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Produzione di energia

da Biogas
Produzione di energia da Biogas
Produzione di energia
da Biogas
Sommario

IL GAS DELLE DISCARICHE 2

SOGGETTI INTERESSATI ALLA PRODUZIONE DI BIOGAS


DA REFLUI ZOOTECNICI E SCARTI AGROALIMENTARI 3

I VANTAGGI CONNESSI CON LA PRODUZIONE DI BIOGAS 3

TECNICHE DI DIGESTIONE ANAEROBICA 4

GLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONEDI BIOGAS 5

STIMA DELL’ ENERGIA PRODUCIBILE DA BIOGAS


NELLA PROVINCIA DI PADOVA 7

UTILIZZO FINALE DEL BIOGAS 9

VENDITA DELL’ELETTRICITA’ ALLA RETE E INCENTIVI


ALLA GENERAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
E TERMICA DA BIOGAS 10

NORMATIVA DI RIFERIMENTO 10

Riferimenti 13


Produzione di energia da Biogas

Il Biogas Il biogas è indicato dall’Unione Europea tra le fonti


energetiche rinnovabili che possono assicurare non
Il “biogas” è tra le fonti rinnovabili più utilizzate per la soltanto autonomia energetica, ma anche la graduale
produzione di energia elettrica e calore. Si tratta di una riduzione dell’attuale inquinamento ambientale e
miscela di vari tipi di gas che si ottiene dalla naturale dell’effetto serra.
fermentazione batterica di sostanze organiche in
In Tabella 1 si riporta la potenza installata e la
assenza di ossigeno.
produzione di energia elettrica degli impianti da biogas
Il biogas può avere diverse origini: da discarica, dalla nel Veneto.
frazione organica dei rifiuti (in genere con umidità
superiore al 50-60%), da impianti di depurazione di
IL GAS DELLE DISCARICHE
acque reflue e dalla fermentazione anaerobica di reflui
Attualmente gli impianti di captazione e di utilizzo
zootecnici e agricoli.
del biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica
della frazione organica dei rifiuti conferiti in discarica
Il processo di decomposizione porta alla produzione
contribuiscono a valorizzare il biogas che si genera
di idrogeno molecolare, metano (grazie alla
nelle discariche e che dovrebbe comunque essere
metanizzazione dei composti organici) ed anidride
smaltito secondo la normativa vigente. I processi di
carbonica; tuttavia nel processo di produzione di
fermentazione che avvengono per un tale materiale
biogas il bilancio di emissione e consumo di CO2 è
organico portano alla produzione di gas, costituito
considerato praticamente nullo.
per il 50-60% da metano e per un 40-50% da anidride

Fonte Biogas Numero Potenza efficiente Produzione Produzione netta (MWh)


impianti lorda (kW) Lorda (MWh)
Consumata Immessa
in loco in rete

RSU 49 28.307 104.026 1.871 98.869

Fanghi - - 0 0 0

Deiezioni Animali 1 100 301 97 192

Colture e rifiuti 5 1.600 7.177 0 7.105


agro-industriali

Tabella 1: potenza installata e produzione degli impianti da biogas nel Veneto[3]


carbonica (esistono però tecniche per elevare fino al anni.
90% il contenuto di metano di questo gas). Questa
produzione avviene per circa 10-15 anni a partire SOGGETTI INTERESSATI ALLA
dalla deposizione dei rifiuti. Se questi gas, come PRODUZIONE DI BIOGAS DA
spesso accade, vengono dispersi in atmosfera, essi REFLUI ZOOTECNICI E SCARTI
contribuiscono notevolmente al grave problema dei AGROALIMENTARI
cambiamenti climatici. Pertanto è molto opportuno
Un gas con buone caratteristiche energetiche può
che questo gas venga captato ed utilizzato per la
essere ottenuto anche in:
produzione di energia.

- Allevamenti zootecnici;
Come detto, lo sfruttamento del biogas prodotto
- Industrie agro-alimentari o settori ove sono
dalle discariche attuali rappresenta una significativa
disponibili reflui con elevato carico organico da
opportunità energetica e ambientale: allo stato
depurare (vegetale o animale);
attuale, considerando che il biogas viene mediamente
- Imprese interessate a fare della tecnica di digestione
prodotto nella misura teorica di 200 m3/t di rifiuto e
una possibile attività economica tramite il ritiro da
che il processo si compie in circa 20 anni, velocemente
terzi di sostanza organica da trattare.
all’inizio e lentamente alla fine, la potenzialità teorica
complessiva lorda di tutte le discariche italiane
sfiorerebbe circa i 1000 MW termici (250MW elettrici).
I VANTAGGI CONNESSI CON LA
In realtà solo una frazione di questa, valutabile in circa
PRODUZIONE DI BIOGAS
il 30%, può essere utilizzata per fini energetici sia
per le inevitabili dispersioni di biogas che per la non 1) Riduzione dell’inquinamento dei reflui zootecnici e
economicità ad estrarre biogas per fini energetici nei degli odori: i problemi di inquinamento del suolo e
periodi finali. del sottosuolo, di odori molesti e le difficoltà nello
smaltimento delle carcasse animali negli allevamenti
La quasi totalità degli impianti a biogas realizzati
intensivi hanno comportato delle limitazioni
nell’ultimo decennio in Italia sono alimentati con
tecnico-legislative per gli allevatori: vasche di
biogas da discarica, grazie alle favorevoli condizioni
contenimento dei liquami, orari di spargimento sul
normative. In Figura 1 si rappresenta la produzione
suolo, distanza dai centri abitati, limiti quantitativi,
oraria teorica di biogas da discarica nell’arco di 32
ecc. Tali limitazioni si traducono in elevati costi
produttivi. Grazie al trattamento anaerobico dei
materiali di scarto si ottengono biomasse “digerite” e
quindi direttamente utilizzabili per la fertilizzazione.
Separando le biomasse digerite dalla parte acquosa,
si ottiene anche humus colloidale, utilizzabile come
concime. Inoltre, con il trattamento anaerobico,


Produzione di energia da Biogas

si riducono notevolmente i carichi inquinanti e la TECNICHE DI DIGESTIONE ANAEROBICA


produzione di odori sgradevoli.
La digestione anaerobica è un processo biologico
2) Valorizzazione dei rifiuti provenienti dalle per mezzo del quale, in assenza di ossigeno, la
attività agroindustriali: per l’ottimizzazione del sostanza organica viene trasformata in biogas (o
funzionamento degli impianti per la produzione di gas biologico), costituito principalmente da metano
biogas da deiezioni zootecniche si possono impiegare e anidride carbonica. Nonostante avvenga anche
scarti dell’industria agroalimentare. In questo modo spontaneamente, la digestione anaerobica richiede
si valorizzano in termini energetici questi materiali, il un ambiente povero di ossigeno ed una percentuale
cui smaltimento risulta normalmente problematico di umidità inferiore al 50%. Affinché il processo
(o discarica o inceneritore se non possono essere abbia luogo è necessaria l’azione di diversi gruppi di
trattati in impianti di compostaggio). microrganismi, in grado di trasformare la sostanza
organica in composti intermedi, utilizzabili dai
3) Integrazione del reddito delle imprese agricole
microrganismi metanigeni che concludono il processo
e diversificazione produttiva: il perdurare di
producendo il metano. Il vantaggio di questo processo
una situazione di scarsa remunerazione della
è che la materia organica complessa viene convertita
produzione di beni alimentari induce le aziende
in metano e anidride carbonica e quindi porta alla
agricole ad individuare fonti di integrazione del
produzione finale di una fonte rinnovabile di energia,
proprio reddito, che siano collegabili con la loro
sotto forma di un gas combustibile ad elevato potere
attività primaria. Le biomasse provenienti dalle
calorifico. Le tecniche di digestione anaerobica
attività delle aziende zootecniche, cerealicole
possono essere suddivise in due gruppi principali:
e dell’industria agroalimentare possono essere
trasformate in biogas per la produzione di energia - digestione a umido, quando il substrato ha un
elettrica e termica. contenuto di sostanza secca ≤10%;
- digestione a secco, quando il substrato avviato a
4) Cogenerazione: il trattamento anaerobico in
digestione ha un contenuto di sostanza secca ≥20%.
condizioni controllate porta alla degradazione
della sostanza organica e alla produzione di biogas.
Processi con valori di secco intermedi vengono in
La cogenerazione di energia elettrica e calore
genere definiti processi a semisecco.
mediante combustione del biogas può risultare
economicamente vantaggiosa sia per autoconsumo A livello di processo tecnologico, la produzione di
aziendale, sia per la cessione a terzi, soprattutto biogas in impianti di dimensioni industriali è del tipo
grazie agli attuali incentivi alla produzione di continuo con digestione anaerobica e può essere
energia da fonti rinnovabili. mesofila o termofila, a seconda della temperatura
di processo, differenziandosi nei costi e nei livelli di
efficienza come si riporta in Tabella 2.


Tipologia di Temperatura media Costi di Efficienza biogas Carico organico
Digestione dei substrati gestione prodotto/substrato in ingresso

Mesofila Medi Media Medio

Termofila Alti Alta Alto

Tabella 2: Principali caratteristiche degli impianti mesofili e termofili

Le dimensioni del digestore dipendono dal volume liquide dai solidi grossolani serve per eliminare
di effluente prodotto e dal tempo di ritenzione che è dal liquame le parti non biodegradabili nei tempi
variabile dai 25 ai 30 giorni con i soli effluenti zootecnici tecnici di digestione previsti, quali ad esempio i
da elevare a 40-50 giorni quando si codigeriscono altre residui vegetali ed il pelo, che tendono a provocare a
biomasse vegetali. lungo andare intasamenti del digestore. La frazione
solida, separata a monte del digestore, potrà
essere compostata o accumulata e portata come
ammendante sui terreni agricoli, mentre la frazione
GLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE
liquida, ricca di sostanze organiche, alimenterà il
DI BIOGAS
digestore, di norma a sezione trasversale rettangolare,
a uno o più canali paralleli. La digestione anaerobica
Gli impianti, per la produzione di biogas derivante da
dei liquami è ottenuta all’interno di un apposito
deiezioni zootecniche e biomasse vegetali, si possono
digestore mediante l’attività dei batteri. Per operare
suddividere principalmente nelle seguenti tre tipologie:
in condizioni termicamente controllate le pareti del
impianti Plug-flow, impianti Up-flow, impianti per
digestore devono essere opportunamente isolate
biomasse super dense.
e l’interno del digestore è riscaldato e mantenuto
1) Impianto plug-flow: rivolto agli allevamenti alla temperatura di processo da una serpentina di
di medie e grandi dimensioni che intendono calore posta in prossimità del fondo, realizzata con
produrre energia con lo scopo di utilizzarla quasi tubazioni in acciaio inossidabile nelle quali è fatta
totalmente per i fabbisogni aziendali. Il digestore circolare acqua calda prodotta dalla combustione
è privo di organi di miscelazione interni in quanto del biogas in cogenerazione. Il biogas prodotto
nel processo anaerobico viene impiegata solo la è raccolto direttamente nella parte superiore
frazione liquida delle deiezioni. Il liquame prodotto del digestore mediante una copertura a cupola
viene convogliato tramite un’opportuna stazione gasometrica a forma di calotta sferica. In Figura 2
di pompaggio al trattamento di separazione. Il
trattamento di separazione meccanica delle frazioni


Produzione di energia da Biogas

e pompa trituratrice, dove può essere aggiunta in


dosi prestabilite una moderata quantità di biomassa
vegetale per ottenere una miscela pompabile, con
un contenuto di solidi non superiore al 10%, che
arricchisce di sostanza organica il liquame destinato
ad alimentare il digestore. In Figura 3 si riporta la
rappresentazione schematica di un impianto di tipo
“Up-flow”.

Figura 2:Rappresentazione schematica di un impianto


plug-flow [7]

si riporta la rappresentazione schematica di un


impianto di tipo “Plug-flow”.

2) Impianto up-flow: rivolto ad allevamenti che


vogliono gestire i liquami come unico prodotto
omogeneo e trarre il maggiore rendimento in
termini energetici e quindi economici, poiché
Figura 3: Rappresentazione schematica di un impianto
grazie al mantenimento di tutta la frazione solida
up-flow [7]
presente nelle deiezioni si incrementa la produzione
di biogas. È consigliabile anche ad allevamenti di
modeste dimensioni, ma che hanno disponibilità 3) Impianto per biomasse super dense: rivolto ad
nel tempo di biomasse vegetali da aggiungere e aziende agricole e zootecniche che, oltre ai reflui
digerire assieme alle deiezioni animali. Si impiegano zootecnici, hanno pure disponibilità di biomassa
le deiezioni zootecniche originali (frazione liquida vegetale costante nell’arco dell’anno, grazie alla
+ frazione solida): il digestore è perciò dotato di quale si incrementa notevolmente la produzione
un impianto di miscelazione ad elica, di pompa di di biogas. Si ricorre sia alla frazione liquida che a
ricircolo esterna per ottenere la movimentazione del quella solida, con l’immissione di un’opportuna
liquame e l’effetto rompicrosta. Al fine di ottenere la quantità di biomassa vegetale. Il liquame prodotto è
maggiore produzione possibile di biogas, come per convogliato ad una vasca di raccolta, miscelazione e
il caso precedente, è fondamentale che i liquami sollevamento, provvista di mixer e pompa trituratrice
prodotti arrivino freschi al digestore. Il liquame che omogeneizza il liquame. Sono previsti due
prodotto è convogliato ad una vasca di raccolta, digestori, uno primario e uno secondario, entrambi
miscelazione e sollevamento, provvista di mixer dotati di miscelatori. Il digestore primario è


alimentato costantemente con liquame fresco e corrispondenza delle differenti deiezioni animali e
biomassa, mentre il liquame digerito uscirà dopo prodotti dell’agricoltura considerati, si possono trarre
un tempo di permanenza nella vasca per essere le seguenti stime di producibilità teorica.
trasferito nel digestore secondario. Il biogas così
prodotto in condizioni anaerobiche è raccolto Anzitutto è necessario sottolineare come la
direttamente nella parte superiore dei digestori biodegradabilità complessiva dei liquami possa variare
mediante una copertura gasometrica a cupola a alquanto: tra il 60% e l’80%, in funzione sia dell’età del
volume variabile. Il gas prodotto e recuperato è liquame che del tipo di alimentazione.
bilanciato, raffreddato, deumidificato, filtrato ed
In riferimento al rapporto sull’agricoltura in provincia
avviato ai gruppi di cogenerazione che bruciando il
di Padova relativamente all’anno 2004, è stato stimato
biogas producono energia elettrica e calore. Infine il
un quantitativo di capi di bestiame pari a circa 41.622
liquame in uscita ormai stabilizzato e deodorizzato,
vacche da latte e 11.0621 suini. Ipotizzando di
sarà accumulato in bacini di stoccaggio in attesa
considerare la presenza nei vari allevamenti di Padova
dell’utilizzazione agronomica. In Figura 4 si riporta
di sole vacche da latte in rimonta del peso vivo di circa
la rappresentazione schematica di un impianto di
al capo e di suini del peso vivo di (si tratta di ipotesi
tipo “per biomasse super dense”.
necessarie per fornire un risultato sulla potenzialità
di massima del patrimonio zootecnico di Padova),
si ottengono, per il totale patrimonio zootecnico di
vacche e suini della provincia di Padova, i seguenti
risultati:

Peso totale Vacche da latte:

Peso totale suini:

Considerando dei coefficienti di recuperabilità per i


solidi volatili (S.V.) delle deiezioni delle bovine da latte
Figura 4: Rappresentazione schematica di un impianto
dell’Italia settentrionale (con lettiera) pari a 1,41 kg/q
per biomasse super dense [7]
di peso vivo animale, e di 0,317 kg/q di peso vivo per i
solidi volatili delle deiezioni di soli suini da ingrasso, si
STIMA DELL’ ENERGIA PRODUCIBILE DA ottiene:
BIOGAS NELLA PROVINCIA DI PADOVA
Stima solidi volatili totali vacche:
Facendo riferimento ai dati riportati in Tabella 3, dove
Stima solidi volatili suini:
si legge la resa di biogas per tonnellata di solidi volatili
(ossia sostanza organica) e il tenore di metano, in


Produzione di energia da Biogas

Considerando gli intervalli di resa di biogas e di tenore Considerando il potere calorifico del metano (pari
di metano rispettivamente per liquame bovino e quello a ) e ipotizzando di avere un “unico cogeneratore
suino, si ottiene: equivalente” del rendimento elettrico effettivo di , si
stima un limite massimo alla produzione di energia
Stima metano da liquame vacche: elettrica lorda in uscita dal cogeneratore pari a:

Stima metano da liquame suini: Energia elettrica lorda da liquame vacche:

Energia elettrica lorda da liquame suini:

Substrato S.T. [%] S.V. [%] Resa in Biogas Resa in Biogas Tenore CH4
[m3/t tal quale] [m3/t S.V.] [Volume %]

Liquame bovino 8-11 75-82 20-30 200-500 60

Liquame suino ~7 75-86 20-35 300-700 60-70

Letame Bovino ~ 25 68-76 40-50 210-300 60

Letame suino 20-25 75-80 55-65 270-450 60

Deiezioni avicole solide ~ 32 63-80 70-90 250-450 60

Silomais 20-35 85-95 170-200 450-700 50-55

Acque di vegetazione 3,7 70-75 50-56 1500-2000 50-60

Frazione organica residui 40-75 50-70 80-120 150-600 58-65


solidi urbani

Scarti di ristorazione 9-37 80-98 50-480 200-500 45-61

Scarti ortofrutticoli 5-20 80-90 45-110 400-600 60-65

Grasso di separazione 2-70 75-93 11-450 ~ 700 60-72

Contenuto stomacale (suini) 12-15 75-86 20-60 200-400 58-62

Grasso di flottazione 5-24 80-95 35-280 900-1200 60-72

Contenuto ruminale 11-19 80-90 20-60 200-400 58-62

Tabella 3: Rese del biogas di biomasse di varia provenienza [1]


Relativamente ad un intero anno si individua: massima, l’investimento nel digestore non sia
proponibile al di sotto di una dimensione minima. È
Energia elettrica lorda da liquame vacche: possibile individuare taglie minime di potenza degli
impianti a biogas che garantiscano comunque un
Energia elettrica lorda da liquame suini:
rientro economico accettabile. Tenendo conto dei
costi di realizzazione e dei ricavi, la taglia minima è
riconducibile intorno ai 40-50 kW, cui corrispondono
Ipotizzando 8000 ore effettive di funzionamento all’incirca 100 vacche da latte.
dell’impianto nell’arco di un anno, si ottiene:
Per quanto concerne i tempi di realizzazione degli
Potenza elettrica lorda da liquame vacche: impianti a biogas, per grossi impianti sono stimabili
tra i 12 e i 18 mesi, a seconda della complicazione
Potenza elettrica lorda da liquame suini: realizzativa.

Tali considerazioni, pur essendo di carattere generale, UTILIZZO FINALE DEL BIOGAS
mostrano risultati di massima del patrimonio
zootecnico come fonte di energia rinnovabile e di Gli utilizzi del biogas sono molteplici. Esso può essere
opportunità economica per le aziende nella provincia utilizzato per:
di Padova. Una stima più rapida della produzione di
- autotrazione
energia elettrica giornaliera da allevamenti intensivi
- produzione di solo calore tramite combustione
può essere effettuata ricorrendo ai seguenti indici:
diretta in caldaia, con produzione di sola energia
Allevamento suini - circa 3,5 kWh/t peso vivo termica;
animale, - produzione di sola energia elettrica mediante
combustione in motori azionanti gruppi elettrogeni;
Allevamento bovine da latte - circa 7 kWh/t peso - cogenerazione di energia elettrica e calore.
vivo animale,
Quest’ultima soluzione permette un notevole
Allevamento bovini da carne - circa 6 kWh/t peso miglioramento dell’efficienza complessiva rispetto
vivo animale, al caso di produzione separata delle stesse quantità
di calore ed energia elettrica, consentendo ritorni
Allevamento galline ovaiole - circa 12 kWh/t peso
economici interessanti altrimenti difficili. Il biogas
vivo animale.
viene trattato come il gas metano, mentre vengono

Si comprende tuttavia come, al di là di tale stima realizzate modifiche ai bruciatori, alle modalità di
miscelazione del combustibile con il comburente e si


Produzione di energia da Biogas

devono utilizzare materiali più resistenti alla corrosione


per lo scambiatore di calore e il bruciatore stesso, vista
l’elevata acidità del biogas. VENDITA DELL’ELETTRICITA’ ALLA RETE
E INCENTIVI ALLA GENERAZIONE DI
I cogeneratori possono funzionare secondo le seguenti ENERGIA ELETTRICA E TERMICA DA
modalità: BIOGAS

- In parallelo alla rete elettrica, Per questa sezione si veda la scheda “Incentivi alla
- In isola indipendente, ove non vi fosse la rete elettrica produzione di energia elettrica e termica da impianti
di distribuzione. È necessario in tal caso avere un alimentati a fonti rinnovabili”
generatore autoeccitato con motorino di avviamento
collegato a delle batterie.
- In stand-by: nel caso di funzionamento normale
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
il cogeneratore è collegato in parallelo alla rete
pubblica, in caso di mancanza di tensione il
Si riportano in Tabella 4 i principali atti normativi di
cogeneratore non si spegne, ma continua a girare
riferimento per gli impianti a biogas.
garantendo la corrente elettrica su linee privilegiate.

Decreto GU Descrizione

Decreto Legislativo 79/1999 Gazzetta Ufficiale n. Ridisegna il quadro istituzionale


Attuazione della direttiva 96/92/CE recante 75, 31 Marzo 1999 e normativo del settore elettrico
norme comuni per il mercato interno italiano. Introduce il meccanismo
dell’energia elettrica dei CV

Delibera AEEG 42/02 Gazzetta Ufficiale. n. Stabilisce i requisiti minimi (Indice


Condizioni per il riconoscimento della 79, 4 Aprile 2002 di Risparmio Energetico e Limite
produzione combinata di energia elettrica Termico) perchè un impianto si possa
e calore come cogenerazione ai sensi definire cogenerativo
dell’articolo 2, comma 8, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79

Decreto legislativo 387/2003 Gazzetta Ufficiale Recepimento della Direttiva Europea


Attuazione della direttiva 2001/77/CE n. 25, 31 Gennaio 2001/77/CE. Stabilisce l’adozione
relativa alla promozione dell’energia elettrica 2004 - Supplemento di decreti con i quali sono definiti
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel Ordinario n. 17 i criteri per l’incentivazione della
mercato interno dell’elettricità” produzione di energia elettrica dalla
fonte solare.

10
Delibera AEEG 168/2003 Gazzetta Stabilisce le condizioni per l’erogazione
Condizioni per l’erogazione del pubblico Ufficiale - del pubblico servizio di dispacciamento
servizio di dispacciamento dell’energia Supplemento dell’energia elettrica sul territorio
elettrica sul territorio nazionale e per Ordinario n. 16 nazionale e per l’approvvigionamento
l’approvvigionamento delle relative risorse su del 30 Gennaio delle relative risorse su base di merito
base di merito economico, ai sensi degli articoli 2004 economico
3 e 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79

Deliberazione dell’AEEG 30 gennaio 2004, n. Gazsetta Stabilisce le condizioni per per


5/04, recante “Testo integrato delle disposizioni Ufficiale n. l’erogazione dei servizi di trasmissione,
dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 83, 8. Aprile distribuzione, misura e vendita
per l’erogazione dei servizi di trasmissione, 2004 - Suppl. dell’energia elettrica per il periodo di
distribuzione, misura e vendita dell’energia Ordinario n.62 regolazione 2004-2007 e disposizioni in
elettrica per il periodo di regolazione 2004- materia di contributi di allacciamento e
2007 e disposizioni in materia di contributi diritti fissi
di allacciamento e diritti fissi” e successive
modificazioni

Legge 23 Agosto 2004 n. 239 Gazzetta Riforma e complessivo riordino del


Riordino del settore energetico, nonche’ delega Ufficiale n. 215, settore dell’energia tra cui ripartizione
al Governo per il riassetto delle disposizioni 13 Settembre delle competenze dello Stato e delle
vigenti in materia di energia Gazzetta 2004 Regioni con l’indicazione dei principi
Ufficiale n. 215, 13 Settembre 2004 fondamentali per la legislazione
Riforma e complessivo riordino del settore regionale nel settore. Incentivazione
dell’energia tra cui ripartizione delle anche agli impianti di cogenerazione
competenze dello Stato e delle Regioni abbinati al teleriscaldamento
con l’indicazione dei principi fondamentali
per la legislazione regionale nel settore.
Incentivazione anche agli impianti di
cogenerazione abbinati al teleriscaldamento

Delibera AEEG n. 34/2005 Gazzetta Stabilisce le modalità e condizioni


Modalità e condizioni economiche per il ritiro Ufficiale n. 61, economiche per il ritiro dell’energia
dell’energia elettrica di cui all’articolo 13, commi 15 Marzo 2005 elettrica prodotta da impianti di piccola
3 e 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, taglia, da alcune fonti rinnovabili e per
n. 387, e al comma 41 della legge 23 agosto le eccedenze provenienti da impianti
2004, n. 239 (come successivamente modificata alimentati da fonti assimilate o da fonti
ed integrata dalle deliberazioni n. 49/05, n. rinnovabili purché nella titolarità di un
64/05, n. 165/05, n. 256/05 e n. 300/05) autoproduttore

Decreti MAP 24/10/2005 (A e B) Gazzetta Ha abrogato e sostituito il decreto del


A: Aggiornamento delle direttive per Ufficiale n. 265, Ministro dell’industria, del commercio
l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta 14 Novembre e dell’artigianato, di concerto con il
da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, 2005 Ministro dell’ambiente 11 novembre
comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, 1999, ridisegnando alcuni ambiti tra cui:
n. 79. la quantificazione dell’energia soggetta
B: Direttive per la regolamentazione all’obbligo dei CV, gli impianti IAFR e
dell’emissione dei Certificati Verdi alla produzine relativa qualifica, le modalità di rilascio
di energia dui cui all’articolo 1, comma 71, della dei CV
legge 23 agosto 2004, n. 239

11
Produzione di energia da Biogas

Delibera AEEG 10 febbraio 2006 n. 28/06 Gazzetta Stabilisce le condizioni tecnico-


Condizioni tecnico-economiche del servizio di Ufficiale n. 55, 7 economiche del servizio di scambio sul
scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta Marzo 2006 posto dell’energia elettrica prodotta da
da impianti alimentati da fonti rinnovabili di impianti alimentati da fonti rinnovabili
potenza nominale non superiore a 20 kW, ai di potenza nominale non superiore a
sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 29 20 kW
dicembre 2003, n. 387

Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Gazzetta Estende a 12 anni il periodo di validità
Normativa in materia ambientale Ufficiale n. 88, dei Certificati Verdi
14 Aprile 2006
– Supplemento
Ordinario n.96

Tabella 4: Le principali normative di riferimentto per gli impianti a biogas

ESEMPI APPLICATIVI DELLA DIGESTIONE ANAEROBICA

Si riportano di seguito alcuni esempi di impianti realizzati recentemente nel nord Italia al fine di comprendere i
risultati economici possibili e la tipologia di risorsa necessaria.

Si è ipotizzato che il 20% dell’energia elettrica prodotta sia autoconsumata e la rimanente ceduta alla rete. Il costo
orientativo di investimento per un impianto è dell’ordine dei 3500-5000 €/kW di potenza elettrica installata.

1) Impianto di produzione del biogas dalle deiezioni di 5000 suini all’ingrasso

Volume del digestore 1600 m3


Potenza elettrica del cogeneratore 75 kW
Volume dei liquami di suino 49,50 m3 / giorno
Solidi Volatili 1,49 t / giorno
Biogas prodotto 600 m3 / giorno
Energia elettrica netta prodotta 47100 kWh / anno
Energia termica prodotta ( il 50-60% disponibile per utenze aziendali) 585000 kWh / anno
Investimento 350000 Euro
Ammortamento (anni 8, con interesse i=5%) 54200 Euro / anno
Costo della manodopera (2h/giorno: 15 Euro/h) 10950 Euro / anno
Costo manutenzione cogeneratore (0,018 Euro/kWh) 847 Euro / anno
Assicurazione (0,3% dell’investimento) 1050 Euro / anno
Varie (1,5% sul costo dell’investimento) 5250 Euro / anno
Costi operativi totali 79928 Euro / anno
Ricavi Vendita C.V. (0,1089 Euro/kWh) 51300 Euro / anno
Ricavi 20% energia autoconsumata (0,11Euro/kWh) 10400 Euro / anno
Ricavi energia venduta al distributore (0,095 Euro/kWh) 35800 Euro / anno
Ricavi totali 97500 Euro / anno
Risultato di Gestione 17572 Euro / anno
Tempo di ritorno dell’investimento 4 anni e 10 mesi

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L’investimento ha un ritorno economico interessante grazie alla disponibilità dei Certificati Verdi, senza i quali il
risultato di gestione sarebbe negativo. Il risultato potrebbe migliorare nel caso in cui si recuperasse in cogenerazione
il calore dei fumi per soddisfare un carico termico. In genere, i fattori critici incidenti sulla convenienza economica
di un impianto di digestione per produzione di biogas sono:

- Numero sufficiente di animali (allevamenti intensivi),


- Scelta accurata delle tipologie di rimozione delle deiezioni e del tipo di alimentazione degli animali (in modo da
dimezzare la quantità di liquame prodotto, dimezzando i costi di stoccaggio, smaltimento e recupero energetico),
- Valorizzazione o meno dell’utilizzo agronomico dei liquami digeriti,
- Non corretta e squilibrata alimentazione dei microrganismi nel digestore: realizzare un impianto a biogas significa
aggiungere in azienda un allevamento di microrganismi con tutte le loro esigenze ambientali ed alimentari!

2) Impianto per 500 vacche da latte con relativa rimonta e biomassa

Volume dei digestori 2800 m3 = 1400*2


Potenza elettrica del cogeneratore 325 kW
Volume dei liquami di bovino 40,50 m3 / giorno
Solidi Volatili 60,07 t / giorno
Biogas prodotto 2970 m3 / giorno
Silomais (cereali da foraggio) 8 t / giorno
Energia elettrica netta prodotta 2337800 kWh / anno
Energia termica prodotta (il 50-60% disponibile per utenze aziendali) 2763900 kWh / anno
Investimento 1,1 M€
Ammortamento (anni 8, con interesse i=5%) 172600 Euro / anno
Costo della manodopera (6h/giorno: 15 Euro/h) 32850 Euro / anno
Costo manutenzione cogeneratore (0,018Euro/kWh) 42080 Euro / anno
Assicurazione (0,3% dell’investimento) 3300 Euro / anno
Varie (1,5% sul costo dell’investimento) 16500 Euro / anno
Costi totali (escluso il Silomais aggiunto) 267330 Euro / anno
Ricavi Vendita C.V. (0,1089 Euro/kWh) 254600 Euro / anno
Ricavi 5% energia autoconsumata in azienda (0,11Euro/kWh) 12900 Euro / anno
Ricavi energia venduta all’ENEL (0,095 Euro/kWh) 169100 Euro / anno
Ricavi totali 436600 Euro / anno
Valorizzazione silomais annuo (2.920 t) 57,80 Euro / t
Risultato di Gestione 168800 Euro/anno

Riferimenti [3] Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione


distribuita e di microgenerazione. Effetti della generazione
[1] Nuova Energia Dall’Agricoltura:Valutazioni economiche e distribuita sul sistema elettrico. Autorità per l’energia Elettrica e il
soluzioni tecnico-operative, Cremona Marzo 2006. Realizzato da Gas, 20 luglio 2006, scaricabile dal sito www.autorita.energia.it
CremonaFiere S.p.A. e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del [4] www.assind.pc.it/documentazione/Piccinini-23-02-06.pdf
Territorio. [5] www.energiazero.it
[2] L’Agricoltura in provincia di Padova 1994-2004: Rapporto [6] www.poweron.ch
n.277. Camera Commercio Industria Artigianato Agricoltura Padova. [7] www.rotaguido.it/prodotti/recupero-biogas.html

Graphic Design: PST Galileo - Stampa: Aprile 2007 13


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UNIVERSITA’
DEGLI STUDI
DI PADOVA