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INDICAZIONI PER IL DIMENSIONAMENTO DI PARETI PORTANTI A SETTI DI TIPO

ARGISOL REDATTO DALLO STUDIO D’INGEGNERIA TRIVINI DI MANTOVA

Le pareti portanti tipo Argisol sono realizzate mediante il getto in opera di calcestruzzo entro
casseri di Polistirene auto estinguente ad alta densità.

Dal punto di vista statico, le pareti così eseguite hanno lo spessore minimo di cm 14; esse
sono soggette alle sollecitazioni combinate derivanti dai carichi verticali, orizzontali e dagli stati
coattivi. Trascurando gli effetti di questi ultimi ed il caso di pareti con aperture, il calcolo non
presenta particolari singolarità.

Gli sforzi normali terranno conto dei carichi trasmessi dai solai e del peso proprio delle pareti
stesse; a questi occorre sovrapporre le sollecitazioni flessionali derivanti dalla solidarietà tra
pareti e solai, legate sia ai carichi verticali che ad eventuali azioni orizzontali. I criteri di
calcolo delle sollecitazioni non differiscono da quelli usati per le strutture a telaio.

L'esiguo spessore delle pareti comporta, talvolta, delicati problemi di stabilità dell'equilibrio
locali o delle strutture complessive, pertanto si riportano di seguito alcuni chiarimenti sui criteri
di verifica della resistenza.

In primo luogo occorre precisare che i setti possono essere realizzati con o senza armatura; in
quest'ultimo caso è bene, comunque, introdurre spezzoni d'armatura in corrispondenza degli
angoli del fabbricato ed in corrispondenza dell'innesto con i solai, allo scopo di fronteggiare le
azioni taglianti, derivanti da eventuali orizzontali, e le azioni flessionali, derivanti dalla
solidarietà con i solai stessi.

Qui di seguito, si considerano i principali problemi di calcolo nel caso di:

1. Pareti non armate


2. Pareti armate
3. Aperture di modeste dimensioni

A) PARETI NON ARMATE

I setti non armati sono in generale consentiti laddove sarebbero accettabili strutture in
muratura.
Il calcolo di verifica va eseguito per 2 sezioni caratteristiche:

- a metà dell'altezza di piano


- all'intradosso del solaio.

Nella prima delle due sezioni la tensione media, dovuta al solo sforzo normale, deve risultare
inferiore al valore sc am derivante dal prodotto della tensione caratteristica Rck per una serie
di coefficienti che tengono conto di:

- eterogeneità del cls,


- errori di perpendicolarità della parete
- snellezza della parete
- qualità del cls ed accuratezza dell'esecuzione

La tabella seguente ed i relativi diagrammi (fig. 1 e 2) riportano i valori del carico max
ammissibile per metro e della mam, calcolati per diverse altezze della parete e con condizione
di vincolo per cui la luce libera d'inflessione coincide con l'altezza dell' interpiano.
CARICHI AMMISSIBILI PER PARETI NON ARMATE REALIZZATE IN CALCESTRUZZO
SEMPLICE ENTRO CASSERI ARGISOL

Dati geometrici della parete Formule di Nota:I parametri


riferimento per seguenti tengono conto
S= spessore =14 cm il calcolo di:

A = area / m = 1.400 cmq / m b = 1 s am= 0.27 a b


Altezza g Rck dove:
della a = s / (s+5) = a : eterogeneità del CLS;
i = Ö (J/A) = 4.04 cm
parete 0.74 difetti di perpendicolarità
c = (Ho/20 s ) b : snellezza della parete
(Ho/20 s ) g : qualitài del CLS e
b = 1.5 / (1+c cura nell’ esecuzione:
) valori consigliati 0.83+1
g = 1+0.83/2 =
0.915

Rck=200 Rck=250
Cm Rck=300 Kg/cmq
Kg/cmq Kg/cmq Kg/m Kg/cmq
c b
Kg/cmq Kg/m Kg/cmq Kg/m
s N max
H Ho l N max
s N max s

200 200 50 36 50.843 0.51 0.99 45 63.554 54 76.264

210 210 52 35 49.141 0.56 0.96 44 61.427 53 73.712

220 220 54 34 47.475 0.62 0.93 42 59.343 51 71.212

230 230 57 33 45.848 0.67 0.90 41 57.310 49 68.771

240 240 59 32 44.263 0.73 0.86 40 55.329 47 66.395

250 250 62 31 42.724 0.80 0.83 38 53.405 46 64.086

260 260 64 29 41.231 0.86 0.81 37 51.539 44 61.847

270 270 67 28 39.787 0.93 0.78 36 49.734 43 59.681

280 280 69 27 38.392 1.00 0.75 34 47.989 41 57.587

290 290 72 26 37.045 1.07 0.72 33 46.306 40 55.567

300 300 74 26 35.747 1.15 0.70 32 44.684 38 53.621

310 310 77 25 34.497 1.23 0.67 31 43.122 37 51.746

320 320 79 24 33.295 1.31 0.65 30 41.619 36 49.943

330 330 82 23 32.140 1.39 0.63 29 40.175 34 48.210

340 340 84 22 31.030 1.47 0.61 28 38.787 33 46.545

350 350 87 21 29.964 1.56 0.59 27 37.455 32 44.946

360 360 89 21 28.941 1.65 0.57 26 36.177 31 43.412

370 370 92 20 27.960 1.75 0.55 25 34.950 30 41.940


B) PARETI ARMATE

Disponendo armature nelle pareti, è possibile accrescere le tensioni di compressione


ammissibili nel cls ed utilizzare meglio le pareti ai fini della resistenza nei confronti delle azioni
flessionali derivanti anche dalle forze orizzontali normali al piano delle pareti esterne (vedasi
effetti sismici).

Le armature vengono di solito realizzate disponendo barre orizzontali sui lamierini trasversali
ed intersecandole con barre verticali creando in opera reti di armatura, sia sul lato interno che
quello esterno.
Quando i setti vengono considerati come pareti armate, la normativa prevede quantità minime
di ferro d'armatura ed in particolare:
in base al D.M. LL.PP. 1994:

- barre verticali minimo 2 φ 8/30"


- barre orizzontali minimo 2 φ 5/16"

in base all'EUROCODICE 2:
- barre verticali 2 φ 8/20" (Afv > 0,004 Ac)
- barre orizzontali 1φ 6 +1 φ 8/25" (Af0 > Afv/2)

Nel caso dei casseri Argisol, tenuto conto delle limitazioni poste dalle normative vigenti, si
ritiene sufficientemente cautelativo disporre la seguente armatura minima:
Armatura verticale 1 + 1 φ 10/25"
Armatura orizzontale 1 + 1 φ 8/25"

Questa armatura minima andrà integrata quanto ed ove necessario fino ad inscrivere il
diagramma dei momenti flettenti entro quello dei momenti resistenti, come per qualsiasi altra
struttura a telaio in c.a..

C) APERTURE DI MODESTE DIMENSIONI

Distribuzione delle
armature in presenza di
fori di limitate dimensioni:
per a compreso tra 1,00m
÷ 1,80m
per b compreso tra 1,00m
÷ 1,60m
può essere sufficiente
l'armatura di presidio
rappresentata nella figura
a lato per evitare la
formazione di accentuate
fessure.
A titolo d'esempio si voglia verificare la resistenza di una parete ARGISOL non armata,
realizzata con cls di classe Rck = 250, considerata con luce libera di inflessione pari alla sua
altezza h0 = 310 cm. Supponendola sollecitata da un carico unitario q = 20 t/m, verificheremo
le 2 sezioni principali:
- X/X posta a metà del pannello e sollecitata esclusivamente a compressione,
- Y/Y posta in prossimità della reazione del solaio.

1) sezione X/X
La tensione media conseguente ai carichi risulta:
sc = N/A =20.000/(14 x 100) = 14 Kg/cmq
Dal diagramma di fig. 2 si rileva che:
la sam, per le caratteristiche della parete considerata, vale 31 Kg/cmq; pertanto,
essendo superiore a quella di esercizio, la verifica si intende soddisfatta.
2) sezione Y/Y:
In questa sezione occorre tener conto della eventuale parzializzazione della sezione
conseguente all'azione flessionale del solaio.
Supponendo che la reazione di quest'ultimo sia pari a 2,t/m e che si manifesti su una
estensione pari ad 1/3 della larghezza della parete stessa, la massima pressione di
contatto risulta:
smax = N/A + 2P/(100*S/3) = (20.000-2.000)/(100*14) + 2*2000/(100*14/3) =
21,3 Kg/cmq
la massima tensione ammissibile, trascurando per questa sezione l'effetto della
snellezza, vale:
sc am = 0,27 . a. g. Rck
= 0,27 . 0,74 . 0,915 . Rck = 45 Kg/cmq
Ne deriva, pertanto, che la verifica è soddisfatta

Bibliografia:
Per ulteriori e più dettagliati approfondimenti sull'argomento si consiglia la consultazione
di:
- D.M. LL.PP. 1994,
- P.Pozzati . "Teoria e Tecnica delle strutture" - Ed. UTET,
- F. Leonhardt. "C.A. e C.A.P." Vol. I - E.T.,
- EUROCODICE 2.