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sommario 3

Anno III In questo numero


n. 15 • Auguri e alla prossima… ..................................... 4 Venezia e interviste esclusive a
di Anna Maria Asero Cameron Crowe e Emir Kusturica
Novembre / di Barbara Zorzoli
Dicembre • Notizie dal mondo della musica da film: ............. 5
In ricordo di Francesco De Masi • Fondi omaggia Nascimbene: ................................ 29
2005 di Roberto Zamori reportage della quarta edizione del
Fondi Film Festival dedicato a
• Ennio Morricone racconta: ................................... 6 Mario Nascimbene
terza e ultima parte della lunga intervista di Giuliano Tomassacci
alla carriera al compositore romano
di Stefano Sorice • La musica in Kubrick - terza e ultima parte: ....... 30
da Barry Lindon ad Eyes Wide Shut
• Il Tango delle colonne sonore:............................. 12 di Stefano Tosi
intervista esclusiva a Luis Enriquez Bacalov
• FictioNote: recensioni produzioni televisive ...... 33
di Massimo Privitera
• Nel rispetto delle immagini: ................................. 34
• Musica & Cinema a Milano: .................................. 18 intervista esclusiva ad Alan Silvestri
reportage dei concerti sulla musica da film di Giuliano Tomassacci
presso l’Auditorium milanese e interviste
ai direttori d’orchestra Grazioli e Ballista • Baci, manuali e criminali: ..................................... 40
di Massimo Privitera, Maurizio Caschetto, intervista esclusiva a Paolo Buonvino
Alessio Coatto e Pietro Rustichelli di Massimo Privitera
• Memorie di una geisha:......................................... 22 • La musica come missione: ................................... 46
recensione dettagliata dell’ultima colonna conversazione con Monsignor Marco Frisina
sonora di John Williams di Pietro Rustichelli
di Roberto Pugliese • Recensioni di CD vecchi e nuovi ........................ 50
• Da Venezia con amore: ......................................... 24 • Filmografie essenziali: .......................................... 58
reportage dall’ultimo Festival del Cinema di Luis Bacalov e Alan Silvestri

Le recensioni discografiche
• Mission .................................... 8 • The island ................................ 51 • L’uomo che visse nel futuro .. 54
di Alessio Coatto di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• La battaglia di Alegri ............... 9 • Harry Potter e il calice di fuoco .. 51 • Lord Jim/Le lunghe navi ........ 54
di Massimo Privitera di Gianni Bergamino di Alessio Coatto
• Ennio Morricone ...................... 10 • Blu profondo ........................... 51 • Il diavolo alle quattro / I vincitori .. 54
Gold Edtion 2 di Gianni Bergamino di Alessio Coatto
di Massimo Privitera • La marcia dei pinguini ............ 51 • Il principe e il povero ............. 54
• Il postino .................................. 17 di Massimo Privitera di Alessio Coatto
di Massimo Privitera • Loch Ness ............................... 51 • Yakuza ..................................... 54
• Elizabethtown .......................... 26 di Dimitri Riccio di Maurizio Caschetto
di Barbara Zorzoli • La terra dei morti viventi ....... 51 • Supercar .................................. 55
• Nicola Piovani – ...................... 29 di Gianni Bergamino di Maurizio Caschetto
Concerto Fotogramma • The league of gentlemen’s ..... 52 • L’assoluzione .......................... 55
(libro + DVD) Apocalypse di Dimitri Riccio
di Massimo Privitera di Pietro Rustichelli • F.I.S.T. / Ballando lo Slow ....... 55
• Il commissario De Vincenzi ... 33 • Stealth (song album) .............. 52 nella grande città
di Maurizio Torretti di Andrea Chirichelli di Dimitri Riccio
• La Piovra 8 & 9 ........................ 33 • I fantastici 4 (song album)...... 52 • Stripes, un plotone di svitati .. 55
di Massimo Privitera di Andrea Chirichelli di Pietro Rustichelli
• La casa bruciata .................... 33 • Hazzard .................................... 52 • Il cacciatore dello spazio ........ 55
di Marzio Torretti di Andrea Chirichelli di Dimitri Riccio
• San Pietro ................................ 33 • Ogni cosa è illuminata ........... 52 • L’ululato ................................... 55
di Pietro Rustichelli di Giuliana Molteni di Gianni Bergamino
• Ciba libre – .............................. 39 • Shadows of time ..................... 52 • The kindred ............................. 56
la notte del giudizio di Jacqueline Valenti di Gianni Bergamino
di Giuliano Tomassacci • Strings ..................................... 52 • Ultimo tango a Parigi .............. 56
• Romanzo criminale ................. 45 di Pietro Rustichelli di Jacqueline Valenti
di Maurizio Torretti • Sballati d’amore ..................... 53 • Concerts pour l’aventure........ 56
• Giovanni Paolo II ..................... 48 di Jacqueline Valenti di Maurizio Caschetto
di Pietro Rustichelli • Vita da strega .......................... 53 • L’expedition Jules Verne: ....... 56
• Verso la gioia .......................... 49 di Jacqueline Valenti a bord du Trois-Mats Belem
di Pietro Rustichelli • Herbie il supermaggiolino ...... 53 di Maurizio Caschetto
• The legend of Zorro ............... 50 di Jacqueline Valenti • La maschera del demonio/ ..... 57
di Giuliano Tomassacci • La tigre e la neve .................... 53 La ragazza che sapeva troppo
• Valiant ...................................... 50 di Massimo Privitera di Stefano Tosi
di Gianni Bergamino • Non aver paura ....................... 53 • La dama rossa uccide sette volte 57
• Mr. And Mrs. Smith ................. 50 di Jacqueline Valenti di Stefano Tosi
di Gianni Bergamino • Cielo e terra ............................. 53 • 99 donne .................................. 57
• The great raid .......................... 50 di Jacqueline Valenti di Stefano Tosi
di Gianni Bergamino • Notes de voyage – musique .. 53 • Gentleman Jo… uccidi ........... 57
• Four brothers .......................... 50 de films & musique de concert di Massimo Privitera
di Giuliano Tomassacci di Pietro Rustichelli • Pensione paura ....................... 57
• Oliver Twist .............................. 50 • L’uomo della Mancha ............. 54 di Stefano Tosi
di Massimo Privitera di Alessio Coatto • La leggenda del pianista ........ 57
• La maschera di cera ............... 50 • Promises, promises ................ 54 sull’oceano
di Gianni Bergamino di Stefano Tosi di Rita Pisapia
Legenda recensioni
Mediocre Sufficiente Buono Ottimo Capolavoro

I giudizi delle recensioni di Colonne Sonore si riferiscono a valutazioni artistiche assolutamente personali dei redattori e non vogliono in
alcun modo interferire da un punto di vista commerciale e discografico.
4 redazionale

Auguri e... alla prossima!


Auguri e alla prossima… una grossa sorpresa che vi sveleremo
Siamo finalmente giunti all’ultimo poco per volta!). Il nostro sito è il primo
numero di quest’anno, otto pagine in portale italiano sulla musica da film, e Anno Terzo, Numero 15
più per festeggiare con voi un Natale presenta oltre all'immenso archivio dei Novembre / Dicembre 2005
ricco di regali cinemusicali! E per il contenuti di ogni numero di Colonne Registrazione al tribunale di Milano
prossimo numero? Ci sono molti pro- Sonore, gli articoli extra, sia vecchi che n.356 del 03/06/2003
getti in cantiere, nonostante la “crisi” nuovi, (recensioni, reportage, intervi-
prospettata nel redazionale del nume- ste, dossier) della rivista. Poste Italiane Spa
Spedizione in A.P. - DL. 353/2003
ro scorso. La nostra speranza è di Inoltre, per coinvolgervi ancor di più (Convertito in Legge 27/02/04 n° 46)
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LIBRERIA ‘LA FENICE’ - Via G. Mazzini, 15 - 41012 CARPI (MO) Stampa:
LAZIO Grafiche Sala - Novi di Modena
CASA DEL CINEMA - Largo M. Mastroianni, 1 - 00197 ROMA Distribuzione:
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news 5

Notizie dal mondo della musica da film


A Francesco De Masi
(1930-2005)
Un mio ricordo, all’amico sincero, al grande artista della
Musica Cinematografica Italiana.
Certo che l’emozione era davvero che di uno dei tanti film di Maciste… due che – come rarissimamente succede, e
grande, trentacinque anni fa, mentre giraffe, due microfoni, e la stereofonia di ben l’ho imparato in tutti questi anni –
salivo in fretta le scale dell’appartamento quelli anni era fatta … era quella… convivessero in Lui in modo squisito l’uo-
alla Nomentana, a Roma, dove mi ero buona la prima! E in sala musicisti-mito: mo e l’artista.
recato per conoscere finalmente di per- c’era l’incredibile Stefanato, con il Suo Negli anni, stando accanto a lui e
sona il Maestro Francesco De Masi, per violino magico… e Alessandroni, con la lavorando assieme a tanti progetti, ho
me un mito in assoluto della Musica Sua 12 corde… e Marinacci, che tirava capito che molta importanza aveva nella
Cinematografica Italiana, ma anche fuori dal Suo flauto cose non raccontabi- Sua vita la moglie, la cara Elvira, amica
superbo direttore d’orchestra in memo- li… tanti amici che suonavano per carissima, soprano di eccezionale talen-
rabili concerti classici e sinfonici in tutto il Francesco con la passione e l’entusia- to (è Sua la voce in “Una Magnum per
mondo, come avrei scoperto dopo. smo di chi sa che sta partecipando ad McQuade”), ma soprattutto donna sem-
Appena entrato, subito, dalla porta una cosa di grande spessore artistico. plice e vera, di straordinaria umanità,
d’ingresso, una collezione incredibile di Chi potrà riscrivere un tema d’amore che certo ben ha saputo stare al Suo
strumenti etnici, raccolti in ogni parte del per violino ed orchestra come quello di fianco.
mondo (durante i viaggi favolosi con “Maciste, il gladiatore più forte del Mi scuserete, cari Amici che mi state
Folco Quilici) ed usati nelle recording mondo”? Oppure una “cavalcata” leggendo dalle pagine dell’ottima rivista
sessions delle Sue soundtracks. western come quella di “Sartana non dell’amico Privitera, se ho scritto solo
Come il sitar di “INDIA”, acquistato là perdona”? poche cose, tutte mie, parecchio confu-
e suonato a Roma da Alessandroni per A Prato facemmo assieme, durante il se, per nulla organizzate, solo un mio
la prima volta in Italia! decennio dei miei corsi “Musica / ricordo di tale personaggio.
Il mio dire “Caro Maestro” ed il Suo Immagine” per la Scuola (1981-1991), Mi resta oggi, di Francesco De Masi,
“Si accomodi, Professore” durarono numerose anteprime dei film di cui una vita intera di musiche, di emozioni,
circa 7-8 minuti, non di più… Francesco stava allora componendo le di serate, di concerti, di conferenze, di
Sì, perché Lui per me fu subito “Caro musiche… incontri. Tutto assai difficile da racconta-
Francesco”, ed io per Lui “Caro Bobby”. Mi portava addirittura i primi montag- re qui, in poche righe.
E ci siamo sempre chiamati così, per gi alla moviola, con la sonorizzazione Mi verrebbero alla mente tante altre
trentacinque anni; così come quando – non definitiva, ed insieme spiegavamo ai cose, anche piccole… ma tutte straordi-
quindici giorni fa – ancora una volta, l’ul- trecento allievi del corso, affascinati, narie. Sentite questa: una sera
tima - ci siamo sentiti per telefono per cosa voleva dire lavorare a Roma per il Francesco mi telefonò da Roma, verso le
uno dei nostri soliti saluti. nostro Cinema… e creare musica e 19:00 (io e Paola Lo stavamo aspettando
Fu l’inizio, quel giorno in Via suoni da far vivere nel film montato… a cena, a Prato, e sapevo che Lui aveva
Nomentana, di una straordinaria amici- spiegando i problemi dei sincroni… ed i preso il treno da Napoli per venire da
zia, fra noi e le nostre famiglie, fatta di tempi delle musiche ed i ritmi degli noi), dicendomi : “Ciao Bobby… scusa-
sincerità e di stima profonda; un’amicizia “attacchi” e dei clips. mi, sai… il treno è partito ora da Roma…
della quale, da sempre, fecero parte la Quando mi telefonò, due anni fa, ma… purtroppo senza di me! Ero sceso
cara Elvira Spica (moglie del Maestro, dicendomi che in cantina aveva ritrovato solo un attimo per telefonare…
superba cantante lirica all’Opera di le due scatole con i nastri delle registra- Che ti devo dire… si vede che mi
Roma, donna di rara semplicità, di cuore zioni fatte a suo tempo per “INDIA” di sono proprio rinc… Fammi la cortesia di
e sensibilità grande), mia moglie Paola, i Folco Quilici, mi fece sentire davvero andare al treno, quando arriva a Prato,
miei figli Silvia e Francesco (che porta il importante… perché ho lasciato su la valigetta con i
Suo nome proprio in virtù dell’affetto che Mi disse che – con un lavoro di dischi per te, e pure gli occhiali! Arriverò
c’è sempre stato fra noi!), ed anche – fin- restauro ed editing digitale nel mio studio a Prato un paio d’ore dopo, con l’altro
ché visse – mio padre Armando, che sti- – certo sarei stato capace (bontà Sua!) Eurostar… di’ a Paola che abbia pazien-
mava Francesco De Masi come uno dei di ridare vita ad un capolavoro unico. E za, e che aspetti a buttare la pasta… le
più grandi compositori e musicisti in Italia così fu, grazie a Lui, e quando uscì il linguine si scuociono presto… mi raco-
e nel mondo. nostro cd Hexacord fummo tutti e due mando! Mah…speriamo che non si
Non ha importanza, qui, ora, raccon- davvero contenti, come due ragazzi. arrabbi! A dopo, ragazzi…arrivoooo!”
tare e celebrare le centinaia e centinaia Rammento infatti numerosi brindisi… Arrivò alle undici, e ci facemmo una
di fantastiche colonne sonore da Lui la scusa c’era, ed era davvero buona! favolosa “magnata” notturna !
scritte per il Cinema e la Televisione… i Già, perché Francesco era rimasto Indimenticabile.
Suoi memorabili temi, il Suo personalis- proprio un ragazzo, sempre pronto alla Si, indimenticabile; come Te,
simo stile di strumentazione ed orche- battuta, allo scherzo, e sempre disponi- Francesco.
strazione, i Suoi dischi… che portavano bile ad un invito (non mi ha mai detto di Un brindisi, ancora uno, alla Tua Arte,
a collezionisti ed appassionati in tutto il no, neppure una volta, in più di trent’an- alla Tua Musica, a ciò che per noi sei
mondo un tesoro di musica italiana oggi ni) per parlare insieme in teatro di stato, e sempre resterai; come le Tue
difficilmente eguagliabile. Musica e Cinema. Opere, sempre, nei nostri cuori.
Lo rivedo sul podio dirigere le musi- La Sua schietta semplicità faceva sì Roberto Zamori

ERRATA CORRIGE - Nel numero scorso vi erano un paio di inesattezze:


- Pag. 25: nella recensione de “La monaca di Monza” di Pino Donaggio viene detto che la colonna sonora del compositore veneziano è stata scritta per un lavoro televisivo, invece trat-
tasi di score cinematografico a tutti gli effetti.
- Pag. 48: nei dati tecnici della recensione del CD “Testament” è erroneamente riportato il nome di Basil Poledouris come autore delle musiche. Colui che le ha composte, come si pote-
va dedurre leggendo la review, è James Horner.
6 ennio morricone

Ennio Morricone
racconta...
(parte terza)

Si chiude la cronaca dei recenti incontri aperti al pubblico.


Con una lucida ed appassionata disanima della propria
carriera, fuori e dentro lo Schermo Cinematografico, il
Maestro romano fa il punto sul mestiere di compositore:
etica ed estetica della musica per le immagini.
A cura di Stefano Sorice

Musica Assoluta. buttata lì, senza forma. Penso che Allora quello che è assoluto nella
La musica parla all’ascoltatore che l’unica via sia ascoltare musica con- musica del cinema è quel riscatto che
la interpreta secondo la propria cultu- temporanea più di quello che oggi si io ho sempre cercato di dare alle mie
ra, i propri sentimenti, nel momento fa, perché i compositori, e ce ne sono composizioni cinematografiche tro-
particolare in cui la ascolta. Tutto ciò di grande talento, hanno bisogno che vando una ragione al di sopra del film
porta a un risultato d’interpretazione il pubblico li segua. Quindi l’impegno dove mi potevo riconoscere. (3)
che può anche essere contrario a del pubblico serve come quello del
quello che ha scritto il compositore. Io compositore. Oltre il Grande Condizionamento.
stesso quando scrivo un pezzo di Io in Voci dal Silenzio ho fatto uno Nella musica che scrivo per il cine-
musica assoluta non penso d’inter- sforzo verso il pubblico involontaria- ma c’è questo grande condiziona-
pretare la primavera o l’autunno, una mente, perché ho utilizzato termini mento che si deve poter riscattare
notte stellata o una serata in riva al espliciti nella composizione in cui la superandolo, trovando in se stessi la
mare. Non penso proprio. Quindi, dedica poteva anche essere indiffe- ragione per reagire ad esso.
quando devo consigliare di ascoltare rente, seppur scritta come l’ho scritta. L’esercizio che riesco a fare - e
musica contemporanea - ed abituarsi Invece quella dedica è diventata espli- apprezzo il fatto di poterlo fare - è
ad ascoltarla - dico: “Non pensate di cita, nel significato che io ho voluto quello di trovare me stesso dentro un
ascoltare un’interpretazione che voi dare alla composizione. Quindi un condizionamento assoluto, che
potete dare. Tornate vergini nel cer- significato più chiaro di tanti altri pezzi, potrebbe essere assoluto, ma che io
vello. Osservatela come una scultura ma forse un’eccezione per quanto cerco di minimizzare, trovando degli
di suoni che si mettono insieme in una riguarda me. Io non so se riesco a spunti e delle ragioni per annullarlo il
forma che forse non è una forma, comunicare bene alle persone le altre più possibile. Come è possibile? Io
anche se una forma ce l’ha. I suoni mie musiche assolute. Io dico che la devo scrivere per il cinema musica
non hanno il conforto della forma musica del cinema non è musica tonale, musica orecchiabile che il pub-
sonata prestabilita, cioè della ‘sinfo- assoluta, però in parte lo è, perché blico possa ascoltare senza difficoltà,
nia’ (emanazione della ‘sonata’: primo anche nella musica del cinema ho altrimenti il problema diventa la musi-
tema, passaggio, secondo tema, pas- cercato di inventare delle ragioni per- ca e non il film che invece rimane
saggio, ripresa). Gli antichi musicisti, ché questa schiavitù del compositore l’opera principale. Allora cosa inventa-
compresi tutti i grandi del ‘700-’800, per il cinema - in senso buono, verso re? La riduzione di suoni e dei mate-
avevano il conforto dei binari preesi- il regista, la pellicola, il film da interpre- riali sonori è molto importante perché
stenti che potevano percorrere. Erano tare - non diventi un condizionamento mi offre la possibilità di uscire dalla
poi la loro interpretazione e la loro tec- così integrale e completo da diventa- melodia, che è ormai consumata da
nica a differenziarli: Mozart è figlio di re passivo. tanti secoli di uso, e di trovare nella
Haydn dal quale però si differenzia strumentazione, che avvolge un tema
completamente, così come Ricerca e Utopia. obbligatorio del film, le ragioni per
Beethoven è figlio di Mozart, pur Da un articolo di Morricone: “Credo che la costante poter avere una sensazione di libertà.
ricerca e sperimentazione che ho esercitato nella
facendo qualcosa di diverso dallo musica scritta per il cinema, e il tentativo utopistico e Qual è l’altra possibilità? Se per crea-
stesso. Avevano comunque un bina- antistorico di realizzare un compromesso tra la scrit- re melodie si usano i parametri della
rio, un solco da seguire. Oggi il com- tura di impianto tonale e quella della seconda scuola seconda metà del secolo scorso - la
positore questo binario non ce l’ha. di Vienna, fossero necessari per riscattare una prassi scuola di Vienna (cioè l’attività di
logorata nel mestiere. Ho cercato di far coesistere la
Deve inventarsi una forma completa- semplificazione armonica tradizionale con la serializ-
Arnold Schoenberg e dei suoi allievi
mente diversa. Ogni compositore zazione degli intervalli, le durate dei timbri e delle Alban Berg e Anton Webern e la tec-
deve rinnovare quest’invenzione for- dinamiche, con il risultato di conferire all’armonia e nica della dodecafonia – NdR) – e si
male, comunque necessaria perché alla melodia tradizionali una certa sospensione pro- applicano alla musica tonale viene
la musica non può essere musica pria della musica del nostro secondo dopoguerra”.(1) fuori una musica completamente
ennio morricone 7

diversa e comunque rinnoviamo la ché i violini dovevano essere dodici forse perché hanno prodotto un risul-
possibilità di una melodia con delle quanti sono i suoni e, avendo scelto tato emotivo diverso dalla tradizione
caratteristiche di originalità. Ripeto certi parametri e meccanismi, tutto anche contemporanea. (3)
sempre che ormai la melodia - tradi- diventava un gioco di dodici, soltanto
zionale e delle canzoni di oggi – non che la dodicesima parte era fatta di Musica Contemporanea.
ha più la possibilità di esprimersi in pause, di suoni che non esistevano.
modo originale, perché le combina- Per questo motivo è diventato un Luigi Nono.
zioni matematiche dei pochi suoni che pezzo per undici violini dato che uno Morricone ricorda: “Penso che Luigi Nono (Venezia, 29
gennaio 1924/8 maggio 1990) sia un grande composi-
si usano - 4 o 5 - per rendere orec- di essi doveva stare in silenzio, non tore. Quando ascoltai per la prima volta i “Cori di
chiabile una melodia sono state sfrut- doveva suonare. Era una composizio- Didone” (1958, coro e percussione, 12’ – NdR) ebbi
tate tutte. Infatti le canzoni che voi ne tonale, musica assoluta molto dis- l’impressione di una civiltà compositiva arrivata al mas-
ascoltate spesso sono dei rimastica- sonante, molto libera, ma con una simo della sua scrittura e probabilmente all’inizio della
sua decadenza - quando una civiltà raggiunge il punto
menti di cose già sentite e vi sembra- struttura precisa. Quest’esperienza più alto del suo sviluppo, non può che decadere. Lo
no molto orecchiabili solamente per- mi ha portato a scrivere musica tona- amo moltissimo e credo che in qualche maniera sia
ché già esistono. A causa di questi le nella logica dell’armonia tradiziona- stato tra i pochi che mi abbiano influenzato. I “Cori di
motivi, per inventare una melodia con le con una tecnica di scrittura non più Didone” e il “Canto sospeso” (1956, soli, coro e orche-
una possibilità di originalità bisogna verticale: il Do maggiore che arriva stra, 28’ – NdR) sono due sue composizioni di grande
spessore (sito ufficiale: www.luiginono.it – NdR).(1)
cercare altre ragioni. Ho citato gli verticalmente insieme, e poi dopo due
intervalli, la riduzione dei suoni, e ce battute, il Sol maggiore arriva vertical- Da alcuni secoli siamo abituati ad
ne sono tante altre. Usare l’esperien- mente insieme, e così via… ascoltare nei grandi classici una linea
za della fuga tradizionale per creare Dall’esperienza di ‘11 violini’ ho trova- molto precisa che è la melodia. Se noi
due temi veri, che poi possono esse- to una ragione per cui le armonie non in quel magma strumentale, anche
re usati in maniera autonoma non sono verticali ma giocano in questa straordinario, in quella “confusione”,
simultanea. Oppure scrivere un tema maniera. Questo è un esempio di che confusione non è, messa intorno
in una tonalità senza che questa tona- musica assoluta portata all’interno a quella melodia dal compositore,
lità venga corretta e cambiata da della musica applicata. Anche negli togliamo la melodia stessa, restiamo
modulazioni; però le modulazioni farle arrangiamenti ho sviluppato questo confusi perché non sappiamo dove va
sulla sua armonizzazione, quindi sca- tipo di scrittura che mi ha dato anche a parare la musica, anche nel caso
vare dentro il tema e trovare delle molte soddisfazioni perché il regista, o fosse musica tonale (a parte J. S.
scelte armoniche inusuali. l’ascoltatore, il pubblico, non si accor- Bach che è un’eccezione unica al
Tutto ciò è necessario perché il ge di questa tecnica molto complicata. mondo). Nella musica contempora-
condizionamento del cinema è quello Perché comunque quelle 4 parti che nea, non solo in questi ultimi anni, ma
di fare musica orecchiabile. Quindi la io faccio viaggiare, faccio muovere, già da un secolo, i compositori hanno
melodia orizzontale persegue una sono parti orizzontali, indipendenti voluto, hanno dovuto abolire la melo-
linea facile e coerente, comunque che poi interagiscono armonicamen- dia, perché nei secoli si erano trascu-
ridotta a pochissimi suoni, mentre l’ar- te: praticamente 4 contrappunti, linee rate le altre importanti componenti di
monia può anche seguire una linea con appuntamenti nella loro verticali- una composizione musicale. Il canto
completamente lontana dalla logica di tà, come componenti sonore, ma gregoriano ha praticamente ignorato
quella melodia, cioè orientare un po’ sono delle melodie autosufficienti. E’ prima l’aspetto armonico, poi il lato rit-
la melodia per imporle un andamento un gioco, uno sforzo. Specialmente se mico (c’era sì il ritmo delle parole, ma
armonico diverso da quello che si questo segue le regole della non è la stessa cosa del ritmo della
aspettano tutti. In pratica virare l’im- Dodecafonia dove non si può ripetere musica). Nei secoli è stato ignorato
portanza del suono orizzontale melo- un Do diesis se non dopo che tutti gli anche il timbro come, per esempio,
dico con un’importante svolta armoni- altri undici suoni sono stati percossi nelle orchestrazioni mozartiane:
ca. E ci sono tante altre possibilità che (così sostenevano le prime regole, Mozart non pensa che il flauto si
ho cercato di perseguire in questa mia mentre oggi non è più così). Nella possa isolare o che possa avere una
evoluzione nel cinema. Ascoltando musica tonale abbiamo la possibilità personalità esclusiva, se non all’inter-
dopo tanti anni i miei lavori mi sem- di usare cinque/sei suoni. Nella scala no della composizione in generale
brano ancora freschi perché c’è qual- di Do maggiore uso, se devo fare un nella quale si confonde. Attenzione,
cosa dentro - che ho ricercato a volte accordo normale, il Do, il Re, il Mi, il non stiamo criticando Mozart, non
inconsapevolmente, a volte per la mia Fa lo salto, il Sol, il La e il Si. Quindi ho siamo così scemi. Però non c’è quel
dignità – per cui ho combattuto per sei suoni. Io decido di non cambiare significato che può avere oggi nella
ragioni morali e professionali, contro suono in quella parte orizzontale fin- musica contemporanea. I compositori
un’inevitabile routine difficile da scan- ché non li ho esauriti tutti e sei. Inoltre, di oggi e quelli dello scorso, vicinissi-
sare. Ho cercato di spiegare le ragio- l’attrazione – scusate se è un discor- mo secolo hanno ignorato la melodia
ni del perché sono come sono, è una so tecnico, ma è bene farlo - che la e acquisito le esperienze della dode-
specie di confessione, sicuramente sensibile ha verso la tonica, quell’at- cafonia, dei post-dodecafonici e dei
non completa, ma certamente trazione così naturale in tutte le musi- post-weberniani.
sincera. (3) che tonali, io l’ho voluta perdere, la Questa democrazia e parità dei
voglio perdere! E voglio che quel dodici suoni è un avvenimento straor-
Dalla Musica Assoluta alla pezzo abbia le qualità di una musica dinario dell’evoluzione musicale che
Musica per il Cinema. non tonale, e quindi uso il suono sol- segue di pari passo l’evoluzione della
Vorrei raccontarvi di esperienze tanto per la sua percussione e non democrazia e della società. Se igno-
che nascono dalla musica assoluta e per la sua attrazione tradizionale. riamo il fatto melodico della musica
poi diventano musica per il cinema. Tutto questo ha portato ad un risul- contemporanea - dando invece vita
Parecchi anni fa (nel 1958 - NdR) tato che i registi ed il pubblico non all’aspetto ritmico e alla democrazia
scrissi il pezzo ‘Musica per 11 violini’ conoscono. A volte mi domando per- dei 12 suoni e considerando le altez-
(6’22”). Aveva una logica di ferro per- ché certe idee piacciono più di altre: ze e la diversità del rapporto degli
8 ennio morricone

grande difficoltà, ed inoltre non c’è


mai la controprova. Intendo dire che
se ci sono parecchie strade da sce-
gliere per applicare la musica ad un
film, allora questo mestiere è difficilis-
simo perché il compositore deve sce-
gliere la migliore. Quindi nel rapporto
musica/immagine c’è di mezzo sem-
pre e comunque il regista che espo-
ne le sue idee e le sue ragioni. La
discussione tra i due può portare ad
individuare una via da seguire.
Regista e compositore scelgono la
strada che ritengono loro essere la
più giusta, chiudendo il discorso su
tutte la altre possibilità. Qualche volta
Jeremy Irons in The Mission il regista offre al compositore degli
intervalli – arriviamo ad una teorizza- cinema, e tante altre espressioni spunti apprezzabilissimi ed importan-
zione assolutamente radicale e cer- anche nuove che il pubblico non ti. A volte può succedere che rifletten-
tamente ad una perdita dell’orienta- conosce. Le case discografiche do su consigli in un primo momento
mento da parte dell’ascoltatore. Io vogliono vendere dischi, giustamen- rifiutati, alla fine mi sia detto: “Ma,
sostengo la necessità di avvicinarsi te. Questo aiuto che l’industria rivolge forse, posso trovare una via”.
alla musica contemporanea e non c’è alla musica tonale tradizionale - nel Quando ho trovato questa via ne è
altra strada che cominciare ad abi- senso che si usa la scala temperata venuta fuori una musica che non mi
tuarsi al suo ascolto. Ho notato che occidentale - non porta giovamento sarei aspettato all’inizio, ma di cui
certi miei pezzi risultati indigesti ad alla musica contemporanea. Io non sono rimasto soddisfatto. E’
un primo ascolto – anche da parte di dico di trascurare queste altre musi- importante il rapporto tra regista e
amici – mentre, ad ascolti successivi, che, bisogna conoscere tutto, però compositore, ma il compositore deve
cominciavano a piacere. Questo per- certamente non trascurare la musica avere la coscienza di combattere il
ché li hanno sentiti più volte e si sono contemporanea. (3) regista nelle idee meno giuste che
cominciati ad abituare. Ecco, ci si può proporre. Io qualche volta sono
deve abituare alla musica di un auto- Musica per le Immagini. andato proprio fuori dai gangheri
re così, come a tutta la musica con- Per me la musica per le immagini discutendo con i registi. Poi in
temporanea che si scrive oggi e si è un’interpretazione che il composito- qualche caso ho rifiutato proprio di
scopriranno delle cose straordinarie re dà all’immagine che il regista ha lavorarci e basta. Mentre in qualche
ed incredibili, anche per l’acquisizio- voluto. Però non è un’interpretazione altra occasione mi sono convinto che
ne nella prassi compositiva di certi assoluta. Faccio un esempio neces- c’era qualcosa che si poteva
parametri ignorati per secoli. sario per capirsi. Tanti anni fa, ad un utilizzare. E il regista, pur in un clima
L’evoluzione musicale è iniziata da convegno a Spoleto (per il premio sonoro di tutt’altro genere rispetto a
Wagner, continuata con Schoenberg, Spoleto-Cinema 1968-‘69 – NdR) quello che si aspettava, ha ritrovato
la dissoluzione dell’armonia col cro- sulla musica per il cinema, proposi di quel suo consiglio, a prima vista così
matismo, la teoria dodecafonica dello far musicare a dieci compositori qua- assurdo, di cui è rimasto soddisfatto.
stesso Schoenberg, e altri che hanno lificati lo stesso film. Pensavo che i Al convegno di Spoleto i dieci
portato avanti questo pensiero, men- risultati sarebbero stati certamente compositori dovevano prendere
tre il pubblico è rimasto fermo ed è diversi ma tutti comunque di buon l’iniziativa per conto loro, senza
fermo ancora oggi. Perché? livello, essendo i musicisti ottimi. consultarsi tutti con l’unico regista del
L’industria discografica promuove Allora, tra le dieci buone e funzionali film in questione. Quindi non
con facilità - e crede sia pure giusto - composizioni, qual è la musica più avevano un controllo. Ecco, il
tutti i tipi di musica tranne le creazio- giusta? Beh, io questo non lo so. Può compositore ha il controllo
ni musicali di oggi: pop, rock, folk, darsi che io non abbia scelto, certe nell’assenso e nell’accettazione del
etnica, anche le colonne sonore del volte, la musica migliore. Questa è la regista. (1;3)

La partitura scritta vent’anni fa da Ennio Morricone per Mission di Roland Joffé è da colloca-
re senza ombra di dubbio fra i massimi conseguimenti dell’arte del Maestro romano. In poche
altre occasioni la colonna sonora di un film si è liberata così velocemente e spontaneamente
delle immagini al servizio delle quali era stata composta, per divenire patrimonio dell’immagi-
nario musicale di milioni di persone. Si tratta sicuramente di uno dei lavori più genuinamente
sentiti di Morricone, compositore la cui scrittura sofisticata e spesso sperimentale ha conces-
so raramente la possibilità dell’abbandono emotivo alla pura ispirazione. L’architettura sonora
dello score si regge su tre motivi di grande impatto e presto divenuti proverbiali: il primo è espo-
sto compiutamente in “Falls”, un’ipnotica cantilena discendente intonata dai Flauti di Pan e infi-
ne ripresa dall’orchestra; il secondo è un’estatica melodia dell’oboe distesa sul morbido vellu-
Ennio Morricone to degli archi (“Gabriel’s Oboe”); il terzo (“River”) è un ossessivo canto sillabato del coro su un
The Mission (Mission – 1986) crescendo di percussioni di trascinante esultanza. Non si contano i differenti arrangiamenti ed
Virgin CDV 2402 interpolazioni cui questo materiale tematico è sottoposto – sfruttando tutte le risorse timbriche
20 brani – Durata: 48’47” della London Philharmonic Orchestra e delle London Voices – come nel sublime “On Earth as
it is in Heaven”, con cui si apre il disco, o nel “Miserere” per voce bianca solista, che sigilla con
una nota di mestizia questo capolavoro musicale. AC
ennio morricone 9

Comporre per il Cinema dal contesto dello strumento, della per- ho fatto il western non ho imitato la
Il testo integrale del Manifesto è pubblicato in
sona, dell’insetto o di qualsiasi altro musica americana anzi, come ripeto
appendice al testo “Comporre per il cinema. Teoria oggetto della vita che la produce, spesso, se Per un pugno di dollari o
e prassi della musica nel film”, di Sergio Miceli, in acquista un altro significato. E qui mi gli altri fossero stati ambientati in Cina,
collab. con E. Morricone – a c. di L. Gallenga, ricollego alla parte finale del Manifesto, la musica sarebbe stata la stessa. Nel
Biblioteca di Bianco&Nero, Scuola Nazionale di al fatto che la musica ha bisogno, nel caso de La battaglia di Algeri (regia di
Cinema, Roma 2001
cinema, del silenzio assoluto. Quando Gillo Pontecorvo, anche co-firmatario
Durante l’ultimo giorno di un semi- mi si dice che io nei film di Leone ho delle musiche) per evitare il pericolo di
nario che tenni a Fiesole scrissi e lessi dato il meglio di me - e non è vero cadere nella musica etnica autoctona,
il Manifesto Comporre per il Cinema assolutamente - è perché Leone ha ho cercato di lavorare - specialmente
(vedi box). E’ la prima volta che lo lasciato la musica isolata da tanti altri nei titoli di testa, ma anche in altri
leggo dopo Fiesole e probabilmente suoni, l’ha pulita dagli elementi della pezzi - su una mia fissazione di gio-
l’ultima. Però mi pare molto importan- realtà. La musica ha bisogno di spazio, ventù che ancora oggi ho. Sono pochi
te. Leggendo ora questo manifesto, nel suo rappresentare un suono che suoni [che il Maestro ci fa ascoltare al
mi sovviene che anni fa al conserva- viene da un altrove che non è molto pianoforte presente in sala, NdR] del
torio di Firenze, in occasione di un preciso e che non è lo schermo stes- Ricercare cromatico di Girolamo
concerto col gruppo di so. Lo schermo rimanda un’immagine Frescobaldi (Ferrara 1583 – Roma
Improvvisazione Nuova Consonanza, piatta che, forse, senza la musica 1643) che, secondo me che li ho sco-
si verificò un episodio molto particola- rimarrebbe piatta. La musica gli confe- perti cinquant’anni fa, sono una mera-
re. Il concerto doveva iniziare alle risce quel senso di profondità verticale viglia. Sono sei suoni: i secondi tre
nove. Alle nove ed un quarto, niente. e di dinamismo orizzontale, ma ciò è sono i primi tre trasposti una 3a mino-
Alle nove e mezza, ancora niente. Alle possibile solo se attorno alla musica re sotto e in posizione contraria. Io ho
nove e quaranta, sempre niente. c’è il silenzio. Questo è necessario usato soltanto i primi tre per i titoli di
Verso le dieci qualcuno si accorse che anche perché l’udito - e quindi il cervel- testa (Cd GDM Club 7028, 16 brani
già da qualche tempo un signore era lo - non ha la possibilità di ascoltare, e per 39’59” – NdR) de La battaglia di
salito su una scala appoggiata ad una riuscire a capire, più suoni di diversa Algeri, lavorando quindi su un artificio
specie di balcone che circondava natura contemporaneamente. Non compositivo - una specie di marcia
tutto il palcoscenico, e si era messo a capiremo mai quattro persone che par- modale su questi tre suoni - per cer-
far scricchiolare la scala. Il pubblico lano simultaneamente. E’ assoluta- care di riscattare questo assalto alla
non se ne era neanche accorto all’ini- mente necessario, se il regista vuole casba da parte delle truppe francesi.
zio. Poi, a poco a poco, cominciò a considerare la musica nel modo giu- L’altra cosa importante è che tutto il
capire che qualcosa stava succeden- sto, che la musica sia isolata, e che il resto del film è una variazione su que-
do, e quel continuo brusio della gente pubblico abbia il tempo per ascoltarla sti tre suoni, sull’idea della passaca-
gradatamente si affievolì e infine si nel migliore dei modi. Mi riferisco quin- glia (composizione consistente in
spense. Iniziarono ad ascoltare que- di alla scala che scricchiola di Firenze, variazioni su un basso ostinato, di
sta scala che scricchiolava, e scric- al telefono che squilla e al cucchiaino ritmo ternario e d’andamento modera-
chiolava, e continuava a scricchiolare. di Noodles in C’era una volta in to – NdR). Forse c’è un piccolo accen-
Andò avanti una mezz’ora, poi il America, all’armonica a bocca di C’era no agli strumenti nord-africani quando
signore scese dalla scala, prese il una volta il West - solo tre suoni, il mini- questa passacaglia è esposta la
cappotto che aveva messo su un mo indispensabile per trarre una spe- prima volta nel pezzo dell’arresto di
attaccapanni lì vicino e se ne andò: cie di segnale da ricordare - e anche al Alì: un flauto di legno introduce poco a
Fine della Prima Parte. carillon di Per qualche dollaro in più. poco l’orchestra che racchiude questi
In quell’occasione io ebbi veramen- Parlo dei film di Leone, ma ce ne sono suoni. Ecco, da lì nasce tutta la
te uno shock, lo stesso di quando tanti altri. Ecco il discorso dell’isola- musica del film. (1)
affrontai John Cage (compositore, Los mento del suono dalla sua realtà. (1)
Angeles 1912 – New York 1992 – Gestazione (1980).
NdR) ad Darmstadt (città tedesca La Battaglia di Algeri (1966). ‘Gestazione’ è del 1980 (per voce
dell’Assia vicino a Francoforte, nel set- La mia intenzione era proprio quel- femminile e strumenti, suoni elettroni-
tembre del 1958 - NdR) – uno shock la di staccare la musica dall’ambiente ci pre-registrati e orchestra d’archi,
pesantissimo, poi ci ragionai sopra. Il algerino e del nord-africa. Questo è 23’23”). Ho scritto questa composizio-
significato di tutto è che la musica, tolta capitato anche per altri film: quando ne su tre suoni - La naturale, Si

Due grandi Maestri, Ennio Morricone e Gillo Pontecorvo (entrambi autori delle musiche), a
confronto per un film vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 1966 e candidato agli Oscar per
la miglior regia e sceneggiatura (di Franco Solinas).
Sei anni di lavorazione per poter realizzare una pellicola quasi documentaristica, con attori
non professionisti, sulla guerra d’indipendenza algerina, supportato dalle musiche efficacissi-
me e forti a tal punto da vivere anche separate dalle immagini. Il regista pisano e il composi-
tore romano creano una partitura violenta e distensiva al contempo: le due facce della stessa
medaglia.
Due temi portanti: il primo, “Algeri: 1 novembre 1954”, percussivo, duro, militaresco, gioca-
to sull’ostinato ritmico che fa da base al motivo sincopato esposto da ottoni e legni; il secon- Ennio Morricone &
do, “Tema di Alì”, sommesso, con quel flauto ricco di teneri ricordi che la brutalità della guerra Gillo Pontecorvo
non è riuscita a cancellare. Di contorno la marcia burlona de “Il bastone e la carota”, gli eterei
flauti di “Matrimonio clandestino”, e tanti momenti di pura drammaticità orchestrale (lo score è La battaglia di
diretto da Bruno Nicolai): “Luglio 1956: gli attentati”, “Le torture” con il suo organo disperato. Algeri (2005)
Ben sei i brani pubblicati per la prima volta in questa ottima riedizione in stereo della GDM. GDM CD Club 7028
Un capolavoro cinemusicale! MP 16 brani – Durata: 40’25”
10 ennio morricone

bemolle e Do bemolle che sono gli “Invenzione per John” da Giù la testa (1971).
né la musica orecchiabile, però penso
stessi di Frescobaldi e dei titoli di testa “Invenzione per John” (9’05”, traccia 9 del CD che chi scrive oggi delle canzoni
de La battaglia di Algeri. Quando la Cinevox CD MDF 312 - NdR) è costruita con gli ele- dovrebbe sforzarsi di proporre delle
scrissi mi sembrava coraggiosa e menti di tutto il film, riassunti nei titoli di testa, sospe- cose un po’ più interessanti. Ho cerca-
d’avanguardia. si, appena accennati, con le pause che diventano to, nelle mie possibilità, di tirare fuori
suono, con le voci che diventano materiale astratto
‘Gestazione’ non si riferisce parti- (secondo una tecnica compositiva definita della qualcosa dai sette suoni, che non sono
colarmente ad una donna che rimane modularità – NdR). E’ stato anche coraggioso Sergio più dodici quando faccio il cinema.
incinta. ‘Gestazione’ è gesto e azione: Leone: non era così semplice da far accettare ad un Nei film di Dario Argento (prima
molti coreografi ne hanno fatto una regista così attento al fatto melodico. Io non so perché applicazione cinematografica in
l’abbia fatto. Personalmente gli ho spiegato i pericoli
danza proprio per questo. Il pezzo è di questa invenzione che avevo scritto, ma lui mi
L’uccello dalle piume di cristallo, 1969
costruito sulla riduzione voluta di que- lasciava abbastanza libero, aveva fiducia. (1) – NdR) ho usato una tecnica comple-
sto materiale minimo: ci sono dei soli- tamente diversa, di musica gestuale
sti che suonano la viola, il contrabbas- In Metti una sera a cena (di dove dicevo ai maestri d’orchestra di
so, il clavicembalo, il pianoforte, il tam Giuseppe Patroni Griffi, 1969) la attaccare ad un certo punto del fono-
tam, c’è una voce di soprano che melodia era scritta su intervalli di set- grafico scrivendo in maniera libera.
canta nella tessitura centrale, nel rigo tima, contrapponendo, in questo stes- Ho fatto così per circa 22/23 film (oltre
musicale in chiave di violino, e poi so film, un altro tema con intervalli agli altri film di Argento, anche
un’orchestra di archi. Questo è il stretti di seconda, perché mi pareva L’attentat di Y. Boisset, 1972 e Il sorri-
pezzo. Bisogna ascoltarlo. che questi due intervalli corrispondes- so del grande tentatore di D. Damiani,
Io allora pensavo che fosse una sero un po’ alla caratteristica ideale 1974 – NdR), poi mi sono arrivate voci
composizione grandiosa, perché non dei personaggi della storia. Sempre in che mi dicevano che se continuavo
sapevo di altri che avessero scritto un questo film ho lavorato su un interval- così avrei dovuto smettere di fare
pezzo di questo tipo, però forse esi- lo di quinta, ho fatto un “ricercare” a cinema. Allora ho smesso!
stono. Oggi ho sentito dire di un com- sei parti su un tema di quinte per Ho quindi intrapreso altre strade
positore che ha scritto un pezzo su ottoni, senza archi, una specie di osti- per fare musica tonale o modale. Ho
due note. Mi ha già sorpassato! In nato - Do-Do-Do-Re-Re-Re… - che cercato di diminuire i suoni: prima 4,
‘Gestazione’ c’è un’idealizzazione dei corrisponde a quelle note strette del- poi 3. Una volta, nel film L’assoluto
suoni di Frescobaldi che mi interessa l’altro tema che dicevo prima. naturale (1969) di Mauro Bolognini, li
molto. Non l’avrei scritto se non ci Quindi ci sono varie funzioni che io ho fatti diventare due, ma Bolognini al
fosse stato Frescobaldi, che per me è ho dato ai temi di uno stesso film in terzo giorno di registrazione mi disse:
un ideale che ritorna e che io amo modo che tra di loro si contrappones- “Non mi piace niente...”, e fino ad
molto. Ogni tanto questo ‘La nat. - Sib sero in maniera netta. Questi sono allora non aveva mai parlato. Io rispo-
- Dob’ lo nascondo nelle pieghe dei temi assolutamente o modali o tonali. si a Mauro: “E me lo dici adesso?
suoni anche di pezzi tonali, dove è lì Non c’è una ricerca atonale in essi. Abbiamo sprecato un sacco di soldi
che affiora e non affiora. (1) Questi sono degli esempi, ma potrei con l’orchestra... nove ore che suo-
farne altri. L’idea è che un intervallo niamo... e non ti piace niente... lo
Sulla Melodia. possa significare qualcosa o che potevi dire prima!”. No, lui stava dise-
Qui devo fare delle dichiarazioni possa corrispondere al film o ai perso- gnando, per tutte le nove ore, volti di
pesanti anche contro di me: io non naggi. L’intervallo di sesta mi sembra- donna che piangevano! Allora ho
credo più alla melodia. Qualche volta, va si adeguasse perfettamente alla fatto qualche modifica a quel tema di
non sempre, ho cercato di scrivere luminosità del personaggio di due note – le ho fatte diventare un po’
delle melodie che rispondessero ad Jill/Claudia Cardinale in C’era una di più - e lui mi ha detto: “Questo mi
altre necessità: più di derivazione tec- volta il west. Credo che sia difficile oggi piace”. Dopo dieci anni mi ha incon-
nica che di ispirazione, come invece scrivere una melodia tonale. Per que- trato, e mi ha detto: “Ho riascoltato il
in genere si pensa. Faccio qualche sta ragione ho tentato, nei miei limiti, di disco de L’assoluto naturale, credo
esempio. Il tema di C’era una volta il inventare delle cose che potessero che sia la più bella musica che tu
west (di Sergio Leone, 1968) è portarla fuori da quella ovvietà ormai abbia scritto per me”. Il regista non
un’esercitazione su un intervallo di stanca, consumata dai secoli e dal- sempre capisce subito quello che il
sesta. In poche battute ci sono cin- l’uso, e comporre delle melodie con compositore scrive, specialmente
que/sei intervalli di sesta, tra cui uno una possibilità di originalità. quando tenta di fare qualcosa di
molto divaricato. Io non disprezzo la musica tonale diverso. Per questo io amo scrivere la

Nel numero doppio estivo avevamo recensito il primo volume di Gold Edition, questa stra-
ordinaria raccolta di temi originali morriconiani. Ecco a voi lo stupefacente secondo volume,
sempre di tre CD, con ben altri 50 brani originali per un totale di tre ore di musica memorabi-
le. Anche qui, sia per i neofiti che per gli incalliti conoscitori delle splendide note del composi-
tore romano, c’è da sbizzarrirsi e godere di ogni singola partitura scritta dal più noto autore di
musica applicata nel mondo.
Tra i molti brani arcinoti, troverete tanti pezzi di difficile reperibilità in altre compilation di
Morricone: Barbablù, La monaca di Monza, Vite strozzate, Il giudice e il suo boia e Cuore di
mamma. Tuttavia, come nella prima raccolta, la maggior parte delle colonne sonore presenti
qui hanno una loro pubblicazione più o meno completa su CD, per coloro i quali non amano le
Ennio Morricone compilation variegate come questa.
Gold Edition 2 (2005) Sarebbe ora che “bignami” del genere venissero pensati anche per altri grandi compositori
GDM/Edel GDM 0166432 della nostra Golden Age, senza nulla togliere al Maestro Morricone cui ne sono stati dedicati
CD 1: 17 brani – Durata: 60’06” molteplici! I brani da C’era una volta in America e Mission sono tratti dall’album live “Arena
CD 2: 16 brani – Durata: 56’57” Concerto”. Infine, un plauso al bel ritratto morriconiano di Claudio Fuiano, utilizzato come
CD 3: 17 brani – Durata: 59’19” copertina delle due raccolte. MP
ennio morricone 11

musica prima, in modo che il regista Strategia della Banalità.


per trovare una soluzione a questi
se la ascolti a casa, la capisca, la Esiste una Strategia della Banalità che è trasversale al aspetti apparentemente inconciliabili.
ami, e poi durante il missaggio la mondo neofeudale in cui viviamo. E' l'assopimento La contemporaneità di questi tre ele-
tenga presente e la rispetti. (1) della mente come strategia dove la comunicazione menti mi rimanda soprattutto al signifi-
sonora è determinante. I Sumeri molti secoli fa aveva- cato morale di tutta la musica: innanzi-
no una sola parola per dire musica e intontimento.
Musica Celtica. Oggi non è cambiato molto, e quindi non a caso c'è tutto la Trinità di Dio e poi il sacrificio e
Musica Gregoriana. una riflessione anche nell'insegnamento musicale. la comunione dei gesuiti che muoiono
L’importantissimo musicologo Sempre all'interno della Strategia della Banalizzazione insieme agli indios. Questo è stato per
inglese Philip Tagg (www.tagg.org) c'è l'inerzia dell'abitudine. Il contrario di quello che mi è me un grande risultato. (3)
capitato in un episodio e che riguarda anche Nono.
sostiene che la musica dei film Tre/quattro anni fa sono stato chiamato al carcere di
western – da lui analizzata - è musica Opera (Milano), dalla professoressa Pomodoro che Musica Aleatoria.
celtica, con una spiritualità celtica. Ciò gestisce da tanti anni con bravura ed intelligenza la Improvvisa-zioni non libere ma su
mi ha meravigliato molto, ma a ben biblioteca, il teatro per gli ergastolani, etc... Mi ha chie- schemi.
vedere i Celti sono partiti dall’Italia, dai sto di tenere un seminario di un pomeriggio sulla musi- Come ho detto, ho cominciato nei
ca di oggi, la più spericolata che ci sia. Io sono andato
trovatori, e si sono spostati in con un'amica soprano e ho proposto tutta la musica film di Dario Argento a portare nel cine-
Germania, quindi in Irlanda e succes- possibile, facendo seguire all'ascolto di ogni brano una ma la musica aleatoria: gli strumentisti
sivamente verso l’America dove, discussione. Fin quando, dopo un paio d'ore, ho fatto avevano schemi scritti e suonavano al
unendosi con le provenienze africane, cantare alla mia amica i sette minuti di soprano solo gesto del direttore. Questo gesto un po’
del brano “Djamila Boupacha” da Canti di vita e di
hanno prodotto tante contaminazioni amore: sul ponte di Hiroshima di Luigi Nono. Un suc-
era previsto dal cronometro, cioè era
musicali. Ma i trovatori sono partiti cesso enorme. Subito dopo un ergastolano di una set- scritto sulla partitura che ad un certo
dall’Europa. Quindi la musica celtica tantina d'anni mi domanda: “Mi spieghi come mai punto della sequenza filmica suonava
era la modalità gregoriana, come io mentre ascoltavo questa musica, mi accorgevo che è tale strumento o quell’altro o un gruppo
pensavo. diversa da quella che di solito preferisco, ma mi piace- di strumenti insieme. Fu anche molto
va lo stesso. Come mai?”. Io rispondo: “Perché sono
Io ho avuto sempre un’adorazione due ore che ci stiamo liberando dell'inerzia orecchio- apprezzata da Argento. Il difetto, l’in-
per la musica gregoriana, mi ha affa- mente/mente-orecchio”. (1) conveniente, era che le esecuzioni non
scinato e tutt’oggi continuo ad amarla si ripetevano mai allo stesso tempo,
molto. Non parlo delle musiche che si con loro: uno di essi suona l’oboe malgrado ci fosse la precisazione del
cantano nelle poche chiese dove (padre Gabriel/Jeremy Irons) e all’inizio cronometro. Non erano mai uguali, non
sopravvive ancora la musica grego- del film li vediamo insegnare a suonare era possibile che fossero uguali, e quin-
riana (alcune chiese a Roma, qualche il violino ai piccoli indigeni. Dovevo di dopo 23 film dove ho sperimentato la
altro luogo in Francia, come tener conto delle regole del Concilio di musica strutturale e gestuale, mi venne
Montpellier) causa la sua abolizione Trento (indetto da Papa Paolo III nel consigliato di smettere da parte di alcu-
per mano del Concilio Vaticano II. E’ 1545 e chiusosi nel 1563 - NdR) che ne belle persone con una bella frase,
una musica di rara purezza con quel- portavano nuovo ordine nella musica pronunciata in maniera molto gentile,
le modalità: si può ascoltare per ore liturgica, ponendo fine alla crisi della molto corretta: “Se continui così non
meditando, pensare a tante belle musica sacra ed al casino che si face- farai più niente”, ed io ho smesso di fare
cose, ad un mondo diverso. E va in chiesa con canzoni profane e così perché mi interessava anche gua-
implicitamente, siccome l’avevo testo sacro e viceversa. Da quelle rego- dagnare. In questi film avevo comun-
ingerita e poi ruminata, la ritiro fuori le è nato un grande compositore - ma que cercato di bilanciare la difficoltà di
anche oggi. E’ dentro di me. Per anche tanti altri - come Giovanni questa musica terribile, difficile, durissi-
esempio, Da uomo a uomo (Death Pierluigi da Palestrina (1525-1594, di ma, dai timbri traumatici e dai suoni
Rides a Horse, western di Giulio grande maestria contrappuntistica, fau- strani - presente di solito nei momenti
Petroni del 1968 citato in “Ennio tore del linguaggio polifonico e del più truci dei film di Argento e di altri auto-
Morricone racconta… parte seconda” canto gregoriano - NdR). Infine non ri – con l’inserimento voluto di un tema
del numero scorso di CS, NdR) è una potevo tralasciare la musica degli ingenuo, semplice, di bambino. Questo
colonna sonora che non ricorda più Indios. Avevo questi tre pilastri su cui perché volevo proporre uno scambio al
nessuno, ma che presenta esplicita- basare la colonna sonora. Ho fatto in pubblico: io ti offro un tipo di musica al
mente una modalità che non era più modo che avessero ognuno un tema quale sei già abituato, facilmente com-
tonale ma modale, con le scale della proprio e che i tre temi (il Maestro si rife- prensibile, mentre tu ti sforzi di com-
musica gregoriana. (2) risce con ogni probabilità ai temi delle prendere un qualcosa di particolare, un
tracce “Gabriel’s Oboe”, “Falls” e “The messaggio musicale diverso dal solito.
The Mission (1986). River” del CD della colonna sonora ori- Era poi la stessa pellicola a giustificare
The Mission (di Roland Joffé) tratta ginale - NdR) fossero accoppiabili tra questa mia scelta. Nei film di Argento
la storia vera dei gesuiti in missione a loro: I con II, I con III, II con III. Nel fina- c’era sempre chi commetteva i delitti
cristianizzare gli indios del Sud le, e solamente nel finale, finalmente li che era un pazzo con un’infanzia infeli-
America. Dovevo tener conto dell’epo- ascoltate tutti e tre insieme. Questo ce, per cui un tema infantile era molto
ca in cui si svolge il film (1750) e dello conferisce un senso al discorso tecni- utile, molto importante. Questa è la mia
sviluppo della musica strumentale in co, ovviamente, anche se poi il pubbli- avventura con la musica strutturale e
Occidente, in Europa, tra Germania, co deve sentire se il compositore soffre, gestuale nel cinema e sono orgoglioso
Francia e Italia, che i gesuiti portarono non fisicamente, ma intellettualmente, di esserci riuscito! (2)
Note: 1 Dichiarazioni estratte da “Comporre per il Cinema – Incontro con Ennio Morricone”, dirige Luigi Pestalozza, con Daniela Benelli, presso lo Spazio Oberdan - via Vittorio Veneto, 2 Milano
– tenutosi lunedì 9 maggio 2005 ore 21.00, presentato da Associazione Gli Amici di Musica/Realtà in collaborazione con Provincia di Milano.
2 Dichiarazioni estratte dall’incontro con Ennio Morricone in libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano il 28 marzo 2004 all’indomani del concerto al Mazdapalace di Milano.
3 Dichiarazioni estratte dall’incontro con Ennio Morricone presso la FNAC di via Torino a Milano avvenuto il 16 gennaio 2005 in occasione della promozione del CD Voci dal Silenzio.

Rettifica: Il Maestro Ennio Morricone, durante una discussione telefonica avuta con il sottoscritto, riguardo le mie recensioni di Orient Express & Gli indifferenti di qualche numero fa della nostra
rivista, mi ha fatto l’espressa richiesta di pubblicare queste brevi note di rettifica e chiarimento circa le mie dichiarazioni sul riutilizzo di temi scritti per altre sue colonne sonore: “In alcuni casi i regi-
sti usavano dei temi, da me composti per altri film, sulle loro nuove pellicole senza nemmeno chiedermelo, in altri casi non accettavo di comporre per questo o quel film e i suoi autori utilizzava-
no ugualmente mie composizioni per commentare i loro fotogrammi. Ciò è accaduto per molte delle oltre 400 pellicole accreditate nella mia lunga filmografia!” Massimo Privitera
12 luis bacalov

Il Tango
delle
Colonne
Sonore
Incontro con il Premio Oscar
Luis Enriquez Bacalov
di Massimo Privitera

Intorno a un grande tavolo circolare da riunione in un ufficio della sede stampa dell’Orchestra Sinfonica di
Milano Giuseppe Verdi attendo l’arrivo del Maestro Luis Bacalov, premio Oscar per Il postino. All’orario prefissa-
to per l’intervista appare il settantaduenne compositore argentino, nato a S. Martin, provincia di Buenos Aires, il
30 Agosto 1933. Per il sottoscritto è un vero onore poter parlare di musica da film con l’autore di temi indimenti-
cabili come quelli scritti per i film A ciascuno il suo, Quien Sabe?, La città delle donne, Una storia semplice, La
frontiera e Il consiglio d’Egitto. Non solo, avere di fronte colui il quale ha stretto la mano a Fellini, Pasolini, Petri,
Rosi, Damiani, Wertmuller, Lizzani, Lattuada, il fior fiore della Settima Arte italiana, nonché il compianto Massimo
Troisi, mi procura una forte emozione mista a un po’ di soggezione. Bacalov si mostra da subito una persona gen-
tilissima, acuta, sorridente, prodiga di parole sul suo affascinante mestiere di compositore di musica applicata.
Come potrete ben notare dalla lunga chiacchierata che state per leggere.

Quale deve essere il ruolo si tratta di casi molto rari. Quando ria. Per esempio, prescindendo
della musica in un film? mi dicono “Quel film lì senza la sua dalla mia esperienza personale,
La risposta non può essere, a musica non avrebbe avuto valore!”, come faceva Sergio Leone con
mio avviso - come dicono quelli del lo posso capire, perché a qualcuno Ennio Morricone. Pure Federico
Ministero del Tesoro - “una tantum”, la musica di un mio film è piaciuta Fellini usava far così con Nino
perché dipende dal film, dal regista, molto. Però sono cose molo sog- Rota. Gli piaceva fare in questo
dalla storia, dall’estetica, insomma gettive. Il Cinema ha bisogno in modo, credo perché pensava di
da tantissime cose insieme. alcuni casi di musica, in altri no, in caricare gli attori, imprimendogli un
Personalmente penso che il ogni modo dipende, ribadisco, dal certo ritmo recitativo. Magari
Cinema può anche vivere senza film. Parlare di “ruolo” in termini sentendo le musiche e vedendo ciò
musica. Vi sono esempi clamorosi generali non me la sento, perché mi che accadeva sul set, correggeva il
di questa “mancanza”, non di colon- sembra un errore di prospettiva. modo di chiedere agli attori certe
na sonora, visto che secondo me il cose, o la maniera di girare una
termine, oltretutto, è anche impro- Quale è il suo procedimento nel sequenza. Queste sono, comun-
prio. La colonna sonora di un film è comporre una colonna sonora? que, mie supposizioni. Rife-rendo-
tutto quello che avviene nel suono! Ogni film è un’avventura a sé, mi, invece, al mio lavoro con lui per
In aggiunta, molte volte qualchedu- anche con il medesimo regista. il film La città delle donne (e per me
no si potrebbe chiedere: “Ma in Dunque, procedo sempre speri- ha costituito un privilegio realizzar-
questo film era veramente neces- mentalmente. Poche volte mi è ne la partitura), una parte dei temi
saria la musica, o ne abbisognava capitato di scrivere delle idee musi- che composi prima della versione
di così tanta, o forse era meglio che cali prima di vedere il film, solo leg- definitiva della pellicola, che Fellini
ve ne fosse di meno?”. Parlerei sol- gendo la sceneggiatura. Non sono usò mentre girava, non furono mai
tanto di valore aggiunto nel caso di stato affatto felice di proseguire in inseriti nel montaggio finale.
una musica efficace che serve tal senso, anche se qualche volta Almeno per ciò che rammento ora,
bene la pellicola, ed, eccezional- ho dovuto farlo, soprattutto nei casi anche perché sono passati un bel
mente, di un’importanza estrema in cui il regista mi ha chiesto dei po’ di anni da quella esperienza.
nel momento in cui il film senza di pezzi per poi portarseli sul set, da Ritornando a come mi muovo nella
essa non avrebbe vita propria. far ascoltare agli attori per entrare composizione di una colonna sono-
Comunque in questa ultima ipotesi meglio nei personaggi e nella sto- ra, scrivo volentieri quando il film è
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arrivato al primo montaggio, perché batté questo modus operandi, dice- ANEDDOTI TRA LE NOTE
la fotografia, la recitazione, il va: “Senza sceneggiatura dove sta Bacalov, molto amico di Nino Rota,
suono, a differenza della semplice il regista che può fare un buon apprese proprio da Federico Fellini della
lettura della sceneggiatura, sono film?”. L’ossatura di una pellicola è morte del compositore milanese e di
come egli parlò bene di lui, quando il regi-
essenziali per far scattare delle la sceneggiatura. Se non si capisce sta lo invitò a tornare dal Sud America
strutture musicali. Leggere la sce- questo non si può comprendere per scrivere le musiche del film La città
neggiatura va bene, però in quel bene la scala dei valori. Lo sceneg- delle donne.
caso diventa un mio film, non più giatore viene soltanto considerato
quello del regista, dato che la mia un collaboratore, come tanti altri, attori, dialoghi, una macchina che
immaginazione ha creato degli del regista. Ben venga un regista passa, una bomba che esplode,
ambienti, volti, suoni ben differenti intelligente, capace, che discute una porta che si chiude, e la colon-
da quelli che effettivamente vi con il compositore delle scelte na sonora deve rispettare tali avve-
saranno nella pellicola. prese per il suo film. Da diversi anni nimenti, ci sono delle regole nel
a questa parte quando un regista fare musica da film ben precise.
Cambia il suo approccio, mi dice “Io sono sordo, Maestro,
quando scrive per un film italia- faccia lei”, allora preferisco abban- Le è mai capitato di affrontare
no o per una pellicola straniera donare il progetto, perché dopo non il problema della Temp Track,
come Lettera d’amore, Per incan- gli va bene mai niente. E’ fonda- l’utilizzo di musica preesistente
to o per delizia oppure per Mar de mentale la chiacchierata, anche provvisoria, scelta sia dal regista
sueños? l’arrabbiatura, perché serve sia a che dal montatore, che in linea di
Credo che in Europa la figura del me come musicista che a lui come massima costringe il composito-
regista sia stata un po’ sopravvalu- autore del film. Ci vuole una fattiva re a seguire una direttiva compo-
tata, quasi fosse il deus ex machina collaborazione tra ambedue le sitiva già prestabilita dal gusto
di tutto. Ho grande stima dei registi parti, e qualche volta deve metterci dell’autore del film?
bravi, però, obiettivamente, penso il becco anche il montatore. E’ un coltello dalla doppia lama.
sia altrettanto importante per un Scrivere musica per un film è un Ci sono dei registi intelligenti ai
film avere dei buoni attori, un diret- lavoro di artigianato. Chi volesse quali puoi benissimo dire: “Tu hai
tore della fotografia e, infine, un fare musica da film come se fosse inserito questo pezzo, io ti propon-
compositore che abbia compreso un’opera, una sinfonia, un quartetto go quest’altro!”. Se lui è alquanto
bene cosa serva veramente alla per archi, è meglio che non faccia “Open mind” [dalla mente aperta],
pellicola. Da questo punto di vista questo mestiere, che è umile, in come dicono gli inglesi, ascolta,
parlo di una sopravvalutazione del qualche modo da gregario. Tant’è ragiona, e delle volte accetta la pro-
regista! Al contrario in America vi è vero che grandissimi musicisti posta. E’ anche vero che i registi
una sottovalutazione del regista, a messi a confronto con l’attività di sono talmente abituati a sentire nel
meno che egli abbia un tale presti- autore di colonne sonore hanno montaggio i “temporary tracks”
gio e potere contrattuale da avere rinunciato, perché non hanno [brani temporanei] scelti da loro
quello che gli americani chiamano accettato imposizioni di alcun stessi, dal montatore o dal supervi-
“Final Cut”, cioè la decisione finale genere. sore musicale che alla fine ne sono
sul montaggio del film. E’ il caso di pure succubi. Il compositore, in
quando si vede nei titoli di testa Mi farebbe un esempio… questo caso, è una specie di musi-
delle pellicole la scritta “Un film Mi hanno raccontato l’accadi- cista che compone alla maniera
di…”, vuole dire che il regista ha mento increscioso che intercorse della “Temp Music”, e ciò risulta
autonomamente preso delle deci- tra il regista John Huston e il molto avvilente. Nonostante que-
sioni definitive. Io non voto Centro compositore Goffredo Petrassi. sto, a volte, vi sono delle illumina-
[ride], ma nel Cinema una via di Quest’ultimo stava registrando le zioni attraverso la “Temp Track”,
mezzo per quel che concerne la musiche per un film del regista che portano il compositore ad
figura decisionale del regista americano - non rammento bene se accettare la linea compositiva sug-
andrebbe meglio. Il regista è impor- fossero per La Bibbia - e a un certo gerita. Si tratta sempre di essere
tante, ma non è Dio! Come nel punto Huston, molto rispettosa- sufficientemente elastici, equilibrati,
caso, divertente e paradossale, mente (caratteristica tipica dei regi- umili e, allo stesso tempo, consape-
della musica colta, dove vediamo sti americani!), fece notare a voli delle proprie possibilità e idee.
che il direttore d’orchestra ha sul Petrassi che il colore orchestrale Bisogna discutere e ragionare col
manifesto del concerto il suo nome dei fagotti in un punto determinato regista, combattere per le proprie
scritto a caratteri cubitali, mentre la della partitura era forse troppo idee. Non mi piace affatto quando il
scritta della sinfonia eseguita - per importante e con gentilezza insiste- regista sta da una parte e il
esempio la Quarta di Mahler - ha va nel fargli variare tale punto. compositore dall’altra, e si vedono
caratteri decisamente più piccoli. Goffredo si recò al leggio, prese lo soltanto alla fine.
Tornando al Cinema, gli america- spartito e andò subito via, facendo
ni fanno dei film mediocri, come un inchino al regista. Petrassi, abi- La sua formazione argentina
tutti, però loro non hanno ammaz- tuato al concetto romantico della influisce molto sul suo modo di
zato la gallina dalle uova d’oro, cioè sacralità della partitura, non poteva comporre musica da film?
lo Star System, cosa che in parte è accettare che un regista, seppur Per un certo genere di pellicole
successo da noi. E negli anni ’70 famoso, gli chiedesse determinate direi di sì! Se non fossi stato argenti-
questo ha creato un notevole scom- cose! E’ il rapporto tra un regista e no, non credo proprio che le musiche
penso nell’industria cinematografi- il suo film che in tale occasione de Il postino sarebbero state quelle
ca nostrana. Accademici, critici, etc, Petrassi non comprese. Non è un che voi tutti conoscete, aggiungerei
hanno cavalcato questa visione opera autonoma, la musica applica- anche quelle di Milonga [Emidio
piramidale. Gore Vidal, che com- ta è subalterna al film. Ci sono degli Greco, 1999]. E in tutti quei film dove
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c’è una qualche elaborazione musi- aspetto musicale del tango poteva Il pensare alla commistione di
cale delle radici del tango, dalla fine simbolizzare l’ombra protettrice del generi non so quanto possa avere
del diciannovesimo secolo fino al poeta Neruda. Tutto sommato, credo significato per me nell’affrontare
post Piazzolla. Certamente sono ben sia stata un’intuizione abbastanza feli- musicalmente un lavoro per il gran-
consapevole di questa forte influen- ce, non perché ho vinto l’Oscar, infatti de schermo. Milano calibro 9 è un
za nella mia musica per un determi- vincere tale premio per me è stato film che ha una sua linea e Quien
nato filone cinematografico. La mia come vincere la lotteria! Non ho mai sabe? ne ha un’altra! Mi è capitato
formazione musicale argentina, non mitizzato l’Oscar, mentre la cosa che di scrivere musica per diversi gene-
scolastica, ma quella dovuta al mio mi ha fatto molto piacere è aver avuto ri cinematografici, però parlare di
mettere il naso in tutte le musiche la nomination, perché lei ben saprà Quien sabe? come di uno spaghet-
popolari del mio paese, ha influenza- che si tratta di una candidatura data ti western mi sembra alquanto erra-
to, e lo continua a fare, il mio modo di da musicisti che votano altri musicisti. to, perché il film di Damiani è la sto-
comporre. Al contrario degli accade- Invece vincere l’Oscar grazie al voto ria di due personaggi, che si trova-
mici, non disprezzo affatto la musica di un truccatore o di uno scenografo è no in mezzo alla rivoluzione messi-
popolare, non solo quella del mio un regalo della provvidenza. cana, e affrontano questo momento
paese natio, ma di tutto il mondo. storico in maniera differente. Lou
Parlo logicamente della buona musi- Cosa ne pensa dell’esecuzio- Castel è un sicario yankee e Gian
ca popolare! Non ho nessuna difficol- ne da parte della Pittsburgh Maria Volonté un bandito che a un
tà nel confessare di essere un gran- Symphony Orchestra e del violi- certo punto diventa rivoluzionario.
de fan di Billie Holiday, Lenny nista Itzhak Perlman, entrambi Una pellicola realistica, non un
Tristano, Carlos Gardel, Jacques sotto la direzione di John semplice western all’italiana, per-
Brel, o dei bravissimi cantautori ita- Williams, del tema de Il postino ché racconta un vero momento sto-
liani. Schonberg, che in qualche all’interno della raccolta rico, dato che i banditi, i killer,
modo non aveva niente a che vede- “Cinema Serenade” (Sony Zapata e Villa sono esistiti realmen-
re con la musica popolare, almeno Classical SK 63005 – brano 4)? te. Insomma una storia inventata
sembrerebbe, diceva: “Il folklore è Una performance molto bella, con parecchi spunti tratti dalla real-
musica perfetta! ”. compresa l’elaborazione di John tà! Riconducendoci a Fernando Di
In Argentina, sia ora che ai miei Williams. E’ differente dalla mia ver- Leo e al nostro sodalizio, devo dire
tempi, molti musicisti si guadagna- sione del tema, perché si tratta di che era un uomo molto silenzioso,
no da vivere facendo anche questo una sua rivisitazione molto libera. Mi un po’ scuro, però mi sono trovato
genere di musica. Quando vivevo ha fatto davvero piacere sapere che sempre a mio agio nel lavorare con
ancora lì, la mattina andavo a fare Perlman registrasse questa versione lui. Riservato, ombroso, quasi a
lezione di pianoforte dal mio profes- del Postino. C’è da dire che tutto il voler stare sempre in disparte, tut-
sore, ed eseguivo una sonata di CD è veramente delizioso! tavia rispettoso e amichevole,
Beethoven, e alla sera, suonavo lasciandomi sempre l’opportunità di
jazz nei locali. In generale, in Ascoltando Il postino ho nota- sbizzarrirmi nel comporre per lui.
America, non c’è una cortina di to sempre questa particolarità, Comunque ci consultavamo spes-
ferro tra musica popolare, urbana, che lei mi ha anche accennato so! L’esperienza più divertente
jazz, pop, etnica, etc, e la musica nella sua precedente risposta insieme a lui è stata Milano calibro
cosiddetta colta. Altrimenti non si sulla partitura per il film con 9 dove, con il gruppo degli Osanna,
capirebbe come grandi musicisti, Troisi: la musica sembra la rap- in qualche modo credo di aver dato
quali Leonard Bernstein e George presentazione in note della cre- un valore aggiunto con la mia musi-
Gershwin, abbiano scritto eccezio- scita di un bambino. Crede sia ca al film. Così come per La vittima
nali musiche “colte” da una parte e così? designata, seppur del regista
pezzi più popolari dall’altra. Non ci ho mai riflettuto in tutta Lucidi, con il mio “Concerto grosso”
sincerità! Certamente, c’è una spe- eseguito dai New Trolls. Oggi viene
Mi ritorni a parlare della sua cie di tenerezza adolescenziale, rivalutato, dopo che Quentin
partitura per Il postino, vincitrice quasi malinconica, nelle note che Tarantino lo ha considerato uno dei
del premio Oscar come miglior ho scritto. Ne Il postino vi è quel più bravi registi italiani di film d’azio-
colonna sonora, oltre che del pezzo intitolato “In bicicletta” [brano ne, al quale si è ispirato per alcune
Nastro d’Argento e del Premio 2 del CD] dove la musica assume delle sue prime pellicole .
Nino Rota… una valenza bandistica, spensiera-
Perché nel film Il postino ci sono ta, perché in qualche modo ho volu- Un ricordo della sua esperien-
così tante influenze del tango? to rappresentare lo spirito del za per il film Il Vangelo secondo
Perché Michael Radford, in accordo paese dove viveva il personaggio Matteo del 1964 di Pier Paolo
con Massimo Troisi, aveva scelto un interpretato da Troisi. Tutti i villaggi Pasolini?
tango cantato da Carlos Gardel, dal del Sud hanno una banda, e per Anche lui era estremamente
titolo “Madreselva”, che il poeta questo c’è quel suono un po’ ban- riservato e in quella occasione mi
Neruda ballava spesso con la moglie. distico, con l’uso del clarinetto, nel chiese poche cose riguardo il mio
Un po’ perché conoscevo alcuni parti- brano succitato. apporto alla colonna sonora del suo
colari della vita di Neruda, che tra l’al- film. E’ stato un lavoro che ho fatto
tro era un grande fan del tango, come Cosa rammenta degli anni in cui molto volentieri, anche se non fu
tanti latinoamericani d’altronde, mi ha composto musiche per i poli- propriamente un rapporto amiche-
sono detto che forse, così come il ziotteschi e gli spaghetti western vole quello che instaurai con
poeta cileno porta il pescatore a fare all’italiana o i mafia movies, ad Pasolini, però enormemente corret-
un percorso di crescita in tutti i versan- esempio quelli di Fernando Di Leo to. Una volta che compresi ciò che
ti - interiore, esteriore, politico, senti- (Milano calibro 9) o Damiano voleva da me, la cosa che feci per
mentale, poetico - così anche questo Damiani (Quien sabe?)? prima fu proporgli la “Misaluba”, un
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capolavoro musicale, che Pier


Paolo, entusiasta, usò per il “Gloria”
ogni qual volta appariva l’Arcangelo
Gabriele. Composi pochi pezzi ori-
ginali, piccoli coretti, un arrangia-
mento blues per contralto e archi,
qualche pezzo atonale drammatico.
Fu molto modesta la mia partecipa-
zione. Tuttavia è stato un onore
lavorare con questo grande artista!

A mio avviso una delle sue più


belle colonne sonore è quella per
il film di Elio Petri A ciascuno il
suo (1967) con Gian Maria
Volonté. Possiede un forte
Susanna Pasolini (Maria) ne Il Vangelo secondo Matteo
impianto melodico che prescinde
dall’ambientazione siciliana e dove il ricorso a tali sonorità è dendole, mi dico: “Bacalov, questa
dalla sua cruda storia di matrice fuorviante e non inerente all’am- cosa ti è riuscita!” [risate]. Ecco il
mafiosa… bientazione del film. Cosa ne riferimento alla parola “sentimental-
In un certo qual modo, invece di deduce a riguardo? mente”.
farmi ispirare dalla sua ambienta- Qualche volta si può imbroccare Quale è il rapporto con i suoi
zione siciliana e dalle storie di subito l’utilizzo di uno strumento e figli Daniel [intervistato nel numero
Mafia, ho intrapreso due strade ben altre volte no! Personalmente spero 14 di CS a pag. 40] e Giovanni,
diverse tra loro. Una di queste - per di non aver sbagliato talune volte entrambi nel campo della musi-
la quale sono stato fortemente criti- nell’usare strumenti etnici nei miei ca? E’ contento che abbiano
cato non da Petri, al quale piacque film, comunque il giudizio spetta ai scelto il suo stesso mestiere?
la musica che scrissi per il suo film, critici e al pubblico. Non è che utiliz- Giovanni è uno dei miei collabo-
bensì dai critici cinematografici sici- zi sempre strumenti come il duduk ratori più preziosi da un po’ di
liani dell’epoca - fu quella di aver o il bandoneon in ogni colonna tempo [ha co-orchestrato, insieme
usato dei tamburi africani per alcu- sonora che compongo: lo uso dove al padre, la colonna sonora della
ne scene, tra cui una che si svolge- credo che sia giusto farlo, poi posso fiction Marcinelle, recensita nel
va nella piazza del paese dove benissimo sbagliare anch’io. numero 5 di CS a pag. 27], infatti
viveva il personaggio interpretato qualche volta gli ho chiesto di
da Volonté. I critici mi rinfacciarono A quale delle sue colonne orchestrarmi alcune partiture, quan-
il fatto che i siciliani non erano afri- sonore è più legato sentimental- do ero con l’acqua alla gola. E’ un
cani, quindi non si spiegavano que- mente, e quale, invece, non vor- bravissimo musicista che per fortu-
st’uso dei tamburi. Come se avessi rebbe mai aver composto? na, ultimamente, sta incominciando
declassato i siciliani a popolo bar- Nelle mie prime esperienze cine- a volare da solo! Non ha bisogno di
baro! Non ci pensai nemmeno per matografiche, essendo all’epoca me che lo sostengo, perché ha tutte
un momento, perché l’usare le per- già sposato e con tanti figli a carico, le capacità per farlo da sé. Anzi,
cussioni africane per me significava ho accettato di comporre musica qualche mese addietro, mi ha detto:
dare alla musica una notevole vita- per film mediocri, quindi col senno “Non mi chiamare perché ho da
lità, che era quella che mi suscitava di poi avrei preferito non aver scrit- fare!” [ride]. Lo capisco perché i figli
la visione dei luoghi e di alcuni per- to nulla per tali pellicole. Era devono affrancarsi dal padre, e ciò
sonaggi di A ciascuno il suo. Per il un’epoca, comunque, in cui impara- è giustissimo, ma mi dispiace per-
resto rifiutai di rifarmi ai cliché tipici vo a scrivere musica applicata e ché è un ottimo collaboratore. Ho
della musica sicula, servirmi del credo di aver raffinato le mie capa- un buon rapporto con i miei figli, e
marranzano per intenderci, cosa cità anche grazie al lavoro fatto in non metto bocca nella loro attività
che invece adottai nel bellissimo quei film. Invece, devo dirle, in rife- professionale, salvo quando me lo
film di Emidio Greco, ambientato rimento alla prima parte della sua chiedono. E lo fanno rarissime
sempre in Sicilia, Una storia sempli- domanda, che la parola “sentimen- volte! Sono due ragazzi molto
ce (1991). Lì c’è qualche eco medi- talmente” mi spiazza. Non glielo diversi l’uno dall’altro. Daniel è un
terranea, però molto celata. Ne Il saprei dire! Posso risponderle così: tipo che se gli dai una pietra riesce
consiglio d’Egitto (2002) sempre di sono stato, e lo sono tuttora, molto a tirarne fuori qualcosa di originale,
Greco, all’inizio, invece, vi è l’utiliz- legato a certi registi, che sono è un istintivo, molto dotato, capace
zo di strumenti dell’area mediorien- diventati miei amici, che ho fre- di suonare dieci strumenti differenti,
tale, come il duduk. Ogni tanto mi quentato anche al di fuori del lavo- la chitarra, il piano, le percussioni,
piace mettere il naso nella musica ro, come Franco Giraldi, Emidio etc. Forse è troppo dotato, e a mio
etnica e rivisitarla nelle mie colonne Greco, i fratelli Frazzi, etc. Nel det- avviso non ha studiato abbastanza,
sonore, perché penso che porti taglio potrei parlare di sequenze, però chissà, se avesse studiato di
vitalità e freschezza. come alcune del film La frontiera, Il più, magari avrebbe fatto meno
consiglio d’Egitto, La città delle bene… Giovanni altresì ha studiato
Ci sono parecchi compositori, donne o Il Vangelo secondo composizione a Parigi, la chitarra
soprattutto americani, che, non Matteo. In quei fotogrammi, sogget- molto bene, un musicista altrettanto
si sa bene per quale motivo, tivamente, ritrovo una certa impor- formato dal punto di vista scolasti-
usano strumenti etnici, come il tanza rispetto alla relazione musi- co. Sono completamente all’oppo-
duduk da lei citato, per pellicole ca-immagine. Tutto sommato, rive- sto, come le musiche che scrivono.
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quasi a ricordare certi racconti di


Borges. In quel periodo le “contami-
nazioni” fra musica colta e rock
erano frequenti, e non solo da parte
di musicisti dell’area pop. Un esem-
pio: la rivisitazione dei Quadri di
una esposizione di Musorgskij ad
opera di un famoso gruppo rock, gli
Emerson Lake and Palmer. Con
queste premesse proposi a Lucidi
di avventurarci in un (a mio parere)
divertente cocktail, i cui ingredienti
dovevano essere una libera inter-
pretazione del barocco veneziano
(Vivaldi soprattutto) e l’imperante
musica rock: Lucidi trovò l’idea inte-
ressante e mi misi a scrivere. Il pro-
Massimo Troisi, Philippe Noiret e Maria Grazia Cucinotta ne Il Postino blema era trovare un gruppo “rock-
Ognuno ha trovato la sua strada, italiane, perché significa togliere del pop” che fosse in grado di suonare
che per adesso non è compiuta, lavoro ai musicisti nostrani. Poi per insieme ad un’orchestra d’archi.
perché devono ancora crescere. me sarebbe più comodo lavorare in Chiamai Sergio Bardotti, paroliere e
Daniel ha avuto delle grosse diffi- Italia, dato che vivo qui. A parità di produttore discografico, il quale mi
coltà con la faccenda del veto a condizioni artistiche preferisco ope- disse che a suo parere c’era un
Michele Santoro [sue erano le rare nel nostro paese! E devo dire gruppo che poteva fare bene il lavo-
musiche delle trasmissioni RAI del che molte volte gli editori corrono ro. Erano i New Trolls che accetta-
conduttore televisivo], però ora ha dei rischi notevoli nel buttare soldi rono di fare questa esperienza, per
ricominciato a lavorare con tranquil- per pellicole che valgano poco e loro nuovissima.
lità; lui è un computerman, tutto che non gli faranno recuperare il Dopo pochi giorni dall’uscita del
l’opposto di quello che sono io. denaro investito. film, che sfortunatamente non ebbe
Idem Giovanni! Nondimeno mi molto successo, uno dei compo-
sarebbe piaciuto aver un figlio fisico Ci parli del concerto che diri- nenti del gruppo mi chiamò dicen-
nucleare, astronauta, che ne so gerà all’Auditorium di Milano domi che, secondo loro, da un
[ride]. Hanno voluto fare i musicisti questa sera [l’intervista è stata punto di vista discografico, le musi-
e che Dio li aiuti! fatta nel pomeriggio del 12 che scritte per la pellicola, opportu-
Settembre, a poche ore dal con- namente rivisitate, avrebbero potu-
Qual è la sua opinione riguardo certo] dal titolo “La musica italia- to destare un certo interesse tra il
il costume, tipicamente italiano, di na secondo Luis Bacalov”. pubblico. Pensai che i New Trolls si
andare a registrare le colonne Il titolo non l’ho scelto io, ma gli sbagliavano di grosso, e risposi che
sonore a Sofia o Praga per rispar- organizzatori della Giuseppe Verdi, non vedevo la ragione per rimetter-
miare quel poco denaro investito perché se si guarda il programma mi a lavorare su quelle musiche. A
per le musiche dalle produzioni della serata non verrebbe da dare quel punto mi chiamò il direttore
nostrane, soprattutto per le questo titolo al concerto, dato che artistico della Fonit Cetra (i Trolls
Fiction, dato che lei preferisce eseguirò sia brani da colonne sono- erano sotto contratto con questa
incidere le sue composizioni con re italiane che straniere, in partico- casa discografica) dicendomi che
orchestre italiane, come nel caso lar modo della mia terra natia. trovava l’idea dei ragazzi molto
dell’Orchestra Sinfonica di Milano Dirigerò musiche mie, di Morricone interessante. Mi pregava di ripen-
Giuseppe Verdi per Marcinelle? (il bellissimo tema da Indagine su sarci. Avendo spesso dei rapporti di
Il problema è fondamentalmente un cittadino al di sopra di ogni lavoro con la Fonit Cetra, ed una
economico. Non si tratta di prefe- sospetto di Elio Petri), Ortolani, relazione molto cordiale col Dottor
renze, perché in Italia ci sono delle Rota, Gardel e Villoldo [vedi il Zanoletti, accettai. Il vinile uscì e
ottime orchestre. Per esempio la reportage del concerto nel box a diventò, con mio grande stupore,
Giuseppe Verdi è un’orchestra dav- lato]. Inoltre eseguo il mio un successo discografico, contrad-
vero eccellente, magari ce ne fos- “Concerto grosso” con un’orchestra dicendo la regola che la musica da
sero di più! Un’orchestra fantastica da camera, perché rifarlo dal vivo film non è veicolabile commercial-
con dei fiati perfetti, come quelle di con un gruppo pop è una cosa mente se la pellicola non viene
Chicago o Londra. Tornando alla estremamente complicata. acclamata dal pubblico. Quando
domanda iniziale, quando un pro- “Concerto grosso” è stato scritto cominciai ad essere invitato a fare
duttore o un editore ti viene a dire nel 1971 per il film La vittima desi- delle serate con musiche scritte per
che per comporre la musica di un gnata di Maurizio Lucidi. La pellico- il cinema mi accorsi che suonare in
film o di una fiction ha a disposizio- la, che ha come protagonista l’atto- concerto con un gruppo rock era
ne poco denaro, e servono cinque re Pierre Clementi, racconta la sto- molto difficile, per via della scarsa
giorni per registrare 40 minuti di ria di un nobile veneziano eccentri- esperienza che queste formazioni
musica con 500 presenze al giorno, co che, dopo aver fatto diverse avevano in contesti di questo tipo e
l’unica soluzione è andare a Sofia o esperienze trasgressive (hippismo, rinunciai a proporre questo pezzo.
Praga, perché se no il lavoro salta. droga, etc.), stanco della vita, deci- Sollecitato svariate volte a metter in
E’ anche vero che in entrambe le de di farsi ammazzare dal co-prota- programma “Concerto grosso”,
città le orchestre suonano bene, gonista, impersonato da Thomas finalmente mi decisi a fare una ver-
però mi dispiace tanto per quelle Milian, in modo forse contorto, sione senza gruppo rock, con un’or-
luis bacalov 17

chestra d’archi, violino solista, e


riscrivendo le parti vocali per tre
voci femminili e una seconda ver-
sione per una voce femminile sola
(che si ascolterà stasera) e, su
richiesta de i Musici, ancora una
versione per soli archi.
Sempre riferendomi alle esecu-
zioni di “La musica italiana secondo
Luis Bacalov”, vi sarà una suite inti-
tolata “Baires suite 1” che raccoglie
vari pezzi che ho scritto in epoche
diverse per film in cui le musiche
attingono dalle radici del tango. Ne
cito alcuni, già menzionati nel corso
dell’intervista: Milonga & Una storia
semplice di Emidio Greco, Frontiera
Sur di Gerardo Herrero, Robert Duvall nel suo Assasination Tango

Assassination Tango di Robert ammirazione, grande amicizia e compositori americani bravi ce ne


Duvall. La suite sarà suddivisa in tre rispetto! Poi sicuramente Nino Rota, sono tanti, sia quelli storici come John
sottotracce: “Paralelo a paralelo” è che è stato un musicista di grande Williams, Elmer Bernstein, che molti
un viaggio immaginario fra le città e talento. Quello che ha scritto per altri. Il Cinema americano ha avuto la
le regioni che sono la culla storica Fellini è di prim’ordine. Per me sono i fortuna di catturare parecchi talenti
delle musiche chiamate “Tango”, due musicisti italiani più importanti. preziosi per la propria industria cine-
molto diverse nella loro più che cen- Adesso sto sentendo delle musiche matografica. Il merito lo devono in
tenaria evoluzione: Andalusia, molto interessanti scritte da giovani parte ad Adolfo Hitler [ride], dato che
Cuba, New Orleans, Brasile, autori italiani, di cui non rammento i molti talenti europei sono scappati
Francia, Uruguay e Argentina. nomi, per una questione di distrazio- dalla Germania e non solo, prima
“Ricercare Baires” è una quasi ne più che altro. Secondo me sono della Seconda Guerra Mondiale, e
improvvisazione alla ricerca della sulla buona strada, perché hanno sono finiti negli Stati Uniti a dare
malinconia nel Tango. “Tangana dato prova di comporre musiche ori- lustro alla loro Settima Arte. Vedi
Ostinato” è un pezzo in forma rondò ginali, con nuove idee interessanti. Franz Waxman, Max Steiner, Kurt
dove si ripete ossessivamente Per molti come me che, per ragio- Weill e via dicendo.
un’idea musicale sempre più febbri- ne di età, sono oramai pensionabili
le interrotta da una Cadenza del pia- [ride] o perché non abbiamo più L’ultima domanda è puramen-
noforte, per ripartire un’altra volta voglia di lavorare, in qualche modo è te aneddotica: quale è il legame
settorialmente verso la conclusione. una soddisfazione vedere questi con suo cugino Lalo Schifrin,
bravi giovani prendere con onore il grande compositore americano?
Chi ritiene un compositore di nostro posto. Se devo parlare di com- Il mio rapporto con lui è stato
musiche da film degno di nota, positori stranieri, mi sono piaciute ulti- sempre molto bello. Fino a quando
sia italiano che straniero? mamente le musiche del francese vivevamo insieme in Argentina era-
Prima di tutti, Ennio Morricone! Lui, Bruno Coulais per il film Les chori- vamo come fratelli, anzi di più, visto
secondo me, è in Europa il più talen- stes. Possiedono una scrittura sem- che i miei veri fratelli erano molto
tuoso. Quando qualcuno mi viene a plice ma perfetta, ed è complicatissi- più piccoli di me, invece Lalo è nato
dire: “Ma non se ne può più di mo scrivere una musica che ti arrivi sei mesi prima di me. Dopo, quan-
Morricone, si ripete sempre!”, li zitti- subito al cuore. Un grande talento di do ci siamo trasferiti entrambi, io in
sco subito, perché non sanno di cosa scrittura per canzoni, certamente Italia e lui negli Stati Uniti, ci siamo
parlano. Lui ha inventato tantissime ancorate alla tradizione francese, visti di meno, però ogni qual volta
cose, ha un’impronta sua personalis- Dunque una mano nuova, attenta alle vado a Los Angeles, o lui viene in
sima, con delle trovate musicali piene melodie, che non dispiace affatto Italia, ci ritroviamo con molto
di ingegno e sempre efficaci. Grande ascoltare con attenzione. Infine, di piacere.

Il poetico addio di Massimo Troisi alla Settima Arte e alla sua vita di comico surreale e pas-
sionale, ricco di amore per le belle donne (la verace procacità mediterranea di una Maria
Grazia Cucinotta esordiente nel Postino ne è la prova!) non potevano avere come canto del
cigno che le bellissime e malinconiche musiche, premiate con l’Oscar nel 1995, del Maestro
Luis Bacalov.
Il compositore argentino sia nell’iniziale tema principale “Il postino (titoli)” che nel tema
d’amore di “Beatrice” (ascoltate gli ultimi dieci secondi del brano, evidente omaggio all’amico
Ennio Morricone) dimostra quanto amore abbia profuso nel comporre questa colonna sonora.
Una soundtrack piena di passaggi onirici (“Metafore”, “Pablito”), divertenti e divertiti (“Suoni
dell’isola”, lo swingante “Loved by Women”), teneri (“Postino bambino”), allegri (“In bicicletta”),
e mesti (“Il postino – Trio Version”). Luis Bacalov
L’amore per il tango di Bacalov e del poeta Neruda salta fuori nelle sublimi note di “Milonga Il postino (1994)
del poeta” e nell’invitante performance vocale originale di un Carlos Gardel più passionale che CAM 509536 - 2
mai, “Madreselva” di Canaro e Amadori. Indimenticabili le esecuzioni al bandoneon di Hector 18 brani (16 di commento + 2 canzoni)
Ulises Passarella, al violino e mandolini di Riccardo Pellegrino e al piano del medesimo Luis Durata: 38’24”
Bacalov, che dirige un’ottima Orchestra Sinfonietta di Roma. MP
18 musica&cinema a milano

L’orchestra Verdi esegue la suite per archi da Psycho


sotto la direzione di Antonio Ballista
(foto: Massimiliano Chianese)

Musica
&
Cinema
a Milano

Un inizio di stagione inedito


e travolgente per la giovane
Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Massimo Privitera,
presso l’Auditorium di Largo Mahler, Maurizio Caschetto,
con programmi all’insegna Alessio Coatto
della migliore musica per lo schermo. e Pietro Rustichelli

• 8 settembre: l’Orchestra Verdi in una galassia lontana lontana…


Il M° Giuseppe Grazioli dirige la compagine milanese in gran spolvero con una selezione dalle immortali
musiche di John Williams.
Grazie alla scelta del programma March”; in queste due selezioni la Verdi Theme”; “The Imperial March”, “Yoda’s
per la serata inaugurale, il ciclo ha brillato, con un’esecuzione vigoro- Theme” e “The Throne Room
“Musica & Cinema” dell’Orchestra sa, soprattutto nella sezione degli otto- Fanfare”). Qui orchestra e direttore, visi-
Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” ni. Il programma è proseguito con tre bilmente divertiti e trasportati, hanno
non poteva cominciare sotto auspici selezioni da Schindler’s List (“Theme”, dato vita ad una entusiasmante galop-
migliori. Giovedì 8 settembre scorso il “Jewish Town” e “Remembrances”). La pata sinfonica tra le pagine più celebri
M° Giuseppe Grazioli è salito sul podio parte per violino solista è stata affidata tratte dalla saga creata da George
dell’Auditorium e ha guidato l’orche- a Luca Santaniello: una lettura attenta Lucas. Lo spessore mahleriano delle
stra milanese e il foltissimo pubblico e precisa, anche se forse queste pagi- orchestrazioni di Williams è stato resti-
presente in un’elettrizzante carrellata ne avrebbero necessitato di un mag- tuito alla perfezione dall’intero organico
musicale tra le partiture cinematografi- giore trasporto emotivo del pur bravo della Verdi, che dimostra di trovarsi per-
che di colui che è, a tutt’oggi, il compo- Santaniello; la Verdi invece si è dimo- fettamente a proprio agio in tessiture
sitore di colonne sonore più famoso ed strata assolutamente a proprio agio tonitruanti e baldanzose. Un pubblico
importante del mondo: John Williams. anche in questi temi lirici e cantabili, caloroso e partecipe ha accolto con fra-
E’ risaputo che la musica di questo grazie ad una sezione degli archi molto gorosi e ripetuti applausi il finale della
autore è tra quelle che, nel repertorio compatta. Questi brani hanno inoltre serata, chiamando a gran voce il M°
cinematografico tutto, mettono alla fru- fornito un ottimo contrasto con il resto Grazioli sul podio per un bis, che pun-
sta qualsiasi compagine orchestrale, del programma, mostrando anche il tualmente è arrivato nelle note del tema
grazie alla ricchezza del contrappunto, volto meno noto del compositore ame- principale di Star Wars.
la sontuosità delle orchestrazioni e la ricano, ossia quello più intimista e rac- Per l’Orchestra Verdi e il suo pubbli-
perizia compositiva con cui è scritta. colto. co, il concerto dedicato a Williams ha
Per l’Orchestra Verdi e Giuseppe Dopo l’intervallo, il tributo a Williams rappresentato un inizio di stagione
Grazioli il concerto – un pot-pourri è continuato con “Adventures on Earth” assolutamente galvanizzante, oltre ad
delle più celebri colonne sonore wil- da E.T. L’extra-terrestre, un vero e pro- un promettente augurio che questo
liamsiane – si è dunque trasformato in prio poema sinfonico di 10 minuti dove repertorio trovi ancora spazio nei futuri
un’entusiasmante prova di bravura, in la fluida e poliedrica scrittura williamsia- programmi della compagine milanese.
grado di mettere in risalto il suono bril- na chiama tutte le sezioni dell’orchestra Unico neo della serata sono state le
lante e potente di questa orchestra. a prestazioni di altissimo virtuosismo, proiezioni su schermo, piuttosto inutili e
La serata è cominciata sulle note anche in questo caso comandate con fuori luogo, che hanno accompagnato
della celeberrima “Raiders’ March”, il polso dal bravo Grazioli. Il concerto è la prima metà del concerto: la buona
tema principale della trilogia di Indiana giunto alle battute finali con cinque sele- musica scritta per il cinema, in sala da
Jones, a cui è seguita immediatamen- zioni dalle partiture del ciclo di Star concerto, non ha bisogno di stampelle
te l’altrettanto famosa “Superman Wars (“Main Theme”; “Princess Leia’s o supporti che la assecondino.
musica&cinema a milano 19

Intervista al M° Giuseppe Grazioli di Maurizio Caschetto

Maestro Grazioli, da dove nasce abbastanza inutile chiudere in “ghetti” storico ed artistico nel quale operano.
l’esigenza di eseguire un repertorio la musica: quella sinfonica, quella da Ad esempio, se dovessi proporre un
del genere insieme all’orchestra film, ecc. ma che piuttosto sia necessa- programma ideale farei una cosa di
Verdi? rio allargare il campo di indagine, per questo tipo: comincerei con l’Overture
Questa orchestra è sempre stata quanto riguarda la proposta in sala da da The Sea Hawk di Korngold, poi pro-
attenta e “pioniera” di programmi inso- concerto. porrei il suo Concerto per Violino e suc-
liti e poco eseguiti, come è appunto la cessivamente passerei alla musica di
musica da film. Lo staff organizzativo è Qual è dunque, a suo avviso, la un suo contemporaneo, ad esempio
molto interessato e sensibile a creare maniera migliore di presentare que- Schoenberg. In questo modo, anche
nuove proposte per il pubblico e senza sto repertorio al pubblico della ragionando per contrasto, il pubblico
dubbio questa occasione è assoluta- musica classica? E’ necessario inte- sarebbe in grado di inserire l’opera di
mente in linea con lo spirito e le inizia- grare immagini e proiezioni oppure un autore nel contesto specifico della
tive dell’orchestra. Negli ultimi anni “basta” soltanto la musica? sua produzione e del periodo storico.
questa compagine ha proposto, ad Generalmente preferisco eseguire
esempio, opere in forma di concerto, semplicemente la musica senza il sup- John Williams, del quale ha diret-
musiche di scena e da balletto e dun- porto delle immagini, soprattutto quan- to il concerto qui recensito, è senza
que è stato molto naturale arrivare do parliamo di opere di grande valore dubbio uno degli autori più stimo-
anche alla proposta di partiture scritte musicale. Sono convinto che sia lanti del panorama contemporaneo.
per il cinema. E’ risaputo inoltre che per necessario essere un po’ “radicali” in Qual è il Suo pensiero riguardo
affrontare questo genere di partiture – questo senso, soprattutto qui in Italia, l’opera di questo compositore?
soprattutto quelle del grande cinema quando presentiamo questo genere di Per quanto riguarda la musica da
hollywoodiano – è necessario un orga- programmi. Spesso e volentieri le film, Williams è sicuramente uno dei
nico vasto e una perizia tecnica che musiche di questi film hanno un potere migliori strumentisti che mi sia mai
oggi, in Italia, solo questa orchestra evocativo che subito le immagini di capitato di eseguire. Le sue partiture
possiede. quelle pellicole ci tornano alla mente. sono ricchissime di dettagli e sfumatu-
Tuttavia, per apprezzare appieno il re. Per quanto riguarda questa sua abi-
Lei ha eseguito spesso musica da valore di queste composizioni, credo lità, mi viene quasi da paragonarlo a
film nei suoi concerti. Quale legame sia utile ascoltarle senza il supporto quelle figure di compositori/direttori
ha con questo genere musicale? delle immagini. d’orchestra come Mahler. Le sue parti-
Io cerco sempre di fare proposte in Nel caso di capolavori del cinema, ture vanno semplicemente “fatte suo-
questo senso ai direttori artistici delle come i film di [Steven] Spielberg ad nare” dall’orchestra, proprio perché c’è
orchestre, poiché sono assolutamente esempio, a volte le immagini sono tal- una perizia e una cura dell’orchestra-
convinto che ci sia una grande quanti- mente forti che rischiano di “coprire” la zione fenomenali. Non è necessario
tà di materiale di altissima qualità che musica e metterla in secondo piano. fare un grande lavoro di interpretazione
si può eseguire in sala da concerto e Dunque, sono convinto che questa sia dove ci sono molte indicazioni sulla
proporre “slegato” dal suo usuale con- musica in grado di reggersi sulle pro- dinamica e sulla tecnica d’esecuzione,
testo, ovvero quello delle immagini. prie gambe anche in sala da concerto. proprio perché è già tutto scritto in par-
Molte di queste partiture sono opere Inoltre, credo che al pubblico sia titura. Quando l’orchestra esegue la
sinfoniche che non sfigurano affatto nei necessario cercare di far passare musica, il risultato è esattamente come
confronti di altre pagine propriamente come la musica di questi autori sia ci si immaginava quando si legge la
concertistiche. Quello che cerco spes- assolutamente inserita nel contesto partitura prima di andare in prova.
so di far capire a coloro a cui propon- Spesso invece, anche nel caso di
go questi programmi è come, spes- partiture con molte indicazioni, è
so e volentieri, la scelta di operare in necessario intervenire maggiormen-
ambito cinematografico è stata ed è te sulla dinamica, sui timbri, mentre
una questione di mera necessità per con Williams non è indispensabile
i compositori. Ad esempio, le partitu- fare alcuna modifica. Tuttavia, nel
re per il cinema di [Erich Wolfgang] programma che ho proposto, ho
Korngold sono opere di grande tenuto ad eseguire anche gli estratti
spessore e se le confrontiamo con da Schindler’s List, proprio per far
quelle che ha scritto per la sala da capire al pubblico che Williams non
concerto, possiamo notare che pos- è solamente l’autore delle marce,
siedono la stessa integrità musicale. delle fanfare e dell’uso brillante
Korngold era un grandissimo com- degli ottoni, ma che è capace anche
positore, ha prodotto moltissimo, di essere riflessivo ed intimista.
oltre che in ambito cinematografico, Inoltre, nel caso di Schindler’s List,
anche per il repertorio sinfonico ed la forma concertistica in tre movi-
operistico, una produzione parago- menti per violino e orchestra testi-
nabile a quella di Richard Strauss. monia proprio come, anche nella
Possiamo fare lo stesso discorso musica per il cinema, sia possibile
anche per Nino Rota, che era un per un compositore esplorare forme
autore di grandissima bravura. e strutture proprie della musica
Spesso lo si associa solamente alle assoluta, come appunto quella del
musiche dei film di Fellini, ma il suo concerto per solista e orchestra.
repertorio è vastissimo. Qualche Infatti, questi brani di Schindler’s
anno fa ho registrato La visita mera- List sono oramai entrati nel reperto-
vigliosa, un’opera lirica scritta da lui rio dei grandi violinisti contempora-
ed è una partitura assolutamente nei come Itzhak Perlman e Gil
straordinaria. Dunque, trovo che sia Il M° Grazioli Shaham.
20 musica&cinema a milano

• 15 settembre: Senza respiro - i musicisti di Hitchcock


All’interno della rassegna che que- Herrmann… davvero un peccato che compositore aveva dedicato al suo
st’anno l’Orchestra Verdi di Milano ha la suite non sia stata eseguita – come regista di fiducia, ribattezzandola
dedicato alla musica da film, giovedì previsto – nella sua interezza: la cele- “Ritratto di Hitch”.
15 settembre si è svolto, sotto la dire- bre sequenza della caccia alla volpe Un briciolo di delusione per le ultime
zione del Maestro Antonio Ballista, un con la quale si conclude è stata infatti due selezioni del programma: la
concerto incentrato su alcune delle omessa, probabilmente per un insuffi- celebre “Marcia” di Gounod – scelta
colonne sonore più celebri scritte da ciente numero di prove. scontata (è il trademark musicale di
Bernard Herrmann per i capolavori di Splendida anche la performance Hitchcock dai tempi delle sue produ-
Alfred Hitchcock. dell’orchestra per i bellissimi titoli di zioni televisive) oltre che pagina piutto-
Una serata emozionante, al di là testa di Intrigo internazionale (poi bis- sto insulsa, a paragone della quale
delle più rosee aspettative. Cominciare sati al termine del concerto). Pur sacri- Herrmann assurge alla statura di un
dalla suite di Psycho è stato coraggio- ficando qualcosa in termini di perfetto Beethoven – e una suite dalle musiche
so: è una partitura difficile, che richiede bilanciamento fra le varie sezioni stru- di Miklos Rozsa per Io ti salverò, ingan-
parecchia concentrazione all’ascoltato- mentali, il piglio e la verve esecutivi nevolmente battezzata Spellbound
re, ma che lo ripaga ampiamente dello hanno entusiasmato la platea. Concerto: in realtà non si trattava del
sforzo… L’esecuzione è stata buona, Vertigo (La donna che visse due famoso arrangiamento per piano e
anche se l’organico orchestrale (di soli volte) è stato forse il momento più alto orchestra approntato dallo stesso com-
archi) era ridotto rispetto alle prescri- della serata. “Titoli” e “Incubo” magi- positore, ma di una versione conden-
zioni del compositore e, in alcune fra le strali, ma soprattutto una “Scena sata per sola orchestra.
pagine più impegnative, la concertazio- d’amore” personale e sentita, con un La serata ha registrato un meritato e
ne non pareva precisissima. crescendo carico di suspense musica- caloroso successo: il pubblico ha
Dopo il rigore monocromatico di le e un climax sonoro raggiunto con applaudito fragorosamente al termine
Psycho, l’attacco del preludio di Marnie misura e senza il “pompierismo” di di ogni brano e non è parso eccessiva-
è stato un colpo al cuore. Una bellissi- molte esecuzioni, anche discografiche. mente disturbato dall’inopinata scelta
ma esecuzione, dal passo lento e ipno- L’omaggio a Herrmann si è chiuso di accompagnare l’esecuzione con la
tico che permetteva di apprezzare tutta con la deliziosa suite da La congiura proiezione di varie sequenze tratte dal-
la maestria di orchestratore di degli innocenti, una pagina che il l’opera del Maestro del Brivido. AC

Intervista al M° Antonio Ballista di Alessio Coatto


Il Maestro Antonio Ballista è pianista, Tra le pagine scelte nel programma che, accanto al repertorio tradizionale, per-
clavicembalista e direttore d’orchestra. Dal di questo concerto, quali hanno risve- seguo da alcuni anni e che potrei definire
1953 si esibisce in duo pianistico con Bruno gliato un particolare entusiasmo da una sorta di vita parallela tra musica cosid-
Canino. Ha suonato sotto la direzione di parte sua o degli orchestrali? detta di consumo e musica classica, nella
grandi nomi della scena musicale interna- I brani che hanno più coinvolto sia me convinzione che il valore artistico della
zionale, quali Abbado, Boulez, Chailly, che l’orchestra durante le prove sono stati musica è indipendente dalla sua destina-
Maderna e Muti e con le più prestigiose Psycho, con i suoi contrasti di virulenza zione pratica e che le distinzioni di genere
compagini orchestrali. Da sempre attento ossessiva e claustrofobica fissazione, non devono essere considerate di per sé
esecurote del novecento storico e delle North By Northwest, nel quale non è facile discriminanti dal punto di vista estetico.
nuove tendenze (storica la collaborazione equilibrare l’esasperato vitalismo con il con- Infatti ho esplorato nei miei programmi il
con F.Battiato) non ha mai posto restrizioni trollo esecutivo, e Vertigo, uno dei vertici ragtime, la canzone americana e il musical.
alla sua vivace curiosità e, insofferente ad emotivi della musica di Herrmann, una Con Alessandro Lucchetti in veste di tra-
ogni convenzione e routine, ha rivolto il suo suite che esige una illimitata tensione scrittore, il mio ensemble “Novecento e
interesse agli universi più vari della musica. espressiva. Anche Spellbound di Rozsa ci oltre” ha presentato programmi sulla can-
ha molto coinvolti. Il tema fondamentale di zone italiana della prima metà del ‘900, e
La musica di tutti i grandi composito- questo film è incredibilmente efficace nel sulla canzone napoletana e brasiliana. Non
ri – fuori o dentro il Grande Schermo – riuscire ad alludere contemporaneamente ho trascurato il rock né, con il recente trio
ha sempre una forte impronta autoriale, ad aspetti diversissimi tra di loro: la tetrago- “Fata Morgana”, la fusion e il cross-over.
dei tratti distintivi che la rendono imme- nia nel perseguimento di uno scopo, la fidu- Per tornare alla musica da film, mi pia-
diatamente riconoscibile. Nel caso di cia nel raggiungerlo e l’amore debordante cerebbe molto eseguire Spellbound anche
Bernard Herrmann, l’aspetto forse più che è il motore di tutto ciò. All’inizio delle nella versione da concerto per pianoforte e
evidente è la qualità delle sue orchestra- prove ho spiegato tutto questo all’orchestra orchestra, ed anche il delizioso “Theme
zioni, sempre originali e ricercate, in cui e incredibilmente la compresenza di tutti and Waltz” di Bennet. Riprendere anche le
spesso risiede l’anima musicale delle questi caratteri è venuta fuori alla prima suite “…e dopo il cinema” che Morricone ha
sue partiture. E’ d’accordo con questa lettura. scritto per me.
affermazione? Ci sono altri aspetti del- Intanto, dopo il successo di “Senza
l’arte di questo compositore che l’han- Ritiene che questo genere di reperto- respiro”, io e Stefano Masi abbiamo in can-
no affascinata? rio – Herrmann e la musica da film in tiere altri progetti sul cinema secondo la
“La strumentazione non esiste”, diceva genere – possa finalmente vedere rico- medesima formula, già collaudata con suc-
Stravinsky, volendo significare che un’idea nosciuta la sua legittimità in ambito con- cesso.
musicale autenticamente originale nasce certistico? Sono allo studio altre colla- Penso che tutti questi repertori anche
già con il suo colore strumentale, ovvero borazioni in tal senso con l’orchestra inusuali nella vita concertistica cosiddetta
che la strumentazione fa parte della crea- Verdi? colta potrebbero portare una ventata ossi-
zione. Ciò risulta evidente dall’ascolto delle Mi piacerebbe molto continuare la colla- genante nella programmazione musicale di
partiture di Herrmann. Le sue musiche col- borazione con l’orchestra Verdi, con la molte istituzioni, e permettere al pubblico
piscono anche per il loro polistilismo: in ogni quale mi sembra di avere instaurato un classico di sfatare pregiudizi dovuti soltanto
film sembra un compositore diverso. buon feeling. Riguardo alla mia frequenta- alla mancanza di frequentazione di alcune
Qualità abbastanza rara nei creatori di zione della musica da film, devo dire che tra le più belle musiche di oggi e dello scor-
colonne sonore. questi progetti rientrano in una tendenza so secolo.
musica&cinema a milano 21

• 12 settembre: La musica italiana secondo Luis Bacalov


Sull’opuscolo informativo della serata cuzioni di brani di autori connazionali di “Concerto grosso”, dal film La vittima
del concerto si leggeva: “Abbiamo scelto Bacalov, come Carlos Gardel e Angel designata, verso l’olimpo della perfezio-
uno dei compositori più noti in Italia, pre- Gregorio Villoldo. Si è assistito ad un ne. Si potrebbe benissimo dire: “La
mio Oscar per le musiche de Il postino, concerto ricco di pathos e di musica summa del concerto”. Nondimeno l’ese-
per offrirci un panorama emozionante seducente, grazie anche all’amore spas- cuzione della soprano Giorgielli del
della musica cinematografica italiana di sionato di Bacalov per il tango, che ha magnifico ed elegiaco tema ortolaniano
ieri e di oggi. Il compositore argentino percorso quasi tutte le melodie eseguite “Fratello sole, sorella luna”, dal film omo-
salirà sul podio della Verdi per una sera- ottimamente dall’Orchestra Verdi e dai nimo di Zeffirelli, in un arrangiamento mai
ta variegata, piena di tutti i colori e le solisti Eriko Tsuchihashi al violino, Juanjo ascoltato prima e davvero commovente,
melodie che sono, o sono state, le colon- Mosalini al bandoneon, dalla morbida è stata un’altra delle vette del concerto.
ne sonore d’Italia”. Una verità è stata voce della soprano Isabella Giorgielli e Vedere un Bacalov egregio pianista e al
scritta, quella fondamentale che il con- dal compositore stesso al pianoforte. La contempo attento direttore d’orchestra
certo è stato foriero di emozioni e di bacaloviana “Baires Suite 1” (leggere l’in- nella performance morriconiana di
armonie avvolgenti per coloro i quali tervista per sapere quali film ne facevano Indagine su un cittadino al di sopra di
hanno avuto la fortuna di vederlo, e parte e perché), “El Choclo” dal film di J. ogni sospetto, dell’ostica suite rotiana da
soprattutto ascoltarlo. Un’emozione tale Newman Kiss of Fire del 1955 di Villoldo, Il Casanova di Federico Fellini o del bel-
da renderlo indimenticabile! Però vi è un “El dia que me quieras” dalla pellicola lissimo tema di A ciascuno il suo ha con-
piccolo errore nella dicitura dell’opuscolo omonima di Le Pera del 1935 di Gardel fermato in un appassionato di musica da
(rilevato e spiegato dal Maestro Bacalov erano intessute dei ritmi accattivanti del film quanto sia grande la bravura di que-
nell’intervista a pag. 12), cioè quello del tango. Il tema “Seduccion”, vicino come sto Maestro argentino. Dopo aver chiuso
titolo dato al concerto: “La musica italiana melodia a quello de Il postino, tratto da come da programma con il “Galop” di
secondo Luis Bacalov”. Sarebbe stato Assassination Tango di Duvall, ci ha fatto Rota da Prova d’orchestra, che ha fatto
più esatto dire: “La musica da film secon- venir voglia d’innamorarci di nuovo. venir giù l’Auditorium dagli applausi,
do Luis Bacalov”. Perché vero è che nel Indimenticabile, poi, l’emozione provata Bacalov ha concesso un bis, dirigendo
programma del concerto il Maestro durante la grande performance del violi- l’incantevole tema principale de Il postino
argentino ha eseguito temi di Morricone, no della giapponese Tsuchihashi che, suonato divinamente dal bandoneonista
Ortolani e Rota, oltre logicamente ai suoi, travolta da una passione musicale irrefre- argentino Mosalini. A quel punto l’emo-
ma non sono mancate anche delle ese- nabile, porta gli assoli vivaldiani del zione si è fatta musica! MP

• 21 settembre: Cenerentola e le Principesse Disney


Con un occhio alle generazioni più ne, rendendo appieno lo spirito e i colori (magnifica partitura autografa del com-
giovani, il quarto appuntamento della ras- delle sgargianti e fedelissime orchestra- pianto Goldsmith), Pocahontas, Aladdin
segna milanese è stato dedicato alle zioni, dagli storici Biancaneve e i sette e La Bella e la Bestia (dell’onnipresente
celeberrime musiche dei capolavori nani (Churchill) e Cenerentola (Wallace Menken). A questo proposito non sareb-
d’animazione della Disney, in stretta col- e Simth) fino al Gobbo di Notre Dame be stata fuori luogo un’introduzione che
laborazione con la filiale italiana della (Menken, erroneamente indicato come aiutasse il vociante pubblico nella fruizio-
premiata casa di produzione statuniten- Menkel su tutte le proiezioni). ne del programma, senza delegare tutto
se, sponsor e promoter della serata Considerando che per molta parte del al libretto di sala (a pagamento) e alle
(l’unica in cui si sia notata la presenza di giovane pubblico si è trattato del “battesi- immagini (comunque belle e poco invasi-
un qualche TG nazionale). mo” in teatro, è da applausi che la propo- ve) delle principesse Disney che - come
Giuseppe Grazioli ha condotto l’ottima sta, per quanto orecchiabile e arcinota, per magia - si coloravano sullo schermo.
Orchestra Verdi (eccellente come sem- sia stata tutt’altro che banale da un punto Comunque si è trattato di un’ottima inizia-
pre la sezione fiati) in un fantastico - e a di vista tecnico, presentando alcune par- tiva (che speriamo non resti isolata), effi-
tratti adrenalinico - viaggio tra le Suites titure particolarmente complesse e di evi- cace viatico alla “conquista” del potenzia-
originali giunte dagli States per l’occasio- dente impatto drammatico, come Mulan le pubblico di domani. PR

• 8 ottobre: Crescendo in musica - le musiche di Harry Potter


Davvero una piacevolissima sorpre- della celesta, e del conclusivo “Harry’s estatico, oltre che il piglio “luciferino” con-
sa questo concerto “fuori programma” Wondrous World”, ogni brano della suite ferito a “The Chamber of Secrets”.
dedicato dall’Orchestra Verdi alle musi- è strumentato per un organico orchestra- Meno convincente la lettura della diffi-
che di John Williams per i film di Harry le quasi cameristico e sempre differente: cile suite in cinque movimenti tratta da
Potter, primo di una serie di appunta- dagli ottoni araldici di “Quidditch” all’intri- Harry Potter e il prigioniero di Azkaban,
menti volti ad avvicinare i bambini alla cato arabesco dei legni in “Nimbus soprattutto in pagine come l’indiavolata
musica sinfonica. Sabato 8 Ottobre, sotto 2000”, dall’oscura trama intessuta da escursione jazzistica di “The Knight Bus”
la direzione del Maestro Ruben Jais, le due fagotti e un controfagotto in che richiederebbero maggior controllo e
volte dell’Auditorium di Milano hanno “Voldemort” alla luminosa danza per per- precisione da parte del direttore.
risuonato delle note incantate del grande cussioni e violino solo di “Diagon Alley”. In conclusione un concerto godibile e
compositore americano, riscattandoci Ottima l’esecuzione di tutti i solisti della – a tratti – molto emozionante. A volte si
per un paio d’ore dalla nostra condizione Verdi, adeguatamente concertati dal aveva l’impressione di ascoltare poco più
di miseri “babbani”. Maestro Jais. che una “prima lettura” della musica,
Il concerto si è aperto con la deliziosa Le quattro pagine sinfoniche tratte anche se pur sempre effettuata da pro-
“Children’s Suite” in nove movimenti che dalla colonna sonora di Harry Potter e la fessori d’orchestra di grande esperienza
Williams ha rielaborato a partire dalla camera dei segreti hanno forse benefi- e mestiere. Ciò nonostante il nostro plau-
colonna sonora di Harry Potter e la pietra ciato dell’interpretazione più sentita da so va agli organizzatori di questa intrepi-
filosofale, primo film della saga cinemato- parte dell’orchestra. In particolar modo, ci da iniziativa musicale, che si inserisce in
grafica tratta dai libri di J.K. Rowling. Ad è parsa particolarmente riuscita l’esecu- un’incoraggiante e sempre più ampia
eccezione dell’iniziale “Hedwig’s zione di “Hawkes the Phoenix”, attaccata penetrazione della musica da film nel
Theme”, introdotto dal timbro sognante con un tempo meno concitato e quasi panorama concertistico italiano. AC
22 memorie di una geisha

Ziyi Zhang protagonista di


Memoirs of a Geisha

Memorie
di una Geisha

John Williams esplora i territori musicali e poetici dell’estremo


oriente per il film di Rob Marshall prodotto da Steven Spielberg.
di Roberto Pugliese

L’interesse di John Williams nei espressamente per il solista, oltre va da Piatigorsky a Casals, da
confronti della scrittura per strumenti alla ”Elegia per violoncello e orche- Fournier a Rostropovich,; di dieci
ad arco è andata negli anni più stra” e ad altre illuminanti pagine soli- anni più anziano, Perlman è stato
recenti aumentando, sino ad affian- stiche. anch’egli talento precocissimo e di
carsi – se non quasi a sostituirsi – a Si dirà che, a ben riflettere, la pro- formazione newyorkese, ma le sue
quella degli anni iniziali per gli stru- pensione di Williams per la scrittura predilezioni esecutive sono di stam-
menti a fiato, in particolare gli ottoni e di tipo concertante per archi viene da po più classicistico (Beethoven in pri-
più ancora in dettaglio i corni (come lontano; almeno dalla metà degli mis), e la tipologia del suono più con-
dimenticare i sublimi love themes anni ’70, allorché il maestro compose trollata, scevra da facili virtuosismi. Il
affidati a questi seducenti, misteriosi (tra il ’74 e il ’76, ossia prima di inizia- fatto è che la partitura di Memorie…
strumenti per la saga di Star Wars?). re il ciclo lucasiano) un “Concerto per è concepita, secondo quanto ha
In questo contesto è andata pren- violino e orchestra” di strepitosa fat- affermato lo stesso Williams, come
dendo forma una sempre più stretta tura, in equilibrio spregiudicato fra un “concerto grosso per una serie di
collaborazione con due tra i massimi pulsioni avanguardistiche e un strumenti solisti con accompagna-
solisti viventi: il violoncellista franco- dolentissimo lirismo (il pezzo era mento di archi”. Ciò significa che il
cinese Yo-Yo Ma e il violinista israe- dedicato alla memoria della moglie ruolo dei due solisti principali, cui se
liano Itzhak Perlman. Un sodalizio a scomparsa). Ma in trent’anni, come ne affiancano altri anche sul fronte
tre che non si è espletato solo in si sa, la scrittura williamsiana, il suo degli strumenti “etnici”, è del tutto
alcuni tra i più geniali e toccanti profondo e unico itinerario poetico di particolare, non prevalente ma
soundtracks della recente produzio- riflessione sulle forme, sui colori, essenziale alla tessitura poetica dello
ne williamsiana, ma anche in colla- sulle strutture del suo “politonalismo score. La quale tessitura poetica
borazioni più ampie, sia concertisti- romantico” si sono assai evoluti. E costituisce un’altra delle piacevoli
che che nella musica per il cinema. l’incontro a tre ora creatosi per il sorprese cui Williams ci ha spesso
Ricorderemo solo il ruolo dolente, soundtrack di Memorie di una geisha abituati.
accasciato e colmo di dignità del vio- ne costituisce forse la testimonianza Si parla, ogni tanto, di Williams
lino di Perlman negli assoli yiddish di più eloquente e, per certi versi, “minimalista”, intendendo con ciò
Schindler’s list (1993), o le cadenze spiazzante. l’autore di partiture lontane dal colori-
arcaiche, enigmatiche e panteistiche Pur possedendo molti tratti carat- smo abbagliante alla Star Wars, più
di Ma in Sette anni in Tibet (1997). teristici in comune, i due esecutori attento alle risorse cameristiche dei
Né va dimenticata la raccolta in due hanno infatti fisionomie artistiche singoli comparti orchestrali e allo svi-
CD “Cinema Serenade” che Perlman assai diverse. Il cinquantenne violon- luppo di alcuni timbri, esplorati
e Williams hanno registrato in quello cellista cinese è stato un bambino sovente sino all’estenuazione e
stesso anno per la Sony Classical, e prodigio formatosi alla Juilliard magari rinunciando alle prevalenze
la preziosa antologia che Yo-Yo Ma e School newyorkese e rivelatosi ben leitmotiviche e alla vulcanica tavoloz-
Williams hanno inciso nel 2002 sem- presto in possesso di una tecnica za timbrica tipica della scrittura wil-
pre per la Sony, contenente tra l’altro stupefacente unita ad una passiona- liamsiana, senza per questo abdica-
la prima registrazione del magnifico, lità lirica che lo ha reso in breve re alla complessità della medesima.
temerario “Concerto per violoncello e tempo unico erede legittimo di una Anche questo è un percorso che pro-
orchestra” scritto dal compositore tradizione che in questo strumento viene da lontano: ricorderemo solo le
memorie di una geisha 23

rarefazioni cameristiche, inserite nei


più diversi paesaggi narrativi, di
genere e di atmosfera, de Il lungo
addio (’73), Missouri (’76), giù fino a
Lettere d’amore e Presunto innocen-
te (’90), Sabrina e Sleepers (’95),
Nemicheamiche (’98) e il dittico
spielberghiano Prova a prendermi e
Terminal (2003 e 2004, attendendo
l’imminente, nuovo Munich…). E
magari, in qualche caso, transitando
nei sentieri dell’avanguardia più spe-
rimentale, come nell’esempio – stra-
ordinariamente isolato nella carriera
williamsiana – di Images di Altman
(’72), che vide non a caso il musicista
collaborare strettamente con l’allora Una pausa delle sessioni: Williams insieme a Masayo Ishigure (Koto), Masakazu Yoshizawa (shakuhachi), Itzhak Perlman e Yo-Yo Ma

25enne percussionista giapponese arcaismo e avanguardia, suoni anti- che è un vero e proprio epitaffio,
Stomu Yamash’ta, pioniere di uno chissimi e misteriosamente immobi- mentre un’ondata di cantabilità tra-
strumentismo elettronico direttamen- lizzati in atteggiamenti, posture quasi volge “Confluence”, forse uno dei
te mutuato dalla conoscenza di da teatro Nô, e proiezioni verso pochissimi brani dello score dove
Stockhausen e Nono. mondi sonori lunari e atemporali, riappaiono fugacemente i “colori”,
Ed è curioso come sia proprio dove ogni melodizzare o pulsione quei colori leggendari del comporre
quest’ultimo clima a riaffiorare, oltre leitmotivica sono polverizzati, dissolti williamsiano, ma sempre rigorosa-
trent’anni dopo, in alcune pagine in un connubio inestricabile fra pas- mente piegati alla vena intima, lirica,
dello score di Memoirs of a Geisha, sato e presente. sommessa che è il tratto distintivo di
ad esempio “Journey to the Certo, l’opzione cameristica rima- Memoirs of a Geisha.
Hanamachi” o “The Rooftops of the ne forte e pressante, e condiziona E se l’assolo struggente di Yo-Yo
Hanamachi” o ancora “Dr.Crabs tutta l’atmosfera dello score, confe- Ma in “A Dream discarded” è debito-
Prize” (straordinaria pagina per fiati), rendogli quell’aura di ieraticità e di re alla scrittura francescana dei “Tre
sintesi estreme di incantamento intimità dolorosa, sottaciuta che pezzi” che Williams scrisse tre anni
sonoro affidato ad effetti quasi “con- emana sin dalle prime note; il rilievo fa per il violoncellista, l’esposizione
creti” dove il lirismo monodico, itera- dato ai due solisti, cui viene spesso finale del tema di Sayuri dagli archi
tivo, desaturato nei colori, del tema di richiesto di suonare con tecnica tipi- prima e dai solisti poi su un incessan-
Sayuri viene delegato agli archi e, in camente orientale, è un rilievo di tipo te moto perpetuo e su un disegno
prima battuta, al possente, carnale appunto “concertante”, mai virtuosi- puntato, ribattuto, dei legni, sino alla
violoncello di Yo-Yo Ma. Quanto dire stico, affidato ad un fraseggio che in ripresa dei corni e all’ansioso cre-
che, sin dalle prime battute, Perlman è sospeso spesso ai confini scendo conclusivo che, più che con-
Memoirs… si presenta come una di uno sbigottito silenzio, e in Yo-Yo cludersi trionfalisticamente, s’inter-
partitura - appunto - di sintesi. Sintesi Ma confluisce in irruenti, disarmanti rompe seccamente, sono il degno
anche all’interno della poetica wil- arcate sentimentali (“A New congedo da una partitura di eccezio-
liamsiana, visto che nel melodismo Name…a New Life”), integrandosi nale valore proprio nella sua partico-
sconsolato di Perlman riecheggiano i entrambi in una scrittura che spesso larità: un sontuoso, complesso, raffi-
fantasmi yiddish di Schindler’s list (il Williams piega addirittura al canone nato e multiforme saggio/omaggio di
trasognato, smarrito “The puro, introducendo così un ulteriore architettura musicale multiculturale,
Chairman’s Waltz”) e che natural- elemento “spurio” in una partitura già dove Oriente e Occidente si saldano
mente, per tutto quello che riguarda frastagliata in misura stilisticamente in un processo creativo sorprenden-
l’apparato citazionistico orientaleg- inaudita. te e paritario grazie alla sensibilità,
giante, il sontuoso, accorato, basila- La lunghissima “Fire scene and alla curiosità intellettuale e al talento
re score de L’impero del sole (’87) the Coming of War” è quasi la silloge creativo del massimo compositore
costituisce un indeflettibile punto di estrema di Memoirs of a Geisha, la cinematografico (e forse non solo)
riferimento. ricapitolazione e la sua mise en vivente.
Ma se non è certo la prima volta abîme. Gli interventi solistici finisco-
che il maestro di New York si trova a no spesso in flautandi e glissandi
dover gestire elementi autoctoni, spettrali, interviene un canto tradizio-
esotici, folklorici, è sicuramente la nale come la memoria di un’eco lon-
prima volta che l’operazione viene tanissima, percussioni e archi creano
compiuta con tale radicale rigore e un climax di oscura minaccia alterna-
sapienza contaminatoria. Perché la to a perorazioni di composta dispera-
curvatura sonora, persino quando zione che da un lato ricordano JFK e
Williams ricorre a strumenti tradizio- dall’altro sembrano rifarsi addirittura
nali giapponesi come il koto o l’erhu a Fury: i corni elevano lugubremente
(“Brush on silk”) suonati da solisti il secondo controtema che per tutto John Williams
locali, non è mai univoca ma sempre lo score fa da antifona al tema di Memories of a geisha
pronta a trascolorare in direzioni Sayuri… E nel successivo “As the (Memorie di una geisha - 2005)
impreviste; ed anche perché Water” i due solisti hanno modo di Sony Classical 82876747082
Williams coglie genialmente e in tessere, sullo sfondo di un ostinato 18 brani – Durata: 61’11”
pieno la simbiosi sotterranea fra dell’arpa, una melopea a due voci
24 da venezia con amore...

Il regista Cameron Crowe

Da Venezia
con amore...
Reportage dalla Mostra cinematografica
internazionale di Venezia 2005.
di Barbara Zorzoli

Sul tappeto rosso star a bizzeffe, tanti bei film, ma nessun capolavoro; tranne una colonna sonora stre-
pitosa, quella di Elizabethtown.
E sulle sue note è avvenuto l’incontro con Cameron Crowe, autore di un film e di uno score che ha il
sapore dei biscotti fatti in casa. Irresistibile.
Dite e pensate ciò che volete, ma la loro film (sfortuna, quella della Paltrow, di ne. Ma allora volete sapere qual è la pura
realtà è che un Festival, per quanto sia perdere proprio quell’aereo?) sfilando verità almeno secondo Barbara Zorzoli,
“impregnato di cinefilia sino al midollo”, accanto al regista, sopra il tappeto rosso gettata nel calderone pienamente
rimane sempre e solo una “vanity fair”. e sotto i vistosi leoni dorati. Che poi si cosciente? Eccola: la carta vincente di
Perché dico questo? Perché, questa è la corra a vedere i film alle otto di mattina, Venezia è la sua poliedricità. E’ il suo
prima impressione che ho avuto: ho sag- cercando di vedere di tutto e di più, con essere insospettabilmente un multifesti-
giato in prima persona la commistione tra una preferenza verso il perdibile, questo val, il suo poter accontentare (o tentare di
bei film e begli attori, tra impegno e mon- è un altro discorso, tangibile, concreto, farlo) tutte le esigenze dei suoi ospiti,
danità, tra frivolo e essenziale. Perché ho ma di nicchia, riservato a chi giornalmen- addetti al settore o pubblico che siano. E
assistito al trionfo del talento; quello di otti- te scrive di questo o quel film, con la fret- sotto un pavé di star (e strisce) non è
mi interpreti, di grandi, affermati e talvolta ta fantozziana di uscire dalla sala con mancato nulla, nemmeno le sorprese.
novelli registi (Clooney docet), ma soprat- ancora il film in corso (ma allora come Ma allora mi verrebbe da dire, “chi ha
tutto all’abilità di allestire una mostra tutta faranno a dire che è bello o brutto, sono vinto”? Il Leone è volato ad Oriente con
italiana, ringiovanita, snellita, dai tratti forse maghi?). Facciamo il punto della Brokeback Mountain (ma non troppo,
vagamente orientali, ben “vestita”, e quel situazione: quello che conta, che interes- visto che Ang Lee vive negli USA dagli
che più conta (in un mondo che strizza sa veramente, che vende, è l’enorme anni ’70) con la storia tenera di due ner-
l’occhio al giardino sempre più verde del baraccone dell’evento. Interessa sapere boruti cowboy che si amano tra le valli
vicino), cosmopolita. Una mostra con se Orlando Bloom aveva le mutande del Wyoming. Ha vinto, almeno moral-
inclinazioni made in USA, sfarzosamente marroni o verdi (le aveva verdi, i jeans mente, quella faccia da marpione di
sobria ed elegantemente clonata. Per erano marroni!), se Sienna Miller parlerà George Clooney (Good Night and Good
farla breve: “Sarà un Festival strepitoso”, di Jude Law (e dai, che se per caso Luck) che, come c’era da aspettarsi, con
Muller dixit. E aveva ragione. hanno fatto pace arriva anche lui!), si vuol la sua presenza ha trasformato la mostra
Le major americane hanno assalito la sapere come è vestito Tizio, quanto Caio in un party (ma il suo era blindato!). Ha
mostra con ben 13 grandi produzioni, si è fermato a firmare autografi. vinto la magia di Tim Burton, con La
delle quali due in concorso. Cultura, dia- Incuriosisce sapere se Russell Crowe sposa cadavere, in grado di mettere
logo, incontro e scontro (ma la mostra picchierà qualcuno (non abbiate paura, d’accordo la quasi totalità dei colleghi
l’anno prossimo sarà a Roma o mi sarei offerta). I più intrepidi vogliono presenti (immancabile il contributo di
Venezia?) hanno caratterizzato le giorna- sapere dove, come, quando si terranno i Elfman a dar magia e leggerezza). E ha
te festivaliere. Una selezione accurata, party, e perché non sono stati invitati (e vinto il cinema italiano, nella persona di
interessante, opportunamente ridimen- allora vai con la strategia da “imbucato”). Giovanna Mezzogiorno (La bestia nel
sionata e umanamente fattibile, divisa Vende l’immagine, vende il vendibile, e i cuore)… non me ne voglia, continuo a
nelle varie sezioni in rappresentanza film d’autore, ahimè, non vendono. vedere sul podio accanto a lei una straor-
delle maggiori cinematografie mondiali, il Ripagano l’amatore, emozionano, dinaria Angela Finocchiaro (nello stesso
tutto condito con un filo di cinema italia- segnano… ma non fanno notizia. film), e una intensa Margherita Buy
no, e con una spolverata di attenzione L’essere umano, anche quello mimetiz- (capace di tener da sola I giorni dell’ab-
verso i nuovi talenti. Su tutto la presenza zato da “serio”, vuol sapere quanto è figo bandono, insieme alla colonna sonora fir-
massiccia, e fatemelo dire ben accetta, di Clooney, o quanto è magra Renée mata da Goran Bregovic). Ci ricordere-
quel mondo parallelo che è l’America Zellweger (assolutamente splendida), e mo della tenera violenza di Four Brothers
(qualcuno dovrebbe spiegarmi il motivo si accontentano di saperlo tramite noi, (John Singleton) e del suo sound incal-
per cui amata o odiata che sia, susciti giornalisti in bilico tra i due mondi. zante a cura di David Arnold, ma anche
sempre e comunque incontrollabili emu- Per fortuna c’è lo zoccolo duro, la resi- dei rovelli religiosi di Ferrara (Mary).
lazioni). Badate non è una critica, se pos- stenza, quella scuola aulica e curiale (per Indimenticabile anche l’irriverenza balle-
sibile una difesa: il Festival non sarebbe dirla alla Dante, Alighieri e non Ferretti) di rina di Turturro e del suo Romance &
il Festival, senza i divi hollywoodiani che critici doc, che adoro, razza dalla pellac- Sigarette, un musical asciutto, “borghe-
diligentemente o meno accompagnano i cia dura, ma purtroppo in via d’estinzio- se” e folle, che fluttua tra l’impertinenza
...cameron crowe 25

dei testi alla Bukowski e le note di alcune volta il signor Cameron Crowe, autore di per i Coldplay. “Belle scelte”, dice, aspet-
tra le più note canzone popolari america- un film leggero alla Frank Capra, e arte- tando la mia risposta. Rispondo di sì, ma
ne (della soundtrack parleremo ampia- fice di una soundtrack da urlo. alla sua domanda iniziale. Poi, passan-
mente a suo tempo). Ha vinto la scude- dosi la mano tra i capelli per scostarli dal
ria degli attori passati al lato oscuro del Allora avete indossato il vestito viso, riprende a raccontare: “E’ successo
cinema, la regia: su tutti, l’opera prima di buono? Dunque sedetevi comodi, ascol- nel 2002, stavo seguendo mia moglie
Liev Schrieber, Everything is Illuminated tate e soprattutto ricordate che quella di (Nancy Wilson, membro del gruppo rock
(Ogni cosa è illuminata, in italiano), un Elizabethtown è in assoluto la colonna degli Heart e autrice della musiche di
emozionante viaggio alla ricerca delle sonora “vincitrice” di questa edizione Elizabethtown, ndr) in tournée e attraver-
proprie radici scandito da musiche singo- della Mostra… sammo il Kentucky. Ancora una volta
lari composte anche da uno degli attori, “Ehi, ciao!!!”, mi fa Cameron quando rimasi colpito dalla bellezza di quel pae-
Eugene Hutz, e dalla sua band Gogol mi vede e continua: “Ma hai mangiato? saggio, mi ricordai di tutto, era come se
Bordello. Hanno vinto (anche se fuori Visto c’è la musica…” Rispondo: “Si, di fossi piombato nel passato, ma quello
concorso) i pugni da Oscar di quel gran Elizabethtown!”, e poi iniziamo a parlare. che provai fu diverso. Avevo voglia di
pezzo d’attore che è Russell Crowe in Tutto ha inizio nel 1989, anno in cui esce perdermi, perciò incominciai a girare per
Cinderella Man; la vanità della strega Say Anything, esordio di Crowe sul gran- tutto il Kentucky e, ispirato come non
Monica Bellucci e la fantasia dei fratelli de schermo senza infamia e senza lode, mai, scrissi tutta la sceneggiatura”. Gli
Grimm (I fratelli Grimm e l’incantevole sino a quando una recensione favolosa domando cosa volesse raccontare con
strega), mentre il nostalgico bianco e (di Siskel ed Ebert, noti critici USA) non Elizabethtown. Risponde: “Volevo rac-
nero di Philippe Garrel ha sedotto gli esti- ne fa un caso. Accade allora che il padre contare un film sulla vita, sui giorni neri
matori della Nouvelle Vague. E da di Crowe, che era in Kentucky dalla sua che tutti viviamo, una storia personale
Venezia porteremo anche a casa il con- famiglia, sia vittima di un attacco di cuore ma in un certo senso di tutti. Questa è la
vincente The Constant Gardner di proprio nel momento in cui festeggia il storia di quello che è accaduto a me. Mio
Fernando Meirelles, la Katia Ricciarelli successo del figlio. Con Elizabethtown padre è morto improvvisamente, era in
de La seconda notte di nozze, i giochini Crowe ha innanzitutto voluto ricordare Kentucky… e la musica è come dici tu
erotici di Willem Defoe e consorte suo padre. “Sai”, mi racconta mentre un attore, anzi un ragazzo molto sensibi-
(Before It Had a Name), l’amara satira di guarda incuriosito e prende in mano il le e invisibile che mi ha accompagnato.”
W Zapatero. E con una spruzzata de Il mio registratore-lettore mp3, “più la storia Che il film piaccia o meno, a mettere
profumo della donna in nero (curioso) è personale più le persone si riconosco- d’accordo tutti ci penserà la straordinaria
potremo anche tentare il colpaccio, no in ciò che vedono, perché ne vengo- e imperdibile colonna sonora. Ne consi-
sedurre Casanova. Un cenno a parte no in qualche modo coinvolte. Qui si glio l’ascolto durante un viaggio in mac-
meritano due pellicole di intento sociale: parla di quel qualcosa che accade ad china… magari nel Kentucky.
All the Invisible Children, film a episodi fir-
mato da registi il cui solo nome suscita
subito un “Ah!” (Emir Kusturica, Spike
Lee, John Woo, Ridley Scott e figlia,
Katia Lund e il nostrano Stefano
Veneruso, nipote del grande Troisi), e La
dignità di nessuno (splendido titolo per
Fernando Solanas).
E poi, finalmente Venezia “si sveglia a
mezzanotte”, non perché sia “vampira”
(anche se i prezzi al lido sono da sangui-
sughe) ma perché si accendono le luci,
si cambiamo i vestiti e allora è tutta un’al-
tra storia. Che inizino i party! Beninteso,
quelli esclusivi, dove per dire “c’ero
anch’io” si ipotecherebbe la casa. Il più
ambito? Il ricevimento a Palazzo
Quercini Dubuois, per Casanova, con Kristen Dunst e Orlando Bloom in Elizabethtown
scenario e musiche felliniani e una piog-
gia che bagna indistintamente dame ognuno di noi. Siamo tutti convinti che E ora parliamo della colonna sonora.
veneziane, trampolieri e attori. Il più prima o poi conosceremo i nostri genito- Cameron Crowe (Jerry Maguire,
divertente? Quello per Texas, sulle note ri, anzi, riusciremo a scoprire chi real- Almost Famous, Vanilla Sky) è da sem-
delle canzoni del film, e tenutosi al mente siano, ma rimandiamo, e in un pre un regista attento alla scelta del com-
Beck’s Stage (luogo di incontro tra addet- certo senso è inevitabile. Il problema è mento sonoro, sensibile a melodie e
ti ai lavori). Il più esclusivo? Quello di che poi le cose accadono, spesso quan- canzoni che parlano direttamente all’ani-
Clooney, ai Granai della Giudecca, solo do meno te lo aspetti, così inizi un viag- ma o che rientrano in qualche modo nel
150 invitati. E poi cocktail, balli e sballi gio all’interno di te stesso per ricostruire patrimonio genetico musicale di ogni
vari nei saloni dell’Excelsior e del De chi è realmente la persona che avevi individuo, costituendo perciò la colonna
Baines. Ma la vera festa, informale e con accanto. Nel mio film c’è anche la bellez- sonora ideale della vita di tutti. Lo stesso
gli attori a portata, è stata quella per la za del Kentucky, in qualche modo asso- è stato per Elizabethtown, un’originale
fresca commedia “alla Crowe”, ciato al funerale di mio padre. Sai, è un commedia sull’essenza della vita, o
Elizabethtown. Sulla terrazza della po’ come accade con la musica, quando meglio, di un amore (quello tra Orlando
Pagoda, un party ubriaco di musica, vivi una situazione intensa è facile poi Bloom e Kirsten Dunst), sullo sfondo di
quella country, della colonna sonora di associarla alle canzoni ascoltate in quel un funerale nel Kentucky.
Elizabethtown. E mentre Orlando periodo.” Poi si ferma e mi domanda: “Ti
Bloom, tutto vestito di nero, gira indistur- è mai capitata un cosa del genere?” Su Innanzitutto raccontami com’è
bato, e Kirsten Dunst cinguetta con Jake questa domanda Crowe si mette a scrol- nata questa favolosa soundtrack…
Gyllenhaal, io abbordo (nel senso gior- lare la mia playlist, un pot-pourri insensa- Guarda è molto semplice, quando
nalistico del termine) per la seconda to che va da Elvis a Iggy Pop, passando scrivo una sceneggiatura cerco sempre
26 da venezia con amore...

ispirazione in un brano musicale. Annoto e Orlando amano la musica e hanno par- ca, ma c’è un momento in cui le
su un bloc-notes tutte le canzoni che vor- tecipato al gioco con grande entusia- immagini sono sorrette solo dalle
rei includere nella colonna sonora del smo. Pensa che arrivavano sul set con canzoni, un istante del film peraltro
film. Per me è un lavoro appassionante, l’iPod colmo di brani bellissimi, tanto che bellissimo, molto poetico…
pensa che per una singola scena posso- spesso iniziavano in ritardo perché tra- Grazie. Si, quello che citi è un po’ il
no venirmi in mente anche cinquanta scorrevamo molto tempo ad ascoltare le cuore musicale del film, ed è rappresen-
titoli diversi. La fase più interessante e canzoni che mi proponevano. tato dalla compilation registrata su CD da
divertente di tutta la faccenda si svolge in Claire perché Drew la ascolti durante il
sala di montaggio, quando avvio Ma è vero che proprio il rapporto viaggio che lo riporterà a casa con le
l’iTunes, ascolto i brani che ho scelto e tra la musica e le immagini ha caratte- ceneri del padre. I brani sono tutti di
scopro che la canzone a cui avevo pen- rizzato la scelta del cast? generi diversi, accompagnano la lunga
sato nel cuore della notte è la più adatta In un certo senso sì. Per scrivere la sequenza, sfilando su panorami differen-
a quella determinata scena. parte di Claire, ho trovato ispirazione in ti, e accentuandone l’aspetto emotivo.
“It’ll All Work Out” di Tom Petty (tratta da
Per Elizabethtown, hai scelto una uno dei suoi album meno noti: “Let Me Nella colonna sonora sono com-
colonna sonora composta da roots Up (I’ve Had Enough)”, ndr), poi l’ho ria- prese anche le musiche composte da
music americana moderna, perché? scoltato al primo incontro con Kirsten ed tua moglie, Nancy Wilson, che se non
Perché è una compilation, una raccol- era fatto apposta per lei. Conoscevo erro fa parte del gruppo rock degli
ta di canzoni che costituiscono “la gran- invece Orlando dallo spot che avevamo Heart…
de radio americana”. “It’ll All Work Out”, girato insieme (una nota marca di jeans, Sì, Nancy ha composto tutti gli
“Square One” e “Learning To Fly” di Tom ndr), e volevo lui, ero rimasto colpito accompagnamenti musicali di
Petty, “Come Pick Me UP” e “English dalla sua sensibilità, dalla sua umiltà. Elizabethtown, è lei la musicista profes-
Girls Approximately” di Ryan Adams. Le sionista della famiglia. Le sue sono trac-
conoscono tutti, sono senza tempo, e poi C’è qualche canzone che hai volu- ce di grande atmosfera, da “California
ho avuto la fortuna di avere dei grandi, to più di altre? Baylor”, “Same in Any Language”, “60 B”
come Elton John. “My Father’s Gun” di Elton John, trat- e “ Long River Road”…
ta dall’album “Tumbleweed Connection”.
La musica è parte integrante anche Il brano fa da sfondo alla scena in cui Avete già lavorato insieme o era la
del tuo metodo di regia, oggi mi rac- Drew (Bloom) vede la salma del padre prima volta?
contavi che l’hai utilizzata anche sul per la prima volta, il pezzo viene poi Io e Nancy lavoriamo spesso insie-
set. In che modo? ripreso durante il viaggio di Drew alla fine me. Per esempio, abbiamo scritto le can-
Facile, metto la canzone, general- del film. “Tumbleweed Connection’ è un zoni degli Stillwater, la band protagonista
mente quella che poi finirà definitivamen- album molto significativo e “My Father’s del film Quasi famosi...
te nella soundtrack, sia prima di ogni Gun” è una delle canzoni più rappresen-
scena sia durante le riprese. Sono con- tative. Sono onorato che Elton mi abbia Sin dal primo ascolto, mi sono
vinto che una particolare canzone possa concesso di utilizzare il brano. innamorata di “60B”, il tema di
essere d’ispirazione per gli attori, evo- Elizabethtown… mentre “This Time
cando le emozioni di quel determinato Qual è la tua canzone preferita? Around” mi fa venire i brividi!
momento della storia. “My Father’s Gun”: inizia con un tono Bene, allora… (si allontana e ritor-
un po’ malinconico ma si trasforma pre- na) tieni!
E loro, Orlando, Kirsten e gli altri sto in un vero e proprio inno alla vita. Ma
attori cosa ti hanno detto? La musica ne ho un elenco infinito… sei ancora qui Con la colonna sonora tra le mani, mi
li ha aiutati o no? domani mattina? esce fuori un esile e scontato “grazie”,
Devo dirti una cosa, paradossalmen- ma viene dal cuore, e forse uno così
te sono stati loro i più entusiasti! Kirsten Tutto il film è dominato dalla musi- sensibile come Crowe se ne accorge.

Premessa: perdonatemi l’approccio casual, ma questa è musica che risuona lungo tutto il corpo.
E’ musica che vive di vita propria, che si lega indissolubilmente alle emozioni di ognuno di noi. No,
non ho le provvigioni sul CD, ma da tanto qualcosa non mi emozionava così. Per accompagnare
Elizabethtown, l’attento Cameron Crowe ha scelto una raccolta di brani (che lui stesso ha definito “la
grande radio americana”) composta da roots music americana moderna, come la romantica e rassi-
curante “It’ll All Work Out” di Tom Petty, una canzone che qualunque ragazza vorrebbe le fosse dedi-
cata. Apre il CD un tema di grande atmosfera per una cascata di brividi, “60 B” composto dalla Signora
Crowe, Nancy Wilson.
Pezzo portante del film è “My Father’s Gun” di Elton John, tratto dal celebre album Tumbleweed
Connection, carico di sentimento, quello alla Elton, per intenderci, con il classico pianoforte dolce-
AA.VV. amaro. Segue la splendida “Io (This Time Around)” di Helen Stellar, una canzone magica, che si libra
Elizabethtown (id. 2005) su ritmi via via crescenti sino a placarsi (a questo punto dell’ascolto è incredibile rendersi conto di
RCA/Vinyl 82876 71807 2 quanto si ripiombi nel film ma da protagonisti). E poi c’è il trionfo della fisarmonica, con “Come Pick
15 brani Me Up” di Ryan Adams, un lento da ascoltare ma anche da ballare in un tipico ambiente country. Poi
(1 di commento + 14 canzoni) ancora un giro di ballo con “Where to Begin”. Il cuore musicale del film è rappresentato dalla compi-
Durata: 58’52” lation che Claire ha registrato su un CD per il viaggio di Drew. I brani eterogenei che accompagnano
la lunga sequenza, accentuandone l’aspetto emotivo, sono anche una dimostrazione dei gusti raffi-
nati e dell’esperienza musicale del regista (entrato quindicenne nello staff del mensile Rolling Stone, come assistente redattore, per
diventare poi redattore associato). Immaginate ora di salire in macchina e di mettere su un CD con “Long Ride Home” (Patty Griffin),
“Sugar Blue” (Jeff Finlin), “Don’t I Hold You” (Whet) e l’incantevole “Shut Us Down” (Lindsey Buckingham), con la sua leggiadra chi-
tarra acustica spagnoleggiante. Poi scendete dalla macchina e ballate agitando una mano verso il cielo al ritmo di “Let it Out (Let it All
Hang Out)” (The Hombres). Poi risalite in macchina, riavviatevi e riprendete fiato con “Hard Times (East Mountain South)” e crogiola-
tevi con “Jesus was a Crossmaker” (The Hollies) e “Square One” (Tom Petty). Ahimè, siamo arrivati, spegnete il motore abbassate il
finestrino e guardate fuori, mentre “Same in Any Language”, ultima eco di Elizabethtown, suona.
Una soundtrack semplicemente perfetta, dal sapore genuino. Un toccasana per la mente, lo spirito… e le orecchie. BZ
...emir kusturica 27

Emir Kusturica e la
No Smoking Orchestra

Quando
Quando la
la musica
musica rallegra,
rallegra, rilassa,
rilassa, coinvolge,
coinvolge, allora…
allora… Life
Life ia
ia aa Miracle!
Miracle!
di Barbara Zorzoli

Quando incontri Emir Kusturica, avverti il suo carisma. C’è qualcosa di magico negli occhi di quest’uomo, qualcosa
di non comune, che è un chiaro indizio di un’essenza straordinariamente diversa. Qualcosa da aggiungere? Troppo.
Ciò che però facilita la mia introduzione è che quando si ha a che fare con un personaggio così, presentarlo diviene
superfluo. Tutto è già stato detto, l’utile, l’inutile e il futile. Emir Kusturica è così, punto e basta. Con quella faccia un po’
così, quell’espressione un po’ maudit e quegli occhi, capaci di vedere un mondo che sfugge ai più. Un universo cine-
matografico, il suo, semplicemente seducente, clamorosamente vivo, spudoratamente gitano, sfarzosamente colorato,
meravigliosamente poetico, e soprattutto straordinariamente musicale. Emir suona le immagini, esaltandone il valore
alchemico e la valenza estetica. Non stupisce affatto che per lui musica e cinema siano un po’ come marito e moglie.
“Il cinema e la musica vanno d’accordo, si corrispondono e si arricchiscono, si parlano vicendevolmente”, racconta. “Ho
iniziato le due carriere nello stesso periodo e con la stessa speranza, quella di riuscire a combinare ispirazioni molto
differenti, rispettando però la loro rispettiva armonia”.
Ho davanti un artista (nell’accezione del termine) a tutto tondo, che saltella da un’arte (il cinema) all’altra (la musica)
con la nonchalance di un bambino che gioca al pampano. Come non bastasse Emir è anche attore e scenografo.
Diciamo che fa comunque un certo effetto ritrovarsi a tu per tu con lui. Non so se sia per il suo curriculum o per la
fama di “burbero”, ma Emir è sicuramente magnetico. E con la sua voce vissuta e profonda si racconta.

Se affermo che nei tuoi film la Considerando che la musica e il per me affascinante, quella di dipingere
colonna sonora è come un attore cinema sono le due grandi rivolu- l’idea di sport che lui incarna, anche
invisibile… zioni del ventesimo secolo e che attraverso la sua vita tumultuosa.
Dico di sì, nei miei film, dove la tu sei un maestro in entrambe,
colonna sonora è composta dalla No scusami la domanda “da giornali- La musica ovviamente sarà
Smoking Orchestra, la musica è sem- sta” ma la tua natura qual è? Più della No Smoking Orchestra…
pre presente. Ma ti dirò di più, la musi- da musicista o da regista? Naturalmente (ride).
ca è un personaggio con una sua Cerco innanzitutto sensazioni simili,
parte, un protagonista a tutti gli effetti. la mia preoccupazione principale è In All the Invisible Children, pre-
quella di creare emozioni, ricercare un sentato qui a Venezia, la musica
Assistere ai vostri concerti profumo, un calore umano. Comunque funziona anche come un’ancora di
significa divertirsi rivivendo l’at- mi sento prima di tutto un regista, salvezza per i tuoi personaggi.
mosfera dei film e addirittura anche se molto del mio tempo attuale La musica viene utilizzata anche
entrandone a far parte… è dedicato a girare il mondo con la come uno strumento, anzi qui è uno
Ah! (guarda e in silenzio annuisce, band per i concerti, di cui amo l’imme- strumento multifunzionale. La musica
poi abbassa lo sguardo) E’ bello tra- diatezza e l’eccitazione che provo. rilassa e unisce. Quando i ragazzi
smettere queste emozioni. Potremmo sono impegnati a cantare tutt’insieme
dire che i nostri concerti sono nati per Il film su Maradona: per il calcio nel coro, questo diviene per loro un
questo. Non sono un mondo a parte, o per il personaggio? momento d’aggregazione, di condivi-
ma una continuità con i film. Ho da sempre una vera passione sione delle stesse emozioni, un
per il calcio. E non solo come spettato- momento in cui vivono e creano qual-
Come accade in Super 8 Story? re. Gioco tuttora… Ma riprendere una cosa tutti insieme. La musica può
Sì. Vedi, quando ho realizzato Super partita di calcio come ho già fatto per la anche servire per altri scopi. Il suono
8 Story, il film sulle nostre tournée, ho Vita è un miracolo (recensione CD a coinvolge, rilassa, stacca dai propri
vissuto un’esperienza molto coinvolgen- pag 68 del numero 12-13, NdR), è pensieri e trascina nella sua magia:
te. Ero davanti e dietro alla cinepresa un’esperienza unica perché lo spettato- così, nelle mani “giuste”, può divenire
questa volta, e ho pensato a questo film re sogna d’essere anche lui sul campo, complice anche di un atto criminoso.
come ad un documentario ma anche per giocare, per segnare, ma anche La rapina all’ufficio postale, ad esem-
come ad una storia, con le sue avventu- per vedere subito la fine di un’azione! pio. Tutti sono concentrati sul proprio
re e con i suoi personaggi per mostrare Ma con questo film voglio dar risalto lavoro… poi arriva la banda di ragaz-
ciò che sta dietro la creazione della alla personalità complessa e ambigua zini, che inizia a suonare e a cantare.
musica e l’intensità dei nostri concerti. di Maradona. Un’avventura e una sfida Tutte le persone sono coinvolte, sono
28 da venezia con amore...

improvvisamente attratte da questa Stribor, fa parte del folclore gitano, Sono curiosa: cosa sognavi da
magia che in un istante rallegra la vita queste persone non fanno quasi nulla bambino?
di tutti. Ma questa è un’arma a doppio slegato dalla musica. Dal punto di Da bambino non avevo dei sogni
taglio. Mentre l’attenzione di tutti dimi- vista estetico, queste melodie, i moti- in particolare. Ero un ragazzo con
nuisce sino a svanire, alcuni membri vi, provengono tutti dall’area di cui una mentalità molto aperta, pronto a
della combriccola ne approfittano per tratta il film. In realtà la musica è l’uni- fare qualsiasi cosa si fosse presenta-
rubare. La musica è così un potente ca cosa che è rimasta a queste per- ta. Tutto ciò che è capitato nella mia
strumento capace di creare sempre sone per identificarsi con il resto della vita è molto più grande dei sogni che
la giusta atmosfera… società e con il mondo intero, ma alla avevo da bambino…
fine svolge un ruolo contrario perché
Qual è il valore della musica nel entra a far parte del loro “lavoro”; un E tutta la poesia che c’è nei tuoi
mondo che hai ritratto nel film? “business”, il loro, che si pone in con- film…
La musica, composta da mio figlio trapposizione alla società. E’ parte del sogno! (sorride)

L’incontro con la No Smoking Orchestra, invece, è avvenuto al termine del loro concerto genovese, nell’ambito del Boa
Goa Last Minute, gestito dalla Psyco, un’organizzazione, va detto, di ragazzi molto in gamba, grazie ai quali ho potuto inter-
vistare Nelle Karajliæ & C. Tra un sorso di birra e un tiro di sigaretta, Nelle, autentico mattatore sul palco in stile punk, instan-
cabile front man tanto simpatico quanto sbarazzino, racconta la sua esperienza con la band.
Come definiresti la vostra musica? Sì. La musica nei film di Emir ha un qualcuno con le tue stesse idee,
Il nostro sound è un mix tra musi- peso molto forte, quasi tutte le sue qualcuno con cui intendersi.
ca balcanica e punk, tanto che il mio immagini sono accompagnate da
temperamento sul palco è… punk! Lo musica che ha il compito di dare quel- C’è qualche legame, secondo
abbiamo chiamato hunza hunza, in l’emozione in più che le immagini, da te, tra la musica italiana e quella
virtù della tipica battuta serba in due sole, non sarebbero in grado di dare; balcanica?
quarti. E’ un ritmo che proviene dal per lo meno, non quanto fanno con la Tanto per cominciare credo che la
nostro corpo e dal cuore, che soprat- musica! Sai cosa intendo… ti dirò di musica serba, croata e jugoslava in
tutto è il frutto del lavoro come com- più: per darti un’idea di quanto sia genere abbiano un denominatore
positori della colonna sonora. In altre importante la musica nei film di Emir comune con la musica italiana. Agli
parole la musica è una creatura dei pensa che in Life is a Miracle solo inizi degli anni ’60, e questo mi è stato
film di Emir. dieci minuti sono senza musica, su raccontato da mio padre e da gente
un’ora e venti di film! Praticamente la più grande, io ero troppo giovane per
Come lavorate con Emir al com- musica è sempre presente. ricordarlo, il regime comunista aveva
mento sonoro? promosso la musica italiana e messi-
Il metodo di lavoro con lui è molto Prossimi progetti? cana al posto della musica rock.
differente dal canonico. In sostanza E’ appena uscito il DVD del nostro Preferivano che noi ascoltassimo
non seguiamo una regola, ogni volta concerto live girato in Argentina, a questo genere di musica, ma non il
è differente. Quello che però posso Buenos Aires. Il concerto è stato rock! Tant’è vero che molte canzoni
dirti è che spesso prima di girare un quello di chiusura del nostro tour italiane di successo, come “L’arca di
film Emir chiede di fare il playback, mondiale di Life is a Miracle. Una bel- Noé” di Sergio Endrigo, ad esempio,
così che poi possa girare alcune parti lissima avventura (dietro a tutto ciò, ci sono state rifatte in serbo. Il risultato
come fossero videoclip. Per Gatto sono la mente brillante del tour era musica e canzoni italiane cantate
Nero Gatto Bianco, alcune canzoni manager Andrea Gambetta e la sua in serbo da cantanti locali.
collegate a scene importanti sono fondazione culturale Solares, intenta
state scritte in fretta e furia addirittura a creare e organizzare eventi cultura- Collaborazioni italiane all’oriz-
il giorno prima! E poi Emir ha girato li di un certo spessore nell’ambito di zonte?
quelle scene seguendo il ritmo della cinema, musica, fotografia e altre Sì, mi piacerebbe lavorare con arti-
musica, come un videoclip appunto. forme d’arte, ndr). sti italiani. Ho un bel rapporto con
Comunque la maggior parte del lavo- Paolo Rossi, che ho conosciuto nel
ro viene fatto a film finito, sia veden- Da quanto tempo tu ed Emir vi 1999. Abbiamo cantato insieme
do il girato, che in fase di montaggio. conoscete? “Ventiquattro mila baci” di Celentano.
E non è sempre una cosa semplice, A volte ho l’impressione di cono- Paolo ed io siamo molto simili e spe-
perché sai, in fase di editing le mani scerlo da duecento anni! Anche per- riamo entrambi di riuscire a mettere
non sono mai le stesse, cambiano ché il nostro affiatamento è totale. La su qualcosa un giorno. Pensa che
sempre! E allora si deve mutare qual- realtà è che ci siamo conosciuti all’ini- prima di incontrarlo, tutti notavano
cosa anche nelle canzoni. Per tua zio degli anni ’80, a Sarajevo. A quel- una certa somiglianza tra di noi, per
informazione io e Dejan Sparavalo l’epoca Emir iniziava le riprese del cui, la prima volta che l’ho visto, gli ho
(detto Leopold, ndr) abbiamo compo- film Do You Remember Dolly Bell? detto: “Ehi, ciao fratello!”.
sto la musica per Gatto Nero Gatto …Ti ricordi Dolly Bell… (traduce con
Bianco, e sempre Dejan e Emir una buona pronuncia). Ah, ancora una cosa… bello
hanno curato invece la musiche di spettacolo quello a Cannes!
Life is a Miracle. Però io ho scritto i Parli bene l’italiano! L’hai visto! Sai, non è stato facile
testi delle canzoni in entrambi i casi! Lo capisco, ma parlarlo no… solo raccogliere un pubblico così, compo-
qualche parola! E così abbiamo ini- sto quasi esclusivamente da gente
Per Emir la musica è un attore ziato la nostra collaborazione, con la dello spettacolo, registi, eccetera…
con una parte, un co-protagoni- musica. Sai, il nostro paese è piutto- con Barden che si è unito a noi…
sta… tu cosa pensi? sto piccolo e non è difficile trovare Una bella serata!
festival di fondi • libri 29

Grossi, Giagni, Nascimbene,

Fondi omaggia Bandirali e Tomassacci

Nascimbene
In apertura della quarta edizione del Fondi Film
Festival, la cittadina laziale ha approfittato della pre-
sentazione del libro monografico di Luca Bandirali
per ricordare il grande compositore milanese.
di Giuliano Tomassacci
Il vivido omaggio offerto dagli orga- tore de I vichinghi e di Addio alle armi del compositore e la sempre benvenu-
nizzatori della quarta edizione del strinse una stringata ma rilevantissima ta antologia musicale offerta dall’im-
Fondi Fim Festival a Mario collaborazione, condividendone l’indif- peccabile Gabriele Bonolis (che a capo
Nascimbene si inserisce con rilevanza ferenza della critica e della cultura con- di un’Orchestra Mario Nascimbene
in quella serie di recenti, mirate ed effi- temporanea – è stata anche la pubbli- ridotta negli elementi ma non nei risul-
caci picconate inferte con decisione cazione del libro monografico di Luca tati, ha scorso con la solita autorevolez-
alla lavica massa solidificatasi, nell’ulti- Bandirali, Mario Nascimbene – za pagine significative del repertorio
mo cinquantennio, ad oscurare l’im- Compositore per il cinema (edizioni del compositore) hanno poi contribuito
mensa lucentezza dell’arte del musici- Argo), cui la otto giorni fondana ha a palesare la ‘presenza’ artistica del
sta milanese. Un diamante lungamen- offerto cornice eccellente per la pre- musicista tra le mura dell’Auditorium
te dimenticato e sottostimato, fatto di sentazione in anteprima. A evidenziar- Comunale della cittadina laziale. In
dedizione alla specificità della musica ne il ragguardevole lavoro di analisi apertura di un Festival che annoverava
da film in quanto inseparabile e sempre cinemusicale sviluppata lungo l’arco anche una retrospettiva su Daniele
imprescindibile dal racconto per imma- carrieristico del compositore, durante Segre e una rassegna dedicata al cine-
gini, che negli ultimi tempi anche il con- la serata del 19 settembre scorso, oltre ma incentrato sul tema del lavoro, il
corso specialistico di Orsogna e il con- a Colonne Sonore e allo stesso libro di Bandirali ha rinnovato quell’at-
certo-tributo tenutosi l’anno scorso Bandirali c’erano anche il compositore trazione incontenibile e quel senso di
all’Auditorium romano hanno contribui- e musicologo Riccardo Giagni, raffinatezza artistica che lo studioso e
to a restituire alla luce e alla giusta con- Caterina Nascimbene e Marco Grossi, l’appassionato di musica applicata
siderazione. L’occasione di poter cele- direttore artistico del Festival e segreta- avverte ad ogni nuovo incontro con la
brare il grande compositore, scompar- rio dell’Associazione Giuseppe De portata e la complessità dell’opera di
so nel 2002, all’interno di una manife- Santis, tutti unanimi nel rilevare il peso Mario Nascimbene. Mentre cresce la
stazione domiciliata nella città natale di significativo dell’opera e la sua urgenza speranza che anche il mercato disco-
Giuseppe De Santis – il fin troppo culturale. La proiezione del bel docu- grafico ritorni con criterio sull’operato di
dimenticato regista che con il composi- mentario di Nicola Moruzzi sulla vita questo genio del suono-cinema.

Nicola Piovani è la quintessenza della musica popolare applicata al Cinema. Intendiamoci, non Libro + DVD
utilizzo il termine “popolare” in senso dispregiativo: la musica di Piovani è sempre funzionale alle
immagini che commenta, così orecchiabile da poter esser cantata subito dopo il primo ascolto.
Oltre tale premessa non si può far altro che consigliare vivamente – sia a chi già lo conosce, sia
a chi non lo ha mai nemmeno sfiorato – l’universo sonoro del Maestro Piovani, racchiuso in que-
sto bellissimo libro + DVD dal titolo più che mai emblematico: “Concerto Fotogramma – Le più
belle musiche del Cinema italiano”. Che è poi il titolo del concerto di musiche da film che Piovani
ha portato, e continua a portare, in giro per l’Italia e l’Europa da molti anni a questa parte. Il consi-
glio per chi acquisterà questo gioiello editoriale è quello di leggere prima il libro e poi guardare,
tenendo però bene aperte le orecchie prima che gli occhi, il DVD. Leggendo il libro scoprirete l’ani-
ma di Piovani musicista e uomo. In modo particolare attraverso il lungo capitolo “La bottega della
musica”, dove il compositore romano ci racconta la sua vita di autore di musica applicata e asso-
luta, i suoi incontri-sodalizi con registi famosi (Fellini, Agosti, Bellocchio, Moretti, i fratelli Taviani,
Benigni), aneddoti di lavoro, l’amore per gli strumenti (pianoforte e violino in testa) e per le canzo-
ni popolari, la sua città, Roma, la collaborazione con il compianto Fabrizio De André, il Teatro e
Cerami. Quel che resta da sapere su Piovani ce lo dicono le interviste a Morricone, ai registi sum-
menzionati, a Noa, ai critici Mollica e Kezich e all’amico Cerami, di cui sono riportati i testi di Nicola Piovani
“Concerto Fotogramma”: parole dalle quali trapela la bellezza di un’esperienza musicale live che Concerto
non si vorrebbe mai smettere di guardare ed ascoltare (questo lo può capire solo chi ha assistito
al concerto di persona!). Non tralasciando, per i cinefili melomani, la filmografia completa aggior-
Fotogramma -
nata al 2004, il teatro musicale e la musica da concerto. Con la visione e l’ascolto del DVD, trami- Le più belle
te ciò che avete letto prima, scoprirete invece il cuore di Piovani musicista e uomo, prima di tutto musiche del
con il bel cortometraggio “Vicino al piano”, in cui avrete il piacere intenso di sentire gli interventi Cinema italiano
genuini di Benigni (che chiama Piovani “l’ostetrico dell’arte” con la sua solita incontenibile verve), Libro: 155 pagine
Agosti, i fratelli Taviani, Mollica, Kezich, Moretti, Bellocchio, il Maestro Morricone, Cerami. Quindi DVD: 160 minuti
potrete gustarvi il backstage del “Concerto Fotogramma”, la cantante Noa nella prima esecuzione
Edizioni BUR 2005
de La vita è bella, Amii Stewart che esegue lo “Stabat Mater” e tantissime altre chicche, compre-
sa quella imperdibile a Sanremo nel finale del DVD (vedere per credere!). Dulcis in fundo assapo- Prezzo 19,50 €
ratevi con i sensi ben protesi il concerto ripreso nel teatro tanto amato da Piovani, l’Ambra Jovinelli.
E chiudiamo con gli ultimi due versi della poesia di Benigni all’amico Nicola: “Nell’intimità compo-
ne opere lasciando ai posteri infinite orchestrazioni, vivaci arie, notturni interludi”. MP
30 stanley kubrick pt.3

La musica
Nicole Kidman in Eyes Wide Shut

in Kubrick
parte 3

Da Barry Lyndon ad Eyes Wide Shut:


la maturità del linguaggio audiovisivo di Stefano Tosi

Barry Lyndon (id., 1975) vince Redmond, si scarnifica progressi- compleanno del piccolo Brian, si
l’Oscar per la migliore colonna vamente a livello armonico e si ridu- prolunga su ricordi bellici di glorie
sonora non originale. ce, nel finale, ad una serie di pure passate e su ricevimenti, banchetti
Il compositore Leonard percussioni intonate e tambureg- ed elargizioni per aspirare al titolo
Rosenman si è sempre detto imba- gianti. Brano simbolo del destino di Lord. La “Cavatina dal Barbiere
razzato per un premio vinto per fatale e tragico di Redmond, la di Siviglia” di Paisiello è il leitmotiv
musica non sua. E’ una colonna “Sarabanda” apre e chiude il film in del gioco d’azzardo di annoiati e
sonora unica, che vanta brani di una circolarità perfetta. leziosi ricchi nobili. E’ un brano
musicisti come Haendel, Mozart, I primi turbamenti amorosi di adattato, ma si presenta anche in
Schubert, Paisiello, Bach. Barry scorrono sulle note di forma originale nella partita a carte
All’epoca fu richiesto tal compito “Women of Ireland”, brano popolare con Lord Ludd. Il “Concerto per vio-
a Nino Rota che si rifiutò di adatta- irlandese associato a corteggia- loncello in mi minore” di Vivaldi si
re pagine preesistenti. Si punta menti effimeri (Nora e Barry, Nora e associa al calvario affettivo di Lady
allora su Leonard Rosenman, com- Quin, Barry e la tedesca Lischen). Lyndon e alla sconfitta sociale di
positore ed arrangiatore per il cine- E’ musica folcloristica ripetitiva Barry per poi sfociare nella tragedia
ma e la televisione, già noto per la nella struttura formale, ma molto della morte del piccolo Bryan. Lady
colonna sonora di Gioventù brucia- efficace nelle melodiche variazioni Lyndon e il reverendo Runt, affian-
ta (Rebel Without a Cause, 1955). dell’arpa. cati da un’orchestra d’archi, ese-
Stanley gli chiede di trasformare in Fra le altre musiche del reperto- guono il “Terzo movimento dal
leitmotiv del film il tema principale rio folcloristico irlandese troviamo Concerto per due clavicembali e
de Il padrino, ma non se ne fa nulla. l’allegra “Piper’s Maggot Jig” (Quin orchestra” di Bach, mentre un fru-
Rosenman soffre il rapporto con il e Nora che ballano in una festa strato Bullingdon esplode di rabbia
regista, non viene informato delle popolare), la nostalgica “The Sea verso l’odiato patrigno Redmond.
modifiche in corso che il testo musi- Maiden” (le fughe di Redmond) e la Amore e disamore, speranza e
cale subisce e, infuriato, medita ludica “Tin Whistles” (Redmond disillusione convivono negli accenti
perfino di rifiutare l’Oscar. Nella subisce una rapina nel bosco). tristi e sconsolati del “Trio Op. 100”
prima parte del film ascoltiamo “British Grenadiers”, marcia milita- di Schubert; palpiti musical-amorosi
musiche tradizionali irlandesi e re, rivela la natura abbietta sia di di una Lady Lyndon mai ricambiata,
brani militari. Quin che di Redmond, fra battaglie sofferente vittima di un inganno
Dopo che Redmond incontra lo campali e bordelli. La esemplare. Non inserito nella
Chevalier l’introduzione di pagine di “Hohenfriedberger March” è legata colonna sonora ufficiale è invece l’
musica colta settecentesca è al tema dell’inganno e con la sua ”Impromptu op. 90 n. 1” di Schubert
costante ed illustra il dorato mondo pomposità descrive la natura vana- (intertitolo che mostra il resoconto
di noia dell’aristocrazia. Fin dai tito- gloriosa di Barry, traditore e bugiar- delle sventure che colpiscono
li di testa compare la solenne, iera- do. La giocosa e ironica Barry).
tica e dolorosa “Sarabanda” di “Lilliburlero” si lega al feroce adde-
Haendel, che attraversa in vari stramento militare. La marcia di La colonna sonora di Shining
momenti l’intero arco narrativo. E’ il Mozart “Idomeneo re di Creta” (id., 1980) è il frutto del lavoro della
leitmotiv del duello e si lega ai segna il passaggio di Redmond coppia creativa Wendy
momenti più drammatici del film. dalle trincee al ruolo di uomo di Carlos/Rachel Elkind e della sele-
Adattata in diverse vesti timbriche fiducia di Federico di Prussia. La zione di Kubrick di brani contempo-
da Rosenman, la “Sarabanda” prima delle cinque danze tedesche ranei oscuri e complessi, con l’ag-
incornicia l’ascesa e la caduta di di Schubert evidenzia la festa di giunta di un eccellente brano di
stanley kubrick pt.3 31

Bartok e di alcune canzoni ballabili “Utrenija:Ewangelia”, “Utrenija: piano-sequenza girato in steady-


americane a cavallo fra gli anni Kanon Paschi”, “The Dream of cam sul rumore a tratti sordo e a
Venti e Trenta. Jacob”, “De Natura Sonoris n. 1” e tratti pungente del triciclo di Danny.
La colonna sonora è difficilmente “De Natura Sonoris n. 2”). Il Wendy aveva composto altri brani
reperibile: pare che sia stata distri- risultato è un “montaggio musicale” non inseriti nella colonna sonora,
buita solo in Giappone, ma non è la cui coerenza è garantita dalle fra cui una reinterpretazione elettro-
certo se in una versione ufficiale o soluzioni più disturbanti e demonia- nica del “Valzer triste” di Sibelius
come bootleg di qualità scadente. che delle cinque partiture d’origine sollecitata da Stanley (utilizzato nel
Carlos si ispira all’ultimo episodio (suoni strani e angoscianti che documentario di Vivian Kubrick
della “Sinfonia Fantastica” di creano il senso di ignoto, metafisi- Making the Shining) e un brano ori-
Berlioz per comporre un “Dies Irae” co, diabolico). ginale che dipinge di sangue
dal timbro gutturale e sinistro (titoli Nel film compaiono diversi e per- l’ascensore del trailer del film.
di testa): la Elkind completa l’opera fetti esempi di sincrono, ovvero di
con spaventosi vocalizzi al sintetiz- coincidenze esatte fra accentazioni Tutti i brani originali della colon-
zatore. I lunghi pedali di accordi e i di pentagramma, di segno ritmico na sonora di Full Metal Jacket (id.,
glissati discendenti di “Rocky e/o espressivo, e gesti o eventi 1987) sono affidati ad Abigail Mead
Mountains” sono la metafora della significativi di ciò che è rappresen- (pseudonimo di Vivian Kubrick,
discesa all’inferno dei Torrance, tato (tentativi riusciti di far comba- figlia del regista). Oltre ai pezzi ori-
mentre salgono verso l’Overlook ciare certi accenti musicali con ginali troviamo una selezione di
Hotel. intertitoli, con soprassalti narrativo- brani preesistenti, per lo più canzo-
Kubrick sceglie quattro spettrali visivi come i colpi d’ascia inferti da ni di grande successo del periodo
ballabili per descrivere il popolo Jack alla porta del bagno, con zoo- storico della guerra del Vietnam.
infernale nascosto nell’Overlook, mate fulminee e improvvisi primi Kubrick pensava di affidare tutta la
spesso radunato nella sala da piani). E’ evidente che Kubrick si colonna sonora ai Rolling Stones,
ballo. “Midnight, the Stars and You” ispira ancora una volta alla tecnica ma le cifre esorbitanti dei diritti
si associa al carrello finale sulla
fotografia datata “4 luglio 1921”.
“It’s All Forgotten Now” si carica di
un grande valore semantico,
essendo rivelatrice di quella amne-
sia che colpisce Jack mentre dialo-
ga con Grady. “Lei è il custode da
sempre” è la frase sottolineata dal
brano “Home” che sembra voler
riportare lo scrittore impazzito alla
sua vera casa, quell’Overlook Hotel
così orrendamente familiare.
La musica non diegetica è
rappresentata dai brani di musica
contemporanea e dall’Adagio della
“Musica per archi, percussioni e
celesta” di Bartok. Sono pagine che
si inseriscono nel disordine narrati-
Kubrick e Nicholson sul set di Shining
vo del film, dilatando la follia di
Jack. “Lontano” di Ligeti è simile a del mickeymousing. Ad una foto- d’autore gli fecero cambiare idea. Il
un sibilo prolungato e si associa ai grafia livida e perturbante fa eco un tessuto sonoro imbastito da Vivian
fenomeni di shining (quella “lucci- sonoro incandescente ed urlato, Kubrick si avvale di un sintetizzato-
canza” da intendersi come contatto spesso in una mutua adesione ono- re Fairlight CMI che crea, attraver-
paranormale). Penderecki, compo- matopeica che sfiora il miracolo. so suoni campionati ed effetti di
sitore vivente polacco, ha un lin- Gordon Stainforth, assistente mon- rumore, un panorama musicale
guaggio musicale che si basa su tatore di Kubrick e responsabile astratto e oggettivo, organico e
una ricerca materica in cui gli archi dell’articolazione funzionale delle disumanamente disperato.
vengono usati in modo anomalo pagine musicali, ha “scoperto” l’ec- Gli ossessivi ritmi da marcia mili-
(fasce sonore simili alla musica cezionale brano di Bartok, il quale tare, le armonie scardinate e la frasi
elettronica). Kubrick amputa i brani accosta il pianoforte a strumenti a livide di “Parris Island” e “Full Metal
di Penderecki, snaturandone il percussione: il materiale melodico Jacket” sottolineano il martirio
senso originario e creando varie e e armonico del piano sostiene i due masochista dell’addestramento per
suggestive soluzioni timbriche di cori degli archi in un’atmosfera not- pazzi furiosi. “Leonard”, che scorre
grande impatto. Le pagine di turna e cantilenante. sulle immagini del pestaggio di Pyle
questo compositore risultano I rumori sono fra i grandi protago- e sul suo omicidio-suicidio, imita un
collegate in modo arbitrario, riela- nisti del film e spesso provengono respiro soffocato di sofferenza e
borate per disgregazione e ricom- dall’anima elettronica di Carlos: la morte, un respiro elettronico che si
posizione (si manipola assemblan- soggettiva del battito cardiaco inte- appoggia ad una frase sospesa nel
do). Kubrick salda fra loro diverse grata a Penderecki, il ticchettio vuoto, senza sviluppo né risoluzio-
parti dei brani di Penderecki, della macchina da scrivere di Jack ne. “Ruins” illustra l’orrore delle
intervallandoli con alcuni silenzi nel vuoto cupo e isolato dell’hotel, il fosse comuni. Ci sono vari piani
musicali utili a creare suspense e a sibilo penetrante e soprannaturale sonori sovrapposti: uno è un suono
pompare i climax (“Polymorphia”, dello shining di Danny e Halloran, il meccanico veloce e costante come
32 stanley kubrick pt.3

gna la delusione delle due modelle


che hanno agganciato Bill con la
promessa di portarlo “là dove fini-
sce l’arcobaleno”. L’elegante “I Got
It Bad (and that ain’t good)” scorre
sul bacio fra la prostituta Domino e
il frustrato Bill: “l’ho presa male, e
questo non è bene” allude al desi-
derio di vendetta che Bill ha verso
Alice. “Naval Officer” e “The
Dream” illustrano due monologhi
fra desideri, fantasie e sogni: il
primo naviga sul lirismo raffinato di
un violoncello che si appoggia ad
archi minimalisti quando Alice
vagheggia dei suoi turbamenti ero-
tici a Cape Cod. Il secondo ha un
Una drammatica scena di Full Metal Jacket carattere più doloroso e fluttuante
una macchina da scrivere, l’altro è echeggia nella notte che segna la nella tessitura d’archi che sottolinea
un suono pulsante e lento che sem- morte di ogni residua umanità. I sol- l’incubo erotico che Alice ha appe-
bra friggere come corrente elettrica. dati sono regrediti in un’infanzia na vissuto.
In sottofondo il suggestivo e metal- senza più sogni né gloria, in un La musica scarna e amalgamata
lico cigolio di un cancello di ferro, in abisso della ragione che inghiotte di classica, etnica e minimalismo,
un’atmosfera da genere industrial. qualsiasi emozione. con incursioni elettroniche sugge-
“Attack” accompagna l’avanzata stive e d’atmosfera, carica
dei marines e della steady-cam Eyes Wide Shut (id., 1999) è una “Migrations” e “Masked Ball” di un
verso la città fantasma di Hue, su colonna sonora in parte jazzistica e alone maledetto, scivolando sui
accenti ritmici essenziali. Dopo un in parte affidata all’estro della com- binari senza volto dell’orgia in
brevissimo episodio (“Time positrice Jocelyn Pook, già collabo- maschera. Kubrick, decisamente
Suspended”) lacerante e percussi- ratrice di Ryuichi Sakamoto e Peter affascinato da “Masked Ball”, in ori-
vo, associato alla furiosa reazione Gabriel. All’inizio Kubrick pensa di gine intitolato “Backward Priests”,
di sorpresa della ragazza-cecchino, usare il “Liebestod” wagneriano dal decide di girare una parte dell’epi-
“Sniper” si associa al respiro ago- Tristano e Isotta come leitmotiv di sodio sui ritmi del brano stesso. Le
nizzante e allo sguardo terrorizzato Eyes Wide Shut, poi sceglie voci che salmodiano in modo itera-
della giovane donna morente. “Mesto, rigido e cerimoniale” di tivo sono utilizzate al contrario e
Il film è incorniciato all’inizio e alla Ligeti. E’ un brano che ruota attor- creano un’atmosfera arcana e sata-
fine da due brani esemplari: “Hello no al dialogo delle due note fa e fa nica (rovesciamento dei testi liturgi-
Vietnam” sui titoli di testa e “Paint It diesis, rotte di quando in quando ci in lingua rumena). “Migrations” ci
Black” sui titoli di coda. Il primo è un dalla terza nota percussiva sol: un ipnotizza su un’ostinata figura ritmi-
brano country cesellato da una chi- triangolo di note sospeso fra sogno, ca scandita da percussioni incisive,
tarra esotica, mielosa e distorta. Ci realtà e desiderio. mentre si alternano una voce fem-
parla di nudità dell’uomo dinanzi A “Musica Ricercata” Kubrick minile ed una voce maschile che
all’orrore della guerra. Il secondo dei associa sempre una situazione di recitano alcuni passaggi dal libro
Rolling Stones racconta invece il pericolo e minaccia. La tranquilla sacro hindu Bhagvat Gita.
“cuore nero” degli uomini: “I look ballata in tre quarti “Waltz 2 from L’arrangiamento zuccheroso e
inside myself and I see my heart is Jazz Suite” di Shostakovic dipinge artificiale, privo della voce di
black”. E’ la perdita definitiva di ogni con armonie decadenti e ambigua- Sinatra, di “Strangers in the Night”,
confine fra bene e male, fra ragione mente gradevoli l’esistenza borghe- si avverte sia sulle danze delle cop-
e istinto animale. Quando Crazy Earl se e routinaria di Alice e Bill. pie in maschera durante l’orgia che
abbatte alcuni soldati vietcong, dalla Shostakovic ricompare sui titoli di sul colloquio fra Bill e la sconosciu-
sua espressione scomposta e incre- coda per rilevare la normalizzazio- ta nuda e mascherata: l’estraneità
dula fuoriesce la grottesca e ritmata ne e apparente riappacificazione di del titolo è qui sinonimo dell’anoni-
“Surfin’ Bird”, una canzone dai toni una coppia dalla grosse carenze mato tetro e perverso che molte
demenziali e sguaiati, inno di un comunicative. “Baby did a Bad variopinte maschere celano.
infantilismo malvagio e compiaciuto Thing” di Chris Isaak è un brano “Blame It On My Youth” correda le
della propria crudeltà. La calda voce stomp dalle sonorità blues e coun- confidenze sulle orge mascherate
di Nancy Sinatra (“These Boots Are try-pop, vagamente sensuale e rit- che Nick Nightingale fa a Bill. “Grey
Made For Walking”) apre il sipario micamente ripetitivo. Sottolinea le Clouds” di Liszt compare durante la
sul Vietnam e chiude la prima parte dichiarazioni di Alice sul suo “tradi- lugubre visita di Bill all’obitorio dove
del film, il grottesco “Wooly Bully” mento mentale”. è conservato il corpo di Mandy: qui
mostra l’atrocità della guerra, Il gigolò Szavost corteggia Alice Bill tenta di baciare il cadavere.
“Chapel of Love” introduce l’offensi- sulle note di “When I Fall in Love” e La melodia dissonante e il tremo-
va del Tet e “The Marines Hymn” iro- di “I Only Have Eyes For You”: sono lo incerto sporcano il torbido bacio
nizza sui novelli superuomini di titoli che evidenziano con sarcasmo interrotto di Bill, in un connubio di
Parris Island. l’interesse tutt’altro che sentimenta- immagini e musica saldo e preciso.
La “Marcia di Topolino”, cantata le del bellimbusto ungherese, inte- Il mozartiano “Rex Tremendae” dal
in coro come un inno trionfale, resse destinato ben presto a svani- Requiem K.626 non è incluso nella
vestita di parole senza senso, re. “When I Fall in Love” accompa- colonna sonora ufficiale.
fictionote 33

Dedichiamo questo spazio ad un genere che nel nostro paese sta riservando da diverso tempo molte
buone sorprese: le Colonne Sonore per le produzioni televisive. In una parola: FictioNote!
Questo disco raccoglie tutti i brani scritti dal maestro Bruno Nicolai per la serie tv Il commissario
De Vincenzi, diretta da Mario Ferrero, interpretata dal grande Paolo Stoppa e trasmessa in due sta-
gioni con un enorme successo di pubblico, nel 1974 e nel 1977. Grazie all’estro creativo di Bruno
Nicolai, allievo di Goffredo Petrassi e stretto collaboratore di Ennio Morricone, la partitura, articolata
in 24 composizioni, si rivela assai ricca all’interno di un linguaggio agile e colorato, con sfumature di
straordinaria eleganza. Si rimane continuamente stupiti dai temi estremamente semplici, eppure for-
temente innovativi, concepiti da Bruno Nicolai, che non soggiace alle formule e usa in maniera
anche spregiudicata i diversi mezzi a sua disposizione, dall’orchestra sinfonica all’elettronica, dal
pianismo romantico agli strumenti etnici, con movimenti espressivi ed incisivi, variazioni improvvise
Bruno Nicolai di sonorità, timbri minuziosamente evocativo-descrittivi, irruzioni di espedienti melodici e drammati-
ci per tenere vivo l’interesse del pubblico su un personaggio come il commissario De Vincenzi – sca-
Il commissario De turito dalla fantasia dello scrittore Augusto De Angelis – e su tutte le situazioni investigative in cui egli
Vincenzi (1974/1977) si trova coinvolto. La realizzazione di questo disco, finalmente immesso sul mercato, è pressoché
Rai Trade FRT 409 impeccabile. Per concludere, ecco uno stralcio delle note di copertina, firmate da Claudio Fuiano:
24 brani – Durata: 77’ 23” “Questo CD è una sorta di “macchina del tempo” che ci porta indietro, in un’epoca in cui la televisio-
ne confezionava dei prodotti davvero di qualità, affascinanti allora e ancora di più oggi al punto di
meritarsi l’appellativo di “Cult””. Impossibile non essere d’accordo. MT

Paolo Buonvino - oramai noto per le sue collaborazioni con Gabriele Muccino a film quali L’ultimo
bacio e Ricordati di me, o per le musiche di fiction come Padre Pio e Paolo Borsellino - ha iniziato
a comporre musica applicata proprio per il piccolo schermo: La Piovra 8 & 9 di Giacomo Battiato
sono le sue due prime esperienze con la musica per immagini. Pur arrivando dopo i grandi Riz
Ortolani (sua la colonna sonora della prima indimenticabile Piovra) ed Ennio Morricone, che con la
collaborazione del figlio Andrea, ha scritto gli score di ben sei Piovre, il compositore siciliano ha dato
buona prova di sé evitando di ripercorrere le atmosfere musicali già battute dai suoi due predeces-
sori e dando nuovo lustro agli sceneggiati con Raul Bova al posto di Michele Placido. Tutti i brani,
tranne quelli concitati e dalle ritmiche tribali (“L’inseguimento a Pantalica”, “Caverne”, “Unn’è Abibi”
Paolo Buonvino su tutti), trasudano sofferenza fisica, sconfitta e rivalsa, rimpianti, tenerezza, malinconia e rabbia: le
valenti voci di Faisal Taher e Sandra Matanza, i flauti e il marranzano di Carlo Cattaneo, il violino e
La Piovra 8 - la mandola di Michele Conti e i brevi interventi dell’orchestra Virtuosi italiani (solo nella Piovra 9),
Lo scandalo (1997) diretti da Buonvino contornano tali sentimenti dando voce ai perseguitati dalla Mafia. Come dice l’au-
La Piovra 9 - tore catanese nel libretto del CD: “Un ringraziamento speciale a Giacomo Battiato per l’opportunità
Il patto (1998) che mi ha dato di poter esprimere sentimenti di dolore e compassione per chi muore, ucciso dalla
Beat Records CDF 078 violenza altrui, e per chi uccidendo gli altri, muore a se stesso”. Questo è un CD che non trovate
30 brani – Durata: 71’54’’ facilmente nei negozi e che vi conviene ordinare sul sito della Beat (www.beatrecords.it). MP

L’introduzione musicale a questo film tv prodotto da Raitrade ricorda moltissimo, forse un po’
troppo, il celebre tema di Mission, uno dei tanti capolavori del grande Ennio Morricone. Ad un primo
approccio verrebbe da dire, sentito il primo brano intitolato “Sia fatta la tua volontà”, di averli prati-
camente ascoltati tutti. Non è così. Almeno per quelle poche composizioni che non hanno un carat-
tere più semplice e didascalico, che inseguono una piacevolezza immediata di ascolto, necessa-
ria per calamitare l’attenzione di una platea televisiva. Certo, la scrittura poetica e sensibilissima,
l’assoluto dominio dei rapporti timbrici e dei piani sonori, hanno il marchio doc che tutti conoscono,
dunque la partecipazione emotiva dell’ascoltatore è fedele e assoluta, ma non mancano spunti
dagli accentuati chiaroscuri emozionali e suggestioni drammatiche, come in “Violenza e Terrore”
Ennio Morricone nelle quali si riscontra un vero magistero compositivo capace di ammiccare con camaleontica
disinvoltura in direzioni diverse da quelle inconfondibili tracciate da un marcatore di territori quale
La casa bruciata (1998) è il maestro Morricone. Nel suo insieme, i brani di La casa bruciata sanno fondere insieme i fiati
Rai Trade FRT 410 “andini”, sempre intonati e dalla timbrica sontuosa, le percussioni tribali, le delicatezze e gli esoti-
14 brani – Durata: 46’51” smi del folklore sudamericano (“Un grande bambino”, “Prima danza”, “Seconda danza”) con la pas-
sione e il calore del sinfonismo asciutto, ma tenero ed effusivo, che si può ascoltare in “La casa
bruciata” e in “Prisaon da Vida”. Si tratta comunque di una proposta che ha come pregio principa-
le la gradevolezza tematica e l’onestà della scrittura, e il cui ascolto potrà a tratti rivelarsi una vera
scoperta. Ancora una volta una grande lezione stilistica. MT

Al catalogo di “vite dei santi” della LuxVide non restano ormai molti nomi di rilievo, quindi
era piuttosto attesa questa conclusione in pompa magna con lo sceneggiato dedicato al
primo papa, l’apostolo Pietro, e si sperava in un prodotto più che dignitoso quando si seppe
che ad interpretarlo sarebbe stato il grande Omar Shariff. Peccato che tutto il peso della pro-
duzione sia rimasto sulle spalle dello straordinario attore, immerso in una realizzazione tec-
nica ed una sceneggiatura al limite dell’oratoriale. E questa lacuna è percepibile nel pur lus-
suoso commento musicale (in realtà viziato da una temp-track proposta dal regista Giulio
Base che costringeva all’auto-citazionismo il bravo compositore, su tutti il “Pacem in terris”
di Papa Giovanni) che risulta addirittura sproporzionato alle immagini, nelle sue imponenti
Marco Frisina sonorità orchestrali (questa volta rinforzate da discrete dosi di elettronica) e nell’afflato lirico
del tema principale. Nonostante la felice vena melodica ed una scrittura indubbiamente
San Pietro (2005) sapiente e particolarmente densa, ne risulta una delle colonne sonore comprensibilmente
LuxVide-Pesi&Misure meno convincenti e retoriche di Mons. Frisina, che comunque non risparmia passaggi di
APM/CD112 notevole spessore (“La gioia degli apostoli”, “La conversione di Paolo”) o il “tema del dolore”
23 brani – Durata: 63’54” affidato in più passaggi al dolente timbro della viola solista. PR
34 alan silvestri

Nel rispetto
delle immagini

Alan Silvestri
racconta
racconta in
in esclusiva
esclusiva aa
Colonne
Colonne Sonore
Sonore ilil suo
suo dialogare
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con il cinema: le dialettiche
con il cinema: le dialettiche
schermo-pentagramma
schermo-pentagramma di di un
un
di Giuliano Tomassacci “cineasta
“cineasta che
che scrive
scrive musica”
musica”
Sono passati circa quarant’anni da no in film come Predator di John ha gentilmente offerto ne conferma
quando un giovanissimo ragazzo del McTiernan (1987) – rinnovandosi poi, l’immensa dedizione alla disciplina
New Jersey preferiva la carriera musi- senza scolorire, in esempi di scoring della musica applicata, la trasparenza
cale a quella del baseball agonistico. contemporaneo come il recente Van del pensiero autoriale, la disarmante
In lui avevano vinto l’amore bruciante Helsing (2004) – mentre in parallelo il schiettezza e una genuina onestà
per il jazz e il sogno di una carriera da suo fertile dono melodico fioriva spon- intellettuale nei riguardi della propria
chitarrista be-bop, una pulsione tal- taneamente in undici dei film diretti dal professione che immediatamente
mente irrefrenabile che in seguito regista feticcio Robert Zemeckis. riportano alla mente il ritratto dell’arti-
avrebbe avuto la meglio anche sul Capolavori come gli score per la trilo- sta offerto dal regista Michael
rinomato Berklee College of Music di gia di Ritorno al futuro (1985, 1989, Hoffmann durante la post-produzione
Boston, portandolo ad abbandonare 1990), Forrest Gump (1994) e Cast della commedia Bolle di sapone
gli studi accademici per la strada del- Away (2000), che di pari passo con (1991): “Nessuno spazio per atteggia-
l’apprendistato concreto alla corte di collaborazioni d’eccezione come quel- menti da prima donna o per il musici-
una band itinerante di Las Vegas. la per The Abyss di James Cameron sta che ha tutto il tempo del mondo, il
Magari il sentiero più impervio e insi- (1989), hanno fatto del tocco silve- film è sempre stato per lui l’assoluta
curo, ma anche il più adatto e conge- striano un elemento caratteristico del priorità”.
niale al jazz-man autodidatta che medium contemporaneo: una combi- Con i suoi due prossimi impegni
abbisogna del contatto sociale, della nazione di ampio respiro orchestrale e cinematografici – Beowulf (nuova
collaborazione e del confronto umano propulsiva orizzontalità di scrittura che esperienza in performance capture di
diretto per crescere, misurarsi e realiz- a più riprese lo hanno evidenziato Robert Zemeckis dopo The Polar
zarsi. quale vivido ed equilibrato depositario Express) e il cartoon disneyano The
Il dialogo artistico e la sinergia crea- dei due estremi capiscuola della Silver Wild – ancora di là da venire, la gradi-
tiva da sempre alla base della musica Age hollywoodiana, Goldsmith e ta quanto imprevista pubblicazione
applicata alle immagini, disciplina che Williams. dello score per il thriller suburbano
non a caso - complice una serie di E se del suo grande eclettismo Judgment Night (Cuba Libre - La notte
imprevisti del destino - Alan Silvestri musicale poteva già ampiamente ren- del giudizio) ha offerto la scorsa esta-
eleggerà poi quale proprio campo dere conto una semplice scorsa alla te l’occasione per colmare l’attesa con
d’eccellenza, assicurando negli anni a sua trentennale filmografia (iniziata una prova action del 1993, che lo stes-
venire il suo nome tra i grandi della casualmente nel low-budget con La so compositore non si aspettava di
generazione moderna. Dotato di un Gang dei Dobermann nel 1972 e uffi- poter pubblicare nella collana Special
acuto senso cinematografico capace cialmente avviatasi al mainstream nel Collection della Intrada.
di cogliere musicalmente l’anima nar- 1984 con All’inseguimento della Pietra Da qui partiamo, mentre chi scrive
rativa del film con estrema compiutez- Verde di Zemeckis), l’intervista che il scalda il registratore pronto ad immer-
za, negli anni ’80 la sua significativa compositore di Contact (1997) e Chi gersi in una conversazione lungamen-
lezione ritmica ha trovato fertile terre- ha incastrato Roger Rabbit? (1988) ci te attesa.
alan silvestri 35

La pubblicazione dello score di tempi c’erano delle ovvie icone, come particolarmente affezionato al direttore
Judgment Night è stata una vera la musica di Psycho. Ricordo anche i dei corsi di chitarra. Un pomeriggio
sorpresa… film di David Lean, con le musiche di sono entrato nel suo ufficio e lui era al
Le cose sono andate in questo Maurice Jarre, e anche i primi James telefono con un ex studente che stava
modo. C’è un uomo che da anni lavo- Bond, dove le musiche avevano vera- lasciando un band di Las Vegas e
ra come editore musicale e come mente una grande presenza. Poi natu- chiamava per sentire se ci fosse qual-
music supervisor (lo è stato anche per ralmente ho iniziato ad entrare nel cuno disponibile a prendere il suo
Forrest Gump): il suo nome è Joel Sill. mondo di John Williams, nei suoi primi posto. Ed io ho deciso in quel momen-
Per diverso tempo ha fatto parte di lavori; a quei tempi non ero più un gio- to: “Vado io!”. Ho lasciato la scuola e
una società che deteneva i diritti di vane bambino, bensì un giovane sono subito andato a casa, ho fatto i
diversi film. Così quando i diritti musi- uomo e le sue cose già mi sembrava- bagagli e sono volato a Las Vegas.
cali di alcune di queste pellicole si no incredibili. Fatto!
sono resi disponibili, mi hanno contat- Molti di questi ascolti hanno eserci-
tato per sapere cosa ne pensavo a tato una certa influenza su di me. La band era naturalmente quella
proposito di una pubblicazione di di Wayne Cochran e dei C.C.
Judgment Night. Naturalmente sono Lei da giovane ha studiato, oltre Riders…
stato felicissimo. Non me lo sarei mai alla chitarra, anche il sax, il clarinet- Si. Ed è così che è andata, in modo
aspettato, è stata una sorpresa anche to e la batteria. Uno strumento, que- assolutamente spontaneo. Ero total-
per me. Ma va bene così: mi piaccio- st’ultimo, che deve avere influito mente posseduto dalla voglia di farlo
no le sorprese! moltissimo sul suo stile di che non appena mi sono reso conto
scrittura… che era il momento giusto per fare
Ci sono altre sue colonne sono- Esattamente, ho iniziato come bat- quella mossa…l’ho fatta! E direi che
re ancora discograficamente inedi- terista e mi sono sempre portato dietro ha funzionato bene!
te che Le piacerebbe vedere pubbli- quella sensibilità, credo che abbia
cate? avuto un’influenza incredibile. Intendo Passato alla musica da film,
Penso proprio che se c’è una colon- dire che ho sempre avuto una forte durante la prima metà degli anni ’80
na sonora che vorrei vedere su disco componente ritmica nel modo di vede- si è concentrato su score pretta-
quella è sicuramente Ritorno al futuro. re e scrivere musica, ed è una compo- mente elettronici eseguiti al
E’ interessante che non sia mai stata nente a cui attingo anche per la scrittu- Synclavier. Era spinto esclusiva-
realizzata, anche se poi alla fine tutto ra orchestrale, quando la situazione lo mente da ragioni di budget o qual-
si riduce a problemi finanziari. Negli richiede. che volta si è trattato di una scelta
Stati Uniti se registri una colonna “concettuale”? Ad esempio le
sonora e vuoi metterla su disco devi In un’intervista ha ricordato il musiche di Navigator (1986) hanno
pagare cifre sostanziose all’orchestra suo direttore di banda ai tempi del colto perfettamente l’innocenza del
e quindi se fai un film con un’orchestra liceo, G. Donald Mairs, come un film e la sua estetica pop tanto che,
molto grande i costi possono diventa- mentore durante i suoi primi studi probabilmente, uno score orche-
re talmente alti da scoraggiare chiun- musicali. E’ stato lui ad infonderle strale sarebbe risultato addirittura
que voglia tentare una pubblicazione. l’amore per il jazz e il be-bop? eccessivo. E anche il suo radicale
Penso che il problema stia tutto lì. Assolutamente si. E’ stato un musi- approccio sintetizzato per Clan of
Comunque tra tutte sceglierei sicura- cista, un ottimo musicista, uno straor- the Cave Bear (1986) sembrava
mente quella; sarebbe bello poterla dinario insegnante e soprattutto un reagire per “opposizione” allo sce-
finalmente avere su disco. Ma non è grandissimo amico. In quel periodo nario primitivo e naturalistico del
mai detto, forse in futuro… della mia vita, quando ero ancora nel- girato…
l’ambiente scolastico sapendo già che Diciamo un po’ per tutte queste
Quindi può confermarci che al avrei voluto fare il musicista, la sua necessità. Certamente a quei tempi ha
momento non è prevista nessuna presenza è stata molto importante e contato molto l’aspetto finanziario;
pubblicazione dello score di incoraggiante. La scuola per me è qualche volta ti ritrovi a musicare un
Ritorno al futuro? stata difficile, perché volevo soltanto film che non prevede nessuna voce
Non che io sappia. Nessuno mi ha sedermi in una stanza a fare pratica e per la musica nel budget e se non hai
interpellato a tal proposito. a scrivere musica, ma come tutti gli abbastanza soldi per pagare più di cin-
altri ragazzi dovevo stare a scuola que musicisti rischi di non ottenere
Aveva una lista di colonne sono- tutto il giorno, tutti i giorni. Avere un quello che stai cercando ed è il caso di
re preferite anche da bambino, grande musicista che mi ha capito e utilizzare altri strumenti, come per l’ap-
quando non era ancora un compo- mi ha aiutato durante quegli anni è punto il sintetizzatore. Ci sono stati
sitore specializzato e ascoltava stato davvero prezioso. anche altri casi in cui l’elettronica sem-
semplicemente la musica dai film? brava essere semplicemente il suono
Sono cresciuto col desiderio di Ha lasciato il Berklee College of più appropriato per il film, consideran-
diventare un chitarrista jazz e quindi Music dopo pochi anni proprio per- do anche le grandi possibilità dell’effet-
da piccolo non prestavo particolare ché avvertiva un ambiente accade- tistica sonora sul lavoro timbrico e di
attenzione alla musica da film, anche mico troppo costrittivo? Magari tutta una serie di accorgimenti tecnici.
perché non pensavo proprio che il mio inadatto al bisogno di sperimenta- Sono sempre stato innamorato del-
futuro sarebbe stato questo. Ero molto zione pratica e di contaminazione l’aspetto tecnico della musica. Per
immerso nel jazz a quei tempi, non ero musicale evidente nei suoi succes- esempio nei due Predator ho utilizzato
come quei ragazzi che oggi scelgono sivi lavori cinematografici? l’elettronica come parte integrante
la professione del compositore cine- E’ stata una decisione assoluta- della partitura alla stessa maniera di
matografico e già da piccoli iniziano a mente spontanea. Ti racconto esatta- come ho usato l’orchestra. Non credo
farci attenzione… Non ho precisi ricor- mente com’è andata. Ero alla fine del che l’una sia in competizione con l’al-
di del genere, anche se già a quei secondo anno e in quel periodo ero tra. L’elettronica è un’ulteriore gamma
36 alan silvestri

di colori con cui il compositore può Di solito, quando c’è un tema princi- di conferire maggior portata e grandio-
lavorare. Quindi cerco continuamente pale, inizio da lì. E penso che tu abbia sità alle immagini, perché Bob era
di tenermi aggiornato e sono sempre descritto benissimo cosa cerco di fare. convinto che buona parte del film non
felice di poter contare su quel tipo di In termini sonori, il film può essere un sarebbe stata particolarmente spetta-
risorsa. contesto molto competitivo. A differen- colare. Quando ho iniziato a ragionare
za della musica da concerto, nel film sul tema principale – e dico subito che
Poco prima di queste esperienze sei in competizione con il dialogo, il l’ho trovato relativamente presto –
di synth-scoring, Lei aveva comun- suono d’ambiente e gli effetti sonori. sapevo che doveva essere eroico,
que già approcciato la scrittura Sei parte integrante di questo grande perché in fondo lo era anche l’intero
orchestrale al cinema grazie ad affresco sonico. Cerco quindi di partire film: Marty era un eroe e anche Doc lo
esperienze come All’inseguimento da un tema principale, una minima era. Sapevo che questo aspetto era
della Pietra Verde e Fandango. quantità di materiale che sia chiara- fondamentale, come sapevo che
Nessun altro episodio precedente, mente identificabile, gradualmente avremmo usato una grande orchestra,
anche al di fuori del contesto cine- identificabile. E’ qualcosa che si può proprio perché la musica doveva con-
matografico? E quali sono stati a apprezzare ed imparare nei grandi ferire quell’ampiezza che mancava
suo parere gli autori classici che compositori, che partivano da un alle immagini. Il tema che è finito nel
più hanno influito sul suo tratto sin- breve ma individuabile motivo e poi film è stato il primo, il primo in assolu-
fonico? procedevano nella scrittura di una to ed è venuto fuori abbastanza
In termini di scoring, la formazione notevole quantità di materiale basato velocemente.
più numerosa con cui ho lavorato su di esso. Mi muovo sempre in que-
prima dei due film citati è stata quella sta direzione: cerco di trovare qualco- Un’altra componente predomi-
per la serie ChIPS: all’incirca 10-12 sa che possa catturare l’essenza del nante del suo modo di comporre è
musicisti. Precedentemente non film e che nello stesso tempo possa il marcato orientamento melodico.
avevo avuto nessuna esperienza servirmi come buona risorsa nello svi- Al suo carnet stilistico non sono
orchestrale. Ero un musicista ritmico, luppo del materiale per il resto dello certo mancati scenari musicali
un batterista e un chitarrista, quindi in score. agghiaccianti e poco accomodanti,
quasi tutto quello che scrivevo la come nei due Predator, in Verdetto
sezione ritmica giocava un ruolo fon- Un altro tema straordinariamente finale (1991) e Identity (2003), ma
damentale. Ecco perché ho spesso sviluppato è quello di The Abyss, sempre gravitanti intorno ad un
ripetuto che Fandango rappresentò film con il quale, ancor prima di contesto tonale o alla sua periferia.
per me un evento senza precedenti. Judge Dredd, Lei ha dimostrato la E anche se alcuni passaggi posso-
Un grande evento, perché anche se sua grande congenialità al genere no magari avvicinarsi all’aleatorie-
prima avevo studiato per anni le parti- fantascientifico. Cosa ricorda della tà, molto raramente la sua musica
ture e i lavori dei grandi compositori genesi di questa partitura? La sua digredisce nel puro atonalismo (il
non avevo mai scritto nulla per orche- esperienza con Cameron si è rileva- tema impressionistico di Yoshi in
stra. Per quanto riguarda i miei com- ta problematica come per gli attori e Super Mario Bros. potrebbe essere
positori preferiti, la letteratura classica la troupe durante le riprese? un esempio). C’è una specifica idea
è talmente incredibile che diventa Tutt’altro. Jim ha prodotto idee stra- di musica da film dietro questo
impossibile per me scegliere. Il pano- ordinarie durante la realizzazione del approccio?
rama era talmente sterminato ed ela- film. Certo si è trattato di una vera fati- Anche in questo caso il mio intento
borato – e continua ad esserlo ai gior- ca fisica per le persone che hanno è sempre quello di trovare del mate-
ni nostri – che ascoltavo e studiavo partecipato alle riprese ma quando riale che dia una sorta di continuità e
tutto il possibile. Ancora oggi continuo sono iniziate ad arrivarmi le immagini, di risonanza allo score. In alcune
a farlo, proseguendo ad imparare. erano semplicemente meravigliose, situazioni, puoi raggiungere risultati
veramente stimolanti. E’ vero che Jim interessanti con del materiale temati-
Una delle sue più eloquenti è un cineasta molto esigente, ma è co che sia riconoscibile. Per esempio:
caratteristiche compositive è la per- anche vero che lo è soprattutto con se c’è una barca che avanza nel mare. Il
fezione dei suoi temi portanti. stesso. Mi ha fornito incredibili motiva- protagonista del film ha un suo tema
Spesso in forma binaria, con le due zioni e una grande ispirazione. musicale e tu entri delicatamente
sezioni del periodo regolate da un Lavorare di fronte ad un immaginario nella pellicola introducendo quel
intervallo di tritono, essi restitui- così ricco in un certo senso rende più tema. Anche se lo spettatore non
scono un’idea essenziale dell’inte- facile il lavoro del compositore. vede sullo schermo il protagonista,
ro lungometraggio in poche battu- saprà che è sulla barca in quel
te, sintetizzando con grande istinto Parlando di temi memorabili è momento. E’ qualcosa che non potre-
le dinamiche drammaturgiche del impossibile non richiamare in sti ottenere in un altro modo. Sono
film. Un esempio assoluto è il tema causa Ritorno al futuro. Quanto sempre molto cosciente delle varie
principale di Dredd, la legge sono io tempo Le ha richiesto in quel caso possibilità narrative. Ci sono molti altri
(Judge Dredd, 1995), con la sua la stesura del tema? La versione modi per imprimere un tema o un
prima parte in forma di fanfara a definitiva è stata immediata o ha motivo negli spettatori: qualche volta
proclamare l’integrità di Dredd dovuto scegliere tra una serie di può essere semplicemente un ritmo,
come eroe e la sofferta, discenden- alternative? E in fase di concettua- qualche volta una sezione d’archi che
te semifrase conclusiva, chiamata a lizzazione dello score, sapeva già suona un cluster, e ogni volta si ha la
svelare il suo dramma come uomo. che avrebbe registrato con un’or- possibilità di associarli ad un perso-
Quanto tempo dedica di solito al chestra di 98 elementi? naggio o ad una situazione. Ma è
concepimento di un simile concen- Cominciamo dall’inizio. Durante le certo che quando si parla di momenti
trato narrativo? Ed il tema principa- nostre prime discussioni sul film, fu emotivi, la melodia può essere vera-
le è sempre il suo punto di partenza subito chiaro a me e Bob Zemeckis mente potente. E penso sia per que-
in fase di composizione? che c’era bisogno di uno score capace sto che ne sono così attratto.
alan silvestri 37

Beowulf segnerà la sua dodice-


sima collaborazione cinematografi-
ca con Robert Zemeckis. La vostra
amicizia è ormai un elemento
capace di facilitare il percorso crea-
tivo che porta alla realizzazione
finale dello score oppure discutete
ancora il film nello stesso modo in
cui approcciaste All’inseguimento
della Pietra Verde?
Non è cambiato nulla! E franca-
mente si tratta di uno dei momenti più
appaganti che passiamo insieme, per-
ché è un’opportunità per Bob di parla-
re del suo film e per me di capirlo. E’
esattamente come ogni altro tipo di
incontro tra due persone che iniziano Silvestri sul podio dell’ìmponente organico di Mummy Returns

a parlare di un argomento e vedono le senza scaricare responsabilità sulla esperienza che volevamo comunica-
cose nella stessa maniera, vedono le musica; non chiede mai alla musica di re. Poi arriviamo sull’isola:
stesse soluzioni per la medesima far funzionare le immagini, le chiede “Dovremmo suonare un pad di archi
situazione. Un’esperienza unica. semmai di arricchirle. Nel caso de Le su un’isola deserta solo perché lo
Proprio come per la nostra prima verità nascoste e Cast Away non ci abbiamo già sentito in migliaia di altri
esperienza insieme: lo stesso modo di siamo rapportati al film con in mente film e tutti quanti se lo aspettano?”.
interagire al film e di discuterne. chissà quale manovra psicologica. Siamo passati oltre. Non era ancora il
Ecco cosa abbiamo fatto: ci siamo momento. E poi eccolo scappare dal-
Negli ultimi anni Lei e Zemeckis seduti e abbiamo visto il film, dicendo- l’isola. Se si guarda al film come al
vi siete distinti come una delle cop- ci: “Non c’è ancora bisogno di musi- viaggio interiore di un uomo, si vedrà
pie regista-compositore più attente ca… non c’è ancora bisogno di musi- che fino a quel momento, fino all’ab-
e scrupolose nei confronti del posi- ca… perché dovremmo inserire della bandono dell’isola, il protagonista è
zionamento delle musiche, ripor- musica se non c’è ne bisogno?”. La stato una vittima: ha preso quell’aereo
tando alla memoria il rispetto per il semplicità è la chiave: perché dovrem- per andare al lavoro, ha lasciato la
silenzio che dominava un certo mo se non serve? E’ proprio come per sua ragazza, si è ritrovato unico
cinema degli anni ‘60 e ‘70. Un film uno chef: che senso ha aggiungere sopravvissuto sull’isola, è dovuto
come Cast Away e l’assenza di spezie ad un piatto se non ce n’è biso- sopravvivere – tutto come una vittima.
musica in una sequenza cruciale gno? Non ha alcun senso. E questo è Ad un certo punto prende una decisio-
come quella della vasca da bagno il modo in cui affrontiamo lo spotting: ne importante, decide di prendere l’ini-
in Le verità nascoste (2000) stanno quando il film ha bisogno di musica ce ziativa su se stesso. Ed è un azzardo,
a dimostrare questa particolare la mettiamo. perché potrebbe anche morire: può a
sensibilità. Può spiegare questo malapena portarsi del cibo sulla zatte-
tipo di scelte? C’è il rischio che l’ec- Cast Away è veramente un gran- ra, non sa dove andrà, ma sa che non
cessiva presenza di musica nei de esempio di intelligenza e scru- vuole più essere un prigioniero e che
prodotti della Hollywood contem- polosità cinematografica – con il preferisce la morte ad un altro giorno
poranea finisca per indebolire il film commento originale chiamato ad da vittima. Quello che succede è che
piuttosto che rinforzarlo? esordire soltanto nell’ultima parte quando riesce a superare l’ultima
Penso che una delle cose più di film. Durante una lezione orga- onda si redime e si libera dal suo stato
apprezzabili di Bob sia il suo modo di nizzata dall’ASCAP, Lei ha partico- di condannato; e quando si volta
concepire i film sempre dal punto di larmente insistito sull’importanza indietro sembra aver capito il prezzo
vista dello spettatore. E’ un dono incre- dell’entrata della musica nel film. della sua decisione e che l’isola era
dibile il suo: quello di portare lo spetta- Come ha scelto, nel caso di Cast stata la sua prigione, il suo non-
tore dove vuole. Away, il punto in cui introdurre lo mondo. Questo è stato per me il più
In tutti questi anni abbiamo impara- score? Un punto d’entrata molto significativo punto di svolta – il
to che esistono alcuni interventi musi- delicato tra l’altro… momento più importante del film. Ora
cali particolarmente importanti ai fini E infatti lo è. E’ stato un film molto ha affrontato la morte ed è libero. Non
del film. Il primo è dove la musica ini- interessante su cui lavorare, per molte potevo pensare ad un momento
zia; il secondo è dove finisce; il terzo è ragioni. migliore per introdurre una musica
dovuto in generale alla presenza o Prima di tutto è un film e non la che celebrasse la svolta della sua vita.
all’assenza di scoring sulle immagini. realtà. Ma, detto questo, c’era comun- L’ho fatto con una formazione pura,
Sono assolutamente d’accordo, spes- que il bisogno di comunicare un semplice, modesta: solo archi ed un
so la musica viene usata come il ket- senso di desolazione, un livello di oboe. E fondamentalmente le cinque
chup o il parmigiano: “Mettila dapper- realtà che non avrebbe funzionato in o sei volte in cui abbiamo usato il
tutto, più note ci sono meglio è!”. qualunque altro luccicante pop-corn commento da qui in poi era sempre lo
Succede spesso quando un regista movie. E’ stato uno di quei casi in cui stesso tema, praticamente eseguito
diventa insicuro di una scena che ho continuato a rivedere il film, sempre nello stesso modo, perché
secondo lui non funziona più tanto cogliendo sensazioni. C’è questo sempre in connessione con quella
bene: “Oh, oh, oh! Mettiamo un po’ di disastro aereo nell’oceano che avreb- parte di se stesso che ha capito qual-
musica qui!”. Bob semplicemente non be suggerito l’utilizzo di una grande cosa e si affida alle sue speranze e
arriva a questo punto. Si assicura orchestra, come in un disaster-movie. alla sua sensibilità per quello che
prima che il film funzioni da solo, Ma ci avrebbe portato fuori dal tipo di verrà.
38 alan silvestri

Si. Devo farlo. Soprattutto quando


componi per il cinema devi avere il
senso reale della sonorità che assu-
merà nel film ciò che scrivi.

E’ ancora molto dettagliato nella


stesura dei brogliacci da consegna-
re ai collaboratori quando non cura
personalmente l’orchestrazione?
Dipende. E’ sempre diverso.
Dipende da chi è l’orchestratore, se
abbiamo già lavorato insieme, dallo
stile della musica. Si tratta di comuni-
care e ogni volta cerco qualsiasi forma
che possa aiutarmi a trasmettere nel
modo più chiaro possibile.
Alan e Sandra Silvestri nella loro tenuta vinicola

Un’ultima curiosità sull’assenza lo amavano. Penso che questi compo- Una prassi dalla quale non si è
di musica nella sequenza de Le sitori abbiano fornito un grande dono e mai sottratto è la direzione dell’or-
verità nascoste in cui Michelle i loro stili hanno creato in qualche chestra nell’ambito delle sue colon-
Pfeiffer è immobilizzata nella vasca modo un linguaggio a se stante. ne sonore. Quale pensa sia l’impor-
da bagno: aveva pensato ad un tanza di tale disciplina nella musica
intervento ‘d’emergenza’ nel caso Sin dagli esordi Lei si è sempre da film? Il compositore che dirige la
la scena non avesse funzionato concentrato sulla musica applicata, sua musica sulle immagini sta
senza commento? Come fece salvo rarissime eccezioni come il ancora “scrivendo”?
Herrmann per la scena della doccia recente lavoro per l’anniversario Certamente non è “scrivere” nel
in Psycho, per intenderci… dei parchi divertimento della vero senso della parola, ma in tutti i
Assolutamente no. Non c’è mai Disney, e non si è mai dedicato alla modi è ancora un tipo di comunica-
stato bisogno di inserire musica lì. composizione di musica assoluta. zione con i musicisti. Chi sta in piedi
Senza dubbio un attestato di coe- di fronte all’orchestra deve comunica-
Nel film ha omaggiato Herrmann renza per un artista che si è sempre re estensivamente con gli interpreti. E
scrivendo alcune pagine che definito più un cineasta che un non riguarda le note in sé per sé, ma
rimandano non solo a Psycho ma musicista… lo spirito delle note, il livello di ener-
anche a La donna che visse due …per la precisione un cineasta che gia, e l’equilibrio generale di tutte
volte e a Intrigo internazionale. Lei scrive musica, ma hai perfettamente queste cose. Penso che il composito-
è uno dei pochi compositori che ragione, non mi sono mai dedicato alla re abbia un incredibile vantaggio nel
non ha paura di citare ampiamente musica assoluta. Questo non significa dirigere, perché quando un musicista
dai suoi colleghi: Morricone in però che non possa farlo, un giorno. chiede come suonare, cosa si inten-
Pronti a morire (1995) e The Tuttavia sono anche molto conscio del de in un determinato passaggio, chi
Mexican (2001), Bernstein in fatto che sono due cose assolutamen- l’ha scritto sa esattamente cosa
Ritorno al futuro - Parte III, Rota in te differenti ed è una differenza che intendeva in quel caso e ai fini gene-
alcune pagine di Un topolino sotto prendo molto seriamente, mentre rali della composizione. Si crea così
sfratto (1997). Sempre rimanendo penso che altre persone non lo faccia- la possibilità per l’orchestra di capire
Silvestri e senza lasciarsi sopraffa- no. In un certo senso non trovo così qual è l’intenzione della musica che
re dagli stili altrui. C’è in questo un curioso il fatto di non aver mai scritto stanno suonando.
modo di intendere la musica da musica assoluta proprio perché sono
film come una forma d’arte, adatta convinto che si tratti di un’attività com- La sua scrittura orchestrale è
quindi ad essere usata attraverso i pletamente diversa dalla mia. Magari sempre stata considerata tra le più
vari linguaggi emersi durante la un giorno potrei anche farlo, oppure… difficili da eseguire. E’ una partico-
sua storia? no. Veramente, non lo so. Quello che larità che Le ha creato dei limiti
Si e penso che questo ci porti ad so è che bisognerebbe fare molta nella scelta delle orchestre con
un’interessante questione che chia- attenzione a portare una colonna cui lavorare? Nel caso di Predator,
merei “aspetto associativo” del film, sonora in sala da concerto; è tutto un ad esempio, lo score si dimostrò
che ha molto a che fare con l’imprin- altro mondo. troppo complesso per un’orche-
ting stilistico. I compositori che hai cita- stra ungherese e Lei dovette tor-
to hanno portato alla definizione di un Pare quindi di capire che comun- nare a Los Angeles per incidere
vocabolario musicale nel cinema: que non si tratterà di una suite da nuovamente…
Bernard Herrmann con i suoi lavori per Ritorno al futuro o una sinfonia da Credo che, soprattutto per quel
Hitchcock, Morricone, questi musicisti Judge Dredd… che riguarda le pagine d’azione, si
hanno veramente creato degli stili Non saprei proprio dire. Non so possa parlare di un impegno fisico
chiarissimi. In Le verità nascoste c’è quale direzione prenderei per arrivare notevole. Sono convinto naturalmen-
molta ironia, Bob ha dipinto un incredi- ad un’espressione puramente musica- te che tutta la musica sia impegnati-
bile omaggio ad Hitchcock e in un le di me stesso. Ma potrebbe succe- va da eseguire ma, certamente,
certo senso ci siamo divertiti con alcu- dere, potrei provare. molte delle cose che ho scritto,
ne delle sue icone stilistiche. Stessa anche solo dal punto di vista fisico,
cosa in Pronti a morire, c’era qualcosa Quando siede al piano per com- sono molto difficili. Richiedono una
di divertente nell’evocare quel tipo di porre, pensa già in termini di orche- resistenza forte e duratura e chiara-
stile, perché tutti ne erano coscienti e strazione? mente non tutte le orchestre sono
alan silvestri 39

capaci o disposte a suonare in quel ché – a meno che tu non stia parlan- Cosa può dirci a proposito dei
modo. E in molte situazioni se non do con un regista totalmente dispera- suoi ultimi impegni, Beowulf e The
c’è quell’energia quel tipo di scrittura to – se al regista non piace ciò che Wild?
non ha più senso. Non puoi avere hai scritto, non lo metterà nel film: Per Beowulf al momento c’è biso-
l’orchestra sprofondata sulle sedie e quindi non c’è ragione perché non si gno di alcune musiche di scena.
pensare di far funzionare la sequen- debba cercare il miglior canale di Materiale che ho già scritto e in
za della torre dell’orologio in Ritorno comunicazione. Qualche volta il regi- buona parte registrato. Per quanto
al futuro; non accadrà mai. sta può ascoltare una temp-track e riguarda lo score non so ancora di
L’episodio di Predator è interessante; dire: “Mi piace l’andatura di questo preciso come sarà e quale direzione
una situazione sfortunata, l’Ungheria pezzo”. In questo modo mi muove prenderò; ci vorrà ancora un anno e
cercava di ottenerne un po’ di lavoro verso il film. Altre volte il regista dirà: mezzo perché terminino le riprese,
dall’America. Ma non funzionò. “Mi piace così tanto questa temp che quindi avrò diverso tempo per orien-
Dovemmo tornare negli Stati Uniti e se potessi comprarla e metterla nel tarmi. Le registrazioni di The Wild ini-
registrare di nuovo lo score. film lo farei all’istante!”. Un modo zieranno invece il 12 dicembre e
Comunque sì, tendo a non spostarmi totalmente diverso di comunicare con attualmente sono pienamente immer-
troppo per registrare. Se non è a Los il compositore. A questo punto il so nella composizione. Ci sto lavo-
Angeles vado a Londra. medesimo dovrebbe andarsene e rando ogni giorno.
mettersi a lavorare a qualcosa di
Recentemente Patrick Doyle ha completamente differente? Non E come va l’esperienza con la
accusato molti dei suoi colleghi di avrebbe alcun senso. Chiaramente sua nuova etichetta vinicola, la
dipendere eccessivamente dalle bisogna scrivere musica originale, Silvestri Vineyards? L’enologia è
temp-track, mettendo a repenta- ma bisogna anche provare ad ascol- per Lei come la musica da film? Un
glio l’originalità delle composizio- tare e a capire cosa in quella temp- appagante mestiere che la passio-
ni. Pensa che questo possa in track sta veramente stimolando il ne e l’amore possono tramutare in
qualche modo essere ricondotto regista, creando la possibilità di dargli arte?
alla crescita esponenziale del quello che sta cercando. Proprio così. E’ una cosa che sta
fenomeno “rejected score”, reo coinvolgendo me e mia moglie
forse di rendere maggiormente Quali dei suoi colleghi contem- Sandra tantissimo; una vera miscela
timorosi i compositori cinemato- poranei ammira maggiormente? di arte e scienza. Siamo ancora
grafici, costringendoli ad avvici- Solitamente vedo la composizione all’inizio e stiamo creando la carta dei
narsi il più possibile alle temp- cinematografica come un modo di par- vini: per il momento imbottigliamo un
track pur di salvare il posto? lare del compositore, e quando un Pinot Noir, un Syrah e uno
Quando vieni assunto da un regi- musicista ha delle buone idee, parla Chardonnay. Stanno andando molto
sta, lo assisti nel raggiungimento bene, è sempre appassionante ed bene. E’ un’esperienza che ci sta
della sua visione del film. Non è né la istruttivo. Apprezzo il lavoro di tutti i appassionando moltissimo. E conti-
visione del compositore né il film del miei contemporanei: John Williams, nuerà a farlo.
compositore. Se accetti questo con- Danny Elfman, James Horner, James
cetto tutto si riduce ad una questione Newton Howard, David Newman, Grazie mille.
di comunicazione tra regista e com- Ennio Morricone… tutta questa gente [in italiano] Ciao!
positore, e una temp-track, per un e lì fuori a rispondere al film, a risolve-
regista che magari non possiede un re problemi. E’ affascinante, per un
buon vocabolario musicale, può compositore di cinema, sedersi a Un sentito ringraziamento a Sandra
potenzialmente rappresentare un otti- guardare un film musicato da qualcun Silvestri per la gentile disponibilità e
mo strumento di comunicazione. altro e scoprire quali soluzioni un colle- l’indispensabile collaborazione; a
Perché il compositore non dovrebbe ga ha saputo trovare alle difficoltà, ai David Bifano, Emile Brinkman, Tiziano
voler capire cosa vuole il regista? problemi e alle sfide che gli si sono Toniolo e Nicola Carbone per il sup-
Non avrebbe alcun senso, anche per- presentate. porto logistico.

Dunque il fulmineo sold-out del Varese Club di Predator inizia a dare i suoi frutti. L’ottimo
riscontro ottenuto dall’attesa prima pubblicazione ufficiale dello score per il film di John
McTiernan deve senz’altro aver spronato l’ambiente discografico specializzato a riconsiderare
gli inediti di Alan Silvestri, se adesso ci si ritrova tra le mani addirittura un’edizione integrale di
Cuba Libre - La Notte Del Giudizio, thriller metropolitano che nel 1993 marcava il pieno corso
della parentesi collaborativa del compositore con il solido Stephen Hopkins (iniziata tre anni
prima con Predator 2 e destinata a concludersi di lì a poco con Blown Away). Una vera sorpre-
sa: difficile infatti prevedere che l’onore del quarto lavoro silvestriano a meritare un’edizione da
collezione limitata (2000 copie in questo caso) sarebbe spettato ad una prestante, professio-
nale partitura d’atmosfera che svela il lato tipicamente ‘voodoo’ della prima maniera ritmico-
orchestrale del musicista. Alan Silvestri
Impegnato soprattutto nell’orditura di scenari incombenti, rarefatti in nervose intersezioni di Judgement Night
pedali d’archi e sfumature dissonanti saltuariamente sciolte in sfoghi tribali e architetture di per- (Cuba Libre, La Notte Del Giudizio -
cussioni metronomicamente imitative, lo score, con un motivo principale solo sporadicamente 1993)
accennato - e oltremodo boicottato nel film dall’esclusione del Main Title (incluso nel CD assie- Intrada Special Collection Vol.23
me ad altri due estratti dal materiale elettronico non utilizzato) – trova grande definizione 19 brani - Durata: 72’44”
soprattutto in una fosca invenzione cacofonica per legni (“Freeway Confrontation”), diligente-
mente dosata a scandire la discesa agli inferi dei quattro protagonisti.
L’interesse di un’etichetta come la Intrada per un compositore ancora in balìa di una sostanziale
disattenzione discografica è indubbiamente benvenuta e incoraggiante, persino di fronte alla scelta
di un titolo magari non proprio entusiasmante e ad un ascolto non sempre facilissimo. GT
40 paolo buonvino

Massimo Privitera e Paolo Buonvino

Baci, manuali e criminali

Paolo Buonvino
di Massimo Privitera un siciliano tra le note
Due siciliani a confronto: il sottoscritto, capo redattore di Colonne Sonore, catanese di nascita, e uno dei più
bravi compositori di musica da film della nuova generazione italiana di autori dell’Ottava Arte, il catanese Paolo
Buonvino (nato nel 1968 a Scordia). Ci troviamo nel suo studio romano situato in un tranquillo quartiere dietro il
maestoso Colosseo capitolino. L’atmosfera non potrebbe essere più gioviale e amichevole, data la nostra medi-
terraneità che ci porta subito ad avviare una divertente chiacchierata-intervista in lingua sicula, ricca di modi di
dire tipicamente catanesi, facendoci a tratti riappropriare delle nostre mai dimenticate radici dialettali, pur viven-
do da parecchi anni lontano dalla Sicilia. Buonvino è un compositore di una certa caratura, che ha lasciato una
sua impronta musicale originale, fatta di epiche note drammaturgicamente sospese e dolci melodie orecchiabilis-
sime, nelle commedie esistenziali di Gabriele Muccino (Come te nessuno mai del 1999 ha ricevuto l’ambito
Premio “Nino Rota” alla 56a Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia), arricchendole notevol-
mente, e in alcune delle più importanti, e di successo, fiction nostrane, come Il giovane Casanova (con il quale
vince il premio Miglior Colonna Sonora al Festival Internazionale di Luchon in Francia), Padre Pio, Ferrari, Paolo
Borsellino. Allora, per dirla nella nostra lingua madre, “incuminciamo a parrari…” (iniziamo a parlare…)!

Da assistente musicale di quel periodo composi una Messa, dal Devo essere sincero: non appena
Franco Battiato quale è stato il tra- titolo “Epiclesis”, per l’inaugurazione andò in onda La Piovra 8 (recensione
gitto che ti ha portato a comporre di una chiesa moderna, e la registrai a pag. 33, NdR), da quel momento in
le colonne sonore per La Piovra 8 ed eseguii dal vivo in occasione della poi fui subissato di richieste come
& 9, primo tuo vero approccio con manifestazione Estate catanese, con autore di colonne sonore, e ciò fu
la musica da film? la direzione artistica di Franco parecchio gratificante.
Le due cose, in realtà, sono un po’ Battiato, e mandai la registrazione al
slegate, infatti sono state entrambe regista di cui sopra. Gli piacque molto Nelle musiche scritte per La
esperienze molto importanti, ma lon- e mi propose di fare le musiche de La Piovra 8 & 9 hai usato la voce soli-
tane una dall’altra. Ho avuto l’opportu- piovra 8. Fu una proposta non sempli- sta del cantante palestinese Faisal
nità d’intraprendere il mestiere di ce, perché il regista Giacomo Battiato Taher per simulare il canto-lamen-
compositore di musica applicata alle doveva convincere la RAI, produttrice to della tua terra sicula. Perché?
immagini facendo, dapprima, un per- e distributrice dello sceneggiato con Usai la sua voce e anche quella di
corso di autore di musiche per il teatro Raul Bova protagonista, di dare in Sandra Matanza, che pensate un po’
- circa una dozzina di composizioni mano al sottoscritto, un emerito sco- fa la shampista a Lentini, in provincia
per lavori in Sicilia e Puglia – e, men- nosciuto, senza alcuna esperienza di Siracusa, anche se questo non so
tre ero assistente di Franco Battiato, nel campo delle colonne sonore, la se possa interessarvi (risate). Trovai
conobbi un regista (tra l’altro si chia- composizione delle musiche dopo la queste due voci che mi piacevano
ma Battiato, ma si tratta di semplice prima Piovra con lo score di Riz parecchio! Faisal Taher, pur essendo
omonimia!) che, ascoltando alcune Ortolani e le successive sei musicate palestinese, abitava, e tuttora vive, in
mie composizioni per un’opera lirica di da Ennio Morricone. Allora feci dei Sicilia e faceva parte del gruppo sicu-
cui doveva curare lui stesso la regia provini, che andarono molto bene, e lo dei Cuncertu, e lo costrinsi a canta-
(successivamente non se ne fece più il regista la spuntò. D’altronde non re in un modo assolutamente diffe-
nulla!), s’interessò al mio modo di saremmo qui, ora, a parlare della mia rente dal suo solito stile, infatti nella
operare con le note. A tal proposito, in carriera! (risate). colonna sonora de La Piovra fa delle
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cose incredibili e strane con la voce: una bella amicizia - mentre monta il senso… questo chi lo può dire? Con
una sorta di grido stilizzato! Fu davve- film. Ho sempre lavorato la porta a Ricordati di me, che è una sorta di
ro divertente per entrambi, e utilizzai fianco a quella di Gabriele e Claudio, seconda puntata de L’ultimo bacio, è
questo suo modo di vocalizzare in trasferendo il mio studio lì, in modo stato logico aver seguito lo stesso
altre due mie partiture per il Cinema: tale da poter avere due mesi in cui discorso compositivo. Ribadisco che
L’amante perduto e Ecco fatto. provare, riprovare e raggiungere il l’idea di questo iter cinemusicale
Sandra Matanza era una ragazza risultato finale in piena armonia. In c’era già da prima, cioè quella di dare
che vidi in un locale dove si faceva il sincerità, la prima collaborazione tra ad un evento che vive dentro l’anima,
karaoke, mi piacque il timbro della me e Muccino, il film Ecco fatto, si è attraverso la musica, un’importanza
sua voce, pur non essendo una can- svolta in maniera più distaccata: infat- profonda che non tiene conto di quel-
tante professionista, e la chiamai per ti lavoravo nel mio studio di Scordia, lo che succede fuori, ma di ciò che
cantare una frase in un duetto con in provincia di Catania, perché anco- avviene dentro i protagonisti, l’azione
Taher. Comunque la motivazione arti- ra non ci conoscevamo bene. Però, interiore e non soltanto quella esterio-
stica per cui usai la voce solista di un successivamente, fino a Ricordati di re. Magari sto dicendo una banalità,
cantante palestinese fu quella di vole- me il nostro modus operandi è stato però credo che in molti film, in un
re creare un canto della mia terra sempre quello di cui ti parlavo prima! modo o nell’altro, non accada questo!
sicula, però non folkloristico. Doveva Ecco, spesso, non sempre, la poten-
essere una mia stilizzazione di un Sia ne L’ultimo bacio che in za della musica, nel senso di potenza
canto siculo, che non è solo la tipica Ricordati di me si avverte un passionale, è misurata a ciò che vedi,
canzone siciliana “Ciuri, ciuri”, bensì approccio musicale che ricorda da invece io e Gabriele abbiamo voluto
cantare a vuci longa (con voce gros- vicino quello utilizzato da Jon Brion esasperare, tra virgolette, la potenza
sa e tenendo l’intonazione lunga!), per commentare il film Magnolia. E’ di quello che senti, con l’utilizzo di
tipico modo di cantare in campagna pura casualità o hai preso spunto musica epica, perché per noi due i
facendo, per così dire, melismi. da questo autore per il tuo lavoro sentimenti sono epici! Rammento la
Quindi, pensai, la cosa migliore sulle pellicole di Muccino? frase di Muccino che diceva a propo-
sarebbe quella di enfatizzare il nostro Diciamo che mai niente è pura sito di Come te nessuno mai: “Questi
modo di cantare in maniera arabeg- casualità! Io e Gabriele avevamo ragazzi che occupano la scuola pro-
giante, per l’appunto intonare a vuci fatto Come te nessuno mai prima del vano lo stesso sentimento di mio
longa, visto che è simile a un canto film Magnolia, e in quella pellicola nonno soldato durante l’occupazione
arabo che diventa lingua sicula. Per scegliemmo un percorso musicale dei tedeschi nella Seconda Guerra
essere più chiaro, basta fare l’esem- che non era quello di descrivere, per Mondiale, idem per i giovani che
pio di un venditore siciliano di patate esempio, la scena che si svolgeva in fanno l’amore per la prima volta!”.
che sembra un muezzin, il quale al una stanza con una musica da stan- Infatti per chi lo fa in quel momento
posto di dire la preghiera vende pata- za. Per spiegarmi meglio: se nella non è una cosa da poco, ma si prova-
te (risate). E’ simile dal punto di vista sequenza della terrazza dove i ragaz- no dei sentimenti che sconvolgono la
del linguaggio, non delle intenzioni, zi amoreggiano tu prendessi quella vita, e quindi Gabriele aveva bisogno
logicamente! Detto questo, ritornan- musica e la adattassi ad un film epico di una musica che desse questa
do al canto di Taher, che consideravo starebbe bene uguale. Questo era un sorta di emozioni importanti. Per
oramai un artista palestinese sicilia- discorso che avevamo già comincia- concludere, chiunque crea, non crea
no, dato che viveva da più di dieci to con Gabriele, e che pian piano, dal nulla, tranne nel caso di Dio (per
anni nella mia terra, volli creare un dopo che Come te nessuno mai andò chi ci crede!), quindi avendo tutti noi,
canto che per un anziano siciliano bene al Cinema, si è rafforzato. Infatti fin dalla nascita, i 6 sensi ben aperti,
sembrasse un canto antico, ma che quando abbiamo visto Magnolia ci la bravura degli esseri umani è quella
invece avevo inventato di sana pian- siamo resi conto che lì il percorso di dare e ricevere input, e infine riusci-
ta, per non ricadere nell’uso scontato musicale era ancora più esasperato re a rielaborarli in modo da crearne
del marranzano, cioè in un cliché! rispetto a quello adottato da noi due, altri nuovi. Un evento artistico di qual-
dato che la musica che commentava siasi genere è arte nel momento in
Veniamo al tuo sodalizio con il un dialogo profondo in una stanza, cui stimola in una o mille persone
regista Gabriele Muccino, per il parlava dell’anima di quella scena e un’altra espressione artistica interiore
quale hai musicato finora tutti i non di ciò che l’occhio del pubblico o esteriore. Logicamente, non è sem-
suoi film, da Ecco fatto fino a vedeva in quei fotogrammi. Ciò ci pia- pre detto che uno sia capace di este-
Ricordati di me. Che modus ope- ceva già prima, e vedendo Magnolia, riorizzare, l’importante è ricevere lo
randi segue il vostro lavoro ci ha convinto a poter perseguire stimolo! Il fatto di avere stimoli è rile-
insieme? questo modo di operare in musica vante nella vita, quindi diffido di colo-
La cosa particolare di quando negli altri nostri film insieme. In poche ro i quali dicono di non aver sentito
lavoro con lui è quella di iniziare a parole, con Come te nessuno mai questo o quel brano, o visto questo o
comporre già in fase di ripresa. avevamo fatto un passo, ma dopo il quel film, perché vuol dire non essere
Muccino ha le idee abbastanza chia- film di Paul Thomas Anderson con sinceri e aperti mentalmente. Se io ti
re sulla tipologia di approccio musica- Tom Cruise, ci siamo sentiti autoriz- avessi detto di non aver mai visto
le al suo film. Lancia degli input molto zati a farne sette di passi in avanti! In Magnolia e ascoltato le sue musiche,
precisi, che rielaboro conseguente- questo senso, allora, sì che il mio stile sarebbe stato, oltre che disonesto da
mente, altrimenti non ci sarebbe biso- ricorda da vicino quello di Brion per il parte mia, anche un pessimo tentati-
gno della mia presenza, potrebbe film succitato, di conseguenza vo di sentirmi un genio assoluto, uno
benissimo musicarseli da solo (risa- L’ultimo bacio è il rafforzamento di che non ha alcun bisogno di ricevere
te). Altra particolarità, dopo aver svi- quel percorso musicale. Non credo stimoli da tutto ciò che lo circonda.
luppato i suoi input, è quello di stare a che se non ci fosse stato Magnolia Anche ascoltare musica brutta può
stretto contatto anche col montatore, avremmo osato un po’ di meno, però dare dei suggerimenti per creare da
Claudio Di Mauro - con il quale è nata forse avremmo azzardato in un altro quella spazzatura musica meraviglio-
42 paolo buonvino

lo stesso titolo per il film. A questo


punto rilanciai, proponendo di far
uscire la canzone come singolo por-
tante della pellicola nel momento
stesso in cui stava per uscire al
Cinema. Carmen Consoli, come ben
sapete, fece un cammeo ne L’ultimo
bacio, e la canzone ebbe un succes-
so clamoroso! In verità, sentii che
quello che avevo scritto per la canzo-
ne di Carmen aveva un’attinenza con
ciò che avrei composto successiva-
mente per il film di Gabriele. E avevo
ragione!

Ecco fatto e Manuale d’amore.


Giovanna Mezzogiorno e Stefano Accorsi ne L’ultimo bacio In entrambi i film hai usato il ritmo
sa. Non credo a coloro i quali dicono perché incontrai in quel periodo un del tango come rappresentazione
di creare dal nulla, sono tutte baggia- mio assistente musicista che suona- degli amori contrastati, ossessivi e
nate! Chi lo fa e lo dice, o è un bugiar- va il clarinetto benissimo e al quale gelosi dei suoi protagonisti. Non è
do o un pazzo furioso! piaceva la musica ebraica, quindi un facile archetipo o l’unica solu-
qualche influenza nel mio modo di zione per far capire in musica
Per quale motivo l’utilizzo di far suonare il medesimo strumento cos’è veramente l’amore?
sonorità Klezmer (tipica musica nel film è saltata fuori. E’ anche vero Come ti ho già detto precedente-
ebraica) per una storia d’amore e che nella pellicola di Muccino non ci mente, non l’ho mai pensato prima! In
tradimenti quale è L’ultimo bacio? sono proprio delle citazioni così ecla- Ecco fatto, onestamente, è stata
Quando compongo musica, da un tanti di sonorità Klezmer, però qua e un’indicazione di Gabriele quella di
punto di vista prettamente tecnico là affiora qualcosa! usare il tango, anche se in un pezzo
non mi baso su qualcosa di preesi- ho adottato il ritmo jungle e tango
stente. E’ vero che sono cosciente di Sei stato tu a chiedere a Carmen insieme, proprio perché non m’impor-
aver studiato musica, armonia, tutto Consoli, essendo il suo arrangia- tava fare un tango nel senso puro del
quello che serve a un compositore tore di fiducia per molti dei suoi termine, del suo significato musicale.
(Buonvino si è diplomato in pianofor- album (Stato di necessità, Forse non lo so neanche fare, e
te al Conservatorio “F. Cilea” di L’anfiteatro e la bambina imperti- comunque non m’interessa (risate)!
Reggio Calabria, poi ha studiato nente, L’eccezione, per citarne Nel caso di Manuale d’amore non l’ho
“Disciplina della Musica” presso l’uni- alcuni), di scrivere la bellissima composto perché si parlava di gelosia
versità di Bologna - NdR), però canzone “L’ultimo bacio” per il e amori problematici. Ho visto il film e
quando scrivo non ragiono in base ai film omonimo? mi è venuto fuori un tango, senza
numeri, non sono capace! Quindi, Andò in maniera diversa! Fui chia- pensarci preventivamente, perché mi
appena finisco di scrivere un tema, mato da Carmen per fare l’arrangia- lascio andare, sono molto impulsivo!
mi ci rimetto su, correggo, se ci sono, mento dell’orchestra in cinque, sei Questa, comunque, è la prima fase
degli sbagli, oppure lascio andare pezzi di un suo album, tra i quali c’era del mio iter lavorativo; dopo, natural-
qualora l’errore mi piaccia e preferi- anche “L’ultimo bacio”, che era stato mente, razionalizzo tutto, se no l’or-
sco che venga letto così. La stessa creato per voce e chitarra. Scrissi l’ar- chestra impazzirebbe e non potrebbe
cosa succede con i timbri, perché a rangiamento per orchestra, e nello suonare una singola nota di quello
me piacciano. Una volta, agli inizi stesso periodo Muccino mi offrì di che ho scritto (risate). D’altronde ho
della mia carriera cinemusicale, nello elaborare la colonna sonora del film composto la musica per la pubblicità
stesso periodo, incominciò a prende- omonimo, che in realtà s’intitolava della Ferrarelle, che non c’entrava
re piede la musica new age, ed io Non sono pensieri carini (titolo del niente con la parola amore, a diffe-
simultaneamente composi le musi- brano numero 6 del CD della colonna renza del film di Veronesi con
che del film Dancing North (Paolo sonora del film - NdR). A Gabriele feci Verdone, e in quel caso ho scritto un
Quaregna, 1997). Un mio amico mi sentire la canzone della Consoli, tango, anche se si parlava del signifi-
disse che le mie composizioni asso- mentre parlavamo dell’approccio cato della “vita”, di una coppia di gio-
migliavano alle sonorità new age, ma musicale al suo film, perché secondo vani che s’incontravano ballando. E’
io, in quel momento, non ne sapevo me era appropriata al racconto della tutto puro istinto per me quando giun-
proprio nulla di quella nuova corren- storia d’amore e tradimenti della cop- ge il momento di comporre! La logica
te musicale. Onestamente ero igno- pia Accorsi e Mezzogiorno. Tra l’altro è prevedibile, invece l’istinto lo è
rante in tal senso (risate). il contesto in cui era stato scritto il molto meno, quindi mi emoziona di
Comunque, questo mio amico mi pezzo della Consoli, che non sapeva più, anche se in questo secondo caso
portò 12 CD di musica new age, e nulla della lavorazione e della trama puoi sbagliare a volte. Però mi piace
compresi che c’erano delle assonan- della pellicola di Muccino, fuorviava tentare in tal senso, che seguire sem-
ze con la mia partitura per la pellico- totalmente da quello che era la narra- pre il raziocinio come modo di proce-
la di Quaregna. Tuttora non so se la zione filmica di Gabriele. Nemmeno dere nel lavoro. Poi analizzo il mio
mia musica fosse new age o no, mi io feci quel lavoro di orchestrazione istinto per sapere il perché sono
auguro vivamente di no (risate)! della canzone pensando al film andato in quella direzione, fare il con-
Nello stesso modo accadde con le L’ultimo bacio. Una volta proposta a trario mi sembra sterile. Se un tizio fa
sonorità Klezmer per L’ultimo bacio: Muccino la canzone, per fortuna gli un’opera d’arte pensando ad un
sempre per pura casualità, magari piacque molto, infatti decise di usare archetipo, secondo me non può
paolo buonvino 43

suscitare emozioni o interesse.


Tornando a Manuale d’amore, l’utiliz-
zo del tango ha coinciso con un
archetipo, però un uso più che invo-
lontario, naturale! Riferendomi a
Ricordati di me, se tu lo ascolti è tutto
in ¾, un valzer continuo, non logica-
mente nel senso della danza, però è
venuto fuori spontaneamente, e me
ne sono accorto solo dopo che era
venuto fuori tutto così! Per me, ragio-
nandoci su più tardi, aveva una certa
importanza la ciclicità di questo gene-
re di valzer perenne, quindi rilevante
l’utilizzo del 3/4.

Manuale d’amore è stato il setti- Margherita Buy e Sergio Rubini in Manuale d’amore

mo incasso della stagione cinema- musica e mi andai ad informare su film ho musicato, rispondo sempre
tografica appena trascorsa, con i che cosa fosse questo riconosci- “28”, perché per me non c’è differen-
suoi quasi 14 milioni di euro. Con mento: non conoscevo la sua entità. za tra Cinema e Fiction (televisione).
questo film la tua musica è stata Mi arrivò questa cartolina e molto Nella mia testa, nel momento in cui
nominata ai David di Donatello, al tempo dopo mi spiegarono cosa di compongo, non cambia nulla nel
Ciak d’Oro, al Premio Cinemusic di fatto fosse, quindi capisci bene che modo di approcciarmi al lavoro, l’uni-
Ravello, etc. Cosa comporta rice- importanza per me hanno avuto, e ca cosa che varia è un meccanismo:
vere così tante nomination per un tuttora posseggono, i premi! di solito nella televisione c’è più musi-
singolo lavoro? ca, per una questione anche pratica,
A me implica questo: valuto un Con il brano “Noite e luar” tratto siccome tu puoi vedere il film in una
lavoro dopo tanto tempo, perché da Manuale d’amore, interpretato condizione di disattenzione, quindi
mentre lo faccio non riesco a deter- magistralmente da Patrizia devi cercare in tutti i modi di attrarre
minare quanto bello o brutto sia. Laquidara, hai meritatamente vinto l’attenzione del pubblico casalingo,
Naturalmente i premi ti fanno piace- il Premio Miglior Canzone da Film soprattutto con la tua musica. Al
re, però c’è il rovescio della meda- al Festival di Ravello. Perché la Cinema la cosa è completamente
glia, infatti per L’ultimo bacio non ho scelta di far cantare in brasiliano il diversa, perché sei inchiodato alla
ricevuto nessun riconoscimento, e testo della canzone? poltrona e hai pagato il biglietto per
credo che sia una delle colonne Perché mi piace! Patrizia conosce vedere la pellicola, quindi sei comple-
sonore più belle che abbia mai scrit- bene il brasiliano, infatti glielo ho tamente preso da ciò che avviene
to! Detto ciò, quando non ricevo chiesto subito. Quando ho composto sullo schermo, sempre augurandoti
premi, non vuol dire che il lavoro che il tema, lo sentivo già come una sorta che il film non sia veramente brutto
ho fatto sia pessimo, altresì quando di brano classico brasiliano. Lo vive- (risate)! La televisione è più complica-
li ottengo non è detto che sia un vo così, perché pensavo al ta, perché esiste la tendenza a riem-
buono score perché sono stato pre- Sudamerica! In realtà esiste anche pire almeno di musica il film per
miato. Questo è ciò che mi fa pensa- una versione in francese, perché accalappiare il pubblico distratto,
re il vedersi consegnare o non i abbiamo tentato sia questa via che nella sala cinematografica se c’è o
premi! Poi il riceverlo, comunque, è quella in italiano, ma non mi faceva non la musica la cosa cambia parec-
un segno di affetto che fa bene. Così impazzire! Il primo provino che chio! Immagina che in film TV come
come quando ti arrivano le e-mail di abbiamo fatto aveva la prima strofa Padre Pio, Ferrari o Il giovane
persone che non conosci, che ti rin- in brasiliano, la seconda in francese Casanova i primi venti minuti conten-
graziano per l’emozione che gli hai e via discorrendo, alternandosi, per gono più musica di un film per il cine-
dato con la tua musica. Servono per capire cos’era meglio. Mi ha soltanto ma. Infatti su venti minuti di rullo vi
chi come noi, non facendo molti con- entusiasmato il brasiliano, perché mi sono 15 minuti di musica, che potreb-
certi live, non ha il contatto diretto col piaceva il suono che emetteva! be benissimo servire per fare da
pubblico. Questi sono contatti indi- Seppur la canzone possegga un suo colonna sonora a una pellicola intera
retti che ti gratificano enormemente! fascino in francese, però diventa per il grande schermo o a più film!
Per avere energia e incentivarti a tutta un’altra cosa. Capisci quanto lavoro in più mi tocca
fare altro, e ancora meglio. E’ anche fare, anche se la mia qualità di realiz-
bello giocare con queste nomina- Passiamo al tuo rapporto con zazione del prodotto non varia, per-
tion, la consegna dei premi, e rima- la musica per la Fiction, genere ché registro con il massimo che mi è
nere nello stesso tempo con la per cui hai realizzato ottimi lavori consentito dal produttore e dalla mia
mente a Scordia vicino agli amici - tra gli altri, per Padre Pio, Ferrari capacità di esecuzione. Per me scri-
d’infanzia e non dimenticare chi si è e, dulcis in fundo, Paolo vere Ferrari o Il giovane Casanova è
veramente! Se facessi film per otte- Borsellino, per il quale hai vinto il stato come fare quattro film per il
nere le candidature, non vivrei più Premio Golden Graal 2005. Che Cinema!
con tranquillità. Quando ricevetti la differenza intercorre tra il com-
prima nomination ai David di porre per il grande e per il piccolo E’ anche vero che hai a disposi-
Donatello (per Come te nessuno mai schermo? zione, normalmente, molto meno
- NdR), non sapevo nulla di tal pre- C’è una differenza, ma non è quel- tempo per scrivere musica per la
mio, visto che non sono mai stato un la che solitamente salta subito alla Fiction rispetto a quella per il
cinefilo accanito (risate). Facevo mente! Quando mi chiedono quanti Cinema?
44 paolo buonvino

Kim Rossi-Stewart e Stefano Accorsi in Romanzo criminale

Anche lì dipende sempre da come dava la forza di combattere la Mafia e perché per me è davvero un bel film!
nasce il progetto! Se te lo dicono andare avanti, ma quella di Paolo Anche se comunemente non sono
all’ultimo minuto è logico che tu arrivi Borsellino fu una doccia fredda! propenso ad andare al Cinema per
ad avere meno tempo a disposizione, Ritornando al mio lavoro sulla Fiction questo genere di pellicole, perché
però se il regista ti avverte con un di quest’ultimo, mi sentii intimorito, non m’interessano. Devo dire che
certo anticipo, mentre sta scrivendo perché non volevo togliere niente alla vederlo sul grande schermo in quali-
la sceneggiatura, allora sì che hai la bellezza del racconto e al film TV in tà di spettatore, quindi distaccandomi
tranquillità di dedicarti al progetto con sé, che è andato benissimo. Non dal mio lavoro fatto per esso, mi ha
più efficacia e preparazione. E’ indub- desideravo per nulla al mondo tradir- suscitato delle emozioni forti, alcuni
bio che preferisco questa ultima ipo- lo, quindi è stato un lavoro in cui ho sentimenti che hanno a che fare con
tesi, perché mi piace avere tutto pron- per lo più tolto che messo. La mia la dignità dell’uomo, quindi ha centra-
to prima e scrivere, per giunta, dei composizione è stata smembrata più to il suo tema! Parlando di gente
temi senza aver visto il film. In tal volte! Ho composto tante melodie, negativa, criminali spietati, è riuscito a
senso ti vengono delle idee geniali che ho successivamente ridimensio- farti pensare e credere fortemente
incredibili, senza saperlo! Ti faccio un nato e infine fatto quasi scomparire, alla vera essenza del significato della
esempio: sai che tu devi colorare una cercando sempre di infondere attra- parola dignità. Perché, anche quando
cosa e questa si deve abbinare ad un verso di esse delle emozioni a chi un uomo è un criminale, una piccola
altro colore, il rosso con il giallo, che ascoltava. Mi è piaciuto il fatto che parte buona in lui, seppur offuscata e
va benissimo e nessuno ti può dire con questo film si è comunque ripar- ridotta ai minimi termini, c’è ancora.
nulla, però se tu non sai che il rosso lato di Borsellino e di quegli avveni- Vedere un altro che spreca la sua vita
si deve abbinare con il giallo, a que- menti tragici, infatti durante la premia- così, ti far venir voglia di dare sempre
sto punto l’idea geniale in cosa consi- zione del Golden Graal l’ho anche di più. Facevo un esempio con un
ste? Che il colore rosso dovrà essere detto! Dimmi quanti giornali degli ulti- mio amico, a tal proposito, sulla paro-
accoppiato al marrone, quindi verrà mi quattro anni hanno delle prime la “peccato”: il Signore dice “Peccato!
fuori o una schifezza totale o qualco- pagine con una notizia sulla Mafia, Stai sprecando il tuo tempo. Al posto
sa di veramente unico e originale! forse una o due, ma scritte molto pic- di realizzare questo stai facendo
Questo è il bello di non sapere-vede- cole! Se ciò vuol dire che la Mafia, e un’altra cosa inutile.” Come si dice da
re nulla prima, cioè comporre senza non parlo soltanto di quella che esiste noi in Sicilia: “Chi piccatu!”. Stai get-
conoscere niente del film! Comunque in Sicilia, ma il modus operandi di tando al vento il tuo tempo. Ed è que-
è un rischio, ma un rischio affascinan- tutto il territorio italiano, non c’è più, sto che mi è venuto in mente guar-
te da accettare, perché sai chiara- allora ben venga, però non mi sem- dando Romanzo criminale, quindi ha
mente che su dieci temi che scrivi bra che non esista più, quindi è gra- davvero colpito il segno!
almeno la metà dovrai metterli da vissimo che oramai non se ne parli.
parte. Secondo me il regista, prima di Non voglio fare nessuna dietrologia E’ la stessa sensazione che hai
iniziare le riprese, può, o deve, darti politica, tuttavia il fatto che non si dica avuto quando hai iniziato a com-
dei segnali, pochi ma basilari, i quali più nulla a proposito, dà spazio a una porre?
dovranno servirti per comprendere cosa che cresce nel silenzio, a diffe- Volevo contribuire musicalmente a
bene ciò che vorrà per il suo film, così renza di quegli anni in cui operavano far venir fuori, sia nel suo aspetto
non navighi completamente nel buio Falcone e Borsellino dove un giorno negativo che in quello positivo,
quando componi! sì e uno no se ne parlava. I sindaci l’”anima” dei personaggi del film. Il
facevano delle cose meravigliose loro peccato, non nel senso religioso
Cosa ha significato per te, da contro la Mafia, invece oggi siamo del termine, ma riferendomi sempre
siciliano, affrontare musicalmente tornati indietro, e vivo nella speranza al loro spreco di umanità e d’impiego
la storia di Paolo Borsellino? che qualcosa torni a cambiare! di vita. Tanta bellezza buttata via per
Rivivere quel momento con forte un nulla assoluto! Ho cercato d’infon-
intensità emotiva. Rammento benis- Parlaci del tuo ultimo lavoro per dere attraverso le mie note una certa
simo dove mi trovavo nell’attimo in il film di Michele Placido Romanzo “pietas” nei confronti dei personaggi,
cui fu annunciata la notizia della sua criminale sui 15 anni di violenta e vedendo il film al Cinema – bando
uccisione, ciò che venne detto in tele- storia italiana della famigerata alla falsa modestia! – credo di esser-
visione. La strage di Giovanni Banda della Magliana di Roma. ci riuscito. Mi auguro che anche il
Falcone fu una cosa eclatante, però ti Sono orgoglioso di averlo fatto, pubblico riesca a rintracciarla. Ripeto,
paolo buonvino 45

a me interessava far sentire l’”anima” dito. Ci sono due progetti in cantiere: perdere gli stimoli che ti possono
delle note, renderla trasparente, ma il primo, una serie d’incontri con venire dal conoscere nuove persone,
ricca di pathos. L’”anima” non la vedi, quattro università dove ho intenzione nuove idee e modi di pensare. Per
però la senti, la percepisci nelle cose di parlare del mio mestiere di compo- questo sono importanti i due progetti
animate e non, quindi quando essa sitore con gli studenti. Il mio rapporto che ti ho esposto: l’interscambio è
viene meno, tutti quei gesti, cose e con il testo scritto, la sceneggiatura necessario per non esaurire la pro-
attimi vengono a perdere significato. per intenderci, le immagini e tutto ciò pria vena creativa.
Tu puoi fare l’amore con una prostitu- che ne consegue. Parlerò di tutto
ta con l’intenzione di ucciderla subito quello che mi piace, non solo di Cos’è per te la musica per
dopo, e fare l’amore con tua moglie musica da film. La musica è la colon- immagini?
per mettere al mondo un figlio. Il na sonora della mia vita, ma non è Non sono in grado di darti una defi-
gesto è uguale, l’anima è differente! tutta la mia vita! In quella occasione nizione ben precisa. Per me è la mia
Attraverso il gesto non puoi assoluta- non farò dei veri e propri concerti, ma musica abbinata alle immagini!
mente comprendere che tipo di delle dimostrazioni suonate dal vivo Qualche volta è una musica che pre-
anima vi è in esso, e la stessa cosa dei miei lavori, con la partecipazione scinde dall’immagine, quindi che pos-
ho cercato di trasmettere con la mia di validi collaboratori, e faremo dei siede un’”anima”, in altri casi non arri-
musica nel film. piccoli esempi di ciò che si può crea- va a distaccarsi dai fotogrammi, per-
re musicalmente, non soltanto nel ché da sola non ha vita propria.
Ci sono dei compositori fonte Cinema. Quindi, sarà una sorta di Preferisco logicamente il primo caso!
d’ispirazione per il tuo lavoro? anteprima di un mio concerto! Ne ho In ogni modo credo che non si possa
Non in particolar modo. già fatti qualche volta, però voglio parlare di cliché riferendosi alla musi-
Indubbiamente la mia esperienza con mettere su una band di sei, sette ca applicata; infatti, ultimamente, le
Franco Battiato mi ha fatto crescere componenti ed eseguire la mia musi- canzoni stanno diventando anch’es-
parecchio, e continua a farlo tuttora, ca in giro per l’Italia. Quest’ultimo se musica per immagini, ma al con-
infatti ci sentiamo molte volte, seguo i sarebbe il secondo progetto di cui ti tempo non lo sono. Secondo me non
suoi lavori discografici e cinemato- accennavo. Dimenticavo, vorrei rea- esiste soltanto (e non si può parlare
grafici come regista. Pensa che mi ha lizzare un disco che non ha bisogno di) musica per immagini, teatro, pub,
fatto interpretare un ruolo nel suo ulti- delle immagini, con l’apporto di alcu- discoteca, radio, etc, etc. E’ musica!
mo film (Musikanten, 2005), dove ni miei amici che fanno questo Se poi vogliamo essere proprio
recito una frase, e pure male, credo mestiere, dove racconterò il mio pignoli, c’è della musica da film che
(risate). Per quel che riguarda la mondo: dalle suore francescane che vive solo sullo schermo e non può
musica da film, mi piace ascoltare le frequento a Patrizia Laquidara che esser definita in altro modo, ma si
colonne sonore di alcuni compositori canta in diverse lingue. Prevedo di tratta tuttavia di musica! Nell’attività di
americani e italiani, comunque adoro vendere quindici o sedici copie (risa- un compositore di colonne sonore
sentire musica nuova il più delle te), ma non m’interessa, perché rap- può essere solo musica per immagini
volte, e non fossilizzarmi su di un presenterà il mio vero mondo! quella che lui crea, ma per me l’im-
genere o su di un altro. Anzi, ultima- L’interesse principale sarà quello di portante è che essa riesca a vivere
mente, mi era capitato che non mi soddisfare un mio desiderio, e niente dentro me stesso e, abbinata al film,
piacesse nulla di ciò che ascoltavo! altro. In ogni caso, riferendomi al diventi un qualcosa di più. Nel caso di
Questo mi aveva molto preoccupato, discorso fatto poco fa, dal disco Romanzo criminale è una musica
perché credevo di aver perso un prenderebbe il via il concerto, non che può vivere senza immagini,
certo gusto musicale, poi ho compre- per una mera sponsorizzazione del anche se non è affatto semplice
so che la mia preoccupazione era CD, ma per mio piacere personale. come ascolto, seppur con esse si
dovuta al fatto che la musica che Riarrangerei in maniera diversa alcu- completa e diventa un’anima pulsan-
avevo sentito faceva veramente schi- ni mie temi per il Cinema, soprattutto te. Invece, “Noite e luar” è un tema
fo (risate)! quelli che ritengo più adatti ad che sia col film che senza va benissi-
un’esecuzione live, e mi sbizzarrirei mo, infatti vi sono dei gruppi di bio-
Ti piacerebbe eseguire la tua musicalmente. Il rischio del mestiere danza che lo utilizzano ballandolo
musica dal vivo? di compositore per immagini è quello ogni cinque minuti. In conclusione,
Da diversi anni ho in mente di fare di rinchiudersi in una stanza, scrive- non credo che esista il mestiere di chi
qualcosa a tal proposito, però i troppi re, scrivere, scrivere e non avere più fa musica per il Cinema e basta, uno
impegni lavorativi me lo hanno impe- contatti col mondo esterno, quindi fa “Musica”!

Senza dubbio alcuno, Romanzo criminale è stato l’avvenimento cinematografico più discus-
so di questo autunno. Il successo della sua soundtrack, realizzata con cura e ben sincronizza-
ta con i fotogrammi della pellicola sta soprattutto nella scelta dei greatest hits anni ‘70/80 che
ne contestualizzano la storia, sottolineandone l’inquietante drammaticità.
Ma resta un dubbio.
E’ assai palese una sorta di “pigrizia” da parte della produzione che sembra aver privilegia-
to l’effetto facile e un po’ ruffiano di brani conosciuti al grande pubblico, piuttosto che lavorare
su nuovi suoni.
E allora, viene spontaneo chiedersi che impatto avrebbe avuto un commento sonoro dele-
gato completamente alla geniale scrittura del bravissimo Paolo Buonvino (L’ultimo bacio,
Ricordati di me), che qui sfoggia nove brani strumentali inediti di notevole caratura, piuttosto Paolo Buonvino / AA.VV
che ricorrere ai Queen, KC & The Sunshine Band, The Pretenders, Sweet, oppure ai nostrani Romanzo criminale
Equipe 84, Patty Pravo, Gabriella Ferri, Giorgia, o al noiosissimo Pavarotti che rifà il verso a (2005)
se stesso. RCA Italiana 82876724522(2)
Non lo sapremo mai. MT CD 1: 14 brani – Durata: 45’34”
CD 2: 13 brani – Durata: 45’12”
46 marco frisina

La musica
come
missione

Conversazione con
Marco Frisina
di Pietro Rustichelli

Mons. Marco Frisina (romano, classe 1954) è noto al vasto pubblico per numerose colonne sonore di importanti
fiction televisive, soprattutto di argomento religioso.
Forse non tutti sanno del suo incarico di direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Roma e della sua immen-
sa produzione di musica e canti liturgici divenuti ormai repertorio tradizionale di cori e parrocchie in tutta Italia e non
solo. Responsabile musicale dei grandi eventi giubilari del 2000 e di alcune giornate Mondiali della Gioventù, ha
curato numerosi eventi alla presenza del compianto Papa Giovanni Paolo II, a cui ha dedicato diversi oratori e com-
posizioni.
Biblista di fama nazionale, si divide tra la composizione e gli impegni pastorali, tra la direzione del Coro della
Diocesi di Roma da lui fondato e altre compagini ed un costante impegno nella diffusione e formazione musicale,
culturale e religiosa (è anche rettore della Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo).
Lo abbiamo incontrato più volte tra il suo ufficio in S. Giovanni in Laterano, lo studio personale e la sala di inci-
sione, cercando di fare il punto sui primi 10 anni di eccezionale attività nel campo della musica per la fiction.

Che importanza assume la mente l’orchestra. A mio avviso, chi far riscoprire e dare vita ai musicisti
colonna sonora in un film? compone musica da film deve fare il e alle colonne sonore del passato.
Sono entrato quasi per caso nel musicista, non è un “tappezziere”. Prendi la partitura di Miracolo a
mondo del cinema e ormai ho rea- Si sente subito quando un film è Milano di Cicognini o anche solo di
lizzato già 24 partiture. Credo molto “tappezzato” o quando al contrario Pane, Amore e Fantasia, una com-
nella possibilità che la musica da è “musicato”. media deliziosa! Tirare fuori questo
film aggiunga qualcosa in più alla farebbe bene ai musicisti di oggi...
pellicola stessa. Oggi va di moda Cosa rappresentano gli autori Alcuni della nostra generazione
non dare peso alla colonna sonora. del passato per quelli di oggi? mancano di fantasia, tecnica o
Non so per quale ragione, è un Un film “culto” per me è forza espressiva, anche se ci sono
mistero, non so se ciò avviene per Carosello Napoletano con il com- degli ottimi musicisti. Chi viene
debolezza dei musicisti o dei regi- mento di Gervasio, accademico di dallo studio classico riesce ad
sti, ma la musica come la fotografia, Santa Cecilia, che ha scritto questa apprezzare anche ciò che è moder-
i costumi, le scene aggiungono al colonna sonora mettendo insieme no, ciò che è jazz o folk, ma al con-
film tantissimo, e non è semplice- tutte le canzoni partenopee con trario questo non è sempre possibi-
mente un atteggiamento passivo... un’orchestrazione e un arrangia- le, bisognerebbe far crescere la
la musica è attiva, ti può far vedere mento incredibili. Mi piacerebbe maturità musicale dei compositori,
ciò che è nascosto, far sentire ciò tanto avere le partiture per poterle e il passato del glorioso cinema ita-
che non si sente, fa percepire quel- fare in concerto. Io credo che uno liano lo può fare!
la ricchezza in più, è un Plus vero. degli sforzi che dovrebbe fare una
Sono anche molto aperto verso le rivista come la vostra, o rassegne A proposito di compositori di
novità, anche dal punto di vista elet- come quelle di Loreto (vedi numero colonne sonore si parla spesso
tronico, senza sostituire natural- 3 della nostra rivista), sia quello di di “doppia vita”, in relazione a
marco frisina 47

formazione classica e lavoro nel progetto che ho in mente da tempo, E’ stata un’esperienza bellissi-
cinema, ma forse mai come nel ma devo trovare qualcuno che ma: lui all’inizio ha garantito per me.
suo caso l’accezione è appro- abbia il coraggio di finanziare una Conosceva la mia musica, ma nes-
priata. Come vive la “dualità” tra tale idea. Dovrei trovare un regista suno mi aveva mai sentito all’opera
il sacerdozio e la composizione? capace di tirare fuori dalle opere dei in questo genere. Lui fece le sigle,
Una cosa che bisogna capire è grandi artisti il dramma che c’è die- che sono state per me una sorta di
che per me musica e sacerdozio tro, perché le immagini rappresen- passpartout. Il primo film della mia
sono uniti in maniera molto stretta, tano la storia dell’uomo, le sue tra- carriera fu Abramo, il testa di serie
lo sanno tutti quelli che eseguono i gedie e i suoi problemi, e la musica di un progetto imponente della Rai
miei brani liturgici, i ragazzi dei miei gli da’ spessore e risalto. e di Turner, ed Ennio fu estrema-
due cori e dell’orchestra, perché la mente corretto e non volle influen-
musica è per me il linguaggio con E’ di evidente bellezza musica- zarmi. Se avesse voluto dare un
cui l’uomo riesce ad esprimere le le il suo commento per la fiction occhio alle mie partiture sarei stato
cose più profonde che ha nel cuore, di Papa Giovanni, come l’ha con- più che contento, ma lui non lo ha
si dice che “chi canta prega due cepito? mai fatto, diceva “sei capace di scri-
volte”. La musica ha il grande pote- Ho dovuto realizzare un tema vere la tua musica, io faccio le
re, come quello di Orfeo, di addolci- dolce e solenne insieme (come lui sigle, tu fai il commento”. Però indi-
re il cuore degli uomini, di educarlo. stesso era). Nel finale c’è un lungo rettamente mi ha aiutato tantissimo,
Per un uomo che ha fatto della adagio di 7-8 minuti intitolato “Verso da uomo d’esperienza qual è; io lo
Fede la propria vita non c’è tutta il Cielo” in cui l’anima “parte per sento, come molti, una sorta di
questa differenza. Pensate che andare” in un viaggio di serenità. padre artistico, da cui distaccarsi
presso la Pontificia Università della Nella scena molto bella che Giorgio come ogni figlio, ma sempre da
Santa Croce, Facoltà di Capitani ha realizzato ho cercato amare, rispettare e studiare.
Comunicazioni Sociali, tengo un con la musica di far sentire questo Veniamo entrambi dalla scuola di
corso su “Musica e Comunicazione passaggio dolce e intenso, fino Petrassi, in un certo senso lui è il
della Fede” con una quarantina di all’esplosione sulla piazza affollata. padre e Petrassi il nonno (ride...) ed
studenti di tutto il mondo. E’ un per- Queste cose le può fare solo la è ovvio che abbiamo tutto un
corso molto interessante anche per musica, le immagini possono farti mondo in comune. Gli sono grato
me. Scoprire come la musica in sé vedere un “campo lungo”, ma cosa anche perché mi ha insegnato un
possa aiutare l’umanità a crescere, ci metti dentro? La musica può con- approccio “colto” al cinema: io non
come serva ad entrare in un’armo- dizionare in senso positivo la com- ho, grazie a lui, i soliti pregiudizi
nia superiore, cosmica, con Dio e prensione di quella scena. Trovo che spesso si hanno sulla musica
con se stessi.. “Armonia”, questo che il mio lavoro aggiunga qualco- da film, bensì la certezza che il
termine greco davvero molto impor- sa, e le parole “dona nobis pacem lavoro per il cinema non è di serie
tante! Per un prete è quindi una in terris” diventano l’esplicitazione B, e che si può fare musica di seria
cosa normale, ricordiamoci che la di tutta la vita di Papa Giovanni. So A anche in un film “qualsiasi”.
musica nasce sempre dal cuore, si che può sembrare un approccio un Ebbi subito una nomination inter-
canta solo per amore, se stai bene po’ particolare e che forse un laico nazionale (non sapevo neanche
con le persone che ti circondano, non avrebbe fatto le stesse scelte, cosa fossero i premi) per Abramo, e
un innamorato canta, non dice le ma per me è stato normale e credo l’anno dopo doppia nella stessa
cose “in prosa”; quando riusciamo a apprezzato da tutti. quintina per Giacobbe e Giuseppe.
fare un atto d’amore la musica fun- Vinsi col secondo e mi accorsi che
ziona sempre, è quasi un mistero, e A proposito di “approccio”, c’è la musica da film era sì faticosa, ma
questo l’ho sperimentato continua- differenza nell’affrontare le com- dava anche delle soddisfazioni, tre
mente nella mia vita sacerdotale. posizioni liturgiche (in cui nominations e un premio con i primi
Le note servono a creare questa comunque incontriamo proble- tre film in due anni... Comunque
“nostalgia del Paradiso” e a far sen- matiche di tempistica e “pro- continuo a non considerarlo un
tire tutti i cuori uniti. gramma”) e le colonne sonore? “mestiere”; rimane ancora una
Cinema e liturgia sono “generi” sorta di gran bel gioco, un mezzo in
Come si è avvicinato alla musi- diversi, ma il lavoro è lo stesso... più per poter scoprire ulteriori
ca da film? Certo la liturgia è strettamente potenzialità espressive della
Quasi per sbaglio. Il mio primo canonica, con strutture vincolanti, musica.
lavoro è stato la serie televisiva ma una cosa che ha in comune col
della Bibbia, con un certo genere di cinema è l’idea di partecipazione, Lo stile di un compositore
cinema a carattere religioso, ma nel quello che noi suoniamo e cantia- dipende anche, volente o nolen-
mio curriculum ci sono interventi mo ci fa concentrare su ciò che non te, dai gusti e dall’ascolto. Che
anche su opere (Tristano e Isotta o si può vedere, e la musica ci aiuta genere e che autori predilige?
Michele Strogoff) a carattere lette- in tal senso, anche se a livelli molto Nel campo della musica da film
rario e di una certa levatura. Quello diversi. Quindi nella liturgia il gran- apprezzo certamente i grandi pro-
che mi ha colpito è come la musica de spettatore è proprio l’assem- fessionisti come Williams, che ha
si sposi in modo “naturale” con le blea, che non è passiva ma attiva. saputo coniugare la tecnica holly-
immagini, di come si rafforzino a woodiana ad un gusto anglosasso-
vicenda. Certo è anche importante Maestro, il suo nome è stato ne, con la capacità di legare la
il “tipo” di immagini; le arti sono legato a quello di Ennio Morricone musica alle immagini in modo dav-
tutte collegate. Un mio grande con cui ha condiviso l’imponente vero efficace (anche se a volte
sogno è quello di scrivere una avventura del “Progetto Bibbia”, forse troppo pedissequo). Apprezzo
musica per i grandi cicli pittorici ita- ma ora sembra essersi ritagliato molto anche gli sperimentatori di
liani, solo musica e immagini: è un uno spazio un po’ più suo. nuove sonorità elettroniche, come
48 marco frisina

europeo e teatrale. Ricordo che mi


lamentai perché nel mix finale la
musica era bassa, e lui mi fece un
biglietto molto bello chiedendo
scusa di questo, dicendosi dispia-
ciuto perché aveva apprezzato
molto la mia musica di grande sen-
sibilità “cosa rara nei musicisti” mi
scrisse (ride). Oppure Nicholas
Roeg per Sansone e Dalila, un arti-
sta folle, che mi stravolse tutta la
musica e me la trovai nel film com-
pletamente diversa, mi arrabbiai un
po’... Con gli italiani è stato più faci-
le, anche se a volte sono stati più
esigenti, poiché vogliono delle cose
Ben Kingsley davanti al Mar Rosso in Mosè precise che hanno in mente.
Zimmer e gli autori della recente il cielo” che può ricordare i grandi Su Papa Giovanni ho lavorato
produzione hollywoodiana, anche adagi di Mahler o Barber, o il tema con Giorgio Capitani, una persona
se il mio amore va ovviamente per i portante così liturgico e romantico a amabilissima con cui si riesce a
grandi classici come Waxman e contrasto con momenti a volte costruire insieme. Le uniche difficol-
Tiomkin, o alle grandi partiture di molto atonali. Su Abramo ci sono tà le ho avute effettivamente con gli
Herrmann, Korngold o Elmer passaggi per otto violoncelli e americani, ma una volta che ci si è
Bernstein e, su tutti, Miklos Rozsa, arpa... essendo la mia prima volta capiti è poi tutto girato per il meglio;
un vero gigante, mitteleuropeo fino non avevo nessuna limitazione o ma certo non dev’essere facile
in fondo, che riesce a “tradurre” inibizione, pensavo “è il primo e neanche per loro, con un musicista
Respighi e portarlo in America, cre- forse l’ultimo”. Avevo scritto “Il prete che ha le sue idee sui temi
ando uno stile, come ha fatto con i canto della promessa” di 3’40” e il sacri...
film religiosi. Io ho cercato di non regista Sargent mi disse “ho un
pensare assolutamente a questi, buco di 3’40” e non so cosa metter- Di recente si è trovato a lavora-
“usando” il ’900, ma è imprescindi- ci”: il brano era perfetto, formalmen- re quasi contemporaneamente su
bile non pensare agli anni ’50 e alla te e musicalmente compiuto, ed è progetti diversi per ambientazione
forza espressiva di Ben-Hur, con diventato uno dei preferiti dal pub- storica e metodologia di lavoro.
una cura dell’orchestra e del blico, insieme allo “Shemà Israel” di Da San Pietro ad Edda Ciano
contrappunto che io amo e conside- Mosè. Ho potuto fare cose che Mussolini fino a Callas & Onassis,
ro “tutto”. forse ad altri colleghi non sono mai dall’epica agiografica (sulla scia di
I miei ascolti preferiti rimangono state permesse. suoi lavori precedenti) a storie di
comunque i grandi del ‘900 storico: un più recente passato. Quali
Bartok, Stravinsky (idolo di tutti gli Questo dipende anche dalle sono state le differenze di approc-
studenti di composizione), caratteristiche del regista e dal cio e di lavorazione?
Prokofiev, Penderecki e Ligeti, rapporto con lui... Indubbiamente, il 2005 è stato un
l’avanguardia degli anni ’70 che Non è sempre facile. Ho lavorato anno particolarmente ricco di pelli-
coincidevano con i miei anni di con americani, inglesi e italiani. Gli cole impegnative e nello stesso
formazione. americani vedono la musica molto tempo molto diverse tra loro. Edda
Io mi diverto a utilizzare e a cita- legata al montaggio, ma con loro ho e San Pietro sono stati due grandi
re diversi linguaggi, il cinema ha avuto la libertà di fare quello che film di diverso carattere storico e
aiutato molto a “smitizzare” i com- volevo. Abramo, Mosè e Giuseppe, concettualmente distantissimi. Da
partimenti stagni della storia: in come dicevo, sono state grandi un lato le atmosfere anni ’30 e ‘40
Papa Giovanni ho inserito il “Plaisir soddisfazioni. Con Peter Hall su di Edda Ciano Mussolini, sono state
d’amour” dell’Abate Martini in stile Giacobbe ho avuto un rapporto una sfida interessante perché vole-
di quartetto shubertiano, poi “Verso diverso, essendo lui inglese, molto vo, d’accordo con il regista, caratte-

Il 2005 è stato un anno di super-lavoro per Mons. Frisina, foriero di risultati alterni: un San
Pietro “troppo televisivo”, Callas & Onassis chiuso in fretta e furia, un disco di brani sacri per
l’Avvento (senza dimenticare gli impegni liturgici per l’insediamento del nuovo Pontefice) e infi-
ne questa degna coproduzione sulla vita dell’amatissimo Karol Wojtyla, con cast internazionale
capeggiato da un notevole Jon Voight. Don Marco ha più volte confessato a chi scrive di sentir-
si quasi in imbarazzo a dover musicare episodi in cui molto spesso “lui c’era” ed era toccato nel
vivo dalla storia di un Papa molto amato e a cui è stato molto vicino.
Ne risulta l’opera certamente più convincente (evidentemente più sentita) della sua produzio-
ne più recente, con un temone un po’ scontato ma spontaneo (che attraversa, variato, tutto il
disco) e diverse pagine di pregevole scrittura (gli oscuri colori per il dramma del nazismo e la
Marco Frisina deportazione o le grandiose aperture orchestrali di alcuni momenti topici della straordinaria
Giovanni Paolo II (2005) vicenda umana di Papa Giovanni Paolo II), oltre ad una simpatica danza popolare polacca. Per
LuxVide / Pesi&Misure chi poi - come il sottoscritto - era a Tor Vergata nel 2000 è commovente la scelta di commenta-
APM/CD114 re le scene relative al Giubileo (“Giovane coi giovani”) con la versione orchestrale di quel “Jesus
21 brani – Durata: 44’31” Christ, you are my life” composto da Frisina stesso come inno delle Giornate Mondiali della
Gioventù ed ormai entrato di diritto nel repertorio musicale della Chiesa universale. PR
marco frisina 49

rizzare la protagonista come una


eroina romantica e tragica. Ma
devo confessare di essermi molto
divertito nell’inventare dei falsi temi
anni ’30, con quel sapore particola-
re sempre così importante in un
film. San Pietro (recensione a pag.
33, NdR) è invece stata un’impresa
molto faticosa, ma nello stesso
tempo esaltante. Ho scritto 150
minuti di musica per grande orche-
stra, con cori, scene di massa,
Circo, Incendio di Roma e tutto il
resto, alla maniera dei “filmoni” anni
’50. E’ stato interessante perché
dovevo da una parte venire incon-
tro alle esigenze drammatiche della Mons. Marco Frisina dirige alla presenza di Papa Giovanni Paolo II
storia e nel contempo non cedere Paolo II, l’intimità e la profondità Piovani...) a prendere le partiture
alla tentazione “wagneriana”. I mesi della fede, tenera e forte, espressa manoscritte “calde calde”, altrimen-
di settembre e ottobre sono stati in un tema che è dolce e epico ti non avremmo fatto in tempo. Io
invece particolarmente faticosi. Per insieme a cui ho dato il titolo di visionavo una scena dopo l’altra e
Callas e Onassis di Giorgio Open the door. La versione com- scrivevo, e così via, senza compu-
Capitani avevo tempi praticamente pleta del tema appare solo sul CD e ter (siamo ancora nel 1994) con
inesistenti e l’anticipo della messa comprende due cori, uno latino che cronometro e matita, per circa 75
in onda televisiva aveva sovrappo- canta le parole della preghiera “M” della durata totale di 110 minuti
sto questo con un altro film, partico- “Totus tuus”, l’altro inglese che di musica, una cosa infinita. E con
larmente impegnativo come è stato canta le parole “Open the door…” caparbietà scrissi tutta musica
Giovanni Paolo II di John Kent che si intrecciano insieme, l’uno nuova, senza fare doppioni, era
Harrison. Sono sopravvissuto con un tema dolce, l’altro con un quasi una sfida con me stesso, con-
anche perché il mio cuore era da tema forte ed epico: le due anime di segnandola in 13 giorni, poi andai
una parte entusiasta per l’opportu- Woytila. Per me scrivere questo alla prima di Giacobbe a Londra e
nità di far rivivere il mondo commento è stato ripercorrere tanti al ritorno entrai in studio a registra-
dell’Opera con Callas e soprattutto momenti vissuti con lui e al suo re. Alla fine quella che mi era costa-
di rendere omaggio al Papa che ha servizio, un onore che è durato per ta più pena e più rabbia è stata
segnato la mia e la nostra storia in 27 anni. quella che mi ha dato i premi e le
modo così profondo e duraturo. soddisfazioni.
Un aneddoto sulla sua arte nel Per Fatima invece mi incontrai
La composizione di Giovanni comporre musica da film? con la cantante portoghese Misia
Paolo II deve essere stata Beh, ce ne sarebbero tanti... Ad che interpretava la canzone in stile
un’esperienza molto particolare esempio io non dovevo fare le Fado dei titoli. Per riconoscersi le
ed intima. per lei che “c’era” ed è musiche di Giuseppe, era già stata anticipai per telefono che ero vesti-
stato, in molte occasioni, il vero fatta e non era andata. Avevo altri to da prete, e le chiesi come fosse
compositore ufficiale per gli even- impegni, mi diedero solo quindici vestita lei, e mi rispose da vera arti-
ti presieduti dal grande Pontefice. giorni per comporla. Ero, ovviamen- sta di fado “tutta di nero”.
Cosa ci dice di questo lavoro? te, tra l’arrabbiato e il disperato; All’albergo di Lisbona incontro que-
In Callas c’era di tutto, dalla ricordo che scrivevo tutto il giorno e sta ragazza pallida, capelli neri a
Grecia all’Opera, dagli anni ’60 al alla sera tardi veniva Donato caschetto, in abito nero e intanto
dramma intimo e struggente di una Salone (l’anziano copista di che chiacchieravamo sentivamo gli
storia tragica e dolorosa. Mentre, a Cinecittà, una sorta di padre spiri- altri italiani (ignari della mia nazio-
differenza di San Pietro, più epico e tuale di tutta la musica da film italia- nalità) nella hall ridacchiare dicen-
scultoreo, ho scelto per Giovanni na, da Rustichelli a Morricone a do: “Hai visto? Il prete e la preta!”.

A bilancio dei primi dieci anni di musiche per la televisione, la Lux Vide (con la nuova eti-
chetta Pesi&Misure) pubblica una straordinaria selezione dei temi più efficaci delle produzioni
biblico-agiografiche a cui il Maestro Frisina ha prestato il proprio talento. Appare chiaro come
il compositore romano non abbia timore di utilizzare formule orecchiabili, forte anche di una
felicità di ispirazione che riesce da un lato a risultare familiare ed immediata, da un altro ad evi-
tare la banalità e a non nasconderla in una sovrabbondanza di orpelli (come ad altri capita):
prova ne siano gli eccellenti ed inediti arrangiamenti cameristici dei temi di Maria Maddalena,
Don Bosco, “Sara” (da Abramo) e “Zippora” (da Mosè) affidati a pianoforte e violoncello (sem-
pre bravi Gilda Buttà e Luca Pincini) in cui le lunghe melodie di Frisina risplendono di luce pro-
pria. Non mancano comunque le parentesi epiche (la potente “Shemà” da Mosè) o di sentita
partecipazione (da Giuda o Apocalisse). Decisamente toccanti e di assoluto spessore - nonché Marco Frisina
ben al di sopra dello standard televisivo odierno - i giustamente premiati lavori per Giuseppe e Verso la gioia (2005)
Abramo (meravigliosa la promessa biblica di “Come le stelle del cielo”) e l’emozionante LuxVide / Pesi&Misure
“Pacem in terris” per coro e orchestra da Papa Giovanni. Un disco semplicemente toccante, APM/CD111
che non sostituisce il valore dei CD completi (alcuni davvero necessari) ma testimonianza di 14 brani - Durata: 52’08”
una maestria tecnica al servizio di qualcosa di superiore. PR
50 recensioni

Giusto di recente, il manierato lavoro di James


Sony Classical Lakeshore Newton Howard per The Interpreter favoriva una
SK 97751 Records riflessione su quanto il levigato, seppur funzionalissi-
LKS 33828 mo e alle volte più che indicato aplomb elettronico del
15 brani post-modernismo cinematografico di genere abbia
19 brani soppiantato con i suoi evanescenti intenti ambient la
Durata: 75’43”
scaltrezza del raffinato jazz-scoring così congeniale al
Durata: 44’02”
cinema americano anni ’70. La piacevole smentita
offerta dal soddisfacente score di David Arnold per
Four Brothers è motivo di duplice rallegramento. In
primo luogo perché il commento a questo western
contemporaneo di John Singleton si appropria con
James Horner John Powell grande polso della dolente ruvidità cara all’Elmer
The Legend of Zorro (id. - 2005) Mr. and Mrs. Smith (id. - 2005) Bernstein jazzistico de L’uomo dal braccio d’oro e
Mentre ci si domanda ancora quali valide ragioni Tango e fandango. Ritmi latini, assolati e svolaz- Piombo rovente (“Four Brothers”) e del mordente
abbiano spinto al varo di un franchise derivato dal- zanti, chitarre a fior di polpastrello. Melodie dolci e urban-funk di chiara matrice schifriniana (“Ransack”),
l’innocuo La maschera di Zorro, ecco arrivare il com- avvolgenti che riscaldano con vaporosa leggerezza. senza mai stridere con il piglio moderno del supporto
mento originale del riconfermato James Horner per Un’orchestra frivola e sinuosa, che si spande in orchestrale. Poi per la conferma che un autore di
questa nuova avventura spagnoleggiante interpre- mezzo ad un eclettismo di stili e di ritmi danzanti. Un valore come Arnold continua a dimostrare impegno e
tata da Banderas, che tra sub-plot familiari ed estre- patchwork che trascina e coinvolge con divertimento carattere anche agli estremi del magniloquente sinfo-
me movimentazioni di sceneggiatura sembra rifarsi assoluto. In quaranta minuti di puro fluido sonoro si nismo che lo aveva prematuramente indicato, agli
a La mummia - Il ritorno molto più che all’Indiana mescolano alla perfezione lo spirito della commedia esordi, tra i più degni successori della scuola william-
Jones e l’Ultima Crociata del produttore Spielberg. sofisticata, il glamour distaccato degli agenti segreti in siana, salvo poi relegarlo ingiustamente al circuito
Horner riconferma l’adeguatissimo tema aitante stile Bond, il romanticismo raffinato del jazz, le tensio- indipendente e a progetti di minor respiro dopo i plau-
capace di grande plasticità nell’economia generale ni del delitto e del professionismo d’alto livello enfatiz- diti esiti al fianco di Roland Emmerich. GT
della prima partitura, irrobustito da una generale cor- zati da scorribande sinfoniche dove ottoni squillanti e
roborazione del materiale originale. Il compositore fugati d’archi si assommano ad ogni genere di percus-
americano alza il tiro, calca la mano e l’orchestrazio- sione e di suono sintetizzato. I corpi statuari di Pitt e Sony Classical
ne stringendo la ritmica, necessaria a buona parte della Jolie duellano ammantati da una partitura raffina- SK 96506
delle sequenze, e delegando ancora una volta gran- ta, un vero festival di timbriche, grazie a cui il cesella-
de protagonismo al côté ispanico, dove piroettano tore John Powell, ormai ad anni luce dalla sua attività- 18 brani
chitarre classiche, cadenze di flamenco e pennella- ombra in seno alla Mediaventure, si dimostra compo- Durata: 53’26”
te bizetiane. Tutto perfettamente funzionante e, sitore di grido, inventore di temi geniali, evocando non
imprevedibilmente, convincente. C’è voluto insom- insensati confronti con la leggerezza di Mancini, con
ma il baldo eroe spadaccino per resuscitare Horner la classe di Barry, con il vulcanico senso del ritmo di
da un periodo di faziosità formale e ricondurlo ad Goldsmith. Non si finisce di riascoltare. GB
una certa struttura, ad una puntualità e un’aderenza
narrativa che pur non scalzando troppo la predomi- Rachel Portman
nante astrattezza del suo più recente approccio dila- Varèse
tato, perlomeno ne limita gli scomodi effetti riscon- Sarabande 302 Oliver Twist (id. - 2005)
trabili all’ascolto autonomo. Non è Willow né certa- 066 673 2 La principale caratteristica cinemusicale della
mente Krull, ma perlomeno potrà convincere i neofi- prima donna ad aggiudicarsi (per Emma) l’Oscar per
ti che si tratta dello stesso autore. Una boccata 13 brani le migliori musiche, Rachel Portman, è quella di ispi-
d’aria fresca dove s’impone vivido il contributo alla Durata: 48’22” rarsi alla scuola sinfonica britannica dei vari Sir della
strumentazione “in costume” dell’ormai inconfondibi- musica applicata, e non solo: Richard Rodney
le coppia di orchestratori Conrad Pope e David Bennett, William Walton, Malcom Arnold, etc. Inglese
Slonaker. GT di nascita, la compositrice, per questa ennesima e
didascalica trasposizione del romanzo di Charles
Trevor Rabin Dickens da parte di un Roman Polanski sottotono,
Walt Disney crea un tema (“Streets of London”) che, giocato su
Records 61388-7 The Great Raid (inedito - 2005) molte variazioni, torna lungo tutto il CD: ironico, sel-
Chi associa il nome del sudafricano Rabin alle vaggio, mesto come le vari emozioni che percorrono
15 brani martellanti saldature sonore che blindano molti dei il povero e sfortunato Oliver Twist. Il tema del cattivo
blockbusters meno “sfumati” degli ultimi anni, da Bill Sykes (“The Robbery”) sembra invece una sco-
Durata: 47’12” Armageddon a National Treasure, rimarrà senza piazzatura del motivo dell’“Arca dell’Alleanza” di
dubbio sorpreso all’ascolto di questa vaporosa e fer- John Williams per il primo Indiana Jones. MP
vida partitura sinfonica, dove l’accumulo quantitativo
lascia improvvisamente il posto ad una cura del det-
taglio, ad una scrittura che privilegia l’assolo strumen- Varèse
tale ed il raffinito lirismo degli accordi. Al crocevia tra Sarabande
George Fenton Poledouris, il Williams di Soldato Ryan e il Goldsmith 302 066 652 2
Valiant (id. - 2005) di Rudy, questo affresco sonoro per un eroico salva-
Compositore eclettico, estremamente duttile e di taggio durante la Seconda Guerra Mondiale rivela 13 brani
inesauribile creatività, Fenton sta diventando un un’empatia che non lascia indifferenti. Il fraseggio Durata: 41’51”
autentico fuori classe, incline a qualsiasi commento raramente è davvero originale (i referenti sono molti,
sonoro, diviso tra i drammi minimali di Ken Loach, i inutile enumerarli), la presa del suono a tratti offusca
documentari della BBC e il cinema per sale affolla- di striature metalliche l’esecuzione sinfonica (soprat-
te. Indifferente al generale appiattimento creativo dei tutto gli ottoni ne fanno le spese), ma il disco si ascol-
recenti prodotti commerciali, Fenton non rinuncia al ta con piacere e lascia sperare che Rabin abbia dav- John Ottman
suo stile artigianale e raffinato. Lo dimostra l’approc- vero voltato pagina, producendosi più spesso in que-
cio al cartoon Valiant, avventure di piccioni inglesi in sto elegante idioma acustico. GB House of Wax
(La maschera di cera – 2005)
guerra, con una sontuosa partitura sinfonica sapien-
temente demodé, impregnata tanto di classicismo Varèse Molto rumore per poco. Intendiamoci, la musica
britannico (con uno stuolo di autorevoli tributi, dal Sarabande per questa minuscola pellicola di paure sterilizzate,
Walton di Battle of Britain ai solenni adagi di Elgar) VSD-6679 scritta da un autore confinato al thriller e all’horror fin
quanto della tradizione epica hollywoodiana. dai suoi esordi, si presta ad ascolti distratti, qua e là
Crescendo a tutta orchestra, smaglianti melodie, si riscuote dalla caotica monotonia grazie a fram-
poderosi passaggi d’azione con percussioni marzia- 13 brani mentarie invenzioni timbriche, a rari momenti evoca-
li, ottoni fiammeggianti ed archi a precipizio, e mar- Durata: 37’24” tivi (le pagine riflessive fanno perdonare quelle
cette trionfali da parata militare. L’apogeo del diver- aggressive, come nel caso di “Three Sons”), all’im-
timento si raggiunge nella lunga e appassionante ponente organo nel finale “Endless Service”, con
“The Rescue and the Escape”, con una forza Ottman stesso seduto alla tastiera. Ci sono molti
espressiva a metà tra Korngold e Williams, un godi- modi di comporre con disimpegno per sequenze
bile precipitato di decenni di film music per cinema David Arnold d’azione, senza doversi realmente confrontare con il
avventuroso. GB Four Brothers (id. - 2005) racconto che scorre in pellicola. Qualcuno si avvale
recensioni 51

di fondali elettronici, altri di uniformi piattaforme ritmi- Torneo Tre Maghi, delle marce bandistiche, delle per nulla adeguate alle immagini che commentano)
che. Ottman ha creato un espediente tutto suo (in percussioni esotiche che precedono le gare. di Emilie Simon, mentre quella proiettata negli USA
questo almeno è originale): una sorta di mickeymou- Nei momenti d’azione si ha nostalgia dei mecca- si fregia del bellissimo score di Alex Wurman. In
sing della paura, con una frammentazione a mosai- nismi dinamici che pulsavano durante la creazione questo caso gli americani hanno visto giusto sia nel
co delle soluzioni orchestrali. Peccato che l’affastel- di Frankenstein o nella fuga finale di Carlito’s Way. rimusicare il docufilm di Luc Jacquet che nel farlo
lamento sonoro, non compensato da sufficiente Nelle fragorose galoppate orchestrali la tensione è narrare a Morgan Freeman (il commento di Fiorello
robustezza melodica, alla lunga stanchi e che le tenuta alta dai costanti clangori dei piatti (una vera nella versione italiana è talvolta insopportabile!).
numerose fonti di ispirazione dei temp track si sen- overdose) o dalle stentoree declamazioni degli otto- Wurman colora tutti i brani di atmosfere new age
tano troppo (come gli evitabili rimandi a Elfman delle ni. Nelle sequenze più ombrose si sentono remini- velate e delicate tramite un uso mai banale di splen-
filastrocche iniziali). GB scenze delle turgide partiture degli horror della didi arrangiamenti synth e orchestrali, che rammen-
Hammer: vibrazioni, brevi ostinati, improvvise pero- tano le migliori partiture eteree di Mark Isham,
razioni, sussulti tellurici ed esplosioni nei timbri più Thomas Newman e Mychael Danna. MP
Milan 301 724-1 cupi dell’orchestra.
La salita di Doyle sul podio lasciato libero da Perseverance
15 brani Williams ha il vantaggio di ribadire fiducia per una
(13 di commento scrittura artigianale e raffinata della musica destinata PRD 007
+ 2 canzoni) al cinema fantastico. Forse soggiogato (ma a torto,
Durata: 56’16” viste le sue capacità) dall’illustre precedente con cui 27 brani
confrontarsi, Doyle si trattiene. Il suo commento non Durata: 59’30”
è privo di pagine elevate, come i frivoli tremoli per
“Rita Skeeter”, la tenebrosa suite per “Voldemort” o
lo straziante adagio dedicato a Cedric, e rivela il suo
Steve Jablonsky eccellente pathos un po’ alla volta, ascolto dopo
ascolto. Chi ha seguito la generosa carriera creativa
The Island (id. - 2005) di questo musicista non mancherà di notare, in una Trevor Jones
Con Steamboy avevamo sperato nella nascita di cornice di raffinatezza e di cura formale, un’algida
un nuovo talento nel vasto mondo della musica da lontananza dal cuore narrativo. GB
Loch Ness (id – 1995)
film: Steve Jablonsky. Viceversa con The Island que- Attesa da tempo esce, con un ritardo epocale,
sta speranza è venuta a cadere, dato che il compo- per la sincopata etichetta Perseverance, la bella par-
Sony Music
sitore, assiduo collaboratore e additional composer titura di Trevor Jones per il terrificante Loch Ness,
della combriccola di Zimmer, produttore del CD Soundtrax film del ’95 con Ted Danson. Il compositore scrive
(infatti tra le musiche aggiuntive di questo album SK 92747 uno score deliziosamente tonale, di facile fruizione,
compaiono altri nomi noti della ex fabbrica di note mai banale, e giammai alla ricerca dell’effettaccio
Media Venture), non ha fatto altro che riciclare melo- 17 brani più vieto e delle scorciatoie più clamorosamente
die e percussioni già presenti in altri blockbuster del Durata: 61’13” dilettantistiche. Un tema tipicamente jonesiano, spa-
genere: The Rock, Con Air, Spy Game, Face-Off e zioso e dalle rotonde verticalità, s’impone e conqui-
persino il tema principale de Il gladiatore (“The Island sta dalle prime battute, con il suo ottimismo tout-
Awaits You”, “My Name is Lincoln”). I molti brani court e avvolge l’ascoltatore come una confidente,
d’azione sono abbastanza risaputi e confusionari delicata brezza colma di serenità. Inevitabili colori
(“Renovation”, “Send in the Clones”). Sconsigliato George Fenton celtici punteggiano qua e là la partitura, ma con gran
anche agli appassionati di sonorità elettroniche! MP gusto. Il CD è, nel complesso, uno scrigno di sapi-
Deep Blue (Blu profondo – 2004) dissimi momenti, di assoli stupefacenti, di momenti
Gemmazione dei documentari televisivi della sussurrati e ripiegati, sommessi, ma che raggiungo-
Warner Sunset / BBC The Blue Planet, il film Deep Blue ne eredita no vette di entusiasmo compositivo raro. E più di
Warner Bros anche il musicista, il vulcanico George Fenton, che una volta, ascoltando questo disco, ci si sorprende
9362-49631-2 si pone con disinvoltura sul podio dei Berliner ad occhi chiusi, a sognare che anche solo per un
Philharmoniker, i quali interpretano con sapiente attimo, il mondo possa essere bello come lo raccon-
24 brani
(21 di commento vitalità le sue magnifiche pagine sinfoniche. Vuoi per ta Trevor Jones in Loch Ness. Dimitri Riccio
+ 3 canzoni) l’eccezionalità dell’orchestra (non solita a prestarsi
Durata: 75’57” alle “colonne sonore”), vuoi per una nostra nostalgia Varèse
per le composizioni genuinamente sinfoniche (seb-
bene anche qui non manchino circoscritte e fugaci
Sarabande
contaminazioni di world music e sintetizzatori), que- VSD-6666
Patrick Doyle st’opera si accoglie con un piacere d’ascolto a dir
poco inebriante. Meno antologico del precedente 36 brani
Harry Potter and the disco dedicato alla serie, ma decisamente più rac- Durata: 74’10”
Goblet of Fire colto, meditativo, al tempo stesso elegiaco e solen-
(Harry Potter e il Calice di fuoco - 2005) ne, il lavoro ne recupera e rielabora alcuni temi, sta-
Coesistono due anime nel genio musicale dello bilendo veri leitmotiv con le creature che popolano
scozzese Patrick Doyle. Quella irruente e passiona- gli abissi marini al centro delle immagini. I grandiosi
le dei film shakespeariani di Branagh o dei melo- paesaggi subacquei si miscelano a panorami musi- Reinhold Heil, Johnny Klimek
drammi sentimentali di Wargnier. L’altra composta cali di travolgente vigore. Anche in questo caso Land of the Dead
ed elegante, tipicamente britannica, con cui Doyle Fenton si conferma autore di altissimo pregio. GB
ha musicato il giallo sociologico di Altman Gosford (La terra dei morti viventi – 2005)
Park, molte commedie (Mrs. Winterbourne) e fiabe Previsioni del tempo sulla Terra degli Zombi: fin
Milan M2-36131
(Little Princess). Per la nuova avventura del dall’inizio si addenseranno nebulose evocazioni, per-
maghetto Harry Potter, ormai adolescente alle prese turbate da ogni genere di minaccia sonora, ritmi tri-
con sviluppi sempre più cupi e inquietanti della sua bali e riti voodoo, cori campionati per le fameliche
saga, sarebbe piaciuto che Doyle avesse lasciato 12 brani avanzate dei beanti cannibali umani di Romero, clau-
predominare la sua prima musa, sfoderando la sua Durata: 41’37” strofobici echi sonar, pulsazioni cardiache per acuire
grinta più sanguigna. Il racconto della Rowling non è l’ansia. Se nonostante simili avvisaglie si volesse
parco di emozioni: i primi turbamenti amorosi, i proseguire, si scateneranno presto inaudite tempe-
bisticci con gli amici più cari, il predominio di un male ste sonore, aggressioni percussive, laceranti strida e
assoluto e omicida, la tristezza per una morte tragi- martellanti precipitazioni ritmiche.
ca e ingiusta, che arriva con brutale ineluttabilità L’elettronica per cinema horror fa storia a sé: men-
nelle svolte conclusive. Alex Wurman tre i sintetizzatori new age si propongono elevazione
La sontuosa impostazione sinfonica, la classe e dello spirito e relax, quelli usciti dalle immagini di un
la curata eleganza della scrittura di Doyle tendono March of the Penguins film feroce e carnivoro come questo si adattano a chi
ad oscurare la compenetrazione musicale alle emo- (La marcia dei pinguini - 2005) ama sciogliere i propri nodi spirituali in morbose cen-
zioni del racconto. Se nel film la partitura è calzante Questo delizioso e dolcissimo documentario fran- trifughe sonore. Molto curata la tavolozza fonica
ed efficace, l’ascolto del disco, pur munifico di nuove cese sulle incredibili (dis)avventure vissute dai pin- sfruttata dai cinque arrangiatori e programmatori
melodie, lascia inizialmente in superficie agli eventi. guini Imperatore in Antartide nell’intento di procrea- capeggiati da Heil e Klimek, che nel lungo, calzante
L’opera è decorosa, ma impermeabile alle emozio- re in condizioni estreme ha una particolarità: la ver- e pregevole commento al nuovo episodio dell’epo-
ni, forse per la ridondanza dei momenti ludici e cele- sione giunta in Europa è accompagnata dalle musi- pea horror di Romero pagano pure qualche giusto tri-
brativi, dei valzer festosi per gli ospiti stranieri del che e delle canzoni originali (direi alquanto brutte e buto alle celebri pagine dei Goblin. GB
52 recensioni

Da un film mediocre, una compilation senza fan- e in altri brani atmosfere alla Debussy si miscelano
Silva Screen tasia, ma tutto sommato godibile. La hit single firma- con etniche malinconie. A completare la colonna
SILCD1189 ta Anastascia e Ben Moody, "Everything Burns", che sonora sono stati scelti i Leningrad con le loro rumbe
ha scalato le classifiche di tutto il mondo è molto old style, rivisitate con spirito dissacratorio tipico del-
19 brani orecchiabile e piuttosto avulsa da un contesto che fa l’attuale musica dell’Est Europa, gli Csókolom, che
Durata: 42’12” dell'hip-hop e del rock duro il suo tratto distintivo. piacerebbero a Paolo Conte, il Tin Hat Trio, con
Band famose come Sum 41 e Simple Plan blandi- un’ariosa fisarmonica, e i Gogol Bordello, gruppo del
scono il pubblico di giovanissimi cui peraltro l'intero quale è leader proprio Eugene Hutz, interprete nel
film è dedicato. Tra i brani meritevoli di segnalazio- film del personaggio di Alex. Discendente da zingari
ne, puntiamo il lapis rosso su "What ever happened chiamati Sirva Roma, Hutz dopo anni di peregrina-
to the heroes" dell'oramai onnipresente Joss Stone, zioni si è stabilito in America, con padre chitarrista e
"Goodbye for you" dei Braking Point , "On fire" di madre ballerina di tip tap, fondando dopo qualche
Joby Talbot Lloyd Banks, oltre alla già citata prova di Anastascia, anno il suo gruppo gitano-fusion. Splendido il loro
The League Of Gentlemen’s una ballata morbida e sensuale. Se fosse un vino, pezzo conclusivo “Start Wearing Purple”, sguaiata
Apocalypse (inedito - 2005) diremmo che quest'opera è "da pronta beva". Visto marcetta a ricordarci che la vita non va mai presa
che è una compilation ne tessiamo discrete lodi, troppo sul serio. Giuliana Molteni
Approda al cinema questa serie cult britannica consapevoli che, come il film che accompagna,
(dapprima radiofonica poi televisiva – inedita nel verrà presto dimenticata. A.Ch.
nostro paese, così come il nuovo lungometraggio)
Colosseum
CST 8098.2
che narra in stile grottesco-horror (tra Stephen King e
i Monthy Python) le strampalate avventure degli abi- Epic /
Sony Music 22 brani
tanti del paesino di Royston Vasey. Tanto allucinato e Soundtrack
variegato materiale è curato (fin dagli esordi) dal gio- (18 di commento
520420 2 + 4 canzoni)
vane Joby Talbot, compositore di formazione accade-
mica che non disdegna sane incursioni in altri generi Durata: 46’00”
(è da anni arrangiatore e tastierista dell’interessante 15 canzoni
gruppo brit-pop “The Divine Comedy”) e balzato agli Durata: 48'27''
onori del mercato internazionale con l’eccellente ed
eclettica partitura per Hitchhicker’s Guide to the Gert Wilden Jr.
Galaxy. Questo lavoro ne conferma lo straordinario
talento e la ricchezza di idee melodiche, timbriche e
Schatten Der Zeit
AA.VV. (Shadows of time – 2005)
strumentali, capaci di contenere in modo convincente
svariate suggestioni, dall’elettronica delle reprise degli
The Dukes of Hazzard (id. - 2005) Schatten Der Zeit è il lungometraggio d’esordio
storici temi a parossistiche aperture sinfoniche. Uno Non fatevi ingannare dalla presenza della stolida del giovane regista Florian Gallenberger, laureato
dei migliori debutti degli ultimi anni. PR ninfetta Jessica Simpson, che nel film ha usurpato all’Accademia della Televisione e del Cinema di
ingiustamente un ruolo chiave della pellicola (affida- Monaco. Il film, pur essendo tedesco, è girato a
re la parte di Daisy Duke, icona erotica degli anni 70' Bollywood (cioè a Bombay, in India, dove l’industria
Epic / a questa scipita biondina è puro sacrilegio): questa cinematografica sforna tra i 900 e i 1.200 film all’an-
Sony Music
Soundtrack compilation è davvero eccellente e straconsigliata a no) e racconta la tragica storia d’amore tra Ravi e
520420 2 tutti coloro che volessero rivivere le atmosfere della Masha che combattono contro il destino e le regole
serie televisiva e, più in generale, di quell'America della società indiana. La colonna sonora, malinconi-
che con le metropoli ed i grattacieli non ha nulla a ca e intensa, è di Gert Wilder Jr. che sottolinea i
13 canzoni che fare. Country purissimo è la parola d'ordine e tutti momenti più drammatici della storia affidandosi alle
Durata: 56’03” i brani o quasi si allineano a questo diktat musicale. tradizionali melodie indiane (pur concedendosi delle
Segnaliamo quindi "Call me the breeze" dei Lynyrd divagazioni jazz) e alla straordinaria voce dell’attrice
Skynyrd, "Flirting with disaster" di Molly Hatchet, e cantante Tannishta Chatterjee (come in “Masha’s
"Soul City" dei Southern Culture On The Skids e la Song” composta da Amit Kumar e da Gallenberger).
AA.VV. classicissima "These Boots Are Made For Walking", Protagonista dello score è però il bansuri (il flauto
interpretata dalla Simpson che, nonostante delle traverso in bambù) con uno dei suoi più grandi inter-
Stealth (id. - 2005) corde vocali non proprio tonanti, offre una prova più preti: Rakesh Chaurasia. Una buona sintesi tra i
Dal pessimo film di Rob Cohen, una buona com- che dignitosa. Da ascoltare preferibilmente in viaggio suoni occidentali e quelli indiani. JV
pilation. L'incipit, affidato a tre brani degli Incubus coi finestrini aperti... A.Ch.
rockeggianti e alquanto rumorosi, a dire il vero, non
Cinéfonia
è dei migliori, ma serve come mero supporto alla TVT Soundtrax Records CFR012
pellicola, che definire "ipersatura di effetti e inqua-
drature" è mero eufemismo. Fortunatamente, i tim- CD1: 21 brani
pani degli ascoltatori vengono poi titillati da ottimi Durata: 64’34”
pezzi firmati David Bowie, "She can do that", 17 canzoni
CD2: 28 brani
Kasabian, "Lost Souls Forever", e Trading Durata: 62’26” Durata: 68’57”
Yesterday, "One Day", che si staccano dal gruppo,
grazie ad arrangiamenti particolarmente riusciti ed
una musicalità sicura e compatta, che rende i brani
meno debitori a quello che succede sullo schermo di
quanto non siano gli altri pezzi della raccolta. Hélène Blazy
Attenzione però alla vera chicca del disco: il brano Paul Cantelon Strings (2005)
numero 12, "Night in White Satin", interpretato dal Everything Is Illuminated
terzetto (piuttosto eterogeneo, a dir la verità) Glenn (Ogni cosa è illuminata - 2005) Dal debutto come fanzine di James Horner il
Hugues, Chad Smith e John Frusciante... i fan dei mensile francese Cinéfonia (già Dreams Magazine)
Nomadi sono avvertiti. A.Ch. Per le strade senza tempo dell’Ucraina si aggira ha compiuto encomiabili passi nella promozione del
una macchina con tre insoliti passeggeri: Jonathan, proprio patrimonio nazionale, aprendo una propria
giovane ebreo di New York in cerca delle sue radi- distribuzione discografica che annovera in catalogo
Wind Up win ci, sulle tracce del passato dell’amato nonno, morto nomi come Delerue e Yared. Interessante la propo-
520316 2 da poco; Alex, una giovane guida locale, surreale sta del lavoro di un nome assai meno in vista come
rappresentante di un’improbabile fusione ucraino- quello di Hélène Blazy, talentuosa violinista e com-
19 canzoni hip hop, insieme al suo nonno, un uomo duro e positrice, con un lussuoso cofanetto cartonato a
scontroso. Il viaggio porterà l’improbabile terzetto doppio disco. Introdotti dall’autrice nel dettagliato
Durata: 70'02''
alla scoperta di una verità che sarà per ciascuno libretto, vengono proposte le pagine composte per
diversa ma per tutti determinante, facendoli avvicina- alcuni film di registi d’oltralpe (Voir Sans les yeux,
re e affezionare. Splendido filo conduttore dell’avven- L’Affaire Dubuois), caratterizzate da una sapiente
tura è la colonna sonora del giovane americano Paul (ancorché non originalissima) interazione minimali-
Cantelon, che ha composto pezzi orchestrali melodi- sta tra elettronica e strumentazione cameristica,
ci e classicheggianti, contaminandoli con sonorità e mentre sono paradossalmente le pagine di musica
AA.VV. strumenti tipici della cultura musicale locale. sinfonica - seppur non composte per lo schermo -
Fantastic 4 - The Album “Prologue/Babuska” contiene il bel tema musicale, ad apparire più in linea con una retorica sinfonico-
(I fantastici 4 - 2005) “Sunflowers” è eseguita da un coro di voci femminili, orchestrale cinematografica tradizionale. E’ invece
recensioni 53

nelle preziose pagine cameristiche per quartetto e Lontano dalla magia del primo film della serie dalla colonna sonora di Paolo Vivaldi (compositore
per fiati che la dettagliata scrittura della Blazy si (prodotto dalla Disney nel 1969), tornano le avventu- per il teatro e il cinema) che trova la sua massima
eleva dall’anonimato e brilla di luce propria. PR re del maggiolino più famoso del mondo: Herbie (per espressione nel brano “L’addio”. Già dai titoli di testa
intenderci, quello bianco con il numero 53 sul cofano veniamo travolti da un senso di inquietudine con un
e con una propria personalità) con un film senza pre- canto che diventa lamento, come se si stesse con-
Sony/Columbia
tese, ma dinamico e pieno di buoni sentimenti, diret- sumando uno di quei riti tipici delle tribù africane.
COL 520167 2
to dall’esordiente Angela Robinson. La colonna Un ottimo lavoro, compreso l’ultimo singolo di
13 canzoni sonora, che ben accompagna le acrobazie di Herbie, Manuela Zanier, Non rispondi (scritto da Bungaro),
ha il merito di fare da trait d’union tra questo e il film a cui è affidato il compito di accompagnare i titoli di
Durata: 50’23” originale riproponendo brani noti, come la malinconi- coda. JV
ca “Hello” di Lionel Richie e la cover di “Born to be
Wild”, ma anche alcune novità come “First” (che apre
l’album) cantata dalla protagonista del film: la giova-
Warner Chappel
ne e promettente attrice americana Lindsay Lohan. Music
Un bel CD, ma non ascoltatelo in macchina: potreb-
16 brani
AA.VV. be essere pericoloso! JV
(15 di commento
A Lot Like Love + 1 canzone)
(Sballati d’amore – 2005) RCA Italiana Durata: 37’39”
Ingredienti per una commedia di successo: due 82876753362
protagonisti (un uomo e una donna, rigorosamente 21 brani
belli e affascinanti), un incontro, un colpo di fulmine. (19 di commento
Anche se non è proprio un amore a prima vista quel- + 2 canzoni) Pietro Cantarelli
lo raccontato in Sballati d’amore (i due personaggi Cielo e Terra (2005)
principali ci mettono sette anni per rendersi conto che Durata: 47’57”
quello che c’è tra loro è amore), possiamo comunque Cielo e Terra di Luca Mazzieri racconta la dram-
considerarla una commedia romantica a tutti gli effet- matica e toccante storia di Samuele, giovane mae-
ti, a partire dalla scelta della colonna sonora che si stro di violino ebreo che, nel 1944, si rifugia dalla
adatta a qualsiasi gusto. E’ infatti accattivante ed un Nicola Piovani sorella per sfuggire alle persecuzioni naziste. La
po’ furbetta la scelta di questa track list che spazia dal vicenda si svolge a Busseto, il paese in provincia di
pop al rock con artisti che rappresentano vari generi
La tigre e la neve (2005) Parma che ha dato i natali a Giuseppe Verdi. E sono
musicali. Si parte con i Third Eye Blind per arrivare al Come Nino Rota fu il grande cantore delle imma- proprio le suggestioni della musica verdiana ad ispi-
pop più convenzionale dei Cure, dalla romantica “If gini oniriche di Federico Fellini, Nicola Piovani è la rare il lavoro di Pietro Cantarelli, autore della splen-
You Leave Me Now” dei Chicago alla parentesi voce musicale dei fotogrammi surreali e malinconi- dida colonna sonora.
nostalgica dei Groove Armada con “Hands of Time”, ci di Roberto Benigni. Se però Rota riusciva ad Il compositore aveva già collaborato alla realizza-
il tutto in 50 minuti godibili e divertenti. JV essere – pur nell’alveo di un’impronta autoriale rico- zione dello score del film A cavallo della tigre di
noscibile - sempre originale per Fellini dopo sedici Carlo Mazzacurati insieme a Ivano Fossati (con il
film insieme, non si può dire lo stesso di Piovani per quale collabora da anni), ma in questa pellicola la
Sony Classical Benigni, dopo solo tre pellicole. Infatti la pecca fon- musica ha tutt’altro significato: si trasforma nella
SK 94749 damentale di quest’ultimo sodalizio filmico tra il passione che accomuna Samuele al suo nemico,
toscanaccio e il compositore romano è la ripetitività sottolineando i momenti più intensi di questa storia,
13 canzoni di alcune tematiche musicali: dopo un attento ascol- a cominciare dalla toccante “Cielo e Terra” interpre-
Durata: 46’52” to di La tigre e la neve, sembra di trovarsi di fronte tata da Tosca. JV
ad un figlio timido di Pinocchio o di molti lavori per i
film dei fratelli Taviani, Moretti o Albanese. Cinéfonia
Il compositore premio Oscar per La vita è bella Records CFR013
probabilmente si è trovato nella posizione di creare
CD1: 20 brani -
un tappeto sonoro così risaputo su richiesta di
Durata: 66’57”
AA.VV. Benigni, che in ogni caso non gli ha permesso di
CD2: 6 brani -
servire bene La tigre e la neve, film di per sé non
Bewitched (Vita da strega – 2005) riuscito che si trascina stancamente verso una fine
Durata: 67’17”
CD3: 16 brani -
Chi è cresciuto guardando il telefilm Vita da stre- prevedibile. Seppur su CD la musica sia migliore
Durata: 71’34”
ga, avrà qualche perplessità nel vedere la recente rispetto a quando si accompagna alle immagini,
versione cinematografica di Nora Ephron, film delu- l’unico brano che suscita un’autentica emozione è
dente se non fosse per la straordinaria interpretazio- quello che prende il titolo dalla pellicola, cantabile e
ne di Nicole Kidman e la splendida colonna sonora. intenso, una melodia dalle reminiscenze Carlo Crivelli
E’ la musica, infatti, la vera protagonista di questo pucciniane. Notes de Voyage -
film che, tra una magia e l’altra, accompagna le Per il resto la fa da padrone la canzone del gran- Musique de Films &
scene in modo piacevole ed elegante, grazie soprat- de Tom Waits, “You Can Never Hold Back Spring” Musique de Concert (2005)
tutto all’accurata scelta degli artisti. Questa compila- (su testi di Kathleen Brennan): struggente tema
tion è in realtà l’occasione giusta per avere, in un d’amore dalle connotazioni aspre, graffianti ma Figura sempre in bilico tra comunicativa filmica e
unico CD, alcune delle canzoni che hanno fatto la nello stesso tempo romantiche, tipiche della voce concertismo sperimentale, Carlo Crivelli viene ben
storia della musica jazz e pop del secolo appena tra- calda del cantautore americano. MP rappresentato in questa eccezionale raccolta in 3
scorso. Da una parte i mitici Frank Sinatra con CD prodotta (come sempre meticolosamente) dalla
“Witchcraft”, Steve Lawrence con “Bewitched”, Ella francese Cinéfonia, che propone diversi lati dell’in-
Fitzerald con “Ding Dong! The Witch is Dead”, GDM/EMI Music discusso talento del compositore.
Natalie Cole con “L-O-V-E”, dall’altra i R.E.M. e i GDM 2056 Il primo disco è dedicato ad Appunti di Viaggio,
Police. La vera chicca è il finale affidato a Bing 19 brani caleidoscopico centone stilistico che spazia da
Crosby e Louis Armstrong con “I Love You, (18 di commento Ouvertures lounge ad intensi brani per archi, da
Samantha”. Assolutamente da non perdere. JV + 1 canzoni) preludi pianistici a liriche pagine per solista e orche-
stra, fino ad un baroccheggiante concerto per 4 vio-
Hollywood Durata: 49’00” lini ed archi. Il secondo CD presenta l’ambizioso Il
records sogno di Urizen (trasposizione in simbologia musi-
2061-62518-2 cale delle liriche e delle immagini di William Blake),
certamente interessante e complesso quanto di dif-
15 brani Paolo Vivaldi ficile fruizione per orecchie poco avvezze alla musi-
(14 canzoni ca avanguardistica contemporanea. Il CD bonus ci
+ 1 di commento)
Non aver paura (2005) riporta al Crivelli cinematografico con le colonne
Profondamente partecipe alle vicende dei perso- sonore per La balia di Bellocchio, dalla scrittura a
naggi, la musica è la vera protagonista dell’ultimo tratti atonale, e Del perduto amore di Placido, stra-
film di Angelo Longoni; un thriller che racconta cosa ordinario capolavoro di appassionata comunicativi-
può accadere quando un maniaco si insinua nella tà a metà tra Mahler, Puccini e Bernstein. Nel mare
AA.VV. vita di una coppia separata (Alessio Boni e Laura magnum di tale sfaccettata produzione emerge un
Herbie: Fully Loaded Morante) con un figlio di nove anni. Tutto il malesse- autore forse non facile, ma di eccezionale capacità
(Herbie il supermaggiolino – 2005) re dei protagonisti è degnamente rappresentato e spessore tecnico. PR
54 grandi classici

Due film, entrambi ispirati a celebri romanzi di romantiche (“Theme for Camille”).
Varèse Sarabande H.G. Wells, consegnarono il geniale produttore Di minore interesse la pur commendevole parti-
VSD-6648 George Pal alla storia del cinema di fantascienza: tura di Sol Kaplan per un insolito film di guerra: I
La guerra dei mondi (War of the Worlds, 1953), di vincitori (The Victors, 1963) di Carl Foreman. Una
16 brani Byron Haskin, e L’uomo che visse nel futuro (The curiosità: sia Duning che Kaplan scrissero la
Durata: 40’02” Time Machine, 1960), diretto dallo stesso Pal. Film colonna sonora di molti episodi della serie televisi-
Score Monthly pubblica per la prima volta la colon- va Star Trek. AC
na sonora originale scritta da Russell Garcia per
quest’ultima pellicola. Film Score
La partitura si compone di diversi temi musicali, Monthly
tra i quali il solenne leitmotiv principale (“Main FSM Vol. 8 No. 14
Title”), una nostalgica melodia di gusto popolare
Mitch Leigh/Joe Darion per caratterizzare l’epoca vittoriana dalla quale
Man of La Mancha prende avvio la vicenda (“London 1900”) e un’insi- 15 brani
(L’uomo della Mancha – 1972) nuante cantilena di tre note affidata alla celesta, Durata: 40’16”
L’uomo della Mancha, di Arthur Hiller, interpreta- per i viaggi della macchina del tempo. Da segnala-
to da Peter O’Toole e Sophia Loren, è un adatta- re l’evidente ascendenza stravinskiana delle pagi-
mento cinematografico di un musical di Broadway di ne d’azione (“Fight/Escape”) e un uso inedito degli
grande successo, a sua volta ispirato ad uno dei più effetti sonori, ricreati musicalmente ed incorporati
grandi capolavori della storia della letteratura: il Don nella partitura orchestrale. AC Maurice Jarre
Chisciotte di Miguel De Cervantes. Crossed Swords
La partitura di Mitch Leigh, che comprende sedi- Film Score (Il principe e il povero – 1978)
ci canzoni su parole di Joe Dorian, fu adattata e ri- Monthly
arrangiata per il grande schermo da Laurence FSM Vol. 8 No. 11 Non deve essere facile accingersi a scrivere la
Rosenthal (Anna dei miracoli, 1962; Scontro di tita- colonna sonora per l’ennesima trasposizione del
ni, 1981) che si guadagnò per il suo lavoro una 13 brani (42’50”) + classico per l’infanzia di Mark Twain “Il principe e il
nomination agli Oscar. L’ascolto su disco è piacevo- 12 brani (36’01”) povero”; specialmente nel ricordo del capolavoro
le e a tratti divertente (in questo film, la Loren fa il musicale firmato da Erich W. Korngold per la ver-
suo commendevole debutto come cantante), in uno Durata: 79’00” sione del 1937. Ciononostante, dall’ascolto dello
stile che paga il suo tributo ai classici della comme- score originale di Crossed Swords (Il principe e il
dia musicale anni Sessanta, contaminandolo con le povero, 1978) di Richard Fleischer, non sembra
più moderne soluzioni ritmiche e strumentali di un che il bravo Maurice Jarre (autore, fra le altre, delle
Leonard Bernstein. AC Bronislau Kaper/Dusan Radic musiche premio Oscar per Lawrence d’Arabia)
Lord Jim (id. – 1965) / The mostri alcuna soggezione. La scrittura di questa
partitura è fresca e scanzonata, l’invenzione tema-
MGM Music / Long Ships (Le lunghe navi – 1964) tica copiosa – si contano almeno quattro leitmotiv
Varèse Sarabande
LC06083 Tratto da un celebre romanzo di Joseph – e l’orchestrazione curata e piena d’inventiva, con
Conrad, Lord Jim è uno dei numerosi adattamenti un ampio ricorso a strumenti musicali antichi come
17 brani letterari dello sceneggiatore e regista Peter il dulcimer (un salterio a corde percosse), il
(15 canzoni + Brooks, il quale – come già nel caso del suo sackbut (antico trombone) e il cromorno (strumen-
2 di commento) Karamazov (The Brothers Karamazov, 1957) – si to ad ancia del Rinascimento). AC
Durata: 44’ 43’’ avvalse della collaborazione del compositore
Bronislau Kaper. La partitura del film è un riuscito
impasto di afflato epico (“Lord Jim Theme”) e trat- Film Score
tenuto lirismo (“The Color of Love”), nel quale il tur- Monthly
Burt Bacharach gido sinfonismo orchestrale è stemperato dal fre- FSM Vol. 8 No. 14
Promises, Promises (id. – 1968) quente ricorso al “gamelan”: gruppo strumentale
indonesiano composto da metallofoni, xilofoni, 23 brani
Promises, Promises è uno dei musical più fortu- tamburi e gong. Durata: 70’33”
nati e innovativi. Adattamento del celebre film di Billy Il CD edito da FSM è una ristampa rimasterizza-
Wilder L’appartamento, deve il suo successo anche ta dell’LP della colonna sonora originale; in abbina-
a Burt Bacharach che ha rivoluzionato il mondo mento, lo score del compositore jugoslavo Dusan
musicale di Broadway, grazie all’abilità di miscelare i Radic per il misconosciuto Le lunghe navi (The
suoni pop assimilati in gioventù e il rock innovativo Long Ships, 1964), di Jack Cardiff: musica piace-
degli anni ’50. La colonna sonora ha un sofisticato e Dave Grusin
volmente esotica, nello stile di Rimsky-Korsakov e
bellissimo fraseggio melodico e vive di intensi ritmi Mussorgsky. AC
The Yakuza (Yakuza - 1975)
ballabili. Bossa Nova, Bolero, Calypso e i cambi I “tesorieri” di Film Score Monthly recuperano
improvvisi di tempo e metrica forniscono un’immagi- un’altra eccellente partitura (inedita fino ad ora)
ne perfetta della stressante atmosfera del business Film Score
Monthly dell’ultima grande stagione del cinema americano,
world americano. La “Ouverture” è un tourbillon gli anni ’70: trattasi di Yakuza, composta dall’ottimo
sonoro e ritmico di alto impatto emotivo, una super- FSM Vol. 8 No. 9
Dave Grusin.
ba orchestrazione che lascia stupefatti. “Wanting La pellicola segnò il primo incontro tra il celebre
Things” è una bellissima e ispirata ballata, la versio- 12 brani (31’05”) +
jazzista e il regista Sydney Pollack, una partner-
ne orchestrale di “Grapes of Roth” è pregna di 13 brani (38’46”) ship oramai trentennale che copre ben dieci film.
influenze swing e soul, “Whoever You Are” una can- Durata: 70’58” La partitura per questo gangster movie ambientato
zone piena di pathos; tutte le altre tracce volano in un nel mondo della malavita giapponese – del quale
clima frizzante, leggiadro, di puro ed entusiasmante quindici anni dopo Ridley Scott ne ha fatto pratica-
spettacolo. Fra i motivi più famosi, “I’ll Never Fall in mente un remake in Black Rain – è contraddistinta
Love Again”, perla della storia della musica che ha George Duning / Sol Kaplan dall’elemento della fusione (caratteristica assoluta-
fatto il giro del mondo vendendo milioni di dischi. ST
The Devil at 4 O’Clock mente basilare di Grusin): la sensibilità melodica
(Il diavolo alle quattro – 1961) occidentale incontra le tessiture e i timbri dell’orien-
Film Score te, come si nota già dall’ottimo “Main Title”, nel
Monthly The Victors (I vincitori – 1963) quale un flauto basso imita il suono suadente dello
FSM Vol. 8 No. 13 Diretto dal veterano Mervyn LeRoy, e interpreta- shakuhachi, ma cantando una malinconica melo-
to da Spencer Tracy e Frank Sinatra, Il diavolo alle dia di sapore jazz. La vena melodica e jazzistica di
16 brani quattro – ambientato su un isolotto del Pacifico i cui Grusin – che ben aderisce allo spirito del protago-
Durata: 52’54” abitanti dovranno fronteggiare una apocalittica eru- nista interpretato da Robert Mitchum – si manifesta
zione vulcanica – è uno dei prototipi del genere soprattutto in un paio di pagine notevoli (“20 Year
catastrofico, che conoscerà una breve stagione di Montage”, “Scrapbook Montage/Scrapbook
gloria negli anni Settanta. Epilogue”). Particolarmente creativa e degna di
La colonna sonora del film è affidata all’ottimo nota è anche l’orchestrazione, con un uso di per-
George Duning (sue le celebri musiche di Picnic), cussioni della natura più varia (“The Man Who
Russell Garcia il quale si distingue per una scrittura influenzata dal Never Smiles”) e di inconsuete timbriche dell’arpa
The Time Machine jazz, sia nelle pagine d’azione (“Up the Mountain”, e del vibrafono (“Tanner to Tono/Tono Bridge/The
(L’uomo che visse nel futuro – 1960) “Lava Trap”) che nelle parentesi più distese e Bath”), anche se l’esempio più brillante arriva
grandi classici 55

certamente nella sequenza d’azione finale (“The sua prematura morte, egli stenta a trovare il posto come Animal House, Airplane!, Ghostbusters e
Big Fight”), dove il compositore si tiene alla larga che gli spetta, a causa in primis di una pubblicazio- (finora inedito in disco) Stripes!
dai timbri della grande orchestra e si affida unica- ne a singhiozzo delle sue partiture in CD. Il film di Reitman racconta di John Winger (Bill
mente ad archi, shakuhachi e una foltissima sezio- Ben venga, quindi, questa imprescindibile Murray, affiancato tra gli altri da John Candy e
ne di percussioni. ristampa in CD targata Varèse Club di True Harold Ramis) che, avendo perso in un sol giorno
L’approccio radicale e anticonvenzionale di Confessions, colonna sonora del 1981 per il bel casa, lavoro e fidanzata, si arruola nell’esercito
Grusin ricorda da vicino quello di un altro grande film di Grosbard con De Niro e Duvall. Quella di arrivando quasi a scatenare una terza guerra mon-
compositore, Jerry Goldsmith (e infatti Yakuza può Delerue è una raccolta, compassionevole elegìa, diale. Bernstein affronta “per contrasto” in modo
rammentare, per sensibilità, la partitura goldsmi- un canto accorato e dolente per la perdita dell’inno- serio e grandioso le grottesche vicende della trama
thiana di Chinatown). cenza, che il grande compositore sceglie di decli- (un approccio volutamente non dissimile a quello di
Ottima come sempre la produzione a cura di nare con una dolcezza rara, escludendo gli ottoni Williams per 1941, riecheggiato anche in un paio di
FSM, soprattutto nelle liner notes di Nick Redman, dall’organico. L’arpa di “Garrick Fergus” canta soa- incisi tematici) caratterizzando il tutto con una mar-
Jon Burlingame e Lukas Kendall. MC vemente uno dei temi più cristallinamente limpidi cia militare orecchiabile. Ne risulta un disco godibi-
che si ricordino, “Troubled Des” risplende di uno di lissimo, con alcune memorabili pagine d’azione ed
quegli autunni orchestrali che solo Delerue sapeva un magistrale uso della strumentazione, che rende
Film Score scrivere, rischiarato da squarci di luminosa religio- pienamente onore al grande Elmer. PR
Monthly Vol. 8 sità a fugarne momentaneamente le ombre. La
No. 10 musica di Delerue è la musica che fa una lacrima
che rotola tra le pieghe di un viso, la musica che fa Varèse
40 brani la vita, tra un battito del cuore e l’altro. Sarabande
Un disco da avere. DR CD Club
Durata: 79’08” VCL 0805 1038
Varese
Sarabande 27 brani
CD Club Durata: 51’25”
Stu Phillips VCL 0805 1039
Knight Rider (Supercar – 1982-1986)
Per chi, come il sottoscritto, è cresciuto (?) con 23 brani
Durata: 63’00”
Elmer Bernstein
la televisione berlusconiana degli anni ’80 fatta di
programmi cheap e quintali di serial importati dagli
Spacehunter: Adventures
USA, fa sempre un certo effetto (ri)trovarsi di fron- in the Forbidden Zone
te a quei prodotti con il ben noto “senno del poi”. (Il cacciatore dello spazio – 1985)
Tuttavia, a volte si possono scoprire con piacere Bill Conti A un anno e mezzo dalla scomparsa dell’im-
anche piccoli dettagli positivi. F.I.S.T. (id. – 1978) / menso Elmer Bernstein, ultimo frammento di
Prendete ad esempio la famosa serie Tv Slow Dancing in the Big City Golden Age hollywoodiana e coscienza vera della
Supercar (Knight Rider): un grande successo film music, la sua mancanza si fa opprimente,
basato su un concept ridotto all’osso eppure effica-
(Ballando lo slow nella grande città – 1978) esattamente come per l’altro dio venuto a manca-
ce: l’automobile superaccessoriata e ipertecnologi- Rattrista non poco pensare che un compositore re, Jerry Goldsmith.
ca (il sogno di qualsiasi bambino) diventa l’eroe e del calibro di Bill Conti stia in panchina da anni, con E’ quindi con un misto di commozione e felicità
il protagonista assoluto, affiancata da un novello quello che si sente in giro oggi. Rattrista ancora di che recensiamo questa edizione a tiratura limitata
“cavaliere” che più buono e giusto non si può. più, ora che la Varèse ha finalmente colmato una dell’inedito bernsteiniano Spacehunter del 1985.
Certo, rivista oggi, la serie fa sorridere per l’inge- lacuna tremenda, pubblicando il magnifico score di Stufi dell’orribile bootleg che da un decennio tedia
nuità e lo schematismo delle sceneggiature e della Conti del 1978 per il film di Jewison F.I.S.T., con le nostre orecchie, possiamo finalmente godere
regia, ma questo non oscura comunque alcuni dei Sylvester Stallone. A partire dal meraviglioso, incal- delle stupende armonie del buon Elmer, con i suoi
cosiddetti production values di un’opera di questo zante tema principale, caratterizzato da echi pre- galoppanti temi dalla splendida fattura e i suoi irre-
tipo. Supercar è stata una delle ultime serie televi- potenti degli ottoni, la partitura si svela per quello sistibili, inimitabili ritmi sincopati.
sive a fregiarsi di un commento musicale “live” che è: un pezzo sinfonico eclatante dai risvolti Un ascolto sinfonico prezioso, contagioso, cor-
eseguito da orchestre ed ensemble di veri orchestrali apocalittici. Basti ascoltare l’allucinata roborante, doveroso. Spacehunter è straconsiglia-
musicisti, prima che l’elettronica spazzasse via e concitazione di “The Big Strike”, rutilante rincorsa to a tutti, in particolar modo ai completisti di que-
appiattisse del tutto la scena musicale televisiva per ottoni e orchestra o il piano percussivo e folle st’autore. Molti “compositori” di oggi dovrebbero
americana. contro cui si scaglia l’orchestra tutta in “Doyle’s ascoltare questo CD, vergognarsi e cambiare
Come ogni telefilm di successo che si rispetti, Men”. mestiere. Per non mortificare di più un’arte, la film
Supercar deve parte della sua fama ad un main Il disco include anche lo stupendo score di Conti music, cui artisti come Bernstein hanno dedicato la
theme semplice ed efficace: un ostinato di synth e per Ballando lo slow nella grande città di Avildsen, vita e tutti i loro grandissimi sforzi.
chitarra elettrica, sul quale si poggia una nobile ed con un tema morbido e di fattura nobilissima, decli- Grazie, Elmer! DR
eroica linea melodica, che riassume perfettamente nato da piano e oboe: melodie come non se ne
l’intreccio “cavalleresco” e quello tecnologico della scrivono più. Pezzo forte il “Balletto”, sette minuti di
serie. Il compositore Stu Phillips (Battlestar grandissima musica, potente e fragile al medesimo La-La Land
Galactica) dimostra comunque di avere un piglio tempo. Records
particolarmente indovinato anche nelle parti di Un disco tirato in troppe poche copie, ma da LLLCD 1037
puro commento: il CD presenta infatti quattro inte- avere, senza se e senza ma. DR
ri score da altrettanti episodi della serie. Tra tutti, 34 brani
spiccano soprattutto i brani d’azione del pilot (“Kitt Durata: 45’58”
to the Rescue”, “Through a Truck/Airport Chase”). Varése
Un CD che appassionerà soprattutto i nostalgici Sarabande /
dei telefilm americani degli anni ’80. MC Colosseum
VSD-6663
Varèse Pino Donaggio
20 brani
Sarabande
Durata: 39’03”
The Howling (L’ululato - 1980)
CD Club
A pochi mesi di distanza dalla ristampa di
VCL 0805 1040
Piranha, anche la seconda e ultima collaborazio-
ne tra Pino Donaggio e Joe Dante viene ripropo-
10 brani sta agli appassionati, in edizione rimasterizzata
Elmer Bernstein
Durata: 31’45” ed estesa, con una moltitudine di brevissimi
Stripes (Stripes, un plotone di svitati - 1981) bonus che faranno la gioia dei completisti.
Bernstein diceva spesso che grazie all’exploit Prima di rispolverare le deliziose musiche di
stellare di Williams molte vecchie glorie come lui questo piccolo gioiello del cinema horror anni ‘80,
Georges Delerue poterono tornare a lavorare per Hollywood dopo vale la pena leggere la rievocazione nostalgica e
True Confessions anni che l’industria filmica si era allontanata dall’or- scanzonata che lo stesso Donaggio scrive nel
(L’assoluzione – 1981) chestra sinfonica, e davvero, grazie al coinvolgi- libretto.
mento nei progetti di John Landis e della squadra I limiti linguistici e un budget striminzito non
Delerue è uno dei più colpevolmente dimentica- del Saturday Night Live, il grande Elmer visse una hanno impedito al compositore veneziano, insie-
ti giganti della musica da film. A tredici anni dalla seconda giovinezza costellata da inattese perle me all’inseparabile Natale Massara, di scrivere,
56 grandi classici

arrangiare, dirigere e, in parte, eseguire alle perfetta di Bertolucci (probabilmente la migliore ripresa sonora non sempre all’altezza (le
tastiere questa complessa e inusuale partitura. della sua filmografia) e la straordinaria musica di registrazioni di concerti dal vivo sono sempre
Assieme alle suggestive pagine per archi (dove il Gato Barbieri. problematiche). MC
modello herrmanniano c’è, ma non è poi così evi- Un jazz soft che sottolinea l’atmosfera cupa di
dente), si ascoltano semplici ma efficaci osses- questo film sulla solitudine umana. Il tema di Last Cinéfonia
sioni elettroniche, interventi dell’organo e soprat- Tango in Paris ha sedotto un’intera generazione e CFR001
tutto una melodia malinconica e struggente che il sassofonista argentino ha lasciato un marchio
negli end titles dà origine a un country di indimen- indelebile nella storia del jazz moderno e non CD 1: 21 brani
ticabile bellezza, un brano delizioso che un quar- solo. Durata: 56’17”
to di secolo dopo si lascia riscoprire con immuta- Anche i Gotan Project hanno riproposto nel CD 2: 21 brani
to piacere e con una punta di nostalgia. GB loro album, la “Revancha del Tango” (2001), il Durata: 60’0”
tema di Last Tango in Paris con una perfetta sin-
tesi di tango ed elettronica. JV
Varèse
Sarabande
VCL 0805 1041 Cinéfonia John Scott
CFR014
L’expedition Jules Verne:
19 brani CD 1: 12 brani A bord du Trois-Mats
Durata: 36’42” Durata: 61’49” Belem (Inedito, 2003)
CD 2: 13 brani Ecco un’ottima pubblicazione da parte di
Durata: 77’28” Cinéfonia: trattasi delle partiture complete com-
poste da John Scott per una trilogia di documen-
David Newman tari che narra una serie di avventurose spedizioni
nautiche del tri-vela francese “Belem”.
The Kindred (id. – 1986) AA.VV. / John Scott Ispirata dai racconti e dallo spirito avventuroso
Nel 1986, alla sua terza opera filmica, il primoge- Concerts pour l’aventure (2005) dello scrittore Jules Verne, la spedizione è salpa-
nito del leggendario Alfred Newman, David, si con- ta per un lungo viaggio nell’Oceano Atlantico che
fronta con un horror di serie B griffato Roger A testimonianza che la musica da film esegui- l’ha portata dall’arcipelago delle Azzorre alle Isole
Corman, ennesima gemmazione dei Gremlins di ta dal vivo è oggetto di sempre maggior interes- del Diavolo, fino alla scoperta dei relitti della civil-
Dante, in altre parole botoli di mostro famelici e irti se, Cinéfonia pubblica questo bel cofanetto in tà Maracas nella Foresta Amazzonica… un’av-
di denti. due CD contenente due registrazioni “live” di ventura che il regista Jean-Christophe Jeauffre
Poco conta che nell’operazione sia coinvolto un altrettanti concerti sinfonici diretti dal bravo John ha voluto far accompagnare dalle musiche avvol-
grande come Rod Steiger: il film non lascia il segno. Scott, tenutisi a Parigi rispettivamente nel marzo genti di John Scott.
Il disco, ristampa digitale di un vecchio LP 2004 e nell’aprile 2005. Il bravo compositore – oramai purtroppo
Varèse nella consueta edizione Club, a tiratura Entrambe le esecuzioni si sono svolte a chiu- dimenticato dalle produzioni mainstream holly-
insufficiente per la voracità dei collezionisti e degli sura del Festival Jules Verne dedicato al cinema woodiane, nonostante i passati successi come
affaristi virtuali (e quindi esaurita in due giorni appe- d’avventura e dunque si può bene immaginare Greystoke – ha potuto così concepire una lunga
na), si ascolta con piacere e interesse. quale sia stata la selezione di repertorio da parte ed affascinante partitura che ha lo spessore e la
Strano che il nome di David sia sempre associa- di John Scott. fluidità di un vero e proprio poema sinfonico a
to a quello del padre e alle altre ingombranti paren- Il primo disco si apre con un’introduzione del programma, che talvolta fa pensare alle pagine
tele di casa (il fratello è “quel” Thomas): di persona- direttore che ci invita ad “ascoltare il silenzio da “nautiche” di Vaughan-Williams.
lità creativa ne ha anche lui da vendere, e già qui, dove nasce la musica”, per poi passare al prolo- La scrittura di Scott è limpida, cristallina e
ai suoi esordi, manifesta una strenua passione per go musicale par excellence: la straussiana “Also assolutamente tonale, costruita su ampie
gli archi, per una tensione melodica vibrante, per sprach Zarathustra” da 2001 di Kubrick. Il disco campiture e floride tessiture orchestrali: ecco allo-
costruzioni piramidali di accordi sinfonici, per le rit- prosegue con letture fedeli ed attente di temi ra una melodia epica ed ariosa per corno e archi
miche frenetiche e apicali che, nel libretto, vengono evergreen come I predatori dell’Arca perduta, che descrive lo spirito avventuroso della
associate – con nostra perplessità – al minimalismo Lawrence d’Arabia, La mia Africa, Titanic e spedizione (“The Jules Verne’s Legacy and Jules
di Glass. Superman. Verne Aventures Theme”), un bel fugato per archi
Un disco per chi apprezza David in quanto tale e Di maggior interesse le quattro pagine scelte dedicato alla forza del vento (“The Wind”), una
lascia da parte casate e alberi genealogici. GB da altrettante partiture di John Scott: l’epica suite imperiosa pagina per ottoni e percussioni che
da Greystoke, il finale gransinfonico di King Kong dipinge il mare in burrasca (“Raging Sea –
Lives (il vituperato sequel del remake del ’76), Beneath the Surface”)… ma c’è spazio anche per
GDM/EMI Music l’emozionante “Main Title” da The Final meditazioni impressioniste per pianoforte solo
0164102GDM Coundtdown e soprattutto l’avvolgente e sopraffi- (“On the Beach – Painting The Voyage”; “Capitan
na suite tratta dal documentario nautico Falco”) e per violoncello (“Cello for a Sperm
23 brani L’expédition Jules Verne. Whale”).
Durata: 59’00” Il secondo CD ci presenta il concerto del 2005, L’abilità e la perizia di Scott nel trattare la ric-
stavolta con selezioni tratte da Spartacus di chezza timbrica dell’orchestra sono notevolissime
North, la goldsmithiana The Sand Pebbles, pas- (basti ascoltare il merletto di “Decompression –
sando per il western di Bernstein e Morricone con C’est l’infinit vivant” o l’avvincente galoppata sin-
i temi da I magnifici sette e C’era una volta il fonica di “Suite for the Belem”) e, lungo tutte le
West, per chiudere infine con tre brani williamsia- due ore di musica, si avverte una sincera ispira-
Gato Barbieri ni dalla saga di Star Wars. zione e un appassionante trasporto emotivo da
Anche qui sono presenti un paio di ottime com- parte dell’autore, oggigiorno merce ormai sempre
Last Tango in Paris posizioni di John Scott: spicca la lunga suite sin- più rara nella musica applicata.
(Ultimo tango a Parigi – 1972) fonica intitolata “The Death of Indian Nations” Forse non ci troviamo di fronte a musica
Difficile dire quando ha avuto inizio il mito di dedicata alle popolazioni indigene del Nord particolarmente audace o innovativa, ma è
Ultimo tango a Parigi (forse nel 1976 con la America sterminate dai coloni; una pagina per sicuramente ben più espressiva e complessa di
censura e la condanna al rogo), ma sicuramente, percussioni ed orchestra di notevole perizia ed tante blasonate partiture cinematografiche
a farne una delle massime espressioni del abilità compositiva. contemporanee.
cinema italiano, hanno contribuito: la fotografia di Insomma, un’ottima collezione di classici e Insomma, musica come ormai al cinema non
Storaro, la recitazione di Marlon Brando, la regia pagine meno conosciute, con l’unico difetto di una se ne sente più… MC
cult corner 57

Bruno Nicolai, autore di circa ottanta colonne


Digitmovies sonore per il cinema e la televisione commenta il Sony Music
Alternative cult movie 99 donne, una storia drammatica di SK 60790
Entertainment donne prigioniere in una fortezza spagnola sulla
032628990359 costa di Panama. 21 brani
La canzone “The Day I Was Born”, cantata da (20 di commento
16 + 26 brani una voce femminile anonima, è una ballata triste + 1 canzone)
Durata: 56’18” dagli arrangiamenti pop: l’urlo di vendetta di tutte le Durata: 56’25”
donne prigioniere. La “Seq. 1” è morbida e melodi-
ca, la “Seq. 2” una marcia decisa dalla spumeg-
giante tromba, la “Seq. 3” avvolgente, notturna e
soft jazz poi, via via proseguendo nell’ascolto, si
Roberto Nicolosi spazia da momenti contemplativi solisti ad effetti
Ennio Morricone
La Maschera del Demonio (1960) / sinistri degli archi, da temi melodici sognanti ed La leggenda del pianista
La ragazza che sapeva troppo (1962) ispirati ad altri mesti e misteriosi, tesi e drammatici sull'oceano (1998)
fino ad incursioni nel free jazz (“Seq. 13” e “16”) e
Roberto Nicolosi scrive per la Maschera del al grande lirismo sinfonico (“Seq. 23”). Connubio tra i più felici della nostra
Demonio di Bava una colonna sonora non molto Nicolai ci regala pagine di grande musica. ST
incisiva, perlomeno per quanto riguarda la capa-
cinematografia, quello tra il grande
cità di creare un climax musicale degno di un film Ennio Morricone e il regista Giuseppe
horror. Digitmovies Tornatore, che a mio giudizio, ha
Le tracce vagano in un’atmosfera rarefatta, CDDM036 espresso il suo momento più vibrante
quasi assopita, fra interventi leziosi dei fiati e per- nel bellissimo La leggenda del pianista
cussioni a tappeto molto riempitive, passaggi dis- 22 brani
sull’oceano, film, com’è noto, tratto dal
sonanti e tetri, in una calma piatta e a tratti deci- Durata: 47’06” monologo teatrale “Novecento” di
samente imbarazzante e noiosa. La ragazza che
sapeva troppo inizia meglio con il brano “Morte di
A.Baricco.
Edith”, denso di interventi nervosi dei violini. Nel cd omonimo, accanto alla musica
“Questa è Roma!” è costruita su archi ariosi e per- originale, troviamo diversi brani scate-
cussioni sullo sfondo, “Al ristorante e Sospetto di nati, riconducibili agli albori del Jazz
Nora” ha un accattivante tema melodico, “Un Bruno Nicolai classico, ragtime, “Peacherine Rag”
caldo bacio dopo l’incubo” un ottimo mood da (Joplin), “The Crave” (J.R.Morton) ed
jazz morbido, “E se fosse tutto un sogno?” è un Gentleman Jo… uccidi (1967)
altri frutto di accurate ricostruzioni ad
brano intenso ed efficace. ST In molte colonne sonore di Ennio Morricone a
dirigere l’orchestra era Bruno Nicolai, in questo
opera del jazzista Amedeo Tommasi,
spaghetti western fine anni ‘60 accade il tra i quali è d’obbligo citare il delizioso
Digitmovies “Magic Waltz”, sottofondo di una delle
Alternative contrario. Il tema principale, “Gold and Power”
Entertainment (che torna con piccole varianti ben cinque volte) è scene più godibili del film, con
032628990335 sferzante, violento come una cavalcata furiosa Novecento e Max che nel bel mezzo di
contro banditi che hanno appena rapinato una una tempesta “danzano” con il piano a
22 brani banca o indiani che sferrano un attacco: i Cantori coda nel salone della nave.
Moderni di Alessandroni sono straordinari nel
Durata: 46’24’’ conferirgli una composta brutalità! Per il resto
Ma è soprattutto la musica composta
Nicolai ha composto 16 sequenze di brani di pura da Morricone, che ci cattura fin dalle
convenzionalità: un triste tema deguelliano per prime inquadrature del personaggio
tromba, un altro per armonica e flauto basso iro- Max Tooney “trait d’union” del film, a
Bruno Nicolai nico, entrambi reiterati più volte. L’audio, purtrop- mostrare piena aderenza alle immagini,
La Dama Rossa uccide po, non è eccelso, anche a causa della pessima pur godendo di una splendida vita pro-
sette volte (1972) qualità dei master originali che sono stati recupe- pria svincolata dalla pellicola, introdu-
rati per questa edizione. MP
Nicolai firma il commento di questo gotico plot cendoci con maestria alla “singolare”
su una Dama Rossa che ogni cento anni ritorna vicenda umana di Novecento ed
per uccidere sette volte e riportare il sangue in un Digitmovies all’epopea dei viaggi in transatlantico
antico castello tedesco. I sanguinosi omicidi sono 032628990373 con il loro malinconico corollario di
accompagnati da atmosfere drammatiche e umanità in cerca di una vita migliore.
passaggi atonali. La partitura ha pagine di grande
La colonna sonora inizia con il triste canto 20 brani
infantile di una giovane donna che molto ricorda impatto emotivo, tra le quali spiccano:
Durata: 51’18’’
Profondo rosso, anche se non ha la stessa poten- “A mozart reincarnated” con i suoi toni
za espressiva. Il “Preludio e titoli” è stemperato in crepuscolari, tema che ritorna nel finale
un’atmosfera pop da chitarra e clavicembalo. del film con le mani di Novecento che
Il canto della giovane donna viene ripreso dal danzano lievi nell’aria un attimo prima
clavicembalo in “Veglia funebre & Macabro ricor- Adolfo Waitzman della fine; il “Nocturne with no moon” di
do”, poi subisce diverse variazioni, soprattutto rit- debussiana memoria; “The legend of
miche e timbriche, negli altri brani. Brillante e Pensione Paura (Hotel Fear – 1978)
swingata “Servizio fotografico”, tesa allo spasimo '900” dagli echi gershwiniani; “Enduring
Digitmovies pubblica per la prima volta su CD
“Quarto delitto”, piuttosto incisiva nel basso fic- l’integrale della colonna sonora scritta e diretta
moviment”, (quello dell’epica sfida con
cante “Minaccia”, interessante nel suo sviluppo dal compositore di origine argentina Adolfo Jelly Roll Morton!) brano eseguito per il
tematico “Scoperta”, bella e melodica “Fine di un Waitzman per il film cult Pensione paura (1978). film dalla valente pianista Gilda Buttà, e
incubo”. Nel complesso, però, la colonna sonora Autore molto prolifico (ha scritto più di 100 colon- di certo quello più noto, quel “Playing
di Nicolai risulta un po’ troppo di maniera. ST ne sonore), Waitzman ci offre un panorama musi- Love” nel quale si sublima l’amore di
cale all’insegna di una sperimentazione musicale Novecento per la ragazza, fugace
Digitmovies che spazia dall’atonalità ad un ricco corredo attimo impresso per l’eternità nella sua
Alternative melodico. Respiriamo una densa inquietudine nel
Entertainment pianoforte teso di “Pensione paura (titoli)” soste-
esistenza.
032628990342 nuto da rigidi violini, mentre “Angoscia” propone Parafrasando il finale del film potrem-
24 brani un ispiratissimo tema sinfonico. “Suzanne” ha un mo dire che “…non sei fregato vera-
(23 di commento andamento sincopato di tango in cui la fisarmoni- mente, finchè hai da parte una buona
+ 1 canzone) ca fa la parte del leone. Notevole l’utilizzo di musica e qualcuno cui farla ascoltare”.
Durata: 61’02’’ diversi timbri strumentali, che creano un tessuto
sonoro di flauti e clarinetti nostalgici, pianoforti tri- Rita Pisapia,
sti e rassegnati, contrabbassi paranoici, violini
che rimandano a Psycho, sincopi irresistibili.
Vincitrice della prima edizione del
Bruno Nicolai Struggente ed intenso il leitmotiv. Concorso Recensioni dei lettori
99 donne (99 Women – 1968) Assolutamente consigliabile. ST
58 filmografie

Filmografia essenziale di Luis Enriquez Bacalov


Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Nato a San Martin(Buenos Aires, Argentina) il 30 Agosto 1933
Anno Titolo (Titolo originale) Regista
1964 Il vangelo secondo Matteo Pier Paolo Pasolini
1965 Una questione d’onore Luigi Zampa
1965 Oggi, domani, dopodomani (episodio: La moglie bionda) De Filippo, Ferreri, Salce
1966 Django Sergio Corbucci
1967 Quién sabe? Damiano Damiani
1967 A ciascuno il suo Elio Petri
1971 Roma bene Carlo Lizzani
1972 Milano calibro 9 Fernando Di Leo
1973 La seduzione Fernando Di Leo
1974 Il poliziotto è marcio Fernando Di Leo
1975 Colpo in canna Fernando Di Leo
1975 La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori Fernando Di Leo
1976 Gli amici di Nick Hezard Fernando Di Leo
1980 La città delle donne Federico Fellini
1983 Prestami il rossetto (Coup de Foudre) Diane Kurys
1988 Caro Gorbaciov Carlo Lizzani
1989 Burro José M. Sanchez Silva
1991 Una storia semplice Emidio Greco
1994 Il postino – OSCAR – Nastro d’Argento Michael Radford
1996 La frontiera Franco Giraldi
1996 Ilona arriva con la pioggia (Ilona Llega con la Lluvia) Sergio Cabreca
1997 La tregua Francesco Rosi
1998 Amori & segreti (Polish Wedding) Theresa Connelly
1998 B. Monkey – una donna da salvare (B. Monkey) Michael Radford
1999 Panni sporchi Mario Monicelli
1999 Milonga Emidio Greco
1999 La lettera d’amore (The Love Letter) Peter Ho-Su Chan
2000 Per incanto o per delizia (Woman on Top) Fina Torres
2002 Il consiglio d’Egitto – Globo d’Oro Emidio Greco
2002 Assassination Tango Robert Duvall
NB: Bacalov ha composto per il Cinema fino al 1963 con lo pseudonimo di Luis Enriquez, dal 1967 in poi utilizzando il nome vero.

Filmografia essenziale di Alan Silvestri


Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Nato a New York, USA, il 26 marzo 1950
Anno Titolo (Titolo originale) Regista
1984 All’Inseguimento Della Pietra Verde (Romancing The Stone) Robert Zemeckis
1985 Fandango (id.) Kevin Reynolds
1985 Ritorno Al Futuro (Back To The Future) Robert Zemeckis
1986 Delta Force (The Delta Force) Menahem Golan
1986 Navigator (Flight Of The Navigator) Randal Kleiser
1987 Predator (id.) John McTiernan
1988 Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? (Who Framed Roger Rabbit) Robert Zemeckis
1989 The Abyss (id.) James Cameron
1989 Ritorno Al Futuro – Parte II (Back To The Future – Part II) Robert Zemeckis
1990 Ritorno Al Futuro – Parte III (Back To The Future – Part III) Robert Zemeckis
1990 Young Guns II – La Leggenda Di Billy The Kid (Young Guns II) Geoff Murphy
1991 Bolle Di Sapone (Soapdish) Michael Hoffman
1991 Il Padre Della Sposa (Father Of The Bride) Charles Shyer
1992 La Morte Ti Fa Bella (Death Becomes Her) Robert Zemeckis
1992 Guardia Del Corpo (The Bodyguard) Mick Jackson
1993 Super Mario Bros. (id.) A. Jankel / R. Morton
1994 Forrest Gump (id.) Robert Zemeckis
1994 Blown Away – Follia Esplosiva (Blown Away) Stephen Hopkins
1995 Pronti A Morire (The Quick And The Dead) Sam Raimi
1995 Dredd – La Legge Sono Io (Judge Dredd) Danny Cannon
1997 Contact (id.) Robert Zemeckis
1999 Stuart Little – Un Topolino In Gamba (Stuart Little) Rob Minkoff
2000 Le Verità Nascoste (What Lies Beneath) Robert Zemeckis
2000 Cast Away (id.) Robert Zemeckis
2001 The Mexican (id.) Gore Verbinski
2001 La Mummia: Il Ritorno (The Mummy Returns) Stephen Sommers
2002 Lilo & Stitch (id.) C. Sanders/D. Deblois
2003 Lara Croft Tomb Raider: La Culla Della Vita
(Lara Croft Tomb Raider: The Cradle Of Life) Jan De Bont
2004 Van Helsing (id.) Stephen Sommers
2004 Polar Express (The Polar Express) Robert Zemeckis

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