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C’era una volta un uccellino, il suo nome era (?). (?

) viveva insieme alla sua famiglia in cima


ad un grosso albero che ospitava anche altre famiglie di uccellini.[rumori] (?) amava molto
giocare in compagnia di (?1), un picchio della sua stessa età. Insieme si divertivano a
catturare insetti, a battere il becco sul tronco dell’albero .[rumori] e a volare.
Su quest’ultimo punto, i genitori gli raccomandavano sempre di fare attenzione, perché le
sue ali non erano fatte per volare troppo in alto (come invece amava fare).
Fu così che un giorno, mentre quasi sfiorava le nuvole con il becco, si alzò improvvisamente
un forte vento .[rumori]. Subito il suo amico (?1), che volava poco più in basso di lui, iniziò a
scendere per mettersi al sicuro ma (?), che volava dove il vento era troppo forte, non riuscì
a muovere le ali nella giusta maniera e venne trasportato via.
In poco tempo, si scatenò una forte tempesta con pioggia, tuoni e vento .[rumori] che fece
perdere l’orientamento a (?) e lo condusse molto lontano da casa.
Il piccolo si risvegliò all’interno di un bosco molto fitto .[rumori], con gli alberi che, per
quanto erano fitti, non gli facevano vedere il cielo. Spaventato dai rumori che molti animali
facevano (rane, insetti, lupi…) stava quasi per perdere la speranza, quando vide un cavallo
muoversi verso di lui.
“E tu chi sei, non ti ho mai visto in questo bosco” disse guardandolo dall’alto in basso.
“Mi chiamo (?) e mi sono perso… e tu?” chiese intimorito al grosso animale.
“Il mio nome è (?2) ma non capisco cosa ci fa un esserino come te in un posto così” affermò
il cavallo
“Non sono di queste parti e vorrei tanto uscirne fuori. Tu mi potresti indicare la via?” Disse
spaventato l’uccellino.
“Se posso mostrarti la via? Certo! E’ ovvio! Conosco questo posto come la mia coda, ci sono
cresciuto qui”.
-“Allora mi aiuterai?”
-“Non lo so, ci devo pensare. Tu In cambio che puoi darmi?”
-“Farò tutto quello che posso… ma tieni sempre presente che sono ancora piccolo, non
posso fare tutto quello che fanno gli adulti della mia specie” Disse quasi con tristezza il
nostro (?).
“mmm” brontolò pensieroso il cavallo “qualcosa che puoi fare per me… Ma certo! Ci sono!
Questa è l’occasione che ho sempre sognato…sai quale è il mio cibo preferito?” chiese il
quadrupede
-“La paglia?...” rispose (?) pieno di dubbi
-“No! Sono le castagne. Sono buonissime, ma crescono su un albero molto alto di questo
bosco. Tu, volando, puoi andare a beccarle e farle cadere per me. Se lo farai non solo ti
indicherò la strada, ma ti porterò io stesso fuori di questo bosco”.
“Affare fatto” disse felice l’uccellino.
Si diressero verso l’albero e, in poco tempo, lo raggiunsero.
“Prometti di mantenere la tua promessa?” chiese il piccolo al suo nuovo amico. “Parola di
cavallo” disse l’altro. “Allora vado” affermò con decisione.
Salito su un ramo ricco di castagne iniziò a beccarle per farle cadere .[rumori] proprio
come gli aveva insegnato (?1), il suo amico picchio. Come avrebbe potuto avere un maestro
migliore?.
Batti-batti ne fece cadere una, due, tre….[rumori] In un’ora l’intero ramo era stato
spogliato (ed era un ramo bello grande!)
Il cavallo iniziò ad abbuffarsi a più non posso .[rumori], mangiò così tanto che, mentre
l’uccellino stava per chiedergli di rispettare la promessa, si addormentò bruscamente
.[rumori] .
Si svegliò dopo diverse ore e trovò davanti a se l’uccellino, che batteva impaziente la
zampetta a terra, osservandolo con aria arrabbiata.
“che c’è?” nitrì stupito il cavallo
“Hai già dimenticato la tua promessa?” rispose prontamente (?).
“Ma certo! La promessa! Perdonami, ogni tanto può capitare” affermò imbarazzato!
“Bene, non perdiamo altro tempo, salta su” urlò mentre preparava i suoi zoccoli alla corsa.
Il nostro protagonista gli saltò in groppa tenendosi ben stretto alla criniera.
In un attimo (?2) partì a gran velocità. Avanzava fiero attraverso il bosco prendendo la via
più breve per l’uscita.
Il piccolo (?) era davvero molto emozionato, mai era andato così veloce in vita sua.
Con gran rapidità furono fuori dal bosco.
“Grazie” disse l’uccellino spiccando il volo verso il cielo ora limpido, “di niente” rispose il
cavallo, “torna a trovarmi”
–“magari quando sarò più grande” pensò l’uccellino ancora spaventato da quella
esperienza.
Fuori da tutti quegli alberi riuscì a riconoscere presto la direzione per tornare a casa(non
era poi finito così lontano). Volando, la raggiunse in fretta. I suoi genitori lo accolsero con
felicità e anche il suo amico (?1) era contento di averlo ritrovato. Da quel giorno (?) giocò
sempre ascoltando la mamma e il papà e non volò mai più troppo in alto.