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Giona 2

• l’inclusione tra l’inizio del capitolo: 2,1-2 (Dio che ordina al pesce di
inghiottire Giona) e la fine 2,11 (il pesce vomita Giona)
• Simbologia: mare come un simbolo di morte; pesce (vv. 1,11 al masch.; v. 2
al femm.) simbolo di protezione della vita e della nuova nascita, una sorta
dell’utero materno.

Giona 2,1

hn"+Ay-ta, [:l{ßb.li lAdêG" gD"ä ‘hw"hy> !m:Üy>w:


`tAl)yle hv'îl{v.W ~ymiÞy" hv'îl{v. gD"êh; y[eäm.Bi ‘hn"Ay yhiÛy>w
• Wayyiqtol – narrazione, primo piano
• [:l{ßb.li – prep. l con inf. costr. ([lb): proposizione subordinata finale
• yhiÛy>w: - significato forte del verbo “essere”; continua primo piano della
narrazione
• tAl)yle hv'îl{v.W ~ymiÞy" hv'îl{v. - «tre giorni e tre notti»: può indicare
l’inizio di un’esperienza spirituale (Os 6,2), di un inizio di qualcosa di nuovo
(Gn 22,4; Es 19,10-11; ecc.); in Giona anche cambia qualcosa e si rivolge
per la prima volta a Dio in un discorso diretto
• tAl)yle.

Giona 2,2

`hg")D"h; y[eÞM.mi wyh'_l{a/ hw"ßhy>-la, hn"ëAy lLeäP;t.YIw


• lLeäP;t.YIw: - primo piano; llp Hitpael Impf.
• wyh'_l{a/ - suff. 3ms; ricorre nei contesti delle preghiere dei grandi
personaggi biblici (Es 32,11; 1Sam 30,6, ecc.)
• hg")D"h – sost. al femminile; vv. 1 e 11 al maschile.

Giona 2,3

‫קֹולי׃‬
ִֽ ִ ָ‫אתי ִמ ָצ ָָּ֥רה ִ ִ֛לי אֶ ל־יְ הוָ ָ֖ה ַוִַֽֽ ַיעֲנֵ֑נִ י ִמ ֶבֶּ֧טֶ ן ְש ִ֛אֹול ִשוַ ָ֖עְ ִתי שָ ַ ָּ֥מעְ ת‬
ִ ‫ו ַֹּ֗יאמֶ ר ָ֠קָ ָר‬

• ytiar"q'û – qatal introduce discorso diretto al passato; ynInE+[]Y:w:) –


wayyiqtol che indica continuazione, successione
• hr"C'îmi – prep. !mi , hr'c' sost. femm. sing.
• yli - indica possesso
• ynInE+[]Y:w:) – waw inv.; hn[ Qal impf. 3 m.s.; suff. 1s.
• yTi[.W:ßvi lAa±v. !j,B,ómi – x qatal, variazione stilistica dell’ordine
(chiasmo con l’ultima riga)
• lAa±v. !j,B,ó – hapax nella BE
• Chiasmo semantico: ytiar"q' - ynInE+[]Y:w:) yTi[.W:ß - T'[.m;îv'

Giona 2,4

ynIbE+b.soy> rh"ßn"w> ~yMiêy: bb;äl.Bi ‘hl'Wcm. ynIkEÜyliv.T;w:


`Wrb")[' yl;î[' ^yL,Þg:w> ^yr<îB'v.mi-lK
• hl'Wcm. – sost. che caratterizza l’azione verbale; accusativo avverbiale di
luogo (manca la preposizione); oppure un possibile doppio modificatore:
la preposizone b dell’espressione successiva ~yMiêy: bb;äl.Bi può
reggere anche hl'Wcm.
• hl'Wcm.- profondità delle acque; un’immagine ambivalente: luogo delle
opere meravigliose di Dio (Sal 107,24), della distruzione dei nemici (Es
15,5), dei peccatori e dei peccati (Mi 7,19)
• ~yMiêy: bb;äl.Bi ‘hl'Wcm. – l’importanza delle ripetizioni dei concetti
appartenenti allo stesso campo semantico
• `Wrb")[' – forma pausale
• ynIbE+b.soy> - Polel Impf. 3m.s.; suff. 1s.
• ynIbE+b.soy> rh"ßn"w> - x-yiqtol (dopo wayyiqtol) indica l’azione
secondaria continuativa, contemporanea rispetto all’azione principale
(mentre un torrente mi circondava)

Giona 2,5

yTir>m;êa' ynIåa]w:
^yn<+y[e dg<N<åmi yTiv.r:Þg>nI
`^v<)d>q' lk;Þyhe-la, jyBiêh;l. @ysiäAa %a;…

• yTir>m;êa' ynIåa]w: - waw - x – qatal; cambio soggetto (v. 4 Dio, v. 5


Giona); contemporaneità con wayyiqtol del versetto precedente
e
ynIkEÜyliv.T;w: (quindi: wayyiqtol – x (v. 4) + w x qatal (v. 5): tu mi hai
gettato … ed io dissi…)
Cfr. Gn 15,12: ~r"_b.a;-l[; hl'äp.n" hm'ÞDEr>t;w> aAbêl' ‘vm,V,’h;
yhiÛy>w:
Nel momento in cui il sole stava per tramontare un sonno profondo
cadde su Abram.
• %a; - evidenzia una contrapposizione rispetto a ciò che precede
@ysiäAa – yiqtol può indicare il presente continuativo (forma progressiva
non-perfectiva.
• `^v<)d>q' lk;Þyhe-la, - il suffisso appartenente al sostantivo allo stato
costrutto (lk;Þyhe) si sposta sul termine successivo (vd,qo), quindi no: il
tempio della tua santità, ma il tuo tempio santo.

Giona 2,6

vp,n<ë-d[; ‘~yIm;’ ynIWpÜp'a]


ynIbE+b.soy> ~AhßT.
`yvi(arol. vWbïx' @Wsß
e
• Come prima: wayyiqtol – x + w x qatal.

Giona 2,7

yTid>r:êy" ‘~yrIh' ybeÛc.qil.


~l'_A[l. ydIÞ[]b; h'yx,îrIB. #r<a'²h'
`yh'(l{a/ hw"ïhy> yY:ßx; tx;V;²mi l[;T;ów:
• x,îrIB. #r<a'²h' – casus pendens.

Casus pendens
In ebraico per dire «La via di Dio è perfetta.» si adopera spesso una
costruzione particolare:
AKïr>D:ñ ~ymiçT' élaeh' (Sal 18,31);
lett. Dio, perfetta la sua via.
Si tratta di una frase composta; il soggetto è posto all’inizio in una
posizione isolata come casus pendens, ad esso segue il predicato che
può essere nominale o verbale.
Il soggetto è poi ripreso come pronome riassuntivo posto nel caso in cui
si troverebbe quel soggetto se si trattasse di una frase semplice, qui
Genitivo (La via di Dio).

Giona 2,8

yviêp.n: ‘yl;[' @JEÜ[;t.hiB.


yTir>k"+z" hw"ßhy>-ta,
ytiêL'piT. ‘^yl,’ae aAbÜT'w:
`^v<)d>q' lk;Þyhe-la,
• @JEÜ[;t.hiB. – B; @j[ Hithpael inf. costr.
• yviêp.n: ‘yl;[' @JEÜ[;t.hiB. – prop. subordinata temporale infinitiva
• yTir>k"+z" hw"ßhy>-ta, - prop. principale; x-qatal : focalizzazione
dell’oggetto del verbo

Giona 2,9

aw>v"+-yleb.h; ~yrIßM.v;m.
`WbzO*[]y: ~D"Þs.x
• ~yrIßM.v;m. – Piel (hapax), normalmente viene adoperato Qal ; casus
pendens.

Giona 2,10
• Waw aversativo
• hm'Le_v;a] hx'B.z>a, - coortativo
• ‘hd"AT lAqÜB. – beth strumentale
• yTir>d:ßn" rv<ïa] – relativa; qatal – sfondo dall’azione principale