Sei sulla pagina 1di 9

Aforismi.meglio.

it

Frasi di Walt Whitman


1. Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte ad un milione di universi.

2. Non ho alcun dubbio che ho meritato i miei nemici, ma non sono sicuro di aver meritato i miei amici.

3. Tra i rumori della folla ce ne stiamo noi due, felici di essere insieme, parlando poco, forse nemmeno una
parola.

4. Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato.

5. Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.

6. Straniero, se camminando ti imbatti in me e hai voglia | di parlarmi, perché non dovresti farlo? | E
perché io non dovrei parlare con te?

7. Se è tardi a trovarmi, insisti, se non ci sono in un posto, cerca in un altro, perché io son fermo da qualche
parte ad aspettare te.

8. Emetto il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.

9. Io canto l'individuo, la singola persona, | Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. | L'organismo,
da capo a piedi, canto | La semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni | della Musa: la Forma
integrale ne è ben più degna, | E la Femmina canto parimenti che il Maschio. | Canto la vita immensa in
passione, pulsazioni e forza, | lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si at | tuano, | Canto
l'Uomo Moderno.

10. Io celebro me stesso, io canto me stesso, | e ciò che io suppongo devi anche tu supporlo | perché ogni
atomo che mi appartiene è come appartenesse anche a te. [da Foglie d'erba]

11. Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini...

12. Non scomporti | sii a tuo agio con me | sono Walt Whitman | liberale e forte come la Natura | e finché il
sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti | finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie
di frusciare per te | le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te ... (da A una semplice
prostituta)

13. Quando i lillà fiorivano, l'ultima volta, nel prato davanti alla casa,
E il grande astro nel cielo d'occidente calava presto la sera,
Io ero in lutto, e sempre lo sarò, ogni volta che torni primavera.

Primavera che sempre ritorni, sempre mi porterai questa triade,


I lillà perennemente in fiore, l'astro che tramonta ad occidente,
Ed il pensiero di colui che amo.
Oh possente astro d'occidente tramontato!
Oh notte piena d'ombre - notte cupa e lacrimosa!
Oh grande astro scomparso - nera-tenebra, che lo nascondi!
Oh mani crudeli che mi trattengono impotente - anima mia smarrita!
Oh nube gelida che mi circonda e paralizza la mia anima!

Nel recinto davanti ad una vecchia casa di campagna, presso la staccionata dipinta di bianco,
Cresce una pianta di lillà, alta, con le foglie a forma di cuore d'un verde intenso,
E molti grappoli di fiori, delicati, dal profumo acuto che amo,
Ogni foglia un miracolo - e là in quel prato davanti a quella casa,
Da quella pianta dai fiori dal colore delicato, con le foglie a forma di cuore d'un verde intenso,
Stacco un rametto fiorito.

14. Quando udii l'astronomo acculturato, | Quando dimostrazioni e cifre vennero incolonnate dinanzi a me,
| quando mi mostrarono carte e diagrammi per sommarle, dividerle e misurarle, | quando mi sedetti a udire
il seminario dell'astronomo tra mille applausi in sala, | oh, quanto presto mi stancai e stufai, | fino a che mi
alzai e me ne scivolai via scappando, | nella mistica aria notturna brumosa, e di quando in quando | rimirai
in perfetto silenzio le stelle.

15. Gli anni a venire non conosceranno mai l'inferno ribollente e l'oscuro ambiente infernale, gli
innumerevoli drammi minori e i retroscena della guerra di secessione ed è meglio che sia così. La guerra
vera non comparirà mai nei libri.

16. È solo uno schizzo, dopo tutto, pochi tocchi rudimentali qui e là, che non esauriscono il tema ma si
limitano a mostrare quel che potrebbe diventare. Talora mi viene da pensare che le stesse Foglie non siano
che la stessa cosa: un passaggio verso qualcosa, piuttosto che un oggetto concluso in se stesso.

17. Può il vostro libro reggere il confronto con l'aperta campagna e il bordo del mare?

18. Lettore, in te palpita la vita, tu fremi d'orgoglio e amore: sei come me, lettore | E perciò ti dedico i miei
canti.

19. Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto,


nessuna nascita, forma, identità - nessun oggetto del mondo,
né vita, né forza, né alcuna cosa visibile;
l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.
Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura.

Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo,


la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere;
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

20. Senti, m'informò l'anima, | Scriviamo per il corpo (siamo infatti una cosa), versi tali, | Che, dopo morte,
dovessi invisibil tornare, | O, più tardi, più tardi, in altre sfere, | A un gruppo di compagni i miei canti
riprendere, | (In accordo con suono, alberi, venti della terra, tumulto | delle onde), | Possa con soddisfatto
sorriso continuare, | A sempre riconoscere miei questi versi – come, qui ed ora, | per la prima volta, |
Firmando per anima e corpo, il nome mio v'appongo, | Walt Whitman

21. Quando ascoltai l'astronomo erudito,


Quando le dimostrazioni, i numeri, furono dispiegati dinanzi a me,
Quando le carte e i diagrammi mi furono mostrati per sommarli, dividerli e misurarli,
Quando ascoltai trepidante l'astronomo nell'aula delle sue famose lezioni,
Quanto inspiegabilmente presto divenni esausto e sofferente,
Fino a quando alzandomi e scivolando via iniziai a vagare in solitudine,
Nell'umida e misteriosa aria notturna, e secondo dopo secondo,
Volsi lo sguardo alle stelle nel perfetto silenzio.

22. Che cos'è l'erba?


Mi chiese un bambino portandomene a piene mani;
come potevo rispondergli?
Non so meglio di lui che cosa sia.
Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,
fatto col verde tessuto della speranza.
O forse è il fazzoletto del Signore,
un ricordo profumato lasciato cadere di proposito,
con la cifra del proprietario in un angolo
sicchè possiamo vederla e domandarci di chi può essere?
O forse l'erba stessa è un bambino,
il bimbo generato dalla vegetazione.
O un geroglifico uniforme che voglia dire,
crescendo tanto in ampi spazi che in strette fasce di terra,
fra bianchi e gente di colore, Canachi, Virginiani,
Membri del Congresso, gente comune,
io do loro la stessa cosa e li accolgo nello stesso modo.

23. Chi include la diversità ed è Natura,


Chi è l'ampiezza della terra e la volgarità e la sessualità
della terra, e la grande carità della terra, e il suo equilibrio anche,
Chi non per nulla ha guardato dalle finestre degli occhi e
non per nulla nel suo cervello ha dato udienza ai messaggeri,
Chi contiene credenti e miscredenti, chi è il più maestoso amante,
Chi possiede debitamente uomo e donna, la sua una e
trina porzione di realismo, spiritualismo, senso estetico o intellettuale,
Chi avendo preso in considerazione il corpo trova tutti i suoi
organi e le sue parti buone,
Chi, fuori dalla teoria della terra e del suo corpo, uomo o
o donna, capisce per sottile analogia tutte le altre teorie,
la teoria di una città, di un poema, dell'ampia politica di questi stati,
Chi crede non soltanto nel nostro pianeta con il suo sole e
la sua luna, ma anche in altri pianeti con i loro soli e le loro lune,
Chi, costruendo la sua casa, non per un giorno, ma per
sempre, vede razze, ere, date, generazioni,
Il passato, il futuro abitare lì, come lo spazio, insieme, inseparabili.

24. Io sono colui che ha un angoscioso desiderio d'Amore;


gravita la terra?
La materia non attira, bramandola, tutta la materia?
Così il mio corpo verso tutti quelli che incontro o conosco.

25. Io credo che una foglia d'erba non valga affatto


meno della quotidiana fatica delle stelle.
E la formica è ugualmente perfetta, come un granello di sabbia,
come l'uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un capolavoro pari a quelli più famosi,
E il rovo rampicante potrebbe ornare i balconi del cielo.
E la giuntura più piccola della mia mano qualsiasi meccanismo può deridere.

26. Addio mia fantasia!


Addio cara compagna, caro amore
Me ne vado via e non so dove,
O verso quale sorte, e chi sa se mai più ti rivedrò,
Così ti dico addio, mia fantasia.

Ora per la mia fine lasciami pensare al passato per un momento;


Il più lento e il più debole battito ,dell'orologio è in me,
L'uscita, la sera, e subito il soffio del cuore si ferma.

A lungo abbiamo vissuto, goduto, ci siamo accarezzati;


Che delizia ora la separazione - addio mia Fantasia.

Malgrado questo, non farmi aver troppa fretta,


Assai a lungo abbiamo vissuto, dormito, ci siamo purificati, ci siamo fusi in uno;
Allora se noi moriamo, moriremo insieme, (si, rimarremo uno,)
Se andiamo in qualsiasi luogo, andremo insieme incontro a ciò che avverrà.
Forse staremo meglio e saremo più allegri e impareremo qualche cosa,
Forse sei tu stessa che ora veramente mi conduci verso i veri canti, (Chi lo sa?)
Forse sei tu la sfera mortale che realmente distrugge, riduce così - ora finalmente,
Addio, e Salve! mia Fantasia.

27. Noi due, quanto a lungo fummo ingannati,


ora metamorfosati fuggiamo veloci come fa la Natura,
noi siamo Natura, a lungo siamo mancati,
ma ora torniamo,
diventiamo piante, tronchi, fogliame, radici, corteccia,
siamo incassati nel terreno, siamo rocce,
siamo querce, cresciamo fianco a fianco nelle radure,
bruchiamo, due tra la mandria selvaggia, spontanei
come chiunque,
siamo due pesci che nuotano insieme nel mare,
siamo ciò che i fiori di robinia sono, spandiamo profumi
nei sentieri intorno i mattini e le sere,
siamo anche sterco di bestie, vegetali, minerali,
siamo due falchi, due predatori, ci libriamo in alto
nell'aria e guardiamo sotto,
siamo due soli splendenti, siamo noi che ci bilanciamo
sferici, stellari, siamo come due comete,
vaghiamo con due zanne e quattro zampe nei boschi,
ci lanciamo sulla preda,
siamo due nuvole che mattina e pomeriggio avanzano
in alto,
siamo mari che si mescolano, siamo due di quelle felici
onde che rotolano una sull'altra e si spruzzano
l'un l'altra,
siamo ciò che l'atmosfera è, trasparente, ricettiva,
pervia, impervia,
siamo neve, pioggia, freddo, buio, siamo ogni prodotto,
ogni influenza del globo,
abbiamo ruotato e ruotato finché siamo arrivati di nuovo
a casa, noi due,
abbiamo abrogato tutto fuorché la libertà, tutto fuorché
la gioia.

28. Vieni, renderò il continente indissolubile,


creerò la più splendida razza su cui il sole abbia mai
brillato,
creerò divine terre magnetiche,
con l'amore dei compagni,
con il diuturno amore dei compagni.

Pianterò la fratellanza, folta come gli alberi lungo tutti


i fiumi dell' America, e lungo le sponde dei grandi laghi,
e su tutte le praterie,
renderò inseparabili le città con le braccia l'una al collo
dell'altra,
con l'amore dei compagni,
con il virile amore dei compagni.
Per te questi da parte mia, democrazia, per servirti, mia
donna!
Per te, per te faccio vibrare questi canti.

29. Superba musica della tempesta,


raffiche che andate così veloci e libere,
sibilando per le praterie
forte frusciare delle vette degli alberi nella foresta -
vento delle montagne
fosche forme personificate - voi nascoste orchestre,
serenate di fantasmi dai vigilanti strumenti,
che mescolate col ritmo della Natura tutte le lingue delle nazioni
voi accordi lasciati come da vasti musicisti - voi cori,
voi danze religiose informi, libere - voi dall'Oriente
tu mormorio dei fiumi, ruggito delle cataratte,
voi suoni di distanti fucili con la cavalleria che galoppa,
echi degli accampamenti con tutti i differenti richiami
del trombettiere,
affollandovi in tumulto, riempiendomi la tarda
mezzanotte, assoggettandomi impotente,
entrando nella mia solitaria camera da letto, perché mi
avete afferrato così?

30. Non chiudete per me le vostre porte superbe biblioteche,


perché ciò che mancava su tutti i vostri scaffali pieni,
e di cui voi avevate più bisogno, vi porto,
dalla guerra emergendo, un libro ho fatto,
le parole in esso sono niente, l'impulso in esso ogni cosa,
un libro separato, non legato al resto né sentito
dall'intelletto,
ma voi non dette latenze vibrerete in ogni pagina.

31. Come Adamo presto al mattino,


che cammina uscito dalla capanna di fronde rinfrancato
dal sonno,
guardami mentre passo, odi la mia voce, avvicinami,
toccami, accosta la palma della tua mano al mio corpo
mentre passo,
non avere paura del mio corpo.

32. Sulla spiaggia di notte


sta una bambina con suo padre
guardando l'est, il cielo autunnale.
Attraverso l'oscurità,
mentre depredanti nuvole, funeree nuvole, in nere masse
sgorgando,
più basse cupe e veloci di traverso al cielo,
in mezzo a una trasparente chiara cintura di etere
lasciata libera a oriente,
ascende vasto e calmo Giove, signore degli astri,
e vicino a lui, solo poco più in alto,
nuotano le delicate sorelle, le Pleiadi.
Sulla spiaggia la bambina che tiene la mano del padre,
quelle nuvole funeree che si abbassano vittoriose per
divorare tutto,
guardando piange in silenzio.
Non piangere, bambina,
non piangere, mia cara,
con questi baci ch'io allontani le tue lacrime,
le nuvole depredanti non saranno più a lungo vittoriose,
non avranno a lungo il possesso del cielo, divorano le
stelle soltanto in apparenza,
Giove riemergerà, sii paziente, guarda ancora un'altra
notte, le Pleiadi emergeranno,
sono immortali, tutte quelle stelle dorate e inargentate
brilleranno ancora,
le stelle grandi e le piccole brilleranno ancora, durano,
i vasti soli immortali e le eterne, riflessive lune
brilleranno ancora.
Allora mia cara piangerai tu sola per Giove?
consideri tu sola la sepoltura delle stelle?
Qualcosa c'è,
(con le mie labbra calmandoti, io aggiungo in un
sussurro,
ti do il primo consiglio, il primo inganno,)
qualcosa c'è di più immortale anche delle stelle,
(molte le sepolture, molti i giorni e le notti che passano e
svaniscono)
qualcosa che durerà più a lungo anche del luminoso
Giove,
più a lungo del sole e di ogni ruotante satellite,
o delle irradianti sorelle, le Pleiadi.

33. Come il tempo si avvicina una nuvola cupa,


un terrore al di là di ciò che conosco mi oscura.
Andrò via,
traverserò gli Stati intanto, ma non so dire verso dove o
quanto a lungo,
forse presto un giorno o una notte mentre starò cantando
la mia voce all'improvviso cadrà.
Oh libro, oh canti! Allora tutto non ammonterà che a
questo?
dobbiamo semplicemente arrivare a questo inizio di noi?
- eppure è abbastanza, anima;
oh anima, siamo apparsi, con sicurezza - e questo basta.

34. O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,


la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E' solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,


non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

35. Poeti futuri Poeti futuri! oratori, cantori, musicisti a venire!


L'oggi non può giustificarmi e chiarire che cosa sono,
ma voi, una nuova nidiata, nativa, atletica, continentale,
più grande di quelle conosciute prima,
sorgete! poiché voi dovete giustificarmi.
Per me io non scrivo che una o due parole indicative per
il futuro,
non faccio che avanzare un momento soltanto per
girarmi e affrettarmi nell'oscurità.
Sono un uomo che vagabonda senza mai davvero
fermarsi, getta uno sguardo casuale su di voi e poi
distoglie il suo volto,
lasciando a voi di provarlo, di definirlo,
attendendosi le cose più importanti da voi.

36. Tu mi rivolgi anche domande e io ti ascolto,


e ti rispondo che non posso risponderti, che le risposte devi trovarle tu.

37. Spontaneo me, Natura,


il giorno amante, il sole che ascende, l'amico con cui sono felice,
il braccio del mio amico, che sbadatamente mi posa sull'omero, il pendio della collina inalbato dai fiori del
sorbo,
lo stesso nel tardo autunno, toni rossi, gialli, lionati, purpurei, verde chiaro, verde scuro,
la ricca trapunta dell'erba, animali e uccelli, la sponda riservata allo stato naturale, le primitive mele, i
ciottoli,
ammirevoli frammenti goccianti, la negligente lista di uno dopo l'altro, quando mi capita di chiamarli a me
o di pensarci,
le vere poesie, (ciò che chiamiamo poesie essendo immagini appena,)
le poesie dell'intimità notturna, di uomini come me,
questa poesia pendula, timida e celata che sempre porto con me, che tutti gli uomini portano con sé [...].

38. Ciò che meglio in te scorgo,


non è il fatto che, quando procedi per le strade maestre della storia,
non offuscato dal tempo rifulge il guerriero spirito della vittoria,
o che occupasti l'ufficio che già fu di Washington, reggendo il paese in tempo di pace,
o che tu sei la persona che l'Europa federale festeggiò, attorno a cui si affollò venerabile l'Asia,
che il periplo compisti del mondo d'un passo uguale marciando alla pari coi re;
ma che passi in paesi stranieri, camminando accanto ai re,
quei re delle praterie d'Occidente, del Kansas, Missouri, Illinois,
i milioni dell'Ohio, dell'Indiana, compagni, cittadini, soldati, tutti in prima fila,
non visti compirono con te il periplo del mondo, d'un passo uguale marciando alla pari con te,
e vennero così giustificati.

39. Anch'io non sono affatto domato, anch'io sono intraducibile, | e lancio il mio grido barbarico sopra i
tetti del mondo.

Frasi di Walt Whitman – Leggi altre informazioni e visualizza le fotografie sul sito:
https://aforismi.meglio.it/aforismi-di.htm?n=Walt+Whitman