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MATALONE MARIKA

NUMERO DI MATRICOLA:4461001339

1 Le principali Teorie dell’Apprendimento.

L’apprendimento è un processo attivo attraverso il quale si acquisiscono conoscenze e abilità


utilizzate per strutturare il comportamento dell'individuo in modo duraturo;su questo processo
influiscono diversi aspetti,esperienze individuali e collettive, fenomeni dell’ambiente circostante.
Le principali teorie dell'apprendimento hanno seguito varie tappe, classificabili in relazione alle
grandi scuole psicologiche del Novecento:il comportamentismo, il cognitivismo e il costruttivismo.
Il comportamentismo ha alla base una concezione associazionista,ovvero intende l’apprendimento
come risultato di associazioni tra stimoli e comportamenti in risposta agli stimoli stessi,in cui il
soggetto risulta passivo. Esiste un apprendimento nel momento in cui l’individuo risponde
correttamente ad uno stimolo perché ha acquisito,attraverso l’esperienza, conoscenze che gli
permettono di rispondere a uno stimolo in modo diverso.
Autori di riferimento: J.B.Watson, I. Pavlov, B. Skinner.
Gli esperimenti dei comportamentisti, in particolare quelli di Pavlov,dimostrarono che i cani
imparavano a dare una risposta già nota,ovvero la salivazione,in presenza di un nuovo stimolo, il
campanello (condizionamento classico); negli esperimenti di condizionamento operante o
strumentale di Skinner ,gli animali, imparavano a rispondere in presenza di determinati stimoli, ad
esempio quelli assetati chiusi in una gabbia individuavano la leva per ottenere del cibo. Il
condizionamento classico implica l’associazione ripetuta di uno stimolo condizionato e di uno
incondizionato per evocare una risposta condizionata,mentre nel condizionamento operante o
strumentale la risposta è un’operazione che l’organismo compie in vista di uno scopo e si verifica
quando viene rinforzata una risposta ad uno stimolo.
A partire dalla seconda metà degli anni settanta Neisser sintetizza le ricerche condotte secondo la
prospettiva cognitivista e le rinnova fino ad arrivare alla nascita del cognitivismo. Tolman ritiene
invece necessario sottolineare che l'individuo,grazie ai processi mentali di acquisizione,trattamento
e immagazzinamento,crea una connessione tra la percezione che ha dell'ambiente e le informazioni
in esso contenute organizzate in schemi mentali per mettere in pratica un comportamento.
L’approccio cognitivista si distanza da quello comportamentista in quanto tende a privilegiare i
processi di elaborazione dell'informazione e la costruzione attiva di risposte. L'apprendimento è
inteso come una modifica del comportamento e avviene grazie a processi cerebrali come la
memoria a breve o a lungo termine. Possono essere considerati padri del costruttivismo J. Piaget,
L. Vygotskij, J. Bruner, S.Papert.
I costruttivisti ritengono, invece, che nel processo di apprendimento il discente assuma un ruolo
centrale mentre il docente marginale,volto a facilitare il completarsi di tale processo. Questo
approccio pone il soggetto al centro del processo formativo (learning centered) ed è considerato un
organismo attivo. Il bambino costruisce gradualmente le proprie conoscenze attraverso un
interscambio con l’ambiente e ogni nuova scoperta o acquisizione dipende dal modo in cui il
soggetto e l’ambiente giungono a coordinarsi l’uno con l’altro. Per tale motivo,la cognizione è
considerata il prodotto della costruzione attiva da parte del soggetto e della situazione in cui avviene
l’apprendimento.

La mappa realizzata si focalizza sulle teorie di apprendimento,motivo per cui,dopo aver creato un
nodo per definire il termine stesso,inteso come acquisizione di conoscenze ,sono stati creati dei nodi
che ne indichino i principali modelli: comportamentismo,cognitivismo e costruttivismo. Il primo
ha come oggetto di studio il comportamento manifesto dell'individuo regolato dal binomio stimolo-
risposta. Le leggi che regolano ogni atto comportamentale sono state evidenziate dai metodi del
condizionamento, per cui vi sono due nodi inerenti alle tipologie esistenti: classico introdotto da
Pavlov e operante introdotto da Skinner con i relativi esperimenti effettuati da questi ultimi.
I teorici cognitivisti,invece, associano il concetto di mente al computer per elaborare risposte che
provochino una modifica comportamentale e sono attenti ai processi che intercorrono tra lo stimolo
esterno e la risposta appresa. Per tale motivo,dal nodo riguardante l'elaborazione
dell'informazione,vi è una biforcazione che ne mette in rilievo due strutture: quelle cognitive di
Neisser e gli schemi mentali di Tolman. Un cambiamento radicale si ha con il costruttivismo che
pone il soggetto al centro del processo formativo in cui la conoscenza è frutto dell'interazione con
l'ambiente. Poiché la costruzione della conoscenza si attua mediante questa interazione, da tale nodo
ne consegue un altro riferito a Piaget, costruttivista che sostiene che la maturazione intellettiva sia
costituita da due processi: l'adattamento,mediante il quale il bambino modifica i propri schemi
mentali in seguito alle nuove esperienze e l'accomodamento,attraverso cui,invece,incorpora i dati
reali e le esperienze.
Il costruttivismo però è a sua volta costituito dal socio-costruttivismo, i cui esponenti principali
sono Vygotskij e Bruner. Dal nodo relativo a Vygotskij ne sono stati creati due riferiti ai concetti
basilari da lui stesso definiti: il linguaggio e la zona di sviluppo prossimale. Egli ritiene che
l'apprendimento abbia una natura sociale e avvenga grazie all’interazione con l’ambiente e il
contesto in cui il soggetto viene a contatto,utilizzando il linguaggio per la comunicazione.
Tuttavia,per asserire che l'interazione sociale sia fondamentale, egli introduce il concetto di “zona
di sviluppo prossimale”: l'area cognitiva di supporto fornita da un adulto che collabori con il
bambino per oltrepassare il livello di conoscenza attuale. Infine tra i sociocostruttivisti vi è J.
Bruner,il quale afferma che l'apprendimento sia un'attività di elaborazione dell'informazione non
consistente nel mero trasferimento di conoscenze, ma definita grazie alle interazioni sociali. Infatti
la conoscenza passa attraversa tre momenti e pertanto vi sono tre nodi: uno per la rappresentazione
attiva, un altro per quella iconica e un altro ancora per quella simbolica.