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«Non si costruisce cultura accumulativa se non si ha il senso della storia»

«Non si costruisce cultura accumulativa

se non si ha il senso della storia»

«Non si costruisce cultura accumulativa se non si ha il senso della storia»
«Non si costruisce cultura accumulativa se non si ha il senso della storia»

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE I processi che si innescano nella nuova città industriale rompono la logica

I processi che si innescano nella nuova città industriale rompono la logica organica

della città storica e definiscono una struttura che tende ad organizzarsi per parti specializzate funzionalmente,

traduzione spaziale della

divisione del lavoro.

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE I processi che si innescano nella nuova città industriale rompono la logica

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

La Grande esposizione delle opere dell'industria di tutte le Nazioni di Londra (1851)
La Grande esposizione delle opere
dell'industria di tutte le Nazioni di Londra (1851)

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

Strade nei quartieri operai piu’ nuovi

della citta’ di Manchester.

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE Strade nei quartieri operai piu’ nuovi della citta’ di Manchester. Sistemi costruttivi

Strade nei quartieri operai piu’ nuovi

della citta’ di Manchester.

Sistemi costruttivi utilizzati nei quartieri operai di Manchester, Lancashire e

Yorkshire

LA PRIMA CITTÀ INDUSTRIALE Strade nei quartieri operai piu’ nuovi della citta’ di Manchester. Sistemi costruttivi

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

La creazione utopistica, ricorrente nella storia, si manifesta essenzialmente nei

periodi di trapasso e di profondi mutamenti nella struttura sociale. Il secolo XIX ha visto un acceso dibattito sulle problematiche della città

capitalistica e una fioritura di scrittori utopisti

Le filosofie del liberismo si sforzano di dimostrare come la nuova società capitalistica industriale sia il migliore dei mondi possibili. Numerose correnti si muovono contro l'accettazione di questa nuova società, rifiutandola o elaborando proposte correttive o alternative che partono però tutte

da un punto in comune: la critica alla società industriale e un socialismo

utopistico che cerca di correggerne gli orientamenti attraverso il rifiuto della società del denaro e dei consumi, e con piani di riforma della società appoggiati a modelli insediativi alternativi.

Due sono le linee d’azione nettamente divise:

  • a) c’è chi persegue un modello ideologico globale in alternativa alla città esistente (GLI UTOPISTI)

  • b) chi invece partendo dalle esigenze tecniche connesse allo sviluppo industriale, tenta di correggerne i difetti (I FUNZIONALISTI)

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Robert Owen (1771-1858) è il primo e il più

Robert Owen (1771-1858) è il primo e il più significativo tra i socialisti utopisti.

Comincia a lavorare a dieci anni come commesso di negozio a Londra; nel 1789 apre una piccola industria tessile. Il successo di questa gli permette di acquistare dieci anni dopo, nel 1799, le filande di New Lanark in Scozia

Dopo averi introdotto nel 1816 una delle prime istituzioni di educazione dell'infanzia, teorizza e propaganda la creazione di piccole comunità di 1200 persone, da impiantare in ambiente rurale, come soluzione ai problemi della città industriale.

Al corrente delle esperienze già condotte negli Stati Uniti, decide

di fondare una comunità

cooperativa in America.

Nel 1825 acquista da una setta protestante un terreno di 30.000 acri nell'Indiana, per 190.000 dollari. Il villaggio viene ribattezzato New Harmony.

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Robert Owen (1771-1858) è il primo e il più

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA François-Marie-Charles Fourier (1772-1837), francese di Besançon, contrappone ad una

François-Marie-Charles Fourier (1772-1837), francese di Besançon, contrappone ad

una società basata sulla competizione imperfetta ed immorale degli interessi individuali, il principio dell'unione degli sforzi per raggiungere uno stato di armonia universale. Nella sua

teoria la realizzazione dell'armonia deve avvenire gradualmente, attraverso sette stadi

storici: attualmente l'umanità si trova tra il quarto periodo (barbarie) e il quinto (civiltà); seguiranno il sesto (garantismo) e il settimo (armonia). Il FALANSTERIO è l'unità residenziale tipo delle "falangi" (1620 associati) e la sua descrizione ricorda in modo esplicito il Louvre, una reggia comunitaria.

GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA François-Marie-Charles Fourier (1772-1837), francese di Besançon, contrappone ad una
GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA François-Marie-Charles Fourier (1772-1837), francese di Besançon, contrappone ad una

Fourier immagina un modello urbanistico appropriato sia per il periodo del garantismo, sia

per lo stadio finale dell'armonia: nel primo caso esso corrisponde ad una città concentrica;

nel secondo immagina e descrive minuziosamente il falansterio, il modello edilizio che rappresenta forse l'aspetto più noto e interessante del suo pensiero. È innegabile che molti elementi di connotazione spaziale ed organizzativa del falansterio si ritrovino nella unité d'habitation di Le Corbusier.

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GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

11 GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Ebenezer Howard (1850-1928), militante socialista dal 1879, resta

Ebenezer Howard (1850-1928), militante socialista dal 1879, resta particolarmente colpito dall'idea di cooperazione e coabitazione espresse

dagli utopisti del XVIII e XIX secolo (in particolare Owen e Bellamy)

Nel 1898 egli illustra le sue teorie in ‘Tomorrow, a paceful path to real reform’, (Garden cities of tomorrow).

Il termine "città-giardino" è antecedente alla formulazione del pensiero di Howard: con esso venivano indicati solitamente alcuni quartieri per le classi agiate, ma queste periferie giardino non hanno nulla in comune

con la città-giardino, pensata da Howard proprio in antitesi alle periferie

ed ai sobborghi.

Howard non ha fiducia nelle grandi città, e pensa che queste debbano essere divise in piccole unità autonome ed autosufficienti.

Alla base del suo piano c'è l'idea di salvare la città dal congestionamento e la campagna dall'abbandono: la città-giardino da lui immaginata avrebbe unito i vantaggi della vita urbana ai piaceri della campagna.

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GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

12 GLI UTOPISTI E LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Howard non sottovaluta i vantaggi concessi dalla tecnologia:

Howard non sottovaluta i vantaggi concessi dalla tecnologia: le industrie,

ad esclusione di quelle chimiche o

comunque inquinanti, trovano posto anche nella città-giardino.

In

questo

modo

il

suo

piano

si

differenzia dai precedenti in quanto,

anche nei tentativi di realizzazione, la garden city non si ridurrà ad un semplice villaggio agricolo in cui una maggiore vivibilità è ottenuta grazie all'esclusione delle fabbriche.

I nuclei abitativi formati da residenze unifamiliari, attorniate dal verde, colle- gate tra loro, con servizi, negozi, teatro, chiesa, zone produttive e zone amministrative, rendono questi centri completamente autosufficienti.

13 LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Diagramma schematico di un settore tipo della città giardino. Il sistema

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LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

Diagramma schematico di un settore tipo della città giardino.

Il sistema delle città giardino: città centrale

(58.000 ab.) e le altre città (32.000 ab.)

14 LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Letchworth è stata la prima città giardino realizzata, fondata nel 1903

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LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

Letchworth è stata la prima città giardino realizzata, fondata nel 1903 a 50 km da

Londra secondo le teorie della “garden city".

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LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Arturo Soria y Mata (1844-1920) è un ingegnere spagnolo di poco più

Arturo Soria y Mata (1844-1920) è un ingegnere spagnolo di poco più anziano di Howard. Impegnato in politica, in un secondo momento si concentra sugli studi tecnici e su numerose iniziative industriali. Profondamente interessato ai problemi della circolazione urbana, nel 1875 crea a Madrid la prima linea di tram a cavalli.

LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Arturo Soria y Mata (1844-1920) è un ingegnere spagnolo di poco più
LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA Arturo Soria y Mata (1844-1920) è un ingegnere spagnolo di poco più

Nel 1882 pubblica la teoria sulla ciudad lineal.

Fortemente critico verso la congestionata città tradizionale, sviluppata concentri-camente intorno ad un centro, Soria y Mata propone un nastro di limitata larghezza ma di lunghezza indefinita, percorso da una o più ferrovie lungo l'asse.

La strada centrale larga 40 metri, alberata e percorsa

nel centro da una ferrovia elettrica (ferrocarril); le

traverse saranno lunghe circa 200 metri e larghe 20.

Gli edifici potranno coprire solo un quinto del terreno. Soria y Mata immagina una città estensiva di villini isolati: nel lotto minimo di 400 metri quadri, solo 80

saranno per l'alloggio, il rimanente per il giardino.

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LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA

17 LA CITTÀ IDEALE OTTOCENTESCA La ciudad lineal (1882) propone invece un nastro edificato di limitata

La ciudad lineal (1882) propone invece un

nastro edificato di limitata larghezza ma di lunghezza indefinita, per risolvere tutti i problemi della «circolazione».

Soria y Mata immagina una città estensiva di villini isolati con una strada centrale larga 40 metri, alberata e percorsa nel centro da una ferrovia elettrica.

Inoltre la città-lineare ha il vantaggio di non essere limitata come la garden city, ma di potersi sviluppare dinamicamente.

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Parigi, i lavori realizzati da Haussmann (1853-1869)

Parigi, i lavori realizzati da Haussmann (1853-1869)

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Parigi: apertura dell’Avenue dell’Opera e predisposizione come sfondo dell’edificio monumentale del teatro omonimo.

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Parigi: apertura dell’Avenue dell’Opera e predisposizione come sfondo dell’edificio

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 L’area maggiormente investita dalle trasformazioni è stata la zona

L’area maggiormente investita dalle trasformazioni è stata la zona centrale dalle halles all’ile de la cite’: Boulevard de Sebastopol, rue Turbigo, avenue de l’Opera, rue des Halles, rue Reamur,boulevard Saint Germain.

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Due strade tracciate da Haussmann: Avenue de Wagram e
LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Due strade tracciate da Haussmann: Avenue de Wagram e

Due strade tracciate da Haussmann: Avenue de Wagram e Avenue Foch viste dall’arco di trionfo. la prima, tipica strada del quartiere elegante dell’etoile. la seconda concepita come

accesso al Bois de Boulogne (strada-parco)

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Barcellona, Piano di Ampliamento (“ Ensanche”) 1859

Barcellona, Piano di Ampliamento (“ Ensanche”) 1859

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Barcellona, Piano di Ampliamento (“Ensanche”) 1859. Gli isolati di

Barcellona, Piano di Ampliamento

(“Ensanche”) 1859. Gli isolati di I. Cerdà

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Barcellona, Piano di Ampliamento (“Ensanche”) 1859. Gli isolati di

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 il materiale verde diviene elemento fondamentale nella definizione dello
LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 il materiale verde diviene elemento fondamentale nella definizione dello

il materiale verde diviene elemento fondamentale nella definizione dello spazio

urbano. La lottizzazione

e’ basata su una

scacchiera regolare di quadrati con angoli smussati (113 mt di lato)

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 il materiale verde diviene elemento fondamentale nella definizione dello

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Barcellona, Piano di Ampliamento (“Ensanche”) 1859. Gli isolati di

Barcellona, Piano di

Ampliamento

(“Ensanche”) 1859. Gli

isolati di I. Cerdà

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Il Glacis, una larga fascia di territorio profonda tra 500 e 1000 m. all'esterno della prima cinta era stata lasciata libera da edificazione per esigenze militari: era configurato come elemento di separazione tra la città antica,con tessuto edilizio compatto e sistema viario tipicamente medievale, e i quartieri più recenti, meno densi ed abitati anche da famiglie borghesi e dell'aristocrazia.

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Il Glacis, una larga fascia di territorio profonda tra
LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Il Glacis, una larga fascia di territorio profonda tra

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Nel dicembre 1857 un editto imperiale stabilisce una nuova

Nel dicembre 1857 un

editto imperiale stabilisce una nuova utilizzazione del Glacis destinando i 4/5 dei

terreni ai monumenti, agli spazi e agli edifici pubblici, alle strade, ai parchi, e di riservare

solo 1/5 agli edifici

privati (i cui contributi serviranno a finanziare parte dell'operazione pubblica).

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Il progetto approvato ha come elemento centrale un amplissimo viale alberato anulare sede di linee di trasporto pubblico, lungo il quale si collocano spazi ed edifici monumentali tra loro collegati da spazi aperti che costituiscono il tessuto connettivo di un sistema unitario , un vero e proprio "modello" di progetto urbano.

LE GRANDI TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Il progetto approvato ha come elemento centrale un amplissimo
Milano, Piano Regolatore di Ampliamento, 1890

Milano, Piano Regolatore

di Ampliamento, 1890

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Nella seconda metà dell’ottocento si afferma una nuova concezione del verde in ambito urbano, come antidoto alle patologie del sovraffollamento e dell’inquina- mento della città industriale: nasce il Parco Pubblico

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Il giardino formale all’italiana è uno stile di giardino di origine tardo- rinascimentale ed è caratterizzato da una suddivisione geometrica degli spazi ottenuta con l'utilizzo fondali, quinte arboree o prospettive, filari alberati e siepi, di sculture vegetali di varia forma ottenute con la potatura di cespugli sempreverdi (topiarie), specchi d'acqua geometrici, spesso accostati ad elementi architettonici quali fontane e statue.

Il giardino formale francese (in francese Jardin à la française o Jardin régulier) rappresenta l'espressione del classicismo barocco nell'arte del giardinaggio; uno

stile di giardini incentrato sulla simmetria, decorazioni vegetali ricercate, statue, giochi d'acqua e grandiose prospettive che si perdono nelle foreste naturali. È un dare un ordine alla natura ricercando una perfezione formale in una sontuosità teatrale.

Il giardino all'inglese è un tipo di giardino sviluppato nel tardo settecento che, al contrario di quelli geometrici, non si avvale più di elementi per definire e circoscrivere lo spazio,, ma si basa sull'accostamento e sull'avvicendarsi di elementi naturali e artificiali, tra cui, grotte, ruscelli, alberi secolari, cespugli, pagode, pergole, tempietti e rovine, che chi passeggia scopre senza mai arrivare ad una visione d'insieme, un luogo comunque in cui la natura non è mai incolta, anche quando assume un carattere selvaggio.

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 I giardini di Castello di Vaux-le-Vicomte. (sopra), I Giardini di

I giardini di Castello di Vaux-le-Vicomte.

(sopra), I Giardini di Villa d’Este (a destra

in alto) e il Gioardino di Prior Park a Bath,

nel Somerset (a destra in basso)

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 I giardini di Castello di Vaux-le-Vicomte. (sopra), I Giardini di
IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 I giardini di Castello di Vaux-le-Vicomte. (sopra), I Giardini di

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Parco di Buttes-Chaumont a Parigi di Alphand (1870)

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Parco di Buttes-Chaumont a Parigi di Alphand (1870) Il parco
IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Parco di Buttes-Chaumont a Parigi di Alphand (1870) Il parco

Parco di Buttes-Chaumont a Parigi

di Alphand (1870)

Il parco ottocentesco rappresenta un “monumento” alla natura in ambito urbano: il sublime che irrompe nell’esperienza quotidiana.

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Parigi, Parco di Buttes- Chamon

Parigi,

Parco di Buttes- Chamon

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IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 Emerald Necklace Boston, F.L.Olmsted

Emerald Necklace Boston, F.L.Olmsted

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800 La proposta del architetto francese Louis-Martin Berthault del 1812 per

La proposta del architetto francese Louis-Martin Berthault del 1812 per il “Giardino del Campidoglio” di

Roma

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Bath, The Royal Circus

IL VERDE NELLA CITTÀ EUROPEA NELL’800

Bath, The Royal Circus