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L’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI

INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SALUTISTICHE


***
Certiquality
Bologna, 18 ottobre 2013

Avv. Chiara Marinuzzi

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IL REGOLAMENTO 1169/2011

D.Lvo 109/1992 concernente


Direttive Direttiva l'etichettatura, la presentazione e
89/395/CEE 2000/13/
89/396/CEE CE la pubblicita' dei prodotti
alimentari.

D.Lvo 77/1993 relativo


Direttiva 90/496/CEE all’etichettatura nutrizionale dei
prodotti alimentari

Regolamento 1169/2011 relativo alla fornitura di


informazioni sugli alimenti ai consumatori
Applicabile dal 13.12.2014

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 L’ambito di applicazione viene esteso anche:
 agli alimenti forniti dalle collettività,
 ai servizi di ristorazione forniti da imprese di trasporto
quando il luogo di partenza si trovi nel territorio di
Stati Membri a cui si applica il Trattato.

 Problema allergeni

18/01/09
Pratiche leali d’informazione
 Le informazioni non inducono in errore
 d) suggerendo, tramite l’aspetto, la
descrizione o le illustrazioni, la presenza di
un particolare alimento o di un ingrediente,
mentre di fatto un componente naturalmente
presente o un ingrediente normalmente
utilizzato in tale alimento e stato sostituito con
un diverso componente o un diverso
ingrediente.
 Le informazioni sugli alimenti sono precise,
chiare e facilmente comprensibili per il
consumatore.
18/01/09
RESPONSABILITÀ
(art. 8 Nuovo Regolamento)
Chi è?
operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è
commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito
nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione.
Cosa fa?
assicura la presenza e l’esattezza delle informazioni sugli
alimenti.
Per gli sfusi assicura che siano trasmesse le informazioni in
modo siano fornite, ove richiesto, al consumatore finale.
E gli altri?
non forniscono alimenti di cui conoscono o presumono la non
conformità.

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INDICAZIONI OBBLIGATORIE
 a) denominazione dell’alimento;
 b) l’elenco degli ingredienti;
 c)qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico
elencato dell’allegato II o derivato da una sostanza o
un prodotto elencato in detto allegato che provochi
allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o
nella preparazione di un alimento e ancora presente
nel prodotto finito, anche se in forma alterata;
 d) la quantità di taluni ingredienti o categorie di
ingredienti (QUID);
 e) la quantità netta dell’alimento;
 f) il termine minimo di conservazione o la data di
scadenza;
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INDICAZIONI OBBLIGATORIE
 g) le condizioni particolari di conservazione e/o le
condizioni di impiego;
 h) il nome o la ragione sociale e l’indirizzo
dell’operatore del settore alimentare di cui all’art.
8/1;
 i) il paese d’origine o il luogo di provenienza ove
previsto dall’art. 25;
 j) istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro
omissione renderebbe difficile un uso adeguato
dell’alimento;
 k) per le bevande che contengono più di 1,2% di alcol
in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
 l) una dichiarazione nutrizionale.
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LEGGIBILITÀ: MISURE STANDARD PER I
CARATTERI TIPOGRAFICI

 Le indicazioni obbligatorie di etichettatura dovranno


essere stampate in caratteri la cui parte mediana
(altezza della x), definita nell'allegato IV del
regolamento, sia pari o superiore a 1,2 mm.
 Le indicazioni obbligatorie devono essere inoltre
presentate in modo da garantire un contrasto
significativo tra i caratteri stampati e lo sfondo.
 Nel caso di imballaggi o contenitori la cui superficie
maggiore misura meno di 80 cm2, l'altezza minima
della x della dimensione dei caratteri dovrà essere
pari o superiore a 0,9 mm.

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Allegato tecnico
 ALLEGATO IV
 Altezza della X:

Legenda:
 1 Linea ascendente
 2 Linea della maiuscola
 3 Linea mediana
 4 Linea di base
 5 Linea discendente
 6 Altezza della x
 7 Corpo del carattere

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INDICAZIONI NELLO STESSO CAMPO
VISIVO
 La regola della apposizione di alcune indicazioni
nello stesso campo visivo vale ora per la sola
denominazione di vendita e la quantità netta,
con aggiunta del titolo alcolometrico per le
bevande che contengono più di 1,2% di alcol.
Non è più previsto il TMC/data di scadenza.

 Per «campo visivo» si intendono tutte le superfici di


un imballaggio che possono essere lette da un unico
angolo visuale

18/01/09
INDICAZIONI NELLO STESSO CAMPO
VISIVO
La regola dello stesso campo visivo NON SI
APPLICA:
 alle bottiglie di vetro destinate a essere
riutilizzate che sono marcate in modo
indelebile e che pertanto non recano né
etichetta, né anello, né fascetta,

 agli imballaggi o contenitori la cui


superficie maggiore misura meno di 10 cm
2.

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Reg.to 1169/2011: Denominazione
di vendita
 Rinvio all’allegato VI che individua ulteriori
indicazioni obbligatorie che devono
accompagnare la denominazione
dell’alimento quali:
 le specifiche relative allo stato fisico del
prodotto. A tal proposito si segnala che, nel
caso di alimenti che sono stati congelati
prima della vendita e sono venduti
decongelati, la denominazione
dell’alimento è accompagnata dalla
designazione «decongelato».

18/01/09
Decongelato
 Tale obbligo non si applica:
 a) agli ingredienti presenti nel prodotto finale
(impasto del croissant alla crema);
 b) agli alimenti per i quali il congelamento
costituisce una fase tecnologicamente
necessaria del processo di produzione (es
sushi);
 c) agli alimenti sui quali lo scongelamento
non produce effetti negativi in termini di
sicurezza o qualità (es pasta al forno
decongelata).

29/10/2013 13
Denominazione di vendita
 Nuove regole di indicazione della
denominazione di quegli alimenti in cui un
componente o un ingrediente che i
consumatori presumono sia normalmente
utilizzato o naturalmente presente è stato
sostituito con un diverso componente o
ingrediente [si tratta dei c.d. simil alimenti
come i formaggi prodotti con materie vegetali
etc..].

18/01/09
I c.d. “simil”
 In tal caso l'etichettatura reca - oltre all'elenco
degli ingredienti - una chiara indicazione del
componente o dell'ingrediente utilizzato per la
sostituzione parziale o completa:
 a) in prossimità della denominazione del
prodotto; e
 b) in caratteri la cui parte mediana è pari
ad almeno il 75% di quella utilizzata per la
denominazione del prodotto e comunque di
dimensioni non inferiori a quelle previste
dall'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento.

18/01/09
D.Lvo 114/2006 Direttiva 2003/89/CE

GLI ALLERGENI ALIMENTARI O I


LORO DERIVATI DOVRANNO
SEMPRE ESSERE DICHIARATI
SULL’ETICHETTA

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ALLERGENI: LE NOVITA’ IN
VISTA

 Le indicazione sul contenuto di


allergeni diverranno inoltre più visibili
e dovranno essere indicate anche
per i cibi non imballati, ad esempio
quelli venduti nei ristoranti o nelle
mense.

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ALLERGENI: LE NOVITA’ IN
VISTA
 l’indicazione di qualsiasi ingrediente o coadiuvante o
derivato da una sostanza o un prodotto che provochi
allergie o intolleranze dovrà:
 a) figurare nell'elenco degli ingredienti con un
riferimento chiaro alla denominazione della sostanza o
del prodotto allergizzante, nonché
 b) la denominazione della sostanza o del prodotto
allergizzante dovrà essere evidenziata attraverso un
tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri
ingredienti elencati, per esempio per dimensioni,
stile o colore di sfondo.
 NB regole grafiche destinate a porre in evidenza la
presenza di allergeni.

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ALLERGENI: LE NOVITA’ IN
VISTA

 In mancanza di un elenco degli ingredienti,


l’indicazione include il termine "contiene" seguito dalla
denominazione della sostanza o del prodotto
 Inoltre, quando più ingredienti o coadiuvanti
tecnologici di un alimento provengono da
un'unica sostanza o da un unico allergene ciò è
precisato nell'etichettatura per ciascun
ingrediente o coadiuvante tecnologico in
questione.

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Allergeni
Nei casi in cui la denominazione
dell’alimento fa chiaramente
riferimento alla sostanza o al
prodotto in questione, le indicazioni
di cui all’articolo 9, paragrafo 1,
lettera c), non sono richieste.

18/01/09
ALLERGENI: LE NOVITA’ IN
VISTA

 NB. Il Consiglio ha ritenuto, diversamente dal


“timido” approccio parlamentare poi abbandonato
in seconda lettura, di non intervenire in merito
all’etichettatura di allergeni derivanti da cross
contaminatio o potenzialmente presenti in
tracce.

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Reg.to 1169/2011: TMC – data di
scadenza e data di congelamento
Per la data di scadenza è introdotto l’importante
principio per cui “successivamente alla data di
scadenza un alimento è considerato a rischio a norma
dell’art. 14 paragrafi da 2 a 5 del reg. CE 178/2002”.
Si rinvia all’allegato X che individua le specificazioni
tecniche e le esenzioni per tali indicazioni tra le quali si
segnala in particolare:
 modalità indicazione data a seconda della durata
degli alimenti;
 necessità di inserire la data di scadenza su ogni
singola porzione preconfezionata;
 modalità di espressione della data di congelamento

18/01/09
Condizioni di conservazione o
d’uso

 1. Per gli alimenti che richiedono condizioni


particolari di conservazione e/o d’uso, tali
condizioni devono essere indicate.
 2. Per consentire una conservazione o un uso
adeguato degli alimenti dopo l’apertura della
confezione, devono essere indicate le
condizioni di conservazione e/o il periodo di
consumo, se del caso.

18/01/09
Indicazione in etichetta del
responsabile commerciale
Direttiva D.Lvo 109/1992
2000/13/CE il nome o la ragione
il nome o la ragione sociale o il marchio
sociale e l'indirizzo depositato e la sede
o del fabbricante o
del fabbricante o del del confezionatore o
condizionatore o di di un venditore
un venditore stabilito nella
stabilito nella Comunità economica
Comunità. europea;

Regolamento 1169/2011
il nome o la ragione sociale e l’indirizzo
dell’operatore del settore alimentare di cui
all’articolo 8, paragrafo 1;

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Reg.to 1169/2011: indicazione del
responsabile commerciale
• Viene esclusa la possibilità di
identificare l'operatore col solo
marchio registrato;
• La sede dell’operatore deve
essere completata dall’indirizzo.

18/01/09
L’ORIGINE: LA VIGENTE
DISCIPLINA

 Indicazione richiesta nel caso in


cui l’omissione possa indurre in
errore l’acquirente circa l’origine o
la provenienza del prodotto.

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L’ORIGINE IN ETICHETTA:

Ad oggi, gli unici prodotti che richiedono una


espressa indicazione (prevista in normative di
settore) di origine sono:
 ortofrutta
 carni bovine
 carni di pollo e volatili
 vini
 olio di oliva
 latte fresco
 miele
 pesce
 Uova
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L’origine del prodotto trasformato
 l’origine di un prodotto con riferimento al
Paese di trasformazione,
oppure
 il Paese di provenienza della materia prima
utilizzata nella produzione
?

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L’origine come definita dal Reg.to
1169/2011
  E’ introdotta l’importante precisazione in base alla
quale “Ai fini del presente regolamento, il paese di
origine di un alimento si riferisce all’origine di tale
prodotto, come definita conformemente agli articoli
da 23 a 26 del regolamento (CEE) n. 2913/92 che
istituisce un codice doganale comunitario. A tal
proposito si ricorda che, ai sensi dell’art. Articolo 24
di detto regolamento “Una merce alla cui produzione
hanno contribuito due o più paesi è originaria del
paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione o
lavorazione sostanziale, economicamente giustificata
ed effettuata in un'impresa attrezzata a tale scopo,
che si sia conclusa con la fabbricazione di un
prodotto nuovo od abbia rappresentato una fase
importante del processo di fabbricazione”.
18/01/09
Il luogo di provenienza
  «luogo di provenienza»: qualunque luogo
indicato come quello da cui proviene
l’alimento, ma che non è il «paese d’origine»
come individuato ai sensi degli articoli da 23
a 26 del regolamento (CEE) n. 2913/92; il
nome, la ragione sociale o l’indirizzo
dell’operatore del settore alimentare apposto
sull’etichetta non costituisce un’indicazione
del paese di origine o del luogo di
provenienza del prodotto alimentare ai sensi
del presente regolamento;

18/01/09
ORIGINE:
le novità in vista

 L'indicazione del paese d'origine o del luogo di


provenienza è obbligatoria nel caso in cui l'omissione
di tale indicazione possa indurre in errore il
consumatore in merito al paese d'origine o al luogo di
provenienza reali dell'alimento, in particolare se le
informazioni che accompagnano l'alimento o
contenute nell'etichetta nel loro insieme potrebbero
altrimenti far pensare che l'alimento abbia un
differente paese d'origine o luogo di provenienza;

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ULTERIORI NOVITA’:
L’ORIGINE

 Estensione dell’obbligo di indicazione del


paese di origine alla carne suina, caprina e
alle carni di volatili (come si ricorderà per i
bovina tale obbligo è già stato introdotto in
seguito all’allarme BSE).

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L’origine delle carni suine, caprine
e di volatili
 L'applicazione di tale norma è soggetta
all'adozione degli atti di esecuzione, che la
Commissione dovrà adottare entro il 13.12.2013,
previa valutazioni d'impatto che dovrà prendere,
tra l’altro, in considerazione le opzioni sulle
modalità di espressione del paese d'origine o del
luogo di provenienza di detti alimenti, in
particolare per quanto riguarda ciascuno dei
seguenti momenti determinanti nella vita di un
animale:
 a) luogo di nascita;
 b) luogo di allevamento;
 c) luogo di macellazione.
18/01/09
ULTERIORI NOVITA’:
L’ORIGINE
In futuro, l'etichettatura del Paese d'origine potrebbe essere estesa
ad altre categorie di alimenti quali:
a) tipi di carni diverse dalle carni bovine, suine, caprine di volatili;
b) il latte;
c) il latte usato quale ingrediente di prodotti lattiero-caseari;
d) gli alimenti non trasformati;
e) i prodotti a base di un unico ingrediente;
f) gli ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento;
g) carni utilizzate come ingrediente;
ma prima la Commissione dovrà effettuare una valutazione d'impatto
per verificare la fattibilità e i costi potenziali che tali obblighi
d'etichettatura comporterebbero.

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ULTERIORI NOVITA’:
L’ORIGINE

Inoltre, quando il paese d'origine o il luogo di


provenienza di un alimento è indicato (es. Pandoro di
Verona) e non è lo stesso di quello del suo ingrediente
primario:
 a) dovrà essere indicato anche il paese d'origine o
il luogo di provenienza di tale ingrediente primario;
 oppure
 b) il paese d'origine o il luogo di provenienza
dell'ingrediente primario è indicato come diverso da
quello dell'alimento.
 A questo proposito la Commissione dovrà elaborare i
dettagli applicativi.

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NOVITA’ IN VISTA: LE
INFORMAZIONI NNUTRIZIONALI
Normativa vigente
(D.Lvo 16 febbraio 1992 n. 77)
L'etichettatura nutrizionale è di regola facoltativa.

 Essa diviene obbligatoria:
 quando una informazione nutrizionale (D.lvo 77/1993
e Reg.to 1924/06) o sulla salute (ex Reg.to
1924/2006) figura in etichetta o nella presentazione o
nella pubblicità dei prodotti alimentari, ad eccezione
delle campagne pubblicitarie collettive.
 Nel caso di prodotti alimentari ai quali sono state
aggiunte vitamine e minerali (Reg.to 1925/2006)

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NOVITA’ IN VISTA: LE
INFORMAZIONI NNUTRIZIONALI

CON IL NUOVO
REGOLAMNETO

L’ETICHETTATURA
NUTRIZIONALE DIVENTA
OBBLIGATORIA PER LA
GENERALITA’ DEI PRODOTTI
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Prodotti sfusi
 L’etichettatura nutrizionale non è altresì
obbligatoria per gli alimenti NON
PREIMBALLATI. Ciò posto, nel caso in cui
su base volontaria siano fornite dette
indicazioni, il contenuto della dichiarazione
può limitarsi:
 a) al valore energetico; oppure
 b) al valore energetico accompagnato dalla
quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri
e sale.

18/01/09
NORMATIVA VIGENTE:
ETICHETTATURA NUTRIZIONALE

Dichiarazione riportata sulla etichetta relativa a:


 valore energetico;
 proteine;
 carboidrati;
 grassi;
 fibre alimentari;
 sodio;
 vitamine e sali minerali elencati nell'allegato.

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NUOVO REGOLAMENTO
 la dichiarazione nutrizionale reca le indicazioni seguenti:
 1) il valore energetico,
 2) grassi,
 3) acidi grassi saturi,
 4) carboidrati,
 5) zuccheri,
 6) proteine,
 7) sale*.

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*SALE

E’ stato ritenuto maggiormente rispondente ad


esigenze di trasparenza verso il consumatore che
l'etichetta rechi il termine «sale» invece del
termine corrispondente della sostanza nutritiva
«sodio».
Ove opportuno in etichetta può figurare,
immediatamente accanto alla dichiarazione
nutrizionale, una dicitura indicante che il
contenuto di sale è dovuto esclusivamente al
sodio naturalmente presente.

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Indicazioni facoltative
 Oltre alle sopra elencate indicazioni il contenuto della
dichiarazione nutrizionale può essere integrato con
l’indicazione della quantità di altri elementi quali:
 acidi grassi monoinsaturi;
 acidi grassi polinsaturi;
 polioli;
 amido;
 fibre;
 i sali minerali e/o le vitamine presenti in quantità
significativa
 ATTENZIONE! tra i nutrienti che possono essere
indicati volontariamente non è più previsto il
colesterolo.
18/01/09
“SIGNIFICATIVITA’” DEL
QUANTITATIVO DI VITAMINE O SALI
Di norma, per decidere cosa costituisce una quantità
significativa dovrebbero essere presi in
considerazione i seguenti valori:
 -il 15% dei valori nutritivi di riferimento specificati al
punto 1 per 100 g o 100 ml nel caso di prodotti
diversi dalle bevande;
 Novita’: - il 7,5% dei valori nutritivi di riferimento
specificati al punto 1 per 100 ml nel caso delle
bevande; oppure
 - il 15% dei valori nutritivi di riferimento specificati
al punto 1 per porzione se l'imballaggio contiene una
sola porzione.

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Informazioni ripetibili
 Tutti gli elementi della dichiarazione nutrizionale devono
figurare nello stesso campo visivo, anche se alcuni
possono essere ripetuti nel campo visivo principale . Le
informazioni “ripetibili” in quanto ritenute essenziali al
momento dell’acquisto dell’alimento sono il valore
energetico; oppure il valore energetico accompagnato
dalla quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale.
 «campo visivo principale»: il campo visivo di un
imballaggio più probabilmente esposto al primo sguardo
del consumatore al momento dell’acquisto e che permette
al consumatore di identificare immediatamente il carattere
e la natura del prodotto e, eventualmente, il suo marchio
di fabbrica. Se l’imballaggio ha diverse parti principali del
campo visivo, la parte principale del campo visivo è quella
scelta dall’operatore del settore alimentare;

18/01/09
 Previsione della possibilità di indicare,
oltre alla forma di espressione “standard”,
la quantità di alcuni nutrienti, per 100 g e/o
per porzione, come percentuale delle
assunzioni di riferimento fissate
nell’allegato XIII, parte B.
 In questi casi è prevista la ulteriore
dicitura obbligatoria supplementare:
“assunzioni di riferimento di un adulto
medio (8400 KJ/2000 Kcal)”

18/01/09
Espressione per porzione o unità di
consumo
 Possibilità in determinati casi che il valore energetico e le
quantità di sostanze nutritive siano espressi per porzione e/o
per unità di consumo;
 Relative modalità di indicazione.

 Si segnala che tale modalità di espressione dei valori


nutrizionali è di regola prevista OLTRE (in aggiunta) alla forma
di espressione per 100 g o 100 ml.
  Gli unici casi in cui la quantità di sostanze nutritive e/o la
percentuale delle assunzioni di riferimento possono essere
espressi SOLTANTO PER PORZIONE o per UNITA’ di
CONSUMO sono quelli in cui alcune informazioni siano ripetute
sul fronte del packaging o di indicazione (oltre alla forma di
espressione standard) della quantità di alcuni nutrienti come
percentuale delle assunzioni di riferimento fissate nell’allegato
XIII, parte B.

18/01/09
 Possibilità di sostituire le informazioni relative
a valore energetico o la quantità di sostanze
nutritive di un prodotto quando sono
trascurabili con la frase: “contiene quantità
trascurabili di…” da porre accanto alla
dichiarazione nutrizionale
 Prevista la possibilità di indicare il valore
energetico e le quantità di sostanze nutritive
mediante altre forme di espressione o forme
o simboli grafici oltre a parole o numeri
purchè siano rispettati determinati requisiti

18/01/09
APPLICABILITA’ NUOVE NORME IN
MATERIA DI INFORMAZIONI NUTRIZIOANLI

 5 anni dalla data di entrata in vigore


del Regolamento (20 gg dopo la
pubblicazione in GUUE)  13.12.2016
 Gli alimenti immessi sul mercato o
etichettati prima della data di
applicabilità della normativa in esame
possono essere commercializzati fino
all’esaurimento delle scorte.
 POSSIBILITA’ DI ADEGUAMENTO
PREVENTIVO

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CLAIMS NUTRIZIONALI
E SULLA SALUTE

PRESENTAZIONE E PUBBLICITA’
INGANNEVOLE
REG. 1924/2006, DEL 20 DICEMBRE 2006, RELATIVO
ALLE INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA SALUTE
FORNITE SUI PRODOTTI ALIMENTARI

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale


dell’Unione Europea del 30.12.2006 (versione
rettificata pubblicata in G.U.U.E. del
18.01.2007)

Trattandosi di regolamento comunitario non
richiede recepimento ed è uniformemente e
simultaneamente applicabile in tutti gli Stati
Membri dell’U.E.
CAMPO DI APPLICAZIONE
(art. 1 co 2)

 IL REGOLAMENTO SI APPLICA A
QUALSIASI PRODOTTO NEL MOMENTO
STESSO IN CUI RIPORTA INDICAZIONI
NUTRIZIONALI O SULLA SALUTE

 NON SI RIFERISCE SOLO AI PRODOTTI


“FUNZIONALI” INTESI COME “COSTRUITI”
PER SVOLGERE DETERMINATE FUNZIONI
(es. Prodotti arricchiti di vitamine, ecc).
INDICAZIONE NUTRIZIONALE
(art. 2 punto 4)
Indicazione che afferma, suggerisce o sottintende che
un alimento ha particolari proprietà nutrizionali
benefiche, dovute:
a) all’energia (valore calorico) che
i) apporta,
ii) apporta a tasso ridotto o accresciuto o,
iii) non apporta, e/o
b) alle sostanze nutritive o di altro tipo che
i) contiene,
ii) contiene in proporzioni ridotte o accresciute, o
iii) non contiene
INDICAZIONE SULLA SALUTE
(art. 2 punto 5)

Indicazione che afferma, suggerisce o


sottintende l’esistenza di un rapporto tra
una categoria di alimenti, un alimento o
uno dei suoi componenti e la salute.
Tipologia indicazioni sulla salute
 INDICAZIONI FUNZIONALI
GENERICHE;
 INDICAZIONI SULLA RIDUZIONE DI
UN FATTORE DI RISCHIO DI UNA
MALATTIA;
 INDICAZIONI RELATIVE ALLO
SVILUPPO ED ALLA SALUTE DEI
BAMBINI.
INDICAZIONI FUNZIONALI
GENERICHE:
 che descrivono o fanno riferimento al ruolo di
una sostanza nutritiva o di altro tipo per la
crescita, lo sviluppo e le funzioni
dell'organismo, ovvero a funzioni psicologiche
e comportamentali, ovvero, fatta salva la
direttiva 96/8/CE, il dimagrimento o il controllo
del peso oppure la riduzione dello stimolo
della fame o un maggiore senso di sazietà o
la riduzione dell'energia apportata dal regime
alimentare.
INDICAZIONI FUNZIONALI GENERICHE:
REGOLAMENTO 432/2012
(G.U.U.E. 25.05.2012)

Elenco di indicazioni sulla salute consentite


sui prodotti alimentari, diverse da quelle
facenti riferimento alla riduzione dei rischi di
malattia e allo sviluppo e alla salute dei
bambini

APPLICABILE DAL 14.12.2012


INDICAZIONE RELATIVA ALLA
RIDUZIONE DI UN RISCHIO DI MALATTIA

Indicazione sulla salute che afferma,


suggerisce o sottintende che il consumo di
una categoria di alimenti, di un alimento o di
uno dei suoi componenti riduce
significativamente un fattore di rischio di
sviluppo di una malattia umana.
PRINCIPI GENERALI (art. 3)

L’impiego di indicazioni nutrizionali e sulla salute non può:


a) essere falso, ambiguo o fuorviante,
b) dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o adeguatezza
nutrizionale di altri alimenti,
c) incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un
elemento,
d) affermare, suggerire o sottintendere che una dieta
equilibrata e varia non possa fornire quantità adeguate di
tutte le sostanze nutritive,
e) fare riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che
potrebbero suscitare o sfruttare timori nel consumatore, sia
mediante il testo scritto sia mediante rappresentazioni
figurative, grafiche o simboliche
INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA
SALUTE: CONDIZIONI GENERALI (art. 5)

a) E’ dimostrato che la presenza, l’assenza o il


contenuto ridotto in un alimento o categoria di
alimenti di una sostanza nutritiva o di altro tipo
rispetto alla quale è fornita l’indicazione ha un effetto
nutrizionale o fisiologico benefico, sulla base di
dati scientifici generalmente accettati.
INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA
SALUTE: CONDIZIONI GENERALI (art. 5)

b) La sostanza rispetto alla quale è fornita


l’indicazione:
i) è contenuta nel prodotto finale in quantità
significativa o in quantità tale da produrre
l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato, sulla
base di prove scientifiche generalmente
accettate o,
ii) non è presente o è presente in quantità ridotta,
in modo da produrre l’effetto nutrizionale o
fisiologico indicato sulla base di prove
scientifiche generalmente accettate
INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA
SALUTE: CONDIZIONI GENERALI (art. 5)

c) Se del caso, la sostanza nutritiva o di


altro tipo per la quale è fornita
l’indicazione si trova in una forma
utilizzabile dall’organismo.
INDICAZIONI NUTRIZIONALI E SULLA
SALUTE: CONDIZIONI GENERALI (art. 5)

d) La quantità del prodotto tale da poter


essere ragionevolmente consumata
fornisce una quantità significativa della
sostanza nutritiva o di altro tipo cui si
riferisce l’indicazione o una quantità tale da
produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico
indicato sulla base di prove scientifiche
generalmente accettate.
FIBRE E COLESTEROLO
 - le fibre non sono più contemplate tra le
informazioni obbligatorie, ma rientrano
nell’elenco dei nutrienti la cui indicazione è
sempre facoltativa
 - il colesterolo, viceversa, non rientra più tra
le indicazioni nutrizionali che possono essere
riportate in tabella su base volontaria.
Informazioni nutrizionali
 Per le indicazioni sulla salute o
nutrizionali riferite a sostanze che non
figurano sull'etichettatura nutrizionale
(es. betaglucani, glucomannano ecc),

La quantità della sostanza richiamata è
indicata, secondo i casi, anche nello
stesso campo visivo delle
informazioni nutrizionali.
INDICAZIONI NUTRIZIONALI:
CONDIZIONI SPECIFICHE (art. 8)

Sono consentite
solo se
 Elencate nell’allegato al reg.to
1924/2006
 e conformi alle condizioni
generali del Regolamento stesso.
INDICAZIONI SULLA SALUTE:
CONDIZIONI SPECIFICHE (art. 13)
Sono VIETATE
a meno che non
 Siano autorizzate a norma del
presente Regolamento,
 siano incluse nell’elenco
comunitario delle indicazioni
consentite.
Regolamento 432/2012 (G.U.U.E.
25.05.2012)
Elenco di indicazioni sulla salute consentite
sui prodotti alimentari, diverse da quelle
facenti riferimento alla riduzione dei rischi di
malattia e allo sviluppo e alla salute dei
bambini

APPLICABILE DAL 14.12.2012


INDICAZIONI SULLA SALUTE NON
CONSENTITE (art. 12)

• Che suggeriscono che la salute potrebbe


risultare compromessa dal mancato
consumo dell’alimento,
• che fanno riferimento alla percentuale o
all’entità della perdita di peso,
• che fanno riferimento al parere di un
singolo medico o altro operatore sanitario e
altre associazioni non contemplate dall’art.
11.
INDICAZIONI SULLA SALUTE DIVERSE DA QUELLE SUL
RIDUZIONE DI UN RISCHIO DI MALATTIA E SU SALUTE
DEI BAMBINI (art. 13)

Descrivono o fanno riferimento a:


a) ruolo di una sostanza nutritiva o di altro tipo
per la crescita, lo sviluppo e le funzioni
dell’organismo, o
dell’organismo
b) funzioni psicologiche e comportamentali, o
c) il dimagrimento o il controllo del peso oppure la
riduzione dello stimolo della fame o un
maggiore senso di sazietà o la riduzione
dell’energia apportata dal regime alimentare.
INDICAZIONI SULLA SALUTE DIVERSE DA QUELLE SUL
RIDUZIONE DI UN RISCHIO DI MALATTIA E SU SALUTE
DEI BAMBINI (art. 13)

senza procedura di autorizzazione se:

i) incluse nell’elenco comunitario delle


indicazioni consentite;
ii) basate su prove scientifiche
generalmente accettate;
iii) ben comprese dal consumatore medio.
INDICAZIONI SULLA RIDUZIONE DEL RISCHIO
DI MALATTIA E SALUTE BAMBINI (ART. 14)

 Autorizzazione (procedura artt. 15 ss).

 Inserimento nell’elenco comunitario


delle indicazioni consentite
unitamente a tutte le condizioni
necessarie per il loro impiego.
INDICAZIONI SULLA RIDUZIONE DEL RISCHIO
DI MALATTIA E SALUTE BAMBINI (ART. 14)

 L’etichettatura, o in mancanza, la
presentazione o pubblicità reca una
dicitura indicante che la malattia cui
l’indicazione fa riferimento è dovuta a
molteplici fattori di rischio e che
l’intervento su uno di questi fattori
può anche non avere un effetto
benefico.
 + DICITURE AGGIUNTIVE PREVISTE IN
GENERALE PER HEALTH CLAIMS
INDICAZIONI SULLA SALUTE:
ETICHETTATURA, PRESENTAZIONE
PUBBLICITA’.

 a) una dicitura relativa all'importanza di una dieta varia ed


equilibrata e di uno stile di vita sano;
 b) la quantità dell'alimento e le modalità di consumo necessarie
per ottenere l'effetto benefico indicato; (La disposizione intende
assicurare per tutte le indicazioni sulla salute che il
consumatore sia informato in modo esauriente sulla quantità
e sulle modalità di consumo quotidiano dell’alimento. Occorre
ad esempio specificare se l’effetto indicato può essere
ottenuto consumando l’alimento un’unica volta o varie volte
nel corso della giornata)
 c) se del caso, una dicitura rivolta alle persone che dovrebbero
evitare di consumare l'alimento, e
 d) un'appropriata avvertenza per i prodotti che potrebbero
presentare un rischio per la salute se consumati in quantità
eccessive.
Indicazioni sulla salute generiche
(art. 10 co 3)

Condizioni:
 soltanto se accompagnato da un'indicazione
specifica sulla salute, l’indicazione specifica
autorizzata sulla salute che accompagna la
dicitura che fa riferimento a benefici sanitari
generali e non specifici deve figurare
«accanto a» o «dopo» tale dicitura.

 attinenza con il riferimento generale


Procedimento avanti
all’A.G.C.M.
 Denuncia o potere di attivarsi d’ufficio dell'Autorità
Garante
 Avvio procedimento amministrativo. L’autorità ha
poteri istruttori;
 Presentazione memorie e eventuale audizione;
 Decisione inibitoria o archiviazione. Con la
decisione che accoglie il ricorso l’autorità dispone
una sanzione amministrativa.
 Possibilità di ricorso al TAR Lazio contro l'inibitoria.
 Successivo ricorso al Consiglio di Stato
Autodisciplina Pubblicitaria
Pubblicità ingannevole
Art. 2 CAP

 La pubblicità deve evitare ogni dichiarazione o
rappresentazione che sia tale da indurre in errore i
consumatori, anche per mezzo di omissioni,
ambiguità o esagerazioni non palesemente
iperboliche, specie per quanto riguarda le
caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la
gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione,
l’identità delle persone rappresentate, i premi e i
risconoscimenti.
Procedimento
 Ricorso al Giurì dell'Autodisciplina pubblicitaria (o
denuncia del Comitato di Controllo);
 audizione delle parti;
 decisione di cessazione della pubblicità
ingannevole o archiviazione.
 La decisione è definitiva e non appellabile.
 Il mancato rispetto della stessa non è
sanzionato in via diretta ma può costituire una
forma di concorrenza sleale rilevante ex art.
2598 c.c.
Il decreto sanzioni
 In corso di esame lo schema di decreto legislativo
recante la disciplina sanzionatoria del 1924/2006
 Sanzioni amministrative, salvo che il fatto non
costituisca reato
 Competenza Ministero della Salute, le Regioni e
Province autonome di Trento e Bolzano nonché le
Aziende sanitarie locali

Opposizione dell’AGCM con parere del 18/09/2013


Grazie per l’attenzione

Studio Legale Forte


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44100 –Ferrara
Tel. 0532/212049
Fax 0532/416367

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