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27 Marzo 2012

P lit
Politecnico
i di Milano
Mil – Facoltà
F ltà di Architettura
A hit tt – Campus
C L
Leonardo
d

I SEMINARI UNIVERSITARI DEL LATERIZIO:


progettare la muratura

Ing. Paolo Morandi, MSc, PhD


Università degli Studi di Pavia e EUCENTRE
paolo.morandi@unipv.it

Eucentre
European Centre for Training and
Research in Earthquake Engineering

Università degli Studi di Pavia


Dipartimento di Meccanica Strutturale
Principali riferimenti tecnico-normativi

– Min. delle Infrastrutture, Norme Tecniche per le Costruzioni, D.M.


14/1/2008 (NTC 2008)

– Cons. Sup.LL.PP., Istruzioni per l’applicazione delle “Norme


D M 14/1/2008 (Circolare
Tecniche per le Costruzioni” di cui al D.M.
n.617/09)

– Ordinanza Pres. Cons. Min. n. 3274 "Primi elementi in materia di


criteri generali per la classificazione sismica del territorio
nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona
sismica",
i i " Suppl.
S l ord.
d alla
ll G.U.
G U n. 105 deld l 8/5/2003,
8/5/2003 e successive
i
modifiche ed integrazioni (in particolare la OPCM 3431 del 3/5/05).
Concetti introduttivi sul comportamento
strutturale degli edifici in muratura
Premessa

La parola “muratura” indica tecniche assai diverse


per tipo e forma dei materiali e per modalità
costruttive.

L esame delle tipologie di murature storiche rende


L’esame
evidente la varietà di sistemi costruttivi che si
raccoglie sotto il termine “muratura”.
muratura .

4
A pietre squadrate (tecnica romana)
Muratura di mattoni “piena”

Sezione di un pilastro del Duomo di Milano 5


Muratura in pietra irregolare a doppia cortina
Anche la muratura moderna vede
una notevole varietà di tipologie, che
possono avere caratteristiche
strutturali
t tt li notevolmente
t l t diverse:
di
muratura semplice, muratura armata,
muratura intelaiata (o confinata…)

6
Strutture miste con pareti in muratura
ordinaria o armata
Sono strutture costituite da elementi di diversa tecnologia.
In particolare si segnalano quelle strutture costituite da pilastri in c.a.
c a e pareti
in muratura portante ordinaria o armata.
Queste strutture possono risultare vantaggiose ai fini architettonico/distributivi
(per esempio nel caso di pilastro/i centrali in cc.a.
a e struttura portante esterna in
muratura, vedere esempi fig. sotto).
1320
500 130 120 394
170 160 175 80 230 80 425

X03 X04 X11 X12 X13 X14

135
187
Y06

225
Y05
170

Y04 Y10

140
100

Y01 X01 X02 160

140
70

210
Y04
Y09

150
175

Y02
954

Y07
280

115

1123
Y03

96
X06

100
200

Y02
140

Y03

512
Y08

375
47

Y08
14

3
X05 X06
187
100

X07 X08
Y05 Y01 X01 X02 100

100
X04 X05

100
139 168 192 137 477 50

30 100 395 80 180 80 200 140 145

1144
1320
Componenti fondamentali della muratura moderna:

elementi in
elementi resistenti laterizio
((blocchi,, mattoni,, conci))
generalmente di forma
elementi in
parallelepipeda (esistono calcestruzzo
anche forme particolari)

elementi in
pietra
i t
+

Malta eventuali armatura e cls


+ (muratura armata o
(sabbia+legante+acqua)
intelaiata)
prestazioni
meccaniche

facilità di messa in
opera

caratteristiche dei
durabilità
materiali

resistenza al fuoco

isolamento termo-
acustico
ti e salubrità
l b ità
Caratteristiche meccaniche p
principali
p della muratura:
•buona resistenza a compressione
•scarsa o trascurabile resistenza a trazione; in particolare la
resistenza a trazione di un giunto malta-blocco può essere
dell’ordine di 1/30 della resistenza a compressione della
muratura

- le strutture orizzontali (solai, coperture, architravi)


tradizionalmente erano in legno o erano strutture ad arco o a
volta, oggi vengono spesso realizzate con elementi armati
(c a o strutture miste) o acciaio o legno
(c.a.

- esistono alcuni p
problemi p
per la resistenza alle forze orizzontali
(vento, sisma)
Viceversa, la resistenza dei muri a forze agenti nel piano del
muro è molto
lt maggiore,
i e quindi
i di è maggiore
i lla lloro efficacia
ffi i
come elementi di controventamento

Concezione strutturale a “sistema scatolare”

figura da Touliatos, 1996


LA CONCEZIONE STRUTTURALE DELL’EDIFICIO

L’edificio in muratura deve essere concepito e realizzato come un assemblaggio


tridimensionale di muri e solai, garantendo il funzionamento scatolare, e
conferendo quindi l’opportuna stabilità e robustezza all’insieme.
Un edificio in muratura è quindi una struttura complessa, ove tutti gli elementi
cooperano nel resistere ai carichi applicati.
Data la complessità del comportamento reale di tali strutture, il progetto e
l’analisi strutturale richiedono spesso l’introduzione di notevoli semplificazioni.

Un criterio frequentemente seguito è quello di considerare l’edificio come una


serie di elementi “indipendenti” opportunamente assemblati:

- muri che sopportano principalmente i carichi verticali (detti convenzionalmente


“portanti”)
- muri che sopportano principalmente i carichi orizzontali (detti convenzionalmente “di
controventamento”)), disposti parallelamente alla direzione delle forze orizzontali
controventamento
- muri che svolgono sia una funzione portante che di controventamento
- solai sufficientemente rigidi e resistenti per ripartire le azioni tra i muri di
controventamento (azione di diaframma)
Classificazione di schemi strutturali in merito alla disposizione dei muri
e all’orditura
ll’ dit d
deii solai
l i iin relazione
l i alle
ll di
dimensioni
i id dell’edificio:
ll’ difi i

a muri portanti
longitudinali a muri portanti
trasversali

cellulare
Esempi di edifici reali riconducibili ai tre schemi precedenti

A muri portanti longitudinali:

si noti l’orditura prevalente dei solai, e il fatto che sono presenti, in quanto
necessari per la stabilità alle azioni orizzontali
orizzontali, anche muri trasversali
Esempi di edifici reali riconducibili ai tre schemi precedenti

A muri portanti trasversali:


Nota:

• I muri portanti fungono da controvento in direzione parallela alla


lunghezza, in modo tanto più efficace quanto più sono lunghi in pianta.
• La stabilità alle azioni orizzontali richiede muri disposti secondo
almeno due direzioni ortogonali.
• La capacità dei muri di resistere alle azioni orizzontali è
favorevolmente influenzata dalla presenza di forze verticali stabilizzanti
(in particolare per i muri non armati).
• Si riconosce quindi che lo schema cellulare, in cui tutti i muri
strutturali hanno funzione portante e di controventamento, è quello più
efficiente dal punto di vista statico, e che meglio realizza un effettivo
comportamento
p di tipo
p “scatolare”.

Questo concetto è ripreso dalle normative, specificando che per


quanto possibile tutti i muri devono avere funzione portante e di
controventamento.
t t t
Accorgimenti da seguire per garantire il comportamento
scatolare: CORDOLI

Requisito fondamentale:
i muri portanti
portanti, i muri di controventamento e i solai devono essere
efficacemente collegati tra loro.

• tale
t l collegamento
ll t può ò essere effettuato
ff tt t
mediante cordoli continui in cemento armato
lungo tutti i muri, all’altezza dei solai di piano e di
copertura
Funzioni dei CORDOLI:

• Svolgono una funzione di vincolo alle pareti sollecitate


ortogonalmente al proprio piano, ostacolandone il meccanismo di
ribaltamento.

• Inoltre, un cordolo continuo in c.a. consente di collegare


longitudinalmente muri di controvento complanari, consentendo
la ridistribuzione delle azioni orizzontali fra di essi e conferendo
maggiore
i i
iperstaticità
t ti ità e stabilità
t bilità all sistema
i t resistente.
i t t

Nota: parte di queste funzioni erano e sono tuttora svolte negli edifici storici dalle catene con
capochiave, parallele ed adiacenti ai muri perimetrali. Le catene tuttavia sono collegate alle
pareti solamente in alcuni punti e non sono dotate di rigidezza flessionale.
CORDOLI IN C.A. SECONDO IL D.M. 20/11/87
COLLEGAMENTO TRA CORDOLO E
SOLAIO A TRAVETTI PREFABBRICATI

staffe
t ff da
d 6 mm min.
i a distanza
di t non
superiore a 30 cm

⎧ 2 ⎧h
⎪ t
b0 ≥ ⎨ 3 h0 ≥ ⎨
⎪⎩12 cm ⎩t/2

Le prescrizioni in figura valgono per i tre


orizzontamenti più alti. Per ogni piano
sottostante, ai tre più alti, l’armatura
PIANTA
longitudinale va aumentata di 2 cm2 .

Per più di 6 piani, φmin longitudinale = 14 mm,


φmin staffe = 8 mm,

Il D.M.’08, cap. 4, non riporta prescrizioni


sui quantitativi minimi di armatura
Accorgimenti da seguire per garantire la robustezza e la stabilità
d’insieme: INCATENAMENTI
• I muri paralleli della scatola muraria devono essere collegati fra loro ai
livelli dei solai da incatenamenti metallici ad essi ortogonali
ortogonali,
efficacemente ancorati ai cordoli.

g
• La funzione degli
incatenamenti ortogonali
all’orditura dei solai
unidirezionali è principalmente
quella di di costituire un
ulteriore vincolo all’inflessione
fuori dal piano dei muri quando
questi non siano già caricati e
quindi vincolati da un solaio di
adeguata rigidezza.

Nota: il DM 20/11/87 prescriveva che incatenamenti di sezione adeguata (almeno 4 cm2 per ogni
campo di solaio) vanno disposti ortogonalmente all’orditura dei solai quando la luce del solaio
supera i 4.5 m. Il DM’08 non riporta prescrizioni specifiche, ma dice di adottare “opportuni
accorgimenti” sotto forma di tiranti esterni al solaio o elementi di armatura inseriti nel solaio.
Accorgimenti da seguire per garantire la robustezza e la stabilità
d’insieme: AMMORSAMENTI
• I muri ortogonali fra loro devono essere efficacemente ammorsati tra
loro lungo le intersezioni verticali
verticali, mediante una opportuna
disposizione degli elementi.
Il buon ammorsamento tra i muri tra
l’altro tende a realizzare una
maggiore ridistribuzione dei carichi
verticali fra i muri fra loro ortogonali
ancheh nell caso di solai
l i ad
d orditura
dit
prevalente in una direzione.

Inoltre è necessario che i muri rispettino


degli spessori minimi
minimi, per non inficiare
le ipotesi di calcolo che verrano esposte
più avanti.
Nota:

•In generale, una buona concezione strutturale ed una corretta realizzazione


dei dettagli strutturali (la cosiddetta “regola d’arte”) garantisce un
comportamento strutturale soddisfacente nella maggior parte dei casi.

•Questo principio giustifica la sostanziale stabilità di strutture costruite nel


passato,
t ben
b prima
i che
h esistessero
i t i moderni
d i modelli
d lli analitici
liti i dell’ingegneria
d ll’i i
strutturale.

•Ciò è riconosciuto dalle normative,


normative che,
che nel caso di edifici con particolari
caratteristiche di regolarità geometrica, di altezza massima e di sezione muraria
complessiva, e nel rispetto di alcune regole costruttive, consentono di applicare
regole di verifica estremamente semplificate,
semplificate omettendo di fatto ll’analisi
analisi
strutturale (regole per “costruzioni semplici”).
Caratteristiche dei materiali murari
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: GLI ELEMENTI

Elementi artificiali in laterizio:

laterizio normale o alleggerito in pasta (migliori


caratteristiche di isolamento termico)
dotati
d t ti di fori
f i (verticali
( ti li o orizzontali)
i t li) di alleggerimento
ll i t
e/o di presa e/o per l’alloggiamento di armature
(muratura armata)

Le normative distinguono gli elementi in categorie in base alla loro foratura


(orientamento e percentuale). Ad es. le NTC 2008 definiscono tre classi per uso
strutturale:
elementi pieni: F/A ≤ 15% e f ≤ 9 cm2
elementi semipieni: 15% < F/A ≤ 45% e f ≤ 12 cm2
elementi forati: 45% < F/A ≤ 55% e f ≤ 15 cm2

con F area complessiva dei fori passanti e profondi non passanti, A area lorda della faccia delimitata dal suo
perimetro, f area media della sezione normale di un foro. In base al D.M. 20/11/87 dovevano essere
rispettati anche dei valori minimi per lo spessore dei setti, mentre le NTC 2008 non indicano nessun valore
minimo per lo spessore dei setti. Gli elementi possono essere rettificati sulla superificie di posa.

Leggermente più articolata è la classificazione dell’Eurocodice 6 (CEN ENV 1996).


CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: GLI ELEMENTI

ELEMENTI SEMIPIENI
Blocchi tradizionali

sp. 25-38 cm

Blocchi Innovativi:
Blocco con isolante Integrato Blocco Preassemblato Blocco ad incastro rettificato

sp. 25-45 cm
sp. 40 cm sp. 20 cm
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: GLI ELEMENTI

ELEMENTI FORATI
Blocchi tradizionali

sp. 25-40 cm

Blocchi Innovativi:
Blocco con isolante Integrato Blocco ad incastro               Blocco ad incastro rettificato

sp. 25-45 cm sp. 25-45 cm


sp. 24-31 cm
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: GLI ELEMENTI

Elementi in laterizio (segue)

Il laterizio come materiale può avere una resistenza a compressione


anche molto elevata (fino a 130 N/mm2), tuttavia i mattoni e i blocchi,
specie in presenza di forature
forature, presentano resistenze minori
minori.
La resistenza fb è comunemente riferita all’area lorda dell’elemento (cioè
l’area racchiusa dal perimetro), e misurata normalmente al piano di posa.
Tuttavia, specialmente nel caso di blocchi portanti con forature, è di
interesse anche la resistenza misurata parallelamente al piano di posa (f'b)
ovvero perpendicolarmente ai fori.
Valori correnti delle resistenze caratteristiche per elementi portanti in
laterizio:
da 2-3 N/mm2 per blocchi in laterizio alleggerito con percentuale di foratura
prossima al 50-55 %
fino a 30-50
30 50 N/mm2 per blocchi semipieni .
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: GLI ELEMENTI

Elementi in laterizio (segue)

I blocchi in laterizio moderni vengono normalmente prodotti mediante


estrusione/trafilatura e successiva cottura a circa 900-980 °C.
Le classificazione degli elementi in laterizio è normata dalla norma UNI EN 771-1
771-1.

Esempio di
muratura (armata)
realizzata con
blocchi di laterizio
alleggerito
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: LE MALTE
Le malte sono miscele costituite da legante/i , sabbia ed acqua
Tempi di indurimento: variabili in funzione dei leganti usati.
Le malte per muratura sono classificate secondo:
• la composizione (proporzioni di leganti, sabbia e ogni altro componente)
• le proprietà meccaniche
Sabbia: comunemente a granulometria media (max 1 mm)
Acqua: non deve contenere sostanze che generano reazioni chimiche indesiderate
che influenzano la resistenza meccanica o generano efflorescenze o alterazioni nel
colore.
I leganti utilizzati nelle malte per muratura sono comunemente:
• il cemento
• la calce idraulica
• la calce aerea (+ acqua dà calce idrata)
• la pozzolana (cenere vulcanica)
• (eventuali additivi chimici)
•(gesso: molto sensibile all’umidità, attualmente solo per malte per intonaci)
Additivi: mirati ad ottenere certe proprietà (lavorabilità, minor tempo di presa, resistenza al gelo….).
Malte speciali : con inerti leggeri, oppure a basi di resine…….
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: LE MALTE
(
(continua)
)
Classificazione delle malte secondo il vecchio D.M. 20/11/87 (resistenza meccanica/ proporzioni in
volume):

Malte di composizione diversa (anche con eventuali additivi) possono essere considerate equivalenti
a quelle indicate come M1, M2, M3, M4 in base alla resistenza media a compressione della malta,
che deve rispettivamente essere maggiore di 12 N/mm2, 8 N/mm2, 5 N/mm2, 2.5 N/mm2 .

L’Eurocodice 6 e le recenti Norme Tecniche del 2008 prevedono la classificazione delle malte secondo
la resistenza media a compressione, indicando la classe con una M seguita dal valore della resistenza
in N/mm2.
Le classi di resistenza della normativa italiana sarebbero quindi definite, secondo l’Eurocodice 6,
nell’ordine come M12, M8, M5, M2.5.
Eurocodice 6 cita anche due aspetti importanti: durabilità e aderenza tra blocchi e malta
Attenzione: le caratteristiche della malta possono essere fortemente influenzate dall’eventuale
adsorbimento dell’acqua di impasto da parte degli elementi (gli elementi devono essere inumiditi
prima della posa in opera).
CARATTERISTICHE DEL “MATERIALE MURATURA”: LE MALTE
(
(continua)
)
Classificazione delle malte secondo le NTC 2008 (resistenza meccanica e proporzioni in volume).
1) Malta a prestazione garantita
Le prestazioni meccaniche di una malta sono definite mediante la sua resistenza media a compressione
fm. La categoria di una
na malta è definita da una
na sigla costit
costituita
ita dalla lettera M seg
seguita
ita da un
nnnumero
mero che
2
indica la resistenza fm espressa in N/mm secondo la Tabella 11.10.III. Per l’impiego in muratura
portante non è ammesso l’impiego di malte con resistenza fm < 2,5 N/mm2.

2) Malta a composizione prescritta


Le classi di malte a composizione prescritta sono definite in rapporto alla composizione in volume
secondo la tabella seguente:
TIPOLOGIE DI GIUNTI VERTICALI ED ORIZZONTALI
Malta per muratura portante deve avere resistenza fm ≥ 2.5
2 5 N/mm² Bl
Blocco Li
Liscio
i
riportato in §11.10.2 NTC 2008.
Tipologie di Giunto Verticale:
• giunto verticale riempito (con blocchi lisci);
• giunto verticale parzialmente riempito (con blocchi con tasca di
dimensione almeno pari al 40% dello spessore del blocco, EC6);
• giunto verticale a secco (con blocchi ad incastro). Blocco con tasca

Tipologie di Giunto Orizzontale:


•ggiunto
u to normale
o a e di d spesso
spessoree ttra
a 5 e 15
5 mm;;
• giunto sottile di spessore tra 0,5 e 3 mm (con blocchi rettificati).

Blocco ad Incastro
Tipologie costruttive moderne
TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ORDINARIA

Regole costruttive:

Per qualunque tipo di muratura,


muratura dal punto di vista
della solidità e robustezza della costruzione, è
fondamentale che gli elementi murari siano disposti
in modo da garantire un buon ammorsamento
reciproco, sia nel piano che trasversalmente,
prevedendo una sufficiente sovrapposizione fra gli
elementi stessi.
In figura si riportano alcuni esempi di
“apparecchiature” murarie adeguate da questo
punto di vista.
È bene ricordare che gran parte dei modelli che si
utilizzano per l’analisi strutturale e per le
verifiche di sicurezza, si basano sul
presupposto di una esecuzione corretta della
muratura, e non risulterebbero validi in presenza di
una sovrapposizione insufficiente fra gli elementi.
Esempio di edificio portante in muratura ordinaria
TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ARMATA

0.05% ≤ ρ v ≤ 1.0%

0.04% ≤ ρ h ≤ 0.5%

se l’armatura ha lo scopo di
aumentare la resistenza nel
piano

Nella progettazione sismica


TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE:
MURATURA ARMATA - continua

Possibile esempio:

(da Righetti e Bari, 1999)


TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ARMATA - continua

Esempio di soluzione con armatura verticale concentrata in cordoli


TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ARMATA - continua
V t
Vantaggi
i dell’utilizzo
d ll’ tili dell’armatura
d ll’ t anche
h in
i zona non sismica
i i

• Maggiore resistenza a flessione dei montanti murari, sia per azioni nel
piano che fuori dal piano.
piano
• Limitazione delle fessurazioni dovute a:
ritiro, dilatazioni termiche, cedimenti, carichi concentrati, irregolarità
geometriche
t i h (angoli
( li rientranti)
i t ti)

Attenzione a: protezione dalla corrosione


-distanze minime dal bordo esterno (ricoprimento)
-composizione
i i opportuna
t d
delle
ll malte
lt
-spessori minimi dell’intonaco
-in
i ambienti
bi ti molto
lt aggressivi
i i può
ò essere richiesto
i hi t l’l’uso di acciai
i i zincati
i ti o
inossidabili
TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ARMATA - continua
Particolari costruttivi (NTC ’08)
08)
• La resistenza a compressione minima richiesta per la malta è 10 MPa
• Le barre di armatura dovranno essere esclusivamente del tipo ad
aderenza migliorata e dovranno dovranno essere ancorate in modo
adeguato alle estremità mediante piegature attorno alle barre verticali. In
alternativa potranno essere utilizzate,
utilizzate per le armature orizzontali,
orizzontali
armature a traliccio o conformate in modo da garantire adeguata
aderenza ed ancoraggio.
• Dovrà essere garantita una adeguata protezione dell'armatura nei
confronti della corrosione.
• Non
o pot
potranno
a o esse
esseree usate ba
barre
eddi ddiametro
a et o inferiore
e o e a 5 mm.
• Qualora l’armatura sia utilizzata per aumentare la resistenza nel piano, o
sia richiesta armatura al taglio, la percentuale di armatura orizzontale,
calcolata rispetto all
all’area
area lorda della muratura,
muratura non potrà essere inferiore
allo 0.04 %, né superiore allo 0.5%.
TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA ARMATA - continua
Particolari costruttivi ((NTC ’08))
• L’armatura verticale dovrà essere collocata in apposite cavità o recessi, di
dimensioni opportune (si suggerisce che in ciascuno di essi risulti
inscrivibile un cilindro di almeno 6 cm di diametro).
diametro)
• Armature verticali con sezione complessiva non inferiore a 200 mm2
dovranno essere collocate a ciascuna estremità di ogni parete portante,
ad ogni intersezione tra pareti portanti, in corrispondenza di ogni apertura
e comunque ad interasse non superiore a 4 m. La percentuale di
armatura verticale,, calcolata rispetto
p all’area lorda della muratura,, non
potrà essere inferiore allo 0.05 %, né superiore allo 1.0%.
• Le sovrapposizioni devono garantire la continuità nella trasmissione degli
sforzi di trazione,
trazione in modo che lo snervamento dell dell'armatura
armatura abbia luogo
prima che venga meno la resistenza della giunzione. In mancanza di dati
sperimentali relativi alla tecnologia usata, la lunghezza di sovrapposizione
d
deve essere di almeno
l 60 diametri.
di ti
• Parapetti ed elementi di collegamento tra pareti diverse dovranno essere
ben collegati
g alle p pareti adiacenti, g
garantendo la continuità dell’armatura
orizzontale e, ove possibile, di quella verticale.
Esempio di edificio portante in muratura armata

DEFINIZIONE
PROGETTO
STRUTTURALE

Particolare incrocio 
murature

C
Corso pari
i C
Corso dispari
di i
Esempio di edificio portante in muratura armata

PARTICOLARI COSTRUTTIVI
Esempio di edificio portante in muratura armata
REALIZZAZIONE
Esempio di edificio portante in muratura armata

REALIZZAZIONE DELL’ANGOLO
Esempio di edificio portante in muratura armata

LE ARMATURE ORIZZONTALI
Esempio di edificio portante in muratura armata

LA POSA DEI BLOCCHI


TECNICHE COSTRUTTIVE MODERNE: MURATURA CONFINATA

Dettagli costruttivi strutture in muratura confinata (intelaiata)


Edifici in muratura di laterizio
in zona sismica
Criteri generali di progettazione sismica
Gli edifici devono possedere :
9 Rigidezza
Ri id e resistenza
i t secondo
d due
d direzioni
di i i ortogonali;
t li
9 Rigidezza e resistenza torsionale;
9 Solai con sufficiente rigidezza e resistenza nel piano;
9 Fondazioni adeguate;
9 Iperstaticità (eliminazione della possibilità che un cedimento locale
induca il collasso dell’intero edificio);
);
9 Semplicità strutturale (minori incertezze nella fase di calcolo e di
costruzione);
9 Regolarità e simmetria (riduzione degli effetti torcenti e semplificazioni
nella progettazione);
Criteri generali di progettazione sismica
Rigidezza e resistenza secondo due direzioni ortogonali:
assicurano un buon comportamento della struttura qualunque sia la direzione del
moto sismico. La presenza di due sistemi resistenti orditi secondo direzioni
ortogonali è estremamente importante se si considera l’impossibilità di prevedere la
direzione di azione del sisma.
Criteri generali di progettazione sismica
Rigidezza e resistenza torsionale:
assicurano limitati effetti torsionali nella struttura e quindi riducono il rischio che
spostamenti
t ti differenziati,
diff i ti ddovutiti a ttalili effetti
ff tti neii diversi
di i elementi
l ti strutturali,
t tt li inducano
i d
sollecitazioni non uniformi.
Criteri generali di progettazione sismica
Rigidezza e resistenza dei solai nel piano:
assicurano capacità di ridistribuzione delle forze indotte dal sisma sul sistema
proporzionale alle rigidezze e resistenze degli elementi resistenti ed un
comportamento globale uniforme.

Fondazioni adeguate:
g
assicurano che l’intero edificio sia soggetto ad un’uniforme eccitazione sismica,
riducendo eventuali spostamenti dovuti a input non sincrono. Il sistema di
fondazione deve essere dotato di elevata rigidezza estensionale nel piano
orizzontale e di adeguata rigidezza flessionale. Deve essere adottata un’unica
tipologia di fondazione per una data struttura in elevazione, a meno che questa non
consista di unità indipendenti.
Criteri generali di progettazione sismica
Iperstaticità: assicura una ridondanza di elementi e quindi una più favorevole e più
ampia ridistribuzione degli effetti dell’azione sismica e dissipazione di energia.

Semplicità strutturale: assicura l’esistenza di percorsi evidenti e diretti per la


trasmissione delle forze sismiche riducendo le incertezze insite nelle varie fasi di
progettazione ed esecuzione e quindi rende più affidabile la previsione del
comportamento della struttura soggetta al sisma.

Regolarità e Simmetria: assicurano una distribuzione bilanciata ed adeguata degli


elementi strutturali in pianta ed in altezza inducendo la struttura ad avere una
risposta globale uniforme e quindi riducono i rischi legati alla presenza di eccentricità,
zone di concentrazioni di sforzi e di elevata richiesta di duttilità
Centro di massa e centro di rigidezza
g

Prima di affrontare il tema della regolarità


g strutturale è utile richiamare due
elementi fondamentali per caratterizzare la risposta della struttura all’azione del
sisma:

• il centro
t di massa (CM):
(CM) dove
d supponiamo
i agisca
i lla fforza d’i
d’inerzia
i
generata dal sisma;
• il centro di rigidezza (CR): baricentro delle forze di taglio agenti negli
elementi resistenti, quando si applica una traslazione rigida al piano.

Se i solai
S l i sono rigidi
i idi nell piano,
i l’l’effetto
ff tt ddelle
ll fforze orizzontali
i t li su un generico
i
piano della struttura è quello di farlo traslare e ruotare orizzontalmente come un
corpo rigido rispetto al piano sottostante.
S il centro
Se t di massa ed d il centro
t di rigidezza
i id coincidono,
i id il movimento
i t d
dell
piano sarà puramente traslatorio.
Se il centro di massa ed il centro di rigidezza non coincidono, fforza agente (F)
S ( ) e forza
f
resistente (V) non possono equilibrarsi senza che nasca anche un momento (M) e
quindi venga anche indotta una rotazione relativa del piano.
Ciò comporta sia un aumento della forza di taglio su alcuni elementi resistenti sia
ulteriori spostamenti di interpiano che possono diventare eccessivi.

La minimizzazione della distanza tra centro di


massa e di centro di rigidezza risulta essere
un aspetto di fondamentale importanza per
evitare effetti torsionali sfavorevoli e quindi
eccessi e deforma
eccessive deformazioni
ioni degli elementi più
lontani dal centro di rigidezza con
conseguente richiesta non uniforme di
deformazione.
CR M Fi
Per quanto riguarda i metodi di analisi, la
regolarità in pianta permette l’analisi V CM
mediante modelli piani, mentre la presenza di
eccentricità tra centro di massa e di rigidezza
rende necessaria la modellazione
tridimensionale della struttura.
Caratteristiche generali delle costruzioni
Regolarità degli edifici (par.
(par 7.2.2)
7 2 2)
Un edificio è regolare in pianta se tutte le seguenti condizioni sono rispettate:
a) la configurazione in pianta è compatta e approssimativamente simmetrica rispetto a due
direzioni ortogonali, in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze;

b) il rapporto tra i lati di un rettangolo


in cui l’edificio risulta inscritto è inferiore a 4;

c) nessuna dimensione di eventuali rientri


o sporgenze supera il 25 % della dimensione totale
dell’edificio nella corrispondente direzione;

d) i solai possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano rispetto agli elementi
verticali e sufficientemente resistenti.
Regolarità
g degli
g edifici

Per quanto riguarda


P i d lle scelte
l d della
ll pianta
i d
dell’edificio,
ll’ difi i forme
f
rettangolari sono preferibili a forme a T, L ed U in quanto strutture con
angoli rientranti sono soggette ad una richiesta di deformazione non
uniforme e a risposte strutturali difficilmente prevedibili.

Inoltre edifici molto allungati in pianta possono più facilmente essere


soggetti a moti sismici incoerenti o appoggiare su terreni con
caratteristiche diverse. È quindi opportuno che il rapporto tra i lati non
sia
i eccessivo,
i eventualmente
t l t suddividendo
ddi id d la
l struttura
t tt in
i più
iù parti
ti
usando giunti sismici.
Regolarità degli edifici
Sfavorevole Favorevole
Fi Fi
CR CM CM=CR

pareti

M V
Fi
CM
V
CR

nucleo nucleo

CM=CR CM=CR
CR CM

CR CR
CM CM
Regolarità degli edifici

Sfavorevole Favorevole
Regolarità degli edifici (par. 7.2.2)
Un edificio è regolare in altezza se tutte le seguenti condizioni sono rispettate:
e) tutti i sistemi resistenti verticali dell’edificio (quali telai e pareti) si estendono per tutta l’altezza
dell edificio;
dell’edificio;
f) massa e rigidezza rimangono costanti o variano gradualmente, senza bruschi cambiamenti, dalla
base alla cima dell’edificio (le variazioni di massa da un piano all’altro non superano il 25 %, la
rigidezza non si abbassa da un piano al sovrastante più del 30% e non aumenta più del 10%); ai fini
d ll rigidezza
della i id sii possono considerare
id regolari
l i in
i altezza
lt strutture
t tt d t t di pareti
dotate ti o nuclei
l i in
i c.a. di
sezione costante sull’altezza o di telai controventati in acciaio, ai quali sia affidato almeno il 50%
dell’azione sismica alla base;
g) il rapporto tra resistenza effettiva e resistenza richiesta dal calcolo nelle strutture intelaiate
progettate in Classe di Duttilità “B” non è significativamente diverso per piani diversi (il rapporto fra la
resistenza effettiva e quella richiesta calcolata ad un generico piano non deve differire più del 20%
dall’analogo rapporto determinato per un piano adiacente); può fare eccezione l’ultimo piano di
strutture intelaiate di almeno tre piani;
h) eventuali restringimenti della sezione orizzontale
dell’edificio avvengono in modo graduale da un piano al
successivo, rispettando i seguenti limiti: ad ogni piano il
rientro non supera il 30% della dimensione
corrispondente al primo piano, né il 20% della
dimensione corrispondente al piano immediatamente
sottostante. Fa eccezione l’ultimo piano di edifici di
almeno quattro piani per il quale non sono previste
limitazioni di restringimento.
Edifici in muratura portante in zona 4:
classificazione sismica del territorio nazionale ((OPCM 3519,, 2006))

OPCM 3519, 2006


Edifici in muratura portante in zona 4:
classificazione sismica del territorio nazionale (OPCM 3519
3519, 2006)
Vaste aree Italiane sono classificate Zona sismica 4.

Piemonte Lombardia Trentino Alto Adige

Veneto

Emilia Romagna
Edifici in muratura portante in zona 4 (cap. 7 NTC2008)

• Gli edifici con struttura in muratura da edificarsi in zona 4 possono essere


calcolati applicando
pp le regole
g valide per
p la progettazione
p g “non sismica”,, alle
seguenti condizioni:
• I diaframmi orizzontali devono rispettare quanto prescritto al 7.2.6;
• Le sollecitazioni devono essere valutate considerando la combinazione di
azioni definita nel punto 3.2.4, ed applicando, in due direzioni ortogonali, il
sistema di forze orizzontale definito dalle espressioni (7.3.6) e (7.3.7) (analisi
lineare statica), in cui si assumerà Sd(T1) = 0,07 per tutte le tipologie.
• Le relative verifiche di sicurezza devono essere effettuate, in modo
indipendente nelle due direzioni, allo stato limite ultimo. Non è richiesta la
verifica agli stati limite di esercizio.
esercizio
Materiali
Prescrizioni dal 4.5.2.2 NTC 2008
Elementi artificiali in laterizio:

laterizio normale o alleggerito in pasta (migliori


caratteristiche di isolamento termico)
dotati
d t ti di fori
f i (verticali
( ti li o orizzontali)
i t li) di alleggerimento
ll i t
e/o di presa e/o per l’alloggiamento di armature
(muratura armata)

La normativa distingue gli elementi in categorie in base alla loro foratura (orientamento e
percentuale). Per il laterizio definisce tre classi per uso strutturale:

elementi pieni: F/A ≤ 15% e f ≤ 9 cm2


elementi semipieni: 15% < F/A ≤ 45% e f ≤ 12 cm2
elementi forati: 45% < F/A ≤ 55% e f ≤ 15 cm2

con F area complessiva dei fori passanti e profondi non passanti, A area lorda della faccia delimitata dal suo
perimetro, f area media della sezione normale di un foro. Se A > 300 cm2 , sono consentiti fori di dimensioni
maggiori. Devono essere rispettati anche dei valori minimi per lo spessore dei setti.

Valori correnti delle resistenze caratteristiche per elementi portanti in laterizio: da 2-3 N/mm2 per blocchi
in laterizio alleggerito con percentuale di foratura prossima al 50-55 % fino a 30-50 N/mm2 per blocchi
semipieni
Edifici in muratura portante in zona 4 - continua
In zona sismica 4 è possibile quindi seguire le sole regole/requisiti
fornite per azioni non sismiche al §4.5 NTC 2008:
9 Blocchi con percentuale di foratura ϕ ≤ 55%;
9 Spessore minimo dei muri portanti:
150 mm p
per murature in blocchi p
pieni (ϕ ≤ 15%))
200 mm per murature in blocchi semipieni (15 < ϕ ≤ 45%)
240 mm per murature in blocchi forati (45 < ϕ ≤ 55%);
9 Comportamento
p “scatolare” d’insieme della struttura;
9 Snellezze della parete: λ =h0/t ≤ 20
9 Le pareti murarie resistenti alle azioni orizzontali devono avere L ≥
0.3·H,
0.3 H, altrimenti risultano essere resistenti solo alle forze verticali.
Edifici in muratura portante in zona 4 - continua
Blocchi impiegabili per muratura portante in Zona sismica 4

Blocchi semipieni ϕ ≤ 45%, spessore minimo 200 mm

sp 25-38
sp. 25 38 cm sp 30-40
sp. 30 40 cm sp 20 cm
sp. sp 40 cm
sp.

Blocchi forati 45% < ϕ ≤ 55%, spessore minimo 240 mm

sp. 25-40 cm sp. 25-45 cm sp. 25-45 cm sp. 24-31 cm


Prescrizioni specifiche aggiuntive § 7.8.1.2 NTC2008
((zone sismiche 1,, 2 e 3):
)
Gli elementi da utilizzare per costruzioni in muratura portante debbono essere tali da evitare
rotture eccessivamente fragili. A tal fine dovranno rispettare i seguenti requisiti:
•la percentuale volumetrica degli eventuali vuoti non sia superiore al 45% del volume totale
del blocco (blocchi semipieni);
•ggli eventuali setti disposti
p parallelamente al p
p piano del muro siano continui e rettilinei; le
uniche interruzioni ammesse sono in corrispondenza dei fori di presa o per l'alloggiamento
delle armature;
fbk ≥ 5 N/mm²
•la resistenza caratteristica a rottura nella direzione
portante (fbk) non sia inferiore a 5.0
5 0 MPa,
MPa calcolata
sull’area al lordo delle forature;
•la resistenza caratteristica a rottura nella direzione
perpendicolare a quella portante, nel piano di sviluppo
della parete ( f’bk ), calcolata nello stesso modo, non sia fbk ≥ 1 5 N/
1.5 N/mm²²
inferiore a 1.5 MPa.

•La malta di allettamento dovrà avere resistenza media non inferiore a 5 MPa e i giunti
verticali dovranno essere riempiti con malta.
L'utilizzo di materiali o tipologie murarie aventi caratteristiche diverse rispetto a quanto
sopra specificato deve essere autorizzato preventivamente dal Servizio Tecnico
Centrale, su parere del Cons. Sup. LL. PP.. Sono ammesse murature realizzate con
elementi artificiali o elementi in pietra squadrata. E’ consentito utilizzare la muratura di pietra
non squadrata o la muratura listata o in pietra solo nei siti ricadenti in zona 4.
Geometria delle pareti resistenti
(Par 7
(Par. 7.8.1.4
8 1 4 NTC 2008)
La geometria delle pareti resistenti al sisma, deve rispettare i requisiti indicati
nella tabella 7.8.II, in cui t indica lo spessore della parete al netto dell
dell’intonaco,
intonaco, ho
l’altezza di libera inflessione della parete come definito nel par. 4.5.6.2, h l’altezza
massima delle aperture adiacenti alla parete, l la lunghezza della parete.

tmin (ho/t) max (l/h) min


Muratura ordinaria, realizzata con elementi in 300 mm 10 0,5
pietra squadrata
Muratura ordinaria,
ordinaria realizzata con elementi 240 mm 12 04
0,4
artificiali
Muratura armata, realizzata con elementi 240 mm 15 Qualsiasi
artificiali
M t
Muratura ordinaria,
di i realizzata
li t con elementi
l ti iin 240 mm 12 03
0.3
pietra squadrata, in zona 3 e 4
Muratura realizzata con elementi artificiali 200 mm 20 0,3
semipieni, in zona 4
Muratura realizzata con elementi artificiali 150 mm 20 0,3
pieni, in zona 4
Blocchi impiegabili per muratura portante
in zona sismica 1
1, 2 e 3
3.

Blocchi semipieni ϕ ≤ 45%, spessore minimo 240 mm

Blocco liscio Blocco ad incastro con tasca Blocco rettificato ad incastro con tasca
(tasca di malta con tasca > 40% sp. blocco) (tasca di malta con tasca > 40% sp. blocco)

Bl hi utilizzabili
Blocchi tili bili solo
l in
i zona 4

Blocco liscio forato Blocchi ad incastro


(45% < ϕ ≤ 55)
Impiego blocchi e giunti di malta
in funzione della zona sismica
Tabella riassuntiva per il corretto impiego delle diverse tipologie di blocchi e
relativi
l ti i giunti
i ti di malta,
lt ini funzione
f i d ll zona sismica.
della i i

t tt da
tratta d Manuale
M l Tecnico
T i POROTON® - IsoProject,
I P j t 2011
Criteri di progetto e requisiti geometrici
(Par 7
(Par. 7.8.1.4
8 1 4 NTC 2008)

• Le piante delle costruzioni dovranno essere quanto più possibile compatte e


simmetriche rispetto ai due assi ortogonali.
ortogonali
• Le pareti strutturali al lordo delle aperture, dovranno avere continuità in
elevazione fino alla fondazione, evitando pareti in falso.
• Le strutture costituenti orizzontamenti e coperture non devono essere
spingenti. Eventuali spinte orizzontali, valutate tenendo in conto l’azione
sismica, devono essere assorbite per mezzo di idonei elementi strutturali.
• I solai devono assolvere funzione di ripartizione delle azioni orizzontali
tra le pareti strutturali, pertanto devono essere ben collegati ai muri e garantire
un adeguato funzionamento a diaframma. La distanza massima tra due solai
successivi
i i non deve
d essere superiore
i a 5 m.
Configurazione strutturale ammissibile
(secondo NTC 2008)
Configurazione strutturale non ammissibile
(
(secondo
d NTC 2008)
Fondazioni
(Par 7
(Par. 7.8.1.7
8 1 7 NTC 2008)

Le strutture di fondazione devono essere realizzate in cemento


armato, secondo quanto indicato al § 7.2.5, continue, senza interruzioni in
corrispondenza di aperture nelle pareti soprastanti.

Qualora sia presente un piano cantinato o seminterrato in pareti di


cemento armato esso può essere considerato quale struttura di
f d i
fondazione d i sovrastanti
dei t ti piani
i i in
i muratura
t portante,
t t nell rispetto
i tt dei
d i
requisiti di continuità delle fondazioni, e non è computato nel numero dei
piani complessivi in muratura.
Regole di dettaglio
Costruzioni in muratura ordinaria (par. 7.8.5.1, NTC 2008)

Ad ogni piano deve essere realizzato un


cordolo
d l continuo
ti all’intersezione
ll’i t i t solai
tra l i e
pareti.

I cordoli
d li avranno larghezza
l h almeno
l parii a
quella del muro. È consentito un
arretramento massimo di 6 cm dal filo
esterno. LL’altezza
altezza minima dei cordoli sarà
pari all’altezza del solaio. L’armatura
corrente non sarà inferiore a 8 cm2, le staffe
avranno diametro non inferiore a 6 mm ed
i t
interasse non superiore
i a 25 cm.

Travi metalliche o prefabbricate costituenti i


solai
l i dovranno
d essere prolungate
l t nell
cordolo per almeno la metà della sua
larghezza e comunque per non meno di 12
cm ed adeguatamente ancorate ad esso.
esso
Regole di dettaglio
Costruzioni in muratura ordinaria (par. 7.8.5.1, NTC 2008)

In corrispondenza di incroci d’angolo tra due pareti perimetrali sono


prescritte, su entrambe le pareti, zone di parete muraria di lunghezza
non inferiore a 1 m, compreso lo spessore del muro trasversale.

Al di sopra di ogni apertura deve essere realizzato un architrave resistente


a flessione efficacemente ammorsato alla muratura.
Regole di dettaglio
Costruzioni in muratura armata (par.
(par 7.8.5.2,
7 8 5 2 NTC 2008)
Quanto indicato al punto 7.8.2 per la muratura ordinaria si applica anche alla
muratura armata,
armata con le seguenti eccezioni e le pertinenti prescrizioni di cui al par.
par
4.5.7.
Gli architravi soprastanti le aperture possono essere realizzati in muratura armata.
Le barre di armatura dovranno essere esclusivamente del tipo ad aderenza
migliorata e dovranno essere ancorate in modo adeguato alle estremità mediante
piegature
p g attorno alle barre verticali. In alternativa p
potranno essere utilizzate,, p
per le
armature orizzontali, armature a traliccio o conformate in modo da garantire
adeguata aderenza ed ancoraggio.
La percentuale di armatura orizzontale,
orizzontale calcolata rispetto all
all’area
area lorda della
muratura, non potrà essere inferiore allo 0.04 %, né superiore allo 0.5%.
Parapetti ed elementi di collegamento tra pareti diverse dovranno essere ben
collegati alle pareti adiacenti, garantendo la continuità dell’armatura orizzontale e,
ove possibile, di quella verticale.
Agli incroci delle pareti perimetrali è possibile derogare dal requisito di avere
su entrambe le pareti zone di parete muraria di lunghezza non inferiore a 1 m.
MURATURA ARMATA, SECONDO IL CAPITOLO 7.8 DELLE NTC 2008
Modelli, analisi e verifiche strutturali
MODELLI D’INSIEME, ANALISI STRUTTURALE E VERIFICHE DI
SICUREZZA

Edificio in muratura: sistema scatolare tridimensionale caratterizzato da non


linearità costitutiva e geometrica. Quale modellazione?
Un approccio solitamente adatto alle applicazioni è quello di operare su
schemi strutturali semplificati appositamente scelti in funzione del tipo di
azioni convenzionali da considerare nelle verifiche e del tipo di elementi
strutturali primari che esse andranno ad interessare.
IIn particolare,
ti l t li schemi
tali h i sii differenziano
diff i principalmente
i i l t in
i base
b alla
ll
direzione dei carichi.
Distingueremo
g quindi:
q

- Analisi e verifica sotto carichi verticali


- Analisi
A li i e verifica
ifi sotto carichi
i hi orizzontali
i li (vento,
( sisma)
i )
ANALISI E VERIFICA SOTTO CARICHI VERTICALI

Il problema di principale interesse è


quello della verifica dei muri p
q portanti
soggetti a carichi verticali eccentrici,
in cui un ruolo fondamentale è giocato
dall’eccentricità in direzione ortogonale
all piano
i medio
di d deii murii ((parallelamente
ll l t
allo spessore).
Si opera dunque solitamente su uno
schema strstrutturale
tt rale semplificato
semplificato,
costituito da una striscia della
costruzione scatolare di larghezza
prefissata,, compresa
p p fra due sezioni
normali alle murature portanti, ed
idealizzata come un telaio a nodi fissi.
Quale g
grado di vincolo tra muri e solai?
Realtà: incastro cedevole.

ipotesi della continuità ipotesi dell’articolazione


dell articolazione
(calcolo a telaio) (struttura isostatica)
ANALISI E VERIFICA SOTTO CARICHI ORIZZONTALI

La resistenza di un edificio alle azioni orizzontali è generalmente fornita dal sistema


formato dai solai e dai muri di controventamento, disposti parallelamente
all azione.
all’azione
Su tale sistema resistente si scaricano infatti le reazioni delle pareti perimetrali
direttamente investite dalle pressioni e depressioni dovute al vento.
Nella definizione del modello strutturale si deve inoltre valutare se i solai possono
essere considerati come diaframmi infinitamente rigidi nel loro piano,
prestando particolare attenzione alla presenza di vani scala-ascensore che possono
indebolire l’impalcato
l impalcato.
Possibili modelli strutturali per pareti soggette a forze orizzontali

Si preferisce utilizzare modelli in


cui i montanti murari sono
assimilati a travi deformabili a
taglio, accoppiate dai solai e
da eventuali travi alte in
muratura, se strutturalmente
collaboranti.

In molti casi è possibile


idealizzare la struttura come un
insieme di telai piani orientati
secondo le direzioni di maggior
rigidezza dei muri.
Similitudine con strutture a
mensole accoppiate in c.a.
Questo metodo approssimato in una certa misura giustifica l’asserzione che si trova nelle
normative,
ti iin cuii sii afferma
ff che
h lle azioni
i i orizzontali
i t li sii di
distribuiscono
t ib i ttra lle pareti
ti “i
“in proporzione
i
alla loro rigidezza ed alla loro distribuzione planimetrica”

R l dell’accoppiamento
Ruolo d ll’ i t fornito
f it da
d solai/cordoli
l i/ d li e “fasce
“f murarie”
i ”

(b)
( )
(a)

il grado di accoppiamento
influenza in modo notevole
l’entità dei momenti flettenti
nei montanti murari

(c)
Metodi di analisi strutturale per
progettazione sismica (Cap. 7.3)
1) Analisi lineare statica
2) Analisi lineare dinamica (modale)
3) Analisi non lineare statica
4) Analisi non lineare dinamica
7.8.1.9 Costruzioni semplici
Per le costruzioni semplici in zona 2, 3 e 4 non è obbligatorio
effettuare alcuna analisi e verifica di sicurezza.
Si definiscono “costruzioni semplici” quelle che rispettano le condizioni di cui al
4.5.6.4, qui ricordate:

a) le pareti strutturali della costruzione siano continue dalle fondazioni alla


sommità;;
b) nessuna altezza interpiano sia superiore a 3,5 m;
c) il numero di piani non sia superiore a 3 (entro e fuori terra) per costruzioni in
muratura ordinaria ed a 4 per costruzioni in muratura armata;
d) la planimetria dell’edificio sia inscrivibile in un rettangolo con rapporti fra
lato minore e lato maggiore non inferiore a 1/3;
e) la snellezza h0/t della muratura non sia in nessun caso superiore a 12;
f) il carico variabile per i solai non sia superiore a 3,00 kN/m2;

iintegrate con le
l caratteristiche
i i h descritte
d i nell seguito,
i oltre
l a quelle
ll di regolarità
l i à in
i
pianta ed in elevazione.
7.8.1.9 Costruzioni semplici (segue)
Condizioni aggiuntive: rispettano i dettagli costruttivi generali definiti in 7.8.3.1
per la muratura ordinaria e in 7.8.5.1 per la muratura armata.
• Le
L pareti
ti strutturali
t tt li siano
i continue
ti d ll fondazioni
dalle f d i i alla
ll sommità
ità dell’edificio.
d ll’ difi i
• In ciascuna delle due direzioni siano previste almeno due sistemi di pareti di
g
lunghezza complessiva,
p , al netto delle aperture,
p , ciascuno non inferiore al 50% %
della dimensione dell’edificio nella medesima direzione. Nel conteggio della
lunghezza complessiva potranno essere inclusi solamente setti murari che
rispettano i requisiti geometrici della tabella 7.8.II.
7 8 II La distanza fra questi 2 sistemi
di pareti in direzione ortogonale al loro sviluppo longitudinale in pianta, sia non
inferiore al 75% della dimensione dell’edificio nella medesima direzione
(ortogonale alle pareti).
pareti)
• Almeno il 75 % dei carichi verticali sia portato da pareti che facciano parte
del sistema resistente alle azioni orizzontali.
• In ciascuna delle due direzioni siano presenti pareti resistenti alle azioni
orizzontali con interasse non superiore ai 7 m, elevabili a 9 m per edifici in
muratura armata.
armata
7.8.1.9 Costruzioni semplici (segue)
• Per
P ciascun
i piano
i il rapporto tra area della sezione
se ione resistente delle pareti e superficie
s perficie del piano non
sia inferiore ai valori indicati nella tabella seguente, in funzione del numero di piani dell’edificio e della
sismicità del sito, per ciascuna delle due direzioni ortogonali:
Accelerazione
A l i di picco
i del
d l
terreno ag*S ≤ 0.07 ≤ 0.10 ≤ 0.15 ≤ 0.20 ≤ 0.25 ≤ 0.30 ≤ 0.35 ≤ 0.40 ≤ 0.45 ≤ 0.4725
g g g g g g g g g g
Tipo di struttura Numero
p
piani
Muratura 1 3.5 % 3.5 % 4.0 % 4.5 % 5.0 % 5.5 % 6.0 % 6.0 % 6.0 % 6.5 %

ordinaria
2 4.0 % 4.0 % 4.5 % 5.0 % 5.5 % 6.0 % 6.5 % 6.5 % 6.5 % 7.0 %

3 4.5 % 4.5 % 5.0 % 5.5 % 6.0 % 6.5 % 7.0 %

Muratura armata 1 2.5 % 3.0 % 3.0 % 3.0 % 3.5 % 3.5 % 4.0 % 4.0 % 4.5 % 4.5 %

2 3.0 % 3.5 % 3.5 % 3.5 % 4.0 % 4.0 % 4.5 % 5.0 % 5.0 % 5.0 %

3 3.5 % 4.0 % 4.0 % 4.0 % 4.5 % 5.0 % 5.5 % 5.5 % 6.0 % 6.0 %

4 4.0 % 4.5 % 4.5 % 5.0 % 5.5 % 5.5 % 6.0 % 6.0 % 6.5 % 6.5 %

È implicitamente inteso che il numero di piani dell’edificio semplice non può essere superiore a 3 per
edifici in muratura ordinaria ed a 4 per edifici in muratura armata.
7.8.1.9 Costruzioni semplici (segue)
• Deve inoltre risultare per ogni piano:
N f
σ= ≤ 0.25 k
A γm

in cui:
N è il carico totale alla base del piano considerato;
A è l’area totale dei muri portanti (ai fini dei carichi verticali) allo stesso piano;
fk è la resistenza caratteristica a compressione in direzione verticale della
muratura.
t

Il dimensionamento delle fondazioni può essere effettuato in modo semplificato


tenendo conto delle tensioni normali medie e delle sollecitazioni sismiche globali
determinate con l’analisi statica lineare.
Costruzioni semplici (4) – Par. 7.8.1.9 NTC 2008 –
ESEMPIO 1
L’edificio è regolare in pianta
L’edificio è regolare in elevazione
L’edificio è semplice 200 120 290 170 220
2250

220 170 290 120 200


X01 X02 X03 X12 X11 X10

320

320
% muratura X: 5.0 %

375

375
Y11
Y03
Y01

Y02

Y09
480

Y10480
Y10
% muratura Y: 5.8 %

120

120
90
0

90
0
190

190
120

Y13
Y05

Y12
X04 X05 X14 X13
Y04

1230
300

300
100

100
250 120 470 100 100 470 120 250
90

90
350

350

Y16
Y08
Y06

Y14
X08 X18
375

375
X09 X17

130 160 390 250 390 160 130

180
180

Y15
07
Y0

X06 X07 X16 X15

Y
130 90 130 130 90 130
Costruzioni semplici (5) – Par. 7.8.1.9 NTC 2008 –
ESEMPIO 2
L’edificio non è regolare in pianta
L’edificio è regolare in elevazione
L’edificio non è semplice 1320

170 160 175 80 230 80 425

X11 X12 X13 X14

% muratura X: 6.3 % Y05

135

225
Y10
% muratura Y: 5.5 %

140
Y07

140
485
Y04

210
Y09

150
115

1125
80
238 170 90 90 135 80 130 80 255

Y03 X06 X07 X08 X09 X10


100
0

Y02
115

Y06

530
Y08

408
Y01 X01 X02
100
500

X03 X04 X05


100 395 80 85 100 75 200 140 145
ANDILWall: software di analisi e verifiche strutturali
di edifici in muratura portante