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Sasso_BLU_Alg 2_1632-9_210x285 D24 28/06/11 17:29 Pagina 1 22 mm

L. Sasso
Leonardo
Sasso
Nuova Matematica Nuova Matematica
a colori a colori
Algebra

Nuova
Il libro
teoria chiara e discorsiva con visualizzazioni dei concetti
attenzione alla modellizzazione e al problem solving
esercizi che allenano allo sviluppo delle competenze e guidano ad affrontare le prove InvalSI e OCSE-Pisa

Matematica a colori Algebra


collegamenti tra matematica e realtà

2
argomenti nuovi introdotti in base alle linee guida ministeriali: statistica e probabilità, algebra dei vettori,
introduzione alla trigonometria, algebra delle matrici, introduzione agli algoritmi, laboratorio di informatica
ampio Quaderno di recupero.

CD-Rom e Pen drive per computer e LIM


CD-Rom con: eserciziario interattivo (aggiornabile on line), informatica multimediale (applicazioni
di Excel e di GeoGebra), tracce guidate di esercizi, figure dinamiche, approfondimenti ecc.
per il docente: Pen drive con risorse per la lIM, attività di GeoGebra, repertorio di esercizi ecc.

On line
Sito zonaMatematica (www.zonamatematica.scuola.com): pacchetto per l'erogazione, la modifica
e la creazione di verifiche con correzione automatica (per il docente) e di esercizi con autocorrezione
con Probabilità
(per lo studente). ed elementi di Informatica
su www.scuola.com: esercizi riassuntivi (in .pdf).

Composizione del corso CD-ROM


Algebra 1 + CD-Rom + Quaderno di recupero ISBN 978-88-494-1582-7
Algebra 1 + CD-Rom + Prove INVALSI + Quaderno di recupero ISBN 978-88-494-1642-8
Algebra 2 + CD-Rom + Quaderno di recupero ISBN 978-88-494-1583-4
Geometria + CD-Rom + Quaderno di recupero ISBN 978-88-494-1584-1
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Edizione BLU
Algebra 1 + CD-Rom ISBN 978-88-494-1631-2 per la riforma.
Algebra 1 + CD-Rom + Prove INVALSI ISBN 978-88-494-1643-5
Primo biennio
2
Algebra 2 + CD-Rom ISBN 978-88-494-1632-9
Geometria + CD-Rom ISBN 978-88-494-1633-6
Geometria 1 + CD-Rom ISBN 978-88-494-1634-3
Geometria 2 ISBN 978-88-494-1635-0
Per il docente
Guida per l’Insegnante ISBN 978-88-494-1585-8
per la riforma.
Primo biennio

Edizione BLU

Pen drive USB ISBN 978-88-595-0400-9

Nuova Matematica a colori - Edizione BLU


Algebra 2 + CD-Rom
(2 elementi indivisibili)

Prezzo di vendita al pubblico € 19,00


(defiscalizzato € 18,27)
Simboli utilizzati nel testo

B INSIEMI NUMERICI B RELAZIONI E FUNZIONI B ALFABETO GRECO


N insieme dei numeri naturali, R relazione
compreso lo zero Minuscolo
f : A ! B funzione da A a B alfa 
N  f0g insieme dei numeri f : x 7! y funzione f che associa beta 
naturali, escluso lo zero all’elemento x l’elemento y gamma 
Z insieme dei numeri interi f 1 funzione inversa di f delta 
Q insieme dei numeri razionali g  f funzione composta di f e g epsilon "
R insieme dei numeri reali zeta 
þ
Z (Z ) insieme dei numeri interi B ALGEBRA eta 
positivi (negativi) teta , #
¼ uguale
Q (Q ) insieme dei numeri
þ iota 
6 ¼ diverso
razionali positivi (negativi) cappa
’ circa uguale
Rþ (R ) insieme dei numeri reali lambda

positivi (negativi) < minore mu


Zþ insieme dei numeri interi > maggiore nu
0
positivi, compreso lo zero  minore o uguale xi
Q0þ insieme dei numeri razionali  maggiore o uguale omicron o
positivi, compreso lo zero  più o meno pi 
þ
R0 insieme dei numeri reali ro 
jxj valore assoluto di x
positivi, compreso lo zero sigma 
an potenza n-esima di a tau 
p ffiffiffi
B INSIEMI
n
a radice n-esima di a ipsilon 
M.C.D. massimo comune divisore fi ’
2 appartiene
m.c.m. minimo comune multiplo chi 
2
= non appartiene
C.E. condizioni di esistenza psi
j tale che omega !
 discriminante
: tale che
9 esiste Maiuscolo
B GEOMETRIA Alfa A
8 per ogni
k parallelo Beta B
x insieme vuoto Gamma
 è contenuto ? perpendicolare
Delta 
 è strettamente contenuto coincidente
Epsilon E
[ unione ffi congruente Zeta Z
:
\ intersezione ¼ equivalente Eta H
 differenza simile Teta 
A misura della grandezza A Iota I
AU complementare dell’insieme !
A rispetto all’insieme U v vettore Cappa K
Sx simmetria rispetto all’asse x
Lambda 
(a, b) coppia ordinata
Mu M
 prodotto cartesiano SO simmetria rispetto all’origine
Nu N
Sy simmetria rispetto all’asse y Xi 
B LOGICA Sy ¼ x simmetria rispetto alla Omicron O
V vero bisettrice del primo e del terzo Pi 
quadrante Ro P
F falso
Sr simmetria rispetto alla retta r Sigma 
¼ equivalenza tra proposizioni
SP simmetria rispetto al punto P Tau T
p negazione della proposizione
p T! traslazione di vettore ! v Ipsilon 
v
_ o RO, rotazione di centro O e angolo Fi 
di rotazione  Chi X
^ e
!O,k omotetia di centro O e Psi
) se... allora (implicazione) Omega

rapporto di omotetia k
, se e solo se (doppia
implicazione)

Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Formulario

B VALORE ASSOLUTO B EQUAZIONI NON LINEARI


 3 ax 2 þ bx þ c ¼ 0, a 6¼ 0
x se x  0 pffiffiffiffi
jxj ¼ b  
x se x < 0
– se  > 0, x1,2 ¼ ,  ¼ b2  4ac
2a
b
B PROPRIETÀ DELLE POTENZE – se  ¼ 0, x1 ¼ x2 ¼ 
2a
am  an ¼ am þ n ; am : an ¼ am  n ; ðam Þn ¼ amn – se  < 0, non ci sono soluzioni reali
 a n a n 
pffiffiffiffiffiffiffiffiffi AðxÞ ¼ B 2 ðxÞ
ðabÞn ¼ an bn ¼ n 3 AðxÞ ¼ BðxÞ ,
b b BðxÞ  0
 n
1 3 jf ðxÞj ¼ k, k > 0 , f ðxÞ ¼  k
an ¼ se a 6¼ 0 e n 2 N
a
B MATRICI
B PRODOTTI NOTEVOLI  
a b a b
Determinante di ¼ ¼ ad  bc
ðA þ BÞ2 ¼ A2 þ 2AB þ B2 c d c d
ðA þ BÞ3 ¼ A3 þ 3A2 B þ 3AB 2 þ B3
B GEOMETRIA ANALITICA
ðA þ B þ CÞ2 ¼ A2 þ B 2 þ C 2 þ 2AB þ 2AC þ 2BC 3 Distanza tra i punti Aðx1 , y1 Þ e Bðx2 , y2 Þ:
qffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
ðx2  x1 Þ2 þ ðy2  y1 Þ2
B SCOMPOSIZIONI IN FATTORI
3 Punto medio del segmento di estremi Aðx1 , y1 Þ e
A2  B2 ¼ ðA  BÞðA þ BÞ Bðx2 , y2 Þ:
x þx y1 þ y2 
A3  B3 ¼ ðA  BÞðA2 þ AB þ B2 Þ 1 2
,
A3 þ B3 ¼ ðA þ BÞðA2  AB þ B2 Þ 2 2
3 Vertice della parabola di equazione y ¼ ax 2 þ bx þ c:
X2 þ ðP þ QÞX þ PQ ¼ ðX þ PÞðX þ QÞ  
b 
 ,  , dove  ¼ b2  4ac
2a 4a
B RADICALI 3 Asse della parabola di equazione y ¼ ax 2 þ bx þ c:
p ffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffiffiffi b
n
am ¼ np amp a0 x¼
pffiffiffiffiffi 2a
a2 ¼ jaj
p ffiffiffi p ffiffiffi pffiffiffiffiffiffi 3 Retta passante per Pðx0 , y0 Þ di coefficiente angolare
n
a  n b ¼ n ab (se n è pari, a  0 e b  0Þ m:
p ffiffiffi rffiffiffiffiffi y  y0 ¼ mðx  x0 Þ
n
a n a
p ffiffiffi ¼ (se n è pari, a  0 e b > 0Þ 3 Condizione di parallelismo per due rette di coef-
n
b b
pffiffiffi ficienti angolari m ed m0 :
a a b m ¼ m0
pffiffiffi ¼ b>0
b b 3 Condizione di perpendicolarità per due rette di coeffi-
p3
ffiffiffiffiffi cienti angolari m ed m0 :
a a b2
p ffiffiffi ¼ b 6¼ 0 mm0 ¼ 1
3
b b
pffiffiffi pffiffiffi 3 Coefficiente angolare della retta passante per
a að b  c Þ Aðx1 , y1 Þ e Bðx2 , y2 Þ, con x1 6¼ x2 :
pffiffiffi pffiffiffi ¼ b > 0, c > 0 e b 6¼ c
b c bc y2  y1
m p ffiffiffiffiffiffi x2  x1
an ¼ n
am a0
B PROBABILITÀ
Probabilità di un evento E in uno spazio finito equipro-
B LEGGE DI ANNULLAMENTO DEL PRODOTTO
babile:
ab ¼ 0 se e solo se a ¼ 0 o b ¼ 0 numero di casi favorevoli
pðEÞ ¼
numero di casi possibili
B PROPRIETÀ DELLE DISUGUAGLIANZE Probabilità dell’evento unione e dell’evento contrario
3 Se a < b e c > 0, allora ac < bc pðA [ BÞ ¼ pðAÞ þ pðBÞ  pðA \ BÞ
3 Se a < b e c < 0, allora ac > bc pðAÞ ¼ 1  pðAÞ

Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Indice

Prima di cominciare... V 6 Sistemi lineari letterali 119


Matematica nella storia Gabriel Cramer 121
TEMA A 7 Sistemi frazionari 122
I numeri reali 8 Sistemi lineari di tre equazioni
in tre incognite 123
Unità 1 Insieme R 9 Il calcolo con le matrici e le sue
1 Richiami sugli insiemi numerici 4 applicazioni ai sistemi lineari 126
2 Ordine e operazioni in R 7 10 Problemi che hanno come modello
3 Approssimazioni ed errori 11 sistemi lineari 133
4 Propagazione degli errori 14 Sintesi e riepilogo 137
Matematica nella storia I numeri reali dalla ESERCIZI 138
scuola Pitagorica alle teorie di Cantor e Dedekind 18
Matematica nella realtà I numeri e i calcolatori 19
Sintesi e riepilogo 20
Unità 4 Rette nel piano cartesiano
ESERCIZI 21 1 Richiami sul piano cartesiano 173
2 Distanza tra due punti 175
Unità 2 Radicali 3 Punto medio di un segmento 178
4 La funzione lineare 179
1 Introduzione ai radicali 31
5 L’equazione della retta nel piano
2 Riduzione allo stesso indice
cartesiano 182
e semplificazione 38
6 Rette parallele e posizione reciproca
3 Prodotto, quoziente, elevamento
di due rette 187
a potenza ed estrazione di radice
di radicali 41 7 Rette perpendicolari 189
4 Trasporto sotto e fuori dal segno di radice 44 8 Come determinare l’equazione
di una retta 191
5 Addizioni e sottrazioni di radicali
ed espressioni irrazionali 48 9 Distanza di un punto da una retta 195
6 Razionalizzazioni 50 10 Semipiani, segmenti, semirette,
angoli e poligoni nel piano cartesiano 196
7 Equazioni e disequazioni lineari
a coefficienti irrazionali 52 11 Problemi che hanno modelli lineari 201
8 Potenze con esponente razionale 53 Sintesi e riepilogo 204
Sintesi e riepilogo 57 ESERCIZI 205
Laboratorio di informatica 236
ESERCIZI 58
Verso le competenze 242
Laboratorio di informatica 93
Verso le prove Invalsi 247
Verso le competenze 96
Verso le prove Invalsi 98

TEMA B TEMA C Equazioni, disequazioni


Sistemi lineari e retta e sistemi non lineari
Unità 3 Sistemi lineari e matrici Unità 5 Equazioni di secondo
1 Introduzione ai sistemi 102
grado e parabola
2 Metodo di sostituzione 107 1 Introduzione alle equazioni
3 Metodo del confronto 110 di secondo grado 252
4 Metodo di addizione e sottrazione 111 2 Le equazioni di secondo grado:
5 Metodo di Cramer e criterio il caso generale 255
dei rapporti 114 3 Equazioni di secondo grado frazionarie 262
III
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4 Equazioni di secondo grado letterali 263
5 Relazioni tra soluzioni e coefficienti
Unità 8 Sistemi non lineari
di un’equazione di secondo grado 268 1 Sistemi di secondo grado 418
6 Scomposizione di un trinomio 2 Sistemi di grado superiore al secondo 424
di secondo grado 272 3 Sistemi simmetrici 429
7 Condizioni sulle soluzioni 4 Sistemi frazionari e letterali 432
di un’equazione parametrica 273 5 Sistemi non lineari con più di due
8 Problemi che hanno come modello incognite 434
equazioni di secondo grado 275 6 Problemi che hanno come modello
9 La parabola e l’interpretazione grafica sistemi non lineari 435
di un’equazione di secondo grado 279 Sintesi e riepilogo 439
Matematica nella storia Storia delle equazioni
ESERCIZI 440
di secondo grado 287
Laboratorio di informatica 467
Sintesi e riepilogo 288
Verso le competenze 476
ESERCIZI 289 Verso le prove Invalsi 483

Unità 6 Equazioni di grado


superiore al secondo TEMA D
1 Equazioni monomie, binomie e trinomie 340 Complementi di algebra
2 Equazioni risolvibili mediante
scomposizione in fattori 345 Unità 9 Equazioni irrazionali
3 Uno sguardo d’insieme sulle equazioni 1 Introduzione alle equazioni irrazionali 488
polinomiali 349 2 Risoluzione di un’equazione irrazionale
Matematica nella storia Il problema delle
con il metodo di verifica delle soluzioni 490
equazioni di grado superiore al secondo 352
3 Risoluzione di un’equazione irrazionale
Sintesi e riepilogo 353
con determinazione delle condizioni
ESERCIZI 354
di accettabilità 492
4 Equazioni irrazionali contenenti radicali
cubici 496
Unità 7 Disequazioni di secondo 5 Interpretazione grafica di alcune
grado e di grado superiore equazioni irrazionali 497
1 Richiami sulle disequazioni 368 6 Problemi che hanno come modello
equazioni irrazionali 500
2 Le disequazioni di secondo grado 371
Approfondimento Disequazioni irrazionali 503
Approfondimento Lo studio del segno
del trinomio di secondo grado dal punto Sintesi e riepilogo 507
di vista algebrico 376 ESERCIZI 507
3 Le disequazioni di grado superiore
al secondo 377 Unità 10 Equazioni e funzioni
4 Le disequazioni frazionarie che conducono con valori assoluti
a disequazioni di grado superiore al primo 380
5 I sistemi di disequazioni contenenti 1 Introduzione ai valori assoluti 526
disequazioni di grado superiore al primo 382 2 Equazioni con un solo valore assoluto 529
6 Problemi che hanno come modello 3 Equazioni con più di un valore assoluto 531
disequazioni di grado superiore al primo 384 4 Grafici di funzioni con valori assoluti 534
Sintesi e riepilogo 387 5 Interpretazione grafica di alcune
ESERCIZI 388 equazioni con valori assoluti 537
IV
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6 Problemi che hanno come modello 4 I primi teoremi sul calcolo delle probabilità 582
equazioni o funzioni con valori assoluti 539 5 Variabili aleatorie 585
Approfondimento Disequazioni Approfondimento Il concetto di modello
con valori assoluti 541 in probabilità e nella matematica moderna 589
Sintesi e riepilogo 544 Matematica nella storia La nascita e gli sviluppi
ESERCIZI 544 del calcolo delle probabilità 591
Laboratorio di informatica 557 Sintesi e riepilogo 593
Verso le competenze 561 ESERCIZI 594
Verso le prove Invalsi 565 Laboratorio di informatica 616
Verso le competenze 621
Verso le prove Invalsi 624
TEMA E
Dati e previsioni
Unità 11 Probabilità
1 Introduzione al calcolo delle probabilità 568
2 Valutazione della probabilità secondo Verso le prove OCSE-Pisa 627
Verso l’esame 629
la definizione classica 574
Risposte alle prove di autoverifica 634
3 Valutazione della probabilità in casi non Glossario 638
riconducibili alla definizione classica 579 Indice analitico 642

Risorse multimediali
Esercizi interattivi (CD-ROM e online)
Informatica multimediale (CD-ROM)
Materiali per il volume Algebra 2 (CD-ROM):
Complementi e approfondimenti Esercizi con traccia guidata
– Problemi di programmazione lineare Figure dinamiche
– I numeri complessi e le equazioni di secondo grado in C Materiali per il Laboratorio di informatica
– La parabola e le trasformazioni geometriche
– Disequazioni di secondo grado letterali
– Introduzione alle coniche
– Probabilità composta e probabilità condizionata

Da www.scuola.com l’accesso al portale studente di zonaMatematica consente di cimentarsi autonomamente


con prove di autoverifica (le stesse presenti anche nel CD-ROM, ma costantemente aggiornate e implementate),
oppure di eseguire le prove personalizzate che il docente assegnerà alla classe.

V
Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Prima di cominciare...

Uno sguardo sulla matematica di oggi


Il Novecento è stato il secolo della matematica: in cento anni si
Prima di cominciare...

sono dimostrati più teoremi che nell’intero corso della storia! Molte
teorie sono state riprese e hanno avuto notevoli applicazioni prati-
che, mentre celebri problemi, irrisolti da secoli, hanno trovato una
soluzione. Il Congresso degli Stati Uniti, negli anni Ottanta, ha di-
chiarato con una propria legge la matematica «una risorsa strategi-
ca». Le Nazioni Unite hanno dichiarato l’anno 2000 l’Anno Mondia-
le della Matematica.

Da dove nasce tanto interesse nei confronti della matematica?


La risposta è semplice: essa fornisce strumenti essenziali per molti settori della
scienza e della tecnologia.
Per esempio, la matematica ha un ruolo fondamentale:

 in aeronautica: la matematica è stata essenziale per la costruzione degli aerei


di nuova generazione 767, 777 e Airbus;
 in informatica: software di generazioni recenti sono basati su teorie
algebriche e logiche avanzate;
 in meteorologia: le previsioni del tempo sono fondate su complessi
modelli matematici;
 in medicina: la matematica è stata impiegata per la realizzazione di
nuovi strumenti di indagine diagnostica quali per esempio la TAC (to-
mografia assiale computerizzata); la statistica, inoltre, è alla base dell’ana-
lisi di dati medici ed epidemiologici e del monitoraggio di dati farmacologici;
 in biologia: lo studio dell’evoluzione di popolazioni appartenenti a varie spe-
cie è basato su modelli matematici;

La scienza e la tecnologia utilizzano, dunque, teorie matematiche sempre più


sofisticate. Per questo motivo, negli ultimi anni sono nate nuove figure profes-
sionali, in grado di utilizzare la mate-
matica per scopi diversi. Tali figure so-
no richieste per esempio:
 nei centri di ricerca di tutte le grandi
banche;
 nelle assicurazioni;
 nelle imprese che sviluppano
software;
 nei centri di ricerca di piccole
e grandi industrie.
Sembra proprio che la matema-
tica sia il linguaggio del terzo
millennio, senza il quale non sarà
possibile comprendere la scienza e
le tecnologie del futuro!
VI
Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Qualche consiglio

Prima di cominciare...
per «studiare matematica» e per utilizzare questo libro
Questo testo ha diversi scopi:
 continuare lo sviluppo delle competenze matematiche che hai acquisito nei corsi precedenti;
 introdurre il linguaggio di base dell’algebra e prepararti ad affrontare i corsi successivi di matematica;
 farti scoprire alcune applicazioni della matematica nel mondo in cui viviamo;
 contribuire a farti acquisire quegli strumenti scientifici sempre più essenziali per partecipare alla vita so-
ciale con consapevolezza e capacità critica.
Per raggiungere questi scopi, ti diamo qualche consiglio su come studiare matematica.
Lo studio della matematica, come hai già avuto modo di constatare, richiede impegno e parte-
1 cipazione. Non puoi imparare molto limitandoti ad assistere alle lezioni: devi partecipare, porti
domande e confrontarti, anche da solo, con problemi ed esercizi.
È importante che studi matematica con regolarità: potrai cosı̀ assimilare più agevolmente i concetti e
2 il tuo insegnante potrà più facilmente aiutarti a superare le difficoltà.
Dovresti leggere le lezioni di questo libro e cercare di capire ciò che hai letto. A questo proposito
3 ti diamo alcuni suggerimenti:
 leggi lentamente, prestando attenzione a ogni parola e ai simboli;
 cerca nel glossario il significato di ogni parola che non conosci o di cui non ricordi il significato;
 rileggi le parti che non ti risultano chiare;
 prova a rifare da solo gli esempi che compaiono svolti nel testo;
 alla fine di ogni paragrafo, prima di proseguire, controlla se
hai capito ciò che hai letto, cercando di rispondere ai quesiti
che ti sono proposti nella rubrica prova tu;
 costruisci schemi o mappe concettuali che possano aiutarti
nello studio;
 discuti i concetti che non ti sono chiari con qualche tuo com-
pagno o con il tuo insegnante.
Risolvi gli esercizi che trovi al termine di ciascuna Unità, suddi-
4 visi in paragrafi, con l’aiuto degli esempi forniti nella teoria e
degli esercizi svolti e guidati. Prima di iniziare a risolvere un
esercizio, ricordati che spesso esiste più di un metodo per risol-
verlo: soffermati a riflettere su quale può essere la strategia mi-
gliore, invece di iniziare immediatamente a svolgere i calcoli!
Presta attenzione ai rimandi nel colonnino che indicano la di-
5 sponibilità di materiali multimediali sul CD-ROM od online: po-
trai trovare figure dinamiche per visualizzare meglio i con-
cetti fondamentali presentati nella teoria, test auto-correttivi che si affiancano alle pro-
ve di autoverifica proposte nel libro, attività interattive per allenarti nel Laboratorio di
informatica, ulteriori complementi e approfondimenti.
Quando risolvi un problema, non limitarti a scrivere la tua soluzione: sforzati di illustrare ciò
6 che stai facendo e di giustificare i vari passaggi, con spiegazioni sintetiche ma esaurienti.
Se non riesci a rispondere a una domanda o a risolvere un esercizio immediatamente, non preoccupar-
7 ti! Rileggi la lezione e gli esempi. Se puoi, abbandona momentaneamente la questione e affrontala in
un secondo tempo. Quando qualcosa non ti è chiaro, poni domande e parlane con altri.
Cerca di studiare con spirito critico: la matematica non è solo calcolo, ma soprattutto una forma
8 di pensiero. Nell’epoca di innovazioni tecnologiche in cui viviamo, questo secondo aspetto è
sempre più essenziale: i calcoli si possono spesso demandare alle macchine, mentre è essenziale
saper ragionare in modo corretto, risolvere e porsi problemi, unire fantasia e razionalità.

A tutti auguro buon lavoro!


L’Autore
VII
Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
TEMA A

Unità 1 PREREQUISITI
Insieme R
3Gli insiemi numerici
Unità 2 3Il calcolo letterale
Radicali 3Le disequazioni di primo grado (per stabilire le
condizioni di esistenza di un radicale)

3I concetti di funzione, funzione invertibile, funzione


inversa (per alcune interpretazioni grafiche)

COMPETENZE
3Padroneggiare le tecniche e le procedure di calcolo
nei vari insiemi numerici e saperle applicare in
contesti reali

CONOSCENZE
3Definire l’insieme R e indicarne le caratteristiche
3Definire il concetto di radice n-esima di un numeropffiffiffi
reale e spiegare qual è il significato del simbolo n
a

3Enunciare le principali proprietà dei radicali


3Spiegare come si definisce una potenza con
esponente razionale

ABILITÀ
3Rappresentare sulla retta un numero reale
3Approssimare un numero reale e calcolare l’errore
commesso

3Semplificare un radicale
3Eseguire operazioni con i radicali
3Razionalizzare il denominatore di una frazione
3Operare con le potenze a esponente razionale

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I numeri reali
Venticinque secoli fa Pitagora
scoprı̀, conpgrande
ffiffiffi scalpore, che esistono
numeri, come 2, che non possono essere espressi
sotto forma di frazione, cioè numeri irrazionali. In
queste unità approfondiremo lo studio dei numeri
irrazionali espressi da «radici» e più in generale dei
numeri reali.
Certamente anche
pffiffiffitu ti sarai già
imbattuto nella 2 in geometria, Il fatto che la costruzione della scala
temperata, utilizzata per l’accordatura degli
applicando il teorema di Pitagora. Ma i numeri strumenti a tastiera, sia legata a un numero
pffiffiffi
irrazionale, 12 2, può farti capire che anche
irrazionali «si nascondono» anche dietro a molti tra due discipline come la matematica e la
aspetti della realtà cui probabilmente non hai mai musica, apparentemente cosı̀ diverse, ci
sono dei profondi legami. Pitagora stesso,
pensato. Alcuni esempi? non solo scoprı̀ i numeri irrazionali, ma intuı̀
1. Il tempo impiegato dal pendolo di un orologio alcuni di questi legami: per esempio, che
due note sono tanto più gradevoli
per compiere un’oscillazione completa può essere all’orecchio quanto più il rapporto tra le
espresso approssimativamente da una formula che loro frequenze è espresso mediante numeri
«piccoli» (1:1 o 2:1 o 3:2 ecc.).
contiene un numero
sffiffiffiffiffi irrazionale, , e una radice
l
quadrata: 2 , dove l indica la lunghezza del Matematica in azione
g
Lo spazio che occorre a un’automobile per
pendolo e g indica l’accelerazione di gravità. arrestarsi completamente da quando ini-
zia l’azione sui freni è detto spazio di frena-
2. I ricevitori radiofonici e televisivi si basano su ta. Supponendo che i pneumatici siano
processi di oscillazione il cui periodo viene nuovi, una formula che permette di calco-
lare con buona approssimazione lo spazio
calcolato con una legge analoga a quella del di frenata (espresso in metri) è:
pendolo. s¼
v2
250f
3. A partire dal Settecento l’accordatura degli dove v è la velocità dall’auto, espressa in
strumenti a tastiera, come il pianoforte, avviene km/h, e f è una costante (detta coefficiente
di aderenza) che dipende dalle condizioni
secondo la cosiddetta scala temperata, che si basa del suolo stradale. Su una strada asfaltata
sulla suddivisione dell’ottava in dodici intervalli asciutta, in buone condizioni, si può assu-
uguali: nella scala temperata il rapporto tra la mere un coefficiente di aderenza f ¼ 0,8.
In queste condizioni, qual è lo spazio di
frequenza di una nota (cioè del numero di vibrazioni frenata per un’automobile che viaggia alla
per secondo compiute dall’oggetto che la genera) e velocità di 100 km/h? E a quale velocità lo
spazio di frenata è di 20 metri?
quella della nota immediatamente pffiffiffiprecedente è un Questo problema è proposto nella rubrica
12
particolare numero irrazionale, 2. «Verso le prove OCSE-Pisa» in fondo al volume

Nuova Matematica a colori - Algebra 2 - Ed. Blu © 2011 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Insieme R
Unità 1
1. Richiami sugli insiemi numerici
Nel volume precedente abbiamo iniziato il nostro percorso partendo dall’insieme
Tema A

N dei numeri naturali ed eseguendo successivi ampliamenti degli insiemi nume-


rici, fino ad accennare alla descrizione dell’insieme R dei numeri reali.
In questo secondo volume ritorniamo sull’importante questione dell’amplia-
mento degli insiemi numerici: in questo primo paragrafo riassumeremo i concet-
ti fondamentali già presentati nel volume precedente, mentre nei paragrafi suc-
cessivi approfondiremo alcuni concetti specificamente legati ai numeri reali.

Dall’insieme N all’insieme Z
Sappiamo che, nell’insieme N dei numeri naturali, l’addizione e la moltiplicazio-
ne sono operazioni interne. Invece, la sottrazione e la divisione non sono opera-
zioni interne.
La necessità di poter sempre eseguire la sottrazione, ci ha portato a costruire un
ampliamento dell’insieme N, l’insieme Z dei numeri interi relativi.
Si parla di un ampliamento di N, poiché Z contiene un sottoinsieme (quello degli
interi non negativi), che si può «identificare» con N, nel senso che gli elementi
di Zþ
0 possono essere posti in corrispondenza biunivoca con quelli di N (fig. 1.1)
e hanno comportamenti simili ai numeri naturali rispetto alle operazioni e al
confronto.

Z0+

–4 –3 –2 –1 0 +1 +2 +3 +4
Z

0 1 2 3 4 N

Figura 1.1

Dall’insieme Z all’insieme Q
In Z sono operazioni interne l’addizione, la sottrazione e la moltiplicazione. In-
vece la divisione non è un’operazione interna.
La necessità di poter eseguire la divisione ci ha portato a costruire un nuovo in-
sieme numerico, l’insieme Q dei numeri razionali.

Ricorda
INSIEME Q
Un numero razionale L’insieme dei numeri razionali è costituito da tutti i numeri che possono essere
assoluto può essere definito,
più formalmente, come espressi sotto forma di frazione con segno, ovvero da tutti i numeri relativi la cui
classe d’equivalenza generata, rappresentazione decimale è finita o illimitata periodica.
nell’insieme delle frazioni,
dalla relazione
d’equivalenza: L’insieme Q dei numeri razionali è un ampliamento di Z, nel senso che contiene
a c un sottoinsieme (quello formato dalle frazioni dotate di segno e con denomina-
« R se e solo se ad ¼ bc ».
b d tore uguale a 1) che si può «identificare» con Z. L’identificazione, come al solito,
va intesa nel senso che tale sottoinsieme può essere posto in corrispondenza biu-
nivoca con Z e i suoi elementi hanno comportamenti simili ai numeri interi ri-
spetto alle operazioni e al confronto.
Nell’insieme Q è sempre possibile eseguire tutte le quattro operazioni fondamen-
tali, con una sola eccezione: la divisione per 0.
4
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Dall’insieme Q all’insieme R

Unità 1
La necessità di ampliare ulteriormente l’insieme Q è legata al problema di esegui-
re operazioni non razionali, come il calcolo delle radici. Per esempio, nell’insieme
Q non è possibile risolvere l’equazione:

Insieme R
x2 ¼ 2
pffiffiffi
Infatti, il numero 2 non è razionale (vedi il Paragrafo 9, Unità 2, Algebra 1).
Per poter affrontare questi problemi, dobbiamo introdurre i numeri irrazionali.

Osserva
NUMERO IRRAZIONALE
Ogni numero che non può essere espresso sotto forma di frazione (con segno), Un’altra operazione che non
può essere eseguita in Q è,
ovvero ogni numero relativo la cui rappresentazione decimale è illimitata e non per esempio, il calcolo delle
periodica, è detto irrazionale. funzioni trigonometriche,
che affronterai nel
proseguimento dei tuoi
studi: avrai notato, sui tasti
Esempi Controesempi della tua calcolatrice, sigle
pffiffiffi pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi «misteriose» quali sin, cos e
 7 è irrazionale.  0,25 è razionale. tan: si tratta appunto delle
rffiffiffiffiffi cosiddette funzioni
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi 1 1
Infatti, 7 non è un quadrato perfetto Infatti 0,25 ¼ ¼ trigonometriche che, come ti
4 2 sarà mostrato in seguito,
consentono di mettere in
 Il numero:  Il numero: relazione le lunghezze dei
lati di un triangolo con le
0,343343334... 0,343434... ampiezze dei suoi angoli.

costruito in modo che il numero di 3 la cui rappresentazione decimale è illimitata


compresi tra due 4 consecutivi si e in cui si ripetono le cifre 3 e 4 nel modo
incrementa sempre di una unità, è indicato, è razionale.
irrazionale.
Infatti, mediante la costruzione indicata, si Infatti, si tratta di un numero decimale
ottiene senz’altro un numero decimale illimitato periodico; la sua scrittura tramite
illimitato e non periodico. 34
una frazione è .
99

  è irrazionale.  ð0,2Þ3 è razionale (è intero).


 3
1
È stato dimostrato dal matematico tedesco Infatti ð0,2Þ3 ¼ ¼ 125
5
Johann Lambert nel 1770.

Nella pratica, capita di lavorare più spesso con numeri razionali che con numeri
irrazionali: ciò non deve comunque indurti a pensare che i numeri irrazionali sia-
no «pochi»: al contrario, si potrebbe dimostrare che i numeri irrazionali non solo
sono infiniti, ma addirittura sono «molti di più» dei numeri razionali!
L’introduzione dei numeri irrazionali consente di definire l’insieme dei numeri
reali.

INSIEME R
L’insieme formato dall’unione dei numeri razionali e dei numeri irrazionali vie-
ne chiamato insieme dei numeri reali; lo si indica con la lettera R.

L’insieme R dei numeri reali possiede un’importante caratteristica che lo distin-


gue da N, Z e Q e che ora illustriamo.
 N e Z sono insiemi discreti, ovvero tra due numeri interi (o fra due numeri na-
turali) non consecutivi si trova soltanto un numero finito di interi (naturali).
In modo equivalente, si può esprimere questa proprietà dicendo che ogni
numero naturale (eccetto lo 0) e ogni numero intero hanno un precedente e
un successivo.
5
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 Q è un insieme denso, ovvero tra due numeri razionali si possono sempre tro-
I numeri reali

vare infiniti altri numeri razionali.


3
Per esempio, tra e 2 si trova il numero razionale rappresentato dalla loro me-
2
dia aritmetica (fig. 1.2):

3
Tema A

þ2 7
2 ¼
2 4 0 1 3 7 2
2 4
Figura 1.2

7
Tra e 2 si trova un altro numero razionale; per esempio (fig. 1.3):
4
7
þ2 15
4 ¼
2 8 0 1 3 7 15 2
2 4 8
Figura 1.3

E cosı̀ via ...


Nonostante questa proprietà di densità, i numeri razionali lasciano sulla retta
dei «posti vuoti»: per rendercene conto, disegniamo un quadrato di lato 1 e ri-
portiamo sulla retta, con il compasso, la diagonale (fig. 1.4).

Suggerimento 2
Per visualizzare questi 1
concetti prova a pensare che
la retta reale sia un filo
elettrico e che i punti
corrispondenti ai numeri
reali siano lampadine 0 1 2
inserite nel filo: nel buio, i Figura 1.4
numeri naturali e gli interi
apparirebbero come tanti pffiffiffi
punti luminosi staccati; i Il numero 2 cade in un punto che non può corrispondere ad alcun numero
pffiffiffi
razionali apparirebbero come razionale, quindi 2 va a occupare un posto sulla retta che i numeri razionali
tanti punti «fitti fitti» ma
avevano lasciato «vuoto». Poiché i numeri razionali lasciano sulla retta dei po-
ancora distinguibili, cioè
separati da punti bui; i sti «vuoti», si dice che l’insieme Q non è completo.
numeri reali, invece,  R, invece, è un insieme completo: a ogni punto della retta corrisponde un solo
apparirebbero come un numero reale e, viceversa, a ogni numero reale corrisponde un solo punto del-
«tubo al neon».
la retta.
Come vedremo nel prossimo paragrafo e nella successiva unità, nell’insieme R
si possono definire tutte le operazioni che conosci (addizione, sottrazione, mol-
tiplicazione, divisione, estrazione di radice); esse si possono sempre eseguire in
R, con due sole eccezioni:
a. non si può eseguire la divisione per 0;
b. non si possono estrarre radici di indice pari di numeri negativi.
L’impossibilità indicata al punto a. è insuperabile in quanto è legata alla legge di
annullamento del prodotto, che non può essere rimossa, se si vuole costruire un
ampliamento di R in cui le operazioni continuino a soddisfare le ordinarie pro-
prietà (esistenza dell’elemento neutro e dell’inverso, proprietà associativa, distri-
butiva ecc.). Per quanto riguarda il punto b., l’impossibilità può essere superata
pur di rinunciare all’abituale struttura d’ordine di R: occorre perciò eseguire un
ampliamento di tipo molto diverso da quelli visti finora, e cioè «uscire» dalla ret-
ta, che ormai è «completa»: accenneremo a questo ampliamento nell’Unità 5.
6
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Unità 1
Prova tu
Per ciascuno dei seguenti numeri, poni la crocetta sulla casella opportuna:
a.   0,2 è intero è razionale, non intero è irrazionale

Insieme R
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
b. 3 0,125 è intero è razionale, non intero è irrazionale
1 1
c. 2 þ3 è intero è razionale, non intero è irrazionale
pffiffiffiffiffiffi
d. 81 è intero è razionale, non intero è irrazionale
pffiffiffiffiffiffi
e. 3 81 è intero è razionale, non intero è irrazionale
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
f.  0,04 è intero è razionale, non intero è irrazionale
3
g.   è intero è razionale, non intero è irrazionale
2
p
3
ffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
h. 125 è intero è razionale, non intero è irrazionale ESERCIZI a p. 21

2. Ordine e operazioni in R
In questo paragrafo gettiamo uno sguardo su come si possa effettivamente defini-
re una relazione d’ordine tra gli elementi di R e su come si possano definire in R
le operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione.

Ordine in R
I metodi per confrontare due numeri reali rappresentati da numeri decimali finiti
o periodici sono noti in base a quanto visto nel volume Algebra 1 a proposito dei
numeri razionali; resta invece da precisare come debba effettuarsi il confronto tra
due numeri decimali illimitati non periodici, cioè tra due numeri irrazionali.
Introduciamo a tale scopo il seguente procedimento generale per il confronto di
due numeri reali (razionali o irrazionali): esso riconduce il confronto di due nu-
meri reali a quello tra i loro troncamenti (che, essendo numeri razionali, sappia-
mo già confrontare).
Consideriamo inizialmente due numeri reali a, b, rappresentati da due numeri
decimali che non siano periodici di periodo 9. Per confrontare due numeri di questo
tipo si procede come segue.
 Si inizia con il confrontare le parti intere di a e di b: se la parte intera di a è mi- Ricorda
nore di quella di b, allora diciamo che a < b, mentre se la parte intera di a è
La parte intera di un numero
maggiore di quella di b, diciamo che a > b. decimale è il numero a
 Se le parti intere dei due numeri sono uguali, proseguiamo confrontando i sinistra della virgola.
troncamenti di a e di b alla prima cifra decimale, chiamiamoli a1 e b1 : se Il troncamento di un numero
decimale alla k-esima cifra
a1 < b1 diciamo che a < b, se a1 > b1 diciamo che a > b. decimale è il numero che si
 Se anche a1 e b1 sono uguali, ripetiamo il procedimento, passando a confron- ottiene sopprimendo tutte le
tare i troncamenti di a e di b alla seconda cifra decimale, chiamiamoli a2 e b2 : cifre successive alla k-esima.
se a2 < b2 diciamo che a < b, se a2 > b2 diciamo che a > b, e cosı̀ via...
Se a 6¼ b, il procedimento descritto si conclude sempre dopo un numero finito di
passi e potremo quindi stabilire se a < b o a > b.
Resta infine da esaminare il caso che abbiamo inizialmente escluso, dei numeri
periodici di periodo 9. La necessità di considerare a parte questo caso dipende dal
fatto che, come abbiamo visto nell’Unità 2 del volume Algebra 1, un numero pe-
riodico di periodo 9 si identifica con il numero che si ottiene aumentando di una
unità la cifra che precede il periodo. Per esempio:
5,69 ¼ 5,7
È evidente quindi che in questo caso il procedimento sopra esposto per il con-
fronto di due numeri reali cadrebbe in difetto: infatti, se lo applicassimo, in base
al confronto dei troncamenti arrestati alla prima cifra decimale (5,6 e 5,7) do-
vremmo concludere che 5,69 è minore di 5,7 mentre 5,69 ¼ 5,7.
7
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Escludendo il caso di coppie di numeri come quelli di quest’ultimo esempio, che
I numeri reali

vanno considerati uguali, il confronto di due numeri reali si può sempre effettua-
re secondo il procedimento illustrato all’inzio.

Classi contigue e operazioni in R


Anche le operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione, già de-
Tema A

finite nel caso di numeri reali rappresentati da numeri decimali finiti o periodici,
restano invece ancora da definire nel caso di numeri reali irrazionali.
Per esempio, supponiamo di volere definire la somma tra due numeri irrazionali
a e b.
Il problema non è semplice, perché non è possibile iniziare a sommare le cifre da
destra, avendo i due numeri infinite cifre decimali. Uno dei modi per superare
questa difficoltà è introdurre il concetto di coppia di classi contigue.
Per avvicinarci a questo concetto,
pffiffiffi partiamo da un esempio.
Consideriamo il numero 2 ¼ 1,41421::: pffiffiffi e costruiamo l’insieme A, costituito
dalle approssimazioni pffiffiffi per difetto di 2, e l’insieme B, costituito dalle approssima-
Ricorda
zioni per eccesso di 2:
Come vedremo, A ¼ f1; 1,4; 1,41; 1,414; ::::g B ¼ f2; 1,5; 1,42; 1,415; ::::g
approssimare un numero
reale per difetto, Gli insiemi A e B hanno le seguenti proprietà:
arrestandosi alla k-esima cifra
decimale, significa scrivere il
 ogni elemento di A è minore di ogni elemento di B: diciamo che i due insiemi
numero fino alla k-esima sono separati;
cifra decimale, sopprimendo  è sempre possibile determinare un elemento di B e un elemento di A, la cui dif-
tutte le altre cifre.
ferenza sia piccola quanto si vuole; per esempio, se vogliamo determinare due
Approssimare un numero
reale per eccesso, numeri b 2 B e a 2 A la cui differenza sia minore o uguale a 0,1 basta scegliere
arrestandosi alla k-esima cifra 1,5 e 1,4, se vogliamo determinare due numeri la cui differenza sia minore o
decimale, significa scrivere il uguale a 0,01 basta scegliere 1,42 e 1,41 e cosı̀ via: la differenza può essere resa
numero con k cifre decimali,
aumentando di 1 la k-esima piccola quanto si vuole pur di scegliere due elementi di A e B con un opportu-
cifra. no numero di cifre decimali.
Per esprimere quest’ultima proprietà si dice che i due insiemi sono indefinita-
mente ravvicinati; formalmente si scrive che, comunque scelto un numero
" > 0, piccolo a piacere, possiamo trovare due elementi a 2 A e b 2 B tali che:
ba"
A una coppia di insiemi di numeri razionali che sono separati e indefinitamente
ravvicinati si dà un nome particolare.

COPPIA DI CLASSI CONTIGUE DI NUMERI RAZIONALI


Due insiemi (non vuoti) di numeri razionali A e B si dicono formare una coppia
di classi contigue quando soddisfano entrambe le seguenti proprietà:
1. sono separati, ossia per ogni a 2 A e per ogni b 2 B, risulta a < b;
2. sono indefinitamente ravvicinati, ossia comunque si scelga un numero reale
positivo ", esistono a 2 A e b 2 B tali che: b  a  ".

Si dimostra che, per ogni coppia A e B di classi contigue di numeri razionali, esi-
ste uno e un solo numero reale s; detto elemento separatore di A e B, tale che:
asb per ogni a2A e b2B
Per esempio, nel caso dei due insiemi A e B considerati pffiffiffipoco sopra, formati dalle
approssimazioni
pffiffiffi razionali per difetto e per eccesso di 2, l’elemento separatore è
proprio 2.
L’esistenza dell’elemento separatore di una coppia di classi contigue di numeri
razionali è il punto chiave che consente di definire le operazioni tra numeri irra-
zionali. Ci limiteremo a trattare la questione su alcuni esempi, che mettono però
in luce le idee sulla base delle quali sarebbe possibile dare delle definizioni più ge-
nerali.
8
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Unità 1
ESEMPIO Definizione di somma tra due numeri irrazionali
pffiffiffi pffiffiffi
Consideriamo i due numeri irrazionali 2 e , e definiamo la somma 2 þ .
Consideriamo:

Insieme R
 la coppia di
pffiffifficlassi contigue formata dalle approssimazioni per difetto e per
eccesso di 2:
Apffiffi ¼ f1; 1,4; 1,41; 1,414; ::::g Bpffiffi ¼ f2; 1,5; 1,42; 1,415; ::::g
2 2
 la coppia di classi contigue formata dalle approssimazioni per difetto e per
eccesso di :
A ¼ f3; 3,1; 3,14; 3,141; ::::g B ¼ f4; 3,2; 3,15; 3,142; ::::g
Costruiamo quindi l’insieme A, i cui elementi sono ottenuti sommando cia-
scun elemento di Ap2ffiffi con il corrispondente elemento di A avente lo stesso
numero di cifre decimali:
A ¼ f1 þ 3; 1,4 þ 3,1; 1,41 þ 3,14; 1,414 þ 3,141; ::::g
e l’analogo insieme B, i cui elementi sono ottenuti sommando ciascun ele-
mento di Bpffiffi2 con il corrispondente elemento di B avente lo stesso numero di
cifre decimali:
B ¼ f2 þ 4; 1,5 þ 3,2; 1,42 þ 3,15; 1,415 þ 3,142; ::::g
Otteniamo cosı̀ i due insiemi:
A ¼ f4; 4,5; 4,55; 4,555; ::::g B ¼ f6; 4,7; 4,57; 4,557; ::::g
Si può dimostrare che anche A e B formano una coppia di classi contigue di
numeri razionali. Esiste
pffiffiffi dunque in R l’elemento separatore delle due classi.
Definiamo somma di 2 e di  l’elemento separatore di A e di B.

Estendendo opportunamente il procedimento applicato nell’esempio preceden-


te, si può definire, in generale, la somma tra due numeri reali. Procedendo in mo-
do del tutto analogo all’esempio è possibile anche definire il prodotto di due nu-
meri irrazionali.

ESEMPIO Definizione di prodotto tra due numeri irrazionali


pffiffiffi pffiffiffi
Consideriamo i due numeri irrazionali 2 e , e definiamo il prodotto 2  .
Consideriamo:
 la coppia di
pffiffifficlassi contigue formata dalle approssimazioni per difetto e per
eccesso di 2:
Apffiffi ¼ f1; 1,4; 1,41; 1,414; ::::g Bpffiffi ¼ f2; 1,5; 1,42; 1,415; ::::g
2 2
 la coppia di classi contigue formata dalle approssimazioni per difetto e per
eccesso di :
A ¼ f3; 3,1; 3,14; 3,141; ::::g B ¼ f4; 3,2; 3,15; 3,142; ::::g
Costruiamo quindi l’insieme A, i cui elementi sono ottenuti moltiplicando
ciascun elemento di Ap2ffiffi con il corrispondente elemento di A avente lo stesso
numero di cifre decimali:
A ¼ f1  3; 1,4  3,1; 1,41  3,14; 1,414  3,141; ::::g
e l’analogo insieme B, i cui elementi sono ottenuti moltiplicando ciascun ele-
mento di Bpffiffi2 con il corrispondente elemento di B avente lo stesso numero di
cifre decimali:
B ¼ f2  4; 1,5  3,2; 1,42  3,15; 1,415  3,142; ::::g
Otteniamo cosı̀ i due insiemi:
A ¼ f3; 4,34; 4,4274; 4,441374; ::::g B ¼ f8; 4,8; 4,473; 4,44593; ::::g
Si può dimostrare che anche A e B formano una coppia di classi contigue di
numeri razionali. Pertanto
pffiffiffi esiste in R l’elemento separatore delle due classi.
Definiamo prodotto di 2 e di  l’elemento separatore di A e di B.
9
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Estendendo opportunamente il procedimento applicato nell’esempio preceden-
I numeri reali

te, è possibile definire, in generale, il prodotto tra due numeri reali.


Le definizioni di differenza e quoziente tra due numeri reali possono infine essere
formulate in modo simile alle analoghe definizioni date nell’insieme dei numeri
razionali:
a. si definisce opposto di un numero reale a il numero reale, indicato con a, tale
Tema A

che a þ ðaÞ ¼ 0; si verifica che ogni elemento di R ammette opposto, quindi


si definisce la differenza tra due numeri reali a e b come la somma di a con
l’opposto di b:
a  b ¼ a þ ðbÞ
1
b. si definisce reciproco di un numero reale a il numero reale indicato con , tale
1 a
che a  ¼ 1; si verifica che ogni elemento di R diverso da zero ammette reci-
a
proco, quindi si definisce quoziente tra due numeri reali a e b, con b 6¼ 0, il
prodotto tra a e il reciproco di b:
a 1
¼a
b b

Le proprietà dell’insieme R
L’insieme R, in cui sono definiti l’ordine e le operazioni descritte in questo para-
grafo, gode delle seguenti proprietà.

1. Proprietà dell’addizione
In R è definita una operazione di addizione, indicata con il simbolo þ, che è:
a. commutativa;
b. associativa;
c. possiede elemento neutro (0);
d. è tale che ogni suo elemento ammette inverso rispetto all’operazione di addizione
(l’opposto).

2. Proprietà della moltiplicazione


In R è definita una operazione di moltiplicazione, indicata con il simbolo , che è:
a. commutativa;
b. associativa;
c. possiede elemento neutro (1);
d. è tale che ogni suo elemento diverso da 0 ammette inverso rispetto all’operazione di
moltiplicazione (il reciproco);
e. è distributiva rispetto all’addizione.

3. Proprietà relative all’ordine


In R è definita una relazione d’ordine, indicata con il simbolo , che gode delle seguenti
proprietà:
a. è compatibile con la somma, ossia:
se a  b, allora a þ c  b þ c per ogni a, b, c 2 R
b. è compatibile con il prodotto, ossia:
se a  b e c > 0, allora ac  bc per ogni a, b 2 R

4. Completezza
Per ogni coppia di classi contigue di numeri reali (cioè per ogni coppia di insiemi A; B di
numeri reali separati e indefinitamente ravvicinati), esiste un unico numero reale s, detto
elemento separatore di A e B, tale che:
asb per ogni a 2 A, b 2 B

Le proprietà relative all’addizione, alla moltiplicazione e all’ordine valgono an-


che per l’insieme Q dei numeri razionali. L’ulteriore proprietà che caratterizza R è
quella di completezza, che non sussiste invece in Q.
10
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Unità 1
PER SAPERNE DI PIÙ La struttura di R e di Q
Un insieme in cui siano definite due operazioni di addizione e moltiplicazione che godo-
no dei gruppi di proprietà 1. e 2. della tabella a pagina precedente si chiama campo (o
corpo commutativo).

Insieme R
Se in un campo è anche definita una relazione d’ordine che soddisfa il gruppo di proprie-
tà 3., si dice che il campo è ordinato. Dunque Q ed R sono campi ordinati.
L’insieme R, a differenza di Q, soddisfa anche la proprietà di completezza e perciò viene
detto campo ordinato completo.
L’insieme R è univocamente individuato dal fatto di essere un campo ordinato comple-
to; è possibile dimostrare che ogni campo ordinato completo si può identificare con R.

Prova tu
pffiffiffi pffiffiffi
Formula la definizione di somma tra 2 e 3, utilizzando opportune classi contigue di
numeri razionali. ESERCIZI a p. 22

3. Approssimazioni ed errori
Un importante problema che si pone in R riguarda il fatto che un numero reale
(a meno che non sia un intero o un numero decimale finito) non può essere rap-
presentato esattamente in forma decimale perché ha infinite cifre decimali: ci si
trova quindi spesso nella necessità di lavorare non con i numeri stessi, ma con
delle loro approssimazioni.
Per esempio, nei calcoli in cui occorre utilizzare la rappresentazione decimale di
, tutti siamo abituati a utilizzare, come approssimazione di , il valore 3,14; tut-
tavia  è un numero irrazionale, quindi non è esatto scrivere  ¼ 3,14; bisognerà
invece scrivere:
 ’ 3,14
dove il simbolo «’» si legge «circa uguale a».
Si pone quindi la necessità di approfondire i problemi legati all’approssimazione
di un numero reale. Cominciamo anzitutto con il ricordare i possibili modi di ap-
prossimare un numero reale (già presentati nell’Unità 2 del volume Algebra 1).

I vari modi di approssimare un numero reale


 Approssimare un numero reale per difetto, arrestandosi alla k-esima cifra deci-
male, significa semplicemente scrivere il numero fino alla k-esima cifra deci-
male, sopprimendo tutte le altre cifre.
Questo tipo di approssimazione viene anche chiamata approssimazione per
troncamento.
 Approssimare un numero reale per eccesso, arrestandosi alla k-esima cifra
decimale, significa scrivere il numero con k cifre decimali, aumentando di 1
la k-esima cifra.

ESEMPIO
Sapendo che  ¼ 3,14159:::, scriviamo le approssimazioni per difetto e per ecces-
so di  con due cifre decimali.
L’approssimazione per difetto di  con due cifre decimali è il numero 3,14,
che siamo comunemente abituati a utilizzare.
Per ottenere l’approssimazione per eccesso di  con due cifre decimali basta
aumentare di 1 la seconda cifra decimale di : l’approssimazione per eccesso è
quindi 3,15:
11
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ESEMPIO
I numeri reali

5
Consideriamo il numero razionale espresso dalla frazione ¼ 0,83 e determinia-
6
mo le sue approssimazioni, per difetto e per eccesso, con una e con due cifre deci-
mali.
Tema A

Approssimazioni Per difetto Per eccesso

Con una cifra decimale 0,8 0,9

Con due cifre decimali 0,83 0,84

 Approssimare un numero per arrotondamento, arrestandosi alla k-esima cifra


decimale, significa scrivere il numero con k cifre decimali che approssima me-
glio il numero dato.
Il numero viene perciò approssimato:
– per difetto, se la prima cifra che segue la k-esima è minore di 5;
– per eccesso, se la prima cifra che segue la k-esima è maggiore o uguale a 5.

ESEMPIO
pffiffiffi
Determiniamo gli arrotondamenti di 5 ¼ 2,23606::: arrestati alla prima e alla se-
conda cifra decimale.
pffiffiffi
 L’arrotondamento di 5 ¼ 2,23606::: arrestato alla prima cifra decimale è
2,2: abbiamo eseguito un’approssimazione per difetto, poiché la prima cifra
che segue 2 è 3, che è minore di 5.
pffiffiffi
 L’arrotondamento di 5 ¼ 2,23606::: arrestato alla seconda cifra decimale è
2,24: abbiamo eseguito un’approssimazione per eccesso, poiché la prima ci-
fra che segue 3 è 6, che è maggiore di 5.

Errore assoluto
Quando si sostituisce un numero x con una sua approssimazione x 0 , è impor-
tante avere informazioni su «quanto si sbaglia». L’errore, chiamiamolo E, che si
commette, è dato dalla differenza tra il valore effettivo x e il valore approssima-
to x 0 :

E ¼ x  x0

ESEMPI
5
a. Se approssimiamo ¼ 1,6 con il valore 1,6, commettiamo un errore
3
uguale a:

5 5 8 25  24 1
 1,6 ¼  ¼ ¼
3 3 5 15 15

Il fatto che l’errore sia positivo indica che 1,6 è un’approssimazione per difetto.

5  con il valore 1,7, commettiamo un errore


b. Se approssimiamo ¼ 1,6
3
uguale a:

5 5 17 50  51 1
 1,7 ¼  ¼ ¼
3 3 10 30 30

Il fatto che l’errore sia negativo indica che 1,7 è un’approssimazione per eccesso.
12
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Per valutare soltanto la «quantità» di errore commesso in un’approssimazione (a

Unità 1
Ricorda
prescindere dal segno che indica se l’approssimazione è per difetto o per eccesso), Il valore assoluto di un
si considera il valore assoluto della differenza tra il valore effettivo e il valore ap- numero reale è il numero
prossimato, che si chiama errore assoluto. stesso, se esso è positivo o

Insieme R
nullo; è il suo opposto, se
Se si sostituisce x con una sua approssimazione x 0 , si commette un errore assoluto esso è negativo. Per esempio
Ea dato dalla formula: pffiffiffi
3  2 ’ 0,26 < 0,
pffiffiffi
Ea ¼ jx  x0 j quindi j 3  2j ¼
pffiffiffi pffiffiffi
¼ ð 3  2Þ ¼ 2  3.
Se rappresentiamo x ed x 0 sulla retta reale, l’errore assoluto non è altro che la di-
stanza tra i punti che corrispondono a x e x 0 .
Ea = |x – x'|

O x x'

ESEMPIO
Attenzione!
1
Calcoliamo l’errore assoluto che si commette approssimando ¼ 0,3 per difetto Nelle applicazioni si
3
e per eccesso arrestandosi alla prima cifra decimale. preferisce di solito operare
approssimazioni mediante
1 arrotondamenti piuttosto
a. L’approssimazione per difetto di , con una sola cifra decimale, è 0,3.
3 che troncamenti, per due
L’errore assoluto è: motivi:
       gli errori assoluti commessi
1  1 3   1  1
 
Ea ¼   0,3 ¼   ¼ þ ¼ nelle approssimazioni per
3 3 10  30  30 arrotondamento sono più
piccoli di quelli commessi
1 nelle approssimazioni per
b. L’approssimazione per eccesso di , con una sola cifra decimale, è 0,4. troncamento;
3
L’errore assoluto è:  nell’esecuzione dei calcoli
      gli errori di
1  1 2   1  1
  
Ea ¼   0,4 ¼    ¼  ¼ arrotondamento «per
3 3 5 15  15 difetto» tendono a
compensarsi con gli errori
di arrotondamento «per
Quando, nell’effettuare un’approssimazione, si commette un errore assoluto eccesso». Ciò non si
non superiore a una unità, a un decimo, a un centesimo, a un millesimo ecc., verifica per gli errori di
troncamento, che sono
si dice che l’approssimazione è a meno di una unità, di un decimo, di un cen- tutti per difetto.
tesimo ecc.
Le approssimazioni a meno di un decimo, un centesimo, un millesimo, ... si indi-
cano anche come a meno di 101 , a meno di 102 , a meno di 103 , ...
Si può dimostrare che:
 l’approssimazione per difetto (cioè per troncamento) o per eccesso di un nu-
mero arrestata alla k-esima cifra decimale è affetta da un errore assoluto mino-
re o uguale a 10k ;
 l’approssimazione per arrotondamento di un numero arrestata alla k-esima ci-
fra decimale è affetta da un errore assoluto minore o uguale a 0,5  10k .

Errore relativo
L’errore assoluto non è un indice che permette di valutare l’accuratezza di un’ap-
prossimazione.
Per esempio, un errore di 10 centimetri non è accettabile nel valutare l’altezza di
una persona, mentre è trascurabile se riferito all’altezza di una montagna: l’errore
va, cioè, riferito alla grandezza di cui si è approssimata la misura.
Per tenere conto di questo fatto, introduciamo il concetto di errore relativo, che
è uguale al rapporto tra l’errore assoluto che si commette nell’approssimare x con
x 0 e il numero x stesso:
jx  x0 j
Er ¼
x
13
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L’errore relativo viene solitamente espresso in percentuale: l’approssimazione è
I numeri reali

tanto più accurata quanto più è piccola questa percentuale.

ESEMPIO

Supponiamo di approssimare 1,4 con 1,4 e 2,6  con 2,6.


Tema A

Calcoliamo gli errori assoluti e relativi commessi e stabiliamo quale delle due ap-
prossimazioni è più accurata.

Nell’approssimare 1,4 con 1,4, abbiamo che:


 
   13 7 2 Ea 2
Ea ¼ 1,4  1,4 ¼    ¼ ¼ 0,04 ed Er ¼ ¼ ’ 3,08%
9 5 45 1,4 65
 con 2,6, abbiamo che:
Nell’approssimare 2,6
 
  8 13  1 Ea 1
  
Ea ¼ 2,6  2,6 ¼   ¼ ¼ 0,06 ed Er ¼ ¼ ¼ 2,5%
3 5  15 2,6 40

L’errore relativo è minore nel caso della seconda approssimazione che risulta,
quindi, più accurata della prima (anche se l’errore assoluto è maggiore nel caso
della seconda approssimazione).

Prova tu
236
Approssima per troncamento e per arrotondamento , arrestandoti alla seconda ci-
1000
fra decimale. Calcola i corrispondenti errori assoluti e relativi e verifica che gli errori ot-
tenuti nell’approssimazione per arrotondamento sono minori degli errori ottenuti nel-
ESERCIZI a p. 23 l’approssimazione per troncamento.

4. Propagazione degli errori


Introduzione
Quando si eseguono calcoli con valori approssimati, gli errori da cui sono affette
le approssimazioni tendono a «propagarsi», cioè a generare, man mano che si
svolgono calcoli, errori sempre più grandi. Possiamo rendercene conto ragionan-
do su un semplice esempio. Supponiamo che il signor Rossi abbia vinto 30 000
2
euro alla lotteria e abbia deciso di investire i della vincita in azioni.
3
Se il signor Rossi calcola i due terzi della vincita utilizzando la frazione, ottiene
che deve investire in azioni la cifra di:
2
 30 000 ¼ 20 000 euro
3
2
Se, invece, utilizza l’approssimazione: ’ 0,6, ottiene che deve investire:
3
0,6  30 000 ¼ 18 000 euro

L’errore ottenuto, pari a 2000 euro, è ben più evidente dell’errore inizialmente
2
commesso nell’approssimare con 0,6: l’errore si è propagato nella moltiplica-
3
zione.

Quando si lavora con numeri razionali (come nell’esempio precedente) è possibi-


le evitare la propagazione degli errori rappresentandoli sotto forma di frazioni.
14
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Nella prossima Unità vedremo che è possibile evitare la propagazionepffiffiffi degli
pffiffiffi errori

Unità 1
anche nei calcoli che coinvolgono delle radici come, per esempio, 2  8.
In generale, però, non sempre si può ovviare alla propagazione degli errori nei
calcoli che coinvolgono numeri irrazionali, per i quali si è spesso costretti a ricor-

Insieme R
rere ad approssimazioni. Teniamo conto poi che i calcolatori operano sempre
con valori troncati o arrotondati, per cui il controllo degli errori nei procedimen-
ti di calcolo è un problema di grande rilevanza.
Noi ci limiteremo ad accennare al comportamento degli errori rispetto alle quat-
tro operazioni elementari.

La propagazione degli errori rispetto all’addizione


e alla sottrazione
Per capire qual è il comportamento degli errori rispetto all’addizione
pffiffiffiffiffiffi supponia-
mo, per esempio, di voler calcolare un’approssimazione di  þ 15.
Consideriamo
pffiffiffiffiffiffi le approssimazioni per troncamento, a meno di un centesimo, di
 e di 15:
pffiffiffiffiffiffi
 ’ 3,14 15 ’ 3,87

Ciò significa che:


pffiffiffiffiffiffi
3,14   < 3,15 3,87  15 < 3,88

Ne segue che:
pffiffiffiffiffiffi
3,14 þ 3,87   þ 15 < 3,15 þ 3,88

ovvero:
pffiffiffiffiffiffi
7,01   þ 15 < 7,03 [1.1]

L’ampiezza di questo intervallo (detto intervallo di indeterminazione) è:

7,03  7,01 ¼ 0,02

Come puoi notare, l’incertezza si è propagata: infatti l’ampiezza degli intervalli di


pffiffiffiffiffiffi
indeterminazione delle approssimazioni di  e di 15 che abbiamo considerato
era inferiore ð¼ 0,01Þ.
Ciò porta come conseguenza che lap[1.1]
ffiffiffiffiffiffi non consente di dire con certezza quale
sia la seconda cifra decimale di  þ 15; possiamo solo dire che:
pffiffiffiffiffiffi
 þ 15 ¼ 7,0:::

e che la seconda cifra decimale può essere 1 o 2.


Ti invitiamo a verificare, con ragionamenti analoghi, pffiffiffiffiffiffi che per determinare con
esattezza quale sia la seconda
pffiffiffiffiffiffi cifra decimale di  þ 15 bisogna considerare le ap-
prossimazioni di  e di 15 con una cifra decimale in più, cioè arrestate alla terza
cifra decimale.
L’esempio che abbiamo appena considerato mostra che gli errori si propagano in
una addizione (rispetto agli errori dei singoli addendi).
Tuttavia, questa propagazione si comporta bene rispetto all’addizione; si può di-
mostrare, infatti, quanto segue.

ERRORE DI UNA SOMMA


L’errore assoluto della somma è:
– minore della somma degli errori assoluti degli addendi, se questi ultimi sono
approssimati uno per difetto e l’altro per eccesso;
– uguale alla somma degli errori assoluti degli addendi, se questi ultimi sono en-
trambi approssimati per difetto o per eccesso.

15
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ESEMPIO
I numeri reali

Numero Approssimazione Errore


   
1 3 1   
¼ 0,3 0,3 ¼   0,3 ¼  1  3  ¼ 1
3 10 3  3 10  30
   
Tema A

2 3 2   
¼ 0,6 0,6 ¼   0,6 ¼  2  3  ¼ 1
3 5 3  3 5 15

1 2
þ ¼1 0,3 þ 0,6 ¼ 0,9 j1  0,9j ¼ 0,1
3 3

1 2
Nell’eseguire l’addizione þ mediante i valori approssimati 0,3 e 0,6 (os-
3 3
serva che entrambe le approssimazioni sono per difetto) si è trovato un risultato
affetto da un errore uguale a 0,1, cioè uguale alla somma degli errori da cui so-
no affette le due approssimazioni scelte:

1 1 3 1
þ ¼ ¼ ¼ 0,1
30 15 30 10

Anche rispetto alla sottrazione gli errori hanno un buon comportamento: l’erro-
re assoluto da cui è affetta una differenza è minore o uguale alla somma degli er-
rori assoluti dei due termini che si sottraggono.
Conseguenza di questo buon comportamento degli errori rispetto all’addizione e
alla sottrazione è che, nella maggior parte dei casi, per determinare il risultato di
una addizione o di una sottrazione con un dato numero di cifre decimali esatte
basta che i termini da addizionare o sottrarre abbiano una cifra decimale esatta
in più.

La propagazione degli errori rispetto alla moltiplicazione


e alla divisione
Cerchiamo ora di capire come si propagano gli errori nelle moltiplicazioni e nelle
divisioni. Riprendiamo
pffiffiffiffiffiffi l’esempio iniziale, ma supponiamo, questa volta, di voler
calcolare  15.
Consideriamo
pffiffiffiffiffiffi le approssimazioni per troncamento, a meno di un centesimo, di
 e di 15:
pffiffiffiffiffiffi
 ’ 3,14 15 ’ 3,87

Ciò significa che:


pffiffiffiffiffiffi
3,14   < 3,15 3,87  15 < 3,88

Quindi:
pffiffiffiffiffiffi
3,14  3,87   15 < 3,15  3,88
ovvero:
pffiffiffiffiffiffi
12,1518   15 < 12,222
Anche se le cifre sono aumentate la precisione, in realtà, è diminuita: l’intervallo
di indeterminazione è aumentato al punto che non possiamo stabilire con cer-
pffiffiffiffiffiffi
tezza neppure quale sia la prima cifra decimale di  15; possiamo solo dire che
pffiffiffiffiffiffi
 15 ¼ 12, ...
e che la prima cifra decimale può essere 1 o 2.
16
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Come puoi intuire da questo esempio, la propagazione degli errori rispetto alla

Unità 1
moltiplicazione non si comporta bene come rispetto all’addizione e alla sottra-
zione.
In generale, vale infatti quanto segue.

Insieme R
ERRORE DI UN PRODOTTO O DI UN QUOZIENTE
L’errore assoluto del prodotto può essere maggiore del prodotto degli errori asso-
luti dei due fattori e l’errore assoluto del quoziente può essere maggiore del quo-
ziente degli errori assoluti.

ESEMPIO

Numero Approssimazione Errore


   
1 3 1   
¼ 0,3 0,3 ¼   0,3 ¼  1  3  ¼ 1
3 10 3  3 10  30
   
2 3 2   
¼ 0,6 0,6 ¼   0,6 ¼  2  3  ¼ 1
3 5 3  3 5 15
 
1 2 2 3 3 9 2 
 ¼ ¼ 0,2 0,3  0,6 ¼  ¼   9  ¼ 0,042
3 3 9 10 5 50 9 50 

1 2
Nell’eseguire la moltiplicazione  mediante i valori approssimati 0,3 e 0,6
3 3
si è trovato un risultato affetto da un errore uguale a 0,042: un errore molto
superiore al prodotto degli errori da cui sono affette le due approssimazioni
scelte, che è uguale a
1 1
 ¼ 0,002
15 30

Questo porta come conseguenza che, in generale, quando si eseguono moltiplica-


zioni o divisioni, per ottenere un risultato esatto fino a una data cifra decimale oc-
corre prevedere che i termini da moltiplicare o dividere abbiano molte cifre deci-
mali esatte in più.
Naturalmente ci sono metodi per stabilire esattamente con quanta precisione
devono essere noti i dati iniziali, per ottenere un risultato finale con una preci-
sione prefissata: di questo e di altri problemi si occupa una branca della mate-
matica, chiamata analisi numerica, su cui però non possiamo soffermarci ulte-
riormente.

Prova tu
2 5 2 5
Esegui l’addizione þ e la moltiplicazione  , sia utilizzando le frazioni sia utiliz-
3 6 3 6
2 2 5
zando gli arrotondamenti, a meno di 10 , di e di .
3 6
Verifica che l’errore della somma dei valori approssimati è minore o uguale alla somma
degli errori degli addendi, mentre l’errore del prodotto dei valori approssimati è maggio-
re del prodotto degli errori dei fattori. ESERCIZI a p. 27

17
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I numeri reali

MATEMATICA NELLA STORIA

I numeri reali dalla scuola pitagorica


alle teorie di Cantor e Dedekind
Tema A

La scoperta dei numeri irrazionali è attribuita alla scuola Pitagorica, fondata nel VI secolo
a.C. nella colonia greca di Crotone, in Calabria, e guidata da Pitagora di Samo, cui è at-
tribuito il famoso teorema sui triangoli rettangoli.
I matematici e i filosofi che ne facevano parte restarono convinti, per lungo tempo, che
la misura di qualsiasi segmento si potesse esprimere mediante un numero naturale o un
rapporto di numeri naturali, cioè per mezzo di un numero razionale assoluto. Essi stessi
però scoprirono che la misura della diagonale di un quadrato di lato unitario non puòpes- ffiffiffi
sere espressa sotto forma di frazione, ma richiede di introdurre il numero irrazionale 2.
Tale scoperta andava cosı̀ contro l’opinione corrente che venne a lungo tenuta segreta e,
quando fu rivelata, provocò una crisi all’interno del gruppo.
Sebbene i numeri irrazionali fossero stati scoperti appunto già dagli antichi Greci, i nu-
meri reali restarono a lungo un concetto intuitivo, legato al problema della misura in
Pitagora (Roma, Museo geometria euclidea: per avere una precisa definizione di numero reale (svincolata dal
Capitolino).
concetto geometrico) e una descrizione delle proprietà formali dei numeri reali bisogna
aspettare il XIX secolo.
Le prime teorie dei numeri reali rigorose sono dovute a due matematici tedeschi: Georg
Cantor (1845-1918) e Richard Dedekind (1831-1916).
Esse si basano su una definizione di numero reale meno intuitiva di quella fondata sugli
allineamenti decimali che abbiamo dato in questa Unità.
La teoria di Cantor si basa sull’idea che ogni numero reale può essere approssimato
quanto si vuole tramite numeri razionali. Per esempio, consideriamo
pffiffiffi le due successioni
costituite dalle approssimazioni per difetto e per eccesso di 2:
1 1,4 1,41 1,414 1,4142 ...
2 1,5 1,42 1,415 1,4143 ...

pffiffiffiintuitivo che la conoscenza di queste successioni definisce univocamente il numero
2. Di qui l’idea di Cantor di definire i numeri reali come particolari successioni di nume-
ri razionali. Cantor dimostrò poi che queste successioni possono essere addizionate, sot-
tratte, moltiplicate ecc... e danno luogo a un insieme che ha effettivamente la struttura
Georg Cantor.
che comunemente siamo abituati ad attribuire all’insieme R.
La teoria
pffiffiffi di Dedekind è basata su un’idea simile; consideriamo ancora il numero irrazio-
nale 2: esso divide l’insieme dei numeri razionali in due sottoinsiemi disgiunti la cui
unione è Q, ovvero l’insieme:

fx 2 Q j x2 < 2g

costituito dai numeri razionali il cui quadrato è minore di 2, e l’insieme:

fx 2 Q j x2 > 2g

costituito dai numeri razionali


pffiffiffi il cui quadrato è maggiore di 2.
Il numero irrazionale 2 definisce quindi una partizione di Q.
Un francobollo dedicato Da questa osservazione si trae lo spunto per definire i numeri reali come particolari par-
a Dedekind.
tizioni di Q, dette sezioni.
Dedekind dimostrò che tali sezioni (analogamente alle successioni di Cantor) possono
essere addizionate, sottratte, moltiplicate ecc. e anch’esse danno luogo a un insieme che
ha la stessa struttura di R.

In libreria e in rete
Richard Courant, Herbert Robbins, Che cos’è la matematica (pp. 100 -116), Bollati Borin-
ghieri, 2000
www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/argoment/APPUNTI/TESTI/Gen_05/
CapraNumeriReali.htm
www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/argoment/APPUNTI/TESTI/Set_05/
DefinizioneRealiCorgnier.htm

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MATEMATICA NELLA REALTÀ

Unità 1
I numeri e i calcolatori
La calcolatrice, che sei certamente abituato a utilizzare, è uno strumento semplice per
eseguire calcoli, ma ti sei mai chiesto quali numeri può rappresentare? La forte limitazio-

Insieme R
ne della calcolatrice nella rappresentazione dei numeri è legata al fatto che la sua memo-
ria è fisicamente limitata.
Non solo le calcolatrici ma, più in generale, tutti i calcolatori sono soggetti a un’analoga
limitazione. Perciò un calcolatore non può, per esempio, rappresentare qualsiasi numero
naturale: esisterà necessariamente un massimo numero naturale rappresentabile.
Osservazioni analoghe valgono per quanto riguarda i numeri interi: ci sarà un minimo e
un massimo intero rappresentabile da un calcolatore.
Se poi ci spostiamo nell’insieme dei numeri razionali, o in quello dei numeri reali, i limiti
di un calcolatore crescono ulteriormente: un calcolatore, infatti, può lavorare solo con
numeri aventi un numero finito di cifre decimali: quindi non può rappresentare numeri
razionali periodici o irrazionali. I numeri periodici e i numeri irrazionali vengono trattati
ricorrendo ad approssimazioni per troncamento o per arrotondamento (un test classico
per capire se la tua calcolatrice opera per arrotondamento o troncamento è il seguente:
prova ad effettuare la divisione 2:3; se il numero che ottieni ha come ultima cifra 6, allo-
ra la tua calcolatrice opera per troncamento, altrimenti opera per arrotondamento).
In conclusione: l’insieme dei numeri rappresentabili da un calcolatore, detti numeri
macchina, è finito e anche discreto, in quanto ogni numero macchina ha un precedente
e un successivo: per esempio, se un calcolatore lavora con 8 cifre, al numero 9,6854321
segue 9,6854322, e non vi sono altri numeri macchina compresi fra di essi.
Quando si esegue un algoritmo al calcolatore è necessario tenere presenti tutti questi fat- Ricorda
tori, in quanto: Un algoritmo è un metodo
 le approssimazioni cui sono soggetti i numeri all’interno della macchina generano de- generale che consente, con
gli errori che, come abbiamo visto nel precedente paragrafo, tendono a propagarsi nei una sequenza finita di
calcoli; passi, di risolvere un
 se un risultato esce dal campo di rappresentabilità della macchina (cioè dal minimo o problema.
dal massimo numero rappresentabile), si possono ottenere risultati errati.

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Tema A
Unità 1 Esercizi In più: esercizi interattivi

SINTESI E RIEPILOGO

Parole chiave
Approssimazione p. 11 Insieme denso p. 6
Approssimazione per arrotondamento p. 12 Insieme discreto p. 5
Approssimazione per difetto p. 11 Intervallo di indeterminazione p. 15
Approssimazione per eccesso p. 11 Numeri macchina p. 19
Approssimazione per troncamento p. 7 Numero intero p. 4
Errore p. 12 Numero irrazionale p. 5
Classi contigue p. 8 Numero naturale p. 4
Completezza p. 6 Numero razionale p. 4
Errore assoluto p. 13 Numero reale p. 5
Errore relativo p. 13 Propagazione degli errori p. 15
Insieme completo p. 6

Formule e proprietà importanti


L’insieme R

Descrizione Operazioni Caratteristiche

L’insieme di tutti i numeri þ  , interne a R R è un insieme infinito, ordinato,


relativi la cui rappresentazione :, interna a R  f0g completo
decimale è finita o periodica pffiffiffiffi
, interna a Rþ
0
o illimitata non periodica

Approssimazione per difetto (o per troncamento) a meno di 10n


Consiste nello scrivere la rappresentazione decimale del numero fino all’n-esima cifra decimale, sopprimendo tutte le ci-
fre successive.

Approssimazione per eccesso a meno di 10n


Consiste nello scrivere la rappresentazione decimale del numero fino all’n-esima cifra decimale, aumentando l’n-esima
cifra di una unità.

Approssimazione per arrotondamento a meno di 10n


Consiste nell’approssimare un numero, a meno di 10n , per difetto se la cifra seguente all’n-esima è minore di 5, per ec-
cesso in caso contrario.

Errore assoluto
Ea ¼ jx  x 0 j dove x 0 è l’approssimazione di x

Errore relativo
jx  x 0 j
Er ¼ dove x 0 è l’approssimazione di x
x

20
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1. Richiami sugli insiemi numerici

Unità 1
TEORIA a p. 4

Esercizi preliminari

Insieme R
1
Þ Per ciascuno dei seguenti numeri, poni una crocetta c.  0,45 ::::: Q
pffiffiffiffiffiffi
sul più piccolo insieme numerico cui appartiene. d. 64 ::::: N
pffiffiffiffiffiffi
a. 16 N Z Q R e.  3 ::::: Z
pffiffiffiffiffiffiffi qffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
b. 3  8 N Z Q R f. ð 3Þ2 ::::: N
c. 0,15 N Z Q R p ffiffiffiffiffiffiffiffi
rffiffiffiffiffiffiffiffi 3 3 ::::: Q
g. p2ffiffiffiffiffiffiffi
9
d. N Z Q R 4,1 ::::: Q
h. pffiffiffiffiffiffiffi
81
i. 2,7 ::::: Q
 p
3
ffiffiffiffiffiffiffi
e. N Z Q R j. p  3 ::::: Z
ffiffiffiffiffiffiffi
2
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi k. 0,5 ::::: Q
f. 0,25 N Z Q R pffiffiffiffiffiffiffi
sffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi l.  3 8 ::::: N
 1
1
g. N Z Q R 3
Þ Vero o falso?
9
a. il prodotto di due numeri razionali è razionale V F
h.  2 N Z Q R b. il prodotto di due numeri irrazionali è
pffiffiffiffiffiffiffiffiffiffi
i.  3 27 N Z Q R irrazionale V F
c. il cubo di un numero razionale non può
2
Þ Inserisci il simbolo opportuno, scelto tra 2 o 2
=.
pffiffiffi essere irrazionale V F
a.  5 ::::: Z
d. il cubo di un numero irrazionale non può
rffiffiffiffiffi
3 essere razionale V F
b. ::::: Q
7 [2 affermazioni vere e 2 false]

Rappresentare numeri irrazionali sulla retta reale

4
Þ ESERCIZIO SVOLTO
pffiffiffi
Rappresentiamo sulla retta reale, con un’opportuna b. Per rappresentare 3, osserviamo che 3 ¼ 2 þ 1 ¼
pffiffiffi 2 pffiffiffi
costruzione geometrica, i seguenti numeri: ¼ ð 2Þ þ 12 : quindi, per il teorema di Pitagora, 3 è la
pffiffiffi pffiffiffi misura dell’ipotenusa di un triangolo rettangolo i cui
a. 2 b. 3 pffiffiffi
cateti misurano 1 e 2. Possiamo allora procedere cosı̀:
pffiffiffi
 dopo avere rappresentato 2 sulla retta reale, secon-
a. Su di una retta orizzontale (asse xÞ fissiamo un pun-
do la costruzione indicata nel punto precedente, trac-
to O, corrispondente allo 0, e un punto unità U, corri-
ciamo da A la perpendicolare alla retta reale, indicando
spondente a 1. Costruiamo poi il quadrato OUPQ, il
con R il punto in cui incontra il prolungamento di QP;
cui lato misura 1. La diagonale del quadrato, per il teo-
pffiffiffi  il triangolo OAR è rettangolo e i cateti misurano 1 e
rema di Pitagora, misura 2. Puntando il compasso in pffiffiffi pffiffiffi
2, quindi l’ipotenusa OR misura 3. Non resta che ri-
O, con apertura OP, riportiamo tale misura sulla retta,
portare tale misura sulla retta, puntando il compasso
indicando con A il punto individuato. Il punto A rap-
pffiffiffi in O, con apertura OR: troviamo cosı̀ che il punto che
presenta, sulla retta, il numero 2. pffiffiffi
rappresenta 3 è B.
Q P Q P R

2
1 1

2 2 3
O 1 U A O 1 U A B

Rappresenta sulla retta reale, con un’opportuna costruzione geometrica, i seguenti numeri reali.
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi
Þ5 5 Þ8 8 11
Þ 12
pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffi
Þ6 6 Þ9 10 12
Þ 13
pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffi
Þ7 7 Þ10 11 13
Þ 20
21
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I numeri reali

14
Þ ESERCIZIO SVOLTO
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi
Rappresentiamo sulla retta reale, con un’opportuna costruzione geometrica, 3  2 e 3 þ 2.

pffiffiffi pffiffiffi
Rappresentiamo anzitutto 2 e 3, secondo la costruzione illustrata nell’esercizio svolto n. 4.
Poi, puntando il compasso in B con apertura OA, tracciamo un arco di circonferenza che interseca l’asse x in due punti, C
Tema A

pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi


e D: è evidente che C è il punto corrispondente a 3  2 e D il punto corrispondente a 3 þ 2.

3– 2 2 3 3+ 2
O C U A B D

Rappresenta sulla retta reale, con un’opportuna costruzione geometrica, i seguenti numeri reali.
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi
Þ15 51 Þ18 2þ1 21
Þ 2 3
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi
Þ16 2 þ 5 Þ19 21 22
Þ 5 2
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi
Þ17 2  5 Þ20 2þ 3 23
Þ 5þ 2

2. Ordine e operazioni in R TEORIA a p. 7

Ordinare e disporre sulla retta reale


24
Þ ESERCIZIO SVOLTO

Ordiniamo i seguenti numeri reali in senso crescente e disponiamoli sulla retta reale.
7  pffiffiffi 5 pffiffiffi 3
; ; 1; 1,2; 3  1; ; 1;  2; 
6 2 4 2

Senza calcolatrice
3 
Osserviamo intanto che  ¼ 1,5 e ’ 1,57 (ricorda che  ’ 3,14Þ.
2 2
Possiamo cominciare a disporre alcuni numeri, il cui ordinamento è evidente, sulla retta reale:

3
– –1 0 1 1,2 π

2 2

Restano da disporre ancora:


7 pffiffiffi 5 pffiffiffi
, 3  1, ,  2
6 4

Osserviamo che:
   
7 7 7 7 12
 >1 è una frazione impropria e < 1,2 infatti < , poiché 7  10 < 6  12
6 6 6 6 10
 
5 5 12 5 
 > 1,2 infatti > , poiché 5  10 > 4  12 ; inoltre < (poiché 5  2 < 4  Þ
4 4 10 4 2
pffiffiffi pffiffiffi
 1 < 3 < 2 (poiché 12 < 3 < 22 Þ, quindi 0 < 3  1 < 1
 2
pffiffiffi 3 3 3 pffiffiffi
 1 < 2 < poiché 12 < 2 < , quindi  <  2 < 1
2 2 2

22
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Unità 1
Concludiamo che la corretta disposizione dei numeri sulla retta reale è la seguente:

7 5
–√2 √3 – 1 6 4

Insieme R
3
– –1 0 1 1,2 π

2 2

Con la calcolatrice
Determiniamo le approssimazioni di tutti i numeri, troncate alla seconda cifra decimale:

7  pffiffiffi 5 pffiffiffi 3
’ 1,16; ’ 1,57;  1; 1,2; 3  1 ’ 0,73; ¼ 1,25; 1;  2 ’ 1,41;  ¼ 1,5
6 2 4 2
Dalle rappresentazioni decimali puoi facilmente dedurre l’ordinamento e ottenere la rappresentazione indicata nella fi-
gura precedente.

Ordina i seguenti numeri reali in senso crescente e rappresentali sulla retta reale. Cerca di ordinare inizialmente i
numeri senza ricorrere alla calcolatrice; utilizza in un secondo tempo la calcolatrice per controllare i tuoi risultati.
pffiffiffi 9 5 pffiffiffi 1 pffiffiffi pffiffiffi 7
25
Þ  ; 6;  ; ; 2,7 31
Þ 1 2;  ; 1þ 2; 3  1;
2 2 2 3
5 pffiffiffi 7
26
Þ ; 1; 2;  2; 1,25; pffiffiffi 5 pffiffiffi 7 11
6 5 32
Þ 2 2;  3;  ; 1þ 3; ;
pffiffiffi 2 3 5
3 pffiffiffi 3 5
27
Þ ; 0,5; 2  1;  ; 
2 4 4 pffiffiffi 7 pffiffiffi 7 pffiffiffi
pffiffiffi 33
Þ 5 þ 1; 3; ;  7;  ; 1  5
3 4 2 9 4 3 3
28  ;
Þ  0,7; ; 1; ; ;
4 5 2 8 7 pffiffiffiffiffiffi
11 10 pffiffiffiffiffiffi 9 5
pffiffiffi pffiffiffi 6 7 34
Þ  ; 3; ;  10; ;
29 2;
Þ  2  1; 1; 2  1; ; 2 2 4 3
7 6
pffiffiffi
1 5 3 pffiffiffi 7 8 9 pffiffiffi 5
30
Þ 2 ;  ;  ; 5  1; ; 1 35
Þ 1;  ;  ;  3;  ; 1,5
2 4 8 7 8 2

Operazioni in R
36
Þ Indica una coppia di classi contigue di numeri ra- 38
Þ Indica una coppia di classi contigue di numeri ra-
zionali che definisca ciascuna delle seguenti somme: zionali che definisca ciascuna delle seguenti differenze:
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi pffiffiffi
a. 1 þ 5 b. 3 þ 5 c. 2 þ 3 5 a. 3  5 b. 7  2 c. 3 10  3
39
Þ Indica una coppia di classi contigue di numeri ra-
37
Þ Indica una coppia di classi contigue di numeri ra-
zionali che definisca ciascuno dei seguenti quozienti:
zionali che definisca ciascuno dei seguenti prodotti: pffiffiffi pffiffiffi
5 2 5
pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi pffiffiffi a. pffiffiffi b. pffiffiffi c. p ffiffiffi
a. 3 5 b. 2; 3  7 c. 3  3 7 3 7 3
3

3. Approssimazioni ed errori TEORIA a p. 11

Esercizi preliminari
Test

Þ40 Quale fra le seguenti è l’approssimazione per difetto, 43


Þ Quale fra le seguenti è l’approssimazione per arro-
a meno di un decimo, di 5,6789? tondamento, a meno di un centesimo, di 5,6789?
A 5,6 B 5,7 C 5,67 D 5,68 A 5,6 B 5,7 C 5,67 D 5,68

Þ41 Quale fra le seguenti è l’approssimazione per ecces- 44


Þ Quale fra le seguenti approssimazioni di un numero
so, a meno di un centesimo, di 5,6789? è certamente la migliore?
A 5,6 B 5,7 C 5,67 D 5,68 A Il troncamento a meno di un decimo.
42 Quale fra le seguenti è l’approssimazione per tronca- B L’arrotondamento a meno di un decimo.
Þ
mento, a meno di un centesimo, di 5,6789? C Il troncamento a meno di un centesimo.
A 5,6 B 5,7 C 5,67 D 5,68 D L’arrotondamento a meno di un centesimo.
23
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Approssimazioni per difetto e per eccesso
I numeri reali

45
Þ Completa la seguente tabella (la seconda riga è completata come esempio).

Numero Approssimazione per difetto Approssimazione per eccesso


a meno di un decimo a meno di un decimo
Tema A

3,486 3,4 3,5

5,678 ............................................................................................... ...............................................................................................

9,143 ............................................................................................... ...............................................................................................

7,6 ............................................................................................... ...............................................................................................

5,34 ............................................................................................... ...............................................................................................

46
Þ Completa la seguente tabella (la seconda riga è completata come esempio).

Numero Approssimazione per difetto Approssimazione per eccesso


a meno di un centesimo a meno di un centesimo

3,486 3,48 3,49

5,678 ............................................................................................... ...............................................................................................

9,143 ............................................................................................... ...............................................................................................

7,6 ............................................................................................... ...............................................................................................

5,34 ............................................................................................... ...............................................................................................

47
Þ Aiutandoti con una calcolatrice, determina le approssimazioni per difetto e per eccesso, a meno di un centesimo e a
meno di un millesimo, dei seguenti numeri:
pffiffiffiffiffiffi
11 pffiffiffi 5 11
a. b. 7 c. d.
15 21 4

Approssimazioni per troncamento e per arrotondamento


48
Þ Completa la seguente tabella (la seconda riga è completata come esempio).

Numero Approssimazione per troncamento Approssimazione per arrotondamento


a meno di un decimo a meno di un decimo

2,3451 2,3 2,3

5,678 ............................................................................................... ...............................................................................................

9,123 ............................................................................................... ...............................................................................................

7,6 ............................................................................................... ...............................................................................................

5,34 ............................................................................................... ...............................................................................................

49
Þ Completa la seguente tabella (la seconda riga è completata come esempio).

Numero Approssimazione per troncamento Approssimazione per arrotondamento


a meno di un centesimo a meno di un centesimo

2,3451 2,34 2,35

5,678 ............................................................................................... ...............................................................................................

9,123 ............................................................................................... ...............................................................................................

7,6 ............................................................................................... ...............................................................................................

5,34 ............................................................................................... ...............................................................................................

24
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Unità 1
50
Þ Aiutandoti con una calcolatrice, determina le approssimazioni per troncamento e per arrotondamento, a meno di un
centesimo e a meno di un millesimo, di:
11 pffiffiffi 5
a. b. 7 c.
15 21

Insieme R
pffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffi
11 9 20
d. e. f.
4 11 3

Approssimare una radice quadrata, senza utilizzare il tasto di radice della calcolatrice
51
Þ ESERCIZIO SVOLTO

Determiniamo le approssimazioni per difetto e per i due numeri, con una cifra decimale, tra cui è compre-
pffiffiffi pffiffiffi
eccesso di 5, a meno dell’unità, di un decimo e di so 5:
un centesimo, supponendo di non poter utilizzare pffiffiffi
2,2 < 5 < 2,3
il tasto di radice quadrata della calcolatrice.
Possiamo allora dire che 2,2 è l’approssimazione per
pffiffiffi
difetto di 5 a meno di un decimo mentre 2,3 è l’ap-
Stiamo supponendo di non poter utilizzare il tasto di
prossimazione per eccesso a meno di un decimo.
radice quadrata della calcolatrice, quindi dobbiamo
supporre di non conoscere la rappresentazione deci- pffiffiffi
pffiffiffi 3. Cerchiamo delle approssimazioni di 5 a meno di
male di 5.
un centesimo
pffiffiffi Procediamo analogamente al punto 2. Consideriamo i
1. Cerchiamo delle approssimazioni di 5 a meno del-
numeri decimali compresi fra 2,2 e 2,3 con due cifre
l’unità
pffiffiffi decimali e calcoliamone i quadrati:
Dal momento che 22 ¼ 4 < 5 e 32 ¼ 9 > 5, 5 deve es-
sere un numero compreso fra 2 e 3:
pffiffiffi x 2,21 2,22 2,23 2,24
2< 5<3
x2 4,8841 4,9284 4,9729 5,0176
Ciò è sufficiente per dire che le approssimazioni per di-
pffiffiffi
fetto e per eccesso di 5 a meno dell’unità sono 2 e 3.
Possiamo fermarci a 2,24 poiché, essendo
pffiffiffi
2. Cerchiamo delle approssimazioni di 5 a meno di 2,232 ¼ 4,9729 < 5 e 2,242 ¼ 5,0176 > 5
un decimo possiamo dedurre che:
A tale scopo, consideriamo i numeri decimali compresi pffiffiffi
2,23 < 5 < 2,24
fra 2 e 3 con una cifra decimale e calcoliamone i qua- pffiffiffi
drati: Quindi 2,23 è un’approssimazione per difetto di 5 a
meno di un centesimo e 2,24 è un’approssimazione
per eccesso a meno di un centesimo.
x 2,1 2,2 2,3
pffiffiffi
x2 4,41 4,84 5,29 Nota.
pffiffiffi Dalla disuguaglianza 2,23 < 5 < 2,24, segue che
5 ¼ 2,23...: abbiamo
pffiffiffi quindi individuato la rappresentazio-
ne decimale di 5 fino alla cifra dei centesimi. Continuando
con il procedimento descritto, possiamo determinare
pffiffiffi le ap-
Possiamo fermarci a 2,3 (senza calcolare i quadrati di
prossimazioni per difetto e per eccesso di 5 con qualsiasi
2,4; 2,5; 2,6; 2,7; 2,8; 2,9) poiché, essendo precisione (a meno di 104 , di 105 ecc.) quindi
pffiffiffi possiamo
2,22 ¼ 4,84 < 5 e 2,32 ¼ 5,29 > 5, abbiamo già trovato determinare quante cifre decimali vogliamo di 5.

Determina le approssimazioni per difetto e per eccesso delle seguenti radici, a meno di un decimo e di un centesi-
mo, supponendo di non poter utilizzare i tasti di radice quadrata e cubica della calcolatrice (puoi, però, utilizzare
una calcolatrice per effettuare i calcoli necessari).
pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi p
3
ffiffiffi
52
Þ 6 55
Þ 13 58
Þ 3
pffiffiffi pffiffiffiffiffiffi p
3
ffiffiffi
53
Þ 7 56
Þ 15 59
Þ 5
pffiffiffiffiffiffi pffiffiffiffiffiffi p
3
ffiffiffi
54
Þ 11 57
Þ 20 60
Þ 7
25
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