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La musica
come
missione

Conversazione con
Marco Frisina
di Pietro Rustichelli

Mons. Marco Frisina (romano, classe 1954) è noto al vasto pubblico per numerose colonne sonore di importanti
fiction televisive, soprattutto di argomento religioso.
Forse non tutti sanno del suo incarico di direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Roma e della sua immen-
sa produzione di musica e canti liturgici divenuti ormai repertorio tradizionale di cori e parrocchie in tutta Italia e non
solo. Responsabile musicale dei grandi eventi giubilari del 2000 e di alcune giornate Mondiali della Gioventù, ha
curato numerosi eventi alla presenza del compianto Papa Giovanni Paolo II, a cui ha dedicato diversi oratori e com-
posizioni.
Biblista di fama nazionale, si divide tra la composizione e gli impegni pastorali, tra la direzione del Coro della
Diocesi di Roma da lui fondato e altre compagini ed un costante impegno nella diffusione e formazione musicale,
culturale e religiosa (è anche rettore della Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo).
Lo abbiamo incontrato più volte tra il suo ufficio in S. Giovanni in Laterano, lo studio personale e la sala di inci-
sione, cercando di fare il punto sui primi 10 anni di eccezionale attività nel campo della musica per la fiction.

Che importanza assume la mente l’orchestra. A mio avviso, chi far riscoprire e dare vita ai musicisti
colonna sonora in un film? compone musica da film deve fare il e alle colonne sonore del passato.
Sono entrato quasi per caso nel musicista, non è un “tappezziere”. Prendi la partitura di Miracolo a
mondo del cinema e ormai ho rea- Si sente subito quando un film è Milano di Cicognini o anche solo di
lizzato già 24 partiture. Credo molto “tappezzato” o quando al contrario Pane, Amore e Fantasia, una com-
nella possibilità che la musica da è “musicato”. media deliziosa! Tirare fuori questo
film aggiunga qualcosa in più alla farebbe bene ai musicisti di oggi...
pellicola stessa. Oggi va di moda Cosa rappresentano gli autori Alcuni della nostra generazione
non dare peso alla colonna sonora. del passato per quelli di oggi? mancano di fantasia, tecnica o
Non so per quale ragione, è un Un film “culto” per me è forza espressiva, anche se ci sono
mistero, non so se ciò avviene per Carosello Napoletano con il com- degli ottimi musicisti. Chi viene
debolezza dei musicisti o dei regi- mento di Gervasio, accademico di dallo studio classico riesce ad
sti, ma la musica come la fotografia, Santa Cecilia, che ha scritto questa apprezzare anche ciò che è moder-
i costumi, le scene aggiungono al colonna sonora mettendo insieme no, ciò che è jazz o folk, ma al con-
film tantissimo, e non è semplice- tutte le canzoni partenopee con trario questo non è sempre possibi-
mente un atteggiamento passivo... un’orchestrazione e un arrangia- le, bisognerebbe far crescere la
la musica è attiva, ti può far vedere mento incredibili. Mi piacerebbe maturità musicale dei compositori,
ciò che è nascosto, far sentire ciò tanto avere le partiture per poterle e il passato del glorioso cinema ita-
che non si sente, fa percepire quel- fare in concerto. Io credo che uno liano lo può fare!
la ricchezza in più, è un Plus vero. degli sforzi che dovrebbe fare una
Sono anche molto aperto verso le rivista come la vostra, o rassegne A proposito di compositori di
novità, anche dal punto di vista elet- come quelle di Loreto (vedi numero colonne sonore si parla spesso
tronico, senza sostituire natural- 3 della nostra rivista), sia quello di di “doppia vita”, in relazione a
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formazione classica e lavoro nel progetto che ho in mente da tempo, E’ stata un’esperienza bellissi-
cinema, ma forse mai come nel ma devo trovare qualcuno che ma: lui all’inizio ha garantito per me.
suo caso l’accezione è appro- abbia il coraggio di finanziare una Conosceva la mia musica, ma nes-
priata. Come vive la “dualità” tra tale idea. Dovrei trovare un regista suno mi aveva mai sentito all’opera
il sacerdozio e la composizione? capace di tirare fuori dalle opere dei in questo genere. Lui fece le sigle,
Una cosa che bisogna capire è grandi artisti il dramma che c’è die- che sono state per me una sorta di
che per me musica e sacerdozio tro, perché le immagini rappresen- passpartout. Il primo film della mia
sono uniti in maniera molto stretta, tano la storia dell’uomo, le sue tra- carriera fu Abramo, il testa di serie
lo sanno tutti quelli che eseguono i gedie e i suoi problemi, e la musica di un progetto imponente della Rai
miei brani liturgici, i ragazzi dei miei gli da’ spessore e risalto. e di Turner, ed Ennio fu estrema-
due cori e dell’orchestra, perché la mente corretto e non volle influen-
musica è per me il linguaggio con E’ di evidente bellezza musica- zarmi. Se avesse voluto dare un
cui l’uomo riesce ad esprimere le le il suo commento per la fiction occhio alle mie partiture sarei stato
cose più profonde che ha nel cuore, di Papa Giovanni, come l’ha con- più che contento, ma lui non lo ha
si dice che “chi canta prega due cepito? mai fatto, diceva “sei capace di scri-
volte”. La musica ha il grande pote- Ho dovuto realizzare un tema vere la tua musica, io faccio le
re, come quello di Orfeo, di addolci- dolce e solenne insieme (come lui sigle, tu fai il commento”. Però indi-
re il cuore degli uomini, di educarlo. stesso era). Nel finale c’è un lungo rettamente mi ha aiutato tantissimo,
Per un uomo che ha fatto della adagio di 7-8 minuti intitolato “Verso da uomo d’esperienza qual è; io lo
Fede la propria vita non c’è tutta il Cielo” in cui l’anima “parte per sento, come molti, una sorta di
questa differenza. Pensate che andare” in un viaggio di serenità. padre artistico, da cui distaccarsi
presso la Pontificia Università della Nella scena molto bella che Giorgio come ogni figlio, ma sempre da
Santa Croce, Facoltà di Capitani ha realizzato ho cercato amare, rispettare e studiare.
Comunicazioni Sociali, tengo un con la musica di far sentire questo Veniamo entrambi dalla scuola di
corso su “Musica e Comunicazione passaggio dolce e intenso, fino Petrassi, in un certo senso lui è il
della Fede” con una quarantina di all’esplosione sulla piazza affollata. padre e Petrassi il nonno (ride...) ed
studenti di tutto il mondo. E’ un per- Queste cose le può fare solo la è ovvio che abbiamo tutto un
corso molto interessante anche per musica, le immagini possono farti mondo in comune. Gli sono grato
me. Scoprire come la musica in sé vedere un “campo lungo”, ma cosa anche perché mi ha insegnato un
possa aiutare l’umanità a crescere, ci metti dentro? La musica può con- approccio “colto” al cinema: io non
come serva ad entrare in un’armo- dizionare in senso positivo la com- ho, grazie a lui, i soliti pregiudizi
nia superiore, cosmica, con Dio e prensione di quella scena. Trovo che spesso si hanno sulla musica
con se stessi.. “Armonia”, questo che il mio lavoro aggiunga qualco- da film, bensì la certezza che il
termine greco davvero molto impor- sa, e le parole “dona nobis pacem lavoro per il cinema non è di serie
tante! Per un prete è quindi una in terris” diventano l’esplicitazione B, e che si può fare musica di seria
cosa normale, ricordiamoci che la di tutta la vita di Papa Giovanni. So A anche in un film “qualsiasi”.
musica nasce sempre dal cuore, si che può sembrare un approccio un Ebbi subito una nomination inter-
canta solo per amore, se stai bene po’ particolare e che forse un laico nazionale (non sapevo neanche
con le persone che ti circondano, non avrebbe fatto le stesse scelte, cosa fossero i premi) per Abramo, e
un innamorato canta, non dice le ma per me è stato normale e credo l’anno dopo doppia nella stessa
cose “in prosa”; quando riusciamo a apprezzato da tutti. quintina per Giacobbe e Giuseppe.
fare un atto d’amore la musica fun- Vinsi col secondo e mi accorsi che
ziona sempre, è quasi un mistero, e A proposito di “approccio”, c’è la musica da film era sì faticosa, ma
questo l’ho sperimentato continua- differenza nell’affrontare le com- dava anche delle soddisfazioni, tre
mente nella mia vita sacerdotale. posizioni liturgiche (in cui nominations e un premio con i primi
Le note servono a creare questa comunque incontriamo proble- tre film in due anni... Comunque
“nostalgia del Paradiso” e a far sen- matiche di tempistica e “pro- continuo a non considerarlo un
tire tutti i cuori uniti. gramma”) e le colonne sonore? “mestiere”; rimane ancora una
Cinema e liturgia sono “generi” sorta di gran bel gioco, un mezzo in
Come si è avvicinato alla musi- diversi, ma il lavoro è lo stesso... più per poter scoprire ulteriori
ca da film? Certo la liturgia è strettamente potenzialità espressive della
Quasi per sbaglio. Il mio primo canonica, con strutture vincolanti, musica.
lavoro è stato la serie televisiva ma una cosa che ha in comune col
della Bibbia, con un certo genere di cinema è l’idea di partecipazione, Lo stile di un compositore
cinema a carattere religioso, ma nel quello che noi suoniamo e cantia- dipende anche, volente o nolen-
mio curriculum ci sono interventi mo ci fa concentrare su ciò che non te, dai gusti e dall’ascolto. Che
anche su opere (Tristano e Isotta o si può vedere, e la musica ci aiuta genere e che autori predilige?
Michele Strogoff) a carattere lette- in tal senso, anche se a livelli molto Nel campo della musica da film
rario e di una certa levatura. Quello diversi. Quindi nella liturgia il gran- apprezzo certamente i grandi pro-
che mi ha colpito è come la musica de spettatore è proprio l’assem- fessionisti come Williams, che ha
si sposi in modo “naturale” con le blea, che non è passiva ma attiva. saputo coniugare la tecnica holly-
immagini, di come si rafforzino a woodiana ad un gusto anglosasso-
vicenda. Certo è anche importante Maestro, il suo nome è stato ne, con la capacità di legare la
il “tipo” di immagini; le arti sono legato a quello di Ennio Morricone musica alle immagini in modo dav-
tutte collegate. Un mio grande con cui ha condiviso l’imponente vero efficace (anche se a volte
sogno è quello di scrivere una avventura del “Progetto Bibbia”, forse troppo pedissequo). Apprezzo
musica per i grandi cicli pittorici ita- ma ora sembra essersi ritagliato molto anche gli sperimentatori di
liani, solo musica e immagini: è un uno spazio un po’ più suo. nuove sonorità elettroniche, come
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europeo e teatrale. Ricordo che mi


lamentai perché nel mix finale la
musica era bassa, e lui mi fece un
biglietto molto bello chiedendo
scusa di questo, dicendosi dispia-
ciuto perché aveva apprezzato
molto la mia musica di grande sen-
sibilità “cosa rara nei musicisti” mi
scrisse (ride). Oppure Nicholas
Roeg per Sansone e Dalila, un arti-
sta folle, che mi stravolse tutta la
musica e me la trovai nel film com-
pletamente diversa, mi arrabbiai un
po’... Con gli italiani è stato più faci-
le, anche se a volte sono stati più
esigenti, poiché vogliono delle cose
Ben Kingsley davanti al Mar Rosso in Mosè precise che hanno in mente.
Zimmer e gli autori della recente il cielo” che può ricordare i grandi Su Papa Giovanni ho lavorato
produzione hollywoodiana, anche adagi di Mahler o Barber, o il tema con Giorgio Capitani, una persona
se il mio amore va ovviamente per i portante così liturgico e romantico a amabilissima con cui si riesce a
grandi classici come Waxman e contrasto con momenti a volte costruire insieme. Le uniche difficol-
Tiomkin, o alle grandi partiture di molto atonali. Su Abramo ci sono tà le ho avute effettivamente con gli
Herrmann, Korngold o Elmer passaggi per otto violoncelli e americani, ma una volta che ci si è
Bernstein e, su tutti, Miklos Rozsa, arpa... essendo la mia prima volta capiti è poi tutto girato per il meglio;
un vero gigante, mitteleuropeo fino non avevo nessuna limitazione o ma certo non dev’essere facile
in fondo, che riesce a “tradurre” inibizione, pensavo “è il primo e neanche per loro, con un musicista
Respighi e portarlo in America, cre- forse l’ultimo”. Avevo scritto “Il prete che ha le sue idee sui temi
ando uno stile, come ha fatto con i canto della promessa” di 3’40” e il sacri...
film religiosi. Io ho cercato di non regista Sargent mi disse “ho un
pensare assolutamente a questi, buco di 3’40” e non so cosa metter- Di recente si è trovato a lavora-
“usando” il ’900, ma è imprescindi- ci”: il brano era perfetto, formalmen- re quasi contemporaneamente su
bile non pensare agli anni ’50 e alla te e musicalmente compiuto, ed è progetti diversi per ambientazione
forza espressiva di Ben-Hur, con diventato uno dei preferiti dal pub- storica e metodologia di lavoro.
una cura dell’orchestra e del blico, insieme allo “Shemà Israel” di Da San Pietro ad Edda Ciano
contrappunto che io amo e conside- Mosè. Ho potuto fare cose che Mussolini fino a Callas & Onassis,
ro “tutto”. forse ad altri colleghi non sono mai dall’epica agiografica (sulla scia di
I miei ascolti preferiti rimangono state permesse. suoi lavori precedenti) a storie di
comunque i grandi del ‘900 storico: un più recente passato. Quali
Bartok, Stravinsky (idolo di tutti gli Questo dipende anche dalle sono state le differenze di approc-
studenti di composizione), caratteristiche del regista e dal cio e di lavorazione?
Prokofiev, Penderecki e Ligeti, rapporto con lui... Indubbiamente, il 2005 è stato un
l’avanguardia degli anni ’70 che Non è sempre facile. Ho lavorato anno particolarmente ricco di pelli-
coincidevano con i miei anni di con americani, inglesi e italiani. Gli cole impegnative e nello stesso
formazione. americani vedono la musica molto tempo molto diverse tra loro. Edda
Io mi diverto a utilizzare e a cita- legata al montaggio, ma con loro ho e San Pietro sono stati due grandi
re diversi linguaggi, il cinema ha avuto la libertà di fare quello che film di diverso carattere storico e
aiutato molto a “smitizzare” i com- volevo. Abramo, Mosè e Giuseppe, concettualmente distantissimi. Da
partimenti stagni della storia: in come dicevo, sono state grandi un lato le atmosfere anni ’30 e ‘40
Papa Giovanni ho inserito il “Plaisir soddisfazioni. Con Peter Hall su di Edda Ciano Mussolini, sono state
d’amour” dell’Abate Martini in stile Giacobbe ho avuto un rapporto una sfida interessante perché vole-
di quartetto shubertiano, poi “Verso diverso, essendo lui inglese, molto vo, d’accordo con il regista, caratte-

Il 2005 è stato un anno di super-lavoro per Mons. Frisina, foriero di risultati alterni: un San
Pietro “troppo televisivo”, Callas & Onassis chiuso in fretta e furia, un disco di brani sacri per
l’Avvento (senza dimenticare gli impegni liturgici per l’insediamento del nuovo Pontefice) e infi-
ne questa degna coproduzione sulla vita dell’amatissimo Karol Wojtyla, con cast internazionale
capeggiato da un notevole Jon Voight. Don Marco ha più volte confessato a chi scrive di sentir-
si quasi in imbarazzo a dover musicare episodi in cui molto spesso “lui c’era” ed era toccato nel
vivo dalla storia di un Papa molto amato e a cui è stato molto vicino.
Ne risulta l’opera certamente più convincente (evidentemente più sentita) della sua produzio-
ne più recente, con un temone un po’ scontato ma spontaneo (che attraversa, variato, tutto il
disco) e diverse pagine di pregevole scrittura (gli oscuri colori per il dramma del nazismo e la
Marco Frisina deportazione o le grandiose aperture orchestrali di alcuni momenti topici della straordinaria
Giovanni Paolo II (2005) vicenda umana di Papa Giovanni Paolo II), oltre ad una simpatica danza popolare polacca. Per
LuxVide / Pesi&Misure chi poi - come il sottoscritto - era a Tor Vergata nel 2000 è commovente la scelta di commenta-
APM/CD114 re le scene relative al Giubileo (“Giovane coi giovani”) con la versione orchestrale di quel “Jesus
21 brani – Durata: 44’31” Christ, you are my life” composto da Frisina stesso come inno delle Giornate Mondiali della
Gioventù ed ormai entrato di diritto nel repertorio musicale della Chiesa universale. PR
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rizzare la protagonista come una


eroina romantica e tragica. Ma
devo confessare di essermi molto
divertito nell’inventare dei falsi temi
anni ’30, con quel sapore particola-
re sempre così importante in un
film. San Pietro (recensione a pag.
33, NdR) è invece stata un’impresa
molto faticosa, ma nello stesso
tempo esaltante. Ho scritto 150
minuti di musica per grande orche-
stra, con cori, scene di massa,
Circo, Incendio di Roma e tutto il
resto, alla maniera dei “filmoni” anni
’50. E’ stato interessante perché
dovevo da una parte venire incon-
tro alle esigenze drammatiche della Mons. Marco Frisina dirige alla presenza di Papa Giovanni Paolo II
storia e nel contempo non cedere Paolo II, l’intimità e la profondità Piovani...) a prendere le partiture
alla tentazione “wagneriana”. I mesi della fede, tenera e forte, espressa manoscritte “calde calde”, altrimen-
di settembre e ottobre sono stati in un tema che è dolce e epico ti non avremmo fatto in tempo. Io
invece particolarmente faticosi. Per insieme a cui ho dato il titolo di visionavo una scena dopo l’altra e
Callas e Onassis di Giorgio Open the door. La versione com- scrivevo, e così via, senza compu-
Capitani avevo tempi praticamente pleta del tema appare solo sul CD e ter (siamo ancora nel 1994) con
inesistenti e l’anticipo della messa comprende due cori, uno latino che cronometro e matita, per circa 75
in onda televisiva aveva sovrappo- canta le parole della preghiera “M” della durata totale di 110 minuti
sto questo con un altro film, partico- “Totus tuus”, l’altro inglese che di musica, una cosa infinita. E con
larmente impegnativo come è stato canta le parole “Open the door…” caparbietà scrissi tutta musica
Giovanni Paolo II di John Kent che si intrecciano insieme, l’uno nuova, senza fare doppioni, era
Harrison. Sono sopravvissuto con un tema dolce, l’altro con un quasi una sfida con me stesso, con-
anche perché il mio cuore era da tema forte ed epico: le due anime di segnandola in 13 giorni, poi andai
una parte entusiasta per l’opportu- Woytila. Per me scrivere questo alla prima di Giacobbe a Londra e
nità di far rivivere il mondo commento è stato ripercorrere tanti al ritorno entrai in studio a registra-
dell’Opera con Callas e soprattutto momenti vissuti con lui e al suo re. Alla fine quella che mi era costa-
di rendere omaggio al Papa che ha servizio, un onore che è durato per ta più pena e più rabbia è stata
segnato la mia e la nostra storia in 27 anni. quella che mi ha dato i premi e le
modo così profondo e duraturo. soddisfazioni.
Un aneddoto sulla sua arte nel Per Fatima invece mi incontrai
La composizione di Giovanni comporre musica da film? con la cantante portoghese Misia
Paolo II deve essere stata Beh, ce ne sarebbero tanti... Ad che interpretava la canzone in stile
un’esperienza molto particolare esempio io non dovevo fare le Fado dei titoli. Per riconoscersi le
ed intima. per lei che “c’era” ed è musiche di Giuseppe, era già stata anticipai per telefono che ero vesti-
stato, in molte occasioni, il vero fatta e non era andata. Avevo altri to da prete, e le chiesi come fosse
compositore ufficiale per gli even- impegni, mi diedero solo quindici vestita lei, e mi rispose da vera arti-
ti presieduti dal grande Pontefice. giorni per comporla. Ero, ovviamen- sta di fado “tutta di nero”.
Cosa ci dice di questo lavoro? te, tra l’arrabbiato e il disperato; All’albergo di Lisbona incontro que-
In Callas c’era di tutto, dalla ricordo che scrivevo tutto il giorno e sta ragazza pallida, capelli neri a
Grecia all’Opera, dagli anni ’60 al alla sera tardi veniva Donato caschetto, in abito nero e intanto
dramma intimo e struggente di una Salone (l’anziano copista di che chiacchieravamo sentivamo gli
storia tragica e dolorosa. Mentre, a Cinecittà, una sorta di padre spiri- altri italiani (ignari della mia nazio-
differenza di San Pietro, più epico e tuale di tutta la musica da film italia- nalità) nella hall ridacchiare dicen-
scultoreo, ho scelto per Giovanni na, da Rustichelli a Morricone a do: “Hai visto? Il prete e la preta!”.

A bilancio dei primi dieci anni di musiche per la televisione, la Lux Vide (con la nuova eti-
chetta Pesi&Misure) pubblica una straordinaria selezione dei temi più efficaci delle produzioni
biblico-agiografiche a cui il Maestro Frisina ha prestato il proprio talento. Appare chiaro come
il compositore romano non abbia timore di utilizzare formule orecchiabili, forte anche di una
felicità di ispirazione che riesce da un lato a risultare familiare ed immediata, da un altro ad evi-
tare la banalità e a non nasconderla in una sovrabbondanza di orpelli (come ad altri capita):
prova ne siano gli eccellenti ed inediti arrangiamenti cameristici dei temi di Maria Maddalena,
Don Bosco, “Sara” (da Abramo) e “Zippora” (da Mosè) affidati a pianoforte e violoncello (sem-
pre bravi Gilda Buttà e Luca Pincini) in cui le lunghe melodie di Frisina risplendono di luce pro-
pria. Non mancano comunque le parentesi epiche (la potente “Shemà” da Mosè) o di sentita
partecipazione (da Giuda o Apocalisse). Decisamente toccanti e di assoluto spessore - nonché Marco Frisina
ben al di sopra dello standard televisivo odierno - i giustamente premiati lavori per Giuseppe e Verso la gioia (2005)
Abramo (meravigliosa la promessa biblica di “Come le stelle del cielo”) e l’emozionante LuxVide / Pesi&Misure
“Pacem in terris” per coro e orchestra da Papa Giovanni. Un disco semplicemente toccante, APM/CD111
che non sostituisce il valore dei CD completi (alcuni davvero necessari) ma testimonianza di 14 brani - Durata: 52’08”
una maestria tecnica al servizio di qualcosa di superiore. PR