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Progetti

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Projects

SANAA
Zollverein School

text by Maura Percoco

Località Location Essen, Germany

Progettisti Architects Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa / SANAA

Collaboratori Collaborators Nicole Berganski, Osamu Kato, Andreas Krawczyk,


Jonas Elding, Karen Schutz, Junya Ishigami,
Hiroaki Katagiri

Committente Client Entwicklungsgesellschaft Zollverein mbH

Project manager Project manager Drees & Sommer

Strutture Structural engineering SAPS, Bollinger + Grohmann GmbH

Impianti Mechanical engineering TRANSPLAN, TRANSSOLAR, Winter Ingenieure

Progetto esecutivo Dipl.-Ing. Heinrich Böll Architekt BDA DWB


Executive architect Dipl.-Ing. Hans Krabel

Impresa edile General contractor Schäfer-Bauten GmbH

Progetto Project time 2006

Superficie complessiva Total floor area 7,350m2

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Progetti Scuola Zollverein Era difficile continuare a “parlare sottovoce” differenti tipi di confine (…) mai netti, sempre 1
Le pareti perimetrali
in un contesto monumentale come quello delle interconnessi”. In questo senso, l’edificio cu- in cemento armato
miniere di carbone della Zollverein, nei pressi bico, con la sua immagine unitaria e sintetica, della Zollverein School
di Essen in Germania, nel quale gli architetti demarca la frontiera tra la periferia e un si- of Management and
giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa to di archeologia industriale; ed insieme, è la Design sono traforate
da numerose aperture
(fondatori dello studio SANAA) si sono cimen- soluzione di continuità, la porta d’ingresso, ad quadrate, di diversa
tati per il progetto dell’omonima scuola di ar- un’area destinata a divenire, nel masterplan di- dimensione, disposte in
te e design. Il compito era complesso poiché segnato da OMA, il centro europeo di architet- modo apparentemente
l’intervento, il primo da realizzare al di fuori tura, arte e design. Il fuoriscala architettonico, casuale
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dei confini nazionali, assumeva il significato che per sintesi formale e dimensioni sembra L’edificio cubico,
di banco di prova della validità ed eloquenza trasformare questa costruzione in un oggetto monomaterico e
di un modo di progettare fuori dal coro – o astratto, quasi immateriale, riesce infine a sta- monocromatico, realizzato
forse divenuto fuori moda – perché fa ricorso bilire un rapporto dialettico con le ciminiere, i dallo studio SANAA ad
Essen, in Germania
ad un lessico minimale per esprimere concet- carriponte, gli impianti di lavaggio e gli edifici 3
ti di disarmante chiarezza. Ultimato nel 2006, industriali esistenti. Inseguendo la logica in- La scuola nel contesto
l’edificio, con la sua “intensa presenza”, rivela terpretativa delle relazioni tra le parti, l’edificio industriale delle miniere
al pubblico internazionale la coerenza della cubico di SANAA appare privo di peso, mate- di carbone Zollverein,
dal 2001 classificate
ricerca sull’essenzialità avviata nel 1995 dal- ricità e consistenza plastica. Si presenta come dall’Unesco patrimonio
lo studio SANAA; e le numerose realizzazioni una scatola vuota, piena di luce; un involucro dell’umanità (World
successive attestano l’esigenza di un ritorno rarefatto che avvolge e trattiene una porzione Cultural Heritage Site)
alla sobrietà dei segni, alla misura, al rigore co- di “atmosfera” di Zollverein, da destinare alla 4
La raffinata spazialità degli
struttivo. Il progetto prende le mosse dall’idea, didattica, allo studio e alla ricerca. Per realiz- interni è enfatizzata da
tanto chiara quanto semplice, di costruire “un zare ciò i progettisti hanno sviluppato preva- una velata illuminazione
puro volume di aria e di insolita luce”. La co- lentemente due aspetti nel progetto: quello del naturale che si diffonde
struzione si riassume in un solido pressoché confine tra interno ed esterno, da assottigliare uniformemente in
ambienti fluidi e continui
cubico, monomaterico e monocromatico, sui in modo estremo, per annullare l’immagine
cui prospetti 150 finestre, di forma quadrata e della consistenza materiale e del peso; e quello
dimensione variabile, si addensano e diradano della organizzazione funzionale, da realizzare
in ragione di orientamento e necessità funzio- in modo a-gerarchico, disegnando spazi fluidi,
nale . Analogamente ad altri progetti di Sejima continui, dove la luce naturale può diffondersi
& Nishizawa, anche nella scuola di Essen, alla senza limiti. A supporto dell’idea architettoni-
sintesi formale fa da contrappunto una raffina- ca intervengono sofisticate soluzioni tecnologi-
ta spazialità generata dalla luce naturale che che. L’esiguo spessore (30cm) delle pareti peri-
proietta sulle superfici interne le sagome ge- metrali in cemento armato a faccia vista, forate
ometriche, illuminate e distorte, delle diverse dalle molteplici aperture che si presentano co-
misure delle aperture. “In ogni lavoro – ribadi- me megapixel luminosi, è reso possibile dalla
sce nelle interviste Sejima – cerco di costruire riduzione dei carichi permanenti – realizzando
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Projects Zollverein school

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Zollverein School of
Management and Design It was difficult to speak softly in a monumental turn to a sobriety of signs, to measure, to con-
features reinforced cement setting like that of the coal mines of Zollverein structive rigor. The project is inspired by an
perimeter walls cut by many near Essen in Germany, where Japanese ar- idea that is as clear as it is simple, of building
square openings of different
sizes in a seemingly incidental
chitects Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa “a pure volume of air and of unusual light”.
arrangement (founders of the SANAA firm) have faced the The construction may be described, in a nut-
2 challenge of designing the homonymous art shell, as an almost cubical mass in just one
The cubic building, made of a and design school. The task was complex be- material and just one color, on whose facades
single material and color, was
designed by the SANAA studio
cause the project, the first realized outside the 150 windows, square and of variable dimen-
in Essen, Germany national borders, became the testing ground of sions, are arranged, close together in some
3 the validity and communicative characters of points and far apart from one another in oth-
The school is in the industrial a way to design that is usual – or that has per- ers, depending on orientation and functional
context of the Zollverein coal
mine, which was classified
haps become unfashionable – because it re- requirements . Analogously to other projects
as an Unesco World Cultural sorts to a minimal vocabulary to express con- by Sejima & Nishizawa, also in the school of
Heritage Site in 2001 cepts of disarming clarity. Completed in 2006, Essen the formal synthesis is foiled by a re-
4 the building, with its “intense presence”, has fined spatial effect created by daylight which
Soft natural lighting spreads
evenly in fluid, continuous
shown an international public the coherence projects, on the internal surfaces, the geomet-
spaces, underscoring the of a research on essentiality commenced by ric outlines, illuminated and distorted, of the
interiors’ sophisticated spatial the SANAA firm in 1995, and the many suc- different measures of the openings. “I always
design cessive projects bear witness to a need to re- try to make different types of borders – Sejima

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Progetti Scuola Zollverein solai a tessitura bidirezionale – e dall’elimina-
zione degli strati di isolante – inserendo nelle
stesse pareti perimetrali una rete di tubi entro
cui circola acqua a circa 27°C proveniente dal
sottosuolo di un’area limitrofa. La distribuzio-
ne interna ricalca il programma funzionale:
4 principali categorie d’uso corrispondenti
ai 4 livelli sovrapposti in cui è organizzata la
scuola. Semplicità volumetrica e chiarezza
dell’impianto vengono appena complicate dal-
la differente altezza degli interpiani che ge-
nerano, nella sovrapposizione di solai identici
(35x35m), sensazioni dissimili. Dall’impressio-
ne di sobrietà degli ambienti comuni al piano
terra (h4,40m), alla percezione di solennità
degli spazi per la didattica e lo scambio di idee
al secondo livello, cui si addice l’interpiano di
altezza maggiore (h9,80m); dal senso di mi-
sura della biblioteca al terzo piano (h5,00m),
all’atmosfera di intimità degli uffici al quarto
(h3,15m), fino all’idea di vastità dell’area per
eventi sul tetto-giardino, coperta in parte alla
quota di 7,30m. Nella logica di una “trasparen-
za percettiva”, prodotta non tanto dai materia-
li quanto dalla configurazione degli interni,
la struttura è ridotta all’essenziale. Tre nuclei
cavi in cemento armato a faccia vista – che con-
tengono i collegamenti verticali e i servizi – e
due esili colonne in acciaio, smaltate di bianco,
sono liberamente collocati entro il perimetro
dell’edificio. Questi volumi, come oggetti auto-
nomi, interrompono i solai per ridurne la luce
strutturale, ma mantengono la fluidità dello
spazio. È lo studio dei confini tra le diverse
aree funzionali, infine, a consentire alla luce,
diffondendosi con omogeneità, di annullare la

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points out in the interview – not strong borders
but connection(...)”. In this sense the cubical
building, with its unitary and synthetic image,
marks the border between the city outskirts
and a site of industrial archaeology, and at
the same time it acts as demarcation, as en-
trance gate to an area that according to the
master plan designed by OMA will become the
European center of architecture, art and de-
sign. The architectural over-size effect, which
by formal synthesis and dimensions seems to
turn this building into an abstract, almost im-
material object, finally succeeds in establish-
ing a dialectic relationship with the chimneys,
the bridge cranes, the washing plants and the
industrial buildings in the area. Pursing a logic
based on an interpretation of the relations be-
tween the parts, the cubical building designed
by SANAA appears weightless, without matter
and plastic consistency. It looks like an empty
box, filled with light, a rarefied shell which To
accomplish this the architects have focused on
Projects Zollverein school

two aspects of the project: that of the demarca-


tion between interior and exterior, which has
been reduced to a minimal thickness in order
to cancel the image of the consistency of the
material and weight, and that of the functional
organization, realized in an anti-hierarchical
manner, to design fluid, continuous spaces in-
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to which natural light may flood without any


restrictions. Sophisticated technological solu-
tions make the architectural idea feasible.
The thinness of the outer walls (30cm) in un-
treated reinforced concrete, perforated by the
numerous openings that remind of luminous 4 7

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A
Progetti Scuola Zollverein 5, 6, 7, 8
Le piante dei quattro
livelli sovrapposti in cui
è organizzata la scuola,
6
corrispondenti alle 4
principali categorie
d’uso: ambienti pubblici
al piano terra, aree per
la didattica al primo,
biblioteca al secondo, area 2
amministrativa al terzo:
1. reception; 2. caffetteria;
3. auditorium; 4. spazio
espositivo; 5. aula studio;
6. area riposo; 7. aule per
seminari; 8. biblioteca;
1
9. sala conferenze; 5
10. patio; 11. ufficio
9
Le sagome geometriche,
illuminate e distorte, 3
delle diverse misure
delle aperture che la luce
naturale disegna sulle
superfici interne 4 4
10
I prospetti dell’edificio
rispettivamente esposti
ad est, a nord, ad ovest e a 5 A 6 0 3 5m
sud. Le aperture quadrate

.
hanno lati di tre diverse
dimensioni: 280cm, 180cm
o 140cm

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7 7 10
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megapixels, is possible thanks to the reduction izing the library on the third floor (h5.00) and
The floor plans of the
school’s four stacked levels of the permanent loads – by means of floors the more intimate atmosphere of the offices on
correspond to four major with two-directional web and the elimina- the fourth (h3.15m); finally, the roof garden,
uses: public spaces on the tion of layers of insulating materials, replaced partially covered by a roof at a height of 7.30m,
ground floor; teaching
by the introduction of a grid of pipes in the dedicated to events, is characterized by a feel-
spaces on the first floor; the
library on the second floor; walls, in which water at a temperature of about ing of vastness.
and the administrative area 27°C, channeled from a nearby underground According to a logic of “perceptive transpar-
on the third: 1. reception; source, circulates. The internal distribution ency” produced by the configuration of the
2. cafeteria; 3. auditorium;
reflects the functional program: 4 main cat- interiors rather than by the materials as such,
4. exhibition space;
5. working space; 6. lounge; egories corresponding to the 4 superimposed the structure is reduced to the essential. Three
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7. Seminar rooms; 8. library; floors in which the school is organized. The hollow nuclei in untreated reinforced con-
9. conference room; volumetric simplicity and clarity of the system crete – which contain the vertical connections,
10. patio; 11. office
is made slightly more complicated by the dif- bathrooms and accessory facilities – and two
9
Distorted geometric forms ferent heights of the intermediate floors that slender steel columns, varnished in white, are
of natural light from the create very different sensations in the super- placed freely within the perimeter of the build-
different sized windows imposition of the identical floors (measuring ing. These volumes, like autonomous objects,
are thrown on the interior
35x35m). The sober atmosphere of the com- interrupt the floors to reduce the structural
surfaces
10 munal areas on the ground floor (h4.40m) span, without interfering with the fluidity of
The building’s elevations, contrasts with the solemn air of the the edu- the space. Finally, it is the study of the bor-
facing east, north, west and cational spaces and exchange of ideas on the ders between the different areas that makes
south, respectively. The
second floor, appropriate for the area with the it possible for the light to enter evenly and
square windows have sides
with three different sizes: highest ceilings (h9.80) ; this interior is very cancel the spatial hierarchy. The areas of the
280cm, 180cm or 140cm different from the sense of measure character- entrance, reception, café and the exhibition

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Progetti Scuola Zollverein gerarchia spaziale. Le zone d’ingresso, di ri- ed “affondato” nel solaio del piano terra; se le
cevimento, della caffetteria e di esposizione al aule dei seminari si presentano come tre “sca-
piano terra; le aree per l’istruzione, il dialogo tole” autonome, bianche ed astratte, collocate
e il riposo al primo piano; i depositi e le aree di al terzo livello. O infine, se gli uffici e le stan-
lettura al terzo, hanno tra loro limiti effimeri, ze per riunioni al quarto piano, disimpegnati
labili, appena accennati dall’assetto degli ar- da uno “spazio interstiziale” sul perimetro, si
redi. La disposizione appare piuttosto un sug- addensano in una fitta scacchiera liberamente
gerimento, un’opzione d’uso tra le numerose interrotta da cinque patii che ritagliano cinque
possibili. Ed è ancora una questione di confini, “quadrati di cielo” e scompaginano ancora il
di continuità e relazioni tra le parti, se l’audito- confine tra gli ambienti serrati del lavoro e lo
rium è trattato come un prisma di vetro, isolato spazio vuoto della luce.

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t=

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space on the ground floor; the areas dedicated like three autonomous “boxes”, white and ab-
to teaching, dialogue and rest on the first floor; stract, arranged on the third floor; and finally
the storage and reading rooms on the third, the way the offices and meeting rooms on
are divided by ephemeral, faint limits, only just the fourth floor, connected by an “interstitial
suggested by the arrangement of the furniture. space” a interstitial space that goes around
The distribution appears as an indication, as the perimeter, become more dense, to form a
one possible way to use the space among many chessboard pattern that is freely interrupted
other, possible solutions. Borders, continuity by five patios that form five “squares of sky”,
and relations between the parts have inspired once again shifting the borders between the
many other aspects of this project, as the way compact work areas and the empty space of
the auditorium is treated like a glass prism, the light. envelops and withholds a portion of
isolated and “sunk” into the ground floor; the the “atmosphere” of Zollverein, dedicating it
way in which the seminary halls are designed to teaching, study and research.

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La sezione evidenzia
le differenti altezze di
interpiano tra i solai
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Immagine del tetto-
giardino parzialmente
coperto
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Vista interna dell’area
amministrativa al quarto
livello. Gli uffici e le sale
riunioni sono organizzati
secondo una serrata
scacchiera, disimpegnati
da uno “spazio
interstiziale” sul perimetro
e illuminati da cinque patii

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The section highlights the
different heights of the
space between floors
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Image of the partially
covered roof-garden
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Interior view of fourth
floor administration area.
The offices and meeting
rooms are organized in
a tight checkerboard
pattern, coming out into an
“interstitial space” along
the perimeter, lit by five
patios
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A construction stage of the
floor slabs patented system
by Cobiax
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Construction detail of floor
slabs with a two-directional
composition plan for large
structural spans, reducing
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permanent loads by
approximately 30%
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Night image of cubic
volume dematerialized by
the many windows, looking
like lighted megapixels 13

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Progetti Scuola Zollverein Informazioni 14
Information Una fase della costruzione
dei solai, sistema brevettato
dalla Cobiax
Solaio alleggeriti Cobiax Technologies 15
Flat slabs GmbH Dettaglio costruttivo
dei solai a tessitura
Casserature Westag & Getalit AG, bidirezionale per ampie
Formworks Rheda-Wiedenbrück luci strutturali che
consentono di ridurre i
Cemento Dyckerhoff Beton carichi permanenti del
30% circa
Concrete GmbH & Co. KG
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Immagine notturna
Impianti climatizzazione Transsolar del volume cubico
Air-conditioning system Energietechnik GmbH smaterializzato dalle
numerose aperture che
appaiono come megapixel
luminosi

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