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Alfonso Traina | Tullio Bertotti Sintassi normativa della lingua latina teoria Cappelli editore Volume I: prima edizione 1965 lattuale parte prima) seconda edizione 1969 terza ediione 1973, Volume I: prima edicione 1965 (artuale parte seconds) seconda edizione 1969 Volume Ill: rims edivione 1966 (attuale parte teza) Seconda edizione 1969 terza edizione 1973, Volume unico: prima ediione sevembre 1985 (tron) Ristompe: 6 5 4 Copyright © 1965 by Cappelli editore Copyright © 1977-1985 by Nuova Casa editrice L. Cappelli spa, Via Marsili 9, 40124 BOLOGNA. Finito ai stampare presso la Grafica Ragno di Bologna nel 1988 PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE Dificile est proprie communia dicere Questa sintassi fu pensata e impostata qualche anno fa, per Vinsegnamento secondario, ed & venuta crescendo per strada. Pub- blicarla oggi, é un atto di fede nel futuro del latino. Ma affrettiamoci ad aggiungere, per non sembrare troppo ottimisti, che é in progetto luna sua riduzione e adattamento alle nuove esigenze della scuola INfitolg| ne dichiara i limiti, idattici, La struttura € V'articolazione é tradizionale (anche 1a dove avemmo la tentazione di sfrondare, come nella sintassi di concordanza). Ma cercammo di ripensare € documentare ogni norma, e facemma appello alla nostra esperienza di grammatici per conciliare il massimo di chiarezza col massimo di frecisione, ben consapevoli degli inevitabili compro- messi e lacune, che la benevolenza dei Colleghi ci aiutera a colmare. Particolare attenzione abbiamo dedicat agli esempi, sia aumen- tandone il numero in omaggio al principio che un buon esempio dice pit di una regola, sia, quand’era possibile, rinnovando il materiale € preferendo frasi in sé compiute e significative, senza scrupoli_pu- sistici (Publilio Siro (?) e Seneca # morale» ci perdonino il sistema- tico saccheggio delle loro massime), sia, infine, aggiungendo a ogni esempio la citazione controllata, non per ostentazione, ma per ga- rantire Vautenticita della frase ¢ dar modo ai Colleghi di reinserirla nel suo contesto, che in un libro come questo non era lecito né di- latare né commentare. Anche le frasi degli esercizi, da entrambe le (() Citato, in mancanza di un'edizione canonica, su quella comoda di Bickiord-Smith, London 1895, lingue, sono tutte di autore, ¢ modificate il meno possibile, cos! da costituire un supplemento di esempi. Tra doppie parentesi_quadre abbiamo racchinso tutto quanto ci sembrava superasse il livello di un insegnamento elementare, ma giovasse ad approfondire 0 a chia- rire la norma enunciata, sia sul piano della esegesi (ma con discre- zione) che della diacronia (ma con prudenza). Sottolineiamo che le parti fra parentesi non hanno nessun riferimento negli esercizi possono quindi essere resecate senza conseguenze: sl nostro. scope cra di fare una sintassi a due livelli, di cui l'inferiore, pur integran- dosi col superiore, fosse del tutto indipendente. Bisognera attendere 4l nuovo assestamento scolastico per giudicare se questa dicotomia abbia ancora una ragione. Nell’originaria distribuzione del lavoro erano affidati a Tullio Ber- totti, oltre agli esercizi, le concordanze, i casi (eccetto le determina- zioni di tempo e di nogo e le particolarita sintattiche) e i modi non finiti; il resto ad Alfonso Traina, Ma la collaborazione fra i due Autori @ stata cost stretta € cost numerosi i casi di rielaborazione comune, che entrambi si dichiarano responsabili in solido di tutta l'opera, Disarmonie ¢ sfasamenti sono il prezzo di ogni collaborazione, ¢ lo saranno, anche della nostra: ne chiediamo scusa al Lettore. Fummo 1a lungo incerti sul problema della bibliografia: ci sarebbe piaciuto citare i libri (manuali, repertori, monografie) a oui pid dovevamo. Ma la lista era lunga, ¢ la scelta arbitraria, In un'opera scolastica abbiamo preferito tacere (#): ma riconosciamo ogni debito ed espri- miamo a tutti la nostra gratitudine. Naturalmente abbiamo utiliz~ zato, talora alla lettera, i nostri studi anteriori (). Da_un'oculata revisione del Dott. Paolo Barboni abbiamo tratto molti emenda- menti € suggerimenti. (), A questo silensio abbiamo cercato di rimediare, almeno in parte, pub- ¢ Didattica, A. TX, N. 3-7 (1963-64) un articolo su La sin latinas Ta Tiiguistica moderna, che pud valere da introduzione Storie metodologica alla presente sintassi (Av evitare equivoci, sara bene precisare che talune imitate conver genze letterali fra la nostra sintassi «la Syntaxe latine di ERNoUT-THomas Sengono dalla recensione che tno di noi fece alla | edizione dell opera irancese e'che gli lustel Auton ebbero la compiacenza di tener presente nella IT edi- P65 PREFAZIONE ALLA NUOVA EDIZIONE Questa nuova edizione (IV* dei volumi Ie Ul, IlI* det resenta novita sostanziali, ma solo una diversa, e pit pratica, rbuzione della materia in due volumi: uno per la teoria e un altro per gli escrcizi (che essendo, ci si consenta di ricordarlo, tutti ¢ inte- gralmente d’antore, costituiscono un supplemento di esemplificazione ¢ non soltanto uno strumento di applicazione). Qualcuno si stupira che, dopo vent’anni, sia rimasto immutato lassetto metodologico. Ap- punto: dopo yent’anni o si scrive un libro nuovo, o si lascia il vecchio Cosi come; tanto pili se, cosi comm’, il libro si dimostra ancora vitale, sia pare a un livello diverso da quello per cui era stato programmato. ‘Alirimenti si rischiano compromessi di dubia validita, scientifica _didattica, = cha = ‘Una grammatica non & che un modello pitt o meno approssimativo| di una data realta linguistica. Come nelle scienze esatte, il modelo ‘migliore & quello che da ragione della maggiore quantita fermarlo, per il latino, della grammatica generativa o di | ci sembra prematuro, almeno a giudicare da recenti approcci (2).__| “Tuttavia qualche ritocco 'abbiamo apportato anche noi, chiarendo © rettificando norme e definizioni, rinnovando e arriechendo l'esempli- ficazione (ance, qua © Ia, negli esercizi). Sugli incoativi, in partico- Iare, abbiamo accolto le conclusioni di A. Traina, G. Bernardi Perini, Propedeutica al latino wniversitario, Bologna 1981°, pp. 137 ss. alla quale rimandiamo anche per’Taggiornamento bibliografico © per'Vap- profondimento dei capitoli sul locativo, ill causativo, Vaspetto, la paratassi e Vipotassi. Atronso Tram () Gti mntori di questi approcel, sempre pronti a levare il dita accusatore contro la grammatica tadisionale, Sarebbero bone a curare di pit ls correttorsa nom 910 .grammaticale, ma anche semantica (che non & meno importante) del loro latino, e @ nom Insegnare che efpglia» & folia (non attestato prima del V sec), advena vuol die eviandantes, i femminile di ulnque # wlrdque (per wivdque ), destituore sgnificn ‘eollocare, deporse»(perehé Livio dice: alvewm i sieco aquavn desttuisse),pergere {disigere x, conrertere «tornare indietro , Tuppilr « padre del cielo», semovere 130° ‘arsene, allontanarsi » ambiguita. di quel se-), consistore «stare, Covarsls, 0. che ‘potis no’ é attesiatp neal autor Tata (ito da un mata recente, di cl preferseotace- re li autari. Si dice il peceato, non il peccatore). b.7 PREMESSA 1. _Ogni lingua comprende un sistema di suoni, un sistema di forme e un sist rapporti, Il sistema dei suoni (vocali, semivocali, ‘ittongbi, consonanti) in quanto si combinano nelle parole, ¢ quindi la pronunzia, la grafia, la quantita e I'accento sono oggetto della fonetica; il sistema delle forme, cio8 le modificazioni subite dalle sin- gole parole per esprimere le varie categorie grammaticali (numero, genere, tempo, modo, etc.), ¢ quindi la flessione nominale (declina- Tione) e quella verbale (coniugazione) sono oggetto della_morfo- logia; il sistema dei rapporti che intercorrono fra le parole nel discorso, quindi il loro associarsi in gruppi vieppiti complessi come la pro posizione e il periodo, @ oggetto della sintassi. 1a fonetica, la morfo- logia e la sintassi, in opposizione al lessico, costituiscono la[gramma- ica) di una lingua. {(Rotm. 11 nome a ysintasts & dervato dal groca leis) + asocarion, ollegamento, € risale ad-Apolionio Discolo, grammatico”greco del Il sec. ac s si/p.9 em Parte prima LE CONCORDANZE - IL NOME Capitolo | ELEMENT! DELLA PROPOSIZIONE La proposizions! 2, La(proposizioné)é l'unita elementare del discorso che ha senso compiuto, Costituisce quindi propostzione qualsias eh ‘qualsiasi enunciato, parché abbia senso compiuto, anche se composto di una sola parola: & il caso delle interiezioni (edépol, « per Polhice »; malum, «diamine! »), delle esclamazioni (o fempora, o mores!), dei titoli (lupus et agnus), etc., che"esprimono in modo adeguato i sentimenti o le intenzioni del par. lante ¢ sono'perfettamente conclusi in se stessi. soa ly lementi essenzali della proposizione nella sua forma tipica sata dalla radiione grammatical, sono Iurecalg' i suggeiay ‘Tuttavia tanto I'italiano che i latino conoscono una particolare cate- goria di verbi che denotano fenomeni atmosferici ¢ che, benché non abbiano usualmente soggetto (ma lo avevano all’origine, ed era il cielo divinizzato), costituiscono proposizione («tuona», fanat; «ne- vica », mingit; « piove », pluit; etc.): si trata sempre di enunciati che hanno senso compiuto. Inoltre frasi gnomicke italiane come «nessuna nuova, buona nuova » o latine come quot homines, tot sentontiae (TER., Phorm., 454: it. aquante teste, tanti pareri») sono originariamente realizzate senza Yaiuto del predicato (frasi nominali). Ma ci sono casi nei quali la proposizione non pud non considerarsi ellittieal cice incompleta, in quanto priva del soggetto 0 del prediicato o di entrambi questi elementi; perché si abbia un senso compiuto, occorre quindi sot- tintendere, gli elementi mancanti desumendoli, dal contesto: Chi ha parlato? — {0 [ho parlato) Quo agis te? —- |Me ago] domum (PLaur., Amph., 450} Dove te ne vai? — A casa p.12/§2 “Accanto al soggetto e al predicato altri elementi possono concor- rerea formare la proposizione: l'attributo, l'apposizione, i complementi predicativi (degli altri complementi si dira nella sintassi dei casi) A predicate.) as 3. In una proposizione il predicato ¢ GRE I 4 E convencionalmente distinto in yerbafe e nominglé: il predicato,verbale,¢ comet daus'verbo, il predicalstomindiens arbostantivo o da ua"ag- gettivo o da un‘avverbiotuniti a una voce del verbo sum, che & chiamata co- pula ("): Fortes fortuna aditivat (TER., Phorm., 203) 2, w.Tustitia omnium est domina et regina virtulum (Cic., Off. 3. 28) b.Numguam est fidelis cum po- La fortuna aiuta i coraggiosi La_giustizia & signora e regina i tutte le virté Non é mai sicura I’alleanza col tente socidias (PHAEDR., I, 5,1) __potente « Formosa facies muta commen- Una bella presenza & una muta datio est (PBL. SYR., 194) raccomandazione ©Procul, 0 procul este, profani! (VeRs., Aen, 6, 258) Lontano, state lontano, profani! MIR Eet0! 4. In una proposizione illsogg ‘cui si tiferise: il predicato: Volat aetas (Cic., Tuse., 1, 76) nome o Vespressione nominale a 11 tempo vola Non é pid Hlio ¢ la grande gloria Fuit Hiam et ingens gloria Tew dei Troiani crorum (VERG., Aen.,2, 325 58.) Pud costituire soggetto di una proposizione anché'una parola inde- clinabile, untinsieme di parole strettamente congiunte tra loro o una (3) It termine, che fn latino sinion ‘mezzo por unite, & i origine medievale (Aborto), Vergonoe quindtchiamatiagptistes quel verbi che s trovano quaH sempre anit SGostantle « ageettiv! che ne completano i signiieato © che vanno posit in lating in caso ominativo, Di st si parkra uel capitol dedicatoallgso Gel nominativo (cf. § 24. §3-4/ p13 mui ‘intera proposizione (detta « sostantiva » perché equivale a un sostantivo,~7e..:5 cfr. § 312) A primum est (Lvct., 351 Marx) Divs est «iam » id mihi (PLawt. Most., 338) Ad duo milia et trecenti occisi {sun} (Lav., 10, 17, 8) Omnibus bonis expédit salvam esse rem publicam (CiC., Phil., 13, 16) A & la prima lettera (Questo «sibito» per me signi- fica molto tempo Cirea duemila ¢ trecento uomini furono uccisi A tutti i buoni cittadini_giova che lo stato sia salvo (Ia salvezza dello stato) 5. Se il soggetto # rappresentato da un_pronome personale, il latino in genere ne omette I'indicazione (anche Fitaliano dice semplice- mente: «Sono andato a casa»), bastando allo scopo le varie desinenze verbali: Homo sum: humani nil ame alie- num puto (TER., Heats, 77) come Homo ego sum, homo tu es (Ptavt., Trin. 447) Ego excludor, Me recipitur (TER., Eutt., 159) Sulla poluit, ego non potéro? (Cic., Att,’ 9, 10, 2) Mla cantat, nos tacemus: quando ver veniet mewm? (Perv. Ver, 80) Sono uomo: niente di cid che & umano ritengo estraneo a me. Lo esprime perd quando gli vuol conferire un rilievo particolare, alle ant Uomo sono io, uomo sei tu To. sono messo alla porta, lui 8 fatto entrare Lo poté Silla, ¢ ionon lo potrd? Essa canta, noi taciamo: quando veri la mia primavera? [[Nota, Nella lingua parlats il pronome personale & impiegato anche senza articolari ragiont expressive )) ‘L'attributo) 6. E definitoattributo| un aggettivo che qualifica o deter- mina (’) un sostantivo, indipendentemente dal predicato: (0 Pera teenes fu strbuto qualicaivee determina ete. § 127. p14 85-6 Graccia capta ferum victorem ce- pit (Hor., Ep., 2, 1, 156) Muli gravati sarcinis ibant duo (Pusepr., 2, 7, 1) Agesilius ciiam apud barbaros ‘summa religione omnia simu- Tacra avasque conservavit (NEP., 17, 4,7) La Grecia conquistata conquist® il rozz0 vincitore Due muli procedevano gravati dalle som: ‘Agesiléo anche in terra straniera Tispettd con grandissimo scru- polo tutte Ie statue e gli al- tari Note. [[f) Ilsostantivo pud essere determinato anche da un avverbio con fun- Zione attribu:iva (grecismo): Sex mulia ab urbe abérat templum Laciniae Tuna Fe taco omen is (Liv 24, ST erie Groner tia, venecaia da fate le popolacionsall itta il tempio di Giunone 3, 3), sel mighia distava dalla Non henune hominum mores vides? (PLAUT., Pers., 385), ¢mion vedi } costumi Roars degli Soseiz +I) 2) La fapsione atteibutiva 8 largamente implegats in latino: attibut latini corrispendono. antivi da jzione: een es sollevazione deg sch Kami accom earl di Meratona i Sites di Asion, Themisticles Athentensis istocle dj Ateneo: Gatifea bella (CAazs., Gall 4, 20, 1), Se guerre corttp la Galliay: Meae Iitrae Menturnonses (Cic., Att,'§, 3. 2) MiaShia letters da) Minturnos; Tums servilis (Cazs.. Gall. 1, 40,"5) “Agnes eqws (Cre Off 4. 381, +40 cavallo.dibron- 209; Erilis foius (Len., Eun., 289), i figho del padrones (cfr. § 50). Brapposizione 7. L’apposizione/é un sostantivo che specifica un altro so- dal predicate, © pod a sus volta stantivo () indipendentemente essere accompagnata da un attributo: Gallos ab Aquitanis Garumna ‘flumen dividit (Caxs., Gall., 102) M. Marcellus Syracusas, urbem ornatissimam, cepit (Ctc., Verr., Il, 1, 55! Nota. Per la differenza tra l'apposizione epesegetica ed epitetica cfr. § 126.- ».\5? Ml fiume Garonna divide i Galli dagli Aquitani Marco Marcello si impadroni di Siracusa, citta ricchissima di opere d'arte (a) Ma selaggettivo manca, st dovra necesariamente dee pugna apud (ad) el'accusativo, ele. $107, ne = (Wa) © espressone sostantivata, come un infinity o anchn furmas tneast Slerews, OMEN Pagar (savspiio dt Vitor inter proposiions: Primus Venc., Aen 10, 313)] 87 / p15 Legati 68 Ptolemaco et Cleopatra, regibus Acgypti, vonerunt (Liv., 37, 3, 9) Il complemento' predicativo! Vennero degli ambasciatori da parte di Tolomeo e Cleopatra, sovrani dell'Egitto 8. Prendiamo in esame queste due proposironi: 1 valoposn netale morf in battaglia » e «il generale mori da valoroso.». Nel primo caso l'aggettivo « valoroso » éyattril tas in quanto ésprime una qua- er Jita permanente del sostantivo, indipen sntemente dall’azione verbale; nel secondo caso esso esprime ancora una qualita del sostantivo, ma il giudizio sul valore del generale vale soltanto per il momento del- Yazione indicata dal verbo, E questa Tayfunzione predicativa; che, come si vede, 2 ben diversa dalla funzione attributes Cosi, nell’esempio latino che citiamo, l'aggettivo magnus é usato prima con valore attributivo, poi con valore predicativo: Si magnus vir cecidit, magnus Ran SEN, Aa Hele oe BE Per complementi predicativi| si intendono quindi quei -stantivi, aggettivi e participi cat © il soggetto (pre Se un grande uomo cadde, giac~ que grande determinano insieme il predi- tivo del soggetto}, il predicato eto. (predicativo dell’oggetto) (*), yerbale ¢ il complemento. it pred ficato_verbale e altri _complementi: Dejendi rem publicam adu- lescens, non deséram senex (Crc., Phil., 2, 118) Hannibal princeps in proclium ibal, ultimus excedebat (L1v., 21, 4,8) Qualis artifex pereo! (Suer., Nér., 49. 1) Te sapientem et appellant et existimant (Cic., Lael., 6) Medium se gerendo (L1v.,2,27,3) Difesi lo stato da giovane, non lo abbandonerd da vecchio Annibale entrava per primo in battaglia, © ne usciva per ul- timo Quale artista perisce in me! Ti chiamano e ti ritengono sag- gio Comportandosi da neutrale (e) Per complement peda dl soggtto © delogaeit te. rapeivaments © 33) ec 2.16 §8 Vel imperatore vel milite me — Servitevi di me o come coman- ‘utimini (SAL, Cat., 20, 16) dante 0 come soldato Utinam C. Caesari contigisset — Volesse il cielo che a Gaio Ce- adulescenti wi cssel sonalwi sare, quand’era giovane, foste carissimus! (Ctc., Phil., 5, 49) accaduto di essere carissimo al senato! Note. La funzione del Gomplemento predicaiico)é spesso simile a quella seria Races eal eis da oot aa ts ail gordo moet de {eee al potrebbe dire «mort valorosamenter. Cost in latino spesso i Somplemcnio Podlcative ha valave auxetbialr Flgaces labuntur anal (Hon ee a ag, th agit want aot elation, New onerie caoter (tion Carm” 3, 30, 6) ston mori interamenter, Lupus gregious nocrurms tba Suter (Vint Caorge 5, 598), ll lipo di notieat agsta intomnole greguie (ct. Pasco v1! Somno che néttuimo arse, Sera fame taits Poene sel peda is 1, 9, q)s oper quanto tard, la Pena tattavia giunge con't suol passi st Pastel tversamente al nostro eda» seguito da un aggettivocorvisponde in ating so pd uu quvesbios Peal! pradcner (Cc, Pits gt), rapece Ox So olce soit dive (Cie, Pare pract 3, esuole pase da S010» @ Lresempio sopra citato: Hannital princeps in proctium iat, ultimus ‘escedebat, potrebbe anche tradursi: + Anmibale era il primo a entrare in battaglia, ultimo aluscime s. Questa perifrasi col verbo essere € evitata in latino: Lvvsus primus fabulam docwit (Cie, Bral, 71), +Livio (Andronico) fw il primo che Fappreseato un drammas; Unum hoe selo (Tex., Andy, 281), squesta 6 la sola cont che 8 G) In italiano il_predicative pud essere preceduto da_[particelie (eda, «peng, «coms », ucc.}, che aormalmente mancano in latino. Ma anche il 47 latino’ use Mf) quando esso introduce: [a) un_paragone, soprattutto ipotetico; ‘una causa;{Z) una limitazione, Si confrontino Te seguenti coppie diesem Deum marine Mi colunt (CaxS., Gall., 6, 17, 1): pred.cativo puro, Tadorand come dio soprattutto Mercurio (¢ talo éra Mercurio anche per Ro” man), Cancm ef felem @Pdeos coluxt (Cc., Leg., 1, 32): predicative compa, aay adorn come det (ces coine se fosaeo de mia on 1 an ‘per 1 Romani) il cane. il gatto». (0) Quam facile erramus homines! (Sex, Contr., 7, 1,5}: predictive puro, « con quanta facilita sbagliamo, not vomini ! +; Fossum fait, wt homo (Ctc., Ait., 13, 212, 2): predicativo,causale, ¢ posso in- igannarmi, come womo (ciee dato che sono un domo) +2) Magia nobis pueris Opinio fuil (Cic., De oy., 2, 1): predicativo puro, ano), da faneiull (ctoe quando eravamo fancitiii) avevamo la ferma convinzione »; Quos him, ut pueri,rejutare Sclebamss (012, De or. 2.2) guodicativa honasivo, «nor ih quel temp sole- ‘amo eontutanl da feaciullefeoe come potevaro'a quell eta). Clr" § 300, 23) § 403, He 5 I La funzione attributiva sembra derivata da quella predicativa: ‘puleher liber, «un libro (che &) bello] §8/p.17 Capitolo Il LE CONCORDANZE 9, La|concordanzal é I'accordo grammaticale che si sta- bilisce fra elementi della proposizione. In italiano. esso si at- tua secondo la persona (¢ noi partiamo per Roma y; ¢essi partiranno presto s), secondo il numero («il paesaggio umbro é splendido »; « eli splendidi palazzi di Venezia »), secondo il genere (¢ il percorso é lungo #; la lunga estate calda »). In latino a questi tre tipi di accordo si ag- giunge Paccordo secondo il caso (liberi parentum memores, «i figli me- mori dei genitori »; memori animo, «con. animo riconoscente »). Esa~ mineremo successivamente nella trattazione lal concordanza\del pre- icato, dell'attributo, dell'apposizione, del pronome. Concordanza del predicato 10. Nel caso di(un]_unico_ soggetto: 6) Se il predicato é ni in genere, numero caso; ‘ost: jnale, V'aggettivo si accorda col soggetto tivo sempre nel caso ¢, quando @ possibile, anche nel genere (!) e nel numero: Verae amicitiae sempiternae [suné] (Cro., Lael., 32) Bona opinio hominum tutior pe- cunia est (PuBt. SyR., 72) Fundamentum est iustitiae fi- des (Cic., Off., 1,23) Dos est decem talenta (TER., Andr., 950 5g.) Tyndaridac fratres non modo adiutores victoriae populi Ro- mani sed etiam nuntit fuisse perhibontur (Crc., Tusc., 1, 28) Matres omnes [iliis in peceato adiutrices solent esse (TER., Heaut., 99t sg.) Le vere amicizie sono eterne La buona opinione degli uomini @ pid sicura del denaro Fondamento della giustizia & 1a lealta, La dote @ di dieci talenti Si dice che i fratelli Tindaridi (Castore e Polltice) non farono soltanto collaboratori, ma an- che messaggeri della’ vittoria del popolo Tomano Tutte le madri_ di solito sono alleate dei figli nelle loro man- canze Note, 1) Quando il songetto ¢ rappresentato da un infinite o da una propo- dione Anaaitiva, 'ageet "vo si pone al neutro: Humanum amare ee! (PLACT., ee umamo anares: Pulchrum et decorum est pro patria mori (Hox, Carm.. 5,2, 13), «8 bello e onorevole morite per la patria 2) Menire U'italiano dice ¢la Loira @ il i lungo dei fiumi frances», il tating suole accordare, nel genere, if superlativo col soggetto della. propost: one e non col genio partitiva: quindl Indus qui ct omnium flumtrum masimus (Cic,, Nat. dear, 2, 130), Gil pit teniero di tutes | cereal, Findo che 211 pid grande di tutél i Rumi: Hordeum frusion omniusn molitsstmutm ect (DLs. Nat. hist, 18. 7 ‘Vorz0 4) Il predicato verbale si accorda col soggetto nella persona, nel genere, nel numero (come in italiano): Ego etiam alque etiam cogitabo (Cac. Att., 12, 7.1) Hostes statim ad Caesarem lega- tos de pace miserunt (CAES., Gall., 4, 27, 1) Contio sub occasum solis dimissa [est] (Lav, 32, 19, 13) p.18/§9-10 To rifletterd pit e pitt volte I nemici inviarono subito amba- sciatori a Cesare per trattare 1a pace L’assemblea fu. sciolta al tra monto del sole Si incontsa pero, nogls scrittari postclassici, anche 1a concordanza col -genitivo, quando tlsoggetio chinde la proposiione: Operum Juat omnium lange maximurs ae laboriosissimum. ciencutas (Liv. 2 to, io), aia, tutte te opere d’assedio, quella di gran lunga pid importante e pid faticosa fu la galleria, Sctterraneas; Peloctssimum onnium animaliam est delphinus (Pun. Nat. dist, 5, 20), sit pi Veloce di f4teh gli animals & il delfinos 3) Quahinque sia il genere del soggetto, V'aggett o.nomi- nale si pnd trovare al neutio oon valore di vost 0 2 del predicat frolcon wo: Servifus [est postre= mum malorum omnium, on modo bello sed morte etiam vepellenaion (Cre, Phil, 2,123), ela schiavit @ Vultimo grado di (atti t mal, che deve essere {1} Col noni mobi clot eke anno forme distinte per fl matcile © si ferminle lmazistr magisre, deminus drwina) © comuah clot che ponono essere tanto marchili che Femninl (des, szerdas, comer §10/p.19 tenuto lontano non solo con la guerra ma anche a prezzo della mortes; Varium 4 mutabile semper femina (Vexc., Aen., 4, 560), tla femmina ® un essere Sempre incostants ¢"mufovoles (ee. Peirarck: Yfemmina t'coua mobil pr mu 11, Nel caso di{pitilsoggetti: 4) Diversita di persone: ci si regola come in italiano: Pater, ego, fratres mei pro vo- Mio pade, io, i miei fratelli ab- bis arma ‘tulimus (Liv., 37, biamo preso le armi per voi 5324) Errastis vehementer tt el non- — Avete sbagliato di molto, tu ¢ nudli collcgae ini (Cue, Leg, aleuni tuoi colleghi agr., 1, 23) 4) Diversita di genere (8 ovvio che quando i soggetti sono del medesimo genere, il predicato si conforma a quel genere): 1) se i soggetti sono animati, prevale il maschile (come in italiano) Aquila et aper inedia sunt con-L’aquila e il cinghiale morirono sumpti (PHAEDR., 2, 4, 23) di fame Pater miki et mater mortui Mi erano morti il padre © la evant (TER, Euh., 517 sg.) madre TI) se i soggetti sono inanimati si usa il neutro: Putedlis murus et porta julmine A Pozzuoli le mura e una porta icta (sunt) (Lav., 37, 3, 2) furono colpiti dal fulmine Honores imperia victoriae Le cariche civili, i comandi mili- fortuita sunt (Cic., Off, 2, tari, le vittorie sono dovuti al 20) caso Nova. A soggetti femminili si pud congiungere un predicato neutro: Stult- Ham’ ct tieidttatern ef iniustitiam ef intemperantiam dicimus eve fit glenda (Cre, Fin. 3, 39), ediciaino che la stoltecea ¢ la pusillanimita € in Sinstinia'e Vineempetanan sono (viei) da fuggires i soggetti sono misti (animati e inanimati), l'uso latino & taliano (prevale cioé il genere piti « nobile s): Rex regidgue classis profecti Il re ¢ la flotta regia parti- [sunf) (Lav, 2x, 50, £2) rono 12. In corrispondenza di pit soggetti ill predicato si trova al singolare: — 6.207 § 11-12 a) Quando due soggetti sono strettamente legati fra loro: Quantum ina fides dignitasque Per quanto lo consentiranno la patietur (Cic,, Fam.,13,32,2) twa lealt® e dignita Caedes ac tumultus erat in ca- Strage e tumulto vi erano nel- stris (LIV., 10, 20, 10) Vaccampamento Pompeio senatus populusque Il senato e il popolo romano Romanus amplissimae digni- (formula: il governo romano) tatis praemia dedit (Cic.,Balb., _concessero_a Pompeo ricom- 10) pense di grandissimo prestigio Nota. Questo avviene soprattutto nella cosiddetta endiadi, cio’ quando una fappresentazione unica viene espressa attraverso due termini coordinati (eft. Petrarca: « vanno uomini et arml»— uomini armati): Ad corporum sanationem mmultum ifsa corpora et natura valet (Cic., Tusc., 3. 5), «Der la guarigione fisica hha molta importansa la natura del fisico stessos; Est tarda alla quidem medicina ed magna, quam adfert longinguttas et dies (Cic,. use, 3. 35), ‘ce lenta, maa risolutiva Ta medicina che la Tunghezza del tempo offre. 4) Quando si accorda soltanto col soggetto piti vicino; questo ac- cade anche nell'aniafora (?) o quando i soggetti sono distinti mediante Al polisindeto (2) (et. ef..; nec... nec...) 0 mediante congiunzioni disgiun- tive (aut, vel, sive): Mittitur ad eos colloguendi cau- Si mandano da loro per un ab- ~ sd Gaius Arpineius, eques Ro- __boccamento Gaio Arpineio, ca- manus (it) Quintus Iunius _valiere romano e Quinto Giu- (Cazs., Gall., 5, 27, 1) nio Demosthéni Hyperides proxi- A Demostene tennero subito mus/@Aeschines fuit (Ctc., dietro Iperide ed Eschine Brut, 36) Medico diligenti non solum mor- 11 medico scrupoloso deve pren- ‘bus sed diam natura corporis dere conoscenza non solo della cognoscenda est (Cic., De or., ___malattia, ma anche del com- 2, 186) portamento abituale del corpo Quid Galit, quid Hispant, quid Attendo con ansia di sapere che Sextus agat, vehementer ex- cosa facciano i Galli, che cosa ‘specto (Cic., Att, 14, 8, 2) gli Ispani, che cosa’ Sesto (3) Si desnisce amatora Ia ripotsions della stossa parolaall'inisio i membr sintattiel contigul, cfr. Dante: «tu dura, tu signore e tu maestro (2)'Si defnisce polisiageto Ta cipetsione dela medesima congiunzione copulativa, ft. Bao, §12/ p21 Hoc mihi @b Peripatesici @t ve- Ques tus Acedemia concedit (Cic., tet Acad., 2, 113) mia In hominibus iwoandis aut mo- — Nell’aiutare gli uomini di solito res spectari aut fortuna solet si guardano i loro costumi o la (Cic., Ojf., 2, 69) loro condizione sociale mi concedono i Peripa- ie la antica Accade- Nota. Come si vede dall'esempio a, 3, 'accordo col soggetto iti vicino riguarda suche il genere e, nel cao che si abbiano soggettt mist, puo contra le indicarioni che sono state date al § 11 bIIT. Infatti: Populi provinclacque Ji. beratae {sunt} (Cic., Phib., 5, 12), epopoli e province farouo Mberatie; “Paires decrovire legatos sortesque oraculi Pyihick exspectandas esse (LiV.. 5,13, 12), fisenatori decretarono che si dovessero attendere gli ambasciatorive vat, into delt‘oracolo deltas Nobilitas rem publicam dese- ruerant (L1v., 26, 12, 8) Orgetirix civitati persuasit ut de finibus suis exirent (CAES., Gall., 1,2, 1) Pars subeuntium obriisi [sunt] (Tac, Hist., 2, 22) Uterque eorum exercitum ¢ o siris eduewnt (Cazs., Ci 3 Missi [sunt conjestim honora- fissimus quisque © patribus (v., 2,15, 1) La nobilta aveva abbandonato lo stato Ongetorige persuase la sua tribii i uscive al suo terri Una parte di quelli che si face- vano sotto furono schiacciati L'uno e Valtro fa uscire Vesercito dall’accampamento Furono mandati immediatamen- te tutti i pid illustri sena- tori 13. Concordanza a senso, Prendiamo in considerazione queste frasi italiane: ¢ gran parte dei nemici furono fatti prigionicri »; + pensa quanto piccolo numero di persone siano assuefatte e ammacstrate a scrivere» (Leopardi): come si vede, a soggetti singolari («parte », «numero ) rispondono predicati al plurale perché i sostantivi sono col. lettivi ¢ indicano quindi una pluralita d’altronde espressa col geni- tivo). E questa la concordanza a senso (constructio ad senlentsamn 80. xaté obveoty), cioe un tipo di accordo che, prevalendo sul le- game grammaticale, tiene conto di quello che il sostantivo o il Pronome soggetto designano, al di 1a della loro struttura mor= fologica. In latino la costruzione a senso si pud realizzare: 4) Quanto al genere} se il predicato segue non il genere grammati- cale del Soggetto, ma il genere della persona che é indicata dal sostan- tivo soggetto: Capita coniurationis virgis cae si ac seciiri percussi [suf] (Liy., 10, 1. 3) Sambitium caesi [sunt] tria mi- Hia ducenti, capti quattuor mi- Hia septingenti (Ltv., 10, 34, 3) 1 capi della congiura furono bat- tuti con le verghe e decapitati con la scure tremila duecento quattromila set- tecento fatti prigionieri 4) Quanto. al numero, se, quando il soggetto é rappresentato da un sostantivo singolare collettivo come multitudo, civitas, pars e qual- che altro o da un pronome come il predicato & posto al plurale (!): (2) Questo, non chinramente attestato in Cicerone, ma freq _storich ¢agevolato dal partitivo che epee accompagna il sostantin> p.22/§13 suter, uterque, quisque, unusquisque, Lingus deg Dronoae songetto, E anche: ie fore possum ner wrbom Cian miglaio di pai sepa- Moroni cavapus Live23.44,7)— ravano la ct all acampas a ta. Un soggett singolare, se immodiatamente seguito da un complemento BSiapagan Cue sblasie), puo congiungersi com un predicate al plarale, Come qualche volta m italiana, Sprus cum lla vostro comsusurrant (Tex, eau. 7a), ESiro confabula col vostro schiavo ni Ipse' dur cum aliquot princspibus Blt (Liv 21,60, 9) ei generale seuso.con aeuny alt aici vengone fat prigiatieri»Demawthentey cum ceteris gui bone de re publica mort Cpitinabontn, opi tion exlam erat expe (Nar 9,32) Demo- Stone mem Gd ltt ches riteneva avesero grand mire wre i Sta stato alia pec deliberasione del popolo.s (6 not che in questultime Stenapin dl prelicats eran! expulst & propatato dal verbo plorae contenuta nel felativay; Bliss cum Diomede dstigantur (AvCL., D. Seer 18, 1) 14, Concordanza per attrazione. Si ha concordanza per at- trazione quando il predicato subisce Pinflusso di altri elementi della proposizione e si accorda con essi anziché col soggetto. a) Accordo con l’apposizione. Nel caso che il soggetto sia unite a un‘appodzione, accantg al tipo di accord normale, eancordanza del predicato col soggetto: Tullibla, delicidlae nostrae, tuum La piccola Tullia, nostro dolce munusculum flagitat (Cic., amore, reclama un tuo piccolo Att., 1, 8, 3) dono si incontra Vaccordo del predicato con 'apposizione| Cid) avviene quando V'apposizione é rappresentata da un sostantivo generico che §14/ p23 indica la «specie » cui appartiene il nome proprio che fa da soggetto @ il caso degli appellativi geografici come oppidum, urbs, civilas, mons Synapothnescontes Diphsli come dia est\(TrR., Ad., 6) «Quelli che muoiono insieme» & (anche «sono ») una commedia di Difilo € qualche altro): Coriéli oppidum captum [est] (Lav., 2, 33, 8) Oppidum Gonni viginti milia ab Larissa abest (L1v., 36, 10, 11) Urbem_ Syracusas masimam esse Graccarum sacpe audistis (Cie,, Verr., TT, 4, 127) Florae Iudi Floralia institutt [sunt] (Vanr., Rust., 1, 1, 6) F littera semivocalium prima [est] (Marr. Car., 3, 240) La cittd di Corioli fu conqui- stata La-citta di Gonni dista venti mi- sliada Larissa Avete spesso sentito dire che la citta di Siracusa & la pid im- portante delle cittd greche In onore di Flora furono istituiti i giochi Florali La lettera F é la prima delle semivocali (cfr. § 3, es. 3°) [Armatorum] pars ferme dimidia Ciuca la met [degli armati} erano ‘Phalangitae erant)(L1v., 42, soldati di falange (cfr. § 10 6, 51, 3) es. 49) [[Note. 1) Come si vede dagli ultimi esempi, il verboTeste|che fa parte di un predicato nominale subisce M'intlusso del sostantivo del predicato. 2) Quando il soggetto # un_nome jo del_predicato si fa di regola col soggetto: Semiramis (lust. 1.2, 4)-]) ley esse credita est Concordanza dell’ attributo. 15, L’attributo si accorda in genere, numero ¢ caso col sostantivo Note. 1) Quando Mappellativo geografice & costituite da flimen la concordanza pod farsi tanto con fhonen quanto col nome proprio: Flumen lus. a 7ui- busidam leas nominatum (Puux., Nat, hist, 3. 145), «il flume A6o chiamato da alcuni Ease; Ladon flumen inter Blin ol’ Megalonpolin medius est (So Ha. quant, 6.25, 2), a me Ladon sf trova 8 menso fra Blide @ Megalo: polis ipi tuttavia sono seprsi.¢ non chiari, Per una simile oscillazione, rma meglio attestata, eff. $19. {(2) Contrariamente all'taliano, Vapposisione capul(ccapitale s) non & sonsidoratn wn sppalativo guoteatcn pero in tia evive ato alone Moke rite: Corinihas, Achaiae caput, Gracciae decis, inter duo maria, Donia #1 Atgarwon gunn spectacle exposita (Fon, "3%, 2), grande lad t wuie 48 tempus tstetum taut, Syracusae, siryuaida'Cesserunt [Fok 22.35) 43) In casi come: Corinth patres vestr, fotius Gravciae lumen, exsti ceturn cise voluorwn! (Cic., Imp. Pomb.,12|; [Povnpeius] fanum corum Hierosol ma (1. plur.), Inviolatum ante id tempus cepit (Per Liv., 102), Quod Othoni Campus Martius ef via Flaminia, Her belli, esset obstructum (Tac, Hish, 1, 86), V'accordo di signifcato ha tratto con sé 'accordo sintattico.)) 4) Accordo col complemento predicativo. Il_predicato concorda col'complemento predicativd, se questo si trova ira il soggetto e il predicato: Numguam paupertas mihi onus Mai la poverta mi é sembrata visuriest (IER., Phorm.,935g.) un peso Gens wniversa Veneti appellati —L'insieme di quelle popolazioni sunt (L1v,, 1, 1, 3) ebbe il nome di Veneti 24/814 al quale é unito: Quid non mortalia pectora co- ‘gis, auri sacra fames? (VExs., Aen., 3,56 58) Fortuna parvis momentis ma- gnas rerum commutationes efficit (CAES., Civ., 3, 68, 1) Se Vattributo @ rif con tno $010 dei sostantivi, general buto pud essere ripetuto con’ tutti dare un particolare risalto: Sullani milites, rapinarum et victoriae €et6ris memores, ci- wile bellin exoptabant (SAL, Cat., 16, 4) Semper honos nomenque.tuim Taudesque mancbunt (VERG., Aen., 1, 609) (collocazione pith ara) Ipsae te, Tityre, pinus, ipsi te ‘Sfontes, ipsa hace arbusta vo- cabant (VeRG., Edl., T, 38 5g.) A che cosa non costringi i cuori umani, o esecranda fame del- Yoro? La fortuna con piccole scosse produce grandi mutamenti 10 a due o pii sostantivi, 'accordo si attua iente col pit vicino; perd Vattri- sostantivi quando gli si vuol I soldati di Silla, memori delle cpassate rapine ¢ dell’antic vit. toria, desideravano la guerra civile Dureranno sempre il,tuo onore, Ja ‘tua fama e i (tuo) me- titi Persino i pini, persino le sorgen- ti, persino questi arbusti, 0 Titiro, ti invocavano g15/p.25 Multae facetiae multusque le-_ C’erano in lei (Sempronia) molto Pos [ci] inérat (Sat., Cat., umorismo e molte brio 25, 5) Proclium uno animo ct voce — Chisdono di combattere con una una (}) poscunt (L1V., 21, 43,9) sola volontd e una voce sola Note. 1) Quando due o pit attribnti si riferiscono a an solo sostantivo, questo viene enuntiato una sola volta © puo trovars tanco a singolare (caasieaens preleribile) che al plurcle: In agro Pleeno ef Gollico (Ctc,, Cal, 2, 3), suet Kettitorio det Piceni¢ det Gallis; Leglonis. Martiae quartacgice mabilis consensus (Cic., Phil, 3,7), il meraviglioso accordo celle legion, Marcia Gquarta» (v. invice esete. 7,1. 7); Fulotus Flaceus iner Requilinam Coltinam= {que portam posuit casa (Liv, 26, 10, 1), «fulvio Flacco pose al campo fey Ie Porte Eequilian ¢ Collinas; Placa! constlés cea portas Collinom Esquiti- amque ponere castra (Liv, 26, 10, 2), sh deceit che | contol ponessero campo attorno alle porte Collina ed Baquilinas. {(2) Liattributo pud concordare col sostantivo pisi lontano, se & il pid importante: ‘Si in ora mavss turbem ac portum moenibus valkdamn Ionic sont (LIV. 24,2, 3). Concordanza dell’ apposizione 16. L’apposizione concorde col sostantivo al quale si riferisce sempre nel caso e, ove possibile, nel genere (nomi mobili e comuni) e nel numero (analogamente si comporta il sostantivo del. predicato*) nominale nell'accordo col soggetto: cfr. § 10 6);%e il sostantiv in] apposizione ¢ accompagnato da un attributo, questo si accorda con 80: Philosophia, omnium mater ay- La filosofia, madre di tutte le tiwm, guid est aliud nisi donum ——scienze, che altro é se non un deorwwn? (CiC., Tuse., 1, 64) dono divino? Hic Veiorum occasus fuit, urbis Questa fu la fine di Veio, la cittt opulentissimae Etrusci no- ~ pitt potente della gente etru- minis (Lav., 5, 22, 8) sea Voluptates, blandissimae do- 1 piaceri, dolcissimi tiranni, di- minae, animos a virtute detor- Stolgono gli animi dalla’ vir- quent (Cic., Off., 2, 37) ta Naturam, optimam ducem, Noi seguiamo la natura, ottima tamguam dewn sequimur (Cic., ~ guida, come una divinita Cat. M., 5) (4) Qui at sievo deta cipetisone si aggiunge i ile ce ehiamot ciod eli agpetivi sostantiot sone dtspotteeconde lo schema A-B, BoA, P26 §16 Ut omittam illas omnium doctri- Per non parlare di quell’Atene, narum inventrices Athenas — scoptitrice di ogni scienza (Cie., Deor., 1, 13) BO stn ge 3 pnt as pe Pe vicina e Rodano confluisconov; Brixia ac Verona urbes (Li 35+ 3), tle citta di ae MTS pares, eae tn pi ta aig et apical Pep oubee “ar aries Gi Rca PERG nee kc c RS Pe a Eft otal sagem cian ou peta es pena uu Sotantivo in caso genitive, con valore di appesisione:” Mearn gem con- lemnit, hominis inimict (Cic., Sest., 135), +eglt disprezza la mia legge, di me ie Pech Sas dD ns ua me eokeaeesan DAS Cesc cp neem naiens eat erin ee eae ie tome io ne ea spice pee rar caer ae edie Peat i ee alate ae Concordanza del pronome 17. Il pronome si accorda col sostantivo al quale si riferisce in genere ¢ numero; il caso é determinato dalla funzione che il pronome adempie nella proposizione in cui si trova: Nemo nos amat qui te non diligat — Non.c’é nessuno che ciama senza (C1c., Fam., 16,7) voler bene a te Commoda quibus utimur, Iu- Noi vediamo che i beni di cui cemque qua jruimur, spiri- —fruiamo, la luce di cui godiamo sumque quem ducimus, a Io- _¢ V'aria che respiriamo ci ven- ve nobis dari videmus (C1c., _gono dati da Giove Rosc. Am, 131) Erat una cum ceteris Dumndrix Si trovava insieme con gli altri ‘Aeduus. Hune secum habere \'Eduo Dumnorige. (Cesare) [Caesar] constituerat (CAES., aveva deciso di tenerlo con sé Gall., 3, 6,1) Tl pronome che si riferisce a un‘intera proposizione si pone al neuti Unum {Balbo} obicitur, natum Una sola cosa si rinfaccia [a esse Gadibus: quod nemo ne~ Balbo}, l'essere nato a Cadice: gat (Cic., Balb., 5) il che ‘nessuno contesta §17/p.27 18. Se riferito a pit sostantivi, ill pronome segue le norme gid indicate per l'aggettivo del predicato nominale (§§ 10-r2); citiamo al- cuni esempi: 14) Accorde del pronome col genere « nobile »: Grandes natu matres ct pari Le veechie liberi quorum actas miseri- a cui cordiam vestram requirebat (C Ver. UL, 5, 120) dri ¢ i piccoli figli esigeva la vostra compassione 2) A sostantivi astratti di genere fomminile risponde un pro- nome neutro: Portman nemo ab inconstan- — Nessuno disgiungeri la fortuna tia ct temeritute seiunget, _ dall'incoerenza e dal capriccio, quae digna cerle sion sunt deo che non sono certaunente de- (Cic., Nat. deor., 3, 61) gne di una diviniti ©] Accorda del pronome col sostantivo pai vicino: Cacsar ipsos oppida vicosque Cesare ordinis che ricostruissero quos incenderant restituere _—_essi stessi le citta e i villaggi lussit (CABS., Gall., 1, 28, 3) che avevano dato alle fiamme 19. Quando il pronome si riferisce a un sostantivo accompagnato da un’apposizione tappresentata da un appellativo geogralico, si ac- corda solitamente con l'apposizione: Satrictwm urbem, quae recepta- La cittd di Sitrico che era stata culum primum iis adversac pu- per loro il primo rifugio dopo gnae fureval (LwW., 6, 33, 4) Ta disfatta Himéra amnis, qui jerme dividit I ume Salso che divide V'iscla ‘nsilam (LI¥., 24, 6, 8) qnasi per meta Se Vappellativo é[Flumen) il pronome pud anche, ma pi rara- mente, concordare col nome proprio: Caesar ibet naves longas ardifi- Cesare ordina che le navi da cari in flumine Ligére, quod guerra vengano costruite sul influitin Oceanum(CAES.,Gail., frome Loira, che sfocia nell’O- 3,93) ceano 28 / §18-19 Heloetii una ex parte continentur Gli Elvezi sono limitati da una flumine Rkeno, qui agrum parte dal fiume Reno, che di- Helvetivn a Germanis dividit vide il tercitorio degli Elvezi (Cats., Gall., 1, 2,3) dai Germani Hawd longe a flurnine Muluccha Non lontano dal fiume Mulueca quod [ugurthae Bocchique re- che divideva il tegno di Gin- gnum disivngebat (Sat, ug. gurta e quello di Bocco 92, 5) Flumini Arsaniae (is casira prae- Gettd un ponte sul flume Arsa- terfluebat) pontem imposuit nia (esso scorreva davanti al- (Tac., Ann, 15, 15) Yaccampamento} {{Nota. Guests oscillazione sembra pactire da Cesare, che wttavia concord i Iougmic Sol ate. ploprio 200 oot de nomi Gt hurhé molto. noth, Rhomus © Rosas 20. Casi di attrazione: a) Comein italiano si preferisce dire « questa é stoltezza », anziché acid é stoltezza », cosi in latino si dice pit spesso hacc stultitia est (Pravr., Ep., 431), anziché hoc stultitia est. Cio’ il pronome di_senso ico, che dovrebbe essere neutro, ¢ attratto dal genere del stantivo che segue, sia questo il nome del predicato 0 un comple- mento predicativo: Idens velle atgue idem nolle, ea fir Volere e non volere la stessa cosa, ma amicitia est (SaL., Cat., id (questa) @ salda amicizia 20, 4) Eas divitias, eam bonam fa- Questo essi ritenevano ricchez- ‘mam = magnamque nobilita- ~~ za, questo buona fama e gran- fem putabant (SAtt.,Cat.,7,6) de reputazione Ne appellareni consilium quae Non chiamassero premeditazione vis ac necessitas appellanda cid che doveva essere chiamato esset (LIV., 7, 20, 5) necessita inevitabile suche: Hoe profectio et non fuga est (Liv., 2, 38, §), questa & {tid partenza e non una fuga y; Id tranguillitas eit’ (SeN., Trang. an., 2, 4), equesto stato sara la tranquillita » cdo col suo antecedente & iplemento predicativo, se 4) Un pronome relativo esita fra Vac Yaecordo col nome del predicato 0 col sono di genere diverso: §20/p.29 «Il console giunse ad Atene (Aihenae) che era la capitale (ca- ut) dell’Attica ». In questo caso, se la proposizione relativa é accessoria, il pronome si accorda col nome del predicato 0 col compl. predicativo; se invece & .necessatia,al senso dell’enunciato, si accorda con l’antecedente: Vercingetorix Alesiam, quod est Vercingetorige comincid a mar- oppidum Mandubiorum, iter ciare verso Alesia, che @ una jacere coepit (Caks., Gall., 7, citt& dei Mandubi . 68, 1) | Animal hoc providum, sagax, mul- Questo essere preveggente, accor- Uiplex, acutum, memor, quem to, versatile, perspicace, do- vocamus hominem (Cic., Leg.. tato di memoria, che chia- 1, 22) miamo womo Curio appellitad eum locurn qui Curione approda in quel 1uogo | ppeliatur Anguillaria (Cass. che & chiamato Anguillaria 2, 23, 1) Urbe quae caput insulac est bi- Essendo stata attaccata invano dum nequaquam oppugnata per due giorni la citta che & (Liv., 22, 20,7) capitale dell’isola Leuchde wrbe. quod caput est Dopo che fu espugnata Ia cit Acarndnum, expugnata (Per. i Léucade, che € capitale del- ~ Lio., 33) YAcarnania Inducta [est] Afranii togataquae Fu messa in scena la togata di Incendium inscribitur (SUET., Afranio che si intitola Incen- Ner., 11, 2) dium " 2) Quando Yantocedente 3 costtuito da un nome proprio di persona ¢ la relativa contiene un verbo appellativo (appello, ico, voc, etc.), Higa gn a cng teint Sets, Nomcer, cult aca (testa na) appellatus (Cie, Brut, 7); M- Cetheguen, quem rete « ineduilam» (aldolia delia Borsuasions) diel! Emma (C1c. Cat Tnvece: Pompeia patre, quod imperio populi Romani lumen (Cic., Phil, 5, 30)-1) 50). 21. Costruzione a senso. Ci sono esempi di pronomi concordati a ‘senso con i loro antecedent p.30/§21 Ubi ille est scelus qui me perdi- Dov't quel farabutto che mi ha dit? (TER., Andr., 607) rovinato? ‘Hacc aetas a libidinsbus arcenda Questa eta (la giovinezza) deve fst ul eorum vigeal industria essere tenuta lontana dai pia- (Cic., Off., x, x22) ceri, affinché di essi (ciot dei giovani) alacre sia Voperosit §21/p. 31 Sintassi dei casi Premessa 22, Ogni nome adempie, nella frase in cui si trova, a una funzione sintattica (Goggetto, complemento, ete.). Questa funzione é diversa~ mente indicata in italiano e in latino: a) Il tetto della casa & perico- —Tect-um aedi-tum labat ante Ho dato deilibri al tuo amico edi libr-os amic-o tw-0 Sono tormentato dalla sete Exerucior sit-i Andate con Ini in citta Abite cum ill-o in wrb-em Ho preso coraggio Cepi anim-um b) I tiranni temono i servi Tyrann-i timent sero-os T cittadini odiano i tiranni —Civ-es oderunt tyrann-os Dal confronto risulta che italiano indica la [fanzione_sintat @) con la presenza o l'assenza delle preposizioni semplici ¢ articolat 8} con la posizione delle parole nella frase (i soggetto precede normal- inente il predicato e il complemento oggetto lo segue). Le desinenze Gefiniscono solo il genere (¢maestr-o¥, «maestr-a») ¢ il numero (cmaestr-o», emaesti-i). In latino invece la funzione é indicata dalle desinenze da sole (iect-um aedi-um) 0 insieme alle preposizioni (in wurb-em), mentre la posizione delle parole ¢ libera (3) (tyrant timent servos 0 Sertos timent tyrant), Dunque per indicare Ie varie funzioni sintattiche il nome latino modifica la propria desinenza. Ma le funzioni sintattiche sono molte ¢ Je desinenze disponibili poche. Si chiama leas ologni modificazione morfologica subita dal nome per indicare un gruppo di funzioni sintattiche affini (per es. il genitivo é il caso del complemento di spe- Cificazione, di qualita, di appartenenza, etc.). L’insieme dei casi costi- tuisce la declinazione. 1 (asijin latino sono sei: nominative, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo. Originariamente érano otto, aggiungendosi ai precedenti lo strumentale, caso del complemento di mezzo, ¢ il locativo, caso del complemento di stato in luogo. Poi questi due casi si fustro con V'ablativo, ma il locativo & parzialmente sopravvissuto (cfr. §107, n. 1) Elo 3 2 intents a guano serve a ener i male minor eo ebe 1 18 parola pels trate (valor stistico enon sietattico Non euilom, nom Pedi sustinuare Pracnestini Lie, 8, 29, p.32/.§22 [[Note. 1) «Desinenza s viene dal latino desindve, eterminares, wid usato dagli antichi in sens) grammaticale. Qualche volta & Yassenza della desinenza a indicare la funsione sintattica, ecme nel vocativo. 2) «Cato» traduce il Tatino casus, che a sua. volta traduce il termine greco neens, teuduta s. La declinacione ef considerata dagli snticht gramma- fici come tuna suota il cui raggio progressivamente deviasce {deciinave) dalla verticale, rapprosentata dal nominative, easo del soggetto, Percio il nominativo fh chiamato caso retto, ciot dritto, in opposizione ai casi obliqui indicanti i'vari complementi. Il vocativo fu anch’esso chiamato caso retto perché i malmente tendeva a coincidere col nominative, ma in origine era fuori della declinazione (cir. § 30, 1. 1). L’accusativo fu chiamato anch'esso caso retio, ‘ma in un altro senso, in quanto caso del complemento diretto.]) §22/ p. 33 Capitolo Ill IL NOMINATIVO 23. I{nominativo|® il caso del soggetto e del complemento predicativo del.soggetto (¢ naturalmente dei loro eventuali attributi apposizioni). Tl soggetto pud trovarsi in accusative solo nel cosid- detto accusative con l'infinito (§ 260): Amphitruonis ego swum servus Io sono Io schiavo di Anfitrione, Sosia (Pravr., Amph., 394) Sosia Amphitruonis te esse aicbas $o- — Dicevi di essere lo schiavo di siam (PLavt., Amph., 383) Anfitrione, Sosia [[Note. (9) LaSunzione prima del nominativa & di nominare una parola per se stessa, cio’ 4 prescindere da ogni rapporto sintattico. Percid il nominatvo si le frasi nominal, (§ 2) come iit tid oss, nelle escla oni (cfr. § 48), Sut im « optimus » (Cic,, Or., 161); Resdnent miki Cynshta silva (PROP., 1, 18, 31), «risuonino "Cinzial” »; Epaminondas, Polymni filtus, Thebans. De hoc Priuguam scribimus... (NzP.. 15, 1, 1): Eucanicae (salsices): teritur piper {ricetta di Avicro, 2, 4\; Clamor senains, querelae, preces (Crc., Sest.. 74: Romina: tive descrittivol: {Vergiliut] omnia carina sua Gracce maluit inseribore, s Hea Geotgica Aenéls (Mack., Sat, §,17, 20}; Arrianus Altinatium est princeps; cum dico princepe,.. (PLS. a). Luma solis lumine collustrari. pts- tatur (Cc, Div., 2, 93) Narratur et prisci Calonis sacpe mero calasse virlws (HOR, Carm., 3, 21, 1 58.) Piso dolo carsus [esse] habetur (Tac., Ans. 4, 45) Nulli perisse nist in proctio repe- rientur (SvET., Caes., 75, 3) Nota. Per deveor, + mi insegna », condannato », ef, rispettivamente § 46, 1. Si crede che la luna venga illu- minata dalla luce del sole Si narra che anche la virti del- Yantico Catone spesso si ri- scaldasse col vino Si ritiene che Pisone sia stato ucciso con linganno Sitrover che nessuno perf se non in battaglia ‘esono accusato », damnor, «sono $60, m2, 28. 1 verbi, che abbiamo ricordato, preferiscono a costruzione , Cioé rimangono fissi alla terza persona singolare, mentrela proposizione che segue ha l’accusativo ¢ l'infinito: 4) Nelle forme composte: In hac habitasse platta dictum ‘est Chrysidem (TeR., Andr., 798) Romam nuntiatum est Veios captos (ess¢] (L1v., 5, 23, 1) Traditum est etiam Homerum caecum fuisse (CiC., Tusc., 5, 114) Ubi tyrannus est, sbi dicendum est plane nullam esse rem pu- Blicam (Cac., Rep., 3, 43) 2) Con i verbi servili: Ut facile esistimari posset ni- ‘il eos de eventu eius diet ti- muisse (CAES., Civ., 3, 96, 3) Vere dici potest magistratum le- {gem esse loquentem, legem autem ‘mutum magistratum (Cr, Leg., 3.2) Mi & stato detto che Criside abi- tava in questa piazza A Roma giunse notizia che Veio erastata espugnata E stato tramandato che anche Omero fosse cieco LA dove c’é un tiranno, si deve dire che non esiste affatto uno stato Di modo che si poteva facilmente ‘pensare che essi non avevano avato alcun timore sull’esito di quella giomata Si pud veramente dire che il ma- gistrato @ una legge parlante Ta legge un magistrato muto §28/p. 43 = ¢) Nelle proposizioni incidentali Germani ad eum venerunt, ut di- cebatur, sui purgands causd (Cazs., Gall., 4, 13, 5) I Germani vennero da lui, come si diceva, per giustificarsi (GN. ») St aglangs che it nominativ con Inara no s extend di soit lire un periodo, se seruono altre fou infinitive, si passa all accusative on Uindeitor Ad’ Phemctie Yeikem docks homo echoes Whur Themistélem résponiisse (Cie, Be or 2,599) 2) T limiti fra Ia costruzione impersonale © quella personale non sono netti neppure nella prosa classica. In Cloerone ci sono esetapl (ma loquor cm aliguo), Oppugnabam oppidum munitissimim (CIc., Fam, 20, 3), enssediave ana citts mnolte fortibeata (oppugnare da ob © pugnare: combatiere davanti; ma pugno cum aliquo 0 contra aliguem), W Ci sono esempi di verbi costruiti con Yaccusativo, anche se gomposti con prlposizioni che reggond Tablative: [Nlannfat) rapiom angustias evadit ee eet Fatale) ese in fetta dala pela, Comvemto conde Ditrimos {ic Fam. 9, 14, ), + gil glomo mi incontro con moltissime per p. 541 §35 Accusative dell'oggetto interno <— — 36. Consideriamo queste due proposizioni italiane: «hai vissuto una vita onesta » ¢ ¢ hai combattuto una bella battaglia », Nella prima il verbo e il sostantivo che lo determina appartengono alla stessa ra~ ice, nella seconda a radici di significato.aftine: solo a queste condizioni ‘Fpotsbile rendere transtivi el intransiivi‘-vivere ye « combattere» « Vita » e « battaglia » si chiamano accusativi dell’oggetto interno () Facinus memorabile fecistis _ Avete compiuto un’impresa me- (Liv., 24, 22, 16) morabile Ludum insolentem ludere (Hor., Giocare uno sti Carm,, 3, 29, 50) Mgue geditque vias (Verc., Aen., Fa rifa la stessa strada 6, 122 gioco Note, @) Litaliane pu wsre un verbo i senso generico come arse: Miran Prmae sommme Besery fly Sp) rho ito ut ona tastlar Gannon coon cureuscusivorni? Gi, Lap ars 2, 4)e pest non cers Ie'jcnea owt [[2) L’accusativo dell’oggetto interno sembra derivare dalle lingue teeni- he (giuridica, religiosa, etc.), dove il sostantivo précisa e distingue T'accerione verbo dali'uso comune (nora, ¢fare un danno x; noxam novére, «fare Un anno perseguibile a norma di legge»). sso estende il suo imoiego! @ a gostrats nt aya verb « soxantvn dvegono etimoogicymegte seitianticamente: lapides Toqus (Beav®.. ul., 133), «paclare (parole di) pie: “fier cir FIAUT: mph, 696: dlivamonia foput (donde aliquid logis ) aver sempre sulla bocca q” cosa», montre logu de aligua ve, epariare di q. cosa): Sallare Cyclope (Hon, Sai, 1, 5.63), + ballare (la danza de} il Crclope & era lam edormiré (Cic., Phil. 3, 80), vsnaltire la shornia > (propr. fire ai dor- ‘mire il sonno causato dalla sbornia»), cfr. PLAUT., Amph., 697: unwm som- tum eda auatar et neta ure (Som Ne.” 35r Beate a Aerale e all imperatore allum ole (cfr. § 34), «fare. odare Wagho? ele., Spenso sulla acorta di modell, gceci (es. ovepawiosobat vi "Ohunta, ct. HOR, Ip 1, 1, 901 covonant Olympia): 2 costriti nei quali a} posto del sostantivo si trova un aggeitivaneutro (oopecults ur powell ctr Vanes dent S38 Nec vor haminae tonal enon 4a/on ouono tana con id'8,30" Nec poral soma. pouktnase Con neato on Sa 9 a dh anemia outus raucn gomil (Lucan 5,247 26), wil tare manda un ravea, gamle 8 Falsum veniiens (Tae., Amn, 4, 6), e sortidendo ipocritamente>, ete) ( (C(I) im quanto non esce dall'ambite ptimologico 9 semantico della Zadice veraler hel prime caso #80-F detnito anche figura etymologiea, la quale Deraltso sbbraccia tutti 4 ness etimologic -Eattica (per es. noze indipendentemente dal Toro rapport §36/ p. 55 Accusative di relazione 37. I1noto verso del Manzoni « sparsa le trecce morbide » ci offre Yesempio di un complemento di relazione, che il poeta italiano modella ‘su analoghi costrutti latini. Troviamo infatti in latino, quasi solonella Tingua’ , esempi di aggettivi, participi e verbi intransitivi.deter- Unga ele, em agg ea» eb ot mente ata una qualiti o un'azione: Viuda genu (VERG., Aen., 1, 320) Con il ginocchio scoperto (nuda ns i ginocehio) Caedit nigrantes terga ivvencos Sacrifica giovenchi dal dorso (VERG., Aen, 5, 97) nero Tremis ossa (HoR., Sat., 2, 7,57) Senti un tremito nelle ossa {(Nota. Questo accusative di relasione, che ai rfertce quasi_unicamente. a Sv del gorpo, ebb probabiimente iI soo punto di partenza cam BERMNCCUnS., dew. Cyor gr fevers: Sopa), dove lvicam « complement Dagette ty dipendenta dan verbo dt wales metal (fr. § £99 e§ 205), dill pol oFiStese'B shia con iequensa dai post dei eta augusieaed © modelato sana fog costrutt grey pe lamato anche accusative al suo tpg ili 6 ro pose ance perch ev siesta Su Uh, coro Pulse wa Inno, cu ngutt dei pronom! « deel aggettia (§ 39). cf. VRC, See Eee rina STeveuric vimille ton tid. 1.580" 05 wmerosgue deo similis. > 38. Sono da considerare accusativi di relazione le determinazioni, in uso anche nella prosa, rappresentate da pronomi ¢ ageettivi neutri Posti_in caso accusative singolare o plurale: Ilud assentior Theophrasto (Cic., Riguardo a questo sono d’accor~ De or., 3, 184) do con Teofrasto Hoc siudet unum (Hor., Ep., Ha questa sola passione 2, 1, 120) Quid venisti? (Piavr., Amph., A che sei venuto? 377) Cetera lactus (Hor., Ep., 1, 10, Per il resto, contento 50) Peccavimus omnes, alii gravia, Abbiamo peccato tutti, chi pit, alii leviora(Sen.,.Clem.,1,9,3) chi meno p. 56 / §37-38 Accusativo avverbiale 39. Quando in italiano diciamo «ti amo molto », usiamo V'ag- gettivo «molto » in funzione di avverbio. Cosf in latino si trovano ‘Beutrildi aggettivi e pronomi yon valore avverbiale: mullum, paulum, lantum, quantum, minimum, nibil, plus, minus; ceterum, «del resto » polissimum, «a preferenza s; summum, eal massimo »; aliguid, «al quanto x; pleumgue, «per lo pits; postremum, « per Y'ultima volta ¥; commddum, «a puntino, proprio», ete.: Pompeium plus plusque in dies A Pompeo voglio bene ogni diligo (Cic., Alt., 6, 2, 10) _giorno di pid Bis terve sammum (Cic., Fam., Due o tre volte al massimo 2, 1,1) Miror cur huic potissimum ira- Non comprendo perché tu te la scare (Cic., Planc., 17) prenda soprattutto con que- st'uomo, Si in philosophia’ aliquid profe- Se abbiamo fatto qualche pro- cimus (Ctc., Off., 3, 38) ‘gresso in filosofia Pamphile, si id facis, hodie po- Se fai questo, o Panfilo, oggi mi ‘stremum me vides (TER., vedi per Vultima volta ‘Andr., 322) Adteibam commédum (PLavt., Venivo proprio da te Cas., 593) 40. L’accusativo avverbiale & usato con_ qualche locuzione contenente un sostantivo: vicem, «in luogo di» € «al modo di»; ma- gram, maxima parte id actatis, oa, di quelletd x; id temporis, ¢in quel tempo i genus, «di quel genete »; instar (alicuius), © somi- glianza-dis, «del valore di», ete: ‘Magnam partem ex iambis no- La nostra lingua @ formata in stra constat oratio (C1c., Or., gran parte di giambi () 189) Cum id cetatis jitio (Cic., Con un figlio di quelt’eta Cluent., 142) (4) TT piambo & an pied formato da una breve @ una lungs (0 -) §39-40/ p. 57 Quae necessitas ewm tanta preme- Quale necessitA cost urgente lo bat ut id temporis Roma pro- —~ spingeva a partire da Roma in ficisceretur? (Cic., Rose. Am., _quel momento? 97) Instar montis equum aedificant — Costruiscono un cavallo simile a (VERG., Aen, 2, 15) ‘un monte [tNote. x) Questiaccusativi nacquero probabilmente come accusativi di Telazione'» di estensione. Mentre ght avverbi del § 30 sono di uso corrente, le Ioeurioni del § 49, pur estendo classiche, tendono a tadere if passo ail allt co- Strutt: magna (maxima) ex parie; eius generis, ees aeialis (clr. § 4, -2), ele 2) Partim, ein parte , ha anch‘esso origine aominale: & accusative originaris SPORE in cut Leina & porde ele genitive plurale partion) I verbi miséret, pacnitet, piget, pudet, taedet AL. I cinque verbi: miséret, miseritum est (arcaico) € miseruit (postclass.) ()), «provar ‘compassione ¢; pacnitet, pacnituit, pacnitére, vessere scontento, pentirsi»; Piget, piguit, pigére, « sentire rincrescimento »; pudet, puditum est (budwit), pudére, « vergognarsi ¥; ftacdet, pertaesum est, taedére, «essere stanco, annoiarsi + a differenza dell'italiano, si impiegano in latino solo alla terza persona singolare (Per questo sono definiti impersonali, cfr. il nostra « mi rin- cresce, mi dispiace »), mentre la persona che prova il sentimento si pone in caso accusativo. Praticamente, é come Se misére? equivalesse a miscricordia capit, taedei a taedium capit (cfr. SEN., Trang. an., 2, 8: ‘llos paenitentia cocpti tenet), ete.: fo ho compassion (la compassione) prende me me miséret ‘wu ti pentiral (il pentimento) prendera te te paenitedit [n) innit miserrs € in commune con misercor. p.58/§ 41 eli prove rincrescimento (il rinerescimento) prese Ini eum piguit (non se, che varrebbe: il rin ‘erescimento presesés)(}) vergognati (la vergoyna) prenda te pudeat (questi vrbi ‘non possono avere I'im- perativo; si usa quindi il cong. esortative) essisierano anmoiati (la noia) aveva preso loro eas (nom st) Perlaeswm erat Per quanto riguarda cid che suscita il sentimento di compassione, i noia ete. il latino si regola come segue: x) Sostantivi e pronomi si collocano in caso genitivo: Me vitae teedet (Cic., Att., 2, Sono stanco della vita (anche: 24, 4) la vita mi annoia) Cum populum iudicii sui (*) pae- Pentendosi il popolo del suo giu- nnitéret (NEP., 13, 4, 1) dizio Me eius miseritum est (PLAUt., Ebbi compassione di lui (anche: Trin., 430) mi fece pena) Nota. Me padet alicuius significa tanto ¢ mi 0 di uno » quanto «mi Nergogne af ronte «unos! Td mibt wehomentor Oot et me tui pudet (TR 4d. 6b 96,), smi dispiace molto di questo fatto « mi vergogno di fronte a te ‘Ma se la cosa é indicata da un pronome di senso generico e per- cid da usare al neutro, questo, se di numero singolare, si pone in caso nominativo: Id quod judet jacilius jertur Cid che fa vergogna si sopporta ‘quam id quod piget (PLavr., _ pii facilmente di cid che rin- Pseud., 281) cresce Nota. Se si tratti di un nominative o di un originario accusative di rela- Ha. uon’b isle da stabiive: pero probabite chet Latin sentiscro.tn no- inna come semira moeuare em. a, 754) Non Mae Bae, Nerbl simpecconalls:,hocme deat, hoc! mt Hel, costa, ete, © ch. tna, a4) ralmente ait te pamilre (Cte, Alt, 14, persona ehe si fente colncide col soggetto dk ai clr § $268) (2) E non rus, perch i iflesivo a riferece al voggetto «logic + dol verbo (ot. § 148 8), ice dk peti», perehé la S41 /p.59 2) I verbi si collocano all'infinito: Me pacnitet vivere (Cic., Att., Sono scontento di vivere 3,4) Nonne pudet physics haec di- Non si vergognano i fisici di fare ered (es Bins aa) Gimill sfermazioni? [Nota. Raramente st incontra il supino in -u (efr, § 282): pudet dietu, TAC., Agr. 321) 3) Le proposizioni hanno il guod (quia) seguito dal congiuntivo 0 dall'indicativo (secondo il § 335) oppure, ma piti raramente, I’'accu- sativo e Vinfinito o V’interrogativa indiretta: An pacnitet vos quod classem ho- © forse vi rammaricate che io, stium primo impetu adveniens arrivando, al primo assalto Profligaverim? (Cazs., Civ, abbia sconfitto la flotta ne- 2, 32,11) mica? Pudeat te ausum illum esse in- Ti vergogneresti che egli abbia cedere tamguam tuum compeli- auto il coraggio di farsi avan- torem (Cic., Fam., 8,9, 1) ti come tuo competitore A senatu quanti fiam, minime Non mi lamento della stima che me paenites (CC, Att., t,20,3) ha per me il senato Note. 1) Questi verbi, se uniti a un verbo servile (cfr. § 24 b, n. 3), si collo- cano allinfinito, mentie il verbo servile passa alla tetza persona singolate: Negue me iu segue tuorum liberorum miserer! potest (Cxc., Very 11, 1,73), ‘ané di te né dei tuoi fight fo posso sentir compassiones; Soler eurn, cum aliquid furiese fecit, paenitere (Cic., AU, 8, 5, 1), sha Vabitudine, quando ha fatto Eres focpperrateten EN i ce ce ce RT, ccearciame eras Catt rol ma ahem amas Dn 12, 21, 3), ¢preferisco essere scontento di lui che di me . See Eee ee acs i a ame as as Sec enter os ree ee eee Ca ean er eae Beyer bia sates a coher en ate 53) Hsoggetto a volte omesso 0 perché toa necessario (ofr. I'esempio i PLAGh., Proud, a8 eltato sopra, p. 79) 0 perché faciimonte desumiie dal GoRene: lee nto: saedet sermonts as (Peaer., Cas, 142), Vado dentro je tue parole mi seceanos Tnltre nella proposizione dipendente infinitiva I'accusativo della persona normalments non si ripete, so € identico al soggctio del verbo impersonate: fat pento di aver detto questo s, me paenite! hoe disse e non me hee divice, fe $260, 9. p.60/ §41 ‘Los impersonate di questi verbi 2 una sopravvivenss. La lingua tendeva'a dar loro in soggetto, sla di cosa (PLaUT, Sitzhy st: Re quidem hace Condieio mene won paenitet) che di persona (Pac., 31 Kl.z Protas non Paeniteunt ‘thors Budoo 8 attestato, bench in particolad Condisio’ ststiche nel lain areai¢o, misery ai ¢ imposto anché ‘nel latino classico, dove il sio perfetto Sestienace quello dl miseres, Del resto sono classic i partcipt pudens © panlens Ges Pal te a I verbi decet, fallit, fugit, etc. 42. Alcuni verbi che si usano frequentemente alla terza persona singolat asi addice, conviene »; dadéeat, « nn si addiée, scon- peo viene »; «passa inosservato, sfugge » JBRMBER, «8 ignoto »; aTimarie nascosto », non class.), si costruiscono con lacus a Ta cosa viene indicata 0 col nominativo (sostantivi, pro- Sim Sega vf sostantiva, 0 con un taint semplee o.com. Line finito_e Vaccusativo, 0, secondo ; con. tina_interrogativa_in- Hace {vestis] me decet (Ptavt., Quest'fabito] mi sta bene Most., 172) Oratorem: irasci minime decet, All’oratore non s'addice affatto simulare non dedécet (Cic., Vadirarsi, mentre non scon- Tusc., 4, 53) viene il fingerlo Num me fefellit hosce id strue- Mi & forse passato inosservato re? (TRR., Heaut., $14) che costoro preparavano que- sto intrigo? Res Euménem non latuit(Iusr., I] fatto non rimase inosservato 13, 8, 6) a Eumene aes cuted Sl sees cae Maen eee tate Bote 2 Qu re persone cers tmrewet he agli lp gerne om Fog, sate d ataiebi wiaes Net aes an eles rane Give a hae eae eee eens ioenaar te ts Gate 2) Si rioordi che falleye significa anche «ingannare »; pereid: nisi me falls (Cic., Alb, 14, 2, 24, 486 non mina»: nie me Omnia fallunt (CIC, Ait, 8, 7,'1}, 4a meno che non mi sbagli completamente (lett.: 2 meno che ‘ogni cos non ‘m'inganni) » §42/ p. 61 ! — Doppio accusativo 43. Disporremo In materia in quest'ordine: Doppio accusativo dell'oggetto e del complemento predicativo; Doppio accusativo con i verbi composti con civcum e traits; 8 Doppio accusativo della persona e della cosa. Doppio accusativo con i verbi composti con circum ¢ trans 44. Alcuni verbi indicanti moto, composti con irc (rans, “possono® essere determinati da due ccusativi, uno del complemento oggetto (retto dal verbo), I’altro del luogo (retto dalla preposizione): Quos Pompeius omnia sua prae- sidia~circumdusit~ (Cazs., Gio., 3, 61, 1) = circum pracsi- dia duxsi [Cae equitum magnam par- term flame rraioete (Ces. is flumen Céo., x, 55, 1) = secit Pompeo li condusse a visitare (li condusse intorno a} tutti i suoi trinceramenti [Cesare] fece passare al di 1a del fiume gran parte dei ca- valieri {(Note, @ ALpussizo reste naburaimente solo aceustiva. del -tuogs: ea tincto “Sch Hamat Gentounn (Cx Coa y 78), slat pasore Te sort dl fume Gonos con a possibith 0 sipetere la prepossione ten. 4, ae 3) eatin daa rapeciccs cena sopra aislcalbuatts Gling teers eats meine omen Sone cane cain ang ot wens Goirt ae yt coma. cin ie 52, Sot nna vtec ens, wspinge i eo alte Te costes Tl dappio acsusativo si incontra anche con altri verb come dhpunte Hastivandum akigere, wovbligste ano al guramente (ie Spesso ad f1,-du Livio in pol anche ire turando), © aliquid animum {Bie Spesso iso im una sola parola: aniwadvertere, «accor y notare 8). ]] 2. 62/ § 43-44 ‘a a. siva si costruiscono Doppio accusativo dell’ oggetto ¢ del complemento predicativo 45. Molti sono i verbi determinati dall’accusativo dell'oggetto e del complemento predicativo dell oggetto: i verbi che nella forma pas- 1 doppio ivo (appellativi, elettivi, esti— >. mativi, cfr. §24 8); i verbi che significano «mostrarsi » (me pracbeo, nie praesto, me ostendo); reddo, gigno, facio, fero, do, trado, invenio molti_ altri: Dictatorem -omitiorum causa T. Manlium Torquatum [con sul] dixit (Lv., 7, 26, 11) Semper beatam se putat beni- ‘gnilas (PUBL. SvR., 639) Dolorem summun malum iu- dicans (Cic., Oif., ©, 5) © Romule, Romute die, qualem te puirive custodem di ge- cnuerunt! (ENN., Ann, 111 sg. Vahl.) Philosophiae nos nunc totos tra- dimus (C:c., Tusc., 5, 5) Nisi [Agamennon] ducem Teld- Phum invenisset (Cic., Flacc., [1 console] nomind dittatore Tito Manlio Torquato per lo svolgimento delle elezioni La bonta si ritiene sempre fe- lice Giudicando sommo male il do- lore 0 Romolo, Romolo divino, quale protettore della nostra ‘patria ti hanno fatto nascere gli dei! Ora ci dedichiamo interamente alla filosofia Se [Agamennone] non avesse trovato in Télefo una guida 62) Note, {y) Peri casi io cui il complemento predicativo delVoggetto & preceduto da di Gr. § 8, m3) Sete @ Me graced adoperato solo in senso buono (significa inlatti «mi rmostro tome evo essere »), me praghep e me osieida (piX rato) in senso buono, © cattivo: Praesta te eum gui mis es cagntius (Cie, Fam... 62), quale che 30 ho conosclutow: St (Cassar| sexe mihy implacabiler inexpia ilemque praeberet (cic., Pis., bx), ese [Cesare] mi st mostrasse ienphacabitc mente avversos. Non si dimentichino le seguenti locuzioni: crtiorem aliguem facere de alighd ve atuiut ve citornnse ino atin oar) Sea pla dacs, ‘“prendere tina in moglie, sposaral». [G) In casi come Cic., Sest.. 79: Se abiecit exanimatus; Vins, Aen, 9, {urn} campo sere arduns infers Lav, 3, 36, 32 Mnneius casts 26 pais ‘encbat, Fagget:ivo, nonostante la preseniza del pronome in accusative, coneosda §45/p.63 il complemento pr: ol soigetto come sue predicativo, forse perce il verbo “Hominale si presentano alla mente dello Scrittore unitariamente, come un pr ‘cosso verbale equivalente a un intransitivo: se abieci# = concldit, 2058 inferi = Jortur;. se tenebat = latebat, manebat G) Me, gore, «201 compgrto +, + generalmente determinato non da un aggetti¥o'in-fudaione prédicativa, ma da un avverbio (Liv.. 41, 10, 3: Inco lvus se gessi) oda pro e Vablativo (Ctc., Avch, 11: Se gessisielgoo chee, « eo Bi cittadino, senza esterla »). Solo eccczionaimente oi ha Vaggettivo (Liv 387, 3: Medium se gerendo, gid citato a'§ 8; Tavverbio media & rarissimo). ) 11 passaggio da una condizione a un'altra si rende in latino con acer, redder ay (te. §24 4, 2. 1), Che, Cie Fam. 15,4, 4: SH consecurus Ge ERE Sisk htcsscin, es ifidteinia omitsines redaern Doppio accusative della persona ¢ della cosa 46. 11 doppio accusativo della persona e della cosa si trova in Jatino con i verbi doceo, edoceo, celo € con alcuni verbi che significano «chiedere, interrogare » (verba rogandi). aliquem, «ammaestro ‘uno » aliquem aliguid, ensegno'a tino tna cosa s, raramen- te informo'uno di qual- che cosa» [® Doceo, edoceo aliquid, « insegno una cosa» Quid nunc te, asine, litteras do- Perché mai ora, asino, dovrei ceam? (Cic., Pis., 73) insegnarti a leggere? [Catitina] iuventutem mala fa- (Catilina] insegnava ai giovani cinora edocebat (Satt., Cat., _imprese delittuose 16, 1) Note. 3) Anche al passive si ha doceor, edoctor aliquid (soprattutio con pro- ‘om neste, tutaee alt torme passive sono pitttete caee anne partie Pia dah (liga ge a. Sait, Ca ay (Sempronia Weis Grace ef atts ota, Ferns A erspcohia)itraia nelle lettre greche © iatine od experta di molte alte cose ches, In tuogo di devvor, docsor dope Fano solitammonte altri verbs (orudior,smbwor, snctetuor alias re; eco alas) ‘agli scolari viene mseenata la grammatics, discspulh erudiwntur prammticds ache: discipuls discunt gvammaticam. ‘Guindi! A Diogene Carnedder dialecticam didicerat (Cie., Acad., 2, 98), +a Carnéade era stata insegaata la dialettiea da Diogenes. 4 «Informaze uno i qualche cota + si dice pid comunemente doceo aliguemdeyatiqua re: Polliczhur L, Piso consor ses0 tturwn ad Caesarens, tein TL Roscius pracior, qui de his rebus eum doceant (Cats, Cr, 3, 8), Pp. 641 §46 censore Lucio Pisone e parimenti il pretore Lucio’ Roscio promettono che an- dranno da Cesare per informarlo di questi fattiy; Adeo ut mori mallet quam de his rebus Sullam docert (Cic., Rose. Am., 26), «2 tal punto che eghi preferiva, ‘morire piuitosto che Silla fosse informato di ‘queste cose». @, ScEPERESLIAIGE * rappresentato da un verbo, questo va allin- = finito Canere [easuonate v| spse doveai, Cic., Twsc.{, 41). 96 da Una PrODO- |. sizione, si rende con™Vaccusativo e Minfinito 9 con™Tinterrogativa indiretta “Brine docent este deos-deinde pales nt, Cte> Nat, dedr.. 9) (Can elit Geil innito: Serato feious Ceanere) dort nobis fiicen (Cie, Fam, imo musicistainsegnd a suonare la ‘etra®, 9, 22, 3), ¢a Socrate un not Per doceo ut cfr. § 349, 2. 4.) aliguem, «tengo all'oscuro une ¢ | siguem atiuid,«nassondo wna ) cosa 2 uno» DB Ceo © | aliquid, « nascondo una co- sa Non te celavi_sermonem T. Non ti ho tenuto nascosta la ‘Ampii (Cic., Famn., 2, 16, 3) conversazione di Tito Ampio O vinum simplicem qui nos nihil Che womo ingenuo che non ci celet! (Circ, Or., 230) nasconde nulla! * Questo costrutto é peraltro raramente attestato; pit frequente & celo aliquem de aligua re: Bassus noster me de hoc libro 1 nostro Basso mi ha tenuto al- celavit (Cic., Fam., 7, 20, 3) Voscuro di questo libro igo, il soxgetto 8 sempre rappresentsto dalla persons; la Gis) corks « Vablatia’ 0 con accusstivo di un pronome neutsor Nen ft de illo yeneno celeta mater (Crc_ Clwent., 180), ola made mm fa tenuta allfoscuro di quel velenoy; Td Aleibiddes diutius celari non potuit (NEP. 7, questo non poté pit a lungo essere tenuto nascosto ad Aleibiade o, [TB Verba rogandi (): TD) Bosco, « chiedo »; reposco, a chiedo in-( aligquem aliquid ietro, reclamo »; flagito, « chiedo in- } aliguidabjaliquo (pit spes~ sistentemente » So, specie con jlagito): (2) Per opporuaita didate rom si costruiscone eon il Joppio verranno qui segualatl anche 1 verbl che, usualmente, ssativo della personae dalla cosa. 846 /p. 65 Claves portarum cum magistra- sus poposcisset (L1v., 27, 24, 3) Aulam awrite reposco (PLALT., Aud, 763) Unicum miser abs te filium Slagitat (Cro, Verr., U1, 5, 128) Avendo chiesto ai_governanti della citta le chiavi delle por- te E la pentola dell’oro che ti ri chiedo Liinfelice chiede a te con insi- stenza il suo unico figlio Nota. Al passivo il soggetto & la cosa richiesta: A me annona jlagitabatur (Cic., Dom., 15), emi si chiedevano vivamente rifornimenti di viveri; Poscr- batur argentum (Cic., Verr,, IJ, 4, 31), «era richiesta Vargenteria », [[Non & tuttavia trequente col passive di questi verbi ab e Mablativo della per- sona 4 oui si fa la richiesta, perché rischia di confondersi col complemento d'a- gente. Poscor aliguid & postclassico; di flagitor aliquid c'® wn esempio in Cesare tar vee Pa {eh con ab.) M1) Postulo, « pretendo, esigo» ‘eto, «chiedo, richiedo » quaero, « chiedo, domando » A philosophta opem petimus (Cic., Tusc., 5, 5) Quaesivit a medicis Dion, quem ad modum Dionysius se haberet sinvulgue ab iis petiit, si forte in masore esset periculo, au sibi faterentur (NzP., 10, 2, 5) rend atpue Ajranins cm sspendium a leiombus flagtaren ira cosirusione satebbe inpessibte Seman die ‘per la presenza di'due abla- | atiquid ab atiguo aliquid (1) ex, ab, de aliguo: Allla filosofia chiediamo aiuto Dione domandé, ai medici come stava Dionigi ¢ nello stesso tempo chiese loro che, se per caso si fosse aggravato, glielo dicessero Si osservi_nell'esempio precedente: x) guaero, «chiedo per sa- pere v; pelo, «chiedo per ottenere x, come posco, flagito e postulo; 2) Ta proposizione che determina pefo (come posce etc.) ha wf e il congiun- tivo (cfr. § 340 a). Note. 1) Si notino altri signifcat! di pelo: Grues loca calidiora petentes (Cen, Nat. deor., 2, 125); ele gra dlrigendosl verso luoghl pid calli s, fe rode’ me epistuld perivit (Cic., Att. 2, 2, 2), « Erbde mi ha attaccato per let- tran; Cam ipse Practuram pesisses (Cie, Vrr, 1.23), « eanendosl ell stesso presentato come candidato alia pretura [Havmibal) fuga salutem petit (Nae., 25, 11, 4), ¢[Annibale) cerca la salverza nella fuga» (a) Solitemente, con gure, 1a cosa che sl ehiede & rappresentata da una proposzione — interogativa indict 9. 66 1 §46 rf 2) Pelo ora originariaments on intrasitvo che signiseava « mi dviga erst Bato rtem com a Fomam ei, {107 : poo fos wnt diigo vtsonl einco,auind clo ansago sy pol passa signfento metaforco dl saapro a> {puto magSiranon, «spire uns caren) e nfnes quello dle chiedo pet svete, Sdisctor, xi informo, chiedo, aiguid (ex aliguo), de aligua re: Epicuyt ta Veles sstcbar sonentiom (Cie ak, deor tty); Be Domi, ub facis, sciscitare ubi sit (Cic., Att., 9, 15, 4). aero, oltre « «chiedo per sapere » pud anche signifcare «cerco» Blois tao atacttata« Ge Sips eve. eas meas Snes poten foe osm Cx, Sst 70); Dum de Bais mona guarertr (Ec Re mF) aliguem, « prego uno » WELL) Oro, ogo} Id ut jacias wehementer te rogo (Cic., Fam, 13, 44) Legati Romam missi sunt, ausi- Tium ad bellum orantes (L1v., 2r, 6,2) Multa deos orans (VERG., Acn., 9, 24) Hoc te uchementer etiam atque etiam rogo (Cic., Fam., 13, 43,2) TV) Rogo, interrogo, « interrogo » Quid me istud rogas? Stoicos roga (CiC., Fin., 5, 83) Visne igitur, ut me Gracce soles interrogare, sic ego te eisdem de rebus Latine interrogem? (Cie., Part., 2) aliquid, «chiedo con pre ghiera una cosa» mem id (ciob solo ‘on_pronome_neulro), pears cosa #: ‘Ti prego vivamente di far que- sto Farono mandati ambasciatori a Roma a chiedere aiuto per la guerra Rivolgendo molte preghiere agli dei Ti prego caldamente e vivamente li questo aliquem id aliquem de aliqua re Perché proprio a me chiedi que- sto? Chiedilo agli Stoici Vuoi dunque che, come tu sei solito farmi delle domande in greco, cosi io ti facia delle domande in latino sul mede- simo argomento? 946 / p..67 Al passivo, rogor, interrogor de aliqua re, id. Note. 1) Percontor, «m‘informo », ha entrambe le costrusioni: aliguem de ali- {0a 14 « aliquid ab (ox) aliguo (cocmpl: esereisio 43, frase 16 € 79). 2) Rogo aliquem aliquid si d conservato classicamente solo in formule uuflciali come aliquem sententiam, « chiedere a uno il sto parere (in senato) » acne me primi Sontentiamn rogavis (Ci. Quint. fr2, 1,3), Leaccusaivo ‘della cosa resta immutato al passive: Silamus primus’ sententlom rogatus (Sat, Cat’, 50, 4). [@) Ci sono esempi di verbi (cogo, moneo, accuso, etc.) determinati da duejaccusativi, uno del complemento oggetto, spesso rappresentato da un pronome e Valtro di relazione: Id ipsum quod me mones (CiC., Ait., 14, 19, 1), «quello stesso che tu mi consiglis; Civis qui id cogit omnes (Cic., Rep.,1, 3), «il cittadino che costringe tutti a questo ». Al passivo: Ego hoc cogor (Cic., Rab. Post., 17), sono costretto @ quest: [Nota. In generale, i] punto di partenza per il costrutto del doppio acensativo Greppresenite data edataminabons Sel lve raises afgcontacematize ‘maticers; Vaccusativo dolla com pore sistisiere accanto.difaccusatvo ella Persona come accusative oi relazione Accusativi di estensione nello spazio 47. L’accusativo di estensione nello spazio, usato molto spesso nella terminologia militare, serve in latino per indicare: (@) Le dimensioni di una cosa (quanto lunga, quanto larga, quanto alta, quanto profonda, quanto grossa) in dipendenza da aggetlivie da verbiz Milites aggévem latum pedes trecentos triginta, altum pe- des octoginta exstruxerunt (Cars., Gall., 7, 24, 3) Perpetuae fossae quinos pedes altae ducebantur (CARS., Gall., 7.732) Patebat paritum crassitudo pe~ des quingue (CArs., Civ., 2, 8,2) 1 soldati eressero un terrapieno largo trecentotrenta piedi, alto ottanta Si scavavano fosse continue pro- fonde ciascuna cinque piedi Lagrossezza delle pareti si esten- deva per cinque piedi p.68/ §47 ‘il Fines [Helvetionm] in longitudi~ ‘nem milia bassuum COXL, in latitudinem CLXXX patebant (Cans., Gall, 1,2, 5) 11 tertitorio [degli Elvezi) si estendeva per" duecentoqua- ranta miglia in lunghezza, per centoottanta in larghezza ‘Nota._In_dipendenza da isostantivilsi usa ilfgenitivg di qualita (cir, § 540): {Caesar} aggerem ac vallum duodéclm pedum exsiraxié (CAES., 7a a), a(Cesare, fece costruire un terrapiend ¢ una palizzata di dodici piel [® Lo spazio percorso: Hi novissimos adorti et multa milia passuum prosecuti... (Caks., Gall., 2, 11, 4) Qnesti, avendo assalito i soldati della retroguardia e avendoli incalzati pet molte miglia... ¢) La distanza; spesso in unione ai verbi absum ¢ disto: Teanum abestabjLarino XVII Teano dista da Larino diciotto milia passuum (C1c., Cluent., miglia 27) Milla, passuwm trig aby corum castris [Cassar] castra ponit (Cars. Gall., r, 22, 5) [Cesare] pone il campo @tre mi- glia dal loro accampamento Note.) Come i voce, termine da cat compute distanea posto alae Siva cong anche se 8 wa nome dT eta (clr $107 nf; se mance: sf ponciabla “Hea iLcomplemento di anza’ Cates’ nos a illus basshaonvlgintl tarts Casio Gere dango Sram ‘miglia di distanzas, @ 1 dstanza si pud indicate anche con Vablative:_Aeseulapi tempom quingue mi distans... (L3¥. che distava cingue miglia dalla citta..» 28, 4), el tempio di Esculapio locus dequo fore spatio. ab ca- Sire riot dCaasaris aberat (Cues: Gal, 1, 4313, equent aogo at rover ess'a poco. ugual distansa dagh accampamenti di Anovisto © di Cesare. PreGh biativi (pale tnlervald possouo easere determinati aaa gen He sppiinon'e Corfinio tepiem Valllam tnterscilo: abe) (Cass Cio- Th. 1), rqueata citth dista Qa Corfinio sette miglias Montre Italiano dice ¢pochi giorni, due giomi, tre giorni di cam- sino » ating inverte:L termini (Fan earnmino di pschr giorn tera): A Gere ‘mans cam Cavcar paucorarn dicrum iter abscse! (Cats, Gall, 4, 7) 1), 63 Stando Cosare da German pocks giormi ci cammino » (if. #8. 53, fF £5 e934). @) La distanza da Roma si indica ricorrendo al sostantivo lapis, «pie: tra mires Fundas if ad quartum et vieesimum lapidem o Nonr Wakee, 3,2, 14), ol fondo si trova alla ventiquattresima pietsa milsare (a venti= Guatiza’ migla' da Roma » $471 p.69 y Accusativo esclamativo jiega spesso il caso accusativo,"da whe (0, Per, p79, he, em, eh, 2 48, Nelle(esclamazionil golo 0 jarcompagnate da partic ‘Bene, -rie): Sciocchezze! Alla_vostra salute, alla nostra, alla tua, alla mia! Che bel tipo! | Nugas! (PLavr.,, Most., 1087) Bene vos, bene nos, bene te, bene ‘mel (PLAUT., Stich., 709), (Oliepidum caput! (Pravr., Mil., 725) [imiseras hominum mentes, o pec- © infelici animi degli uomini, 0 tora caeca! (Luce., 2, 14) cuori ottenebrat Wa me infticem! (Ten., Heo, me sfortunato! 282) Em) Davam tibi! (Ter, Andr., 842) Huncine hominem, hancine impu- dontiam, iudices! (Crc., Verr., ! TT, 5, 62) L’accusativo alterna col nominative ¢ col vocativo (spesso indi- ' stinguibili): Di magni! (CatCt1., 53, 5); Fabulae!, «storie!» (TER., Andr., 224); Oconservandus civis! (Cic., Phil.,13,37);Eccqtibi Sebosts! (Cic., Ait, 2, 15, 3: cost sempre in Cicerone con/écce, mentre le forme ccum,eccam, «eccolo, eccola» derivano da ecce eum, ecce eam); Pro sanete Iuppiter! (C1c., Phil., 2, 32) a Eecoti Davo! Che raza di uomo, che sfaccia- taggine, o giudici! (Note. 1) LiWosates, rivolgendosi direttamente all oggetto dell'esclamazione, Sembre avere Un tong pit enfatico dell accusativo: cotironta Cro. avch. 2 Ofortmatesdutvsns ton Vana Georg 2 498 9: 0 forint mito, a vbowa norint, agricola. Altri cast entratiSaltwariamemte ia concorrenza com Fscousativa.esclamativo sono il Hativa] specie con @y [Es miro mihi, TER “esi 334) [ae ier nik, iy Tan 290), ane (Hone mt ben tobis, bent minae-ancae!, Deate, Pers, 772) « amcor pry lmtatamonte igen {vay forse per Gnflusso grece) [DY immchiales, mercaman! lepldt’, BLAU, Most oD edio, che bell atte! » watng_gulamativo, Tn alent cas & my che B Timperstivo tronco demo ‘Sia altel come nella formats p.70/ §48 Capitolo VI IL GENITIVO 49. Il genitivo ha molteplici funzioni, alla base delle quali sembra esserci quella dell'appartenenza (domus regis, ¢1a casa che appar- tiene al re; arbor abidtis, «V'albero che appattiene alla specie del- Tabete s). Dal punto di vista non della funzione, ma del vocabolo che il genitivo determina, disporremo la materia in questo modo: @ Genitivo con sostantivi; © Genitive con aggettivi; @ Genitivo con verbi. [Nota. F difficile definire la funcione originaria del genitive. Ma 8 lecito Mlermace che Tati in eosrenza col sto nome (nou eens agora, ‘specie, gencro., éradusione del groco A yevoch mrdou), vi sentissero soprattutto ALeoncetio dellappartenenza, donde il genitivo epesegeticn, poaseasivo, dt ‘converienza, di qualita, etc. Nel concetto di appartenena rientra anche Yale fra principale fanzione del genitive, uella partitiva, che indica sl tusto a cal appiruene uma parte (difigentisimus aiscipulorum, ell piv diigente nclia eate- {Goria degli students). Siccome il concetto di appartenenss st eaplica princi= almente con sostantivi ¢ aggettivi, i latino ha svilppato il genitive naminale Sino a farne fl ago che dterinina per e sil-nome, come V'accusativo Be cclleeaifan che determina vero Prado far na fraioy Para ior frigus, ma. patiens frigoris), a scapite del genitive verbal, Tet be catoncie if warty 2 ieldiato ds dita crate eee (nominal © aliguem, accuso ropetuniiarum © de repetundss, aztim viagn © magno, ett). Boreib abblamo eredato di poter couservare la divisione tradizionsie) §49/p.71 Genitivo con sostantivi Genitivo possessivo ito, 50. Il genitivo possessivo indica il_possessore nel senso fo, del_ termine: > pid_generico, proprio, © figural Cuius es? — Amphitruonis, inguam, Sosia (PLavt., Amph., 378) Domus Locupletissima Cn. Pom- pei (Ctc., Verr, I, 4, 25) Luc longe alia est solis ac lychno- rum (Cic., Cael., 67) Commoda pacis (Cic., De or., 2, 335) Appii Caeci carmen (Cic., Tusc., Di chi sei? — Sosia di Anfi- trione, ripeto La ricchissima casa di Gneo Pompeo E ben diversa la luce del sole delle lampade I vantaggi della pace Il acarme» di Appio ill Cieco 3), Can nomi di divinita postin caso genitivo (di possesso) sia, a volte, Yells Ui iembium (form: aeds): Cu faibus ad curlam, cucu oWm Fee ee eee (eee deG)), Oot t Dlanae veer (itm Ade $8911 51. Come in italiano possiamo dire «Ja casa di Carlo» (funzione {ttributiva) e+ la casa é di Carlo» (funzione predicativa), cost in la- Gao heeuitive pomeseivo pub determinare non sollanto un nome, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, ma anche un verbo (haec domus est magistri mei, « questa casa é del mio maestro »): Questo verso non 8 di Plauto, questo si Hic versus Plauti non est, hic est (Cic., Fam, 9, 16,4) Soltanto in funzione predicativa si incontra il genitivo dijcon- venienza: ex! liberorum, «& dovere/ dei figliy; esi stulfifiae, «e Gegno’di stoltezza »; est Romanorum, « & repro dei Romani »; eae si vede, esso indica Ja persona o Ia cosa alla quale spetta 0 si addice qualche cose esi rova unito al verbo esse‘0 ad allro verbo copulativos +4) > Spesso in luogo del sostantivo in genitivo si incontra l'aggettivo corrispondente (domus regia, «il palazzo del re, Ia reggia »): In Pom- peiano theatre (Manr., 6, 9, 1), «nel teatro di Pompeo; Venerius nepotulus (PLAUT., Mil., 1413), ¢nipotino di Venere »; Brilis filius (Ter., Eun., 289, eft. § 6, n. 2), «il figlio del padrone »; Erratum fa- brite (Cic., Atl, 6, 1, 17), eVerrore dello scultore »; Meam. legem contemnit, ‘hominis inimict (Cic., Sest., 135; cf. § 16, n. 2), 6 egli disprezza la mia legge, di me, uomo [a lui] avverso »; In nostro omnium fetu (Cic., Mil., 92), ¢in mezzo al pianto di tutti noi (ma pit spesso: omnium nostrum, omnium vestrum) x; In aedes irrwit alienas (TER, Ad., 87 5g.), tha fatto irruzione in casa d'altri Note. (II genitive di un nome di persona, unito a un altro nome di pes 8 sufliciente per indicare un legame di parentela” Hasdribal Hamileas (oe, 30,17, 4), «Astrubale Gulig’ gt Arlene Testor Amtromache (ane ei, 5, 3), sAndromaca sposg/di Ettore Mater Cornetice Cracchortom (Wa, Maxi,"6."70 1), cadre di Cornelia (madeo) det Graccht« 2) De nome 4 cited pub essere determinato da un genitive p nom lugusla Taurinorum (Tac., Hist, 3, 60), aitia Parton (axe, all, 6, 3,4), 2 Bargin. St not in parte olace il genitivo del fondatore hel tipo Forum Livit (Farl), Forum -Popili {Forlimpopol)."Vanno ‘parimenti imtesi come. possossivi i usnitiy dt lacus Time, fons Bandusiae, ts. (ett. §53, 0. 2); andiogamente sella Vonoris, ets p72 §50 Pte aggetivo anal uum, I. Cato, videre quid agatur (CiC., Cuiusvis hominis est errare, nullius nisi insipientis perse verare in errore (CiC., Phil., 12, 5) Ut adversas res sic secundas im- ‘moderate ferre levitatis est (Cie., Of}., 1, 90) [Philodamws] negavit moris esse Graccorum, ut in convivio viro- rum accumberent muliéres (CIC., Verr., II, 1, 66) Stulti erat sperare, suadéve im- pudentis (C1C., Phil., 2, 23) E (proprig di qualunque uomo Ip sbagliare, ma di nessuno, fuorché dello stolto, il per vorare nelVerrore EGndizio/di leggerezza non con- rae ik proprio equllibeio tanto nella cattiva quanto nella buona sorte {Filodamo] disse che non eragsat za)dei Greci che in un banchet- fo di uomini prendessero posto delle donne Sperarlo era stolto, consi- gliarlo @ splidorato Note. 1) In luogo di eat consulis & sempre possibile dire: comeulis officium o ‘mus 4st (cir. esercizio 49, frase 4); in Tuogo di est stullitias dite est propriwm Stultitiae, ete, 2) Al puto dsl gonitivo pud trovarsi il nominative ai un astratto (stuns coats apetttvo Tadeo dalla seca deciinasions (eden eh Cert vedere il da fa:si« Et Jacere et pati jortia Romanut ire che sopportare eroicamente ¥, Est 'wr.,83), espettaa te, o Marco Catone, §51/p.73 Genitivo soggettivo ¢ oggeltivo () 52. Come in italiano +il_timore dei_nemiciy pud significare 4il timore che hanno i nemict? o ¢il timore che si ha dei nemici », cost in latino metus hostivm pud equivalere a hostes metuunt 0 & aliquis metuit “hosies. Dunque, risolvendo il jsostantivo, nel verbo corrispondente (metus in metwo), nel primo caso il genitivo corrisponde ab soggetto del verbo (Bonitive sogettive), nel secondo al comple. mento oggetto (genitivo oggettivo). Quando la persona é rappresen- tata da un pronome personale, italiano e il latino si regolano alla Stessa maniera, sostituendo l'aggettivo possessive al genitivo sogeetti vo: «il nostro timore», metus noster, @ il timore che noi abbiamo; «il ti- more dinoi», metus nostri, @ il timore che altri hanno di noi. In latino, quindi, i_genitivi dei_pronomi personali mei, tui, sui, nostri, vestrt hanno dinorma valore oggettivo; ma, per una Specie di attrazione, dice sempre omnium mastrum, ommium, vestrum {di tutti noi, di tutti voi) tanto con valore soggettivo che oggettivo: « Metus hostium » recte dicitur, ef cum timent hostes et cum ti- ‘mentur (GELL., 9, 12, 13) 411 timore dei nemici si dice correttamente sia quando i nemici temono, sia quando sono temuti Provo uno straordinario piacere dell'affetto di Cesare (genitivo soggettivo) Ardeva d’amore per Vospite (ge- nitivo oggettivo) Contro le opinioni di tutti (geni- Caesaris amore wnice detector (Cic., Quint. fr., 3, 5,3) Ardcbat amore illius hospitae (Cic., Verr., TT, 2, 116) Contra opiniones omnium (C1c., Rose. Am., 45) tivo soggettivo) Deorum opinio (Cic., Tuse., La eredenza negli dei (genitivo T, 30) ‘oggettivo) Grata est mihi vehementer memo- TItuoricordo di noi (ilicordo che ria nostri sua (Cic., Fam. tu hai di noi) mi @ graditis- 12, 17. 1) simo Contra urbis salutem omnium- Contro la salvezza della cittd e que vestrum (Cic.,Cat.,2,27) di tutti voi (1) Per opportunitd ddattica abbiame eollocatol gnitivo soggetivo e oggettvo sulla stesso plano degli alts tipt a genitiv. ee p.74/§ 52 — Note. 1) I! genitive oggetive pub essere sostituito dall'ccusative con Fis ig uaaQut sfn te amor fat ptacque in ones sos (Cc Pim, Fr eS Oo amore pet tee so ate por atts soon, Ne ged 4, Suclnanao enga te emore diacium sideatur (Cit, Pam, 312.4). * P= ‘hal emer a to eansng sno fe es Wi ln at eset pegpoingi ares Hla shlarzzs (wet rio exo dsSaeetpber eve genie. Ma quarto seus non ne soi, gen se anetive possons determinre | medenina sostantivo: FUN paret aie gael ee BY Garret etere che Tn pica Ao ave Goes "ineapils’ hongruim Marit james (E108. 9, 6), «Vinsaziabile fame dicate che veh Shan Tera det aioe Pak." 348 Hee pporeasooe divina delle fatiche © idee pre, com aban wt anche in slew ph evempl edo i gepivo-ousisie eae spats ‘com vas castes oreposigigual “ES tiie Cannede can db repeeoe ts. , Dre ceccltco Catons gi aien rancor rsa] Core ientinen [ped Hindacoan eetorsens Bethan Vencforum’ (ath, all, , 20,1), a contro 1 Vene Ta) te itive oggettive & qualche volta sostituito da un (aggettiva. Were lt nA atte ie! ai as to Laleaetaa eee orev eg fey eel peace rons gat en Se aya es ae Ser Lunas eer t ES Care yo ceLee peoecnl we a ac wee a geal Psad Lee raat es Se oom aerate ee ee Ce ee eee Gi Bes Arpad meee noite eat capa aa elie pe ak sae oe payee emi males See te eee pedi ters oe Sereae a es ree ea Genitivo epesegetico 53. Quando in italiano diciamo ¢ i fiore della rosa soldato », «la virti della sinceritd », delimitiamo un termine che in iljgenere|(fiore, nome, virté) mediante un termine che indica Is ‘spe- Geese Gadato, sincerita), Tale delimitazione © expressa in latino dal ivo epesegetico (che serve cio’ a spiegare, a definire): Flos purpwreus rosae (Hor., 1 fiore purpureo della rosa Carm., 3,15, 13) Amare, da cui deriva il nome di amicizia Amare, ¢ que nomen ductum ami citiae est (Cic., Fin., 2, 78) Cyri nomen (4) (Tost., 1, 5, 1) Tl nome di Ciro (a) Per ta beusione mihi noma eat ete 8. 6.77, . 3: §53/p.75 Dico Epicurum nescire quid sonet vox haec voluptatis (Cic., Fin. 2,6) Adsumptis frugum alimentis carnisque (L1v., 23, 30, 3) Monstrum muliéris, tantilla tan Affermo che Epicuro ignora il senso della parola « piacere » Consumati gli alimenti_consi- stenti in cereali e carne Mostro di donna, cost piccolina fa verba funditat (PLavt., butta fuori parole cos{ gros- Poen., 273) se Note. 1) T nomi prope dict, fume, isola, mese, et. uniti a un appel (iia ai Roma; se fcr mean teal Sud za nellosteso ea dell appeliaivo complement» di Genominazione, 6 23.1.) tte Roma, inde Delos? Yumen Rubber province Mapsdonta, motes april aique Mato (Cre., Phil 2, t00) ((Si noti tuttavia vite tL caso di mensis Aprilis deve essere tenuto distinto agi tein quant 1 nom de yt erat. aqgettive (monic Deca, geting mess ilfanne (a parte da mate} come appa da Nalodar Dicom 2) Dalla fine delletA repubblicana (mai perd in Cesare ¢ Cicerone), a tipo as a ania tipo nds Roma, deshinat pola sopravivere Mile oman, cfr Vis, dem. 247° wrbime Baty Th po arbor ola (Cash, Ruse 12 20) pit antco arr Suse (Cot 13, 43) Ma Coesetono pst {it la latina (pero solo arbor Pieris, solo il prodotto). Rarissimo invece flo: vidla (ARN., 5, 7). Nelle locuzioni lacus Timavi (Lav., 41, 1, 2), fons Bandusiae (HOR., Car, 3, 13, 1), Promunturium AMisen (Tac,, nn’, 0, 50), fluomen Himellas'(Vanc., Aen. 7, 714) 1 genitivi sono da considerarsi come genitivi possessivi indicanti il geno Gel Iuogo o la persona alla quale il luogo € consacrato.)] Genitive di qualité 54. Il complemento di qualita indica la qualitA attribuita a una ersonao-a_una_ cosa; «un uomo di grande cultura ¥, euna donna di bellaspetfo ¥; «una tregua di venti giorni s, Esso in latino si esprime col genitivo o con I'ablativo (1): (2) Che riteniamo opportune trattare insieme Pp. 76/854 y a) Col _genitivo: Vir magni ingenit (Crc., Leg., 3, 45) Gaius Volusinus, vir et consiltt ‘magni ct virtutis (Cars.,Gall., 3152) Multorum annorum tyrannis (NeP., 10, 5, 2) Darius. clasem quingentarum navium comparavil (NEP., I, 43) Fossa quindecim pedum (Ca#s., Gall., 5, 42, 1) Rem magnan complexus sum et ‘graven et plurimi otit (Cic., Alt, 4, 16, 2) Convéni hodie quendam mei lock aatgue ordinis (TER., Eun., 234) 2) Con Vablativ Aristoleles, vir sumo ingenio, scientia, copia (Cxc., Tusc., %7) Bono animo es (Tex., Eun., 84) [Britanni] copitto sunt promisso (Cars., Gall, 5, 14, 3) [Caesar] juisse traditur excelsa statura, colore candido, ore paulo pleniore, nigris vege- tisque oculis (SuET., Caes., 45,9) Un uomo di talento Gaio Voluseno, uomo di grande senno e valore (per la concor- danza dell’attributo col sostan- tivo pitt vicino, cfr. § 13) ‘Una tirannide di molti anni Dario allesti una flotta di cin- quecento navi Un fossato di quindici piedi Ho abbracciato un lavoro grande difficile e che richiede molto tempo libero Mi sono trovato oggi con un tale della mia condizione e della mia classe Aristotele, uomo di grande in- ‘gegno, dottrina ed eloquen- a Sta’ di buon animo [1 Britanni] portano i capelli lunghi Si tramanda che [Cesare] fosse di alta statura, di carnagione chiara, di viso' un po" troppo pieno, di occhi neri e pene- tranti Dall’esame degli esempi si ricava: © in latino il complemento di qualita & sempre accompagnato §54/ 2.77 da un aggettivo (non cost in italiano: vir magni ingen, «u a fa gmt ingenii, « uomo di t @ a qualita psichicg si esprime indifferentemente col genitivo ¢¢con Lablativo; solianto se essa ha carattere transitotio,siesprime con Lablativo (bond animo al genitive partitive & i cosiddetto genitive di materfa: Sebi ac picis slebae (Caxs.,.Gall., 7, 25, 2), apalle di sego ¢ di peces: Montes auri fotitcens (Len,, Phorm, 68),'«promettendo montagne (oro ». Per l'abla. tivo di materia eff. § 90, b) Aggettivi e pronomi maschili ¢ femmfnili: Paucae bestiarum ingentem sa- Poche di [quelle] bestie facevano gem edebant (L1Y., 30, 33, 14) grande strage Gallia est omnis divisa in partes Tutta la Gallia & divisa in tre tres, quarum iam incélunt parti, delle quali una l'abitano Belgae (CAzs., Gall, 1, T, 1) 1 Belgi Sicuti plerique vestrum sciunt Come la maggior parte di voi sa (Cic., Cluent., 117) (westrum e non vesivi, che & genitivo oggettivo, oft. § 523 Cosi rostrum e non nostri) Quis vestrum illum, quem ille Chi di voi_non lo (Antonio) vestrum non oderit? (Cic., odiera, chi di voi egli non Phil., 7,21) odierd? Note. 1) Nella prosa classiea tnus 2 costruito col genitivo quasi unicamente se questo & rappresentato da un pronome relative o dimostrativo; altrimenti Sthae (ex) odee Lablativo: unus'e mulls (Cre, Tuse., 1,17), uno dei tants, feng qualunque +. 2) Plevigue, pleracque, plevigue si costraiscono col genitivo del pronome: ‘quando pero il partitivo & Tappresentato da un sostantivo, accanto al genitivo (2) Con sostantil indisanth quanttd viene denominato genitive at quant §55/ p.79 (plerique hominum) si pud avers Vaccordo col sostantivo (plerique homines torque, uter e neuter hanno il genitiyo del pronome, mentre si accordano col sostantivo: uterque nosirum (Cic., Sull., 13), ma ulorgue exercitus (CAES., Gall, 2. 35, 1); uter nastrum (Ctc., Rab. perd. ‘neste somsum (Caxs, Ciny X35, 9), ma meutrane sm partom movers (Ci 2, 130), «non lasciarsi trascinare né in una diresione né neli'altra i), ma ulra lex (Ctc., Intn, 2, 145)! ‘as {{3) Si moti che wergue ha il genitivo del sostantivo quando questo & ccompagmato da. un relative o da uh dimostiativer Quarum drlletion uirdgue focderaia est (Cie, Very, I, 5, 36); Baru rorum ulramgue a conde’ profiel (Cros "Dies 1 119 “Raed quando impignto al pa © soguito da un ronome, si accords con esso: ab uirisque nobis (CXC, ‘am, 12, 20, 3) 4) Raro, ma attestato anche ia ot& clasion, Vimpiego di nosirum & testramconvalore non partivo: Is splendor est westrum uf (Cie Ait), 33, 3) ©) Comparativi ¢ superlativi: Maior Neronum proclium com- misit (Hor., Carm., 4, £4, 14) Arduenna siloa quae esi totius Galliae maxima (Cas., Gall., ©, 29, 4) Not Ailiis maioy (Caxs., Cit, 3, 108, I maggiore dei [due] Neroni attaced battaglia La foresta delle Ardenne che & Ja pit vasta di tutta la Gallia Accanto al genitivo si incontra anche ¢ (¢2), de ¢ I'ablativo: Ex duobus ‘Minima de malis (Crc., Off., 3, 102), 41 ‘minori dei mali v:'e, molto rard ‘el latina classico, infer ¢ Vaccusativer Ile Croesus inter reges opulentissimus (SEN., Contr, 2, 1, 7) 4) Aggettivi neutri, pronomi neutri e ayverbi indicanti quantita; Multum tibi esse nimi scio (Sex., Ep., 13, 1) Lucelli aliquid (Cxc., Verr, 1, 372) Nihil humanarum rerum (Ctc., Tuse., 4, 37) Dimidium facti gui coepit habet (Hor, Ep., 1,2, 49) Satis eloquentiae, sapientiae So che tu hai molta forza d’a- nimo Una sommetta, ente) delle cose Chi ha cominciato @ alla meta dell’opera Abbastanza eloquenza, troppo Dey 1), late della lve pi as asad ae ants sie in ar a ape cn clas ¢ on cao One i Sncoranns col recreate pine cea rae wade onde aco, ad nop ae i ait Bc feitni inten, ie a ale, Ed norte ot der 2 a ee fen ee a eg (a ae oe een Se ae ai ica aa eh ae re nicl scatdoaaiah sepicoanes ans inate, sshd oe antl pee rg cong Bi ameristar t Spey ese meme Sh es ee ars Ries a aor en nae eer As 4S np ce pam ge a ee at esters instanced ce ee ee ae secre eee, Ne epg GB 1 vol attrazione, un aggettivo della Il classe figura in 2) gate at, pa atc, eget a RE aa fae a ee Se fy 9 Sri ail meena Na ae Za ln Soe Gage Sat on Sh ci ot a iti @) Pronomi neutri dimostrativi, relativi, interrogativi: Tibi idem consilii do quod mihi- Ti do il medesimo consiglio che met ipsi (C1c., Fam, 9, 2, 2) do a me stesso Veneti navium quod ubique jue- 1 Veneti avevano raccolto in un ‘ral in unum locum coegerant solo Tuogo tutte le navi che (Cazs., Gall., 3, x6, 2) erano sparse dappertutto Quid muligris uxorem habes? Che razza di donna hai per mo- (Ter., Hec., 6435.) glie? Nota. Si coafrontino anche le locuzion! gia citate id temporis, id aetatis (§ 40). f) Avverbi di luogo: parum (8) (Satt., Cat., 5, 4) poco senno (lett.: abbastanza ci cloquenza, troppo poco di sennoy” (1) Ghiasmo, te, 25, nota in eaos, p.80/ §55 Non edépol nunc ubi terrarum sim scio (PLaUrT., Amph., 336) Fratrem nesquam invenio gen- . Ad, 540) Per Polhice, non so pit in che parte del’ mondo mi trovi In nessuna parte del mondo tro- ‘yo mio fratello §55/p. 81 Haec contentio eo vecordiae(') Questa contesa giunse a tal processit ut... (Sati. Jug., 5,2) punto di follia che... Ll partitivo, anche fuori dei casi gid accennati, subisce la concor- renza di altri costrutti, soprattutto dell’ablativo con ¢ (ex), de e del costrutto attributivo: pauct hominum, ma anche pauci ex hominibus bauci homines. Inoltre, a volte, la nozione partitiva si desume soltanto al contesto: vinum bibo, «bevo del vino ». [Note., 1) 11 genitivo parttiva & raramente impiegato con valore predicativo: Fas nabltum fu quoyue fortum (Hon. Carma 5, 1. 14), «satel che (0 ie fonti rmomate' In fonrione predicativa si frovino'tavece wsat, con una certa frequenea, aumeralte aggettni denotanth quantita: Now: cacy soptua. Sina cacdorund (Cats. Ci ty 46, 4)e #1 ost eaddero in ume dt crea Setanta 2) Un tipo di genitive patitivo 8 quello che figura come complemento di aggettii o partici neurisonantivati nga indicant!quantite space focoram (Vans., den. 2. 723): prima tiroram (Len, 1 90), probable Grose, che Henao, Tag spata an “eet soa de (Ev 7,84) in sera, opr fardi del glomo os cunctalerariom (Bion. Carma 2) fica reruns Paton. Sat 2, 8 83) : aie. Genitivo con aggettivi _ 56. Molti aggettivi accolgono una determinazione in caso geni- tivo. Essi possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: 4) Aggettivi indicanti desiderio 0 avversione (cupidus, avidus; gids appassionato pe, fastidoen, ¢maldisposto, infasticito dis, ete): Studiosi dicendi atulescentes 1 giovani appassionati per V'elo- (Cit., De or., x, 251). quenza C. Memmins fastidiosus Latina- Gio Memmio maldisposto verso usm lterarumm) (Cie, Brut, ta [ltteratura} latina 247 (1) Questo costatto 8 estraneo a Cicerone © a Cemre p. 82/856 b) Aggettivi indicanti capacita, perizia, consapevolezza, ricordo € i loro contrari (peritus, sperito, esperto» [anche aligua re], imperitus; conscius, «consapevole ¥; ignarus, inscius, nescius, salloscuro di»; prudens, « pratico di» [anche in aligua re], impridens, memor, immémor: ‘rudis, «inesperto + [anche in aligua re); insolens, inswetus, «rion avvezzo ay, ete,): Adulescentulos imperitos rerum — Irretisei ragazzi inesperti del ins frauden indicts (TER, Andr. mondo 9105) M. Antonius omnino omanis eru- Marco Antonio fu assolutamente ditionis expers atgue ignarus — privo e ignaro di ogni cul- juit (Cic.. De or., 2, ) tura Socrates se omniura rerum in- Socrate si finge ignaro e inesperto scium fingit cf rudem (Cie, di tutto Brut., 292) Capti consilié memorem mones Tw rinfreschi la memoria di uno (Pravr., Stich., 578) che ben ricorda la decisione presa Homénes inueti laboris (Cars., Uomini non avvezzi alla fatica Gall., 7, 30, 4) ((Nota, Conicius ha anche il dativo della cosa di cui si consapevoli (Facinéri fanto, Cic., Cael 52) © della persona che ® consapevole (Cum tibt nullius event conscii culpar, ‘vavendo coscienza di non avet commesso nessua colpa Cie., Off. 3, 73)]] ¢) Aggettivi indicanti_partecipazione, abbondanza, proprieta, padronanza ¢ i loro contrari (particeps, « partecipe », expers, « privo », plenus, refertus, « pieno, colmo »; inanis, rmops, « povero, privo », pro~ Prius, « proprio, caratteristico », alienus, «non appartenente a, estra- ‘neo », Sacer, ¢ consacrato a », communis; compos, « padrone ¢ [mentre il suo sinonimo potens e i loro contrari impos ¢ impdtens col genitivo non sono classici}): Fac participes nos tuae sapien- Facci partecipi della tua saggezza tiae (PLavt., Ep., 266) Plena res nummorum (Cic., Un affare Quint. fr, 247.2) Memoria communis est multe- La memoria é comune a molte rum artium (Cic., Or.. 54) attivita intellettuali § 56 / p. 83 Omnia quae essent aliena firmae et constantis assensionis a sapientia removebai (CIC., A- ead, T, 42) Nom sum, mihi crede, mentis Sottraeva alla filosofia tutto cid che non rispondesse a un as- senso convinto e coerente Credimi, sono fuori di me (propr.: compos (Cic., Att., 9,6, 3) non padrone della mia mente) Tmpos sui amore caeco (SEN., Ag., _ Non padrona di sé, nell'acceca- 117) mento della passione Note, 1) Refarus ha anche, «pid spesso, 'ablativo della cos: plenusinvece ha ‘ara amp! classed ablasio: Put sam atopostions we Pompe "toss pieno di atoss su Pompeo® (Ce, All's "ys {f2) Tnops e inanis anche con Vabativo (ft. § 8); communis col dativo (§ 8 4; atom, pil spose che it genitive hn dalivo 9 soprattuttov ablative SEmplice'o con’ 2 (quest ultima Contrasione sempre quanso allomer seeehee ‘con Lantmo alieno da, aalieponto verso: Liter allenn anime nob ee 425 thea indica, Te ds, 398) oe. § 85 by sare col avon content nie Kerieon!‘ercaiche (per en’ Cit is Gop) hei toa postions posta} 4) Aggettivi indicanti somiglianza e dissomiglianza (similis, dissi- milis; par, «uguale, pati», dispar, « differente », etc.): Scias multos nostri similes in ci vitate Romana esse (LIv., 26, 50,7) Metelii paucos pares hace civitas sulit (Cic., Pis., 8) Sappi che fra i cittadini di Roma ci sono molti simili a noi Questa citta produsse pochi uo- mini uguali a Metello Note. 1) Questi aggettivi hanno anche il dativo: Ita uf istt dissimillimus esse videar (Cic., Verr., II, 3, 5), tin modo che io sembri totalmente diverso da ‘costi (Verre) »." Tl genitive, originario, si é per mantenvto nella Iscussone vert similis © coi pronomi personal (met, tus, sts, nostra, vestrs similis). Ta Clos one predomina ancora il genitivo, mentre nell'eta imperiale provarta il dative 2) Per reus eft. § 59, 1. 3, 57. Anche alcuni participi presenti di verbi transitivi, usati con alore di aggettivi, © quindi indicanti una qualitd permanente, pos- sono essere determinati da genitivi: Sui negotit bene gorons (Crc., rast Abile uomo d’affari inet, 02 p. 841 §57 - Legum, rei publicae, socio- rum aigue amicorum negle- gentior (Cic., Verr., 1, 3, 143) Fugiens laboris (Cars., Civ., 1, 69, 3) Semper appétentes gloriae fuistis (Cic., Imp. Pomp., 7) Poco curante: delle leggi, dello stato, degli alleati e amici Restio alla fatica, scansafatiche Siete sempre stati desiderosi del- la gloria (cioé ambiziosi) Oltre a quelli riportati negli esempi, si costruiscono comunemente col genitivo i participi amans, cupiens; efficiens, « produttore di », me- tuens, «timoroso di, sciens, ¢pratico di», retinens, «attaccato as, diligens, «amante di s; tolerans, patiens, « capace di sopportare » (men- tre 1 loro contrari intalerans e impatiens datano dall’eta di Augusto). tere, zane tras alr nn lagi, 3 et liver harsh rom seroma qeeato caxdpos (ELave., Amph., tos): dives pe- tie a in, ee se (ene the Sr eh rai ate dad ee inte ction ada mares ate 7 Ue er, ee ion a tei oc tenes men ae Sai Sarge aa eee a eater Genitivo con verbi 58, I verbi che possono essere determinati da un genitivo sono: a) I verbi che significano «accusare, condannare, assolvere » (genitivo cel delitto); d) 1 verbi che significano «ricordare, dimenticare» (verbi di memoria); $58 /p. 85 ¢) I verbi che significano «stimare, valere, acquistare, vendere » etc. (genitivo di stima e di prezzo); 4) Interest © refers, Nota. Per miseret, paenitet etc. col genitive della cosa, cfr. § 41: per egeo, ‘indigeo, impleo e genitive cir. § 84 © § 92, n.; per Potiri rerum, cit. § 94, 1. 2 Genitivo del delitto 59. Con i verbi accuso, insimulo, arguo, reum facio, ¢ accuso, in- colpo di»; convinco, «dimostro la colpevolezza di; arcesso, « chiamo in giudizio per, denuncio per »; damno, condemno, absolvo, etc., si suole porte in genitivo il sostantivo che indica la colpa, anche in sénso non giuridico: [Miltiddes] accusatus est prodi- tionis (NEP., T, 7,5) [Fannius] C. Verrem insimulat avaritice et audaciae (Cic., Verr., I, x, 128) (Cacsar] repetundarum con- icles ordine senatorio movit (Suer., Caes., 43, 1) Nicomedes furti damnatus est (C1c., Flacc., 43) Maiestatis absoluti sunt permul- ti (CiC., Cluent., 116) Quidam capitis arcessierunt (Ctc., Inv., 2, 97) [Milziade] fu accusato di tradi- mento [Fannio] accusa Gaio Verre di a~ viditd ¢ di impudenza [Cesare] espulse dal senato i se- natori, che erano risultati col- pevoli’ di concussione (*) Nicomede fu condannato per fur- to Moltissimi furono prosciolti dale Vaccusa di lesa maesti Certuni [lo] accusarono di delitto Note. 1) In luogo del genitive delta colpa si pud trovare l'ablativo con de (im Cicerone sorapre con poshua, + cham in giditio»): niomins Licinum Denticuiion de al lea condemnatem, callusorem Sum, restiluit (Cte, Phil. 2 (0) Repetandae (fecsnit\, YORE, eaomme di denaro da ivendizares, nic i zeato di concussione, cit estorsione ai deaaro compiuta da chi occupa catiche pub Biche, [[S1noti la forma arcaiea del gerund in wha locurione ti limgun giuidicay p. 861 §59 6, « Antonio reintegrd Licinio Denticolo, suo compagno di gioco, condanato 3B aver pres patters giochi d'areardo +; Hunc de Wl accusandum putas? (Cie, Bisa) erties che dust ebb eure aetna Gi violent» emp rcv sl geaitivo di vis € forma rarissima). perio fine sortrntts meno frequent! a weds il voeebolario, {{Cilimitiamo a rieordare: acceso alipuid aliewius (in senso non strettamente giuridico, per es healegentiam, aliguem de aligua ve (aon aliquid in alien), cla formule tnler Harlos (damare absolore,‘ete), «per asiaasinio » evoli damnarh, «casera ssandito nel proprio’ desiderio ipropr.: «essere obligato ad. adempiere il voto 9). 2) Liablativo semotice 2 impiegato usualmente con sostantivi di senso generico (crimen, ex, idciuo, nomen, sentential, che possono essere deteriar {ab da stant spociie im gontve: Ego hoe uno ermine tum conden tnecesse et (Cie, Dio. in Case, 30), sper questo nolo capo d'accusa to. dovrel ESndannatloe, Aw. commotae ‘erimiiwe ‘mentis ebscloes hominem? (Hor, Sota. 5. 2748), eo ancolverai foree dallaccusa di fol Ress, «accusato, imputato» (non. + colpevole el) () ha il, genitive Pilato Fs at vous aortas (Cie, Flace 7) eb aucusato di avidita oy 60. I] sostantivo che indica la pena va comunemente in caso ablativo: Vitia hominum aigue fraudes damnis, ignominiis, vinclis, verberibus, exiliis, morte muultantur (Cic., De oF, X, 194) Aristides exilio decem annorum multatus est (NEP., 3, 1,2) Quid ergo? in singulos HS (=se- ‘tertium) quinquogenis mi- libus dannari mavultis? (CiC., Verr.. I, 3, 69) Le cotpe ¢ le frodi degli uomini sono punite con le pene pecu- niarie, le note d’infamia, la prigione, lo staffile, l'esilio, la morte Aristide fu condannato a dieci anni Wesilio (propr. «a un csilio di dieci anni », cir. ¢s. 53. fr. 15) E che dunque? Preferite per cia~ scuno di voi una condanna a 50.000 sesterzi di multa? Ma «condannare a morte, oltre che morte multare © capite damnare, si dice anche capitis damnare, pet confusione col genitivo del delitto: (UG) «Catpercte» & mocens 0 mosis: questultimo & costrulto in Livio con alia re, in Tadto oon alas vei] $60 /p. 87 [Socratis] responso iudices sic ex- Alla risposta (di Socrate] i giu- arserunt, ut capitis hominem — dici si incollerirono al punto di innocentissimum condemnarent _condannare a morte un uomo (C1c., De or., 1, 233) innocentissimo Inoltre si usa il genitivo (di prezzo), quando I'indicazione della pena é generica: Cupio octtipli damnari Aponium — Desidero vivamente che Aponio (Cic., Verr., 11, 3,28) sia condannato a pagare una somma otto volte maggiore [[Note. x) A partire da Tacito si incontra Vaccusativo con ad: Practor Anti- stius ad mortem damnabatur (Thc., Ann., 16, 21); [Caligula] mullos ad metalla ul ad viarwn munitiones aul ad bestias condemnanit (Sunt. Cal 27,9), (Cx. gola] condannd molti ai lavori forzati nelle miniere o alla costruzione cl strade alle belves. «Ai lavori forzatis si dice anche ad o im opus (publsewn) 2) + Mi si accusas, otc. — arguor, etc.: Quod adieci, non ut arguerem, sed ne arguerer (Vittn, 2, $3, 4), sho aggiunto questo, non poe secneeee Jhé noa mi sl accusaase a nae Pee Genitivo (con i verbi di memoria 61. Alcuni verbi che significano ¢ricordare » e «dimenticare » ossono essere determinati da tun genitivo della persona o della cosa, in Goncorrensa con Yaccusativo ¢ Pablative, secondo il seguente pro- spetto: ¥ om alicusus (rei) memini, «mi ricordo, \ aliquem, aliquid (sempre con i pronomi e ag- hho in mente » gettivi neutri) de aligua, de aliqua re (molto pit taro) reminiscor, « mi i-( alicuius (rei) mihi venitinmen- ( alicuius (rei) cordo, mi torna tem, ami view in mente »; ne in mente ( aliguid (nom, obliviscor, «mi di- eee ae mentico + ( aliquid p.88/ §61 aliquem de aliqua re admonco, commoneo, commonclacio,\ aiiguem id (cio con pron. € ‘+faccio ricordare, richiamo a degettivi neutri) memoria (di uno) » aliquem alicwius rei (pit raro) Diamo esempi di memini, rimandando per gli altri verbi agli esercizi: UL meminit nostri® (Ho., Ep., Come si ricorda di noi? 1, 3, 12) Meminerint [adulescentes) vere- Si ricordino [i giovani] del pu- cundiae (Cic., Ofj., 1, 122) dore Ginnam_mmini, Sullam vidi Cinna, to ricordo bene; Silla, (Cic., Phil., 3,17) Vho visto Senes omnia quae curant memi- 1 vecchi ricordano tutto quello merunt (Cc, Lael., 21) ‘di cui si prendono cura De patla memento, amabo(Piavt., Ricordati del mantello, ti prego As., 939) Note. 1) Meneo ha soltanto aliguem de aligua re ¢ aliguem id. Ai suddetti verbi si aggivnga: \ de aliguo, de atigua re recordar, «mi rivordo | atiquid (sempre con pron. © aggettivi neutri) [[Monco alicuius, recordar aliguim © aliwius vei si hanno nol latino imperiale cristiano, 2) ¢ Ricordare » nel senso di ¢ menzionare » & mentionem facio alicuius ri), de aligu, te aligua re. commemora aliguem, aliquid, de aliquo, de agua re WePectos Uiraccontare sb memore, eft: Ure. Aen, Sy. Bk meminists, {ioae, of memorare polsts: 11 genitivo con i verbi di memoria sembra di origine paritiva, in quanto’ Heerdo appare come parte della persona © sosa Hcordata I Genitivo (di stima e di prezzo <->. 62. I verbi che significano stima morale: aestimo (t), habeo (raro all’attivo), duco, facto (fio), puto, «stimo, tengo in conto »; sum, (2) Existing ool genitive al stima & pooo wsato, ett § 24 IIL a. §62/ p89. avalgo », et della stima: ‘magni (non multi!) = molto pluris = (di) pit, mageiormente minimi (caro) sono determinati da genitivi, che indicano la misura parvi (non pauci!) = poco ‘minoris = (di) meno Pochissimo (anche: nulla) Plurimi; permagns, maximi (rari) = moltissimo tanti, quanti = tanto, quanto nihili = (per) niente [Sextilius] magni eestimabat pe- cuniam (Cic., Fin, 2, 55) Parvi sunt foris arma, nisi est consilium womi (CIC. Off, t, 76) Mea conscientia pluris est quam Omnium sermo (Cic., Att, 12, 28,2) La determinazione della stim: necessaria in latino: «io lo stimo lantidem = altrettanto [Sestilio] faceva gran conto del denaro Poco contano le armi fuori dello stato, se non vi & senno in patria La mia coscienza vale di pit di tutte le chiacchiere della gente , che pud mancare in italiano, é ‘eum magni jacio, Note. 4) In luogo ai nibili Cieerone usa pil spesso pro nihilo: Tw ausus es Pro fille tot re sancisimas ducer? (Cie, Vern TL, x, 40), 4th ha avuO Psrdire di non far aesaun conto di tante cose santiaseac’ 2) Quasi unicamente nella lingua pyelata ricorrono altri genitivi, ai stim won heues man loces mon pdt Ss Ee aster feceo, un como, ete; anche mibidi deriva da ne bili, non una Testuca » 63. I verbi che indicano stima o valore commerciale (acstino, svaluto », sum, ¢ valgo », emo, ecompero, pago » ('), vendo, « vendo, ‘veneo, «sono in vendita», 1oco, «do in affitto, in appalto, conduco, prendo in affitto, a nolo; ste, consto, «costo», etc.) possono essere jeterminati: 4) Da un genitivo, quando la determinazione ¢ rappresentata da tants, quanti, pluris, minoris, tantidem: (a) «Pagare» nel senso di esborsare il densro» si dice pcumiam solver (pendée). 2.90 §63 , Frumentum tanti juit quanti Verres acstimavit (Ctc., Verr., IL, 3, 194) Tecta ambulatiuncula prope dimi- dio minoris consiabii (CiC., Alt, 13, 29, 2) Il frumento ebbe il prezzo che Vere stabili (lett.: valse tanto quanto Verre valutd) La piccola passeggiata coperta ‘oster’ allineirea meno della meta 4) Da un ablativo negli altri casi, anche se la determinazione generica (magno 0 anche magno pretio, parvo, nihito, etc.): Tu ista [signa] permagno aestt- mas? (Cie, Verr., I, 4,13) Sestante sai et Romae et per to- tam Italian erat (L1v., 20, 37, 3) Agdédum, sume hoc tisanarium o- ‘vyzae. — Quanti emptac? — Parvo.—Quanti ergo? —Oc- tussibus (Hor. Sat., 2,3, 1558.) Tu _valuti_ moltissimo codeste [statue]? Isale a Roma e in tutta I'Italia valeva un sestante (la sesta parte di un ase) Orsi, prendi questo decotto di iso. — Quanto @ stato paga- to? — Poco. — Quanto dun- que? — Otto assi ote. 1) I verbi precedent, soprattutto emo, sto ¢ consio col complemento di presso possono caste aest in senso metafrice: Emil’ morte cmmonaltatom yorst’ 9, 5,72), »pago.con In morte Timmortalita Usrique ondicia fiertatie tore sel (Uatt, Pat. 2, 647 4), ealluno e allaltro la difesn della libertd Magno tempos detrimento constare (QUINT,, 10, I. 41). petdita di tempor 2) Fino pub essere determinato anche dag avesbi car male, ene, 4a caro prezzo, & buon prezeo., Si noting le locustoni: emere praesent Pecunia $3 Contant snow prassentibus nummis (SEN, Bem, 21, 2), 4a credo, Si icondi Ta locurione tant et, « vale la penn» (aliquid tat est oe nto (quanto sichiede di ditcalt, x sacreios Eu onht tant rites, hasius tmvidiae fempestatem subire, dunomido a vobis belli periculum spellatur (Cie, Cal 2, aviqueata satis, parché a 4) Ci sono esempi, rari, di genitive di stima in funzione attribativa: Non ego’ homo triobolt sum (PLAUT., Poen., 381), ¢non sono io un uomo da tre soldi» y evale fa pena per me, Qviriti, afrontare la bufera ‘llontanato da vor ii fonicoto dt questa guerra» Liewerione dei einque genitivi di prezzo pluris, minoris, ete. si spiegn perche Fablative pare haci presto dallavo (attestato ancore in cio, ta5p Mare: Plure foras tendwnt quod minore erat emptum) e 40 aostituito dai geutivo distima plurts, rascinaldo per analogia il suo covtrario minoris ela Soppia tanti-quant)) 863 /p. 91 Interest ¢ refert 64. Interest e réfert (\), cimporta, 2 importante, preme, sta a ‘cuore », sono impersonali (cfr. § 42), contrariamente ai loro corrispon- denti italiani («le vostre vite mi importano poco; tu mi premi molto »). La costruzione di interest e rejert ubbidisce alle seguenti norme: a) La persona alla quale importa si colloca in genitivo, se € un so- stantivo 0 un pronome non personale: Interest Ciceronis (C: 6,3) Ue interest (Cic., Att., 10, 4, A lui importa 10) Alt.,14, — Importa a Cicerone Se si tratta di un pronome personale, sud, nostra, vestrd (a me, a te, ete.) usano le forme med, td, Aut nostra aut ipsorum iteres- _Importerebbe 0 a noi.o a loro set (Cic., Fam., 2, 4, 2) [Nacvius] negat sua referre (Cic., [Nevis dice che non gli importa Quinct., 19) sed Note. 1) Si noti la differenza tra ihius snerest, dove interest & indipendente gy grande con ie ee negt gree dayne cere alsoagetto 1 negad e'va quindi tradotto cal rflesaivo (cfr, la regola generale al § 3:00 e oorda la diferenca tra ew pacnilet e ail se paenitere, 841. = 2) ¢A tutti ao, «tutti vo importa » si dice: omniian nostrum, omnium sesiram interest 1 prohome personaie © attratso nel caso tichieso de omnes, Ge geht me dsl ilprea ise co Men Eon sm rest sets minime refer! qui sim natu marina (Tem. Ad, 880), «questo a ie dhie'sono it maggiore fet non importa minimameates” ” “ 3) Ya coma evi importa va raramente al genitivo (Fntret re feitiaris tuae, Cx, Fame. 01 2) meno che htc rat di una fersonipenslone soe Tex publas “Qiod gp c'maa et rel pablicas 1! mratime hag mses wh (Gics"Pam., 5,19, 2), io redo cho questo na neinterene wie dale sate E soprattutio tot, Generatmente pt cancopita, come acopo © va alles sey eee fee eran, zieecese ait decus ¢t ad laudem civitatis (ie Wal da ten Grande iinportases por to splendor (21) Da aon confondere con reer da wer, «riparts, rife» 921 §64 ) La cosa che importa si indica: con un pronome neutro in no- minativo: Vestra hoc interest (C1c., Sull., A voi importa questo 79) con un infinito: Neque refert videre quid dicen- Non ha importanza considerare dum sit (C:c., Brut., 110) che cosa si deve dire ‘con una proposizione subordinata (accus. e infinito; ut o ne e cong.; interrogativa indicetta, soprattutto pronominale e disgiuntiva): Multum interest te venire (Crc., E molto importante la tua ve~ Fam., 12, 9,2) muta Dicere (Caesarem] solitum jerunt, Narrano che [Cesare] ripetesse ‘non tam sua quam rei publicae che la sua incolumita era inte~ interesse, ut salvus esset esse non tanto suo quanto (GuEr., Cas., 86, 2) dello stato Magni refert hic quid velit (C1c.,_E molto importante (sapere) che Att, 14, 1,2) cosa voglia costui E dunque escluso che soggetto di interest e refert sia un sostantivo; percid il sostantivo che in italiano fungesse da soggetto di «importa, preme, ete. », dovra lasciare il posto a una proposizione subordinata: Mea maxime interest te valere (0 A me sta molto a cuore la tua wut valeas) salute Ma si ricorrera all'infinito semplice, quando la persona a cui importa coincide col soggetto della subordinata: Mea interest valere (c non gid, A me sta a cuore la mia salute normalmente, me valere) ) Quanto una cosa importa, si pud indicare in vari modi: con awverbi (maguopere, magis, maxim, parum,-minime, etc.), con agget- tivi_e proncmi neutri, usati avverbialmente (ynulium, plurimum, nihil, tantum, etc.; quid?), con genitivi di stima (soprattutto magni, parvi, tami, chr. §62). Ne abbiamo dato esempi nelle frasi precedent $64 / p. 93