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Cos'è il Teatro

Il teatro è un derivato dal verbo greco theaomai che significa sono spettatore e guardo.
Principalmente il teatro è il luogo che ospita l’allestimento di uno spettacolo, oppure l’insieme degli
spettatori presenti in sala. Il significato secondario di teatro è il complesso delle opere drammatiche di
un’epoca ad esempio il teatro del Novecento, oppure di un singolo autore ad esempio il teatro
di Pirandello. Il testo drammatico o dramma, dal greco agire è considerato parte del teatro.
TEATRO, che cos'è per me.
di Micaela Morini
Non voglio partire dalla solita definizione, vorrei provare a dire che cosa significa, per me, amare, fare,
vedere e studiare il teatro.
Il teatro è innanzitutto parola; chi dice coscienza, ragione, necessità, infatti, dice parola. Parola articolata
e ragionata, parola in azione e soprattutto parola personificata e non soltanto parola verbale.
Il teatro è una forma originaria di espressione, legata al modo d'essere dell'individuo verso i suoi simili,
verso la società e verso se stesso; una forma, dunque, che dice qualcosa di essenziale sulla natura della
società, su quella dell'individuo e sul rapporto fra l'una e l'altra.
Dice il teatro che individuo e società sono inseparabili, che l'individuo si conosce lì dov'è, nel tempo in
cui è, in mezzo alle persone fra le quali esiste, nel gioco di specchi che tale rapporto crea.
Fra tutte le arti, il teatro ha una posizione di privilegio, perché le sue forme (commedia, farsa, tragedia)
sono mezzi per incontrare la realtà e accettarla per quello che è, cioè inalterabile.
Nessun altro modo di vedere ed esprimere l'esperienza ha questa capacità.
Al centro di tutto questo c'è l'attore, l'uomo che, senza perdere se stesso, deve creare il personaggio.
L'attore-uomo è il protagonista di un celebre diario di Konstantin Stanislavskij, famoso attore, regista e
teorico dell'espressione scenica, costretto, durante la Rivoluzione d'Ottobre, a lasciare la Russia per una
tournée in America. In realtà fu proprio questa fortunata tournée a far conoscere al mondo il suo
“metodo”.
Giorgio Strehler nella prefazione del libro scrisse:
Qui si va bel lontani dalle carismatiche teorie! Qui si parla di lavoro quotidiano, di faticose
scoperte giornaliere, di riflessioni strettamente collegate con la prassi del palcoscenico!
Giusto due titoli, per terminare questo breve post sul teatro, entrambi di K. Stanislavskij: Il lavoro dell'attore
su se stesso e Il lavoro dell'attore sul personaggio, ambedue editi da Biblioteca Universale Laterza.

CARMELO BENE
Il ciclo di lezioni sul teatro che Carmelo Bene ha tenuto nel 1990 al Palazzo delle Esposizioni di Roma
costituisce un esempio della sua modalità di approccio all'analisi. La domanda che segna la direzione di
queste lezioni, di quello che Carmelo definisce un "raccontare tra sé e sé", è: "Che cos'è il teatro?!". La
ricerca non si struttura attraverso un'analisi cronologica della storia del teatro, che sarebbe "imbecille" e
misera, come tutto ciò che è passibile di diventare storia, ma parte dal riconoscere la confusione che da
sempre si è fatta tra teatro e spettacolo. Come sostiene CB, mentre lo spettacolo è riscontrabile ovunque,
in TV, dal fornaio, a Palazzo Chigi, il teatro non si è mai visto davvero. Il termine teatro può essere
utilizzato propriamente, dunque, solo per definire lo spazio architettonico all'interno del quale si presenta
una messa in scena. Essendo il teatro, infatti, essenzialmente un togliersi dalla scena, un farsi vuoto ed
essere parlati, un essere osceni in senso etimologico. Lo spirito provocatore di Carmelo non risparmia di
certo, in queste riflessioni, critiche a chi nella vita si comporta in maniera poco onesta: Bene getta fango
sui critici e sui registi che definisce "talentati nei capelli", non trascurando note di demerito nei confronti
di chi ha pensato un teatro che fosse testo e movimento, rimanendo ancorato alle categorie aristoteliche
di luogo, spazio e azione.
IL TEATRO: UN INSIEME DI DISCIPLINE
Il teatro è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nella esecuzione
di un evento spettacolare dal vivo. Proveniente dal greco θέατρον (théatron), che significa spettacolo,
da θέα, (théa), ossia vista[1], comprende le arti tramite cui viene rappresentata, sotto forma di testo recitato
o drammatizzazione scenica, una storia (un dramma, nel senso etimologico del termine).
Una rappresentazione teatrale si svolge davanti ad un pubblico utilizzando una combinazione
variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono e, potenzialmente, ogni altro
elemento proveniente dalle altre arti performative. Più strettamente, non c'è necessità dell'esistenza
del testo: il movimento del corpo in uno spazio con fini artistici ed illustrativi, eseguito di fronte ad un
singolo spettatore, è definito di per sé teatro.
Oltre al teatro di prosa in cui la parola (scritta o improvvisata) è l'elemento più importante, il
teatro può avere forme diverse, come l'opera lirica, il teatro-danza, il kabuki, la danza katakali,
l'opera cinese, il teatro dei burattini, la pantomima, che differiscono non solo per area di nascita,
ma per il differente utilizzo sia delle componenti che compongono la rappresentazione, sia per
i fini artistici che esse definiscono.
La particolare arte del rappresentare una storia tramite un testo o azioni sceniche è la recitazione, o arte
drammatica. In molte lingue come il francese (jouer), l'inglese (to play), il russo (играть - pron. igra't), il
tedesco (spielen) e nelle lingue nordiche il verbo "recitare" coincide col verbo "giocare". Il termine
italiano, invece, pone l'accento sulla finzione, sulla ripetizione del gesto o della parola ("citare due volte").
Come qualsiasi altra forma artistica e culturale anche il teatro si è evoluto dalle origini ad oggi,
nelle diverse epoche e luoghi. La storia del teatro occidentale pone come origine di questa disciplina
la rappresentazione teatrale nella cultura dell'antica Grecia: i precedenti esempi teatrali (Egitto, Etruria ed
altri) ci aiutano a comprendere la nascita di questo genere, ma non vi sono sufficienti fonti per delinearne
le caratteristiche.

TETRO E’ TOGLIERE FUORI I PROPRI SENTIMENTI E STATI D’ANIMO


Il teatro è saper, non tanto recitare e fingere, me saper cacciare i propri sentimenti al momento giusto e
farli capire a tutte le persone che ti osservano... riuscire a farle commuovere, divertire e riuscire a farle
immedesimare nello stesso momento. Io faccio teatro e pensavo fosse difficile esprimere i propri
sentimenti, ma da quando recito sto bene con me stessa e con gli altri...non lo faccio solo per passione
ma per vivere, per divertirmi per stare bene con i miei amici. Non è possibile dare una vera e propria
definizione di teatro, almeno finché non ti ci trovi dentro e finché non vivi emozioni uniche che ne la tv
ne il cinema possono darti.