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GAMMMATICA

4 2 G AMMMATICA Mariangela Guatteri Esercizio relazionale: fotografare senza vedere senza colorare senza ritagliare

Mariangela Guatteri Esercizio relazionale:

fotografare senza vedere senza colorare senza ritagliare

Alessandra Greco, incuriosita dal libro bilin- gue Carta da viaggio / Alight di Pietro D’Agosti- no (Tielleci 2014), ha organizzato a Firenze un

In Carta da viaggio rilevo uno sguardo radi- cale che mette il linguaggio della scrittura e quello della fotografia in grande tensione, sen- za per questo far presagire la fine di un discor-

so sul loro rapporto. In questo libro non si trat-

ta di strappare pezzi di mondo per poterli scri-

vere linearmente, né di strapparne superfici rettangolari per riaverle re-inquadrate bidimen- sionalmente. Non si tratta di mettere un frame tra l’occhio umano (per non dire tutti gli organi della percezione) e il mondo. Non si tratta di mettere in campo una serie di pensieri e prati-

incontro intitolato «Fotografia, oltre il visibile».

che in cui l’uomo, tutte le sue protesi tecnologi-

In

tale occasione, ho avuto modo di entrare in

che e relativi linguaggi scrivono e inscrivono

un breve ma interessantissimo scambio con Si- mona Galbiati, invitata a intervenire in video- conferenza da Barcellona. Nell’ambito dell’an- tropologia ha investigato sul tema fotografia e

pezzi di mondo nel tentativo di riorganizzarlo o averne un qualche tipo di controllo nel tentati- vo di comprenderlo. Si tratta di pensare-fare una cosa completamente diversa e di mettere

cecità e ha pubblicato un libro paradossale, Il

in

attivo una relazione di minore distanza tra

mondo che non vedo. Ciechi e fotografia (Bo- nanno 2014). Sul fatto che la carta fotosensibile del libro

l’uomo e il mondo. Nonostante i media. Un libro che ha per pagine dei fogli sensibili

alla luce, come dire, un libro sensibile al mondo,

di

Pietro D’Agostino, una volta esposta alla lu-

impressionabile dal mondo ma non emotiva-

ce mostra una superficie in continuo mutamen-

mente, deposito del passaggio della luce, come

to

(una fotografia in divenire, che evolve), Si-

dire, della presenza, momento dopo momento,

mona Galbiati considera il rapporto dell’imma-

di

un mondo esterno (che di per sé non è tocca-

gine fotografica con la realtà fotografata. Rile-

to

dall’emotività), un libro del genere è un docu-

va

che un cieco non può verificare se c’è corri-

mento del mondo che non ha alcuna intenzione

spondenza tra l’immagine fotografica e la real-

e mostra il mondo mentre è colpito e attraversa-

tà. Però, dice ancora Galbiati, la realtà la sen-

to

dalla luce. E con quel tanto di differita visiva (il

te

e quello che sente è in divenire. Così il rap-

tempo dell’esposizione e della reazione chimica)

ranee, e anche perciò più in relazione con il tem-

re

testo e immagine, dunque nella memoria di

porto con lo spazio, che da un non vedente è vissuto in una dimensione relazionale, non su una distinzione o cesura tra un proprio spazio e quello intorno. Pensando al gesto del cieco che scatta foto- grafie – pur essendo il mondo, per lui, una se-

quenza in divenire – e al gesto di Pietro D’Ago- stino che si adopera per restituire all’immagine un’autonomia e al senso della vista una maggio-

necessaria a collocare l’oggetto Carta da viag- gio distante dalle modalità real-time contempo-

po dell’osservazione del passaggio della luce che si rende manifesto, si direbbe, si scrive. Si tratta pur sempre di informazioni. In che rapporto sono, in questo libro, la scrittura e la fotografia? In un confronto estre- mo, in una specie di autocensura rispetto al ri-

re

nitidezza, individuo l’esercizio di una politica

taglio del mondo ovvero alla loro modalità co-

di

liberazione che mette in atto l’esistenza di una

noscitiva.

sensibilità relazionale che consente di “vedere” trascorrere il tempo, testimonianza viva del dive- nire naturale del quale si è parte.

Scrittura e fotografia esistono in una rela- zione ipotetica con ciò che dovrebbe contene-

Radicalmente e politicamente, Alight atterra sulla superficie del mondo arrendendosi alle

chi conosce tali linguaggi e le loro possibili col- locazioni. Ma esistono a tal punto da essere un

onde luminose e raccogliendo chimicamente le tracce e le informazioni di questo passaggio:

“libro” di un “fotografo” in cui scrittura e fotogra- fia si confrontano con la loro stessa esistenza

una reazione chimica, non: emotiva. Una rea-

e

inesistenza. Tra scrittura e fotografia esiste,

zione sensibile, non: colorata dall’intelletto.

in

Carta da viaggio, un ottimo rapporto: stanno

Una reazione all’invadenza dei mediatori, tanto

in

relazione di dipendenza reciproca senza di-

di tipo meccanotronico che umano (le persone

autore, autorità esterna che interpreta-traduce, ad esempio).

sturbarsi a vicenda.

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