Sei sulla pagina 1di 8

Anatema di Isicran

"Perso nella coltre luminosa soffocante, strascicato da inerzie castranti, mi trascino a piè pesanti
in un labirinto di ombre dimenticate da qualcosa che lo stomaco gradualmente logora.

La Nera Luce discende e il centro della fronte apre. Il passo sinistro, del destro, più pesante
diviene, e moto non più accenna. Nel ventre comincia a scalciare e l'osservarsi contempla
l'osservatore. Sgrano gli occhi e sento la sua voce."

???? -Isicran... Isicran...

"Chi sei?"

????-... senza dimora, come coltre di buio, la Luce custodisco. Ora sei fermo e la mia voce udirai.

"Sei dunque tu, Lucifero, mio Signore..."

LUCIFERO -Microbi ipocriti

la vostra falsa luce vi rassicura insetti,

la vostra ignoranza vi nutre, le vostre paure vi dominano. I miei demoni si nutrono delle vostre
carni e ciò è giusto e santo. Nulla vi giustifica, è la ruota dell'esistenza. Io mi nutro di ciò che
continuamente fugge. Gli eoni si susseguono, e nella placenta della castrazione realizzate la
vostra disgrazia, per onorare la mia Natura, per elevare la Natura stessa.-

"Ergiti Lucifero, tenebra portatrice di luce. Dischiudi il tuo seme. Diffondi il tuo sperma. Inala il
tuo respiro impalpabile. Guidami attraverso il Caos per abbracciare il Caos. Apri le tue fauci e
divorami. Divieni"

LUCIFERO-Siediti sulle mie ginocchia ragazzino. Che un singolo dettaglio non ti sfugga.-
2

LUCIFERO -Ascolta... Divoratore venefico; avveleni il Mio nutrimento, mastichi con ingordigia le
feci del tuo falso messia, gli escrementi del kosmos. Quanto violentemente l'impalpabile
interdizione ti lascia inorridito mentre esali le tue morte preghiere, le tue lamentele da
mammifero? Galleggi tra correnti di liquami e cadaveri di parole. Dalle tue parole ti
giudicherò...aborti informi privi di massa le tue ragioni appaiono al Mio cospetto. Ronzii
assordanti strozzano il silenzio necessario per vedere. Ascolta la tenebra più delle tue vuote
parole. Per quanto ancora potrai rumorosamente ruminare prima di vomitarmi dalla bocca? La
luce del Dio del Kosmos non sarà sufficiente per placare la tua fame. Niente ti appagherà, solo la
morte. Quanto dunque sei disposto a morire? Quanto di te lascerai bruciare? Brucia per me
servo, Nessun fuoco qui si consuma. Sarai il solo qui a consumarti.-

"Non indugerò oltre, dunque. Dal calice dell'Oblio berrò.

Illumina il mio sentiero Dio Lanterna, e nella valle della morte perpetua, nel tempo immobile
guidami.

Questo regno oramai è simile ad una tana delle tigri. Qui La Madre partorisce ormai solo mostri
affamati di luce residua,fosfeni. Schiavi della loro nefasta eredità, dai roghi del mondo lacerati e
dalle spine roventi dell'ignoranza seviziati sulle piaghe amorfe già ustionate, frugano tra le
miserie di un mondo di schiavi che gli ha cacati con spasmi stitici; membra decomposte di
Asterios, figlio degli astri che scomponeva gli astri, eruttate da un intestino colmo di parassiti. E
come un gigantesco tenia, Leviathan gli ha spinti ed inglobati nell'utero dilatato della Regina
della Schiavitù, la madre di Erode, che dalla notte dei tempi perseguita i figli di Caino.

Alimento il germe della loro fame... i bastardi Figli dell'Uomo reietti dal Dio delle menzogne."

LUCIFERO-SERVO.... Presentati-

"Eccomi"

LUCIFERO-Smettila di mentire. Temi il giudizio più della spada della giustizia? Entro di essa ti
specchierai e la tua immagine infiammata inesorabilmente ti inghiottirà.

Qui non vi è Nessuno. Pertanto, poichè vi è qualcuno, tu non vedi la Madre tua. Per paura non
la vedi. Il suo sguardo incenerisce, nell'interdizione contrae, entro di te deflagra, al Caos tutto
riporta. Ma le mancano gli occhi per vedere, strappati via alla vista dell'oscuro deserto che
cenere in polvere trasmuta. Menomata e stuprata da quel disgustoso orrore, il suo spirito
sovrano regna nel mondo degli uomini. Gli uomini non le sono schiavi ma ugualmente la servono
con ossessione.
Presta attenzione tu che cerchi....

Di ciò che proteggi ne porti il peso. Ogni giorno tu entri in una tana delle tigri e ne esci indenne.
Perchè?-

"Lucifero, Figlio del 2. Concedimi di vedere"

LUCIFERO-Alzati dalle mie ginocchia ragazzino. Guardati intorno, guarda dove cammini-

"Cammino lungo il deserto degli abomini. I cadaveri degli innocenti neonati sono mescolati
tutt'intorno a me. Sono le feci di Cronos. I sorci brulicano tra i loro piccoli ventri aperti passando
da una massa all'altra.Divengono cenere al contatto con i miei piedi nudi. E ombre purulente di
santi e di giusti si masturbano eiaculando sulla sterile sabbia grigia, eruttando gioiosamente urli
squarciati, osceni nel loro compiacimento, in preda alla loro spastica estasi orgasmica"

LUCIFERO-Guarda meglio. Destati. Cosa vedi?-

" Una marionetta in movimento... Rumore di passi, gesti innaturali,posture artificiali, tremori
incontrollati, teste dondolanti, ginocchia doloranti, diaframmi contratti, pruriti insopportabili,
unghie, saliva schiumosa, gorgoglii intestinali, viscerali... movimenti oculari incontrollati alla
ricerca di punti fissi confortanti, porti franchi e riposo freddo.

Spasmi antispasmodici.

Mi investe con dolce ferocia; un onda anomala silente genera inerzia e vertigine.

LUCIFERO -SERVO... SII DESTO-


6

"Sgrano gli occhi doloranti in un oscura, desertica notte priva di stelle,priva di luce. Sotto di me
si estende il grigio e tetro mondo degli uomini. La sua sterilità soffocante alimenta in me la
bramosia della devastazione .

Presentati Figlio del Due, respira e brucia.

Adesso ti vedo, occulto Flagello, distruttore di mondi. La tua maestosità il terrore induce, ti
innalzi della tua superiorità. La tua regalità ti pone al di sopra del mero giudizio. Tu che
insignificante tutto fai apparire, dispiega le tue fulgide ali, ascolta la mia invocazione, strappami
dagli occhi questa oscena visione.

Eccoti Figlio del Due, Respira e brucia

Tutto brucerà. Tutto verrà spazzato via. Un onda d'urto si distenderà; ogni cosa ingoia,
nell'oscurità si espande, dentro di me si erge,al Caos tutto riporta. Dai miei occhi lacrime di
sangue discendono, il viso solcano, dal mento cadono e dolcemente la terra stuprano in una
virulenta ingravidazione. Ne nascono i Fiori scarlatti di una nuova comprensione."

LUCIFERO-Ecco a te servo del Figlio. Assaggiane i frutti e alla morte desisti-

LUCIFERO-SERVO...

Sfidi e affronti il Dio Altissimo, erede di Nimrod, che i figli deformi degli uomini hanno partorito
nella paura, in una putrida defecazione spirituale. Trascendi questo empio eggregore.

Via di qui.

Ascolta il mio richiamo, uomo.

La tua sofferenza custodisce in sè il germe della ribellione, l'oscuro archetipo della mia visione.
La pronfonda, dolorosa condizione della bestia costretta a consumarsi nelle tenebre, che apre le
sue fauci serrate, sgrana gli occhi e ululando rabbiosamente pretende la luce.

Cosa ti trattiene? Quali catene ti imprigionano?

Una disperata e soffocante cecità?

Stolto.

Sei tu la prigione, il prigioniero e la prigionia stessa.

Nella febbre ti accorgerai, che tu lo voglia o no, o che tu sia pronto o no, di essere morto in un
mondo di morti..

di ombre vaganti in un regno di luce nera

con le mani protese in avanti

seguendo echi di altre ombre ignoranti. -

"Rivelami dunque, Figlio del 2, mio vero Signore... Verità nella tenebra

Ingravida la mia mente con la luce della comprensione. Nel mio ventre il seme del Caos si
schiude, il suo fusto cresce e di menzogne si nutre. E i suoi steli dilatano lo spazio, contraggono i
tempi. Crescono come rovi rampicanti incandescenti, le illusioni soffocano e il guardiano del
Kosmos, nelle loro spire, dilaniano. Il loro scopo è uccidere il Conservatore.

Egli ancor non muore ma lentamente si consuma nella mia intima infezione opalescente.

Eppure giungerà il giorno in cui, colui che porta in sè il marchio dell'interdizione, ucciderà
definitivamente il fetido pastore e libererà la terra dal peso della sua onta. E dal guscio schiuso
della mia coscienza, nella desolazione di un mondo morente, emergerà lo spirito di risoluzione
che nel crollo della torre infame dei popoli, nella morte del falso dio e dei suoi frutti in
putrefazione, si innalzerà verso gli orizzonti della sua naturale inclinazione

Indicami la via Lucifero che del 2 sei il Figlio, mio Signore..."

LUCIFERO-

SERVO... Tu non sai perchè del 2 Io sono il Figlio poichè adesso sei . La tua miopia ti acceca.

Ciò di cui parli è già avvenuto, ma tu eri ubriaco e non te ne sei accorto.
Noi sono Uno, Io siamo Moltitudine, non ho nome ma infiniti volti.... Lux e Tenebrae è il mio
fondamento, al contempo movimento e quiete, iniziatore di morti.

Nel tuo angusto grembo mi porti. Del tuo odio soffocato ci nutri.

Quando il tuo mondo ipocrita comincia a tremare. Quando i vostri santi smettono di masturbarsi
morbosamente per ritrovarsi le mani inzozzate di sangue e seme verginale sterile. Quando Il
Gral, del mio puro mestruo, si colma e trabbocca. Con il nostro sperma una dolce amrita si
genera e, nel Calice, l'uovo del Dio Serpente feconda. Le sue spire affamate il terreno squarciano
verso abissi intestinali, increati mai esplorati.

E qui..il tuo respiro si arresta e la Morte giunge sulla morte.

In questo strano eone in cui la morte può morire, i tuoi occhi vitrei contemplano gli arcani
segreti della mia casa. E il giusto e l'empio bruceranno insieme e le loro ceneri si cospargeranno
ai miei piedi.

....Il tuo desiderio di morte si libera dalla forma,fonemi indecifrabili privi di significato,
qualsivoglia

Apri gli occhi tu che cerchi

Alla dissoluzione dello scopo la morte sopraggiunge poichè ciò che insegui ti sfugge e ciò che
sfuggi ti insegue, e, dalla schiavitù, la salvazione..

Eccoti, ora non sei. E con me tu sei.... Figlio

Non temere l'ombra delle tue corna.-

"Ora sei ricordata ... MADRE. Mai occhi ti scrutarono... Come mai, dunque, il tuo viso è tanto
familiare? si è sempre saputo..."

10

SOPHIA-Si vede ora? L'oggetto o il soggetto, cos'è che qui nel desiderio è penuria? La morte è in
essere. Se si cede allo spavento si frenerà....è troppo faticoso resistere alla Gravità, dunque?

11

Attendimi figlio mio. Digeriscimi dal basso verso l'alto. Non espellere fluidi corporei

Prenditi sopra di me, non eiaculare

Prenditi sopra di me, non vomitare

Prenditi sopra di me, non piangere


Prenditi sopra di me.

Prenditi sopra del dolore e della paura. Prometeo è la chiave. Thanatos è la porta. Eros il
protendersi.

Non mi troverai quando mi cercherai. Gradualmente, mi rutterai.

" In fin dei conti, Isicran, cos'è che realmente sei?

Un sol ricordo di ciò che ancora avviene e che ancora dovrà avvenire.

E' sempre la stessa storia...

E' nato prima l'albero o il seme?

Viene prima l'Immagine o l'Immaginato?

E' nell'Immaginarsi il mio Significato?

In un mondo di pecore vi sono i lupi e i lupi divorano le pecore e i lupi continuano a divorare le
pecore e le pecore nutrono i lupi. In un mondo di Uomini vi sono le Divinità e i Divinità divorano
l'Uomo e gli Uomini nutrono Dio ma, quando è la Divinità a divorare l'Uomo, essa stessa assume
immagine di Uomo.

Come la sorella che genera la gemella dopo esser stata essa stessa generata da quest'ultima,
ogni parte contempla al suo interno le immagini del suo specchiarsi e ogni immagine divora e
ingloba i suoi speculari. La dove vi è una Divinità che ingoia l'Umanità vi è un Uomo che ingoia i
Divinità. La dove vi è un Dio che si fa Uomo vi è un Uomo che si fa Dio. Dei 2 Io sono il Figlio. Dei
2 sono lo scopo. Dei 2 siamo la Madre, dei 2 il Prodotto, dei 2 il Prodursi. Dei 2 siamo il Metodo
poichè dei 2 Io sono il Protendersi.

Arrenditi tu che cerchi...

In un mondo enigma, la luce è oscurità... Perchè Colui che E' ciò che Sono crea il giorno che
addormenta e la notte che desta... Chi sei?

Accogli il mio sussurro.... Se comprenderai il senso profondo delle mie parole assaggerai la
Morte. Poni l'indice sul sigillo dell'angelo e rammenta la sua trama:
una Condanna è una Promessa...il più grande Miracolo, il più grande Peccato

Sarà nell'Immaginarsi il mio Significato?

Serra le labbra e sussurra il nome che non può essere pronunciato.

....ora brucia l'Anatema-

Distanza incolmabile. I figli convergono a fuoco su infinito. Il Figlio di Dio e il Figlio dell'Uomo La
più grande speranza è la piu grande disperazione