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ALZHEIMER E DEMENZE

Per demenza intendiamo un ampio spettro di patologie del snc caratterizzate dal deterioramento
delle funzioni cerebrale superiori (o funzioni cognitive). Queste sono le funzioni fondamentali per
la vita di relazione, che ci permettono di elaborare, interpretare e categorizzare le informazioni che
provengono dal mondo esterno. Si trattano di patologie con incidenza molto bassa al di sotto dei 65
anni, per poi aumentare progressivamente fino ad un 25% tra gli 85 e 89 anni.
Per definizione la demenza è una disgregazione del comportamento (umore, memoria,
abitudini). La maggior parte delle demenze hanno la sindrome di Godot: i pz hanno il
terrore di poter perdere coloro che si occupano di loro (moglie, figli, badante). Un altro
tratto è la sindrome del Sun Down: normalmente all’abbassamento della luminosità c’è una
modificazione circadiana con la diminuzione della serotonina, nei pz l’abbassamento della
serotonina porta a disturbi comportamentali.

Tipi di demenza:
 Alzheimer, da sola occupa il 65% di tutte le demenze
 Demenze vascolari, occupano il 15%
 Demenza fronto-temporale, degenerazione corticobasale ed altre, occupano 8%
 Demenza dei corpi di Lewy, parkinson, occupano 7%
 Alzheimer associato a degenerazione dei corpi di Lewy, 5%

Nella demenza frontale si hanno disturbi di comportamento.


Fino agli anni 90 c'era solo la demenza aterosclerotica. A posteri si parla di demenza senile o
Alzheimer.

Encefalite limbica, tipo di demenza particolare dovuta ad una risposta anticorpale; tramite un
processo anticorpale legato a presenze tumorali vi è un’attività autoimmune nell’encefalo
con conseguenti comportamenti di simil demenza. Se si trovano gli anticorpi onconeurali
coinvolti si può programmare la terapia.
Stato lacunare  demenza tipica dell’anziano data da piccole ischemie sottocorticali

Demenza vascolare sottocorticale è la demenza tipica dell'anziano


C'è anche una demenza che deriva dall'assunzione di carne contaminata dal morbo della "mucca
pazza", ove le proteine ingerite vanno a modificare la struttura nervosa

C’è il mito della demenza esclusva dell’anziano, accade anche nei giovani come la demenza dall’abuso di
sostanze, la sindrome apallica (demenza post-traumatica)
Distinguiamo demenze causali (giovani) e demenze generative (anziani).

Nell'anziano molto spesso c'è un presupposto di considerare una ipotesi di "dimenticanza", ossia la
memoria scarseggia nel tempo.

Nell'anziano c'è una più vasta attivazione corticale rispetto al giovane, il quale implica meno aree
corticali per giungere allo stesso risultato. L'anziano va incontro ad una situazione detta
pseudodemenzia la quale può peggiorare. Si hanno perdite progressive, a partire da amici per
giungere al compagno di vita. Nella depressione l'anziano tende avere comportamenti ansiosi; nella
sua insicurezza l'anziano inizia a dire "non riesco, non mi ricorod, non so fare". Il trttamento
farmacologico indicato ad un anziano per curare tutti i sintomi che presenta può portare a disturbi
dell'equilibrio, si potrebbe dare un farmaco per ristabilire l'equilbrio ma può portare al parkinson
alla lunga. L'anziano è quindi molto più esposto a processi degenerativi.
L'età è un fattore importante, necessario ma non sufficiente per causare la demenza; quindi non
necessariamente l'anziano deve diventare demente.
La demenza frontale comprende circa 20 varianti. Quella corticobasale comprende 3 variante pià
altre sottovarianti interne.

Avere una demenza significa avere alcuni cirteri: quando non è più in grado di fare cose che faceva
prima, quindi in decadimento dev'essere relativo ad una funzione raggiunta precedentemente (es.
prima lavorava, oggi non sa come mangiare, ecc), decadimento non dev'essere riferito dal paziente,
ma da qualcuno che gli sta vicino, perdita di memoria.

Nell’Alzheimer, il disturbo di memoria è il primo sintomo che conduce il paziente all’attenzione del
medico. Viene per prima compromessa la memoria immediata (a breve termine: cosa ho fatto oggi)
e quella anterograda (cosa devo fare oggi?). gli eventi più lontani tendono ad essere mantenuti (il
paziente sa dirmi la sua data di nascita ma non la sua età). Si associano anche compromissioni a
funzioni cognitive: orientamento spaziale e temporale, capacità di critica, giudizio, pensiero
astratto, facoltà linguistiche. È tipica la non consapevolezza della malattia (anosognosia), dalla
quale dipendono alterazioni di tipo comportamentale (il paziente giustifica lo smarrimento di
oggetti sostenendo di esser stato derubato). Il paziente sviluppa atteggiamenti deliranti nei confronti
dei suoi familiari dal momento che questi gli impongono un supporto assistenziale del quale non
ritiene necessitare. La progressione della malattia è segnata da un deterioramento delle funzioni
cognitive che impedisce al paziente lo svolgimento delle attività quotidiane e compromette la vita di
relazione. Nelle fasi più avanzate, i deficit vanno oltre la sfera cognitiva: la motilità tende a perdersi
e il paziente non è più in grado di spostarsi autonomamente fino a perdere la deambulazione.

C'è un termine inglese che descrive il cervello colpito da alzheimer, relativo al "prosciugamento".
I pazienti normali hanno un cervello trofico.
Nella patologia moderata, gli spazi ventricolari sono più ampi
Nelle patologie severe (da 4 anni per esempio), la struttura corticale non esiste più, i ventricoli sono
ancora più larghi

L'alzheimer si forma 7/8 prima che si possa fare una diagnosi; quando viene diagnosticato la
malattia è già diffusa in 2/3 del cervello. Succede che nella malattia nel cervello si
depositino proteina amiloide e proteina-tau a causa di una loro mutazione.
NON ESISTONO TRATTAMENTI se non per i disturbi comportamentali.

L'unica differenza tra caso genetico e sporadico è l'età nel quale si presenta. Nel caso genetico la
demenza si sviluppa intorno ai 35, nel sporadico dai 65 in su. Nei casi sporadici vi è, con l’età, la
diminuzione delle cellule che eliminano l’amiloide; nei casi genetici vi è una
sovraproduzione dell’amiloide per cause genetiche.

DEMENZE VASCOLARI

Forma di demenza caratteristica, molto importante. Esistono vari tipi.


demenza multinfartuale: la sommatoria di varie perdite di vaire aree a causa di vari ictus di vari neuroni
porta ad una atrofizzazione della corteccia. Ci son 4 aree strategiche che basta che partono e uno
diventa demente; queste sono: giro angolare di sinistra (via di confine tra varie aree), CA1 (corno
ippocampale), LIP (lobulo parietale inferiore), talamo. Se uno becca un infarto in queste aree
diventa demente. LA demenza vascolare sottocorticale è la sindrome con maggior incidenza in pz oltre agli
85 anni

La demenza vascolare sottocorticale o dei piccoli vasi è la più comune. Passa quasi inosservata,
considerata quasi nella norma. Le conseguenze sono un rallentamento del processo cognitivo e di
pianificazione, perdita capacità critica e giudizio, apatia, depressione, eventuali segni neurologici a
focolaio.

Nel Parkinson normale sono perse le vie della dopamina, nel parkinsonismo sono persi i centri di gestione
della dopamina. Nel parkinson i gangli della base sono integri.

La sostanza bianca diventa veramente bianca alla rmn (dovrebbe esser grigia).

Nelle demenze vascolari sottocorticali si danneggiano le arteriole profonde e penetranti (attraverso questi
vasi il cervello si regola per avere il minimo livello di resistenza basale).
Le arteriole nel cervello sono fondamentali nella dinamica, sono vasi di resistenza; il cervello si
autoregola per avere il livello minimo di sopravvivenza. La muscolatura liscia risponde velocemnte
a cambiamenti di parametri vitali.
Processo di invecchiamento chiamato arteriolosclerosi. Si ha una perdita graduale di tessuto
muscolare, il lume si riduce ad uno spazio quasi virtuale; i vasi eprdono la capacità di
autoregolazione e collassano su se stessi. Possono chiudersi e e portare alla demenza vascolare
sottocorticale.

Agitazione psicomotoria
Stato di agitazione acuto  disturbo dello stato di coscienza con alterazione della sfera
cognitiva in un tempo molto breve. Il delirio può essere iperattivo o ipoattivo.

Esempio: tipicamente un signore portato all’ospedale (negli anziani l’ospedalizzazione


porta ad una perdita dell’orientamento e delle coordinate spaziali) con dolore e
deterioramento cognitivo e che non ha voglia di bere o mangiare. L’uso di oppioidi per
contenere il doloro non può essere dato ad un pz con demenza poiché potrebbe causargli
allucinazioni aggiunte a stipsi, nausea, vomito. Le allucinazioni possono scatenare il delirio
nel pz con demenza. Allora si somministra del tranquillante all’anziano provocando
sonnolenza e astenia muscolare.

I farmaci da somministrare sono farmaci neurolettici che smorzino i pensieri di delirio.

Il Delirium compare in media nel 30% dei pz oncologici.

In un anziano cognitivamente sano il delirio più frequente è il delirio da sordità  l’anziano


non sentendo crede che la gente parli piano e che parli male di lui.

Il trattamento farmacologico contro il delirium va attuato quando il pz inizia a diventare


pericoloso per sé e per gli altri