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MIGLIORAMENTO SISMICO E RESTAURO ARCHITETTONICO.

PROPOSTE
PROGETTUALI PER L'EX CONVENTO DI S. TERESA A L'AQUILA.

Dante Galeota, Concetta Chiara Iacovella, Luigi Elicio

Abstract

La comprensione profonda dell'unicità di un monumento e dell'irriproducibilità della sua materia può essere una
straordinaria sfida per la tecnica ingegneristica ad andare oltre i sistemi tradizionali di manualistica consolidata e studiare e
sperimentare caso per caso soluzioni vincenti, tanto a problemi globali quanto a problemi di dettaglio. Il caso di applicazione
è l'ex convento di Santa Teresa, un palazzo storico del centro dell'Aquila, parzialmente crollato durante il sisma del 2009 che
presenta tuttora un quadro fessurativo molto serio e diffuso. Il progetto di intervento illustrato riguarda la riparazione ed il
miglioramento sismico della struttura muraria integrato in un unico progetto di restauro, processo tecnico-culturale
complesso. Il lavoro consta di una approfondita lettura del manufatto, di una rigorosa interpretazione dell'eziologia del
danno, propone il confronto tra comportamento e danno reali e vulnerabilità riconoscibili prima del sisma, tra risultati di
indagini visive e sperimentali e perviene a scelte tecniche che rispondono ad esigenze strutturali nel rispetto di specifiche
istanze architettoniche, accostando a sistemi tradizionalmente adottati, proposte di soluzioni tecnologiche di dettaglio
inusuali.

architettonica; alterare la materia, anche nel proprio


1. Consolidamento e restauro, il contesto post- comportamento statico, significa modificare in ogni caso
sismico aquilano ed inevitabilmente i caratteri dell'opera.
Pertanto, nel riferirci al bene culturale, il
In una società moderna che fa della storia la
consolidamento, la riparazione, il miglioramento
premessa del proprio avvenire eventi catastrofici
sismico non possono essere atti con propria autonomia,
devono essere monito e insieme occasione di riflessione
ma devono essere parte integrata di un progetto di
e crescita culturale e scientifica.
restauro, inteso come un atto pratico con una visione
Così il terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo e in
culturale globale.
particolare la città capoluogo di l'Aquila nell'aprile 2009
Premettendo la necessarietà di modifiche per
si è rivelato un'impegnativa occasione di riflessione sul
salvare preventivamente il monumento o recuperarlo, la
tema dell'intervento strutturale in edifici di alto valore
premessa e la sfida tecnico-culturale stanno nel fatto
storico-artistico. Il sisma ha infatti colpito duramente il
che non esiste un’unica tipologia d’intervento per
patrimonio culturale locale in ragione dell'alta
risolvere problemi strutturali o per riparare un edificio
concentrazione di beni culturali nell'area dell’epicentro,
danneggiato, ma è necessario valutare tutte le possibili
dove numerosi edifici e complessi di rilevante
alternative e scegliere caso per caso quella migliore. La
importanza del centro storico hanno subìto crolli totali
scelta progettuale migliore deve risolvere il problema
o parziali e presentano complessi quadri fessurativi.
strutturale alterando il meno possibile la materia, ed
Intervenire per mettere in sicurezza, risanare le
essere allo stesso tempo reversibile e compatibile con le
ferite di questi immobili, dare loro la possibilità di
tecniche ed i materiali originari. Può scegliersi di
accogliere nuovamente la vita pur senza negare l'evento
sacrificare, laddove sia necessario, una materia piuttosto
traumatico e senza denaturare il loro pregio, è stato ed è
che un’altra solo alla luce di un'attenta riflessione critica
ancora l'obiettivo dei progettisti che si trovano ad
sulle istanze di cui il monumento è portatore e quindi la
intervenire nello scenario aquilano.
scelta deve essere indispensabilmente il risultato di un
Progettare un intervento tuttavia non è mai un atto
completo percorso culturale prima ancora che tecnico
neutro, poichè significa in ogni caso intervenire sulla
quale quello del restauro architettonico.
materia che è parte costitutiva dell'opera d'arte

1
Devono quindi porsi in opera tutti gli strumenti di delimitato su tre lati dalla viabilità pubblica, dalle strade
analisi per dar vita ad una presa di coscienza, ad un atto Via Roma, Via S. Teresa e Via Barete, e su un lato dal
consapevole, operando un "consolidamento critico", così Palazzo Vastarini-Cresi, edificio privato a cinque livelli.
come definito da Giovanni Carbonara (1997). Pur potendo considerare l'ex convento una unità
Motivo per cui il professionista che si occupa delle strutturale a sè stante ai sensi delle Norme Tecniche per
problematiche strutturali di un progetto su un le Costruzionii, nel corso del lavoro è stato necessario
manufatto monumentale deve far propria la sensibilità considerare anche le interazioni sismiche tra i due
verso la materia e gli aspetti culturali e interfacciarsi edifici adiacenti.
strettamente con il progetto di restauro architettonico L'ex convento di Santa Teresa presenta una quadro
accettando con spirito propositivo la sfida di risolvere fessurativo serio e diffuso e per questo motivo è stato
anche in maniera originale, sempre caso per caso, le dichiarato inagibile. In seguito sono state messe in atto
problematiche tecnologiche. una serie di opere provvisionali al fine di scongiurare
ulteriori evoluzioni del quadro fessurativo.
Il complesso ha subìto inoltre il crollo di una
2. Il caso studio. L'ex convento di Santa Teresa a porzione di muratura verso il cortile maggiore, il crollo
L'Aquila di un setto murario interno e di ampie porzioni di solai
ad essi collegati, nonchè un particolare e suggestivo
L'oggetto dello studio-proposta di restauro,
scorrimento delle colonne con cernierizzazioni alla base
sviluppatosi nell'ambito di una tesi di master in
e alla sommità delle stesse in un loggiato verso lo stesso
"Miglioramento sismico, restauro e consolidamento del
cortile.
costruito storico e monumentale", è il complesso
Lo stabile presenta numerose problematiche dal
aquilano dell'ex convento di Santa Teresa, situato in via
punto di vista statico-strutturale e allo stesso tempo
Roma, nel centro storico del capoluogo abruzzese, tra le
affianca ai segni dell'ultimo abbandono quelli di una
chiese di San Domenico e di San Pietro di Coppito.
mancata manutenzione anche precedente all'evento
L'ex convento era diventato sede di attività culturali
sismico, insieme ai risultati di interventi di
musicali e teatrali - l'associazione dei Solisti Aquilani e il
riadattamento che hanno sconvolto i caratteri propri di
Teatro Stabile d'Abruzzo - dopo aver ospitato funzioni
alcuni spazi.
scolastiche, reparti dell'esercito e, per periodi alterni, la
congregazione religiosa di Santa Teresa e Sant'Orsola 3. La ricostruzione delle fasi storico-costruttive
fin dal 1672; all'interno dei locali del convento è tra rilievo critico e analisi del tessuto urbano
attestata anche la presenza di una chiesa fin dal 1678.
Il complesso, di forma rettangolare, ha dimensioni Guidato dal metodo critico, lo studio monumento è
in pianta di circa 29x37 m e si sviluppa su due livelli stato volto alla maggior conoscenza possibile, estesa e
fuori terra attorno a tre cortili interni (Fig. 1). Esso è puntuale del manufatto, nei suoi caratteri costruttivi e

Fig. 1: Il complesso dell'ex convento di Santa Teresa a l'Aquila in una vista prospettica. Sulla destra l'abside della chiesa
di San Domenico. Sul retro il contiguo Palazzo Vastarini-Cresi

2
nella storia evolutiva che lo ha trasformato fino ad oggi. variato nella direzione di sviluppo delle facciate e che
Lo studio condotto ha seguito la convinzione che con buona probabilità i due blocchi edificati in adiacenza
riconoscere le fasi evolutive del manufatto possa essere al Palazzo Vastarini-Cresi siano entrambi aggiunte
un veicolo straordinario di informazioni per giungere posteriori alla prima edificazione dell'immobile.
alla conoscenza delle vulnerabilità strutturali e delle L'interpretazione delle antiche mappe, tenuto conto
probabili cause dei danneggiamenti, spesso anche senza delle imprecisioni e schematizzazioni che nelle stesse è
ricorrere all'ausilio di metodi sperimentali di indagine. normale riscontrare, ha mostrato poi nell'area
Esaminata quindi la documentazione storica circa la dell'attuale convento una prima diversa attestazione di
creazione e le modificazioni dell'immobile, si è condotto edifici preesistenti, più piccoli e orientati verso l'odierna
uno studio diretto sul manufatto operando una stretta via Santa Teresa, con case aventi uno sviluppo in
correlazione fra la lettura materica, il rilievo geometrico profondità notevole, nonostante non si trattasse di
e la lettura del tessuto urbano circostante con palazzi, con buona probabilità frutto della fusione di
l'interpretazione della cartografia storica risalente agli moduli edificati minori. La stessa lettura ha suggerito
anni 1600ii (Fig. 2), 1753iii e a seguire. inoltre l'antica presenza di un percorso in direzione
Dal rilievo geometrico risultano evidenti alcune dell'ideale prosecuzione della navata principale e
particolarità: diversi setti murari tra loro paralleli non si dell'abside della chiesa di San Domenico, ancora fino al
trovano in direzione ortogonale alle facciate esterne su 1753, ora ricompreso nell'isolato dell'ex convento in
cui si attestano; esistono dei flessi con cambio di corrispondenza di due stanze con porticato adiacenti al
direzione lungo le facciate su via Roma e su via Santa vicino palazzo Vastarini-Cresi.
Teresa; i cortili sono decentrati e concentrati in Leggendo il tessuto edilizio è possibile ritrovare
adiacenza al vicino Palazzo Vastarini-Cresi, dove parallelismi tra le facciate delle chiese di San Pietro e di
esistono un recente casotto con pilastri in cemento San Domenico e ritrovarli in altri muri, coperture o
armato ed un blocco di stanze di profondità molto elementi in altri edifici del tessuto storico sull'odierna
inferiore rispetto alle altre verso la stessa via Roma. via Roma. La direzione individuata non corrisponde a
Dalla mappatura dei materiali costituenti la
muratura portante delle facciate esterne (Fig. 3) e dei
cortili interni - possibile ove le superfici si trovano prive
di intonaco di rivestimento oppure ove lo stesso
presenta lacune di ampiezza sufficiente, è emersa una
ampia disomogeneità nelle modalità di posa in opera dei
blocchi lapidei prevalentemente calcarei, nella dosatura
della malta, nell'orizzontalità degli allettamenti, nella
presenza o meno di ricorsi o rinzeppature con elementi
laterizi.
Le differenze nell'apparecchiatura muraria
denotano la realizzazione delle murature in fasi ed
epoche differenti ed il susseguirsi di interventi
successivi alla realizzazione primigenia dei muri.
La disposizione ancora delle aperture sui diversi
fronti mostra una mancanza di simmetria e di regolarità
nella loro disposizione, frutto evidente di un intervento
posteriore alla prima edificazione consistito nella
rifusione degli organismi edilizi esistenti in un palazzo
con uniformazione delle finestre sulle due vie Roma e
Santa Teresa e con l'ingresso principale in posizione
baricentrica sul fronte di via Roma.
Fig. 2 (alto): Particolare della pianta della città di
Tutti gli elementi emersi dalla lettura diretta del l'Aquila nel 1600ii
monumento riconducono all'ipotesi che qualcosa sia
Fig. 3 (basso): Mappatura dei materiali della
muratura di facciata su via Roma

3
quella della facciata del convento su via Roma, ma
coincide con quella della sola ultima porzione d'angolo
dell'ex convento tra le vie Santa Teresa e Roma e si
rivela essere con buona probabilità la direzione
originale, essendo in perfetta ortogonalità con i setti che
risultavano stranamente orientati.
Con buona probabilità quindi nel corso dei secoli la
direzione della strada, l'odierna via Roma, ha subito una
variazione nella propria inclinazione ed il fronte del
palazzo dell'ex convento ad esclusione dell'angolo con
via S. Teresa, ha subìto una rotazione contestuale.
L'interesse strutturale delle considerazioni
evolutive, riassunte planimetricamente nella Fig. 4, è
confermato dall'interpretazione del rilievo del quadro
fessurativo.
Le stanze che formano il blocco adiacente a Palazzo
Vastarini-Cresi hanno avuto un comportamento
differente rispetto alle altre. Sono crollate porzioni di
volta proprio in corrispondenza del cambio di direzione
del fronte su via Roma su cui si attestano. La porzione
d'angolo individuata come quella che ha mantenuto
l'orientamento originale è stata invece quella meno
interessata da un cinematismo di ribaltamento di
facciata del fronte su via Roma.
Uno dei crolli più importanti del complesso ha
interessato poi uno dei setti murari al piano primo, che
si attestava come leggermente ruotato rispetto al setto
sottostante al piano terra per una modifica fatta
presumibilmente per migliorare l'ortogonalità tra i muri
delle stanze.
Altri punti di vulnerabilità sede di incipienti
danneggiamenti sono stati poi riscontrati nelle
interfacce tra le parti murarie realizzate con differenti
materiali e apparecchiature.
D'altro canto l'interpretazione critica del rilievo,
grazie agli elementi architettonici ancora leggibili, ha
reso possibile anche l’individuazione degli ambienti che
in passato costituivano la chiesa di Santa Teresa
all'interno del complesso conventuale.
La chiesa mostra un'antica struttura ad aula
scandita da lesene ed arcate trasversali con l'ingresso
sul lato corto sulla via Santa Teresa, opposto al
presbiterio; testimonianza ne sono i resti di un portale
lapideo in corrispondenza di quella che ora è una
finestra.
Il presbiterio della chiesa era poi coperto da una
volta con pennacchi decorati a stucco e presentava tre
finestre anch'esse con decorazioni in stucco (Fig. 8).
Fig. 4: Ricostruzione planimetrica delle fasi storico-
evolutive del complesso

4
La continuità spaziale dell'aula è stata in tempi più Palazzo Vastarini-Cresi.
recenti interrotta dalla realizzazione di un interpiano Altro fenomeno rilevante ed evidente è stato lo
all'altezza delle imposte degli archi e in copertura con scorrimento nel proprio asse longitudinale delle colonne
dei solai in putrelle e tavelloni che ne ha reso illegibili i del loggiato al primo piano: con lo scuotimento sismico
caratteri. Tuttavia le porzioni murarie perimetrali la massa della copertura, costituita da coppi e pianelle
all'antico organismo ad aula non hanno subito crolli decorate, ha impresso una forza orizzontale sulla
eccetto ma solo danni localizzati. sommità delle colonnine. Le colonnine hanno oscillato
rispetto al proprio asse verticale innescando una sorta
4. La lettura e l'interpretazione del quadro di rocking dissipativo (Fig. 5) che ha causato la
fessurativo formazione di cerniere plastiche in base e alla
sommità. Questo meccanismo ha fatto sì che si creasse
L'intero complesso è ad oggi inagibile per i danni dovuti
una dissipazione di energia senza rotture, con la sola
al sisma del 2009.
rotazione del fusto delle colonne rispetto alle basi e
I crolli che sono avvenuti durante l'evento sismico
capitelli, già elementi fra loro distinti.
hanno interessato:
- una porzione di parete sul cortile interno a causa
dell'instaurazione di un meccanismo di flessione
orizzontale;
- un setto ortogonale alla facciata su via Roma a causa
della posizione parzialmente sfalsata dello stesso
rispetto al setto sottostante e dell'allontanamento della
detta facciata che ha mostrato una tendenza al
ribaltamento verso l'esterno;
- porzioni più o meno ampie dei solai in corrispondenza
delle pareti crollate;
- porzioni di volta in foglio all'intradosso dei solai di
copertura delle stanze che formano il blocco adiacente al
Fig. 5: Scorrimento del loggiato e rocking dissipativo

Fig. 5: Scorrimento del loggiato con rocking dissipativo

Fig. 6: Quadro fessurativo. In alto una sezione longitudinale parallela a via Santa Teresa, passante per il cortile con il
loggiato (al centro) e per l'area presbiteriale dell'antica chiesa (a destra). In basso il prospetto su via Santa Teresa: si
notino i cunei da ribaltamento più e meno estesi ai cantonali.

5
Dal quadro fessurativo (Fig. 6) emerge poi la
presenza di fenomeni diffusi in tutto l'edificio quali il
ribaltamento delle facciate verso l'esterno, il
ribaltamento dei cantonali e la formazione di lesioni
a taglio nel piano delle murature, talvolta con
andamento a croce di Sant’Andrea.
Risultano visibili fessure in corrispondenza degli
architravi di porte e finestre là dove tali elementi
abbiano una insufficiente superficie di appoggio sulle
spallette laterali dell’apertura e laddove le piattabande
abbiano subìto fenomeni di mutuo scorrimento tra i
conci.
Si è poi riscontrata l'espulsione di cornici lapidee della
maggior parte delle aperture, espulsione ancora più
evidente nelle pareti a maggior lunghezza libera di
inflessione caratterizzate da un’elevata distanza di
interasse tra i setti murari ortogonali.

5. Analisi del comportamento strutturale e


valutazione della sicurezza

Nel prevedere la riparazione dei danni causati dal


terremoto del 2009 e l'eliminazione delle vulnerabilità
statiche con l'attenuazione delle carenze strutturali ai
fini di un miglioramento sismico dell'organismo
strutturale, il rilievo del quadro fessurativo e la sua
interpretazione sono base fondamentale per la
definizione dei meccanismi attivatisi durante il sisma.
Tuttavia è necessario valutare tutto l'insieme dei
possibili meccanismi attivabili per poter dimensionare
gli apprestamenti di progetto.
Per tale motivo si sono condotte analisi globali e
locali dell'organismo strutturale, verificando la sicurezza
in accordo con le "Linee guida per la valutazione e la
riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale
con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni
di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei
trasporti del 14 gennaio 2008".
Per definire le caratteristiche meccaniche delle
murature si è fatto specifico riferimento al metodo
dell'Indice di Qualità Muraria (Borri & De Maria,
2009) con il quale, attraverso una valutazione visiva e
metrica, è possibile quantificare empiricamente le
caratteristiche meccaniche della muratura in funzione
del rispetto o meno di sette requisiti della regola d'arte
quali l'orizzontalità dei filari, la presenza di diatoni, la
forma, la dimensione e la resistenza (degrado) dei
blocchi, lo sfalsamento dei giunti verticali, la qualità Fig. 7: Confronto tra porzioni di muratura valutate
secondo il sistema dell'Indice di Qualità Murariaiv per
della malta o la presenza di zeppe (Fig. 7).
la definizione delle caratteristiche meccaniche

6
In taluni casi è stato possibile confrontare i risultati - il mancato rispetto delle regole dell'arte;
così ottenuti con i risultati di prove sperimentali già - la disgregazione della malta;
effettuate con i martinetti piatti e così riscontrare - la presenza di volte in foglio;
un'ottima correlazione tra il risultato dell'Indice di - la configurazione di muri in falso;
Qualità Muraria e i risultati delle prove sperimentali. - l'esistenza di travi spingenti sui cantonali.
Introducendo nel calcolo strutturale i valori delle Inoltre si pone il problema del ripristino delle
caratteristiche di resistenza ed elasticità stimati con un porzioni di solaio e di muratura oggetto di crolli.
livello di conoscenza LC2 secondo il par. 8.5.4 delle Dallo studio condotto si rivela poi necessario
Norme Tecniche per le Costruzioni, D.M. 14.01.2008 e affrontare anche problematiche di carattere
C8A.1.A.4 della relativa Circolare n. 617 del 02.02.2009, propriamente architettonico. Tra queste quella più
si sono effettuate le opportune verifiche della struttura interessante è quella relativa all'antica chiesa, stravolta
in condizioni statiche e in condizioni sismiche, a livello nella sua spazialità dai solai di interpiano che ne hanno
globale e locale, introducendo vincoli dovuti alla alterato la conformazione non conferendo
presenza di un palazzo con propria unità strutturale ma miglioramento al valore allo spazio (Fig. 8), ma anche
contiguo. quella relativa al forte degrado delle superfici
Particolarmente significativi sono i risultati dello architettoniche, in particolare delle facciate esterne.
studio dei singoli cinematismi, dei quali è risultato che i La proposta di intervento scaturita intende mettere
più pericolosi per facilità di attivazione siano i in pratica nella maniera più corretta l'integrazione delle
ribaltamenti delle porzioni di facciata non tecniche di consolidamento nel progetto di restauro
sufficientemente vincolate e dei cantonali. architettonico così come si è fatto nell'analisi dello stato
di fatto.
6. Intenzioni e scelte progettuali Nell'ipotesi progettuale, quindi, sono stati
individuati gli indirizzi principali di intervento,
Le principali problematiche strutturali individuate
definendo le peculiarità da conservare e/o da
sono:
valorizzare a fronte di ciò che potesse essere
- la mancanza di regolarità in pianta per le addizioni e
"sacrificato" per esigenze di sicurezza. Si è quindi
modifiche storiche;
proceduto alla scelta degli interventi mantenendo una
- le carenze nelle connessioni fra gli elementi resistenti;
visione di insieme, ma scendendo al tempo stesso nel
- la perdita di rigidezza di alcuni setti per la presenza di
dettaglio degli interventi di carattere strutturale.
nicchie e aperture;
Per contrastare il rischio di ribaltamento fuori piano
- le scarse caratteristiche meccaniche della muratura;

Fig. 8: Vista interna al piano primo, i resti della volta del presbiterio della chiesa di Santa Teresa

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delle pareti si è fatto ricorso a due sistemi differenti: Sulle volte in foglio si è scelto di intervenire
l'introduzione di nuovi tiranti in acciaio inox e il dall'alto, con la posa di nastri in fibra di acciaio su letto
recupero e riutilizzo degli elementi lignei esistenti in di malta di calce con lo scopo di contrastare le trazioni
copertura. Infatti le capriate lignee esistenti, in buono all'estradosso delle volte.
stato di conservazione, sono idonee a mantenere la Per ridurre la vulnerabilità del muro in falso su una
propria funzione di sostegno della copertura e sono in volta in foglio è stato previsto il rinforzo estradossale
grado al tempo stesso di fungere anche da presidio della volta con nastri in fibra di acciaio e la realizzazione
antisismico con l'introduzione di specifici appoggi a di un frenello in laterizio a sostegno della muratura
cerniera vincolati alla muratura sottostante. Con questo (Fig. 10). L'inserimento di due profili angolari ad L posti
espediente la catena della capriata, realizzata per alla base della muratura esistente, ancorati nelle
contrastare le sole spinte statiche dei carichi murature ortogonali e connessi tra loro per mezzo di
gravitazionali della copertura, assume anche la funzione barre trasversali permetterebbe di sgravare
di tirante tra le murature su cui poggia. parzialmente la volta in foglio dal peso del muro in
Si è scelto anche di introdurre un presidio che falso.
assicurasse un comportamento scatolare alle porzioni Per quanto riguarda il colonnato della loggia al
strutturali del complesso. Per raggiungere questo primo piano, gli elementi in muratura mostrano gravi
risultato è stata prevista la realizzazione di un cordolo lesioni per scorrimento e giunti di discontinuità
sommitale, utile anche a garantire una ripartizione più mostrano l’attivazione di numerose cerniere plastiche in
uniforme dei carichi trasmessi dalle capriate e dalle base e sommità. Di fatto, per evitare la ricomparsa del
travi di copertura sulle pareti portanti. Tra le numerose cinematismo, sarebbe stato possibile bloccare fra loro
soluzioni costruttive adottabili per assolvere a questo basi, fusti e capitelli. Questo sarebbe potuto essere fatto
compito, per il caso di studio si è scelto di realizzare un con diversi sistemi più o meno dissimulati alla vista
cordolo in muratura armata costituito da mattoni pieni come barre, trefoli a radice o cerchiature in acciaio.
in laterizio intervallati da strati di malta armati con Tuttavia nel rispetto del principio del minimo
fasce di tessuto in fibra di acciaio galvanizzato ad alta intervento e in virtù di considerazioni strutturali si è
resistenza. La scelta è stata dettata dalle particolari scelto di non intervenire per bloccare gli elementi del
condizioni al contorno quali l'irregolarità e la ridotta colonnato: se lasciato libero, il sistema delle colonne, si
dimensione dei blocchi lapidei sommitali, la presenza di permetterà ancora una volta la formazione di cerniere
numerosi inserti laterizi e dall'assenza di particolari plastiche dissipative nei punti di discontinuità già
vincoli imposti da un'eventuale muratura faccia-a-vista, esistenti presenti all’interfaccia tra i diversi elementi.
esclusa nel caso in esame. Impedendo invece tale meccanismo con la riconnessione
In copertura si è studiato il sistema per contrastare dei giunti tra fusti e basi o capitelli, le cerniere plastiche
le spinte orizzontali delle travi cantonali senza
sostituzioni, ma attraverso l'elaborazione di un sistema
di vincolo particolare formato da staffa, viti, bulloni,
piastre di ancoraggio e catene che andassero ad
ancorarsi nei muri trasversali più prossimi per
assorbire le spinte che altrimenti tenderebbero a far
ribaltare il cantonale (Fig. 9).
Per risolvere problematiche diffuse si è ipotizzato di
intervenire con la chiusura, ove possibile, di nicchie e
aperture, ricorrendo negli altri casi alla cerchiatura dei
vani con profili angolari, piatti metallici e calastrelli in
acciaio, il consolidamento delle piattabande con fasce in
tessuto di acciaio galvanizzato, malta di calce e
connettori in fiocchi di acciaio, la stilatura profonda dei
giunti con malta di calce e, per far fronte alla carenza di
diatoni, la connessione a secco dei paramenti murari
con barre elicoidali.
Fig. 9: Soluzione con staffe e catena per contrastare le
spinte orizzontali del cantonale

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andrebbero ad attivarsi altrove dando luogo lì, invece imbullonate per ancorare i profili metallici di cui si è
che a semplici rotazioni tra elementi separati, a delle parlato, dove si è scelta la scialbatura leggera si è
rotture di elementi interi. Il fenomeno che si è attivato e studiato un ancoraggio interno ad attrito tramite
che si sceglie di mantenere è definibile come rocking l'utilizzo di una calza contenente resina ad espansione
dissipativo ed è quello che ha permesso e tuttora da dimensionarsi opportunamente.
permette anche ai templi dell'antichità di rimanere in
piedi quando sottoposti a sisma. 7. Conclusioni
All'interno dell'antica chiesa deturpata, ma ancora
Il lavoro condotto sull'ex convento di Santa Teresa a
potenzialmente leggibile si è operata una scelta
l'Aquila, complesso storico nel centro del capoluogo
significativa, quella di rimuovere i solai di interpiano e
abruzzese colpito pesantemente dal sisma dell'aprile
di ridare la potenziale unità allo spazio con
2009, parte dallo studio approfondito dello stato di fatto
l'integrazione delle volte perse mediante l’introduzione
nei suoi aspetti materici, costruttivi, storici, artistici,
di una trama di arcate in legno e infine recuperare con
strutturali e, attraverso una valutazione critica giunge a
un attento restauro gli stucchi superstiti, ottenendo così
definire gli indirizzi per un appropriato restauro
uno spazio da poter destinare alle rappresentazioni
architettonico approfondendo nel dettaglio gli aspetti
musicali e teatrali per auspicare un ritorno delle
strutturali per il consolidamento.
associazioni qui operanti fino al 2009.
La lettura e la ricostruzione degli eventi storici
Tuttavia si è osservato che la struttura con la
confrontata in questo lavoro con i danni verificatisi
presenza degli impalcati ha lavorato bene col sisma e
pertanto la rimozione degli impalcati rigidi
richiederebbe un ripristino della rigidezza nel piano
orizzontale così sottratta. Qui lo studio del dettaglio
strutturale definito ad hoc è stato fondamentale. Si è
pensato di realizzare una cerchiatura con profili
metallici ancorati fino al paramento esterno e inseriti
nella sede di appoggio dei solai da rimuovere
conformando tali profili in maniera tale da farli
funzionare renderli anche da appoggio per le nuove
arcate lignee (Fig. 10) sagomate per l'incastro.
Gli ancoraggi al paramento esterno di tali profili
sono stati studiati inoltre differentemente a seconda
delle pareti in cui si inserivano per accordarsi alle
esigenze di finitura superficiale delle facciate, ad
ulteriore dimostrazione di come l'intervento di
consolidamento non possa essere disgiunto dal progetto
di restauro. Per considerazioni di carattere storico ed
estetico si è infatti scelta una finitura ad intonaco con la
stessa colorazione che mostrano ora (a meno dei
degradi) le facciate di via Roma e via Santa Teresa (Fig.
11) ed una finitura a scialbo ad uniforme colorazione per
la facciata di via Barete dove è ancora parzialmente
leggibile il palinsesto murario, scegliendo di mantenere
la leggibilità di tale palinsesto che è testimonianza
diretta delle mutazioni storico-costruttive, attenuando le
differenze cromatiche con una colorazione leggera e
uniformante. Fig. 10: Soluzioni progettuali di dettaglio. In alto: frenello in
Là dove per la facciata esterna si è scelta la finitura laterizio a sostegno di un muro in falso con l'uso di un nastro
a intonaco si è prevista l'apposizione di piastre in fibra di acciaio all'estradosso di una volta in foglio. In basso:
sistema di irrigidimento e sostegno delle arcate lignee nella
chiesa nell'alloggiamento delle travi del solaio da rimuovere.

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indica come sarebbe possibile individuare a priori scegliere di introdurre nuovi elementi di supporto.
numerose criticità strutturali in modo da intervenire in E' giusto infine che i nuovi presidi di progetto siano
via preventiva prima che si verifichino eventi realizzati con materiali che si avvicinino, in virtù anche
traumatici. della sicura compatibilità, a quelli della tradizione, ma è
Il progetto migliore quando si opera su un bene opportuno anche che si utilizzi ciò che il progresso
culturale come un edificio storico può essere solo quello tecnologico ci offre.
che vede l'integrazione tra la lettura delle istanze del Verificando sempre la compatibilità dei sistemi e
monumento e la definizione dei criteri di intervento. l'opportunità di applicazione caso per caso, si ritiene che
Questi devono in via generale rispettare requisiti l'utilizzo di tecnologie innovative - come le fasce in
sempre validi come il minimo intervento, la tessuto di acciaio galvanizzato o i connettori in fiocchi di
compatibilità, la reversibilità e la riconoscibilità, ma acciaio - sia non solo tecnicamente vantaggioso ma
declinarsi caso per caso in virtù della presa di coscienza anche culturalmente opportuno, in quanto restaurare
risultante dallo studio analitico del monumento fin nei un manufatto del passato non può limitarsi a
suoi aspetti statici e costruttivi di dettaglio. cristallizzare una situazione originaria con soli
Le scelte progettuali relative agli aspetti strutturali, strumenti del passato oggi talvolta anacronistici, ma
alla messa in sicurezza sismica e al miglioramento deve opportunamente ammettere anche il presente in
devono essere parte integrante del progetto completo di vista del futuro.
restauro e rispecchiarne l'approccio critico. Si ritiene infatti opportuno affiancare le tecnologie
Solo con la piena presa di coscienza del bene su cui contemporanee a quelle tradizionali in modo da non
si lavora si potrà scegliere di intervenire - o non disconoscere il ruolo del presente nel complesso
intervenire - con i sistemi ed i materiali più appropriati. processo storico-culturale che un restauro consapevole
Si può scegliere di recuperare gli elementi originari, ha il compito di valorizzare e valutare invece dove la
conferendo loro anche nuove funzioni come mano debba fermarsi e non accanirsi sulla materia ove
nell'esempio delle catene delle capriate lignee, o essa assolva già il proprio ruolo.

Fig. 11: Il restauro delle superfici architettoniche. Facciata su via Santa Teresa. In alto il fotopiano con lo stato di fatto,
in basso lo stato di progetto in cui è ora possibile rileggere la ripartizione tra ex convento e l'antica chiesa.

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NOTE

i Norme Tecniche per le Costruzioni, D.M. 14.01.2008


ii Pianta di l'Aquila di Pico Fonticulano, incisore Giacomo Lauro, del 1600 (Ruggiero Patrignani, 1980)
iii Pianta di l'Aquila di Antonio Francesco Vandi del 1753 (Clementi & Piroddi, 1986; Antonini, 2010)

BIBLIOGRAFIA
Antonini, O. (2010). Architettura religiosa aquilana. Todi, IT: Ed. Tau.
Borri, A., & De Maria, A. (2009). IMQ Indice di qualità muraria. Applicazione nell’ambito delle NTC 2008. L’Edilizia,
n. 160.
Carbonara, G. (1997). Avvicinamento al restauro. Napoli, IT: Ed. Liguori.
Clementi, A., & Piroddi, E. (1986). L'Aquila. Bari, IT: Ed. Laterza.
Ruggiero Patrignani, M. (1980). Egemonia politica e forma ubana. L'Aquila, città come fabbrica di potere e di
consenso nel Medioevo italiano. Bari, IT: Dedalo libri.

Si ringrazia l'ing. A. Lemme per il suo prezioso contributo al lavoro.

Memoria in parte pubblicata sugli atti del Convegno ReUso 2016.

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