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GLI STUDI SUI BENEFICI DELLA RISATA*

di Alberto Terzi e Annalisa Lattuada

Sia che venga udita per caso in un treno affollato a scandire l'intima conversazione di due innamorati, oppure che si
tratti delle fragorose risate del pubblico in Tv, la risata è una componente fondamentale della vita quotidiana e nello
stesso tempo un’espressione antica quanto la specie umana. Talmente essenziale, in effetti, da spingerci a perdere di
vista la sua importanza e peculiarità. Tuttavia, pur essendo una delle più comuni espressioni del comportamento
umano e pur essendo diffusa nel senso comune la sensazione che il ridere porti benessere e rilassamento, soltanto a
partire dagli anni Ottanta e Novanta si è sviluppata una notevole ricerca scientifica tesa a dimostrare l’efficacia del
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ridere sulla salute . E uno degli ambiti di particolare interesse per la nostra società è il rapporto tra stress, risata e
benessere.

La risata per combattere lo stress.

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Hans Selye definisce lo stress come una reazione dell’organismo a stimoli esterni che scardinano un equilibrio
momentaneo e descrive l’azione del ridere come una forma di eustress. Questo termine sta a significare che la risata
provoca uno stress positivo, che sostiene la vitalità, a differenza dell’effetto dell’esposizione continua ad agenti
stressanti (distress) la quale determina una sovrapproduzione di adrenalina. Ciò costringe il nostro corpo ad attingere
a risorse aggiuntive che sono sottratte a quelle necessarie al suo normale funzionamento, ad esempio alla digestione o
al mantenimento del sistema immunitario, innestando un meccanismo che, a lungo andare, risulterà maladattivo per
la persona. Poiché lo stress è un fattore presente, a vari livelli, nella vita di ognuno possiamo affermare che è ormai
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riconosciuto che la gestione dello “stress è un elemento importante nella promozione della salute” .

Come abbiamo già visto in precedenza, molte ricerche scientifiche hanno confermato che la risata ha funzione
antistress in quanto diminuisce gli ormoni dello stress e sembra incrementare l’attività delle cellule NK (Natural Killer)
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con funzione di anticorpi contro le malattie (Berk & Tan,1996, Berk et al., 2001) . Inoltre, la “ginnastica” della risata è
in grado di attivare un meccanismo fisiologico di bilanciamento interno, che a partire dal ritmo alternato di
contrazione dei muscoli facciali maggiori e minori, rilassamento del diaframma, e quindi contrazione di laringe ed
epiglottide, rilascia adrenalina e noradrenalina. Tutto questo dà una sensazione di benessere riducendo la tensione
accumulata durante la giornata.

Ridere riduce l’ansia, la tensione e la depressione; pertanto, aiuta a mitigare alcune malattie in cui si riconosce il ruolo
dell’ansia e della tensione come fattori incisivi e predisponenti, quali l’ipertensione, le malattie cardiovascolari e il
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diabete. La studiosa statunitense Kay Herth ha documentato la riduzione di ipertensione dopo una sessione della
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risata. Le ricerche di Fry hanno poi aggiunto altre informazioni, dimostrando che ridere di cuore provoca effetti simili
a quelli dell’esercizio fisico ed è un’ottima misura contro lo stress, producendo sul nostro organismo effetti salutari
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molto importanti. Si è avuto conferma di ciò in un recente studio condotto a Baltimora dall’Università del Maryland
e presentato a Orlando in Florida all’inizio del 2005, in occasione del convegno annuale dell’American College of
Cardiology, uno degli appuntamenti abituali più importanti per i cardiologi di tutto il mondo, il quale ha comprovato e
specificato che la risata è in grado di aumentare l’espansione del rivestimento interno dei vasi sanguigni (endotelio)
esattamente come succede con l’esercizio fisico.
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Interessante è anche il contributo scientifico italiano di Vagnoli L. et al. (2005) , la quale ha dimostrato che è possibile
ridurre l’ansia pre-operatoria dei bambini sottoposti ad intervento chirurgico grazie all’aiuto dei clown-dottori,
riducendo anche le complicazioni post-operatorie.

Un altro filone di ricerca si è concentrato sull’utilizzo della risata come strategia di coping, dove per coping si intende
la possibilità di potenziare gli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o
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esterne che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona (Lazarus, 1991) . E’ infatti comunemente
accettato che l'umorismo e la risata possano facilitare la reinterpretazione di una data situazione od evento
ampliando la possibilità di assegnare alla stessa realtà significati diversi. Molto spesso la reinterpretazione della
situazione si produce come risultato di un’ incongruità interna allo stimolo umoristico. L'incongruità si riferisce
all'associazione inaspettata di due contesti o circostanze normalmente non correlati, o perfino conflittuali. In questo
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senso, “ridere potrebbe costituire una strategia più raffinata di affrontare la complessità della realtà” .

Ridere e guarigione

L’azione del ridere rilascia le catecolamine insieme a adrenalina e noradrenalina. Tutto questo stimola la circolazione
sanguigna, riduce le infiammazioni e velocizza il processo di guarigione rinforzando le difese dell’organismo.

A questo proposito negli Stati Uniti sul finire degli anni ’70 fu emblematico il caso di Norman Cousins, noto divulgatore
scientifico che improvvisamente venne colpito da spondilite anchilosante, una grave alterazione delle articolazioni che
porta progressivamente alla paralisi e alla morte. Il giornalista decise di curarsi seguendo un'insolita terapia: ridere
tre-quattro ore al giorno guardando film comici e assumere vitamina C. Dopo qualche mese riprese a scrivere e nel
giro di un anno la malattia spontaneamente regredì fino alla guarigione. Dopo la sua remissione Cousins raccontò la
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propria esperienza in vari libri : “Mi domandavo se il contrario della depressione – per esempio l’anticipazione di un
avvenimento gioioso – poteva accrescere il numero delle cellule immunitarie. Mi sono fatto due analisi di sangue. Il
primo prelievo é servito di base. Il secondo fu effettuato cinque minuti più tardi. Durante l’intervallo, cercavo di
mettermi in uno stato di allegria, e di risentire un benessere emozionale. (...) Se fossero effettivamente intervenute
delle modificazioni durante questo intervallo, il rapporto di causa ed effetto sarebbe stato stabilito. (...) In soli cinque
minuti, l’aumento medio dei differenti costituenti del mio sistema immunitario era stato mediamente del 53 % - dal 30
%, la cifra più bassa nella proporzione del precursore delle cellule NK, fino ad un aumento del 200 % delle cellule T
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impregnate di anticorpi.”

Da allora la comunità scientifica, incuriosita dalla guarigione straordinaria di Cousins, cominciò a rivalutare gli studi di
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) sugli effetti delle emozioni sul sistema immunitario e sull’”effetto placebo”.
Si scoprì che non solo la risata ha efficacia terapeutica, ma l’intervento medico ha migliori prospettive di successo
quando affiancato dalla fiducia nell’organismo e nelle sue capacità di autoguarigione, dall’assenza di panico, dal
condividere la cura e non delegarla, cioè diventare attori protagonisti ed infine dal concentrare i propri interessi sulla
creatività e su progetti personali.
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In seguito, Reiss ha scoperto che durante una risata si attivano le aree cerebrali del piacere e della ricompensa le
quali hanno una forte influenza sui circuiti delle emozioni, quindi anche sull’ansia e la frustrazione da stress.
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Ma le sorprese non finiscono qui. Alcuni psicologi hanno concluso, dopo aver condotto vari esperimenti , che persino
una risata forzata, auto-imposta è una potente e gratuita modalità per regolare l’umore e il benessere psicologico e
quindi per scacciare la malinconia.

Ridere come analgesico.

La risata ha quindi un potere protettivo e rinforzante del sistema immunitario, riduce l’ansia e provoca la secrezione di
beta-endorfine e catecolamine che sono analgesici naturali apportatori di sensazioni di benessere.
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Questo è stato comprovato anche da una ricerca condotta in Italia da LauraGiordani
che è andata proprio alla ricerca di una conferma di questa ipotesi scientifica e ne ha trovato un puntuale riscontro
con la misurazione dei livelli di cortisolo. Inoltre l’azione della risata nel rilasciare la tensione muscolare e nello
stimolare il sistema nervoso parasimpatico aiuta ad avere un controllo sul dolore, in quanto viene stimolata la
circolazione. Pertanto, ridere può anche proteggerci dal dolore, in patologie come artriti e spondiliti.
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Tutto questo viene ampiamente dimostrato da un famoso articolo di Norman Cousins dove si documenta che 10
minuti di risata hanno avuto un effetto analgesico della durata di 2 ore nella spondilite anchilosante che lo aveva
colpito.
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Cogan ha dimostrato con la sperimentazione clinica che in seguito ad una grande risata i pazienti percepivano un
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dolore meno intenso. Un altro studio nipponico del 1999 dimostra che il ridere di gusto ha efficacia positiva sui
sintomi dell’artrite reumatoide.
A conferma di ciò, anche alcuni partecipanti ai Laughter Club in India (21%) con una condizione ortopedica dolorosa
hanno ottenuto sollievo dal dolore a seguito dell’azione del ridere. Sembra che quando si ride si secernono sostanze
come le betaendorfine, prodotte nell’encefalo, le quali hanno un potente effetto analgesico sul nostro organismo
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(Farnè, 1995) . Secondo gli studi di Berk c’è un aumento significativo di betaendorfine e di ormone della crescita
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associati sia all’anticipazione dell’esperienza della risata sia alla risata stessa .

Riportiamo inoltre il risultato di una recentissima ricerca italiana sugli effetti analgesici dell'umorismo, presentata dalla
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psicologa Lucia Angrisani nella sua tesi di laurea, la quale dimostra come i bambini sottoposti a tali pratiche
terapeutiche "nel 42,4% dei casi non hanno complicazioni nel decorso post operatorio (mentre la percentuale in
media è del 26,1%) e che hanno bisogno di terapie analgesiche più lievi rispetto alla norma".

Ridere e il sistema immunitario

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Lee S. Berk ha scoperto che ridere può sia attenuare l’azione di alcuni ormoni collegati con lo stress, che ha un
effetto immunosoppressivo, sia modificare l’azione di alcune cellule “natural killer”, il tutto configurandosi come
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immunomodulazione. Labott , partendo dai risultati ottenuti da Berk, conclude che la risata influenza
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effettivamente il sistema immunitario difendendo l’organismo dalle malattie. In uno studio di Dillon e altri è stato
documentato il fatto che l’azione del ridere aumenta significativamente il livello di immunoglobina IgA e IgG, due
componenti delle difese immunitarie che ci preservano dalle infezioni delle prime vie respiratorie, ma che riflettono
anche lo stato di tutte le nostre difese.

Pertanto ridere, migliorando l’immunità dell’organismo, può mitigare una serie di malattie croniche come la
bronchite, il comune raffreddore, artriti reumatoidi, allergie, ecc. Migliorando l’immunità vengono in un certo qual
modo migliorate le difese contro malattie come l’AIDS.

Una percentuale dei membri dei Laughter Club indiani (il 12.9%) ha registrato miglioramenti in malattie croniche come
la bronchite e il comune raffreddore.

Il Cancro e la risata.

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Nell’esperimento di Berk e Tan (1996) riguardante la correlazione tra l’azione del ridere e l’immunità, sono stati
impiegati dei volontari maschi ed in buona salute, che si sono prestati a visionare un film comico della durata di un
ora.

I ricercatori hanno prelevato il sangue a questi volontari, prima, durante e dopo il film, per misurare la gamma
interferomonica (IFN). I risultati ottenuti evidenziano un aumento dell’attività IFN in correlazione alla visione del film
comico e che tale attività si è mantenuta fino al giorno seguente. Le IFN attivano le cellule CT, le Cellule B, le
immunoglobine e le cellule “natural killer” (NK). Queste scoperte potrebbero dimostrarsi molto significative nella
ricerca sul cancro, in quanto ridere aumenta la produzione di cellule anti-tumorali, come riconosce anche una recente
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ricerca condotta nel Midwest americano in cui si correla una bassa attività delle cellule NK alla diminuzione di
resistenza alla malattia e alla crescente morbilità dei soggetti malati di cancro e HIV.

Proprio la possibilità che l’azione della risata sembra avere nell’attenuare il dolore e nello stimolare le difese contro i
tumori potrebbero essere una futura area di studio e ricerche nella lotta contro il cancro e nella sua prevenzione. Nei
Laughter Clubs ci sono molte persone che sono state colpite dal cancro ma che ora hanno migliorato la qualità della
loro vita grazie all’atteggiamento positivo che hanno sviluppato.

Ridere come esercizio aerobico.

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Un report di alcuni decenni scorsi di Paskind et al. ha esaminato l’impatto della risata sul tono muscolare. Si è
dimostrato che nel corso della risata vari gruppi di muscoli si attivano per periodi di secondi alla volta, mentre nel
momento immediatamente successivo alla risata si lascia posto ad un rilassamento generale della muscolatura.
Questo stato di rilassamento dura per circa 45 minuti.

Un tentativo più recente di documentare gli effetti della risata sulla muscolatura ha utilizzato una tecnica più
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sofisticata. Basandosi sui precedenti lavori di Paskind, questo studio esamina come la risata e parecchi altri
movimenti respiratori influenzino l’eccitabilità spinale motoria, misurata attraverso il riflesso di Hoffmann. (H-reflex).
La risposta riflessa viene registrata utilizzando l’elettromiogramma (EMG). Trentatré soggetti volontari sono stati
sottoposti a diverse prove tra le quali “risata”, risata simulata e vari movimenti respiratori. I risultati dello studio
hanno verificato che la risata inibisce il riflesso H, ovvero dimostra l’inibizione disinaptica e presinaptica nei muscoli
rilassati degli arti superiori. Inoltre, la percentuale misurata di H-reflex è differente tra la prova neutra (79.4 ± 16.1%),
la risata vera (43.7 ± 17.9%) e la risata simulata (66.6 ± 24.3%). Le conclusioni di questo studio indicano che sia la risata
vera che quelle simulata inibiscono l’eccitacbilità motoria e che la risata vera provoca una maggiore inibizione dell’H
reflex rispetto alla risata simulata, il che suggerisce che è proprio l’ilarità ad avere effetto inibitorio sul riflesso H,
permettendo il rilassamento muscolare dopo la risata così come aveva osservato Paskind.

La risata è stata anche studiata in relazione alla terapia per le patologie respiratorie croniche, in quanto aumenta la
ventilazione e aiuta lo scioglimento del muco, oltre ad accelerare gli scambi di ossigeno e incrementare così i livelli di
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ossigeno nel sangue. Studiando gli effetti fisiologici della risata Fry ha evidenziato che la risata è un buon esercizio
aerobico, aggiungendo, a questo proposito, che 100 risate al giorno equivalgono a 10 minuti di vogatore o a 10 minuti
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di corsa. Lloyd conferma questa ricerca specificando che la risata essendo una combinazione di inspirazioni
profonde e piene espirazioni, stimola una eccellente ventilazione, un buon riposo ed un profondo senso di
rilassamento. Pertanto, ridere aumenta la capacità polmonare e l’ossigenazione.

E’ stata misurata la capacità polmonare (rapporto di flusso) dei membri del Laughter Club del Dott. Kataria usando lo
Spirometro. Il rapporto di flusso era inferiore del normale nel 13% (<300 l/m.) dei membri, nella norma nel 67% (300
- 500 l/m.) e superiore alla norma nel 20% (>500 l/m.).

Pertanto, questa tecnica potrebbe aiutare le persone con problemi polmonari come bronchiti, asma bronchiale, ecc.
Alcuni dei nostri membri (il 7.8 %) hanno ottenuto notevoli benefici per questo tipo di malattie.
La risata: un approccio olistico.

La risata ha un effetto positivo olistico sugli individui di sana costituzione, in quanto migliora la concentrazione, la
prestazione durante gli esami, i livelli di stamina negli atleti e le prestazioni di attori e cantanti. Aumenta l’autostima,
migliora i rapporti interpersonali ed è un metodo semplice di meditazione.

Tutti questi benefici sono stati largamente dimostrati da una grande maggioranza dei membri dei Laughter Club, che
oltretutto sono persone che comunque godono di buona salute.

La ricerca in India.

La risata praticata in India è differente rispetto alla terapia della risata praticata nei paesi occidentali. Questi utilizzano
la risata su pazienti singoli, che vengono stimolati al ridere attraverso la lettura di barzellette o dalla visione di film
comici. Al contrario, la risata in India non è provocata, è spontanea ed è inserita in un contesto di gruppo, dove le
persone la utilizzano come medicina preventiva.

In India la risata è stata utilizzata come esercizio terapeutico ed ha gradualmente stimolato la ricerca scientifica, che si
è focalizzata su alcuni suoi aspetti particolari. Alcuni studi condotti da Sheetal Agarwal hanno messo in luce gli effetti
terapeutici della terapia della risata.

A causa di alcuni limiti, altre forme di ricerche quali quelle sperimentali, non sono state condotte. Però ci sono
continui dati scientifici che raccogliamo nella convalida della tecnica e degli effetti positivi ottenibili. Nella pagina di
seguito riportiamo alcuni parametri fisiologici ricavati dalle ultime ricerche.

Parametri % della Popolazione % che ha percepito

studiata dei miglioramenti

Passeggiatori abituali 97.56 86.25

Diabetici 13.4 9

Pressione sangue 31.7 26.9

Problemi respiratori 17.0 14.2

Attacchi di Cuore 7.3 33.3


Qualità del sonno 57.3 65.8

E’ importante notare che una percentuale di persone che hanno sofferto di un attacco di cuore, percepiscono un
miglioramento dopo il loro ingresso nel Laughter Clubs, specialmente nella riduzione dei dolori al petto.

Rilevamento Psicologico:

Migliore gestione dell’ansia e di sentimenti depressivi 19.5 %

Migliore gestione dello stress 69.5 %

Aumento delle interazioni sociali 74.39 %

Cambiamento dell’umore e dell’attitudine 79.6 %

In riferimento alle misure psicologiche citate, i dati disponibili suggeriscono un maggiore beneficio psicologico. Questo
è molto evidente nella grande adesione alla terapia della risata, dove i partecipanti dichiarano che in seguito riescono
a gestire meglio lo stress. Bisogna comunque approfondire la conoscenza dei meccanismi che permettono alle
persone che partecipano alla terapia della risata, di gestire in modo più efficace lo stress. Inoltre, sarà interessante
studiare i tipi di stress su cui la terapia della risata si dimostra più efficace.

I risultati suggeriscono inoltre un aumento del livello di interazioni e della consapevolezza nei partecipanti. Questo
fattore, in un certo modo, fornisce psicologicamente un senso di benessere individuale. I partecipanti alla terapia
della risata, inoltre, dichiarano di avvertire un cambiamento notevole nel loro stato d’animo, oltre che nel loro
atteggiamento. Si sono riscoperti più positivi nel loro approccio alla vita, dimostrato ampiamente dalla percentuale
elevata riscontrata nella ricerca sopra citata, il 79.26%; percentuale da mettere in correlazione con quella dei
partecipanti, il 98.7%, che hanno dichiarato di trovare adeguata la terapia della risata in termini di tempo e di
struttura.

Pertanto, possiamo concludere affermando che, nonostante la ricerca sia solo all’inizio, i dati finora raccolti
rappresentano una pietra miliare sugli effetti basilari percepiti dai pazienti.

Analisi Clinica su 516 membri dei Laughter Clubs Indiani.

Questo studio è stato condotto dal Dott. Siddhartha D. Khandwala, che è il conduttore del Laughter Club di
Priyadarshani, a Mumbai. La maggior parte dei membri (71.7%) sono uomini di età media che si aggira tra i 50 e 70
anni (63.5%), con molti pensionati o casalinghe (40.2%), in quanto sono quelli maggiormente interessati alle attività
proposte. Comunque, c’è anche una discreta percentuale di giovani ( 10%). L’intento futuro è quello di cercare di
coinvolgere maggiormente gli studenti e le donne di questa area.

Questo movimento è iniziato di recente e soltanto il 40% di questi membri ha frequentato per più di un anno. Mi
colpisce il fatto che il 93.8% dei membri sono dei regolari partecipanti; un dato che convalida la popolarità della
terapia della risata. Una maggioranza di membri (59.3%) soffrono da dolori di varia natura, come naturale dopo una
certa età. Comunque, il dato soggettivo riscontrato dopo un anno è che nell’ 83.6% dei partecipanti alle sessioni
questi piccoli dolori si sono attenuati rispetto all’intensità. La diminuzione del dolore riscontrata era di tipo moderato
fino ad un netto miglioramento, come nel 56.1% degli intervistati. Di conseguenza non sorprende la dichiarazione
che il 44% attualmente ha diminuito l’assunzione di medicazione e non è stato riscontrato nessun peggioramento
delle condizioni di base.

I benefici olistici della terapia della risata sono ben documentati, registrando un netto miglioramento nelle condizioni
di salute fisica e psicologica dei partecipanti. Inoltre questo stato di buona salute nella maggioranza dei membri
(82.6%) si riflette in un migliore clima e rapporti familiari,risultando così la vita familiare più armoniosa.

Il 71.7% dei membri dichiara di avere migliorato anche i rapporti al lavoro, con i colleghi come con l’utenza.
L’autostima è aumentata nell’85.7% dei partecipanti, mentre il 66.7% dichiara di aver aumentato la concentrazione al
lavoro. Quasi tutti (99.6%) dichiarano di voler mantenere costante la loro partecipazione alle sessioni della risata,
raccomandando di fare altrettanto agli altri. Molti membri riferiscono di aver ottenuto benefici addizionali tangibili,
come la sensazione di freschezza e di energia (31.1%); una migliore prospettiva della vita 8.5%); aumento della
stamina (3.9%). Tutti questi benefici minori portano ad un miglioramento della qualità della vita.

*Questo capitolo è stato curato con la collaborazione della psicologa Annalisa Lattuada del Centro studi Prospettive di
Como.

Conclusioni.

Ridere apporta una serie di benefici medici/sociali/olistici che possono migliorare sostanzialmente la qualità della vita.
Ridere può mitigare alcune malattie, molte delle quali abbastanza complesse. Ridere è una tecnica “antistress” ed
aiuta a sollevarsi dall’ansia e dalla tensione, che sono i fattori che maggiormente predispongono alla malattia. Ridere
tutti i giorni tiene lontano il medico, e non si deve sostenere nessun costo economico.

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