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SPORT CLUB INTERNACIONAL

Porto Alegre - Rio Grande do Sul - Brasil


SPORT CLUB INTERNACIONAL
Il Club del Popolo del Rio Grande do Sul

Un Club Campione di Tutto

L
o Sport Club Internacional celebra, nel 2009, il proprio come il primo club a vincere per tre volte il campionato brasiliano.
Centenario. E in questi 100 anni pochi club in Brasile hanno Inoltre, in quegli anni, vincemmo un campionato Brasiliano senza subire
ottenuto dei risultati così brillanti. Abbiamo conquistato tutti sconfitte. Per avere un’idea dell’importanza del fatto, nessun’altra
i titoli possibili e desiderati per una grande società di calcio. squadra è riuscita a ripetere una fatto simile.
Un club che è stato fondato secondo principi democratici, Nel 21º secolo, l’Inter si è impegnato alla ricerca di vittorie nello scenario
all’inizio del XX secolo, per diventare una potenza calcistica. Sin dalle mondiale. E le ha ottenute in maniera gloriosa. Tra il 2006 e il 2008,
sue origini, ha sempre lasciato le porte aperte a tutti, senza l’Internacional è stata l’unica squadra brasiliana a vincere dei tornei
discriminazioni. Perciò non è un caso che siamo il Club del Popolo del all’estero. Nel 2006, abbiamo vinto la Libertadores e il Mondiale FIFA.
Rio Grande do Sul. L’anno seguente, la Recopa Sudamericana. E, nel 2008, la Coppa
La crescita dell’Inter è avvenuta grazie alle grandi squadre che sono Sudamericana, l’unica che mancava. Adesso non manca più. Alla
state attrezzate durante i vari decenni. All’inizio abbiamo conquistato nostra tifoseria piace dire che ha già vinto tutto.
il nostro “territorio”, vincendo i Campionati Comunali. Successivamente Il fatto di aver conquistato tutti i titoli possibili avrebbe potuto significare
abbiamo dominato lo Stato del Rio Grande do Sul. Ci piace così tanto la fine di un ciclo. Ma non è ciò che pensiamo. Vogliamo cercare di
che abbiamo creato un’egemonia. Siamo il club gaúcho che ha vinto vincerle nuovamente tutte. Non ci basta più essere solamente campioni.
il maggior numero di campionati statali. Vogliamo essere bi, tri, tetra.... Perché questo è il destino dello Sport
Vennero gli anni 70 e cominciammo ad apparire anche sulle scene Club Internacional. Un club forgiato per vincere.
nazionali. Abbiamo conquistato titoli nazionali e siamo stati consacrati

Vitorio Piffero
Presidente dello Sport Club Internacional

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La fondazione

L
’origine dello Sport Club Internacional e associata a tre in tutte le strade del Centro. E il numero di abitanti era passato da 73
integranti della famiglia Poppe: Henrique, José e Luis. Loro mila, nel 1900, a 120 mila, nel 1908.
arrivarono a Porto Alegre nel 1901, provenienti da San Paolo, Il difficile per i Poppe era di associarsi a un club della città. Giovani
e cominciarono a lavorare nel settore del commercio. La di poco più di vent’anni, volevano praticare dello sport, preferibilmente
capitale gaúcha si stava ammodernando e progrediva il calcio. Ma nessuno gli apriva le porte. La scusa era sempre la stessa:
rapidamente. Sin dalla fine del XIX secolo, possedeva fabbriche di persone appena arrivate, poco conosciute. Le difficoltà affrontate
macchinari, tessuti, mobili e birra. I tram elettrici avevano sostituito finirono per motivare la creazione di un nuovo club a Porto Alegre, oggi
quelli trainati da asini. Era appena stata installata l’illuminazione elettrica il centenario Sport Club Internacional.

Data della fondazione del Club: 4 aprile 1909

I principi democratici

I
discorsi delle riunioni riguardavano, per i Poppe e per quelli che offerta dall’Internacional è la spiegazione migliore al fatto che studenti
vi partecipavano, sempre un principio molto importante. e lavoratori del commercio rappresentassero la maggioranza dei
L’Internacional stava per essere creato da brasiliani e stranieri, giocatori della squadra. Ogni domenica aumentava il nucleo dei
in una chiara allusione alla politica di discriminazione da parte sostenitori.
degli altri club di Porto Alegre. E questa democrazia di accesso

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I colori

I
colori del nuovo Club vennero dal
Blocco dei “Veneziani”, che
adottavano il rosso e il bianco
durante il carnevale di strada
dell’epoca.
Una delle prime magliette Il nuovo uniforme

Il distintivo

I
l primo distintivo dello Sport Club Internacional era formato dalle e della Coppa del Brasile (1992). Nel 2006, l’Inter ha conquistato il
iniziali – SCI – ricamate in rosso su fondo bianco, senza il bordo, Mondiale Fifa e la stella che rappresenta il titolo della Libertadores ha
anch’esso rosso, che apparve subito dopo. Più tardi avvenne cambiato posto, inserita tra i quattro titoli nazionali per poter sistemare,
l'inversione, con la combinazione delle lettere in bianco su fondo appena sopra, la stella diamante del Mondiale. Con la conquista della
rosso. Con la conquista della Libertadores d’America del 2006, il Recopa Sudamericana e la Triplice Corona, nel 2007, è stata adottata
distintivo ricevette un’altra stella. La sua misura è 50% più grande delle una corona sullo scudo. L’attuale scudo è commemorativo del Centenario
altre ed è stata posizionata un poco sopra alle altre quattro, che e ha un cerchio intorno, con il nome e l’anno della fondazione.
rappresentano le conquiste dei tre titoli brasiliani (1975, 1976 e 1979)

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Il Saci

P
er identificare l’Inter come un club del popolo, nelle
pagine sportive dell’antico giornale Folha Desportiva
e del giornale A Hora, sorse, negli anni 50, la figura
del Negrinho, un personaggio furbo e ironico. Col
passare del tempo, il Negrinho diventò il Saci, che
ama preparare trabocchetti alle persone, così come nel calcio
è sempre piaciuto ai colorados farli agli avversari.

La bandiera

L
a b a n d i e r a d e l l o Sp o r t C l u b
Internacional è costituita da due
triangoli rettangoli con i colori ufficiali,
bianco e rosso, con quello bianco con
la propria base a sinistra e quello rosso
con la sua a destra. Nell’angolo superiore, a
destra, appaiono le iniziali intrecciate del Club
e l’anno di fondazione. Nello stadio Beira- Rio,
i tifosi possono ammirare una bandiera di 110m²
e un’asta di sostegno di 55 metri d’altezza.

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La prima squadra ad accettare negri

A
partire dagli anni 20, l’Inter apriva la propria sede e avrebbe competizioni tra club che rappresentavano i negri (la famosa
dato spazio, all’interno della squadra, a giocatori che Lega dello Stinco Nero, per esempio), di dipendenti pubblici,
appartenevano alle varie leghe che organizzavano le dei commercianti e degli stivatori.

L’inizio di una
nuova epoca

N
el 1928, la Casa di Riposo Provvidenza (proprietaria del già una realtà. Il 15 marzo 1931, l’Inter inaugurava il “maestoso” Stadio
terreno denominato Chácara dos Eucaliptos) decise di degli Eucalipti. E niente di meglio che invitare il rivale per la prima
vendere il terreno, dando la preferenza all’Inter, nonostante partita sul nuovo campo. Nel Gre-Nal d’inaugurazione vinse l’Inter: 3
il prezzo fosse alto. Fino a quando l’ingegnere Ildo Meneghetti a 0. Come riconoscenza al suo grande sforzo, l’Inter avrebbe reso
inziò una raccolta di fondi per comprare un terreno nel omaggio, alcuni anni dopo, al presidente Ildo Meneghetti, con il titolo
quartiere Menino Deus. Dopo 20 anni usando un campo altrui, il di patrono colorado. Lo Stadio degli Eucalipti fu la sua casa fino alla
Colorado finalmente acquistava una proprietà. Lo Stadio degli Eucalipti, comparsa del Beira-Rio, nel 1969.
con gli spalti in legno, con una capacità di circa 10 mila persone, era

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Lo Schiacciasassi

N
egli anni ’40, l’Internacional fu una delle migliori squadre soprannome di “Club del Popolo”. Questa squadra ha potuto contare
dello stato di tutti i tempi. La sua qualità la sua vocazione con vari grandi campioni già sorti nell'Internacional.
offensiva erano talmente grandi che fu soprannominato Forse la formazione che tutti i tifosi colorados sognano, rispettando il
Schiacciasassi. Era una squadra estremamente offensiva, sistema classico con due difensori, una linea mediana di tre e un attacco
che durò dal 1940 fino al 1948, conquistando otto titoli statali con cinque – due punte, due mezze ali e un centravanti – è lo
in nove anni. Il motivo di questa schiacciante superiorità proveniva dagli Schiacciasassi con il portiere Ivo Winck, i due difensori Alfeu e Nena,
anni ’20, quando l’Inter cominciò a utilizzare giocatori negri nel proprio i tre mediani Assis, Ávila e Abigail e l’attacco con Tesourinha, Russinho,
gruppo, una pratica che non era ancora adottata da parte delle altre Vilalba, Rui e Carlitos – la squadra del ’42. Il nucleo dell’equipe era
squadre. Questo rafforzò l'equipe, che non aveva preclusioni e perciò composto da Carlitos, Tesourinha, Alfeu e Nena. Comnciò nel ’39 e si
aveva a disposizione sempre i migliori giocatori, oltre a creare l’affettuoso prolungò fino al ’50. Perdette solo un campionato, quello del ’46.

Carlitos Tesourinha
I geniali Carlitos e Tesourinha

N
el fantastico Schiacciasassi, Carlitos e giocatori della storia del Club. Fece parte della
Tesourinha brillavano con maggior intensità. Nazionale Brasiliana negli anni 40 e 50. Il suo stile
Carlitos è stato semplicemente il più grande di dribblatore sullo stretto poteva essere confrontato
goleador della storia dell’Inter con 485 reti. con quello di Garrincha. Convocato per il Mondiale
Solo nei Gre-Nal ne segnò 42. Non ha mai del 1950, si infortunò e rimase fuori dal Mondiale.
difeso un’altra squadra nella sua lunga carriera. Molti dicono che, se Tesourinha avesse giocato contro
Tesourinha, invece, è stato uno dei più sensazionali l’Uruguay, il Brasile avrebbe conquistato il titolo.

Il Mondiale è qui!

L
a fine degli anni ’40 ha dato inizio alla crescita dell’Internacional. Rio, era la tifoseria che raccoglieva fondi e cercava il materiale per
Ansiosi per l’ammodernamento del patrimonio della società, aumentare il patrimonio del club. Grazie al rinnovamento della struttura
i tifosi sostennero la costruzione degli spalti in cemento dello degli spalti, lo Stadio degli Eucalipti ospitò due partite del Mondiale del
Stadio degli Eucalipti, nel 1947, un’opera che durò fino al 1950: Messico x Jugoslavia e Messico x Svizzera, motivo di immenso
1950. Così come è avvenuto per la costruzione dello stesso orgoglio dei tifosi. Fino a oggi è l’unico stadio gaúcho ad aver ospitato
“Eucalipti”, e successivamente con l’inaugurazione dello stadio Beira- una partita del Mondiale.

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Una coppia fantastica

G
li attaccanti Bodinho e Larry formarono una delle più grandi coppie di goleador
dell’Inter negli anni ’50, rendendo famosa una giocata di combinazione che
diventò celebre come “tabellina”. Il pernambucano Bodinho giocò prima nel
Nacional, sempre di Porto Alegre, e passò la posizione di centravanti a Larry,
quando questi arrivò dal Fluminense di Rio de Janeiro e della nazionale
olimpica brasiliana del 52. Ai due piacque tanto il Rio Grande do Sul che vi rimasero.
Larry era conosciuto come “Cerebral Larry”. Molto tecnico, Larry aveva grande facilità
nell’uno-due e nel calciare con entrambe i piedi da fuori area. Nel Campionato Gaúcho
del 1955, il centravanti segnò 23 reti in appena 18 partite. Non fu l’artigliere perché
Bodinho ne fece 25. Larry godeva di molto rispetto presso la tifoseria che, anche perdendo
i due rigori contro il Renner che non permisero all’Inter di partecipare alla disputa del
titolo locale del 1958, uscì di campo applaudito. Anni dopo, quando lasciò il calcio, fu
eletto deputato statale.

Bodinho Larry

La conquista
del Panamericano

L
a Nazionale Brasiliana disputò il Panamericano del
1956 con una squadra formata dalla base
dell’Internacional. Tra i 22 giocatori del gruppo, otto
erano dell’Inter, oltre al tecnico Francisco Duarte Júnior,
detto Teté. Nella squadra titolare, sette erano giocatori
colorados. Nella finale il pareggio con l’Argentina garantì il titolo.
Al ritorno in Brasile, i giocatori furono ricevuti dal vicepresidente
della Repubblica, João Goulart, a Rio de Janeiro, e si recarono
al Palazzo do Catete per vedere l’allora Presidente Juscelino
Kubitschek. Il Brasile scoprì che poteva contare sull’Inter per
qualsiasi situazione.

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La creazione dell’inno ufficiale

A
lla fine degli anni 50 l’Inter sentì la necessità di avere un e aspettava la sua ragazza Ieda, ma si dimenticò dell’impegno di quel
inno, una musica formale di celebrazione dei sentimenti pomeriggio. Si sedette furioso al tavolo di un bar e, visto che era un
dei colorados. Fu indetto un concorso, con molti candidati artista, cominciò a scrivere un inno di lode all’Inter.
ma nessun degli inni soddisfò l’anima dei tifosi come quello Quando concluse l’ultima strofa con il Club del Popolo/ del Rio Grande
che fu fatto in un pomeriggio di sofferenza per i tifosi. Il do Sul, ebbe la sensazione che i tifosi l’avrebbero cantato. E fu quello
tifoso era Nélson Silva, un carioca che abitava a Porto Alegre. L’Inter che accadde, Fonte di Assi è oggi l’inno ufficiale dell’Internacional e
giocava male contro l’Aymoré, nel 1957. Lui stava ascoltando la partita dei suoi tifosi.

L’inno
Fonte di Assi (Nélson Silva, 1957)

Gloria dello sport nazionale


Oh, Internacional
Che io esalto
Porta a terre distanti
Fatti rilevanti
Vivi per brillare
Passano gli anni, sorge il domani
Radioso di luce, virile
Segui il tuo percorso di vittorie
Colorado delle glorie
Orgoglio del Brasile

È il tuo passato biancorosso


Motivo di gioie nei nostri cuori
Il tuo presente dice tutto
Dando ai tifosi allegre emozioni
Colorado fonte di assi
I tuoi astri scintillano in un cielo sempre azzurro
Vibra il Brasile intero
Con il club del popolo del Rio Grande do Sul

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L’ingresso nello scenario nazionale

I
l 1967 segna l’ingresso definitivo dell’Internacinal nello scenario a due club del Rio Grande do Sul, due di Minas Gerais e uno del
del calcio brasiliano. Fino a quel momento la presenza dei club Paraná. L’inter si mise in evidenza: concluse il suo primo campionato
al di fuori dell’asse Rio de Janeiro/San Paolo si riassumeva a nazionale come vice campione e, inoltre, ruppe un vecchio tabù:
sporadiche presenze nella Coppa del Brasile, un torneo rapido fu la prima squadra gaúcha a vincere a San Paolo, un terreno che
e per eliminatorie, istituito nel 1959. Finalmente, nel ’67, il torneo sembrava inespugnabile.
Rio/San Paolo, il Roberto Gomes Pedrosa o Robertão, fu esteso

Nasce il tempio colorado, sorge il Beira-Rio

E
sattamente nell’anno in cui stava terminando una lunga provenienti anche dall’interno. A questo scopo c'erano dei programmi
egemonia dell’Inter del calcio gaúcho, il 1956, cominciò la speciali alla radio, per mobilitare i tifosi colorados. Risulta che persino
storia della costruzione di un grande stadio, il Gigante Beira- Falcão più tardi idolo colorado, caricava mattoni per la costruzione.
Rio. Finalmente il Beira-Rio fu inaugurato, domenica 6 aprile 1969, 60
Il 12 settembre 1956, l’assessore comunale Ephraim Pinheiro anni e due giorni dopo la fondazione dell’Inter. Nella partita inaugurale,
Cabral, uomo di calcio, che presiedette l’Inter in varie occasioni, contro il Benfica del Portogallo, Claudiomiro marcò la prima rete
presentò alla Camera di Porto Alegre il progetto di donazione di dell’Inter nello stadio. E improvvisamente un uomo alto cominciò a
un’area che sarebbe stata recuperata dal fiume Guaiba. In realtà piangere e a sbracciarsi verso i tifosi, mentre faceva il giro del campo:
l’Inter riceveva un terreno dentro l’acqua. Solo nel 1959 il club fissava era Rui Tedesco, l’ingegnere che concluse il Beira-Rio. Anche i
le prime basi del Beira-Rio. dirigenti erano emozionati, ma nulla era più grande dell’orgoglio dei
Lo stadio Beira-Rio fu costruito in gran parte con la contribuzione tifosi. Quel pomeriggio nasceva il Gigante Beira-Rio.
dei tifosi, che portavano mattoni, cemento e ferro per l’opera, alcuni

Informazioni sul Beira-Rio


Capacità: 56 mila persone. *41 bagni (20 maschili, 19 femminili e 2 per bambini).
Record di pubblico: 106.554 (Nazionale Gaúcha 3x3 Nazionale * Rivendita InterSport, Agenzia della Banca Banrisul, negozio di Prodotti
Brasiliana - 17 giugno 1972). Tipici 'Cosa Gaúcha', Churrascheria Montana Grill nel Parco Gigante.
Misure del campo: 108 metri di lunghezza per 72 metri di larghezza. * 18 suite attrezzate con aria condizionata, internet, divani, tavoli e
Tipo del campo (dotato di sistema di drenaggio): Bermuda Green TV;
(importato dagli USA). * 4 spogliatoi, di cui 2 per la squadra principale con vasche da bagno
Altre informazioni: con idromassaggio, area tecnica, area per il riscaldamento, il
* 06 Biglietterie/ 35 sportelli. dipartimento medico, 1 per gli arbitri e 1 per le categorie di base.
* 26 cancelli. * 4 campi supplementari per gli allenamenti delle categorie di base e
* 6 ascensori (due nell’area Poltrone, uno in quella delle Cabine, due della prima squadra.
nel Palazzetto Gigantinho e uno nel portico di entrata dello stadio). * Parcheggio per 4.500 veicoli.

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Il decennio delle
glorie nazionali

È
negli anni Settanta che l’Inter mostrò che era il più grande paese.
club del Rio Grande do Sul e del Brasile. Il nuovo stadio Furono solo tre le sconfitte durante tutto il campionato e molte
Beira-Rio soddisfò le aspettative della fanatica tifoseria e vittorie che sono ancora presenti nella memoria dei tifosi. Nelle
fu palco per, forse, il miglior Inter di tutti i tempi. Nel 1975, semifinali, l’Inter sconfisse il Fluminense al Maracaná. E non era un
con un’emozionante vittoria nei confronti del Cruzeiro, allo Fluminense qualsiasi. Campioni come Rivelino e Paulo César Caju
stadio Beira-Rio, la squadra Colorada ha conquistato la prima stella facevano parte di quella squadra. Il risultato fu di 2 a 0 per l’Inter, con
di oro cucita sul petto e fu campione brasiliano. L’unico gol della partita reti di Lula e Carpeggiani. Dopo rimase l’attesa per la finale.
fu segnato dall’idolo Elias Figueroa (foto sopra). Lo stadio Beira-Rio era stracolmo per vedere le due migliori squadre
Per conquistare il titolo tanto desiderato, l’Inter cominciò a formare del Brasile. O l’Inter o il Cruzeiro, una sarebbe diventata campione.
la squadra vincente durante i precedenti 75 anni. Dalle categorie di La squadra di Minas Gerais aveva delle armi poderose: Nelinho,
base provenivano Falcão, Carpeggiani, Cláudio, Escurinho, Caçapava. Piazza, Zé Carlos e Palhinha. Tutti sapevano che la partita si sarebbe
Dal Fluminense venne la punta sinistra Lula. Il portiere Manga arrivò decisa nei dettagli.
come titolare assoluto, proveniente dal Nacional dell’Uruguay. Nell’anno All’11º minuto del secondo tempo, Piazza commise un fallo su
della conquista, l’attaccante Flávio Bicudo sbarcò a Porto Alegre Valdomiro nella parte laterale dell’area. Lo stesso Valdomiro sistemò
proveniente dal Porto del Portogallo. Ma forse una delle più grandi il pallone per la punizione. Quando l’attaccante colpì il pallone, i tifosi
stelle di questa vittoriosa equipe si trovava già all’interno del Beira- non immaginavano che avrebbero fatto tremare la città. L’indimenticabile
Rio, sin dalla fine 1971: Elias Figueroa. Figueroa saltò più alto della difesa avversaria e deviò di testa. Nel
Giocando tra il 71 e il 76 nell’Internacional, Elias Figueroa è stato momento del colpo di testa, un fascio di luce in quel settore del campo,
allenato da due tecnici (Dino Sani e Rubens Minelli), vinse campionati del tramonto sul Guaiba, illuminò il difensore. Delirio nel Gigante Beira-
regionali e due brasiliani. Considerato per molti il miglior difensore Rio. Il “Gol Illuminato” fu marcato e l’1 a 0 resistette fino alla conclusione
dell’epoca, Don Elias diede una nuova dimensione al calcio della partita. Il 14 dicembre 1975, l’Inter diventava Campione Brasiliano
dell’Internacional. Idolo dei tifosi, fu il capitano di un fatto inedito per per la prima volta!
i colorados, in una stagione dove l’Inter non solo vinse, ma incantò il

Il bicampionato

N
el 1976, l’Inter mantenne la base vittoriosa dell’anno fu notevole: in 23 partite, la squadra allenata da Rubens Minelli ne
precedente. Il club colorado arrivò di nuovo al vertice del vinse 19, ne pareggiò una e fu sconfitta in sole tre occasioni. La finale
calcio brasiliano. La conquista del bicampionato avvenne fu disputata contro il Corinthians in un unico gioco allo stadio Beira-
contro il Corinthians. Valdomiro (foto a lato) fu il grande Rio.
nome della partita, segnando una rete e decisivo nell’altra, Al 29º minuto del primo tempo, Dadá saltò ben in alto per colpire
come fu nella rete di Figueroa, l’anno prima. Sempre nel 1976, l’Inter di testa e aprire le marcature: 1 a 0. Nel secondo tempo, al 12º minuto,
ottenne un’altra importante conquista. Sfidato a battere il proprio record Valdomiro batté una punizione, il pallone colpì la traversa e superò
e, soprattutto, a battere quello del grande rivale, l’equipe colorada la linea di porta. L’arbitro José Roberto Wright, con l’informazione del
vinse l’ottavo titolo gaúcho consecutivo e consolidò l’ottava conquista, guardalinee Luiz Carlos Félix, convalidò la rete, per l’esplosione di
lasciandosi alle spalle l’epta che il Grêmio aveva conquistato nel 1968. felicità dei tifosi nel Beira-Rio: 2 a 0. La seconda stella rappresentava
La campagna dell’Inter durante il Campionato Brasiliano del 1976 l’affermazione del calcio gaúcho.

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Il terzo campionato imbattuto

N
el 1979 ci fu un impegno molto grande per recuperare il il temuto Palmeiras del tecnico Telê Santana, che fu sconfitto, allo
fiasco del campionato Gaúcho, quando l’Inter arrivò terzo. stadio Morumbi, per 3 a 2, con una prestazione esuberante di Falcão.
Ma l’Inter ebbe un recupero incredibile e seguì un percorso A Porto Alegre, fu sufficiente garantire il pareggio per 1 a 1 e attendere
che non fu ripetuto da nessun’altra squadra brasiliana, il Vasco da Gama per la finale.
diventò nuovamente campione brasiliano, per la terza volta Nella partita di andata, a Rio de Janeiro, fu la volta della riserva Chico
e senza perdere una partita, imbattuto. Spina brillare,, con due reti, che praticamente diedero all’Inter il titolo
Molti giocatori provenivano da altri stati e alcuni persino dall’estero. anticipato: 2 a 0. Mancava solo una partita perché i tifosi potessero
Tra loro c’erano Benitez, Cláudio Mineiro, Bira e Mário Sérgio. Ma solo festeggiare la conquista del terzo campionato.
durante il Campionato Brasiliano la tifoseria avrebbe visto la vera forza Finalmente, il 23 dicembre, in un Beira-Rio stipato l’Internacional si
della nuova squadra, che non ricordava neppur lontanamente quella sarebbe consacrato campione. Ancora una vittoria, questa volta per
che disputò il Gauchão dello stesso anno. L’Inter del tecnico Ênio 2 a 1, sul Vasco. Jair e Falcão segnarono le reti. La terza stella veniva
Andrade disputò 23 partite durante la competizione e non fu mai collocata, brillante e piena d’orgoglio, sul petto di tutti i colorados.
battuto. I colorados potevano festeggiare il titolo inedito per i club del
Brasile: Campione Brasiliano Imbattuto. Un fatto che, a tutt’oggi, non
è stato eguagliato nel nostro calcio.
Era incredibile. Gli avversari entravano in campo come se sapessero
che avrebbero perso contro l’equipe rossa. Anche il rivale Grêmio si
arrese e fu sconfitto per 1 a 0, con un gol di punizione battuto da Jair.
Ma molti altri caddero di fronte alla squadra del Beira-Rio. Tra questi

Falcão: il grande idolo


della nazione rossa

C
omparve nella squadra titolare dell’Internacional nel 1973,
proveniente dagli juniores della società. Fu promosso da Dino
Sani, a soli 18 anni. Successivamente Paulo Roberto Falcão rese
praticamente eterna la maglia numero cinque dell’Inter. Furono
tre titoli brasiliani e vari gaúchos, e per questo fu convocato nella
nazionale brasiliana e, in seguito, il trasferimento all’estero.

La conquista del Torneo Joan Gamper

L
’Internacional conquistò il famoso torneo Joan Maradona, ai rigori, e sconfisse nella finale gli inglesi del
Gamper il 25 agosto 1982, a Barcellona, risultato Manchester City per 2 a 1. Fu uno dei più grandi eventi
che non è mai stato ripetuto da parte di nessun della sua storia. Il Trofeo d’Oro diventò il simbolo
club brasiliano e neppure dell’America Latina. internazionale dello Sport Club Internacional.
La squadra eliminò il potente Barcellona di

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Nazionale/Inter conquista
l’argento alle Olimpiadi

D
opo il 1956 – anno nel quale otto dei 22 giocatori convocati il record dello Stadio Rose Bowl, negli Stati Uniti, e fino a oggi il
nella Nazionale Brasiiana erano dell’Internacional -, il 1984 record di pubblico in Olimpiadi: 101.799 era il numero di spettatori
fu nuovamente l’anno dell’Inter nella Nazionale. Per della partita.
rappresentare il Brasile alle Olimpiadi di quell’anno, a Los Oltre a superare queste due tradizionali nazionali di calcio – Italia
Angeles (USA), tutta la squadra dell’Inter fu convocata. e Germania – il Brasile sconfisse l’Arabia Saudita, il Marocco e il
Gli undici atleti, dal portiere al numero undici, fecero una bella figura Canada. Insomma, i giocatori dell’Inter portarono in Brasile l’inedita
durante la competizione, conquistando la medaglia d’argento. medaglia d’argento nella modalità calcistica, evento ripetuto nel 1988
La Nazionale/Inter, come veniva chiamata, superò il record di dalla Nazionale Brasiliana che disputò le Olimpiadi di Seul, dove
pubblico in molte partite. Contro l’Italia, per esempio, a Stanford, oltre erano presenti giocatori colorados, come il portiere Taffarel, il terzino
83 mila persone assistirono allo spettacolo. Però, il dato più Luis Carlos Wink e il difensore Aloísio.
impressionante fu nella partita contro la Francia, quando fu battuto

Il Gre-Nal del Secolo

I
l pomeriggio del 12 febbraio 1989 rimase immortalato nella storia posto nella Coppa Libertadores d’America. Nella parte conclusiva,
della società. In questa data l’Inter, ancora una volta, sconfisse l’Inter semplicemente schiacciò il Grêmio incitato dai numerosi tifosi
il suo eterno rivale tricolore allo stadio Beira-Rio. Con soli dieci presenti nel Gigante e ribaltò il risultato con due reti del centravanti
giocatori in campo, la squadra colorada terminò il primo tempo Nilson: 2 a 1. Festa a Porto Alegre, nel Rio Grande do Sul e in altre
con il risultato sfavorevole di 1 a 0. Battezzato di “Gre-Nal del parti!
Secolo”, il derby valeva la finale del Campionato Brasiliano e un

Il titolo della Coppa del Brasile


del 92 con grinta e lotta

F
u nel 1992 che l’Inter conquistò il suo quarto titolo nazionale, vibravano sugli spalti, incitando la squadra. Mancava solo il gol del
conferendo un maggior status al club colorado. Nella grande titolo. Senza perdere la speranza, la squadra lottò fino alla fine,
finale, la squadra del tecnico Antônio Lopes si scontrerebbe quando fu ricompensata. Al 41º minuto del secondo tempo, Pinga
con il Fluminense. I carioca ospitarono la prima partita nel entrò nell’area avversaria e subì un fallo. Rigore marcato dall’arbitro
piccolo stadio “das Laranjeiras”, cercando di imitare il Club paulista José Aparecido de Oliveira. Che grande emozione! L’Inter
del Popolo del Rio Grande do Sul. Il tricolore vinse la partita, ma con aveva l’occasione di regolare il Flu e conquistare la Coppa del Brasile
un risultato molto stretto: 2 a 1. Tuttavia, sorse una rivelazione, il del ’92. E così accadde. Il difensore Célio Silva sistemò il pallone,
numero 11 Caíco, di 19 anni, autore di un gol spettacolare nella prese la rincorsa e calciò. Un tiro forte e radente, in mezzo alla rete
partita di andata. del portiere Jéferson. I tifosi vibrarono sugli spalti del Gigante, in
Gol che diede all’Inter il vantaggio di poter vincere, nello stadio un’esplosione che mischiava gioia e sollievo. Dopo molta lotta,
Beira-Rio, con una sola rete. E come fu importante. Il 13 dicembre, l’Internacional era nuovamente il migliore del Brasile.
il Beira-Rio era stracolmo per la finale. Oltre 50 mila fedelissimi

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Il Club del Popolo del Rio Grande do Sul
Il nuovo millennio

L
’Inter entrò nel nuovo millennio cercando nelle categorie di Complesso Beira-Rio fu integralmente regolarizzata dal comune di
base l’essenza del suo calcio. L’egemonia del calcio gaúcho Porto Alegre, permettendo allo Sport Club Internacional di registrare
venne naturalmente con la conquista di quattro campionati il terreno. Questo permetterà, inoltre, all’Internacional di avanzare nel
statali consecutivi (2002-2003-2004-2005). La società si progetto di ammodernamento dello stadio, ottenendo nuove entrate
rinnovò in tutti i suoi settori, preparandosi per una nuova e inserendo l’Internacional nell’elite dei club brasiliani.
epoca del calcio. Dopo anni di dispute giuridiche, tutta l’area del

La conquista dell’America

I
l 2006 fu il più glorioso della storia centenaria del Club. Le due principali
conquiste dell’Inter arrivarono proprio nello stesso anno. Tutto ebbe inizio
con il titolo della coppa Libertadores d’America. L’Inter si mobilitò per
conquistare il continente. Contrattò l’esperto tecnico Abel Braga, puntò
sulla manutenzione della base vincente con giocatori come il portiere
Clemer, i difensori Indio e Bolívar, il terzino Ceará, i centrocampisti Jorge
Wagner, Edinho e Alex e l’attaccante Rafael Sobis, tutti capitanati da Fernandão,
uno dei più importanti giocatori della storia del Club. Si aggiunsero inoltre i
rinforzi di Fabiano Eller, Fabinho e Wellington Monteiro. Ma nessuno ebbe
tanta importanza nella conquista della Libertadores come Fernandão. Fu il
capocannoniere della competizione con cinque reti e diede assist in altre sette
reti dell’Inter.
L’Inter concluse la prima fase della Libertadores con la seconda miglior
campagna tra tutti i partecipanti, affrontando avversari come Pumas (Messico),
Maracaibo (Venezuela) e Nacional (Uruguay). Negli ottavi di finale eliminò lo
stesso Nacional, dell’Uruguay, per 2 a 1, a Montevideo, e un pareggio casalingo
a reti bianche. Nella partita di andata il colombiano Renteria segnò la rete più
bella dell’edizione 2006, coprendo il marcatore e calciando di prima intenzione
di sinistro, nell’angolo.
Nei quarti di fronte alla LDU di Quito, subirono l’unica sconfitta dell’Inter nella
competizione. Nella partita di andata gli ecuadoriani vinsero per 2 a 1. Nel
ritorno, però, dopo l’interruzione per la disputa del Mondiale, l’Inter superò il
turno con una vittoria per 2 a 0, con reti di Sobis e Renteria. Nella semifinale
l’avversario era il Libertad del Paraguay. Pareggio senza reti nello Stadio
Defensores Del Chaco, e una vittoria per 2 a 0, nel Beira-Rio, con reti di Alex
e Fernandão, diedero all’Inter un posto nella finale.
L’avversario della finale era il São Paulo, che era stato l’ultimo campione
dell’America e del Mondiale FIFA. L’Inter si recò al Morumbi per affrontare,
forse, la più grande sfida: vincere una squadra che non era mai stata battuta
nella Libertadores da un’altra brasiliana. E di fronte a 71 mila tifosi, l’Inter
disputò una partita impeccabile vincendo per 2 a 1, con reti di Sobis.
Restava così solo la partita allo stadio Beira-Rio. Un pareggio era sufficiente
in quella gelida notte del 16 agosto. Ma la partita assunse toni eroici, dopo che
l’Inter ottenne il 2 a 1, nel secondo tempo. Durante la commemorazione, Tinga
fu espulso per essersi tolto la maglia. Il São Paulo iniziò a spingere molto,
raggiungendo Il gol del pareggio, ma le fantastiche parate del portiere Clemer
e la grinta dei giocatori permisero di mantenere il risultato che dipinse l’America
di rosso.

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Il mondo è rosso

N
el distante Giappone, più precisamente a Yokohama, palco aveva tra le sue file stelle come Ronaldinho, Deco, Iniesta, Puyol,
della finale del Mondiale del 2002, fu dove l’Internacional Marquez e Xavi.
raggiunse la gloria. La squadra colorada conquistò il Nel secondo tempo, la partita diventò drammatica: improvvisamente
Mondiale FIFA battendo il campione europeo Barcellona, Fernandão, il leader della squadra, dovette abbandonare il campo
nella decisione, per 1 a 0, con un gol di Adriano Gabiru. a causa di dolori muscolari. Successivamente il difensore Indio, in
In quel 17 dicembre, la squadra colorada disputò una partita fantastica. uno scontro fortuito, si fratturò il naso. Anche così, l’Inter lottò e
Prima del confronto, tutti indicavano come favorita l’equipe spagnola. decise la partita in un contrattacco preparato da Iarley che si concluse
Ma quando la partita ebbe inizio, si vide un Inter molto concentrato con la rete di Adriano Gabiru. E così l’Inter raggiungeva la cima del
e disposto a qualsiasi sacrificio pur di ottenere la vittoria. Nel primo mondo.
tempo, la squadra riuscì a controllare le avanzate del Barcellona che

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Recopa Sudamericana

Campione di tutto

L
a squadra colorada è l’unica del Brasile ad aver conquistato a vincere un campionato nazionale imbattuto, nel 1979. Conta inoltre,
tutti i titoli possibili e desiderabili. Ha vinto il Campionato con la maggior sequenza di titoli gaúchos (8), conquistati dal 1969
Gaúcho (38 volte, è un record), la Coppa del Brasile, il al 1976. In ambito domestico ha un ampio vantaggio nei confronti
Campionato Brasiliano (tre volte), la Coppa Libertadores diretti con il suo maggior rivale, il Grêmio. Sin dal 1945, quando ha
d’America, il Mondiale FIFA, la Recopa Sudamericana (2007) assunto la leadership negli scontri diretti, non è mai stato superato
e la Coppa Sudamericana (2008). in questo quesito. Sono oltre sei decenni di leadership.
Oltre a ciò, detiene record impressionanti: è l’unica squadra brasiliana

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I titoli delle categorie professionistiche
1912 - Trofeo Independência 1982 – Campione della Coppa Juan Gamper, a Barcellona (Spagna)
1913 - Campione Metropolitano di Porto Alegre 1983 – Tre volte campione Gaúcho
Dal 1913 al 1964 – Campione della città di Porto Alegre 1983 – Campione del Torneo Costa del Sol, a Málaga (Spagna)
(24 volte dal 1913 al 1964, ed extra nel 1972) 1983 – Campione del Torneo Costa del Pacifico, in Canada
1927 - Campione Gaúcho 1984 - Tetracampione Gaúcho
1934 - Campione Gaúcho 1984 – Medaglia d’argento alle Olimpiadi di LosAngeles, rappresentando
1940 - Campione Gaúcho la Nazionale Brasiliana
1941 – Bicampione Gaúcho 1984 – Campione della Coppa Kirin, a Tokyo (Giappone)
1942 – Tre volte campione Gaúcho 1984 – Campione del Torneo Heleno Nunes
1943 - Tetracampione Gaúcho 1987 – Campione del 1º Torneo Internazionale di Glasgow (Scozia)
1944 - Pentacampione
1987 – Campione del Trofeo Governatore dello Stato
1945 - Esacampione Gaúcho
(Quadrangolare di C. Grande)
1947 - Campione Gaúcho
1987 – Torneo della Città di Vigo
1948 – Bicampione Gaúcho
1989 – Campione del Torneo di Celta (Spagna)
1950 - Campione Gaúcho
1991 - Campione Gaúcho
1951 – Bicampione Gaúcho
1991 – Campione della Coppa dello Stato
1952 – Tre volte campione Gaúcho
1992 – Coppa Wako Denki (Giappone)
1953 - Tetracampione Gaúcho
1992 – Bicampione Gaúcho
1953 – Campione del Torneo Quadrangolare Régis Pacheco
1992 – Campione della Coppa del Brasile
(Bahia)
1955 - Campione Gaúcho 1994 – Campione del Torneo Beira-Rio
1956 – Campione Panamericano rappresentando la 1994 - Campione Gaúcho
Nazionale Brasiliana 1996 – Campione del Torneo Mercosul
1961 - Campione Gaúcho 1997 - Campione Gaúcho
1969 - Campione Gaúcho 2001 – Bicampione del Torneo Viña del Mar (Cile)
1970 – Bicampione Gaúcho 2002 - Supercampione Gaúcho
1971 – Tre volte campione Gaúcho 2003 – Bicampione Gaúcho
1972 - Tetracampione Gaúcho 2004 – Tre volte campione Gaúcho
1973 – Pentacampione Gaúcho 2005 - Tetracampione Gaúcho
1974 - Esacampione Gaúcho 2006 – Campione della Libertadores d’America
1975 - Eptacampione Gaúcho 2006 – Campione della Coppa del Mondo per Club Fifa
1975 – Campione Brasiliano 2007 – Recopa Sudamericana
1976 – Otto volte Campione Gaúcho 2008 - Dubai Cup
1979 – Bicampione Brasiliano 2008 - Campione Gaúcho
1978 - Campione Gaúcho 2008 – Campione della Coppa Sudamericana
1978 – Campione del Torneo Viña del Mar 2009 - Trofeo Fabio Koff
1979 – Tre volte campione Brasiliano imbattuto 2009 - Trofeo Fernando Carvalho
1981 - Campione Gaúcho 2009 – Bicampione Gaúcho imbattuto
1982 – Bicampione Gaúcho

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Ammodernamento del Beira-Rio


L
’Internacional ha un progetto di ammodernamento del complesso sportivo sostenibile. La casa del Club del Popolo continuerà
Complesso Beira-Rio denominato “Gigante Per Sempre” A a essere motivo di orgoglio per tutti i tifosi colorados e per tutto il
partire da questo progetto di ammodernamento, approvato Brasile, che passerà a contare con uno dei più moderni e bei complessi
dal Consiglio Comunale di Porto Alegre, il club si adatterebbe sportivi del mondo. Così il Beira-Rio potrà essere una delle sedi del
alle più recenti esigenze e standard internazionali di calcio, Mondiale del 014, che si realizzerà in Brasile. La FIFA ha già confermato
pronto ad ospitare qualsiasi partita nazionale o internazionale, con un che il Beira-Rio è lo stadio prescelto di Porto Alegre.

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Alcuni dettagli del “Progetto Gigante Per Sempre”

Parcheggio: per la comodità del tifoso che va alle partite, negli spettacoli al del parco. Nella parte opposta del complesso ci sarà un parcheggio sotto a
Gigantinho, al Centro di Eventi o semplicemente per usufruire dei negozi e un piazzale. Ambedue avranno entrate e uscite verso le Avenidas Padre
dei ristoranti del complesso. Un edificio con altezza inferiore a quella degli Cacique e Beira-Rio.
alberi esistenti, causando il minor impatto ambientale possibile al paesaggio

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Hotel: Fatto con investimento di capitale privato, in collaborazione L’Internacional, inoltre, potrà usufruire di quest’hotel per effettuare
con una rete alberghiera, che potrà usufruire dell’invidiabile struttura la concentrazione delle partite, come pure per gli ospiti.
offerta dal complesso, oltre alla localizzazione privilegiata.

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Spalti: Gli spalti inferiori saranno modificati e ampliati, eliminando inferiore riceverà delle cabine e delle suite; il cantiere è già attivo.
l’antico anello e il fossato, avvicinando così i tifosi al campo e Oltre a ciò, tutti i posti dello stadio saranno numerati.
aumentando il calore e la bellezza dello spettacolo. Tutto l’anello

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Copertura: Il Gigante riceverà una nuova e moderna copertura, in permetterà una rapida costruzione organizzata in fasi. Così non sarà
struttura metallica, coprendo tutti i posti dello stadio, comprese le rampe necessario interdire lo stadio.
e gli accessi ai cancelli. La nuova struttura, progettata in moduli,

Museo: In collaborazione con la Reebok, l’Internacional sta costruendo un nuovo museo secondo gli stessi standard dei principali club del mondo.

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Stampa: Nuove e moderne aree per la zona mista e per le conferenze stampa.

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Ricevimento

Amministrazione Bagni con entrate e uscite da differenti lati

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Presidente: Vitorio Piffero


1º Vicepresidente: Pedro Antônio Affatato
2º Vicepresidente: Mário Sérgio Martins
Segretario generale: Alexandre Mussoi Moreira
Vicepresidente calcistico: Fernando Carvalho
Vicepresidente amministrativo: Décio Hartmann
Vicepresidente al patrimonio: Emídio Marques Ferreira
Vicepresidente finanziario: Pedro Antônio Affatato
Vicepresidente di marketing: Jorge Avancini
Vicepresidente alla comunicazione sociale: Gelson Tadeu Oliveira Pires
Vicepresidente ai servizi specialistici: Roberto Teixeira Siegmann
Vicepresidente ai servizi giuridici: Luís Dagoberto Paganella
Vicepresidente del Parco Gigante: Celso Chamun
Ombudsman: Guinther Spode
Consulenti del presidente: Marcello Ludwig Otton, Eduardo Oltramari,
Beto Albuquerque e Léo Ismar Lewgoy

Produzione ed esecuzione: Consulenza alla Comunicazione dello Sport Club


Internacional vincolata alla Vicepresidenza ai Servizi Specialistici
Alexandre Corrêa (coordinatore)
Aleco Mendes (consulente per la stampa)
José Evaristo Villalobos
(consulente per la stampa calcistica)
Alexandre Lops (fotografo)
Felipe Silveira (gestione del sito)
Rogério Stinieski (art editor)
Patrícia Lompa Nunes
(consulente alla comunicazione)
Bruno Pantaleoni (apprendista)
Iuri Quevedo (apprendista di arte)
Marcos Bertolucci (apprendista)
Juliano Soares (apprendista)

Traduzca (Traduzioni)

Stadio Beira-Rio – Av. Padre Cacique, 891 - Praia de Belas - Porto Alegre/RS/Brasile
Club: (51) 3230 4600 – Agenzia Stampa: (51) 3230 4674, 3230 4693, 3230 4694 - fax: 3230 4653
E-mail: aimprensa@internacional.com.br - Site: www.internacional.com.br
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Av. Padre Cacique, 891
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