2007 21.464 milioni di dollari

2008 20.870 milioni di dollari

2009 19.395 milioni di dollari

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Tali valori, seppur depurati dalle politiche di bilancio dalle componenti straordinarie
di reddito, devono altresì essere indicizzati al fine di tener conto dell'inflazione.

I coefficiente di rivalutazione monetaria che utilizzerò a tale scopo sono presenti sul
sito dell'Istat, per cui:

COEFFICIENTE DI RIVALUTAZIONE
ANNO
MONETARIA

2007 1

2008 1,05

2009 1,1

Una volta tenuto conto anche della rivalutazione monetaria avremo un reddito
medio normalizzato indicizzato pari a 21.680.

il valore del capitale economico di Petrochina sarà pari, quindi, a:

𝑊𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶. = 21.680 ∙ 10,88 = 235 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖

qualora volessi utilizzare la media matematica dei price to earning si otterrebbe:

𝑊𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶. = 21.680 ∙ 15,78 = 342 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖

Ne deriva che in ogni caso vi sarebbe una forte differenza tra il prezzo espresso dal
mercato pari a 1000 miliardi di dollari e il valore calcolato attraverso i metodi diretti
basati sui multipli. A prima vista, quindi, si potrebbe concludere che il mercato ha
sopravvalutato il valore di Petrochina.

Al fine di verificare la eventuale sopravvalutazione del valore dell’impresa da parte


del mercato andremo a calcolare il valore del capitale economico di Petrochina
anche attraverso l'approccio entity side. In tal caso:
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𝐹𝑉
𝑊𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶. = [( ) ∙ 𝐸𝐵𝐼𝑇𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶. ] − 𝐷𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶.
𝐸𝐵𝐼𝑇 𝐶

Per quanto riguarda il multiplo di mercato del campione di imprese, disponendo del
rapporto FV/EBIT per ciascuna delle imprese campionarie nel 2007, si ottiene:

 Utilizzando la mediana:
𝐹𝑉
( ) = 6,65
𝐸𝐵𝐼𝑇 𝐶
 Utilizzando la media aritmetica:
𝐹𝑉
( ) = 9,55
𝐸𝐵𝐼𝑇 𝐶

essendo il reddito operativo di Petrochina pari a 29.691 miliardi di dollari e i debiti


della stessa pari a 10.200 miliardi di dollari, si ottiene:

𝑊𝑃𝐸𝑇𝑅𝑂𝐶. = (21.691 ∙ 6,65) − 10200 = 187 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑙𝑙𝑎𝑟𝑖

utilizzando la media anziché la mediana si otterrà un valore pari a 273 miliardi di


dollari.

Ricapitolando, utilizzando diversi metodi diretti si ottiene:

 una valore minimo pari a 187 miliardi di dollari


 un valore massimo pari a 342 miliardi di dollari

i restanti valori sono tutti compresi in questo range. Essendo il prezzo di Borsa
dell'impresa pari a 1000 miliardi di dollari si può concludere che il mercato ha nel
2007 sopravvalutato il valore di Petrochina. La riprova di ciò è dovuta al fatto che nel
maggio del 2008 la capitalizzazione di borsa di Petrochina è scesa a 251 miliardi di
dollari, in linea con quanto stimato attraverso i metodi diretti. Il mercato nel tempo
sia soltanto adattato alla giusta valutazione.

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Questa valutazione evidenzia altresì come Prezzo e Capitale Economico siano due
quantità differenti essendo la prima influenzata anche da fattori di natura
psicologica.

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