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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELLA CAMPANIA

LUIGI VANVITELLI

ACUSTICA APPLICATA

DOCENTE STUDENTI

Prof. Gino Iannace Domenico Posillipo A19/194

Domenico Anemola A19/193

Vincenzo De Lise A19/198


Zonizzazione del territorio
1) Normativa e strumento di rilevazione
Di seguito sono elencate le classi acustiche con i corrispondenti valori limite e colore
di identificazione definiti dalle norme vigenti. Tali valori sono distinti tra periodo
diurno (che va dalle ore 6.00 alle 22.00) e periodo notturno (che va dalle ore 22.00 alle
6.00) e sono espressi in livello equivalente di pressione sonora ponderato A, dB(A).

Classi di destinazione diurno notturno Colore


d’uso del territorio
I Scuole e zone protette 50 40
II Abitazioni 55 45
III Aree di tipo misto 60 50
IV Aree di intensa attività 65 55
umana
V Aree prevalentemente 70 60
industriale
VI Aree esclusivamente 70 70
industriale

Per le rilevazioni, non avendo a disposizione un fonometro professionale, è stato


utilizzato uno smartphone dotato di microfono. Il software utilizzato per le rilevazioni
è l’applicazione openoise, attraverso la quale è stato possibile ottenere i valori di
pressione sonora ad intervalli di un secondo.
2) Rilevazioni
Inizialmente è stato individuato il luogo in cui effettuare le rilevazioni e in seguito sono
state definite le modalità e il numero di rilevazione da effettuare. Il luogo scelto per
eseguire la zonizzazione acustica è la zona circostante l’I.S.I.S.S (istituto superiore)
G.B.Novelli sito in via G.B. Novelli, Marcianise (CE). Ogni rilevazione ha una durata
di 5 min con intervallo di registrazione del livello della pressione sonora di 1 s. Per
ogni rilevazione è stata stilata una tabella in cui è riportato il numero di veicoli. Definite
le modalità di esecuzione della singola rilevazione si è scelto di effettuarne 3 e sono
stati scelti i punti in cui effettuarle.
Sono state fatte 10 rilevazioni per ogni luogo di ispezione ad intervalli di 30 secondi.
Di seguito sono riportati i risultati ottenuti per ogni luogo di ispezione:

Istituto superiore Novelli

Il valore di Lptot(dBA) valutato è di 68dBA

Largo San Pasquale

Il valore di Lptot(dBA) valutato è di 68dBA

Biblioteca Comunale

Il valore di Lptot(dBA) valutato è di 68dBA


Per poter utilizzare questi dati e classificare le zone osservate si calcola per ogni
rilevazione il livello sonoro equivalente

 1 T p 2 (t ) 
Leq ,T  10log   2
dt 
 T p 
0
0

In questa trattazione il valore è stato ottenuto automaticamente tramite openoise. Nella


seguente tabella è riportato il valore Leq ,T per ogni rilevazione e la relativa classe di

appartenenza.

Punti di rilevazione Leq ,T  dB( A) classe


1 68 Ib

2 68 IV

3 61 Ib
3) Zonizzazione acustica e risanamento acustico
Effettuata la classificazione riportiamo su una mappa i risultati ottenuti dalle
rilevazioni evidenziando ciascuna zona con il colore definito dalla norma in base alla
classe acustica.

Come è prescritto dalla normativa, le classi acustiche devono essere contigue; qualora
non lo fossero si deve eseguire l’operazione che prende il nome di risanamento
acustico. Dalle rilevazioni eseguite, possiamo vedere come la norma non sia rispettate
in nessun punto adiacente alla scuola. Per la continuità di classe è necessario eseguire
una bonifica acustica applicando barriere fonoassorbenti ed eventuale cambio di infissi
per ridurre i livelli di pressione sonora che si raggiungono all’interno della scuola.
Essendo la causa principale degli elevati valori il passaggio di automobili si potrebbe
pensare di utilizzare l’asfalto drenante, ma trovandoci in città non lo si utilizza poiché
esso esplica le sue funzioni a velocità superiore ai 50 km/h.
Propagazione del suono in ambiente chiuso
1) Grandezze e norme di riferimento
Per lo studio della propagazione del suono in ambiente chiuso si fa riferimento alle
norme UNI ISO 3382 le quali richiamano le seguenti grandezze:

 Tempo di riverberazione (T60)


Il tempo necessario per far scendere il livello di pressione sonora di 60 dB.

 Definizione del discorso (D50)

Per definizione del discorso si intende l’energia di tutte le riflessioni utili (ovvero
quelle che migliorano la percezione del suono, incluso il suono diretto), fratto l’energia
totale. Maggiore è il valore ottenuto, più risulta definito il discorso. Il D50 è uno studio
che si fa nei primi 50 millisecondi in quanto questo è il tempo necessario per
l’integrazione della parola.

 Chiarezza (C80)
Lo studio dell’impulso nei primi 80 millisecondi, fondamentale per studiare la linearità
del suono riguardo la sfera musicale.

A seconda della funzione assegnata all’ambiente chiuso la norma definisce i valori


ottimali per queste grandezze in funzione del volume dell’ambiente stesso. Per il
parlato, secondo la norma, il tempo di riverberazione deve essere minore di 2 e il D50
maggiore di 0.5. Per ambienti adatti all’uso musicale si deve avere un tempo di
riverberazione maggiore di 2 e un C80 compreso tra -2 e 2.
Di seguito sono riportati i valori ottimali del tempo di riverbero per il parlato in
funzione del volume e della frequenza.
2) Modalità delle prove in ambiente chiuso
Il sito scelto per le prove è l’aula A della facoltà di ingegneria sita ad Aversa in via
Roma. La singola prova consiste nel registrare tramite cellulare un impulso sonoro
dovuto allo scoppio di un palloncino in lattice, il quale simulerà la presenza di un
oratore. Le prove effettuate sono 4 e in ognuna di esse il cellulare è stato posizionato
in punti diversi dell’aula. L’aula è a pianta rettangolare le cui dimensioni sono riportate
in figura

Il volume totale è di 1642 m3

La superficie totale è 900 m2


3) Analisi
Ottenute le tracce sonore si procede estrapolando da esse il solo impulso attraverso il
software Audacity. Dopodiché è stato possibile caricare i 4 file relativi a ciascun punto
di misura all’interno del software Dirac, grazie al quale si è potuta tracciare la curva di
decadimento del livello della pressione sonora per ogni punto di misurazione, ovvero
la curva che tiene conto di quanto si riduce il livello di pressione sonora medio col
passare del tempo, a partire dal livello più alto registrato.

 Curva decadimento scoppio 1

 Curva decadimento scoppio 2


 Curva decadimento scoppio 3

 Curva decadimento scoppio 4

Avendo come riferimento la norma ISO3382, mediante il software si ricavano le


grandezze descritte in precedenza per ogni scoppio. Di seguito sono riportati i valori
forniti dal software.
 Risultati scoppio 1

 Risultati scoppio 2

 Risultati scoppio 3
 Risultati scoppio 4

La curva di decadimento va presa in considerazione per frequenze da 125 Hz a 4000


Hz, in quanto al di sotto dei 125 Hz l’orecchio umano perde di sensibilità, mentre al di
sopra dei 4000 Hz le alte frequenze vengono “mangiate” dall’aria circostante.
Focalizzandoci su quella che è la sfera del parlato, si considerano i valori calcolati
relativi alla frequenza di 1000 Hz. Si effettui ora la media delle grandezze T30, C80 e
D50 tra i valori ottenuti nelle 4 misurazioni.

4.61  3.87  5.01  6.09


T 30   4.9s
4

3.99  7.42  6.5  5.14


C 80   5.76dB
4

0.23  0.12  0.12  0.17


D50   0.16
4
Tenendo conto del volume dell’aula e la frequenza analizzata, attraverso le norme il
valore ottimale del tempo di riverberazione per il parlato deve essere intorno a 1.25s
mentre le rilevazioni hanno fornito un tempo molto più elevato, pertanto bisogna
procedere ad un’opera di correzione per ottimizzare la dispersione del suono.
4) Correzione dell’ambiente
Al fine di effettuare la correzione si utilizza la formula di Sabine, la quale permette di
determinare la superficie di materiale fonoassorbente ( S fon ) necessario per avere il

tempo di riverbero ottimale

V
T60  0.16
 amb Samb   fon S fon
V = Volume totale dell’ambiente
S = Superficie interna coperta dal materiale
α = Coefficiente di assorbimento del materiale
Piuttosto che al T60 si fa riferimento al T30 in quanto è difficile osservare un
decadimento di 60 dB, e per norma lo si pone pari a 1,25.

Calcoliamo le unità assorbenti presenti nell’ambiente

0.16 ∙ 𝑉
𝛼𝑆 = = 210,2
𝑇60

 Il valore di  fon dipende dal materiale scelto per l’ottimizzazione acustica dell’aula.

In questa trattazione si è scelto di utilizzare il PET e non conoscendo a priori il


valore di  fon lo si ricava effettuando una prova con il tubo di Kundt.

In questo tubo (di cui si riporta un disegno schematico) si generano onde piane da un
segnale ad una frequenza prefissata (500 Hz). Quando impattano il provino alcune onde
verranno assorbite ed altre riflesse, le quali torneranno nel verso opposto. L’incrocio
tra onde piane nei due differenti versi di propagazione darà vita ad onde stazionarie. Il
tubo è dotato di tre microfoni ed in base alla distanza tra essi è possibile percepire la
differenza tra alte e basse frequenze. Per frequenze basse, infatti, la lunghezza d’onda
è, come sappiamo, molto elevata e all’interno del tubo non riesce a svilupparsi un’onda
stazionaria completa ma solo parte di essa, per questo motivo i dati ricavati alle basse
frequenze non sono significativi. Il provino utilizzato ha diametro 9cm e spessore 5
cm. I risultati forniti dal software sono riportati nel seguente grafico, da cui si nota che
alla frequenza di 1000 Hz il coefficiente di assorbimento vale 0.72

Applicando Sabine ricavo S fon

0.16 ∙ 𝑉 − 𝛼𝑆
𝑆𝑓𝑜𝑛 = = 73𝑚2
𝛼𝑓𝑜𝑛

Questa è la superficie necessaria di PET per ottimizzare l’ambiente per il parlato.


Requisiti acustici passivi
I Requisiti Acustici Passivi in edilizia sono i parametri fondamentali necessari alla
valutazione delle prestazioni acustiche degli immobili. Il DPCM del 5 Dicembre 1997,
in attuazione alla L 445/95, per la prima volta affronta la problematica dei RAP in
edilizia definendo le modalità di rilevazione, valutazione, e lettura dei contributi sonori
delle singole componenti al fine di definire dei limiti di tolleranza oltre i quali un locale
non è abitabile ai fini della salute e del benessere senza che nel tempo possano essere
arrecati danni permanenti alla persona. Nel decreto gli immobili vengono suddivisi in
sette classi diverse per ciascuna delle quali sono indicati i valori da soddisfare per
cinque parametri:

• Isolamento di partizioni verticali (pareti di separazione fra unità immobiliari


adiacenti) e/o orizzontali (solai di separazione fra unità immobiliari), che si misura
producendo un “rumore rosa” nell’ambiente emittente e rilevando strumentalmente il
livello di rumore nell’ambiente ricevente. L’indice di valutazione della capacità
fonoisolante apparente di muri e solette di separazione si riferisce alle partizioni tra due
distinte unità immobiliari (R’w).

• Isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,w).

• Livello di rumore di calpestio dei solai normalizzato, cioè prodotto dalla tapping
machine (macchina del calpestio) sul pavimento del locale sovrastante (L’n,w).

• Livello massimo di pressione sonora per impianti a funzionamento “discontinuo”:


ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici, rubinetteria, che si misura con
fonometri posizionati in ambienti di prova durante il funzionamento degli impianti
stessi (LASmax).

• Livello di pressione sonora equivalente per impianti a funzionamento “continuo”:


impianti di riscaldamento, impianti di aerazione, impianti di condizionamento (LAeq).
La norma UNI 11367 del 2010 introduce la cosiddetta CLASSIFICAZIONE
ACUSTICA che intende uniformare a livello europeo quelli che sono considerati i
limiti di tolleranza di inquinamento acustico all’interno degli immobili e in particolare
quelli abitativi. Mediante l’identificazione di 5 parametri di contributo sonoro
(calpestio, trasmissione verticale, trasmissione strutturale, isolamento di facciata,
impianti) è possibile attribuire ad una unità immobiliare un valore unico chiamato
Classe Acustica (dalla I alla V) attraverso una precisa procedura di rilevazione e
valutazione dei contributi sonori.

1) Fonoisolamento
L'isolamento acustico (detto anche fonoisolamento o fonoimpedenza) è una tecnica che
consente di ostacolare la trasmissione di energia sonora da un ambiente ad un altro
interponendo tra i due un mezzo fisico di separazione. Pertanto la finalità
dell'isolamento acustico consiste nel proteggere l'uomo dai rumori attenuandone o
eliminandone la percezione sonora attraverso la dissipazione dell'energia sonora.

La difesa dai rumori mediante isolamento acustico riguarda sia i rumori che si
propagano per aria (rumori aerei), sia quelli che si trasmettono attraverso percussioni,
vibrazioni, trascinamento (rumori impattivi o rumori d'urto).

Se si considera un divisorio rigido omogeneo (Es: parete, pannello), che separa


l'ambiente che contiene la sorgente disturbante da un ambiente che si vuole isolare
acusticamente, si potrà osservare che l'energia sonora (Ei) che incide sulla superficie
del divisorio si divide in tre componenti fondamentali: una frazione (Er) viene riflessa,
una (Ed) assorbita e un'altra (Et) oltrepassa il divisorio secondo la formula
Ei=Er+Ed+Et ne consegue che r+d+t=1
Il parametro t prende il nome di coefficiente di trasmissione e caratterizza le proprietà
di isolamento acustico (fonoisolanti o fonoimpedenti) della parete ovvero il suo potere
fonoisolante che si esprime usualmente nella formula logaritmica

R = 10log(1/t)

dove R è una grandezza misurata in decibel. Per un divisorio semplice e omogeneo


inoltre vale la regola generale secondo cui il potere fonoisolante aumenta all'aumentare
della massa dell'isolante stesso ma anche all'aumentare della frequenza dell'onda
sonora incidente.

Il suddetto principio si può sintetizzare nella cosiddetta legge della massa la cui
formula è:

R = 20 log (mf) - 42,4

dove m è la massa per unità di superficie (kg/m2) ed f è la frequenza del suono


incidente.

La legge della massa è tuttavia mitigata dall'effetto di risonanza e dall'effetto di


coincidenza.
Rispetto ad alcune frequenze dell'onda incidente, solitamente nel campo delle basse
frequenze si verifica un fenomeno di risonanza, del materiale interessato tale che lo
stesso per quel range di frequenza oscillerà in maniera abnorme rispetto alle
oscillazioni dello stesso per le altre frequenze. Ne consegue che l'isolamento acustico
risulterà ridotto in corrispondenza delle frequenze naturali per le quali si determina
l'effetto di risonanza che dipende dalla rigidità del divisorio considerato.

Un altro fenomeno che determina una perdita di potere fonoisolante del divisorio è
rappresentato dal cosiddetto effetto di coincidenza che si verifica quando in
corrispondenza di un onda sonora avente una determinata inclinazione, per
quell'angolo di incidenza il divisorio presenta una lunghezza d'onda identica a quella
del suono con la conseguenza che per quella frequenza, che prende il nome di frequenza
critica (dipendente dalle proprietà del divisorio) che solitamente riguarda la gamma
delle alte frequenze, nonché per valori di frequenza superiori si ha una consistente
perdita di potere fonoisolante del mezzo.

Andamento del potere fonoisolante di un divisorio in funzione della frequenza:


Si può estendere il comportamento lineare del tratto centrale anche ai tratti alle basse e
alte frequenze, ottenendo l’andamento di R al variare della frequenza per pareti sottili,
risultato che non si discosta dalla realtà.

Per ottenere un isolamento acustico elevato senza ricorrere ad aumenti eccessivi del
volume del divisorio si possono utilizzare divisori multipli (pareti doppie, triple etc);
in questi casi si potrebbe anche ipotizzare un potere fonoisolante pari a quello della
somma dei poteri fonoisolanti dei singoli divisori. Di fatto, però, le inevitabili
connessioni strutturali tra i divisori comportano che il miglior risultato conseguibile
(per un divisorio doppio) è un aumento del potere fonoisolante di circa 10 dB rispetto
ad un singolo divisorio di massa equivalente.
2) Verifica requisiti acustici passivi
Utilizzando il software Noise Insulation, che permette di valutare il potere fonoisolante
degli elementi di strutture edilizie, sono stati verificati i requisiti acustici passivi di due
stanze adiacenti delle dimensioni riportate in figura.

Nella prima simulazione, ipotizzando la parete di separazione in calcestruzzo, si hanno


i seguenti risultati:
Facendo la media dei valori R’ a ciascun terzo di ottava si ottiene un valore di R’ che
non verifica la condizione dettata dalla legge. Pertanto si procede col modificare i
materiale che costituiscono le pareti per migliorarne le capacità assorbenti. Si
ottengono i seguenti risultati che verificano la norma.