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Michelangelo Merisi detto Caravaggio è uno dei più importanti pittori

dellastoria dell'arte italiana e maestro del barocco europeo.


-l'appellativo Caravaggio proviene da un errore si riteneva che il pittore
fosse nato nel paese bergamasco di Caravaggio come i suoi genitori, ma in
realtà l'artista nacque a Milano.

Caravaggio fin dalla più tenera età deve fare i conti con la morte,
la peste uccide suo padre il nonno e lo zio quando ha solo 6 anni.
-Inizia la sua carriera a 13 anni andando a bottega del pittore Simone
Peterzano a Milano
Non si hanno più notizie della vita di Caravaggio fino al 1592 anno in cui
l'artista si trasferisce a Roma. Secondo alcuni, l’artista lasciò Milano perché
accusato di omicidio.

A Roma Caravaggio amava frequentare le osterie dei quartieri malfamati che


ritrasse nei suoi dipinti, catturando l’essenza di un’umanità reietta e
poverissima.

Fu proprio una di queste opere, I Bari (1595) che gli fece guadagnare la stima
di uno dei personaggi più importanti della città eterna: il cardinale del Monte,
che decise di accoglierlo sotto la sua ala protettiva procurandogli importanti
incarichi presso le istituzioni religiose.( Maria del Monte (1549-1627),
grandissimo uomo di cultura e appassionato d'arte che, incantato dalla sua
pittura, gli acquistò alcuni quadri, tra i quali il famosissimo I bari.

Nonostante gli incarichi prestigiosi e il successo, Caravaggio continuò a


frequentare le bettole, trascorrendo le notti tra prostitute, giocatori di
azzardo, risse e vino di dubbia qualità.

Indossava abiti costosissimi ma lisi e consunti e, nonostante il divieto di


portare armi, aveva sempre con sé uno stocco, una spada leggera adatta
ai duelli.

-Uno dei primi lavori che gli venne commissionato fu la Vocazione di San
Matteo, per la chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Caravaggio realizzò
l’opera nel 1599 e stupì tutti per la scelta dei soggetti del dipinto.
Nell’opera, Matteo (tutt’altro che santo!) viene rappresentato mentre è seduto
al tavolo di una bettola, mentre Cristo lo indica per invitarlo alla redenzione.
Mancano del tutto i toni estatici che all’epoca venivano usati per rappresentare
i soggetti sacri, a favore di un maggiore realismo compositivo.

Questa esasperata attenzione al realismo dei soggetti non sempre soddisfò


i committenti che spesso considerarono blasfeme le opere di Caravaggio.
L’opera La morte della Vergine (1605-1606) venne infatti rifiutata per
l’eccessiva crudezza delle scena ma soprattutto perché Caravaggio scelse
una prostituta annegata nel Tevere per dare volto e corpo alla Vergine.

Le opere di Caravaggio colpiscono lo spettatore per la maestria con cui l’artista


riesce a dosare l’equilibrio tra luci e ombre con una tecnica assolutamente
innovativa per l’epoca. Per ottenere quest’effetto, l’artista collocava con
attenzione le lampade e le candele nello studio dove posavano i modelli, come
farebbe oggi un bravo direttore della fotografia.

La vita di Caravaggio cambiò drammaticamente nel 1606, quando uccise in


una rissa Rinuccio Tommasoni. Pare che l’alterco fosse sorto per un banale
fallo subito durante una partita di pallacorda.

L’artista, secondo le leggi in vigore nello Stato Pontificio all’epoca, fu


condannato alla decapitazione.

Per fuggire al boia Caravaggio in tutta fretta lasciò Roma fuggendo nel Regno
di Napoli ma ciò non servì a rassicurarlo.

La paura di morire diventò uno dei temi ricorrenti nelle opere realizzate in quegli
anni di latitanza. Molte di queste opere hanno per soggetto scene
di decapitazione, come nell’opera Decollazione di San Giovanni
Battista (1608).

L’artista trovò rifugio a Napoli e poi a Malta dove nel 1608 riuscì a entrare
nell’ordine dei cavalieri di San Giovanni. Ci rimase per poco, però: in una rissa
(un’altra!) ferì un altro membro dell’ordine di grado più elevato e per questo
venne imprigionato.

Fuggì anche dall’isola ma, braccato dai sicari del cavaliere ferito che lo
cercavano per vendicare l’oltraggio, riparò in Sicilia per poi tornare di nuovo
a Napoli in cerca di protezione. Non bastò. Gli uomini del suo nemico lo
raggiunsero a palazzo Cellamare e lo ferirono al volto, lasciandolo in fin di vita.

In preda al dolore dipinse Davide con la testa di Golia (1609-1610). Una


curiosità: il volto di Golia è un autoritratto di Caravaggio, ma anche il volto di
Davide è ispirato al viso dell’artista, quando era ancora giovane e privo di
macchia.

Ferito e debole, Caravaggio decise di intraprendere un faticoso viaggio a Roma,


per invocare la grazia e la clemenza del pontefice. Nel corso del viaggio però
le sue condizioni di salute peggiorano irrimediabilmente.

L’artista non raggiunse mai Roma, ma morì a Porto Ercole nel 1610, a 38 anni,
senza sapere che il pontefice qualche settimana prima aveva inviato a Napoli
un messo con il condono papale per assolvere l’artista dai suoi crimini.