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Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970)

Cronologia 1956 Torino. Per iniziativa di Nicola Abbagnano, che ne cura an-
Gli eventi di uno stesso anno sono in ordine alfabetico per città, il che la traduzione con sua moglie Marion Taylor Abbagnano, di origi-
che potrà provocare qualche sfasatura nella cronologia. Per le città ne statunitense, viene pubblicato Caso, amore e logica, prima antolo-
con più eventi nello stesso anno, sono collocati per primi quelli lega- gia italiana di Charles Sanders Peirce, uno dei due padri della semio-
ti a riviste, opere collettive o incontri di studio, poi quelli riguardanti tica (l’altro essendo Ferdinand de Saussure). L’edizione originale,
gli autori di opere individuali: il tutto sempre in ordine alfabetico, Chance, Love, and Logic: Philosophical Essays, era uscita a New York
nel primo caso per titolo e nel secondo per cognome. nel 1923 presso Barnes & Noble, con una introduzione di Morris R.
Cohen e un saggio di John Dewey ripresi anche nell’edizione italia-
na, stampata dalla casa editrice Taylor che era diretta dalla signora
Abbagnano.
1930 Torino. Leone Ginzburg pubblica in maggio, sulla rivista
mensile «La Cultura», l’articolo Formalisti e marxisti. 1958-59 Milano. Umberto Eco, che collabora con il musicista Lu-
ciano Berio alla sede Rai di Milano (firmeranno insieme l’«esperimen-
1932 Firenze. Il 17 novembre Tommaso Landolfi si laurea in let- to sonoro» Omaggio a Joyce), legge svogliatamente – su una copia pre-
teratura russa con una tesi su Anna Achmatova, relatore lo slavista statagli proprio da Berio – il Cours de linguistique générale di Ferdinand
Ettore Lo Gatto. de Saussure, senza trarne per il momento una grande impressione.
1933 Firenze. Bruno Migliorini traduce per «La Cultura» (XII, lu- 1959 Torino. Nynfa Bosco, La filosofia pragmatica di Ch. S. Peirce.
glio-settembre, n. 3) l’articolo di Roman Jakobson La scuola lingui- Pubblicata dalle Edizioni di Filosofia, è la prima monografia dedica-
stica di Praga. ta a Peirce.
1947 Domodossola. Gianfranco Contini, Implicazioni leopardiane, 1960 Bologna. Paolo Valesio, Strutturalismo e critica letteraria, in «il
in «Letteratura», IX (marzo-aprile), n. 33; il testo è datato «Domo- verri», IV (giugno), n. 3. Quando pubblicò questo saggio sulla rivi-
dossola, 11-14 aprile 1947». Saggio in forma di lettera a Giuseppe De sta milanese diretta da Luciano Anceschi, il ventunenne Valesio stu-
Robertis; Contini sostiene che le varianti di Leopardi indagate da diava presso la facoltà di lettere dell’Università di Bologna; e in ef-
De Robertis non sono di gusto bensì di sistema. De Robertis rispon- fetti il testo era un paper universitario redatto l’anno precedente. Più
derà nel fascicolo successivo con un Biglietto per Gianfranco Contini. tardi «il verri» affiderà a Valesio la rubrica di linguistica.
1949 Milano. Traduzione italiana di Charles Morris, Segni, linguag- 1960 Genova. Piero Raffa, Struttura e semantica, in «Nuova Cor-
gio e comportamento (Signs, Language and Behavior, Prentice-Hall, New rente», n. 19 (luglio-settembre).
York 1946); il volume appare presso Longanesi, a firmare la versio-
ne è lo specialista di cibernetica Silvio Ceccato. Nel 1954 l’editore to- 1960 Milano. Presso l’editore Lerici esce la prima opera di Roland
rinese Paravia tradurrà, di Morris, i Lineamenti di una teoria dei segni, Barthes tradotta in italiano, Il grado zero della scrittura (Le Degré zéro de
a cura di Ferruccio Rossi-Landi (Foundation of the Theory of Signs, l’écriture, Seuil, Paris 1953; la versione italiana è di Giuseppe Barto-
University of Chicago Press, Chicago 1938). lucci), cui farà seguito nel 1962, sempre da Lerici, Miti d’oggi (Mytholo-
gies, Seuil, Paris 1957, trad. it. di Lidia Lonzi). È ancora un Barthes
1949 Napoli. Benedetto Croce stronca («Quaderni della Critica», prestrutturalista – ma semiologo ante litteram, dato il grande rilievo
V, novembre, n. 15) Le radici storiche dei racconti di fate di Vladimir offerto alla questione del segno.
Ja. Propp, contestandone sia il fondamento ideologico marxista sia i
residui d’impostazione formalista (pur senza ricorrere a questa quali- 1960 Milano. Traduzione presso il Saggiatore di Tristi tropici di
ficazione tecnica). A Propp toccano, in Italia, svariate recensioni che Lévi-Strauss (Tristes Tropiques, Plon, Paris 1955; la versione italiana
gli rimproverano la sua ortodossia stalinista, laddove nell’Unione So- è della psicoanalista Bianca Garufi, la Leucò degli omonimi Dialoghi
vietica era stato invece attaccato come ex formalista “filo-occidenta- di Cesare Pavese). Anche se Lévi-Strauss ha già alle spalle da più die-
le”. L’articolo di Croce è oggi raccolto in Terze pagine sparse, Later- ci anni svariati tentativi di elaborare un’antropologia strutturale, va-
za, Bari 1955. le lo stesso discorso appena svolto per Barthes: Tristi tropici non è
un’analisi modellizzante bensì un resoconto etnografico.
1949 Torino. L’editore Einaudi pubblica Le radici storiche dei rac-
conti di fate di Vladimir Ja. Propp, apparso tre anni prima presso l’Edi- 1960 Torino. Nella primavera, D’Arco Silvio Avalle tiene un se-
zione dell’Università Statale di Leningrado dell’ordine di Lenin. La minario su Gli orecchini di Eugenio Montale, primo saggio italiano
prefazione è del folklorista Giuseppe Cocchiara, la traduzione di Cla- di analisi strutturale applicata a un testo poetico. L’esercizio interpre-
ra Coïsson. Il volume è il settimo della «Collezione di studi religio- tativo di Avalle confluirà nel volume «Gli orecchini» di Montale (il
si, etnologici e psicologici» diretta da Ernesto de Martino e Cesare Saggiatore, Milano 1965) voluto da Giacomo Debenedetti nella sua
Pavese: la celeberrima «collana viola». A suggerire la pubblicazione «Biblioteca delle Silerchie». Nato nel 1920 e formatosi a Ginevra do-
era stato lo storico Franco Venturi. ve fu allievo di Albert Séchehaye, co-editore del Cours de linguistique
générale, Avalle aveva letto Saussure fin da ragazzo, nel 1939; nove-
1950 Firenze. «Strutturale» entra per la prima volta fra i lemmi di centista sul principio della sua carriera, a partire dai primi anni cin-
un dizionario italiano, con la seguente definizione: «Della struttura, quanta brillantissimo filologo romanzo, nel 1971 diverrà titolare del-
che concerne la struttura. Der. strutturalismo (= linguistica struttu- la prima cattedra di semiologia istituita in Italia, a Torino.
rale)». Il merito spetta al linguista fiorentino Bruno Migliorini, il qua-
le include il termine nell’Appendice di ottomila voci che completa la 1962 Milano. Umberto Eco pubblica Opera aperta presso Bompia-
nona edizione del Dizionario moderno di Alfredo Panzini, pubblica- ni; ancora una volta, un testo che Eco in persona definisce «pre-se-
to per la prima volta nel 1905. Il volume esce da Hoepli, Milano, a miotico». Il volume esce in giugno sollevando discussioni vivacissi-
cura di Migliorini e del suo collega Alfredo Schiaffini. me, pro e contro le sue tesi estetiche, i suoi accostamenti fra cultura

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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alta e bassa, e – soprattutto – il suo stesso titolo. Prenderanno la pa- aporie dello strutturalismo e il marxismo: anche allo strutturalismo, ar-
rola, fra gli altri, Eugenio Montale ed Eugenio Battisti, Elio Paglia- gomenta Luperini, è sottesa un’ideologia che lo costringe a formula-
rani e Lamberto Pignotti, Angelo Guglielmi e Renato Barilli, Emilio re giudizi di valore sulla realtà, tanto più insidiosi quanto più impli-
Garroni e Bruno Zevi, Walter Pedullà e Carlo Levi. François Wahl, citi, tanto più normativi quanto più si pretendono avalutativi. Lo
traduttore dell’edizione francese, farà notare poco più tardi a Eco la strutturalismo, insomma, non è oggettivo. Con queste premesse, Lu-
contiguità delle sue ricerche con quelle degli strutturalisti francesi, perini riafferma il «punto di vista marxista, la sua oggettiva garan-
che egli continua a non conoscere. Intorno al 1963 leggerà infine La zia, e la stessa possibilità di fare non solo (come lo strutturalismo e
Pensée sauvage di Claude Lévi-Strauss, i saggi linguistici di Roman le altre attuali ideologie neocapitalistiche) un discorso constatativo,
Jakobson, e il manuale di Victor Erlich sul formalismo russo: tre li- ma alternativo». Avverso allo strutturalismo era stato anche un mae-
bri non ancora tradotti in italiano, «tre shock» per sua stessa am- stro dell’estetica marxista, pur non organico all’egemonia della linea
missione. Anche il successivo libro di Eco, Apocalittici e integrati. Co- De Sanctis - Croce - Gramsci, come Galvano Della Volpe (Critica del
municazioni di massa e teorie della cultura di massa, apparso nuovamen- gusto, Feltrinelli, Milano 1960). Più conciliante lo slavista Vittorio
te da Bompiani nel ’64, rimane un’opera pre-semiotica. Eco non ha Strada (Stile, struttura, storia, in «sigma», n. 9, marzo 1966). Decisa-
fatto in tempo a trasfondere nelle sue analisi – presto celeberrime – mente interlocutoria, infine, la posizione di Franco Fortini, quale ri-
di Superman e di Salgari e della tivù, di Charlie Brown e di James sulta dalla sua recensione a Cesare Segre, I segni e la critica. Fra strut-
Bond e della fantascienza americana, il nutrimento (e la strumenta- turalismo e semiologia (Einaudi, Torino 1969: la si legge in «Uomini
zione critica, e il glossario tecnico) che ha ricavato dalle sue recen- e libri», VI, dicembre 1970, n. 31, e sarà ripresa col titolo Critica let-
tissime letture di linguistica strutturale e di semiologia. teraria e scienza della letteratura, in Saggi italiani, De Donato, Bari
1974). Con un misto di curiosità, diffidenza, piacere intellettuale e
1963 Firenze. Aldo Rossi, Storicismo e strutturalismo, in «Parago- timore reverenziale, Fortini accoglie i risultati dello strutturalismo
ne. Letteratura», XIV (ottobre), n. 166. Nel dicembre 1964, sempre linguistico, ma non vorrebbe rinunciare a impugnarli come strumen-
su «Paragone. Letteratura» (XV, n. 180), apparirà Strutturalismo e ti dell’antagonismo politico che gli sta a cuore: «il critico letterario
analisi letteraria. Fra i primi a interessarsi delle metodologie struttu- non potrà non servirsi dei contributi della filologia e di una possibi-
rali, il 29 marzo 1963 Rossi aveva però recensito assai negativamen- le scienza letteraria (oggi, della linguistica, della semiologia, delle in-
te Opera aperta di Eco su «Paese Sera». Nel settembre 1966 parteci- dagini strutturali), ma a patto di servirsene nel loro volgare, non nel
perà come rappresentante della critica italiana ai Colloqui di Cerisy- loro latino; di impadronirsene, ove sappia e possa, con l’ostinazione
la-Salle, in Normandia, diretti da Georges Poulet e dedicati a Les dello specialista ma per usarne solo per quanto di sapere comune, o
Chemins actuels de la critique. più comune, contengano, comportino o anticipino».
1963 Milano. Il filosofo Enzo Paci analizza il termine «struttura» 1964 Roma. Emilio Garroni, La crisi semantica delle arti, Officina.
nella rivista «aut aut» (XIII, gennaio, n. 73). È il primo approdo del- Garroni è un’importante figura di raccordo tra la disciplina dell’este-
lo strutturalismo su questa rivista, fondata e diretta dallo stesso Paci, tica e il campo semiologico. Un anno più tardi, la lettura di questo
che negli anni sessanta tentava di coniugare fenomenologia e marxi- suo primo libro si rivelerà feconda per Italo Calvino, allora impegnato
smo. L’articolo compare nella rubrica «Il senso delle parole», che Pa- a scrivere Le Cosmicomiche.
ci redigeva personalmente.
1964 Roma. Pier Paolo Pasolini, Nuove questioni linguistiche, in «Ri-
1963 Milano. Su suggerimento di Giacomo Debenedetti, Cesare nascita», XXI (26 dicembre), n. 51. L’articolo – dal quale ha origi-
Segre cura e introduce per il Saggiatore Linguistica generale e lingui- ne una «nuova questione della lingua» che si protrarrà per oltre un
stica francese di Charles Bally (Linguistique générale et linguistique anno su molti quotidiani, settimanali, riviste accademiche e di cul-
française, Leroux, Paris 1932, trad. it. di Giovanni Caravaggi), gettan- tura generale, e su cui interverranno decine di scrittori e studiosi – è
do un ponte fra la critica stilistica (in Italia, rappresentata soprattutto il testo di una conferenza tenuta la prima volta a Torino il 27 novem-
da Domenico Petrini, Alfredo Schiaffini, Giuseppe De Robertis, Gia- bre per l’Associazione Culturale Italiana e replicate nei giorni succes-
como Devoto, Benvenuto Terracini, Gianfranco Contini; con la for- sivi a Milano, Roma e Napoli. Confluirà nella raccolta Empirismo ere-
te influenza di romanisti come Karl Vossler e Leo Spitzer) e la nascen- tico (Garzanti, Milano 1972) dove occupa la posizione di apertura.
te critica strutturalista. Filologo romanzo, allievo di Santorre Debe-
nedetti e di Benvenuto Terracini, Segre ricorda di aver letto già al- 1965 Bologna. Gianni Celati, Salvazione e silenzio dei significati, in
l’università, su indicazione di Terracini (che aveva recensito fin dal «Marcatré», n. 14-15 (maggio-giugno). Celati esordisce simultanea-
1919, sul n. 25 del «Bollettino di filologia classica», il Cours di Saus- mente come narratore e come saggista: nella rivista diretta da Euge-
sure), autori fondamentali per la linguistica strutturalista come ap- nio Battisti precedono Salvazione alcune pagine tratte dal «pararo-
punto Saussure e Trubeckoj. Sempre nel 1963, sempre a Milano, Se- manzo» al quale sta lavorando; il titolo è, infatti, Studi per «Gli an-
gre pubblicava da Feltrinelli una raccolta di saggi d’impostazione pre- negati della baia blu».
strutturalista: Lingua, stile e società. 1965 Bologna. André Martinet, La considerazione funzionale del lin-
1964 Roma. Ignazio Ambrogio pubblica Il metodo formale nella teo- guaggio, il Mulino (A Functional View of Language, Clarendon Press,
ria della letteratura nel fascicolo di maggio de «Il Contemporaneo», Oxford 1962, trad. it. di Giovanna Madonia).
supplemento mensile del settimanale «Rinascita», legato al Pci; il sag- 1965 Bologna. Luigi Rosiello pubblica Struttura, uso e funzioni del-
gio confluirà più tardi nel suo volume Formalismo e avanguardia in la lingua (Vallecchi, Firenze).
Russia, Editori Riuniti, Roma 1968. Variegato, in generale, l’atteg-
giamento della critica marxista. Nel 1968 Romano Luperini, giova- 1965 Milano, La rivista «aut aut» dedica l’intero numero 88 (lu-
ne studioso vicino alle posizioni della sinistra extraparlamentare, pub- glio) a Claude Lévi-Strauss. Il fascicolo comprende il testo della le-
blica sul n. 7 della rivista «Problemi» (gennaio-febbraio) l’articolo Le zione inaugurale pronunciata da Lévi-Strauss al Collège de France il

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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5 gennaio 1960, quando gli venne affidata la cattedra di antropolo- Le parole sotto le parole. Gli anagrammi di Ferdinand de Saussure, appar-
gia sociale. Intitolata Anthropologie et Histoire, la lezione sarà tradot- so in versione originale sul «Mercure de France» di febbraio 1964. Di-
ta col titolo Elogio dell’antropologia e inclusa nel volume Razza e sto- retta dal critico d’arte Roberto Tassi, nel ’65 la rivista aveva fra i suoi
ria e altri studi di antropologia (Einaudi, Torino 1967). Un anno pri- redattori un giovane Mario Lavagetto. Su «Palatina» Pier Paolo Paso-
ma del fascicolo di «aut aut», nel ’64, si erano rese disponibili in ita- lini pubblicava nel 1959 (III, aprile-giugno, n. 10) una Nota su Spitzer.
liano altre due opere di Lévi-Strauss: Il pensiero selvaggio presso il Sag-
giatore (La Pensée sauvage, Plon, Paris 1962, trad. it. di Paolo Caru- 1965 Roma. «Il Contemporaneo» risponde nel fascicolo di gennaio
so), e Il totemismo oggi da Feltrinelli (Le Totémisme aujourd’hui, Puf, alle Nuove questioni linguistiche di Pasolini, apparse il 26 dicembre
Paris 1962, trad. it. di Danilo Montaldi). 1964 in «Rinascita», con l’editoriale – anonimo, ma di Michele Ra-
go – Lingua e società. Nello stesso fascicolo intervengono quattro scrit-
1965 Milano. Per il Catalogo generale 1958-1965 della casa editri- tori; nell’ordine: Italo Calvino (L’italiano, una lingua fra le altre lin-
ce il Saggiatore, Cesare Segre cura l’inchiesta Strutturalismo e critica, gue), Vittorio Sereni (Un’esperienza poetica), Elio Vittorini (È il la-
il cui tema è stato suggerito da Giacomo Debenedetti. Intervengo- voro che giudica il mondo), Franco Fortini (Scritto e parlato), mentre
no, fra gli altri, D’Arco Silvio Avalle, Giulio Carlo Argan, Maria Cor- Vittorio Spinazzola affronta il tema Lingua e film: dal romanesco al
ti, Enzo Paci, Luigi Rosiello, Jean Starobinski, Vittorio Strada, Ma- neoitaliano, e Tiziano Rossi offre Dati statistici sull’unità della lingua.
rio Bortolotto, Hugo Friedrich, Roland Barthes, Claude Lévi-Strauss. «Il Contemporaneo» esce a fine gennaio: pochi giorni più tardi «Ri-
In ottobre (il volume del Saggiatore è stampato in agosto) sarà distri- nascita» (XXII, 6 febbraio, n. 6) entrerà a sua volta nella discussione
buito in libreria Feltrinelli 1955-1965. Guida alla lettura e catalogo ge- con Linguistica e sociologia di Mario Spinella. Luigi Rosiello, che inter-
nerale delle edizioni Feltrinelli, che include il saggio di Maria Corti La viene nella medesima sede su Il processo di unificazione, sarà il solo,
nostra lingua: come funziona. fra quanti prendono la parola nelle due riviste, a servirsi di strumen-
ti linguistico-strutturali. Il dibattito su «Rinascita» proseguirà a lun-
1965 Milano. Umberto Eco pubblica il saggio Le strutture narrative go; da menzionare, il 17 aprile, un intervento di Lamberto Pignotti
in Fleming in un volume collettaneo dedicato a Il caso Bond, di cui ha sul tema Un centro-sinistra culturale con l’esclusione dell’avanguardia?
promosso la pubblicazione da Bompiani firmandone la curatela con
Oreste Del Buono. 1965 Roma. Il settimanale «La fiera letteraria» lancia l’inchiesta
Come parleremo domani? Articolata in quattro domande, si sviluppa
1965 Milano. Sul primo numero della rivista «Il Corpo», datato nei fascicoli del 21 febbraio e del 7 e 28 marzo. Interpellati – fra i
marzo, appare la traduzione dell’ormai celeberrimo articolo firmato tecnici – Avalle, Migliorini, Rosiello, Segre, Terracini, Isella, Corti.
a quattro mani da Roman Jakobson e Claude Lévi-Strauss e dedica- Edoardo Sanguineti svolge un discorso sociopolitico, terminando con
to all’analisi di «Les chats» de Charles Baudelaire. Pubblicato origina- una citazione da Lukács. Maria Corti denuncia il ritardo culturale
riamente nel fascicolo di gennaio-aprile della rivista parigina di an- italiano, che porta da noi nel 1963 un’opera di Charles Bally, Lin-
tropologia «L’Homme», quel saggio è ormai assurto a punto di rife- guistica generale e linguistica francese, risalente al 1932.
rimento esemplare di ogni successivo esercizio di analisi strutturale
del testo poetico. Direttore responsabile de «Il Corpo» era il poe- 1965 Roma. Tullio De Mauro, Introduzione alla semantica, Later-
ta Giancarlo Majorino, affiancato in redazione dal filosofo Luciano za, Bari.
Amodio, dallo storico Sergio Caprioglio e dallo psicoanalista Elvio
Fachinelli; l’impostazione grafica era di Tullio Pericoli. 1965 Torino. Alberto Arbasino tiene il 29 gennaio, ai Venerdì Let-
terari dell’Associazione Culturale Italiana, la conferenza Preziosi e ri-
1965 Milano. Bompiani pubblica la traduzione italiana del volume dicoli, «mostrando le tavole di Lévi-Strauss sulla struttura sociale dei
curato da Roger Bastide, Usi e significati del termine «struttura». Nelle Bororo, applicate alla società non solo letteraria italiana». Replicata a
scienze umane e sociali, apparso in Francia tre anni prima (Sens et usage Milano, Firenze, Roma e Napoli, viene pubblicata a cura dell’Aci in un
du terme structure: dans les sciences humaines et sociales, Mouton & Co., fascicolo che include anche le Nuove questioni linguistiche di Pasolini.
’s Gravenhage 1962, trad. it di Lidia Basso Lonzi). I diciannove saggi
qui raccolti spaziano dalla biologia all’economia, dalla psicopatologia 1965 Torino. Gian Luigi Beccaria, «Strutturalismo», voce pubbli-
alla storia, dal diritto alla linguistica. Fra gli autori troviamo Henri Le- cata nell’Appendice 1964 al Grande Dizionario Enciclopedico Utet fon-
febvre, Claude Lévi-Strauss, Raymond Aron e Lucien Goldmann. Il dato da Pietro Fedele. Il testo verrà ripreso in forma ampliata nel sag-
saggio introduttivo di Bastide era stato anticipato nel n. 18 (dicembre gio Origini e caratteri dello strutturalismo, in «sigma», n. 18, giugno
1964) de «il verri», rivista pubblicata in quegli anni da Feltrinelli. 1968.

1965 Milano. Il fascicolo de «il verri» dedicato a Classicità e contem- 1965 Torino. Georges Mounin, Teoria e storia della traduzione, Ei-
poraneità (n. 19, ottobre) comprende il saggio di Roman Jakobson naudi (Les Problèmes théoriques de la traduction, Gallimard, Paris 1963,
Aspetti linguistici della traduzione, risalente al 1959 e tradotto dall’in- trad. it. di Stefania Morganti). Tre anni più tardi Feltrinelli tradurrà
glese dal poeta Fernando Bandini. Storia della linguistica dalle origini al xx secolo (Histoire de la linguis-
tique: des origines au xxe siècle, Puf, Paris 1967, trad. it. di Maria Ma-
1965 Milano. Otto Jespersen, Umanità, nazione e individuo dal pun- glione).
to di vista linguistico, Feltrinelli (Mankind, Nation and Individual from
a Linguistic Point of View, Aschehoug, Oslo 1925, trad. it. di Piero 1966 Bologna. Luigi Heilmann fonda presso il Mulino il quadri-
Bernardini). mestrale «Lingua e Stile», legato ai «Quaderni dell’Istituto di Glot-
tologia» dell’Alma Mater; il primo fascicolo è datato gennaio-aprile.
1965 Parma. «Palatina», rivista trimestrale di lettere e arti pubbli- Con il suo allievo Luigi Rosiello, Heilmann è il punto di riferimento
cata fra il 1957 e il 1966, traduce – collocandolo in apertura del suo della ricerca strutturalistica bolognese. Il comitato di direzione è com-
fascicolo di aprile-giugno (IX, n. 30) – il saggio di Jean Starobinski posto da Boris Cazacu (Bucarest), Gustav Herdan (Bristol), Alberto

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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Pasquinelli (Bologna), Ezio Raimondi (Bologna) e Harald Weinrich versione italiana – firmata da Maria Olsoufieva – è L’arte come arti-
(Colonia). Dalla Presentazione: «Nei due termini “lingua” e “stile” il ficio. La costruzione del racconto e del romanzo. Con qualche mese di
titolo intende indicare le dimensioni della ricerca sul piano della lin- anticipo sulla sua opera principale, gli editori De Donato ed Einau-
gua comune, della lingua poetica e, più in generale, del sistema lingui- di avevano già stampato, rispettivamente, Viaggio sentimentale: ricordi
stico. La rivista affronterà dunque questioni linguistiche e stilistiche 1917-1922 (Sentimental´noe pute∫estvie, 1923, a cura di M. Olsoufie-
(sino, naturalmente, alla linguistica matematica e alla linguistica ap- va), e Zoo, o lettere di non amore (Zoo, ili Pis´ma ne o ljubvi, 1923,
plicata), ma farà largo posto a un tempo ai problemi di logica ed epi- trad. it. di Sergio Leone e Sergio Pescatori). Di qui alla fine degli
stemologia, di semiologia e di comunicazione, che possano contribui- anni sessanta, tre editori stamperanno cinque ulteriori opere di √klov-
re a illuminare il fenomeno centrale del “linguaggio”». Ai fascicoli suc- skij; nell’ordine: La mossa del Cavallo. Libro di articoli, De Donato,
cessivi collaboreranno fra gli altri Renato Barilli, Gianni Celati (con Bari 1967 (Chod Konja, 1923, trad. it. di M. Olsoufieva); Majakov-
un saggio su Northrop Frye), Emidio De Felice, Tullio De Mauro, skij, il Saggiatore, Milano 1967 (O Majakovskom, 1940, trad. it. di
Guido Guglielmi, Marcello Pagnini, Paolo Valesio e lo studioso di lo- M. Olsoufieva); C’era una volta, il Saggiatore, Milano 1968 (æili-Byli,
gica Enzo Melandri. 1964, a cura di Sergio Leone); Il punteggio di Amburgo, De Donato,
Bari 1969 (Gamburgsky s™ët, 1928, trad. it. di M. Olsoufieva); Lettu-
1966 Bologna. Stephen Ullmann, La semantica: introduzione alla
scienza del significato, il Mulino (Semantics: An Introduction to the ra del Decameron: dal romanzo d’avventura al romanzo di carattere, il
Science of Meaning, Blackwell, Oxford 1962; ed. it. a cura di Luigi Mulino, Bologna 1969 (saggio tratto dalla raccolta Chudo∆estvennaja
Rosiello, trad. it. di Anna Baccarani e Luigi Rosiello). proza: razmy∫lenija i razbory, 1959, trad. it. di Alessandro Ivanov).

1966 Pavia. D’Arco Silvio Avalle, Maria Corti, Dante Isella e Ce- 1966 Bologna-Roma. Guido Guglielmi e Elio Pagliarani, Manuale
sare Segre fondano la rivista quadrimestrale «Strumenti critici», il di poesia sperimentale, Mondadori. Sotto l’etichetta del manuale i due
cui primo numero esce in ottobre. Pubblicata da Einaudi, diventa il curatori presentano un’antologia della poesia italiana contempora-
principale house organ dello strutturalismo italiano. Il titolo si ispira nea, per la quale firmano il saggio introduttivo La funzione poetica
alla raccolta poetica Gli strumenti umani di Vittorio Sereni, apparsa della lingua. L’indice generale prevede due macro-sezioni, La funzio-
nel ’65, anch’essa da Einaudi. Oltre ai contributi degli studiosi ita- ne dell’espressione (testi di Erba, Orelli, Zanzotto, Cattafi, Volponi,
liani, la rivista tradurrà importanti voci straniere, ospitando in breve Risi, Giudici, Raboni, Crovi, Giuseppe Guglielmi, Giuliani, Pasoli-
tempo capostipiti come Roman Jakobson e Benvenuto Terracini non- ni, Vivaldi) e La funzione della comunicazione (sezione 1, Significanti:
ché figure prestigiose della nuova generazione come Algirdas Julien Giuliani, Sanguineti, Vivaldi, Balestrini, Porta, Pagliarani, Spatola;
Greimas, Jurij M. Lotman e Jurij Tynjanov, affiancati da grandi stu- sezione 2, Significati: Pasolini, Risi, Roversi, Volponi, Leonetti, Gu-
diosi non propriamente strutturalisti come Giovanni Macchia, Gio- glielmi, Pagliarani, Majorino, Pignotti, Sanguineti, Spatola). Spiega-
vanni Nencioni, Francesco Orlando, Jean Rousset, Jean Starobinski e no i curatori: «I poeti dell’antologia [nati dopo il 1920] sono ripartiti
Paul Zumthor. La presentazione del primo numero, non firmata, co- in due gruppi: quelli che hanno portato avanti la poetica dell’espres-
mincia con queste parole: «“Strumenti critici” sono quelli che oc- sione da una parte; quelli che se ne sono distaccati o hanno inteso di-
corrono per accostare e comprendere un’opera d’arte, un movimen- staccarsene dall’altra, a loro volta distinti nelle sezioni dei significanti
to letterario o culturale. Gli “strumenti” devono essere continuamen- e dei significati. Per poetica dell’espressione s’intende una poetica
te rettificati, perché la posizione del critico, il contesto in cui egli dei valori linguistici piuttosto che degli elementi semantici della lin-
opera, la natura stessa degli oggetti d’osservazione vanno mutando gua. […] Le sezioni dell’antologia saranno pertanto sezioni aperte. In
senza sosta». Una sezione della rivista, «Microfilm», ospita testi crea- ciascun poeta si troveranno elementi semantici accanto a elementi ex-
tivi inediti: vi appaiono a più riprese gruppi di nuove poesie di Mon- trasemantici e espressivi. La distribuzione è fatta secondo il prevale-
tale destinate a confluire in Satura. 1962-1970 (Mondadori, Milano re dei primi o dei secondi; spesso, laddove le ambiguità non consen-
1971). Montale le affida a Maria Corti in una forma lievemente prov- tono una definizione rigorosa, anche sulla base di preoccupazioni di
visoria, con puntini sospensivi e con date abbreviate, consentendo a poetica, secondo che i poeti si siano posti o no un problema di co-
farle stampare insieme con la riproduzione dei manoscritti: materia- municazione». Un anno più tardi, nel saggio Le orecchie della «neo-
li pronti (magari con un’ombra d’ironia) per l’affondo di quegli stru- critica» (in «Strumenti critici», I, giugno 1967, n. 3; poi in Metodi e
menti critici che vorranno esercitarvisi. fantasmi, Feltrinelli, Milano 1969) Maria Corti rimprovera a Gugliel-
mi-Pagliarani «un’assunzione del tutto esteriore e decorativa dello
1966 Milano. Per iniziativa di Umberto Eco, Bompiani pubblica il
strutturalismo, che si trasforma così in sovrastrutturalismo; dall’al-
profilo storico-critico dedicato da Victor Erlich a Il formalismo russo
tra la frequenza, stucchevole persino per un linguista che si interes-
(Russian Formalism, Mouton & Co., ’s Gravenhage 1954, 2ª ed. 1964,
si di letteratura, della terminologia specialistica fa sì che il vocabolo
trad. it. di Marcella Bassi). È il primo grande bilancio pervenuto in
scientifico sia usato ora in senso tecnico, ora paratecnico, ora meta-
Italia.
forico, ora nebuloso e impressionistico, con allusione a qualcosa che
1966 Bari. André Martinet, Elementi di linguistica generale, a cura non si sa bene che cosa sia, ma comunque non è il concetto scientifi-
di Giulio C. Lepschy, Laterza (Éléments de linguistique générale, Co- co che corrisponde a quel dato linguistico. Siamo cioè di fronte a un
lin, Paris 1963). Dello stesso autore Einaudi pubblicherà nel 1968 uso mistificato della scienza linguistica».
Economia dei mutamenti fonetici. Trattato di fonologia diacronica, a cu-
1966 Firenze. Nel primo fascicolo (VII, gennaio-marzo) della tri-
ra di Giovanni Caravaggi (Économie des changements phonétiques:
mestrale «Rassegna Italiana di Sociologia», edita dal Mulino e diret-
Traité de phonologie diachronique, Francke, Berne 1955).
ta da Camillo Pellizzi, l’allora ventisettenne Paolo Fabbri pubblica
1966 Bari. Prima traduzione italiana di Viktor √klovskij, Una teo- Le comunicazioni di massa in Francia. Antropologia - Sociologia - Se-
ria della prosa, presso De Donato. Il titolo originale è O teorii prozy, miologia. Nello stesso fascicolo, Pier Paolo Giglioli firma La sociolo-
la data della prima apparizione è il 1925, il duplice sottotitolo della gia delle comunicazioni di massa in Italia. Fabbri e Giglioli erano en-

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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trambi, a quell’epoca, assistenti di sociologia nella facoltà di scienze Mythologiques 2, Plon, Paris 1966, trad. it. di Andrea Bonomi); La
politiche di Firenze. vita familiare e sociale degli Indiani Nambikwara, Einaudi, Torino 1970
(La Vie familiale et sociale des Indiens Nambikwara, Société des Amé-
1966 Milano. Il Circolo Linguistico di Praga, Le tesi del ’29, pub- ricanistes, Paris 1948, trad. it. di Paolo Caruso).
blicato dall’editore milanese Silva con introduzione di Emilio Gar-
roni, come terzo volume dei quaderni della rivista «sigma», stampa- 1966 Reading. Giulio C. Lepschy, La linguistica strutturale, Einau-
ta anch’essa da Silva. I quaderni sono diretti da Sergio Pautasso, che di, Torino. Il Dipartimento di studi italiani dell’Università di Reading
firma la versione italiana dei testi. In apertura è riprodotto il fron- fu istituito nel 1961. Lo dirigeva Luigi Meneghello in qualità di Senior
tespizio del primo fascicolo della rivista «Travaux du Cercle Lingui- Lecturer in Charge, affiancato da John Scott (Senior Lecturer) e da
stique de Prague», Praga 1929, dal titolo Mélanges linguistiques dé- Franco Marenco (Assistant Lecturer). Giulio C. Lepschy approda a
diés au Premier congrès des philologues slaves. La stesura delle Tesi si Reading nel 1964, chiamato da Meneghello a coprire il ruolo di Lec-
deve a Vilém Mathesius, che aveva fondato nel 1926 il circolo, con turer; sarà promosso Reader nel 1967. Nel ’65 si aggiunge Stuart
la collaborazione di Nikolaj Sergeevi™ Trubeckoj, Roman Jakobson e Woolf – traduttore di Primo Levi in inglese – come Reader in Italian
Sergej Karcevskij. History, e nel 1968 Lino Pèrtile. Meneghello, cui nel 1964 è stata of-
ferta la cattedra di Professor, dirigerà il dipartimento fino al 1980.
1966 Milano. Eugenio Montale recensisce negativamente Una teo-
Lepschy descrive Reading come «un istituto di studi italiani fra i più
ria della prosa di Viktor √klovskij sul «Corriere della Sera» del 13 no-
fiorenti della Gran Bretagna, per numero d’insegnanti e studenti, vi-
vembre, titolo redazionale Il pathos non più sovrano: «se Croce “sca-
vacità di ricerca, e varietà di interessi». I primi importanti saggi di
valcava” l’arte intesa come forma tecnica risolvendo in puro conte-
Lepschy erano apparsi nella rivista «L’Italia dialettale»: Fonematica
nutismo l’iniziale rigoroso formalismo del suo punto di partenza, il
veneziana, XXV (1962); Morfologia veneziana, XXVI (1963); Note
brillantissimo Sklovskij [sic] scavalca a sua volta quei contenuti che
una lunga tradizione romantica, non in tutto rinnegata dal Croce, ave- sulla fonetica italiana, XXVII (1964).
va reso inseparabili dall’idea di un’arte letteraria intesa nelle sue va- 1966 Roma. Arbasino, La maleducazione teatrale. Strutturalismo e
rie forme storiche». Se questa è la riserva teorica avanzata da Mon- drammaturgia, Feltrinelli. Si può considerare come una tarda postil-
tale, più interessante risulta un suo affondo pratico-autobiografico: la a questo volume (che esce in maggio) l’articolo Fonazioni (Primi ap-
«L’artista non ha un programma e non ha uno scopo definibile in par- punti per una sociologia della glottide), apparso in «Nuovi Argomen-
tenza. Quello che lo muove è il senso di un vuoto da riempire, il pre- ti», n.s., n. 3-4 (luglio-dicembre 1966). In epigrafe, Arbasino collo-
sentimento di una forma ch’egli conoscerà solo quando sarà raggiun- ca brani di Jakobson, di Fant & Halle (da Preliminaries to Speech
ta. E i congegni di cui si serve non sono gratuiti, ma appartengono a Analysis) e dai Principes de Phonologie di Trubetzkoy. Il testo riguarda
un fondo ch’è sempre stato a disposizione degli uomini nati per crea- il birignao dell’attore italico – Arbasino lo battezza «morellismo»,
re. Di qui la sola e vera garanzia delle forme che divengono Forma dal cliché interpretativo di Rina Morelli e dall’«abbaglio di ravvisar-
quando si organizzano in un contesto che entra nella storia viva – per vi una concentrazione di valori poetici esemplari» –, che qui è esami-
poi uscirne provvisoriamente. E proprio in questo senso della conte- nato in base ai Sistemi Fonologici e alle Opposizioni Foniche Distin-
stualità dei vari elementi che concorrono a formare un’opera d’arte tive (le maiuscole sono di Arbasino). Il morellismo è dunque uno «stru-
noi possiamo scorgere il primo germe di quella che poi sarà la teoria mento» che, «studiato coi metodi delle scienze naturali, si riduce al-
strutturalista dell’arte». la velarizzazione enfatica, ottenuta rigonfiando la radice della lingua fi-
1966 Milano. Stefano Agosti, Mallarmé e il linguaggio dell’ontolo- no a provocare uno spostamento della laringe, per esibire l’opposizio-
gia, in «sigma», n. 10 (giugno). Agosti – le cui analisi degli anni ses- ne emotiva tra consonanti enfatiche e non enfatiche, nelle serie apica-
santa confluiranno nell’influente volume Il testo poetico, Rizzoli, Mi- li, gutturali, sibilanti e laringee». Seguono esperimenti di trascrizio-
lano 1972 – è la principale figura di contatto fra la metodologia strut- ne fonetica condotti su battute di dialogo russe (Ωechov) e italiane, i
turalista e la critica psicoanalitica di ispirazione lacaniana. quali condurranno Arbasino a dimostrare che il morellismo è, in tea-
tro, ciò che l’ermetismo e la prosa d’arte – e più tardi il neorealismo –
1966 Milano. Roman Jakobson, Saggi di linguistica generale, Feltri- sono stati e sono in letteratura: «il morellismo e l’ermetismo hanno
nelli. Prima opera organica di Jakobson ad apparire in lingua italia- ricoperto un medesimo ufficio nell’economia dell’equivoco neoreali-
na, a cura di Luigi Heilmann. La traduzione – dall’inglese – è dello stico. Hanno cioè impastato di trasognatezza un imbarazzante veri-
stesso Heilmann e di Letizia Grassi. Questo volume antologico rac- smo importato dall’America (Arthur Miller è qui l’inappuntabile pen-
coglie undici testi del periodo 1948-62 preceduti da un breve scritto dant del “caso” Saroyan). Un identico lirismo impregnava le prime
A guisa di prefazione, datato «Ossabaw Island, aprile 1966». regìe di Visconti e i primi “coralli” di Einaudi: tutto un pervadere. Lo
1966 Milano. Claude Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, il Sag- stesso equivoco ha generato dunque la paradossale confusione degli an-
giatore (Anthropologie structurale, Plon, Paris 1958: la versione ita- ni quaranta e cinquanta: una dolorosa intensità piccolo-borghese, sen-
liana è di Paolo Caruso). Seguono di Lévi-Strauss varie altre opere, timentalmente scambiata per Realismo, poiché fra la Pausa e il Simbo-
di qui al 1970: Il crudo e il cotto. Mitologica 1, il Saggiatore, Milano lo timidamente s’affacciava la civetteria stilistica dell’Apposizione».
1966 (Le Cru et le cuit: Mythologiques 1, Plon, Paris 1964, trad. it. di 1966 Torino. B. T. [Benvenuto Terracini] recensisce Le Cosmico-
Andrea Bonomi); Razza e storia e altri studi di antropologia, Einaudi, miche di Italo Calvino in uno «stelloncino» di cronaca della rivista «Ar-
Torino 1967 (volume antologico allestito, a cura di Paolo Caruso, per chivio Glottologico Italiano», LI, n. 1. Tra i dodici racconti del vo-
il lettore italiano; il saggio eponimo, Race et Histoire, veniva scritto lume, apparso nel 1965 da Einaudi, Terracini si sofferma sul terzo, Un
nel 1952 per incarico dell’Unesco); Le strutture elementari della pa- segno nello spazio: «un segno che sa di saussuriano lontano un miglio».
rentela, a cura di Alberto M. Cirese, Feltrinelli, Milano 1969 (Les
Structures élémentaires de la parenté, Puf, Paris 1949); Dal miele alle 1966 Torino. Escono da Einaudi gli Elementi di semiologia di Ro-
ceneri. Mitologica 2, il Saggiatore, Milano 1970 (Du miel aux cendres: land Barthes, originariamente apparsi nel 1964 sul quarto fascicolo

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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di «Communications». Umberto Eco, amico di Barthes, glieli chiese italiana; nella seconda esordiscono fra gli altri, in questi anni, Alice
subito per pubblicarli nella rivista «Marcatré», ma nella primavera Ceresa, Giuliano Scabia, Sebastiano Vassalli e Gianni Celati.
1966 (il libro fu stampato in maggio, nella traduzione di Andrea Bo-
nomi) finirono per approdare in Einaudi, in quanto Elio Vittorini, pre- 1967 Bologna. Ezio Raimondi, Tecniche della critica letteraria, Ei-
maturamente scomparso il 12 febbraio di quell’anno, aveva espresso naudi. Secondo volume de «La ricerca critica».
il desiderio di accoglierli nella collana «Nuovo Politecnico» appena 1967 Firenze. Marcello Pagnini, Struttura letteraria e metodi critici,
varata da Giulio Bollati. Solo in seguito alla richiesta italiana Barthes D’Anna, Firenze-Messina. Con Aldo Rossi e Alessandro Serpieri, Pa-
si era deciso a stamparli in volume anche in francese: Éléments de sé- gnini è il principale rappresentante del polo fiorentino dello struttura-
miologie, Gonthier, Paris 1965. Il nuovo Barthes, semiologo struttu- lismo italiano. Nel 1970 Pagnini pubblicherà da Einaudi il suo Criti-
ralista a titolo pieno, pubblicherà da questo momento in poi con Ei- ca della funzionalità.
naudi le sue opere maggiori. Già al principio del 1966 l’editore tori-
nese stampava i Saggi critici (Essais critiques, Seuil, Paris 1964) nella 1967 Harvard. Paolo Valesio, Strutture dell’allitterazione: grammati-
traduzione di Lidia Lonzi. Seguiranno, nel 1969, Critica e verità, con ca, retorica e folklore verbale, Zanichelli, Bologna.
una premessa scritta appositamente per i lettori italiani (Critique et
vérité, Seuil, Paris 1966, trad. it. di Clara Lusignoli e Andrea Bono- 1967 Milano. Viggo Br°ndal, Teoria delle preposizioni. Introduzio-
mi) e, nel 1970, Sistema della Moda (Système de la Mode, Seuil, Paris ne a una semantica razionale, Silva (Pr^positionernes theori: Indledning
1967, trad. it, di Lidia Lonzi). til en rationael betydningsl^re, K°benhavns Universitet, K°benhavn
1940; trad. dal francese di Amalia Ricca Ambrosini). La versione
1966 Torino. Einaudi pubblica l’opera maggiore di Vladimir Ja. francese su cui è stata condotta quella italiana è la seguente: Théorie
Propp, Morfologia della fiaba, con uno scritto di Claude Lévi-Strauss des prépositions. Introduction à une sémantique rationnelle, a cura di
(La struttura e la forma) e con una replica polemica di Propp. Morfo- Pierre Naert, Munksgaard, Copenhagen 1950. Una parte del testo
logija skazki è del 1928: Gian Luigi Bravo cura l’edizione italiana. era stata anticipata nel 1965 sulla rivista «sigma» (n. 5, marzo) edi-
ta anch’essa da Silva.
1967 Bari. Con la fondamentale curatela di Tullio De Mauro, esce
da Laterza il Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure. De 1967 Milano. Armanda Guiducci, Dallo zdanovismo allo struttura-
Mauro ha raccontato che furono l’editore Vito Laterza e il suo colla- lismo, Feltrinelli.
boratore Donato Barbone a proporgli, nel 1963, l’edizione italiana di
Saussure: «Con grande ingenuità, risposi che si trattava dell’opera 1967 Milano. Lazar´ Osipovi™ Reznikov, Semiotica e marxismo: i
chiave dei nostri studi, che tutti i possibili interessati in Italia cono- problemi gnoseologici della semiotica, Bompiani (Gnoseologi™eskie vo-
scevano e, certamente, possedevano in francese. Insomma, la traduzio- prosy semiotiki, 1964, trad. it. di Alberto Pescetto).
ne era inutile. Prudentemente l’editore scrisse all’editore francese del 1967 Pavia. In febbraio, sul numero 2 di «Strumenti critici», esce
Cours, Payot, per chiedergli notizie sulle vendite in Italia. Arrivò la ri- il primo saggio di Jurij M. Lotman pubblicato in italiano: Metodi esat-
sposta, fui cortesemente e allegramente sbeffeggiato, risultava che in ti nella scienza letteraria sovietica. Tradotto e presentato da Vittorio
cinquant’anni il Cours in Italia si era venduto in assai poche copie,
Strada, è stato scritto appositamente per la rivista pavese. Il fascico-
qualche decina. Fui spinto a mettermi al lavoro». Nel 1972, cinque an-
lo comprende anche Sulla composizione dell’Evgenij Onegin di Jurij
ni dopo quella versione italiana, lo stesso editore Payot avrebbe ripre-
Tynjanov, ancora inedito in Russia.
so il commento di De Mauro in versione francese. Saussure (1857-
1913) aveva tenuto a Ginevra fra il 1906 e il 1911 i tre corsi dai qua- 1967 Urbino. L’università organizza il primo Seminario sui meto-
li i suoi allievi Charles Bally e Albert Séchehaye ricavarono, con la col- di dell’analisi del racconto. L’anno successivo parteciperà alla secon-
laborazione di Albert Riedlinger, il Cours de linguistique générale quale da edizione Italo Calvino, rimanendo colpito dalla relazione di Pao-
noi lo conosciamo, apparso postumo nel 1916 (Payot, Lausanne-Paris). lo Fabbri su Il racconto della cartomanzia e il linguaggio degli emblemi.
Da questa sollecitazione intellettuale nascerà entro breve tempo il
1967 Bologna. Presso l’Istituto Gramsci viene organizzato un se-
racconto combinatorio Il castello dei destini incrociati, pubblicato nel
minario sullo strutturalismo, cui partecipa fra gli altri Umberto Eco.
1969 da Franco Maria Ricci, Milano.
1967 Bologna. «il verri» dedica il numero 24, pubblicato in giugno,
1967 Urbino. Esce presso l’editore Argalìa Modelli semiologici di
a Lo strutturalismo linguistico, affidandone la cura a Luigi Heilmann
Algirdas Julien Greimas, a cura di Paolo Fabbri e Giuseppe Paioni.
che lo introduce con un saggio dallo stesso titolo. Gli altri testi raccol-
Questa raccolta di saggi rappresenta una svolta nella storia – edito-
ti sono di Giulio C. Lepschy, Paolo Valesio, André Martinet, Gustav
riale, in primis – dello strutturalismo in Italia, trattandosi di saggi che
Herdan e Pelio Fronzaroli. Nell’Intervento di presentazione, non fir-
l’autore non ha ancora riunito in volume nella lingua originale. Vale
mato, Luciano Anceschi rivendica alla rivista la precocità del suo in-
quindi la pena darne l’elenco analitico: Elementi per una teoria dell’in-
teresse per la materia (ricordando il saggio su Strutturalismo e critica
terpretazione del mondo mitico, in «Communications», n. 8 (1966); La
letteraria pubblicato dal giovanissimo Paolo Valesio, saggio che per la
descrizione della significazione e la mitologia comparata, in «L’Homme»,
verità rimase in quegli anni, perlomeno sul «verri», un caso isolato)
III (settembre-dicembre 1963), n. 3; La linguistica strutturale e la poe-
e manifesta la sua opzione per uno strutturalismo «fenomenologico».
tica, in «Revue internationale des Sciences sociales», I (1967); Strut-
1967 Bologna. Guido Guglielmi, La letteratura come sistema e come tura e storia, in «Les Temps Modernes», XXII (novembre 1966), n.
funzione, Einaudi, Torino. Il volume inaugura la nuova collana «La 246; Considerazioni sulla teoria del linguaggio, in Atti del Convegno
ricerca critica» – la cosiddetta collana verde, dal colore delle sue co- di Semiologia, Varsavia 1966; La scrittura cruciverbista, in To Honor
pertine – dedicata agli studi più vicini ai nuovi metodi. «La ricerca Roman Jakobson: Essays on the Occasion of His Seventieth Birthday, 11
critica» era stata preceduta dall’omologa «La ricerca letteraria», coor- October 1966, Mouton, The Hague - Paris 1967 sgg. Nell’estate 1967
dinata da Guido Davico Bonino e ripartita in due serie, straniera e (Modelli semiologici ha un «finito di stampare» del 20 luglio) l’edito-

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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ria intellettuale italiana, per di più situata in provincia, si ritrova al- ma e con l’attenzione di un Huxley i lineamenti culturali di un’epo-
l’avanguardia in Europa. Pochi mesi più tardi, un ulteriore saggio di ca, restituendo intatte le maggiori idee correnti e il tono esatto delle
Greimas ancora inedito in Francia – Semiotica o metafisica? – sarà polemiche intellettuali fino alle minuzie che costituiscono – somma-
pubblicato in «Strumenti critici» (II, febbraio 1968, n. 5). te – l’Air du Temps…» (Umberto Eco e altri, 1968, in Sessanta posi-
zioni, Feltrinelli, Milano 1971). Importante opera di sistemazione e
1968 Bari. Boris Ejchenbaum, Il giovane Tolstoj: la teoria del meto- ricapitolazione delle ricerche in corso, La struttura assente si caratteriz-
do formale, De Donato (Molodoj Tolstoj, 1922, trad. it. di Maria Ol- za per il tentativo di distinguere uno strutturalismo «metodologico»
soufieva). da uno strutturalismo «ontologico», che a parere di Eco domina nel
1968 Bari. Jurij Tynjanov, Avanguardia e tradizione, De Donato panorama intellettuale francese (Claude Lévi-Strauss, Jacques Lacan,
(Archaisty i novatory, 1967, trad. it. di Sergio Leone), con un saggio Louis Althusser, Michel Foucault). A una sintesi fra lo strutturalismo
introduttivo di Viktor √klovskij. Nello stesso anno esce anche (pres- di matrice hjelmsleviana (ripreso in Francia da Algirdas J. Greimas,
so il Saggiatore, Milano) un altro saggio di Tynjanov, Il problema del impegnato nel progetto di fondare una semantica strutturale che per-
linguaggio poetico (Problema stihotvornogo jazyka, stat´i, 1963). La tra- metta di compiere, sul piano del contenuto, le stesse operazioni di
duzione italiana è di Ljudmila Kortikova e Giovanni Giudici, poeta descrizione esatta che la fonologia consente sul piano dell’espressio-
fortemente interessato ai nuovi metodi critici, grazie fra l’altro alla ne) e la semiotica del padre del pragmatismo americano Charles San-
sua attività di traduttore da lingue come il ceco e il russo. ders Peirce (orientata invece alla costruzione di un modello abdutti-
vo-intepretativo), Eco perverrà alcuni anni più tardi nel suo Trattato
1968 Firenze. I ferri vecchi e quelli nuovi. Ventuno domande di Ren- di semiotica generale (Bompiani, Milano 1975). Da quel momento in
zo Federici a Gianfranco Contini, in «Prisma. Rassegna mensile del li- poi, la matrice-Peirce sarà sempre più evidente nelle sue ricerche.
bro», n. 1/2. Tanto sul piano storico-ricostruttivo quanto sul piano
teorico-proiettivo, l’intervista vale un ampio, denso trattato: «E al- 1968 Milano. Ferruccio Rossi-Landi, Il linguaggio come lavoro e co-
lora constatiamo che la critica, tanto la buona quanto la cattiva, si me mercato. Una teoria della produzione e della alienazione linguistiche,
trasferisce in laboratorio. Quale può essere la teleologia, il traguardo Bompiani. Il saggio che dà il titolo al volume era apparso nella rivi-
finale, di una simile operazione? Evidentemente non quella di co- sta «Nuova Corrente» (n. 36, 1965), di cui Rossi-Landi era redatto-
struire, come si è pur proposto nel momento immediatamente suc- re. Altri due saggi erano usciti fra il 1966 e il 1967 in «Nuovi Argo-
menti», mentre Ideologia come progettazione sociale era apparso nel-
cessivo al primo Croce, un “equivalente” letterario dei cosiddetti
l’aprile 1967 come editoriale nel primo fascicolo di «Ideologie», la
mondi poetici. Credo che si dovrebbe arrivare, a norma di logica, a
rivista che Rossi-Landi fondò con Mario Sabbatini, e che ebbe sedi
tutt’altro esito, cioè a quello della “esecuzione” dei testi». Prima di
redazionali a Roma e a Padova.
laurearsi in storia dell’arte alla Normale di Pisa, Federici aveva se-
guito a Friburgo i corsi di filologia romanza di Contini; lavorò poi 1968 Roma. Emilio Garroni, Semiotica ed estetica. L’eterogeneità del
per molti anni per Einaudi, come iconografo e come traduttore. linguaggio e il linguaggio cinematografico, Laterza, Bari.
1968 Firenze. Stephen Ullmann, Stile e linguaggio, Vallecchi (Lan- 1968 Torino. Esce da Einaudi, a cura di Tzvetan Todorov, I forma-
guage and Style: Collected Papers, Blackwell, Oxford 1964, trad. it. di listi russi. Teoria della letteratura e metodo critico, con prefazione di
Olga Rossi Devoto). Roman Jakobson. In ordine alfabetico, gli studiosi rappresentati in
questo volume antologico sono, oltre lo stesso Jakobson, i seguenti:
1968 Milano. Linguaggi nella società e nella tecnica, convegno pro-
Osip Brik, Boris Ejchenbaum, Vladimir Propp, Viktor √klovskij, Jurij
mosso dalle industrie Olivetti per celebrare il centenario della nasci-
Tynjanov, Boris Toma∫evskij e Viktor Vinogradov. L’antologia di
ta del fondatore, ingegner Camillo Olivetti. Il convegno ha luogo al
Todorov, destinata al pubblico francese, era uscita nel 1965 (Seuil,
Museo nazionale della scienza e della tecnica fra il 14 e il 17 ottobre.
Paris) col titolo Théorie de la littérature. Textes des formalistes russes.
Gli atti usciranno da Edizioni di Comunità, Milano, nel 1970; e qui
La cura editoriale della versione italiana è di Gian Luigi Bravo.
vale la pena trascrivere per intero l’indice della prima sezione, Struttu-
ra del linguaggio e struttura della società, che offre un’idea plastica del- 1968 Torino. Presso l’Istituto di filologia romanza, da febbraio a
lo stato dell’arte e della compresenza fra studiosi maturi e giovani ri- maggio, si tiene un Seminario interdisciplinare di semiologia: animati
cercatori: Roman Jakobson, Language in Relation to Other Communi- da D’Arco Silvio Avalle, autogestiti, gli incontri si svolgono nel pie-
cation Systems; Émile Benveniste, Structure de la langue et structure de no della contestazione studentesca.
la société; Giacomo Devoto, Lingua e società nell’antichità indoeuropea;
Tullio De Mauro, Proposte per una teoria formalizzata del noema lessi- 1968 Torino. A cura di Giulio C. Lepschy, Einaudi traduce Louis
cale e della storicità e socialità dei fenomeni linguistici; Ferruccio Rossi- Hjelmslev, I fondamenti della teoria del linguaggio (Omkring sprog-
Landi, Problemi dell’alienazione linguistica; Thomas A. Sebeok, Zoo- teoriens grundl^ggelse, Munksgaard, K°benhavn 1943; ma la versione
semiotic Structures and Social Organization; Umberto Eco, Codici e ideo- italiana è stata condotta sull’edizione inglese: Prolegomena to a Theory
logie; Lucien Goldmann, Structuralisme génétique et analyse stylistique. of Language, Waverly Press, Baltimore 1953). Nuovamente a cura di
Lepschy e nella traduzione di Anna Debenedetti Woolf, uscirà sem-
1968 Milano. Gianfranco Bettetini, Cinema: lingua e scrittura, Bom- pre da Einaudi, nel 1970, Il linguaggio (Sproget: En introduktion, Ber-
piani. lingske Forlag, K°benhavn 1963, edizione italiana condotta questa
volta sulla versione francese: Le Langage: une introduction, a cura di
1968 Milano. Umberto Eco, La struttura assente. Introduzione alla Algirdas Julien Greimas, Éditions de Minuit, Paris 1966).
ricerca semiologica, Bompiani. Così Alberto Arbasino accolse questo
libro: «Uscita con fortunato tempismo un mese prima del maggio 1968 Trieste. Giuseppe Petronio, comunista, titolare della cattedra
1968, La struttura assente si leggerà a lungo come l’ultimo dei grandi di letteratura italiana nell’università giuliana nonché fondatore della
romanzi-conversazione capaci di fissare con la precisione d’una Sum- rivista «Problemi» (con redazione a Roma), dedica largo spazio ai nuo-

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it
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vi temi linguistici, strutturali e antropologici offrendone una lettura trodotto da Roland Barthes, contiene scritti di Claude Bremond, Um-
improntata ai principî marxisti ma ospitando voci illustri delle varie di- berto Eco, Gérard Genette, Algirdas Julien Greimas, Jules Gritti,
scipline. Nel fascicolo n. 7 (gennaio-febbraio) apre la discussione Gia- Christian Metz, Tzvetan Todorov.
como Devoto (La linguistica ieri e oggi), proseguita dal già citato artico-
lo di Luperini (Le aporie dello strutturalismo e il marxismo) e da testi del 1969 Milano. I sistemi di segni e lo strutturalismo sovietico, Bompia-
medesimo Petronio (La struttura del linguaggio poetico) e di Bruno Por- ni. Volume antologico, curato da Umberto Eco e Remo Faccani: rac-
celli (Per un esempio d’analisi strutturale). Nel n. 8 (marzo-aprile) inter- coglie testi provenienti da sei diverse opere collettanee apparse nel-
vengono Cesare Vasoli (A proposito di Althusser, del marxismo e dello la Russia sovietica tra il 1962 e il 1968. Una parte cospicua del ma-
strutturalismo) e Paolo Ramat (Teoria e prassi nella ricerca linguistica), teriale è frutto delle ricerche condotte dalla scuola di Tartu, in Esto-
mentre il n. 10 (luglio-agosto) si apre con saggi di Vittorio Lanternari nia, il cui più illustre rappresentante è Jurij M. Lotman.
(Antropologia culturale) e Corrado Maltese (Strutturalismo e figurazio- 1969 Milano. Algirdas Julien Greimas, La semantica strutturale. Ri-
ne). L’attenzione si manterrà costante negli anni successivi; qui si può cerca di metodo, Rizzoli (Sémantique structurale: recherche de méthode,
segnalare, sul n. 13 del gennaio-febbraio 1969, l’articolo di Tullio De Larousse, Paris 1966, trad. it. di Italo Sordi).
Mauro Quel che non sappiamo… sulla linguistica, apparso in una rubri-
ca di aggiornamento dedicata ai nuovi strumenti della ricerca. Petro- 1969 Pavia. Maria Corti, Metodi e fantasmi, Feltrinelli, Milano. Al-
nio raccoglierà gran parte di questi materiali nel volume Lo struttura- lieva del filosofo Antonio Banfi, co-fondatrice di «Strumenti criti-
lismo fra ideologia e tecnica, da lui curato nel 1972 per l’editore paler- ci», Maria Corti è con Cesare Segre la più prestigiosa animatrice del-
mitano Palumbo, che stampava «Problemi» fin dal primo fascicolo. la critica strutturalistica di scuola pavese.

1969 Berkeley. «Rassegna Italiana di Sociologia», aprile-giugno 1969 Pavia. Cesare Segre, I segni e la critica. Fra strutturalismo e se-
(IX, n. 2), numero speciale dedicato alla sociolinguistica, a cura di Pier miologia, Einaudi, Torino. Un primo bilancio metodologico.
Paolo Giglioli, che stava preparando in California un dottorato in so-
1969 Torino. Gérard Genette, Figure I. Retorica e strutturalismo,
ciologia. Dopo la sua Introduzione, il primo dei saggi – Per una socio-
Einaudi (Figures: essais, Seuil, Paris 1966, trad. it. di Franca Mado-
logia del senso comune – è firmato da Algirdas Julien Greimas. Paolo
nia). Il titolo italiano reca l’ordinale perché la seconda serie delle Fi-
Fabbri, ora incaricato di filosofia del linguaggio all’Università di Ur-
gures di Genette era apparsa proprio nel ’69, di nuovo presso Seuil.
bino, contribuisce con Linguaggio sociologico e semantica strutturale.
1970 Bari. Sebastian Konstantinovi™ √aumjan, Linguistica dinami-
1969 Bologna. Gianni Celati, Struttura logica del racconto letterario, ca, a cura di Eddo Rigotti, Laterza (Strukturnaja lingvistika, 1958).
in «sigma», n. 22 (giugno). In questo lungo saggio, datato giugno-ot-
tobre 1968 e mai ripreso in volume, Celati incrocia le sue letture di an- 1970 Pavia. I metodi attuali della critica in Italia, a cura di Maria Cor-
tropologia, da Edward Burnett Tylor a Claude Lévi-Strauss, con i pro- ti e Cesare Segre, Eri, Torino. Sulla soglia degli anni settanta, il volu-
cedimenti logici che va apprendendo dal suo maestro bolognese Enzo me sancisce la definitiva egemonia della critica di impostazione forma-
Melandri e con la padronanza della cultura linguistico-semiotica di que- listica: a un’unica sezione dedicata ai metodi “estrinseci” di analisi let-
gli anni, da Propp a Greimas, fino alla Anatomy of Criticism di North- teraria – La critica sociologica, affidata a Cesare Cases – fanno segui-
rop Frye. Ne risulta un trattato di narratologia stilato a uso proprio e to: La critica simbolica, di Ezio Raimondi; La critica psicanalitica, di
nutrito anche dalla partecipazione ai seminari di Urbino sul racconto. Michel David (vi figura fra gli altri Giacomo Debenedetti, con un sag-
gio su Svevo); La critica stilistica, di Dante Isella; La critica e la storia
1969 Firenze. Gianfranco Contini, Varianti e altra linguistica. Una della lingua italiana, di Gian Luigi Beccaria; La critica formalistica, di
raccolta di saggi (1938-1968), Einaudi. Benché non contenga opzioni Marcello Pagnini; La critica strutturalistica, di Cesare Segre; La critica
esplicite – né, tantomeno, esclusive – a favore della linguistica strut- semiologica, di Umberto Eco. Apre il volume Maria Corti con uno scrit-
turale, questa prima importante campionatura del lavoro critico-filo- to su Le vie del rinnovamento critico in Italia; concludono a firma con-
logico di Contini riunisce studi (a cominciare dalle Implicazioni leo- giunta i due curatori con La critica e la vita letteraria (Consuntivo in
pardiane del 1947) che hanno fatto tesoro delle sue lezioni di meto- forma di dialogo). Il volume reca il corredo di un essenziale Glossario
do e che segnano una data nella linguistica italiana contemporanea. terminologico. Vale la pena notare che gli unici due scrittori-saggisti
1969 Harvard. Tendenze attuali della critica americana, fascicolo mo- inclusi nell’antologia figurano entrambi, con Debenedetti, nel capito-
nografico di «Strumenti critici» (III, giugno, n. 9) a cura di Dante lo sulla critica psicoanalitica: sono due poeti, Umberto Saba (con una
Della Terza, che nell’ateneo di Boston insegna lingue e letterature scelta di testi da Scorciatoie e raccontini, 1946, e da Storia e cronistoria
romanze. I saggi principali qui raccolti portano le firme di Harry T. del Canzoniere, 1948, alla quale è assegnato il titolo Eros e gli scrittori)
Levin, Northrop Frye, Angus Fletcher e Roy Harvey Pearce, men- e Andrea Zanzotto (con un saggio del 1965 su Giacomo Noventa).
tre l’ospite d’onore della sezione «Microfilm» è I. A. Richards. 1970 Torino. D’Arco Silvio Avalle, L’analisi letteraria in Italia. For-
1969 Harvard. Roman Jakobson e Paolo Valesio, Vocabulorum malismo, Strutturalismo, Semiologia, Ricciardi, Milano-Napoli. Una mes-
Constructio in Dante’s Sonnet «Se vedi li occhi miei», in «Studi dan- sa a punto teorica, preceduta da una sorta di preistoria dello struttu-
teschi», XLIII. ralismo italiano, dove si narra come la metodologia strutturalista di-
scenda – con una discontinuità che non arriva mai alla rottura – dal
1969 Roma. Raffaele Simone, Piccolo dizionario della linguistica mo- doppio tronco della critica stilistica e della filologia di impostazione
derna, Loescher, Torino. storicistica.
1969 Milano. L’analisi del racconto, Bompiani. Questo volume col- 1970 Urbino. Paolo Fabbri e Giuseppe Paioni fondano, con Carlo
lettaneo è la traduzione del fascicolo n. 8 di «Communications»: L’A- Bo, il Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica. Il direttore
nalyse structurale du récit: recherches sémiologiques, 1966. Curato e in- scientifico è A. J. Greimas.

Daniele Giglioli e Domenico Scarpa, Strutturalismo e semiotica in Italia (1930-1970), in Atlante della letteratura italiana, vol. III, pp. 882-91. www.einaudi.it

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