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GALA

Giuseppe
PICONE SPECIALE
il BACKSTAGE
DANZAlaPUGLIA

Divo si nasce
NICOLAI GORODISKII

68 intervista a
FRANCESCO
PAGINE
interviste
tendenze
approfondimenti
VENTRIGLIA
N°4
2015
ph. Dario Polverari
SOMMARIO

bimestrale
di approfondimento

Direttore Responsabile
Vito Cutro

Direttori di Redazione
Luana Luciani Monica Ratti

Responsabile Redazione
Angela Testa

Hanno collaborato a
questo numero:
Manuela Binaghi
Giuseppe Distefano
Gabriella Gori
Rossella Locatelli
Monica Ratti
Angela Testa

Art Direction
COPERTINA Francesca Fini

PAG 4
Nicolai Gorodiskii
Divo si nasce...e poi lo Direzione-Redazione
si diventa Via Galazia 3
Intervista al solista di 00183 Roma
Tel 06 77209065
origini ucraine Fax 06 99701064
di Monica Ratti
Edizioni
Accorpamente
via Galazia, 3
SPETTACOLI 00198 Roma
PAG 9 Sul palco di Giuseppe
Picone Il Servizio Abbonamenti
è a vostra disposizione al
Grandi artisti e giovanissimi
numero 06 70493730
talenti
o scrivendo a:
Le interviste dal Backstage info@danceandculture.it
di Angela Testa
Iscrizione Tribunale
Dance And Culture
CERCA I CONTENUTI SPECIALI:
 N. 96/ 2014
del 24 aprile 2014

Giuseppe Picone

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SOMMARIO

Balletto del Sud, La Sagra della Primavera,


Francesco Ventriglia
ph. Francesco Sciolti

COREOGRAFI COMPAGNIE COMPAGNIE


PAG 22 Un paese nuovo per la SPECIALE DANZAlaPUGLIA SPECIALE DANZAlaPUGLIA
danza PAG 37 CONCRETIZZARE LA PAG 54 EQUILIBRIO fortemente
Francesco Ventriglia si FANTASIA DINAMICO
racconta Intervista a Freddy Franzutti, Intervista alle coreografe
Intervista al direttore artistico direttore artistico del Balletto Roberta Ferrara e Gemma Di
del Royal New Zealand Ballet. del Sud. Tullio
di Giuseppe Distefano di Rossella Locatelli di Gabriella Gori

INTERVISTA
PAG 58 ELENA VEDRES
Intervista alla centenaria dan-
zatrice ed insegnante di danza
di Manuela Binaghi

3
COPERTINA

Nicolai Gorodiskii, ph. Dario Polverari


DIVO SI NASCE...
in viaggio con
Nicolai Gorodinskii

di Monica Ratti

4
A
““A dieci
anni avrei
potuto in-
traprendere
un percorso
da calcia-
tore, avevo
talento da
vendere ma
mia mam-
ma amava
a tal punto
la danza da iscrivermi alla se-
lezione per entrare all’Istituto
Superiore d’Arte di Colon.”

Solo 19 anni, una bellezza


sfrontata di quelle che tanto
piacciono oggi, tatuato, ca-
pello ribelle, sguardo malan-
drino. In scena Nicolai porta
quel mix di straordinaria tec-
nica e virtuosismo abbinato
a un ‘non so che’ difficilmen-
te esprimibile. Al termine del
Gala proposto da Giuseppe
Picone il 29 luglio a Paestum
e il 31 luglio a Roma, hai ne-
gli occhi lui e ti chiedi per-
ché. Eppure tutti i protagonisti
di questo straordinario Gala
sono meritevoli di elogio.

Si è presentato con la variazio-


ne tratta da Le Corsaire e già
dal suo ingresso in palcosce-
nico questo ragazzo sembra-
va volesse dire: “Guardatemi
attentamente, sono qui con
la mia gioventù, energia, vo-
glia di emergere”. Al suo fian-
co una partner formidabile,
Ana Sophia Scheller, principal
del New York City Ballet, sua
compagna nella vita. L’intesa
tra i due ha creato una scin-
tilla magica che, nel secon-
do pezzo proposto Temporary
Conflict di Shermoly, dove la
maturità artistica ha la prio-
rità sulle qualità tecniche già
ampiamente mostrate, ha bril-

...E POI LO SI DIVENTA


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lato, se possibile, con ancora Quando mia madre mi vide Ho amato subito la danza e
maggiore intensità. uscire rimase interdetta e mi il mio corpo mi ha accompa-
disse solo che stavo buttando gnato facilmente nel percorso
L’occasione per conoscerlo via una bella opportunità. di formazione. A 15 anni ero
meglio ci è stata offerta ca- Al provino di calcio non riuscii già a Vienna con una borsa di
sualmente dal manager Anto- a mettere in rete neanche una studio e a 17 anni sono entrato
nio Desiderio che ha chiesto a palla, strana cosa per me. in compagnia per sei mesi, su-
me e alla mia collega Angela Così fallito il provino di calcio bito con il ruolo di solista.
Testa di approfittare del nostro e abbandonato quello per la Non avevo compreso quanto
rientro da Paestum a Roma in danza pensai di aver fallito su potesse essere importante la
macchina per accompagna- tutti i fronti. danza per me finché non vidi
re i due ballerini in un orario Mia madre, però, volle andare il mio idolo, Julio Bocca, ne Il
diverso da quello previsto per a verificare ugualmente i risul- Lago dei cigni: da quel mo-
il rientro della compagnia: tre tati di ingresso alla scuola di mento ho iniziato a lavorare
ore di viaggio per ripercorre- danza e, con sua grande sor- seriamente e oggi non potrei
re piacevolmente il talentuoso presa, vide il mio nome tra gli più vivere senza danzare.
percorso di vita di Nicolai. ammessi.

“Avevo 10 anni, la mia passio-


ne era il calcio, tutt’ora lo amo.
Ero un talento con la capacità
di mettere sempre la palla in
rete. Dovevo affrontare un pro-
vino per entrare nel vivaio di
una importante squadra ma in
quello stesso giorno mia ma-
dre, appassionata di balletto,
mi iscrisse anche alla selezio-
ne per entrare all’Istituto Supe-
riore D’Arte di Colon. Questo
Nicolai Gorodinskii, ph. Dario Polverari

perché una sua paziente (mia


madre è Kinesiologa), che era
ballerina al Teatro di Colon, mi
disse che, a suo parere, il mio
fisico era particolarmente ido-
neo per danzare.

Io non sapevo nemmeno cosa


fosse la danza ma andai, mi
attendevano tre prove: una
per la valutazione fisica, una
per la musicalità e una per l’
attitudine. Ne affrontai solo
due. Poi pretesi di riavere il
mio documento per poterme-
ne andare perché era tardi:
dovevo correre al provino di
calcio.
Nicolai Gorodiskii in Temporary Conflict,
coreografia di A.Shermoly,
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta
6
Tra i grandi danzatori italia-
ni ammiro Giuseppe Picone
di cui amo l’intensità emotiva
che trasmette e la generosità
come artista e talent. Non è
da tutti non solo condividere
la scena ma aiutare i giovani
con la convinzione con cui lo
fa lui.

Il mio obiettivo? Diventare fa-


moso, per essere di ispirazione
ai giovani come me e spingerli
ad aprirsi alla danza!”

Una mia grande risata ac-


compagna la sua afferma-
zione. Ecco il Nikolai sfrontato,
agguerrito, fuori dagli schemi
che ho intravisto in scena.
La sua esuberanza e sfronta-
tezza non lo rendono al primo
impatto particolarmente sim-
patico. Al contrario, io adoro
questa sua audacia proprio
perché è diretto e assoluta-
mente fuori dagli schemi.

La sua prossima tappa sarà il


Pensylvenia Ballet. Non entra
in una compagnia prestigiosa
ma, ritenendolo molto scal-
tro, pensiamo sia il suo primo
passo per entrare in America
e dal Pensylvenia approdare
magari a New York.

Abbiamo parlato a lungo di


come oggi per essere divi non

Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta


sia più sufficiente essere bravi,
belli, carismatici.
La comunicazione è total-
mente cambiata. I divi come
Roberto Bolle e le nuove star
Nicolai Gorodiskii in Temporary Conflict,

come Sergei Polunin, costru-


iti in qualche modo ad hoc,
hanno solitamente alle spal-
le un addetto stampa che
all’occorrenza diviene anche
coreografia di A.Shermoly,

manager come per Misty Co-


peland...
Non che non siano bravi o
all’altezza della loro fama ma
al mondo ci sono tanti altri
meravigliosi e sublimi balleri-
ni, artisti noti a volte solo agli
addetti ai lavori che merite-
rebbero un cono di luce più
ampio.

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Nicolai è’ sicuramente il per-
sonaggio “figo” per una cam-
pagna pubblicitaria, per uno
spot televisivo e magari fos-
se…
Potrebbe essere il beniami-
no di tante ragazzine perché
bello e impossibile, potrebbe
diventare un nuovo paladino
per divulgare la danza attra-
verso gli strumenti che oggi i
giovani amano di più. C’è un
artista intraprendente e di gri-
do che voglia filmarlo per lan-
ciarlo su YuoTube?

Nel frattempo, ve lo proponia-


mo perché questo ragazzo,
con il suo solo entrare in pal-
coscenico, ha rapito la nostra
attenzione e quella di tutto il
pubblico.

La nostra chiacchierata, poi,


ci ha fatto conoscere un gio-
vane che non vive solo per la
danza ma ama il calcio, di-
vertirsi con gli amici, andare
in vacanza con la sua ragazza
e chiacchierare di tutto.

“Monica c’è un bus da Roma


per la Croazia? O un traghet-
to? I voli costano troppo, come
possiamo fare?”

Ecco, Nicolai si congeda così,


chiedendo un consiglio, dan-
doti un caloroso abbraccio
e dicendoti “Grazie di tutto,
speriamo di rivederci presto”.

“Nicolai ti Lovvo”, direbbero


ph. Jacopo Castellano e Katrin Hemmerling

le sue giovani fan. Io non sono


una giovane fan ma un’attem-
Nicolai Gorodiskii, ph. Dario Polverari

pata signora catturata dal suo


carisma e dalla sua straordi-
naria tecnica. In un periodo in
cui l’amante del repertorio, il
ballerino che vanta uno studio
accademico e la stessa tecni-
ca paiono essere decisamen-
te démodé, io mi vanto di es-
sere démodé.

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NICOLAI GORODISKII

Nato nell’ottobre del 1995 a Lvov (Ucraina) ha vissuto a Buenos Aires fin dall’età di un
anno e mezzo. Parla l’ucraino, il russo, lo spagnolo, l’italiano, l’inglese ed anche un
buon tedesco.

Comincia i suoi studi nel 2007 all’ Instituto Superior de Arte del Teatro Colón a Buenos
Aires. Nel 2009, vince due medaglie d’oro ed il premio Rivelazione alla Dance Ameri-
ca competition. Nel 2010 riceve la borsa di studio della scuola dell’Opera di Stato di
Vienna, dove studia e lavora nella compagnia e per i seguenti due anni fa parte del
famoso Ballo dell’Opera di Vienna. Nel 2011, per il Concerto Viennese di Capodan-
no è diretto dal coreografo Jean Christoph Baart mentre nel 2012 vince la medaglia
d’oro nel Concorso Internazionale di Praga ed è invitato a danzare in Ungheria, in
Italia e a Mosca.

Nel 2013, a soli 17 anni, per la prima volta solista, si esibisce nel Sogno di Una Notte di Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta
Mezza Estate con la Vienna State Opera Company. Nello stesso anno vince la meda-
glia di bronzo all’ International Ballet Competition di Mosca, il Grand Prix del Levante
Dance Festival, il Premio come giovane promessa del mondo della danza a Loano
ed entra a far parte della Compagnia del Teatro Nazionale della Croazia.

Nel 2014 è invitato dal direttore della Compagnia di Salisburgo in Austria ad esibirsi
nel Gala. Lo stesso anno vince la medaglia d’oro al Concorso Internazionale Croato,
diretto da Irek Muhamedov, e la medaglia di bronzo del Concorso Internazionale di
Nicolai Gorodiskii in Le Corsaire,

Varna. Invitato al IV Ballet Gala di Buenos Aires, danza con star come Herman Cor-
nejo, Joaquin de Luz, Maria Kochetkova, Jason Reilly, Alicia Amatrian, e tanti altri.
In Agosto entra a far parte del Ballet Estable del Teatro Colon in Argentina come so-
lista. Nel 2015 partecipa a Gala prestigiosi in Italia, al Nureyev Gala in Kazan (Russia)
e al Gala de Ballet de Buenos Aires.

A Settembre 2015 entrerà a far parte del Pensylvania Ballet, Direttore Angel Corella,
come solista. Il 4 Settembre parteciperà al Gala a Maribor in Slovenia, il 15 e il 16 al
Gala di beneficenza in favore dei bambini nella Repubblica Dominicana, dove si esi-
biranno star provenienti da tutto il mondo.

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SPETTACOLI
di Angela Testa

Sul palco di
GIUSEPPE PICONE
Grandi artisti e giovanissimi talenti

L
La redazione di
D a n ce&C u l t u r e
ha seguito per
due tappe, quel-
la di Paestum del
29 luglio e quel-
la di Roma del 31
luglio, l’esaltante
Gala dell’etoile
Giuseppe Picone.
Abbiamo vissuto il
backstage come
fossimo parte del-
la compagnia, accolti e ben-
voluti come fossimo anche noi
parte della famiglia e dello
spettacolo.
Gli artisti si sono concessi alle
interviste e agli scatti fotogra-
fici con simpatia e generosità,
malgrado i tempi stretti per le
prove, la difficile concentrazio-
ne e la strenua fatica dovuta al

Giuseppe Picone e Liudmilla Konovalova nel Grand Pas de Deux del II atto de La Bayadere,
con l’Ensemble del progetto Danza e Professione di Sergio Ariota, Arena dei Templi di Paestum,
10 ph. Antonio Quaranta
caldo micidiale che sta imper-
versando sulla nostra penisola.

Rientrati dalla conferenza


stampa presso il Comune di
Capaccio-Paestum, sono se-
duta nella Hall dell’Hotel Ari-
ston dove alloggiamo, artisti
e invitati, per partecipare alla
III edizione della Maratona
d’Estate di Stefano Forti. Una
manifestazione che si conno-
ta per la folta e appassionata
partecipazione di giovanissimi
ballerini pieni di entusiasmo e
famiglie fortemente motivate,
l’accoglienza calorosa degli
organizzatori e degli abitanti
di questi luoghi sublimi per la
bellezza stupefacente della
natura e dell’arte, l’apprezzata
competenza dei professionisti
coinvolti .

Con il pregevole intento di av-


vicinare senza barriere quegli
artisti che hanno raggiunto i
gradini più alti del gotha della
Danza ai giovani piccoli sogna-
tori alla Billy Elliot, il direttore ar-
tistico Stefano Forti ha scelto
per la serata clou del suo even-
to il Gala Giuseppe Picone e i
Grandi della Danza.

Chi meglio di Giuseppe riassu-


me in sé tutte le caratteristiche
di grande etoile che sa con-
cedersi con grande sponta-
neità, semplicità e simpatia?
Seduti accanto a me Liudmilla
Konovalova e, naturalmente

11
“Ho scelto di dedicarmi
ai giovanissimi talenti
e di invitarli a partecipare
al mio Gala perché credo
sia questo uno dei compiti
di chi ha potuto realizzare
il suo percorso ad alti livelli
ed ha avuto la capacità
e la fortuna di raggiungere
grandi risultati”

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Giuseppe Picone, sorridente, Interviene Giuseppe Picone: Al Ravenna Festival, per il Gala
gentile, alla mano e bellissimo, presentato dal Wiener Staat-
come sempre. Elencare i suoi Avrei voluto ballare con Liuda ballett, diretto da Manuel Le-
traguardi professionali appare ma ho compreso la scelta di gris, a Vicenza e a Spoleto
superfluo perché Giuseppe fa Patrice [n.d.r. il coreografo Pa- per il Festival dei due Mondi,
trice Bart] che ha preferito met-
parte dell’Olimpo delle etoile nel 2012, sempre con il Wiener
termi in coppia con Alessandra
italiane di cui andiamo fieri. Amato per motivi di altezza. Staatballett.
A soli dodici anni fu il giovane Ora, però, posso finalmente
Nijinskij con la Fracci e Vassi- ballare con lei il Gran Pas de E poi a Roma, per il Premio
liev, come ama ricordare, a Deux dal II° atto de La Bayade- Roma Danza, edizione 2007,
soli sedici anni solista al Ballet re. quando, con la Presidente di
National de Nancy. Poi vola Giuria Maya Plisetskaya, vinsi il
oltremanica alla conquista Dove altro sei stata in Italia pri- primo premio della categoria
dell’Inghilterra e del suo Natio- ma di Paestum? senior.
nal Ballet, compresa l’ammira-
zione della Principessa Diana,
e oltreoceano approda all’A-
merican Ballet. Il resto è una
storia che ancora ed ancora
amiamo vivere ed apprezzare.

Liudmilla Konovalova, attual-


mente prima solista del Bal-
letto di Stato di Vienna, ha
cominciato il suo percorso ar-
tistico nel tempio della danza,
la Bolshoi Ballet Academy, fre-
quentadola dai 10 ai 18 anni,
ma lei ci tiene a precisare che
in realtà i suoi primi passi di
danza li ha mossi a 4 anni. Ha
un sorriso dolce mentre parla e
veste un abito arancione molto
chic. La sua figura sottile e ag-
graziata ricorda la meraviglio-
sa interprete di Colazione da
Tiffany.

Chiedo a Liuda, (è così che tut-


ti la chiamano affettuosamen-
te): qui in Italia la danza sta
soffrendo un notevole calo di
pubblico, qual è la situazione
in Russia?

Il balletto fa sempre il tutto


esaurito. In linea di massima il
classico è seguito più da adulti
e bambini mentre il contempo-
raneo dai giovani.

Quando hai incontrato Giu-


seppe per la prima volta?

La prima volta è stata l’anno


scorso a Roma per Il lago dei
cigni alle Terme di Caracalla,
per il cartellone estivo del Tea-
tro dell’Opera di Roma.

Giuseppe Picone in Bolero, coreografia G.Picone, Arena dei Templi di Paestum,


ph. Antonio Quaranta
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Liudmilla Konovalova si rilassa in camerino prima dell’inizio del Gala, Villa Pamphili, Roma
ph. Dario Polverari

14
Giuseppe Picone e Liudmilla Konovalova nel Grand Pas de Deux
del II atto de La Bayadere, Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta

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Qual è la cosa che desideri
ora, dopo aver raggiunto tra-
guardi eccellenti?

Danzare ancora e ancora.


Danzare le coreografie di Mac-
Millan, danzare per nuovi co-
reografi e su altri palcoscenici
perché il palcoscenico di casa
non ti basta. Puoi avere anche
qualche preoccupazione ma
quando arrivi in un posto nuo-
vo e vedi il nuovo palco, il nuo-
vo partner, ti dimentichi di tutto
il resto.

Giuseppe, perché hai scelto


questo programma e come
mai la scelta discussa di in-
serirvi danzatori giovanissimi,
come Camilla Cerulli o l’En-
semble del Progetto ‘Danza e
Professione’, tutti tra i 15 e 19
anni?
Alexander Stoyanov, ph. Dario Polverari
Intanto ho scelto La Bayadere
perché è raro poterla vedere.

Yuliia Kulik e Alexander Stoyanov nel Pas de Deux de La Bella Addormentata Nel Bosco,
16 Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta
Yuliia Kulik fa stretching prima di salire sul palco per le prove del Gala, Villa Pamphili, Roma
ph. Dario Polverari

Alexander Stoyanov in pausa durante le prove del Gala, Villa Pamphili, Roma
ph. Dario Polverari

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Aprire il Gala con la scena del
Regno delle Ombre dal II° atto
interpretato da 24 giovanissime
ballerine del progetto “Danza
e Professione” di Sergio Ariota,
da me scelte appositamente,
è una grossa sfida ma sono si-
curo che daranno il meglio.

Altri brani mi sono stati proposti


come, per esempio, il Pas de
Deux da La Bella Addormenta-
ta nel Bosco che sarà interpre-
tato da Yuliia Kulik e Alexan-
der Stoyanov, solisti del Teatro
dell’Opera di Kiev. E’ un pezzo
elegante e mi sembra giusto
dare al pubblico quello che
ama e che desidera applaudi-
re, come gli altri tre pezzi classi-
ci del primo tempo.

Infatti, per Nicolai Gorodiskii,


solista del Teatro Colon di Bue-
nos Aires, da settembre presso
il Pennsylvania Ballet, che ha
solo 19 anni ma ha già una pre-
senza scenica degna di nota,
e per la sua compagna Ana
Sophia Scheller, Principal del
New York City Ballet, ho scelto
il Pas de Deux da Le Corsaire in
cui lui riesce ad esprimere tutto
il suo spirito e vigore giovanile e
lei una interpretazione appas-
sionata.

Per il secondo tempo, con pez-


zi tutti dedicati al contempora-
neo, mi hanno proposto Tem-
porary Conflict (coreografia di
Shermoly e musiche di Tiersen)
che riescono ad interpretare
con particolare intensità, men-
tre Yuliia e Alexander mi han-
no portato la Carmen Suite del
coreografo cubano Alberto
Alonso.

Ad Avetik Karapetyan primo


solista del Ballet du Capitole
de Toulouse ho richiesto Les
Bourgeois perché lo interpreta
in modo formidabile. Per lui ho
voluto una partner molto parti-
colare: giovane, minuta, solare.
E’ perfetta per accompagnar-
lo nel Pas de Deux dal Don Chi-
sciotte. La siciliana Sara Renda,

Ana Sophia Scheller si prepara per il Gala, Villa Pamphili, Roma


18 ph. Dario Polverari
Ana Sophia Scheller e Nicolai Gorodiskii nel Pas de Deux de Le Corsaire,
Arena dei Templi di Paestum

19
ph. Antonio Quaranta
Sara Renda e Avetik Karapetian nel Pas de Deux del Don Chisciotte, Arena dei Templi di Paestum,
ph. Antonio Quaranta

ex allieva della Scuola di Bal- Per questo Gala ho scelto di incontrare artisti affermati e
lo dell’Accademia Teatro alla dedicarmi anche a giovanis- condividere con loro il palco e
Scala, nominata dal Corpo di simi talenti invitandoli a parte- la visibilità, come a me capitò
Ballo dell’Opera National de cipare al mio Gala, come la a dodici anni di essere scelto
Bordeaux prima ballerina sal- sedicenne vincitrice del Con- per ballare con un mito, Carla
tando il gradino di solista, ha corso DanzaSì 2014 e del Mab Fracci. E’ in questo modo che
un carattere frizzante e un sor- 2015 Camilla Cerulli che inter- si ha la possibilità di crescere,
riso sbarazzino. preterà l’assolo da Diana e At- migliorare ed emergere.
Hanno subito trovato un’intesa teone, perché credo sia questo Chiudo lo spettacolo con la
con Avetik ed insieme formano uno dei compiti di chi ha potu- mia personale reinterpretazio-
una coppia brillante e simpa- to realizzare il suo percorso ad ne del Bolero. Una coreografia
ticamente affiatata. Sono tutti alti livelli ed ha avuto la capa- in cui ho messo tutto me stes-
molto giovani ma hanno rag- cità e la fortuna di raggiungere so e che il pubblico apprezza
giunto già importanti e meritati grandi risultati: offrire la propria particolarmente. Anche per
traguardi. esperienza e l’opportunità di questo pezzo ho scelto di lavo-

20
Avetik Karapetian, ph. Antonio Quaranta

Il Divo deve uscire sulla scena.


Nella vita privata, come qui
adesso, sono semplicemente
Giuseppe.
E poi qui a Paestum mi sento a
casa. Forse è anche per que-
sto che i miei fans sono partico-
rare con i giovani, l’Ensemble larmente calorosi. Sono nato in
della Compagnia Nazionale Campania, per l’esattezza ho
del Balletto. vissuto a Casaluce, ed eviden-
temente la natura schietta e
La tua semplicità nell’approc- gioviale delle mie origini, che
cio al tuo pubblico ed ai tuoi mi scorre nel sangue, traspare.
fans ti contraddistingue. Giu-
seppe è veramente così: sem- Dopo 11 anni dalla sua nasci-
plice, allegro, scherzoso e di- ta alla Reggia di Caserta, sono
sponibile con tutti? fiero di portare di nuovo qui,
Avetik Karapetian e Nicolai Gorodiskii sul palco di Villa Pamphili (Roma) per le prove del
Gala Giuseppe Picone e i Grandi della Danza, ph. Dario Polverari
21
22
ph. Maurizio DeNisi
Camilla Cerulli nell’assolo di Diana e Atteone
Yuliia Kulik ne La Bella Addormentata nel Bosco, Arena dei Templi
di Paestum, ph. Antonio Quaranta

Camilla Cerulli nell’assolo da Diana e Atteone, Arena dei Templi


di Paestum, ph. Antonio Quaranta
Sara Renda nel Pas de Deux del Don Chisciotte,
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta

Ana Sophia Scheller nel Pas de Deux de Le Corsaire,


Arena dei Templi di Paestum ph. Antonio Quaranta

23
Yuliia Kulik e Alexander Stoyanov in Carmen, cor. A.Alonso,
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta
Yuliia Kulik e Alexander Stoyanov in Carmen, cor. A.Alonso,
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta

Ana Sophia Scheller e Nicolai Gorodiskii in


Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio

24
Quaranta
n Temporary Conflict, cor. A.Shermoly,
Ana Sophia Scheller in Temporary Conflict, cor. A.Shermoly,
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta

25
Avetik Karapetian in Les Bougeois, cor.B.Van Cawenbergh
Arena dei Templi di Paestum, ph. Antonio Quaranta
26
Giuseppe Picone in Bolero di Ravel, cor. G.Picone, Arena dei Templi di Paestum,

nella mia regione, e a Paestum


in particolare, il mio Gala.

Chiedo anche a te, come a


Liuda, cosa pensi della situa-
zione della danza oggi?

In Russia, al contrario che da


noi, c’è una vera cultura per
la danza. In Italia la situazione
è cambiata con le trasmissio-
ni televisive che, da una par-
te, l’hanno diffusa, dall’altra,
l’hanno camuffata. E’ cam-
biato l’approccio alla danza
come professione. Quando ero
all’English National Ballet, face-
vo 200 spettacoli all’anno, per
dire che si lavorava duramen-
te. Ora la professione la fanno
più su Facebook che in sala a
ph. Antonio Quaranta

cercare di migliorarsi.

Cosa sogna ancora Giuseppe


Picone per la sua carriera?

Tutto quello che si è aperto da-


vanti a me è stata una favola.
Mi auguro di continuare ad
essere sorpreso come mi sto
sorprendendo del campo co-
reografico. Bolero, la mia cre-
azione, mi sta dando grandi
soddisfazioni.
Così come sono stato messo
alla sbarra a 9 anni così mi sono
ritrovato a sentire dentro di me
la coreografia. Nel danzare
c’è la sicurezza acquisita pro-
gressivamente con la prepara-
zione, la coreografia invece è
sempre un punto interrogativo
perché la risposta del pubblico
alla fine è quello che conta.

Dove ti vedremo prossima-


mente e in quale ruolo?

Gli impegni più importanti, sia


come coreografo che come
interprete, saranno a Belgrado
a fine aprile con la compa-
gnia del Teatro Nazionale per
mettere in scena il Romeo e
Giulietta che porterò a mag-
gio anche a Piacenza. Mentre
a dicembre 2016 sarò al Tea-
tro Massimo di Palermo con lo
Schiaccianoci.
www.giuseppepicone.it

27
COREOGRAFI

Francesco Ventriglia si racconta

di Giuseppe Di Stefano

Francesco Ventriglia, direttore artistico del Royal New Zealand Ballet,


con Kohei Iwamoto and Mayu Tanigaito, ph. Stephen A’Court

28
UN PAESE NUOVO
per la danza

C
Ripercorriamo la Come è iniziata la sua carrie-
carriera del tren- ra?
tasettenne core-
ografo campa- Sono entrato nella scuola di
no formatosi alla ballo del Teatro alla Scala nel
Scala di Milano, 1992 dove mi sono diplomato
dove entra subi- nel 1997. Gli anni della forma-
to a far parte del zione sono stati bellissimi. Duri,
Corpo di Ballo ma ricchi di ricordi indelebili.
del teatro stes- Sono quelli gli anni, con gli in-
so, presto affian- contri, le parole, le speranze, i
cando all’attività consigli, i dissensi alle regole,
di danzatore quella di coreo- per poi capire che senza di esse
grafo; poi nominato direttore il talento non trova la strada di
artistico di Maggio Danza a esprimersi, che hanno fatto di
Firenze, incarico lasciato per me l’uomo e l’artista che sono
sterili polemiche e insormonta- oggi. Nel cammino umano e
bili burocrazie; e oggi alla gui- professionale, ci sono ancora
da del prestigioso Royal New al mio fianco le persone chia-
Zealand Ballet. ve della mia formazione.

29
Tra la fine della scuola e la mia Scala, l’Arena di Verona con Quali sono stati gli incontri più
nomina a direttore artistico di Eleonora Abbagnato e Ales- significativi della sua attività di
MaggioDanza, sono passati sandro Riga, fino ad arrivare a ballerino?
13 anni. In questo tempo sono creare per il mio teatro.
stato un danzatore del Corpo Devo dire che tutto il mio per-
di Ballo scaligero e considero Grazie alla fiducia e al corag- corso è ricco di incontri fortu-
quegli anni i più preziosi. gio del maestro Makar Vaziev, nati. Persone che hanno cie-
nel 2010 debutto a Milano con camente creduto che avessi
Amo il Teatro alla Scala come la Settima sinfonia di Shosta- un talento, e che a volte ci cre-
si ama casa, con lo stesso sen- kovick detta di Leningrado: devano più di me. Il mio grazie
so di appartenenza che si ha Immemoria era il titolo del bal- a questi è sincero e profondo.
per la propria famiglia. Lì ho letto. Fu un bel successo e cosi
imparato tutto. Ho incontrato decisi di lasciare la carriera di I primi fondamentali: la mia fa-
personaggi incredibili dai qua- danzatore e dedicarmi definiti- miglia, la mia prima insegnan-
li ho “rubato” il più possibile, vamente alla coreografia. te Stefania, la mia prima diret-
ascoltato, osservato. trice alla Scala Anna Prina, le
Arrivò l’ingaggio a Ginevra assistenti agli allievi della scuo-
Mi sono ritrovato a danzare ca- con La notte trasfigurata di la di ballo, il mia braccio destro
polavori del repertorio classico Shoenberg, e successivamen- (e pure sinistro) Maria Pia Di
e contemporaneo, in un teatro te una telefonata da Firenze. Mauro.
che mi toglieva il fiato ogni vol- Francesca Colombo, il Sovrin-
ta che mettevo piede in palco- tendente del Maggio Musicale I maestri: tanti, che mi hanno
scenico. Fiorentino, mi voleva lì, per rivo- insegnato con pazienza. Si-
luzionare il balletto e riportare curamente stare in sala prova
Poi nella mia vita è arrivata la il corpo di ballo del Maggio con Roland Petit, Kylian ,Preljo-
coreografia e le grandi occa- Danza ai fasti di un tempo. caj, Bejart, Forsythe, Nueme-
sioni: al Bolshoi con Zacharo- Volai a Firenze poche settima- ier o Mats Ek, Sylvie Guillem,
va, al Mariinskij con Lopatkina, ne dopo ed iniziò un capitolo Alessandra Ferri; o essere alla
Roberto Bolle, la Scuola della indimenticabile della mia vita. sbarra con Roberto Bolle o

2012 RNZB Giselle, Myrtha (Abigail Boyle) and Hilarion (Jacob Chown)
ph. Evan Li
30
“Lo scheletro
di uno spettacolo
è affascinante e
per renderlo umano
vi sono necessarie
decine di persone
incredibili.
In realtà, l’artista
arriva per ultimo
in scena.”

31
Massimo Murru, è stata un’e- Adoravo andare a nasconder- quello, dove sei sospeso tra il
sperienza indescrivibile, unica, mi nel lampadario del teatro nulla e la realizzazione mate-
di cui sarò grato per sempre e durante le prove luci di notte, riale del tuo sogno da bambi-
dalla quale ho tratto i maggio- o seguire il montaggio di una no che diventa realtà, una re-
ri insegnamenti. Ma l’incontro scena. altà in grado di replicarsi ogni
con le figure non da copertina sera davanti a migliaia di occhi
sono quelli che hanno costruito Lo scheletro di uno spettacolo nuovi, testimoni che nella vita,
in me il sapere, la conoscenza è affascinante e per renderlo se ci credi, succede.
del teatro: i costumisti, gli sce- umano vi sono necessarie de-
nografi, i disegnatori luci, le sar- cine di persone incredibili. In E poi sicuramente la vita di ca-
te, i macchinisti, gli attrezzisti, i realtà l’artista arriva per ultimo merino, gli amici, le tournée.
musicisti. in scena. Quegli amici sono quelli pre-
senti dall’inizio, dalla scuola e
Faccio questo elenco, perché Quali, invece, i ricordi più si- che ancora oggi , malgrado io
ho avuto sin dall’inizio una pas- gnificativi della sua attività di viva in Nuova Zelanda, restano
sione incredibile per tutta la ballerino? presenze fondamentali.
macchina teatrale. Passavo E poi mia mamma, e le stazioni.
ore in sartoria ad osservare le Non dimenticherò mai il suono Io arrivo dal sud e ho viaggiato
mani pazienti delle sarte del dell’orchestra che si accorda tantissimo in treno.
teatro, o chiedevo ai tecnici di pochi secondi prima dell’aper-
palcoscenico perché tiravano tura del sipario. Un momento Non dimenticherò mai mia ma-
una corda invece di un’altra. senza tempo e senza spazio dre nascosta a guardare il tre-

LES NOCES di Foniadakis, compagnia Maggiodanza

32
no partire. Io sapevo che era lì bando europeo per un fon-
e malgrado le lacrime, sape- do destinato a giovani autori.
vamo tutti e due che quel tre- Ho partecipato e ho vinto dei
no era l’unica strada possibile soldi coi quali ho prodotto, in-
affinché quel sogno si realizzas- sieme ad altri amici, un ballet-
se. Ed è stato cosi. La danza è to sull’integrazione razziale. Fu
il più grande atto d’amore che un successo e l’allora Direttrice
mi è stato donato e nel quale della Scuola di Ballo della Sca-
vivo. la, Anna Prina, mi invitò a co-
reografare per il saggio di fine
A che punto nasce l’esigenza anno. Da lì tutto ebbe inizio.
di coreografare?
Sicuramente la grande porta
Presto. Avevo 24 anni. Un po’ nel mondo della ricerca coreo-
per gioco ho aderito ad un grafica mi fu aperta da Ismael

ph. Helen Maybanks

33
Ivo alla Biennale di Venezia del
2007, affidandomi una com-
missione per il festival. Nacque
Il Mare In Catene, il mio primo
titolo a serata.

Personalmente ricordo una


creazione per Roberto Bolle,
La lotta, a Roma, all’interno dei
Fori Imperiali. Creare per una
“star” cosa comporta? Ha una
diversa valenza?

Quella esperienza fu pazzesca.


Roberto è un amico carissimo,
al quale sono legato innanzi-
tutto da un profondo affetto e
poi ovviamente da una gran-
de stima professionale, che
risale agli anni della scuola.
Lavorare con lui è stato molto
bello. Quello era un contesto
“diverso” e la commissione era
difficile per me, era un passo a
due ispirato ad Affabulazione
di Pasolini.

Ero un giovane coreografo e


creavo per una star, sentivo la
pressione della responsabilità.
Ma Roberto fu molto collabo-
rativo e le prove furono molto
belle. Ne venne fuori uno spet-
tacolo di successo e sicura-
mente un’esperienza umana
edificante.

In generale, a parte quell’e-


sperienza, ho creato per altre
star e devo dire che per me
quello che conta è il soggetto,
la partitura, il perché siamo lì.
Creo per una star esattamen-
te come creo per qualunque
altro artista, anche perché le
vere star sono quelle che lavo-
rano nella più totale umiltà.

I due anni alla direzione del


corpo di ballo di Maggio Dan-
za sono stati ricchi di risultati
umani e artistici, e di gratifi-
cazioni, ma anche difficoltosi.
Vuole ripercorrere qualcosa
dell’esperienza vissuta?

Gli anni a Firenze sono stati


quasi tre. Voglio essere sincero.
Sono stati anni incredibilmen-
RNZB Salute - dancers in Passchendaele, ph. Ellie Richards

34
te ricchi di tante cose, alcune
bellissime, indimenticabili, altre
un incubo. Sicuramente ho im-
parato tanto, ho visto tanto, ho
sentito tanto.

Il Teatro italiano è malato, ha


bisogno di cure, di aiuto, di ri-
spetto, di ascolto, di amore.
Io sono arrivato al Maggio
nel 2010 in una squadra forte,
piena di principi bellissimi e di
tanta energia. Sono stato fiero
di lavorare al fianco di France-
sca Colombo ogni giorno della
mia direzione.

Abbiamo raggiunto obbiettivi


insperati. Abbiamo portato a
Firenze in soli due anni e mez-
zo grandi coreografi, grandi
creazioni, ballerini giovani e di
talento, grandi titoli di reperto-
rio classico e contemporaneo,
tournèe nazionali e internazio-
nali, aperto programmi di edu-
cazione, creato spettacoli per
bambini e istituito attività negli
ospedali per bambini e anzia-
ni.

Insomma, la danza che assolve


a quel ruolo istituzionale sul ter-
ritorio del “fare cultura”. Balan-
chine, Sylvie Guillem, William
Forsythe, Angelin Preljocaij, Jiri
Kilian, Andonis Foniadakis, Su-
sanne Linke, e tanti altri. Tutto
questo lottando quotidiana-
mente con sterili, inadeguate,
eccessive e insostenibili richie-
ste sindacali anacronistiche e
pericolose. Il sindacato creava
un clima a volte aggressivo e
violento.

Le miei dimissioni sono arriva-


te dopo l’ennesimo sciopero
fatto questa volta alla prima
dell’apertura del festival 2013
con Sylvie Guillem che dan-
zava Forsythe con i danzatori
del Maggio, i Quattro tempe-
ramenti di Balanchine, Kilyan,
e una creazione di Foniadakis
sulle Noces di Stravinsky. 1400
persone paganti provenien-
ti da diverse parti del mondo
sono state rimandate a casa.

35
Il sindacato lottava per “difen- all’anno, e un repertorio come za, con quello che ha compor-
dere la compagnia e scongiu- quello citato, viene chiusa in tato, cosa ha lasciato in lei?
rarne la chiusura”. Dubbio me- seguito a maldestri tentativi
todo, dal mio modesto punto politici di accordi sindacali. Ha comportato un anno com-
di vista. Il resto della storia, pur- pleto a casa. Il mio telefono
troppo, è noto. Questo accadeva nella città di non ha squillato per molto tem-
Matteo Renzi, sindaco ai tempi po, se non per quei pochi ma
Una compagnia giudicata dal della mia nomina e grande so- buoni amici sinceri.
IlSole24ore.com nel 2013 “mo- stenitore del nuovo, dei giovani Ha comportato un amore pro-
dello italiano da esportare per e delle ristrutturazioni. fondo della mia famiglia che
qualità e artisticità”, con 43 mi ha rimesso in piedi da una
danzatori, più di 50 spettacoli L’abbandono di Maggio Dan- profonda crisi umana e profes-

RNZB SALUTE dancers in Neil Ieremia’s Passchendaele credit Ellie Richard

36
sionale. Quello che è accadu- l’arte di un paese come l’Italia. vi rinunciassi.
to a Firenze e il suo attuale epi- Una vergogna. Così, su invito di Andrei Fedo-
logo è una ferita profonda che tov e alcuni primi ballerini del
sento come uomo, come arti- Come è arrivata la nomina al Bolshoi sono partito per Mosca.
sta e come cittadino italiano. Balletto della Nuova Zelanda? Ho creato una mia versione di
Bolero e di Carmina Burana e lì
Il Maggio Danza era una istitu- Dopo un periodo di alcuni mesi mi sono riconciliato con il Tea-
zione culturale del mio paese senza la danza, per la prima tro e la musica.
del quale era da andare orgo- volta nella mia vita, ho prova- Un grande incontro di amore,
gliosi. Pochi, piccoli e ignoranti, to ad aprire una compagnia che mi ha ridato tutta la forza
l’hanno distrutta senza alcun ri- privata, ma l’Italia e il suo siste- necessaria per ricominciare a
spetto per la cultura, la storia e ma hanno fatto in modo che sognare.

“Il Teatro italiano è malato,


ha bisogno di cure, di aiuto,
di rispetto, di ascolto,
di amore.”

37
“Spero
Poi, unache gli amici
carissima amica italiani
assi- programmazione e nell’orga- La meritocrazia è un elemen-
stente di Forsythe mi dice che nizzazione? to basilare di questo sistema.
possano
in Nuovaapprezzare
Zelanda cercano il Marco
un Polo I danzatori sono scritturati an-
e che, lungo
direttore, chela “ViaStiefel
Ethan dellala- Seta”,
Si. Io riporto a un Board di dieci nualmente e ogni tre mesi han-
scia la compagnia
attraversata e che io
da Polo insa-quegli
personeanniuna volta al mese. In no un meeting di revisione con
rei stato perfetto. accordo con la parte finanzia- me sullo stato di andamento.
possa iniziare
Io sorrido unmai
e dico nuovo
più unaviaggio
ria, ho completa libertà artisti- Insomma la qualità e il rispetto
di armonia e amicizia…”
direzione. Ma durante la not- ca. per il pubblico sono un diktat.
te navigo su internet e scopro
che al Royal New Zealand Bal- Come funziona lì il sistema- Che risultati ha ottenuto finora?
let, per diventare direttore arti- danza?
stico devi superare un bando. Sono arrivato solo otto mesi fa.
Si trattava di una applicazione, Il Royal New Zealand Ballet è Per adesso sono nella fase del-
e decido di provare. la compagnia di balletto Na- la programmazione e osserva-
Eravamo 80 candidati da tutto zionale della Nuova Zelanda. zione.
il mondo. L’Italia ha vinto e ha
vinto con me.

Così 8 mesi fa ho lasciato il pa-


ese che avrebbe dovuto rotta-
mare il vecchio per offrire una
nuova, vera e onesta possibili-
tà, per un paese che davvero
lavora su questi principi e lo fa
già da molto tempo.

Come è stato l’impatto con


una nuovissima realtà dall’al-
tra parte del mondo?

Bello. Qui sono stato accolto


molto bene. La selezione è sta-
ta molto dura, dunque al mio
arrivo ho trovato una macchi-
na perfettamente funzionante.

Che preparazione e che livello


ha trovato?

Ottimi danzatori, giovani. Un


orario di lavoro incredibile: 9.30
- 18.00, con un’ora di pausa
pranzo. 90 spettacoli all’anno,
20 persone tra staff, marketing,
promozione, fisioterapia e tutto
il resto. Tutti lavorano solo per il
ballo. Un rapporto diretto con
il Ministro della Cultura.
Insomma, che dire? Pertanto ogni titolo debutta Un bilancio di questo anno e
a Wellington, la capitale, che mezzo?
Ci sono state difficoltà di inse- è anche la città di residenza
rimento? della compagnia, e poi per un La mia vita è completamente
mese è in tour per tutte le città cambiata, ma posso dire di es-
Un po’ l’inglese all’inizio. Ma del Paese, diffondendo la cul- sere un uomo felice.
dopo poche settimane ha ini- tura della danza anche nelle
ziato ad andare meglio. Ades- città più piccole con appositi Dal suo osservatorio estero,
so filo liscio. programmi. guardando al panorama italia-
Un sistema molto intelligente no, cosa riterrebbe necessario
Ha avuto carta bianca nella che non vanifica risorse. per un migliore funzionamen-

RNZB in The Anatomy of a Passing Cloud, cor. Javier De Frutos

38
“Il Maggio Danza era una istituzione culturale
della quale andare orgogliosi.
Pochi, piccoli e ignoranti, l’hanno distrutta
senza alcun rispetto per la cultura, la storia e
l’arte di un paese come l’Italia. Una vergogna.”

to del nostro sistema riguardo lissimo inizio a Roma con Ele- basterebbe così poco per es-
alla danza? onora Abbagnato alla quale sere un “grande paese”.
faccio il mio più grande in boc-
Io ho lanciato un grido di aiuto ca al lupo. Sono sicuro che farà Pregi e difetti di lei artista…
molto tempo fa, ma purtroppo bene, spero che tutti, politici e
non sono stato molto ascoltato. non, possano sostenerla. Questa domanda e’ troppo
Il sistema danza in Italia va rifor- difficile.
mato, dalle scuole di ballo alle Poi vedo una bellissima com- Conosci te stesso diceva qual-
compagnie. pagnia a Milano sempre fiera e cuno. Io sono sulla strada.
degna del grande Teatro che Me la può fare ancora tra 20
Quello che vedo oggi è un bel- abita. L’Italia è un “bel paese”, anni questa domanda?

39
COMPAGNIE

concretizzare
la Fantasia
intervista a Fredy Franzutti
deus ex machina del
Balletto del Sud
di Rossella Locatelli

Speciale DANZAlaPUGLIA

40
l
Fredy Franzutti, ph. Francesco Sciolti

M
Metti 2
giorni a
Lecce in
occasio-
ne della
“Settima-
na della
danza”.
La prima
impres-
sione è il
fermento
artistico e
culturale che coglie onesta-
mente impreparati: la città,
collocata nel “tacco” dello Sti-
vale, è un mix di colori e forme
dove spicca un fiorito barocco
e dove senti vive le tradizioni,
ma Lecce è anche una città
universitaria che si muove e
palpita in ogni ora del giorno.
Una piacevole scoperta. In
questa terra degli antichi Mes-
sapi, con la direzione artistica
di Fredy Franzutti, si è svolta
per la prima volta la settimana
della danza realizzata in occa-

Balletto del Sud, La Sagra della Primavera


ph. Francesco Sciolti
41
Speciale DANZAlaPUGLIA
sione della giornata mondiale Stagioni di W.H. Auden (perfor- stro artistico e il cipiglio mana-
della danza che si festeggia mance di teatro e danza). geriale?
ogni anno il 29 Aprile promos-
sa dall’International Dance In una location alternativa Sono principalmente un core-
Council dell’UNESCO. come quella dei Cantieri Tea- ografo e, al primo posto, pon-
trali Koreja, il coreografo e di- go sempre la scelta legata
Nel comunicato stampa di- rettore artistico Fredy Franzutti alla volontà artistica. L’aspet-
vulgato dal Balletto del Sud ha saputo orchestrare e dirige- to manageriale si è sviluppato
si specificava che: “La setti- re una settimana decisamente per la necessità di realizzare i
mana della danza ha come impegnativa e di alto spessore progetti creativi.
obiettivo quello di diffondere i culturale.”
nuovi linguaggi con spettacoli Quindi, tutto parte, sempre, da
che affrontano soggetti e temi Franzutti, il Balletto del Sud ha cosa si desidera fare e poi da
legati alla contemporaneità; 20 anni di età, 33 produzioni, come si possa fare.
approfondire gli stimoli visivi e 16 solisti più varie maestran- La compagnia Balletto del Sud
musicali utilizzati negli spetta- ze, praticamente un’azienda. è comunque “struttura” e gli
coli, mediante conferenze di- Come riesci a combinare l’e- uffici hanno un compito impor-

vulgative con contenuti musi-


cali e di storia dell’arte; creare
un nuovo pubblico per mezzo
della sensibilizzazione di asso-
ciazioni culturali presenti sul
territorio, di operazioni di coin-
volgimento realizzate in altri siti
della città e di matineé per le
scolaresche; formazione spe-
cifica della danza con la rea-
lizzazione di master class, sta-
ge e lezioni aperte”.

E così è stato. Un progetto am-


bizioso e completo che non
ha deluso le aspettative del
pubblico e dei partecipanti:
dalle master class tenute da
Gilda Gelati, alla conferenza
a cura di Ermanno Romanelli
dal titolo: La Sagra, il copione
dello scandalo nella quale si
analizza la possibile tesi che il
disastroso debutto parigino sia
stato abilmente architettato
da Stravinskij e dall’astuto im-
presario Diaghilev a fini pro-
mozionali, agli spettacoli in
cartellone SERATA STRAVISNKIJ
(L’Uccello di Fuoco e La Sagra
della Primavera) e Le Quattro

42
tante. Sono ben supportato da Il mito di “Genio e Sregolatez- gno e la disciplina, dunque per-
uno staff che rende possibili le za”, che vuole l’artista come ché non ispirarsi a loro?
mie intuizioni. un eterno fanciullo dotato di
La percezione di centralità così tanto talento naturale a In questi anni hai avuto molti
della mia figura è anche una tal punto che non debba im- successi e riconoscimenti inter-
strategia promozionale che mi pegnarsi in null’altro perché nazionali forse addirittura di più
rende solido nei dialoghi con tutto gli è dovuto, è più una all’estero che in Italia: nemo
le amministrazioni pubbliche. trovata letteraria, con qualche propheta in patria?
trasposizione cinematografica
Comunque, credo che affida- (vedi il bellissimo Amadeus di Non credo di non avere riscon-
bilità, concretezza e capacità Miloš Forman) che una vera tri nel nostro paese. La crisi non
di programmazione siano dei realtà dei fatti. è soltanto economica ma an-
pregi per qualunque uomo che culturale - la seconda ha
che si voglia assumere delle Tutti i grandi artisti di successo generato la prima – quindi in
responsabilità e non vedo per- della storia sono stati sempre Italia si fa più fatica in tutto, e
ché un artista possa esimersi imprenditori di se stessi, met- la compagnia soffre di qual-
da tali impegni. tendo al primo posto l’impe- che distrazione del nostro bel
paese verso le espressioni della
cultura, ma di fatto, ogni anno,
realizziamo circa 70 spettaco-
li viaggiando in su e giù per lo
stivale, ospiti dei più bei teatri e
festival.

Le collaborazioni all’estero sono


delle conferme che la strada
che stiamo percorrendo è quel-
la giusta: siamo una compa-
gnia di “scelte e gusto interna-
zionale”, come ci definì Mario
Pasi, ma non dimentichiamo la
nostra matrice italiana rappre-
sentando l’autorevolezza della
grande tradizione del balletto,
ovviamente, con tutta la mo-
dernità del secolo che viviamo.

Credi che il Balletto del Sud sia


penalizzato dalla mentalità tut-
ta esterofila di una parte della
critica italiana?


In generale la critica italiana ha


spesso guardato alla coreogra-
fia oltre confine e, quindi, rima-
nendo in contemplazione verso
il nord dell’Europa ha, in alcuni
casi, “voltato le spalle” alla cre-
atività e ai talenti del nostro pa-
ese ma posso anche affermare
che il Balletto del Sud gode di
grande stima e ha addizionato,
nei vent’anni di attività, confer-
me e lodi dalle firme più autore-
voli che ci hanno spinto sempre
a migliorare e ad andare avan-
ti ed oltre.
Senza adagiarmi sugli allori e
trattenendo le nostalgie perso-

Balletto del Sud, l’attore Andrea Sirianni e Federica Resta,


ph. Francesco Sciolti
43
nali, e senza voler far torto ai
critici viventi che anche hanno
ben descritto il nostro lavoro, ri-
porto, per tutti, quello che scris-
se Vittoria Ottolenghi: «Il Ballet-
to del Sud è molto meglio della
media delle altre compagnie
del nostro paese. Infaticabile,
realmente stabile, riesce a ri-
empire i teatri con spettacoli
di qualità, più belli dei prodot-
ti del genere che importiamo
dall’est Europa».

Balanchine disse in un’inter-


vista: “Il balletto introduce un
mondo totalmente di fantasia
la cui forma è di natura plasti-
ca, la visualizzazione concreta
di una vita di fantasia”.
Nelle tue coreografie c’è tanta
fantasia ma anche molti spunti
presi dalla vita reale e soprat-
tutto dalla tradizione popolare
della tua terra. Quanto influ-
isce vivere in una città all’e-
stremo sud e sul mare nei tuoi
lavori?

La nostra sede è a Lecce, una


città che non solo è bellissima
meta turistica internazionale
ma anche capoluogo di una
provincia che da circa 50 anni
ha sviluppato una non comu-
ne attenzione ai fenomeni cul-
turali.

Già dagli anni ‘70 le attività


dell’università, la presenza di
Eugenio Barba a Carpignano,
la ricerca in campo antropo-
logico e poi il tradizionale rap-
porto con la musica colta – il
conservatorio, l’orchestra Tito
Schipa, le stagioni liriche e
sinfoniche hanno fatto sì che
il rapporto dialettico tra i vari
comparti-cultura, e poi recen-
temente anche con le ammi-
nistrazioni pubbliche, abbia
creato un fermento positivo
dal quale il Balletto del Sud ha
tratto giovamento, crescita
critica e qualità di intenti.

La locazione geografica ha
poi influito nelle scelte della
programmazione rendendo

Balletto del Sud, Alexander Yakovlev ne La Sagra della Primavera, ph. Francesco Sciolti

44
Speciale DANZAlaPUGLIA
il repertorio della compagnia
virtuoso di progetto unitario,
varietà delle offerte e rappre-
sentativo di un’area specifica
del mondo.

Il Salento, quindi, crocevia di


popoli e culture, è stato, negli
anni della mia ricerca, un’op-
portunità per indagare in di-
versi aspetti socio/storici come
l’appartenenza alla Magna
Grecia (il mondo del mito e
delle tragedie classiche), i
rapporti con l’oriente o con
la Russia bizantina, i Messapi
e le società arcaiche, le do-
minazioni spagnole, le culture
sub-alterne e il fenomeno del
tarantismo, l’ammirazione per
il mondo del melodramma, il
fantasioso Barocco, il nove-
cento Art Decò e il Liberty flo-
reale, fino alle espressioni più
contemporanee del nuovo
millennio.

Nella tua ventennale esperien-


za lavorativa e creativa hai
avuto anche l’occasione di
collaborare con grandi registi
d’Opera. Come si pongono nei
confronti della danza? E’ spes-
so considerata una parente di
serie B? Raccontaci un aned-
doto particolare.

Ho lavorato con i più grandi


registi e per me è stata una
grande opportunità di cresci-
ta artistica e culturale. Nella
mia esperienza ho trovato, da
parte loro, ammirazione e ri- Katia Ricciarelli mi disse che la mente estranei a libretti e per-
spetto per l’arte della danza. differenza tra una produzione sonaggi si limitano, raramente,
I grandi maestri sanno bene povera e di provincia e una di ad utilizzarne qualche stralcio
che la condizione che veniva livello, degna di un teatro se- (un paio di walzer, una marcia
imposta a Giuseppe Verdi per rio, la fanno la presenza e la e Casta Diva) creando quasi
rappresentare le sue opere qualità della danza, perché il sempre coreografie avulse dal
al Grand Operà di Parigi era coro e i solisti canori si trovano soggetto.
quella di dare allo spettacolo sempre.
un lustro, appunto, da Grand Chissà se quella B, che identifi-
Operà, con l’aggiunta di bal- E’ più imbarazzante riflettere ca la serie della parentela con
labili e danze (della durata su come il mondo della danza le altre arti dello spettacolo dal
quasi di un atto che creava non conosca quello del me- vivo, non sia dovuta a qualche
uno spettacolo nello spettaco- lodramma. Spesso, danzatori nostra mancanza di spesso-
lo). e colleghi, ne ignorano com- re...?
Spesso, la danza e il coreogra- pletamente l’esistenza. Molti
fo sono determinanti per il risul- non hanno mai visto un’opera Parliamo di scuole di danza:
tato visivo dell’opera. da capo a fondo, completa- Lecce viene chiamata la “città

45
danzante” perché in un territo- di scuola privata a compagnia
rio di 110.000 abitanti ci sono non è mai diretto, c’è sempre
ben 100 scuole nella città e al- un’esperienza formativa seria
tre 280 nella provincia. di mezzo.
Com’è la convivenza? Tutti
questi allievi sono un potenzia- Il grande numero di scuole
le vivaio per la compagnia? crea, comunque, attenzione
all’attività e pubblico per gli
L’arte della danza è sicura- spettacoli. Spesso creiamo,
mente la più democratica. Tut- con l’obbiettivo di formazio-
ti la possono studiare e tutti la ne del nuovo pubblico, anche
possono insegnare – almeno progetti di coinvolgimento per
in Italia –, quindi, senza cede- le scuole di danza del territorio
re a polemiche inutili che non che aderiscono agli incontri e
portano a nulla, avverto con alle conferenze divulgative.
positività l’enorme presenza di
scuole di danza nel territorio. Il 5 giugno debutta un tuo bal-
letto all’opera di Tirana. Cosa ci
Ovviamente la compagnia dici di questa esperienza?
Balletto del Sud è composta da
selezionati solisti di formazione Ho già lavorato al Teatro
internazionale, quasi tutti diplo- dell’Opera di Tirana del 2010
mati in grandi scuole di stato. con Carmen. Ebbe un grande
Perciò, il passaggio da allievo successo ed ora ritorno per un

Balletto del Sud, L’inverno da La Sagra della Primavera, ph. Francesco Sciolti

46
Speciale DANZAlaPUGLIA

47
Speciale DANZAlaPUGLIA

Balletto del Sud, Nuria Salado Fusté e Andrea Sirianni ne L’Uccello di Fuoco,
ph. Francesco Sciolti

48
nuovo progetto: Fedra, Osses- Gerd Vaso, due vere stelle in Al- te umana. Fedra diviene pazza
sione del desiderio, su musiche bania anche grazie alle nume- per volere di Afrodite, che in
di Ildebrando Pizzetti. rose apparizioni televisive. questo testo ha carattere ne-
gativo, fino al punto da deside-
Anche in questo caso si tratta di Fedra è uno spettacolo impe- rare il giovane figliastro Ippolito
una co-produzione. Partecipia- gnativo che affonda, come (figlio del marito Teseo avuto
mo allo spettacolo con 10 dei tutte le tragedie-mito dell’età nel precedente matrimonio).
ballerini solisti del Balletto del classica, nella psiche dell’uo- Anche Gabriele D’Annunzio,
Sud che affiancano i primi bal- mo facendo emergere le de- all’inizio del secolo scorso, ne
lerini del teatro: Enada Hoxa e bolezze e le fragilità della men- trascrive una sua versione ispi-
randosi al soggetto di Euripide.
Così ho ambientato la vicenda
nei primi anni dell’Art Déco del
‘900, con riferimenti alle dittatu-
re totalitariste che dominavano
in Europa.

Enada Hoxa è una danzatri-


ce dotata di grande talento
teatrale ed interpreta bene il
dramma di Fedra rendendo
espliciti, per il pubblico, tutte le
sfumature della progressione
della malattia mentale dai pri-
mi accaloramenti sino al suici-
dio.

Parlaci del progetto ITINERARIO


DANZA che da ben 18 anni è
protagonista nelle estati Salen-
tine. Ci sarà anche quest’anno?

Nei mesi estivi la compagnia


è impegnata, oltre che nella
tournée nazionale, nel pro-
getto “Itinerario Danza” che,
giunto alla XIX esima edizione,
ha come obiettivo principale
la riscoperta dei centri storici
del Salento con la proposta
di spettacoli che utilizzano le
scenografie naturali architet-
toniche delle piazze di Puglia.
“Itinerario Danza” si inserisce in
quei progetti di valorizzazione
del territorio perché propone
allo spettatore anche una visi-
ta guidata del borgo antico e
consiglia, dopo lo spettacolo
dove andare a cena.

Su un catalogo-guida il pub-
blico, turistico e locale, può
trovare informazioni sugli spet-
tacoli e sugli artisti e descrizio-
ni del borgo antico con cenni
storici sul comune che ospita la
compagnia.
Vi aspettiamo nel Salento.

49
Speciale DANZAlaPUGLIA
IL BALLETTO DEL SUD

Fredy Franzutti e il Balletto del Sud


ph. Francesco Sciolti

LA COMPAGNIA
Il Balletto del Sud ha sede a Lecce ed è composto da 16 solisti in grado di al-
ternarsi nei ruoli principali delle varie produzioni.

Questi ragazzi di varie nazionalità hanno l’opportunità con il Balletto del Sud
di confrontarsi con i vari ruoli del repertorio della tradizione classica così come
nelle produzioni moderne.

Tra spettacoli per le scuole, festival estivi, tour nazionali e internazionali questi
giovani artisti hanno la rara opportunità di esibirsi in circa 70 spettacoli all’an-
no.

Dalle raffinate e leggiadre Nuria Salado Fustè e Vittoria Pellegrino al tempera-


mento di Chiara Mazzola, dai belli e virtuosi Alessandro De Ceglia e Francesco
Cafforio all’atletico Francesco Rovea, solo per nominarne alcuni, il Balletto del
Sud dà l’impressione allo spettatore di essere perfettamente amalgamato in
una grande famiglia.

50
LA SCUOLA
Lecce è chiamata “la città danzante” perché, in città sono presenti un centi-
naio di scuole e nella provincia ve ne sono circa il doppio.

Anche il Balletto del Sud ha una scuola al suo interno ed è un centro di forma-
zione dove le lezioni sono finalizzate all’avviamento professionale.

Le discipline studiate sono principalmente: la danza classica, repertorio clas-


sico, pas de deux e la danza contemporanea.

La direzione artistica è del M° Fredy Franzutti che si avvale della collabora-


zione di maestri altamente qualificati, che risiedono stabilmente, ai quali si
integrano ospiti di fama internazionale per Stage e Seminari.

www.ballettodelsud.it

51
E’
È giovane,

COMPAGNIE
anzi gio-
vanissima
Roberta
Ferrara.
Ha appe-
na ventisei
anni ma
idee molto
chiare sul-
la danza,
sulla core-
ografia, sul ruolo di Equilibrio
Dinamico Company, la sua al-
trettanto giovane compagnia.
E cosa non da poco ha una
laurea in Lettere Moderne, Cul-
tura Teatrale, che lei ritiene fon-
damentale per ampliare i pro-
pri orizzonti creativi e per fare
cultura di danza.

Personalità vivace e aperta,


Roberta ha una formazione
classica, moderna e contem-
poranea. Ha studiato con
maestri come Ioan Iosif Girba,
primo ballerino dell’Opera di
Bucarest, e Ernesto Valenzano
del Béjart Ballet, entrando a far
parte della BBC, la compagnia
da lui diretta.

Si è diplomata in tecnica mo-


dern perfezionandosi con core-
ografi del calibro di Christopher
Roman, Min Poon, Eric Gauthier,
Roberto Castello, Noah Gel-

di Gabriella Gori

Le interviste a:
Roberta Ferrara, direttrice e coreografa della Equilibrio Dinamico Company
Gemma Di Tullio, responsabile per la danza del Teatro Pubblico Pugliese

52
Speciale DANZAlaPUGLIA
ber, Erik Montes,Mauro Astolfi,
Roberto Zappalà, e ha appro-
fondito il repertorio Forsythe e
Kylìan.

Ben presto la passione per la


‘danza ballata’ cede il posto

Q I I RO
a quella per la ‘danza crea-
ta’ e Roberta si orienta verso

E ULB I
la coreografia, vince il premio
Agorà-danza ed è nella rosa
dei cinque coreografi scelti per
il WDA/World Dance Alliance
Europe (Organizzazione mon-
diale per la danza). Un felice

fortemente
esordio che la vede poi firmare
lavori per il Balletto di Calabria,
il Balletto di Siena, il Sanremo

DI
Dance Festival, e decidere nel
2011 di fondare l’Equilibrio Di-
namico Company.

Un organico che lei definisce


“una compagnia di repertorio
contemporaneo e non di au-
tore” con la quale si esibisce

NA
in Italia e all’estero portando in
scena pezzi suoi e di importanti
dancemakers attuali.
Una scelta maturata nel 2013

MI
CO
Equilibrio Dinamico in Drone, Festival Interdans, Belgio, ph. Danilo Moroni
53
all’interno di Equilibrio Dina- Detto questo però sono grata
mico Company con “Expe- a tutti i coreografi che ho co-
rimental - residential project nosciuto, non ultimo Roberto
choreographic”, un progetto Zappalà che mi aveva presa
patrocinato dall’ente Teatro per Modern Pro. Un progetto
Pubblico Pugliese con l’obietti- a cui poi non ho partecipato
vo di “creare un concreto pon- per aver superato la selezione
te tra Italia ed Estero” e offrire per l’Intensive GAGA al Teatro
la residenza in compagnia a Regio di Torino e studiare il re-
figure di spicco a livello inter- pertorio Naharin e metodolo-
nazionale fra cui non passano gia Gag.
inosservati Marco Blàzquez,
Ivan Perez, Jiri Pokorny, Bert Caso raro nel mondo della
Uyttenhove. danza lei è dottoressa.
Equilibrio Dinamico in Confini Disumani, Immersion Dance Festival, Cagli

Un’intensa attività a cui si ag- Sono laureata in Lettere Mo-


giunge nel 2014 l’iniziativa derne. Conciliare tutto è sta-
EDCensemble per promuovere to difficilissimo e fin da subito
lo studio e la sperimentazione mi sono ritrovata senza una
della danza contemporanea vita privata per portare avan-
nelle scuole di danza pugliesi ti l’insegnamento, la coreo-
con allievi tra i dieci e i diciotto grafia e gli studi universitari. A
anni. mio avviso senza una vera e
propria cultura di base non si
Lei, nonostante la giovane età, possono fare spettacoli di un
vanta un curriculum e una pre- certo spessore. La formazione
parazione di tutto rispetto. Chi universitaria mi è servita tanto
ha influito di più su Roberta Fer- sia a livello lavorativo nel saper
rara? esporre i progetti e realizzarli,
sia a livello artistico. Gli esami
Mauro Astolfi occupa un posto di Storia del Teatro Francese,
particolare. Mi ha trasmesso l’a- Inglese e Contemporaneo,
ph. Andrea Di Marino

more per la coreografia intesa di Storia dell’Arte Moderna,


come l’unione tra stile, dinami- di Letteratura Italiana, hanno
ca, tecnica, e ha influenzato la ampliato le mie conoscenze
mia idea di danza, il mio modo e le produzioni di Equilibrio Di-
di andare in scena con una namico Company risentono di
poliedricità a 360 gradi. Inoltre questo indirizzo accademico.
mi ha messo in condizione di Penso a Get Drunk! ispirato a
poter seguire qualsiasi artista. Spleen di Baudelaire o ad al-

54
Speciale DANZAlaPUGLIA

elementi, sei ragazze e due ra-


gazzi, come sono stati scelti?

Sono diversi l’uno dall’altro.


Credo che il punto di forza sia
proprio la loro diversità in fatto
di doti, energia, dinamica. Una
diversità che in palcoscenico
diventa alchimia. Tutti i core-
ografi che Equilibrio Dinamico
Company ha ospitato sono
rimasti colpiti dalla prepara-
zione, dall’autonomia intelletti-
va, dalla capacità di gestire il
movimento che hanno gli otto
componenti del gruppo.
Ho sempre lavorato sull’improv-
visazione, sulle tecniche della
danza contemporanea per ar-
ricchire la loro eclettica e ver-
satile formazione e i risultati ci
sono.

Nella giovane vita della com-


tre incentrate su Catullo e Gio- pagnia non manca neppure
vanna D’Arco. l’estero.
Lei si sente più ballerina o co- Siamo stati ospiti due volte di
reografa? Interdans, il festival di danza
contemporanea internaziona-
Definirsi coreografo in Italia alla le diretto da Bert Uyettenho-
mia età non è facile perché ve. Un’esperienza straordinaria
nel nostro paese si ritiene che perché l’estero è sempre più
per fare coreografia si debba avanti dell’Italia anche come
essere anagraficamente ma- organizzazione.
turi. Per me non è così. La core-
ografia è un dono. Non so se lo Qual è l’ultimo lavoro di EDC?
possiedo o meno però quando
creo raggiungo la pace e la È Climax che ha debuttato il 30
serenità interiore. Tra danzare maggio scorso al Teatro Kismet
e coreografare fin da subito di Bari con il patrocinio del Te-
ho scelto la seconda opzione. atro Pubblico Pugliese, Unio-
È una sensazione particolare, ne Europea e Regione Puglia.
non descrivibile a parole, ac- Una serata a tre firme con Kick
cade quando hai bisogno di Start, la mia nuova creazione,
dire qualcosa con il linguag- Walking & Talking del ceco Jiri
gio del corpo e lo fai con i tuoi Pokorny che ha danzato nel
danzatori, utilizzando la fisicità, NDT1 e NDT2, e Once upon
l’adrenalina e tutto quello che a time dello spagnolo Marco
la mente del coreografo vuole Blazquez, anche lui con espe-
esprimere. rienze nel Balletto di Madrid e
nel NDT2.
Anche Equilibrio Dinamico Questo spettacolo fa parte del
Company è giovane. Gli otto progetto “Experimental” e ogni

55
Speciale DANZAlaPUGLIA

“Una danza essenziale,


esistenziale, effettistica.”

anno artisti stranieri vengono E il progetto EDCensemble Abbiamo ospitato vari coreo-
ospitati da EDC e creano per cosa si prefigge? grafi e gli allievi hanno avuto
la compagnia in prima assolu- la possibilità di andare due o
ta. L’idea è quella di costruire Sono state selezionate delle tre volte in scena e avere un
un ponte tra Italia ed estero e scuole pugliesi e alcuni dei loro rapporto immediato con il pal-
far diventare la Puglia non solo allievi per un anno hanno se- coscenico. In sostanza hanno
terra di partenza ma anche guito un percorso di formazio- studiato le varie tecniche della
d’arrivo. ne di danza contemporanea. danza contemporanea che è

56
Creazione Before I Let You Go di Igor Kirov
presso StudioDanza, Bari,
ph.Clarissa Lapolla

in continua evoluzione. Impa- vrà impegnarsi in una struttura siamo una compagnia di re- Equilibrio Dinamico in Confini Disumani, Immersion Dance Festival, Cagli
rare a riconoscerle e saperle coreografica a fianco del co- pertorio contemporaneo e non
praticare è importante. Questo reografo stesso. d’autore. In Italia esistono mol-
è un progetto che sarà attivato te compagnie d’autore, con
in altre regioni, in particolare la Equilibrio Dinamico Company un solo coreografo che crea
Sicilia. è finanziata dal Ministero? sempre per la propria compa-
gnia. Non condivido questa im-
Bolle dell’altro in pentola? Non siamo finanziati dal Mini- postazione e fin dalla nascita di
stero. Ancora non possediamo EDC lo scopo è stato quello di
Stiamo iniziando a lavorare su i requisiti necessari per accede- avere un vasto repertorio con
un concetto diverso di mise en re ai finanziamenti e fino ad ora firme differenti ed una stesura
danse dove il coreografo va in mi sono autosovvenzionata stilistica più ampia. È un con-
scena con un danzatore del- anche partecipando a bandi cetto ben diverso da quello
ph. Andrea Di Marino

la compagnia. Questo per noi o progetti che prevedono sov- della danza autoriale.
è un onore grandissimo data venzioni. Quest’anno faremo la
a caratura dei maestri ospiti. domanda regionale in quanto Qual è il legame con il Teatro
L’idea dovrebbe concretiz- abbiamo già avuto dei fondi e Pubblico Pugliese?
zarsi ad ottobre con Marco danzatori italiani e stranieri in-
Blazquez e una mia danzatrice. viano domande per sostenere È l’ente che ci ha permesso di
Un passo a due dove l’interpre- l’audizione ed entrare in orga- accedere ai fondi regionali.
te scelto, oltre a danzare, do- nico. Tengo a precisare che Quello che ci auguriamo è che

57
Speciale DANZAlaPUGLIA

adesso il Teatro Pubblico Pu-


gliese ci aiuti nella circuitazione
inserendoci nella programma-
zione di danza. Diciamo che
questo sarebbe il passo suc-
cessivo da fare e noi incrocia-
mo le dita nella speranza che
accada.

È quello che ci auguriamo an-


che noi e per questo abbiamo
interpellato Gemma Di Tullio,
responsabile attività di danza
del Teatro Pubblico Pugliese,
per cercare di dare una rispo-
sta alle aspettative di Roberta
Ferrara e della sua Equilibrio Di-
namico Company.

Signora Di Tullio la speranza di


Roberta è ben riposta?

Noi come Teatro Pubblico Pu-


gliese abbiamo sostenuto con
dei fondi, che utilizziamo per la
realizzazione di alcune attività
della regione Puglia, una parte
di “Experimental”. Il progetto
di residenze internazionali che
Equilibrio Dinamico ha iniziato stro socio in quanto siamo or- Equilibrio Dinamico come tut-
questo anno invitando accre- ganizzati in un consorzio e per te le altre compagnie che si
ditati coreografi stranieri. La l’implemento dello spettacolo muovono sul territorio, non solo
questione però è sempre quella dal vivo chiede al Teatro Pub- pugliese e con fondi europei
di verificare se c’è coincidenza blico Pugliese di esercitare un o meno, lavora per essere pro-
tra ciò che accade nel territo- mestiere più tecnico e di co- grammato. Per noi l’esito del
rio ad opera delle compagnie struire delle occasioni. Il moni- progetto “Experimental” è po-
e quello che ci viene chiesto di toraggio di quello che avviene sitivo ma quando si parla di di-
fare a livello pubblico con fon- settore per settore ci porta ad stribuzione degli spettacoli en-
di, in questo caso, europei. individuare proposte e iniziative trano in gioco valutazioni che
valide e a includerle nei nostri non sono solo artistiche.
Che cosa intende dire? progetti, sostenendole per la A differenza di molti altri circuiti
parte che ci compete. italiani noi negoziamo sempre
Da otto anni il Teatro Pubbli- con i nostri Comuni che, essen-
co Pugliese a vario titolo viene Vuol dire che Equilibrio Dinami- do parte di un consorzio, sono
chiamato a gestire per conto co sarà inserito nella program- soci e hanno una forza con-
della regione Puglia queste ri- mazione del Teatro Pubblico trattuale in alcuni casi anche
sorse europee. La Puglia è no- Pugliese? superiore alla nostra rispetto a
quanto investono nelle singole

Equilibrio Dinamico in Forestiero Della Vita, MO' Festival, Cosenza,


ph.Fabiola Iris Sbano
58
Equilibrio Dinamico
YouthfulDANCEcompany
attività. Ho già espresso dei giu- Nasce nel 2011 in provincia di Brindisi sotto la dire-
dizi sul progetto e li ho condivisi zione artistica di Roberta Ferrara, con la residenza
con Roberta e Vincenzo, or- artistica presso il Teatro P.Grassi, Cisternino per il
ganizzatore della compagnia. biennio 2012/13.
Il Progetto ha una sua validità
ma bisogna vedere come e Crea annualmente un ponte tra Puglia ed estero
dove si sposa meglio tenendo prestando maggiore attenzione alle nuove tecni-
presenti gli interessi del pubbli-
che di sperimentazione e ricerca del movimento e
co e la politica culturale dei sin-
dei nuovi linguaggi della danza contemporanea
goli Comuni che programma-
no danza sul territorio pugliese.
attraverso il progetto Experimental, patrocinato
Purtroppo la Puglia ha tempi di nel 2015 dal Teatro Pubblico Pugliese.
programmazione lunghissimi e
il discorso è rimandato di qual- Attraverso residenze formative ha ospitato coreo-
che mese. Detto questo però grafi esteri di caratura internazionale: Bert Uytten-
ritengo spendibile la serata Cli- hove (Belgio) nel 2013 firma la creazione Idea’s
max con le tre firme proposte, are like fishing, Matthias Kass (Germania) e Cle-
la produzione funziona e ha un ment Bugnon (Svizzera) firmano insieme la crea-
futuro. zione Continuum mentre Igor Kirov (Macedonia)
firma nel 2014 Before I let you go.
Consigli da dare?
Nel 2015 le creazioni sono a cura di Jiri Pokorny,
Quello che auguro a Equilibrio Repubblica Ceca, (Ndt, Kidd Pivot by Crystal Pite)
Dinamico è che non conside- e Marco Blàzquez, Spagna, (Ndt II, Staatstheater
rino la Puglia il solo bacino di
Mainz, Gran Canaria Ballet e Ballet Madrid.)
utenza. Con “Experimental”
devono dialogare prima col
L’ultima produzione è Slang_tre viaggi in un solo
territorio nazionale e poi con
l’estero. Il mercato se preso re- fiato, patrocinata dal Comune di Fasano, con
gione per regione non è mai debutto presso il Teatro Sociale nel marzo 2014
abbastanza grande per ac- insieme alla creazione Continuum. Slang è stato
cogliere tutte le istanze che ci replicato, in abstract, per il Premio Crea, Teatro
sono all’interno. Abeliano, Bari.

Ho caldeggiato il loro lavoro La compagnia vanta collaborazioni con l’ Apluvia


ma devono adoperarsi per la Small Orchestra, diretta dal M° Silvestro Sabatel-
promozione. Avendo seguito li (Volkosper Theatre, Vienna); insieme vincono il
il progetto e constatati gli esiti celebre bando “I teatri del Sacro” debuttando in
come responsabile del Teatro Ildegarga presso il Teatro del Giglio, Lucca. Con
Pubblico Pugliese e partner di Apluvia portano anche in scena Carmen, una ri-
sostegno per la realizzazione, visitazione in chiave contemporanea dell’opera
posso essere garante verso altri con debutto nel 2012 presso il Teatro Paolo Grassi,
operatori della bontà di quan-
Cisternino e ospite al Festival Internazionale Ban-
to realizzato dalla compagnia
dalarga.
ma ci deve essere anche la for-
za imprenditoriale di un gruppo www.equilibriodinamicocompany.it
che spinge il proprio prodotto.

59
di Manuela Binaghi
INTERVISTA

ELENA
VEDRES

una dan za

60
H
Ha attraversa-
to le intempe-
rie di due guer-
re mondiali
con la convin-
zione che il
corpo femmi-
nile meritasse
attenzione,
dedizione, ad-
d e s t r a m e nto
per raggiunge-
re quell’equilibrio psico-fisico
oggi tanto osannato dal fit-
ness: un benessere che lei, con
geniale intuizione, anticipò,
agli inizi degli anni Cinquanta
quando fondò la sua straordi-
naria tecnica “Vedres”.

Una manciata di signore


dell’ambiente intellettuale mi-
lanese, tra le quali Camilla Ce-
derna, Wally Toscanini, la figlia
del giornalista Luigi Barzini, la
seguivano entusiaste in spa-
zi che lei affittava prima in via
Brera, in via Manzoni e poi nella
sua mansarda in via Carados-

e don ne
per tutte l

61
“La mia pedagogia è
lavorare bene ma senza soffrire
e ho sempre legato la storia
al movimento.”

22
so, di fronte a Santa Maria del- Svizzera, quinta di sei fratelli, L’ho incontrata nel suo piccolo
le Grazie, adattata per tenere laureata in danza e pedago- appartamento in via Manzoni,
i suoi corsi. La sua ginnastica gia, alla scuola del Castello nel cuore di Milano, minuta, i
armoniosa basata essenzial- Helleran Laxenburg, vicino a capelli raccolti, gli occhi anco-
mente su esercizi da eseguire Vienna, tra il 1930-32, con la ra vivacissimi malgrado la ce-
a terra, adatti per sciogliere le famosa Rosalie Chadlek, fe- cità che da gennaio l’ha col-
articolazioni, tonificare i mu- steggerà il suo centoquattre- pita, le movenze eleganti, un
scoli, migliorare la postura, con simo compleanno il 9 ottobre, sorriso affettuoso e rassicuran-
la musica suonata dal vivo da circondata dagli affetti della te di una donna che ha voglia
un pianista o da un tamburello, figlia Betty, dai nipoti Costan- di raccontare una vita vissuta
conquistò il cuore delle milane- za e Davide e dai tre pronipoti. all’insegna del corpo e della
si che tuttora la praticano, nel- Per il suo centenario il Comu- sua famiglia.
la storica scuola in via de Togni ne di Milano l’ha premiata con
12, diretta dalla figlia Betty. l’Ambrogino d’oro e con un li- Vedres, negli anni Cinquanta
Elena Vedres, nata a Berna, in bro dedicato alla sua vita. ha compiuto una piccola rivo-

63
“In Italia, rispetto all’Austria,
c’erano più tabù.
Ho indicato
un nuovo rapporto con il corpo,
senza inibizioni”

Nel suo penultimo lavoro Ani-


mali senza favola, vive uno sta-
to di allerta nei teneri muscoli di
cinque figure a terra, sdraiate,
poi guizzanti in un tappeto im-
maginifico di natura, di quiete
ph. Corine Veysselier

che sa di bosco. Quello spazio


è un recinto protetto, poi sem-
pre più aperto, in cui si muovo-
no le danzatrici. Sono cinque
presenze femminili di diverse
età alle quali la coreografa e
danzatrice bolognese, Simona
Bertozzi, trasmette il palpito del

64
luzione tra le signore milanesi: di qualità, è senza tempo. Una scultore molto bravo. Quando
com’è riuscita a conquistarle? mia allieva che ha compiuto mio marito andò in pensione
ottantasette anni mi ha detto avevo 73 anni, si è trasferito a
Dopo la guerra non avevo più che le ho insegnato a vivere Firenze ed io facevo la pendo-
niente e ho iniziato facendo e per me è un grande compli- lare per vederlo.
dei prestiti, ho sistemato il mio mento.
appartamento al sesto piano, A Milano ormai è tutto un pul-
una mansarda e l’ho adattata All’inizio venivano solo le brutti- lulare di palestre, centri fitness,
per fare le lezioni di ginnastica. ne intellettuali ma dopo anche di yoga, di Pilates, olistici ep-
le belle. Insegnavo le combi- pure nella vostra scuola avete
In breve tempo la voce si era nazioni con i rulli per abbellire una clientela storica, che si è
sparsa tra le amiche, avevo se- i fianchi; mi dicevano che era- tramandata da madre in figlia,
dici allieve; le donne non era- no stanche così le ho messe a la concorrenza non vi ha tra-
no abituate a lavorare in quel sedere, ho composto tutto per volto, secondo lei perché?
modo, forse per l’epoca poco terra e questo è stato il grande
“pudico”, dove s’imparava a cambiamento e il successo. Chi viene da noi è come se an-
muovere il bacino, a mettersi a In terra non si può sbagliare, dasse da un medico speciale.
quattro zampe a fare il gatto, a in piedi è più faticoso, usiamo Quando sono arrivate le prime
eseguire movimenti più liberi, a pavimenti di gomma, comodi. multi-sale dall’America tutti ci
terra, ma si divertivano e si sen- dicevano che eravamo morti
tivano meglio. La pedagogia è di lavora- e invece esistiamo ancora.
re bene ma senza soffrire, ho
Lei nasce come danzatrice, si sempre legato la storia al mo- Cosa l’ha spinta a Milano negli
è formata a Vienna e solo in vimento. anni Cinquanta?
seguito è diventata insegnante
di ginnastica. Perché ha prefe- Una ginnastica per sole donne, Dovevamo mangiare, ho capi-
rito questa seconda strada? perché? to che le donne milanesi dove-
vano essere libere di curare il
All’epoca, eravamo rivoluzio- Solo donne, nel mio studio non loro corpo.
narie, danzavamo a piedi nudi entrava un uomo. Quando Per la mia ginnastica mi sono
e imitavamo la bellezza greca, sono arrivata in Italia, era un ispirata anche ai libri di Jane
nel 1933 con la scuola abbia- paese maschilista ma gli uomi- Fonda, mi tenevo sempre ag-
mo fatto una tournée memo- ni si muovono in un altro modo, giornata, seguivo i corsi estivi in
rabile a Taormina, Agrigento, hanno una mentalità “a scato- tutt’Europa, per esempio, Feld-
Siracusa, due giorni di viaggio la”. La mia ginnastica si chia- enkrais.
per arrivare; indossavamo gon- mava psico-fisica ma poi ho
ne nere, lunghe fino alle cavi- cambiato termine perché tutti A cinquant’anni ho avuto una
glie ma le braccia erano nude, lo usavano. crisi, non perché la scuola an-
avevamo sciame di uomini in- dasse male, ma perché avevo
torno. Quando insegnavo a muovere bisogno di rinnovarmi, così ho
Quando arrivai a Milano, dopo il bacino, dovevo dire “la pan- raccolto i miei risparmi e sono
la guerra, se avessi insegnato cia” altrimenti le signore non partita, in nave, per gli Sta-
danza espressionista sarei mor- la muovevano. In Italia, rispet- ti Uniti, nel New Jersey, dove
ta di fame, perciò inventai un to all’Austria, c’erano più tabù. ho seguito dei corsi di Martha
metodo di ginnastica adatto a Ho indicato un nuovo rapporto Graham, Cunningham, José Li-
tutte le donne, non per le bal- con il corpo, senza inibizioni, mon.
gesto, la ripercussione intima,
lerine. perché tanto erano tutte don-
la poesia delle fibre e degli arti,
ne. Che rapporto ha con Milano
da armonizzare in accordi di
La sua scuola è ancora aperta dove vive da più di mezzo se-
gruppo che compongono l’a-
ed è gestita da sua figlia Betty E l’amore a che età l’ha incon- colo?
nimalità di un branco.
e da tre insegnanti storiche, la trato?
sua ginnastica continua a pia- E’ una città meravigliosa che
La coreografia nasce dalle sug-
cere anche alle nuove genera- Mi sono sposata nel trentaset- mi ha permesso di lavorare be-
gestioni della lettura di Chiari
zioni, qual è il segreto di tanto te, in Svizzera nel cantone di nissimo, i milanesi erano perso-
di bosco della filosofa Maria
successo? Berna, mio marito era di origi- ne speciali, grandi lavoratori,
Zambrano e di diverse immagi-
ni ungheresi ma nato a Firen- colti, per loro ero una forestiera
ni fotografiche raccolte (tra cui
Perché il corpo è uno, la mia ze ed era concessionario per e invece mi hanno accolto con
quelle dei fotografi Giacomelli
tecnica di armonia e movi- l’Olivetti, aveva il suo ufficio a affetto. I veri milanesi oggi non
e Cartier-Bresson), per indaga-
mento è ancora moderna e Saronno, mio suocero era uno si trovano quasi più.
re le dinamiche relazionali.

65
Ci sono dei personaggi pubbli- Come vive la vecchiaia? Centotre anni sono un bel tra-
ci che ama particolarmente? guardo, merito anche della
Bisogna viverla il meglio possi- sua ginnastica?
Lilli Gruber e Massimo Cacciari. bile, amo i giovani, parlo di più
con loro che con le mie coeta- Senz’altro, mi sono anche rot-
Si è commossa quando ha ri- nee alle quali, a volte, non so ta il femore ma ho recuperato
cevuto l’ambrogino d’oro? cosa dire. Fino a novantanove bene grazie al fatto che cono-
Sì, sono diventata cittadino di anni sono andata alla Scala e sco bene il mio corpo.
Milano, è stata una grande ai concerti con i miei nipoti.
soddisfazione, mia figlia aveva Il regalo più bello della vita?
organizzato una grande festa Un consiglio alle nuove gene-
in un locale per conferenze, razioni? La gioia della mia vita è la mia
con trecentocinquanta invitati, famiglia.
moltissime mie allieve. Stare attenti alla superficialità.

Scuola Elena Vedres


Lo Studio Elena Vedres è in via De Togni 12, in zona Magenta, a Milano.
E’ stato fondato nel 1948 ed oggi è diretto dalla figlia Betty Vedres, che in-
segna con Dona Ramponi, Roberta Piloni, Donatella Giacometti, tutte ex
allieve.

I corsi, per sole donne, partono dai cinque anni fino ad età avanzata.
Le iscrizioni aprono dal 7 settembre (h. 9 - 18). Il 10 e il 15/9 si terranno due
lezioni di prova gratuite (h. 9/13/18.30).

Per informazioni tel.028056379 oppure info@studiovedres.it.


www.studiovedres.it
“All’epoca, eravamo rivoluzionarie,
danzavamo a piedi nudi
e imitavamo la bellezza greca”