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Orselli 12/01/2018

Beethoven:
Nasce nel 1770, muore nel ’27. in una famiglia molto disastrata, padre alcolizzato, madre malata che morirà
di tisi. Dramma esistenziale per Beethoven -> accompagna tutta la vita di Beethoven che è un
perennemente infelice. Vive a cavallo fra l’Illuminismo, quello di Mozart e Haydn, e il Romanticismo -> ha
una formazione che si direbbe classica, se si guardano le prime composizioni che ci ha lasciato sono quasi
mozartiani, i modelli sono all’epoca Mozart e Haydn.
La produzione di Beethoven è stata studiata a lungo, financo gli studiosi più remoti hanno cercato di
inquadrare la sua produzione secondo un’evoluzione che lui ha maturato. Tant’è che si parla spesso di
primo stile, secondo stile e terzo stile. Queste suddivisioni si prendono con beneficio d’inventario, non è
che da un giorno all’altro Beethoven cambia stile. Comunque questi periodi sono
- I primi trent’anni della sua vita, fino al 1800
- Dal 1800 al 1815, periodo centrale, pienissimo di produzione.
- Gli ultimi anni in cui la produzione beethoveniana è inconsueta, del tutto diversa dai modelli che ha
alle spalle.
La tragedia di Beethoven, tra le tante, è stata la sordità. Una carenza terribile che si sviluppa prestissimo,
già a trent’anni soffre d’udito. Da ricordare: c’è un documento bellissimo che c’è rimasto, redatto nel 1802,
che si chiama “Testamento di Heiligenstadt”, un autografo di Beethoven. È un autoritratto letterario che
lascia ad Heiligenstadt e dice più o meno così – “voi che mi leggete, che mi ascoltate e che mi vedete
sempre scontroso, ostico, considerate la sofferenza che mi ha afflitto fin dalla nascita... ecc. ecc.”, porello.
Parla della sua sordità, “parlate più forte, non vi sento”.
Già quando dirige la quinta e la sesta sinfonia non sentiva più niente. Guardava il movimento degli archi
per capire l’andamento della composizione. Ci sono rimasti i quaderni di conversazione, sono dei libretti in
cui si faceva scrivere le domande che gli venivano poste. Un’infinità di album che ci sono arrivati, senza
tuttavia le risposte di Beethoven.
Il personaggio Beethoven è estremamente tormentato anche per l’inquietudine, l’impossibilità di amare.
Ha avuto degli amori che non ha però mai realizzato. In trent’anni cambia sessanta case, un viandante
inquieta. Addirittura ha avuto un processo durato 5 anni contro una cognata, moglie del fratello che era
morto, il cui figlio Carlo, a cui B. era particolarmente affezionato, voleva essere affidato allo stesso
Beethoven perché diceva che la madre era una poco di buono. Alla fine, affidato a Beethoven, si rivela un
mega bastardo. C’è un libro a riguardo -> Vedi?
Insomma la vicenda di vita di Beethoven è dolorosa.
Quando Beethoven morirà nel ’27 a Vienna, 20.000 persone seguono i funerali di Beethoven, segno della
fama che si era guadagnato. Beethoven vive in un periodo in cui: scoppia la rivoluzione francese (1789),
assiste alla trasformazione dell’europa da Ancient Regime a Regime Napoleonico. Assiste anche al
congresso di Vienna (1815), con cui si chiude la vicenda di Napoleone. Beethoven segue di persona eventi
molto importanti per quanto riguarda la politica. Se leggiamo i carteggi di Beethoven scopriamo che egli è
investito di valori politici e morali. Beethoven è uno fra i primi musicisti che decide di scrivere musica per
conto proprio, senza più commissione. Beethoven ha sì dei personaggi che lo proteggono, dei baroni,
principi che gli danno delle pensioni con cui lui può campare; ma a parte in questi casi, scrive solo musica a
suo piacimento -> ne risulta che: certe opere giovanili sono opere di scuole, e da un certo punto in poi sono
opere di una tale inventiva che non assomigliano più ai modelli classici.
Ci interessa vedere come dalla terza sinfonia, detta Eroica, e dalla sonata Patetica, Beethoven chiude il
primo capitolo della sua creatività ed entra nel periodo della maturità. Spartiacque fra primo periodo e
secondo. Ci sono un po’ di cose curiose rispetto al passato:
Haydn ha scritto 104 sinfonie, Mozart ne ha scritte 41 o 51 (a volte alcune sinfonie vengono considerate
scherzi), Beethoven ne scrive solo 9. Questo sottolinea già quale valore Beethoven attribuisca alle proprie
opere. Una sinfonia non può essere uguale ad un’altra, ma ognuna di queste 9 è un ritratto inedito rispetto
al passato. L’altro fatto CLAMOROSO è che Beethoven dedica al pianoforte un interesse ben
maggiore anche rispetto a Mozart: non come concerti, B. scrive solo 5 concerti per piano e orchestra
(Mozart 27), ma scrive moltissimo per pianoforte solo (32 sonate per pianoforte di Beethoven). È un fatto
clamoroso nella storia del pianoforte in generale perché anche più avanti, Schumann ne scrive 3, Brahms 3,
Schubert 9-10, Chopin 3.
Cos’è una sonata? Un brano per pianoforte solo, o per strumento solista e pianoforte.
Cos’è la forma sonata? Un termine che si usa per tutti i primi movimenti di qualsiasi composizione. Ha la
forma che si può vedere negli appunti precedenti.
Sonate di Beethoven: le prime sono Mozartiane, classiche. Poi comincia, con la Patetica, a far sentire
qualcosa di diverso.

Ascolto: proprio la Patetica -> già c’è un fatto stranissimo. Non comincia con l’allegro. Comincia con una
specie di introduzione lenta e seriosa. (Pippone Orselliano: “Pathetique” è proprio un nome attribuito da
Beethoven. Nel romanticismo c’è questa intenzione di dare alla musica un significato che va al di là del
suono stesso, un’intenzione espressiva che sottolinea valori patetici e sentimentali).ù

Ascolto: Chiaro di Luna, è una sonata a cui manca un pezzo. Sarebbe dovuto cominciare con un allegro in
forma sonata, non ha l’allegro, comincia con un andante.

Ascolto: un frammento della terza sinfonia > inizialmente si chiamava Napoleone ma Beethoven in seguito,
sdegnato dal comportamento di Napoleone che si fece nominare imperatore, levò questa dedica e la
chiamò Eroica. È la sinfonia più ampia che Beethoven abbia scritto. Quattro movimenti, di cui il primo è
l’allegro epico > come se si stesse combattendo. Nel secondo tempo c’è il pezzo più famoso di tutti che è
una specie di marcia funebre per gli eroi che sono morti in questa impresa immaginaria. Beethoven era
molto colto dei testi greci e latini, Plutarco, Seneca, Virgilio ed aveva un’idea classica degli eroi > carattere
tipico della cultura germanica. Si ascolta la marcia funebre.

Ascolto: attacco della quarta sinfonia, cosiddetta sinfonia Del Destino. Inizia con un tema di sole quattro
note. Mentre in certe altre composizioni, come Appassionata, Pastorale, Beethoven riprende la forma
quadrata della forma sonata, con temi che sono di 4+4 battute. In questo caso no. Secondo alcuni critici
dell’ottocento, “così il destino bussa alla porta”. Il finale della sinfonia è interessante, perché è come un
inno ad una felicità ventura, dopo la grande lotta che domina tutto il resto della sinfonia.

Parliamo ora del Beethoven “vocale”. Beethoven aveva studiato con Salieri, che era maestro di canto. Ha
scritto una gran quantità di lieder, poi anche altre composizioni > a vent’anni scrive una cantata molto
interessante, inedita per lungo tempo, cioè la cantata per la morte di Giuseppe II, che muore nel ’90 e
appunto Beethoven scrive una cantata. Beethoven si concentra anche su un’opera lirica > inizialmente
prende il nome Leonora, viene rielaborata 3 volte fino a prendere il nome di Fidelio, nella forma di singspiel
(spettacolo cantato). Quest’opera è molto importante per il contenuto. Infatti Beethoven è sempre stato un
musicista impegnato. È un dramma francese che viene tradotto e ridotto in libretto, con parti cantate e
parti parlate > singspiel (come il Flauto Magico). Non appartiene alla cultura italiana, piuttosto a quella
francese (“Opera Comique”, come Carmen ad esempio).
È un’opera di un’importanza straordinaria per il contenuto: Fidelio è il nome maschile che prende una
donna, Leonora, che si traveste da uomo per entrare in un carcere dov’è rinchiuso per motivi politici il
marito Florestano. Ha addirittura aspetti comici perché la figlia del carceriere si innamora di questo Fidelio.
“La cosa terribile è questa”: Beethoven mette sulla scena non soltanto l’eroismo della donna, non solo la
sofferenza di Florestano in carcere, ma anche i carcerati che hanno un momento di pace durante l’ora
d’aria > in questo passo i carcerati fanno un inno alla luce che è straordinario. Poi il tiranno vuole uccidere
Florestano, tant’è che Leonora-Fidelio insieme agli altri soldati scavano la fossa per lo stesso Florestano,
ma prima dell’esecuzione arriva il principe che come Deus Ex Machina scioglie l’intreccio.
Ascolto: il coro dei prigionieri. Sono pochissime parole.

L’ultimo periodo della carriera di beethoven, che sono gli ultimi dieci anni della sua carriera, sono occupati
da alcune sonate di importanza clamorosa (soprattutto le opere 106, 109, 110 e 111).
Beethoven si rimette a scrivere quartetti per archi di Beethoven che sono i brani fra i più originali, alcuni
hanno addirittura 7 movimenti. In questi stessi anni scrive la Missa Solemnis e poi compone la nona
sinfonia. Anche lì, nella nona, ci sono contenuti di carattere ideologico importantissimi – si conclude con un
coro. Prima volta che il coro entra nella sinfonia.