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La drammaturgia: tecniche di scrittura

Il drammaturgo, in base ai vari contesti in cui viene a trovarsi, può andare a ricoprire dei ruoli differenti.
Esso, è legato molto spesso ad elementi di carattere prettamente tradizionalistici, derivanti dalla cultura
delle diverse nazioni. Quindi, il drammaturgo sembrerebbe svolgere molteplici funzioni, che possono
essenzialmente riassumersi in:
- scrittura di un testo;
- adattamento di un testo poetico, narrativo, cinematografico (o altro) per il teatro;
- traduzione di un'opera straniera;
- consulenza letteraria nei teatri.
La drammaturgia confluisce in due forme di scrittura principali: il monologo e il dialogo. Queste sono
differenti tra di loro, e si basano sempre su scelte personali dello scrittore. Il monologo è il tipo di scrittura
più caratterizzante del teatro, ma è anche molto difficile da gestire. Infatti, utilizzandola, il drammaturgo
deve far conoscere il personaggio al pubblico al quale si rivolge, adottando anche l'espediente di fargli
ripetere più volte le stesse cose, o gli stessi atteggiamenti, per mettere lo spettatore a "proprio agio". Nella
maggior parte dei casi, la struttura del dialogo è quella che viene utilizzata con più frequenza nella scrittura.
Esso si basa sul contesto teatrale all'interno della quale esso viene usato. Inoltre, risulta essere di
fondamentale importanza, la comprensione della psicologia presente all'interno di ciascun
personaggio, gli intrecci fondamentali della storia, le sue dinamiche (SI CONSIGLIA DI GUARDARE
VIDEO).
Nella scrittura teatrale, ci sono elementi presi in considerazione, nella realizzazione delle storie, alcuni
dei quali, si basano sulla concezione teatrale di Aristotele, e altri più moderni, sono stati ideati
dal drammaturgo Dave Blandl. Gli elementi ideati da Aristotele sono: l'intreccio; i personaggi; il tema;
il linguaggio; la musica. Blandl nel '900 aggiunse altri componenti nella stesura di un'opera: l'adattabilità
del testo alla scena; la commercializzazione dell'opera; il target audience; la presentazione del testo.
In ultima analisi, vi consiglio vivamente la lettura di questo articolo, concernente, anch'esso, il medesimo
argomento che abbiamo trattato, in sintesi, all'interno di questa breve, ma utile,
guida: http://www.dass.uniroma1.it/sites/default/files/allegati_notizie/Laboratorio_Compatangelo.pdf..

10 regole per scrivere un testo teatrale


di Rossella Cecchini

Introduzione
Quando ci si approccia alla scrittura, si sceglie di esprimere se stessi, riportando su carta i pensieri o le
esperienze personali: in ambito teatrale, un buon testo deve necessariamente seguire alcune piccole
linee guida per poter risultare interessante agli occhi dello spettatore e assumere un carattere di vera e
propria opera d'arte.
Come la quasi totalità delle forme d'arte, anche la pièce teatrale necessita anzitutto di essere compresa:
di conseguenza, essa dovrebbe contenere un messaggio che comunichi qualcosa, in modo da poter
riscuotere successo tra il pubblico.
Nei seguenti passaggi di questa interessante e completa lista, pertanto, ci apprestiamo ad analizzare 10
regole per scrivere un testo teatrale che funzioni, qualora venisse presentato agli spettatori: seguendole
in modo corretto, riuscirete sicuramente ad ottenere un risultato finale più che soddisfacente.
1 - Raccogliere le idee per la trama: Ciascun testo teatrale che si rispetti altro non è che il racconto di
una o più vicende: la trama rappresenta il cuore dell'intero progetto e, quindi, deve essere studiata in
modo veramente accurato.
Prima di buttar giù qualche riga, è opportuno organizzare mentalmente una storia, raccogliendo tutte le
idee necessarie a formare una trama abbastanza interessante e che non si riveli né noiosa né
eccessivamente simile ad altre.
2 - Trasformare le idee in testo: Quando si ha la certezza di aver creato un piano mentale della storia
che si intende raccontare, è la volta della stesura: è importante cercare di scrivere una trama intera
(preferibilmente non troppo lunga), dove siano ben evidenti l'inizio, la parte centrale e la fine.
Durante la seguente fase, non si deve aver fretta di aggiungere i dettagli, né ci si può soffermare
eccessivamente su ognuno di essi.
3 - Suddividere la trama in atti e scene: Se la trama riportata nero su bianco è completa, si può
procedere alla creazione di una struttura composta da atti e scene: questa fase è piuttosto delicata, poiché
richiede molte energie da spendere nell'intrappolare la storia in una gabbia immaginaria formata da 2/3
atti, ognuno dei quali contiene una serie di scene presentate in seguito sopra il palcoscenico.
Spesso, un testo teatrale tende ad escludere vincoli così rigidi ma, senza un'organizzazione di questo
genere, il pubblico assisterebbe ad un resoconto particolarmente dispersivo di un insieme di
vicende che sembrerebbero non avere un filo logico.
4 - Stilare un elenco dei personaggi: Subito dopo aver indirizzato la trama verso un percorso logico
suddiviso in atti, è necessario trascrivere la lista dei personaggi coinvolti nella vicenda che si desidera
mettere in scena.
È consigliabile non eccedere con la quantità di personaggi attorno cui ruota la storia, in quanto si
porterebbe il pubblico a fare fatica nel ricordare diversi nomi e associarvi un ruolo all'interno della pièce:
la maniera ottimale per non distogliere l'attenzione dello spettatore è quella di scegliere un numero basso
di personaggi e affidargli nomi semplici da memorizzare.
5 - Organizzare attentamente i dialoghi: Ogni singolo personaggio presente in un testo teatrale ha
ovviamente bisogno di seguire un copione fatto di battute, azioni e pause: durante una rappresentazione,
i dialoghi svolgono un ruolo molto importante, poiché consentono agli spettatori di capire quali sono le
relazioni intercorrenti tra i vari protagonisti, nonché di comprendere in quale direzione sta andando la
storia.
La stesura dei dialoghi è un'operazione piuttosto complicata, dove va curato ciascun dettaglio: inoltre,
essi devono risultare credibili, non cadere nella banalità ed essere fedeli ad un classico dialogo che
potrebbero avere nella realtà due o più individui.
6 - Prestare attenzione ai tempi: Il teatro differisce molto dal cinema, per il fatto che racconta una
storia in tempo reale ed è privo di scene tagliate o aggiuntive: un film può solitamente avere una durata
di 120 minuti, mentre un'opera teatrale deve rispettare tempi più brevi, per non cadere nel tedio e
nell'eccessiva artificiosità.
Normalmente, una vicenda che si svolge in tempo reale dura massimo 20 minuti e sul palcoscenico questa
tempistica va riprodotta il più fedelmente possibile: dunque, quando si scrive un testo teatrale, bisogna
inquadrarlo in intervalli temporali adeguati alla messa in scena a teatro.
7 - Ritmare le battute in modo adeguato: Non basta scegliere un gruppo di personaggi e affidargli una
serie di battute ciascuno: per far funzionare un testo teatrale, bisogna organizzare adeguatamente il ritmo
dei dialoghi, cercando di dare a tutti gli attori l'esatto spazio all'interno della rappresentazione.
Ciò significa che un buon intreccio di battute pronunciate da svariati personaggi conferisce alla trama
un andamento regolare privo di punti morti (dove il silenzio la fa da padrone) oppure un personaggio
porta avanti il suo monologo per un intero atto.
8 - Raccontare gli effetti di un fatto, non il fatto in sé: Quando si scrive un testo teatrale, l'ultima cosa
da fare è raccontare un antefatto: si deve invece rappresentare un insieme di vicende postume a
quell'avvenimento, spiegando come si è arrivati ad una certa situazione e quali reazioni ha avuto ogni
personaggio nei riguardi del fatto scatenante sul quale è basato il racconto da mettere in scena.
Questa regola è forse la più rigida in assoluto da rispettare ed è applicabile al teatro quanto al cinema: di
conseguenza, al momento della stesura, occorre pensare ad un motivo scatenante che ha portato a
raccontare cosa sia successo dopo e partire da lì con la rappresentazione.
9 - Correggere i difetti: Un testo teatrale non è sempre perfetto dopo la stesura iniziale e, infatti,
necessita di un'attenta revisione: questa operazione consente all'autore di capire se ci sono punti che
zoppicano all'interno della trama, si è scritto eccessivamente oppure è necessario aggiungere ulteriori
elementi che vadano ad arricchire un racconto scarno e privo di colpi di scena. Una corretta revisione
comporta la rilettura dell'intero copione e, pertanto, si tratta di un compito che richiede molta pazienza
e concentrazione.
10 - Sottoporre il testo ad una persona fidata: La vox populi è quello che di più importante possa
esistere per sancire la buona riuscita di un testo teatrale: facendolo leggere a qualcuno di cui ci si fida e
che sia obiettivo nel suo giudizio, si riesce a comprendere meglio se è arrivato il momento della messa in
scena oppure se si deve rifinire ulteriormente il proprio lavoro. Nella seguente fase, bisogna fare tesoro
delle critiche, in quanto esse provengono dai potenziali spettatori e si rivelano veramente utili ai fini della
buona riuscita di un progetto teatrale in cui si crede fermamente.

Come scrivere un copione


di Stefania Pepe

Introduzione
Scrivere un copione non è sempre così scontato come può sembrare. Innanzitutto perché un copione
ha un indirizzo didattico. Cioè deve prestarsi ad essere imparato e capito da qualcuno che poi dovrà
interpretarlo. Ecco perché nello scrivere un copione bisogna essere chiari e fare capire il messaggio.
Quanto alla sua forma, solitamente viene scritto in fogli A4 rilegati e stampati su entrambe le facciate,
proprio come dei normali libri. La sua struttura invece si compone fondamentalmente di tre parti
essenziali. Il titolo, il nome del personaggio e la battuta che esso deve recitare. Ogni settore (televisivo
o teatrale), ha delle regole diverse su come scrivere un copione, vediamone alcune.
Un copione per teatro è sicuramente più complesso, perché si rivolge non solo agli attori, con le battute
a loro indirizzate, ma anche agli scenografi, con la descrizione dettagliata dei luoghi che servirà per
l'allestimento scenico. In più, nel copione teatrale occorre scrivere anche la descrizione degli
stati d'animo dei personaggi per ogni gruppo di battute che devono recitare. In tutti i casi un copione
segue essenzialmente sempre le stesse regole. Vediamo di che si tratta.
Un'altra categoria di persone a cui il copione interessa sono i sarti, i truccatori ed i parrucchieri di scena.
Nel copione infatti di solito si descrive l'aspetto che devono avere gli attori ed il loro abbigliamento. È
bene approfondire ogni dettaglio, descrivendo i personaggi esteticamente. Ma non bisogna confondere
l'aspetto e l'atteggiamento dei personaggi con il loro carattere di base. Anche quello va tratteggiato nel
copione. Ogni personaggio così avrà un carattere personale sempre uguale ed un atteggiamento
diverso per ogni singola scena.
Molti bravi scrittori, arricchiscono bene la trama, rendendola il più possibile simile alla
realtà. Approfondendo il racconto con tutti i dettagli possibili sulle emozioni e sugli atteggiamenti.
Inserendo nel testo anche piccoli suggerimenti per la corretta interpretazione del ruolo. In
conclusione, la cosa fondamentale per scrivere un copione è creare dialoghi fatti di botte e risposte e
racchiusi tra virgolette. Meglio se si lascia una riga di spazio tra una battuta e l'altra in modo tale che il
contenuto sia fluido da leggere e facile da capire. Per agevolare la riuscita dell'interpretazione, è bene
usare parole semplici, senza sigle e acronimi inutili, cercando di suscitare interesse e stuzzicare la
fantasia degli spettatori o dei lettori. Ultimato il vostro lavoro, potete contattare una casa editrice, per
cercare di portare al successo il vostro copione e magari riuscire a realizzare un film o una trasmissione
televisiva!.