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Tutta la verità sui corsi di

Gestione del Tempo

Perché i tuoi tentativi di uscire prima


dall’ufficio e di non portarti il lavoro a casa
finora sono falliti e cosa puoi fare per rimediare!

di Eugenio Olmetto
Materiale protetto dalle leggi sul Copyright.
È vietata la riproduzione senza il consenso scritto dell’autore.

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INDICE
1. I consigli dell’uomo da 9,4 Miliardi di Dollari ............................................. 3
2. Patti Chiari, Amicizia Lunga ........................................................................4
3. TRE Fasi per vincere la guerra contro il “Tempo” ....................................... 5
La Strategia per vincere la guerra ........................................................................................ 7
Le Tattiche per vincere le Battaglie .................................................................................... 10
Fai crescere il tuo Arsenale ................................................................................................ 11
4. Un passo alla volta si arriva anche in Cina ................................................ 14
5. Appendice 1 – Mi sto comportando da… ................................................... 15
Cosa significa “Importante”? ............................................................................................. 15
Cosa significa “Urgente”? ................................................................................................... 15
La Matrice di Covey (o Gestione del Tempo) ..................................................................... 16
6. Appendice 2 – Divertiti con il Mind Mapping .......................................... 20
L’incontro che mi ha cambiato la vita! .............................................................................. 20
Perché le Mappe funzionano così bene? ............................................................................ 21
“Regole Base” del Mind Mapping ..................................................................................... 22
Rimaniamo in Contatto ..................................................................................................... 23

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1. I consigli dell’uomo da 9,4 Miliardi di Dollari
1. Rendigli facile iniziare ad ottenere Risultati!
2. Rendigli facile iniziare a lavorare con te!
3. Non aver paura di insegnare a classi numerose
Sono a Marketing Merenda e Jay Abraham ha appena risposto alla mia domanda.
Jay Abraham, in caso tu non lo conoscessi, è il massimo esperto mondiale di marketing
strategico.
Il giorno precedente ci aveva introdotto il concetto di PREMINENZA, poi si è messo a
disposizione per rispondere alle nostre domande.
Senza avere la pretesa di spiegare in poche righe quello che Jay ci ha trasmesso in un
intero pomeriggio, PREMINENZA in sostanza significa:
Partire dal significato originale della parola CLIENTE, e cioè
“colui che è sotto la tua protezione”.

Ama il tuo cliente e, qualsiasi cosa tu faccia, fallo nel SUO migliore interesse!

Pensa al modo migliore per aiutarlo a risolvere i suoi problemi e a raggiungere i suoi
obiettivi.

Non vendergli la soluzione da 400€ se a lui serve quella da 100 e non accettare di dargli
quella da 100 se quella di cui lui ha realmente bisogno è quella da 400.

Se riuscirai a fare questo, nel tempo diventerai per lui PREMINENTE, sarai il suo punto
di riferimento (ovviamente in relazione alla soluzione del problema di cui ti occupi).

È scontato che il prodotto o servizio che offri deve essere congruente con questo principio.
Se quello che offri è una ciofeca non sarà mai in grado di soddisfare il concetto di
preminenza (in questo caso aggiustalo o cambialo se questo non è possibile).
Io amo il mio lavoro e amo i miei clienti da prima che me lo dicesse Jay.
E i miei studenti ottengono risultati fin da subito, troverai diverse testimonianze di miei
studenti che dopo un paio di settimane uscivano già un’ora prima dall’ufficio.
Ma per quel che riguarda il secondo e terzo consiglio, beh lì avevo parecchio da fare!
Nelle ultime sei settimane ho lavorato per dare concretezza ai suoi consigli ed ora ti
mostrerò in che modo la cosa ti riguarda e ti può essere utile!

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2. Patti Chiari, Amicizia Lunga

Ciao,
sono Eugenio Olmetto e, se stai cercando un modo diverso di
lavorare, che ti consenta di passare meno ore in ufficio, per vivere
più rilassato e sereno, avendo più tempo di qualità da dedicare alle
persone a cui vuoi bene, ti trovi nel posto giusto.

Voglio però mettere fin da subito le cose in chiaro!


Posso aiutarti a raggiungere il tuo scopo, potrai iniziare a tornare a casa ad un orario
decente, avrai più energia per giocare con i tuoi figli e il tempo da dedicare ai tuoi cari non
sarà strappato al progetto importante che ti tiene sveglio anche di notte.
Te lo ripeto?
Puoi lavorare meno ore, puoi passare più tempo con la famiglia, puoi vivere
più sereno e fare tutto questo senza sacrificare i risultati che vuoi ottenere nel
tuo lavoro.
Ho seguito il suggerimento di Jay Abraham e ho creato un sistema che ti renderà facile
iniziare a lavorare con me e ad ottenere i primi risultati fin da subito.
Questo però non significa che potrai stare con le mani in mano!
Questa è la premessa e te l’ho fatta subito perché vedo sempre più spesso corsi che ti
offrono la luna in cambio di poco o niente.
Chi è in cerca di un modo facile per risolvere un problema senza fare assolutamente niente,
può tranquillamente smettere di leggere questo Report e andare a comprare subito un
“gratta e vinci”, giurin giurella che non me la prendo .
Se invece sei veramente motivato a tornare a casa prima la sera, a vivere più sereno e
tranquillo, ad evitare di sprecare perdere tempo ed energie in attività inutili per poterle
dedicare a te stesso, al tuo lavoro e alle persone che ami, allora qui trovi la soluzione!
Il primo nodo che bisogna sciogliere per affrontare il problema del “troppo lavoro” è
rispondere alla seguente domanda:
cosa porta una persona a lavorare tantissime ore al giorno mettendo a rischio la propria
salute e sacrificando il tempo da trascorrere con le persone che ama?
La risposta che mi sono dato è che non sa fare diversamente!
Magari anche a te è capitato in passato di provare a cambiare le cose, ma non ci sei riuscito
e alla lunga ti sei rassegnato all’idea di non poterci fare niente.
Ma se finora non sei riuscito a risolvere il problema non è del tutto colpa tua, ci sono delle
ragioni ben precise e questo report ti aiuterà ad individuarle, mettendo anche le basi per
risolvere il problema una volta per tutte.

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3. TRE Fasi per vincere la guerra contro il “Tempo”
TRUE STORY

Gigi lavora 10 ore al giorno, spesso 12.

Esce la mattina presto e torna alla sera tardi, non di rado capita che si porti il lavoro a
casa e che debba sacrificare parte del weekend per mettersi in pari con gli arretrati.

Quel poco tempo che passa a casa è troppo stanco per giocare con suo figlio, gli
piacerebbe guardare un film con sua moglie alla sera, ma dopo pochi minuti si è già
addormentato sul divano.

Subisce questa situazione da così tanto tempo ormai da non pensare di poterla più
modificare.

In passato ha provato a fare qualcosa per risolvere il problema, ha frequentato dei corsi e
ha letto diversi libri di crescita personale.

Purtroppo però è stato tutto inutile, le cose non sono cambiate, niente che gli abbia dato
la possibilità di uscire prima dall’ufficio o di vivere il lavoro in modo più sereno.

Gigi è il mio cliente tipo.


È una persona in gamba e capace, si dà da fare e tiene al suo lavoro, ma si rende conto che
non può andare avanti così ancora a lungo.
Sta trascurando la famiglia, vede poco la moglie e si sta perdendo i migliori anni di suo
figlio, se continua così se lo ritrova che va all’università senza che neanche se ne accorga.
I risultati sul lavoro sono buoni ma non abbastanza da giustificare la quantità di ore spese
in ufficio, senza considerare che spesso si porta il lavoro anche a casa.
La salute lo preoccupa, è sempre più stressato, stanco e nervoso, così non va bene, bisogna
fare qualcosa!
Già, ma cosa?
In passato ha già provato a risolvere il problema ma non c’è riuscito, i risultati sono stati
deludenti.
Gigi è il mio cliente tipo, Gigi ero Io!
Senza voler tornare su un argomento che ho già affrontato1, le vecchie scuole di “Time
Management” funzionano poco e solo per una ristretta tipologia di persone, perché
affrontano il problema esclusivamente dal punto di vista tecnico/amministrativo.
Gran parte di quello che insegnano sarebbero anche concetti corretti per carità, ma
affrontano il problema in maniera parziale e senza tenere in considerazione aspetti
fondamentali del nostro essere UOMINI (e DONNE naturalmente).

1 All’argomento ho dedicato l’intero capitolo 8 del mio libro: “La tua mappa per il relax lavorativo”
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Queste teorie parlano di come diventare più produttivi ed efficienti, fornendoti delle
tecniche da seguire.
Le tecniche sono corrette, ma da sole non bastano.
È come se tu volessi completare un puzzle ma ti mancasse il 90% dei pezzi, capisci che non
è proprio possibile in questo modo?
Ho grande ammirazione per Stephen Covey, David Allen e tutti quelli che hanno scritto la
storia del “Time Management”, ma loro sono persone eccezionali che a 30 anni avevano già
creato degli imperi, non sanno veramente cosa passa per la testa di uno che lavora sempre
di corsa o si riduce all’ultimo.
Io invece ho vissuto sulla mia pelle tutti i problemi di cui ti parlo ed è per questo che sono
più di 15 anni che studio con impegno la gestione del tempo in tutte le sue diverse forme.
Non mi vergogno dire che ho trovato il bandolo della matassa solo negli ultimi tre anni.
Il fatto è che la “gestione del tempo” è un problema molto complesso e, come tale, ha
bisogno di soluzioni un po’ più articolate di una qualche tecnica per delegare o per non
procrastinare.
Se sono mesi, o addirittura anni, che esci alle sette di sera o peggio, non puoi pensare di
applicare una ricetta magica e, come per miracolo, inizi ad uscire alle sei.
D’altronde scusa, sei forse stupido che finora non sei riuscito da solo a trovare una
soluzione ad un problema tanto semplice?
Ovviamente no. Il problema non è tanto conoscere qualche tecnica per fare le cose più
velocemente, per identificare le priorità, per essere in grado di delegare, di non
procrastinare etc.
Il problema, come vedremo più avanti, è quello di avere una strategia, conoscere le
tecniche e rinforzare costantemente l’Arsenale a tua disposizione.
Ora che ti ho fatto vedere subito la parte brutta del mostro, eccoti due buone novelle.
La prima è che ce la puoi fare senza sputare sangue, sudore e fatica.
Puoi iniziare fin da subito a lavorare almeno una mezz’ora in meno al giorno.
Ricordi quello che mi ha detto Jay?
Rendigli facile iniziare ad ottenere risultati.
Una delle prime cose che insegno ai miei studenti è di uscire dal paradigma che il
cambiamento sarà doloroso e ti porterà della sofferenza.
Certo, ti metterà scomodo e dovrai fare delle cose diverse rispetto a quelle che hai fatto
finora.
Ma un vero cambiamento, perché sia realmente sostenibile nel tempo, deve essere vissuto
con gioia e serenità, altrimenti non funzionerà o funzionerà solo per un breve periodo.
La seconda buona novella è che finora stavi perdendo la Guerra, ma adesso sono arrivati
gli Alleati con i rifornimenti e puoi risollevare gradualmente le sorti del conflitto, fino al
raggiungimento della vittoria finale.

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Finora i cattivi hanno avuto la meglio perché eri da solo (o mal accompagnato), ma con
l’arrivo della Cavalleria la musica cambia, ora sarai dotato di:
1) Una Strategia per vincere la guerra.
2) Le Tattiche per combattere le battaglie più importanti.
3) Un Arsenale degno di una superpotenza.

All’attaccoooo!!!
La Strategia per vincere la guerra
Immagina di doverti spostare da A fino a B e di avere un bagaglio molto ma molto pesante.
Cosa fai?
Mi auguro che apri il bagaglio per vedere se c’è tutto quello che ti serve e lasciare tutto
quello che invece non ti serve.
Se devi attraversare il deserto, portare degli scarponi da sci, probabilmente non sarà una
buona idea.
E se devi scalare una montagna di 8000 metri, magari le infradito non sono le calzature
più adatte.
Per quanto questi esempi possano sembrarti esagerati, questa è la situazione a cui assisto
tutti i giorni quando faccio la prima analisi con miei nuovi studenti.
Le persone passano moltissimo tempo nei quadranti del Babbazzo e dello Sbalones2,
sottraendolo al quadrante del pompiere e del coltivatore.
Questo lo so con certezza perché chi inizia a studiare con me, come prima cosa, deve
mandarmi le risposte ad un questionario e ricevere il mio feedback personalizzato.
L’obiettivo è di aiutare la persona a identificare con precisione:
1. Dove si trova, qual è il suo punto di partenza!

2. Dove vuole arrivare, qual è la destinazione che vuole raggiungere!

Già che ci sei, perché non rispondi anche tu ad alcune delle domande del questionario?
Quali sono le competenze manageriali3 che pensi di avere?
Quali sono le difficoltà che stai affrontando nel tuo lavoro?
Quali pesi ti stai trascinando che vuoi assolutamente mollare?
Quali sono le tue aspettative in relazione al corso?
Quali obiettivi ti aspetti di raggiungere?
Quali sono i problemi che vuoi risolvere fin da subito?
Quante ore vuoi lavorare a settimana?
Esiste una relazione danneggiata che senti il bisogno di riparare?

2Vedi a fine report l’Appendice 1


3Uno dei problemi è che le persone tendono a pensare di avere delle competenze che in realtà non
posseggono veramente
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Questo è un passaggio obbligato, perché non puoi definire con precisione la Strategia se
non hai CHIARITO fin da subito dove ti trovi, dove vuoi arrivare, e cosa ti ha impedito fino
a questo momento di arrivarci.
L’idea chiave di questa Fase è FARE CHIAREZZA!
Credo che questo sia un concetto che ti puoi portare a casa a prescindere dal fatto che
diventerai o meno un mio studente.
CHIAREZZA su qual è la tua situazione attuale, su cosa sai fare bene e cosa meno, su quali
sono le difficoltà che stai attraversando, le zavorre che ti porti, le abitudini che ti
ostacolano, le relazioni che non funzionano.
CHIAREZZA su quali sono i tuoi obiettivi, cosa desideri dal tuo lavoro, cosa desideri dalla
tua vita più in generale.
CHIAREZZA su cosa finora ti ha impedito di raggiungere i tuoi obiettivi, su quali sono gli
ostacoli che hai bisogno di superare.
Una volta che hai FATTO CHIAREZZA, il passo successivo è capire dove andare a
racimolare il tempo necessario per continuare con profitto il percorso di studi.
Infatti, qual è il problema principale che ha il mio studente tipo?
Che lavora tanto, a volte tantissimo, ed è quindi molto impegnato.
Questo nella sua testa lo porta a dover superare la paura che aggiungere un’ulteriore
attività gli creerà dei problemi, non sarà fattibile!
“Ho già troppe cose da fare non posso permettermi di aggiungere altra carne al fuoco”.
Ora, per quanto possa dare fastidio sentirselo dire, il problema vero non è che hai troppe
cose da fare, quello è l’alibi che ti dai per resistere al cambiamento e rimanere comodo
nelle tue abitudini, anche quando è ormai è evidente che ti stanno danneggiando.
Non devi aggiungere un’altra attività, devi semplicemente sostituire quelle attività
che non ti servono con delle altre che invece sono più funzionali ed efficaci.
Il problema vero infatti è che stai lavorando male!
 Fai delle cose che non dovresti.
 Fai delle cose che non dovresti fare tu.
 Ti tocca ripetere più volte la stessa attività perché l’hai fatta male la prima volta, hai
commesso degli errori che ti costringono a rifarla.
 Sei troppo lento nello svolgere alcune attività.
 Non sai dare le priorità.
 Continui a subire delle interruzioni.
 …
Ti riconosci in qualcuna di queste?
Potrei andare avanti ancora a lungo con gli esempi ma il concetto che voglio farti passare è
che, quando esegui un’analisi accurata di dove va a finire il tuo tempo, ti renderai conto di
quanto tempo sprechi e che, eliminando anche una sola attività INUTILE avrai ricavato il
tempo che ti servirà per fare quello che vuoi.

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Iniziare a recuperare un po’ del tempo sprecato infatti creerà un CIRCOLO VIRTUOSO4,

Ridurre o
Eliminare Q3 &
Q4

Più tempo da
Produttività dedicare ad
Aumenta attività
importanti

Diminuisce lo Q1 si svuota
Stress negativo per attività
e aumenta il diretta e
positivo indiretta

avrai più tempo da dedicare alle attività importanti (in questo caso specifico lo studio), le
attività urgenti inizieranno a calare per via del fatto che non ti riduci all’ultimo momento,
vivi meno stressato e questo aumenta la tua produttività e la fiducia di potercela fare.
Una volta creato il tempo che ti serve per studiare puoi passare alla Fase successiva:
trovare dei modi più veloci per fare le cose.
In questa fase ti insegno ad usare le Mappe Manageriali, una evoluzione delle mappe
mentali inventate da Tony Buzan5 per l’apprendimento e che io ho aggiornato e riadattato
in maniera specifica al mondo del lavoro.
Il problema si può risolvere, ma ci vuole una strategia precisa.

4 Vedi Appendice 1 di questo report e il capitolo 11 del mio libro: “La tua mappa per il relax lavorativo”
5 Vedi Appendice 2 se vuoi iniziare ad usare le Mappe Mentali
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Le Tattiche per vincere le Battaglie
Solo una volta definita la strategia, puoi iniziare a combattere le tue battaglie.
Ognuno naturalmente ha le sue di battaglie da affrontare e vincere all’inizio.
I sintomi del problema infatti sono uguali per tutti, uscire tardi dall’ufficio, stress da
lavoro, relazioni danneggiate etc..
Ma cosa crea il problema dal punto di vista operativo può cambiare a seconda del tipo di
persona che sei, da quello di cui ti occupi e del contesto in cui ti trovi.
Se sei un imprenditore che non riesce a delegare in maniera efficace, probabilmente dovrai
iniziare a lavorare sul tuo bisogno di CONTROLLO o sulla SFIDUCIA nei confronti dei tuoi
collaboratori.
Se sei un libero professionista che perde un sacco di tempo con clienti che lo pagano in
ritardo, magari sarà meglio iniziare a lavorare sull’identificazione dei clienti tossici.
Se sei un manager con un capo che lavora male e che ti fa perdere un sacco di tempo per i
suoi continui cambiamenti di piani, dovrai lavorare sul fare delle RICHIESTE ed
eventualmente esporre dei RECLAMI PRODUTTIVI.
Se nel tuo team perdete un sacco di tempo in riunioni inutili e incomprensioni, forse
sarebbe utile aprire un canale di COMUNICAZIONE diverso, in cui riusciate a capirvi tra
di voi e a collaborare invece che passare il tempo a scannarvi.
Mi segui?
Le vecchie scuole di Time Management si limitano a darti qualche tattica legata al
procrastinare, il delegare, l’identificazione degli obiettivi, la lista delle cose da fare, ma
ormai dovresti aver capito che è un po’ più complicata di così.
Queste tattiche non funzionano se non sono supportate da una strategia chiara alla base e
se non si tiene in considerazione una cosa che viene troppo spesso trascurata:
siamo esseri umani, non robot!
Noi abbiamo delle emozioni, noi siamo fatti di emozioni!
Le nostre decisioni, i nostri stati d’animo, le nostre relazioni dipendono dalle emozioni che
stiamo vivendo.
L’approccio meccanicistico “clicca X e succede Y” non funziona e non può funzionare se
non parte da questo presupposto.
Per lavorare su cosa ti porta a rimandare delle attività, cosa ti impedisce di fare delle
richieste o di dire dei NO, quali problemi affronti nel delegare, cosa porta problemi nelle
relazioni con collaboratori/soci/fornitori, cosa ti porta a subire costantemente delle
interruzioni…hai bisogno di avere delle tattiche che tengano in considerazione
le tue emozioni.
Il piano operativo per risolvere un problema di questo tipo necessita di una sessione di
coaching dedicata e, per i miei studenti lo faccio durante dei webinar dedicati.
In questo modo lo studente riceve una sessione di coaching personalizzata e anche tutti gli
altri possono imparare dalle esperienze altrui.

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Fai crescere il tuo Arsenale
Il mondo del lavoro sta diventando sempre più frenetico e competitivo.
Per districarti al giorno d’oggi devi essere una specie di decathleta che eccelle in un
numero svariato di discipline.
Anche solo per ricoprire una posizione manageriale di medio livello, devi essere in grado di
gestire progetti, di prendere decisioni efficaci (e di farlo velocemente), di saper raccogliere
e processare le informazioni (distinguendo quelle utili da quelle inutili), di comunicare in
modo efficace (in modo che sia chiaro cosa dici e come lo dici).
E se sei un libero professionista o un imprenditore la complessità si accentua
ulteriormente, perché oltre a quanto visto sopra, si aggiunge tutto quello che serve per
mandare avanti la tua attività, il marketing, le vendite e tutto il resto.
Prima si parlava di emozioni, quello che scoprirai è che la vera differenza non la fanno
tanto le competenze tecniche, quanto quelle che vengono chiamate le Soft Skills.
Le Soft Skills sono quelle competenze "trasversali" che non sono legate ad una specifica
attività ma che toccano molteplici aspetti della vita.

Essere un buon Coach per il tuo team, avere delle doti riconosciute di Leadership, essere in
grado di creare una squadra coesa e motivata, sapersi adattare alle situazioni, sapersi
relazionare gli altri, gestire i conflitti in modo che non degenerino, avere doti organizzative
etc. etc.
È chiaro perché è così difficile essere competitivi nel mondo del lavoro di oggi?
Goleman nel suo Best Seller “Lavorare con Intelligenza Emotiva” cita una ricerca svolta su
181 ruoli diversi secondo la quale il 67% delle capacità ritenute essenziali per una
prestazione efficace è risultata essere di natura emotiva.

Io non so quanto questi studi siano reali o riadattati appositamente per supportare la
propria tesi, ma l’idea ha perfettamente senso secondo me.

Perché se non possiedi un minimo di empatia, farai fatica a connetterti con gli altri.
E con le persone non hai a che fare solo sul lavoro, hai anche una famiglia, degli amici...

Se non sai ascoltare e capisci spesso "fischi per fiaschi", periodicamente ti tocca risolvere i
conflitti dovuti alle incomprensioni, hai presente il classico: "ah ma io avevo capito che...".

Vale lo stesso discorso se non sei in grado di comunicare con chiarezza.


Se ogni volta che dici A, gli altri capiscono Z, allora è un bel casino (piccolo indizio, se passi
molto tempo a lamentarti del fatto che gli altri non capiscono un cazzo, o sei un genio
incompreso oppure sei tu che non riesci a farti capire… mi spiace informarti che di solito è
la seconda)!

Se perdi facilmente le staffe, vivrai delle relazioni difficili.


Ovvio che in questo caso le relazioni difficili mica le avrai solo con i colleghi, ne risentirà
anche la tua relazione con il tuo partner, i tuoi figli, i tuoi amici etc.
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Se non sei affidabile e in grado di organizzarti, i progetti che segui al lavoro non saranno
gli unici ad andare fuori budget, accadrà poi lo stesso anche quando ristrutturi casa o
prendi degli impegni con tuo figlio e che poi non riesci a rispettare.

Mi segui?

Se sul lavoro e nella vita ottieni risultati mediocri o risultati eccellenti, se sei felice o
meno, dipende in gran parte dalle soft skills che hai sviluppato!
Ora però ti invito a riflettere su una cosa, sotto trovi un elenco piuttosto esaustivo delle soft
skills più importanti:

-) Capacità di gestire le emozioni


-) Autostima
-) Autocontrollo
-) Senso di Responsabilità
-) Capacità di affrontare gli imprevisti
-) Motivazione
-) Empatia
-) Capacità di comunicare in modo chiaro e convincente.
-) Saper lavorare in Team
-) Capacità di imparare
"che cosa hanno in comune TUTTE le soft skills?"
Pensaci un attimo…
Ci hai pensato?
Esatto, le Soft Skills dipendono tutte dal tuo cervello, da quanto sei in grado di pensare
nella maniera "giusta".
Se sei una persona responsabile, empatica, che lavora bene in Team, che ha autocontrollo,
che sa affrontare gli imprevisti, che sa gestire le interruzioni, che sa comunicare in maniera
chiara, che rispetta gli impegni etc. etc. dipende tutto da come funziona la tua testolina.
Anche in questo caso c’è una bella notizia.
La nostra società ci insegna a pensare che nasciamo con doti PRESTABILITE e
IMMUTABILI, sulle quali non si può influire o si può farlo in maniera minima.
È portato/negato per la matematica/le lingue/il disegno etc. etc.
È intelligente ma non si applica.
È pigro, è disordinato etc.
Ma a me viene in mente la frase del più grande coach di basket universitario:
"Ad un giocatore di pallacanestro possiamo insegnare qualsiasi cosa, tranne che ad
essere 2 metri!" (John Wooden)

Fortunatamente l’Intelligenza non è come l'altezza.


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Non solo puoi migliorare le tue intelligenze, ma è la cosa sulla quale dovresti
lavorare di più, perché ogni miglioramento ha poi una ricaduta positiva su
tutto il resto.
Se migliori la tua intelligenza emotiva, sarai più consapevole delle tue capacità, delle tue
emozioni, delle cose che ti vengono bene e di quelle sulle quali devi migliorare.
Se migliori la tua intelligenza sociale, sarai in grado di relazionarti meglio con gli altri.
Se migliori la tua intelligenza creativa, sarai in grado di trovare soluzioni anche quando
non sembrano essercene...
Se migliori la tua intelligenza organizzativa riuscire a svolgere tue attività in maniera più
serena e senza ridursi all’ultimo momento.
Naturalmente questo genere di miglioramenti hanno effetti benefici a 360°, su TUTTA la
tua vita.
Non è che ti relazioni meglio con i colleghi sul lavoro ma poi a casa picchi moglie e figli.
Non è che sul lavoro sei un drago a risolvere i problemi ma, una volta tornato a casa, ti
rincoglionisci e non riesci neanche a risolvere la settimana enigmistica per bambini.
Mi segui?
Potenzialmente, ognuno di noi è intelligente.
Solo che l'intelligenza va allenata.
E va allenata nel modo giusto.
Continua ad allenare e migliorare le tue competenze, il tuo arsenale diventerà sempre più
ricco e potente.
TRUE STORY

Cliente: “Eugenio, certo che è un percorso lungo però”

Io: “Si in effetti è un percorso lungo, dura tutta la vita…ma è una strada con il cuore e
secondo me vale la pena percorrerla”

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4. Un passo alla volta si arriva anche in Cina
Ricordi all’inizio cosa mi ha suggerito Jay Abraham?
Rendigli facile iniziare ad ottenere risultati!
Rendigli facile iniziare a lavorare con te!
Ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti e in queste ultime sei settimane ho lavorato per
andare in questa direzione.
Ho riorganizzato non solo tutto il materiale gratuito che trovi sul blog, ma ho aggiunto
ulteriori contenuti che costituiscono la base che i miei studenti devono conoscere.
Naturalmente, devi partire dal presupposto che la soluzione esiste e devi aver superato sia
quel senso di rassegnazione generato dall’aver tentato più volte di risolvere il problema
senza riuscirci, che la sindrome del “culo pigro”.
In sostanza quella tendenza a rimandare il cambiamento con la scusa che questo non è il
momento giusto, che hai troppe cose da fare.
Questo è solo un modo che il cervello ha di ingannarti, di farti credere che ti stai
prendendo carico del problema anche se in realtà non lo stai facendo.
POI è fratello gemello di MAI!
Questo report ha esattamente questo scopo, farti capire che finora se non sei riuscito nel
tuo intento finora non è stata colpa tua, perché prima ti mancavano gli strumenti.
Ma da ora in poi non hai più scuse, se non fai niente per cambiare la tua situazione è solo
ed esclusivamente responsabilità tua.
Pensaci bene perché il tempo non torna indietro, nessuno ti restituirà le occasioni che stai
perdendo!
Voglio che tu non rimanga più vittima di queste trappole, sotto trovi alcuni contenuti base
che ti servono per migliorare fin da subito la tua situazione.
A prescindere che tu decida o meno di iniziare a lavorare con me, partecipando ad uno dei
miei webinar o iscrivendoti al primo mese GRATUITO di prova del mio percorso,
STUDIALI!
Ti saranno utili.
Con amicizia
Eugenio

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5. Appendice 1 – Mi sto comportando da…
Quando si parla di gestione del tempo, la prima confusione da sciogliere è capire dove ti
trovi quando svolgi una determinata attività.
Infatti l’obiettivo è di dedicarsi alle attività importanti, senza farsi fregare dalle “urgenze”.
Per fare questo spendo due parole per chiarire la differenza tra IMPORTANTE e
URGENTE.
Cosa significa “Importante”?
Importante ha a che vedere con quelli che sono i tuoi valori, i tuoi principi, gli obiettivi che
ti sei prefissato e i risultati che vuoi raggiungere!
“Importante” è un concetto soggettivo, del tutto personale: quel che è importante
per te potrebbe non esserlo per me (e viceversa)!
Non solo, quello che è importante per te oggi, non è detto che lo sia anche domani!
Una delle cose fondamentali è prendere coscienza che, mentre è molto semplice re-agire ad
un’urgenza, per fare una cosa importante che non è ancora urgente serve molta ma molta
più pro-attività.
Se ti riduci spesso all’ultimo minuto, adesso sai perché!
Cosa significa “Urgente”?
“Urgente” è un concetto oggettivo che dipende esclusivamente dalla variabile tempo!
È un’attività che richiede attenzione immediata o comunque a brevissima scadenza…è
“ora”, “adesso”!
Se il telefono squilla o rispondi subito oppure non rispondi più.
Le cose “urgenti” di solito sono molto visibili e spesso prendono il sopravvento su tutto il
resto.
Purtroppo spesso diventa facile confondere l’urgenza con l’importanza e si
tende a pensare che un’attività diventi importante solo perché ritenuta
urgente (cadendo quindi nel quadrante dell’Inganno/Babbazzo).
La tendenza è spesso di dare la precedenza alle cose più urgenti in quanto generatrici di
maggiore stress:
• L’urgenza scatena l’adrenalina e quindi la tentazione è di volersene liberare il più in fretta
possibile per ritrovare la pace.
• Di solito sono legate ad una relazione. L’aspetto emozionale (vedi che le emozioni
contano) ci porta ad aver paura di rovinare le relazioni, quindi tendiamo a fare delle cose
che dovremmo invece evitare solo perché abbiamo paura di dire dei NO.
• Viviamo l’illusione di smaltire prima le cose urgenti, per poi avere il tempo da dedicare
alle attività importanti.
• Le consideriamo meno impegnative. Decidiamo di fare la cosa più semplice
giustificandoci col fatto che sia una necessità immediata.

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La cosa fondamentale da sapere però è che, un’attività non diventa automaticamente
importante solo perché è urgente e, se non lo è, va completamente ignorata!
Ricordatelo la prossima volta che stai giocando con tua figlia e suona il telefono, non fare
come il cane di Pavlov, se stai facendo una cosa importante puoi anche evitare di
rispondere in quel momento.
Ma ora che hai visto la differenza tra Importante & Urgente, andiamo a vedere un po’ più
in dettaglio la matrice, quadrante per quadrante.
La Matrice di Covey (o Gestione del Tempo)
Unendo i quattro quadranti si ottiene la Matrice di Covey (o di Eisenhower o di Gestione
del Tempo o come cavolo preferisci chiamarla te).
• I Quadrante = Attività Importanti & Urgenti
• II Quadrante = Attività Importanti & NON Urgenti
• III Quadrante = Attività NON Importanti & Urgenti
• IV Quadrante = Attività NON Importanti & NON Urgenti

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I Quadrante –CRISI o PROBLEMI (Pompiere)
In questo quadrante rientrano tutte quelle attività importanti che richiedono la tua
immediata attenzione, non svolgerle infatti potrebbe portare a conseguenze molto gravi!!!
Solitamente in questo caso si parla di situazioni di crisi o di problemi, in quanto lavorare in
questo quadrante presenta molteplici rischi:
• Fare le cose “di fretta” aumenta la probabilità di commettere degli errori.
• C’è una possibilità molto grande che tu non riesca a rilevare gli errori commessi, creando
quindi dei problemi per il futuro.
• Magari ti accorgi degli errori, ma non hai sufficiente tempo materiale per rimediare (da
qui il discorso del “poco tempo” di cui abbiamo già parlato).
• Un imprevisto qualsiasi può aggravare a tal punto la situazione da renderla non più
recuperabile.
• Last but not least, uno stress troppo alto e troppo prolungato porta inevitabilmente ad un
calo di produttività, innescando un circolo vizioso negativo (che vedremo più avanti).
Sia chiaro che passerai sempre del tempo in questo quadrante.
Anche se tu fossi perfetto ci sarà sempre qualche “urgenza importante”, senza contare che
ci sono tutta una serie di attività quotidiane a cui devi per forza di cose dedicare del tempo
(dormire, lavarsi, vestirsi etc.)!
Il punto è che, tra passare in questo quadrante il 10% del tuo tempo e passarci più del 60%
la qualità della tua vita cambia drasticamente.
L’obiettivo è quello di ridurre al minimo le attività che rientrano in questo quadrante, in
modo da non perdere il controllo della situazione e di trovarsi a lavorare costantemente in
emergenza, con conseguenti situazioni di forte stress.
Quando ti trovi in questo quadrante infatti, stai ricoprendo il ruolo del Pompiere, sempre
di corsa, sempre in ritardo, preso tra 1000 emergenze.
Passi da un’emergenza ad un’altra, sei talmente assuefatto ad andare a mille all’ora che
corri anche quando non ce n’è bisogno.
Essere impegnato è anche fonte di orgoglio e di gratificazione personale, ma alla lunga
sarai sempre più nervoso, perché lo stress ti divora rischi di non capire che a volte, invece
che il pompiere, stai facendo il “babbazzo6”.
In alcuni casi, quando lo stress prende il sopravvento, degenera in comportamenti da
“sbalones”7, eccedendo in sigarette, cibo, sigarette, alcool etc.
Se ti trovi in questa situazione da troppo tempo, ti consiglio di prenderti del tempo per
capire che a fare il pompiere prima o poi arriva l’incendio che ti incenerisce.

6 Vedi più avanti - Quadrante 3


7 Vedi più avanti – Quadrante 4
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II Quadrante – OPPORTUNITA’ O QUALITA’ (Coltivatore)
Qui rientrano tutte quelle attività di cui abbiamo un gran bisogno ma che non svolgiamo
perché non pressati dall’urgenza.
Spesso hanno carattere strategico e di medio/lungo termine come la formazione, la
risoluzione di un problema che ci attanaglia da diverso tempo, le relazioni con le persone...
Lavorare in questo quadrante è la chiave per imparare a gestire te stesso in maniera
efficace, significa aumentare le tue opportunità e prevenire/risolvere i problemi.
Hai notato quanto è difficile mettersi a fare una qualsiasi cosa quando la scadenza è molto
lontana?
La ragione è che, nel secondo quadrante, non c’è nessun tipo di stress, nessuna adrenalina
che ti dà la carica e che ti motiva all’azione.
Per questo motivo, fare le cose importanti quando ancora non sono urgenti, richiede molta
chiarezza di intenti e un atteggiamento proattivo.
È per questo motivo che ho chiamato il quadrante quello della COLTIVATORE.
Perché quando ti trovi qui, stai piantando dei semi che prima o poi daranno dei buoni
frutti.
Il Coltivatore ha capito che “prevenire è meglio che curare” e si regola di conseguenza.
Le difficoltà di vivere come un coltivatore sono essenzialmente due:
1) in questo quadrante non c’è nessuno stress a motivarti, nessuna adrenalina che ti dà una
spinta.
2) I frutti della semina non si vedono subito, ma dopo il passare di un po’ di tempo.
Per ricoprire questo ruolo hai bisogno di aver le idee molto chiare e di essere così
focalizzato sull’obiettivo da riuscire a svolgere le attività importanti anche se non sono
urgenti, anche se non c’è alcuna pressione che ti spinge a farle.
III Quadrante –INGANNO (Babbazzo)
Quando operi in questo quadrante lo fai perché pensi di trovarti nel quadrante I, per
questa ragione ho chiamato il III Quadrante quello dell’Inganno (e del Babbazzo).
È veramente molto facile re-agire ad attività che sono urgenti pensando che siano anche
importanti, penso per esempio al tempo che alcuni sprecano con pessimi clienti, che non
pagano o pagano in ritardo, che lavorano in modo disorganizzato, ti fanno pagare a te il
prezzo delle loro inefficienze.
Quando sei in modalità BABBAZZO, ti hanno messo in mezzo, sei stato fregato.
Stai facendo un’attività che non è importante per te, ma che è importante per qualcun altro
che te la scarica sulla schiena al grido di: “è urgente, è urgente”.
Molto spesso non ti rendi minimamente conto di essere nel III Quadrante, ingannato dalla
pressione esercitata da qualcun altro, sei convinto di essere un Pompiere!
Ho rilevato che questo problema lo hanno soprattutto le donne.

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Sono disponibili, faticano a rifiutare un favore e, senza neanche che se ne accorgano, si
sobbarcano il lavoro di altre due o tre persone, di solito tendenzialmente SBALONES che
non la vedono più bella di così di scaricare tutto il lavoro sulla schiena di qualcun altro.
Se passi molto tempo in questo quadrante ti suggerisco di imparare a dire di NO, in
alternativa puoi anche iniziare ad informarti su come si cura l’esaurimento nervoso.
IV Quadrante– SPRECO (SBALONES)
Qui ci sono tutte le attività che andrebbero completamente ignorate.
Sono tutte quelle attività piacevoli nel breve periodo ma che aggravano ulteriormente il
problema in quanto non ci avvicinano minimamente alla sua soluzione.
Spesso diventano la via di fuga di chi è sommerso da problemi che non vuole affrontare.
Quando sei in modalità SBALONES stai cazzeggiando, stai svolgendo un’attività che non è
né importante né urgente ma che è PIACEVOLE e ti fa evadere momentaneamente da un
forte stress.
Il problema è che questo tipo di attività non solo non ti aiuta ad evadere realmente dal
problema, ma lo accentua ulteriormente.
In questo quadrante infatti rientrano anche tutte quelle attività che proprio bene bene allo
stato psicofisico non fanno: fumare, bere, giocare al giochino stupido su Facebook, fare
websurfing, etc. etc.

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6. Appendice 2 – Divertiti con il Mind Mapping
L’incontro che mi ha cambiato la vita!
Ho conosciuto le Mappe Mentali una decina d’anni fa ad un corso organizzato dalla
Regione Lombardia.
A voler seguire i consigli dei grandi esperti di Marketing, questo è il punto in cui dovrei
parlarti di tutti i dubbi che avevo all’inizio, di come la cosa non mi convincesse del tutto e
di come, piano piano, sia riuscito a capire l’incredibile efficacia di questo strumento…ma,
c’è un “MA” grosso come una casa:
le cose non sono andate così…per me, infatti, è stato AMORE A PRIMA VISTA!
Hai presente quando si accende la scintilla e tutto ti sembra chiaro e semplice?
Quando, dopo aver sbattuto la testa contro il muro per un sacco di tempo, finalmente trovi
la soluzione al tuo problema?
Ecco, è esattamente così che mi sono sentito la prima volta che ho “mappato”!
L’insegnante, dopo averci spiegato brevemente la teoria, ci ha assegnato un esercizio:
“scrivi una mail ad una persona per te importante e parlale di qualcosa che ti sta a
cuore”!
Ora, prima di continuare, devi sapere che all’epoca erano due le cose che, a voler usare un
eufemismo, non mi venivano particolarmente bene:
la prima era disegnare, la seconda…..SCRIVERE!
“Da dove inizio? Questo lo scrivo o non c’entra niente? Come li metto in sequenza? E se
esco fuori tema? Come concludo?… ”
Per qualche strana ragione, le parole che tanto facilmente mi uscivano dalla bocca,
rimanevano imprigioniate nella penna:
ODIAVO SCRIVERE, era un’attività che mi veniva decisamente poco spontanea!
Nella vita esistono momenti che operano un cambiamento profondo nel tuo percorso, la
mia prima mappa mentale è uno di questi ed è stampato indelebile nella mia memoria…se
vuoi immaginarti la scena, è andata più o meno così:
io che annuisco senza sosta, sorrido come un pirla e continuo a ripetermi sottovoce:
“ca…..o, sta roba funziona veramente, sta roba funziona!!!”
Ho capito subito che le Mappe Mentali erano uno strumento eccezionale non solo per la
memoria e l’apprendimento, ma anche per aumentare le prestazioni in ambito lavorativo.
E quindi eccomi qua, primo in Italia ho creato le Mappe Manageriali, un sistema di lavoro
che puoi utilizzare per la gestione di tutte le tue attività (riunioni, progetti, presentazioni,
pianificazione, decisioni, etc…).

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Perché le Mappe funzionano così bene?
La mappa mentale è un modo di rappresentare il pensiero in forma radiante,
utilizzando
 associazioni,
 colori,
 immagini,
 gerarchie,
 enfasi….
A scuola, nella maggior parte dei casi, ci hanno insegnato ad utilizzare il pensiero lineare,
che però è solo una delle lingue che parla la nostra mente!
Se ti dico “Nelson Mandela” cosa succede?
Visualizzi una sua immagine (magari quella in cui indossa la maglia degli Springbooks)?
Lo associ a qualcosa di particolare (tipo i 27 anni passati in carcere)?
Ti suscita un’emozione o canticchi una canzone (ohoh, Mandela day, ohoh, Mandela’s
free…)?
…ci sono infinite possibilità, quello di cui sono abbastanza sicuro è che nella tua mente non
compare la scritta “Nelson Mandela” stampata in Arial 14!!!
La ragione per cui le Mappe Mentali funzionano così bene è che parlano tutte le
lingue del cervello e ti aiutano ad usare entrambi gli emisferi insieme, e NON solo
quello per cui sei più predisposto!
Prima di conoscere le Mappe Mentali ero fermamente convinto di non essere un
CREATIVO, una di quelle persone che hanno facilità a generare idee, trovare soluzioni,
vedere le cose da diversi punti di vista.
Per carità, ero bravo (o meglio pensavo di esserlo) quando si trattava di organizzare
qualcosa oppure di eseguire il compitino, ma tutto si fermava li…
”D’altronde a chi serve essere creativo quando fai le cose per bene?” … “la creatività è un
po’ troppo sopravvalutata”, questo è quello che pensavo (..disse la volpe all’uva!!!)
Mi sbagliavo di grosso e sono fortunato ad essermi reso conto dell’enorme
errore di valutazione che stavo compiendo!
A scuola questa mia inettitudine mi aveva creato qualche problema…detestavo disegnare e
anche scrivere mi piaceva poco…i temi di italiano erano una gran rottura di palle!!!
Quando poi ho iniziato a lavorare e sono stato coinvolto in qualche “brainstorming” o
attività creativa il disagio è addirittura aumentato…passare ore e ore a fare una cosa che
non sei capace di fare, te l’immagini la tortura?
L’incubo è finito quando ho iniziato a mappare, qualcosa dentro di me è cambiato e
ho trovato la chiave di una porta che fino ad allora non sapevo neanche esistesse.
Ho capito che:

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 la creatività è SOTTOvalutata, essere in grado di generare idee e trovare
soluzioni alternative è una delle chiavi fondamentali per avere successo e vivere
felici
 CREATIVI si può diventare, basta usare il cervello nella maniera “giusta” (lo stesso
discorso è valido per quelli che ritengono di essere creativi ma disorganizzatissimi)!
 usando la mia testa nella maniera corretta non solo ero diventato più creativo, ma
anche la mia capacità ORGANIZZATIVA era migliorata in maniera esponenziale
Più ORGANIZZATO & più CREATIVO, non è fantastico?
Da allora non ho più smesso di mappare; ho iniziato con i software, poi ho seguito il
suggerimento del buon Tony Buzan e ho iniziato anche a disegnarle.
Non importa se pensi di essere più un “creativo” o un “organizzato”, puoi migliorare in
entrambi i campi e, imparando ad usare entrambi gli emisferi INSIEME, aumenti
esponenzialmente la tua creatività E la tua organizzazione, e questo per te
significa fare le cose:
1. in meno tempo
2. meglio di prima
3. con meno fatica
4. divertendoti di più
“Regole Base” del Mind Mapping
Le “regole base” del Mind Mapping sono piuttosto semplici e hai bisogno soltanto di:
• Foglio bianco (niente righe), più è grande meglio è (anche se all’inizio va bene anche il
classico A4)
• Pennarelli o matite colorate (alla peggio va bene anche una penna multicolore)
Scegli un argomento, può essere qualcosa che ti sta particolarmente a cuore ma anche
qualcosa di futile, l’importante è che inizi a mappare!
La sequenza da seguire è questa:
1. Prendi un foglio bianco e mettilo in orizzontale (in verticale da un senso di chiusura e
limita la parte creativa)
2. Inizia dal centro disegnando un'immagine che rappresenta l'argomento principale, se ti
aiuta scrivi la parola chiave legata al tema. Cerca di usare almeno 3 colori, stimolano la
creatività e aumentano l'impatto di ogni elemento
3. Inserisci i rami principali sfruttando le prime associazioni che ti vengono in mente. Usa
linee curve e colorate (meno noiose di quelle dritte e monocolore)
4. La lunghezza della linea deve coincidere con quella della parola o dell’immagine di
riferimento
5. Limitati a scrivere una parola chiave per linea e fai in modo che sia facilmente leggibile
(preferibilmente in stampatello)

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6. Lo spessore delle linee e la dimensione delle parole diminuisce con l’allontanarsi dal
centro
7. Sviluppa i concetti chiave con le nuove associazioni
8. Usa immagini e icone, catturano l’attenzione e stimolano la creatività
9. Crea codici e simboli particolari in modo da personalizzare il più possibile la mappa.

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Buona Lettura e….divertiti 
Eugenio

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