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Con la conoscenza sempre pi� approfondita del fenomeno, nel tempo sono stati

proposti da autori diversi neologismi sostitutivi del termine "ipnosi", ma nessuno


finora ha avuto fortuna come il vecchio termine. I concetti che si avvicinano molto
a quello che oggi si pensa essere l'ipnosi, sono forse quelli proposti da A. Romero
nel 1976 di "eidosi"[18], fatto derivare dal greco �idos (aspetto, figura) e da G.
Tirone 2005 di "geniosi"[19] (potenzialit� dell'immaginazione creativa).

Nella XIV edizione dell'Enciclopedia Britannica, anno 1954, venne pubblicata una
delle prime definizioni di ipnosi su base scientifica. L'autore era Milton H.
Erickson (1901-1980), uno psichiatra diventato famoso soprattutto per i suoi studi
sull'ipnosi clinica avendo pubblicato complessivamente oltre 150 articoli
sull'argomento nell'arco di 60 anni di lavoro e ricerca. Erickson ha definito
l'ipnosi come un tipo molto particolare di comportamento complesso e insolito, ma
normale, che in condizioni opportune pu� essere sviluppato probabilmente da tutte
le persone comuni e anche dalla gran parte di quelle che hanno problemi di salute.
Si tratta principalmente di una speciale condizione sia psicologica sia neuro-
fisiologica nella quale la persona funziona in un modo speciale, un modo in cui la
persona pu� pensare, agire, e comportarsi come nel normale stato di coscienza o
anzi anche meglio, grazie all'intensit� della sua attenzione e alla forte riduzione
delle distrazioni. In questa situazione focalizzata, la persona che sta funzionando
ipnoticamente non solo mantiene la capacit� di usare la volont� o la ragione, ma
dimostra anche di essere meno manipolabile, al punto che non � in alcun modo
possibile costringerla ad agire contro il suo volere.
Anzi, gli stessi fallimenti dell'ipnositerapia dimostrano che a volte � difficile
persino raggiungere gli obiettivi che pure si desiderano fortemente. La sola
relazione ipnotica utile tra ipnotista e soggetto ipnotico � quindi quella basata
su una profonda e sincera collaborazione al fine di raggiungere gli obiettivi
personali dell'interessato. Dato che l'esperienza ipnotica � molto individuale,
essa mantiene un carattere inesplicabile e affascinante, ma per questo stesso
motivo continua a rimanere esposta a persone che cercano di sfruttarla in direzioni
non scientifiche e anche a sperimentatori con buone intenzioni, ma privi di una
competenza ipnotica sufficiente. Ci� vale anche per chi opera in ambito clinico con
l'ipnosi come infermieri, operatori sociali, ipnologi-hypnotherapist, medici,
psicologi, terapeuti, e personale paramedico.
Per esempio, nell'ipnosi l'eventuale processo terapeutico non dipende affatto dalle
parole o dalle azioni dell'operatore come comunemente si crede, ma deriva
interamente da una riorganizzazione interna che solo il paziente medesimo pu�
portare a termine in un ambiente favorevole (Erickson, 1948). Inoltre l'esperienza
ipnotica � straordinariamente pi� importante e riabilitante di qualsiasi
ingiunzione o suggerimento (Erickson, 1944). Infine, ci� che si sviluppa in trance
deriva dalle attivit� del soggetto ipnotico e non dalle suggestioni (Erickson,
1948), inoltre l'operatore non pu� controllare n� la trance n� i fenomeni ipnotici
(Erickson, 1962 e 1967).

Il termine: "Ipnosi" proposto da James Braid non � certo quello pi� adeguato per
sintetizzare e descrivere quanto avviene in quella condizione particolare di
funzionamento dell'organismo umano detta ipnosi. In detta condizione sono coinvolti
aspetti neuro-psicofisiologici particolari, una relazione interpersonale e
l'impiego di potenzialit� specifiche del soggetto. Lo stesso Braid nel 1847
sostitu� il termine ipnosi con monoideismo.
Attualmente l'ipnosi � definita negli ambienti universitari come "la manifestazione
plastica dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata in una precisa
rappresentazione mentale, sia autonomamente (autoipnosi), sia con l'aiuto di un
operatore con il quale si � in relazione".[16]
� inoltre opportuno differenziare i termini: ipnosi e ipnotismo, intendendo con
"ipnosi" lo stato particolare, psicofisiologico (trance) del soggetto e con
"ipnotismo" la metodica e le tecniche impiegate dall'ipnotizzatore per realizzare
l'ipnosi.
Diverse sono ancora oggi le teorie e le interpretazioni del fenomeno che si
confrontano. In termini neurofisiologici l'ipnosi viene interpretata come
condizionamento, apprendimento, inibizione ed eccitazione corticale e in termini
psicologici � interpretata come rapporto interpersonale, come suggestione, come
gioco di ruoli, come regressione e come transfert; alcuni[chi?] addirittura
sostengono che l'ipnosi non esista in quanto per spiegare i fenomeni osservati non
� necessario ricorrere al concetto di ipnosi. Tutti punti di vista plausibili e
tutti rientranti in ci� che oggi sappiamo essere l'ipnosi. L'ipnosi non � altro che
"la manifestazione plastica dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata".
Quest'ultima � la definizione fatta propria dal CIICS (Centro Italiano di Ipnosi
Clinica e Sperimentale)[17].

Un'importante revisione delle teorie di Mesmer fu proposta dal medico inglese James
Braid (1785-1860). Braid diede un'interpretazione fisiologica al fenomeno studiato
e introdusse il termine ipnosi oltre al termine neuro-ipnotismo nel suo lavoro
pubblicato nel 1843 (Neurypnology)[10], al fine di superare l�ipotesi mesmeriana
del fluido magnetico e introdurre la teoria secondo la quale i fenomeni ipnotici
dipendevano esclusivamente da �un'impressione sui centri nervosi�. In un lavoro
successivo (Observations on Trance or Human Hybernation) Braid rifer� di aver
sperimentato su s� stesso l�autoipnosi: nel 1844 sub� un grave attacco di
reumatismi in seguito al quale non riusc� a dormire, n� a girare la testa o alzare
un braccio a causa di dolori lancinanti. Coadiuvato da due assistenti, Braid
ricorse all�autoipnosi riuscendo a liberarsi dai disturbi reumatici e dal dolore
per diversi anni successivi[11]. Braid introdusse anche il concetto di
�monoideismo�, vale a dire la focalizzazione dell�attenzione e della concentrazione
su un singolo oggetto. Tra i meriti delle ricerche di Braid sono da ricordare lo
spostamento dal concetto di trance a quello di suggestione e che quest�ultima � un
elemento sia dell�induzione ipnotica, sia dei suoi effetti terapeutici; l�avere
chiarito che il soggetto ipnotizzato non pu� essere forzato ad agire contro la sua
volont�; inoltre che l�ipnosi � uno stato psicofisiologico che non richiede di per
s� l�operatore e pu� essere autoindotto[9].
Gli sviluppi successivi di interpretazione dell'ipnosi si devono ai lavori di
Ambroise-Auguste Li�beault (1823-1904), un medico di Nancy, e di Hippolyte Bernheim
(1837-1919), famoso neurologo parigino. Insieme fondarono la Scuola di Nancy. La
scuola di Nancy si trov� a dover opporre studi e teorie sull'ipnosi alla scuola di
Jean-Martin Charcot (1825-1893) che operava all'Ospedale della Salp�tri�re di
Parigi. Mentre per la scuola di Nancy l'ipnosi era un fenomeno psicologico normale
e tutti i suoi fenomeni potevano essere spiegati con la suggestione, Jean-Martin
Charcot considerava l'ipnosi un fenomeno patologico, una nevrosi isterica
artificiale.
L�ipnosi conobbe applicazioni anche in chirurgia: i primi ad aver sperimentato
l�ipnosi per l�analgesia chirurgica furono John Elliotson e John Forbes in
Inghilterra. Il 12 aprile 1829, Jules Germain Cloquet effettu� il primo intervento
con anestesia ipnotica in Francia, asportando una mammella a una paziente
ipnotizzata, che non sent� dolore e non ricord� l'operazione subita al risveglio.
Nel 1830 Jean Victor Dudet estrasse il primo dente in anestesia ipnotica. Nel 1880
Ambroise-Auguste Li�beault produsse analgesia totale in un travaglio di parto della
durata di 22 ore[12].

L'ipnosi � un fenomeno psicosomatico che pu� essere causato tramite una suggestione
dovuta ad un'immagine o un suono che il soggetto percepisce intensamente. Coinvolge
sia la dimensione fisica che la dimensione psicologica del soggetto a cui viene
sottoposto. � una condizione particolare di "funzionamento" dell'individuo che
consente di influire sia sulla sua condizione psicofisica che sulle sue condizioni
di comportamento.
L'ipnosi � una condizione molto simile al sonno, provocata artificialmente da un
operatore o dal soggetto stesso (autoipnosi) che, trovandosi in questo stato, �
come privo di coscienza e di volont�.
La disciplina che utilizza l'ipnosi in ambito terapeutico si chiama ipnoterapia.[1]
Alcune tecniche utilizzate nell'ipnoterapia varcano il confine della scienza,
risultando pseudoscientifiche, poich� non sempre si fondano scientificamente.

L'ipnosi intesa come potenzialit� della mente umana pare essere impiegata fin
dall'antichit�; Charles Arthur Mus�s (1972) scrive di aver trovato un'antica
registrazione di una seduta ipnotica nella incisione di una stele egizia risalente
al regno di Ramesse XI della XX dinastia egizia, circa 3.000 anni fa[3].
Nel papiro di Ebers (circa 1.500 a.c.) si descrivono rituali magici che inducono la
persona in uno stato alterato con il fine di guarirla. Il papiro di Leida,
risalente al regno di Ramsete XII, descrive una tecnica di induzione ottenuta
facendo dondolare una lampada davanti agli occhi della persona. Caldei, Medi,
Persiani, Egizi, Aztechi, Maya, Zapotechi, praticavano rituali simili. Tra gli
indiani l'ipnosi e l'autoipnosi (dei fachiri) sono praticate da almeno duemila
anni, gli Ebrei si avvalevano di pratiche ipnotiche per indurre la divinazione. Tra
gli indiani Chippewa la trance ipnotica indotta attraverso la ripetizione del canto
dello sciamano aveva funzione analgesica [4] e di preparazione all'insegnamento dei
costumi tribali nei riti di iniziazione dei giovani alla pubert�. [5]
Il primo tentativo di considerare scientificamente l'ipnosi si ebbe nel 1772 con
F.A. Mesmer, che ne diede una spiegazione scientifico-naturalistica ritenendo che i
fenomeni organici fossero influenzati dal magnetismo gravitazionale e che la
malattia fosse causata dall'alterazione nel corpo di un fluido necessario a
connettere gli uomini ai corpi celesti: la guarigione poteva essere ottenuta
applicando al corpo dei magneti che riequilibrassero il fluido bio-cosmico. Mesmer
comprese il valore del legame terapeutico e ridusse l'uso dei magneti a favore
delle relazione, ma pochi ne capirono l'importanza e l'ipnosi venne delegata ai
teatranti di strada che ne favorirono l'uso popolare. [6]
Secondo Gualtiero Guantieri (1927-1994)[7], l�ipnosi, al pari di ogni altra
disciplina, presenta due fasi che trapassano gradualmente una nell'altra: da una
fase empirica, prescientifica, fondata esclusivamente sull'osservazione dei
fenomeni, si passa ad una fase scientifica, caratterizzata soprattutto dalla
descrizione e classificazione dei fenomeni rilevati, nonch� dalla ricerca del come
e del perch� essi possano prodursi.

La fase prescientifica dell�ipnosi inizia nella preistoria, della quale non si


hanno testimonianze scritte, ma lo studio dei reperti archeologici rinvenuti e dei
costumi degli attuali popoli primitivi, testimoniano la possibilit� che fossero gi�
allora presenti fenomeni di ipnosi e manifestazioni affini, indotti con varie
modalit� con scopi divinatori o terapeutici. Ad esempio i fenomeni studiati da
Pierre Dominique Gaisseau sui primitivi neoguineani e da Francis James Gillen e
Walter Baldwin Spencer sui primitivi australiani, tra i quali si registrano
manifestazioni di analgesia, ad esempio in occasione di estrazione di denti.
Compaiono poi cenni in opere letterarie o testimonianze scritte o raffigurate
relative a complicati cerimoniali: ad esempio il rito del fuoco in uso nella
medicina iranica agli inizi del VI secolo a.C. e pratiche mediche indiane
posteriori al VI secolo, influenzate dal Brahmanesimo e dal Buddhismo, oppure
alcune tecniche rituali appartenenti ai Maya, Aztechi e Incas, con finalit�
terapeutiche. Secondo Guantieri anche alcuni fenomeni che si accompagnano ai
misteri bacchici della Magna Mater e della Terra Madre menzionati nell'Attis di
Gaio Valerio Catullo, oltre alla cerimonia di iniziazione ai misteri di Sileno,
dipinta nella pompeiana Villa dei Misteri, che prevedeva la fissazione protratta di
una maschera raffigurante Sileno stesso riflessa in una coppa illuminata,
implicavano fenomeni ipnotici[8].
Il termine deriva dal greco "hypnos", sonno, e fu introdotto da James Braid nella
prima met� del XIX secolo per le analogie che a quel tempo sembravano esserci fra
le manifestazioni del sonno fisiologico e quelle che si avevano in quella
condizione particolare che si pensava creata dai magnetizzatori. Prima delle
ricerche di Franz Anton Mesmer (1734 - 1815) tutti i fenomeni che oggi possono
essere fatti rientrare in specifiche potenzialit� dell'immaginazione erano
considerati isolatamente come manifestazioni divine o diaboliche, oppure il
risultato di pratiche magiche. Mesmer formul� nel 1779 la teoria del magnetismo
animale, secondo la quale un fluido magnetico permeava l�universo e costituiva la
base dell�interconnessione tra le creature, e la salute dipendeva da una sua
corretta circolazione, mentre la malattia era causata da una sua alterazione. Le
sue terapie ebbero all�inizio un misto di successo e di critiche, ma le sue teorie
furono condannate dall'Accademia delle Scienze e dalla Facolt� di Medicina di
Parigi nel 1784. Mesmer si trasfer� quindi in Germania dove condusse vita appartata
fino alla morte nel 1815[9].

Di ipnosi si occup� anche Sigmund Freud (1856-1939), ma la transitoriet� dei


risultati terapeutici, la laboriosit� dei procedimenti ipnotici, la limitazione
delle applicazioni terapeutiche e, forse non ultima, l'individuazione da parte sua
di �un misterioso elemento� di natura sessuale, spinsero Freud ad abbandonare
l'ipnosi e a creare un nuovo metodo: la psicoanalisi. Con la morte di Jean-Martin
Charcot (1893) e l'inizio della psicoanalisi cominci� per l'ipnosi un periodo di
decadenza.
L'interesse per l'ipnosi si risvegli� durante la prima guerra mondiale, quando con
tale metodo si iniziarono a trattare le nevrosi traumatiche di guerra, ma soltanto
dopo la seconda guerra mondiale l'atteggiamento della comunit� scientifica nei
confronti dell'ipnosi miglior�. In particolare in questo periodo il dottor Milton
Erickson (1901 �1980), che fu presidente e fondatore della Societ� americana di
ipnosi clinica e membro dell'Associazione americana di psichiatria,
dell'Associazione americana di psicologia e dell'Associazione americana di
psicopatologia, riprendendo la lezione di uno degli allievi di Charcot, Jean
Leguirec, svilupp� un'ipnositerapia chiamata "ipnosi ericksoniana", che permette di
comunicare con l'inconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi � molto simile ad
una normale conversazione ed induce una trance ipnotica nel soggetto.
Grazie a Milton Erickson negli USA e ad altre importanti figure di livello
internazionale, come Franco Granone e Gualtiero Guantieri in Italia, l'ipnosi ha
subito un progressivo sviluppo nella seconda met� del XX secolo, acquisendo
finalmente lo status di disciplina scientifica, medica e psicologica[9].
Nel 1949 venne fondata negli USA la Society for Clinical and Experimental Hypnosis
che divenne Societ� internazionale nel 1959. Nel 1957 venne fondata una seconda
associazione, l'American Society of Clinical Hypnosis. In particolare nel 1958
l'American Medical Association riconobbe l'ipnosi come metodo legittimo di cura in
medicina e in odontoiatria. Nel 1969 l'American Psychological Association cre� una
sezione di psicologi che si interessavano prevalentemente di ipnosi. In
Inghilterra, nel 1955 la British Medical Association riabilit� ufficialmente
l'ipnosi[13]. Negli anni Cinquanta fu fondata la Federaci�n Latinoamericana de
Hipnosis Cl�nica che riuniva pi� associazioni locali, mentre in Giappone l�ipnosi
fu oggetto di grande interesse gi� a partire dal periodo Meiji (1868-1912), tanto
che nel 1902 fu costituita la Teikoku Saimin Gakkai (Imperial Society for the Study
of Hypnotism), oltre alla Nihon Saimin Tetsugakkai (Japan Society for Hypnosis
Philosophy) e alla Dai Nihon Saimin Jutsu Kyokai (Japanese Society for the Practice
of Hypnotism)[14].
In Italia la prima Associazione scientifica per lo studio e l'applicazione
dell'ipnosi, l'A.M.I.S.I. (Associazione Medica Italiana per lo Studio dell'Ipnosi),
fu costituita nell'aprile del 1960. Nel 1965 fu costituito il Centro di Ipnosi
Clinica e Sperimentale divenuto, nel 1979, Centro Italiano di Ipnosi Clinico-
Sperimentale (CIICS) ad opera di Franco Granone, autore di importanti lavori
sull�ipnosi, come il Trattato di ipnosi[15]. Nel 1985 fu fondata a Bologna la
Societ� Medica Italiana di Psicoterapia e Ipnosi (SMIPI) e in seguito a Roma la
Societ� Italiana di Ipnosi (SII).

Sono diverse le potenzialit� dell'ipnosi documentate scientificamente. Il soggetto


in ipnosi pu� modificare la percezione del mondo esterno; pu� percepire stimoli che
in realt� non ci sono e non percepire quelli che sono presenti; pu� distorcere
percezioni di stimoli effettivamente esistenti creando illusioni. Diviene cos�
possibile avvertire, ad esempio, un odore, una luce, un rumore inesistenti o
percepire come gradevole un odore assai molesto, quale quello dell'ammoniaca, come
squillante un suono a tonalit� bassa, come verde un colore rosso o sviluppare
insensibilit� in ogni organo di senso[8].