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Al dente 110: Borghi d’Italia e vino o birra?

(12 maggio 2017)


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Ciao a tutti da Francesca e dal podcast “Al dente!” Oggi è il 12 maggio e prima di tutto
voglio fare gli auguri a una mia carissima collega del nostro podclub: Alicia con il suo
podcast “A mi aire” oggi festeggia la puntata numero 200! Incredibile, ma vero. Wow.
Congratulazioni, cara Alicia, e… avanti così!
Bene, ora passiamo ai temi di oggi: per cominciare vi parlerò di una bella iniziativa per
promuovere i piccoli centri italiani, lontano dal turismo di massa. Poi vi racconterò
qualcosa a proposito della birra e del vino, con qualche curiosità che forse non conoscete
ancora. Allora, siete pronti per cominciare?
Buon ascolto!

***

Cari amici, oggi vi voglio parlare di un’iniziativa interessante che è stata presentata pochi
giorni fa: il ministro dei Beni culturali e del Turismo ha nominato il 2017 come l’anno dei
borghi [1] d’Italia. Sì, quei meravigliosi paesini che possiamo trovare in ogni regione e che
fanno davvero la grande bellezza della nazione. Anche se non sono famosi come le grandi
città d’arte, non per questo sono meno belli. Anzi [2]. Secondo me lo sono ancora di più,
proprio perché è una continua scoperta, entri tra le mura [3] antiche di questo o quel
paesino e… ti trovi davanti a una bellezza che non ti aspetti. E così fra poco partiranno
diverse iniziative per valorizzare questi piccoli gioielli poco conosciuti e aprirli a un
turismo… come dire, intelligente.
Per esempio ci sarà una mappa [4] interattiva in continuo aggiornamento [5] dove
trovare indicazioni utili. Eh sì, eh, ci vuole proprio... sapete che questi bei borghi sono
tantissimi? Leggo che su questa mappa sarà possibile trovare informazioni e contenuti
emozionali. Questa è nuova: le emozioni che si possono provare quando si visita un luogo...
Proprio bello, mi piace. Per sviluppare questo grande patrimonio, sono previsti anche
mostre, concerti, spettacoli teatrali e musicali. Perché i borghi, cari ascoltatori, purtroppo si
stanno spopolando [6] sempre di più. Eh già, gli abitanti se ne vanno, perché lì non trovano
lavoro. E così si perde una grande risorsa. Se i turisti, invece, scoprono questi itinerari [7]
alternativi, allora si crea occupazione, si mantiene vivo il territorio, e i paesi possono
continuare a vivere e prosperare [8].
Ma ora, sono sicura, volete sapere il nome di qualcuno di questi piccoli gioielli [9]… E come
faccio?! Sono più di mille! Vediamo… posso parlarvi di quelli che conosco io… Dunque… ma
anche così non è facile!

Già per la Toscana ve ne potrei elencare decine e decine… Mi limiterò a due o tre. Anghiari,
in provincia di Arezzo, tra i due fiumi Tevere e Arno; Chiusdino, in provincia di Siena,
vicino all’Abbazia di San Galgano; e poi Sovana, in provincia di Grosseto, un posto davvero
magico… E al Nord, come non parlare dei meravigliosi paesini sul lago di Como, fra tutti
Varenna, il mio preferito... C’è un’aria
speciale… Vediamo... in Trentino una volta
sono stata a Canale di Tenno, un borgo
medievale intatto… e come dimenticare
Castel del Monte, in Abruzzo... e poi…
Scusate, aspettate un attimo… li sentite
anche voi? Io li sento! Mi stanno dicendo
proprio ora: “Francesca! Ci sono anch’io,
Orta San Giulio, in Piemonte! Francesca!
Parla di me, sono Bevagna, in Umbria! Ehi!
E non dimenticarti di me, eh! Salemi, in
Sicilia! Francesca…!”
Oh santo cielo… Sono proprio tanti… e tutti belli!
Sapete una cosa? Vi do un consiglio. Cercate su Internet “i borghi più belli d’Italia” e
troverete i posti che fanno per voi. “Ecco, siete soddisfatti, borghi?”
Mi dicono di sì. Sono contentissimi. E vi aspettano a braccia aperte.

***

Birra o vino? Bella domanda! Eh, naturalmente è questione di gusti! E non solo: dipende
anche dalla stagione, dall’occasione, da quello che mangiamo, eccetera. Per esempio, in
Italia con la pizza si beve la birra, non il vino! Lo sapevate?
Ma ora vediamo di scoprire qualcosa di più.
Le prime testimonianze della produzione di birra vengono dalla Mesopotamia, già 3700
anni prima di Cristo. Eh sì, è una bevanda antichissima. Molto probabilmente l’ha scoperta
una donna, mentre cucinava l’orzo, chissà come! In Egitto, in Palestina e in altri paesi
dell’Europa del Nord la birra veniva associata a pratiche religiose, era insomma una
bevanda sacra. Ma i Romani invece non amavano la birra, no, per niente: per loro era la
bevanda delle popolazioni barbare e nemiche. E furono proprio queste popolazioni barbare
a diffondere la birra all’inizio del Medioevo. E come sapete, i birrai [10] tedeschi sono stati
quelli che hanno creato birre di ottima qualità. Ho letto che oggi in Germania ci sono tante
fabbriche di birra come in tutto il resto del mondo! Pazzesco!
E il vino? Eh, questa è un’altra storia. “Vino” ha origine dalla parola
sanscrita “vena”. Il sanscrito è una lingua indoeuropea molto antica.
La radice “ven” significa “amare” ed è la stessa radice che troviamo
nel nome della dea romana Venus, Venere.
Mmh, cominciamo bene! Questo ci dice che il vino è da sempre
legato all’amore e alla gioia di vivere. Anche il vino fu scoperto
probabilmente per caso: forse del succo di uva dimenticato da
qualche parte, che a causa del caldo si era… magicamente
trasformato in qualcosa di completamente diverso. Vi immaginate la
sorpresa? Uomini e donne primitivi [11] che bevono quella strana
bevanda e poi si sentono improvvisamente… euforici [12], liberi,
allegri… Beh, con le piacevoli conseguenze che si possono
immaginare! E anche il vino era una bevanda sacra, sia
nell’antichità che in epoca cristiana.
E poi tutto il resto lo sappiamo… Oggi ci sono vini di grande qualità praticamente in tutto il
mondo.
E in Italia… beh, il vino è parte di una tradizione antica, in tavola non manca mai, è come il
pane. Ecco perché da noi non si fa un brindisi [13] ogni volta che si comincia a bere un
bicchiere di vino… e a tavola ognuno si serve da solo, come, appunto, si fa con il pane. I
brindisi in genere sono per le occasioni speciali, di solito si fanno con lo spumante.
E poi, sapete? Da noi il vino non è una cosa completamente proibita per i bambini. No, no:
per esempio, quando io ero piccola, a merenda [14] uno degli spuntini più comuni era una
fetta di pane casereccio [15] con sopra vino rosso annacquato [16] e zucchero. Era molto
buono! Un mio amico, Paolo, invece, andava matto [17] per il vinsanto. Lo conoscete? È un
vino da dessert, dolce e aromatico, che si fa in Toscana. Sua madre ne teneva una bella
bottiglia in sala, dentro un mobile alto, dove lui da piccolo chiaramente non arrivava.
Allora, Paolo, che aveva 5 o 6 anni, quando venivano ospiti a casa sua diceva sempre alla
madre: «Mamma, offrigli un bel bicchiere di vinsanto!» E poi, quando gli ospiti lo avevano
bevuto, lui gli riempiva ancora il bicchiere.
Allora un giorno sento sua madre che dice alla vicina di casa: “Come è gentile, il mio Paolo.
Quando abbiamo ospiti vuole sempre offrire il vinsanto a tutti”.
Eheh! Lo sapevo io il perché! Sapete che faceva? Quando gli ospiti erano andati via, lui zitto
[18] zitto andava in sala e beveva il resto del vinsanto da tutti i bicchieri!
E la cosa forte è che nessuno lo ha mai scoperto! Forse anche per questo lui si divertiva un
mondo [19].
Eh beh, ma per concludere, c’è un’ultima cosa da dire, e questo vale per il vino, per la birra
e per ogni bevanda alcolica: l’importante è la misura, cari amici; scegliere prodotti di
qualità, non bere troppo, e farlo in buona compagnia!

***

Cari ascoltatori, eccoci arrivati alla fine di questa puntata.


Ci risentiamo qui, eccezionalmente il 29 maggio, a causa del ponte dell’Ascensione, su
podclub.ch o sulla app. Fate esercizio con il trainer di vocaboli e su Instagram vi aspettano
nuove foto agli indirizzi #PodClubFrancesca e #aldente. Mi raccomando, non mancate!
Un saluto da Francesca e a presto!

[1] (il) borgo: piccolo paese


[2] anzi: al contrario
[3] (le) mura: struttura di protezione, in pietra o mattoni, costruita intorno a una città
[4] (la) mappa: cartina geografica
[5] (l’) aggiornamento: l’essere attuale, in base alle informazioni più recenti
[6] spopolarsi: essere meno abitato
[7] (l’)itinerario: percorso, strada di viaggio
[8] prosperare: svilupparsi bene
[9] (il) gioiello: elemento ornamentale in oro o argento, cosa preziosa
[10] (il) birraio: produttore di birra
[11] primitivo: di epoca molto antica, preistorico
[12] euforico: molto vivace e allegro
[13] (il) brindisi: levare in alto i bicchieri, anche toccandoli leggermente, in segno di augurio
o felicitazione
[14] (la) merenda: piccolo pasto che mangiano i bambini nel pomeriggio
[15] casereccio: locale, semplice
[16] annacquato: allungato con acqua
[17] andare matto: amare molto
[18] zitto: senza parlare, in silenzio
[19] un mondo: moltissimo

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