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IL NUOVO SISTEMA

PENSIONISTICO

1 Il nuovo sistema pensionistico Pensplan


Come cambia la previdenza

• LA RIFORMA IN SINTESI

• DUE TIPI DI TRATTAMENTO: PENSIONE DI VECCHIAIA E PENSIONE ANTICIPATA

• ESTENSIONE DEL SISTEMA CONTRIBUTIVO A TUTTI I LAVORATORI

• PENSIONI E SPERANZA DI VITA

• LA NUOVA NORMA E LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

LA RIFORMA IN SINTESI

Cambiare, per un welfare più sostenibile


La crisi finanziaria ed economica, l’evoluzione demografica, i ritardi nella crescita del nostro Paese ed il continuo confronto
con obiettivi ed orizzonti europei hanno accelerato e reso ancora più necessario un profondo ripensamento del sistema
previdenziale italiano. Dal 1° gennaio 2012, con l’entrata in vigore della legge 214/2011 (il cui testo completo è
­disponibile all’interno della sezione “Normativa” del PIN, Pensplan Information Network), il governo Monti non si è limitato
ad operare dei cambiamenti nell’ottica di una maggiore austerità, ma ha introdotto una riforma, per la prima volta struttu­
rale, del sistema pensionistico.

Le principali novità previste dall’art. 24 della nuova legge possono essere sintetizzate con quattro concetti chiave:

1. la modifica dei requisiti per la pensione di vecchiaia


2. l’introduzione della pensione anticipata
3. l’estensione del sistema contributivo a tutti i lavoratori
4. l’aggancio dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

La norma non ha carattere retroattivo e quindi non si applica a coloro che hanno già maturato i requisiti pensionistici entro
il 31.12.2011 (o che li matureranno per vecchiaia nel corso del 2012, grazie all’eliminazione delle cosiddette finestre).

2 Il nuovo sistema pensionistico Pensplan


DUE TIPI DI TRATTAMENTO

Pensione di vecchiaia e pensione anticipata


La riforma prevede due diversi tipi di trattamento: pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

La pensione di vecchiaia è un trattamento pensionistico che si ottiene al raggiungimento di una determinata età anagrafica,
per la prima volta unificata per uomini e donne di tutti i settori lavorativi, e fissata a 66 anni.
La riforma prevede un periodo di “armonizzazione” dal 2012 al 2018, che trovi riassunto di seguito in un’apposita tabella,
che consente alle lavoratrici dipendenti del settore privato ed alle lavoratrici autonome di beneficiare di un adeguamento
progressivo ma graduale dell’età anagrafica necessaria.
A partire dal 2021 l’età pensionabile sarà ulteriormente innalzata a 67 anni.
I limiti d’età rappresentano però soltanto dei requisiti minimi, a partire dai quali il sistema assicura al lavoratore/alla lavora­
trice la massima flessibilità. Sarà un diritto di tutti i cittadini/le cittadine scegliere liberamente di proseguire l’attività
lavorativa fino all’età di 70 anni (con mantenimento del posto di lavoro), beneficiando così di coefficienti di trasformazione
più favorevoli, che si tradurranno in una pensione più elevata.

Di seguito un riepilogo dei requisiti anagrafici minimi previsti da quest’anno:

tutti settore settore settore =


settori pubblico privato autonomo
63 anni =
2012 62 anni e 6 mesi
63 anni 64 anni
2014 e 6 mesi e 6 mesi
66 anni 66 anni
65 anni
2016 65 anni e 6 mesi

2018 66 anni 66 anni

2021 67 anni 67 anni 67 anni 67 anni

La pensione anticipata è un tipo di trattamento alternativo alla pensione di vecchiaia, che si ottiene al raggiungimento di
un determinato numero di anni di contribuzione e permette il pensionamento anticipato a coloro che non hanno ancora
raggiunto l’età anagrafica minima prevista dalla legge.

Questi i requisiti minimi previsti dalla legge per la pensione anticipata:

42 anni 41 anni =
2012 e 1 mese e 1 mese
=
2013 42 anni 41 anni
e 2 mesi e 2 mesi

2014 42 anni 41 anni


e 3 mesi e 3 mesi

3 Il nuovo sistema pensionistico Pensplan


Per i lavoratori/le lavoratrici con contribuzione antecedente il 31.12.1995 che decidono di uscire dal mondo del lavoro
mediante ricorso a pensionamento anticipato prima dei 62 anni, la manovra prevede però una penalizzazione, sottoforma
di un taglio sulla pensione pari all’1% per ciascuno degli ultimi due anni che mancano ai 62 (chi esce a 60 anni quindi ha un
taglio del 2% complessivo) e pari al 2% per ogni anno inferiore ai 60.

Per i lavoratori/le lavoratrici iscritti/e al sistema pensionistico dopo il 1° gennaio 1996, la pensione anticipata può essere
conseguita all’età di 63 anni (con 3 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia), qualora si possano vantare almeno
20 anni di contribuzione ed un trattamento pensionistico non inferiore a 2,8 volte l’ammontare mensile dell’assegno sociale.

La riforma introduce poi una serie di deroghe rispetto ai requisiti ordinari per alcune categorie di lavoratori/lavoratrici, ai/
alle quali si applicano particolari clausole di salvaguardia:

• lavoratori/lavoratrici dipendenti nati/e nel 1951-52: gli uomini che entro la fine del 2012 maturano il requisito
pensionistico sulla base del vecchio sistema delle quote (quota 96) e le donne del settore privato che
raggiungono almeno 20 anni di contribuzione e 60 anni di età potranno andare in pensione a 64 anni;

• donne che optano per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo (a condizione che entro
il 31.12.1995 possiedano meno di 18 anni di contributi) e con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni
potranno andare in pensione al compimento di un’età di almeno 57 anni (dipendente) o 58 anni (autonome);

• lavoratori/lavoratrici collocati in mobilità breve o lunga per effetto di accordi stipulati entro il 04.12.2011,
lavoratori/lavoratrici titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà, lavoratori/lavoratrici
autorizzati/e alla prosecuzione volontaria della contribuzione, ovvero oggetto di “esonero dal servizio” alla
data del 04.12.2011 potranno andare in pensione con il vecchio regime delle quote;

• lavoratori/lavoratrici impiegati/e in cosiddette attività usuranti (cd. lavori usuranti) potranno andare in
pensione con il vecchio regime delle quote.

ESTENSIONE DEL SISTEMA CONTRIBUTIVO A TUTTI I LAVORATORI

Un sistema di calcolo uguale per tutti


L’art. 24 della richiamata legge 214/2011 sancisce l’abbandono pro futuro del sistema retributivo. Dal 1° g­ ennaio 2012
infatti la pensione sarà calcolata per tutti esclusivamente sulla base del sistema contributivo. Il cambiamento inte­ressa i
lavoratori/le lavoratrici ancora in regime retributivo, ovvero coloro che potevano vantare almeno 18 anni di contributi al
31.12.1995, per i quali il sistema retributivo si applicherà solo fino al 31.12.2011, mentre alle annualità successive verrà
applicato il sistema contributivo.

Per effettuare una simulazione sugli effetti della riforma Monti-Fornero, ti invitiamo a consultare l’apposita sezione dedicata
ai calcolatori sul PIN.

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PENSIONI E SPERANZA DI VITA

Gli adeguamenti per tutelare il futuro


Uno dei principi ispiratori della manovra Monti è il riequilibrio finanziario, anche e soprattutto mediante il tentativo di non
compromettere il cosiddetto patto generazionale con le generazioni future, trasferendo su quest’ultime tutto il costo della
riforma.

La riforma del sistema pensionistico tende ad alzare sempre di più l’età pensionabile. Dal momento che si vive più a lungo,
occorre uscire dal mondo del lavoro più tardi. Una delle novità introdotte consiste proprio nell’aggancio automatico dei
requisiti anagrafici e contributivi necessari per andare in pensione alla speranza di vita rilevata periodicamente dall’Istat.

Il primo adeguamento, che prevede uno slittamento dei requisiti pensionistici di 3 mesi, scatterà a partire dal 1° gennaio
2013 e avrà inizialmente cadenza triennale, mentre successivamente al 2019 gli adeguamenti avverranno ogni 2 anni.

LA NUOVA NORMA E LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Iscriversi ad un fondo pensione conviene ancora


Nonostante la riforma preveda una permanenza al lavoro maggiore, legata all’allungamento della vita che avrà l’effetto di
ridurre almeno in parte il cosiddetto gap pensionistico, ovvero la parte di risparmio che deve essere colmata attraverso il
ricorso a strumenti integrativi, la previdenza complementare continua a mantenere invariati alcuni vantaggi economici e
fiscali per i lavoratori. Anzi la stessa manovra richiama espressamente la previdenza complementare come elemento indi-
spensabile per il proprio futuro previdenziale.

• DEDUZIONI FISCALI
La normativa relativa alle forme di previdenza complementare prevede la possibilità di dedurre fiscalmente
tutti i contributi versati in favore del fondo da parte del lavoratore/della lavoratrice e del datore/della datrice
di lavoro (con esclusione del TFR) fino a 5.164,57 euro annuali (valido per il settore privato).

• TASSAZIONE PIÙ BASSA


I fondi pensione continuano ad essere tassati con un’aliquota dell’11% sul risultato di gestione, mentre tutti
gli altri strumenti finanziari (ad eccezione dei titoli di stato italiani ed equiparabili) a partire dal 1° gennaio
2012 sono soggetti a tassazione sulle rendite finanziarie con aliquota pari al 20%.

• NESSUNA IMPOSTA DI BOLLO


I fondi pensione ed i fondi sanitari sono esentati dal pagamento dell’imposta di bollo, a differenza degli
altri strumenti finanziari, compresi quelli non soggetti ad obblighi di deposito, come buoni fruttiferi postali,
polizze assicurative, gestioni patrimoniali ecc., che a partire dal 1° gennaio 2012 saranno colpiti dalla
corrispondente imposta di bollo sul deposito titoli.

5 Il nuovo sistema pensionistico Pensplan


• PARTE DEI CONTRIBUTI OBBLIGATORI DESTINATI AI FONDI PENSIONE
La legge (art. 24, comma 28) riconosce la possibilità di destinare parte dei contributi previdenziali
­­obbligatori alla previdenza complementare, col vantaggio di poter godere del rendimento della caratteristica
gestione finanziaria.

• I RENDIMENTI
I fondi pensione permettono un’elevata protezione del proprio capitale pensionistico, grazie al fatto che la
normativa stessa prevede particolari misure di contenimento del rischio. Tale approccio ha permesso alle
forme pensionistiche complementari di ottenere rendimenti stabili nei confronti di altre forme di investimento
che nel lungo periodo risultano più elevati della rivalutazione del TFR.

Inoltre l’introduzione di una campagna annuale d’informazione obbligatoria, rivolta a tutti i lavoratori/le lavoratrici, aiuterà
a promuovere una maggiore consapevolezza, specie fra le giovani generazioni, ed a sensibilizzarle sull’importanza di
risparmiare oggi per il futuro. La legge prevede infatti che ogni anno ciascun lavoratore/lavoratrice riceva dal proprio ente
previdenziale di riferimento una comunicazione contenente tutte le informazioni sulla propria posizione pensionistica.

A questi aspetti bisogna poi aggiungere gli ulteriori incentivi previsti dal nostro ordinamento regionale attraverso
l’intervento di Pensplan:

• LE PROVVIDENZE
La Regione Trentino - Alto Adige/Südtirol si impegna da un lato a sostenere i versamenti in
presenza di situazioni di difficoltà economica e dall’altro a garantire il trattamento pensionistico.
In caso di ­mancata contribuzione da parte del datore/della datrice di lavoro, la Regione, mediante Pensplan,
mette a disposizione anche un servizio di assistenza legale gratuita.

• CONSULENZA
Un ulteriore vantaggio della previdenza complementare regionale è dato dal supporto informativo e
dall’assistenza amministrativa diffusa in maniera capillare su tutto il territorio regionale, grazie agli oltre
100 Pensplan Infopoint istituiti in collaborazione con i patronati (ed i caf) partner di Pensplan.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti a proposito delle novità introdotte dalla riforma del sistema previdenziale,
gli esperti Pensplan sono a tua disposizione.

A proposito di Pensplan Information Network (PIN)


Il Pensplan Information Network (PIN) è la tua nuova piattaforma di servizi di informazione, consulenza e formazione
­continua in materia previdenziale che ti affiancherà quotidianamente nel tuo lavoro.
Il PIN è riservato esclusivamente ai partner delle realtà legate al progetto Pensplan (parti sociali, consulenti, banche ed as­
sicurazioni locali, datori di lavoro, fondi pensione, uffici ed enti previdenziali). Puoi accedere ai servizi di informazione, con­
sulenza e formazione via web dal sito http://pin.pensplan.com in apposita area riservata. Quest’area necessita di codici
personali di accesso (nome utente e password) che vengono fatti pervenire ai partner del PIN previa iscrizione alla rete.

6 Il nuovo sistema pensionistico Pensplan


Il tuo piano per la vita.

Pensplan Centrum S.p.A.


Tel. 0461 274806
(oppure 0471 068796 per le chiamate in lingua tedesca)
PINexpert@pensplan.com
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