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APRILE-MAGGIO 2002 - ANNO 2 - N. 04


www.caritas.arcidiocesi.palermo.it
Caritas Diocesana

Area Nazionale

INFORMACARITAS PALERMO

Area Promozione
Caritas Parrocchiali

La carità segno qualificante

3° censimento dei centri assistenziali Area Internazionale

Nuove leve contro la povertà

Lungo le strade del quotidiano

Area della
Pastorale Regale
Spedizione in abbonamento postale - Legge 662/96 - CMP Palermo

Servizi Amministrativi

Sussidiazione

Servizio studi, documentazione


gestione dati
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INDICE
EDITORIALE pag. 3

MAGISTERO
La Carità segno qualificante
Arcidiocesi di Palermo della missione Cristiana pag. 4
CARITAS DIOCESANA
90134 Palermo - Via Matteo Bonello, 2
E-mail: caritas@arcidiocesi.palermo.it CARITAS DIOCESANA
3° Censimento dei Centro Assistenziali:
Chiesa e solidarietà sociale pag. 6

AREA REGALE
Azione Cattolica, Pastorale disabili, Gruppo
“Bussola”, Associazione “Apriti Cuore”
ONLUS insieme per fare Caritas. pag. 10

AREA REGIONALE
Piste di lettura del Convegno Caritas
Calabria-Sicilia pag. 11

AREA NAZIONALE

Direttore Responsabile: Lungo le strade del quotidiano pag. 13


Don Giovanni Basile

Direttore editoriale:
Mons. Benedetto Genualdi AREA INTERNAZIONALE
Capo Redattore: …anchi’io a Kisangani pag. 14
Maurizio Lo Iacono

Redazione:
Aprile 2002 - Anno 2 - N. 04

Vittorio Alfisi, Vincenzo Grimaldini


SUSSUDIAZIONE
Progetto grafico:
Maurizio Lo Iacono Verso il sistema integrato regionale dei
servizi sociali pag. 15
Impaginazione:
Tony Aiello

E-mail: informacaritas@arcidiocesi.palermo.it SERVIZIO STUDI E DOCUMENTAZIONE


Redazione e Amministrazione:
Via M. Bonello, 2 - 90134 Palermo
CAV - Centro aiuto alla vita pag. 17
Tel. 091.6077261 - Fax 091.335437
Una nuova leva contro la povertà pag. 19
Stampa:
Officine Tipografiche Aiello - Bagheria Visita Pastorale a Termini Imerese pag. 21
Spedizione in Abbonamento Postale Convegno della comunità di Sant. Egidio
Registrazione Tribunale di Palermo,
a Palermo dal 30 agosto al 4 settembre pag. 23
n. 12 del 2001, decreto 6/12-6-2001
Nasce un osservatorio:
Per dare un tuo contributo: avrà compiti di ricerca e vigilanza pag. 23
c.c.p. 11297900 - Palermo

oppure:

C/C BANCARIO S. PAOLO IMI


AG. N. 8 - Via E. Restivo, 85
90041 Palermo
Conto Corrente n. 961
Coord. Banc. ABI 1025 - CAB 4608

Specificare la causale del versamento.


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InformaCARITAS

VOCAZIONE E CARITA’:
RECUPERANDO IL SENSO DELLA VITA
“La preghiera coltivata e vissuta aiuterà a lasciarsi guidare dallo Spirito di Cristo
per collaborare all’edificazione della Chiesa nella Carità”

C
on questa frase il Santo Padre Giovanni Paolo II, nella giornata delle vocazioni esortava a
farsi guidare dallo Spirito per esercitare la vocazione di ogni cristiano nello spirito di carità.
Ma per esercitare lo spirito di carità, il senso della vita dev’essere recuperato. Noi siamo
figli di Dio. La nostra radice è in lui, prima che nel ventre di nostra madre, noi siamo sboccia-
ti nella mente di Dio creatore, intelligenza perfetta, insostituibile dalla scienza.
Nessuno è in grado di ricostruire la vita dalla fisica o dalla chimica: la vita è un battito d’a-
more scaturito dalla Trinità divina. Questa assoluta verità rende ciascun uomo prezioso, unico
al di là del colore della pelle, dei convincimenti ideologici e politici, del suo stato sociale; elimi-
na ogni fattore discriminante. Dobbiamo recuperare la consapevolezza della nostra dignità che
viene dall’alto. Dobbiamo scrostare la mentalità diffusa, rinsecchita dall’ateismo, dal materiali-
smo per vivere con gioia, con il sorriso sulle labbra, il dono della vita, la dignità dell’uomo.
Non politica, non culturale, ma ontologica. Ogni essere umano ne è titolare, già nella sua
fase embrionale.
Se ne siamo consapevoli, potremo viverla (la dignità) nel percorso della nostra esistenza,
difendendo anche quella degli altri, porcela come valore trainante. Come valore morale. Tutto
cambia nella luce di questa profonda consapevolezza: i nostri metri di giudizio, i nostri obietti- 3
vi, il nostro lavoro, il nostro essere cristiani. L’essere operatore della caritas non può esaurirsi in
attivismo, ma deve tradursi in servizio vero, oblativo, che aiuti chi ci sta accanto a scoprire la sua
dignità. Perché il sorriso di Dio, forse mai nessuno ce l’ha detto, è anche sul volto del peccatore.
La dignità deve essere riconosciuta anche al nostro corpo che non è oggetto ma soggetto.
Anch’esso manifestazione della dignità insita in ciascuno di noi. Il corpo trasparenza e nascon-
dimento di quello che siamo. Esso nasconde una profondità sacra.
Mi isolo con la mente. Pochissimi secondi. Penso che sia straordinario quello che ho appe-
na scritto. E quanto, invece, sia lontano da questa travolgente verità il mondo in cui viviamo.
E penso a certi programmi televisivi, alla realtà della prostituzione, a quel carosello di nudi
femminili e maschili che ruota attorno alla recente moda dei calendari.
La stessa sessualità và vissuta come un dono, è un dono di sé all’altro, è espressione, deve
essere espressione di una pienezza di vita che si realizza nella coppia.
Si parla di procreazione, non atto istintivo ma concretizzazione di un disegno creatore cari-
co di mistero di cui l’uomo, la donna non sono artefici ma coautori. La manipolazione geneti-
ca, i traffici embrionali congelati, spostati da un continente all’altro come se fossero merce,
sono nel vivere quotidiano.
Amare e rispettare la vita perché essa è il frutto della redenzione, operata da Cristo Uomo-
Dio. E il suo sacrificio che ci ha innestati in Dio e il battesimo è il primo fondamentale momen-
to di questa dimensione che ci spalanca le porte dell’eternità ma che ci inchioda pure a dei
doveri, a conoscenze che non possiamo ignorare: tutto quello che facciamo all’uomo lo fac-

Editoriale
ciamo a Gesù. Sia nel bene che nel male.
Tutelare, proteggere, difendere la vita: ma anche la propria spenderla bene e accettarne la
fine terrena. Vita e morte non ci devono far paura. La nostra più bella preghiera a Dio deve
essere quella che lui prenda tutte le nostre fibre, che ci renda forti, corazzati per viverla pie-
namente fino a quanto lui vorrà.
La Redazione
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InformaCARITAS

LA CARITÀ SEGNO QUALIFICANTE


DELLA MISSIONE CRISTIANA
ALCUNE PRIORITA’ DELLA CARITAS DIOCESANA

G
li Orientamenti pastorali dei Vescovi sabilità nel coinvolgimento di sacerdoti,
italiani per il decennio in corso religiosi e laici,
(2001-2010) “Comunicare il
Vangelo in un mondo che cambia” così si • il cammino dei cristiani fin qui fatto
esprimono: “A partire dal Concilio, alcune espresso ancora in modo prevalentemen-
scelte significative sono state compiute, ad te individualistico.
esempio, con il progetto catechistico e l’im-
pegno per il rinnovamento liturgico, quindi Da questi pochi elementi, se ritenuti
con la sottolineatura della comunità quale anche descrittivi della situazione della
soggetto dell’evangelizzazione e, infine, evi- nostra Chiesa locale, dal punto di vista della
denziando il segno della carità come qualifi- nostra Caritas diocesana potremmo argo-
cante la missione cristiana. Non possiamo mentare che l’orientamento da imprimere
però ritenerci soddisfatti. Dobbiamo chieder- nella nostra azione pastorale deve più deci-
4 samente finalizzarsi a fare in modo che:
ci: la comunicazione delle proposte che
abbiamo formulato, anche attraverso conve-
gni e documenti, è stata comprensibile per la • la sua azione pastorale si qualifichi nella
gente e ha saputo toccare il suo cuore? dimensione della pastorale unitaria e
Coloro che sono gli strumenti vivi e vitali organica, collegandosi più strettamente
della traduzione degli orientamenti pastorali con gli altri uffici, e in modo particolare a
- sacerdoti, religiosi, operatori pastorali - si quello catechistico e liturgico;
sono coinvolti in maniera corresponsabile e
intelligente nel cammino delle loro Chiese • esprima un più alto e permanente livello
locali? E i singoli credenti stanno affrontando di formazione nei confronti di presbiteri,
il loro cammino cristiano non individualistica- diaconi, seminaristi, religiosi e laici, perché
mente, bensì nel contesto della comunità dei sappiano esprimere una intelligente e cor-
discepoli di Cristo, che è la Chiesa? (X 44). responsabile azione pastorale della carità;

La breve analisi fatta da questo numero • sappia raggiungere il cuore della gente,
di CVMC, in modo realistico, dichiara alcuni in modo tale che i contenuti forti della
elementi di verifica: dottrina sociale della Chiesa non riman-
gano principi affermati teoricamente,
• il non potersi ritenere soddisfatti del ma verità conosciute e vitalmente vissute
Magistero

cammino fatto, attraverso la logica della pedagogia dei


fatti e con riferimenti concreti alle pro-
• il dubbio che i documenti offerti siano blematiche del nostro territorio;
stati compresi e che abbiano toccato il
cuore della gente, • promuova un deciso coordinamento che,
• il basso livello di intelligente correspon- nel rispetto delle individualità e dì ogni
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InformaCARITAS

peculiare progetto, orienti a un vissuto di interessati, ma anche le Comunità par-


comunione ecclesiale, che faccia com- rocchiali con le loro Caritas;
prendere la presenza di ciascuno nel pro-
getto più ampio della Chiesa locale. • l’avvio della Consulta diocesana degli
enti socio-caritativi, per superare il
Queste prospettive, per essere persegui- clima di pervasivo individualismo che
te, hanno bisogno di partire prima dal livel- connota molto spesso gli operatori del-
lo della consapevolezza e della condivisio- l’ambito della promozione umana e della
ne, per raggiungere poi il livello delle con- carità, favorendo invece un lavoro pasto-
seguenti scelte pastorali, che ci concretizza- rale di comunione ecclesiale.
no nell’organizzare alcuni strumenti pasto-
rali capaci di supportare le scelte fatte. Ci accingiamo a quest’opera, riponendo
innanzitutto la nostra fiducia in Dio, consa-
Possono essere indicati alcuni strumenti pevoli come siamo che “se il Signore non
essenziali, che mirano alla costituzione di: costruisce la casa, invano vi faticano i
costruttori. Se il Signore non custodisce la
• un tavolo permanente tra gli uffici città, invano veglia il custode”. (Salmo 126)
della catechesì, liturgia e carità, per In questa impresa ci sostiene la saggezza
un confronto più stretto all’interno di un della Chiesa, che ripetutamente attraverso
progetto più ampio di pastorale organica il Concilio e altri innumerevoli insegnamen-
e unitaria espressa dal Consiglio Pastorale ti magisteriali, ci sprona a costruire una
Diocesano; Chiesa in comunione, favorendo in modo
prioritario un cammino di formazione alla
• una formazione permanente per pre- ministerialità della carità, e utilizzando
sbiteri e diaconi permanenti, che alcuni strumenti pastorali che sono espres- 5
desiderano incontrarsi sul tema della sione di un lavoro di comunione ecclesiale e
carità, per essere promotori della che promuovono più solidale testimonianza
pastorale della carità all’interno di comunione.
delle loro zone pastorali; Come veri discepoli del Signore, vogliamo
chiedere lo spirito del discernimento, come
• una scuola di formazione per opera- il Maestro ci invita a fare: “Chi di voi, volen-
tori pastorali della carità, che abiliti do costruire una torre, non si siede prima di
alla ministerialità della carità, attraverso calcolare la spesa, se ha i mezzi per portarla
un curriculum di approfondimenti temati- a compimento? Per evitare che, se getta le
ci, che, a partire da interessi relativi all’a- fondamenta e non può finire il lavoro, tutti
rea della teologia, della spiritualità e della coloro che vedono comincino a deriderlo,
dottrina sociale della Chiesa, passando per dicendo:”Costui ha iniziato a costruire, ma
l’area delle scienze umane della psicolo- non è stato capace di finire il lavoro”.
gia, pedagogia e sociologia, pervenga a Oppure quale re, partendo in guerra contro
fare acquisire le necessarie competenze un altro re, non siede prima a esaminare se
anche nell’area giuridica e amministrati- può affrontare con diecimila chi gli viene
va, che tocca la competenza legislativa e incontro con ventimila?’ (Lc 14, 28-31)
l’organizzazione delle istituzioni in tema

Magistero
di politiche sociali e di solidarietà; Anche per tutto ciò, di fronte al Maestro
che ci invita “Duc in altum!”, dobbiamo
• la costituzione dell’Osservatorio dio- ancora una volta dire: “Sulla tua Parola get-
cesano delle povertà e delle risorse, terò le reti!”.
nel quale coinvolgere non solo gli Uffici
diocesani che sono più direttamente Mons. Benedetto Genualdi
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InformaCARITAS

“Ho ascoltato il grido del mio popolo,…, sono sceso per liberarlo” (Es. 3,7-8).

3° Censimento dei Centri Assistenziali:


Chiesa e solidarietà sociale
La Chiesa è casa, edificio, dimora ospi- zioni di disagio sociale e di povertà, nel
tale che va costruita mediante l’educazio- sistema di erogazione di servizi e prestazio-
ne a una spiritualità di comunione. ni sociali. Dalle tre giornate di studio sono
Questo significa far spazio costantemente emerse importanti sollecitazioni a diversi
al fratello (…) L’altro non sarà più un livelli, che vogliamo adesso brevemente
nemico, né un peccatore da cui separar- riproporre.
mi, bensì «uno che mi appartiene». Fra i diversi interventi vediamo adesso le
(Da «COMUNICARE IL VANGELO IN UN note evidenziate dal prof. Giovanni
MONDO CHE CAMBIA» - Cfr. 63-64). Sarpellon.

N
ei giorni 14-16 marzo si è tenuta a I SERVIZI E LA QUESTIONE DELLO
Roma, presso la Caritas Italiana, un STATO SOCIALE.
seminario che ha visto riuniti i grup-
pi nazionali di politiche sociali, degli osser- In questi ultimi anni l’Italia ha visto
vatori e dei centri di ascolto. Le tre giorna- aumentare il proprio benessere, pur senza
6 te sono state ricche di analisi, di confronto riuscire a ridurre in maniera consistente le
e di indicazioni di problematiche e di scena- disuguaglianze territoriali e sociali. Il
ri nuovi di riferimento per la Caritas Mezzogiorno patisce ancora di un ritardo
Italiana, a partire da ‘Chiesa e solidarietà che per certi aspetti si è aggravato, mentre
sociale’, risultato della terza indagine sui la povertà continua a colpire un’ampia
servizi socio-assistenziali collegati alla fascia di popolazione. Quella dello Stato
Chiese cattolica in Italia, condotto dalla Sociale è una questione sempre aperta, è
Consulta ecclesiale delle opere socio-assi- sottoposto a due pressioni contraddittorie:
stenziali. L’intento puramente operativo una che mira a mantenere il livello delle
dell’incontro emergeva dal richiamo del prestazioni, l’altra che spinge per con-
sottotitolo: “ascoltare, osservare, discerne- seguire una riduzione dei costi.
re”. Praticamente il seminario presentava la La vasta rete dei servizi socio-assisten-
Caritas come soggetto e come oggetto, con ziali collegati con la Chiesa opera in que-
il fine di delinearne il ruolo e gli strumenti sto quadro di grande incertezza. Si tratta
d’azione “per una pastorale della carità di circa 11.000 servizi, che dopo dieci anni
Caritas Diocesana

orientata verso i servizi caritativi”, come ha hanno registrato una crescita media
affermato nella relazione conclusiva il Di- annua del 15%, dimostrando nel comples-
rettore, don Vittorio Nozza, che ha esorta- so grande vitalità. Una prima immagine di
to a costruire una esperienza di carità che quanto le cose siano cambiate nell’ultimo
abbia una sua logica, un suo programma e decennio viene dalla constatazione che,
una sua progettualità formativa. mentre nel 1988 le attività che i servizi
Poco più di vent’anni separano questa svolgevano erano l’assistenza residenziale
nuova indagine dalla prima; e una decina per anziani, minori, disabili e l’assistenza
d’anni dalla seconda. E’ stato un periodo, domiciliare, il servizio che risulta essere
questo, nel quale molte cose sono mutate: più diffuso nel 1999 è quello di prima
nelle condizioni generali di vita, nelle situa- accoglienza-primo aiuto: esso rappresenta
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InformaCARITAS

oltre un quinto di tutti i servizi. La distribu- le inefficienza dello Stato.


zione geografica dei servizi risulta forte-
mente squilibrata, riproducendo il consue- LA RIFLESSIONE PASTORALE.
to divario fra nord e sud. Rapportati alla
popolazione residente, al Nord - Est e al Altro intervento di rilievo è stato operato,
Nord - Ovest si riscontrano rispettivamente in prospettiva pastorale, da don Giuseppe
22,5 e 23,9 servizi ogni 100.000 residenti; al Pasini.
Centro ve ne sono 19,4 e al Sud 12,3; men- Con saggezza ha affermato che nelle
tre nelle Isole il rapporto è di 15,5 servizi intenzioni della CEI questa ricerca è stata
ogni 100.000 residenti. La media italiana è fatta per tentare di aiutare la Chiesa a capi-
di 19 servizi ogni 100.000 residenti. re e riflettere sulla propria presenza carita-
tiva; per vedere se è adeguata alle emer-
SOLIDITÀ OPERATIVA E VOLONTA- genze e ai bisogni. Ci ha invitato a doman-
RIATO. darci se i servizi nascono da una presenza
caritativa evangelizzante che coinvolge; se
Il numero di persone impegnate nelle è solo realizzazione di servizi o riesce a pro-
varie attività è difficilmente calcolabile, non porre cultura, ideali e valori, da cui nasce
potendosi sommare il personale retribuito una nuova politica sociale; se in rapporto al
impiegato a tempo pieno e le prestazioni territorio nasce l’attenzione alla persona,
dei volontari presenti saltuariamente. alla giustizia. Ecco allora proporre un
Questi ultimi rappresentano la risorsa discernimento, che deve essere comunita-
principale dei servizi, costituendo i due terzi rio, per vedere cosa lasciare, cosa rivedere,
delle “posizioni di lavoro”. La presenza di cosa mantenere nella testimonianza strut-
volontari deve certamente essere valutata turata della carità come emerge dai servizi
in modo positivo, in quanto testimonianza socio-assistenziali. Inizia da qui la vera 7
concreta di solidarietà. Essa fa sorgere riflessione pastorale, che se venisse a man-
anche qualche interrogativo sulla solidità care il Censimento sarebbe da collocare tra
operativa di alcuni servizi. Dall’indagine le cose di lusso, cioè non è servito a niente.
emerge infatti che il 47% dei servizi impie- Tali riflessioni e domande sono utili a noi
ga esclusivamente personale volontario; per verificare quanto e quante delle nostre
tale percentuale sale all’80% nei servizi di ‘opere’ rispondono al mandato della
prima accoglienza-primo aiuto e al 90% in Caritas. Vi propongo, direttamente dai miei
quelli di assistenza in carcere, in ospedale e ‘appunti’, tali interrogativi.
a domicilio.
Le Caritas parrocchiali e diocesane regi- 1. Attraverso la carità raggiungiamo per-
strano una buona presenza nella rete dei sone che non raggiungiamo più né con la
servizi collegati con la Chiesa, avendo isti- catechesi, né con i sacramenti e permettia-
tuito con essi rapporti in circa il 60% dei casi mo loro di entrare nel messaggio evangeli-

Caritas Diocesana
e arrivando talora (cioè nel 23% dei casi) a co, al suo cuore.
dare un significativo contributo all’avvia- Cosa caratterizza nella sostanza questi
mento di nuove attività. nostri servizi?
All’imminente processo di riforma dello - Ispirazione cristiana, ma aconfessionale.
Stato Sociale, la rete dei servizi collegati - Fisionomia non confessionale.
con la Chiesa si presenta quindi rafforzata,
soprattutto nei servizi rivolti ai bisogni 2. Perché la Chiesa è interessata a cono-
emergenti. Ciò che bisognerà definire con scere le realtà di assistenza?
grande attenzione è il ruolo che essa potrà Non per il potere, ma per verificare se la
svolgere, mantenendo fede alla propria fede nelle nostre Caritas si incarna nella
missione, ma senza fornire alibi all’eventua- solidarietà. Normalmente la presenza cri-
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InformaCARITAS

stiana è cultuale. Ed ancora per vedere l’in- famiglia?


cidenza della Chiesa nella costruzione di a. la ricerca va fatta insieme agli altri setto-
una società, quindi politiche sociali. ri: famiglia, pastorale giovanile, pastora-
le sociale.
3. Come tenere vivi i valori della Chiesa b. finanziamento dei servizi ecclesiali: conti-
nel mondo? nui ed eccezionali. Quali problemi nasco-
Giocare tutte le nostre carte nella forma- no sul lato finanziario? Col cambio di
zione delle persone che operano nelle strut- finanziamento (quello pubblico) quale
ture della Chiesa. significato e immagine religiosa danno?
C’è sperequazione tra le regioni del nord Quale servizio ecclesiale danno. Da che
e le regioni del sud, sia in Italia che nel cosa si vede l’ecclesialità? Dalle modalità.
mondo. Non possiamo attaccarci al carro Ma si deve far vedere, altrimenti sono
politico delle regioni, per cui vi saranno opere private gestite da religiosi, ma col
quelle avanti e quelle indietro. Dobbiamo denaro pubblico.
capire che tutti abbiamo qualcosa da dare e
da ricevere. 6. Libertà della Chiesa.
La Chiesa che vive col denaro pubblico ha
4. Significatività dei servizi sociali della il coraggio di denunziare il pubblico?
Chiesa. a. Si chiedono le quote di mercato. E la
Questi sono chiamati a essere segno della scelta evangelica della scelta preferen-
carità della Chiesa, di Cristo. Attenzione ziale per i poveri? E la significatività
agli ultimi, gratuità, rapporti personalizza- evangelica?
ti, formazione permanente, risposte profe- b. I servizi residenziali continuativi hanno
tiche ai bisogni nuovi, flessibilità delle strut- più problemi. I servizi non residenziali
8 ture rispetto ai bisogni di povertà. hanno molto meno problemi. Questo
a. il problema dei minori, la soluzione è la non ci da una via preferenziale di scelta?
famiglia. Se è assente, quale risposta
dare? Gli istituti sono calati. La media 7. Operatori e risorse umane.
negli istituti è di 22, nelle comunità Personale retribuito 52%, Volontariato
alloggio è di 18, nelle Case-famiglia è di 32%, Obiettori 10%, Religiosi 6%. E la pre-
12/16. E’ cambiata l’etichetta, l’istituto è senza del Volontariato professionale dov’è?
rimasto com’era. a. Un servizio su 2 sta in piedi per il servizio
b. I Centri d’Ascolto sono enormemente cre- degli Obiettori. La continuità e la compe-
sciuti. Ascoltano, ma devono farsi ascol- tenza sono garantite?
tare. Le richieste dovrebbero cadere nella b. Il 35% dei servizi non fa alcuna forma-
pastorale. I Centri d’Ascolto fanno solo zione, in altri è saltuario. Il valore degli
ascolto o diventano altoparlante perché obiettori è pedagogico, ma così dove va
impostano le risorse sui bisogni? a finire? Perché è debole l’impegno for-
Caritas Diocesana

Altrimenti pastoralmente sono insignifi- mativo? Quali contenuti dare alla forma-
canti! zione? La Professionalità è saper fare ciò
c. La prevenzione. Ne viene fatta poca. E che fa? No? Allora quali sono gli atteg-
quella che è fatta, è fatta perché le cose giamenti, le motivazioni, la formazione
non peggiorino, non perché non accada- all’esercizio dell’impegno sociale. Chi fa
no. la formazione?

5. L’impegno della chiesa per gli anziani 8. Rapporto con la Chiesa locale.
è molto alto. Dovrebbe essere reciprocità. I servizi danno
Non sradicare gli anziani dal loro e ricevono dalla comunità ecclesiale, aiuta-
ambiente. Come promuovere la presenza in no e possono aiutare a recuperare la carità
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InformaCARITAS

come dono di sé e non di cose. Sentirsi


Chiesa e non realtà isolate. Perché tanti ser-
vizi non hanno rapporti con la Caritas?
Vedono la Caritas concorrente? Sono legate
ai movimenti? Hanno autonomia finanzia-
ria?

9. Rapporti con il territorio.


Amministrazione e la gente. I rapporti siano
reali con i Comuni, questi richiamano le
Istituzioni. I rapporti con altri servizi sono
meno accentrati. Come lavorare per gestire
i diritti delle persone di cui ci occupiamo? I
‘buoni’ (voucher) sono la risposta giusta? E
quelli che hanno bisogno di essere presi in
carico? Dobbiamo aiutare le Opere a non
fare servizi, ma dare contributi per la
costruzione di reali politiche sociali.
Dobbiamo incidere nella cultura della
società che genera tanti mali nelle persone
senza loro volontà per dare vere politiche
sociali.

LE CONCLUSIONI. quadro politico è di transizione, non è chia-


ro. Ci deve essere un impegno culturale 9
“Osservare, ascoltare, discernere che profondo e dentro questo una rivoluzione
corrisponde a conoscenza, apertura, personalistica. La solidarietà va operata
approfondimento”. Questo ha sottoli- dentro un pensiero per far fronte alla crisi
neato don Giancarlo Perego, responsabile dello Stato Sociale.
dell’Area Nazionale Caritas. “Questo è il Noi abbiamo un patrimonio che sono
metodo di lavoro della Caritas, che è secon- valori da condividere, valori su cui fare i
do il Magistero sociale della Chiesa, ma è conti attorno alla persona. Ecco il valore
più deduttivo: dalla rivelazione alla società, dei Centri d’Ascolto: tutelare le persone,
lasciandoci guidare da un metodo indutti- vedere i bisogni, dare risposte. E poi
vo: vedere, giudicare, agire. La nostra azio- Centri d’Ascolto e Osservatori insieme
ne va dalla Mater et Magistra alla dovranno elaborare vere politiche sociali
Sollecitudo rei socialis”. Nei Centri d’ascol- capaci di incidere nella cultura della
to si manifesta la povertà assoluta. Si è col- società che genera tanti mali nelle perso-

Caritas Diocesana
piti dai problemi presentati. I poveri per- ne senza loro volontà. Ma dobbiamo
tanto sono al primo posto e c’è e ci sarà essere educati ai valori e avere una
sempre attenzione alla dignità dei poveri. coscienza libera e una libertà di agire nel
Come ci ha detto il Papa, dobbiamo mani- sociale.
festare una crescita della fantasia della Dal mondo contemporaneo (sociale, poli-
Carità. tico, economico) vengono tante sfide alla
Ma qual è l’identità della Caritas nel ter- comunità cristiana: culturali, politiche, eco-
ritorio? I termini di confronto sono: solida- nomiche. Quali risposte saprà dare la
rietà, servizio e politica. C’è un quadro Caritas?
generale che va verso l’individualismo e il
capitalismo, verso un pensiero debole. Il Don Giovanni Basile
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InformaCARITAS

Azione Cattolica, Pastorale disabili, Gruppo “Bussola”,


Associazione “Apriti Cuore” ONLUS insieme per fare
CARITAS.
direttore pastorale giovanile), Rosa Foti

V
enerdì 10 Maggio nella comunità par-
rocchiale di Mater Misericordiae i (direttore della pastorale disabili), Elio
Gospel project hanno offerto un con- Tomarchio ( presidente diocesano dell’Azione
certo di musica gospel per la raccolta fondi in Cattolica), Giuseppe Mattina (presidente del-
favore del C’ENTRO ANCH’IO, centro diurno l’associazione “Apriti Cuore” ONLUS, Bartolo
culturale - ricreativo - integrato per diversabi- Sammartino (Vice-sindaco di Palermo),
li che comincerà presto la sua attività di servi- Riccardo Piccione (consigliere comunale - PA),
zio nel cuore della nostra Chiesa palermitana. Giuseppe D’Appolito (consigliere provinciale -
E’ stato un momento di festa, ma innanzitut- PA) hanno condiviso l’ideale che vale più della
to un momento di incontro. Sin dall’inizio, vita nella possibilità di costruire il bene comu-
infatti, già nel pensare il C’ENTRO ANCH’IO, ne della nostra comunità palermitana. Ci sem-
l’Azione Cattolica, la Pastorale disabili, il bra di poter considerare questo C’ENTRO
Gruppo Bussola e l’Associazione “Apriti ANCH’IO come frutto di una imprescindibile
Cuore” ONLUS hanno sperimentato il signifi- sinergia di comunione ecclesiale e opera
cato dell’essere e del fare Caritas testimonian- segno della fantasia della Caritas ed invitiamo
10 do la comunione ecclesiale; hanno lavorato chiunque volesse collaborare mettendo a
insieme per maturare l’importanza della disposizione tempo, capacità, carisma, dena-
pastorale d’insieme e leggendo le necessità ro, a contattarci; si svolgeranno corsi di for-
delle persone e del territorio hanno deciso di mazione specifici per volontari presso il centro
rendere testimonianza della speranza che li AGAPE della Caritas diocesana in p.zza S.
unisce al Risorto con l’apertura di un centro Chiara, dove sarà aperto il martedì ed il gio-
culturale - ricreativo - integrato che accoglierà vedì, mattina e pomeriggio, uno sportello
un gruppo di diversabili e un gruppo di informativo H per chi volesse maggiori chiari-
ragazzi del quartiere nella terza circoscrizio- menti circa il servizio ed i suoi destinatari.
ne. Il C’ENTRO ANCH’IO, che si trova vicino al Affidiamoci per tutto il resto alla Parola
Policlinico in un locale di quasi 1000 mq e sarà che ci sembra “leggere” perfettamente
raggiungibile anche attraverso un servizio questa nuova icona di speranza della nostra
pullman, svolgerà le sue attività attraverso la Chiesa di Palermo perché possa essere luce
partecipazione dei ragazzi a dei laboratori chiarissima sui nostri passi:
ludico-ricreativi, culturali, riabilitativi, all’in- “Come infatti la pioggia la neve scen-
terno dei quali gli stessi saranno accompa- dono dal cielo e non vi ritornano senza avere
gnati e sostenuti nel raggiungimento degli irrigato la terra, senza averla fecondata e
obiettivi relativi alla loro integrazione sociale, fatta germogliare, perché dia il seme al semi-
Area regale

scolastica e lavorativa. Tale iniziativa a servizio natore e pane da mangiare, così sarà della
di Dio e a servizio degli uomini ha visto impe- parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà
gnati i responsabili delle diverse realtà pro- a me senza effetto, senza aver operato ciò
motrici in un continuo confronto con i refe- che desidero e senza aver compiuto ciò per
renti delle istituzioni pubbliche; così al con- cui l’ho mandata” ( Is 55, 10 – 11).
certo, Mons. Genualdi (direttore della
Caritas), don Raffaele Mangano (parroco e Mario Sedia
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InformaCARITAS

PISTE DI LETTURA
DEL CONVEGNO CARITAS
CALABRIA-SICILIA GIARDINI NAX0S 7-9 FEBBRAI0 2002
Il tema ne e disoccupazione del Sud. Le persone
“Comunicare il Vangelo in un mondo che non funzionali al sistema, sono “popolazio-
cambia”, tenendo conto del mondo del Sud ne eccedente”, che vive invano, anche se si
per un Vangelo nel Sud. tratta di un miliardo e mezzo di uomini.

Quale Sud? Contraddizioní


Sud, più che una situazione geografica, è Le logiche della globalizzazione sono
anzitutto una condizione antropologica, sbagliate poiché non tengono in alcun
relativa ad un Nord e determinata dal Nord. conto il valore della persona nei confronti
Anche il nostro Sud ha al suo interno il del profitto. È sempre meglio non avere 11
proprio Nord ed è premuto ed interrogato una soluzione, che adottarne una sbagliata,
da Sud più profondi. anche, peggio, se vincente.
Sotto il profilo cristiano, paradossalmen-
Globalizzazione e Sud te, questa soluzione sbagliata viene elabo-
Come il Nord ha raggiunto dimensioni rata e perseguita dei Paesi tradizionalmen-
globali, così anche il Sud è esploso in modo te cristiani.
globale, definitivo, apocalittico. Anche il nostro Sud, ignorando le sue
La globalizzazione per il Nord è pro- radici storiche e la sua identità, da vittima
grammazione e pianificazione della produ- rischia di diventare carnefice, condividendo
zione, del mercato, del profitto; si tratta di e perseguendo vie d’ingiustizia, di schia-
una concezione che coincide con l’idea stes- vitù.
sa di progresso umano e dimensione unica
di sviluppo, specie dopo il 1989. Prospettive
Sebbene fruita da ambiti ristretti, ma Riconoscersi Sud significa riappropriarsi
dominanti, la logica del profitto globale è di un valore culturale, dove l’uomo. Aldilà

Area regionale
ritenuta unica soluzione “etica” assoluta e di ciò che vale in termini di profitto, viene
non discutibile. Chi si oppone è un nemico valutato mi quanto persona.
da combattere, un sospetto da cui guardar- Sul piano cristiano la persona diventa la
si. ricchezza, poiché oggetto dell’amore irre-
La globalizzazione, in modo speculare, versibile di Dio in Gesù Cristo. L’impegno
determina i Sud, li domina e li sfrutta: para- della Chiesa non è tanto quello d’imitare lo
dossalmente sono funzionali al Nord migra- stile di Dio, ma di offrire con trasparenza
zioni di massa, guerre, criminalità, processi tale amore senza ritorno come contenuto
di criminalizzazione dei diversi, occupazio- stesso dell’animazione e dell’azione della
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Chiesa. Già “suonare a morto la campana significa acquisire consapevolezza sulle


perché è morta la giustizia”, da parte della positività e prospettività di essere Sud, por-
Chiesa è segno e realizzazione della sua tatori di una “cultura meridiana”, da libe-
missione evangelica. rare dalle contraddizioni di scelte culturali e
politiche sociali aliene dalle nostre radici.
Nello spirito delle beatitudini però la Significa anche superare la concezione
Chiesa rende attuale la scelta preferenziale della carità come “crocerossina” della sto-
degli ultimi, dei poveri e degli sconfitti, ria, per fame struttura della storia, attraver-
attraverso la testimonianza di amore che si so un “pensare globale e operare locale”.
muove perchè si commuove e, perciò, pro- Questo convegno è un’esperienza alla
muove. “Beati voi poveri”, cioè “in marcia, quale dare continuità attraverso possibilità
su, in piedi poveri ...” di incontro e di scambio tra Regioni del Sud
e approfondimenti e riflessioni relative al
Questo convegno ..... comune patrimonio storico, culturale, socia-
Pensare, riflettere., incarnare il Vangelo le, religioso.

12
Area regionale
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LUNGO LE STRADE DEL QUOTIDIANO


I responsabili delle oltre 200 Caritas diocesane e della Caritas Italiana si ritrovano a
Bellaria-Igea Marina (Rimini), dal 17 al 20 giugno, per il 28° Convegno Nazionale, dal tito-
lo “Lungo le strade del quotidiano…Dio ti ha portato per tutto il cammino”.

“Come non ricordare, tra i molte- scanditi dal confronto con la Parola sotto la
plici insegnamenti e iniziative della guida di don Giovanni Salvini, parroco e
C.E.I., …l’istituzione della Caritas biblista. Alla relazione teologica con cui il
Italiana, per favorire e promuovere a prof. Armido Rizzi aprirà i lavori, faranno
tutti i livelli l’attuazione del precetto seguito nei giorni successivi le due relazioni
evangelico della carità?”. pastorali, “Abitare il territorio” e “Abitare
il mondo”, di don Luca Bressan e di

C
osì il Santo Padre in occasione dei 50 Roberto Rambaldi e una panoramica sulle
anni della Conferenza episcopale ita- attenzioni prioritarie della Caritas a cura di
liana, ha voluto ribadire il senso e la don Giancarlo Perego.
missione della Caritas, organismo pastorale
della Chiesa italiana. Una carità-vita, incar- “I 35 anni del Gruppo Abele: quali cam-
nata nel quotidiano, prima e oltre la carità- mini con i vulnerabili” sarà il titolo dell’in-
pacco. tervento di don Luigi Ciotti, nell’ultima
13
giornata di Convegno.
Una missione che da tre decenni viene
declinata giorno per giorno nelle Chiese Di stringente attualità gli argomenti
locali e nelle Chiese sorelle nel mondo. Con affrontati nei lavori per ambiti: famiglia,
presenze, attenzioni e azioni che cercano parrocchia, politiche sociali, globalizzazio-
costantemente di far fronte a sfide impor- ne, con uno sguardo attento alle realtà
tanti: la sfida di collegare emergenze e delle varie aree del pianeta.
quotidianità, la sfida educativa su giustizia,
pace, salvaguardia del creato e il recupero Molti gli ospiti, anche internazionali: S.E.
di una spiritualità di povertà e condivisione. Mons. Mariano De Nicolò, vescovo di
In particolare, dentro la storia di oggi, con Rimini; S.E. Mons. Stanislav Hocevar,
tempi e spazi immediati, dobbiamo chie- Arcivescovo di Belgrado; Mons. Renzo
derci come possiamo collegare fatti di cro- Bonetti, Direttore Ufficio Cei per la pasto-
naca e emergenze, scelte politiche e propo- rale della famiglia; Paola Bignardi, presi-
ste sociali, economia e mercati, con la vita, dente dell’Azione Cattolica; Cristina
le scelte, gli ambienti della quotidianità. Calvo, coordinatrice di Caritas Argentina;

Area nazionale
Proprio da questo interrogativo partiranno P. Justo Lacunza, rettore del Pontificio isti-
gli oltre 600 convegnisti che quest’anno si tuto studi arabi e islamistica.
sono dati appuntamento a Bellaria. Di richiamo anche i partecipanti alla
tavola rotonda in programma per la serata
La prolusione del presidente di Caritas di martedì 18 giugno: Ennio Remondino,
Italiana, S.E. Mons. Benito Cocchi e le inviato Rai; Savino Pezzotta, Segretario
conclusioni del direttore, don Vittorio generale Cisl; Alberto Bobbio, inviato
Nozza, saranno le due sponde entro cui si Famiglia Cristiana; Patrizia Caiffa, redat-
articoleranno i vari momenti del Convegno, trice del Sir.
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InformaCARITAS

… anch’io a

KISANGANI
Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani -
Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani -
Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani -
Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani -
Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani - Kisangani -
Dal 3 all’8 Aprile si è svolta
l’AZIONE INTERNAZIONALE NON VIOLENTA DI PACE
Libérons la paix – Liberiamo la pace «DOBBIAMO LIBERARE LA PACE»

«
T
utti sono stanchi della guerra: il Il mondo occidentale è sconvolto e con-
popolo, in primo luogo perché centrato contro il terrorismo internazionale,
continua a dover piangere i suoi che diventa ancora il pretesto per intervenire
morti; e poi i soldati che ne hanno abba- con la guerra, seminando indiscriminatamen-
stanza di questa guerra senza vincitori né te morte e distruzione. Noi vogliamo partire
14 vinti; e i capi di stato anche loro che con proprio dalle vittime, con particolare atten-
questa guerra non hanno risolto nessuno zione a quelle che sono totalmente ignorate,
dei problemi posti all’inizio; e la comunità per esprimere una solidarietà che si traduca
internazionale, infine, che non né può più in percorsi di pace. Spesso pensiamo di essere
di questi partner incapaci di mantenere la troppo piccoli per affrontare problemi così
parola data». grandi. Eppure sappiamo quanto siamo
importanti per le persone che amiamo e per
Sono ormai cinque anni che i paesi dei quelle da cui siamo amati! Confidiamo in
Grandi Laghi d’Africa attraversano una questa forza che si traduce nell’impegno di
grande crisi dovuta a motivi politici, a moti- ciascuno. Finora sono state dettare le leggi,
vi socio-economici, a motivi morali e a moti- noi crediamo nella forza dell’incontro fra i
vi culturali. popoli, al loro prioritario diritto alla pace, e
Area Internazionale

La povertà e la miseria sono il pane quoti- per questo vogliamo camminare insieme.
diano della maggior parte della popolazio- • Contribuendo alla diffusione del progetto;
ne. I bambini vengono usati per i compiti • Informando e facendo informazione e sen-
degradanti oppure fanno da scudi umani. sibilizzazione sulla situazione dell’Africa;
L’analfabetismo aumenta, i rifugiati e gli • Facendo pressione sull’ONU, L’Unione
sfollati non si contano più. In breve la guer- Europea e l’Unione Africana perché
ra e la morte hanno preso domicilio nei paesi intervengano efficacemente per la pace
dei Grandi Laghi e la vita umana è diventata nella regione dei Grandi Laghi;
merce di scambio tra i signori della guerra. • Esercitando pressioni su istituzioni e per-
E come se non bastasse, si organizza il sonalità affinché aderiscano all’iniziativa.
furto e il saccheggiamento delle risorse Sono queste le principali iniziative.
naturali della Repubblica Democratica del
Congo. a cura del Servizio Studi e Documentazione
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InformaCARITAS

VERSO IL SISTEMA INTEGRATO


REGIONALE DEI SERVIZI SOCIALI
“infrastrutture operative” realizzate per

L
a Legge Quadro di riforma del siste-
ma degli interventi e dei servizi socia- rafforzare e completare la cooperazione tra
li (legge 328/2000) ha introdotto i soggetti leader e le parti sociali: il
profonde innovazioni alcune delle quali Protocollo Operativo Coordinato, ai sensi
anticipate dal Decreto Legislativo 229/99 della legge 476/98, in materia di “tutela dei
sull’integrazione socio-sanitaria. Esse minori e cooperazione in ambito di adozio-
dovranno essere attuate tenendo conto ne internazionale” e l’Osservatorio
delle specificità e delle peculiarità regiona- Regionale per l’infanzia e l’adolescenza,
li, nonché delle modifiche normative promosso ex Legge 451/1997.
(attuali e in prospettiva) relative ai poteri
delle Regioni e delle Autonomie Locali. In Il Piano si struttura attraverso alcune Fasi
particolare, la Legge 328/2000 prevede la operative, nelle quali verranno definite in
predisposizione di un Piano Sociale regio- sintonia con la Legge Quadro e tenendo
nale (PSR) e di Piani di Zona (PdZ) in ogni conto del Piano nazionale degli interventi e 15
ambito territoriale. Nella formulazione dei dei Servizi Sociali 2001-2003, nonché dei
Piani, la legge prevede il coinvolgimento relativi regolamenti attuativi, i tempi e le
attivo degli attori sociali del territorio e la priorità dell’intervento.
sottoscrizione di Accordi di Programma con
le Istituzioni locali. Principali adempimenti attuativi
(Legge 8 novembre 2000, n. 328):
L’attuazione della riforma comporta una
profonda revisione del sistema degli inter- • Ripartizione dei finanziamenti assegnati
venti e dei servizi sociali, con l’assicurazione dallo Stato;
di livelli minimi essenziali e standard di ero-
gazione delle prestazioni. Attualmente la • Emanazione di atti di indirizzo per rego-
Regione Siciliana dispone di un impianto lamentare i rapporti tra Enti Locali e
legislativo, per quanto riguarda i servizi Terzo Settore, con particolare riferimen-
sociali e assistenziali alquanto ampio e to ai sistemi di affidamento dei servizi
strutturato ma datato, sorretto soprattutto alla persona;
dalla legge regionale 22/1986, oltre che da
• Disciplina delle modalità per valorizzare

Sussidiazione
un funzionale sistema attuativo della Legge
285/1997 sulle “Disposizioni per la promo- l’apporto del volontariato nell’erogazio-
zione di diritti ed- opportunità per l’infan- ne dei servizi;
zia e l’adolescenza” (triennio 2000-2002), le
cui linee guida definiscono ambiti e piani • Disciplina del ruolo delle Province;
territoriali e accordi di programma, frutto
di un’ampia condivisione tra le parti sociali. • Programmazione degli interventi sociali
Il Sistema Integrato Regionale dei Servizi con la promozione di modalità di colla-
Sociali potrà, inoltre, tenere conto di alcune borazione e azioni coordinate con gli
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InformaCARITAS

Enti Locali - consultazione dei soggetti di to di politiche:


cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10;
Una Fase operativa sarà dedicata alla • Sanitarie;
definizione degli Indicatori Sociali prope- • Urbanistiche e abitative;
deutici al riparto delle risorse del Fondo • Della scuola e dei servizi per l’infanzia;
Nazionale per le Politiche Sociali: • Della formazione e del lavoro;
Responsabilità familiari - popolazione tota- • Dell’ambiente;
le e sua articolazione territoriale; Diritti dei • Dei trasporti;
minori - popolazione inferiore ai 3 • Dei territori a rischio;
anni/popolazione inferiore ai 18 anni; • Delle pari opportunità tra uomini e
Persone anziane - popolazione superiore ai donne.
65 anni/popolazione superiore ai 75 anni;
Contrasto povertà - famiglie povere nume- Principi ispiratori del Piano saranno:
rose/disoccupazione totale; Disabili - fami-
glie con disabili gravi; Immigrati; • Responsabilità civili e solidarietà;
Tossicodipendenze. • Diritti sociali da promuovere, tutelare e
rendere esigibili;
In sintesi, queste sono le FASI previste • Qualità sociale come strategia di cambia-
dall’intervento, corrispondenti a 8 macroa- mento e di sviluppo;
ree: • Integrazione socio-sanitaria e per lo svi-
luppo locale, per uscire dalle emergenze
1. Il Sistema Integrato Regionale dei Servizi e combattere l’esclusione.
Sociali;
Obiettivi Strategici del Piano regionale:
16 2. L’Individuazione dell’assetto territoriale:
gli ambiti territoriali; • La centralità della persona e della fami-
glia, quale soggetto destinatario ed
3. La rete dei servizi essenziali: l’assetto insieme risorsa e opportunità per la
organizzativo del sistema sociale; le politi- comunità locale;
che integrate con Sanità, Scuola e Lavoro; • L’universalità dell’accesso agli interventi
e ai servizi sociali;
4. I Piani di Zona e gli Organi di Governo • La prevenzione e la riduzione della
del Sistema Sociale; povertà ed ai rischi connessi ai processi di
esclusione sociale;
5. Le aree di priorità e il sistema delle • Il riconoscimento del principio di
responsabilità condivise; Sussidiaríetà attraverso il riconoscimento
dei soggetti del Terzo Settore.
6. Le risorse finanziarie; l’integrazione con
il Quadro Europeo; Ovviamente queste note vogliono essere
soltanto alcuni appunti di percorso che il
7. La rete degli Enti Terzi e dei soggetti di Gruppo di Lavoro dovrà considerare e ottimiz-
Sussidiazione

Terzo Settore; zare al meglio, tenendo conto dell’importante


obiettivo che ci siamo impegnati a raggiunge-
8. Il sistema di sviluppo sociale. la qualità, la re: definire, in tempi certi il Piano Triennale
formazione permanente, il sistema infor- dei Servizi Sociali 2002-2004 della
mativo. Regione Siciliana, comprendente gli indi-
rizzi per la realizzazione dei Piani di Zona.
Il Piano Regionale dovrà integrare
indirizzi e strategie operative in ambi- A cura dell’Assessorato agli Enti Locali
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CAV
CENTRO AIUTO ALLA VITA
CAV
CAV
CAV
I
l Centro Aiuto alla Vita è una organizza- A seguito di una attenta e condivisa
zione di volontarIato (ONLUS), regolar- valutazione., condotta attraverso colloqui
mente iscritta nell’albo delle associazioni e visite domiciliari, prendono in carico la
di volontariato al n. 96 del 22/05/1996, che situazione problematica decidendo succes-
da ben ventidue anni, nell’ambito cittadino, sivamente le modalità di aiuto.
opera per il rispetto e la tutela della vita Seguono e supportano la donna e/o la
umana m ogni stadio della sua esistenza. coppia e/o la famiglia per il periodo relativo 17
Il C.A.V. nello specifico si propone come alla gravidanza fino al compimento almeno
scelta l’accoglienza alla vita in alternativa del primo anno di vita del nascituro.

Servizio studi e documentazione


all’aborto volontario, sostenendo e suppor- Presenziano altresì un giorno la settima-
tando a vari livelli la donna che si trova ad na presso il servizio di Interruzione
affrontare una gravidanza difficile o indesi- Volontaria della Gravidanza (l.V.G.) della
derata. seconda Divisione di Ginecologia ed
Il C.A.V. rifiuta la logica di tipo assisten- Ostetricia dell’Ospedale Civico di Palermo,
zialista, promuovendo sempre la responsa- dove offrono ascolto e possibili alterna-
bilizzazione e l’autonomia della donna e/o tive all’aborto.
della coppia ad accogliere il proprio bambi- Le risorse di cui dispone il Centro pro-
no. vengono dalle quote dei soci, da offerte
L’intervento si sostanzia nell’offerta alle libere di privati ed enti che ne condividono
madri e/o alle coppie in difficoltà di consu- le finalità e da trascorse convenzioni con il
lenza medica, legale, sociale, psicologica, Comune di Palermo relativamente alle
sostegno economico ed aiuto materiale. spese dì gestione.
Nella prassi operativa i volontari (che Il C.A.V. opera trasversalmente su tutto il
contemplano anche figure professionali territorio cittadino, rivolgendosi particolar-
quali assistenti sociali e psicologi) che ope- mente ad una utenza proveniente dalle
rano all’interno dei C.A.V. zone più degradate e disagiate sia cultural-
Accolgono e ascoltano la richiesta di mente che economicamente della città di
aiuto della donna (che può presentarsi Palermo, si rileva inoltre, un notevole
spontaneamente o essere inviata da strut- aumento di cittadini extra comunitari che, a
ture sociali e sanitarie pubbliche e private causa della loro situazione spesso irregola-
del territorio). re, non hanno alcun accesso alle sovvenzio-
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InformaCARITAS

ni ed ai contributi provenienti dalle dite di beneficenza, spettacoli, e


Pubbliche Amministrazioni. quant’altro possa far conoscere, apprez-
zare, avvicinare la cittadinanza alla cultu-
ATTIVITÀ REALIZZATE ra del volontariato e della vita;

Colloqui ed incontri presso la II Divisione • Presentazione di progetti sui sostegno


di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale alla maternità e paternità responsabili

CAV
CAV
CAV
Civico di Palermo, per assicurare alla donna presso il Comune di Palermo;
la possibilità di un conforto umano e di un • Realizzazione e conduzione di gruppi di
sostegno relazionale, nonché un ventaglio Auto e Mutuo Auto alle madri; alle cop-
di possibili alternative; pie in difficoltà, nell’ottica della promo-
zione umana e delle acquisizioni del e
• Possibilità di colloqui con Counselor autonomie genitoriali;
Gestaltica presso i locali dei Centro;
• Riunioni periodiche dei volontari per un
• Collegamento con i Servizi Territoriali costante aggiornamento, dibattito, ecc...
pubblici e privati, secondo le necessità sulle modalità operative e sugli interven-
emergenti delle donne, in particolare ti del Centro, per l’esame dei casi di corso
con il Servizio Sociale Professionale del e per l’assegnazione dei nuovi.
Comune ed i Consultori;
MODALITÀ OPERATIVE
• Lavoro di rete, cioè sviluppare canali di
comunicazione tra la donna /famiglia ed • Colloqui, anche telefonici, con le utenti;
il territorio;
18 • Tenuta del bilancio, rendiconto mensile,
• Collaborazione con Enti di Patronato, gestione dei fondi che provengono da
gruppi religiosi, ecc... Enti, Istituzioni, Associazioni, ecc...
Servizio studi e documentazione

• Sito internet;
• Incontri con gli allievi ed alcuni docenti
delle Scuole di Servizio Sociale di • Assemblea dei Soci secondo lo Statuto
Palermo, sulle problematiche territoriali art. 9;
emergenti e sulle proposte di intervento
possibili; STRUMENTI OPERATIVI

• Attività didattica presso le Scuole Medie • Schedari e cartelle dell’utenza compren-


Superiori relativamente alla diffusione sivi della sottoscrizione di moduli per la
della cultura della vita, con l’opportunità privacy;
di aprire anche gruppi di discussione. in
merito; • Corrispondenza con i benefattori che
sostengono l’opera del C.A.V.;
• Partecipazione dei volontari ad incontri.
dibattiti, convegni, ecc., sia nell’ambito • Riunione mensile dei volontari;
cittadino che regionale e nazionale, i cui
argomenti ricadano sui temi dell’aborto, • Riunioni assembleari dei soci;
della maternità, dell’operato delle asso-
ciazioni di volontariato, ecc... ; • Stesura di relazioni per il Comune sia per
i progetti “Gemma’ a suo tempo sotto-
• Organizzazioni di manifestazioni, gior- scritti, sia per le attività svolte dal Centro
nate di discussioni, tavole rotonde, ven- in corrispondenza delle spese effettuate.
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InformaCARITAS

UNA NUOVA LEVA


CONTRO LA POVERTÀ
«In un mondo globalizzato cambia l’aiuto allo sviluppo»

N
on è stata una conferenza come riuscito ad entrare nella grande rete e
tante altre l’incontro internazionale pagare il prezzo della propria scarsità di
«E-Governament per lo sviluppo» mezzi o dell’inadeguatezza delle politiche
che il Governo Italiano, in collaborazione dei propri governi. Ed è questo il “digital
con l’ONU, ha organizzato il 10 e 11 Aprile divide”, il divario digitale, protagonista del
a Palermo a Palazzo dei Normanni, presen- terzo millennio. Un quadro che ha assunto
tando una serie di progetti innovativi. tinte ancor più fosche e inquietanti all’in-
Presenti 600 delegati in rappresentanza di domani dell’attacco terroristico all’America
70 paesi, hanno visionato diversi interventi dell’11 Settembre e nelle vaste sacche della
tra cui quello che prevede la realizzazione povertà che arruola i suoi soldati l’integrali-
del modello di funzioni per lo sviluppo eco- smo di tutti gli Osama Bin Laden presenti e
19
nomico e sociale. futuri.

Un aiuto allo sviluppo diverso per un Colpita al cuore non a caso l’amministra-

Servizio studi e documentazione


mondo diverso. A maggior ragione nell’era zione Bush, ha subito reagito mettendo sul
della scrittura digitale dell’economia del tappeto una nuova politica di misure eco-
pianeta. Dopo i fallimenti del passato, la nomiche e di aiuti ai Paesi in via di sviluppo
lotta alla povertà e quella per la riduzione pensata proprio come una delle armi princi-
delle ineguaglianze sono tornate ad essere, pali della lotta globale al terrorismo.
dopo una lunga parentesi, l’impegno Obiettivo la creazione di un alleanza mon-
numero uno di organizzazioni internazio- diale contro i nuovi nemici globali stretta-
nali, governi e istituzioni economiche. E per mente collegata alla lotta alla povertà. E la
più di una ragione. Ci sono innanzitutto i ricerca di una nuova strategia di aiuto allo
dati che testimoniano l’inadeguatezza delle sviluppo: aiuti si, ma non a pioggia come in
politiche del passato sul fronte dello svilup- passato, e soprattutto mirati ai paesi in via
po: in vent’anni il numero dei poveri, che di sviluppo i cui governi dimostrano di farli
vivono in meno di due dollari al giorno, è fruttare a seguito di opportune riforme.
cresciuto del 50%. Oggi costituiscono il
40% della popolazione mondiale, pari a 2,5 Paesi in via di sviluppo che prendono in
miliardi di individui. Ed è questo il tradizio- mano il proprio destino dunque, e paesi svi-
nale divario della ricchezza tra Nord e Sud luppati che attraverso l’aiuto allo sviluppo
del mondo. seminano in vista della creazione di un
grande mercato mondiale da cui sempre
Nel mondo globalizzato sotto il segno più attori economici possono trovare van-
del web la velocità di trasformazione dell’e- taggio. E ciò con un impegno generale che
conomia non può che penalizzare chi non è vede in prima linea non solo le organizza-
Impaginato Aprile 2002 14-06-2002 18:32 Pagina 20

InformaCARITAS

20
Servizio studi e documentazione

zioni internazionali, ma anche le imprese e anche gli investimenti delle imprese del
gli organismi non governativi. Ma se i paesi mondo industrializzato come di quello
in via di sviluppo devono rinunciare alle emergente. Questa è la strada verso lo svi-
politiche passive e alle corruzioni del passa- luppo che parte dall’E-Governament,
to, fonti di tutti i loro mali e dello sperpero l’informatizzazione dei governi e degli
degli aiuti, non possono che partire dalla appartai statali. E che oggi è una strada di
maggiore efficienza e trasparenza della non ritorno.
loro amministrazione. Con l’obbiettivo di
attirare gli aiuti dal resto del mondo, ma Maurizio Lo Iacono
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InformaCARITAS

VISITA PASTORALE
A TERMINI IMERESE
Il Cardinale visita
una comunità spirituale
21

N
ei precedenti articoli abbiamo illu- to vivendolo.
strato i diversi aspetti che caratte- Termini Imerese, presenta parrocchie che

Servizio studi e documentazione


rizzano la parrocchia, intesa come sono date “in solidum” ossia sono comunità
comunità visibile di fede, di speranza e di in comunione. Ossia sono comunità legate
servizio verso gli ultimi, che vive nella pro- da rapporti e interessi comuni, in quanto è
fezia, nella carità e nell’espressione del destinata ad esprimere, rendere visibile l’in-
sacerdozio che ogni cristiano con il battesi- tima unione soprannaturale degli uomini
mo ha ricevuto. con Dio. La comunione ecclesiale non è
Ma la parrocchia come cita Lumen frutto dei progetti degli uomini, ma è dono
Gentium al n. 1 nella sua natura più intima di Dio, anche se ha bisogno della libera
è una realtà soprannaturale, è un mistero. adesione e dello sforzo dell’uomo. Ed è
Essa rappresenta una cellula vitale della attraverso l’impegno dei cristiani di attuare
chiesa dove le diverse espressioni si manife- una convivenza sempre più unanime e con-
stano nell’azione pastorale del suo mistero, corde, che la chiesa tende a diventare sem-
e dove vengono riassunte le espressioni pre più perfettamente comunità visibile.
“Popolo di Dio” e “Corpo mistico di Cristo”. Come cita Cristhifidelis Laici, al n. 26 “La
E nella visita pastorale che il nostro comunione ecclesiale, pur avendo sempre
Cardinale Arcivescovo sta svolgendo nel ter- una dimensione universale, trova la sua
ritorio di Termini Imerese, queste due espresisone immediata e visibile nella par-
espressioni sono il segno distintivo di una rocchia”.
comunità sempre in cammino e sempre E la comunione ecclesiale è l’anima della
attenta ai bisogni degli ultimi e di coloro parrocchia, è partecipazione e in qualche
che attraverso la fede giornalmente speri- modo immagine, riproduzione della comu-
mentano l’annuncio del vangelo, soprattut- nione Trinitaria ossia dell’intima unione
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InformaCARITAS

delle tre persone divine, ossia del Padre, del do l’eucarestia nello stabilimento ENEL di
Figlio e dello Spirito Santo. Termini Imerese, perché come dice il Santo
E questo, come detto si è manifestata Padre “l’uomo che lavora è più uomo, la
nella visita pastorale che il nostro Cardinale sua dignità si valorizza, ed esprime il senso
Arcivescovo, ha iniziato il 6 Aprile 2002, nel della comunione ecclesiale anche nell’ambi-
Duomo di Termini Imerese alla presenza to del lavoro”
delle diverse realtà parrocchiali presenti e Nel campo della carità ha inoltre visitato
delle diverse tipologie di aggregazioni lai- gli ammalati, e con attenzione ai più debo-
cali, che sono manifestazioni del sacerdozio li ha visitato le realtà dell’Opera Don
comune, presenti nel territorio. Calabria, ossia la Comunità San Cosimo e la
Nei suoi interventi celebrativi il Cardinale Casa Famiglia; il Centro Diurno e la
ha celebrato l’Eucarestia conferendo il Comunità di recupero Sant’Onofrio.
Sacramento del Battesimo e della Cresima a Mentre nelle Assemblee Pastorali sono
coloro che rappresentano la luce di Cristo stati sottolineati i caratteri delle emergenze
manifestata nei suoi uomini. presenti nel territorio e i possibili rimedi
Inoltre si è reso visibile, come pastore, che la comunità si è posta in essere nel cer-
nell’ambito del lavoro, visitando e celebran- carli di risolverli.

ZONA PASTORALE “TERMINI IMERESE”


22
Servizi Sociali
Ufficio del Comune Tel. 091 8112247 - 091 8113268
Comunità Alloggio Azione Sociale Via F. Borsellino Tel. 091 8111120
Servizio, studi e documentazione

Associazioni e centri di accoglienza


Centro Diurno Opera Don Calabria Via Serpentina, 1 Tel. 091 8113328
Centro Diurno Opera Don Calabria Contrada P. Cosimo Tel. 091 8142951
Casa di riposo “Villa Aurea” Serve dei Poveri Via Vittorio Amedeo, 28 Tel. 091 8143192

Istituti Religiosi
Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes Contrada Caracoli C.P. 94 Tel. 091 8141602 - 8115500
Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes Via F. Cavallotti, 11 Tel. 091 8141726
Collegine della S. Famiglia Via P. Giuseppe, 1 Tel. 091 8141003
Ordine Franc. Frati minori Capp. Convento Madonna della Catena Tel. 091 8141368
Maestre Pie Venerine Via Mazzarino, 84 Tel. 091 8141050
Monastero Clarisse Francescane Via S. Marco, 2 Tel. 091 8141741
Serve dei Poveri Via Vittorio Amedeo Tel. 091 8112015
Ordine Francescano Frati Minori Convento La Gancia - Piazza S. Francesco Tel. 091 8141261
Poveri servi della Divina Provvidenza Via Serpentina, 1 Tel. 091 8113328 - 8110013

Luoghi di culto
Madonna della Consolazione Piazza Vittorio Emanuele Tel. 091 8141532
Maria SS. del Carmelo Piazza del Carmelo,1 Tel. 091 8141565
S. Antonio da Padova Piazza S. Antonio, 20 Tel. 091 8141461
S. Carlo Borromeo Piazza S. Carlo Tel. 091 8141564
S. Nicola di Bari Piazza Duomo, 17 Tel. 091 8141291
SS. Salvatore Via Salvatore Cimino Tel. 0918112015
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InformaCARITAS

CONVEGNO della comunità


di SANT’EGIDIO a Palermo
dal 30 agosto al 4 settembre
In attesa del programma del Convegno, della vita della Comunità, che si estende a
diamo delle indicazioni sulla struttura e tutti coloro che cercano e chiedono un
sulle attività. senso nella vita.
La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma La solidarietà con i poveri, vissuta come
nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano servizio volontario e gratuito, nello spirito
II. Oggi è un movimento di laici a cui evangelico di una Chiesa che è “Chiesa di
aderiscono più di 40.000 persone, impegna- tutti e particolarmente dei poveri”
to nella comunicazione del Vangelo e nella (Giovanni XXIII).
carità a Roma, in Italia e in più di 60 paesi L’ecumenismo, vissuto come amicizia,
dei diversi continenti. E’ “Associazione pub- preghiera e ricerca dell’unità tra i cristiani
blica di laici della Chiesa”. Le differenti del mondo intero.
comunità, sparse nel mondo, condividono Il dialogo, indicato dal Vaticano II come via
la stessa spiritualità e i fondamenti che della pace e della collaborazione tra le reli-
caratterizzano il cammino di Sant’Egidio: gioni, ma anche come modo di vita e come 23
La preghiera, che accompagna la vita di metodo per la riconciliazione nei conflitti.
tutte le comunità a Roma e nel mondo e ne La Comunità ha il suo centro nella Chiesa

Servizio, studi e documentazione


costituisce un elemento essenziale. La romana di Sant’Egidio, da cui ha preso il
preghiera è il centro e il luogo primario del- nome. Fin dall’inizio vive nel quartiere di
l’orientamento complessivo della vita Trastevere e a Roma una presenza continua
comunitaria. di preghiera e di accoglienza ai poveri e ai
La comunicazione del Vangelo, cuore pellegrini.

VIOLENZA SUI MINORI


NASCE UN OSSERVATORIO:
avrà compiti
di ricerca e vigilanza
Un osservatorio permanete a tutela dei L’iniziativa che sarà attivata nei prossimi
diritti dei minori per studiare gli abusi contro giorni è stata presentata durante la giorna-
i bambini dei quartieri, valutare la risposta ta della LUMSA, che si è svolta nei locali
delle istituzioni e dei centri di accoglienza, della libera università Maria Santissima
suggerire interventi di recupero. Assunta di Via Parlatore.
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PERSEVERANTI NELLA CARITÀ

Signore nostro Dio,


vogliamo affidarti il nostro servizio in Caritas:
la condivisione con gli ultimi,
le attese dei poveri,
il tentativo di educare alla giustizia e alla pace.

La nostra è una goccia d’acqua nell’oceano,


la piccola pietra nel muro di una grande cattedrale,
l’ultima ora nella tua vigna.
Noi proveremo a metterci responsabilità e passione,
umiltà e gioia,
fedeltà a una storia di salvezza più grande
che dà senso all’impegno di ciascuno
e prospettiva ultima ai molti progetti.

O Dio Padre, Figlio e Spirito Santo,


Santa Trinità che sei abbraccio sconfinato d’amore,
Dio grande più del nostro cuore,
ti affidiamo la sofferenza dei piccoli,
la fatica degli esclusi,
l’angoscia dei senza-speranza.

Rendi le loro e le nostre vite degne di essere vissute,


poiché Tu sei Carità
che tutto copre e tutto perdona,
tenerezza e forza, Caritas Diocesana
giustizia e riconciliazione,
energia e riposo. Ufficio Caritas:
- Direzione
- Segreteria
Donaci la forza di dire il nostro “sì” - Servizio volontariato
ai bisogni dei fratelli, - Laboratorio Diocesano Caritas Parrocchiale
alle speranze della gente, - Servizio Studi e Documentazione
ai cammini delle comunità,
Via Matteo Bonello, 2 - 90134 Palermo
perché ogni opera cui poniamo mano Tel. 091 6077261-262 - Fax 091 335437
sia risposta pronta e fedele
alla tua carità che sta trasformando Centro Agape:
il cuore della Chiesa - Coordinamento Servizio Civile
e la storia del mondo. - Poliambulatorio Sanitario
- Centro di Ascolto

Amen. Piazza S. Chiara, 10 - 90134 Palermo


Tel. e Fax 091 327986