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Anno 5 - N. 16 (#177) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.

1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale del Corriere della Sera del 19 aprile 2015, non può essere distribuito separatamente

IL DIBATTITO DELLE IDEE


NUOVI LINGUAGGI ARTE INCHIESTE RACCONTI

per il Corriere della Sera


Vittorio Gregotti
19 aprile 2015
Domenica
#177
2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

Sommario
Il dibattito delle idee
SSS corriere.it/lalettura
L'inserto continua online
con il «Club della Lettura»: Società Basta una corsa in taxi
una community esclusiva o un giro sul web per sentire
per condividere idee e opinioni pulsare la vena dell’odio e della
rabbia, espressi con ostentata
4 Il dibattito delle idee
apatia. Oggi dominano
La crescita delle religioni:
il mondo sarà più monoteista umorismi neri e battute senza
di MARCO VENTURA
sentimento, per commentare un
Orizzonti massacro in Kenya o un disastro
aereo. A questa disperazione
7 L’intervista/He Jiahong spesso arrivano anche i buoni,
Il giallista-giurista cinese:
troppi corrotti,
serve un’amnistia
che cercano di difendersi
di GUIDO SANTEVECCHI dal mondo che li ha feriti
con un commento MICHELE AINIS
profondamente senza pietà
8 Scienze
L’interruttore della follia
di GIUSEPPE REMUZZI

9 Visual Data
Tre fasi per diventare
amici di «Amici»
di MARIA VOLPE

Caratteri

Cinismo
10 Fenomeni
Il successo in classifica
di Masha e Orso
di SEVERINO COLOMBO
con un commento di ALDO GRASSO

13 Fantascienza
Nell’Area X di Vandermeer
gli alieni siamo noi
di MICHELA MURGIA

14 Le classifiche dei libri


La pagella
di ANTONIO D’ORRICO

Sguardi Perché la crisi, il terrorismo e l’invidia digitale


16 Due mostre a Firenze
I viaggiatori del Medioevo
(San Francesco incluso)
ci rendono più cattivi con tutti (escluso il cane)
di ARTURO CARLO QUINTAVALLE

17 Revival di CHIARA GAMBERALE


Il fascino frainteso
di una grande stagione

O i
di SANDRO MODEO
re 04.50, Aeroporto di Fiumicino. — … non ce l’hai una fidanzata?
— Libero? — Io? Ma che sei scema? C’ho in affitto una stanza
18 L’incontro/Cory Arcangel — Più libero di così. Sto qui fermo
senza alzare un euro da sei ore. Dove an-
fuori Roma, a Marina di San Nicola, ’ndo la metto una
donna? E poi ci manca solo che trovo una come quella di
Penso che la parola arte diamo? dieci anni fa, che m’ha mollato subito dopo che è morta
oggi non abbia senso — In quella via, a quel numero. mamma. No, no. Per carità. Grazie donne, ma state lon-
di VINCENZO TRIONE — La tariffa è fissa, lo sai sì? Non è L’autrice tane.
19 Conversazioni/Peter Doig che poi mi fai storie?
— Tranquillo, lo so.
Chiara Gamberale (nata
nel 1977 a Roma, dove
—…
—…
L’uomo che entra — Torni da una vacanza? vive) è una scrittrice, autrice — Certo che però all’alba Roma è talmente bella…
nei suoi quadri — Più o meno. Sono andata a trovare una mia amica e conduttrice radiofonica. — Aspetta un’ora ché ricomincia il delirio e poi te lo
di GIANLUIGI COLIN in Kenya. Ha esordito nel 1999 farei vedere io quant’è bella, Roma.
— Dove c’è stato il casino? con il libro Una vita sottile — Senti, scusami. Però non puoi fare così. Uno spunto
— No. Ero a Diani, a duemila chilometri da Garissa. (Marsilio, 2012). da cui ricominciare devi trovarlo. Eddai.
Percorsi — Comunque forse quei poveracci che so’ morti sta- Ha poi scritto, fra gli altri, — Uno spunto? Ricominciare? Guarda, l’unico spunto
20 Autobiografie ranno meglio adesso di come stavano prima.
— In che senso?
Arrivano i pagliacci
(Bompiani, 2002), La zona
me lo dà qualcuno se mi presta ’na calibro 38, così mi
sparo in testa e tolgo il disturbo.
I lingotti, il chirurgo, la P2 — Perché, a te che ci sei stata ti pare che in Africa la cieca (Bompiani, 2009), Le
I segreti di mio padre gente se diverte? Che sta bene? Noi comunque c’abbiamo luci nelle case degli altri È stato questo, e giuro che ho provato a edulcorarlo, il
di TERESA CIABATTI poco da ridere, eh: stiamo a fare la stessa fine loro. In Ca- (Mondadori, 2010), Per dialogo fra me e il tassista che mi ha riportato da Fiumi-
nada, me ne dovevo rimanere. dieci minuti (Feltrinelli, cino a casa, qualche giorno fa.
22 Controcopertina — Invece? 2013) e Avrò cura di te, con I libri di storia invitano al cinismo quanto quelli di
Patrimonio italiano: — Invece mio padre s’è ammalato, non poteva più Massimo Gramellini biologia e anche di più, sosteneva Emil M. Cioran: e la
i tesori di Morano Calabro guidare, so’ tornato, ho ficcato in saccoccia la laurea in (Longanesi, 2015). È crisi che stiamo vivendo oggi evidentemente supera an-
di CARLO VULPIO giurisprudenza e ho preso il taxi al posto suo: sennò le autrice e conduttrice di che i libri di storia, come sprone.
cure come se le pagava? Tanto è morto uguale. E mia ma- programmi radiofonici e tv C’è sempre meno fiducia, nell’aria.
dre gli è andata dietro, secondo me s’è fatta morire per come Quarto piano scala a C’è sempre meno voglia di capire.
non lasciare a me il problema che la dovevo campa’. Che destra su Raitre e Io Chiara e C’è sempre meno aria, nell’aria.
schifo di Paese. Che schifo di vita. l’Oscuro su Rai Radio2. Mentre sale un vento umido, che nasce dalle coscien-
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3
ILLUSTRAZIONE
DI BEPPE GIACOBBE

Diplomazia e ragion di Stato

I diritti
dell’uomo?
Soltanto
se ci conviene
di MANLIO GRAZIANO

S
pesso, chi parla del cinismo delle relazioni
internazionali è accusato di essere cinico.
«Noi — disse lo statista inglese lord Palmer-
ston nel 1844 — non abbiamo alleati eterni
né nemici perpetui. Solo i nostri interessi
sono eterni e perpetui». Cento anni più tardi, Charles
de Gaulle gli fece eco, generalizzando il concetto:
«Gli Stati non hanno amici. Hanno solo interessi».
Paradossalmente, Palmerston e de Gaulle furono
considerati cinici in uno dei rari momenti in cui
erano stati perfettamente onesti. Come il primo mi-
nistro ungherese Ferenc Gyurcsány, che nel 2006
provocò incidenti e sommosse in tutto il Paese per
aver ammesso di aver «mentito mattino, sera e not-
te», cioè l’unica volta in cui, in tutta evidenza, non
stava mentendo.
Le frasi di Palmerston e de Gaulle non fanno che
ribadire il principio della «ragion di Stato», secondo
cui ogni considerazione di ordine morale dev’essere
subordinata all’interesse nazionale (o secondo cui la
morale coincide con l’interesse nazionale, come nel
caso dello «Stato etico»). Ma quel principio era stato
abbondantemente praticato prima ancora di essere
concettualizzato nel Cinquecento. Durante la crociata
contro gli albigesi, nel 1209, il legato papale Arnaud

»»»
Amaury risolse così il problema di individuare le
poche centinaia di eretici che vivevano tra i 12 mila
ze che rinuncia dopo rinuncia forse rinunciano anche a che guadagna Antonio come farebbe Francesca a non abitanti di Béziers: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i
loro stesse, monta attraverso i social network e soffia per amarlo?». suoi». La frase, forse, è spuria, ma il massacro no, e
le strade, nelle case, nei taxi. Fa ridere, prenderla così? Fa pensare? C’è del surreale fu grazie alla conquista di Béziers che il cattolicissi-
Me ne sono accorta lucidamente cinque anni fa, quan- che mi sfugge? No: è semplicemente una delle possibili, mo re di Francia guadagnò l’accesso al Mediterraneo.
do in quel maledetto incidente col paracadute è morto in parte istintive, reazioni a quando qualcosa non fun-
Pietro Taricone, il vincitore morale di tutte le edizioni La parola ziona, nella nostra esistenza o attorno a noi. Nell’animo
del Grande Fratello, che aveva gli occhi che facevano lu- Il termine cinismo (dal latino di chi è forte, se la barca rischia di affondare, aumenta la
ce, aveva la faccia bella, il sorriso misterioso. Una compa- tardo cynismus, greco paura: come nell’animo della mia amica Alberta, quella Si può affermare che il tasso di cinismo nelle rela-
gna, una figlia di sei anni. E un’amica a cui il giorno stes- kynismòs) indica la qualità di che sono andata a trovare a Diani, in Kenya, dove da ven- zioni internazionali sia mutato nel corso della storia?
so hanno fatto notare che si era subito formato un nuovo t’anni affitta case-vacanza e grazie al suo business dà la- Certamente, perché le nostre priorità morali sono
un «cinico». «Cinico» viene
gruppo, su Facebook: FINALMENTE OGGI È MORTO voro a più di cinquanta persone del posto. Quando ab- cambiate, e perché la società di massa, con le sue
dal latino cynicos e dal greco
UNO COME PIETRO TARICONE E NON È CADUTO UN biamo saputo della strage a Garissa, Alberta, che di solito guerre e le sue elezioni, impone di coprire gli interes-
kynikòs, a sua volta derivato
OPERAIO DA UN’IMPALCATURA. parla anche mentre ascolta, è rimasta zitta per due interi si reali dell’azione politica sotto coltri sempre più
Quel gruppo per fortuna dopo poche ore è stato can- da kýon (genitivo: kynòs) giorni. spesse di proclamate buone intenzioni. Ma è mutato
cellato dalla rete. «cane»; «cinico» significa Ma nell’animo di chi è forte, dopo la paura, e proprio anche perché l’attenzione che le masse dedicano
Ma dalla rete delle emozioni di quell’amica no: al male dunque propriamente grazie al contatto con un sentimento scomodo come la all’azione politica è oggi più volubile: se il Sudan
impossibile per la scomparsa di Pietro, dentro di me ha «canino, simile al cane, che paura, tornano naturali il coraggio, la speranza, la voglia perde i suoi pozzi di petrolio, e la crisi del Darfur
cominciato a farsi strada lo sgomento. imita il cane», per il rifiuto di fare qualcosa. Tanto che Alberta mi ha appena scritto: cessa di essere un argomento di mobilitazione politi-
Da che cosa poteva essere animato, chi aveva creato professato nell’antica Grecia «Va finalmente meglio. Gli italiani stanno arrivando e ca, il pubblico non se ne accorge neppure, perché la
quel gruppo? E chi ci aveva aderito? Possibile che per dai cinici per le istituzioni cercano di sostenere il Kenya come possono... i bombar- sua attenzione si è già spostata altrove.
quei dementi la bellezza e il successo di Pietro fossero in sociali e per le convenienze. damenti al confine con la Somalia si sono calmati... spe- Oggi è molto comune che la morale sia non sol-
qualche modo responsabili delle loro frustrazioni? Pos- Il riferimento è a Diogene di riamo. Anche qui la sicurezza è limitata, ma se pensi a tanto subordinata agli interessi, ma che ne diventi
sibile che la morte di un ragazzo di trentacinque anni, Sinope, il discepolo di quello che è successo la settimana scorsa al Tribunale di uno strumento. A differenza di tutti gli altri popoli
nella loro testa, potesse in qualche modo risarcire l’in- Antistene che per primo Milano!!! E poi di positivo c’è che la popolazione kenyota sradicati dalle loro terre settant’anni fa, per esempio,
giustizia delle morti che ogni giorno ci sono sul lavoro? ebbe tale soprannome. non si arrende, vuole i turisti e vorrebbe che le istituzioni solo i palestinesi vivono ancora nei campi profughi; e
Possibile che della compagna di Pietro, della sua bam- Secondo il vocabolario facessero pubblicità su questo paradiso che non può es- questo per la semplice ragione che tutte le potenze
bina, non gliene fregasse niente, come se Pietro non fos- Treccani, il termine «cinico» sere ridotto a un covo di terroristi o bracconieri». regionali si sono servite delle loro sofferenze come
se stato davvero una persona, davvero un padre, ma solo indica appunto un «seguace pedine politiche. Integrandoli, e dando loro una casa
il simbolo del benessere e di tutto quello che a loro man- del movimento filosofico dei e un lavoro, non ci sarebbe stato più un dramma
cava? cinici, iniziato ad Atene da palestinese da sventolare sotto il naso degli avversari.
Sì. Sì, sì e sì. Era possibile. Antistene nel IV secolo a. C. e Invece l’animo di chi è debole, se la barca rischia di af- In altre parole: i palestinesi che soffrono sono utili; i
È possibile, succede tutti i giorni. protrattosi fino al IV-V secolo fondare, si fa sordo. Così, quando arriva la bufera, il de- palestinesi felici non interessano a nessuno.
Su Facebook. d. C., che predicava bole molla gli ormeggi, butta tutto in mare e perde il L’uso a intermittenza dei diritti dell’uomo è uno
«Meglio un giudice ammazzato che un nuovo impren- l’esclusione di ogni desiderio contatto: con il Kenya, con l’Italia, con chi gli sta accanto, dei campi in cui il cinismo si esercita con più disin-
ditore che si impicca». che comprometta ma soprattutto con se stesso e con i suoi mostri, con le voltura. Il colpo di Stato in Egitto del 2013 ha provoca-
Ma anche sui blog. l’autonomia dello spirito, il sue fragilità. Anche con la paura, ovvio: e dove non c’è le- to più vittime della repressione di Tienanmen del
«Più che un politico sembra il pilota della Ger- rifiuto di tutto quanto possa tame non potranno mai nascere fiori. 1989; eppure, nei confronti della Cina vige ancora
manwings». comportare aumento di Infatti germina il cinismo. E non aspira più a niente, il l’embargo militare decretato all’epoca, mentre tutti
Su Twitter, poi. bisogni, e cioè di ogni cultura cinico, niente può ispirarlo e niente può ispirare. A me- hanno ricominciato a rifornire l’esercito egiziano di
«Saviano ospite di Amici. Alla fine la camorra ha tro- e civiltà, la negazione della no che, certo, non si tratti delle schifezze umane Carlo e armi e soldi, Stati Uniti e Francia in testa. In Siria,
vato il modo di delegittimarlo». religione tradizionale, delle Pietro Giordano, di Rocco Cane, Giuseppe Filangeri e de- ricordiamo quante volte la famosa «linea rossa» mi-
In televisione. «Ma ci entri nella sedia (tu, bambino istituzioni sociali e delle gli altri indimenticabili personaggi di Cinico tv. A meno nacciosamente tracciata da Obama è stata oltrepassa-
sovrappeso)?». consuetudini vigenti, e che non si tratti del Ferdinand Bardamu di Louis-Ferdi- ta, provocando solo un abbozzo di indignazione sen-
Alle cene. quindi l’ostentazione di nand Céline, dell’Heathcliff di Cime Tempestose, del Rig- za conseguenze. Per anni, gli americani hanno fatto
«Che coppia straordinaria, Francesca e Antonio. Sono costumi naturali e gan Thomson-Birdman di Alejandro González Iñárritu. campagne sui diritti delle donne calpestati in Iran,
così complici, così uniti». «Bella forza, con tutti i soldi animaleschi» A meno che insomma, nella vita come in letteratura e ignorando quel che succedeva in Arabia Saudita; da
sullo schermo, il cinico non sia in realtà un sentimentale quando Washington ha deciso di cambiare le sue
SSS
Mi sono accorta lucidamente cinque anni fa di
ferito, fin troppo in contatto con i suoi mostri. O con il
suo cane. Perché una volta sotto casa mia, arrivato il mo-
mento di salutarci, inaspettatamente il mio tassista fa:
priorità nella regione, sta già accadendo il contrario.
Ovviamente, questi sono solo alcuni esempi. Nelle
relazioni internazionali del XX secolo, ha scritto Carl
— Ora stacco e lo sai che faccio? Torno a Marina di Schmitt, si è imposta la «tirannia dei valori»: lo sco-
come andavano le cose: in un maledetto incidente San Nicola, alla stanza mia, prendo il cane e mi faccio po della guerra è diventato la distruzione totale del
una corsa sul lungomare con lui. Lo vuoi vede’ in foto? È nemico, «dichiarato fuorilegge e fuori dall’Umanità».
con il paracadute era morto Pietro Taricone, un grande. Pensa che appena sente che salgo le scale, an- Se quello è il parametro, allora più una potenza è
ragazzo perbene, eroe del «Grande Fratello». cora prima che apro la porta, si fa trova’ col guinzaglio in
bocca, come a dire finalmente sei tornato, da quando sei
forte, e più è costretta ad essere cinica. O, per dirla
con Palmerston e de Gaulle, l’uso del cinismo è diret-
Su Facebook si scatenò un’ondata di violenza uscito non ho fatto niente: ti aspettavo e basta.
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tamente proporzionale agli interessi in gioco.
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4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015
Bergoglio parla come Gianna Nannini

Il dibattito delle idee


Due parole in croce
di Luigi Accattoli
{ «I bambini non sono mai un errore», ha detto
un Bergoglio sdegnato con riferimento al
motto corrente che li indica come errori
quando arrivano fuori dalle regole. Lo stesso
sdegno che quattro anni addietro aveva fatto
gridare la trasgressiva Nannini a difesa della
figlia Penelope che stava per nascerle ai suoi
tonici 56 anni: «Tu sei tutto però non sei un
errore». Se il Papa parla come Gianna vuol
dire che qualcosa quaggiù si sta muovendo.

Tendenze Lo studio dell’istituto Pew: l’islam è la religione che ha il record di under 15, l’ebraismo quello
di over 60; nel 2100 i musulmani supereranno i cristiani. Maggioranza di non affiliati in Francia e Paesi Bassi

Diventeremo un po’ più monoteisti


La demografia ridisegna le fedi, ma conterà la differenza
di MARCO VENTURA tra chi crede nella libera scelta e chi nella costrizione

C i
ome sarà la mappa religiosa del quasi il 70% nel 2100: ci aspetta dunque un fedeli, ma l’afflusso di lavoratori immigrati lazione europea, con picchi del 49% nei Pa-
mondo di domani? Come cam- mondo meno diverso e più monoteista. aumenterà di un milione e mezzo di unità esi Bassi, del 44% in Francia, del 39% nel Re-
bierà la fisionomia delle varie Incidono sul processo fattori quali l’età la presenza cristiana nei Paesi del Golfo. gno Unito, del 30% in Germania e in
aree del pianeta? Quali religioni media e la composizione per fasce d’età dei I numeri descrivono religioni e aree de- Svizzera. I musulmani passeranno dal 6%
si espanderanno, quali si ritire- vari gruppi, i tassi di fertilità e di mortalità, stinate a restare sostanzialmente immuta- odierno al 10% (un incremento del 63%),
ranno? In virtù di quali fattori? Tenta di ri- le migrazioni, le differenze regionali. Mu- te. È il caso della presenza islamica in Me- con picchi del 12% in Belgio e Svezia, il Pae-
spondere a queste domande lo studio sul Bibliografia sulmani e cristiani cresceranno di più in dio Oriente e nel Nord Africa, o della pre- se con la massima crescita di popolazione
Futuro delle religioni del mondo con il qua- Sul «Corriere» del tema si è virtù della loro presenza in aree ad alta cre- senza cristiana in America Latina. Vicever- musulmana nel periodo considerato, e del-
le l’istituto americano Pew Research Center occupato Danilo Taino il 5 scita demografica, in particolare l’Africa sa l’Europa attraverserà cambiamenti l’11% in Francia e Regno Unito.
prevede la parabola delle maggiori fedi tra aprile scorso (Il futuro delle subsahariana. Il tasso di fertilità dei musul- profondi. Il Vecchio Continente sarà l’unica L’Italia è tra i Paesi in cui la comunità
2010 e 2050. religioni. Record dell’islam). Tra mani sarà in genere più alto di quello dei regione per la quale si prevede un calo del- musulmana crescerà di più, dal 3,7% della
In tempi di ansia per la violenza islami- gli esperti che hanno lavorato cristiani, in Egitto e in India ad esempio, la popolazione complessiva. popolazione complessiva odierno al 9,5%
ca, il dato che colpisce è il maggior tasso di allo studio Pew, c’è il ma vi saranno eccezioni, come l’Indonesia, nel 2050, quando peraltro gli italiani saran-
crescita dell’islam: secondo i ricercatori, sociologo Roger Finke. dove i cristiani saranno più fertili dei mu- no 4 milioni di meno. L’islam italiano è og-
nel 2050 il numero di musulmani si sarà Insieme a Rodney Stark, Finke sulmani. gi poco più della metà di quello olandese in
avvicinato al numero dei cristiani, nel 2070 pubblicò nel 2000 il volume Il buddhismo calerà in percentuale per- I cristiani scenderanno di 10 punti per- proporzione alla popolazione dei due Pae-
le due comunità avranno eguale consisten- Acts of Faith (University of ché concentrato in un’area, Asia-Pacifico, a centuali e diventeranno il 65% della popo- si: nel 2050 l’islam italiano e l’islam olande-
za ed entro il 2100 l’islam sarà divenuta la California Press), dove si minore sviluppo demografico. Al contra- lazione complessiva, con percentuali mi- se avranno lo stesso peso percentuale.
religione più diffusa del pianeta. Ciò avver- confutava la visione anti- rio, la crescita della popolazione indiana, nori in Svezia (52%), Regno Unito (45%), L’islam elvetico, 5% della popolazione sviz-
rà non per un calo dei cristiani, che cresce- religiosa di vari autori, tra cui quasi mezzo miliardo in più nel 2050, au- Francia (43%), Paesi Bassi (40%) e Repub- zera, è oggi di poco maggiore in percentua-
ranno più di ogni altra religione, islam Christopher Hitchens. Al menterà la comunità indù e il peso relativo blica Ceca (19%). La quota persa dai cristia- le di quello italiano, ma nel 2050 i musul-
escluso, ma per la maggior crescita nume- dossier ha collaborato Yang dell’islam indiano. I 19 milioni di migranti ni verrà divisa tra non affiliati, musulmani mani italiani saranno del 2% più numerosi
rica dei musulmani. Si delinea un mondo Fenggang (in un articolo previsti nel periodo considerato, di cui 5 e in piccola parte indù e buddhisti. Cresce- rispetto alla popolazione complessiva. An-
sempre più polarizzato intorno alle due sostiene che dal 1950 i milioni di cristiani, avranno un peso consi- ranno di 5 punti percentuali i non affiliati, che in Italia la popolazione cristiana dimi-
maggiori religioni, che oggi rappresentano cristiani in Cina sono cresciuti derevole. In Medio Oriente, le ostilità con- ovvero coloro che dichiarano di non appar- nuirà di 10 punti percentuali, scendendo
il 54% della popolazione mondiale e che sa- del 7% annuo e prevede una tro i cristiani comporteranno una perdita, tenere ad alcuna Chiesa o religione. Costo- così al 72,8%, e i non affiliati cresceranno di
liranno al 61% nel 2050, al 65% nel 2070 e a crescita fino al 67% nel 2050) spesso una fuga, di circa mezzo milione di ro saliranno a quasi un quarto della popo- 4 punti percentuali salendo al 16,3%. La

IL NUOVO ROMANZO DI

ANTONIO
SCURATI
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“FORSE NON C’È


“Leone Ginzburg dice “no” NESSUN DILEMMA.
l’otto gennaio OGNUNO FA QUELLO
del millenovecentotrentaquattro. CHE LA SUA LIBERTÀ
Non ha ancora 25 anni (...).” GLI IMPONE DI FARE.”

IN LIBRERIA
E IN EBOOK
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5
Piacere, cinefilia e tanti libri

Ciak, si legge
di Cecilia Bressanelli
{ Isabelle legge il racconto (1911) di André Gide
che porta il suo nome; il fratello Theo The
American Cinema (1968) di Andrew Sarris. Con
loro c’è Matthew, ventenne americano a Parigi
per un anno. Sulla sua scrivania Bertolucci
inquadra Viaggio a Hanoi (1968) di Susan
Sontag e Il giovane Holden (1951). Anche i libri
accompagnano i protagonisti di The Dreamers
(2003) rinchiusi in una fortezza di piacere e
cinefilia; fino a che il mondo non irromperà.

particolare dinamicità del paesaggio euro-


Cristiani Musulmani Indù Non affiliati Buddhisti Religioni tradizionali e animismo Ebrei Altre religioni peo dipenderà dalle migrazioni e dal diver-
PROIEZIONE so tasso di fertilità delle varie religioni, ma
DAL 2010 AL 2100 anche dal cambiamento di religione, so-
COME CAMBIA LA POPOLAZIONE (proiezione) prattutto da quanti, tra i 22 milioni di nuovi
Con l’eccezione dei buddhisti, si prevede la crescita di tutti i gruppi religiosi più rilevanti per il 2050. 34,9 non affiliati, saranno ex cristiani.
Alcuni, tuttavia, non avranno un incremento pari a quello della popolazione mondiale e, di conseguenza, 31,4 31,4 32,5 Il cambiamento di religione è il fattore
costituiranno nel 2050 una percentuale più bassa della popolazione mondiale rispetto al 2010 33,8 più specifico e di difficile misurazione tra i
vari presi in considerazione dal Pew Rese-
29,7 arch Center. La mobilità religiosa, molto
ADERENTI ALLE VARIE RELIGIONI 2,92 PERCENTUALE SULLA POPOLAZIONE 23,2
IN TERMINI ASSOLUTI (in miliardi) MONDIALE maggiore tra gli uomini che tra le donne,
interessa particolarmente i cristiani, ovve-
2,76 31,4 ro il gruppo che sembra destinato ad af-
31,4 2010 2050 2070 2100 frontare le maggiori trasformazioni quan-
Se il trend attuale venisse titative e geopolitiche. Lo studio prevede
confermato, i musulmani che, entro il 2050, 106 milioni di persone
29,7 supererebbero i cristiani lasceranno il cristianesimo, contro i soli
dopo il 2070 9,5 milioni di persone che usciranno dal-
l’islam. Al contempo, tuttavia, in ben 40
milioni si convertiranno al cristianesimo,
LA RAPIDA CRESCITA DELL’ISLAM contro i soli 12,5 milioni di convertiti al-
2,17 Nei prossimi Entro il 2050
quarant’anni cristiani e Incremento della popolazione per gruppi l’islam. Il saldo sarà negativo, ma il cristia-
l’islam crescerà più musulmani avranno religiosi (2010-15). I musulmani, unici nesimo si dimostrerà più capace di muo-
di ogni altra tra le grosso modo tra i gruppi religiosi più rilevanti, crescono versi e di rinnovarsi.
maggiori religioni 23,2 lo stesso più rapidamente della popolazione globale
peso demografico
Musulmani 73%
Cristiani 35 Peraltro, se la libera scelta di essere cri-
stiani è particolarmente cara all’Occidente,
Indù 34 è destinato a diminuire ulteriormente il pe-
1,6 Ebrei 16 so sul cristianesimo globale dell’Europa e
16,4 Rel. tradiz. 11 del Nord America, dove il calo dei cristiani
1,38 35% e la crescita dei non affiliati saranno mag-
Altre 9 Incremento
14,9 giori che nel Vecchio Continente. I cristiani
Non affiliati 6 complessivo europei e nordamericani erano il 38% di
1,23 15,0 della popolazione tutti i cristiani nel 2010: saranno ridotti a
Buddhisti -0,3 mondiale
1,13 un quarto nel 2050. Cresceranno in com-
La popolazione …dal 2010 al 2050 coloro penso i cristiani dell’Africa subsahariana,
1,03 senza un orientamento religioso che non indicano un’appartenenza 13,2
crescerà di circa il 10% confessionale declineranno TASSO DI FERTILITÀ (2010-15) regione in cui vivrà nel 2050 quasi il 40%
nei prossimi decenni, come quota della popolazione dei cristiani del mondo. La Nigeria, dove
Numero di figli Media
ma… globale mondiale pure l’islam supererà il cristianesimo, di-
per donna venterà il terzo Paese al mondo per numero
2,5 di cristiani dopo Stati Uniti e Brasile. Sarà
Musulmani 3,1 ancora più decisivo il cristianesimo cinese,
7,1 sul quale i ricercatori americani confessa-
Cristiani 2,7
0,49 0,49 5,9 no di avere dati di scarsa affidabilità.
5,2 Indù 2,4 Lo studio del Pew Research Center sod-
0,45
0,40 4,8 Ebrei 2,3 disfa la curiosità di chi vuol sapere quali
1,8 bandiere religiose saranno piantate sulla
Rel. tradiz.
carta del mondo. Tuttavia, i dati sono an-
Altre 1,7 che un invito a relativizzare la lotta tra reli-
0,06 0,8 0,7 Non affiliati 1,7 gioni e a osservare le trasformazioni pro-
0,06
0,01 0,02 0,2 0,2 fonde del credere e i mutamenti interni a
Buddhisti 1,6
ogni tradizione religiosa. Come cambie-
2010 2050 2010 2050 ranno, dentro ogni gruppo, la fede, la pra-
ETÀ DEGLI ADERENTI tica, l’identità e i precetti? Quale islam sarà
quello dei musulmani europei, indiani e
PAESI CHE NON AVRANNO PIÙ UNA MAGGIORANZA ASSOLUTA CRISTIANA ALLE DIVERSE RELIGIONI (2010) nigeriani? E come sarà il cristianesimo di
2010 2050 <15 anni 15-59 >60 domani, dove la Tanzania, il Congo e le Fi-
lippine peseranno molto più della Germa-
Religione Percentuale Religione Percentuale Musulmani 34 60 7 nia e della Francia? Forse, come sembra
maggioritaria sulla popolazione maggioritaria sulla popolazione
complessiva complessiva Indù 30 62 8 suggerire lo studio, la religione del futuro
Cristiani 27 60 14 sarà sempre più una questione di fedeltà
Australia Cristiani 67,3 Cristiani 47,0 alla famiglia, alla cultura e alle tradizioni,
Regno Unito Cristiani 64,3 Cristiani 45,4 Rel. tradiz. 22 67 11 dove la collettività conta più dell’individuo.
Altri 21 65 14 Non va escluso però che si riveli più forte
Benin Cristiani 53,0 Cristiani 48,5 del previsto la religione della scelta, della
Ebrei 21 59 20
Francia Cristiani 63,0 Non affiliati 44,1 libertà, in cui l’individuo conta più del
Buddhisti 20 65 15 gruppo. Più importante della differenza tra
Macedonia Cristiani 59,3 Musulmani 56,2 cristiani e musulmani sarà allora la distin-
Non affiliati 19 68 13
Nuova Zelanda Cristiani 57,0 Non affiliati 45,1 zione tra chi crede nella libera scelta della
Mondo 27 62 11 fede e chi crede nella costrizione. Si con-
Bosnia-Erzegovina Cristiani 52,3 Musulmani 49,4 tenderanno la terra il Dio che mostra la sua
Gli analisti della Pew specificano che i dati possono
Paesi Bassi Cristiani 50,6 Non affiliati 49,1 differire dal 100% a causa degli arrotondamenti potenza nei numeri e il Dio che ha fatto
tante stelle da non riuscire a contarle.
FONTE: The Future of World Religions: Population Growth Projections, 2010-2050 Corriere della Sera © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un noir dai risvolti pulp,


una narrazione a tre voci,
serrata e avvincente
fino al sorprendente finale.
6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

CON IL PATROCINIO DI
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 7

Orizzonti
Alberto Cavaglion è il #twitterguest
Alberto Cavaglion, docente all’Università di
Firenze, fa parte del comitato di redazione
della rivista «L’Indice dei libri del mese». Ha
curato un commento a Se questo è un uomo,
di Primo Levi (Centro internazionale di studi
Primo Levi, 2012). È appena uscita presso
l’editore Feltrinelli la nuova edizione del suo
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie libro La Resistenza spiegata a mia figlia. Da
oggi consiglia un libro al giorno ai follower
dell’account @La_Lettura.

Diritto Nel 2013 sono stati inquisiti 183 mila burocrati della Repubblica popolare, 232 mila nel 2014, e
la campagna moralizzatrice del leader Xi Jinping colpisce anche altissimi dirigenti. Uno dei giuristi più
in vista ipotizza: due milioni almeno i funzionari «sporchi». E illustra a «la Lettura» che cosa farebbe

Amnistia oggi, meno corrotti domani


Dalla Cina la ricetta del criminologo-scrittore He Jiahong
dal nostro corrispondente a Pechino
GUIDO SANTEVECCHI «Meglio chiudere con il passato e investire in prevenzione»

I i
l lungo corridoio dove si affaccia lo stu- gari la corruzione in Cina non si fermerà...
dio del professor He Jiahong è poco il- «Bravo, ha capito: per questo cerco di con-
luminato, silenzioso e deserto: in atte- vincere i politici che ci sono delle imperfe-
sa dell’incontro, viene da pensare che zioni nel nostro sistema, che dobbiamo fare
potrebbe essere la buona ambientazio- dei compromessi come un’amnistia. Certo,
ne per un romanzo criminale. Siamo nel pa- sarebbe difficile far accettare questa solu-
lazzone della Scuola di Diritto dell’Universi- zione al popolo cinese, perché l’odio verso i
tà Renmin, una delle più prestigiose della burocrati corrotti è fortissimo. Io propongo
Cina e in realtà, nell’ufficio del docente di un cambio di strategia: la priorità non deve
Diritto penale, di storie noir ne sono state essere la corruzione di ieri, ma quella di do-
prodotte parecchie: He, oltre a un’infinità di mani, dobbiamo passare dalla repressione
trattati giuridici, ha firmato una serie di alla prevenzione, ho pensato a una legge che
thriller che hanno avuto successo anche in imponga ai funzionari di dichiarare il loro
Europa (in Italia Mursia ha pubblicato La patrimonio in pubblico». E «fino a quando
donna pazza). Però, oggi, a Pechino di He si le proprietà dei burocrati piccoli e grandi
parla soprattutto negli ambienti politici e non saranno dichiarate e verificabili da par-
non sempre questo interessamento da parte Il personaggio te della gente, la tentazione di accrescerle
del potere è un segnale rassicurante. «Nien- He Jiahong compirà 62 anni con il sistema delle tangenti sarà troppo for-
te paura, non sono per la rivoluzione, ma il 10 maggio prossimo ed è te», conclude He.
per l’evoluzione», dice presentandosi. nato a Pechino, dove La proposta di un giurista è forte per la Ci-
insegna Diritto all’Università na dove tutto è discusso e deciso in segreto,
del Popolo (Renmin). È uno nelle stanze del Politburo. Il professore però
dei più celebri giuristi della non sembra preoccupato: «So fino a dove
Il giurista si è avventurato nella campa- Cina, noto soprattutto per i posso spingermi con la mia critica costrutti-
gna anticorruzione lanciata dal presidente suoi studi di Diritto penale e va». He Jiahong è nato nel 1953 a Pechino,
Xi Jinping due anni fa con la promessa/mi- per il lavoro nel campo della aveva 13 anni quando cominciò la Rivoluzio-
naccia di «schiacciare le mosche e abbattere prevenzione e della lotta alla ne Culturale: «Mi sentivo molto rivoluziona-
le tigri» che si sono arricchite a spese del corruzione rio, andai anch’io a zappare in campagna,
popolo. «Mosche», nella retorica del leader Romanziere ma poi capii che in quella fase si era aperto
supremo, sono i piccoli burocrati del Parti- He ha scritto e pubblicato un buco nero nella storia della Cina».
to-Stato, le «tigri» sono i potenti mandarini diversi romanzi gialli in cui il He tornò in città alla fine degli anni Set-
del nuovo impero comunista diventato se- protagonista è un avvocato tanta: «Eravamo tutti poveri, quando il go-
conda economia del mondo. La temuta investigatore, Hong Jun. In verno lanciò l’apertura al mercato e invitò il
Commissione centrale di disciplina ha con- Italia l’editore Mursia ha popolo ad arricchirsi, a gettarsi nel mare
cluso il 2013, primo anno dell’era Xi, annun- pubblicato nel 2007 La dell’economia, degli affari; bastavano 10 mi-
ciando di aver inquisito e punito 183 mila donna pazza (traduzione dal la yuan in una scatola di latta allora per esse-
funzionari. Nel 2014 il numero delle mosche francese di Maddalena re considerati ricchi. Poi negli anni Novanta
schiacciate è salito a 232 mila e anche tra le Mendolicchio, note di Marie- con la Borsa tutto cambiò: si poteva diventa-
tigri c’è stata caccia grossa: è finito in carcere Claude Cantournet-Jacquet re milionari dalla notte al giorno, un altro
per la prima volta nella storia della Repub- e Xiaomin Giafferri-Huang). buco nero».
blica popolare un ex membro del Comitato Un altro romanzo è ora in
permanente del Politburo, quel Zhou Yon- traduzione in italiano
gkang che per dieci anni aveva guidato l’ap- L’installazione
parato di sicurezza statale, dalla polizia ai Liu Jianhua (1962), Il giovane He Jiahong, frastornato dai
servizi segreti; processato e condannato a Discard (2011, particolare). cambiamenti, sognava di scrivere: «Volevo
morte l’ex ministro delle Ferrovie Liu Zhijun L’artista cinese ha realizzato dimostrare di saper tenere in mano la pen-
che aveva molte amanti e rubava sugli appal- questa installazione con na, dopo la zappa». Ma i genitori della fidan-
ti; arrestato il generale Xu Caihou, ex vice- i pezzi raccolti nella discarica zata non volevano in casa un romanziere; gli
presidente della Commissione centrale mi- di Jingdezhen, la capitale imposero di laurearsi. He scelse Legge, si di-
litare che vendeva le promozioni; alla sbar- della porcellana cinese mostrò un’ottimo studente, si sposò e diven-
ra, costretti a dichiararsi colpevoli, i super- tò professore alla Renmin. E finalmente, nel
manager di grandi aziende statali che 1994, il primo romanzo: «Pensavo a uno
intascavano tangenti milionarie; giustiziato Sherlock Holmes cinese, ma il mestiere del-
con un colpo alla nuca il miliardario Liu
Han.
Controcanto In Italia infinite sanatorie dal 1861 al 1992. Con pessimi effetti l’investigatore privato era illegale da noi, un
docente di Diritto non poteva certo creare
Il numero enorme (anche per la grande
Cina) degli inquisiti sta scuotendo il Partito,
circola la voce che Xi abbia ricevuto minacce
di morte più o meno cifrate. Il rischio è che
No, i colpi di spugna sono boomerang un eroe fuorilegge. Così inventai un avvoca-
to investigatore». La serie ha avuto successo,
da allora He ha sfornato un romanzo all’an-
no circa. Si è accorta di lui anche la potente
la campagna anticorruzione renda ancora di MICHELE AINIS Penguin, che lo ha tradotto in inglese. Ma
più sofisticato il malcostume e destabilizzi il l’incontro tra Est e Ovest non è stato indolo-
Partito e il sistema, aprendo una crisi incon-
trollabile.
Ed ecco l’idea del professor He Jiahong:
«Un’amnistia». Scusi, un colpo di spugna
proprio ora che mosche e tigri cadono in
U n’amnistia per i corrotti, propo-
ne il cinese He Jiahong. Sono
troppi, ai loro tribunali servi-
rebbero 40 anni per processarli tutti.
E magari qualcuno sta già pensando
333, oltre un paio l’anno. Poi, nel
1992, il Parlamento rese impraticabile
la clemenza di Stato, correggendo
l’articolo 79 della Carta. Ormai è più
facile cambiare la Costituzione che
ammazzare il Gattopardo. L’amnistia,
viceversa, lo tonifica. Dopo il 1948 la
Costituzione fu osteggiata dai buro-
crati e dagli alti magistrati sopravvis-
suti alla farsa dell’epurazione, conclu-
re: «Dicevano che le mie storie erano troppo
lunghe, volevano tagliare un intero capitolo
e scelsero quello nel quale il protagonista
s’innamorava. Io mi opposi, per salvare
quell’amore dovetti accettare tagli qua e là. E
trappola e l’opinione pubblica esulta? Al d’esportare il rimedio anche in Italia. cambiare la fedina penale. Ma non è sa con la miseria di 403 sospesi o sapete che cosa è successo? L’editor della
dottor He piace tenere lezioni lunghe, ci Diciamolo: in queste faccende non soltanto questa la ragione che sconsi- licenziati. Meglio non ripetere l’erro- Penguin ha tolto anche le righe finali, l’hap-
guarda con un sorriso e spiega: «Si calcola prendiamo lezioni dalla Cina. glia la terapia cinese per i nostri mali. re. Terzo: sarebbe diseducativo. Se py ending nel quale la compagna del prota-
che in Cina ci siano 7 o 8 milioni di funzio- Di amnistie ce ne intendiamo, in Anzi: le ragioni sono almeno tre. l’amnistia servisse, come suggerisce gonista gli rivela di essersi convertita e di
nari pubblici e 2 milioni almeno sono sicu- passato ne abbiamo fatto abuso. La In primo luogo, l’amnistia può He Jiahong, a concentrare le energie credere in Dio. Mi hanno spiegato che ai let-
ramente stati corrotti nel corso della carrie- prima cadde nel giorno dell’unifica- giustificarsi come rimedio politico a sulla lotta alla corruzione del futuro, tori anglosassoni le soluzioni felici non
ra; sto parlando solo di quelli in servizio, zione: 17 marzo 1861. E durante i suoi un fenomeno politico: fu il caso del- procurerebbe l’opposto risultato. piacciono. Sarà».
non dei pensionati, se ci interessiamo anche primi 18 mesi d’esistenza, per svezza- l’amnistia decretata da Togliatti il 22 Come in Italia è successo dopo ogni Prima di salutarci il giurista giallista tira
di quelli il numero della gente su cui indaga- re la creatura, il nuovo Stato ne con- giugno 1946, per raggiungere la paci- condono, sanatoria, tomba fiscale. fuori da una delle pile di volumi che affolla-
re cresce di qualche altro milione. Come fac- cesse in tutto 27. Perfino il fascismo ficazione dopo la guerra civile. Ma nel Ma dopotutto l’aveva già compreso no lo studio una copia del romanzo e scrive
ciamo a investigare su tutti questi? Con la ve- non lesinava agli italiani il loro perdo- 2015 la corruzione non è più quella di Jeremy Bentham: «Fate buone leggi, una dedica: «Nella vita non bisogna essere
locità della Procura suprema del popolo, no quotidiano: in vent’anni gli indul- Tangentopoli. È un malcostume pri- invece di creare una verga magica che sempre svegli, qualche volta è meglio asso-
che lavora con molto impegno, forse avre- ti, le amnistie, le sospensioni della vato, non una pratica illecita per fi- abbia il potere di annientarle». pirsi». Lezione finita.
mo bisogno di quarant’anni per esaurire le pena toccarono quota 51. Tanto che in nanziare le spese dei partiti. Secondo: michele.ainis@uniroma3.it @guidosant
inchieste sul passato». E nel frattempo ma- un secolo e mezzo ne vennero elargite ci serve discontinuità, dobbiamo © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA
8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015
Mafalda e il cardinale

Orizzonti Scienze
Risate al buio
di Francesco Cevasco
{ Indovinello: chi è quell’ex sessantottino un
po’ radical-chic che cita e fa sue le parole di
Linus-Snoopy-Charles Schulz: «Io amo
l’umanità… È la gente che non sopporto!».
E continua con la Mafalda di Quino: «Amare
l’umanità non è una gran fatica: è amare
l’uomo della porta accanto!». Risposta
esatta: il settantaduenne cardinale,
arcivescovo, biblista, teologo, ebraista
Gianfranco Ravasi (dal «Sole 24 Ore»).

Neurobiologia Prospettive e conseguenze di una ricerca pubblicata pochi giorni fa su «Nature Neuroscience»

L’interruttore della malattia mentale


Un gruppo di scienziati ha scoperto l’espressione del microRna che hanno
chiamato 137, i topi si comportano in mo-
do molto diverso. Se altri studi lo dovesse-

alterazioni a carico di certe molecole ro confermare si aprirebbero strade del


tutto nuove per capire la neurobiologia
delle malattie mentali e per trovare final-
(microRna): questo apre scenari mente una cura.
Fantascienza? Mica tanto. Certi topi che
con l’aumentare dei livelli di microRna nel
sorprendenti anche nel campo cervello assumono comportamenti vicini
alla schizofrenia possono tornare a un

della gestione sociale della follia e


comportamento del tutto normale con
manovre che riducano l’espressione di
quelle stesse molecole. E questo oggi lo si

dell’amministrazione della giustizia può fare con degli antagonisti di quegli


stessi microRna che gli scienziati possono
sintetizzare in laboratorio. Sarà solo un
fatto di topo o tutto questo si potrà appli-
di GIUSEPPE REMUZZI care all’uomo? Qualcuno, per cominciare,
ha analizzato materiale autoptico di perso-

«N
on ci vuole niente, sa, ereditarie. Molte però non lo sono affatto e ne che in vita avevano sofferto di depres-
signora mia, non s’al- fra l’altro la stessa alterazione genetica che sione, per esempio, ma anche di chi era
larmi! Niente ci vuole in qualcuno si associa a malattia ad altri stato schizofrenico o era morto suicida.
a far la pazza, creda a non dà alcun problema. Qui arriva la prima sorpresa o la prima
me! Gliel’insegno io Insomma, i geni giocano certamente un conferma, se preferite: profili di espressio-
come si fa. Basta che Lei si metta a gridare ruolo, come per quasi tutte le malattie, ma ne di microRna nel cervello di cadaveri di
in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, deve esserci dell’altro, che poi vuol dire chi aveva avuto malattie mentali sembra-
e tutti la prendono per pazza!». Pirandello ambiente, condizioni socio-economiche, vano proprio diversi da quelli delle perso-
— Il berretto a sonagli — le malattie men- abitudini di vita, incontri che uno fa nel ne che consideriamo normali.
tali le vedeva così e chissà che non avesse corso della vita. Tutto questo, attraverso Attenzione però alle conclusioni affret-
ragione lui. In fondo di malattie mentali meccanismi che i medici chiamano epige- tate; non è detto che le alterazioni che si
sapevamo e sappiamo ben poco. Non sap- netici — in greco sarebbe «quello che sta vedono studiando il cervello dei cadaveri
piamo da dove vengano per esempio e per- al di sopra dei geni» —, può alterare la siano le stesse che ci sono negli ammalati.
ché e quando uno comincia ad ammalarsi; funzione di questi ultimi senza modificare Non solo, ma quello che gli scienziati han-
non solo, ancora oggi non abbiamo gran- il Dna. no potuto documentare riguardo alle alte-
ché per curarle e ancora meno per provare C’entra con le malattie mentali? Proba- razioni dei piccoli interruttori dei geni po-
a guarirle. bilmente sì, perché se sapessimo di più dei trebbe essere il risultato del trattamento
La malattia mentale viene certamente processi epigenetici forse riusciremmo a più che di modificazioni indotte dalla ma-
da lontano; forse da alterazioni di uovo e capire le cause delle malattie della mente e lattia.
spermatozoo che potrebbero persino pre- chissà, forse anche a curarle, un poco. Così Dalle autopsie si è poi passati a studiare
esistere al concepimento, ma potrebbero per lo meno la pensano Orna Issler e Alon le cellule del sangue di malati di mente. E
anche cominciare in utero a causa di certi Chen del Weizmann Institute di Israele e cosa si è visto? I risultati non sono facili da
traumi della gravidanza o per stili di vita del Max Planck Institute di Monaco. Han- compongono Dna e Rna) funziona come Un’immagine scattata interpretare, ma messo tutto insieme sem-
della mamma (alcol e fumo), tutto questo no pubblicato pochi giorni fa su «Nature un interruttore — spegne certi geni e ne nel 2013 da Christian bra proprio che nei malati di mente ci sia-
potrebbe rendere vulnerabile il cervello Neuroscience» una revisione di tutta la accende altri — e in questo modo regola in Hopkins (Philadelphia, 1993): no alterazioni di microRna molto simili a
del feto. Poi nell’adolescenza qualcosa letteratura più recente che dimostra come un colpo solo l’espressione di centinaia di il giovane, attualmente quelle che si erano viste studiando il cer-
d’altro, certi tipi di stress, l’alcol, certe dro- chi soffre di malattie mentali abbia nel geni. Potrebbero bastare quei 22 nucleoti- studente di biochimica, ha vello dei cadaveri, che a loro volta non era-
ghe capaci di indurre manifestazioni clini- cervello alterazioni a carico di certe mole- di per condizionare comportamenti, rea- utilizzato la fotografia come no poi così diverse da quelle dei topi.
che di malattia in chi è già un po’ predi- cole — microRna — che sono capaci di al- zioni ed emozioni e tanto altro in chi si forma terapeutica per uscire
sposto. È solo un’ipotesi, ce ne possono es- terare l’espressione di molti geni senza ammala di malattie psichiatriche, almeno dalla depressione in cui
sere tante altre; qualcuno pensa che ci modificare la struttura del Dna. Ciascun in teoria, ma come dimostrarlo in pratica? era caduto. Il risultato sono
possa essere una componente genetica microRna fatto di 22 nucleotidi soltanto Gli scienziati sono partiti dai topi, han- una serie di album dedicati Questi studi aprono anche scenari che
anche perché certe malattie mentali sono (nucleotidi sono le unità ripetitive che no visto che se uno modifica nel cervello alla malattia mentale vanno ben al di là della neurobiologia: am-
mettiamo che alla base di quello che la
gente chiama pazzia ci siano davvero alte-
razioni di certi microRna e che siano in
fondo quei 22 nucleotidi soltanto i respon-
Eutanasia e dintorni sabili di certi comportamenti, di un atto
criminale per esempio. Ma allora quell’at-

Sul fine vita to potrebbe dipendere dalla capacità di


quei microRna di spegnere certi geni e ac-
cenderne altri più che dalla volontà di chi
ci aiuta la storia l’ha compiuto. Quell’individuo lo si dovrà
condannare come si fa con tutti gli altri? Si
non l’ideologia aprirà un dibattito, non sarà facile trovare
una soluzione, un po’ perché la materia è
molto complicata e poi perché le regole
di ANTONIO CARIOTI dei tribunali non sono quelle della scienza
(ricordate quei giudici che erano convinti

N
el libro Morire felici (Rizzoli) il che gravi malattie neurologiche si potes-
teologo dissidente Hans Küng sero curare con «stamina»?).
afferma il diritto di decidere Ma ci dobbiamo preparare perché la
come chiudere la propria vita. Da scienza va avanti e anche molto in fretta e
Bollati Boringhieri sta per uscire il alla fine fatti e conoscenze finiranno per
saggio Saper morire di Gian Domenico prevalere sulle opinioni personali. E poi,
Borasio, che sottolinea soprattutto la se certi comportamenti dipendono alme-
necessità di garantire a tutti cure no in parte dalla capacità di quei micro-
palliative adeguate in fase terminale. scopici interruttori molecolari di regolare
È chiaro che i progressi della medicina tanti geni, vuol dire che dovremo sotto-
impongono di affrontare il tema del porre persone per cui sospettiamo una
fine vita. Lo confermano casi malattia mentale a studi sui microRna? E
clamorosi come i suicidi di Mario quando sai che rischi più degli altri cosa
Monicelli e Carlo Lizzani. Ma in Italia fai? Ne parli in famiglia? Avverti il tuo part-
domina lo scontro ideologico: la ner? Decidi eventualmente di non avere fi-
stessa parola eutanasia è spesso gli? È così difficile rispondere a queste do-
considerata tabù, appiattita sullo mande che la Columbia University di New
sterminio dei disabili sotto il Terzo York ha creato un centro di ricerche per
Reich. Eppure, spiega Marco Cavina «Implicazioni etiche, legali e sociali della
nel libro Andarsene al momento giusto genetica del comportamento e delle ma-
(il Mulino), anche tra l’antichità e il lattie psichiatriche»: vogliono far dialoga-
Novecento si riscontra nell’Europa re esperti di etica e di sanità pubblica con
cristiana «la presenza ininterrotta e avvocati, giudici, politici e scienziati. Vor-
diffusa di culture di accettazione rebbero far diventare le ultime scoperte
dell’eutanasia». Forse riflettere su della genetica per i malati di mente un’oc-
questo retroterra storico può aiutare a casione per stare almeno un po’ meglio e
confrontarsi in modo più pacato. non un’ulteriore fonte di discriminazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA+ Ci riusciranno? Vedremo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9
Fenomenologia dello gnocco

Orizzonti Visual data


Cotture brevi
di Marisa Fumagalli
{ Quando il piatto della tradizione entra nel
futuro. Sfogliando il bel libro curato dal
modenese Luca Bonacini, ecco la Confraternita
Gnocco d’Oro, una schiera di cuochi di successo
che reinterpretano, tra gusto ed estetica, un
alimento di umili origini. E notizie curiose di
storia popolare e di cucina. Insomma, gnocco
fritto mi ci ficco (La coppia perfetta. Il gnocco si
sposa con…, fotografie di A. Boscolo Agostini,
Artestampa, pp. 187, e 25).

Televisione Il Prima delle selezioni, il Durante delle prove, il Dopo dell’ingresso nel
mondo dello spettacolo: lo schema di Maria De Filippi è semplice ed efficace.
Resiste alla concorrenza («X Factor») e seduce anche Saviano e Renzi

«Amici» ha conquistato nuovi amici


Alessandra Amoroso AMICI A SANREMO

Emma 2015 4 7 15
2,20 M
Annalisa Dear Jack Moreno

di MARIA DE FILIPPI
2,88 M 772 K 9
2013
La visualizzazione mostra il grado di popolarità 373 K Annalisa
raggiunto dai vincitori delle edizioni di Amici.
Amici è un talent show condotto da Maria De Filippi, in onda 1,25 M 190 K
dal 2001. Sabato 11 aprile è iniziata la fase finale dell’edizione 2012 1 5
2015 del programma, il serale. I concorrenti (cantanti e
645 K Emma Pierdavide Carone
ballerini) divisi in due squadre, i bianchi e i blu, capitanate
da due direttori artistici, si confrontano in una serie di (+ Lucio Dalla)
sfide, giudicate da una giuria di qualità composta da 2011 2
168 K
Renato Zero (per la prima puntata, poi sostituito da
Emma (+ Modà)
Loredana Bertè), Francesco Renga e Sabrina Ferilli
(solo la puntata finale sarà sottoposta al
giudizio del televoto). L’esito delle sfide 2010 1
determina l’eliminato di
ogni puntata. Valerio Scanu

2009 1
Marco Carta
Marco Carta
WIKIPEDIA
(pagina dedicata all’artista)
32 K Come si legge
537 K
Moreno M - milioni
FACEBOOK (numero dei Like)
K - mila TWITTER (followers)
INSTAGRAM (followers)
692 K 42 K POPOLARITÀ YOUTUBE (iscritti)
170 K

i vincitori 143 K 10 K

59 K

Virginio Antonino
Giuseppe
Deborah Gerardo Giofrè Leon Giulia Dennis
Iurato Pulli Denny Cino Ottonello Fantina
Alessandra Lodi Federico Ivan
Amoroso Angelucci D’Andrea

Loredana Valerio
Errore (2°) Scanu (2°)

Dear Jack (2°) Annalisa (2°) Pierdavide


Carone (3°)

13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
2013-14 2012-13 2011-12 2010-11 2009-10 2008-09 2007-08 2006-07 2005-06 2004-05 2003-04 2002-03 2001-02

Amici 14
in onda
al sabato
BIANCHI direttore artistico: Emma Puntate per edizione 10 9 9 9 11 11 11 9 9 11 11 10 10 CATEGORIE
Canto
Klaudia Cristian Shaila Danza
Pepa Lo Presti Gatta martedì
mercoledì Big
giovedì
Mattia Valentina Davide
«Briga» Tesio Mogavero venerdì DISCHI
(eliminato l’11 aprile) sabato
Platino
domenica
Oro
Michele Virginia Giorgio
Nocca Tomarchio Albanese
(eliminato il 18 aprile) telespettatori Nelle edizioni 1 e 2 il programma
della finale si chiamava Saranno Famosi
7.187.000
Luca Paola The Kolors
Tudisca Marotta 4.956.000 Nelle edizioni 10 e 11 ci sono due
vincitori, uno per il Canto e uno
39,76 % per la Danza; nell’edizione 11 è
media telespettatori
BLU direttore artistico: Elisa presente anche una categoria
6.151.000
speciale dedicata ai Big
4.242.000 30,66 %
IL SERALE 24,93 %
FONTI: Wikipedia, Facebook,
share della finale
Per ogni edizione di Amici il grafico mostra il numero di puntate e il giorno di Twitter, Instagram, YouTube,
programmazione del serale (*), la media del numero di telespettatori e lo share media share mariadefilippi.mediaset.it/amici
medio e, in dettaglio, telespettatori e share della puntata finale, con i picchi d’ascolto.
17,95 % dati raccolti tra il 5 e il 12 aprile 2015
(*) Il serale è la fase finale del programma, trasmesso in prima serata su Canale5.

di MARIA VOLPE Tutto è cominciato con un Saranno ed è sceso nell’arena. E oggi Elisa, musi- po. Non ha fatto una piega. È arrivato pu- dei «suoi» ragazzi, con la sua rete post-
Famosi, di grande auspicio, nel 2001. Poi cista di spessore, è una coach del pro- re il radical chic X Factor e tutti a dire che Amici fatta di pubblicazioni, concerti, ca-

P
ensare che a Maria De Filippi un tribunale impose di cambiare il titolo gramma. Cinque anni fa non l’avrebbero quello sì che era fatto bene. Maria, im- se discografiche, contratti: una grande
hanno dato spesso della «catti- del programma. Diventò Amici di Maria mai fatto. Non lo avrebbe fatto neppure passibile. Rispondeva con i partecipanti lobby, garanzia di successo.
va maestra». Invece è stata pro- De Filippi, ma non cambiò le sorti del ta- un leader del maggior partito di centrosi- e i vincitori del Festival di Sanremo che Hanno detto che lì, in quell’Accade-
prio la connotazione scolastica, lent più longevo d’Italia. Che continuò a nistra che nel maggio 2014 — stiamo sempre più numerosi giungevano da mia, si costruivano sogni fasulli, illusioni
l’intuizione di creare un’Acca- sfornare talenti. E polemiche. parlando di Matteo Renzi — andò a par- Amici. Rispondeva con i dischi di platino che avrebbero fatto male ai ragazzi. Biso-
demia a tutto tondo, in stile americano, In Italia non si perdona il successo. In lare coi ragazzi di Amici. gnerebbe chiederlo a loro se si siano dav-
la pervicacia nel costruire con maniacale quegli anni poi, se il successo era targato Occorre dirlo con spudoratezza: il me- vero fatti male. Certo è che molti, anche
Gli autori
impegno un Prima (le selezioni), un Du- Mediaset, era decisamente impossibile rito è di Maria. Una macchina da guerra quelli di cui non sentiamo più parlare,
La visualizzazione è stata coordinata
rante (i lunghi mesi di prove e discipli- da tollerare. Durante queste 14 edizioni è che si muove con la pancia, in sintonia hanno trovato lavoro, chi all’Opera di Pa-
da Tommaso Guadagni e realizzata
na), un Dopo (l’inserimento nel mondo cambiato talmente tanto il Paese che ora con il Paese e soprattutto con le nuove rigi, chi in sala di incisione. Un piccolo,
dal visual designer Jacopo Ferretti
del lavoro per la quasi totalità dei ragazzi) Roberto Saviano non sta troppo a pen- generazioni. I ragazzi lei li capisce, li va- laborioso e duraturo «miracolo» che ha
(jacopoferretti.com). La raccolta dati
a rendere Amici, che va in onda su Canale sarci e accetta di parlare con i ragazzi. lorizza, li protegge. In questi 15 anni le riscattato Maria.
è a cura di Cecilia Bressanelli.
5, quel che è oggi: autorevole e credibile. Anche Roberto Vecchioni si è ricreduto sono piovute addosso critiche di ogni ti- © RIPRODUZIONE RISERVATA
10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

Caratteri
No al minimalismo della quotidianità

{
Contro il minimalismo della quotidianità
necessitano esempi di alta scrittura. Così la
visione esistenziale supera spazio e tempo. È
Soglie la funzione della poesia che indaga la silloge
Dunque, l’Arte che vuole? di Vittorio Cozzoli
di Franco Manzoni (Biblioteca dei Leoni, pp. 112, e 15). Nato nel
1942 a Cremona, noto per i suoi lavori
Narrativa, saggistica, poesia, classifiche danteschi, l’autore riesce a creare versi di rara
efficacia e forza espressiva, realizzando
sapientemente ritmi di eccelsa armonia.

Fenomeni Una favola, un cartone animato, i volumi. «I genitori sono assenti, questo coglie un dato diffuso della società»

La bambina se la cava da sola «Masha e Orso» conquista lettori e spettatori


Una piccina vive in un bosco con un animale:
di SEVERINO COLOMBO fa i capricci, lo tiranneggia ma sono grandi amici

C’ i
era una volta una bambina bambina e un orso, di grande successo tra gno di autorizzazione. Nemmeno da parte
che viveva in una bella caset- i bambini in età prescolare. Attuale per i dell’orso tutor, che ha caratteristiche an-
ta, indossava un copricapo temi che affronta, all’avanguardia per co- tropomorfe, ma non parla.
colorato in testa e amava an- me li affronta. Masha e Orso viene dalla Russia, Paese
darsene a spasso nel bosco... «È una serie coraggiosa perché esce da- che ha alle spalle una solida scuola
Le somiglianze tra Cappuccetto Rosso e la gli schemi», esordisce Anna Antoniazzi, d’animazione che risale all’inizio
piccola Masha, coprotagonista del cartone Bibliografia ricercatrice di Letteratura per l’infanzia del Novecento (Aleksandr Shiryaev,
Masha e Orso, finiscono qui. Perché Fiabe russe di Aleksandr nel dipartimento di Scienza della forma- Władysław Starewicz): la serie mo-
Masha al cappuccio rosso preferisce un N. Afanasjev (curatore zione dell’Università di Genova. «Pensia- derna è realizzata con la tecnica Computer
foulard fucsia (talvolta un cappello) che fa e traduttore Eridano mo a Peppa Pig, la prima differenza è che Generated Imagery — la grafica 3D usata
parte del suo look, un abito tradizionale Bazzarelli, Bur, pp. 608, Peppa ha attorno una famiglia con cui da Pixar, DreamWorks e Walt Disney — ed
russo. Perché Masha non ha nessuno che e 12). Antiche fiabe russe condivide tutto e che rappresenta il suo è stata premiata con il Kidscreen Award,
le dia raccomandazioni su cosa fare (Vai a cura di Aleksandr N. mondo; Masha ha qualcosa in comune riconoscimento internazionale per i film
dalla nonna) o non fare (Non fermarti lun- Afanasjev (prefazione con Pippi Calzelunghe, è un’“orfana”, una per ragazzi. «L’animazione russa ha rag-
go il sentiero). Ma, soprattutto, perché con di Franco Venturi, traduzione bambina sola in un bosco con un orso che giunto un livello totalmente nuovo», ha
Masha è difficile — impossibile — che di Gigliola Venturi, Einaudi, fa le veci del padre». E aggiunge: «Il suo è commentato il produttore Dmitri Loveiko.
qualcuno riesca a spuntarla: non un lupo pp. XI - 675, e 80). un mondo imprevedibile, si tratta di un La provenienza di questa produzione
cattivo e neppure un grande e grosso orso Masha e l’orso. Fiaba popolare personaggio potenzialmente molto “tra- per l’infanzia crea un piccolo cortocircuito
che, anzi, nella serie è il suo migliore ami- russa (traduzione a cura sgressivo”». Qui non c’è come in Peppa tra bambini di oggi e di ieri, ora genitori,
co. dell’editore, illustrazioni di una voce fuori campo che spiega, guida e cresciuti guardando cartoni dell’Europa
Masha e Orso è il titolo di un cartone Aleksandr B. Alekseev, Edizioni rassicura lo spettatore. A ogni puntata dell’Est (Ungheria, Cecoslovacchia). «An-
animato con protagonisti, appunto, una Arcobaleno, pp. 12, e 10) Masha si muove allo scoperto, senza biso- che se per spirito, Masha — analizza la
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11
Palcoscenico di carta

{
Un bravo ballerino deve essere pronto a tutto,
anche a finire tra le pagine di un libro. È quanto
succede a Carla Fracci nell’ultimo volume della
In punta di piedi serie «Scuola di danza», una collana dedicata alle
di Giovanna Scalzo bambine, dove aiuterà le protagoniste a
preparare un balletto. Numerosi i consigli della
danzatrice, trasformati in disegni da Donata
Pizzato. Non manca l’intervista finale, con
aneddoti e curiosità (Aurora Marsotto, Il ritorno
dell’étoile, Il Battello a Vapore, e 11, dai 9 anni).

studiosa — ha tratti in comune con la cu-


riosità della Pimpa e le avventure di perso-
naggi delle serie tv degli anni Ottanta, co-
me Remi, che vanno alla scoperta del
mondo».
La «strana coppia» bambina-orso è en-
trata nel cuore degli under sei? Si direbbe
»»» In televisione
La serie, nata nel 2009, scritta
na). In Italia, dopo un esordio nel 2011 su
Raidue che non ha lasciato il segno,
Masha e Orso è stata «riscoperta» un an-
no fa, quando ha iniziato a essere trasmes-
sa su Rai YoYo (canale 43 del digitale terre-
stre). Un caso? «No una questione di stra-
tegia», spiega Massimo Liofredi, direttore
quando è davvero il caso di preoccuparsi.
Masha è senza genitori nel cartone — nel-
la fiaba tradizionale erano invece presenti
i nonni. La bambina e l’orso sono amici
(anche se lei un po’ lo tiranneggia), gioca-
no e trascorrono del tempo insieme. Ma
tra i due le dinamiche, pur nella semplici-
Tradizioni e culture
Non soltanto
Walt Disney:
di sì, stando ai dati di ascolto in tv: nella
puntata mattutina del 13 aprile Masha e
Orso ha toccato una punta massima di
da Oleg Kuzovkov, è stata
realizzata dallo studio russo
della rete che ha all’attivo anche il lancio e
il successo di Peppa Pig. «Sia Peppa che
Masha erano considerate dei riempitivi da
tà di linguaggio e di situazioni, si prestano
a interpretazioni più profonde. Come
spiega Gustavo Pietropolli Charmet, psi-
la lezione
share pari al 7,82% (572 mila telespettato-
ri); in media nel mese di febbraio è stato il
programma più visto nella fascia pomeri-
Animaccord (distribuita in
Italia da Dall’Angelo Pictures).
Le puntate di Masha e Orso
usare tra un programma e l’altro. Invece su
Rai YoYo abbiamo creato blocchi di palin-
sesto con 15-16 episodi; i bambini amano
chiatra e psicoterapeuta infantile: «Masha
non ha nessuna nostalgia della mamma, delle fiabe russe
durano 7 minuti l’una e vanno se la cava benissimo da sola e con l’orso,
diana per bambini piccoli. E stando anche la ripetitività». Il risultato è stato un suc- che rappresenta il lato paterno, un po’ ton- di ALDO GRASSO
al successo in libreria: nella settimana di in onda con cadenza cesso. Liofredi, che per il boom di Masha to ma molto disponibile. Si capisce che lui

D
Pasqua il fenomeno è esploso con quattro quotidiana in diversi orari su e Orso è stato intervistato anche al tele- ifficile decifrare il succes-
Rai YoYo, canale 43 del digitale vorrebbe essere lasciato in pace, ma all’oc-
libri della serie (editi da Liscianigiochi e giornale della tv russa, anticipa sempre correnza non si tira indietro». so planetario di Masha e
da Fabbri) entrati nella top ten dei libri più terrestre e canale 27 per target prescolare una bella novità che Orso, la serie animata rus-
Moderna, attuale e lontana dallo stereo-
venduti in Italia. La passione per Masha sul satellite. riguarda la serie: «A giugno debuttano le sa rivolta ai bambini dai
tipo della bimbetta dolce e carina è Masha
non accenna a diminuire, anzi: nella top La serie è trasmessa fiabe di Masha, dove la bambina racconta tre anni in su. Un successo
nella lettura che ne fa lo specialista nel-
ten di questa settimana i titoli sono ancora quotidianamente anche da alla sua maniera le favole più popolari». che sta oscurando il mondo di Peppa
l’educazione di bambini e adolescenti:
quattro (e addirittura nove nella classifica DeA Junior, canale dell’editore Un gigantesco orso accanto a una minu- Pig e della Pimpa. Si può far ricorso
«Nel modo di fare è un po’ un maschio,
dei Ragazzi). Storie, libri-gioco, puzzle, De Agostini visibile a scola bambina. Agli occhi di una etologa alla grande tradizione fiabesca russa:
per questo piace; a suo modo rappresenta
quiz e gadget. E senza soluzione di conti- pagamento cosa colpisce di più di Masha e Orso? An- Masha e Orso è infatti una vecchia
le pari opportunità di oggi e offre una de-
nuità, visto che la letteratura per l’infanzia sulla piattaforma Sky gelica Bassi, specialista in Etologia appli- clinazione dell’identità di genere, un mo- fiaba popolare raccolta da Aleksandr
oggi fa i conti con la crossmedialità: un si- (canale 623) cata e Benessere animale, sottolinea il fat- dello coerente con la nuova femminilità». Nikolayevich Afanasjev in quella mo-
to (http://masha-orso.it) con sagome da In libreria to che tra i due avvenga uno scambio di Così nelle situazioni proposte dalla serie numentale e fantastica opera che è la
ritagliare e colorare e cartoline; app per Anna Antoniazzi, ricercatrice di esperienze. «L’orso è per natura un anima- possiamo vedere trasposti elementi della Raccolta di favole popolari russe
smartphone e tablet; e con il prossimo an- Letteratura per l’infanzia, è le solitario, non concepisce la vita in strut- realtà. Suggerisce Pietropolli Charmet: (Mosca, 1863). Si può far ricorso alla
no scolastico t-shirt, pigiamini, tazza per autrice del saggio Dai Puffi a ture sociali, in questo è molto diverso da «Oggi sempre più spesso abbiamo mam- più che centenaria storia della scuola
la colazione, zaino e astucci. Peppa Pig: media e modelli noi e dagli animali addomesticabili». Ag- me che lavorano e che quindi non sono russa di animazione che rappresenta
Il mondo dell’infanzia crea con fre- educativi, appena uscito giunge: «Nel cartone animato, l’orso im- presenti come una volta; in compenso in un fenomeno mediatico tanto enor-
quenza fenomeni di successo; si tratta in dall’editore Carocci, nella para a stare accanto alla bambina, le inse- situazioni quotidiane — nel gioco, quan- me quanto poco conosciuto (non
genere di casi legati a un singolo Paese o a collana «Bussole» (pp. 128, gna delle cose e ne riceve in cambio gesti do si accompagnano i figli a scuola — c’è tutto è Walt Disney). Si può far ricor-
una lingua. Talvolta, però, può capitare e 12). Mercoledì 22 aprile di affetto e tenerezza. Il piccolo spettatore di frequente il papà». E conclude: «Le so ai più sperimentati modelli educa-
che alcuni programmi incontrino il gusto l’etologa Angelica Bassi capisce che gli animali possono dargli bambine di oggi, proprio come Masha, so- tivi della letteratura per l’infanzia.
del momento e prendano il volo diventan- partecipa all’incontro «L’orso qualcosa e, dal comportamento di Masha, no veloci, sgamate, apprendono e socializ- Questi riferimenti culturali, tuttavia,
do un successo anche fuori dal Paese di Misha e altri animali» comprende che bisogna averne rispetto». zano in fretta; tra dieci anni vorranno ca- non bastano certo a giustificare il
origine. È quello che è accaduto alla serie in programma alla sede Masha è curiosa e dispettosa; un «vul- varsela da sole in ogni situazione». Piccole trionfo di storielle che appaiono di
russa Masha e Orso che, nata nel 2009, ha dell’associazione Italia Russia cano» che fa disastri dove passa; l’orso, Masha crescono, i genitori orsi sono fin semplicità disarmante. Ogni episodio
oggi un successo planetario: è trasmessa a Milano (ore 19, via Cadore che prima lavorava in un circo, sopporta d’ora avvisati. descrive infatti le avventure di una
in 36 Stati (compresa la «nemica» Ucrai- 16, ingresso libero) con pazienza i capricci della bambina e sa bambina vivace e sbarazzina, con una
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In edicola tendenza spiccata a cacciarsi nei guai.
«Correrie della Sera» e A risolvere i suoi problemi ci pensa
«Gazzetta dello Sport» un vecchio e placido orso (l’orso è
pubblicano la serie Masha e anche il simbolo della Russia): è un
Orso, una collana di libri con ex animale da circo che ama la pace,
storie dagli episodi del cartone; il relax e la tranquillità. Passerebbe
ogni volume, di 32 pagine, felicemente le giornate pescando,
contiene anche giochi e attività guardando la tv e curando il suo orto
per bambini dai tre anni in su. I se non dovesse fare i conti con le biri-
primi due titoli, andati esauriti chinate della piccola Masha. Tutto
e ora ristampati, hanno qui, con alcuni rovesciamenti decisivi
venduto 100 mila copie; la che, evidentemente, calamitano l’at-
collana con uscite settimanali tenzione dei piccoli spettatori. Ri-
è composta da 18 uscite; il spetto alla fiaba originale, per esem-
costo è di e 5,99 a libro pio, c’è un’inversione curiosa: là il
dominatore è l’orso e solo alla fine
della storia viene «sconfitto» dalla
preda-bambina, che mette in atto
tutta la sua furbizia per placare la
forza bruta dell’animale e convertirlo
al suo servizio. Qui è l’orso a dover
subire le angherie di Masha e proprio
questo rovesciamento (l’animale ri-
In queste pagine: la bambina Masha mette continuamente in ordine ciò
con l’amico orso in alcuni momenti che la bambina sconvolge, quasi a
di gioco; insieme sono protagonisti ripristinare un’armonia sociale messa
della serie animata russa di grande in discussione non dalla natura ma
successo Masha e Orso, creata nel dall’uomo) è di sicuro effetto comico.
2009. Sopra: una scena dal cartone Masha sconfina dal suo mondo, ab-
3D realizzato con la tecnica digitale bandona il conforto della sua casa per
della computer graphic. Masha avventurarsi nel bosco (da sempre il
indossa un abito della tradizione bosco, nelle fiabe, rappresenta l’inco-
folkloristica: i personaggi sono presi noscibile, l’avventura, la crescita),
da una fiaba popolare russa supera le linee «ideali» e ordinate
tracciate dai binari di una ferrovia ed
entra nel disordine della Natura. Al-
tra inversione: Masha scopre che
Orso non disdegna la tecnologia,
seppure un po’ superata: un vecchio
televisore, un vecchio telefonino, un
vecchio frigorifero… Insomma, se la
bambina ha attraversato un confine
(il più simbolico dei confini) anche
l’orso non è rimasto rintanato nella
foresta. Il secondo grande effetto
comico nasce proprio da questa con-
traddizione: Orso vorrebbe godere
dei benefici della tecnologia, sia pure
vintage, ma è sviato dai capricci e dal
disordine di Masha. Per ritrovare la
tranquillità non gli resta che assecon-
dare le bizzarrie ironiche della bam-
bina. In questo capovolgimento dei
rapporti, Orso ritrova la socialità per-
duta e Masha un protettore bonario e
insolito. Il resto, poi, è materia per
pedagoghi e psicologi. Ma questo,
per ora, i piccoli fortunati spettatori
non lo sanno.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13
Nel tempio dipinto da Blu

Caratteri Recensioni
Sulla strada
di Davide Francioli
{ Se l’italiano Blu è da 15 anni a questa parte tra i
più affermati street artist a livello internazionale,
lo si deve soprattutto alla sua capacità di ritrarre
con immediatezza i disagi dell’umanità. Dalle
sue opere allegoriche emerge la critica nei
confronti di un individuo schiavo della società;
come nel suo ultimo lavoro, realizzato a Monaco:
un piccolo uomo, con la mano tesa di fronte a
uno sportello bancario automatico a forma di
tempio, aspetta di ricevere i soldi.

Fantascienza «Annientamento» è il primo volume di una nuova trilogia nella quale Jeff La nostra
Vandermeer esplora gli enigmi della ricerca scientifica e delle relazioni storia
Amori finiti e misteri nell’Area X: INDAGINI
di Dino Messina

così succede che gli alieni siamo noi DA PSICOANALISTI


di MICHELA MURGIA DEL PASSATO

C I
ol senno del presente amiamo tut- l rapporto tra Freud e la storia,
ti pensare che la distopia del così il titolo del profondo saggio di
Grande Fratello di 1984 ci abbia Aurelio Musi, pubblicato da
predetto la società del controllo, Rubbettino (pagine 112, e 14), può
che Fahrenheit 451 ci abbia ri- essere declinato in vari modi.
mandato il dilemma etico del singolo nei to- Proviamo a indicarne tre. C’è
talitarismi e che Cronache Marziane sia una innanzitutto la similitudine tra il
delle critiche più acute mai portate all’etno- procedimento dell’analista e quello
centrismo occidentale e alla retorica della dello storico. Tutti e due muovono da
frontiera, eppure continua a non essere un determinato punto di osservazione
usuale che in Italia ci si occupi dei romanzi nel presente alla ricerca di materiali
di fantascienza quando si parla di letteratu- (ricordi, documenti) del passato
ra con la lettera maiuscola. Resiste una forte attraverso i quali ricostruire un
e un po’ snobistica noncuranza intellettuale percorso, raccontare una storia. Ci
verso tutto quello che è riportabile a questo sono poi da considerare i tanti
genere specifico ed è il motivo per cui rara- studiosi, che nel Novecento, a partire
mente gli editori italiani blasonati propon- dai pionieri delle «Annales», hanno
gono ai lettori storie di ambientazione fan- utilizzato gli strumenti della
tascientifica, né sono molti gli autori nostra- psicologia per una storia delle
ni che si azzardano a cimentarsi con l’enor- mentalità o comunque dei tanti
me potenziale metaforico del viaggio aspetti sociali che non rientravano
letterario tra gli altri mondi possibili. nella «storia evenemenziale», legata
La pubblicazione di Annientamento di cioè soltanto alla cronaca dei grandi
Jeff Vandermeer in questo senso è uno eventi. Ma a monte c’è soprattutto lo
schiaffo allo snobismo italiano, perché studio della formazione di Sigmund
l’epopea di cui questo romanzo è il primo Freud, la sua passione per
l’archeologia, la curiosità per le

SSS
i
ale narrato. Il terzo motivo è che la protago- perché ha delle ragioni che vanno ben oltre grandi personalità, come Mosè,
nista è una donna, una biologa di cui l’auto- l’interesse scientifico e rappresentano l’ele- Alessandro Magno, Leonardo da
re non ha ritenuto rilevante farci sapere il mento più affascinante di tutto il romanzo, Vinci, la consapevolezza con cui
Intrecci nome proprio, ma attraverso il cui carattere segnandone la qualità effettiva. costruiva la sua nuova scienza,
Nella zona oggetto sfaccettato e problematico si finisce subito Prima che per la Southern Reach, la bio- gettando un ponte tra il sapere
in un’avventura che sembra professionale e loga cerca infatti risposte per se stessa: lun- positivo e quello umanistico.
degli studi ci sono tracce tecnica, ma che via via si rivelerà sempre più go i sentieri selvatici dell’Area X ripercorre Anche la storia, osserva a un certo
del marito scomparso intima e introspettiva. allo stesso tempo le ferite del suo matrimo- punto l’autore, è sì una disciplina
La maestria narrativa di Vandermeer si ri- nio finito e i passi del marito scomparso, umanistica, ma più di altre capace di
della protagonista in una vela attraverso questa insolita voce di don- protagonista a sua volta di una missione dialogare con la scienza, a partire
missione precedente na, una scienziata specializzata nell’osserva- precedente nella stessa area di crisi. Racco- dalla biologia che regola i segreti
zione di mondi microscopici che per scelta glie spore e licheni, ma la vita che indaga è la della memoria. Non è un libro facile
passaggio rappresenta un brillantissimo volontaria si fa includere in missione nel- propria e i microrganismi anomali che la af- quello di Aurelio Musi, che tuttavia sa
esempio di come un editore possa rischiare l’Area X insieme ad altre tre colleghe. L’Area fascinano sono ricordi, segni ancora vivi del rendere avvincente una materia molto
la fantascienza restando nella letteratura di X è un mondo lussureggiante di verde che suo impazzito ecosistema matrimoniale, complessa, anche per la capacità di
qualità e di come un lettore possa a sua volta ha però qualcosa di profondamente sbaglia- dove era lei stessa l’anomalia biologica che intrecciare discipline distanti in una
godersela senza il rischio di finire sulle to, perché ogni cosa vi appare ostile e gover- ha fatto saltare gli equilibri del rapporto. prospettiva teorica che può dare
sponde consolatorie dell’inverosimile. JEFF VANDERMEER nata da leggi proprie e i fenomeni biologici Il romanzo di Vandermeer stupisce per la ancora frutti. Alcuni capitoli
Velata in una copertina di assoluto pregio Annientamento si manifestano come conseguenza di qual- profondità con cui tratta una storia d’amore richiamano i temi già trattati da Musi
grafico, al limite del temerario per la severa Traduzione cosa di gravissimo e ignoto — forse un espe- come se fosse un territorio contaminato dal in un suo saggio fortunato che ha
edizione einaudiana dei Supercoralli, la sto- di Cristiana Mennella rimento chimico o un disastro ambientale, mistero. L’area X tra le sue pagine non è solo avuto tredici edizioni, Le vie della
ria che dà il via alla trilogia dell’Area X va ol- EINAUDI forse un’energia aliena — che né al lettore lo spazio di crisi tra l’umanità e i suoi inno- modernità (Sansoni), e nelle ultime
tre gli schemi classici del genere fantascien- Pagine 186, e 16 né ai personaggi verrà però rivelato. Quello minabili eccessi, ma è anche il nebuloso ter- pagine, dedicate alla figura di
tifico per almeno tre motivi. Il primo è che che si scopre nel dipanarsi della vicenda è ritorio della relazione tra un uomo e una Tommaso Aniello d’Amalfi, detto
nella collocazione temporale non è percepi- che le spedizioni nell’Area X sono state assai donna, giunzione naturale e innaturale in- Masaniello (1620-1647), lo storico
bile alcuno slittamento: i giorni in cui si più di quante l’agenzia governativa Sou- sieme, selva impenetrabile dove due esseri mostra «sul campo» quanto utili
svolge potrebbero essere i nostri, in un luo- thern Reach voglia far credere alle quattro che si sono amati finiscono per rivelarsi possano tornare gli strumenti della
go la cui esistenza ci è ignota solo perché scienziate e che la loro missione è qualcosa alieni l’una all’altro. Nessuna distopia così psicoanalisi nell’interpretazione di
qualcuno vuole che guardiamo da un’altra Athi-Patra Ruga (Umtata, di ben più pericoloso e complesso di una distante da metterci al sicuro con la sua im- una figura borderline come il
parte. Il secondo motivo è che in Annienta- Repubblica Sudafricana, semplice raccolta di dati. La biologa, voce probabilità, dunque: nell’Area X prima o poi controverso capopopolo. E quanto il
mento la tecnologia è assente e le uniche 1984), Night of the Long narrante nevrotica e introversa che sfugge ai ci si entra tutti e non è detto che tutti torni- disagio mentale assuma le forme
scienze che valgono qualcosa sono quelle Knives (2013, stampa a meccanismi di controllo della piccola squa- no indietro. della propria epoca.
empiriche, applicate all’osservazione del re- inchiostro, particolare) driglia, è diversa dalle sue colleghe anche © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pellegrinaggio Alcide Pierantozzi racconta un itinerario a piedi da Milano a Bari

La dura strada (picaresca) della vita


soste per il pranzo e le sistema- in cui serpeggiavano miti e su-
zioni per la notte sono occasioni perstizioni: ad esempio, il viag-
per capitoli comici e picareschi gio del nonno, a piedi dai Balca-
— ad esempio quello delle scar- ni fino all’Abruzzo dopo la guer-
pe scelte per l’impresa («le tue ra «con le scarpe di pezza»,
di IDA BOZZI Carhartt da cinque chili ciascu- oppure il pellegrinaggio di una
na in barba a qualsiasi indica- bambina (che diventerà poi la

I l bagaglio (letterario) con cui


lo scrittore Alcide Pierantoz-
zi affronta il viaggio a piedi
raccontato nel libro Tutte le
strade portano a noi (da poco
Shandy, e il romanzo picaresco
con tutti i suoi osti, viandanti e
mulini a vento, con i (pochi)
don Chisciotte e i (molti) San-
cho Panza incontrati lungo il
ciano accanto ai giovani pelle-
grini. Mentre il manipolo di
cittadini in viaggio si imbatte in
ospiti scettici e in traghettatori
truffaldini, in turisti distratti e
zione ortopedica, vengono an-
cora molti anni dopo a visitarti
nei sogni»), o la parte sulle «sal-
sicce pagane» preparate da una
suora ai viaggiatori («Costanti-
nonna dell’autore), che forse
malata di meningite viene con-
dotta in pellegrinaggio da un’in-
dovina mentre è quasi in fin di
vita («hanno fatto sosta, infatti,
uscito per Laterza per la collana percorso. in camminatori sportivi, la stra- no il Grande a un certo punto in un paese più grande degli
Contromano), è composito, Il «cammino» del libro è però da si anima di giorno in giorno ne vietò pure la produzione») altri a ordinare l’abito per il suo
come tutti gli zaini dei viaggia- contemporaneo, una cronaca d’una propria antica durezza, e — a fare da controcanto alto e funerale»), e invece torna a ca-
tori — anzi, dei pellegrini, dal tra seria e divertita di un viaggio sembra gettare tra i piedi dei drammatico sono gli altri cam- sa, viva, perfino guarita, e con
momento che la strada prescel- compiuto con un gruppo di pellegrini ogni tipo di prova e di mini narrati nel libro, quelli un nuovo amico e un nuovo
ta per l’esperienza è la via Fran- amici nel 2014, divenuto libro e difficoltà — le vesciche, i pruri- degli antenati, che si alternano destino; e così via per molte
cigena, «quella che fece Sigeri- anche docu-film, e compiuto ti, il sudiciume, le tempeste, i al racconto del viaggio presente. altre felici divagazioni — sul
co, l’arcivescovo di Canterbury, nel cuore dell’Italia postindu- crampi, la stanchezza — e inse- Colpisce in particolare l’evo- dialetto della nonna Nadina, sui
nel 990» — e consiste in due striale, da Milano a Bari, tappa gna che «ogni giorno si cammi- cazione del passato rurale che la nomi delle lucciole, sulle rusti-
modelli classici su tutti: il viag- dopo tappa, lungo una via dal na per la prima volta». ALCIDE PIERANTOZZI strada talvolta strappa ai ricordi che vacanze dell’infanzia — che
gio secondo Laurence Sterne, tracciato antico che alterna trat- Ma se l’equipaggiamento, i Tutte le strade portano a noi dello scrittore, della storia di costituiscono le pagine più
cioè la divagazione e il ricordo ti rurali e sentieri boscosi a car- compagni di viaggio, gli ostaco- LATERZA famiglia, dei campi vicino al commosse e raccolte del libro.
di Vita e opinioni di Tristram reggiate su cui i camion sfrec- li e gli occasionali incidenti, le Pagine 208, e 13 Tronto, di terre allora selvagge © RIPRODUZIONE RISERVATA
14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

(2) posizione precedente S A parità di percen-

{
stabile
tuale di vendita, la
Legenda 1in salita R rientro posizione è deter-
5 N minata dal valore
Caratteri Le classifiche dei libri in discesa novità
decimale non indi-
100 titolo più venduto (gli altri in proporzione) cato in classifica

«Masha e Orso» rinnova il successo: quattro titoli tra i primi dieci


Fanno centro il killer di Jo Nesbø e l’antologia gialla di Sellerio

La pagella
di Antonio D’Orrico
Top 10 ebook
di Alessia Rastelli Narrativa italiana
Carlo Rovelli voto

1
2 (6) 1 55
Sette brevi lezioni
di fisica
Adelphi
10 1 Carlo Rovelli
(1) S 71
Francesco Piccolo AA.VV.
La crisi in giallo
(1) Sette brevi lezioni Momenti
di fisica di trascurabile infelicità
Il selfie della Terra S 100 Adelphi, € 10 Einaudi, € 13 Sellerio, € 14

scattato da Rovelli 2 Mariti e mogli Nicola Fantini, Laura Pariani, Marco Malvaldi,
(2) 5 54
Francesco Piccolo Dominique Manotti, Antonio Manzini, Francesco 3
(2) Momenti di
trascurabile infelicità
battono Recami e Gaetano Savatteri: sette autori per
un’antologia sulla crisi che negli Italiani sale al
Alessandro Baricco
La Sposa giovane
il Dalai Lama

C
secondo posto, dietro il leader Francesco Piccolo, ed
redo che sia la prima volta nella S 71 Einaudi, € 13 entra anche in top ten. Nella classifica di categoria è
storia delle classifiche dei libri presente al completo la tetralogia di Elena Ferrante. Feltrinelli, € 17
italiani meglio venduti che un Il sodalizio vince in digitale.
saggio di fisica, un volume
scientifico, occupi il primo posto
3 Marie Kondo Due coppie di scrittori,
spinte dallo sconto, sono in
della top ten, sia il numero uno in assoluto.
(5) Il magico potere vetta alla classifica degli
E non sono tanto sicuro che una cosa del del riordino ebook più venduti per il Narrativa straniera
genere sia accaduta nelle liste dei bestseller 1 60 Vallardi, € 13,90 Kindle, il dispositivo di
lettura elettronica di
di altri Paesi. Non è facile spiegare perché

1
2 (1) 5 35
Amazon (che non rende
sia successo. Forse sono più cose in
concorso tra di loro. Forse è il bisogno, in
un momento di grande e protratta
4 AA.VV. note le proporzioni tra i
titoli). Primi, sotto lo
(-) N 51
Jo Nesbø Stephen King
(6) Una piccola peste. pseudonimo di Lars Kepler, Sangue e neve Revival
confusione esistenziale e sociale, di Masha e Orso i coniugi svedesi Alexander
fermarsi ad ascoltare una lezione sulle cose
fondamentali: la materia di cui è fatto il 1 56 Fabbri, € 6,90 Ahndoril e Alexandra Einaudi, € 17 Sperling & Kupfer, € 19,90
mondo (quindi anche noi stessi) e le leggi Coelho, con il giallo Nella
del suo funzionamento. È possibile anche
una spiegazione politica. Attraversiamo 5 AA.VV.
mente dell’ipnotista (il 10
aprile a 2,99 euro). Al
secondo posto, con il
Il norvegese Jo Nesbø si comporta da campione: è
subito sul gradino più alto (e approda in top ten) con 3 (2) 5 32
una guerra di religioni con bruttissime (-) La crisi in giallo un thriller in cui il killer Olav, dopo aver ammazzato E. L. James
prospettive e momenti di barbarie che romanzo storico La la persona sbagliata, è costretto a chiedere aiuto. Cinquanta
meretrice di Costanza (il 12 Altre new entry sono Jennifer Niven con un romanzo sfumature
credevamo ormai quasi N 55 Sellerio, € 14 aprile a 1,99 euro), Iny di passioni adolescenziali e George R. R. Martin con di grigio
impensabili e, forse, un
Klocke e Elmar Wohlrath, il nuovo capitolo della saga Il Trono di Spade. Mondadori, € 10
libro del genere (anche
per la sua forma
essenziale) costituisce
6 Alessandro Baricco
marito e moglie tedeschi
che si firmano Iny Lorentz.
una specie di richiesta
(3) La Sposa giovane Il loro ebook è edito da
Beat, Biblioteca degli editori
alla scienza (e, tra le
scienze, alla fisica, la 5 54 Feltrinelli, € 17 associati di tascabili, una
«alleanza» nata nel 2010
Saggistica
scienza — novecente- cui partecipano, tra gli altri,

1
scamente parlando —
più scienza di tutte)
Il fisico Carlo Rovelli, perché ci conforti e ci
7 AA.VV. minimum fax, La Nuova
Frontiera, Neri Pozza.
(1) S 100
Carlo Rovelli
2 (2) S 18
(4) Il libro delle azioni. Pubblicato con Beat anche Mario Giordano
58 anni (Lapresse) fortifichi con parole di Sette brevi lezioni Pescecani
Masha e Orso L’arte di essere pazienti
saggezza e non
prediche di delirio. È come appellarsi a una 5 52 Liscianigiochi, € 4,90 (quarto), del Dalai Lama.
Completano la Top Five (in
di fisica
religione estranea e superiore alle altre Adelphi, € 10 Mondadori, € 18
sconto per un giorno a 0,99
religioni, la «religione» di Einstein & Co., al
8 Jo Nesbø e 1,49 euro), Guerra e Pace,
Il saggio di Carlo Rovelli resta campione di vendite.
pensiero più alto che si possa avere sul
mondo. Potete anche cercare un motivo più (-) Sangue e neve terzo, e il racconto
allegorico L’uomo che
Al terzo posto assoluto sale il bestseller di Marie
Kondo, proveniente dalla Varia, sui benefici del
3 (3) S 15
Andrea Antonello
salottiero (apparentemente salottiero) di piantava gli alberi di Jean riordino. Come la scorsa settimana, tra i dieci titoli Baci a tutti
questo successo. Un libro di fisica che N 51 Einaudi, € 17 Giono, quinto. Sul fronte di più venduti in Italia quattro sono libri-gioco della
diventa bestseller assoluto è spia, forse, di Amazon, «sempre più serie animata russa Masha e Orso. Nella classifica
una protesta antiletteraria, contro utenti usano Kindle
l’imperialismo dei romanzi, un monopolio
stucchevole e un po’ coatto. Le ragioni
9 AA.VV. Unlimited, il servizio per
leggere in abbonamento, a
di categoria resiste solo Geronimo Stilton. Sperling & Kupfer, € 15,90

(-) Orso, giochi con me?


possono essere tante altre ancora. 9,99 euro al mese, quanti
Masha e Orso
Probabilmente soltanto casuali (come ci
insegna, ed è una grande lezione, il saggio N 50 Fabbri, € 8,90
ebook si vuole — dice
Alessio Santarelli, direttore
Varia
di Rovelli). E, comunque sia, questo libro è europeo Kindle Store —. Un

10

1
intenso e bellissimo, ed è il selfie che il modo per il lettore di
pianeta Terra ha fatto a se stesso in questo
momento della sua storia. Ed è (10)
AA.VV.
Come si sono incontrati.
sperimentare di più; per gli
autori, anche i meno noti, di
(1) S 60
Marie Kondo
2 (2) S 26
Lodovica Comello
un’immagine molto somigliante. Il voto è il Masha e Orso farsi conoscere». Tutto il resto
Il magico potere
massimo. @al_rastelli non conta
S 49 Fabbri, € 8,90 del riordino
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA
Vallardi, € 13,90 Rizzoli, € 14,90

La classifica
1 Lars Kepler
Nella mente dell’ipnotista
Longanesi, e 9,99
Ragazzi
Formato Kindle

1
2 Iny Lorentz (2) 1 56 2 (1) 5 52
La meretrice di Costanza
Beat, e 7,99 AA.VV. AA.VV.
Formato Kindle Una piccola peste. Il libro delle azioni.
Masha e Orso
3 Lev Tolstoj Masha e Orso
Guerra e pace Fabbri, € 6,90 Liscianigiochi, € 4,90
Newton Compton, e 4,99
Formato Kindle
4 Dalai Lama
L’arte di essere pazienti
Beat, e 6,99
Formato Kindle
Stati Uniti
5 Jean Giono
L’uomo che piantava...
Salani, e 4,99
1
Paula Hawkins
2
J. R. Ward
3
Harlan Coben
Formato Kindle
The Girl The Shadows The Stranger
(6-12 aprile 2015) on the Train
della
Liberazione
New American
1945 2015
Riverhead, $ 26.95 Library, $ 27.95 Dutton, $ 27.95
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

Gianni Sinni (Firenze, 1960), graphic designer, insegna


Comunicazione visiva all’Università di San Marino/Iuav
Venezia. Si occupa di ricerca e sperimentazione di
1
Lev Manovich
2
Riccardo Falcinelli
3
Orhan Pamuk
Il podio del critico nuove tecnologie nel campo della comunicazione visiva.
Ha pubblicato, con Andrea Rauch, SocialDesignZine e
Software Culture Guardare, pensare,
progettare
Il mio nome
è Rosso
di Gianni Sinni Disegnare le città (entrambi per LcdEdizioni). Edizioni Olivares, € 30 Stampa Alternativa & Graffiti, € 24 Einaudi, € 14

-0,2
Il mercato nel 2015: segno negativo, segnali positivi
Forse ci siamo. Non si vede ancora il segno +, ma almeno il Perché se le librerie cominciano a respirare, anche gli 2014 al 61,8% rispetto al 61,5% del 2013). Se le vendite di
Il numero – 4,4% del 2012 si sta allontanando. Nei primi tre mesi del editori tirano il fiato, vista l’assoluta centralità del canale. ebook restano nettamente al di sotto delle attese di ieri e
di Giuliano Vigini 2015, le librerie hanno infatti avuto una flessione soltanto Del resto, gli stessi ricavi dei principali gruppi (Mondadori, di oggi (si stima una quota a valore inferiore al 3,5% sul
dello 0,2%. Una linea tendenziale verso un calo sempre più Rcs, Gems, Giunti, Feltrinelli, De Agostini) migliorano, così mercato complessivo del libro), l’aumento è costante e
contenuto, che fa sperare nella prossima uscita dal tunnel. come nell’insieme le loro quote di mercato (passate nel anche questo è un segnale positivo.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 6 aprile al 12 aprile 2015)

4 (4) S 32 6 (7) 1 29 8 (-) N 28 10 (9) 5 22 12 (10) 5 18 14 (15)1 14 16 (-) N 13 18 (-) R 12 20 (14) 5 11


A. Vitali, M. Picozzi Elena Ferrante Mauro Corona Marco Missiroli Alessandro Robecchi Francesco Piccolo Elisa Gentile Elena Ferrante Umberto Eco
La ruga L’amica geniale I misteri Atti osceni Dove sei Momenti Non meriti Storia della Numero zero
del cretino della montagna in luogo privato stanotte di trascurabile un minuto... bambina perduta
felicità
Garzanti, € 16,40 e/o, € 18 Mondadori, € 19 Feltrinelli, € 16 Sellerio, € 14 Einaudi, € 10 Newton Compton, € 9,90 e/o, € 19,50 Bompiani, € 17

5 (3) 5 29 7 (5) 5 29 9 (8) 5 24 11 (11) S 21 13 (13) S 15 15 (17) 1 14 17 (-) R 12 19 (12) 5 12


Margaret Mazzantini Massimo Carlotto M. Gramellini Vinicio Capossela Antonio Dikele Elena Ferrante Elena Ferrante Paola Mastrocola
Nessuno si salva La banda C. Gamberale Il paese Distefano Storia del nuovo Storia di chi fugge L’esercito
da solo degli amanti Avrò cura di te dei coppoloni Fuori piove, cognome e di chi resta delle cose inutili
dentro pure...
Mondadori, € 13 e/o, € 15 Longanesi, € 16 Feltrinelli, € 18 Mondadori, € 14 e/o, € 19,50 e/o, € 19,50 Einaudi, € 17,50

4 (4) S 27 6 (3) 5 23 8 (6) 5 19 10 (-) N 16 12 (9) 5 14 14 (12) 5 13 16 (17) 1 10 18 (-) N 10 20 (14) 5 10


E. L. James Markus Zusak Clara Sánchez George R. R. Martin Clive Cussler Irène Némirovsky Irène Némirovsky Morgan Matson Jessie Burton
Cinquanta Storia di una ladra Le mille luci Il trono di spade. (con J. Scott) Suite francese Suite francese Noi due ai confini Il miniaturista
sfumature di libri del mattino Libro quinto... Intrigo del mondo
di nero
Mondadori, € 10 Frassinelli, € 16,90 Garzanti, € 18,60 Mondadori, € 18 Longanesi, € 13,90 Newton Compton, € 9,90 Adelphi, € 11 Newton Compton, € 9,90 Bompiani, € 18

5 (5) S 26 7 (7) S 22 9 (-) N 17 11 (8) 5 15 13 (-) N 14 15 (10) 5 12 17 (13) 5 10 19 (11) 5 10


E. L. James Emmanuel Carrère Jennifer Niven John Green Lee Child James Patterson Michel Houellebecq James Ellroy
Cinquanta Il Regno Raccontami Città di carta Il ricercato Uccidete Sottomissione Perfidia
sfumature di un giorno Alex Cross
di rosso perfetto
Mondadori, € 10 Adelphi, € 22 De Agostini, € 14,90 Rizzoli, € 14 Longanesi, € 17,60 Longanesi, € 16,40 Bompiani, € 17,50 Einaudi, € 22

4 (16) 1 13 6 (8) 1 12 8 (5) 511 10 (4) 5 10 12 (-) N 7 14 (-) N 7 16 (-) N 6 18 (10) 5 6 20 (-) N 6
Cheryl Strayed Oscar Farinetti Albert Espinosa Paolo Brosio Franco Cardini Claudio Giunta L. Bisignani Giampaolo Pansa Giovanni De Luna
Wild Mangia Braccialetti rossi. I misteri di Maria L’ipocrisia Essere P. Madron La destra La Resistenza
con il pane Il mondo giallo dell’Occidente #matteorenzi I potenti siamo noi perfetta
al tempo di Renzi
Piemme, € 18,50 Mondadori, € 17 Salani, € 12,90 Piemme, € 19,50 Laterza, € 16 il Mulino, € 8 Chiarelettere, € 15 Rizzoli, € 19,90 Feltrinelli, € 18

5 (14) 1 13 7 (7) S 12 9 (9) S 11 11 (6) 5 10 13 (11) 5 7 15 (-) R 6 17 (12) 5 6 19 (20) 1 6


Pietrangelo Buttafuoco Raffaele Cantone Marco Lucchetti Chris Kyle Mario Calabresi Giuseppe Cloza Erri De Luca Alberto Angela
Il feroce saracino (con G. Di Feo) 1001 curiosità (con S. McEwan Non temete Felicità La parola I tre giorni
Il male italiano sulla storia... e J. DeFelice) per noi... in questo mondo contraria di Pompei
American Sniper
Bompiani, € 12 Rizzoli, € 17,50 Newton Compton, € 9,90 Mondadori, € 18 Mondadori, € 17 Soka Gakkai, € 2,75 Feltrinelli, € 4 Rizzoli, € 20

3 (3) S 17
U. Veronesi
4 (4) S 12
Arrigo Sacchi
5 (-) R 8 6 (5) 5 8
Alessandra Amoroso Walter Pedrotti
7 (9) 1 8
P. Mozzi, M. Mozzi
8 (8) S 7
John P. Sloan
9 (-) N 7
Sohère Roked
10 (6) 5 7
J. P. Sloan
M. Pappagallo Calcio totale (con G. Sabatino) (curatore) L. Ziglio English Mai più stanchi M. Caramazza
I segreti A mio modo Il Cucchiaio verde La dieta da zero SOS English.
della lunga vita vi amo del dottor Mozzi Speciale Expo
Giunti, € 16,50 Mondadori, € 18 Mondadori, € 18 Giunti Demetra, € 5,90 Coop. Mogliazze, € 19 Mondadori, € 9,90 Piemme, € 12,90 Mondadori, € 12,90

3 (7) 1 50 4 (4) S 49 5 (3) 5 46 6 (10) 1 46 7 (5) 5 31 8 (8) S 26 9 (6) 5 26 10 (9) 5 25


AA.VV. AA.VV. AA.VV. AA.VV. AA.VV. AA.VV. Geronimo Stilton AA.VV.
Orso, giochi con me? Come si sono Masha e Orso. Un amico Masha e Orso. Masha e Orso. Viaggio nel tempo Masha e Orso.
Masha e Orso incontrati. Cosa farò da speciale. Amici animali Musica maestro! 8. Con gadget Parole e numeri
Masha e Orso grande Masha e Orso
Fabbri, € 8,90 Fabbri, € 8,90 Liscianigiochi, € 4,90 Fabbri, € 5,90 Liscianigiochi, € 6,90 Liscianigiochi, € 6,90 Piemme, € 23,50 Liscianigiochi, € 6,90

Inghilterra Francia Germania


1
Alfie Deyes
2
Paula Hawkins
3
Santa Montefiore
1
Serge Marquis
2
Frédéric Saldmann
3
Michel Onfray
1
Jussi Adler-Olsen
2
Martin Suter
3
Lucinda Riley
The Pointless The Girl The Beekeeper’s On est foutu, Prenez votre santé Cosmos - Brève Verheißung Montecristo Die sieben
on the train Daughter on pense trop! en main! encyclopédie Schwestern
du monde
Blink, £ 8.99 Doubleday, £ 12.99 Simon & Schuster, £ 7.99 La Martiniere, € 13,90 Albin Michel, € 19,50 Flammarion, € 22,90 Dtv, € 19,90 Diogenes, € 23,90 Goldmann, € 19,99
16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

Sguardi
Da destra: San
Francesco ritratto
da Giotto negli affreschi
della Basilica Superiore
di Assisi (1297-1330);
Maestro della Bibbia
di Gerona, San Francesco
Pittura, scultura, fotografia, design, mercato riceve le stimmate
(1280-1290, graduale),
Bologna, Museo Civico

Civiltà Due mostre a Firenze affrontano un’epoca per molti aspetti sorprendente.
Con un’attenzione particolare agli strumenti del viandante. E all’iconografia
del santo, che subisce una radicale trasformazione a partire da Giotto

Quanto viaggiavano nel Medioevo


Mercanti, pellegrini e soldati facevano testamento e poi attraversavano il Mediterraneo
di ARTURO CARLO QUINTAVALLE In cerca di commerci, reliquie e «infedeli» da convertire. Tra gli altri c’era Francesco d’Assisi

C
erto che viaggiavano nel Me-
dioevo: magari i religiosi, i Gli itinerari
mercanti, i principi e i feudata-
ri, ma viaggiavano davvero, e Cracovia Orda d’Oro
molto. Alla terra erano legati i Avignone Karakorum
servi, quelli che nei documenti di vendita
dei terreni venivano indicati come «fuo- Khanato Pechino
chi», un luogo, una casa, un fuoco ap- Ilkhanato Chaghadai
punto, dunque una famiglia. Così viag- Acri Dinastia Yuan
giavano sempre — gli altri — per terra o Assisi (Terra Santa)
per mare. Il viaggio di terra è difficile: Costantinopoli
corsi d’acqua senza argini; antiche strade Antiochia
romane, di pietra, che diventano strade
Giovanni da Pian del Carpine (1245-1247)
di terra; pianure allagate da fiumi e tor-
renti a primavera e in autunno; coltivi che Guglielmo di Rubruck (1253-1255)
si rifugiano a mezza costa; foreste nelle Giovanni da Montecorvino (1289-1293)
zone più alte e paludi nel piano. Odorico da Pordenone (1319-1322)
Ecco dunque il paesaggio del viaggio Giovanni da Marignolli (1339-1343; 1346-1352)
medievale, a cavallo, su un carro, a piedi, Corriere della Sera
del quale dobbiamo scoprire i mezzi, gli

i
strumenti e gli attori, quelli che ci sugge- (1228) descrive i seguaci di Francesco:
riscono due mostre fiorentine, raffinate, «Erano contenti di una sola tonaca, tal-
dense e intriganti. Da una parte quella del volta rammendata dentro e fuori, tanto
Bargello, associato ai massimi musei me- povera e senza ricercatezze da apparire in
dievali europei, sui mezzi e il senso del quella veste dei veri crocifissi per il mon-
viaggio medievale; dall’altra quella del- do, e la stringevano ai fianchi con una
l’Accademia, puntata su San Francesco, Gli appuntamenti/1 corda, e portavano rozzi calzoni».
che propone un nuovo modo di essere Medioevo in viaggio Ma quale era l’aspetto di Francesco? La
cristiani ma anche un diverso senso del Firenze, Museo Nazionale descrizione del biografo è importante:
viaggio. del Bargello, fino al 21 «Di statura piuttosto piccola, testa rego-
giugno, a cura di Benedetta lare e rotonda, volto un po’ ovale e prote-
Chiesi, Ilaria Ciseri, Beatrice so, fronte piana e piccola, occhi neri, di
Paolozzi Strozzi; Catalogo misura normale e tutto semplicità, capel-
Viaggi per terra, certo, ma più facil- Giunti, pp. 240, e 32 li pure oscuri, sopracciglia dritte ma pic-
mente per mare, ed ecco dunque le navi a Gli appuntamenti/2 cole, tempie piane, lingua mite, brucian-
vela del Medioevo, lunghe una trentina di L’arte di Francesco. te e penetrante, voce robusta, dolce, chia-
metri, dotate di ponti, che portano anche Capolavori d’arte italiana ra e sonora, denti uniti uguali e bianchi,
3-400 tonnellate di merci e possono navi- e terre d’Asia dal XIII labbra piccole e sottili, barba nera e rara,
gare distanti dalle coste grazie all’astrola- al XV secolo spalle dritte, mani scarne, dita lunghe,
bio, uno strumento creato dagli arabi ma Firenze, Galleria unghie sporgenti, gambe snelle, piedi
diffuso nell’XI secolo in Occidente. Il Me- dell’Accademia, fino all’11 piccoli, pelle delicata, magro, veste ruvi-
diterraneo è il luogo del viaggio ma, dal- ottobre, a cura di Angelo da, sonno brevissimo, mano generosissi-
l’invasione araba in avanti, dunque dal VII Tartuferi e Francesco d’Arelli, ma». La descrizione è indispensabile per
secolo, è l’islam che domina le rotte, limi- Catalogo Giunti, pp. 480, capire la trasformazione dell’immagine
tando il peso dell’Impero bizantino, fino e 48 (Info Tel 055 29 48 83; del santo nell’arco di poco più di sessan-
a quando le repubbliche marinare — Pisa www.polomuseale.firenze.it) t’anni, quelli che separano la sua morte,
e Amalfi, poi Genova e Venezia — guide- Bibliografia nel 1226, dagli affreschi di Giotto nella
ranno una trasformazione completa del Dal 7 maggio sarà in libreria Basilica Superiore di Assisi, dove i lebbro-
mercato che si collegherà anche alle Cro- me marchio dalla Shell), l’immagine di il saggio di Alfonso Marini si, i poveri, i deformi sono scomparsi e
ciate in Terra Santa, parallele alla pro- Pietro e di Paolo o la Veronica, cioè il volto Francesco d’Assisi, il mercante l’immagine del santo è sublimata (Jac-
gressiva cacciata degli arabi dalla Spagna. del Cristo impresso su un velo, sempre del regno (Carocci, pp. 264, ques Le Goff, Chiara Frugoni).
I confini fra le due civiltà, cristiana e segno del pellegrinaggio a Roma. e 21). Sul santo umbro sono Voleva questo la nuova ufficiale Vita
islamica, sono oggi ancora quelli del Me- Si parte per il viaggio, che si sia mer- fondamentali lo studio di del Santo scritta da Bonaventura da Ba-
dioevo. Ma, nel Medioevo, si viaggia an- cante o pellegrino o crociato, facendo te- Jacques Le Goff (1924- gnoregio e imposta nel 1266 facendo di-
che per visitare i luoghi simbolici, le me- stamento, si rischiano attacchi di pirati, 2014) San Francesco d’Assisi struggere tutte le precedenti. Ebbene,
morie del Cristo e quelle dei santi (se pos- tempeste, malattie; i viaggi a Oriente du- (Traduzione di Amedeo De nella mostra dell’Accademia, scopriamo
sibile traendone reliquie, a cominciare da rano anche due anni; ci si incammina sa- Vincentiis e Lisa Baruffi, proprio la trasformazione dell’immagine
quelle della croce fin dal tempo di San- lutando la sposa, come in una scultura Laterza, 2000) e quello di di Francesco che nel corso del XIII secolo,
t’Elena, madre di Costantino). Ci sono del XII secolo a Nancy. Chiara Frugoni Vita di un appunto prima di Giotto, è quella di un
corpi santi che viaggiano per mare mira- uomo: Francesco d’Assisi povero fra i poveri, per lui dunque non è
colosamente e arrivano in Occidente, co- (Einaudi, 1995). La stessa stata ancora fissata una borghese dignità
me San Giacomo a Compostela, oppure Frugoni ha pubblicato nel di abiti e gesti. Ecco dunque il tagliente
corpi santi che vengono rapiti come quel- Certo il viaggio diventa il simbolo di 2011 Storia di Chiara e Francesco di Giunta di Capitino (1230-
lo di San Marco portato da Alessandria una nuova storia e anche di una possibile Francesco (Einaudi). 1235), quello concentrato di Coppo di
d’Egitto a Venezia (828), o ancora come la conversione del mondo islamico, quella Testi sui viaggi medievali: Marcovaldo (1245-1250), il Francesco dia-
corona di spine di Cristo portata da Luigi che Francesco prefigura trasformando di Jean Richard, Il santo viaggio logante di Margarito d’Arezzo (1262), l’in-
IX a Parigi dove per lei si edifica la Sainte- segno, almeno in potenza, la Crociata che (a cura di Alessandro Bedini, tenso Francesco di Cimabue (1280), il pa-
Chapelle. partiva dall’idea di eliminare gli infedeli. Jouvence, 2003); Hans C. tetico Francesco della stimmate nel codi-
L’Occidente poi si popola di imitazioni Francesco vuole il dialogo e nel 1219-1220 Peyer, Viaggiare nel Medioevo ce di Bologna (1280-1290).
del sepolcro di Cristo, edifici a pianta è a San Giovanni d’Acri, visita i luoghi (traduzione di Nicola Dopo verrà la normalizzazione, il paca-
centrale che, come il Santo Stefano a Bo- santi e, racconta il suo primo biografo, Antonacci, Laterza, 1990); to, sublime Francesco di Giotto, costruito
logna, replicano quel luogo tanto difficile Tommaso da Celano «mentre infuriava- Feliciano Novoa Portela, nei gesti e nelle espressioni. Eppure pro-
da visitare sotto il dominio dell’islam. Il no aspre battaglie fra cristiani e pagani, Javier F. Villalba Ruiz de prio quei poverelli, quei francescani con-
pellegrino, il nobile, il mercante, il cro- preso con sé un compagno non esitò a Toledo (a cura di), Viaggi e tinueranno, spesso rischiando il marti-
ciato, vogliono riportare certo corpi interi presentarsi al cospetto del sultano». viaggiatori nel Medioevo rio, i viaggi a Oriente, a cominciare da
di santi, ma si contentano anche di poco, Dunque Francesco intuisce le nuove di- (traduzione di Alessandro Giovanni da Pian del Carpine che, fra
di qualche frammento di osso, o di una Dall’alto: Cantigas de Santa Maria (XIII secolo, mensioni di una conversione dell’islam Dell’Aira, Jaca Book, 2008); 1245 e 1247, visita il Gran Khan dei Mon-
scheggia della vera croce celata in un reli- codice membranaceo miniato), Firenze, forse comprendendo la crescente diffi- Duccio Balestracci, Terre goli. Certo non a caso la mostra dell’Acca-
quario, oppure di una eulogia, l’ampolla Biblioteca Nazionale Centrale; Coppo di coltà dell’occupazione della Terra Santa ignote strana gente (Laterza, demia è dedicata a Papa Francesco. Viag-
con l’olio avanzato da lampade che hanno Marcovaldo, San Francesco e venti storie della sua da parte dei cristiani. 2008). Una panoramica giare per convertire? Forse. Certo per co-
bruciato accanto a una sacra reliquia. vita (1245-1250, tavola), Firenze, Santa Croce, Nella grande mostra dell’Accademia generale sull’epoca, appena noscere. Abbiamo un grande debito con
Quando tornano, i pellegrini portano i Cappella Bardi. A destra, nella foto grande: Il scopriamo il formarsi della immagine di uscita: Alessandro Barbero, questi esploratori francescani del mon-
segni del loro viaggio: la conchiglia di ritorno del crociato (terzo quarto del XII secolo, Francesco, segno del suo proporsi al Chiara Frugoni, Medioevo do.
Compostela (che è poi quella ripresa co- pietra calcarea), Nancy, Musée Lorrain mondo. Ecco come Tommaso da Celano (Laterza, pp. 358, e 22) © RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17
Bibliografia

(
Di Vito Fumagalli (storico dell’Università di medievale, è edito da Einaudi (pp. 356, e 32).
Bologna, precocemente scomparso nel 1997) Quello di Maria Paola Zanoboni ricercatrice
sono stati appena ristampati dal Mulino L’alba all’Università di Milano, è invece pubblicato da
del Medioevo (pp. 100, e 10) e Quando il cielo Jouvence (Scioperi e rivolte nel Medioevo. Le
s’oscura (pp. 114, e 11), parti di una tetralogia città italiane ed europee nei secoli XIII-XV, pp.
(I paesaggi della paura) uscita sempre dal 246, e 19). Sempre da Einaudi (2011) è uscito
Mulino nel 1994 (in paperback nel 2006). Anche infine il libro di Tommaso di Carpegna Falconieri,
Glauco Maria Cantarella ha insegnato Storia ricercatore e docente di Storia medievale a
medievale a Bologna: il suo libro, Manuale della Urbino, Medioevo militante. La politica di oggi
fine del mondo. Il travaglio dell’Europa alle prese con barbari e crociati (pp. 344, e 19).

Revival Politica e costume, nostalgie e utopie: alla ricerca di un


Altrove compensativo. Dai partiti nazionalisti al «Trono di Spade»

Tolkien, Breivik, le serie tv


Il fascino (spesso frainteso)
di una grande stagione
di SANDRO MODEO
Il Trono di Spade è
una serie televisiva
americana (va in
onda su Sky Atlantic)
creata da David
Benioff e D. B. Weiss,
che ha esordito
il 17 aprile 2011 sul
canale via cavo Hbo.
È nata come
trasposizione del
ciclo di romanzi Le
cronache del ghiaccio
e del fuoco di George
R. R. Martin. In Italia
ha debuttato lunedì
13 aprile la quinta
stagione (a sinistra
un fotogramma)

A
lcune recenti pubblicazioni, tra novità e sovrapponendosi a quello germanico; e quello cat-
ristampe, confermano la vitalità e il li- tolico, che vorrebbe attribuirsi — escludendo le al-
vello della medievistica italiana, oltre- tre confessioni — le «radici cristiane» dell’Europa.
tutto coprendo «a staffetta» tutta la cro- Da questi esempi, si direbbe che la risalita al Me-
nologia dall’Alto al Basso Medioevo eu- dioevo esprima soprattutto un’ascendenza reazio-
ropeo. Due libri appena riproposti del compianto naria. E in effetti, dimostra Falconieri, a una sini-
Vito Fumagalli (L’alba del Medioevo e Quando il stra che lo distanzia come concentrato di ingiusti-
cielo s’oscura) ricostruiscono la psicologia colletti- zia e arretratezza, corrisponde una destra che ne ri-
va a partire dal VI secolo d.C., quando eventi trau- valuta la tradizione (l’ordine e la gerarchia). Ma, da
matici (invasioni, epidemie, shock climatici) inne- un lato, tra le infinite varianti emergono eccezioni
scano terrori veri e immaginari, senza che la pro- come le riletture geniali di De André o Dario Fo, in
spettiva apocalittica impedisca però le innovazioni cui l’anarchismo ribelle di giullari e poeti permette
agricole, l’affiorare della cultura monastica e il ri- l’evocazione di un Medioevo «rivoluzionario». Dal-
popolarsi delle città. L’ambizioso Manuale della fi- l’altro, l’estrema polivalenza ideologica dei neo-
ne del mondo di Glauco Maria Cantarella mostra Medioevi arriva a casi-limite come quello di
come proprio i due secoli subito successivi all’Apo- Tolkien, con Mordor (la terra dell’Oscuro Signore)
calisse scongiurata dell’Anno Mille gettino molti assimilata da certi neofascisti italiani al mondo so-
ponti verso la modernità, dai germi dei regni ingle- vietico, e da tanti ecologisti — come David McTag-
se e spagnolo alla rivoluzione giuridica. E la fitta ri- gart, fondatore di Greenpeace — al capitalismo
costruzione di Maria Paola Zanoboni (Scioperi e ri- predatore e distruttivo.
volte nel Medioevo) ripercorre le tensioni sociali in
Europa tra la fine del Duecento (i primi scioperi in
terra franco-fiamminga) e la fine del Trecento
(quelli nelle lanerie toscane) in un quadro d’insie- Il caso-Tolkien e il fantasy in genere immettono
me (pressione fiscale estrema, lavoro nero, crash nel versante più esteso del revival, quello psicoso-
bancari come quelli dei Bardi e dei Peruzzi) che è ciale e antropologico. Sono tanti, infatti, i co-fattori
difficile sottrarre a (caute) comparazioni con sce- che lo alimentano: il ricorso a un sacro new age in
nari attuali. un tempo laicizzato; un impulso di semplificazione
Sono libri da cui emerge un Medioevo dinamico ontologica (le polarità Bene/Male) in un contesto
e sfumato, molto diverso, se non opposto, da quel- iper-saturo di informazioni contraddittorie; il biso-
lo oleografico di un revival occidentale (l’islam è un gno di mistero (vedi il Graal) che contrasti la ratio
caso a sé) sempre più pervasivo, esteso dalle gio- tecnoscientifica (come nell’età romantica). Ma, a
stre-quintane alle processioni di paese, dai bestsel- sintesi, incide il desiderio attuale, come e più che
ler letterari (Dan Brown e il fantasy) ai videogame negli anni Settanta, di un Altrove compensativo: se,
(Assassin’s Creed). Revival studiato di recente da per un verso, il Medioevo viene evocato in chiave di
Tommaso di Carpegna Falconieri in un testo illu- nostalgia (come un tempo ingannevolmente più
minante (Medioevo militante) a partire dai suoi in- «a misura d’uomo»), per un altro — come dimo-
neschi periodici: quello fondante in età romantica, stra proprio il fantasy — è una fuga in chiave di uto-
come reazione alla matrice illuminista-positivista; pia: un meta-Medioevo dilatato da tempo storico a
e quello più recente, tra fine anni Sessanta e primi dimensione mitologico-fiabesca (da età di mezzo a
anni Settanta del Novecento, quando le prime crisi Terra di Mezzo), dove si perdono i confini tra filolo-
economiche dopo il boom di lungo periodo reclu- gia e fiction, tra i romanzi del ciclo bretone e Il Tro-
tano anche il Medioevo tra i «punti di fuga» possi- no di Spade, tra il castello di Ludwig e la sua stiliz-
bili da un presente-futuro claustrofobico e incerto. zazione nel logo-Disney. È un processo in cui gli ar-
chetipi di origine arcaico-classica (l’Eroe, la Prova,
l’Avversario) vengono avvolti dai sembianti medie-
vali (mura merlate, armature, gargoyle) fino a fis-
Il senso di questo bisogno (vero) di un Medioevo sarsi in stereotipi, entro una logica per certi aspetti
(in larga parte) falso risulta immediato se guardia- tipicamente postmoderna.
mo al versante politico, dove il Medioevo come «ri- Questa pulsione nostalgico-utopica è non solo
salita alle origini» — nella crisi della sovranità sta- comprensibile, ma forse necessaria. Il punto è aver-
tale — funge da potente richiamo identitario, sia in ne coscienza, tenendo presente il contrappunto of-
funzione nazionalista (i tanti paesi dell’Est dopo il ferto dal Medioevo «accademico»: leggere un buon
crollo dell’Urss) che regionalista-secessionista (i romanzo fantasy o neogotico non dovrebbe farci
casi di Catalogna, Scozia o della patafisica Pada- dimenticare che quell’età era meno felice e meno
nia). Del resto, quasi ogni singolo neo-Medioevo ingenua di quanto reciti la sua stilizzazione; che gli
ha riverberi politici, anche se di diverso peso: quel- uomini e le donne che vi hanno vissuto e sofferto
lo germanico, sottostante al «nazismo magico» e non erano avatar e le loro città non erano location
alla visione del «templare» norvegese Breivik, au- renderizzate. E che, semmai, i loro legami con noi
tore delle stragi che nel 2011 provocarono la morte (come mostra il libro della Zanoboni) riguardano
di 77 persone, soprattutto giovani che partecipava- più certe invarianze della natura umana e sociale.
no a un campus organizzato dal Partito laburista Non tenerne conto vorrebbe dire trasformare una
norvegese; quello celtico, che ha ispirato tanto legittima evasione in una patetica allucinazione.
folk-rock o, di nuovo, tanti slanci identitari, a volte © RIPRODUZIONE RISERVATA
18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015
La mamma di Dìmitra e di tutte le altre

Sguardi Le mostre
Greche
di Alice Patrioli
{ Larissa, 1943. Dìmitra Tsatsou, 23 anni, viene
arrestata e fucilata per la sua attività nella
Resistenza greca al nazifascismo. Dal campo di
concentramento scrive alla madre: «Con la mia
morte diventano figlie tue tutte le figlie di Grecia,
e tu diventi mamma del mondo intero, di tutti i
popoli che combattono per la libertà, la giustizia
e l’umanità. Alla mia tomba portate, quando
potete, fiori rossi» (in Lettere dei condannati a
morte della Resistenza europea, Einaudi).

Incontri Statunitense, 36 anni, è a Bergamo per la prima personale italiana dopo l’omaggio del 2011 al Whitney di New Calendario
York. Ama le serie tv, rivisita Super Mario e Hillary Clinton. «Sono un mediatore. Con le discipline tradizionali non c’entro»

di VINCENZO TRIONE

A
rte o comunicazione? È, questa, la
domanda che ti poni guardando la MONZA
mostra di Cory Arcangel, intitolata Gio Ponti e la Ginori
This is all so crazy, everybody seems Il Belvedere della Villa Reale
so famous, curata da Stefano Rai- ospita la mostra curata dal
Triennale Design Museum e
mondi a Bergamo. Si tratta della prima perso-
dedicata alla corrispondenza
nale dell’artista statunitense, tra i protagonisti inedita tra Gio Ponti (1891-
della New Media Generation, cui il Whitney di 1979) e la Richard-Ginori.
New York ha dedicato un’antologica nel 2011. Esposte circa 50 opere
Un percorso espositivo segnato da arditi cros- (sopra: Donna su nubi, 1923)
sover. Le opere sono poste in dialogo con l’ar- dalla collezione del Museo di
chitettura del Palazzo della Ragione: quadri Doccia e molte lettere inedite.
ipertecnologici sono incastonati dentro un im- Villa Reale
ponente contesto del XII secolo; una superficie Fino al 7 giugno
Tel 199 15 11 40
calpestabile di oltre 200 metri quadrati che ri-
copre l’intero pavimento di una delle sale — av-
volta da una psichedelica cascata di colori — è
posta in risonanza con gli antichi affreschi
ospitati nella stessa sala, invitando lo spettatore
a stare «al cen-

i Penso che oggi


tro del quadro».
Dunque, arte
o comunicazio-
ne? La risposta è
in due passaggi
della conversa-

la parola arte
zione che ab-
b i a m o a v u to ROMA
Morandi, oggetti e paesaggi
con Arcangel. Una ricca scelta di opere
Gli chiediamo ripercorre l’intera carriera di
che cosa pensi Giorgio Morandi (1890-
della declina- 1964); dopo le grandi mostre

non abbia senso


zione postmo- internazionali (da New York a
derna della Pop Bruxelles), un «percorso»
Art. Dice: «Mi diviso tra un centinaio di
scusi, non so dipinti (sopra: Natura morta,
cosa dirle: non 1957) e numerose incisioni.
L’appuntamento so molto di sto- Complesso del Vittoriano
Fino al 21 giugno
Cory Arcangel. This is all ria dell’arte».
so crazy, everybody Gli chiediamo Cory Arcangel gioca con i Tel 06 67 80 664
seems so famous, di riflettere sul-
Bergamo, Palazzo della le relazioni che media e come i media: un
Ragione / Piazza Vecchia, legano arte e
fino al 28 giugno, a cura media. E lui, po’ hacker, un po’ poeta
di Stefano Raimondi con inconfondi-
(Info Tel 035 27 02 72; bile understate- inconsapevole. «Warhol
www.gamec.it). Per la ment: «L’arte
mostra, ideata dalla Gamec, può essere un è tutto, mi ha insegnato
Arcangel (36 anni, sopra) ha medium».
realizzato un catalogo-opera Dietro queste a vivere da protagonista,
d’arte (in questa pagina: tre idee, si nascon-
particolari dell’installazione) de un preciso non come si dipinge» PALERMO
modello di rife-
La Passione secondo Botero
rimento: Andy Warhol. Arcangel ne è un epigo- McLuhan — ci investono e ci invadono, come il progetto di cui vado più fiero. In fondo, il mio Le scene della Passione di
no, non un erede. Afferma: «Warhol è al centro nostre protesi psichiche e fisiche: «Sono tal- è un libro sulla difficoltà di scrivere». Cristo raccontata dal
del mio background. L’incontro con la sua ope- mente penetranti nelle loro conseguenze per- Infine, c’è la manipolazione. Arcangel assu- colombiano Fernando Botero
ra è stato sconvolgente: ha orientato le mie scel- sonali, politiche, economiche, estetiche, psico- me motivi popolari; e li altera, conferendo loro (Medellín, 1932) «sbarcano»
te. Ho cominciato a fare questo mestiere muo- logiche, morali, etiche e sociali, da non lasciare un significato ulteriore. Ad esempio, recupera a Palermo: 27 dipinti ad olio e
vendo dalla sua lezione: quadri, film, libri. Devo alcuna parte di noi intatta». alcuni lunghi tubi di plastica — i galleggianti 34 disegni (sopra: Il bacio di
molto soprattutto ai suoi diari, dove annotava Arcangel mette in scena una bellezza pellico- delle piscine — e, non senza ironia, li trasforma Giuda, 2010) dove al racconto
tutto quel che faceva. La lettura di quelle pagine lare, superficiale, fatta di immagini destinate a in sagome allungate. Spesso, si diverte a modi- biblico si mescolano
mi ha insegnato a vivere “da artista”: non come essere riprodotte a oltranza. Tende a raffigurare ficare le sue matrici: in Super Mario Clouds, ri- suggestioni contemporanee.
si dipinge, si filma o si scrive, ma come si è arti- solo i miti e i prodotti della società digitalizzata. muove alcuni elementi architettonici propri del Palazzo dei Normanni
sti nella quotidianità. I diari sono un manuale. E lo fa in modo asettico: da testimone imperso- videogame, e presenta solo nuvole fluttuanti su Fino al 21 giugno
Tel 091 62 62 833
Li trovo fantastici. Li ho riletti prima di venire in nale. Spiega: «Il mio lavoro nasce dalla frequen- sfondi azzurri. Il suo è l’atteggiamento di un
Italia: straordinarie le annotazioni sui dipinti tazione costante dei materiali che mi vengono hacker, intento a compiere saccheggi e ma-
ispirati all’Ultima cena». forniti dai media. Adoro le serie televisive come scheramenti (servendosi anche di photoshop).
Nella linea di Warhol, Arcangel sembra agire, House of Cards e le pubblicità. Il web? Ho co- In particolare, decisivo è il ricorso a una tecnica
più che come un «classico» artista, come un minciato a fare arte quando era già una condi- come il mash-up, intesa come stratagemma per
«mediatore», impegnato a piegare le contin- zione naturale. Queste sono le mie fonti: non prendere qualcosa che già esiste: riciclandola e
genze a suo favore. Dice: «Non sono sicuro che per ragioni teoriche, ma semplicemente perché rielaborandola. Arcangel non assegna alcun ri-
pronunciare la parola “arte” significhi ancora mi piacciono». Arcangel manifesta, perciò, in- lievo a categorie come quelle di originalità e di
qualcosa». Non possiede una soggettività supe- teresse anche per l’arte che sceglie di non stare creazione dal nulla. Non si propone di modella-
riore da difendere, e non parla «dall’alto»: si li- dentro musei o gallerie, ma vuole entrare nella re materie informi. Preferisce replicare i gesti
mita ad accogliere le domande e le contraddi- rete: «È fantastica, l’internet art. Mi incuriosi- dei deejay e dei programmatori informatici: se-
zioni della sua epoca. sce l’interattività dell’Ier Art in 3D». leziona e poi remixa oggetti che sono già in cir-
Opera con i media e come i media: mira, cioè, Nei suoi reportage, Arcangel si appropria di colazione sul «mercato culturale», immetten-
a mettere in dialogo elementi diversi, costruen- icone, di personaggi pubblici, di eroi di video- doli in altri contesti. PARIGI
do reti di opportunità e di relazioni, in un con- game, per salvarli dal rapido consumo. Fruga E l’arte? È altrove. Certo, talvolta può incro- Poussin e il sacro
fronto aperto con il contesto in cui si trova a vi- nel vasto arsenale dei simulacri della civiltà del- ciare la comunicazione e i media. Ma si dà (an- Nel 350esimo anniversario
vere. L’abilità tecnico-manuale non ha alcuna la comunicazione, dando solidità alla dimen- cora e sempre) come territorio linguisticamen- della morte di Nicolas Poussin
importanza: quel che conta, per lui, è solo l’atto sione fuggevole sottesa a quella stessa civiltà. In te autonomo, nel quale il «saper fare» riveste (1594-1665), una mostra
dedicata ai soggetti sacri
dello scegliere qualcosa nel sistema dell’infor- tal senso, rivelatore il suo primo romanzo, un ruolo decisivo. È, questa, un’esigenza che
dipinti dall’artista francese,
mazione. Si comporta come un sociologo, in- Working On My Novel (uscito qualche mese fa aveva avvertito con forza lo stesso Warhol. Il dove i personaggi si fondono
tento ad accogliere quel che gli consegna il pre- da Penguin): richiamandosi ancora a Warhol — quale, negli ultimi anni di vita, aveva deciso di con una natura bucolica
sente, senza interpretarlo: da Super Mario a che nel suo libro anti-narrativo, A, aveva tra- ritornare al confronto con la storia dell’arte e al- (sopra: Riposo durante la fuga
Hillary Clinton. Aderisce ai riti di una moderni- scritto la sbobinatura dei dialoghi di alcuni eroi la bellezza del «fare con le mani». Anche Arcan- in Egitto, 1655).
tà che ormai non ha più nulla di eroico o di minori della Factory — l’artista americano ha gel, prima o poi, si orienterà nella medesima Musée du Louvre
scandaloso, ma si offre sotto l’aspetto delle raccolto centinaia di tweet nei quali molti scrit- direzione? Risposta: «Per tutta la vita Warhol ha Fino al 29 giugno
merci, delle celebrity, delle pubblicità: ed è di- tori annunciano che «stanno lavorando al loro cercato di allontanarsi dalle discipline tradizio- Tel +33 1 40 20 50 50
ventata anonima, prevedibile. Si curva su quel- romanzo». Una dichiarazione d’amore per la nali. Alla fine, non ha potuto che ricominciare a
lo che è stato definito il «sociale assoluto», ri- letteratura. E, insieme, un modo per difendere disegnare e a dipingere. Forse, anche io seguirò a cura di
traendo un mondo schermato dai media. Che fragili hashtag dispersi nel web — espressione il suo percorso». CHIARA PAGANI
— lo aveva già lucidamente colto Marshall del fast-thinking — da un imminente oblio. «È © RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19
Un atlante chiamato Sander

Sguardi Le mostre
Scatti flessibili
di Fabrizio Villa
{ Walter Benjamin definì il celebre fotografo
tedesco August Sander (1876-1964) «un
atlante su cui esercitarsi». La mostra L’uomo
del Novecento, fino al 23 agosto al Palazzo
Ducale di Genova, propone 132 scatti tra cui i
celebri ritratti del grandioso progetto Uomini
del XX secolo che doveva offrire un catalogo
sociologico e antropologico della società
tedesca: Sander è un maestro di essenzialità
che continua a offrire spunti di ispirazione.

Conversazioni «la Lettura» ha visitato il suo spazio segreto alla vigilia dell’esposizione che gli dedica Venezia alla Fondazione Bevilacqua La Masa

Peter Doig, l’uomo che entra nei suoi quadri


dal nostro inviato a Londra
Uno studio a Londra e lunghissimi soggiorni a Trinidad, dove domina la natura
GIANLUIGI COLIN Le esistenze parallele del pittore che confessa: «La memoria è un incidente»

I
l suo vecchio studio londinese appare lo
specchio della sua personalità. Al centro
dello spazio vuoto, un bancone da bar
dismesso e un piccolo tavolo con due se-
die. Alle pareti, avvolte dal cellophan di
protezione, opere dei suoi studenti. Uno spa-
zio un po’ da sofisticate azioni underground,
un po’ da dopolavoro ferroviario. Forse, sem-
plicemente, luogo sospeso nel tempo.
Anche Peter Doig offre la stessa sensazione
di sfuggire a categorie definite: di poche paro-
le, molto alla mano anche se riservato, incar-
na la dimensione dell’artista nomade, sospe-
so tra la quieta serenità e una tesa irrequietez-
za. Forse anche per questo è di successo. Anzi,
di grandissimo successo, tanto da essere uno
tra gli artisti contemporanei più quotati al
mondo. E la sua esistenza, divisa tra Londra e i
Caraibi (i Tropici alimentano la sua mitologia
da moderno Gauguin), appare davvero vicina
ai suoi quadri: opere metafisiche, fluide, li-
quide, e sempre animate da una energia senza
sosta, in un costante work in progress.
A Basilea, alla Fondazione Beyeler, ha finito
un dipinto a poche ore dall’inaugurazione e
anche ora che la Fondazione Bevilacqua La
Masa sta per dare il via a una sua grande per-
sonale in coincidenza con la Biennale a Vene-
zia, lui confessa sotto lo sguardo rassegnato
eppure divertito del curatore Milovan Farro-
nato: «L’altra notte ho rimesso mano a due
quadri. Li ho praticamente rifatti. Ora sono

i
soddisfatto». Il punto è che, a un paio di setti- metafora dell’esistenza… «Possibile. Io sono tro mondo, in perenne evoluzione, richiede
mane dalla mostra, molte opere sono ancora influenzato da tutto. Se vado alla National lavoro intenso e molta concentrazione».
da fare. Ma Farronato e Angela Vettese (anche Gallery e vedo un de Chirico, non resto immu- Doig trasmette la sensazione di voler fuggi-
lei curatrice dell’esposizione) sono tranquilli: ne dalla sollecitazione. Ma anche se guardo la re. Sempre. Anzi, che voglia entrare nei propri
sanno che questo è il suo modo di lavorare, pittura di uno dei miei studenti che ho qui, in quadri, così pervasi da una natura placida e
fuori dai tempi degli editori e dalla ritualità questa stanza. Ogni artista è capace di creare accogliente. E poi voglia scappare di nuovo in
delle mostre. un mondo. E questo non risponde a nessuna un costante superamento di confini immate-
strategia, è un dato di fatto. Ed è questo che riali. Peter Doig, l’uomo che voleva entrare nei
anche a me interessa: creare un mondo emo- suoi quadri, si fa serio: «Dipingere un quadro
tivo ed immaginifico». Le sue opere citano co- è come avere un’altra vita. Una vita parallela, al
Aria da ragazzo a 55 anni, nato in Scozia nel stantemente la storia dell’arte: «Ho debiti ver- di fuori dell’esistenza ordinaria. Questo è sta-
1959, Doig è uno degli autori più apprezzati, so tanti grandi artisti. Verso chi ha saputo cre- to molto importante all’inizio perché la pittu-
seri e influenti nel panorama dell’arte. Nel are un mondo o un’atmosfera. Hopper, de ra rappresenta un asilo politico, un rifugio
2014 una sua opera è stata battuta per 17 mi- Chirico, appunto. Non sono interessato all’ar- dove poter emigrare». I Caraibi dunque, come
lioni di dollari ma lui prende le distanze dal te che crea una distanza. Ma a quella dove si spazio mentale, come mito dell’orizzonte per-
sistema dell’arte: «È fuori controllo, forse una crea empatia, vicinanza». duto descritto da James Hilton, Eden materia-
follia, sicuramente oltre il mio governo delle Guardando le sue opere così ricche di sug- le e spirituale? «Non sarei mai tornato a Trini-
cose. Facciamo attenzione, il meccanismo del gestioni e simbolismi viene da chiedersi qua- dad e Tobago se non fossi un artista. Penso
mercato non sancisce automaticamente la L’artista le sia il pensiero che le genera: «I quadri evol- spesso a una canzone su un uomo che cerca il
qualità dell’artista. Le alte quotazioni possono Peter Doig è nato a vono nel corso del tempo, non c’è un’opera
essere una grande trappola».
Maglione beige sopra una camicia azzurra
(che si accosta al colore dei suoi occhi), Doig
Edimburgo nel 1959 ed è
cresciuto a Trinidad e in
Canada, prima di stabilirsi a
pensata e finita. C’è un costante processo di
creazione, magari anni dopo aver dipinto una
tela ti accorgi che manca qualcosa e allora in-
SSS
ha davvero poco dello star system, cui di fatto Londra nel 1979 per tervieni ancora. Un lavoro non pianificato, Valori
appartiene. Da questo mondo di feste, inau- studiare pittura. Ha pieno di imprevisti. La pittura è un imprevi- Una sua opera è stata battuta
gurazioni e flash, lui si tiene abbastanza lon- mantenuto uno stile di vita sto». Un po’ come la sua vita. Doig ride: «Io vi-
tano. Tanto lontano da aver scelto di emigrare itinerante, vivendo tra vo tra il mio mondo e il mondo che creo. Tal- all’asta per 13 milioni
per almeno dieci mesi l’anno a Trinidad e To- Londra, New York, Trinidad e volta è davvero complicato essere in entram- di dollari: «Il mercato è fuori
bago. È come se a un certo momento della sua Düsseldorf, dove insegna bi. Spesso si rischia di fare confusione, so-
vita ci fosse stato uno scarto, un’idea di rige- all’Accademia d’Arte. Doig è prattutto quando si hanno responsabilità in
controllo, certe quotazioni
nerazione creativa, di ritorno alle origini. Sul- stato finalista al Turner Prize questo mondo e si è distratti dall’altro. E l’al- sono trappole»
le tracce della memoria. E non è un caso: a Tri- nel 1994; è stato membro
nidad, lui ha già vissuto quand’era bambino, del consiglio di luogo della felicità e crede di avere tutto, ma
poi il Canada, quindi l’approdo in Inghilterra. amministrazione della Tate in verità non ha niente. No, io non ho cercato
Una memoria fortemente presente nei suoi dal 1995 al 2000 la mia Shangri-La inseguendo un’esotica feli-
quadri: i dipinti di Doig (grandi e colorate tele La mostra cità. Anzi, ho cercato proprio il contrario: la
o piccoli e intimi quadri) sono infatti costanti La prima personale concretezza dei miei pensieri. Sono andato a
narrazioni: racconto di una natura nostalgica dell’artista in Italia, a cura di Trinidad per lavorare, creare, produrre. Sono
e romantica che si manifesta con la sua bellez- Milovan Farronato e Angela andato lì per la mia arte. Uso il mondo natura-
za, ma al tempo stesso sembra evocare una ce- Vettese, si terrà alla le per creare un mondo collegato a sentimenti
lata tensione, una segreta verità. I suoi dipinti Fondazione Bevilacqua La primari: non uso la natura come obiettivo. La
raccontano un mondo interiore denso di evo- Masa, a Venezia, dal 5 natura mi serve solo per dipingere. Qui, ad
cazioni, in cui la natura diventa occasione per maggio al 4 ottobre 2015, esempio», e apre la pagina del suo catalogo,
celebrare una memoria perduta. nella sede di Palazzetto Tito «ho rappresentato un’idea di orizzonte. Qui
Ma è davvero così? «Tutti i miei quadri — in concomitanza con la ho dipinto un’idea di acqua solo per creare
spiega a “la Lettura” — portano il senso della 56esima Biennale d’Arte. un’idea di spazio. La natura è davvero un inci-
memoria. Ma io dipingo il presente e ciò por- In mostra, alcuni grandi dente, un’occasione, un alibi. Mi piace usare
ta a una dimensione più ricca, più vera: la me- dipinti accanto a diverse le forme della natura per parlare d’altro».
moria diventa parte integrante della pittura. opere di piccolo formato,
Ma dov’è, dunque, il vero Doig ? Più a Lon-
La memoria, come celebrazione, è un inci- appositamente realizzate e
dra o nei Caraibi? «Londra è cosmopolita ma è
dente. Poi c’è il racconto di una memoria per- mai esposte
sonale, ma quella è un’altra storia». Alcune Informazioni anche una città nella quale puoi restare solo,
sue opere, che spesso nascono da fotografie, Fondazione Bevilacqua nel più totale anonimato. Dove vivo nei Carai-
sembrano animate da una riflessione psicoa- La Masa, telefono bi, un posto molto selvaggio circondato dal-
nalitica. Doig sorride. Sfoglia il libro della sua 041 5207797 l’acqua, conosco tutti: c’è molta socializzazio-
mostra di Basilea: «Chissà... Difficile dirlo: www.bevilacqualamasa.it ne e condivisione. Un artista a Londra è artista
per esempio, il soggetto di questo quadro è insieme a molti altri. A Trinidad lo sei e basta.
mio fratello, ma conta per me, non per gli al- E lo sei nel diffuso disinteresse. Utile anche
tri. Come in tutte le opere d’arte è solo lo per capire i veri valori della vita. Vivo in una
sguardo di chi guarda a dare un significato». Alcune immagini del lavoro di Peter Doig. In alto: 100 Years ago (Carrera) del 2001. Un’altra perenne linea di confine. Ed è questo che
Nei suoi quadri vive un senso di costante versione di questo dipinto di grandi dimensioni è stata battuta all’asta per 17 milioni di dollari amo».
sospensione, come la volontà di creare una ed evoca il suo periodo canadese. Al centro: Untitled, del 2014. Qui sopra: Paragon (2006) © RIPRODUZIONE RISERVATA
20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

Percorsi
Lattuga metropolitana

{
Insalata metropolitana. Il sistema di
trasporto pubblico di Tokyo ha installato, a
est della città e negli spazi tra le stazioni del
Sushi style metrò, un sistema di orti coperti dove
coltivare lattuga, retasu, a chilometro zero.
di Annachiara Sacchi L’azienda, riporta il sito foodandwine.com,
spera di capitalizzare l’attenzione dei
Storie, date, biografie, inchieste, reportage giapponesi per il cibo a filiera corta e
promette foglie così fresche da non aver
bisogno di essere lavate.

Autobiografie
I lingotti, il chirurgo, la P2
I segreti di mio padre
di TERESA CIABATTI

ILLUSTRAZIONE
DI GUIDO ROSA

D
itemi la bambina che possie- te troppe — ho già detto che ho cento abita qui, e io, seduta sulla moquette ro- Il pomeriggio, accompagnata dalla ta-
de il palazzo d’oro di Barbie? Barbie? — alternatevi, amiche: benvenu- sa, alzo la testa, la principessa alza la testa ta, piombo in ospedale per salutarlo, ah,
Non oro finto, non laccato: te nella vostra nuova casa. e strizza gli occhi per mettere meglio a quanto lo amo! E quanto sono riamata, il
oro vero, oro massiccio. Dite- È adesso, nell’istante magico tra me e fuoco la figura sulla porta. mondo deve vedere, capire che sono io la
mi chi è questa creatura privi- le mie bamboline, che la porta si spalan- «Dove li hai trovati?», dice la figura prediletta, mettitelo bene in testa, mon-
legiata, questo esserino prescelto? ca, la porta della mia cameretta rosa su maestosa. «Dove li hai trovati? — ripete do.
Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho sei anni cui campeggia il cartello La principessa — Devi smetterla di frugare nei cassetti», Se opera, lo aspetto nella stanza riser-
e un’infanzia felice: bambole parlanti, dice mio padre. vata al personale, dove passano medici e
peluche giganti, e adesso il palazzo d’oro
di Barbie. Sono io — penso accatastando
lingotti uno sopra l’altro come Lego —
SSS infermieri a rendermi omaggio. Tutti
belli e giovani. E tra le braccia di uno o
dell’altro, io chiudo gli occhi: non fatemi
proprio io — primo muro, secondo muro Progetti Mi chiamo Teresa Ciabatti e sono la fi- vedere — sospiro — ho così paura, quan-
— il mondo m’invidia, o mondo rasse- Diventerò un’étoile, una glia del Professore. do si aprono le porte, e esce la barella, so-
gnati: sono la migliore, e niente, niente, Mio padre, primario chirurgo del- pra il paziente addormentato, appendice
mi piegherà — ora il tetto — la mia vita conduttrice tv, ne sono l’ospedale di Orbetello, è l’uomo più im- calcoli tumore. Dietro medici, infermieri,
sarà per sempre così: sequela di privilegi certa per vari motivi, tra portante della Maremma, stimato, temu- e per ultimo lui. I discepoli si spostano
— tento una torre — concatenazione di cui l’influenza di mio padre to, benefattore, qualcuno dice, santo. Lui per lasciargli il passo, e io lo vedo circon-
successi — rimiro a distanza la mia crea- i poveri li cura gratis, il Professore ha a dato dalla luce azzurrina, una luce come
zione: entrate Barbie, non tutte però, sie- sul mondo. Lui può tutto cuore i poveri. quella purissima di una stella, quella luce
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21
Il «gran cannone» del web

{
Non solo la «grande muraglia» cinese del web,
Great Firewall. Ecco Great Cannon, il «gran
cannone». È l’arma informatica accusata d’aver
Inchiostro di Cina attaccato il sito GitHub per neutralizzare i sistemi
d’aggiramento della censura cinese lì contenuti.
di Marco Del Corona Studiosi Usa e canadesi hanno sottolineato che il
«gran cannone», per quanto distinto dalla
«muraglia», ne condivide la localizzazione. Ora
una velina di Pechino, rivelata a Hong Kong dal
«China Digital Times», impone di non parlarne.

Avevo cento Barbie e un castello d’oro (costruito tà. Il palazzo di Barbie distrutto.
«Una tragedia, mamma, i ladri hanno
rubato tutto», «i fratelli massoni», «ma
con il tesoro trovato in un cassetto), sognavo di perché, papà era massone?»
Ladri, delinquenti, cosa vi ha spinto a
fare la ballerina e il presidente della Repubblica depredare una figlia del proprio padre?
Con quale cuore? Con quale diritto, ladri,
delinquenti, fratelli? Eppure qualcosa
e di diventare santa. Santa Teresa da Orbetello. hanno lasciato. Una cosa di nessun valo-
re. Abbandonata in un cassetto: La prin-
Papà era un benefattore. Poi ho scoperto che non cipessa abita qui. La targa che stava sulla
porta di camera mia. Quella targa che un

era vero. E la storia di Reagan, e dei massoni... giorno dell’adolescenza ho buttato e non
sapevo tu avessi ripreso (perché?). Col re-
perto dell’infanzia tra le mani, io piango,
la principessa si accuccia a terra — han-
no portato via anche la tua poltrona — la
principessa si accuccia a terra e piange
disperata. Come faccio senza di te? Che
futuro avrò? Come posso sopravviverti,
papà?

Invece sopravvivo. Sopravvivo ancora.


Mi trasferisco a Roma. Università, laurea,
un’estate a Los Angeles, Ucla, muore non-
na, primo romanzo, muore zio, muore
mamma, rimaniamo solo io e mio fratel-
lo. Sopravvissuti.
— C’è una cosa che vorrei ora, dico a
mio fratello dopo l’ultimo funerale.
— Cosa?
— Un cane.
— Eh.
— Mamma e papà non ce l’hanno mai
preso, è una cosa che mi manca.
Nel riassetto di ciò che finalmente si
può prendere e ciò che invece si può ab-
bandonare — in tal senso la morte dei
genitori è una liberazione — c’è anche la
casa di Orbetello. Che facciamo, vendia-
mo, affittiamo, B&B? Ma poi chi ci sta
dietro, quello è proprio un lavoro. Ven-
diamo, congediamo il passato, i nostri
morti. Io vorrei un attico a Roma — inizio
a progettare — o un pied-à-terre a Parigi,
o forse della terra, oggi come oggi è l’uni-
co investimento sensato. Per vendere, la
casa va svuotata, me ne occupo io. Esatta-
mente come trentacinque anni fa, apro
cassetti e armadi. E come allora, il tempo

i
che benedice solo lui. ti, questi lingotti d’oro, trenta, li ho con- la morte. Mi addormento, mi risveglio, che si ripiega, mi accorgo di un doppio
I momenti più belli della mia infanzia, tati, quanto peseranno, papi? mi addormento, e nello stato premorte fondo, stavolta nella cassapanca. La don-
questa visione e ricongiunzione, io che vedo la sagoma di papà, scendi per cena, na di oggi si sovrappone alla bambina,
gli corro incontro, e gli salto addosso — dice, è tre ore che ti chiamo, nemmeno si sono mani piccole che aprono, occhi gio-
piano, piano — con le gambe allacciate accorge che sto morendo. Glielo devo ur- vani che si spalancano: i lingotti d’oro,
alla vita, e le braccia al collo, strette — co- Perché adesso papà viene verso di me e lare con le ultime forze rimaste: mi sono sette lingotti (ma non erano trenta?). Il
sì mi soffochi — e prego, imploro a voce mi prende per i capelli? Perché prende la suicidata, grido. L’autrice palazzo di Barbie. È una riparazione. Ol-
alta ché tutti possano sentire: «O papi, sua principessina, e perché dice di non E mostro il blister delle aspirine. Mi so- Nata il 5 maggio 1975 tre la morte, papà, tu torni a restituirmi
andiamo a comprare il tutù». farlo mai più, di non mettere le mani nel- no suicidata, ripeto. Addio mamma, ad- e cresciuta a Orbetello, l’infanzia. Di nuovo bambina, di fronte
le sue cose, che sennò finisco male, avvi- dio papà. Teresa Ciabatti un futuro grandioso. Di nuovo io, bellis-
sa strattonandomi, strattonando la sua scrive romanzi, tra cui: sima e privilegiata, rassegnati mondo.
amatissima bambina? Perché una reazio- Il mio paradiso è deserto Ancora io a costruire palazzi d’oro, a cam-
Faccio danza. Diventerò ballerina pro- ne tanto violenta? (Rizzoli) e Tuttissanti minare sulle acque. Ballerina sul palco-
fessionista, ne sono certa per vari motivi, Se lo rifai, ti prendo a pedate, minac- Invece sopravvivo. Mi chiamo Teresa (il Saggiatore), scenico del Supercinema di Orbetello, mi
tra cui l’influenza di mio padre sul mon- cia. Ciabatti, ho diciott’anni, e a morire è mio ispirato a Lele Mora. stacco dal gruppo, avanzo, e ti cerco, la
do. Lui può tutto: decidere chi sarà il Episodio anomalo nel nostro rapporto padre. Muore d’estate, nel suo letto. In- Sta lavorando luce m’impedisce di riconoscerti, quale
nuovo primario di Massa Marittima, far basato sulla mia supremazia. O così io farto. Non ho mai pensato che potesse a un nuovo romanzo, sei, papi? Indugio. Poi ti vedo, in prima fi-
assumere in Rai la figlia scapestrata del- credo. Misuro il suo amore con richieste morire. Mi vedevo sostenuta da lui per che potrebbe intitolarsi la, eccoti laggiù solo per me. Raddrizzo la
l’amico magistrato, far saltare il servizio sempre più complicate. Bambina chiedo tutta la vita, ballerina, scienziato, politi- Ascesa e caduta schiena sotto la luce dei riflettori, una lu-
militare a figli di amici e di poveri. un pony tutto mio, adolescente esigo un co. E ora? Che cosa sono io senza di lui? di un’arrampicatrice sociale. ce chiarissima, accecante, una luce den-
Il Professore ama i poveri. diadema, quasi diciottenne pretendo una «Ha fatto tanto del bene, aiutava i po- Autobiografia, tro la quale so che ci sei tu, ti vedo, ba-
E dunque: con tutto quello che fa per festa a Villa Miani, abito lungo e smo- veri», mi abbracciano per le condoglian- dove racconta gliore luminescente, come quello di una
gli altri, cosa mai farà per me? Immagino, king. Sono io in cima alla scalinata della ze. Pazienti, malati, miracolati. Folla di di suo padre, che non era stella che consacra ogni cosa, anche me.
fantastico. villa neoclassica — trenta milioni di lire sconosciuti. «Un benefattore, un santo», solo il primario di un piccolo
Ballerina, attrice, conduttrice tv. Intan- tra affitto e ricevimento — io in abito ver- dicono. L’eredità che mi lascia, un’aura di ospedale di provincia,
to mi esercito a casa, dove ho preteso una de acqua, io che attendo gli ospiti. Paesa- bene, sarò una donna buona, di cuore. Mi e neanche solo il gran
piccola sala prove dotata di specchio e na, burina. Ridicola. adopererò per i poveri. maestro del Grande Oriente Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quaran-
sbarra. A volte, tutù rosa e scarpette da Cosa che capirò dopo, molto dopo. Adesso però occupiamoci dell’eredità d’Italia, loggia di Firenze t’anni e questa è la storia di una scoperta.
punta, mi blocco di fronte allo specchio: Intanto se qualcosa non va come voglio materiale: case, terreni, ville. E lingotti (dopo gran maestro Questa è la storia di Lorenzo Ciabatti,
Dio mio, quanto sei bella. La sensazione io, mi ribello. Tu vuoi portarmi via da d’oro. Vorrei capire quanto valgono. Do- c’erano infatti altri primario chirurgo all’ospedale di Orbe-
di un futuro speciale davanti. Ballerina, scuola (scuola media Caravaggio) perché po l’episodio del palazzo di Barbie, lui li gradi segreti) tello, massone, gran maestro del Grande
presidente della Repubblica, il primo hai saputo che gira marijuana? E io mi ha portati in ospedale. Quale posto mi- Il racconto Oriente d’Italia, loggia di Firenze. È la sto-
presidente donna, santa. Santa Teresa da suicido. Perché in mezzo a questi drogati gliore? Portiere ventiquattr’ore su venti- Il testo che pubblichiamo ria di un uomo che ha intrecciato rappor-
Orbetello: eccomi, eterea evanescente, io sono felice, papà, per la prima volta in quattro esattamente di fronte al suo stu- in queste pagine ti con i potenti d’America, fra tutti Ronald
incedere sulla spiaggia fino al mare, e vita mia — piango tragica — sono felice. dio. Nessuno sarebbe mai potuto entrare contiene il materiale Reagan e Robert Wood Johnson che ogni
non fermarmi, proseguire sull’acqua, Lui non cede, e neanch’io. senza il Professore. autobiografico estate portava a noi bambini una cesta di
camminare sulle acque, con tutti — com- Tredici aspirine. Butto giù tredici aspi- Entro io, papà. Oggi entro nel tuo stu- che andrà shampoo e cerotti Johnson&Johnson. È
pagni di classe, insegnanti, bidelli — a rine, poi mi allungo sul letto ad aspettare dio senza di te. Con la speranza di ritro- a comporre il romanzo la storia del capo di una loggia segreta
fare oh, a mormorare lo sapevo che era varti, i ricordi restano, gli oggetti perso- che si coordinava con la P2, direttamente
speciale. E allora papà, perché invece di
essere orgoglioso di me, della creatura
eccezionale, mi accusi di aver frugato nei
SSS nali. Le reliquie.
Perché è tutto vuoto allora? Mi agito.
Qui c’erano quadri, sculture, bottiglie di
collegata alla Grande Loggia Unita d’In-
ghilterra, come fa fede il necrologio (vedi
«Tirreno» del 14 agosto 1990). La storia di
tuoi cassetti? Perché trattarmi come una Il tempo si ripiega vino, regali ancora impacchettati, decine un uomo che custodiva parte dei lingotti
ladra, un’estranea? Sono tua figlia, la tua
adorata bambina, quello che è tuo è mio,
Mi occupo di vendere la casa. di regali. Qui io venivo, gironzolavo tra i
pacchi, aprivo cassetti e trovavo mazzette
del re di Jugoslavia portati in Italia da
Gelli. La storia di un uomo sequestrato
e ho solo aperto un cassetto, un nostro Come 35 anni fa apro cassetti di soldi, e rivedevo i lingotti, ah, mi dice- per un giorno.
cassetto, e trovato nel doppio fondo, non e armadi. E come allora vo, i miei lingotti, il mio palazzo di Bar- Questa è la storia di un medico che no,
sapevo che ci fosse un doppio fondo, bie. Non c’è più niente. Qualcuno è arri- non era buono, benefattore, santo. Ma
pensa, ho trovato pistola e mazzette di
m’accorgo di un doppio vato prima di me. Così ora io sono nel era mio padre.
soldi, queste cose meravigliose, luccican- fondo nella cassapanca vuoto, senza diritti di figlia, senza eredi- © RIPRODUZIONE RISERVATA
22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015
La musica del confine

Percorsi Controcopertina
Incisioni
di Renzo Matta
{ Calexico è un po’ CALifornia (ma non del tutto),
e un po’ mEXICO (ma non ancora). È una città
statunitense di confine. Allo stesso modo, anche
i Calexico sono un gruppo di confine, formatosi
a Tucson, Arizona, nel 1996: rock e mariachi, folk
e country, sapori gypsy e improvvisazioni jazz...
paesaggi sonori da spaghetti western degni di
Morricone. Questo Edge of the sun è un disco
caldo e variopinto, un incrocio: non è California e
non è neppure Messico; è entrambe le cose.

Il patrimonio italiano Costruito lungo il tracciato della strada romana Popilia-Annia, il borgo
è rimasto praticamente uguale a se stesso. Con capolavori in legno di noce e marmo bianco

Maddalena nuda tra i santi


Crocevia di fede e commercio
dal nostro inviato a Morano Calabro
(Cosenza) CARLO VULPIO Morano Calabro è una galleria d’arte

L’
antica via Popilia-Annia,
una delle grandi arterie
romane dell’Italia meri-
dionale, coincideva con il
tracciato dell’odierna Sa-
lerno-Reggio Calabria.
Era più lunga di questa
— misurava 321 miglia e arrivava ben oltre
Salerno, fino a Capua, all’innesto con la Via
Appia —, ma meno accidentata e certa-
mente più strategica. Tanto è vero che con-
sentì, centocinquant’anni prima di Cristo,
la penetrazione della civiltà romana in Lu-
cania e assicurò a Roma lo sbocco via terra
allo stretto di Messina. Il fulcro della via Po-
pilia-Annia non venne individuato «a tavo-
lino». C’era già. Ci avevano pensato la storia
e la natura a trovarlo e a «suggerirlo» ai Ro-
mani. Che non si fecero pregare. E infatti
decisero che la nuova grande via avrebbe
continuato ad avere il suo fulcro naturale in
Muranum (che diventerà Morano Calabro
nel 1863, con il re Vittorio Emanuele II, per
distinguerla da Morano sul Po).
Morano Calabro è un borgo di 4.600 abi-
tanti in provincia di Cosenza dimezzato,
nell’ultimo secolo, da una massiccia emi-
grazione in Brasile, a Porto Alegre per esse-
re più precisi, che così è diventata la città
con la più numerosa comunità moranese
del mondo, persino più numerosa del co-
mune di origine, oggi gemellato con la me-
tropoli brasiliana. I moranesi del Rio Gran-
de do Sul non hanno però mai dimenticato
il borgo natìo, tanto che specialmente
d’estate qui si parla portoghese e si gode
della frescura dei 700 metri di altitudine Che solo la povertà è riuscita a fare qualco-
del paese, arroccato alle falde del massic- sa, non permettendo di fare nulla. Solo la
cio del Pollino (parco naturale nazionale), povertà ha evitato gli orrendi scempi com-
proprio sopra la valle del fiume Coscile messi dovunque ci sia stato un intervento.
(l’antico Sybaris) e snodo di collegamento L’esempio più eclatante è quello di Morano
— già nella Magna Grecia del VI secolo Calabro, uno dei pochi centri italiani per-
avanti Cristo — tra il mar Jonio e il mar Tir- fettamente conservati. Confrontando una
reno, dai quali Muranum dista rispettiva- foto attuale con una del 1920 non si nota al-
mente 40 e 70 chilometri, mentre è quasi cuna differenza, salvo un tetto restaurato.
equidistante da Roma (450 chilometri) e da Meraviglioso». Siamo andati a controllare
Reggio Calabria (340). Questi numeri fan- e lo abbiamo fatto con una foto ancora più
no comprendere l’importanza politica ed vecchia, del 1897. Effettivamente, salvo
economica di Morano Calabro, che grazie qualche altro «tetto restaurato» e alcune fi-
ai commerci e al continuo scambio cultu- nestre in alluminio e grondaie di zinco
rale è diventata una città ricca di opere d’ar- spuntati in questi ultimi vent’anni, Sgarbi
te, oltre a essere un’opera d’arte essa stessa. ha ragione. Meno gli uomini vi hanno mes-
so le mani, più il borgo ha conservato la
propria bellezza. La stessa metanizzazione
eseguita da Italgas, per esempio, utilissima
Ecco, questa è la prima cosa da dire del e ben accolta, ha lasciato orribili cicatrici
borgo calabrese. Ha l’unicità di ciò che è d’asfalto là dove c’erano ciottoli perfetta-
bellissimo. Una collina a forma di cono ri- mente incastrati l’uno con l’altro.
vestita da un sistema di edifici e di case ar-
chitettonicamente e urbanisticamente per-
fetto. Costruzioni che sembrano poggiate
l’una sull’altra fino alla sommità della colli- La fortuna di Morano però è stata anche
na — dove accanto alla chiesa dei Santi Pie- quella, come dicevamo, di essere «fulcro»
tro e Paolo svetta il castello normanno-sve- di un’ampia area che arriva fino al Basso
vo — e che si reggono l’un l’altra grazie agli Adriatico e allo Jonio, i cui porti — Trani,
archi, ai sottopassi e ai contrafforti, ma non Bari, Brindisi, Taranto, Crotone — erano
corrono rischi perché stanno salde come vere e proprie «piattaforme» per quella po-
persone che si tengono per mano in una tenza commerciale che fu la Repubblica di
catena umana a spirale dal basso verso l’al- Venezia. E proprio da una nave veneziana
to e così si proteggono stando vicine, unite. sbarcò in Puglia, e da lì, a dorso di mulo, ar-
Non è un caso che la possibile etimologia rivò a Morano, il meraviglioso e imponente
del nome del borgo sia stata fatta risalire al polittico, datato 1477, di Bartolomeo Viva-
greco merùomai, che significa appunto rini, veneziano di Murano e coetaneo e
raccogliere assieme, abbarbicarsi. conterraneo di uno dei più noti pittori ri-
La fortuna di Morano è nel non essere nascimentali, Giovanni Bellini, che su Viva-
stata toccata dai soliti interventi edilizi in- rini ebbe una evidente influenza.
vasivi, che quasi dappertutto, in nome di Il trittico di Morano, commissionato dal-
non meglio specificate «riqualificazione» la famiglia Sanseverino di Bisignano per
e «valorizzazione», hanno snaturato, sfigu- Qui sopra: Maddalena in legno, XVII sec., nella Collegiata di Santa Maria Maddalena; in alto a destra: l’altare della chiesa del convento francesca-
rato, distrutto. Lo disse già vent’anni fa l’al- panorama di Morano Calabro (sopra) e veduta del paese nel 1897 (sotto). Nella pagina accanto, no di San Bernardino da Siena — un’altra
lora presidente della commissione Cultura foto grande: affresco dell’Ultima Cena, chiesa dei Santi Pietro e Paolo; foto piccole, da sinistra: delle perle di Morano —, non è l’unico di
della Camera dei deputati, Vittorio Sgarbi. ciborio in noce nella chiesa del convento dei Cappuccini; Polittico Sanseverino, 1477, di Bartolomeo Bartolomeo Vivarini a essere giunto in Ca-
«Sapete qual è l’assurdo? — disse Sgarbi — Vivarini (1430-1491 circa), nella Collegiata (servizio fotografico di Lucia Casamassima/Ag. Lara) labria. Ve n’è un altro a Zumpano, sempre
DOMENICA 19 APRILE 2015 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23
Neocolonialismo poco smart

Cittadini
di Edoardo Vigna
{ Iperconnesse, carbon-free, automatizzate:
«sostenibili». Ma sono poi davvero «smart» le
città che in Oriente crescono da zero, o quasi, in
piena urbanizzazione? Kris Hartley sostiene il
contrario: con lo stesso spirito del colonialismo,
sarebbero create a fini commerciali, con un
ambientalismo «estetico» che non tiene conto
di cultura locale e spirito di comunità. Così,
nonostante gli investimenti, luoghi come
Tianjin Eco-city (Cina) restano semideserti.

Così adesso il polittico non solo non si può


più ammirare, ma non è nemmeno «al si-
SSS
curo», al pari di tutte le altre opere d’arte
della Collegiata, insidiate dalla sporcizia e
da tutti gli inconvenienti che la prolungata
Una copertina
chiusura di qualunque stanza, locale, edifi-
cio, inevitabilmente comporta.
un artista

La soluzione, semplice e razionale, c’è. Il


polittico di Vivarini va rimesso al proprio
posto, nella chiesa del convento di San Ber-
nardino (di cui ci limiteremo a segnalare lo
La natura di Gregotti
splendido soffitto di legno carenato), e Jorge Luis Borges, che
protetto da un efficiente sistema antifurto, conosceva il valore delle
poiché sostenere che per le frequenti rapi- cose, ricordava: «Ogni
ne in una banca si debba chiudere la banca, dimora è un candelabro
non è un’argomentazione. Anche la Colle- dove ardono in
giata però, che non ha subito gravissimi appartata fiamma le
danni, va riaperta in fretta, perché assieme vite». Lo sa bene anche
all’altra chiesa che le sta di fianco, quella Vittorio Gregotti (Novara, 1927), voce tra
del Carmine, forma una galleria di opere le più importanti, autorevoli e prestigiose
d’arte: la dolcissi- dell’architettura internazionale: da
ma Madonna degli sempre ha caratterizzato la sua vita
Angeli in marmo professionale attraverso la poliedricità e
bianco di Antonel- il rigore, unendo progettazione,
lo Gagini, tra i mi- insegnamento e saggistica, diventando
gliori scultori del un vero protagonista della storia
Rinascimento me- dell’architettura contemporanea.
ridionale; le due Gregotti ha realizzato per «la Lettura» un
statue della Mad- disegno ad hoc ridando vita all’idea di un
dalena di autori suo progetto del 1979 dedicato al piano
ignoti del XVII se- di edilizia popolare di Cefalù. Il progetto
colo, quella in le- (che appare a un primo sguardo come
gno — con lei nu- una sofisticata opera astratta) è un
da, coperta dei soli complesso dialogo tra natura ed
lunghissimi capelli elementi costruttivi, tra storia dei luoghi
— e l’altra in mar- e funzionalità. Un’opera come simbolo
mo, con la veste dell’idea di architettura che Vittorio
corta, ben al di so- Gregotti ha sempre inseguito con
pra del ginocchio e determinazione: quella del «realismo
così aderente al critico», ovvero del disegno come
ventre da mostrare rappresentazione di un pensiero
l’ombelico; il Pul- concreto e razionale, e nel rifiuto più
pito, il Coro, il Leg- assoluto di ogni retorica della
gio, la Sedia pre- spettacolarizzazione. Perché, come
sbiteriale degli in- diceva anche Francis Bacon: «Le case
tagliatori Fusco, in sono fatte per viverci, non per essere
legno di noce (il guardate». (gianluigi colin)
noce calabrese di
Mazzicanino, quel-
lo utilizzato dalla
Rolls-Royce per gli
interni delle auto e
dalla Beretta per i
calci dei fucili); i
paliotti in cuoio in-
ciso e argentato dei
maestri cuoiai ve-
in provincia di Cosenza, ma questo di Mo- neti; le tele di Pedro Torres, del XVI seco-
rano è il più bello. Mentre, a conferma del lo...
traffico marittimo di opere d’arte lungo Si potrebbe continuare, ma trascure-
l’Adriatico e della fama di Vivarini (e di suo remmo l’altra «galleria d’arte» che è la
fratello Antonio), un’altra bellissima opera chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che andreb-
dell’artista veneto sbarcata in Puglia — be visitata anche solo per le quattro statue
l’Annunciazione, una pala d’altare — «si in marmo bianco (Pietro e Paolo, Santa Lu-
fermò» per sempre nella chiesa di Maria cia e Santa Caterina d’Alessandria) di Pie-
Santissima dell’Annunziata di Modugno tro Bernini (papà di Gian Lorenzo) e le due
(Bari). tele (San Pietro e il Compianto sul Cristo
Il polittico di Vivarini — ventidue santi, morto) di Cristoforo Roncalli detto Poma-
tre Gesù (benedicente, in croce e Bambino) rancio. C’è però anche una tela di Giovan
e una Madonna in trono su sfondo d’oro Battista Colimodio (Madonna in trono con
—, nonostante le dimensioni (due metri Bambino e santi, XVII secolo) e tutto il re-
per due e sessanta), ha viaggiato molto ne- pertorio ligneo dei già citati Fusco, oltre a
gli ultimi anni: trafugato per tre volte tra il rari canonari musicali del XIV secolo, rele-
1970 e il 1972 e per tre volte riportato a casa gati, e impolverati, in un armadietto della
mentre stava per prendere il volo alle fron- sagrestia.
tiere svizzera e francese, trascorre ventidue Supplemento culturale del Corriere della Sera
del 19 aprile 2015 - Anno 5 - N. 16 (#177)
anni a Cosenza — alla soprintendenza, che
lo restaura —, da dove nel 1994 lo «strap- Direttore responsabile Ferruccio de Bortoli
pa» la tenacia di Tonino Pasquale Vacca, in- Ricchissima è anche la biblioteca del Condirettore Luciano Fontana
segnante di enogastronomia a Castrovillari convento dei 15 attivissimi frati cappuccini, Vicedirettori Daniele Manca
Venanzio Postiglione
e allora assessore alla Cultura. «Non vole- sorto nel 1606, con i suoi settemila volumi, Giangiacomo Schiavi
vano restituirlo a Morano — racconta Vac- tra i quali preziose cinquecentine, che però Barbara Stefanelli
ca — perché dicevano che qui da noi non attendono d’essere catalogate e restaurate.
era al sicuro». È stato per questa ragione, la Mentre l’altro convento, agostiniano, che Supplemento a cura
sua sicurezza, che il polittico non è più tor- sta a Colloreto, appena fuori dal paese e an- della Redazione cultura Antonio Troiano
nato nel suo posto originario, la chiesa di ch’esso in strategica posizione di controllo Pierenrico Ratto
San Bernardino, ma è stato «sistemato» in della via Popilia-Annia, esibisce magnifici Stefano Bucci
una cappella della bella chiesa medioevale ruderi (tremila metri quadrati) che potreb- Antonio Carioti
Serena Danna
della Maddalena. Ma cinque anni fa una bero fare da scenario alle più sulfuree fiabe Marco Del Corona
scossa di terremoto ha lesionato muri e cu- nordiche. Qui — ci fa vedere un suo pro- Cinzia Fiori
pola della Collegiata della Maddalena, che fondo conoscitore, l’ingegnere Giannicola Luca Mastrantonio
da allora non è più accessibile al pubblico. Coscia — resiste ancora l’acquedotto in Pierluigi Panza
Cristina Taglietti
cocciopesto, che portava l’acqua del Polli-
SSS
Centocinquant’anni prima di Cristo, il paese assicurò a
no al convento e già nel 1500 in tutte le case
di Morano e poi alla fontana pubblica (del
1561) che sta davanti alla chiesa di San Ni-
Art director Gianluigi Colin

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per gli interni della Rolls-Royce e i calci dei fucili Beretta lui.
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 APRILE 2015

Soldi, salute,
questioni di cuore:
per non commettere
errori nelle scelte
decisive

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