Sei sulla pagina 1di 5

1.

CRISI DELL'ANCIEN REGIME IN FRANCIA

SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIALE


Alla fine del '700 l’economia francese era ancora essenzialmente agricola. I nobili
imponevano ai contadini pesanti oneri feudali (percentuali sul raccolto). In alcune
regioni esistevano ancora forme di servitù che limitavano le libertà personali del
contadino, come quella di sposarsi. La situazione dei ceti popolari si aggravava negli
anni di carestia e di sottoproduzione. Il Terzo Stato rappresentava il 98% della
popolazione, la nobiltà circa l’1,5%, il clero lo 0,5%. I tre ordini erano eterogenei al
proprio interno, poiché esistevano grandi differenze economiche in particolare era
marcata la divisione tra i primi due ordini e il terzo stato (divisione basata sui privilegi).
Nobiltà e clero non pagavano tasse che gravavano più sul terzo stato.

LA CRISI FINANZIARIA
Il problema più grave che la Francia dovette affrontare nella seconda metà del '700 fu
la crisi finanziaria dello Stato. Per far fronte al deficit i ministri del re inasprirono il
carico fiscale e ricorrevano a prestiti da parte dei cittadini. Nel 1781 la situazione era
tanto grave che il ministro delle Finanze Jacquaes Necker arrivò a falsificare il
Rendiconto finanziario, facendo risultare il bilancio dello Stato in attivo, per non
scoraggiare il prestito dei cittadini. L'espediente riuscì, ma commise l'errore di inserire
le spese di corte e per il dissenso generale fu dimesso.
Nel corso degli anni 80, i successori di Necker compresero che l’unica soluzione era
una riforma radicale: occorreva estendere la tassazione ai ceti privilegiati. Tale
proposta suscitò ovviamente la resistenza dei ceti interessati. Fra il 1787 e il 1788 la
nobiltà fece pressioni sul re Luigi XVI affinché venissero convocati gli Stati Generali
solo questa assemblea poteva approvare l’imposizione di nuove tasse. Il re
acconsentì a convocare gli Stati Generali, è interessante osservare che la scelta di
convocare gli Stati Generali, da cui sarebbe scaturita la rivoluzione, fu il risultato
dell'opposizione della nobiltà al tentativo di smantellare i suoi privilegi.

LA RIVOLUZIONE, IL RISULTATO DI CAUSE DIVERSE


La crisi dell’ antico regime sfociò in Francia in una rivoluzione. La rivoluzione coinvolse
tutti gli strati della società francese. Questo violento cambiamento tentò di cancellare i
privilegi e gli abusi. Una grande influenza fu esercitata anche dal pensiero illuminista e
dall'esempio della Rivoluzione americana (dichiarazione di indipendenza). Per
comprendere la rivoluzione, bisogna anche far riferimento a cause più immediate:
- la crisi dell’ agricoltura e del settore manifatturiero generò disoccupazione;
-l ’impopolarità del sovrano e della regina Maria Antonietta (indifferente al popolo).
La rivoluzione scoppiata in Francia si estese in tutta Europa, non si poté più tornare
alla situazione precedente; ed ecco perché il 1789 è considerato il momento in cui
termina l'Età moderna ed inizia l'Età contemporanea.

1.DAGLI STATI GENERALI ALL'ASSEMBLEA COSTITUENTE

I CACHIERS DE DOLEANCES
Nel 1789 il re chiese ai suoi sudditi di esprimere le loro esigenze nei cahiers de doléance, per
fornire aglii stati generali un materiale informativo sui problemi della nazione.
Intanto la crisi economica si faceva sempre più grave e spesso vi erano rivolte in campagna e
città e si arrivava anche ai saccheggi dei granai del clero e dell'aristocrazia.
Iniziò cosi a profilarsi la complessa situazione politica da cui sarebbero scaturite tre rivoluzioni
parallele:
-Rivoluzione parlamentare (rappresentanti del terzo stato con idee illuministe), volevano
abolire lo Stato Assoluto e introdurre il parlamento
-Rivoluzione dei sanculotti delle città;
-Rivoluzione dei contadini, che si rivoltarono nella campagne assaltando i nobili.

LA CONVOCAZIONE DEGLI STATI GENERALI


Gli stati generali furono convocati i primi di Maggio dell'89 e si affrontò il sistema di votazione.
Gli aristocratici volevano che si votasse per ordine e il Terzo Stato voleva che si votasse per
testa=> ci furono subito tensioni che il re alimentò con due scelte provocatorie: organizzare le
riunioni a Versailles e la coreografia dell'assemblea che evidenziava le differenze tra gli ordini.

L'ASSEMBLEA NAZIONALE
Di fronte al rifiuto di votare per testa, il Terzo Stato si proclamò unico, vero rappresentante
della nazione e si definì Assemblea Nazionale.
Il 17 giugno 1789 l'abate Sieyes pronunciò un discorso ricordando che il Terzo Stato
costituisse la maggioranza del popolo e che quindi i suoi delegati rappresentavano la vera
volontà della nazione.
Luigi XVI fece quindi chiudere la sala in cui si riunivano gli Stati Generali, ma i rappresentanti
penetrarono nella sala della pallacorda e giurarono di non sciogliersi fino alla promulgazione
di una costituzione.

Il 9 luglio 1789 il nuovo organismo prese il nome di Assemblea Nazionale Costituente che era
composta da gruppi di diverse opinioni nel paese:
-Aristocratici e monarchici, che sostenevano l'antico regime
-Democratici, avversi alla monarchia
-Costituzionali, sostenitori di sistemi parlamentari e costituzionali, ma non avversi alla
monarchia.

LA PRESA DELLA BASTIGLIA


Luigi XVI non sa come risolvere l'atmosfera rivoluzionaria e si rifuggia a Versailles per la
paura di un assalto dalle truppe.
In questo clima si costituirono i primi contingenti che avrebbero dato origine alla guardia
nazionale.
13/08: preso d'assalto l'hotel de Ville da rivoltosi che chiedevano armi
14/08: il popolo assale e distrugge la bastiglia, simbolo dell'antico regime
vi furono vittime da entrambe le parti, e le teste mozzate degli uccisi furono portate sulle
picche tra le vie della citta=> inizio rivoluzione.
Questo episodio fu fondamentale, segnò l'incontro della rivolta popolare e del parlamento
contro il re, contro l'antico regime.
Gli assalitori si appropriarno del municipio e fu creata una milizia volontaria (guardia
nazionale) con a capo Lafayette (aiuto all'america); e questa guardia poi si svilupperà in tutte
le provincie di francia.
Si ribellano in modo disordianto anche i contadini che assalivano i castelli dei signori per
bruciarvi le carte che sancivano i privilegi
Il periodo di questo complesso di rivolte fu chiamato "grande paura".=> paura di vendetta=>
contadini armati.

ABOLIZINE DEGLI OBBLIGHI UFFICIALI


4/09/89: abolizione delle corvees e degli altri obblighi feudali dei contadini in cambio di
riscatto da parte dei contadini=> scarsita economica=> si va vanti per 3 anni fino
all'abolimento dei privilegi feudali senza indennità.
l'assemblea costituente attua una razionalizzazione del sistema amministrativo, cioè il
territorio nazionale viene diviso in 83 diprtimenti con uguali doveri verso l'amministrazione
centrale.

LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEL CITTADINO


l'atto piu famoso dell'assemblea costituente fu l'approvazione di tale dichiarazione (26/09/89)
proposta da Lafayette e divenne il preambolo della costituzione (1791). Essa è un testo di 17
articoli rimandanti ai diritti naturali e inviolabili dell'uomo (libertà, vita, ugualianza..)
Alle libertà individuali venne posto il vincolo dell'ordine pubblico=> riconoscimento di
professare privatamente qualsiasi religione; ma solo al cristianesimo cattolito fu consentita la
messa pubblica.
Anche la libertà di stampa fu riconosciuta, ma con la censura per non turbare l'ordine
pubblico.
Il documento segna una rottura con il passato poiche sostiene che tutti i cittadini sono liberi e
uguali sotto la legge ( al contrario dell'antico regime).
LE GIORNATE DI OTTOBRE
Nel biennio 89/91 il governo di Luigi XVI non fu mai messo in discussione anche se il
comportamento del sovrano fece nascere una fazione (orleanista) che voleva sostituire il re
con Filippo d'orleans. Il sovrano rifiuta l'abolizione dei diritti feudali e dei diritti del cittadino=>
cittadini indignati
5/10/89 corteo si reca a versailles per protestare pretendendo:
-accettare decreti contestati dall'assemblea costituente
-garantire approvigionamenti alla capitale
-trasferimento del re a Parigi per controllarlo meglio
Il sovrano alla fine dovette cedere.
10/10 : Proclamazione di Luigi XVI re dei francesi per sottolineare la natura costituzionale
della nuova monarchia e del suo carattere costituzionale e non patrimoniale.

LA REQUISIZIONE DEI BENI DEL CLERO


vi era il problema del deficit statale iin francia=> intervento dell'assemblea costituente che
requisisce beni del clero poiche aveva tante proprietà.
=> il clero non è più controllato dal clero ma mantenuto dallo stato e quindi anche gestito e da
esso vengono gestiti anche gli ordini utili e operosi (chi insegna e chi cura), mentre gli ordini
contemplativi vengono soppressi.
Si decise di vendere ai cittadini le terre e gli edifici confiscati.
Potevano anche acquistare gli "assegnati" cioè buoni del tesoro il cui valore era garantito da
quello dei beni requisiti alla chiesa.
Economicamente l'operazione non funzionò poiche la popolazione non voleva investire denari
negli assegnati vista la crisi generale; e l'assemblea inoltre ne mise in circolo un grande
numero, ma ne fecero cosi tanti che si svalutarono=> aumento dell'inflazione carovita.

LA COSTITUZIONE CIVILE DEL CLERO


L'assemblea costituente intervenne anche nei rapporti stato-chiesa.
1790: promulgata costituzione civile del clero: parroci e vescovi stipendiati dallo stato, eletti
dai cittadini e devono giurare fedeltà alla costituzione.
il cattolicesimo non fu piu religione di stato ma rimaneva l'unica autorizzata alla celebrazione
pubblica. Il clero diventava cosi un organo dello stato=>perdita della sua autonomia
(obbedienza allo stato e fedeltà alla costituzione e NON piu al vaticano).
Papa Pio Vi non potè accettarlo e condanna la costituzione civile e determina una frattura del
clero all'interno della francia:
-clero costituzionale (obbendiente alla costituzione)
-clero refrattario (obbediente al papa)=> schiera contro i rivoluzionari.

3-LA COSTITUZIONE DEL 1791


presa della bastiglia=> fuga di nobili e di chi non accettava il nuovo corso costituzionale e
andarono in paesi stranieri cercando di mettere insieme un'armata controrivoluzionaria.
Uno dei tentativi di fuga più significativo fu quello dello stesso re che cercò di abbandonare la
Francia ma fu riconosciuto a Varennes e ricondotto a Parigi=> apertura di crisi profonda per
chi voleva tenere la monarchia perchè mancava la fiducia del re che aveva tentato la fuga=>
diffusione insostenibile della tesi che il re fosse stato rapito=>monarchia vista sotto un
peggior punto di vista e vi sono sempre più fratture tra democratici e moderati.
Fin dal 1789 le fazioni rivoluzionarie erano organizzate in club, associazioni i cui membri si
riunivano per coltivare interessi comuni.
Durante la rivoluzione il termine assume un significato politico=> club="partito".
Il club più importante fu quello dei giacobini ( termine usato per indicare una persona o
atteggiamento intransigente nell'affermare i principi, fanatici) la cui guida fu assunta da
Robespierre (l'incorruttibile, per la severità dei suoi costumi).
I giacobini, si attestarono su posizioni repubblicane ( dopo la fuga del re) non condivise da
tutti i componenti, infatti da essi si staccarano i foglianti con a capo Lafayette e Mirabeau a
capo di una monarchia costituzionale.
Il gruppo politico piu radicale era quello dei cordiglieri che chiedevano oltre alla repubblica,
aumenti salariati e garanzie occupazionali per gli operai.
Tra i diversi club e tra i rappresentanti dell'assemblea costituene, si svolse il diattito sulla
fisionomia da dare allo stato.
-Moderati= sistema monarchico con due camer (alta e bassa elette da re e cittadini) al
sovrano diritto di veto sulle decisioni del parlamento.
-Radicali=volevano la repubblica
La costituzione, approvata il 3/09/81 fu un compromesso, non fu approvata la camera alta ma
si accolse il diritto di veto da parte del re.
Inoltre i poteri sono separati, al re esecutivo, al parlamento il potere legislativo e alla
magistratura il giudiziario( il re diventa la figura della camera dei deputati attuale).
I moderati trionfarono sulla questione del diritto di voto e venne fissato un criterio censitario=>
bisognava avere un reddito minimo=> divisione della citta in 3 parti
-cittadibi passivi
-cittadini attivi che potevano votare ma non essere votati
-cittadini elegibili che potevano votare ed essere eletti ma possedere una terra
La costituzione del 1791 canellò la divisione ma non stabilì l'uguaglianza tra i cittadini.
Chi poteva inoltre dichiarare guerra? i moderati volevano il re e i radicali volevano fosse
l'assemblea (accolto).
Una volta approvata la costituzione si scioglie l'assemblea costituente e si crea l'asseblea
legislativa.
Tutte le costituzioni non concedevano diritti alle donne, sebbene avessero preso parte
attivamente alla rivoluzione.
Ciò dipendeva dall'idea che le donne fossero mogli, madri del cittadino ma non cittadine
poiche la donna doveva essere dedita alla casa e alla famiglia=> l'uguaglianza si fermava alla
diversità naturale.
Gia nei Cachiers de doleans si denunciava la situazione della donna.