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2/3/2018 In memoriam: Pierre Boulez (1925-2016)

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In memoriam: Pierre Boulez (1925-2016)


Gregorio Maria Paone
01/02/2016

Omaggio all'eclettico compositore francese di musica contemporanea

La scomparsa di Pierre Boulez ha idealmente reciso l'ultimo legame rimasto con la musica colta del XX secolo. Con
essa si chiudono le avanguardie musicali, delle quali egli era l'ultimo portavoce rimasto in vita.

La musica d'avanguardia aveva posto la sua ragion d'essere cercando il superamento della concezione gerarchica e
gravitazionale della musica tonale occidentale; se, fino al tardo Romanticismo, la pratica compositiva si basava su una
concezione di rigida gerarchia tra le diverse note, le quali gravitavano tutte intorno ad un centro chiamato tonica – da
cui il termine tonale -, la musica d'avanguardia rifiutava tutto questo, cercando di dare la stessa importanza ad ognuno
dei dodici suoni nei quali la cultura occidentale suddivide l'intervallo di ottava. In particolare, Boulez aderì alla corrente
del serialismo. Le regole della composizione seriale vietano l'impiego di una nota già presente se prima non sono state
impiegate tutte le altre note, estremizzando il concetto di atonalità appena presentato.

Un altro aspetto sul quale l'avanguardia si contrapponeva alla musica precedente era l'ordine di importanza dei tre
aspetti fondamentali del suono, ossia altezza, intensità e timbro. La musica colta occidentale – questo non vale per la
musica etnica extraeuropea – ha da sempre rivolto grande attenzione compositiva alle altezze, comunemente dette note,
minore attenzione all'intensità ed ancora minore attenzione al timbro. La rilevanza di queste ultime due componenti è
aumentata da Beethoven in poi, ma solo nel secolo scorso ha raggiunto la stessa rilevanza accreditata all'altezza,
nell'ambito della Seconda Scuola di Vienna, rappresentata da Schönberg e dai suoi allievi Webern e Berg.

Pur adottando uno stile compositivo di stampo weberniano, Boulez in un certo modo supera i tre maestri appena
menzionati, iniziando, assieme al tedesco Stockhausen, a serializzare, oltre alle altezze, anche le durate, le intensità, i
modi di attacco e le componenti che determinano il timbro: in pratica, l'intento era di serializzare ogni fattore costitutivo
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della composizione. Successivamente, dopo essere venuto a contatto con la musica di John Cage, Boulez si orientò
verso la musica aleatoria. Con questo termine si intende l'utilizzo di variabili stocastiche nella pratica compositiva, in
una misura decisa a tavolino dal compositore stesso.

Va inoltre ricordata l'illustre carriera di Boulez come direttore d'orchestra, ruolo nel quale è stato più volte premiato
dalle più importanti istituzioni musicali a livello mondiale. È doveroso sottolineare come un direttore d'orchestra di
musica contemporanea incontri notevoli difficoltà nella preparazione di programmi di questo genere, poco intuitivi in
quanto lontani dalla nostra cultura. In questo senso, il contributo di Boulez è da considerarsi enorme.

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