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Riordinato da’ * ANTONIO, TORRIANI. fi I 1 7 DELLA MANIERA DI TENERE L’ISTRUMENTO 7 i Si prende il Fagotto nel mezzo con le mano sinistra, tenendo il pollice sollevato per non affaticare ~ Ie chiavi, ed appoggiando le tre dita, lindice, il medio e Y'anulare ai tre buchi della parte superiore. La parte inferiore dell’istrumento deve essere appoggiata alla coscia ¢ Ja mano destra collocata al posto dei tre buchi della culatta ¢ relative chiavi; col pollice appoggiato leggermente al disopra del buco del. mi basso. | Listrumento sara sostenuto da un cordoncino con unito un gancio, il quale s'attacchera. ad un piccolo anello stabile della culatta. Il cordoncino che sara girato attorno al collo dello studente a guisa di tracolla dovra avere Ia lunghezza necessaria, in modo che Pallievo non sia costretto ad alzare o ad abbassarc la testa — pitt di quanto occorra perch? l'ancia inserita nell’Esse si trovi precisamente di fronte alla bocca. Nel collo- care V'ancia sullEsse (dopo averla inumidita in bocca) bisognera avere 'awvertenza di appoggiare la mano > sinistra sull'alto dell’Esse medesima per assicurare Vistrumento. L’ancia dev'essere wn po’ inclinata (vedi > Il) e PEsse girata un poco all"infuori dell'istrumento: questa posizione presenta minori diffcolta nel maneggio, 11 | DELLA FORMAZIONE DEL SUONO Il suono @ il risultato dell’introduzione del fisto dell’esecutore nell’istrumento per mezzo dell’ancia, la — quale per poter vibrare ¢ trasmettere 1a vibrazione alla colonna daria dello strumento, deve essere collocata fra le labbra in modo che Varia non possa sfuggire da alcuna parte della bocca. E poi coll’aiuto dell’orecchio che si pud giudicare della precisione del suono e del valore delle note, misurando Ja quantita di fiato occorrente per la formazione di ciascun suono che si vuole ottenere dal Yistrumento a norma della sua estensione, ¢ la minore o maggior pressione da darsi colle labbra all’ancia a seconda dei suoni. se gravi od acuti. ~ III ; DELL IMBOCCATURA —- L’ancia posta fra le labbra dev'essere appoggiata specialmente al labbro inferiore in modo da non es- sere obbligati ad alzare o ad abbassare la testa, ~ Lruna o V'altra di queste due posizioni sarebbe difettosa perch, impedendo la libera respirazione, pro- _- durrebbe un suono aspro e spiacevole. E’ indispensabile che l’ancia sia un po’ inclinata e formi un angolo colle Jabra sulle quali 8 appog: ""giata. Questa inclinazione permette di poter modificare a volonta le vibrazioni dell'ancia stessa. Oltre poi all’ottenere di ammorbidire la voce, questa inclinazione da facolta all’esecutore di poter go: vernare I'imboccatura e di percorrere con sicurezza tutti i suoni che comporta lestensione del Fagotto. La prima nota che si deve emettere & il DO medio. Per ottenere questa nota, essendo an- rein coperta dalle Jabbra sino a meta del tratto fra I'estremita pitt larga ed ill primo anello, si appoggiano le Jabbra sull’ancia in modo che Varia (come dissi sopra) non possa sfuggire da alcuna altra parte e poi “si avanza la lingua come per colpire ’ancia, indi soffiando, si introduce Paria nellistrumento ¢ si ritira Ja lingua come se si volesse pronunciare la parola tu 2 eosi per tutte ale altre note sia'gravi che acute. fo tt te — __ Nell’emettere il suono, Vallievo deve evitare assolutamente di gonfiare le labbra; questo difetto nuoce -.al movimento della lingua, diminuisce la forza delle labbra impedendo di poter modificare a volonta il | suono, ed inoltre sforma il viso. aa Iv t DELL ANCIA —~ Quando Io studente si sari procurato, col consiglio del proprio professore, un buon istrumento di ac- -oreditata fabbrica, sua prima cura sara di provvedersi altresi di buone ancie. ‘Lancia & il’ primo coefficiente per poter ottenere buona voce ¢ sicirezza d’imboccatura; da questa di- ~pende in gran parte Ja correttezza nell'intonazione. Essa dev'essere fabbricata da professori provetti, nelle misure stabilite dall’esperienza; una linea di pid o di meno pud produrre squilibrio nell’intonazione, voce | agradevole ¢ diffcolta nella sua emissione. Deve inoltre avere Ia giusta vibrazione per ottenere la sonorita \@. RIOORDI & 0. Béitori, MILANO. BIPRISTINO 1956 ‘Tutti I diriti riservati.-Tous droits réservée.-All rights res PRINTED IN ITALY 554 ‘IMPRIME RW ITALIE necessaria, ¢ le misure devono essere strettamente esatte tanto riguardo allo spessore della canna che alla larghezza ¢ lunghezea dell’ancia; quindi su tale argomento & necessatio attenersi ai consigli del proprio __ professore. ‘A. Canti, fagottista’ di chiara fama e professore di fagotto al Conservatorio di Milano, costruiva sonalmente, con somma precisione, le ancie per lo strumento: ritengo quindi, dopo anni di pratica e di in- segnamento, che il suo sistema sia seny’altro da adottarsi. Non credo inutile quindi l'accennare qui sotto le principali misure per Ja costruzione delle ancie. Lunghezza dell’ancia oe Larghezza della paletta alVimboceatura | Larghezza della 1° legatura di metallo. Lunghezza dallimboceatura alla prima legatura in metallo Lunghezza dell’imboceatura ‘al 2° Jaccio in metallo Altezza delancia misurata di profilo al 1° laccio in metallo Allteza > > >" BP» > apertore doll’ ancia ~~ v LA POSIZIONE DELLE DITA ~— Luguaglianza dei suoni e Vintonazione vengono determinate in buona parte dalla esatta posizione del- 1a dita. Bisogna che queste si mantengano elastiche per evitare la soverchia durezza dei movimenti. E’ necessario avvertire che nel suonare non si alzino troppo le dita, le quali vanno tenute esattamente ur fromte ai buchi, onde possano agire liberamente e senza sforzo, e nella loro azione battano sui buchi, an- Fiché sdrucciolarvi; questo modo di esecuzione dara nitidezza nei passaggi e maggiore agilith, vI * DELLE ARTICOLAZIONI Lvarticolazione contribuisce a determinare i differenti caratteri della musica, essa produce Ja nitidezza, i leggereza e la sicurezza nell’esecuzione. ‘Vi sono tre sorta di articolazioni: TL legato, lo staccato ed il picchiettato. — legato vottiene ritirando la lingua dalPapertura dell’ancia e pronunciando la parola tu sulla prima nota del passo come ad esempi ta o tu tu & tu _: Nel legato bisogna stringere 1é labbra il meno possibile per non alterare 1a pastosita del suono. — Lo 'staccato si esegue dando il colpo di lingua su ciascuna nota. Per ottenere la precisione ¢ Ja nitidezza _che questa articolazione esige, bisogna che la lingua e le dita agiscano perfettamente d’accordo. tu tu, fo tntatmintn tS Statatain imstntatatUinee ge trinity i - mi _2 Ieolpo di lingua in questa articolazione dev'essere dato con sicurezza. | Se si vuol ottenere Jo staccato meno accentuato e piti dolce (mezzo punto, come si richiede in alcuni ‘generi di composizione) allora invece di pronunciare Ja sillaba tu si pronunciera Ja sillaba du, avvertendo “ie il fiato deve essere prolungato sino al termine della frase o periodo, nel qual caso si indica col punto __‘colla legatura assieme, edme dall’esempio: MERD 900 - t vil IL PICCHIETTATO Il picchiettato dev'essere eseguito con maggior leggerezza che il semplice staccato a guisa del pizzicato del violoncello come ad esempio: ta to $F eee wneees 2 as, e L eth gee ee reet Stet Bisogna evitare, in questa ultima articolazione, di emettere suoni dalla gola e di muovere il mento, difetti questi che privano Ja lingua dei mezzi d’agilita che sono necessari e che fanno contratre Ja cattiva abitudine di emettere suoni aspri. VIIL DEL MODO DI FRASEGGIARE E DI PRENDER FIATO SENZA DANNO DELLA FRASE E’ indispensabile porre 1a massima cura nel riprendere il fiato senza interrompere la frase musicale, _ applicandosi fin da principio a prender fiato regolarmente ed a distinguere il distacco dé un periodo al- Yaltro come si farcbbe in un discorso. Siecome perd un sol fiato sovente non basta per la durata d’una frase o periodo, specialmente se il _ movimento @ lento, allora necesita vuole che si divida la frase pur conservando il senso ulficiale del pe- iodo. Meglio di norme speciali varri su tale-argomento V'esperienza ed il consiglio del Professore. Ad ogni modo it Metodo che presenta il-momento nel quale si-deve respirare & accennato fin da principio con _, una virgoletta. IX DEL TRILLO 11 trillo nel Fagotto presenta molte difficolta; ad ovviarle, alineno in parte, si & pensato di modificare le posizioni complicate dellistrumento che rendevano meno rapido il movimento delle dita. (Vedi tavola n: 2). ——~