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GRAMMATICA ITALIANA

 Gli articoli
 I sostantivi
 Introduzione al verbo
 Gli aggettivi
 Il calendario
 Gli avverbi
 Le preposizioni
 Il futuro
 I pronomi
 L'imperfetto e il trapassato prossimo
 Il passato prossimo
 L'imperativo
 I pronomi relativi
 Gli aggettivi e i pronomi interrogativi
 Gli aggettivi e i pronomi indefiniti
 Il passato remoto
 Il passivo
 La forma impersonale
 Modi infiniti
 Il condizionale
 Il congiuntivo
 Il discorso indiretto
 Il periodo ipotetico

LA LINGUA ITALIANA
INDEX
LA FONETICA
ESPRESSIONI UTILI
LE 1000 PAROLE PIU' COMUNI

1
ARTICOLI

Articoli indefiniti

Gli articoli indefiniti sono:

uno > un maschile


una > un' femminile

Usiamo uno con le parole che cominciano con la lettera z e con le seguenze
grafiche
s + consonante (st, sp, sc, ecc.), ps, gn, e i consonantico.

unostudente uno zio uno iugoslavo


unosciatore uno psichiatra uno sport

uno gnomo uno sbaglio uno iettatore

Usiamo un con le parole che cominciano per altre consonanti o per vocale

un bambino un padre un albero

Usiamo una con le parole femminili; davanti a una vocale una > un'

una bambina una madre una spada


una + una + opera > una aula >
amica> un'amica un'opera un'aula

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Articoli definiti

Gli articoli definiti sono:

il, lo l' maschile singolare


i, gli maschile plurale

la, l' femminile singolare


le femminile plurale

Usiamo il (plurale i) con le parole che cominciano per


consonante

il bambino i bambini il padre i padri

Usiamo lo (plurale gli) con le parole che cominciano con la lettera z e con le
seguenze grafiche s + consonante, ps, gn, i consonantico

lo studente gli studenti lo sbaglio gli sbagli


lo zio gli zii lo psicologo gli psicologi
lo gnomo gli gnomi lo iugoslavo gli iugoslavi

Usiamo l' (plurale gli) con le parole che cominciano per vocale

l'uomo gli uomini l'autore gli autori

Usiamo la con le parole femminili; la + vocale > l':

la madre le madri la bambina le bambine


l'erba le erbe l'uscita le uscite

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SOSTANTIVI

Il genere

In linea di massima in italiano ogni sostantivo appartiene o alla classe di


genere femminile o alla classe di genere maschile. Dalla sua classificazione
dipende la forma dell'articolo, del pronome e dell'aggettivo che lo
accompagnano. Per alcuni sostantivi non e' possibile stabilire il genere
secondo una regola precisa (per es.: dente, tram, carne, morte). ma per
molte parole e' possibile stabilire il genere secondo uno o entrambi dei
seguenti criteri: (eng)

A.1. dal sesso (persone, animali) = genere naturale


2. dall'appartenenza a una categoria semantica
B. dalla desinenza del nome

A.1. Esempi di sostantivi appartenenti al genere naturale:


il padre, la madre, la moglie, il marito, il bue, il cantante, la cantante, il
pianista, la pianista

A.2.1. Sono quasi sempre maschili:

a) i nomi degli alberi:


il melo, il pero, l'arancio, il pesco

b) i nomi dei mesi e dei giorni:


febbraio, marzo, ottobre, lunedi', sabato (eccezione: la domenica)

c) i nomi di monti, fiumi e laghi


il Monte Rosa, il Po', il Garda

Genere

A.2.2 Sono quasi sempre femminili:

a) i nomi dei frutti


la mela, la pera, la banana, la pesca
(eccezioni: il limone, il fico, il mandarino)

b) i nomi delle scienze e delle qualita'


la chimica, la storia, la bellezza, l'intelligenza

c) i nomi delle parti del mondo, degli stati, delle isole, delle citta', delle nazioni
l'Europa, l'Asia, la Francia, la Russia, la Sicilia, l'Elba, la Campania, la Toscana
Roma e' bella.
Milano e' ricca

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B.1. I nomi che terminano per -o sono quasi sempre maschili
il bambino, il cappello, l'albero
(eccezioni: la soprano)

B.2. I nomi che terminano per -a sono quasi sempre femminili:


la sedia, la bambina, la pagina
(eccezioni: il pigiama, il pianeta, il programma, il tema)

Genere

B.3 I nomi che terminano in -e sono maschili o femminili, con le seguenti regole:

a) sono soltanto maschili i nomi che terminano in -ore o -ile


lo scrittore, il pittore, l'attore, l'onore, il cortile, il fucile, il campanile
(eccezioni: automobile e' femminile - una bella automobile)

b) sono soltanto femminili i nomi che terminano in -rice o -ione


la scrittrice, la pittrice, l'attrice, l'occasione, l'opinione, l'azione

B.4. I nomi propri di persona sono maschili e femminili e generalmente passano

dal maschile al femminile con un semplice cambiamento di desinenza:


Paolo > Paola Giovanni > Giovanna

Per altri nomi di persona il normale corrispondente femminile mostra un suffisso


diminutivo:
Andrea > Andreina Clemente > Clementina Nicola >
Nicoletta

Il plurale

I nomi maschili che terminano in -o al singolare hanno il plurale in -i:


il bambino > i bambini il fratello > i fratelli

I nomi femminili che terminano in -a al singolare hanno il plurale in -e:


la bambina > le bambine la sorella > le sorelle

I nomi maschili e femminili che terminano in -e hanno il plurale in -i:


la madre > le madri il padre > i padri
(eccezioni: la specie > le specie)

N.B. ci sono dei sostantivi che sono usati prevalentemente a) al singolare, b) al


plurale

a) al singolare:
collettivi - che indicano un gruppo di persone, animali o cose della stessa specie
la gente, il gregge, la roba

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astratti - che indicano una qualita', una condizione, un concetto, un'arte ecc.
la giustizia, la schiavitu', la liberta', la prosperita', la musica

b) al plurale
nomi di concetti concepiti come composti di due o piu' parti:
le forbici, gli occhiali, i baffi, le mutande, i pantaloni

nomi che gia' al latino mancavano del singolare:


le nozze, le esequie, le ferie

Particolarita'

A. Maschili

a) I nomi maschili che terminano in -a hanno il plurale in -i:


il dentista > i dentisti il programma > i programmi
il problema > i problemi il poeta > i poeti
(eccezione: il boia > i boia)

b) I seguenti nomi sono invariabili (uguali nel singolare e nel plurale)


nomi monosillabici: il re > i re il te' > i te'
nomi che terminano in consonante: lo sport > gli
sport l'autobus > gli autobus
nomi che terminano in vocale accentata: il caffe' > i caffe' il como' > i
como'
nomi abbreviati: il cinema > i cinema il gym > i
gym

c) per i nomi che terminano in -io, il plurale e' -ii dove la -i e' accentata,
altrimenti e' -i
lo zio > gli zii l'oblio > gli oblii
l'esempo > gli esempi il viaggio > i viaggi

d) Per i nomi che terminano in -co o -go, il plurale e':


-chi e -ghi se l'accento e' sulla penultima sillaba
-ci e -gi se l'accento e' sulla terzultima sillaba
il fuoco > i fuochi il banco > i
banchi l'albergo > gli alberghi
il monaco > i monaci il medico > i
medici l'asparago > gli asparagi
(eccezioni: l'amico > gli amici, il nemico > i nemici, il greco > i greci, il porco > i
porci)
(eccezioni: il dialogo > i dialoghi, il monologo > i monologhi)

E' impossibile dare una regola assoluta per questa classe di sostantivi per le tante
variabilita'.
In alcuni casi tutt'e due le forme vengono usate:
(lo stomaco > gli stomachi o gli stomaci)

e) Molti nomi che indicano le parti del corpo umano sono maschili al singolare e
terminano in -o,

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ma diventano femminili al plurale e terminano in -a:
il dito > le dita il braccio > le braccia il labbro
> le labbra
il ginocchio > le ginocchia l'osso > le ossa l'uovo >
le uova

Particolarita'

A. Femminili

a) I nomi femminili che terminano in -ia hanno il plurale in -ie


la tragedia > le tragedie l'operaia > le operaie
la bugia > le bugie la farmacia > le farmacie

b) I nomi femminili che terminano in -cia o -gia hanno il plurale in -ce e -ge
l'arancia > le arance la marcia > le marce
la roccia > le rocce la coscia > le cosce
la ciliegia > le ciliege la valigia > le valige
(eccezioni: la camicia > le camicie, la socia > le socie)

c) I nomi femminili che terminano al singolare in -ca e -ga hanno il plurale in -


che e -ghe
l'amica > le amiche la monaca > le monache
la riga > le righe la strega > le streghe

d) Come per il maschile, i seguenti nomi sono invariabili (uguali nel singolare e
nel plurale):
nomi che terminano in vocale accentata: la citta' > le citta' la virtu' > le
virtu'
nomi abbreviati: la radio > le radio la
foto > le foto
e sostantivi femminili in -i di origine greca:
l'analisi > le analisi

e) Sostantivi anomali:
l'eco (fem) > gli echi (masc)
la mano (fem) > le mani (fem)

INTRODUZIONE AL VERBO 1 OF 8

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Generalita'

Nel verbo distinguiamo:


1. la persona (prima, seconda, terza)
2. il numero (singolare o plurale)
3. il modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinitivo)
4. il tempo (presente, passato, futuro)
5. la voce (attiva o passiva)

Per facilitare il compito allo studente, e secondo un principio di difficolta'


progressiva, presentiamo, uno alla volta, i tempi principali del modo indicativo.
In questo capitolo introduttivo diamo il presente dell'indicativo. (eng)

Modo indicativo

L'indicativo e' il modo della certezza e della realta'. I tempi dell'indicativo sono:
presente, futuro, futuro anteriore, imperfetto, passato prossimo, trapassato
prossimo, passato remoto e trapassato remoto. (eng)

Il presente

Il presente indica:

a) un'azione o uno stato attuale

ho fame tu scrivi Antonio parla

b) un'azione o uno stato attuale che si ripete, per es. un'attivita' professionale
leggiamo sempre il giornale lavorano in citta Mario e' architetto

c) un fatto che si avvera sempre


le stagioni il il sole sorge ogni
si alternano tempo passa velocemente giorno

d) una verita' di carattere generale, un proverbio o una sentenza, una citazione


d'autore
chi va piano va sano
il tempo e' denaro Dante dice...
e va lontano

e) un fatto incominciato nel passato e che continua al presente


piove da tre giorni studio da molti anni abito in California da sempre

f) un fatto futuro imminente


torno domani partiamo questa sera andiamo via tra poco

Nel presente, come in tutti gli altri tempi, distinguiamo la forma diretta
(lui mangia), la forma interrogativa (mangia lui?), la forma negativa (lui
non mangia) e la forma interrogativa-negativa (non mangia lui?)

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INTRODUZIONE AL VERBO 2 OF 8

Il verbo ausiliare essere Il verbo ausiliare avere

io sono io ho
io sei tu hai
lui, lei,
lui, lei, Lei è ha
Lei
noi siamo noi abbiamo
voi siete voi avete
loro, Loro sono loro,
hanno
Loro

NOTE: 1) i pronomi personali io, tu, ecc., corrispondono all'inglese I, you ecc. Verranno studiati nel
capitolo
"Pronomi personali"
2) Lei and Loro (con "L" maiuscola), sono forme di deferenza usate con persone che non
conosciamo.
3) È importante mantenere l'accento sulla "È". La E senza accento ha tutto un altro significato
(eng)
Carlo è un
Ho un fratello
uomo
Teresa è una
Abbiamo un'automobile
donna
Loro hanno due Pia e Maria sono due
figli bambine

FRASI IDIOMATICHE CON "AVERE"


avere fame to be hungry
avere sete to be thirsty
avere freddo to be cold
avere caldo to be hot
avere sonno to be sleepy
avere 20 anni to be 20 years old
avere paura di to be afraid of
avere bisogno di to be in need of
avere torto to be wrong
avere ragione to be right

Esempi

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Quando c'è molto sole ho caldo Maria ha dodici anni
Quando c'è poco sole ho freddo L'America è grande, ho ragione.
A mezzogiorno ho fame, ma
I bambini non hanno paura dei cani
non ho sete
Gli uomini hanno bisogno delle
A mezzanotte Claudio ha sonno
donne

"C'è" e "ci sono" (o "vi sono") corrispondono all'inglese "there is" and "there
are":
In classe ci sono molti studenti A Stanford c'è una chiesa
A Roma c'è il Colosseo A Firenze ci sono molti monumenti

INTRODUZIONE AL VERBO 3 OF 8

I verbi regolari

In italiano i verbi sono definiti "regolari" e "irregolari": ci sono tre gruppi di


verbi regolari ("le coniugazioni"). Usiamo come esempi 4 verbi - uno per la
prima coniugazione, uno per la seconda, e due per la terza - che da ora in poi
chiameremo "verbi modello" (eng):

parl-are cred-ere fin-ire part-ire

Nella terza coniugazione ci sono due verbi modello perche' alcuni usano nella
coniugazione l'infisso -isc tra la radice e la desinenza (in alcune persone).
Elenchiamo alcuni dei piu' comuni di questo tipo, poi diamo le coniugazioni dei
verbi modello (eng):
arrossire to blush obbedire to obey

attribuire to attribute preferire to prefer

capire to understand proibire to prohibit

costruire to build pulire to clean

dimagrire to lose weight punire to punish

diminuire to diminish rapire to kidnap

garantire to guarantee restituire to give back

gradire to enjoy riferire to refer

guarire to heal sostituire to substitute

impallidire to turn pale tradire to betray

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I verbi regolari si coniugano in modo conforme ai verbi modello. I verbi
irregolari presentano modifiche o nella radice o nella desinenza del verbo (eng).

La coniugazione dei verbi regolari - prima, seconda, terza


parl-o cred-o fin-isc-o part-o

parl-i cred-i fin-isc-i part-i

parl-a cred-e fin-isc-e part-e

parl-iamo cred-iamo fin-iamo part-iamo

parl-ate cred-ete fin-ite part-ite

parl-ano cred-ono fin-isc-ono part-ono

INTRODUZIONE AL VERBO 4 OF 8

I verbi irregolari

Verbi irregolari della prima coniugazione

andare dare fare


vado do faccio
vai dai fai
va da fa
andiamo diamo facciamo
andate date fate
vanno danno fanno

Verbi irregolari nella seconda coniugazione

bere sapere togliere


bevo so tolgo
bevi sai togli
beve sa toglie
beviamo sappiamo togliamo
bevete sapete togliete
bevono sanno tolgono

Verbi irregolari della terza coniugazione

dire venire uscire

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dico vengo esco
dici vieni esci
dice viene esce
diciamo veniamo usciamo
dite venite uscite
dicono vengono escono

INTRODUZIONE AL VERBO 5 OF 8

Espressioni idiomatiche del verbo "fare"

fare caldo to be hot


fare freddo to be cold
fare bello to have nice weather
fare brutto to have nasty weather
fare presto a... to be easy to...
fare tardi to be late
fare una passeggiata to take a walk
fare una doccia to take a shower
fare un bagno to take a bath
fare colazione to eat breakfast

Esempi - l'uso dei verbi


Loro danno i libri a Maria
Noi andiamo a scuola ogni giorno
Voi venite in classe sempre in orario
Io dico sempre la verita', ma loro dicono molte bugie
Oggi io finisco di scrivere il libro
Quella ragazza arrossisce facilmente

Il verbo "piacere"

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In italiano non c'e' una costruzione analoga all'inglese "I like". Invece di dire "to like
something" Italians say "that something pleases us".(eng) Esempi:

"I like icecream" > "icecream pleases me" > "il gelato piace a me" o "il gelato mi piace"
"Do you like mystery novels?" > "do mystery novels please you?" > "ti piacciono i gialli?"
"They like to ski in the winter" > "skiing in the winter pleases them" > "gli piace sciare in
inverno"
"We like Italian desserts" > "Italian desserts please us" > "ci piacciono i dolci italiani"
Il verbo "piacere" coniugato

io piaccio tu piaci lui/lei/Lei piace noi piacciamo voi piacete loro piacciono

INTRODUZIONE AL VERBO 6 OF 8

Nota bene
a) Verbi che nell'infinitivo finiscono in -iare finiscono nella seconda persona singolare con
una sola -i.
Eccezione: spiare

cominciare > tu cominci studiare > tu studi spiare > tu spii


b) Verbi che finiscono in -care or -gare conservano il suono [k] inserendo una "h" quando
necessario
(seconda persona singolare e prima persona plurale). Vide "cercare" e "spiegare" sotto.

cerco spiego
cerchi spieghi
cerca spiega
cerchiamo spieghiamo
cercate spiegate
cercano spiegano

I verbi riflessivi

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I verbi riflessivi indicano un'azione che ricade sul soggetto stesso. Nella coniugazione dei
verbi riflessivi, le forme del verbo sono immediatamente precedute da pronomi
riflessivi (eng):

io lavo il mio viso diventa io mi lavo

Nell'infinito di un verbo riflessivo il pronome riflessivo -si e' aggiunto alla desinenza
dell'infinito:
lavare > lavarsi. Tutti i verbi transitivi (cioe', quelli che hanno un oggetto diretto) possono
essere riflessivi. Le coniugazioni per "verbi modello" (lavarsi, perdersi, pulirsi, vestirsi)
sono (eng):

mi lavo mi perdo mi pulisco mi vesto


ti lavi ti perdi ti pulisci ti vesti
si lava si perde si pulisce si veste
ci laviamo ci perdiamo ci puliamo ci vestiamo
vi lavate vi perdete vi pulite vi vestite
si lavano si perdono si puliscono si vestono
Per dormire ci spogliamo e ci mettiamo a letto Mi sveglio presto e mi addormento tardi
Lui si riposa sempre do pomeriggio D'estate mi abbronzo facilmente

INTRODUZIONE AL VERBO 7 OF 8

Verbi modali

I verbi modali sono potere. volere, dovere. Precedono un infinitivo e modificano il


suo significato. Il presente indicativo dei verbi modali e'(eng):

potere volere dovere

posso voglio devo (debbo)


puoi vuoi devi
puo' vuole deve
possiamo vogliamo dobbiamo
potete volete dovete
possono vogliono devono (debbono)

Anche il verbo sapere nelle costruzioni "sapere fare una cosa" viene usato come
un verbo modale. Contrasta con "sapere un fatto". La coniugazione
di sapere e'(eng):

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so sai sa sappiamo sapete sanno

Claudio sa guidare l'automobile Lo so che Paolo e' brasiliano

Maria sa suonare il trombone Tu sai che io sono italiano

Io non so parlare il russo Marco sa che oggi c'e' l'esame di storia

I verbi sapere e conoscere

Il verbo sapere si usa quando si parla di un fatto, un semplice datum. Il


verbo conoscere denota una conoscenza piu' larga e profonda. Si usa quando si
parla di una persona o di un soggetto piu' complicato che richiede studio (eng).

Conosco tua sorella So il nome di tua sorella


Conosco la fisica So il nome del libro di fisica
Conosco bene San Francisco Si, so il nome di quelle strada

Le forme del verbo


La forma diretta e' usata nelle affermazioni:

Ci
sono
Io sono un Noi andiamo all'unive molte
uomo rsita' perso
ne in
giro

La forma interrogativa e' usata nelle domande ed e'


manifestata o:
 a) dalla intonazione della voce,
 b) dall'inversione della posizione del soggetto e del

verbo nella frase,
 c) dall'uso delle formole e' vero? o non e' vero? alla
fine della frase (eng).
Sei una studentessa? Sei tu una studentessa?
Andiamo
Andiamo all'universita'?
noi all'universita'?
Mi porti al cinema
Sei bravo , non e' vero?
stasera, vero?

Nella forma negativa la negazione precede il verbo:

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Tu non sei una studentessa Noi non andiamo fuori stasera
Non ci sono molte persone qui. Non mangio mai pasta di sera

La forma interrogativa-negativa e' una combinazione dell


due precedenti forme:
Non sei tu una
Non andate all'universita"
studentessa?
Non fai le commissioni Non legge il suo
oggi? libro Giovanni?

AGGETTIVI 1 OF 6

Aggettivi

In italiano ci sono vari tipi di aggettivi

a) aggettivi che indicano una qualita':


buono, alto, grande,...

b) aggettivi che indicano un colore:


giallo, rosso, verde,...

c) aggettivi che indicano una quantita':


molto, tanto, poco, numeroso,...

d) aggettivi dimostrativi:
questo, quello.

e) aggettivi numerali - cardinali e ordinali:


uno, due, tre, cento, mille,...
primo, secondo, terzo,...

f) aggettivi interrogativi:
che, quanto, quale.

g) aggettivi possessivi:
mio, tuo, vostro, loro,...

Tutti gli aggettivi, ad eccezione dei numerali da 2 in poi, concordano con il


sostantivo in genere e numero:

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il bambino buono i bambini buoni
la casa piccola le case piccole
un figlio tre figli
una figlia quattro figlie

Aggettivi

Gli aggettivi che indicano una qualita' o un colore generalmente seguono il


sostantivo; gli aggettivi dimostrativi, numerali e quelli che indicano una quantita'
generalmente precedono il sostantivo(eng).
Pia e' una bambina piccola L'albero ha le foglie verdi
Questo libro ha cento pagine Carlo ha numerosi figli

Per gli aggettivi che indicano qualita', nazionalita', colore e per gli aggettivi
dimostrativi la regola generale per accordare gli aggettivi con i sostantivi in genere
e numero e' la seguente(eng):
aggettivi maschili generalmente finiscono in -o e nel plurale cambiano -o > -i
aggettivi femminili generalmente finiscono in -a e nel plurale cambiano -a > -e
aggettivi che finiscono in -e possono essere maschili o femminili e nel plurale
finiscono in -i

il figlio alto i figli alti


la ragazza americana le ragazze americane
la rosa rossa le rose rosse
questa casa queste case
il bambino grande i bambini grandi
la bambina grande le bambine grandi

Aggettivi di quantita'

Gi aggettivi di quantita' piu comuni sono:

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Masc. singolare Masc. plurale Fem. singolare Fem. plurale
poco pochi poca poche
molto molti molta molte
tanto tanti tanta tante
troppo troppi troppa troppe
quanto quanti quanta quante
numeroso numerosi numerosa numerose

Nota che "assai" e "abbastanza" sono invariabili.

Io ho poco sonno Voi avete pochi amici


Loro hanno assai denaro Tu hai abbastanza libri

Aggettivi di colore

Gli aggettivi di colore piu' comuni sono:

rosso bianco nero grigio


azzurro giallo verde celeste

Alcuni aggettivi di colore sono invariabili:

rosa viola blu arancione beige

il vestito giallo le scarpe viola


due ciliege rosse le rose rosa
la casa bianca i cieli blu
tanti fiori azzurri gli ombrelloni arancione

Aggettivi interrogativi

Questi aggettivi si usano nelle domande:

che quale (quali) quanto (quanta, quanti, quante)

Che ora e'? Che ore sono? Quanti figli ha Carlo?


Quali lingue parli? Quante scarpe compri?

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AGGETTIVI 4 OF 6

Aggettivi numerali

Ci sono due tipi di aggettivi numerali: cardinali e ordinali. I numeri cardinali sono:

uno (1) undici (11) ventuno (21)


due (2) dodici (12) ventidue (22)
tre (3) tredici (13) ventitre (23)
quattro (4) quattordici (14) ventiquattro (24)
cinque (5) quindici (15) venticinque (25)
sei (6) sedici (16) ventisei (26)
sette (7) diciassette (17) ventisette (27)
otto (8) diciotto (18) ventotto (28)
nove (9) diciannove (19) ventinove (29)
dieci (10) venti (20) trenta (30)

Da trenta in poi i numerali seguono il modello di venti. Le decine oltre venti sono:

trenta quaranta cinquanta sessanta settanta ottanta novanta

Da cento in poi abbiamo centouno, centodue ... mille. Il purale di mille e "mila"

Esempi di numeri complessi:


814 > ottocentoquattordici
1321 > milletrecentoventuno
3547 > tremilacinquecentoquarantasette

I secoli vengono nominati cosi':


dal 1200 al 1299 > il duecento o il tredicesimo secolo,
dal 1500 al 1500 > il cinquecento o il sedicesimo secolo,
dal 1900 al 1999 > il novecento o il ventesimo secolo.

I numeri ordinali sono:

primo (1) quinto (5) nono (9) ventesimo (20) trecentesimo (300)
secondo (2) sesto (6) decimo (10) trentesimo (30) seicentesimo (600)
terzo (3) settimo (7) undicesimo (11) cinquantesimo (50) ottocentesimo (800)
quarto (4) ottavo (8) dodicesimo (12) centesimo (100) millesimo (1000)

Dall'undicesimo in poi gli ordinali si formano perdendo la vocale finale del cardinale e aggiungendo
-esimo. Gli ordinali obbediscono tutte le regole di concordanza per il genere e il numero:

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sei la prima della classe sei la terza ad arrivare
negli edifici non ci sono tredicesimi piani ognuno riceve la quindicesima parte

Gli ordinali di solito precedono il sostantivo. Parlando di un libro o di una produzione teatrale, pero' s
dire
il secondo capitolo o capitolo secondo
la terza scena o scena terza

Riferendosi a re o a papi l'ordinale segue il nome:


Paolo Sesto
Elisabetta Seconda
Enrico Ottavo...

Il comparativo degli aggettivi

Il comparativo stabilisce un paragone tra due termini: piu' di (o che), meno di (o che)...Se

 Francesco ha dodici anni,


 Maria ha dodici anni e
 Pia ha cinque anni, allora

 Francesco e' tanto grande quanto Maria.


 Maria e' piu' grande di Pia.
 Pia e' meno grande di Maria.

piu' ... di e meno ... di vengono usati per paragonare una qualita' in due soggetti diversi. Per parago
qualita' in un singolo soggetto si usano piu' ... che e meno ... che.

 Una torre piu' alta che larga.


 Un albero con piu' foglie che rami.
 L'inverno e' meno freddo in California che in Italia.

Il superlativo

Ci sono in italiano il superlativo assoluto e il superlativo relativo

il superlativo assoluto esprime il massimo grado di una qualita' senza un termine di paragone. Si f
aggiungendo i suffissi -issimo (-i, -a, -e) all'aggettivo, o
premettendo all'aggettivo uno degli avverbi molto, assai, oltremodo, estremamente, ecc..., o
ripetendo l'aggettivo: facile facile, alto alto..., o
con i prefissi arci-, str-, ultra-, super...stravecchio, ultrastanco, superfacile,...

Nota le seguenti forme irregolari


celebre > celeberrimo, benefico > beneficentissimo, malevolo > malevolentissimo.

Il superlativo relativo usa la formola: il piu' <aggettivo> di <termine di paragone>, come nei s
esempi:

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 Alberto e' il ragazzo piu' alto della classe,
 L'America e' la nazione piu' ricca del mondo,
 Carlo e' il piu' intelligente fra i suoi amici,
 E' il film piu' commovente dell'anno.

Comparativi e superlativi irregolari

Gli aggettivi buono, cattivo, grande e piccolo hanno, oltre le costruzioni regolari, comparativi e su
irregolari:

aggettivo comparativo superlativo relativo superlativo as

il/ la migliore
buono migliore ottim-o, -a, -i, -e
la/le migliori
il/la peggiore
cattivo peggiore pessim-o, -a, -i,
i/le peggiori
il/la maggiore
grande maggiore massim-o, -a, -i,
i/le maggiori
il/la minore
piccolo minore minim-o, -a, -i, -
i/le minori

Aggettivi possessivi

Gli aggettivi possessivi precedono di solito il sostantivo e vogliono l'articolo con poche eccezioni.
aggettivi possessivi sono:

Maschile Femminile
singolare plurale singolare plurale

il mio i miei la mia le mie


il tuo i tuoi la tua le tue
il suo/Suo i suoi/Suoi la sua/Sua le sue/Sue
il nostro i nostri la nostra le nostre
il vostro i vostri la vostra le vostre
il loro/Loro i loro/Loro la loro/Loro le loro/Loro

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Nota che in italiano l'aggettivo possessivo accorda in genere e numero con il nome che qualifica,
genere naturale (cioe' il sesso) del soggetto. Questo e' importante nella terza persona singola

his book or her book > il suo libro (accorda con "libro", non con il genere del possessore del libro
his chair or her chair > la sua sedia (accorda con "sedia", non con il genere del possessore de

Riferendosi al singolare, e senza altra qualifica, a un membro della famiglia l'articolo davanti all'a
possessivo si omette, tranne che con loro, il quale prende sempre l'articolo. L'espressione i m
per i membri della famiglia collettivamente. (eng)
il mio libro i miei libri
mio fratello i miei fratelli
il loro appartamento i loro appartamenti
la loro sorella le loro sorelle

CALENDARIO 1 OF 2

I mesi dell'anno

I mesi dell'anno sono:

gennaio aprile luglio ottobre


febbraio maggio agosto novembre
marzo giugno settembre dicembre

22
Le seguenti espressioni si usano per chiedere la data:
Qual'e' la data di oggi?
Quanti ne abbiamo?

Alle quali si puo' rispondere:


Oggi e' il 23 settembre.
Ne abbiamo 23.
E' il primo novembre.
Ne abbiamo uno.

Nota che per specificare una data completa in italiano si da' prima il giorno, poi il mese, poi l'anno:
9/3/2007 e' il nove marzo del 2007.
Nota anche che i nomi dei mesi e i nomi dei giorni si scrivono in italiano con lettera minuscola.

Le quattro stagioni sono:


la primavera l'estate (fem) l'autunno (masc) l'inverno (masc)

I giorni della settimana

I giorni della settimana sono di genere maschile tranne la domenica, che e' femminile.

lunedi' martedi' mercoledi' giovedi' venerdi' sabato domeni

Le seguenti espressioni sono usate con i giorni:


Che giorno e' oggi?
Che giorno era ieri?
Che giorno e' domani?

Alle quali si puo' rispondere:


Oggi e' lunedi.
Ieri era domenica.
Domani e' martedi'.

Si dice il lunedi', il martedi' ecc. per indicare un'azione che accade ogni lunedi' o martedi'
Il lunedi' vado a nuotare (ogni lunedi' ...)
Il mercoledi' lo passo con mia figlia (ogni mercoledi' ...)

N.B. In Italia si usa spesso il giorno di 24 ore, specialmente per tabelle orarie ufficiali, come per tren
ecc. (eng)
Il treno parte alle diciannove (ossia, alle sette di sera)
L'ereo arriva con ritardo. Sara' qua alle venti e quaranta (ossia alle otto e quaranta di sera)

CALENDARIO 2 of 2

23
Modi di dire l'ora

Per chiedere l'ora diciamo:


Che ora e' o Che ore sono?

Alle quali si risponde:


Sono le nove
Sono le undici
Sono le quattordici o sono le due (del pomeriggio)

E' mezzogiorno.
E' mezzanotte. E' l'una.

per esprimere minuti si dice:


Sono le undici e dieci.
Sono le tre e venti.
Sono le quattro e quaranta o sono le cinque meno venti
E' mezzogiorno e un quarto.
Sono le cinque e tre quarti.
 Quindici minuti sono un quarto d'ora.
 Trenta minuti sono mezz'ora.
 Quarantacinque minuti sono tre quarti d'ora.

Domande e risposte

A che ora vai a scuola?


Vado a scuola alle nove.

A che ora torni a casa?


Torno a casa a mezzogiorno (a mezzanotte, all'una, alle due e un quarto)

Quanto dura la lezione di italiano?


Dura un'ora, dalle dieci alle undici. (dall'una alle due...)

Le parti del giorno sono:

 la mattina dall'alba a mezzogiorno


 il pomeriggio da mezzogiorno al tramonto
 la sera dalla fine del pomeriggio all'inizio della notte
 la notte quando si dorme

Le espressioni di mattina/la mattina, il pomeriggio/di pomeriggio sono usate per riferirsi ad azioni ab

Al mattino ci svegliamo presto.


Noi siamo sempre a casa di sera.
Di pomeriggio di solito bevo un te'
Mi piace passeggiare per Roma di notte.

24
AVVERBI 1 OF 1

Gli avverbi

Gli avverbi sono invariabili e possono modificare un verbo, un aggettivo, o un altro avverbio. Posson
indicare una circostanza, un luogo, un tempo, un dubbio o una quantita'(eng).
 Io conosco Maria. Io conosco Maria bene.
 Pia e' piccola. Pia e' molto piccola.
 Lei parla. Lei parla molto bene.

Avverbi possono essere formati dagli aggettivi seguendo le regole sottoelencate(eng).

a) se un aggettivo termina in -e, aggiungere -mente


b) se un aggettivo termina in -o o in -a aggiungere -mente alla forma femminile
c) se un aggettivo termina in -le o -re, eliminare la -e finale, poi aggiungere -mente

 forte > fortemente


 veloce > velocemente
 attento > attentamente
 magnifico > magnificamente
 probabile > probabilmente
 facile > facilmente
 particolare > particolarmente
 esemplare > esemplarmente

Altri avverbi
locativi temporali qualitativi quantitativi modali aggiuntivi inte
qui presto bene alquanto infatti anche perc
li' tardi male assai certo pure com
qua ora meglio parecchio forse neanche quan
la' allora peggio troppo quasi perfino dove
dove ancora volentieri molto proprio inoltre
dentro subito poco sicuro altresi'
fuori spesso piu'
vicino quando meno

PREPOSIZIONI 1 OF 5

25
Preposizioni semplici

Nelle preposizioni semplici distinguiamo 1) le preposizioni proprie (di, a, da, in, con, per, su, tra
2) le preposizioni avverbiali, anche dette improprie (dentro, fuori, sopra, sotto, davanti, die
Le preposizioni semplici sono invariabili. Per facilitare il compito allo studente elenchiamo qui di segu
preposizioni proprie e diamo i loro usi principali:(eng)

Da Di

Agente (by) Causa (of)


Il pranzo e' preparato da mia moglie Sono stanco, muoio di sonno

Distanza (from) Contenuto, argomento (of)


La casa dei Rossi e' un chilometro da casa mia Beve una tazza di caffe'
Leggo un libro di storia
Localita' (at)
Vado dal dottore, sono da mia zia Eta', approssimativamente (of)
Un uomo di mezza eta', di una quarantina di ann
Provenienza (from)
Vengo da Roma Composizione (of)
A Roma ci sono molte statue di marmo
Qualita' (as) Una casa di pietra
Da giovane, Antonio faceva molto sport
Modo/maniera (at)
Scopo (for) Vado a casa di corsa
Lei ha molti abiti da sera
Origine (of)
Tempo (since) Sono di Napoli
Studio in Italia da un mese
Possesso (of)
Questo libro e' di Anna

Per Qualita' (of)


Oggi sei di molto buon umore
Causa (for)
Lo fa per amore Tempo (during)
Viaggio sempre di giorno e mai di notte
Eta' approsimativa (about)
Va per i trent'anni

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Localita' (for, by) Con
Domani parto per Philadelphia
Il treno passa per Milano Compagnia, unione (with)
Francesco va a scuola con gli amici
Mezzo (via) Parto con tutte le mie valige
Ti mando questo pacco per posta
Mezzo (with)
Scopo (for) Carlo scrive con una penna stilografica
Mangiamo per vivere, non viviamo per mangiare
Modo/maniera (with)
Tempo (for) Ti ascolto con attenzione
Ho un appuntamento per domani

Preposizioni semplici
Nelle preposizioni semplici distinguiamo 1) le preposizioni proprie (di, a, da, in, con, per, su, t
2) le preposizioni avverbiali, anche dette improprie (dentro, fuori, sopra, sotto, davanti, d
ecc). Le preposizioni semplici sono invariabili. Per facilitare il compito allo studente elenchiamo qu
le preposizioni proprie e diamo i loro usi principali:(eng)

Su A

Contenuto, argomento (on) Distanza (from)


E' un libro su Picasso Il bar e' a cento metri da q

Eta' approssimativa (about) Localita' (to)


Quel bambino ha sui dieci anni Emma va a Roma oggi

Localita' (on) Modo/maniera (on)


Il tappeto e' sul pavimento Vado a scuola a piedi
Il gatto e' salito sull'albero
Destinazione (to)
Do il libro al mio amico
In
Tempo (at)
Lui si alza sempre a mezzo
Fanno cena di solito alle 20

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Limitazione (in) Tra (fra)
Siamo soltanto in tre
Gli studenti sono bravi in italiano Localita' (among)
La casa e' tra gli alberi
Localita' (in)
L'Italia e' in Europa Paragone (among, between
La piu giovane tra le ragaz
Mezzo (in, with)
Arrivo domani in aereo Tempo (in)
Andrea parte tra due giorn
Modo/maniera (in)
I ragazzi arrivano in fretta Tra e fra sono sinonimi

Tempo (in)
Le foglie cadono in autunno

Alcune preposizioni sono usate con degli avverbi e formano cosi' delle locuzioni prepositive come:

Accanto a (next to) Davanti a (ahead of)


Vicino a (close to) Invece di (instead of)
Di fronte a (in front of) Prima di (ahead of)
Fino a (until) Dopo di (after)
Lontano da (far from) Insieme con (together with)

Le piu' comuni preposizioni avverbiali (o improprie) sono


Verso (towards) Circa (about) Intorno (around)
Lungo (along) Contro (against) Presso (close by)
Durante (during) Davanti (ahead) Prima (first)
Tranne (except) Dentro (inside) Senza (without)
Eccetto (except) Dopo (after) Sopra (on, above)
Salve (except) Fuori (out) Sotto (under, below)

In alcune costruzioni si usa una doppia preposizione

 Prima di noi (before us)


 Davanti a casa (in front of the house)
 Sotto di lui (under him)
 Intorno al parco (around the park)

Alcune preposizioni avverbiali vengono usati come avverbi, senza sostantivo

 Lui e' sopra (upstairs)

Le preposizioni articolate

Quando le preposizioni di, a, da, in, su sono davanti all'articolo definito, queste preposizioni si unisc
all'articolo e il nesso viene scritto come una sola parola secondo la seguente tabella (eng)

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il i lo/l' gli/gl' la/l'
di del dei dello/dell' degli della/dell'
a al ai allo/all' agli alla/all'
da dal dai dallo/dall' dagli dalla/dall'
in nel nei nello/nell' negli nella/nell'
su sul sui sullo/sull' sugli sulla/sull'

La copertina del libro e' gialla Le copertine dei libri sono gialle
Do l'esame allo studente Diamo gli esami agli studenti
Il gatto scende dalla sedia I gatti scendono dalle sedie
Il pesce e' nell'acquario I pesci sono negli acquari
L'uccello e' sul ramo Gli uccelli sono sui rami

Le seguenti sono le espressioni piu' comuni di frasi prepositive che sono u


verbi di movimento (es.: andare) e i verbi di stato (es.: essere)(eng)

a casa al parco in autobus


a piedi all'universita' in automobile
a scuola in biblioteca in barca
a teatro in campagna in bicicletta
a Napoli (es.) in citta' in treno
all'aeroporto in classe da me, da lui, ecc.
al cinema in giardino da Mario (es.)
al circo in montagna dalla sorella/dall'amica ecc.
al lago in Italia (es.) dal dottore
al mare in aereo dal dentista

Le preposizioni articolate come partitivo

La preposizione di+articolo definito (al singolare o al plurale) indica una parte o una quantita' o un
indeterminato di persone, animali, o cose. Per l'uso del partitivo al singolare o al plurale distinguiam
categorie di sostantivi: a) numerabili e b) non numerabili. (eng)

a) Con i numerabili usiamo il partitivo sempre al plurale. Anche alcuni aggettivi di quantita', come a
troppi/e, molti/e, pochi/e ecc. hanno la funzione di partitivi. Questi ultimi hanno un significato pi
della preposizione articolata. (eng)
In classe ci sono degli studenti e delle studentesse
Allo zoo ci sono alcuni orsi bianchi
A casa ho tanti libri ma pochi video
Abbiamo delle amiche francesi
Abbiamo molte camicette, ma poche scarpe

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Il partitivo qualche e' un oggetto indefinito invariabile usato solament
sostantivi numerabili e sempre al singolare. Significa "a few" o "a little

Vorrei qualche cosa da mangiare


C'e' qualche persona interessante a questa riunione?

b) Con i sostantivi non numerabili (pane, te', vino, acqua, denaro


i collettivi (gente, folla roba, ecc.) usiamo la preposizione articolate
aggettivo di quantita', entrambi sempre al singolare, o l'espressione un
di. (eng)
Gli italiani mettono dello zucchero nel caffe'
Vuole del vino? No, preferisco dell'acqua
C'e' della gente interessante al mare d'estate
Vorrei un po' di pane
Gli italiani bevono poco te'

Nota che quando con alcuni sostantivi non numerabili usiamo il sostan
plurale il significato cambia:
bevo del vino con la cena > I will have some wine with dinner
ho dei vini stranieri > I have some foreign types of wine

Nota che il partitivo NON si usa nelle frasi negative e nelle enumerazio
Non c'e' pane
Non ha denaro
In Italia ci sono molti alberi da frutta: aranci, meli, peschi, ecc.

Uso di "ne" come partitivo

Ne e' un pronome che si usa in relazione a un termine partitivo per ev


ripetere questo termine
Avete dei buoni amici? Si, ne abbiamo
Quanti anni hai? Ne ho venti

Le preposizioni piu' infinito

La preposizione a e' usata

a) con i verbi di movimento + infinito

 Vado a studiare 
 Usciamo a comperare un libro

b) con i verbi: cominciare, continuare,


imparare, insegnare, riuscire, mandare, ecc.

 Gli studenti finalmente cominciano


a capire.

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 Loro continuano a ridere.
 I bambini imparano a camminare a un
anno.
 Io vi insegno a parlare italiano.
 Tu riesci a fare tutto molto bene.
 Mandiamo Pietro a comperare un chilo di
zucchero

La preposizione di e' usata:

a) con le seguenti espressioni: essere contento


avere bisogno, avere tempo, avere voglia, av
intenzione, aver paura, ecc.

 Sono contenta di bere del buon vino.


 Ho bisogno di dimagrire un po'.
 Non abbiamo tempo di scherzare.
 Non ho voglia di studiare.
 Lui ha intenzione di comperare una mac
 Ha paura di sbagliare.

b) con i verbi: cercare, credere, decidere, dim


dire, dispiacere, fingere, pensare, pregare, r
smettere, sperare, tentare, ecc.

 Cerco sempre di controllarmi.


 Crede di sapere tutto, lui.
 Decide di laurearsi in filosofia.
 Dimentica sempre di studiare.
 Diciamo a Pia di lavarsi le mani.
 Mi dispiace di non andare a San Francisc

Con le seguenti espressioni non si usano


preposizioni: bisogna, e' necessario, e' bello,
opportuno, e' utile, e' inutile, ecc.

 Bisogna sempre dire la verita'


 E' necessario chiedere informazioni.
 E' bello avere degli amici intelligenti.

Preposizioni non si usano con i seguenti verbi: am


desiderare, dovere, lasciare, piacere, potere
preferire, sapere, volere, ecc.

 Amo passeggiare al tramonto.


 Preferisco passare il pomeriggio al parco

La preposizione da + infinito indica scopo o nec

 Vorrei un libro da leggere.


 Non c'e' niente da fare

31
Nota le seguenti espressioni con prima di e dop

 Prima di mangiare mi lavo le mani. (infi


presente)
 Dopo (di) aver lavorato sodo, dormiam
(infinito al passato)

FUTURO 1 OF 4

Il futuro

Nel futuro distinguiamo il futuro semplice o il futuro anteriore o composto

Futuro semplice

Il futuro semplice indica

a) una azione che accadra' o uno stato che sara' in avvenire:

 Partiro' tra dieci giorni.


 Non torneranno presto.

b) un comando o un'esortazione:

 Verrai con me!


 Scriverete l'esercizio nel quaderno.

c) una probabilita', un'incertezza

 Perche Giovanna non e' in classe oggi? Sara' malata.


 Che ore sono? Saranno le dieci

32
Futuro anteriore

Il futuro anteriore indica:

a) un'azione o uno stato che accadra' o sara' in avvenire prima di un'altro anche nel futuro:

 Quando arriveranno, avremo gia' cenato.


 Spegnero' la luce quando avro' finito di leggere.

b) una probabilita' o un'incertezza riguardo un'azione o uno stato passato:

 E' in ritardo: avra' perso l'autobus.


 Chissa' che avra' capito

FUTURO 1 OF 4

Il futuro

Nel futuro distinguiamo il futuro semplice o il futuro anteriore o composto

Futuro semplice

Il futuro semplice indica

a) una azione che accadra' o uno stato che sara' in avvenire:

 Partiro' tra dieci giorni.


 Non torneranno presto.

b) un comando o un'esortazione:

 Verrai con me!


 Scriverete l'esercizio nel quaderno.

c) una probabilita', un'incertezza

 Perche Giovanna non e' in classe oggi? Sara' malata.


 Che ore sono? Saranno le dieci

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Futuro anteriore

Il futuro anteriore indica:

a) un'azione o uno stato che accadra' o sara' in avvenire prima di un'altro anche nel futuro:

 Quando arriveranno, avremo gia' cenato.


 Spegnero' la luce quando avro' finito di leggere.

b) una probabilita' o un'incertezza riguardo un'azione o uno stato passato:

 E' in ritardo: avra' perso l'autobus.


 Chissa' che avra' capito

I futuri di essere e avere


Essere

Futuro semplice Futuro anteriore


saro' saro' stato (-a)
sarai sara stato (-a)
sara' sara' stato (-a)
saremo saremo stati (-e)
sarete sarete stati (-e)
saranno sarranno stati (-e)

Avere
Futuro semplice Futuro anteriore
avro' avro' avuto
avrai avrai avuto
avra' avra' avuto
avremo avranno avuto
avrete avrete avuto
avranno avranno avuto

Oggi sono a Roma, domani saro' a Napoli


Alla fine del mese avremo una vacanza.
Sarai a scuola domani?
In primavera avra' trent'anni.
Saranno stati dai loro amici.
Avra' avuto molte cose da fare.

34
Come negli esempi sopraelencati, l'ausiliario di essere e' essere, l'ausiliario di avere e' avere. Il
futuro anteriore e' formato dal futuro semplice dell'ausiliario piu' il participio passato del verbo stesso
in questo caso uguale all'ausiliario. Nota l'accordo in genere e numero con l'uso
dell'ausiliario essere (eng).

I verbi modello
Futuro semplice
Prima coniugazione Seconda coniugazione Terza coniugazione
parlare credere partire
parl-ero' cred-ero' part-iro'
parl-erai cred-erai part-irai
parl-era' cred-era' part-ira'
parl-eremo cred-eremo part-iremo
parl-erete cred-erete part-irete
parl-eranno cred-eranno part-iranno

Futuro anteriore
Prima coniugazione Seconda coniugazione Terza coniugazione
parlare credere partire
avro' parlato avro' creduto saro' partito (-a)
avrai parlato avrai creduto sarai partito (-a)
avra' parlato avra' creduto sara' partito (-a)
avremo parlato avremo creduto saremo partiti (-e)
avrete parlato avrete creduto sarete partiti (-e)
avranno parlato avranno creduto saranno partiti (-e)

Nota che le desinenze sono uguali per i verbi della prima e seconda coniugazione.
Nota anche che, per il futuro anteriore, il concetto di "coniugazione" e' irrilevante,
dato che i verbi coniugati sono in ogni caso gli ausiliari essere e avere.(eng)

Domani il Presidente telefonera' al Papa.


Non temero' piu' i miei nemici.
Il mese prossimo partiro' per Parigi.
Chissa' se avranno finito il lavoro per domani.
Arriverranno tardi e noi avremo gia' cenato.
Giulia si alzera' alle sette e andra' a lavorare.

I verbi della prima coniugazione che finiscono in -care o -gare conservano il suono
[k] o [g] inserendo una "h" quando e' necessario. Quelli che finiscono in -ciare e -
giare omettono la "i" in quanto superflua per conservare il suono.(eng)

giocar spiegare c mangiare


e o
m
i

35
n
c
i
a
r
e
gioc-h-ero' spieg-h-ero' cominc-ero' mang-ero'
gioc-h-erai spieg-h-erai cominc-erai mang-erai
gioc-h-era' spieg-h-era' comin-cera' mang-era'
gioc-h-eremo spieg-h-eremo cominc-eremo mang-eremo
gioc-h-erete spieg-h-erete cominc-erete mang-erete
gioc-h-eranno spieg-h-eranno cominc-eranno mang-eranno

Il futuro semplice di alcuni verbi irregolari e dei verbi modali


andare bere dare

andro' berro' daro'


andrai berrai darai
andra' berra' dara'
andremo berremo daremo
andrete berrete darete
andranno berranno daranno

dire fare stare

diro' faro' staro'


dirai farai starai
dira' fara' stara'
diremo faremo staremo
direte farete starete
diranno faranno staranno

venire sedersi morire

verro' mi siedero' morro'


verrai ti siederai morirai
verra' si siedera' morra'
verremo ci siederemo moriremo
verrete vi siederete morirete
verranno si siederanno morranno

vedere cadere sapere

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vedro' cadro' sapro'
vedrai cadrai saprai
vedra' cadra' sapra'
vedremo cadremo sapremo
vedrete cadrete saprete
vedranno cadranno sapranno

dovere volere potere

dovro' vorro' potro'


dovrai vorrai potrai
dovra' vorra' potra'
dovremo vorremo potremo
dovrete vorrete potrete
dovranno vorranno potranno

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